"La gigantesca nave trasportatrice di gas Gpl denominata 'NV Sunshine' e appartenente alla compagnia Natwit, intenta ad attraversare il percorso illegale a sud dello Stretto di Hormuz, è stata colpita ed è stata interessata da un vasto incendio nella sala macchine e nel sistema di propulsione", si legge in un comunicato ufficiale diffuso dall'agenzia Tasnim. Tre sauditi uccisi e diversi stranieri residenti feriti nei due raid condotti dagli Houthi contro l'aeroporto internazionale King Khalid di Riad
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La Marina dei Guardiani della rivoluzione iraniani ha annunciato di avere colpito una nave gassiera nello stretto di Hormuz. "La gigantesca nave trasportatrice di gas Gpl denominata 'NV Sunshine' e appartenente alla compagnia Natwit, intenta ad attraversare il percorso illegale a sud dello Stretto di Hormuz, è stata colpita ed è stata interessata da un vasto incendio nella sala macchine e nel sistema di propulsione", si legge in un comunicato ufficiale diffuso dall'agenzia Tasnim.
Tre morti e diversi cittadini stranieri residenti in Arabia Saudita feriti nei due attacchi condotti ieri dagli Houthi contro l'aeroporto Re Khalid a Riad. L'attacco, ha scritto su X il portavoce militare Yahya Saree, ha "avuto successo" ha causato "danni e l'interruzione del traffico aereo".
Tre portaerei arriveranno presto in Medio Oriente e il Dipartimento della Difesa ha elaborato piani per colpire l'arsenale di droni e missili dell'Iran, ma anche gli impianti energetici e altri siti militari. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali sono state messe a punto diverse opzioni per una campagna di attacchi della durata di tre giorni. Donald Trump però nelle ultime ore ha smentito che ci sarà un attacco all'Iran prima delle elezioni di metà mandato.
Gli approfondimenti:
- Stretto di Hormuz, dal transito allo sminamento: cosa prevede l’intesa Iran-Oman
- 7 ottobre 2023, cosa accadde il giorno dell'attacco di Hamas a Israele
- La devastazione della Striscia di Gaza, le nuove immagini prima e dopo
- Cosa prevede il nuovo accordo Israele e Libano che Hezbollah respinge
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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Da carburanti a energia, l’impatto della guerra in Iran sugli italiani
Nel corso degli ultimi mesi, dopo l’inizio della guerra all’Iran e il dilagare del conflitto in Medioriente, gli italiani hanno dovuto fare i conti con i rincari in molti settori. Anche l’autunno non lascia ben sperare, con impatti diversi in base a vari fattori. A fare i conti ci hanno pensato Codacons, Cna e Cgia.
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Vai al contenutoTrump: "Attacco Houthi? Non sono felice"
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto di "non essere felice" per la notizia dell'attacco degli Houthi all'aeroporto di Riad, in Arabia Saudita. Ha risposto cosi' ai giornalisti che gli chiedevano un commento, mentre lasciava la Casa Bianca.
Arriva da Israele il 'contro documentario' in risposta a Naza
Si intitola "Naza: The Real Story" e nasce con l’obiettivo dichiarato di contestare le testimonianze e le ricostruzioni del film originale presentato alla Mostra del Cinema di Venezia.
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Vai al contenutoGb, i Verdi votano per classificare il sionismo come razzismo
Il voto ha suscitato forti critiche da parte delle organizzazioni ebraiche, del governo britannico e di Israele. Tel Aviv ha definito il testo "antisemita" e vietato l'ingresso nel Paese al leader verde Zack Polanski.
Gb, i Verdi votano per classificare il sionismo come razzismo
Vai al contenutoFlydubai, il copilota: "L'ho fatto per vendicare Gaza"
Hammam Al-Hammami, l'omanita che ha tentato di dirottare il volo Flydubai diretto a Tel Aviv, ha ammesso il suo piano durante l'interrogatorio con gli investigatori degli Emirati Arabi Uniti. In Israele, intanto, si sta cercando di capire se abbia agito da solo o se dietro all’accaduto ci sia anche qualcun altro.
Flydubai, il copilota: 'L'ho fatto per vendicare Gaza'
Vai al contenutoIsraele-Hamas, dalla guerra al piano di pace: cos’è successo in 3 anni
Il 7 ottobre del 2023 i terroristi di Hamas sono penetrati nel Sud di Israele, attaccando i giovani israeliani riuniti per un rave party e i kibbutz vicini al confine con la Striscia di Gaza, uccidendo famiglie e sequestrando persone. Le vittime del massacro, in totale, sono state circa 1.300. Israele ha risposto lanciando l’operazione "Spade di Ferro" con massicci bombardamenti su Gaza, a cui poi è seguita un'offensiva di terra che ha portato all’invasione della Striscia. Si contano quasi 80mila morti. Nel corso dei mesi, il conflitto si è allargato in tutto il Medio Oriente. La Casa Bianca, nel settembre 2025, ha pubblicato una strategia di pace in 20 punti. L’entrata in vigore del cessate il fuoco non ha però bloccato del tutto le ostilità nell’ultimo anno, con diversi raid israeliani che hanno colpito Gaza in questi mesi. I lavori del Consiglio di Pace voluto da Trump non hanno ancora raggiunto gli obiettivi del disarmo di Hamas e del ritiro delle truppe di Israele dalla Striscia.
Israele-Hamas, dalla guerra al piano di pace: cos’è successo in 3 anni
Vai al contenutoHouthi: "Due morti in un raid aereo saudita all'aeroporto di Sana'a"
Raid sauditi sull'aeroporto di Sana'a, in Yemen, hanno causato due vittime: lo ha annunciato l'emittente degli Houthi, all'indomani degli attacchi letali sferrati dai combattenti filo-iraniani contro il principale scalo di Riad, in Arabia Saudita. Un "attacco saudita contro l'aeroporto di Sana'a, avvenuto questo pomeriggio, ha provocato due morti e due feriti tra il personale", ha riferito l'emittente Al-Masirah citando un responsabile dell'aeroporto della capitale, controllata dagli Houthi in guerra contro il governo yemenita sostenuto da Riad.
7 ottobre 2023, giorno dell'attacco di Hamas a Israele: cosa accadde
Quella del 7 ottobre 2023 è una data impressa nella storia di Israele. Quella mattina di 3 anni fa, iniziava l'operazione "Alluvione Al-Aqsa", a lungo pianificata in segreto dal gruppo di Hamas. Il Sud di Israele, alle prime luci dell'alba, veniva preso alla sprovvista: mentre dalla vicina Striscia di Gaza iniziava il lancio di razzi verso lo Stato ebraico, i terroristi entravano via terra in Israele, a piedi, con velivoli artigianali o motociclette, compiendo massacri nei kibbutz, assaltando anche un festival musicale, e uccidendo e rapendo chi trovavano lungo la loro strada. Ad oggi si stima che le vittime siano state oltre 1.200. Quegli eventi hanno avuto - e ancora oggi hanno - un impatto enorme su Israele e su tutto il resto del Medio Oriente
7 ottobre 2023, giorno dell'attacco di Hamas a Israele: cosa accadde
Vai al contenuto7 ottobre, tre anni dopo: un Medio Oriente senza pace
A tre anni dal 7 ottobre, in Israele, a Gaza e in Medio Oriente cosa è cambiato? Tra guerre irrisolte, devastazione della Striscia e allargamento del conflitto all’Iran e al Golfo, la regione resta lontana dalla pace.
7 ottobre, tre anni dopo: un Medio Oriente senza pace
Vai al contenutoGaza, le promesse disattese del piano Trump
Il piano imposto dal presidente Usa prevedeva una serie di punti (20, in tutto) che per larghissima parte sono rimasti disattesi. A partire da quello fondamentale, il quarto, che prevedeva il cessate il fuoco immediato in cambio della restituzione degli ostaggi (o dei loro corpi) da parte di Hamas a Israele.
Gaza, le promesse disattese del piano Trump
Vai al contenutoYemen, Tajani: "L'Italia al fianco dell'Arabia Saudita, attacchi inaccettabili"
"È cruciale mantenere la libertà e la sicurezza della navigazione nel Mar Rosso e attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb. L’Italia è al fianco dell’Arabia Saudita e del suo popolo. È fondamentale garantire la sicurezza e la stabilità dell’intera regione, evitando ogni ulteriore escalation. Condanno i nuovi attacchi contro le infrastrutture civili dell’Arabia Saudita, tra cui l’aeroporto di Riad. Questi attacchi sono inaccettabili e devono cessare immediatamente". Ad affermarlo in una nota è il ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha anche ribadito il sostegno italiano all’azione dell’Inviato Speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen, Hans Grundberg, per rilanciare il processo politico, garantendo la protezione della popolazione civile yemenita.
Netanyahu sempre più sotto assedio: "Il suo staff modificò le carte sul 7 ottobre"
A diciotto giorni dal voto, nuove rivelazioni sul fallimento del 7 ottobre 2023 - il nodo intorno a cui girano le elezioni - tornano a dividere Israele. L'ex segretario militare di Netanyahu, il generale Avi Gil, ha rotto tre anni di silenzio con un'intervista bomba a Channel 12 e Israel Ayom. Si tratta della prima volta in cui un uomo direttamente coinvolto nella catena di comando rivela pubblicamente dettagli sulla notte precedente al massacro e sui segnali non decifrati. Oltre che alla gestione Netanyahu della guerra. "E' stata presentata al pubblico solo parte della verità", ha detto Gil rispetto al documento di 55 pagine che il premier ha consegnato per l'inchiesta del Controllore dello Stato. Una versione che sembra restituire l'immagine che il primo ministro non sia mai stato allertato, negli anni, dell'eventualità di un assalto via terra proveniente da Gaza. Il generale che alle 6:29 del 7 ottobre, ad attacco iniziato, telefonò a Netanyahu per allertarlo, rivela nell'intervista che alle 3:55 quella notte il suo ufficio riceveva "segnali sospetti di attività insolita da Gaza". Ma la valutazione era che non si trattasse di qualcosa di imminente. Il generale stesso viene svegliato alle 6:12 dallo Shin Bet, ma nemmeno a 20 minuti dall'attacco l'aggiornamento sarà classificato come urgente. Solo alle 6:29, quando il suo cellulare viene investito dagli alert antimissilistici come ogni israeliano, chiama Netanyahu per svegliarlo e dirgli di tenersi pronto sulla linea rossa. Quando gli ritelefona alle 6:41, gli dice: "Siamo in guerra". Nell'intervista, Gil non si pronuncia sulla reazione di Netanyahu. Rivelazioni pesanti riguardano quel che accadde dopo. Gil racconta che lo staff politico del premier fu da subito impegnato in una "raccolta anomala di protocolli", in violazione delle procedure. Accusa Tzachi Braverman, il fedelissimo capo dello staff di Bibi, di "modus operandi criminale", poiché cercò di far anticipare l'orario della telefonata delle 6:41 alle 6:29. Perché? "Forse già allora stavano lavorando alla narrazione che vediamo oggi, cioè che il premier era l'unico che agiva in maniera razionale quando è iniziato il caos", dice l'ex segretario militare. E lancia un'ipotesi. "Oppure, se si anticipa di 11 minuti la telefonata sulla linea rossa, si può sostenere che c'era chi nel rango militare sapesse. Ossia, che c'è stato un tradimento".
L'Autorità nazionale palestinese rende omaggio a Navi Pillay: "Ha difeso gli oppressi"
Il ministero degli Esteri dell'Autorità palestinese ha accolto con favore l'assegnazione del Premio Nobel per la Pace alla giurista Navi Pillay, affermando che tale riconoscimento onora "tutti coloro che si battono con fermezza per difendere il diritto internazionale e la giustizia". "Nel corso della sua illustre carriera, ha perseguito la verità e difeso i diritti degli oppressi in Sudafrica e in tutto il mondo, compresa la Palestina, con integrità, coraggio e onore", ha dichiarato il ministero in un comunicato.
Procura Emirati: "Copilota FlyDubai voleva colpire Ben Gurion, si è ispirato all'11/9"
Il copilota omanita del volo Flydubai diretto a Tel Aviv - che a fine settembre aveva aggredito il pilota costringendo l'aereo a un atterraggio di emergenza in Arabia Saudita - stava pianificando un attacco suicida contro l'aeroporto Ben Gurion. Lo ha dichiarato venerdì il procuratore degli Emirati Arabi Uniti. L'uomo si è ispirato agli attentati dell'11 settembre e "ha affermato di aver agito da solo, senza il coinvolgimento di altre persone", ha riferito il procuratore generale emiratino Hamad Saif Al Shamsi in un comunicato, aggiungendo che le indagini proseguono "per verificare tale affermazione".
Iran, Trump: "Tutto questo finirà presto"
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha parlato del conflitto con l'Iran, durante il suo discorso in occasione del Columbus Day alla Casa Bianca, affermando: "Abbiamo impedito all'Iran di dotarsi di armi nucleari, i prezzi del carburante crolleranno e tutto questo finirà presto, in un modo o nell'altro. Non hanno un esercito. Non hanno una marina. Non hanno un'aeronautica. Non hanno sistemi di difesa aerea. Nessuno può attraversare lo Stretto di Hormuz"

©Ansa
Trump: "Transitati ieri 28 milioni di barili da Hormuz, mai così tanti"
"Ieri abbiamo fatto transitare 28 milioni di barili" dallo Stretto di Hormuz. "Credo che ne abbiamo presi più di quanti ne avessimo mai presi in qualsiasi altro momento, anche prima della guerra. Abbiamo imposto un blocco navale, nessuno passa". Lo ha detto Donald Trump parlando della guerra all'Iran nel corso del Columbus Day alla Casa Bianca. "È quasi come se avessi affidato il blocco agli italiani. Magari gli italiani lo farebbero anche meglio, ma lo farebbero in modo molto violento. Noi non vogliamo questo", ha aggiunto il tycoon, con un battuta in chiaro riferimento all'evento che celebra l'eredità italoamericana a strappando una risata ai partecipanti, nella East Room.
Iran, Trump scherza: "Potevamo incaricare gli italiani di fare blocco navale, ma sarebbe stato troppo violento"
"Abbiamo eretto un blocco in Iran. Nessuno riesce a passare. È quasi come se l'avessi fatto fare agli italiani. Gli italiani potrebbero persino farlo meglio, ma voi lo fate in modo molto violento". Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump, ironizzando con la platea durante il suo intervento alla Casa Bianca per il Columbus Day.
Italia e altri 7 Paesi: "Incrollabile sostegno alla Cpi, rammarico per sanzioni degli Usa"
"Noi, Stati membri dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale (Cpi), ribadiamo il nostro continuo e incrollabile sostegno all'indipendenza, imparzialità e integrità della Cpi. In qualità di convinti sostenitori della Corte Penale Internazionale (Cpi), esprimiamo il nostro rammarico e la nostra ferma opposizione all'annuncio delle sanzioni che gli Stati Uniti intendono imporre alla Corte". E' quanto si legge in una dichiarazione congiunta dei ministri degli Esteri di Canada, Danimarca, Germania, Francia, Italia, Giappone, Paesi Bassi e Regno Unito. Se venissero applicate, "tali sanzioni avrebbero un impatto significativo sull'attività della Corte, sul suo personale e sulle loro famiglie", prosegue il testo, in cui i ministri ribadiscono l'impegno "a difendere il sistema internazionale basato sulle regole e promuovere la responsabilità".
Fonti Ue, Kallas lunedì rinnoverà gli appelli a fornire più navi per Aspides
L'alto commissario Ue Kaja Kallas rinnoverà lunedì, nel quadro del Consiglio Affari Esteri, il suo appello agli Stati membri perché contribuiscano con un numero maggiore di navi alla missione Aspides nel Mar Rosso. Sinora, il pressing di Kallas ha avuto pochi risultati. L'Olanda, a quanto si apprende, contribuirà con una nave alla missione ma sotto il cappello di "supporto associato", ovvero senza il mandato di intercettare eventuali missili ostili verso le navi mercantili. Insomma, non sparerà. Il Belgio invece, che pure aveva fatto sapere di essere disposto a contribuire con una fregata, si è ora trincerato dietro la "discrezionalità operativa" in seguito alle notizie stampa secondo le quali il vascello non potrà prendere il mare poiché non è nelle condizioni di poterlo fare. La situazione desta preoccupazione a Bruxelles. "È un segnale della ridotta capacità d'intervento delle forze armate europee", nota un alto funzionario. "Ma la missione è una cosa molto concreta, ha un grande valore aggiunto ed è per questo che continuiamo a rivolgerci agli Stati membri e speriamo che lunedì ci siano annunci da parte della capitali", ha aggiunto.
Trump ribadisce: "La guerra in Iran finirà presto, i prezzi caleranno"
Donald Trump ribadisce che la "guerra in Iran finirà presto in un modo o nell'altro". Intervenendo alla Casa Bianca durante le celebrazioni per il Columbus Day, il presidente ha insistito sul fatto che i prezzi scenderanno non appena il conflitto finirà.
Yemen, la guerra torna a stringere l'Arabia Saudita
Dopo mesi di relativa calma, la guerra in Yemen è tornata a intensificarsi. L’avanzata degli Houthi verso Bab al-Mandeb e gli attacchi alle infrastrutture energetiche saudite hanno spinto Riad a una nuova controffensiva, con il sostegno degli Stati Uniti.
Yemen: la guerra torna a stringere l'Arabia Saudita
Vai al contenutoNetanyahu: "Comitato Nobel ha perso la bussola morale, Pillay demonizza gli ebrei"
"Il comitato per il Premio Nobel ha perso il suo bussola morale. Ha conferito il suo più alto onore a una bigotta che ha costruito la sua carriera inventando e diffondendo libelli di sangue contro l'unico Stato ebraico". E' il duro commento del premier israeliano Benyamin Netanyahu al Nobel per la pace a Navi Pillay. Una "donna che diffuso la demonizzazione degli ebrei e una parodia della giustizia", si legge sull'account ufficiale del primo ministro israeliano. "Il più grande vanto di Navi Pillay è stato legittimare un procuratore corrotto che si è rivolto alle sue fabbricazioni contro Israele nella speranza che potesse scampare a un'accusa di stupro", ha aggiunto Netanyahu riferendosi all'ex procuratore capo della Cpi, Karim Khan, che emise il mandato di arresto nei confronti del premier israeliano, per crimini di guerra e contro l'umanità, prima di essere sospeso dall'incarico per accuse di molestie sessuali. "Karim Khan, accusato dai suoi stessi dipendenti della Cpi di averli stuprati e molestati sessualmente, ha usato le menzogne di Pillay per costruire un falso caso contro Israele. Pillay ha fornito le menzogne. Khan le ha trasformate in armi. E ora i membri fuorviati del Comitato Nobel stanno onorando la donna che ha diffuso questa demonizzazione degli ebrei e questa parodia di giustizia", ha concluso il primo ministro.
Usa annunciano sanzioni alla Corte Penale Internazionale
La decisione, minacciata da tempo, è stata resa ufficiale dal Dipartimento del Tesoro.
Usa annunciano sanzioni alla Corte Penale Internazionale
Vai al contenutoOltre 100 ong denunciano: "Il cessate il fuoco a Gaza esiste solo sulla carta"
A un anno dall'accordo per il cessate il fuoco a Gaza, oltre 100 organizzazioni umanitarie, per i diritti umani e della società civile, tra cui Amnesty International, Caritas Internationalis, Greenpeace International, Palestinian NGOs Network, denunciano che l'accordo esiste ormai solo sulla carta. Lo riporta Save the Children in una nota. Nei mesi di tregua almeno 327 minori sono stati uccisi e centinaia feriti, mentre la Striscia continua a essere devastata da distruzione, sfollamenti e carenze estreme di servizi essenziali. Le organizzazioni impegnate nel Territorio Palestinese Occupato hanno avvertito che le uccisioni e le gravi privazioni subite dalla popolazione di Gaza non possono essere normalizzate né passare inosservate in nome di un accordo di cessate il fuoco. "Un cessate il fuoco è privo di significato se i bambini e le bambine continuano a essere uccisi e le famiglie non sono ancora in grado di ricostruire le proprie vite - ha dichiarato Inger Ashing, Direttrice generale di Save the Children International - I governi che hanno sostenuto questo accordo devono usare la propria influenza per fermare le uccisioni e garantire ai bambini e alle bambine l'accesso a cibo, cure sanitarie, un alloggio adeguato e l'istruzione". A un anno di distanza, il quadro è inequivocabile. Le famiglie continuano a essere uccise, Gaza è ancora disseminata di ordigni inesplosi, le abitazioni giacciono in macerie che non possono essere rimosse. Non è questo ciò che un cessate il fuoco avrebbe dovuto garantire. "La responsabilità non può essere sepolta sotto le macerie - ha dichiarato Agnes Callamard, Segretaria Generale di Amnesty International - La ripresa e il futuro di Gaza non possono essere separati da un quadro fondato sul diritto internazionale, sulla giustizia e sui diritti delle vittime. Il persistente fallimento nel chiamare Israele a rispondere delle proprie azioni e nel fare pressione affinché rispetti le ordinanze vincolanti della Corte Internazionale di Giustizia continua ad alimentare crimini atroci di massa contro i palestinesi".

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Pasdaran: "Colpiremo navi non autorizzate anche oltre Hormuz"
I Guardiani della Rivoluzione hanno avvertito che d'ora in poi non colpiranno navi non autorizzate solo quando intercettate nello stretto di Hormuz, ma in tutta la regione. "D'ora in poi, l'azione contro le navi incriminate non sarà limitata allo stretto di Hormuz: qualsiasi imbarcazione che usi una rotta non autorizzata sarà perseguita in tutta la regione, e la sua punizione sarà certa", si legge in una nota dei Pasdaran riportata dai media iraniani. L'Ircg ha annunciato oggi di avere colpito una nave gasiera, la NV Sunshine, mentre tentava di transitare attraverso una "rotta illegale" a sud dello stretto.
Polizia di Israele arresta due attivisti stranieri in Cisgiordania in vista di espulsione
Due attivisti stranieri sono stati arrestati ieri dalla polizia israeliana in Cisgiordania e sono in attesa di decisione rispetto alla loro espulsione da Israele da parte dell'autorità per l'immigrazione. Lo riferisce il portavoce della polizia, secondo cui i due sono ''attivisti anti-israeliani affiliati a organizzazioni terroristiche e sostenitori del movimento per il boicottaggio contro Israele, giunti con l'intento di fomentare provocazioni, tensioni e disordini nella regione della Samaria e di promuovere campagne mediatiche anti-israeliane, cercando di diffonderle a livello internazionale''. I due, di cui non è ancora nota la cittadinanza, sono stati arrestati ieri, sottoposti a interrogatorio e trasferiti poi all'autorità per l'immigrazione in vista dell'udienza sulla loro espulsione dal Paese. Il provvedimento arriva dopo che ieri il Consiglio Yesha, l'organizzazione ombrello degli insediamenti in Cisgiordania, ha affermato che il ministro della Difesa Israel Katz ha dato istruzioni di emettere ordini di allontanamento contro gli attivisti - israeliani e stranieri - che arrivano in Cisgiordania in questo periodo per aiutare gli agricoltori palestinesi nella raccolta delle olive.
Pasdaran: "Colpita nave carica di Gpl, tentava rotta illegale a sud di Hormuz"
I Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, affermano di aver colpito una "gasiera enorme, carica di Gpl, la Nv Sunshine", che stava "tentando di passare da una rotta illegale" a sud dello Stretto di Hormuz. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera dopo le segnalazioni arrivate da Ukmto (United Kingdom Maritime Trade Operations) in merito a un "incidente" a 13 miglia nautiche a ovest di Al Jazeera, negli Emirati arabi uniti, dove "un proiettile" ha colpito un'imbarcazione provocando un incendio, che nel frattempo è stato spento. I Pasdaran parlano di una nave interessata da "un grande incendio nella sala macchine". Al momento non è comunque chiaro se si tratti dello stesso episodio.
Nella dichiarazione rilanciata dalla tv satellitare, i Pasdaran ripetono che la loro "Marina è responsabile per la gestione dello Stretto di Hormuz", che "non consentirà la presenza di eserciti aggressivi in questa regione" e risponderà "con determinazione a tentativi del nemico di ostacolare questa gestione".
Mutui, Adusbef: "Sui tassi si abbatte effetto della guerra in Iran"
L’effetto Iran si abbatte sul mercato dei mutui, aggravando la spesa per chi decide di accendere un finanziamento per l’acquisto della casa. Lo afferma Adusbef, commentando gli ultimi dati di Bankitalia secondo cui ad agosto il tasso sui nuovi mutui casa stipulati dalle famiglie sfiora il 4%.
“La guerra in Medio Oriente sta determinando effetti negativi non solo sull’inflazione, ma anche sul settore dei mutui e dei finanziamenti, portando ad una ondata di rialzi nei tassi di interesse offerti da banche e società finanziarie ai propri clienti – spiega il presidente Adusbef, Antonio Tanza – Un mercato quello dei mutui che vale in Italia circa 450 miliardi di euro, cifra che sale a circa 697 miliardi di euro se si considera anche il valore del credito al consumo e quello degli altri prestiti contratti dalle famiglie”.
“Famiglie che sono doppiamente danneggiate dall’effetto Iran perché, oltre a subire i rincari di carburanti, energia e prezzi al dettaglio, devono ora fare i conti anche con rate del mutuo sempre più pesanti”, conclude Tanza.
Iran, Ukmto: "Colpita nave a Hormuz"
L'agenzia britannica di sicurezza marittima Ukmto ha reso noto che una nave è stata colpita nello stretto dio Hormuz. "L'Ukmto ha ricevuto una segnalazione di un incidente avvenuto 13 miglia nautiche a ovest di Al Jazeera, negli Emirati Arabi Uniti", si legge in un bollettino. Secondo più fonti, l'imbarcazione "è stata colpita da un proiettile di origine sconosciuta, che ha provocato un incendio successivamente estinto". I Pasdaran avevano annunciato di avere preso di mira nello Stretto una nave gassiera battente bandiera vietnamita.
Iran, Pasdaran: "Colpita nave gassiera a Hormuz"
La Marina dei Guardiani della rivoluzione iraniani ha annunciato di avere colpito una nave gassiera nello stretto di Hormuz. "La gigantesca nave trasportatrice di gas Gpl denominata 'NV Sunshine' e appartenente alla compagnia Natwit, intenta ad attraversare il percorso illegale a sud dello Stretto di Hormuz, è stata colpita ed è stata interessata da un vasto incendio nella sala macchine e nel sistema di propulsione", si legge in un comunicato ufficiale diffuso dall'agenzia Tasnim. Secondo i registrati navali pubblici, a Nv Sunshine batte bandiera vietnamita.
Yemen, oltre 330 voli cancellati a Riad dopo attacco degli Houthi. Compagnie sospendono i collegamenti
Oltre 330 voli sono stati cancellati all'aeroporto internazionale 'King Khalid' di Riad dopo un attacco missilistico rivendicato dagli Houthi dello Yemen, che hanno dichiarato di aver colpito lo scalo con un missile balistico. Secondo Flightradar24, le cancellazioni hanno riguardato il 45% degli arrivi e delle partenze programmati.
L'attacco, che ha causato tre morti, avrebbe danneggiato un aereo passeggeri della compagnia saudita Saudia, che avrebbe preso fuoco mentre era parcheggiato vicino a un terminal. Diverse compagnie aeree hanno sospeso o cancellato i collegamenti con Riad. Come evidenziano i media indiani, Air India, Air India Express e Lufthansa hanno interrotto i servizi, mentre IndiGo ha cancellato i voli fino al 9 ottobre.
L'esordio di Teheran nella Csi, Pezeshkian partecipa al vertice in Turkmenistan
L'esordio dell'Iran nella Comunità degli Stati indipendenti. Il Presidente Masoud Pezheskian ha partecipato al vertice dell'organizzazione nata sulle ceneri dell'Urss di cui fanno parte, oltre alla Russia, Turkmenistan, Azerbaigian, Armenia, Bielorussia, Kirghizistan, Tagikistan, Kazakistan e Uzbekistan. La riunione si è svolta nel formato classico e poi, per la prima volta, estesa all'Iran, e ha preceduto, nella stessa località turistica sul Caspio, il vertice ambientale dei cinque Paesi rivieraschi (Russia, Azerbaigian, Turkmenistan, Kazakistan e Iran). "La partecipazione dell'Iran è molto importante ed è stata bene accolta da tutti i Paesi membri", ha dichiarato Dmitry Peskov.
Teheran: "Negoziati con Washington solo in assenza di pressioni e minacce"
I negoziati tra Teheran e Washington potranno avere successo soltanto in assenza di «pressioni e minacce». Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, intervenendo a un vertice regionale in Turkmenistan. «Il dialogo ha senso e può avere possibilità di successo soltanto se si fonda sul rispetto reciproco e su impegni da entrambe le parti, ed è libero da qualsiasi pressione e minaccia», ha affermato durante il vertice della Comunità degli Stati indipendenti, mentre i negoziati per porre fine alla guerra in Medio Oriente sono in una fase di stallo.
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Israele: "Goebbels applaude dall'inferno per il Nobel per la Pace a Pillay"
"Assegnare il Premio Nobel per la Pace a Pillay non è un atto di giustizia, ma la grottesca strumentalizzazione di un riconoscimento per legittimare l'odio e i pregiudizi contro Israele. Ora che la commissione del Nobel ha premiato la più grande menzogna del XXI secolo, Joseph Goebbels sta certamente applaudendo dall'inferno". Lo scrive il ministero degli Esteri israeliano in una nota. "Se esistesse un premio per le menzogne, l'odio e le accuse infamanti, Pillay sarebbe la favorita assoluta. Il suo ruolo nell'incessante demonizzazione di Israele, con motivazioni politiche, e nella promozione delle accuse di genocidio è eloquente".
Idf blocca raccolta olive a palestinesi
Un soldato dell'Idf è stato ripreso mentre impediva ad alcuni palestinesi arrivati questa mattina per raccogliere le olive nella zona di Birzeit, vicino a Ramallah, di raggiungere i propri terreni sostenendo che la zona è tutta degli israeliani. Lo riporta il Times of Israel. "Gli ebrei hanno un diritto di precedenza sugli arabi in ogni cosa in questo Paese. Questo è uno Stato ebraico", sostiene il militare nelle immagini. "Questa è Area C e gli ebrei sono autorizzati", ha aggiunto.
In realtà nell'Area C vivono anche famiglie palestinesi proprietarie di terreni. A denunciare l'accaduto è stata l'organizzazione Rabbis for Human Rights (Rabbini per i diritti umani). I suoi volontari erano arrivati a Birzeit per aiutare gli agricoltori palestinesi nella raccolta delle olive su campi in cui "non era richiesta alcuna preventiva autorizzazione o coordinamento con l'amministrazione civile" israeliana, ha spiegato il quotidiano. Tuttavia, secondo l'organizzazione, i soldati hanno allontanato sia i palestinesi sia gli attivisti e impedito loro di effettuare la raccolta.
Yemen: von der Leyen, 'attacchi Houthi inaccettabili, proxy Iran si fermino'
"Gli attacchi alle infrastrutture civili sono inaccettabili. I proxy dell'Iran devono fermare i loro atti sconsiderati e violenti". Lo dichiara via social la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, riferendosi ai nuovi attacchi degli Houthi contro l'aeroporto di Riyadh, che hanno causato tre vittime. "I miei pensieri vanno alle famiglie delle vittime", aggiunge von der Leyen, esprimendo la piena solidarietà dell'Ue "con il popolo dell'Arabia Saudita e tutti i nostri partner del Golfo".
Anp: elezioni parlamentari palestinesi rinviate di diversi mesi
Hussein al-Sheikh, vice del presidente dell'Autorità Palestinese Mahmoud Abbas, ha informato la Francia che le elezioni parlamentari palestinesi previste per il 28 novembre saranno rinviate di diversi mesi. Lo riporta Ynet News, citando l'agenzia di stampa Reuters, sulla base di informazioni ottenute dalla stessa. Hussein ha sottolineato che le elezioni non possono tenersi a causa del deterioramento della situazione nei territori palestinesi.
Pezeshkian: "Negoziato può avere successo solo senza pressioni e minacce"
I negoziati di pace possono avere successo soltanto se condotti senza "pressioni e minacce". Lo ha affermato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, intervenendo al vertice della Comunità degli Stati indipendenti (Csi) in Turkmenistan, mentre prosegue lo stallo diplomatico con Washington. "Il dialogo ha senso e possibilità di successo soltanto quando si basa sul rispetto reciproco e su impegni reciproci ed è privo di pressioni e minacce", ha dichiarato Pezeshkian. "Un negoziato condotto all'ombra della forza non è un negoziato, è imposizione e coercizione", ha aggiunto, avvertendo che le sanzioni contro Teheran avranno conseguenze "sul commercio regionale, sulla connettività, sull'energia e sull'ordine regionale".
Yemen: missili su Riad, per ora confermato vertice Ue-Golfo 24 ottobre
- Per ora il vertice tra i leader dei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo e degli Stati membri dell'Ue previsto a Riad il 24 ottobre è confermato, malgrado i missili degli Houthi yemeniti che hanno colpito l'aeroporto della capitale saudita. "Il vertice è convocato e i preparativi vanno avanti", spiega una fonte Ue. Ovviamente, tutto dipenderà dalle condizioni di sicurezza nella capitale saudita, a quanto si apprende. L'Ue sarà rappresentata, se il vertice potrà tenersi, dai presidenti Antonio Costa e Ursula von der Leyen.
Arabia Saudita: ieri tre vittime per attacco Houthi ad aeroporto di Riad
L'Arabia Saudita ha annunciato la morte di tre cittadini sauditi, tra cui un pilota, negli attacchi di ieri contro l'aeroporto di Riad, rivendicati dagli Houthi dello Yemen. Le ostilità tra questi combattenti filo-iraniani e l'Arabia Saudita, che sostiene il Governo yemenita, si sono intensificate a settembre dopo che gli Houthi hanno conquistato la costa del Mar Rosso al termine di un'offensiva fulminea.
In un comunicato, l’autorità per l’aviazione civile ha indicato che l’aeroporto è stato bersaglio di «due attacchi: il primo ha preso di mira le strutture aeroportuali, mentre il secondo ha colpito un aereo appartenente alla compagnia Saudia». Ha aggiunto che «tre cittadini sauditi» sono morti in questi attacchi e che diverse persone, di diverse nazionalità, sono rimaste ferite.
La compagnia di bandiera Saudia ha annunciato che giovedì uno dei suoi piloti è stato ucciso e uno dei suoi aerei danneggiato, parlando di un «incidente».
In totale, sei persone sono state uccise nel giro di pochi giorni in attacchi rivendicati dagli Houthi contro gli aeroporti sauditi.
Pizzaballa: "Volontari tengono salva l'umanità"
"Stiamo vivendo in situazioni di grande difficoltà. A Gaza, in Cisgiordania, ovunque, la situazione resta molto difficile ed è molto difficile anche a volte essere una voce chiara, rispettosa di verità e di giustizia, ma anche di desiderio di bene per tutti e di concordia". Lo ha detto il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, in un videomessaggio rivolto ai partecipanti all'incontro sul tema "Volontariato e dialogo: ponti di solidarietà nel Mediterraneo", promosso dal CSV Basilicata e in corso nella Casa di Spiritualità Sant'Anna, a Matera. Nel suo intervento, Pizzaballa ha richiamato il valore della testimonianza concreta e il ruolo dei volontari nel mantenere vivi i legami tra le persone, anche nei territori segnati dal conflitto. "Le parole poi diventano autentiche se ci sono persone che le rendono tali, se danno alle parole un significato concreto con la testimonianza della loro vita", ha sottolineato il Patriarca, riferendosi ai volontari che mettono a disposizione "il loro tempo, a volte le loro risorse, a volte anche la loro stessa vita" per aiutare gli altri, costruire comunità e mantenere vive le relazioni. Pizzaballa ha evidenziato come questo impegno accomuni persone di fedi e appartenenze diverse. "Questo è possibile attraverso tante persone che anche qui ci sono, cristiane, musulmane, ebrei, palestinesi, israeliani, che stanno facendo proprio questo", ha affermato. Il Patriarca ha quindi sottolineato il valore umano di queste esperienze di solidarietà, anche quando non incidono direttamente sulle scelte dei governi e sugli equilibri politici. "Non fanno opinione, non cambieranno la cosa politica, non cambieranno le grandi decisioni politiche, però tengono salva l'umanità attraverso proprio la loro umanità", ha concluso Pizzaballa, ribadendo l'importanza di chi, attraverso il volontariato e il dialogo, continua a costruire legami e a custodire il senso di comunità anche nelle situazioni più difficili.
Pezeshkian: "Colloqui di pace avranno successo solo senza pressioni e minacce"
Il presidente iraniano Masoud ha dichiarato, durante un vertice regionale in Turkmenistan, che i negoziati di pace avranno successo solo in assenza di "pressioni e minacce", mentre il conflitto in Medio Oriente, in corso da mesi, si trova in una situazione di stallo. "Il dialogo ha senso e possibilità di successo solo quando si fonda sul rispetto e sugli impegni reciproci, e quando è privo di pressioni e minacce", ha affermato nel suo intervento al vertice della Comunità degli Stati Indipendenti (Csi).
Erdogan: "Gaza è il più grande campo di concentramento al mondo"
"Gaza è stata trasformata nel più grande campo di concentramento al mondo da un'arrogante e omicida rete del genocidio che si considera al di sopra del diritto internazionale". Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, come riferisce Anadolu, tornando a criticare Israele per la guerra nella Striscia, durante un evento a Istanbul, intitolato Vertice internazionale della giustizia. "Israele ritiene che la stabilità dei suoi Paesi vicini e del mondo sia una minaccia diretta contro se stesso", ha aggiunto il leader turco durante il suo intervento.
Attacchi contro aeroporto Riad, morti 3 cittadini sauditi
E' di tre cittadini sauditi uccisi e diversi cittadini stranieri residenti nel regno feriti il bilancio di due attacchi condotti contro l'aeroporto internazionale 'King Khalid' di Riad. Lo ha reso noto l'Aviazione civile saudita in un comunicato. Il primo attacco ha preso di mira infrastrutture dello scalo, mentre il secondo un aereo della compagnia di bandiera saudita (Saudia Airlines). Il traffico aereo è ora tornato alla normalità. Due giorni fa, altre tre persone - tutte di nazionalità straniera - erano morte in attacchi lanciati dagli Houthi contro l'aeroporto di Riad e quello di Abhan, nel sud dell'Arabia Saudita.
Media: "Raid Idf in diverse città della Cisgiordania"
Le forze israeliane hanno continuato a intensificare le incursioni e gli attacchi contro i palestinesi nella Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. Stamattina hanno fatto irruzione nella città di Salfit, nella Cisgiordania centrale, prendendo d'assalto le case di numerosi palestinesi e dispiegando truppe in tutta la città, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa palestinese Wafa. I coloni israeliani hanno anche dato fuoco agli ulivi nella zona di Wadi al-Sha'ir, situata tra la città di Salfit e East al-Luban.
Le forze israeliane hanno arrestato due ex prigionieri nella città di Beita, a sud di Nablus, ha aggiunto Wafa. Fonti riferiscono che le Idf hanno fatto irruzione nella città all'alba, hanno perquisito diverse abitazioni e arrestato Khaled Barham Daoud e Khaled Hamdan Abu Hamdan. Ieri, forze israeliane e coloni hanno ucciso otto cittadini a Gaza e arrestato almeno 45 persone nella Cisgiordania, mentre i coloni ne hanno ferite almeno altre 26, secondo quanto riportato da Wafa. I coloni hanno attaccato i raccoglitori di olive e assediato una casa a Masafer Yatta, mentre i soldati hanno demolito un'abitazione ed emesso ordini di demolizione per diverse strutture agricole.
Premier Pakistan: "Houthi fermino attacchi in Arabia Saudita"
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha condannato gli attacchi degli Houthi contro l'Arabia Saudita. "In conformità con l'Accordo di Difesa della Mecca e le decisioni recentemente prese dal suo Comitato Strategico Politico e di Sicurezza, ci impegniamo a tutelare la sovranità, l'integrità territoriale e la sicurezza dell'Arabia Saudita. Gli Houthi devono fermare questi attacchi", ha scritto sulla piattaforma social X.
Per media Usa Pentagono prepara attacchi, Trump li esclude "prima di midterm"
Il presidente Donald Trump ha escluso giovedì nuovi attacchi contro l'Iran prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre negli Usa, affermando che Washington sta conducendo "discussioni produttive" con Teheran. Nonostante il messaggio diffuso da Trump sulla piattaforma Truth Social, diverse ricostruzioni su possibili raid Usa, tra le quali quella del New York Times, secondo cui la pianificazione di un attacco è proseguita nonostante le esitazioni del presidente. Anche il magazine The Atlantic aveva rivelato mercoledì che la Casa Bianca aveva chiesto al Pentagono di predisporre opzioni di attacco contro obiettivi iraniani da impiegare prima delle elezioni. "Voglio chiarire a tutti che, sebbene l'Iran sia in pessime condizioni, sia economicamente sia militarmente, e mentre il blocco rimarrà pienamente in vigore non attaccheremo l'Iran in nessun momento prima delle elezioni di metà mandato", ha scritto Trump. "Stiamo avendo discussioni produttive con la Repubblica Islamica dell'Iran", ha aggiunto, senza fornire ulteriori dettagli. Secondo il New York Times tre portaerei saranno presto presenti in Medio Oriente e il Pentagono avrebbe elaborato diversi piani per colpire droni e missili iraniani, su ordine di Trump.
Trump: "Discussioni costruttive con Teheran, no attacchi prima delle elezioni di mid term"
"Stiamo avendo discussioni costruttive con la Repubblica Islamica dell’Iran. Voglio chiarire a tutti che, sebbene l’Iran si trovi in condizioni molto difficili, sia dal punto di vista economico che militare, e sebbene il blocco rimarrà pienamente in vigore e gli attraversamenti di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz stiano raggiungendo livelli record (22 milioni di barili, soltanto nella notte scorsa, senza che neanche un barile provenisse dall’Iran o fosse diretto verso l’Iran!), non attaccheremo l’Iran in nessun momento prima delle elezioni di metà mandato che si terranno negli Stati Uniti il 3 novembre". Ad affermarlo in un post su 'Truth' è il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump che ribadisce: "L'Iran non avrà un'arma nucleare".
Da Usa sanzioni contro 17 navi della 'flotta fantasma' iraniana
Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro quelli che hanno definito "i resti della flotta fantasma iraniana" di petroliere utilizzate per trasportare prodotti petroliferi verso i mercati esteri, nell’ambito dell’ultima iniziativa volta ad aumentare la pressione su Teheran nella guerra in corso. "L’azione di oggi neutralizza di fatto la stragrande maggioranza della rete della flotta ombra ancora operativa dell’Iran", ha annunciato il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti in un comunicato. L’obiettivo è privare Teheran dei fondi necessari per "condurre la guerra nella regione", ha aggiunto il segretario al Tesoro Scott Bessent. Il provvedimento riguarda 17 navi che, secondo le autorità statunitensi, hanno trasportato milioni di barili di greggio iraniano, oltre a prodotti petroliferi e petrolchimici, verso i mercati dell’Asia meridionale e orientale. Il Dipartimento del Tesoro ha sanzionato le società proprietarie di queste navi, accusandole di operare nei settori petrolifero o petrolchimico dell’economia iraniana. Bessent aveva precedentemente promesso una sorta di 'D-Day economico' contro Teheran.
Putin incontra Pezeshkian: "Mosca pronta fa fare tutto per contribuire a risolvere situazione"
Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto un colloquio con il suo omologo iraniano Masoud Pezeshkian, prima di un vertice regionale in Turkmenistan, e gli ha assicurato l’aiuto di Mosca per contribuire alla risoluzione della guerra in Medio Oriente, hanno riferito le agenzie di stampa russe. "Siamo pronti a fare tutto ciò che è in nostro potere per contribuire alla risoluzione di questa situazione", ha sottolineato Putin, ritenendo che l’Iran stia compiendo "sforzi concreti per porre fine al conflitto" iniziato a febbraio con i bombardamenti statunitensi e israeliani.
Da Usa sanzioni contro 17 navi della 'flotta fantasma' iraniana
Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro quelli che hanno definito "i resti della flotta fantasma iraniana" di petroliere utilizzate per trasportare prodotti petroliferi verso i mercati esteri, nell’ambito dell’ultima iniziativa volta ad aumentare la pressione su Teheran nella guerra in corso. "L’azione di oggi neutralizza di fatto la stragrande maggioranza della rete della flotta ombra ancora operativa dell’Iran", ha annunciato il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti in un comunicato. L’obiettivo è privare Teheran dei fondi necessari per "condurre la guerra nella regione", ha aggiunto il segretario al Tesoro Scott Bessent. Il provvedimento riguarda 17 navi che, secondo le autorità statunitensi, hanno trasportato milioni di barili di greggio iraniano, oltre a prodotti petroliferi e petrolchimici, verso i mercati dell’Asia meridionale e orientale. Il Dipartimento del Tesoro ha sanzionato le società proprietarie di queste navi, accusandole di operare nei settori petrolifero o petrolchimico dell’economia iraniana. Bessent aveva precedentemente promesso una sorta di 'D-Day economico' contro Teheran.