Ucraina, le 5 garanzie dei Volenterosi per Kiev. Roma esclude invio di truppe italiane

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Introduzione

Cinque garanzie di sicurezza per Kiev e una "cellula di coordinamento che consentirà di integrare pienamente tutti gli eserciti competenti e che consentirà il coordinamento fra la coalizione dei Volenterosi, gli Stati Uniti d'America e l'Ucraina". Questi i punti principali per il futuro di Kiev che sono emersi dall’ultima riunione della coalizione dei Volenterosi (35 Paesi impegnati nel percorso di pace) che si è tenuta ieri, 6 gennaio, a Parigi, ispirati all’articolo 5 della Nato, come da tempo suggerisce l’Italia.

 

Ancora una volta, come si legge nella nota diramata al termine dell’incontro, si rimarca l’impegno “a favore di una pace giusta e duratura in Ucraina, in linea con i principi della Carta delle Nazioni Unite”. Si accolgono “con favore” i progressi compiuti nelle trattative, tra cui le “discussioni tra americani, ucraini, europei e altri partner”. La premier Giorgia Meloni comunque è chiara. L'Italia non invierà soldati "sul terreno", tra i principi "più volte ribaditi da Roma", mentre da Paesi come la Spagna – finora tra i più prudenti – si apre la porta alla possibilità di sostenere anche con la presenza di militari gli sforzi di pace. Ecco quali sono i cinque pilastri dell’accordo raggiunto tra i Volenterosi

Quello che devi sapere

Guerra Ucraina, garanzie Volenterosi: la verifica del cessate il fuoco

Il testo parla dell'impegno per "un sistema di garanzie politicamente e giuridicamente vincolanti che saranno attivate una volta entrato in vigore il cessate il fuoco, in aggiunta agli accordi bilaterali di sicurezza e in conformità con i nostri rispettivi accordi giuridici e costituzionali", formula che permette agli Stati di non inviare truppe in Ucraina, se mai altri dovessero farlo. "La capacità dell'Ucraina di difendersi è di fondamentale importanza per garantire il futuro della sicurezza collettiva dell'Ucraina e dell'area euro-atlantica", si ricorda.

 

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La coalizione dei Volenterosi a Parigi

Il monitoraggio del cessate il fuoco

Il primo pilastro per la sicurezza dell’Ucraina prevede la partecipazione a un meccanismo di monitoraggio e verifica del cessate il fuoco proposto dagli Stati Uniti. "Sarà istituito un sistema di monitoraggio del cessate il fuoco continuo e affidabile, che comprenderà contributi dei membri della coalizione dei Volenterosi”. Anche “la commissione speciale che sarà istituita per affrontare eventuali violazioni, attribuire responsabilità e determinare rimedi" vedrà la partecipazione dei Volenterosi. 

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Il sostegno alle forze armate ucraine

Centrale il sostegno alle forze armate di Kiev. "La Coalizione – si legge nel comunicato – ha concordato di continuare a fornire assistenza militare e armamenti a lungo termine alle forze armate ucraine per garantirne la capacità in modo sostenibile, poiché rimarranno la prima linea di difesa e deterrenza. Ciò comprenderà, a titolo esemplificativo ma non esaustivo:

  • Pacchetti di difesa a lungo termine;
  • Sostegno al finanziamento dell'acquisto di armi;
  • Cooperazione continua con l'Ucraina sul bilancio nazionale per finanziare le forze armate; accesso a depositi di difesa in grado di fornire un rapido sostegno aggiuntivo in caso di un futuro attacco armato;
  • Fornitura di sostegno pratico e tecnico all'Ucraina nella costruzione di fortificazioni difensive". 

 

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La ricostruzione delle forze armate ucraine e la deterrenza

E ancora, all’orizzonte si profila la nascita di “una forza multinazionale per l'Ucraina con i contributi delle Nazioni disposte nell'ambito della coalizione, per sostenere la ricostruzione delle forze armate ucraine e sostenere la deterrenza”. Nel dettaglio, si spiega che "è stata condotta una pianificazione militare coordinata per preparare misure di rassicurazione in aria, in mare e sulla terraferma e per la rigenerazione delle forze armate ucraine. Abbiamo confermato che queste misure di rassicurazione dovrebbero essere rigorosamente attuate su richiesta dell'Ucraina una volta che si sia verificata una credibile cessazione delle ostilità. Questi elementi saranno guidati dall'Europa, con il coinvolgimento anche dei membri non europei della Coalizione e il sostegno proposto dagli Stati Uniti". 

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La posizione dell'Italia

Sul terzo pilastro, in una nota di Palazzo Chigi si conferma la posizione dell'Italia ben ribadita da Meloni sull'ipotesi di inviare truppe in Ucraina: Roma sottolinea "la volontarietà della partecipazione delle Nazioni della coalizione alla Forza multinazionale e il rispetto delle procedure costituzionali per le decisioni a sostegno dell'Ucraina in caso di futuro attacco, richiamati nella dichiarazione adottata, riflettono principi più volte ribaditi dall'Italia".

L’eventualità di un futuro attacco della Russia

Cosa succederebbe nel caso di un futuro attacco armato della Russia? I Volenterosi hanno “convenuto di finalizzare impegni vincolanti che definiscano il nostro approccio per sostenere l'Ucraina e ripristinare la pace e la sicurezza” anche in tal caso. La formula usata nel testo per spiegare di cosa si tratta è ampia. Gli impegni citati "possono includere l'uso di capacità militari, intelligence e supporto logistico, iniziative diplomatiche, adozione di ulteriori sanzioni". 

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La cooperazione nella Difesa

Infine è stato messo nero su bianco l’impegno per “continuare a sviluppare e approfondire la cooperazione in materia di Difesa reciprocamente vantaggiosa con l'Ucraina”, che comprenderà tra l'altro “formazione, produzione congiunta nel settore della difesa, anche con l'uso di strumenti europei pertinenti, e cooperazione in materia di intelligence".

 

Per approfondire: Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra tra Russia e Ucraina

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