Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran-Usa, Trump: Tempo stringe. Teheran si dia una mossa o non rimarrà nulla

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Il presidente americano torna a minacciare l'Iran: "Il tempo stringe e farebbero meglio a darsi una mossa, in fretta, altrimenti non rimarrà piu' nulla. Il tempo è cruciale!", ha scritto su Truth. "Se decidesse di riprendere le ostilità con l'Iran, è probabile che Israele verrà chiamato a partecipare''. Lo riporta Ynet citando una fonte israeliana in riferimento alla telefonata, durata più di mezz'ora, avvenuta oggi tra il premier israeliano Netanyahu e lo stesso presidente americano

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Il presidente americano, Donald Trump, torna a minacciare l'Iran: "Il tempo stringe e farebbero meglio a darsi una mossa, in fretta, altrimenti non rimarrà più nulla. Il tempo è cruciale!", ha scritto su Truth il capo della Casa Bianca.

"Trump deve prendere una decisione. Se decidesse di riprendere le ostilità con l'Iran, è probabile che Israele verrà chiamato a partecipare''. Lo riporta Ynet citando una fonte israeliana in riferimento alla telefonata, durata più di mezz'ora, avvenuta oggi tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu con il presidente americano.

Gli attacchi all'Iran potrebbero, infatti, riprendere a breve dopo la serie di falliti tentativi di ricomporre il conflitto. "Trump deciderà in 24 ore se riprendere la guerra", informano i media israeliani e Washington e Tel Aviv sarebbero già impegnate in "intensi preparativi".  

Gli approfondimenti:

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Iran, Trump minaccia Teheran. Convocati consiglieri sicurezza. LIVE

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Da Hormuz a Bab el-Mandeb, come sono cambiati gli attacchi alle navi?

Lo Stretto di Hormuz rimane l’epicentro delle tensioni tra Stati Uniti e Iran dopo che ieri una nave sudcoreana è andata in fiamme. L’amministrazione Trump afferma di avere il pieno controllo sul passaggio che definisce “aperto”. Teheran replica che nessuna nave commerciale ha attraversato il Golfo. Intanto il prezzo del petrolio continua a salire e la navigazione nell’area è sempre più precaria. Anche di questo si è parlato in una puntata di "Numeri", approfondimento di Sky TG24.

Da Hormuz a Bab el-Mandeb, come sono cambiati gli attacchi alle navi?

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Trump posta grafico con la durata delle guerre: "Iran 6 settimane, la più breve"

Il presidente americano, Donald Trump, ha pubblicato sul suo social Truth un grafico che mette a confronto la durata di alcuni dei principali conflitti combattuti dagli Stati Uniti, sostenendo implicitamente che l'operazione militare contro l'Iran sia stata straordinariamente breve rispetto alle guerre del passato. L'immagine, intitolata "Durata delle guerre", mostra in un istogramma il numero di settimane dei principali conflitti statunitensi: la guerra in Afghanistan con 543 settimane, quella in Iraq con 457 settimane, la guerra del Vietnam con 439 settimane, la Guerra civile americana con 209 settimane, la Seconda guerra mondiale con 196 settimane, la Guerra di Corea con 161 settimane e la Guerra del 1812 con 139 settimane. All'estrema destra del grafico compare in rosso la voce "Iran Excursion", definita come un'"incursione" e non come una guerra vera e propria, con una durata indicata di appena sei settimane. 

Hormuz, ferme merci per 23,7 mld di dollari. Rischi per agroalimentare

Quasi 1.000 navi risultano ferme nel Golfo Persico, per un valore stimato di 23,7 miliardi di dollari di merci trasportate, con impatti sulle catene globali di approvvigionamento, in primis l'agroalimentare. A fare il punto sulla logistica in standby dopo la chiusura del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz è il report Port Infographics, realizzato da Assoporti e Srm (Centro studi che fa capo al gruppo Intesa Sanpaolo). 

Hormuz, ferme merci per 23,7 mld di dollari. Rischi per agroalimentare

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Voli, benzina, agricoltura: i costi della guerra in Iran in 8 grafici

Mentre le speranze di una risoluzione del conflitto aumentano, ecco un riepilogo delle conseguenze dell’attacco di Usa e Israele e della risposta iraniana in vari settori: dall’energia ai fertilizzanti, dagli aerei alle materie prime alimentari. 

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Riad: "Intercettati tre droni provenienti dall'Iraq"

L'Arabia Saudita ha annunciato di aver intercettato e distrutto tre droni entrati nel proprio spazio aereo dalle Iraq nella mattinata di oggi. In una nota, il ministero della Difesa di Riad ha affermato che il Regno "si riserva il diritto di rispondere" e che adotterà "le misure operative necessarie per reagire a qualsiasi tentativo di aggressione contro la sua sovranita' e la sua  sicurezza".

Quali sanzioni (non) ha approvato l'Europa contro Israele e i coloni

L’UE approva sanzioni individuali contro coloni violenti e figure legate ad Hamas, ma blocca le misure economiche contro Israele. Italia e Germania fermano il voto su commercio e accordi con Tel Aviv, lasciando intatti i rapporti economici europei.

Quali sanzioni (non) ha approvato l'Europa contro Israele e i coloni

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Polizia iraniana: "6.500 persone arrestate dall'inizio della guerra"

Il capo della polizia iraniana, Ahmadreza Radan, ha dichiarato che le forze di sicurezza hanno arrestato 6.500 persone dall'inizio della guerra con gli Stati Uniti e Israele, il 28 febbraio. Radan ha descritto i detenuti come "traditori" e "spie", aggiungendo che gli arresti legati alle proteste nazionali di gennaio sono ancora in corso. Lo riporta Iran International. 

Perché il ruolo degli Emirati Arabi può cambiare la guerra nel Golfo

Secondo il Wall Street Journal, gli Emirati avrebbero colpito obiettivi iraniani, segnando un possibile cambio di ruolo nel conflitto. Se confermato, l’attacco avvicinerebbe Abu Dhabi a Israele e agli USA, aumentando le tensioni con Iran e Arabia Saudita.

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Il governo Netanyahu si prepara a cadere: gli scenari

La crisi sul servizio militare agli ultraortodossi spinge Israele verso elezioni anticipate e mentre Netanyahu perde l’appoggio dei partiti religiosi, i sondaggi paventano un nuovo stallo politico. Come già accaduto, il premier potrebbe restare decisivo.

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Riad: "L'attacco negli Emirati è una minaccia alla stabilità regionale"

L'Arabia Saudita ha condannato oggi l'attacco di un drone che ha provocato un incendio vicino a una centrale nucleare negli Emirati Arabi Uniti, un Paese "fratello". In una dichiarazione, il ministero degli Esteri saudita ha descritto l'attacco come una "minaccia alla sicurezza e alla stabilità della regione" ed ha espresso la sua "solidarietà", affermando il suo "sostegno a tutte le misure adottate per preservare la sovranità, la sicurezza e l'integrità territoriale" degli Emirati.

Netanyahu aveva svelato visita segreta negli Eau dopo annuncio missione Bennett

Il Premier israeliano Benjamin Netanyahu ha deciso nei giorni scorsi di rendere nota una visita segreta negli Emirati arabi uniti e un incontro con il Presidente Mbz durante la guerra dopo che l'ex Premier e rivale politico del Premier Naftali Bennett ha annunciato una sua visita nel Paese del Golfo e un incontro con il Presidente, ha reso noto Channel 12, citando fonti informate. La visita avrebbe dovuto rimanere segreta. Gli Emirati hanno smentito l'annuncio del Premier innescando una possibile crisi fra i due Paesi.

Libano: Beirut: "Nuovi raid Israele nel sud provocano 5 morti fra cui due bambini"

Nuovi raid di Israele nel sud del Libano hanno provocato la morte di cinque persone, fra cui due bambini, e il ferimento di 11 persone, malgrado il cessate il fuoco formalmente ancora in vigore, ha denunciato il ministero della Salute a Beirut. Si tratta di un bilancio delle vittime ancora provvisorio, ha precisato il ministero. Tre morti, di cui uno dei due bambin uccisi oggi, sono stati registrati a Tayer Felsay. Gli altri due a Tayer Debba. 

Abusi ai palestinesi: così l'inchiesta del Nyt mina l'asse Usa-Israele

Il reportage accusa apparati di Tel Aviv di aver reso sistemica la violenza sessuale contro detenuti palestinesi. L'inchiesta raccoglie testimonianze dirette e dati di organizzazioni indipendenti. Israele respinge le accuse e attacca il giornale americano. Ma la vicenda apre una frattura più profonda nel rapporto tra lo Stato ebraico e l’opinione pubblica statunitense. Un cambiamento che potrebbe avere conseguenze politiche e culturali in America.

Abusi ai palestinesi: così l'inchiesta del Nyt mina l'asse Usa-Israele

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La guerra in Iran asciuga le scorte di petrolio globali

Il mese scorso si è registrato il record negativo nella fornitura globale di greggio, solo in minima parte compensata dall’aumento delle produzione atlantica. E i Paesi più ricchi hanno iniziato ad attingere a piene mani alle proprie riserve. Anche se il conflitto terminasse a breve, ci vorranno almeno un paio di trimestri per tornare a volumi di traffico prebellici.

La guerra in Iran asciuga le scorte di petrolio globali

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Axios: "Trump ha convocato i vertici militari per martedì"

Il presidente americano, Donald Trump, ha convocato per martedì i vertici militari alla 'Situation room' della Casa Bianca per discutere opzioni militari contro l'Iran. Lo riporta Axios citando funzionari Usa. 

Netanyahu: "Presto elimineremo tutti i responsabili degli attacchi del 7 ottobre"

Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha annunciato oggi che Israele è vicino a raggiungere uno dei suoi obiettivi: uccidere tutti i responsabili dell'organizzazione degli attacchi del 7 ottobre. Le sue dichiarazioni sono seguite all'annuncio, da parte dell'esercito israeliano il giorno precedente, della morte di Ezzedine Al-Haddad, comandante dell'ala armata di Hamas, ucciso venerdì in un raid aereo mirato a Gaza. Dopo l'attacco del 7 ottobre 2023, perpetrato dal movimento islamista palestinese Hamas sul suolo israeliano, Netanyahu aveva promesso di dare la caccia alle menti dell'attacco, che, secondo un conteggio dell'Afp basato su cifre ufficiali, ha causato la morte di 1.221 persone in Israele, per lo più civili. "Ho promesso che ogni artefice del massacro e del sequestro di persona sarebbe stato eliminato, fino all'ultimo, e siamo molto vicini a portare a termine questa missione", ha dichiarato Netanyahu durante la riunione settimanale del gabinetto, definendo Ezzedine Al-Haddad un "ignobile terrorista". Dopo la sanguinosa incursione in Israele da parte dei combattenti di Hamas e dei loro alleati il 7 ottobre, l'esercito ha ucciso Yahya Sinwar, il leader di Hamas a Gaza, considerato la mente dell'attacco del 7 ottobre. 

Lituania: "Nostre truppe a Hormuz per garantire la navigazione dopo la pace tra Usa e Iran"

"Non credo che i nostri soldati debbano partecipare alle operazioni di messa in sicurezza dello stretto di Hormuz a condizioni di conflitto. L'idea è che debbano concorrere a garantire la sicurezza della navigazione dopo il raggiungimento di un accordo tra l'Iran e gli Stati uniti". Lo ha affermato oggi il presidente lituano, Gitanas Nauseda. Questa settimana la Lituania ha deciso, su richiesta degli Stati uniti, di inviare nello stretto di Hormuz 40 soldati. La decisione finale sull'invio delle truppe spetta tuttavia al Parlamento di Vilnius che dovrebbe esprimere la sua decisione la prossima settimana. 

Media Israele: "Trump è ancora convinto che Teheran voglia fare un accordo"

Donald Trump continua a credere che l'Iran sia disponibile ad arrivare a un accordo e si aspetta una proposta aggiornata da Teheran nei prossimi giorni, rende noto l'emittente israeliana Channel 12, a cui il Presidente americano ha parlato dopo aver sentito al telefono il Premier israeliano Benjamin Netanyahu. Trump rifiuta di definire una data ultima per lo spazio per i negoziati ma minaccia azioni militari dure - come ha fatto anche in un post su Truth in cui invece asseriva che il tempo stava scadendo - se Teheran non accetterà le sue condizioni sul programma nucleare. "Se non verranno da noi con una offerta migliore, li colpiremo più duramente rispetto a come non abbiamo mai fatto fino a ora", ha spiegato il Presidente americano. 

Iran, Trump: "Il tempo stringe. Si dia una mossa o non rimarrà nulla"

Il presidente americano, Donald Trump, torna a minacciare l'Iran: si muova o non ne rimarra' nulla. "Per l'Iran, il tempo stringe e farebbero meglio a darsi una mossa, in fretta, altrimenti non rimarrà più nulla. Il tempo è cruciale!". Scrive su Truth il capo della Casa Bianca. 

Netanyahu: "Durante la tregua aumentato controllo di Gaza al 60%"

Durante il cessate il fuoco, Israele ha ampliato dal 53 al 60% il territorio della Striscia di Gaza sotto il suo controllo. Il primo ministro Benjamin Netanyahu lo ha confermato durante la riunione del suo governo, oggi, a quanto riporta il Times of Israel. "Ora controlliamo non il 50%, ma il 60% di Gaza", ha detto Netanyahu ai ministri. All'inizio della tregua, le forze di difesa israeliane occupavano circa il 53% dell'enclave palestinese devastata dalla guerra, con Hamas che aveva la responsabilita' sull'altro 47%, dove vivono - o vivevano - quasi tutti i due milioni di residenti della Striscia. In base all'accordo di Sharm el Skeikh, l'Idf ha delimitato la parte di Gaza occupata dalle sue truppe israeliane con la cosiddetta 'linea gialla' e sparato regolarmente contro chiunque si avvicinasse e fosse considerato una minaccia, ricorda il quotidiano. E ha piano piano spostato la demarcazione tracciando una, nuova, 'linea arancione'. 

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Iran, telefonata Al-Thani-Sharif: "Sostegno alla mediazione"

Il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha avuto una conversazione telefonica con l'omologo pakistano, Shehbaz Sharif, al quale ha "ribadito il pieno sostegno agli sforzi di mediazione del Pakistan mirati a porre fine alla crisi con mezzi pacifici". Lo si legge in una nota delle autorità di Doha. 

Usa: "Trump ha chiesto e ottenuto dalla Cina che non fornisca armi all'Iran"

Il principale inviato commerciale di Donald Trump ha dichiarato che il presidente ha ottenuto dai cinesi l'impegno a non "fornire sostegno materiale all'Iran", ribadendo che gli Stati Uniti non hanno richiesto l'aiuto di Pechino per riaprire lo stretto di Hormuz. Trump "si è concentrato piuttosto, e con grande determinazione, nell'assicurarsi che non fornissero sostegno materiale all'Iran. È questo l'impegno che ha ottenuto e confermato", ha affermato il rappresentante per il commercio Usa, Jamieson Greer, in un'intervista a Abc news. 

Idf: "Da Hezbollah 200 missili contro Israele nel fine settimana"

Un ufficiale militare israeliano ha detto che Hezbollah ha lanciato circa 200 missili  contro Israele e le sue truppe nel fine settimana, nonostante l'accordo tra Israele e Libano per estendere il cessate il fuoco. "E' una chiara e continua violazione degli accordi della tregua", ha affermato l'ufficiale. Gli scontri tra le forze israeliane e Hezbollah sono continuati anche dopo che gli inviati di entrambi i Paesi hanno concordato venerdì di estendere il cessate il fuoco di altri 45 giorni. Nelle ultime settimane, i miliziani hanno ripetutamente impiegato droni a basso costo con telecamera a fibra ottica (Fpv) contro le forze israeliane, ponendo una nuova sfida per l'esercito israeliano. "Si tratta di una minaccia specifica, la mia direttiva al team è di trovare una soluzione per questa e per la prossima minaccia che si presenterà", ha detto il premier Benyamin Netanyahu. Il Libano è stato trascinato nella guerra in Medio Oriente dopo che Hezbollah ha lanciato razzi contro Israele il 2 marzo, in risposta a una campagna militare congiunta tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Per rappresaglia, Israele ha invaso il Libano meridionale e ha continuato a colpire obiettivi di Hezbollah in tutto il Paese. Gli attacchi dell'Idf dall'inizio della guerra hanno ucciso più di 2.900 persone in Libano, di cui oltre 400 dall'inizio della tregua il 17 aprile, secondo le autorità libanesi. 

Netanyahu dopo colloquio con Trump: "Deve prendere una decisione sull'Iran"

"Trump deve prendere una decisione. Se decidesse di riprendere le ostilità con l'Iran, è probabile che Israele verrà chiamato a partecipare''. Lo riporta Ynet citando una fonte israeliana in riferimento alla telefonata, durata più di mezz'ora, avvenuta oggi tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu con il presidente Usa Donald Trump e conclusasi a ridosso dell'inizio della riunione di gabinetto israeliano in corso. 

Emirati: "Attacco terroristico vicino a centrale nucleare è inaccettabile"

Gli Emirati Arabi Uniti condannano con la massima fermezza l''attacco terroristico' non provocato contro un generatore di energia elettrica vicino alla centrale nucleare di Barakah, nella regione di Al Dhafra. In una nota, il ministero degli Esteri ha affermato che questi attacchi rappresentano una pericolosa escalation, un atto di aggressione inaccettabile e una minaccia diretta alla sicurezza del Paese, riferisce il quotidiano emiratino Khaleej Times. Il ministero ha sottolineato che colpire impianti nucleari a fini pacifici costituisce una flagrante violazione del diritto internazionale, della Carta delle Nazioni Unite e del diritto umanitario, dati i gravi rischi che tali atti comportano per i civili, l'ambiente e la sicurezza regionale e internazionale. Il ministero ha inoltre ribadito che gli standard e gli accordi internazionali, compresi i principi e le risoluzioni dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, evidenziano la necessità di proteggere gli impianti nucleari a fini pacifici e di salvaguardarne la sicurezza da atti ostili o minacce militari. 

Kallas: "Sull'Iran non solo nucleare, minacce da missili e attacchi ibridi"

L'Europa deve affrontare la crisi iraniana guardando non soltanto al dossier nucleare, ma anche al programma missilistico di Teheran, agli attacchi ibridi e al sostegno militare fornito alla Russia. Lo ha affermato l'Alto rappresentante dell'Unione Europea per la politica estera, Kaja Kallas, intervenendo alla Lennart Meri Conference 2026 di Tallinn in una conversazione con Edward Luce.

Kallas, tornata nella capitale estone nella sua nuova veste europea, ha affrontato i principali dossier geopolitici del momento: Iran, guerra in Ucraina, rapporti transatlantici e sfida cinese. Sul Medio Oriente, ha delineato una linea europea in tre fasi: cessazione delle ostilità, riapertura dello Stretto di Hormuz e successivo avvio dei negoziati sui nodi più complessi, a partire dal nucleare iraniano. "Non dobbiamo tenere gli occhi fissi solo sul nucleare", ha osservato, spiegando che le minacce poste dall'Iran riguardano anche i missili, le operazioni ibride e il supporto militare a Mosca.

Secondo Kallas, la chiusura dello Stretto di Hormuz avrebbe inoltre conseguenze globali ben oltre il confronto tra Washington e Teheran. L'Alto rappresentante ha ricordato che il 54% dei fertilizzanti destinati al Sudan transita da quel corridoio marittimo e che un'interruzione prolungata potrebbe tradursi nel giro di un anno in una crisi alimentare in Africa. Quanto all'opzione militare, ha sostenuto che colpire infrastrutture civili iraniane non eliminerebbe la leva strategica rappresentata dallo Stretto e rischierebbe di complicare ulteriormente una soluzione diplomatica.

Trump al telefono con Netanyahu

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha sentito al telefono il presidente americano per parlare di Iran. A quanto riferito da Ynet, la telefonata è durata oltre mezzora. Lo stesso Netanyahu aveva preannunciato in mattinata che avrebbe sentito Trump. Per questa sera ha convocato una riunione del suo gabinetto di sicurezza, in vista di una possibile ripresa del conflitto. 

Araghchi sente il ministro qatariota al Thani

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto un colloquio telefonico con lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, per uno scambio di opinioni sugli ultimi sviluppi nella regione. Lo riferiscono i media iraniani.

Emirati, drone che ha preso di mira sito nucleare è entrato dal confine ovest

Il drone che ha colpito le vicinanze di una centrale nucleare negli Emirati Arabi Uniti ha attraversato il confine occidentale del Paese, hanno dichiarato le autorità, aggiungendo di aver avviato un'indagine per "determinare l'origine degli attacchi". In una dichiarazione, il ministero della Difesa ha indicato che i sistemi di difesa aerea hanno rilevato "tre droni che erano entrati attraverso il confine occidentale", due dei quali sono stati intercettati con successo, mentre il terzo "ha colpito un generatore di corrente" vicino alla centrale nucleare di Barakah (ovest). 

Centcom, 81 navi deviate a Hormuz. Tre in più da ieri

Da quando hanno imposto il blocco a ridosso dello Stretto di Hormuz, il 13 aprile, le forze degli Stati Uniti hanno fatto deviare 81 navi e ne hanno bloccate quattro. Lo ha riferito il Comando centrale Usa in un post che ha aggiornato il bilancio dell'operazione. In un comunicato ieri il Pentagono aveva annunciato lo stop imposto a 78 navi. In sole 24 ore, sono tre in più le imbarcazioni costrette a cambiare rotta secondo i dati di Centcom. 

Hormuz

Aiea: "No fughe radioattive ma preoccupa l'incidente a Barakah"

Il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, ha espresso "profonda preoccupazione" per l'incendio divampato questa mattina nell'area della centrale nucleare di Barakah, negli Emirati Arabi Uniti, in seguito all'impatto di un drone. "Un'attività militare che minaccia la sicurezza nucleare è inaccettabile", ha detto a quanto riporta un post dell'Aiea su X. Grossi ha reiterato "reitera l'appello alla massima moderazione militare vicino a qualsiasi centrale nucleare per evitare il pericolo di un incidente nucleare". L'Aiea, si legge ancora nella nota ufficiale, "e' stata informata dagli Emirati Arabi Uniti che i livelli di radiazioni presso la centrale nucleare di Barakah rimangono normali e non sono stati segnalati feriti", e che "generatori diesel di emergenza stanno fornendo energia all'unità 3 della centrale. L'Agenzia è "pronta a fornire assistenza se necessario". 

Media Teheran, i ministri di Iran e Corea Sud hanno discusso della situazione a Hormuz

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il suo omologo sudcoreano Cho Hyun hanno discusso in una conversazione telefonica della situazione nello Stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia Fars. Secondo quanto riferito, Cho ha sottolineato la necessità di garanzie di sicurezza e della libera navigazione per tutti i Paesi, e ha esortato l'Iran a chiarire la propria posizione in merito all'attacco alla nave sudcoreana Hmm Namu, battente bandiera panamense, avvenuto il 4 maggio. Secondo Fars, Araghchi, da parte sua, ha chiesto la fine immediata dell'attuale blocco statunitense nello Stretto di Hormuz. 

Iran, Aie: "Con chiusura di Hormuz 3,4 mld persone a rischio gas per cucinare"

La chiusura dello stretto di Hormuz mette a rischio la fornutura di gpl per cucinare, utilizzato da 3,4 miliardi di persone nel mondo. E' quanto emerge dal focus dell'Agenzia internazionale per l'energia, 'La crisi energetica minaccia le popolazioni più vulnerabili del mondo, mentre cresce la carenza di combustibile per cucinare'. La guerra tra Iran e Usa ''ha messo in luce i rischi per la sicurezza energetica di un bisogno fondamentale: la possibilità di cucinare un pasto''. ''l conflitto in Medio Oriente ha innescato una crisi energetica globale di portata senza precedenti'', secondo l'Aie. ''I volumi giornalieri di petrolio persi per i mercati globali nel marzo 2026 hanno superato le perdite massime di offerta registrate durante i due principali shock petroliferi degli anni '70 messi insieme''.

Le precedenti crisi energetiche, ricorda l'Agenzia, hanno avuto ''un impatto profondo su economie e società, costringendo spesso le famiglie a razionare il carburante per le auto e il riscaldamento domestico''. La crisi del 2026 ''si sta facendo sentire in tutto il mondo e le famiglie nei paesi emergenti e in via di sviluppo si trovano ora ad affrontare una sfida particolarmente difficile: avere abbastanza carburante anche solo per cucinare un pasto e poterselo ancora permettere''.

Al centro di tutto ciò si trova il gas di petrolio liquefatto (gpl), il combustibile per cucinare più utilizzato al mondo. Circa 3,4 miliardi di persone nei paesi in via di sviluppo utilizzano il gpl come principale fonte di energia per cucinare. Nel 2025, il 30% di tutte le esportazioni di gpl via mare transitava attraverso lo Stretto di Hormuz. L'Asia in via di sviluppo rappresenta la quota maggiore di utilizzo del gpl per cucinare, con quasi 2,4 miliardi di persone che lo utilizzano come combustibile principale. India e Indonesia hanno fatto ampio ricorso al gpl nelle loro campagne per ampliare l'accesso a sistemi di cottura puliti, consentendo a oltre 800 milioni di persone di abbandonare l'uso di legna, carbone, cherosene e altri combustibili nocivi dal 2010. 

Israele vara incentivi per il trasferimento delle ambasciate a Gerusalemme

Il governo israeliano ha varato incentivi economici da assegnare per il trasferimento delle ambasciate a Gerusalemme, ha reso noto il ministro degli Esteri, Gideon Sa'ar che ha proposto il provvedimento insieme al ministro per Gerusalemme Yariv Levin. L'obiettivo è quello di "incoraggiare i Paesi del mondo a riconoscere Gerusalemme come capitale e di confermare tale riconoscimento con il trasferimento della loro ambasciata". Israele parteciperà quindi alle spese di trasferimento delle sedi diplomatiche. Sono al momento solo sette i Paesi con ambasciata a Gerusalemme: Usa, Guatemala, Honduras, Kosovo, Papua Nuova Guinea, Paraguay e Isole Fiji. Israele considera Gerusalemme, inclusa Gerusalemme est occupata e annessna nel 1980, come la sua capitale. La comunità internazionale sostiene invece che i confini definitivi della città debbano essere negoziati con i Palestinesi, e per questo mantengono le loro ambasciate a Tel Aviv. 

Pezeshkian: "Sviluppare i legami con Stati del Golfo è politica di principio dell'Iran"

Lo sviluppo di legami amichevoli, stabili e sinceri con i paesi islamici e confinanti, in particolare con gli stati del Golfo Persico, "è la politica di principio dell'Iran", ma "gli Stati Uniti e il regime sionista hanno sempre cercato di mettere i paesi islamici gli uni contro gli altri attraverso progetti divisivi e creando sfiducia". Lo ha affermato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian durante un incontro con il ministro degli Interni pakistano in visita, Mohsin Naqvi, secondo quanto riportato da Isna. "Gli Stati Uniti e Israele hanno organizzato l'infiltrazione di terroristi armati nelle zone di confine nord-occidentali e sud-orientali dell'Iran, ma i paesi vicini, tra cui Iraq, Pakistan e Afghanistan, hanno impedito qualsiasi abuso del loro territorio. Questa è una misura preziosa", ha sottolineato Pezeshkian. 

Pezeshkian

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Emirati, avvistati tre droni. Uno caduto su un generatore elettrico

Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti hanno avvistato tre droni sul territorio nazionale. Lo riporta un comunicato del ministero della Difesa emiratino. Due droni "sono stati neutralizzati con successo, mentre il terzo ha colpito un generatore elettrico situato fuori dal perimetro interno della centrale nucleare di Barakah, nella regione di Al Dhafra", si legge nella nota a conferma delle prime informazioni su un incendio nell'impianto. "Sono in corso indagini per determinare l'origine degli attacchi", si legge ancora nella nota. "Il ministero della Difesa è pronto e preparato ad affrontare qualsiasi minaccia, e a intervenire con fermezza contro tutto ciò che mira a destabilizzare la sicurezza del Paese, per garantire la sua sovranità, sicurezza e stabilità, e a tutela dei suoi interessi e delle sue risorse nazionali", chiarisce il comunicato.

Beirut: "19 persone morte in attacchi Idf nelle ultime 24 ore"

Il Ministero della Salute libanese ha dichiarato che 19 persone sono rimaste uccise negli attacchi israeliani in tutto il Paese nelle ultime 24 ore. Secondo il ministero, dall'inizio della guerra in Libano sono state uccise 2.988 persone e 9.210 sono rimaste ferite.

Israele ordina l'evacuazione di quattro città e villaggi libanesi

Israele ha ordinato i residenti di quattro città e villaggi libanesi ad evacuare. Lo riporta Sky News. In un post sui social media, il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane, Avichay Adraee, ha invitato i residenti ad allontanarsi di "almeno 1.000 metri" verso zone aperte. "Chiunque si trovi vicino a elementi di Hezbollah, alle loro strutture e ai loro combattimenti mette a rischio la propria vita", ha aggiunto. Le quattro aree interessate sono Arzi, Al-Marwaniya, Al-Babilya, Al-Baysariyah. 

Ministro degli Interni pakistano incontra il presidente iraniano a Teheran

Il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi ha incontrato il presidente iraniano a Teheran, secondo quanto riferito dall'ambasciata pakistana nella capitale.

Naqvi, giunto a Teheran ieri, ha trascorso quasi tre ore al palazzo presidenziale. All'incontro erano presenti anche il ministro dell'Interno e il ministro degli Esteri iraniani.

Libano, media: "Un morto e 4 soldati israeliani feriti"

Una persona è rimasta uccisa in seguito a un attacco israeliano contro un'auto nella città di Zrarieh, secondo quanto riportato dall'agenzia libanese NNA. Gli attacchi israeliani sono proseguiti questa mattina, con raid aerei sulle città di Majdal Selem e Barashit.

Da parte sua, l'esercito israeliano ha dichiarato che un ufficiale e tre soldati sono rimasti feriti nell'esplosione di un ordigno avvenuta nella notte nel sud del Libano.

Raid israeliani in Libano: quasi 3.000 morti dal 2 marzo. VIDEO

Haaretz: "Cpi chiede mandati arresto per Ben-Gvir, Smotrich e altri"

Il procuratore capo della Corte penale internazionale ha richiesto mandati di arresto sigillati per il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich e per il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir. Lo scrive Haaretz, citando una fonte diplomatica e aggiungendo che altri tre mandati sarebbero rivolti alla ministra Orit Strock e a due ufficiali delle Forze di Difesa Israeliane (IDF). In precedenza il giornale israeliano aveva annunciato le richieste dei mandati di arresto da parte della Cpi, senza menzionare chi ne fossero i destinatari. La Corte dell'Aia aveva respinto le indiscrezioni, dichiarando di "non aver emesso nuovi mandati di arresto contro Israele.

Media Iran: "Da Washington 5 condizioni, nessuna concessione a Teheran"

Washington ha presentato cinque condizioni per raggiungere un accordo con l'Iran e porre fine alla guerra, secondo quanto riportato oggi dall'agenzia Fars, affiliata alle Guardie della Rivoluzione. Le condizioni includono "nessun  pagamento di risarcimenti all'Iran da parte degli Stati Uniti, il ritiro e la consegna di 400 kg di uranio arricchito dall'Iran agli Usa, il mantenimento attivo di un solo sito nucleare iraniano" oltre a nessun pagamento dei beni congelati dell'Iran - "nemmeno il 25%" - e la sospensione della guerra subordinata all'avvio dei negoziati. L'Iran ha a sua volta posto cinque condizioni, tra cui la fine della guerra su tutti i fronti, in particolare in Libano, la revoca delle sanzioni, lo sblocco dei fondi congelati, il pagamento di un risarcimento all'Iran per i danni causati dalla guerra e il riconoscimento della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz. Fars ha affermato che anche se l'Iran dovesse soddisfare le condizioni poste dagli americani, la minaccia di aggressione da parte di Stati Uniti e Israele rimarrebbe invariata. Secondo l'agenzia, "le proposte statunitensi, anziché risolvere il problema, mirano a raggiungere obiettivi che il Paese non è riuscito a conseguire durante la guerra, ha aggiunto. Nel frattempo, l'agenzia di stampa conservatrice Mehr ha dichiarato che "senza concedere nulla di concreto all'Iran, gli Stati Uniti cercano di ottenere concessioni che non sono riusciti a raggiungere durante la guerra, il che porterà a una situazione di stallo nei negoziati".

Tel Aviv: "quattro soldati israeliani feriti da esplosione ordigno"

Quattro soldati israeliani sono rimasti feriti nel Sud de Libano a causa dell'esplosione di un ordigno sul quale erano passati. Lo riferiscono le forze armate di Tel Aviv. Uno dei feriti è grave.

E. Arabi: Aiea: "Grave preoccupazione per attacco drone vicino centrale nucleare"

L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA), l'organismo di controllo atomico delle Nazioni Unite, ha espresso "grave preoccupazione" per l'attacco di un drone vicino a una centrale nucleare negli Emirati Arabi Uniti, che ha provocato un incendio, pur affermando che i livelli di radiazione sono rimasti nella norma. L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) ha dichiarato che il suo direttore generale, Rafael Grossi, ha espresso la preoccupazione e ha aggiunto: "Le attività militari che minacciano la sicurezza nucleare sono inaccettabili". "Gli Emirati Arabi Uniti hanno informato l'AIEA che i livelli di radiazione presso la centrale nucleare di Barakah rimangono nella norma e non sono stati segnalati feriti", ha dichiarato l'agenzia.

Israele ordina evacuazione di quattro villaggi

Le forze armate israeliane hanno emesso un ordine di evacuazione per i villaggi libanesi di Arzi, Al-Marwaniyah, Al-Babiliyah e Al-Baysariyah in vista di un imminente attacco.

Ccg: "Serve dialogo ma anche rispetto sovranità"

Il Consiglio di cooperazione del Golfo Persico ha auspicato che le tensioni dovute alla guerra in Iran si risolvano attraverso il dialogo, ma anche invitato al rispetto della sovranità degli Stati. "I paesi membri del Consiglio sottolineano l'importanza del dialogo e della diplomazia per la salvaguardia della sicurezza e della stabilità, la tutela della navigazione, stabilizzazione dei mercati energetici globali e l'adozione di un approccio inclusivo basato sul rispetto della sovranità degli Stati, ridurre le tensioni e rafforzare il dialogo regionale e internazionale per il raggiungimento di una stabilità duratura", si legge in una dichiarazione del segretario generale Jasem Mohamed Albudaiwi riportata dai media iraniani. "Le conseguenze della guerra aggressiva degli Stati Uniti contro l'Iran si sono estese alla sicurezza energetica, alla pesca e alle infrastrutture, e la sicurezza e la stabilità del Golfo Persico sono un interesse comune internazionale", ha sottolineato ancora.

Iran: media, 'nessuna vera concessione dagli Usa'

Gli Stati Uniti non sono riusciti a fare alcuna concessione concreta nella loro risposta alla proposta iraniana di avviare negoziati per porre fine alla guerra. Lo riportano i media iraniani. L'agenzia di stampa Fars ha riferito che Washington ha presentato una lista di cinque punti che includeva la richiesta all'Iran di mantenere in funzione un solo sito nucleare e di trasferire le sue scorte di uranio altamente arricchito agli Stati Uniti.

Nel frattempo, l'agenzia di stampa Mehr ha dichiarato: "Gli Stati Uniti, senza offrire concessioni concrete, vogliono ottenere quelle che non sono riusciti ad avere durante la guerra, il che porterà a una situazione di stallo nei negoziati".

Mo: Israele costruirà complesso Difesa in ex quartier generale Unrwa

Il governo israeliano ha approvato i piani per la realizzazione di un nuovo museo delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), un ufficio di reclutamento e un ufficio per il ministro della Difesa presso l'ex quartier generale dell'UNRWA, vicino alla Collina delle Munizioni a Gerusalemme Est. Secondo una dichiarazione congiunta del Ministero della Difesa e del Comune di Gerusalemme, il nuovo complesso sorgerà su un'area di circa 3 ettari e mezzo e ha lo scopo di rafforzare la presenza delle forze armate nella città. Il ministro della Difesa Israel Katz ha affermato che la decisione è "una scelta di sovranità, sionismo e sicurezza", sostenendo che non c'è "nulla di più simbolico o giusto" che istituire istituzioni di difesa "sulle rovine del complesso dell'UNRWA", che ha accusato di essere legato alle attività terroristiche di Hamas.

Iran: Ghalibaf nominato rappresentante speciale per la Cina

Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Baqer Ghalibaf è stato nominato rappresentante speciale per i rapporti con la Cina. Secondo fonti citate dall'agenzia di stampa Tasnim, la nomina è stata proposta dal presidente Massoud Pezeshkian e approvata dal leader supremo Seyyed Mojtaba Khamenei.

Netanyahu: 'consapevoli della situazione in Iran, parlerò oggi con Trump'

"Ascolterò sicuramente le sue impressioni sul viaggio in Cina, e forse anche altre cose. Naturalmente ci sono molte possibilità, siamo preparati a qualsiasi scenario", ha affermato Netanyahu. Il New York Times ha scritto ieri che gli Stati Uniti e Israele sono impegnati in "intensi preparativi" per riprendere gli attacchi contro l'Iran in attesa di una decisione del presidente statunitense Donald Trump, citando due funzionari mediorientali che hanno parlato a condizione di anonimato. 

Cpi smentisce Haaretz: 'nessun nuovo mandato arresto funzionari Israele'

La Corte penale internazionale (CPI) dell'Aia ha respinto la notizia diffusa da Haaretz relativa alla decisione di emettere mandati di arresto per ministri e ufficiali militari israeliani, definendola "inesatta". Nella sua smentita, la Corte ha dichiarato di "non aver emesso nuovi mandati di arresto contro Israele".

Mo: 3 persone morte in attacco di droni israeliani contro una mensa a Gaza

Un attacco di droni israeliani ha colpito una mensa comunitaria a Deir el-Balah, vicino all'ospedale Al Aqsa, uccidendo tre persone. Lo riporta al Jazeera. In precedenza, una persona era rimasta uccisa nei bombardamenti israeliani a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. A Beit Lahiya, una persona è deceduta a causa delle ferite riportate in seguito a un attacco israeliano.

Cannes, Bardem: ‘Trump, Putin e Netanyahu maschi tossici’

L’attore Javier Bardem, durante la conferenza stampa di ‘El ser querido’ al Festival di Cannes, interviene sul tema della mascolinità tossica, citando il numero di donne uccise ogni anno nella sua Spagna. "In media, due donne al mese vengono assassinate da ex mariti o ex fidanzati. È orribile. È incredibile che abbiamo quasi normalizzato questa cosa. Ma siamo impazziti? Stiamo uccidendo donne perché alcuni uomini pensano di possederle”. Bardem ha poi ha attaccato alcuni leader mondiali, incluso Trump, che a suo dire incarnano questo comportamento: “Questo problema riguarda anche Trump, Putin e Netanyahu. Maschi alfa che dicono: ‘Il mio ca**o è più grande del tuo e ti bombarderò a sangue’. È un comportamento tossico maschile e dobbiamo denunciarlo. E ne stiamo parlando perché oggi ne siamo più consapevoli, per fortuna”, conclude.

Mo: Netanyahu convoca riunione di sicurezza ristretta

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato per questa sera i suoi principali collaboratori e ministri per una discussione sulla sicurezza nel suo ufficio a Gerusalemme, secondo quanto riferito al Times of Israel dall'ufficio di uno dei ministri presenti. A queste discussioni, spesso definite "piccolo gabinetto di sicurezza", partecipano solitamente il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar, il ministro della Difesa Israel Katz, il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir e il capo di Shas, Aryeh Deri.

Netanyahu: 'a Gaza deteniamo già il 60% del territorio. Oggi telefonata con Trump'

"Abbiamo eliminato il numero uno dell'ala militate di Hamas, Izz al-Din al-Haddad: tutti gli artefici del massacro del 7 ottobre saranno eliminati fino all'ultimo, e siamo molto vicini a portare a termine anche questa missione". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu nell'apertura della riunione di governo odierna. "A Gaza non controlliamo più il 50%, ma già il 60% del territorio. Stiamo stringendo Hamas nella morsa. La nostra missione è garantire che Gaza non rappresenti più una minaccia per Israele", ha detto Netanyahu, aggiungendo che sull'Iran Israele "rimane pronto per qualsiasi scenario", anticipando che oggi terrà un colloquio telefonico con il presidente Usa Donald Trump "per ascoltare le sue impressioni sul viaggio in Cina". 

Teheran respinge accuse Usa di aver destabilizzato il mercato energetico mondiale

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha respinto oggi le dichiarazioni dei funzionari americani sulla destabilizzazione del mercato energetico mondiale dovuta alle azioni dell'Iran nello Stretto di Hormuz. "Tale retorica è un'ulteriore grande menzogna degli Stati Uniti per fomentare la guerra. Sembra che la prossima mossa degli Stati Uniti, per giustificare la loro guerra illegale di scelta contro l'Iran, sarà l'affermazione di 'preservare la pace e la stabilità nel mercato energetico globale'", ha dichiarato. "È stata la sconsiderata politica bellicista degli Stati Uniti e dei regimi israeliani a distruggere i processi diplomatici e a causare insicurezza nelle vitali rotte energetiche", ha aggiunto. 

In 48 ore sei morti e 19 feriti in raid Idf su Gaza

Il ministero della Salute palestinese a Gaza ha segnalato sei morti e 19 feriti negli ultimi due giorni, tra cui due nuovi decessi e quattro corpi recuperati dalle macerie. La stessa fonte ha sottolineato che il numero delle vittime palestinesi aumenta nonostante il "cessate il fuoco", come conseguenza dei continui attacchi israeliani. Il ministero ha sottolineato, inoltre, che numerose vittime rimangono sepolte sotto le macerie o ai lati delle strade, impossibilitate a essere raggiunte dalle ambulanze e dalla protezione civile. Dall'inizio del "cessate il fuoco", l'11 ottobre 2025, il ministero ha registrato 871 morti a causa degli attacchi israeliani su Gaza.

Scorte di greggio mondiali vicine ai minimi degli ultimi 10 anni

Le scorte di greggio mondiali si stanno avvicinando al livello minimo degli ultimi 10 anni con il rischio di un nuovo balzo dei prezzi. L'allarme arriva da Ubs nel suo ultimo rapporto secondo cui, malgrado la minore domanda e le misure dei governi come il rilascio delee riserve strategiche, a fine maggio le scorte toccheranno il livello più basso (7,6 miliardi di barili). Anche il ceo di Exxon Darren Woods alla Cbs ha detto che, quando si arriverà al livello minimo di scorte nel caso di un prolungarsi del blocco di Hormuz, si rischierà un rialzo delle quotazioni e conseguenze negative sull'economia.

Guerra Iran, scorte greggio mondiali vicine a minimi ultimi 10 anni

Guerra Iran, scorte greggio mondiali vicine a minimi ultimi 10 anni

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Emirati: "Drone causa incendio vicino a centrale nucleare"

Le autorità di Abu Dhabi sono intervenute in seguito a un incendio divampato in un generatore elettrico all'esterno del perimetro interno della centrale nucleare di Barakah, nella regione di Al Dhafra, causato dall'impatto di un drone. Non si sono registrati feriti e non vi sono state ripercussioni sui livelli di sicurezza radiologica. Lo rende noto su X l'ufficio stampa di Abu Dhabi. Sono state adottate tutte le misure precauzionali necessarie e ulteriori aggiornamenti saranno forniti non appena disponibili. L'Autorità federale per la regolamentazione nucleare (FANR) ha confermato che l'incendio non ha compromesso la sicurezza della centrale né la funzionalità dei suoi sistemi essenziali e che tutte le unità sono operative a pieno regime.

Attacco israeliano contro un'auto in Libano, un morto

Una persona è rimasta uccisa in seguito a un attacco israeliano contro un'auto nella città di Zrarieh, in Libano, secondo quanto riportato dall'agenzia Nna ripresa da Al-Jazeera. Gli attacchi israeliani sono proseguiti anche questa mattina, con la Nna che riferisce di raid aerei sulle città di Majdal Selem e Barashit.

Hezbollah, negoziati sono un "vicolo cieco". Raid Idf

Nuova denuncia di Hezbollah contro i colloqui diretti tra Israele e il Libano, definiti "un vicolo cieco". La critica del gruppo armato pro-Iran giunge mentre le Idf stanno bombardando il Libano meridionale e orientale, nonostante la nuova proroga del cessate il fuoco. "I negoziati diretti che le autorità libanesi hanno condotto con il nemico israeliano li hanno portati in un vicolo cieco che non portera' ad altro che a una concessione dopo l'altra", ha dichiarato il parlamentare di Hezbollah, Hussein Hajj Hassan. "Né loro né nessun altro sarà in grado di realizzare ciò che il nemico vuole, soprattutto per quanto riguarda il disarmo della resistenza", ha aggiunto, affermando che le autorità stanno portando il Paese in "situazioni molto difficili". Intanto, due attacchi israeliani hanno colpito la città di Sohmor, nella valle della Bekaa, nel Libano orientale, ha riferito l'agenzia di stampa statale Nna, aggiungendo che altri attacchi hanno interessato il Libano meridionale. In raid sul villaggio di Zrariye' (Sidone) e Tayr Debba (Tiro), almeno tre persone sono rimaste ferite, di cui due soccorritori. Gli attacchi israeliani dall'inizio della guerra hanno causato la morte di oltre 2.900 persone in Libano, di cui più di 400 dall'inizio della tregua, il 17 aprile, secondo le autorità libanesi. Gli ultimi attacchi sono avvenuti dopo che gli inviati di Israele e Libano hanno tenuto un terzo round di negoziati a Washington e hanno concordato di estendere il cessate il fuoco di 45 giorni. Tuttavia i combattimenti sono proseguiti, con attacchi israeliani sul Libano e attacchi di Hezbollah contro le forze israeliane.

Media: "Un morto e 4 feriti in attacco Idf a Khan Younis"

Un palestinese è stato ucciso e altri quattro feriti nell'attacco dell'esercito israeliano a Khan Younis, nella zona centrale del paese. Lo riferiscono i media palestinesi.

Generale Iran: "Altre aggressioni da Usa li porteranno in un pantano"

"Ripetere qualsiasi sciocchezza da parte degli Stati Uniti per compensare il disonore subito nella guerra contro l'Iran non avrà altre conseguenze se non quella di subire colpi ancora più devastanti e duri per quel Paese", ha affermato oggi il portavoce delle forze armate iraniane Abolfazl Shekarchi. "Il disperato presidente degli Stati Uniti dovrebbe sapere che se le minacce e la rinnovata aggressione contro l'Iran dovessero concretizzarsi, le risorse e l'esercito decimato di quel Paese si troverebbero ad affrontare nuovi scenari offensivi, sorprendenti e tempestosi, e sprofonderebbero in un pantano creato da sé, frutto delle politiche avventuristiche del suo presidente", ha avvertito, secondo quanto riferito dall'agenzia Fars.

Maxi-esplosione vicino a Gerusalemme, "ma era un test controllato"

Una forte esplosione, accompagnata da una palla di fuoco, ha illuminato il cielo notturno della città di Beit Shemesh, a ovest di Gerusalemme, nella tarda serata di ieri, allarmando gli abitanti. L'azienda statale di difesa Tomer ha successivamente dichiarato che l'esplosione era un test pianificato e che le autorità erano state informate. Tuttavia, i residenti hanno affermato di non aver ricevuto alcun preavviso. Lo scrive il Times of Israel. Alla notizia danno risalto anche i media iraniani. La città, vicino a Gerusalemme, è stata colpita più volte da missili lanciati dall'Iran durante la recente guerra, e gli abitanti erano in allerta per il timore di una possibile ripresa dei combattimenti. In una dichiarazione, la Tomer, che sviluppa motori per razzi e missili, incluso il sistema di difesa aerea Arrow, ha affermato che l'esplosione era "un esperimento pianificato ed eseguito secondo i piani". Una fonte anonima all'interno dell'azienda ha confermato all'emittente pubblica Kan che si è trattato di un'esplosione controllata e pianificata, ma non ha fornito spiegazioni sul perché sia stata effettuata alle 23:30. Channel 12 ha riferito, senza citare fonti, che il test riguardava propellenti per razzi, inclusi quelli con una gittata di migliaia di chilometri.

Capo negoziatore Ghalibaf sovrintenderà relazioni con la Cina

Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano e recentemente emerso come principale negoziatore nei colloqui con gli Stati Uniti, è stato incaricato di sovrintendere alle relazioni con la Cina. Lo riferiscono i media iraniani. "Mohammad Bagher Ghalibaf è stato recentemente nominato rappresentante speciale della Repubblica islamica dell'Iran per gli affari cinesi", ha riferito l'agenzia di stampa Tasnim, citando "fonti informate", e aggiungendo che si occuperà di "coordinare vari settori delle relazioni tra Iran e Cina".

Trump: "Hanno interesse a raggiungere accordo"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che l'Iran ha "interesse a raggiungere un accordo". Lo ha dichiarato in un'intervista al corrispondente di Bfmtv negli Stati Uniti, Antoine Heulard, mentre sono in stallo i negoziati sul programma nucleare iraniano e sul conflitto in corso. Trump ha affermato, inoltre, di non sapere se un accordo con l'Iran sarebbe stato raggiunto a breve, al 77esimo giorno della guerra iniziata da Stati Uniti e Israele. "Non ne ho idea. Se non lo raggiungono, passeranno dei brutti momenti. Hanno interesse a raggiungere un accordo", ha detto ieri il presidente Usa. Secondo quanto riportato dalla stampa americana, incluso il New York Times, Trump dovrebbe decidere nelle prossime ore se riprendere o meno gli attacchi contro il regime iraniano, dato che i colloqui per porre fine alla guerra e al programma nucleare iraniano non hanno finora prodotto risultati. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato venerdì a New Delhi di aver "ricevuto messaggi" da Washington a favore della ripresa dei negoziati, aggiungendo di essere aperto all'aiuto di Pechino. In precedenza, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian aveva affermato che l'Iran "resta impegnato nella diplomazia e nelle soluzioni pacifiche".

Kazakistan ha consegnato 30 vagoni di aiuti umanitari all'Iran

Il Kazakistan ha consegnato 30 vagoni di aiuti umanitari all'Iran, mentre il Paese continua a lottare contro una grave crisi economica in seguito a mesi di guerra con Stati Uniti e Israele. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Tasnim. La spedizione, inviata su ordine del presidente del Kazakistan, comprendeva carne in scatola, zucchero, farina, attrezzature mediche e medicinali. Gli aiuti sono stati consegnati alla Mezzaluna Rossa iraniana presso la stazione ferroviaria di Sarakhs.

L'ambasciatore kazako in Iran, Ontalap Onalbayev, ha dichiarato durante la cerimonia che "l'Iran è uno dei più importanti partner politici, economici e umanitari del Kazakistan in Medio Oriente e nel mondo islamico", aggiungendo: "I veri amici si riconoscono nei momenti difficili".

La consegna avviene in un momento in cui l'Iran sta affrontando gravi difficoltà economiche. Le perturbazioni legate alla guerra hanno spinto l'inflazione annua a circa il 53,7%, con i prezzi dei generi alimentari in aumento di oltre il 115% rispetto all'anno precedente, secondo il centro statistico ufficiale iraniano.

Media: "Israele ha attaccato la valle occidentale della Bekaa in Libano"

Due raid aerei israeliani hanno colpito la periferia della città di Yahmar, nella valle della Bekaa occidentale, nel Libano orientale. Lo riporta al Jazeera, che segnla, inoltre, un nuovo raid israeliano nella città di Sahmar, sempre nella parte occidentale della valle della Bekaa.

Idf: "Aereo ostile ha preso di mira le truppe nel sud"

L'esercito israeliano ha reso noto di aver identificato "un bersaglio aereo sospetto" dopo che le sirene d'allarme sono risuonate nella zona di Misgav Am, nel nord di Israele. L'aereo è precipitato vicino alle forze israeliane che operano nel Libano meridionale, senza che si siano registrate vittime, ha dichiarato l'esercito su X, aggiungendo che Hezbollah ha lanciato razzi e droni esplosivi contro le forze israeliane che operano nel Libano meridionale durante la notte.

Il figlio di Abbas entra nel Comitato Centrale di Fatah, confermata la figlia di Barghouti

Yasser Abbas, il figlio maggiore del presidente dell'Autorità Palestinese Mahmoud Abbas, è stato eletto membro del potente Comitato Centrale di Fatah, secondo i risultati preliminari delle preferenze scrutinate. Il voto si è tenuto al termine dell'ottavo congresso generale del movimento nazionalista, un evento organizzato simultaneamente a Ramallah, Gaza, al Cairo e a Beirut. Uomo d'affari di 64 anni, che gestisce diverse imprese nei Territori Palestinesi, Yasser Abbas risiede la maggior parte del tempo in Canada. La sua apparizione sulla scena politica risale a cinque anni fa, quando fu nominato "rappresentante speciale" da suo padre. 

Secondo i risultati preliminari pubblicati nella notte, Marouane Barghouti, figura emblematica del movimento e incarcerato in Israele dal 2002, non solo ha mantenuto il suo seggio all'interno dell'organo direttivo, ma ha anche raccolto il maggior numero di voti. Anche la vecchia guardia ha salvato i propri seggi: è il caso del vicepresidente dell'Autorità Palestinese e dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), Hussein Al-Cheikh, del vicepresidente di Fatah, Mahmoud Al-Aloul, dell'ex segretario generale Jibril Rajoub, e dell'ex capo dell'intelligence, Taoufik al-Tiraoui. 

Tra i nuovi membri eletti nel comitato figura il capo dei servizi segreti palestinesi, Majed Faraj. A lui si unisce Zakaria Zubeidi, 50 anni, uno dei leader delle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa, il braccio armato di Fatah, nel campo profughi di Jenin. Zubeidi è stato rilasciato da una prigione israeliana grazie a un accordo di scambio di prigionieri concluso l'anno scorso tra Israele e il movimento islamista palestinese Hamas. Inoltre, due donne siedono ora nel comitato direttivo: la governatrice di Ramallah, che vi entra per la prima volta, mentre una seconda è stata rieletta. La direzione del congresso ha riportato un tasso di partecipazione al voto del 94,64%, con un totale di 2.507 votanti.

Libano, ministro: "Attacchi di Israele costati il 7% del Pil dal 2 marzo"

Gli attacchi israeliani sono costati al Libano circa 2 miliardi di dollari, pari al 7% del Pil, dalla ripresa delle ostilità il 2 marzo. Lo ha riferito ad Al-Jazeera il ministro dell'Economia libanese, Amer Bisat. "L'impatto è stato piuttosto significativo. Lo consideriamo in termini di molteplici sfide. Una sfida è l'impatto economico stesso: persone che perdono il lavoro, aziende agricole che non producono, aziende manifatturiere che chiudono [e] turisti che non arrivano", ha dichiarato Bisat. "Questo impatto è molto grande. Stimiamo che durante la guerra abbiamo perso probabilmente 2 miliardi di dollari. Ciò corrisponde a circa il 7% del Pil", ha affermato il ministro dell'Economia libanese.

Sharif: "La pace mai facile. Speranza per il secondo round presto"

Il premier del Pakistan ha espresso la speranza che il secondo round di colloqui tra Iran e Stati Uniti si tenga presto a Islamabad. In un'intervista al Sunday Times Weekly, il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha sottolineato che tutte le parti in conflitto ripongono fiducia in Islamabad. "Fortunatamente, l'Iran si fida del Pakistan, così come il governo degli Stati Uniti e i Paesi del Golfo. Sono grato al presidente Trump per aver accettato il nostro invito", ha affermato. Sharif ha inoltre espresso la speranza che il secondo round di colloqui diretti si tenga presto a Islamabad. "La pace non è mai facile da raggiungere", ha sottolineato. "Dobbiamo avere pazienza, saggezza e la capacità di superare le sfide più difficili, e continueremo a fare del nostro meglio affinché questo processo di pace porti a una pace duratura. Il resto è nelle mani di Dio", ha dichiarato il leader pakistano. Dopo un primo round di negoziati avviato l'11 aprile a Islamabad, un secondo incontro previsto per il 21 aprile è saltato a causa del rifiuto di Teheran di accettare le condizioni americane. Il negoziato si è arenato su nodi centrali come il programma nucleare, il controllo dello Stretto di Hormuz e la crisi in Libano.

Media: "Un morto e diversi feriti in un attacco israeliano a Khan Younis"

Almeno una persona è rimasta uccisa e diverse altre ferite in seguito a un attacco israeliano che ha preso di mira un posto di polizia nella zona di Karaj Rafah, nel centro di Khan Younis. Lo riferisce al Jazeera, sottolineando che le forze israeliane hanno continuato a condurre attacchi nella Striscia di Gaza questa mattina nonostante il cessate il fuoco. 

Iran, portaerei Ford rientrata negli Usa dopo 11 mesi

La USS Gerald R. Ford, la più grande portaerei del mondo, è rientrata in Virginia dopo una missione di 11 mesi, la più lunga dalla guerra del Vietnam, durante la quale ha supportato la guerra degli Stati Uniti contro l'Iran e la cattura di Nicolás Maduro quando era presidente del Venezuela.

La più avanzata nave da guerra statunitense e i due cacciatorpediniere di scorta hanno attraccato alla base navale di Norfolk con circa 5.000 marinai in attesa di rivedere le proprie famiglie per la prima volta da giugno. Oltre alle operazioni di combattimento e alla traversata dei continenti, i marinai a bordo della portaerei hanno dovuto affrontare un incendio non legato al combattimento che ha lasciato centinaia di persone senza un posto dove dormire e ha imposto lunghe riparazioni sull'isola greca di Creta.

Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth era presente all'arrivo delle navi da guerra, tra cui il cacciatorpediniere USS Bainbridge. Hegseth si è congratulato con l'equipaggio della Bainbridge per l'ottimo lavoro svolto. "Non avete semplicemente portato a termine una missione, avete fatto la storia", ha affermato Hegseth sul ponte del cacciatorpediniere. "Avete reso orgogliosa una nazione." Hegseth ha parlato anche con gli equipaggi del cacciatorpediniere USS Mahan e della USS Ford.

Idf: "Hezbollah ha lanciato razzi e droni contro le truppe"

Hezbollah ha lanciato diversi razzi e droni esplosivi contro le truppe israeliane nel sud del Libano durante la notte e questa mattina. Lo ha riferito l'Idf, aggiungendo che i proiettili hanno colpito vicino alle forze armate, ma non hanno causato feriti. Un drone ha fatto scattare le sirene nella comunità di confine di Misgav Am.

Telefonata fra Qatar Arabia Saudita, al centro cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran

Il primo ministro e ministro degli Affari Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha avuto una conversazione telefonica con il Ministro degli Esteri dell'Arabia Saudita, Principe Faisal bin Farhan bin Abdullah Al Saud, secondo quanto riportato in un comunicato stampa di Doha citato da al Jazeera. I due hanno discusso delle relazioni bilaterali e degli sviluppi regionali, incluso il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, nonché degli sforzi di de-escalation, si legge nel comunicato. Il rappresentante qatarino ha esortato tutte le parti a rispondere agli sforzi di mediazione in corso per affrontare le cause profonde della crisi attraverso il dialogo, puntando a un accordo duraturo che impedisca una nuova escalation. 

Media: "Le Idf continuano gli attacchi a Gaza"

Le forze israeliane hanno lanciato attacchi in tutta la Striscia di Gaza. Secondo l'agenzia di stampa palestinese Wafa,che cita fonti locali, il fuoco dell'artiglieria ha colpito le zone orientali e meridionali di Khan Younis. Gli attacchi sono avvenuti in un contesto di intensi spari provenienti da veicoli militari stazionati vicino alle aree a est e a sud della città.

Anche le zone orientali del campo profughi di Al-Bureij sono state pesantemente bombardate, causando panico tra i residenti.Navi da guerra israeliane hanno aperto il fuoco verso la costa di Gaza. Finora non si segnalano vittime.

Beirut: "Gli attacchi israeliani costano al Libano circa il 7% del Pil"

Il ministro dell'Economia libanese Amer Bisat ha dichiarato ad Al Jazeera che secondo le stima il Libano avrebbe perso fino a 2 miliardi di dollari a causa dell'escalation della guerra israeliana contro il Paese a partire dal 2 marzo. "L'impatto è stato piuttosto significativo. Lo consideriamo in termini di molteplici sfide. Una sfida è l'impatto economico stesso: persone che perdono il lavoro, aziende agricole che non producono, aziende manifatturiere che chiudono [e] turisti che non arrivano", ha affermato. "Questo impatto è molto pesante. Stimiamo che durante la guerra abbiamo perso probabilmente 2 miliardi di dollari. Ciò corrisponde a circa il 7% del PIL", ha detto. 

Dallo Stretto di Hormuz a Bab el-Mandeb, come cambiano gli attacchi alle navi mercantili?

Lo Stretto di Hormuz rimane l’epicentro delle tensioni tra Stati Uniti e Iran dopo che ieri una nave sudcoreana è andata in fiamme. L’amministrazione Trump afferma di avere il pieno controllo sul passaggio che definisce “aperto”. Teheran replica che nessuna nave commerciale ha attraversato il Golfo. Intanto il prezzo del petrolio continua a salire e la navigazione nell’area è sempre più precaria. Anche di questo si è parlato nella puntata del 4 maggio di "Numeri", approfondimento di Sky TG24

Da Hormuz a Bab el-Mandeb, come sono cambiati gli attacchi alle navi?

Da Hormuz a Bab el-Mandeb, come sono cambiati gli attacchi alle navi?

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Iran: "L'uccisione del capo dell'ala militare Hamas è terrorismo"

Il ministero degli Affari Esteri della Repubblica Islamica dell'Iran ha condannato l'assassinio da parte di Israele del comandante in capo delle Brigate Al-Qassam, l'ala militare di Hamas, Izz al-Din al-Haddad. Secondo l'agenzia di stampa Tasnim, Teheran lo ha definito un "atto terroristico del regime sionista sefardita". Per il ministero degli Esteri iraniano, questo "vile assassinio di leader ed esponenti dell'elite palestinese e' un segno della disperazione e dell'impotenza del regime sionista". La dichiarazione, pubblicata da Tasnim, afferma inoltre che "l'eliminazione fisica dei comandanti della resistenza non causerà alcuna interruzione nel cammino della resistenza e ispirerà il cammino della dignità e della libertà della Palestina". La morte di Izz al-Din al-Haddad, della moglie e dei figli eè stata annunciata dall'esercito israeliano e dallo Shin Bet, precisando che sono stati colpiti in un raid mirato condotto a Gaza City. Secondo il comunicato congiunto, Haddad aveva assunto la guida del braccio armato del movimento dopo l'uccisione di Mohammed Sinwar e, negli ultimi mesi, si era adoperato per ricostruire le capacità militari dell'organizzazione e pianificare numerosi attentati contro civili israeliani e soldati dell'esercito. Le autorità israeliane sostengono inoltre che, nel corso della guerra, Haddad sia stato coinvolto nella detenzione di numerosi ostaggi israeliani e che abbia gestito il sistema di prigionia di Hamas, circondandosi di ostaggi nel tentativo di impedire la propria eliminazione. Considerato uno dei comandanti di più lunga data del movimento, Haddad aveva aderito a Hamas nei primi anni della sua fondazione e aveva mantenuto stretti legami con la leadership politica e militare del gruppo. Nel corso della sua carriera aveva ricoperto diversi incarichi di vertice, tra cui quello di comandante della Brigata di Gaza City e di altre unità operative. Israele lo descriveva come uno degli ultimi alti comandanti ancora in vita dell'ala militare di Hamas coinvolti nella pianificazione e nell'esecuzione dell'attacco del 7 ottobre 2023 e nella conduzione delle operazioni contro le forze israeliane.

Idf: "Da Hezbollah razzi e droni esplosivi contro le truppe nel sud del Libano"

L'esercito israeliano afferma che Hezbollah ha lanciato diversi razzi e droni esplosivi contro le truppe nel sud del Libano durante la notte e questa mattina. Lo scrive Times of Israel. I proiettili - si legge - hanno colpito in prossimità delle forze armate, ma non hanno causato feriti. Un drone ha fatto scattare le sirene nella comunità di confine di Misgav.

Libano, governo: "18 morti e 124 feriti in 24 ore". Raid Idf

L'ultimo bilancio diffuso dal ministero della Salute del Libano ha registrato 18 morti e 124 feriti negli attacchi israeliani delle ultime 24 ore, nonostante la proroga del cessate il fuoco per 45 giorni. La stampa locale riferisce di bombardamenti delle Idf in corso anche questa mattina nel Libano meridionale, in particolare sulla città di Zawtar al-Sharqiyah, colpita da raid aerei. Al contempo, l'esercito israeliano ha annunciato che un drone di Hezbollah eè stato individuato sopra un'area del Libano meridionale in cui operano truppe israeliane. Il drone è precipitato senza causare feriti ma l'incidente ha fatto scattare le sirene a Misgav, una comunità di confine. Hezbollah ha annunciato che i suoi combattenti hanno fatto detonare una trappola esplosiva contro un terzo bulldozer dell'esercito israeliano, che stava cercando di avanzare dalla città di Rashaf alla città di Hadatha, nel Libano meridionale. Il gruppo armato pro Iran ha aggiunto che un'altra trappola esplosiva è stata fatta detonare da un quarto bulldozer israeliano che tentava la stessa avanzata. I combattenti hanno anche preso di mira un assembramento di veicoli e soldati israeliani alla periferia della città di Hadatha con un lancio di razzi, ha affermato Hezbollah. 

Guerra in Iran e crisi energetica, impatto su fatturato imprese italiane fino al 2027

A gennaio, prima dell’escalation della crisi nel Golfo, si prevedeva una crescita dell’1,7% dei fatturati reali complessivi delle imprese italiane tra il 2025 e il 2027. Oggi, invece, lo scenario è peggiorato: si stima una contrazione dello 0,9% nello scenario base, che potrebbe arrivare fino a -2,6% nel caso più negativo

Guerra Iran e crisi energetica, impatto su fatturato imprese italiane

Guerra Iran e crisi energetica, impatto su fatturato imprese italiane

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Ulyanov: "Usa e Israele rischiano di ripetere gli errori del passato"

Se riprendono la guerra in Iran, Stati Uniti e Israele rischiano di ripetere gli errori del passato. Lo ha dichiarato il rappresentante diplomatico della Russia presso le organizzazioni internazionali a Vienna, Mikhail Ulyanov, in un commento all'articolo del New York Times secondo cui Stati Uniti e Israele si starebbero preparando a una possibile ripresa degli attacchi contro l'Iran. "Gli esperti occidentali ritengono che gli Stati Uniti e Israele possano riprendere gli attacchi militari contro l'Iran nei prossimi giorni, se non addirittura nelle prossime ore. Se ciò fosse vero, significherebbe che Stati Uniti e Israele non hanno imparato la lezione dai loro errori strategici passati", ha scritto su X l'ambasciatore Ulyanov.

Trump: "Se l'Iran non fa un accordo passerà momenti molto brutti"

Donald Trump è tornato a minacciare l'Iran. "Farebbe meglio a trovare un accordo, altrimenti passerà momenti molto brutti", ha detto il presidente americano in un'intervista telefonica alla tv francese Bfmtv. "Hanno interesse a concluderlo", ha aggiunto.

Medio Oriente, l’annuncio degli Usa: tregua tra Israele e Libano prorogata di 45 giorni

Il cessate il fuoco sarebbe dovuto scadere domenica. La proroga, ha spiegato il Dipartimento di Stato americano, è stata concordata dopo due giorni di colloqui "altamente produttivi" tra i due Paesi, mediati dagli Stati Uniti. Previsto nuovo round di negoziati “sul piano politico” il 2 e 3 giugno, mentre il 29 maggio - hanno dichiarato gli Usa - verrà avviato al Pentagono un dialogo sulla sicurezza con delegazioni militari di Israele e Libano

Usa annunciano: tregua tra Israele e Libano prorogata di 45 giorni

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Stretto di Hormuz, ferme merci per 23,7 miliardi di dollari. Rischi per agroalimentare

Quasi 1.000 navi risultano ferme nel Golfo Persico, per un valore stimato di 23,7 miliardi di dollari di merci trasportate, con impatti sulle catene globali di approvvigionamento, in primis l'agroalimentare. A fare il punto sulla logistica in standby dopo la chiusura del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz è il report Port Infographics, realizzato da Assoporti e Srm (Centro studi che fa capo al gruppo Intesa Sanpaolo).

Hormuz, ferme merci per 23,7 mld di dollari. Rischi per agroalimentare

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Guerra in Iran, prezzi in aumento fino al 40%: dal gasolio alla verdura, i beni più cari

A meno di tre mesi dallo scoppio del conflitto nel Golfo, il quadro dei prezzi appare fortemente sotto pressione, con un bilancio che si fa sempre più pesante per famiglie e consumatori. L’ultima fotografia ufficiale arriva dai dati definitivi diffusi dall’Istat, che evidenziano un incremento congiunturale dell’1,1% su base mensile e del 2,7% su base annua. Numeri che, letti in maniera aggregata, potrebbero sembrare contenuti, ma che diventano molto più significativi quando si analizzano le singole voci di spesa, come confermano anche le elaborazioni del Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc). Ecco cosa sapere

Guerra in Iran, prezzi in aumento fino al 40%: ecco i beni più cari

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