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Meloni al Vinitaly: "Sospeso il rinnovo automatico dell'accordo di difesa con Israele"

Politica

La presidente del Consiglio a Verona è tornata anche a parlare delle frasi di Trump sul Papa: "Quello che ho detto è quello che penso, che le dichiarazioni sul Pontefice fossero inaccettabili". Poi un appello all'Ue in merito alla crisi in Medio Oriente: "L’Europa non dovrebbe sottovalutare l’impatto che questa crisi potrebbe avere nei prossimi mesi, sospendere il Patto di Stabilità "potrebbe aiutare". Salvini su un eventuale sforamento del deficit: "Se c'è un problema va risolto e affrontato"

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"In considerazione della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell'accordo di Difesa con Israele". Lo ha annunciato la  presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Vinitaly di Verona, parlando del memorandum - entrato in vigore il 13 aprile 2026 - che stabilisce una sorta di cornice per la cooperazione nel settore della Difesa riguardo allo scambio di materiali militari e la ricerca tecnologica nell'ambito delle forze armate e che in precedenza prevedeva un rinnovo ogni cinque anni. La sospensione è stata comunicata con una lettera dal ministro della Difesa Guido Crosetto al suo omologo israeliano Israel Katz. La premier è poi tornata a parlare delle frasi di Donald Trump su Papa Leone XIV: "Quello che ho detto è quello che penso, che le dichiarazioni in particolare sul Pontefice fossero inaccettabili. Ho espresso ed esprimo la mia solidarietà a Papa Leone. Dico di più: francamente io non mi sentirei a mio agio in una società nella quale i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici. Non in questa parte del mondo". E non manca un appello all'Unione europea in merito alla crisi in Medio Oriente: "L’Europa non dovrebbe sottovalutare l’impatto che questa crisi potrebbe avere nei prossimi mesi, farebbe un enorme errore di valutazione se considerasse di muoversi troppo tardi", sospendere il Patto di Stabilità "potrebbe aiutare".

Meloni: "Con gli alleati bisogna avere il coraggio di dire quando non si è d'accordo"

"Quando si è amici e quando si hanno degli alleati, particolarmente se sono strategici, bisogna anche avere il coraggio di dire quando non si è d'accordo, che è quello che io faccio ogni giorno, perché credo che questo faccia bene, all'Europa, agli Stati Uniti e all'Occidente in generale - ha osservato Meloni - L'Italia con gli Stati Uniti ha un rapporto che va avanti da qualche anno, non riguarda il singolo governo. Noi cerchiamo di fare del nostro meglio, a contesto dato, considerando gli Stati Uniti un nostro alleato strategico e prioritario". "Non è la politica estera di Giorgia Meloni, è la politica estera italiana da 80 anni, non penso che le alleanze tra nazioni cambino in base a chi guida o governa i Paesi. Quando uno non è d'accordo, e io non sono d'accordo spesso, lo deve dire. Per capirci, non penso che domani i nostri alleati strategici dovrebbero essere altri", ha aggiunto la premier rispondendo a una domanda sull'alleanza strategica con gli Usa. "Non penso che dovremmo guardare a un'altra parte del mondo. Per quanto possa essere complesso, difficile, il mio orizzonte, il nostro orizzonte, rimane l'Occidente. La nostra collocazione storica geopolitica, lo ha ribadito anche il presidente Mattarella nel discorso di fine anno, è europea e occidentale: io mi attengo a quella, che condivido pienamente".

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Meloni: "Sospendere Ets e Cbam"

La sospensione del Patto di Stabilità "deve essere una misura generalizzata, esattamente come stiamo chiedendo alcune cose che riguardano sia l'energia, con la sospensione dell'Ets di cui abbiamo cominciato a discutere mesi fa, ma anche il Cbam", ha precisato la premier. "Sospendere oggi il Cbam - ha proseguito Meloni - sarebbe oggettivamente una misura che potrebbe fare la differenza. Su questo siamo molto determinati a dare battaglia in Europa, ma per il bene dell'Europa, perché non si può rimanere sempre identici a se stessi mentre il mondo intorno a noi cambia in maniera così vorticosa. Crediamo che chi oggi pone con serietà queste questioni sia particolarmente responsabile". "Ho sentito alcuni esponenti europei dire che è troppo presto, ma quando ci si muove troppo tardi su questa questione si rischia di avere un impatto che non è lo stesso che si avrebbe se ci si muovesse immediatamente. Quindi - ha aggiunto - penso che dovremmo cercare di ragionare non semplicemente di gestione di una crisi ma di prevenzione di una crisi, che è quello che sta chiedendo il governo italiano, insieme ad altri partner europei".

Meloni: "Avanti con negoziati di pace, fondamentale riaprire Hormuz"

A livello "internazionale bisogna continuare a lavorare per mandare avanti i negoziati di pace per stabilizzare la situazione e riaprire lo Stretto di Hormuz, fondamentale per carburanti e fertilizzanti", ha proseguito Meloni. "Sono preoccupata, sull'andamento dell'economia in generale sono molto preoccupata se non si riesce a riprendere e mandare avanti il round di negoziati e non si riesce a riaprire lo Stretto di Hormuz - ha aggiunto - Noi dall'inizio della crisi siamo stati tempestivi nel dare le risposte e continueremo a essere tempestivi nel dare le risposte. Per fare questo c'è bisogno di un impegno del governo italiano, e c'è bisogno dell'Europa".

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Meloni: "A Zelensky ribadirò il sostegno dell'Italia"

A Volodymyr Zelensky, che arriverà domani a Palazzo Chigi, Meloni ribadirà "il nostro sostegno: come si sa l'Italia si è schierata senza se e senza ma in questi anni con la nazione aggredita, abbiamo fatto tutto quello che potevamo per dare una mano ad un popolo che si sta difendendo e con se stesso sta difendendo anche noi, ed è quello che continueremo a fare mentre lavoriamo per costruire un percorso di pace che deve essere sostenibile, sul quale l'Italia non è stata a guardare". La premier ha poi ricordato che "di concreto" nelle proposte di piano di pace ci sono "le garanzie di sicurezza per l'Ucraina immaginate sul modello dell'art.5 della Nato: era una proposta italiana che all'inizio fu guardata da tutti con sospetto e poi è diventata la proposta che c'è nelle carte di un piano di pace. Continuiamo a fare il nostro lavoro con serietà, anche cercando di offrire soluzioni possibili ai nostri alleati e mi pare che questo sia un elemento riconosciuto da tutti". 

Meloni: "Sul gas russo capisco Descalzi ma serve fare attenzione"

Meloni è poi tornata sulle parole di Claudio Descalzi, che ha suggerito di aprire una riflessione sul bando totale al gas russo da parte europea che scatterà a gennaio del 2027. "Descalzi è un operatore del settore", capisco il suo punto di vista, ha detto la premier, "io continuo a sperare che quando il problema si dovesse porre noi saremo riusciti" a raggiungere la "pace in Ucraina". "Ma" sul gas russo "dobbiamo fare molta attenzione a come ci muoviamo, non dobbiamo dimenticare che la pressione economica che abbiamo esercitato sulla Russia in questi anni è l'arma più efficace che abbiamo per costruire la pace".

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Meloni: "Non conosco Magyar ma sono convinta che lavoreremo insieme"

Cambieranno i rapporti con l'Ungheria di Peter Magyar? "Vedremo. Italia e Ungheria sono due nazioni alleate che lavorano insieme da tanto tanto tempo. Io non conosco il nuovo primo ministro, conoscevo bene Viktor Orban che ringrazio per il lavoro che abbiamo fatto insieme in questi anni, ma sono convinta che Italia e Ungheria continueranno a lavorare insieme", ha detto poi la presidente del Consiglio. "La mia storia di questi anni - ha sottolineato Meloni - dimostra che quando devo guardare e difendere l'interesse nazionale italiano non mi interessa particolarmente da dove arriva il mio interlocutore, mi interessa capire quali sono le sue necessità e cercare delle sintesi con le necessità della nazione che io devo rappresentare e per la quale mi batto". Poi ha aggiunto: "Mi fa un po' sorridere questo fatto che la sinistra italiana è così contenta del risultato di un'elezione nella quale la sinistra non è pervenuta, lascia ben sperare per il futuro... ma contenti loro che quello sia lo scenario che avremo in tutta Europa, io ci metto la firma e lo sottoscrivo".

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Meloni: "Settore del vino cresce nonostante i dazi e va sostenuto"

Quello vitivinicolo "è un settore che continua a darci enormi soddisfazioni con i suoi 14 miliardi all'anno di fatturato, in continua crescita anche nell'export. Nel vino siamo primi produttori, primi esportatori per quantità, secondi esportatori al mondo per valore ed è un settore che anche lo scorso anno, nonostante i dazi, ha continuato a crescere. Chiaramente è un settore che oggi ha bisogno di essere sostenuto, a maggior ragione in questa situazione molto complessa e per noi molto attenzionata", ha detto poi Meloni, che ha definito il Vinitaly "la più straordinaria vetrina di una delle espressioni più incredibili del nostro Made in Italy".

Meloni: "Stiamo cercando di dare risposte all'agricoltura"

"Nell'ultimo decreto con cui rinnovavamo lo sconto dei 25 centesimi sulle accise del gasolio abbiamo anche allargato una misura al mondo dell'agricoltura, che ci consente di riconoscere ai produttori un credito di imposta pari all'aumento che registrano - ha proseguito Meloni - Esattamente come abbiamo imposto di fatto un'impossibilità di aumentare il costo del gasolio agricolo. Stiamo cercando di dare risposte a questo settore. Un settore che va anche ringraziato per la capacità di stare sul mercato e continuare a reagire nonostante le difficoltà".

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Salvini: "Servono nervi saldi, attaccare il Papa è fuori luogo"

Al Vinitaly oggi è arrivato anche il vicepremier Matteo Salvini, secondo cui "è una situazione complessivamente complicata e delicata, quindi occorrono nervi saldi, equilibrio. Non occorrono sparate. Attaccare il Papa è veramente fuori luogo da tutti i punti di vista, quindi lo scontro in questo momento è l'ultima cosa che serve. Occorre la diplomazia".

Salvini: "Sforare 3% deficit? Se c'è un problema va affrontato"

"Noi a Bruxelles chiediamo di poter spendere i soldi che loro oggi ci permettono di spendere per comprare armi - ha proseguito Salvini - Chiediamo che ci permettano di fare quello che è giusto fare per aiutare gli italiani in difficoltà, se così non fosse faremo da soli". E a chi gli ha chiesto di un eventuale sforamento del deficit, il vicepremier ha risposto che "la Francia ha superato il 5%, noi siamo al 3. Va bene essere i bravi studenti, però se c'è un problema in corso il problema va risolto e affrontato".

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