Strage di Crans-Montana, chi sono le sei vittime italiane

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Introduzione

Nell'incendio con esplosione nel locale svizzero "Le Constellation" sono morti il 16enne bolognese Giovanni Tamburi, il 16enne milanese Achille Barosi, il quasi 17enne genovese Emanuele Galeppini, la 16enne milanese Chiara Costanzo, la 15enne italosvizzera Sofia Prosperi e il 16enne romano Riccardo Minghetti. Ecco le loro storie

Quello che devi sapere

Le sei vittime italiane

È stato completato il riconoscimento delle sei vittime italiane della strage di Capodanno di Crans-Montana. Lo ha riferito l'ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. Le vittime sono il 16enne bolognese Giovanni Tamburi, il 16enne milanese Achille Barosi, il quasi 17enne genovese Emanuele Galeppini e la 16enne milanese Chiara Costanzo, la 15enne italosvizzera Sofia Prosperi e il 16enne romano Riccardo Minghetti. "Il bilancio è definitivo", ha spiegato Cornado.

 

Per approfondireCrans-Montana, le ultime notizie sulla strage. IL LIVE

Una disperata ricerca

È stata fin da subito disperata la ricerca degli italiani che si trovavano al "Le Constellation" al momento dell'incendio e dell'esplosione. Nel caso del bolognese Tamburi, un amico aveva detto di averlo perso di vista durante la fuga dal bar. Barosi, milanese, era stato visto per l'ultima volta intorno all'1:30 di quella notte mentre rientrava nel locale per prendere giacca e telefono. I genitori di Galeppini hanno girato diversi ospedali sperando di trovare vivo il proprio figlio. Il padre di Costanzo si era anche recato al bar dopo l'incendio: "Cercavo nel fumo gli occhi di mia figlia, ma non li ho trovati".

 

Per approfondire: Le immagini del luogo dell'esplosione a Crans-Montana. VIDEO

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Emanuele Galeppini

Emanuele Galeppini, originario di Rapallo (Genova) ma residente a Dubai, era un promettente golfista e grande tifoso del Genoa. Nato il 21 gennaio 2009, aveva quasi 17 anni. Si trovava al "Le Constellation" per festeggiare il Capodanno con gli amici quando è avvenuta la tragedia. I genitori lo hanno cercato girando diversi ospedali, sperando di trovarlo vivo. "Aiutatemi a trovare Emanuele", era stato l'appello disperato del padre. Poi il cordoglio della Federazione Italiana Golf con un post social, quando era ancora in corso l'identificazione. Infine l'ufficialità.

Giovanni Tamburi

Giovanni Tamburi, 16 anni, di Bologna, era in Svizzera con il padre in occasione del Capodanno. Per festeggiare il nuovo anno, si era recato al "Le Constellation" insieme ad alcuni amici. Disperso dopo l'incendio, la madre Carla Masiello aveva lanciato un appello: "Stiamo chiamando tutti gli ospedali, ma nessuno sa niente, anche perché chi arriva è in pessime condizioni. Aiutatemi a ritrovare mio figlio". La mamma aveva fornito alcuni dettagli: "Aveva al collo una catenina d'oro con l'immagine di una madonnina". Tamburi aveva anche il cellulare scarico. Dopo la tragedia, un amico del 16enne ha raccontato che, mentre stava scappando dal bar, a un certo punto l'aveva perso di vista. Poi l'identificazione con il Dna e la fine della speranza.

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Achille Barosi

Achille Barosi, 16enne milanese, è stato visto per l'ultima volta intorno all'1:30 di quella notte. Come spiegato dal cugino, che aveva diffuso un appello per il suo ritrovamento dando anche una descrizione fisica, Achille era rientrato nel locale "Le Constellation" per prendere giacca e telefono. Inserito nella lista dei dispersi, è stato poi identificato tra le vittime della strage. Il ragazzo - la cui famiglia ha una casa proprio a Crans-Montana - era amico di un'altra vittima, Chiara Costanzo.

Chiara Costanzo

La 16enne milanese Chiara Costanzo era un'ottima studentessa, con una padronanza perfetta delle lingue. Era anche una ginnasta e una sciatrice. Dopo l'incendio, il padre era corso al "Le Constellation" per cercarla: "Sono entrato e ho visto molto fumo. Cercavo gli occhi di mia figlia tra la folla, non li ho visti". E ancora prima dell'identificazione, la speranza per il papà di Chiara Costanzo era già svanita: "Ci hanno detto ufficialmente che gli ospedalizzati non identificati sono tre, di sesso maschile. Per esclusione, mia figlia è in un altro elenco, quello delle vittime", aveva detto. Poi il ricordo straziante: "Mia figlia era perfetta, il sogno di ogni genitore. Aveva il mondo nelle sue mani".

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Sofia Prosperi

Sofia Prosperi, italosvizzera, aveva 15 anni. Nata nel marzo del 2010 a Paradiso sul lago di Lugano, nel Canton Ticino, era figlia di una famiglia di italiani che si era trasferita in Svizzera per lavoro. Prosperi frequentava l'International School di Fino Mornasco, in provincia di Como. Alcuni amici l'hanno riconosciuta in un video girato poco prima della tragedia: era seduta a un tavolo del locale "Le Constellation" vicino al punto in cui è scoppiato l'incendio. Da qui le fievoli speranze di trovarla ancora in vita, troncate definitivamente con l'identificazione tramite il Dna.

Riccardo Minghetti

Riccardo Minghetti, 16enne romano, era a Crans-Montana con la famiglia per le vacanze invernali. Cresciuto tra l'Eur e la Svizzera, dove la famiglia ha una casa, era al locale "Le Constellation" con alcuni amici: loro si sono salvati, seppur con ustioni, mentre lui ha perso la vita. Ragazzo sportivo, amante del nuoto e del tennis, prendeva lezioni di sci. La scuola che frequentava si era stretta intorno alla famiglia "confidando in un miracolo". Ma l'identificazione tramite Dna ha spezzato ogni speranza di trovarlo ancora in vita.

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