Guerra Iran, nave cinese sfida blocco Hormuz. Cina: Irresponsabile stop navale Usa. LIVE
La petroliera "Rich Starry" battente bandiera Malawi sta uscendo dal Golfo dopo aver passato lo Stretto. Pechino giudica "irresponsabile" il blocco navale degli Usa. Secondo il Nyt, Trump avrebbe respinto la proposta di Teheran su uno stop di 5 anni al programma di arricchimento dell'uranio. A Washington iniziano i negoziati sul Libano. Intanto, il Pakistan ha proposto di ospitare un secondo round di colloqui
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La petroliera cinese Rich Starry, battente bandiera del Malawi, ha sfidato il blocco navale americano ed è sulla rotta di uscita dal Golfo dopo aver attraversato lo Stretto di Hormuz. Il tentativo di attraversamento è stato evidenziato dai dati di tracciamento navale del sito MarineTraffic. La nave, lunga 188 metri e larga 29 metri, è partita ieri dall'ancoraggio di Sharjah (Emirati Arabi Uniti) e naviga (velocità 8 nodi) a pieno carico, con un pescaggio segnalato di 11,3 metri, indicando la Cina come destinazione. Ieri aveva fatto dietro-front e rinunciato a uscire dal Golfo Persico, mentre ora sta facendo ingresso nel Golfo dell'Oman.
"Non noi abbiamo bisogno dello Stretto, ma il mondo sì", ha detto Donald Trump nella giornata di ieri, ribadendo che "Teheran non avrà mai le armi nucleari" e che "gli iraniani vogliono lavorare a un accordo". Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha ammonito gli Usa a non forzare la mano: "Non mettete alla prova la determinazione dell'Iran".
La Casa Bianca sta valutando la possibilità di riprendere attacchi militari limitati contro l'Iran. I Guardiani della rivoluzione hanno avvertito Stati Uniti e Israele che potrebbero dover lasciare il Medio Oriente a mani vuote.
Secondo l'agenzia Ap, che cita due funzionari pachistani, il Pakistan "ha proposto di ospitare un secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad nei prossimi giorni, prima della fine del cessate il fuoco".
Iniziano oggi a Washington i colloqui di pace tra Israele e Libano. Nella giornata di ieri una telefonata tra il ministro degli Esteri Antonio Tajani (in visita in Libano oggi) e il suo omologo israeliano, Gideon Sa'ar, ha anticipato gli incontri: "La mia presenza oggi a Beirut punta a favorire un esito positivo dei negoziati per la pace che iniziano domani", ha dichiarato su X il ministro Tajani.
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Lettera di Crosetto a ministro di Israele per la sospensione del memorandum
E' stato il ministro della Difesa Guido Crosetto a scrivere al suo omologo israeliano Israel Katz la lettera di sospensione del memorandum Italia-Israele. Il memorandum, che stabilisce una sorta di cornice per la cooperazione nel settore della difesa riguardo allo scambio di materiali militari e la ricerca tecnologica nell'ambito delle forze armate, in precedenza, prevedeva un rinnovo ogni cinque anni ed era entrato in vigore il 13 aprile 2016.
Iran, vicepresidente commenta il rapporto di Netanyahu: "Usa umiliati"
Reza Aref, primo vicepresidente iraniano, ha commentato con sarcasmo il racconto che il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha fatto dei resoconti quotidiani che riceve dagli Stati Uniti. "Per la prima volta nella storia, un alto funzionario di un governo fornisce 'rapporti quotidiani' al capo di un altro Stato!", ha sottolineato su X. "Il problema non siamo noi: si tratta di un'umiliazione strutturale. Il popolo americano si rende conto che la Casa Bianca si è di fatto trasformata in 'un ufficio resoconti' per un altro regime?", ha aggiunto.
Iran, Meloni: "L'Ue non sottovaluti la crisi". VIDEO
Blitz dei coloni israeliani alla Spianata delle Moschee
Un gruppo di coloni israeliani ha fatto irruzione questa mattina alla Spianata delle Moschee a Gerusalemme. Lo ha riferito l'agenzia palestinese Wafa. "Il governatorato di Gerusalemme ha riferito che 120 coloni hanno compiuto un'incursione mattutina attraverso i cortili della moschea e hanno eseguito rituali talmudici provocatori", ha spiegato la Wafa, e questo "sotto la protezione delle forze di occupazione israeliane".
Bbc: "Quattro navi legate a Teheran hanno attraversato Hormuz da inizio blocco"
Almeno quattro navi legate all'Iran hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dopo l'inizio del blocco navale annunciato dagli Stati Uniti a partire dalle 16 di ieri ora italiana. Lo riporta la Bbc, citando un'analisi dei dati di tracciamento marittimo.
Secondo MarineTraffic, due delle imbarcazioni hanno fatto scalo in porti iraniani. Tra queste, la portarinfuse 'Christianna', che ha attraversato lo stretto ieri dopo aver attraccato a Bandar Imam Khomeini.
La 'Rich Starry', sanzionata dagli Stati Uniti per traffici legati all'Iran, ha invece navigato verso est da Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti, transitando nello stretto durante la notte. La petroliera 'Murlikishan', anch'essa sotto sanzioni Usa, ha attraversato Hormuz in direzione ovest dopo essere salpata dal porto cinese di Lanshan: l'ultima posizione segnalata la colloca a est dell'isola iraniana di Qeshm.

Difesa, Meloni: "Sospeso rinnovo automatico dell'accordo con Israele"
“Il governo in considerazione della situazione che stiamo vivendo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giorgia Meloni arrivando a Vinitaly.
Missione dei Paesi "non belligeranti s"u Hormuz, conferenza venerdì a Parigi
Una conferenza si svolgerà venerdì a Parigi fra i "Paesi non belligeranti" volontari per una missione sullo stretto di Hormuz, secondo quanto annuncia l'Eliseo. A co-presiedere la Conferenza "dei Paesi non belligeranti pronti a contribuire" a "una missione multilaterale e puramente difensiva", saranno il capo dello stato francese, Emmanuel Macron, e il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha precisato l'Eliseo. La missione, dai contorni ancora da precisare, distinta dalle attività degli Stati Uniti, è "destinata a ripristinare la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz quando le condizioni di sicurezza lo permetteranno", ha precisato la presidenza francese.
Teheran: "Danni per 270 mld di dollari, negoziatori spingono per i risarcimenti'"
Danni per almeno "270 miliardi di dollari". Questa la stima che arriva dall'Iran dopo settimane di operazioni militari di Usa e Israele contro la Repubblica islamica, avviate il 28 febbraio e fermate dalla fragile tregua in atto. A riferire i dati è stata la portavoce del governo iraniano, Fatemeh Mohajerani, citata dall'agenzia iraniana Tasnim, come rilancia la Cnn. Si tratta di stime ancora provvisorie, precisano da Teheran.
"Una delle questioni che i nostri negoziatori stanno seguendo e hanno portato avanti nei colloqui di Islamabad" dello scorso fine settimana è "quella dei risarcimenti", ha detto Mohajerani, aggiungendo che "le perdite dell'Iran a causa degli attacchi di Usa e Israele sono stimate per circa 270 miliardi di dollari".
Pakistan: "Al lavoro per nuovi colloqui, possibile un incontro imminente"
Il Pakistan è pronto a ospitare l'intero processo per riportare la pace, tutti i round di colloqui necessari dopo quelli dello scorso fine settimana tra delegazioni di Usa e Iran a Islamabad. Lo ha detto alla tv satellitare al-Jazeera un funzionario pakistano coperto da anonimato. I contatti diplomatici proseguono, ha aggiunto. Il Pakistan continua a cercare di riportare Iran e Usa al tavolo dei negoziati ed è in corso un lavoro per estendere la tregua, hanno detto all'agenzia Afp due fonti pakistane.
"E' in corso un lavoro per riportare entrambe le parti al tavolo dei negoziati. Ovviamente auspichiamo vengano a Islamabad, ma la sede non è stata ancora definita - ha affermato una fonte all'agenzia - L'incontro potrebbe tenersi presto". "Lavoriamo anche - ha aggiunto - per una proroga del cessate il fuoco in modo da avere più tempo a disposizione". L'altra fonte ha precisato all'agenzia che non è escluso nuovi colloqui si tengano prima della scadenza della tregua, la prossima settimana.
Meloni: "Avanti con i negoziati di pace, fondamentale riaprire Hormuz"
"La situazione internazionale è una situazione sulla quale bisogna continuare a lavorare per mandare avanti i negoziati di pace, fare ogni sforzo possibile per stabilizzare il quadro e riaprire lo stretto di Hormuz che per noi è fondamentale, non solo per i carburanti ma anche per i fertilizzanti, altro elemento essenziale per il settore del quale parliamo oggi". Così la premier Giorgia Meloni, a margine del Vinitaly a Verona.

©IPA/Fotogramma
Mosca: "Lavrov sente il ministro degli esteri degli Emirati Arabi Uniti"
Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha avuto una conversazione telefonica con l'omologo degli Emirati Arabi Uniti, Abdullah bin Zayed Al Nahyan, durante la quale le parti hanno concordato di favorire il "ripristino del normale funzionamento dello Stretto di Hormuz". E' quanto riferito dal ministero degli Esteri russo in un comunicato. "Le parti si sono scambiate valutazioni sulla situazione nel Golfo Persico a seguito dei colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad", si legge nel comunicato.
Iran, media: "Ipotesi Egitto o Turchia come sede dei nuovi colloqui"
Il prossimo ciclo di colloqui Usa-Iran per la soluzione del conflitto in corso potrebbe svolgersi in Turchia o in Egitto. Lo riferisce Bloomberg, citando una fonte a conoscenza della questione. Il precedente round negoziale, interrotto senza risultati, si era svolto nello scorso fine settimana a Islamabad, in Pakistan. "Anche i funzionari turchi ed egiziani hanno svolto un ruolo negli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra, il che fa presagire la possibilità che un incontro possa avere luogo in uno di questi Paesi", scrive Bloomberg senza fornire ulteriori dettagli.
Colpita nave nel golfo dell'Oman, incendio a bordo
Una nave portarinfuse è stata colpita da due proiettili non identificati nel Golfo dell'Oman, a circa 112 miglia nautiche a sud-est di Ras Al Hadd. Lo ha riferito l'Ukmto su 'X', spiegando che a bordo dell'imbarcazione colpita è scoppiato un incendio e una nave della marina pakistana ha prestato assistenza.
Al momento non è ancora chiaro chi possa aver sferrato l'attacco.
Libano, nel giorno colloqui raid Idf nel Sud: almeno sei morti
Proseguono i bombardamenti israeliani nel Libano meridionale, causando diverse vittime proprio nel giorno in cui a Washington dovrebbero prendere il via i colloqui tra gli ambasciatori israeliano e libanese. L'agenzia nazionale di stampa libanese (Nna) ha riferito dell'uccisione di tre persone della stessa famiglia in un raid aereo israeliano su Sahmar, nella Bekaa occidentale. Nell'attacco una quarta, della stessa famiglia, è stata ferita. Una serie di raid aerei ha colpito la città fino alle prime ore del mattino, causando la distruzione di oltre 10 abitazioni. La Nna ha riferito successivamente dell'uccisione di altre tre persone in un raid israeliano ad Adloun, nel distretto di Sidone, nel Libano meridionale. L'Orient Le Jour ha documentato l'attacco a un pick-up, colpito da un missile lanciato da un drone mentre era parcheggiato a bordo strada a Shebaa, nel distretto di Hasbaya, senza causare alcun ferito. Un raid aereo israeliano ha preso di mira, inoltre, l'area di Iqlim el-Touffah e Nabatiyeh el-Faouqa, e tre raid hanno colpito Arabslim (Nabatiyeh). I bombardamenti hanno interessato il villaggio e la pianura di Qleile', a sud di Tiro, così come Aitit e la regione di Hoch. In Israele, le sirene antiaeree sono invece scattate nella Galilea, a Metula, Kfar Giladi e Misgav Am, per l'infiltrazione di droni provenienti dal Libano. A Kadmat Tzvi, sulle alture del Golan, sono state attivate le sirene di allarme per il lancio di razzi e missili.
Il Pakistan si adopera per un secondo round di colloqui e tregua
Il Pakistan si sta adoperando per riunire nuovamente Iran e Stati Uniti per un secondo round di colloqui. Lo hanno riferito fonti pakistane di alto livello, aggiungendo che ci sono sforzi in atto per ottenere una proroga del cessate il fuoco per consentire un'azione diplomatica. "Sono in corso sforzi per riportare entrambe le parti al tavolo delle trattative; ovviamente desideriamo che tornino a Islamabad, ma la sede non è ancora definitiva", ha affermato la fonte, che ha chiesto di rimanere anonima. "L'incontro potrebbe tenersi a breve, anche se le date non sono ancora state confermate", ha aggiunto la stessa fonte da Islamabad. "Stiamo anche lavorando per ottenere una proroga del cessate il fuoco oltre la scadenza attuale, in modo da avere più tempo a disposizione", ha affermato l'interlocutore ben informato sul dossier. Un secondo funzionario, che ha richiesto l'anonimato, ha sottolineato che nuovi colloqui potrebbero tenersi prima della scadenza del cessate il fuoco, stabilita per la prossima settimana. Il primo funzionario ha precisato che Islamabad è "la sede preferita" dal Pakistan, ma che nulla e' stato ancora definito in merito al luogo. "Le linee guida scritte delle richieste e delle concessioni sono già state condivise, quindi entrambe le parti sono consapevoli dei potenziali compromessi", ha assicurato il funzionario. Washington e Teheran hanno tenuto storici colloqui a Islamabad lo scorso fine settimana, ma non sono riuscite a raggiungere un accordo immediato per porre fine alle ostilità. Ieri, il vicepresidente statunitense J.D. Vance ha dichiarato che Washington ha chiarito le sue "linee rosse" e che "la palla è ora nel campo iraniano". L'Iran ha invece accusato Washington di avanzare richieste massimaliste, ma i suoi leader nelle ultime ore non hanno escluso gli sforzi dei leader mondiali per riportare entrambe le parti al tavolo dei negoziati. La fragile tregua di due settimane, concordata mercoledì scorso per dare tempo di trovare un cessate il fuoco duraturo, è rimasta in vigore, nonostante il blocco navale statunitense dei porti iraniani sia iniziato nello Stretto di Hormuz, di fatto chiuso da Teheran.
Cina presenta un piano in 4 punti per la pace in Medio Oriente: cosa prevede
Il presidente Xi Jinping ha incontrato a Pechino il principe emiratino bin Zayed e gli ha esposto il suo piano per la pace e la stabilità: come riportano i media locali, i punti contengono il rispetto del principio di sovranità nazionale e quello di coordinamento tra sviluppo e sicurezza. Anche il leader spagnolo Sanchez a Pechino: Cina “può svolgere un ruolo importante” per mettere fine alla guerra in Medio Oriente
Cina presenta un piano in 4 punti per la pace in Iran: cosa prevede
Vai al contenutoGuterres: "Tutte le parti rispettino libertà navigazione a Hormuz"
"Tutte le parti coinvolte in questo conflitto devono rispettare la libertà di navigazione". E' questa la dichiarazione del segretario generale dell'Onu, Antonio Guteress, in relazione alla questione dello stretto di Hormuz. "Dobbiamo ricordare che circa 20.000 marittimi sono rimasti coinvolti in questo conflitto e sono attualmente bloccati sulle loro navi, affrontando difficoltà sempre maggiori ogni giorno", continua la dichiarazione del segretario generale, trasmessa dal suo portavoce, in cui si denuncia la "fragilità economica globale" causata dalle interruzioni del commercio attraverso questo passaggio.
"L'interruzione delle forniture di fertilizzanti e beni correlati aggrava ulteriormente l'insicurezza alimentare per milioni di persone vulnerabili in tutto il mondo, contribuendo all'aumento del costo della vita dovuto agli effetti delle interruzioni nei settori del carburante, dei trasporti e della catena di approvvigionamento", ha poi concluso.
Guterres: "Usa e Teheran continuino colloqui per mettere fine conflitto"
"Date le profonde divergenze, non è possibile raggiungere un accordo dall'oggi al domani, e il Segretario generale esorta a proseguire i colloqui in modo costruttivo per giungere a un'intesa". Così il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha rivolto un appello a Stati Uniti e Iran, attraverso il suo portavoce, affinché continuino a negoziare anche dopo il fallimento del primo round di colloqui lo scorso weekend a Islamabad.
Nonostante la mancanza di risultati, ha aggiunto il portavoce Stéphane Dujarric, "I colloqui stessi hanno evidenziato la serietà dell'impegno ed hanno costituito un passo positivo e significativo verso la ripresa del dialogo". Guterres, che ha ribadito che "non esiste una soluzione militare all'attuale conflitto in Medio Oriente" e che "è assolutamente essenziale mantenere il cessate il fuoco", ha quindi chiesto la fine di "tutte le violazioni", apprezzando "gli sforzi continui" di tutti i Paesi mediatori.
Teheran: "Le minacce alla sicurezza di Hormuz hanno conseguenze globali"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha avvertito che qualsiasi minaccia alla sicurezza dello stretto di Hormuz avrebbe ripercussioni significative sul commercio globale, sottolineando i costanti sforzi dell'Iran per garantire il passaggio sicuro in questa strategica via d'acqua. Pezeshkian ha rilasciato questa dichiarazione durante una conversazione telefonica lunedì sera con il suo omologo francese Emmanuel Macron, a seguito del blocco statunitense nello Stretto di Hormuz. Pezeshkian ha ribadito che l'Iran dialoga con gli Stati Uniti solo nel rispetto del diritto internazionale. "Teheran ha chiaramente delineato le sue richieste per un cessate il fuoco e rimane impegnata a rispettarle", ha aggiunto, secondo quanto riportato dall'agenzia Tasnim.
Al via il tour di Antonio Costa nel Golfo: "Attacchi dall'Iran ingiustificabili"
Al via il tour del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa nei Paesi del Golfo per discutere degli ultimi sviluppi in Iran e nella regione. "Mi trovo ad Abu Dhabi in vista di un tour di due giorni negli Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita e in Qatar, che si terrà oggi e domani" scrive Costa su X. "Ho tre messaggi da trasmettere ai nostri partner del Golfo: siamo pienamente solidali con loro di fronte agli attacchi indiscriminati, ingiustificabili e illegali dell'Iran. Siamo un partner affidabile per i paesi del Golfo e siamo pronti a dare il nostro contributo", sottolinea. "Lavorando insieme, possiamo sostenere una strategia globale per una pace duratura in Medio Oriente attraverso il dialogo e la diplomazia".
Sanchez: "Israele viola sistematicamente diritto internazionale"
In visita a Pechino, il premier spagnolo Pedro Sanchez ha lanciato un duro attacco a Israele, affermando che "viola sistematicamente il diritto internazionale". Il primo ministro ha sottolineato che "coloro che si esprimono contro i governi che violano il diritto internazionale vengono minacciati da quegli stessi Paesi". Le dichiarazioni di Sanchez dalla Cina giungono quattro giorni dopo che Gerusalemme ha deciso che Madrid non avrebbe potuto partecipare al Centro di Coordinamento Civile-Militare (Cmcc) di Kiryat Gat.
Shoah, in Israele due minuti di sirene memoria vittime
In tutto Israele risuona una sirena di due minuti e il Paese si ferma per commemorare la Giornata della Memoria con varie cerimonie ed eventi di Stato. La principale cerimonia di Stato si sta svolgendo presso il museo Yad Vashem di Gerusalemme. La sirena emette un tono continuo, a differenza degli allarmi che segnalano attacchi missilistici, i cui toni aumentano e diminuiscono ripetutamente. In caso di attacco a Israele durante il suono della sirena, quest'ultima si interromperà e al suo posto verrà emesso un suono di allarme.
Iran, Cina promette contromisure ai dazi minacciati da Trump
La Cina ha promesso di imporre "contromisure" dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di imporre nuovi dazi sulle merci cinesi in ingresso negli Stati Uniti qualora Pechino fornisse assistenza militare all'Iran durante la guerra in Medio Oriente. "Se gli Stati Uniti insistono nell'utilizzare questo come pretesto per imporre ulteriori dazi alla Cina, la Cina adotterà sicuramente contromisure decise", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun in una conferenza stampa, aggiungendo che le notizie secondo cui la Cina starebbe fornendo armi all'Iran "sono completamente inventate".
Iran, perdite stimate in 270 miliardi Usd: risarcimento nodo colloqui
L'Iran ha dichiarato che le sue stime iniziali delle perdite di guerra ammontano a 270 miliardi di dollari. Lo ha riferito un portavoce del governo di Teheran, sottolineando che si tratta di un dato preliminare, pertanto il costo finale sarà probabilmente superiore. Fatemeh Mohajerani ha fornito la stima in un'intervista all'agenzia russa Ria Novosti, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Tasnim "Una delle questioni che il nostro team negoziale sta perseguendo, e che è stata anche affrontata nei colloqui di Islamabad, è la questione dei risarcimenti di guerra. I danni devono solitamente essere esaminati su più livelli. Le perdite dell'Iran a seguito degli attacchi statunitensi e israeliani sono attualmente stimate intorno ai 270 miliardi di dollari", ha affermato il portavoce.
Wall Street Journal: "Pressing Arabia Saudita sugli Usa affinché revochino il blocco Hormuz"
L'Arabia Saudita sta facendo pressione sugli Stati Uniti affinché revochino il blocco navale dello Stretto di Hormuz e tornino al tavolo dei negoziati. Lo scrive il Wall Street Journal citando funzionari arabi a condizione di anonimato. Il timore dei sauditi è che la decisione del presidente americano Donald Trump di imporre il blocco navale possa indurre l'Iran a intensificare le tensioni e a interrompere altre importanti rotte marittime. Tra cui, ad esempio, il valico di Bab al-Mandeb, uno stretto del Mar Rosso cruciale per le rimanenti esportazioni di petrolio del regno.
Pechino: "Irresponsabile il blocco navale Usa"
Secondo la Cina, il blocco navale degli Stati Uniti sullo Stretto di Hormuz è "irresponsabile". Le dichiarazioni di Pechino arrivano dopo che una nave cinese ha sfidato il blocco provando ad attraversare lo Stretto, per poi fare marcia indietro.
Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
L’Iran non sarebbe in grado di rimuovere le mine che ha disseminato lungo lo Stretto di Hormuz prima della tregua con gli Usa. È quanto riferiscono alcuni ufficiali americani, citati dal New York Times. La messa in sicurezza del corridoio marittimo è necessaria per permetterne la riapertura totale e Donald Trump ha promesso che distruggerà tutte le mine posate tra le sue acque e il suo fondale, assicurando che “non ci vorrà "molto" per "ripulire" lo Stretto. Molto dipenderà da come evolverà il conflitto e dagli eventuali progressi di un negoziato di pace al momento fallito. Anche perché – come emerge dalle stime della Defense Intelligence Agency - l'Iran possiede ancora migliaia di mine navali nel suo arsenale.
Iran, perché sarà difficile rimuovere le mine dallo Stretto di Hormuz
Vai al contenutoFonti: "Le delegazioni Usa e Iran potrebbero tornare a Islamabad questa settimana per i colloqui di pace"
Le delegazioni di Stati Uniti e Iran potrebbero tornare a Islamabad questa settimana. Lo hanno riferito quattro fonti, a pochi giorni dai colloqui tra i due paesi, i primi dalla Rivoluzione islamica del 1979, conclusi senza alcun risultato concreto.
Sanchez: "La Cina può svolgere ruolo importante per la fine della guerra"
"La Cina può svolgere un ruolo importante" nella risoluzione del conflitto in Iran. Lo dice il primo ministro spagnolo Pedro Sa'nchez, al termine di un incontro con il Presidente cinese Xi Jinping a Pechino. "Qualsiasi sforzo possiamo compiere, soprattutto da parte di Paesi che hanno la capacità di dialogare e che non hanno partecipato attivamente a questa guerra illegale, credo che questi sforzi non solo siano benvenuti, ma anche assolutamente necessari", ha aggiunto in Sanchez durante una conferenza stampa.
Media: "L'Arabia Saudita preme su Trump per la revoca del blocco"
L'Arabia Saudita ha fatto pressioni su Trump affinché revochi il blocco navale dello stretto di Hormuz temendo la chiusura dello stretto di Bab al-Mandab, tra Yemen e Gibuti, la principale via di uscita per il petrolio saudita attraverso il Mar Rosso dopo l'impasse sul versante del Golfo Persico. Lo scrive il Wall Street Journal sul suo sito. L'Arabia Saudita sta facendo pressione sugli Stati Uniti anche affinché tornino al tavolo dei negoziati, temendo che la decisione del presidente Trump possa indurre l'Iran ad intensificare le tensioni e a interrompere altre importanti rotte marittime.
Borsa, ottimismo su un accordo in Iran spinge l'Asia e l'Europa
C'è ottimismo sui mercati azionari, le aspettative di un accordo che allenterebbe le tensioni in Medio Oriente spingono le Borse in Asia e i future su quelle europee sono in rialzo. L'indice MSCI All Country World è salito dello 0,4%, avviandosi verso l'ottavo giorno consecutivo di guadagni. L'Asia si è mossa in scia a Wall Street, trainata dalle società tecnologiche, con l'indice regionale in rialzo dell'1,5% grazie all'ottimismo sul fatto che l'allentamento delle tensioni ridurrà i prezzi del petrolio e sosterrà la crescita economica. Tokyo ha guadagnato il 2,29%, Seul sta salendo del 2,6%, Hong Kong dello 0,28% e Shanghai dello 0,26 per cento.
Smotrich a Merz: "Non ci costringerete di nuovo nei ghetti"
"Non ci costringerete di nuovo a vivere nei ghetti". Questa la risposta dell'esponente dell'ultra-destra israeliana e ministro delle Finanze del governo Netanyahu, Bezalel Smotrich, al cancelliere tedesco Friedrich Merz. Ieri Merz aveva espresso "profonda preoccupazione" per l'attuale situazione in Cisgiordania e affermato che "non ci deve essere un'annessione di fatto". "Non accetteremo ordini da leader ipocriti in Europa, un continente che sta perdendo ancora una volta la coscienza e la capacità di distinguere tra il bene e il male", ha aggiunto Smotrich secondo quanto riporta la stampa israeliana.
Media: "Islamabad propone di ospitare un secondo round di negoziati Usa-Iran" (2)
Uno dei funzionari ha sostenuto che, "pur essendosi conclusi senza un accordo, i primi colloqui si sono inseriti in un processo diplomatico in corso, piuttosto che essere un'iniziativa isolata".
Teheran all'Onu: "Il blocco Usa viola la nostra sovranità"
"L'imposizione del blocco marittimo sui porti iraniani da parte degli Stati Uniti indica una chiara violazione della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Iran", ha dichiarato il rappresentante iraniano presso le Nazioni Unite, Saeed Iravani, in una lettera indirizzata ieri sera al segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, e al presidente del Consiglio di sicurezza dell'Onu, Jamal Fares Alrowaiei, aggiungendo: "Questo atto illegale costituisce una grave violazione dei principi fondamentali del diritto marittimo internazionale". "La piena responsabilità e le conseguenze di tale atto illegale ricadono sugli Stati Uniti, in quanto rappresenta una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali, esacerbando la tensione in una regione già gravemente instabile", ha aggiunto, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Irna. Nel frattempo, Iravani, in una lettera separata indirizzata alle Nazioni Unite, ha esortato i Paesi della regione in cui si trovano le basi statunitensi a "porre fine alla complicità negli attacchi contro l'Iran" e ha chiesto a Bahrein, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Giordania di risarcire "l'Iran per tutti i danni materiali e morali subiti".
New York Times: "Trump ha respinto l'offerta di Teheran di bloccare per 5 anni l'arricchimento di uranio"
L'Iran, nei negoziati che si sono svolti a Islamabad, ha proposto agli Stati Uniti di sospendere per cinque anni l'arricchimento dell'uranio, come condizione per arrivare a un accordo di pace. Ma il presidente americano Donald Trump, che tramite il suo vice JD Vance aveva chiesto una ''sospensione'' di 20 anni di tutte le attività nucleari, ha respinto l'offerta. Lo scrive il New York Times citando due alti funzionari iraniani e un funzionario americano a condizione di anonimato.
Ci sono altre questioni che incombono sui negoziati, tra cui il ripristino della libera navigazione nello Stretto di Hormuz e la fine del sostegno iraniano a gruppi come Hamas e Hezbollah. Ma il rifiuto dell'Iran di abbandonare le sue ambizioni nucleari, smantellare la sua enorme infrastruttura atomica e trasferire le sue scorte di combustibile fuori dal paese è sempre il punto centrale della controversia.
Il fatto che le due parti stiano discutendo sulla durata della sospensione delle attività nucleari suggerisce che potrebbe esserci spazio per un accordo e i negoziatori potrebbero incontrarsi nuovamente nei prossimi giorni. Funzionari della Casa Bianca hanno affermato che nessun incontro è stato ancora definito, ma che si sta discutendo di un altro round di negoziati diretti.
Media: "Ginevra tra le ipotesi per un nuovo round negoziale tra Usa e Iran"
Gli Stati Uniti e l'Iran sono ancora in contatto dopo il fallimento dei colloqui di pace in Pakistan e funzionari statunitensi stanno discutendo i dettagli di un possibile secondo incontro di persona con gli iraniani. Lo scrive la Cnn, che cita un funzionario Usa e una fonte. Anche per la Ap, che a sua volta cita due funzionari statunitensi e una persona a conoscenza del dossier, le parti stanno lavorando all'ipotesi di un secondo round negoziale. Per Ap, non è chiaro se ai colloqui arriveranno le stesse delegazioni precendenti. Islamabad, in Pakistan, è di nuovo tra le possibili sedi per i colloqui, ma i funzionari statunitensi hanno anche menzionato Ginevra come possibile sede, aggiungendo che, sebbene la sede e la data non siano ancora state definite, i colloqui potrebbero tenersi già giovedì. La Casa Bianca non ha risposto a domande sull'eventualità che fossero in corso nuovi contatti, aggiunge Ap.
Xi presenta un piano in 4 punti per la pace al principe emiratino Bin Zayed
Il presidente cinese Xi Jinping ha presentato una proposta in quattro punti volta a promuovere la pace e la stabilità in Medio Oriente a Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, principe ereditario di Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti, durante un incontro avvenuto a Pechino. Lo riporta Xinhua. La proposta prevede il rispetto del principio della coesistenza pacifica, il rispetto del principio della sovranità nazionale, il rispetto del principio dello Stato di diritto internazionale e il rispetto del coordinamento tra sviluppo e sicurezza.
Colloqui Teheran-Oman su cessate fuoco e negoziati
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo omanita Badr bin Hamad Albusaidi sugli ultimi sviluppi riguardanti il "cessate il fuoco e i negoziati" in corso tra Iran e Stati Uniti, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Mehr. "Araghchi ha sottolineato l'impegno di Teheran "a preservare la pace e la stabilità regionale con la cooperazione e la partecipazione di tutti i paesi della regione e lontano da interventi distruttivi degli Stati Uniti", scrive Mehr. Da parte sua, Albusaidi ha espresso la speranza che la pace e la stabilità "tornino nella regione il prima possibile", ha aggiunto l'agenzia.
Xi: "La sovranità dei Paesi di Medio Oriente e Golfo va rispettata"
Il presidente cinese Xi Jinping ha rivolto un appello affinché venga ''rispettata'' la sovranità nazionale dei Paesi in Medio Oriente e nel Golfo. Lo riporta l'emittente cinese Cctv. "La sovranità, la sicurezza e l'integrità territoriale dei Paesi del Golfo in Medio Oriente devono essere sinceramente rispettate", ha affermato Xi.
Media: "Petroliera cinese sanzionata attraversa Hormuz"
Una petroliera cinese, sanzionata da Washington, ha attraversato lo Stretto di Hormuz nonostante il blocco imposto dagli Stati Uniti. Lo riporta Reuters citando dati provenienti dalle società LSEG, MarineTraffic e Kpler. Si tratterebbe della petroliera Rich Starry, la prima nave ad aver attraversato lo stretto e a essere uscita dal Golfo dall'inizio del blocco. La petroliera e il suo armatore, la Shanghai Xuanrun Shipping Co Ltd, erano stati precedentemente sanzionati dagli Stati Uniti per i loro rapporti commerciali con l'Iran. La petroliera ha effettuato il suo carico nell'ultimo porto di scalo, Hamriyah, negli Emirati Arabi Uniti. Sempre secondo Reuters un'altra petroliera soggetta a sanzioni statunitensi, la Murlikishan, si sta dirigendo verso lo stretto e dovrebbe caricare petrolio greggio in Iraq il 16 aprile. La nave, precedentemente nota come MKA, ha trasportato petrolio russo e iraniano, secondo quanto riportato.
Petroliera cinese attraversa Hormuz dopo blocco navale Usa
Una petroliera cinese, sanzionata da Washington, ha attraversato lo Stretto di Hormuz nonostante il blocco imposto dagli Stati Uniti. Lo riporta Reuters citando dati provenienti dalle società LSEG, MarineTraffic e Kpler. Si tratterebbe della petroliera Rich Starry, la prima nave ad aver attraversato lo stretto e a essere uscita dal Golfo dall'inizio del blocco. La petroliera e il suo armatore, la Shanghai Xuanrun Shipping Co Ltd, erano stati precedentemente sanzionati dagli Stati Uniti per i loro rapporti commerciali con l'Iran. La petroliera ha effettuato il suo carico nell'ultimo porto di scalo, Hamriyah, negli Emirati Arabi Uniti. Sempre secondo Reuters un'altra petroliera soggetta a sanzioni statunitensi, la Murlikishan, si sta dirigendo verso lo stretto e dovrebbe caricare petrolio greggio in Iraq il 16 aprile. La nave, precedentemente nota come MKA, ha trasportato petrolio russo e iraniano, secondo quanto riportato.
Wall Street Journal: "La proposta Usa: stop di 20 anni all'arricchimento dell'uranio"
Gli Stati Uniti hanno proposto una sospensione di 20 anni del programma iraniano di arricchimento dell'uranio come parte di un accordo per porre fine alla guerra. Lo riporta il Wall Street Journal secondo cui lo stop sarebbe accompagnato da un allentamento delle sanzioni. L'Iran avrebbe offerto di sospendere le sue attività nucleari per cinque anni, riporta il New York Times.
Media: "Islamabad propone di ospitare un secondo round di negoziati Usa-Iran"
"Il Pakistan ha proposto di ospitare un secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad nei prossimi giorni, prima della fine del cessate il fuoco": lo scrive l'agenzia Ap sul suo sito citando due funzionari pachistani. I funzionari, hanno aggiunto che la proposta dipenderà dalla richiesta, da parte delle parti, di una sede diversa.
Axios: "Rubio ospiterà colloqui diretti Beirut-Israele" (2)
"Come diretta conseguenza delle azioni sconsiderate di Hezbollah, i governi israeliano e libanese stanno conducendo colloqui diplomatici aperti, diretti e di alto livello, mediati dagli Stati Uniti", ha affermato un funzionario del Dipartimento di Stato, aggiungendo che il colloquio "valuterà il dialogo in corso su come garantire la sicurezza a lungo termine del confine settentrionale di Israele e su come sostenere la determinazione del governo libanese a riappropriarsi della piena sovranità sul proprio territorio e sulla propria vita politica". Il funzionario ha aggiunto che "Israele è in guerra con Hezbollah, non con il Libano, quindi non c'è motivo per cui i due Paesi vicini non debbano dialogare".
Axios: "Rubio ospiterà colloqui diretti Beirut-Israele"
Il Segretario di Stato Marco Rubio ospiterà oggi a Washington gli ambasciatori di Israele e Libano per colloqui finalizzati ad arrivare a un accordo di cessate il fuoco. Lo scrive Axios citando proprie fonti. Al centro dei colloqui la possibilità di un cessate il fuoco e il disarmo a lungo termine di Hezbollah, nonché un accordo di pace tra i due Paesi. Questo sarà l'incontro diretto di più alto livello tra Israele e Libano dal 1993.
Oltre a Rubio, all'incontro parteciperanno l'ambasciatore statunitense in Libano Michel Issa, il consigliere del Dipartimento di Stato Michael Needham, l'ambasciatore israeliano Yechiel Leiter e l'ambasciatrice libanese Nada Hamadeh.
Iran, petroliera cinese attraversa Hormuz dopo blocco navale Usa
Una petroliera cinese, la Rich Starry, ha attraversato lo Stretto di Hormuz dopo che è entrato in vigore il blocco navale deciso dal presidente americano Donald Trump. Lo rivelano i dati di MarineTraffic, LSEG e Kpler. La petroliera e la sua proprietaria, la Shanghai Xuanrun Shipping Co Ltd, sono state sanzionate dagli Stati Uniti per aver intrattenuto rapporti commerciali con l'Iran.
Soldato israeliano ucciso nel sud del Libano
Il sergente maggiore (riservista) Ayal Uriel Bianco, di 30 anni, di Katzrin, appartenente al 188/o battaglione corazzato "Barak" dell'esercito israeliano, è stato ucciso nel sud del Libano durante gli scontri con Hezbollah. Lo hanno comunicato le Forze di difesa israeliane aggiungendo che altri tre soldati sono rimasti feriti, uno in modo moderato e altri due in modo lieve, e sono stati evacuati per ricevere cure mediche.
Axios: "Rubio ospita colloqui diretti tra Israele e Libano"
Il segretario di Stato americano Marco Rubio parteciperà oggi ai colloqui tra Israele e Libano, ospitando un incontro tra gli ambasciatori dei due Paesi a Washington allo scopo di avviare negoziati diretti tra i due Paesi. Lo riporta Axios, ricordando che i colloqui, nel contesto degli scontri tra Israele ed Hezbollah e di una vasta invasione israeliana di terra nel Libano meridionale, si concentreranno sulla possibilità di un cessate il fuoco e sul disarmo a lungo termine di Hezbollah, oltre che su un accordo di pace tra i due Paesi, secondo quanto riferito da alcune fonti.
Libano, Hezbollah: "Non rispetteremo accordi presi con Israele"
Il gruppo militante libanese Hezbollah non rispetterà alcun accordo che possa derivare da colloqui diretti tra Libano e Israele negli Stati Uniti, negoziati a cui si oppone fermamente. Lo ha dichiarato - come riporta il The Guardian - Wafiq Safa, membro di alto rango del consiglio politico di Hezbollah, alla vigilia dei colloqui previsti a Washington tra gli ambasciatori libanese e israeliano. Sarà la prima volta in decenni che gli inviati dei due paesi, che non intrattengono relazioni diplomatiche, si incontreranno faccia a faccia per colloqui diretti.
Petroliera cinese attraversa lo Stretto di Hormuz dopo il blocco Usa
La petroliera 'Rich Starry', di proprietà cinese e con bandiera del Malawi, ha quasi completato l'attraversamento dello Stretto di Hormuz dopo il blocco imposto dagli Stati Uniti. E' quanto appare dai dati di tracciamento navale del sito MarineTraffic. La nave, lunga 188 metri e larga 29 metri, è partita ieri dall'ancoraggio di Sharjah (Emirati Arabi Uniti) e naviga (velocità 8 nodi) a pieno carico, con un pescaggio segnalato di 11,3 metri, indicando la Cina come destinazione. Ieri aveva fatto dietro-front e rinunciato a uscire dal Golfo Persico, mentre ora sta facendo ingresso nel Golfo dell'Oman.
Nyt: "Trump boccia proposta Iran su stop di 5 anni ad arricchimento uranio"
L'Iran, in una risposta formale inviata lunedì, hanno offerto agli Usa una sospensione massima di 5 anni dei suoi piani di arricchimento dell'uranio, a fronte dei 20 anni richiesti dalla delegazione americana nei negoziati tenuti a Islamabad nel fine settimana. Lo riporta il New York Times, in base a quanto riferito da due alti funzionari di Teheran e da uno di Washington. Trump, tuttavia, ha respinto l'offerta, ha precisato il funzionario statunitense. Sono però in corso discussioni sull'opportunità di tenere un ulteriore ciclo di negoziati in presenza, anche se non è ancora stato tracciato alcun piano definitivo.
Vance: "Dall'Iran terrorismo economico contro il mondo intero"
Il vicepresidente americano JD Vance condanna duramente il "terrorismo economico" dell'Iran contro il mondo intero. "L'unica cosa che gli iraniani sono riusciti a fare - non ci hanno certo sconfitti militarmente e le loro forze armate sono state decimate - è stata quella di non riuscire a prevalere sul piano delle armi da guerra. Ciò che hanno fatto, invece, è stato compiere questo atto di terrorismo economico contro il mondo intero", ha accusato Vance parlando al programma 'Special Report with Bret Baier' di Fox News. Il vicepresidente ha ammesso che i prezzi dell'energia, "dolorosi" nel contesto della guerra in Iran, non dureranno per sempre: "Sappiamo che il popolo americano sta soffrendo; ecco perché stiamo negoziando con tanta determinazione nel tentativo di farli scendere i prezzi. Continueremo a lavorare in tal senso", ha aggiunto.
Vance: "Dopo Islamabad la palla è davvero nel campo dell'Iran"
"La palla è davvero nel loro campo". Il vicepresidente Usa, JD Vance, parlando a Fox News sul mancato accordo con l'Iran nei negoziati avuti a Islamabad, ha affermato che malgrado gli Usa avessero definito le proprie linee rosse per un "grande accordo", alla delegazione iraniana mancava l'autorità di finalizzare i termini senza l'approvazione di Teheran.