Introduzione
Scommessa vinta. A meno di tre mesi dalla storica nomina come prima donna premier del Giappone, Sanae Takaichi ha sciolto la Camera Bassa del Parlamento e indetto elezioni anticipate. Stando alle proiezioni diffuse dall’emittente Nhk e dall’Agenzia Kyodo, il suo partito Liberaldemocratico (Ldp) ha consolidato la maggioranza: il numero di seggi della coalizione di governo - assieme al Partito dell'Innovazione (Ishin) – è dato in aumento tra i 274 e i 328 seggi sui 465 totali. Se i dati venissero confermati, la 64enne leader ultraconservatrice inizierebbe il secondo mandato con maggiori margini di manovra per portare avanti il suo programma, dall’economia alla difesa fino a possibili modifiche costituzionali. Ecco chi è.
Quello che devi sapere
Gli studi e la passione per l’heavy metal
Classe 1961 di Nara, Takaichi studia scienze politiche all’Università di Kobe dove ottiene una borsa di studio che la porta Oltreoceano, a Los Angeles. Durante l’università lavora perché i genitori erano contrari all’idea che una donna frequentasse un ateneo. La passione per la politica si salda ad altri interessi, dai motori alla subacquea fino alla batteria tanto che entra in una band heavy metal.
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L’ascesa politica
Dopo uno stage al Congresso americano, torna in Giappone dove intraprende la carriera di giornalista per un’emittente televisiva. La svolta politica arriva nel 1993 quando viene eletta per la prima volta nella Dieta nazionale come indipendente. In un Paese dove la politica è fortemente maschilista e ancorata a gerarchie e dinastie familiari, Takaichi si afferma come uno dei volti del partito ed entra nella cerchia dei “fedelissimi” di Shinzo Abe, assassinato durante un comizio nel luglio 2022. Sin dal primo mandato, nel 2006, l’esponente del Ldp ricopre una serie di incarichi ministeriali fino ai più delicati: Interno, Comunicazioni e Sicurezza economica.
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La visione politica
È durante la lunga fase di governi Abe che Takaichi scala i ranghi del partito ed emerge per una visione coerente con il conservatorismo nazionalista senza mai scendere a compromessi. Dopo lo scandalo sui finanziamenti pubblici che nell’estate 2024 ha travolto i Liberaldemocratici al potere e portato alla caduta del governo di Fumio Kishida, la futura premier è andata a caccia di nuovi alleati preparando il partito ad una nuova svolta a destra.
I primi giorni di governo
Il 4 ottobre scorso, la netta vittoria nella corsa per la leadership del partito Liberaldemocratico spiana la strada alla nomina a premier, una novità assoluta per il Paese del Sol Levante. Nei primissimi giorni di governo, Takaichi “debutta” sulla scena internazionale, dai vertici regionali in Malesia e Corea del Sud alla visita del presidente Usa Donald Trump a Tokyo. L’immagine dei due leader sulla portaerei americana nella base navale di Yokosuka è l’immagine plastica di una ritrovata intesa tra i due storici alleati.
Lo stile
Soprannominata la “Lady di Ferro” nipponica, Takaichi si afferma sin da subito per lo stile decisionista. Poche settimane dopo la nomina ammette in Parlamento di dormire “dalle due alle quattro ore” a notte ammettendo tuttavia che la mancanza di sonno “fa male alla pelle”. Parole arrivate dopo che ha organizzato una riunione di governo alle tre del mattino.
L’aumento delle spese militari
I primi mesi di mandato sono nel segno di un’accelerazione sulla difesa. L’annuncio di un incremento record delle spese militari, pari a 9 trilioni di yen, 50 miliardi di euro, per contrastare l’espansionismo cinese ha scatenato l’ira di Pechino riaccendendo la tensione tra i due giganti asiatici.
La ricetta economica
Sul fronte economico, Takaichi ha spinto per una riduzione, pari all’8%, dell’imposta sulle vendite per due anni. La misura, annunciata con lo scopo di sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, ha scosso i mercati finanziari ma ha dato una spinta ai consensi, soprattutto tra i più giovani. Anche in questo caso la vittoria alle elezioni anticipate potrebbe ridare nuova linfa al suo programma economico.
"Sanae-mania"
Proprio tra gli elettori giovani, Takaichi ha attirato simpatie inattese che hanno contribuito all’affermazione di un partito tradizionalmente anziano. Dalla borsa alla penna rosa utilizzata per prendere appunti in Parlamento: lo stile della premier ha fatto tendenza come dimostra l’impennata di vendite sugli accessori nel Paese dove si è scatenata una vera e propria “Sanae-mania”.
L’asse con Meloni
A metà gennaio, la visita della premier italiana Giorgia Meloni in occasione dei 160 anni di rapporti Italia-Giappone è stata l’occasione per la "Lady di ferro" nipponica di riaffermare l’importanza di un’economia globale aperta, un segno opposto alla politica dei dazi imposti dall’amministrazione Trump. "Congratulazioni di cuore al Primo Ministro Sanae Takaichi per l'importante successo conseguito alle elezioni per il rinnovo della Camera dei Rappresentanti del Giappone. Le nostre nazioni sono unite da una profonda amicizia e da un partenariato strategico che continua a rafforzarsi grazie al rapporto di fiducia sincera e di collaborazione costruttiva che abbiamo saputo costruire in questi anni tra i nostri Governi", ha scritto la premier italiana commentando l’esito del voto.
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Le elezioni anticipate
Sfruttando il vento in poppa dei sondaggi, con un tasso di approvazione del 70%, Takaichi ha indetto elezioni anticipate sperando, come detto, di potenziare il suo programma di governo per i prossimi quattro anni. Tra le norme che potrebbero vedere la luce ci sono una stretta sull’immigrazione e un potenziamento della retorica nazionalista secondo lo slogan “il Giappone è tornato”. I limiti arrivano dalla Costituzione stessa, dichiaratamente pacifista, che vige nel Paese del Sol Levante sin dalla sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale nel 1945 e che finora ha impedito un piano organico di riarmo. Una maggioranza di due terzi potrebbe facilitare l'approvazione di modifiche costituzionali.
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