Comuni, solo il 15% ha una sindaca. Nelle amministrazioni le donne sono poco più di 1/3

Politica
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Introduzione

In Italia la presenza femminile nelle amministrazioni comunali è ancora lontana dalla parità. È quanto emerge da un'elaborazione del Centro Studi Enti Locali, basata su dati del ministero dell'Interno aggiornati al 3 febbraio 2026. Le amministratrici comunali sono il 35,5% del totale, mentre la percentuale di prime cittadine è al 15%. L’analisi è stata diffusa in occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna. Ecco i dettagli

Quello che devi sapere

Le donne nelle amministrazioni comunali

Dall’elaborazione del Centro Studi Enti Locali risulta che le donne rappresentano ancora oggi poco più di un terzo della classe politica municipale. E questo nonostante il fatto che negli ultimi anni siano state introdotte diverse norme per favorire l'equilibrio di genere nella politica locale: dalla doppia preferenza di genere nelle elezioni comunali agli obblighi sulla composizione delle giunte. Secondo l’analisi, gli amministratori locali attualmente in carica sono 125.910: le donne sono 44.402 (pari al 35,3% del totale), mentre gli uomini sono 81.508 (64,7%). Se guardiamo solo ai sindaci, la percentuale di donne che ricopre la carica di prima cittadina scende al 15%.

 

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Le differenze territoriali

Dall’analisi emerge anche che la situazione in Italia non è omogenea e che le differenze territoriali restano marcate: il divario di genere risulta più accentuato in diverse regioni del Sud, mentre la presenza femminile risulta più elevata nelle amministrazioni comunali del Centro-Nord. La regione con la presenza femminile più bassa è il Molise, mentre quella con la presenza femminile più alta è il Friuli-Venezia Giulia.

 

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Il confronto tra le regioni

L’approfondimento del Centro Studi Enti Locali, quindi, permette di fare un confronto tra le regioni italiane. In base ai numeri riportati, come detto, il Molise risulta la regione con la presenza femminile più bassa nelle amministrazioni comunali: 515 amministratrici su 1.851 incarichi complessivi, pari al 28%. In altre parole: su quattro amministratori locali in carica, tre sono uomini.

 

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Le altre regioni con percentuali basse

In Italia, ricordiamo, la percentuale di donne nelle amministrazioni comunali è al 35,3%. Quote più basse si registrano anche in altre regioni meridionali. In Campania le donne sono 2.545 su 8.560 amministratori (30%). In Calabria la percentuale si ferma al 31%: le donne sono 1.757 su 5.744 incarichi. Valori analoghi si registrano anche in Abruzzo (31%) e Basilicata (32%). Il Lazio e il Trentino Alto Adige sono al 33%, la Liguria e il Piemonte al 34%, la Puglia è al 35%.

 

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Le regioni con le percentuali più alte

Il valore più alto, come detto, si registra invece in Friuli-Venezia Giulia: le donne sono 1.545 su 3.756 amministratori, pari al 41% del totale. Supera la soglia del 40% anche l'Emilia-Romagna, con 2.420 amministratrici su 6.028 incarichi (40%). Seguono Toscana (39,5%), Valle d'Aosta (39%) e Veneto (38%). Ancora: Lombardia, Marche, Sardegna e Sicilia al 37%; Umbria al 36%.

“Divario territoriale significativo”

Il confronto tra le regioni evidenzia un “divario territoriale significativo”, spiega l'approfondimento del Centro Studi Enti Locali. Viene anche sottolineato come tra il valore più alto e quello più basso della presenza femminile nelle amministrazioni comunali si registrino oltre 13 punti percentuali di differenza. Se in Friuli-Venezia Giulia le donne rappresentano più di quattro amministratori su dieci, in Molise la quota scende a meno di tre su dieci. Nel complesso, evidenzia il Centro Studi Enti Locali, “la politica comunale italiana continua a rimanere prevalentemente una questione maschile: quasi due amministratori locali su tre sono uomini, segno che il percorso verso una piena rappresentanza di genere nelle istituzioni territoriali è ancora incompleto”.

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Le province con percentuali più basse

Il divario di genere nelle amministrazioni comunali emerge in modo evidente anche a livello provinciale. A detenere la maglia nera per la rappresentanza femminile è la provincia di Benevento: le donne sono 294 su 1.147 amministratori complessivi, pari al 26% del totale. In altre parole, quasi tre amministratori locali su quattro sono uomini. Quote particolarmente basse si registrano anche in altre due province del Molise: Isernia, dove le amministratrici sono 177 su 663 incarichi (27%), e Campobasso, con 338 donne su 1.188 amministratori (28%).

Le province con percentuali più alte

All'estremo opposto della classifica, invece, troviamo alcune province del Centro-Nord, dove la presenza femminile si avvicina alla soglia della parità. Il primato spetta alla provincia di Pordenone, dove le donne rappresentano il 43% degli amministratori locali (439 su 1.030). Subito dietro troviamo Gorizia, Pisa, Ravenna e Siena, tutte con una quota femminile pari al 42%, mentre Bologna, Mantova, Modena, Parma, Treviso e Udine si attestano intorno al 41%. “Nel complesso – è il commento del Centro Studi Enti Locali – tra la provincia con la maggiore presenza femminile e quella con la minore il divario supera i 17 punti percentuali. Una distanza che fotografa con chiarezza come la partecipazione delle donne alla guida delle amministrazioni comunali resti fortemente disomogenea sul territorio nazionale, con un gap ancora marcato soprattutto in alcune aree del Mezzogiorno”.

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Le cariche

Il divario di genere, sottolinea l’approfondimento, emerge con chiarezza anche osservando la distribuzione delle amministratrici nelle diverse cariche comunali. Le donne, infatti, risultano relativamente più presenti negli organi collegiali e diventano molto più rare nelle posizioni di vertice dell'amministrazione. Vediamo le diverse posizioni:

  • Tra gli assessori comunali le donne sono 10.333 su 24.795, pari al 42% del totale, una quota relativamente vicina all'equilibrio di genere.
  • Una percentuale analoga si registra tra gli assessori non di origine elettiva, dove la presenza femminile raggiunge il 43%.
  • Nei consigli comunali la quota femminile scende invece al 36%: le consigliere sono 31.607 su 88.704.
  • Il divario si accentua ancora di più tra i consiglieri candidati alla carica di sindaco, dove le donne sono 981 su 3.995, pari a circa un quarto del totale (25%).
  • È però al vertice delle amministrazioni comunali che la presenza femminile si riduce drasticamente: le sindache sono 1.187 su 7.732, pari al 15% del totale. In altre parole, oltre otto comuni su dieci sono guidati da un uomo.

 

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