Vinitaly 2026, da Tajani a Schlein: tutti i politici al Salone del vino di Verona. FOTO
In corso a Verona fino al 15 aprile la 58esima edizione dell’evento, appuntamento di riferimento del settore a livello mondiale. Domenica 12 c’è stata la cerimonia di inaugurazione: presenti tra gli altri il presidente della Camera Fontana e i ministri Tajani, Giuli, Urso, Mazzi e Lollobrigida. Tanti i politici che in questi giorni fanno tappa nella città veneta per un giro tra i padiglioni. Ieri è stato il turno anche della segretaria dem Elly Schlein con i governatori De Pascale e Decaro
LA NUOVA EDIZIONE DI VINITALY
- Domenica 12 aprile è stata inaugurata a Verona la 58esima edizione di Vinitaly, con il quartiere fieristico al completo e 4.000 aziende in rappresentanza di tutte le regioni. Fino al 15 aprile, Veronafiere torna così a essere il baricentro internazionale del business del vino. Tanti i politici che in questi giorni fanno tappa nella città veneta per un giro tra i padiglioni dell’evento.
LA CERIMONIA INAUGURALE
- Alla cerimonia inaugurale presenti tra gli altri il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, e i ministri Tajani, Giuli, Urso, Mazzi e Lollobrigida.
L’EXPORT
- L'obiettivo "ambizioso ma raggiungibile” lanciato dal presidente di Ice-Agenzia Matteo Zoppas, è quello di portare l'export del vino italiano dagli attuali 8 miliardi a quota 10 miliardi di euro nel più breve tempo possibile.
TAJANI
- Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha presenziato all'inaugurazione di Vinitaly, appuntamento di riferimento per la promozione internazionale del Made in Italy e per il rafforzamento della presenza delle imprese italiane sui mercati globali.
FONTANA
- “Vinitaly è luogo di incontri, di relazioni. Le relazioni creano diplomazia e la diplomazia crea la pace. Tutti dobbiamo lavorare per questo”, ha detto il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, in apertura dell'edizione 2026. Ha quindi rivolto il suo primo ringraziamento a tutti i lavoratori della Fiera, "il cui impegno rende possibile un evento così complesso, ancor più in un contesto internazionale difficile".
LOLLOBRIGIDA
- Secondo il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, “il vino emoziona, e deve tornare a raccontarsi come un prodotto centrale nel nostro modello di impresa, di economia ma anche di cultura". Poi ha rimarcato come "col cambio di passo negli ultimi 2-3 anni stiamo finalmente raccontando il sistema Italia e quindi anche il comparto vitivinicolo come un sistema, dimostrando come si sta a fianco alle imprese".
MAZZI
- "L'enoturismo consente di parlare ai turisti di luoghi che sono al di fuori dei centri più congestionati, quindi potrebbero aiutare a distribuire i turisti in zone molto più ampie dei centri, quindi essere una delle possibili risposte all'aggravio dei turisti”, ha affermato il neoministro del Turismo, Gianmarco Mazzi. "In questo momento in Italia l'enoturismo vale 3 miliardi di euro e potrebbe essere un comparto che cresce anche nel caso di crisi. È veramente un'occasione da sfruttare perché ha tanti vantaggi”.
URSO
- "Vinitaly è una fiera promotrice dell'eccellenza italiana. La vetrina della forza, della resilienza, della competitività del made in Italy, di cui il vino è uno dei prodotti di maggiore visibilità che coniuga identità del territorio, cultura e civiltà con il sistema produttivo, le capacità di innovazione e il saper stare nei mercati internazionali”, ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. “Il fascino del vino, dell’agroalimentare italiano, della cucina italiana, vince anche un contesto internazionale così difficile”, ha concluso.
GIULI
- Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, nel suo intervento all'inaugurazione del Vinitaly 2026 ha detto che "il ministero ha portato sei capolavori in marmo che provengono dalle collezioni Medicee di Palazzo Pitti e delle Gallerie degli Uffizi, filo conduttore che dall'antico conduce al contemporaneo fino al grande ecosistema dei prodotti italiani. Non si può pensare che la catena del valore del vino e delle grandi produzioni italiane possa essere promossa nel mondo senza agire coralmente, con il contributo di Istituzioni, imprenditoria, società”.
STEFANI
- Il presidente del Veneto, Alberto Stefani, ha dichiarato: "Occasioni come questa garantiscono una centralità al nostro territorio, per tutto il Veneto. Questa è una delle realtà fieristiche più importanti al mondo e celebra una nostra forma di qualità che è il vino. Siamo qui per promuovere la qualità certificata, garantita, controllata, e continuare quel percorso di internazionalizzazione delle nostre imprese, che riguarda anche soprattutto le imprese agricole. L'agricoltura, il mondo vitivinicolo, guarda avanti, al mondo fuori”.
ELLY SCHLEIN
- La segretaria del Pd Elly Schlein è arrivata nel pomeriggio di domenica 12 aprile al Vinitaly a Verona, per visitare alcuni padiglioni e parlare con gli imprenditori. Prima tappa il padiglione dell'Emilia-Romagna, regione di cui la leader dem è stata vicepresidente dal 2020 al 2022. Tra gli stand visitati quello di Legacoop, dov'era presente tra gli altri il presidente Simone Gamberini.
LA FOTO CON STEFANI
- Presenti anche il presidente dell'Emilia-Romagna Michele de Pascale e quello della Puglia, Antonio Decaro. Nel padiglione c’era anche il presidente del Veneto Alberto Stefani, che ha dato il benvenuto alla leader Dem. Spazio anche per una foto di gruppo e un siparietto tra de Pascale e Stefani, l'unico esponente di centrodestra in mezzo a tre rappresentanti Pd: "Ti dichiariamo prigioniero politico", ha detto scherzando de Pascale.
DAMIANO TOMMASI
- Tra i politici presenti non poteva mancare il padrone di casa, il sindaco di Verona Damiano Tommasi.