Legge elettorale, come funziona quella attuale e come potrebbe cambiare

Politica
©Ansa

Introduzione

È stata raggiunta l'intesa nella maggioranza sulla nuova legge elettorale, con cui si potrebbe votare alle politiche del 2027.

 

Il centrodestra ha depositato in Parlamento, il 26 febbraio, il testo di riforma firmato dai capigruppo di maggioranza. Quali sono le novità? E quali le differenze con il Rosatellum?

Quello che devi sapere

La nuova legge elettorale

L'intervento di riforma delle legge elettorale "si inserisce in una fisiologica attività di revisione normativa, finalizzata a valorizzare l'assetto complessivo del sistema e a renderlo maggiormente capace di esprimere maggioranze parlamentari riconoscibili e stabili, nel rispetto del pluralismo politico", si legge nella premessa del testo presentato dal centrodestra alla Camera e al Senato, in cui si sottolinea che "la scelta di un sistema proporzionale integrato da un correttivo di governabilità predeterminato dà seguito alle indicazioni delineate dalla Corte" Costituzionale "mirando a coniugare pluralismo politico e stabilità istituzionale nel rispetto dei principi costituzionali". 

 

Leggi anche: Elezioni, come funziona la legge elettorale nei Comuni italiani

Le modifiche

La proposta di modifica del sistema elettorale delle Camere si fonda su questi puntu:

  • eliminazione della componente uninominale del sistema vigente e dei collegi uninominali, fatti salvi i casi particolari previsti dall’articolato per la Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige;
  • attribuzione dei seggi con metodo proporzionale, su base nazionale per la Camera dei deputati e su base regionale per il Senato della Repubblica, in coerenza con i principi costituzionali di rappresentatività delle assemblee elettive;
  •  introduzione di un premio di governabilità numericamente predeterminato, pari a 70 seggi per la Camera dei deputati e 35 per il Senato della Repubblica, attribuito alla lista o coalizione che abbia conseguito la maggiore cifra elettorale e almeno il 40% dei voti validi nell’Assemblea di riferimento;
  •  previsione di un eventuale turno di ballottaggio, subordinato alla condizione che le prime due liste o coalizioni di liste, pur non avendo raggiunto il 40% dei voti validi abbiano conseguito almeno il 35% dei voti validi, finalizzato a consentire l’individuazione di una maggioranza parlamentare coerente con il consenso elettorale; 
  • attribuzione dei seggi esclusivamente con metodo proporzionale qualora non ricorrano le condizioni previste per l’assegnazione del premio di governabilità;
  • previsione di una soglia di sbarramento al 3%;
  • indicazione obbligatoria del nominativo da proporre per l’incarico di Presidente del Consiglio in sede di presentazione delle liste, quale elemento di trasparenza dell’offerta politica fatte salve le prerogative costituzionali del Presidente della Repubblica.

pubblicità

La scheda elettorale

Se passasse l'accordo raggiunto, è stato sottolineato nei giorni scorsi, la nuova scheda elettorale non sarebbe molto diversa da quella attuale: figurerebbero i due o tre nomi individuati dalla coalizione per la circoscrizione, al posto del nome del candidato al collegio uninominale attuale, e sotto le liste dei partiti collegati.

L’attuale legge elettorale: il Rosatellum

Attualmente in Italia si vota con la legge elettorale nota come Rosatellum (legge 3 novembre 2017, n. 165), approvata in via definitiva al Senato il 26 ottobre 2017 e applicata per la prima volta alle elezioni politiche del 4 marzo 2018. Dopo l'entrata in vigore della legge costituzionale che ha ridotto il numero dei parlamentari, con il decreto legislativo 23 dicembre 2020, n. 177 i collegi elettorali sono stati sostituiti da nuovi, per adeguarli al numero dei parlamentari da eleggere, mentre le circoscrizioni sono rimaste invariate.

pubblicità

Rosatellum: un sistema elettorale misto

Il Rosatellum è un sistema elettorale misto a separazione completa. Per entrambe le Camere del Parlamento la ripartizione è la seguente:

  • Il 37% dei seggi (147 alla Camera e 74 al Senato) è assegnato con un sistema maggioritario a turno unico in altrettanti collegi uninominali: in ciascun collegio è eletto il candidato più votato, secondo il sistema uninominale secco;
  • Il 61% dei seggi (245 alla Camera e 122 al Senato) è ripartito proporzionalmente tra le coalizioni e le singole liste che abbiano superato le previste soglie di sbarramento nazionali. La ripartizione è effettuata a livello nazionale per la Camera e a livello regionale per il Senato: a tale scopo ci sono collegi plurinominali nei quali si presentano liste bloccate di candidati;
  • Il 2% dei seggi (8 deputati e 4 senatori) è destinato al voto degli italiani residenti all'estero e viene assegnato con sistema proporzionale su 4 circoscrizioni che prevede il voto di preferenza.

Rosatellum: le soglie di sbarramento

La legge elettorale attuale prevede alcune soglie di sbarramento per accedere alla ripartizione dei seggi:

  • 3% dei voti ottenuti a livello nazionale: vale per le liste singole, sia alla Camera che al Senato
  • 20% dei voti ottenuti a livello regionale: vale, alternativamente e solo al Senato, per le liste singole;
  • 20% dei voti ottenuti a livello regionale, o elezione di due candidati nei collegi uninominali: vale, alternativamente, per le liste rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute presentate esclusivamente nelle regioni a statuto speciale in cui sia prevista una particolare tutela di tali minoranze
  • 10% dei voti ottenuti a livello nazionale: vale per le coalizioni, purché comprendano almeno una lista che abbia superato una delle altre tre soglie previste.
  • Le liste collegate in una coalizione che non ha raggiunto la soglia del 10% sono comunque ammesse al riparto dei seggi se hanno superato almeno una delle altre soglie previste.

pubblicità

Rosatellum: circoscrizioni e collegi

Il Rosatellum prevede 20 circoscrizioni per il Senato (coincidenti con le regioni come nelle precedenti leggi elettorali) e 28 per la Camera dei deputati. Ciascuna è divisa in collegi uninominali e plurinominali: 74 uninominali e 26 plurinominali per il Senato e 147 uninominali e 49 plurinominali per la Camera.

 

Leggi anche: Referendum Giustizia 2026, quando e per cosa si vota

Rosatellum: l’assenza delle preferenze e del voto disgiunto

L’attuale legge elettorale non permette ai cittadini di votare per uno specifico candidato di una lista. Una volta determinato il numero di seggi ottenuto da ciascuna lista in ciascun collegio, i candidati sono proclamati eletti secondo l'ordine di presentazione stabilito dalla lista stessa. Inoltre non è possibile il voto disgiunto, ovvero esprimere una preferenza per una lista e un candidato che non è a essa collegato.

 

Per approfondire su Insider: Legge elettorale, referendum e grandezze relative

pubblicità