Tre portaerei arriveranno presto in Medio Oriente e il Dipartimento della Difesa ha elaborato piani per colpire l'arsenale di droni e missili dell'Iran, ma anche gli impianti energetici e altri siti militari. Donald Trump ha smentito nelle ultime ore che ci sarà un attacco all'Iran prima delle elezioni di metà mandato. Intanto gli Houthi hanno annunciato di avere colpito con un missile l'aeroporto Re Khalid a Riad, in Arabia saudita
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Tre portaerei arriveranno presto in Medio Oriente e il Dipartimento della Difesa ha elaborato piani per colpire l'arsenale di droni e missili dell'Iran, ma anche gli impianti energetici e altri siti militari. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali sono state messe a punto diverse opzioni per una campagna di attacchi della durata di tre giorni.
Donald Trump ha smentito nelle ultime ore che ci sarà un attacco all'Iran prima delle elezioni di metà mandato.
Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro quelli che hanno definito "i resti della flotta fantasma iraniana" di petroliere utilizzate per trasportare prodotti petroliferi verso i mercati esteri, nell’ambito dell’ultima iniziativa volta ad aumentare la pressione su Teheran nella guerra in corso.
Intanto gli Houthi hanno annunciato di avere colpito con un missile l'aeroporto Re Khalid a Riad, in Arabia saudita. L'attacco, ha scritto su X il portavoce militare Yahya Saree, ha "avuto successo" ha causato "danni e l'interruzione del traffico aereo".
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Premier Pakistan: "Houthi fermino attacchi in Arabia Saudita"
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha condannato gli attacchi degli Houthi contro l'Arabia Saudita. "In conformità con l'Accordo di Difesa della Mecca e le decisioni recentemente prese dal suo Comitato Strategico Politico e di Sicurezza, ci impegniamo a tutelare la sovranità, l'integrità territoriale e la sicurezza dell'Arabia Saudita. Gli Houthi devono fermare questi attacchi", ha scritto sulla piattaforma social X.
Per media Usa Pentagono prepara attacchi, Trump li esclude "prima di midterm"
Il presidente Donald Trump ha escluso giovedì nuovi attacchi contro l'Iran prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre negli Usa, affermando che Washington sta conducendo "discussioni produttive" con Teheran. Nonostante il messaggio diffuso da Trump sulla piattaforma Truth Social, diverse ricostruzioni su possibili raid Usa, tra le quali quella del New York Times, secondo cui la pianificazione di un attacco è proseguita nonostante le esitazioni del presidente. Anche il magazine The Atlantic aveva rivelato mercoledì che la Casa Bianca aveva chiesto al Pentagono di predisporre opzioni di attacco contro obiettivi iraniani da impiegare prima delle elezioni. "Voglio chiarire a tutti che, sebbene l'Iran sia in pessime condizioni, sia economicamente sia militarmente, e mentre il blocco rimarrà pienamente in vigore non attaccheremo l'Iran in nessun momento prima delle elezioni di metà mandato", ha scritto Trump. "Stiamo avendo discussioni produttive con la Repubblica Islamica dell'Iran", ha aggiunto, senza fornire ulteriori dettagli. Secondo il New York Times tre portaerei saranno presto presenti in Medio Oriente e il Pentagono avrebbe elaborato diversi piani per colpire droni e missili iraniani, su ordine di Trump.
Trump: "Discussioni costruttive con Teheran, no attacchi prima delle elezioni di mid term"
"Stiamo avendo discussioni costruttive con la Repubblica Islamica dell’Iran. Voglio chiarire a tutti che, sebbene l’Iran si trovi in condizioni molto difficili, sia dal punto di vista economico che militare, e sebbene il blocco rimarrà pienamente in vigore e gli attraversamenti di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz stiano raggiungendo livelli record (22 milioni di barili, soltanto nella notte scorsa, senza che neanche un barile provenisse dall’Iran o fosse diretto verso l’Iran!), non attaccheremo l’Iran in nessun momento prima delle elezioni di metà mandato che si terranno negli Stati Uniti il 3 novembre". Ad affermarlo in un post su 'Truth' è il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump che ribadisce: "L'Iran non avrà un'arma nucleare".
Da Usa sanzioni contro 17 navi della 'flotta fantasma' iraniana
Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro quelli che hanno definito "i resti della flotta fantasma iraniana" di petroliere utilizzate per trasportare prodotti petroliferi verso i mercati esteri, nell’ambito dell’ultima iniziativa volta ad aumentare la pressione su Teheran nella guerra in corso. "L’azione di oggi neutralizza di fatto la stragrande maggioranza della rete della flotta ombra ancora operativa dell’Iran", ha annunciato il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti in un comunicato. L’obiettivo è privare Teheran dei fondi necessari per "condurre la guerra nella regione", ha aggiunto il segretario al Tesoro Scott Bessent. Il provvedimento riguarda 17 navi che, secondo le autorità statunitensi, hanno trasportato milioni di barili di greggio iraniano, oltre a prodotti petroliferi e petrolchimici, verso i mercati dell’Asia meridionale e orientale. Il Dipartimento del Tesoro ha sanzionato le società proprietarie di queste navi, accusandole di operare nei settori petrolifero o petrolchimico dell’economia iraniana. Bessent aveva precedentemente promesso una sorta di 'D-Day economico' contro Teheran.
Putin incontra Pezeshkian: "Mosca pronta fa fare tutto per contribuire a risolvere situazione"
Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto un colloquio con il suo omologo iraniano Masoud Pezeshkian, prima di un vertice regionale in Turkmenistan, e gli ha assicurato l’aiuto di Mosca per contribuire alla risoluzione della guerra in Medio Oriente, hanno riferito le agenzie di stampa russe. "Siamo pronti a fare tutto ciò che è in nostro potere per contribuire alla risoluzione di questa situazione", ha sottolineato Putin, ritenendo che l’Iran stia compiendo "sforzi concreti per porre fine al conflitto" iniziato a febbraio con i bombardamenti statunitensi e israeliani.
Da Usa sanzioni contro 17 navi della 'flotta fantasma' iraniana
Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro quelli che hanno definito "i resti della flotta fantasma iraniana" di petroliere utilizzate per trasportare prodotti petroliferi verso i mercati esteri, nell’ambito dell’ultima iniziativa volta ad aumentare la pressione su Teheran nella guerra in corso. "L’azione di oggi neutralizza di fatto la stragrande maggioranza della rete della flotta ombra ancora operativa dell’Iran", ha annunciato il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti in un comunicato. L’obiettivo è privare Teheran dei fondi necessari per "condurre la guerra nella regione", ha aggiunto il segretario al Tesoro Scott Bessent. Il provvedimento riguarda 17 navi che, secondo le autorità statunitensi, hanno trasportato milioni di barili di greggio iraniano, oltre a prodotti petroliferi e petrolchimici, verso i mercati dell’Asia meridionale e orientale. Il Dipartimento del Tesoro ha sanzionato le società proprietarie di queste navi, accusandole di operare nei settori petrolifero o petrolchimico dell’economia iraniana. Bessent aveva precedentemente promesso una sorta di 'D-Day economico' contro Teheran.