Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Iran USA, ambasciatore americano contro Israele: attacchi Cisgiordania è terrorismo

©Ansa

L'ambasciatore Usa in Israele Mike Huckabee, sostenitore dei coloni, condanna come "atto di terrorismo" l'assedio a una famiglia palestinese in Cisgiordania. Resta bloccato lo Stretto di Hormuz: l'Autorità del Golfo Persico, citata dalla Cbs, replica a Trump ribadendo che non sarà riaperto finché Teheran non otterrà il via libera alle sue richieste. Hegseth nega condizioni difficili su portaerei Lincoln: "Notizie completamente travisate"

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L'ambasciatore statunitense in Israele, un convinto sostenitore degli insediamenti in Cisgiordania, ha denunciato l'assedio delle case palestinesi da parte dei coloni come un "atto di terrorismo". "Le azioni di coloro che si celano dietro questo orribile atto di terrorismo, volto a intimidire e molestare questa famiglia, sono ripugnanti", ha scritto Mike Huckabee su X, aggiungendo che "nessuna scusa giustifica questo comportamento da teppisti". Secondo funzionari israeliani che hanno parlato con Ynet, l'amministrazione americana starebbe chiedendo al primo ministro Benjamin Netanyahu di condannare pubblicamente la violenza dei coloni a Qusra.

Continua il braccio di ferro sullo Stretto di Hormuz che rimane bloccato e non sarà riaperto finché Teheran non otterrà il via libera alle proprie richieste. Lo afferma l'Autorità dello Stretto del Golfo Persico in una nota ripresa dalla Cbs, in replica alle dichiarazioni di Donald Trump, che ieri su Truth Social ha scritto: "Abbiamo il controllo totale sullo Stretto  di  Hormuz. Credo che lo manterremo!". "Le affermazioni e i ripetuti post di funzionari statunitensi secondo cui lo Stretto di Hormuz non è più bloccato non cambiano la realtà", si legge nel comunicato. Nelle ultime settimane il traffico nell'area si è drasticamente ridotto. "Nessuna nave commerciale o petroliera può attraversare lo Stretto di  Hormuz senza il permesso o la supervisione dell'Iran", ha ribadito Ebrahim Zolfaghari, portavoce del Comando centrale Khatam al-Anbiya. Il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth ha dichiarato che le forze armate statunitensi possono mantenere un blocco navale sui porti iraniani per tutto il tempo necessario.

Il capo del Pentagono Pete Hegseth ha ridimensionato le notizie sulle difficili condizioni a bordo della portaerei Uss Abraham Lincoln, impegnata in Medio Oriente e in mare da oltre 250 giorni, sostenendo che siano state "completamente travisate".

Intanto l'Iran affronta una fuoriuscita di petrolio al largo dell'isola di Qeshm: le immagini satellitari mostrano una scia scura vicino a Shib Deraz, zona di riproduzione delle tartarughe embricate. Il portavoce Baghaei ha sostenuto che chi trae vantaggio dal traffico commerciale ha un "obbligo legale e morale" di contribuire al risanamento dei danni. Gli Houthi dello Yemen hanno affermato di aver attaccato una raffineria Aramco a Jazan, in Arabia Saudita, con due droni, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Saba, affiliata al movimento iraniano.

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Due navi degli Emirati attaccate nello stretto di Hormuz

La Abu Dhabi National Oil Company ha dichiarato che due delle sue navi sono state attaccate mentre transitavano nello Stretto di Hormuz questa sera. Lo riporta l'agenzia di stampa statale degli Emirati Arabi Uniti WAM. L'ADNOC ha dichiarato che non sono stati segnalati feriti e che la situazione è stata riportata sotto controllo. Il ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti ha

condannato l'attacco.

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Ucraina e Iran, rischia di nascere un unico grande fronte di guerra?

L'attacco attribuito a Kiev contro una nave iraniana nel Mar Caspio  potrebbe rappresentare un punto di svolta nei rapporti tra i conflitti  in Est Europa e in Medioriente. Una saldatura dei due fronti avrebbe  conseguenze militari, energetiche e politiche e il Vecchio Continente  rischierebbe di pagarne il prezzo più alto.

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Una farfalla può far rimanere il mondo senza benzina

Basta un battito d'ali. La teoria del caos spiega perché oggi un uragano  sulla Gulf Coast (o un banale guasto tecnico) può mettere in ginocchio  la raffinazione mondiale: con Hormuz chiusa, Suez a rischio e gli  impianti russi bombardati, le raffinerie americane sono l'ultimo  baluardo dei carburanti globali. Viaggiano al 96% della capacità, le  riserve strategiche Usa sono ai minimi dal 1983, e da agosto comincia la  stagione degli uragani.

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Media Israele: "Capo Centcom sollecita ripresa di attacchi su infrastrutture Iran"

Il capo del Comando centrale Usa, ammiraglio Brad Cooper, avrebbe sollecitato la ripresa degli attacchi contro le infrastrutture iraniane, inclusi gli impianti petroliferi, del gas e dell'elettricità, durante l'incontro nei giorni scorsi con i vertici dell'esercito israeliano. Lo riporta Channel 13. "Colpire le infrastrutture in Iran cambierà le regole del gioco, danneggerà gravemente gli iraniani e, nella situazione attuale, non cambieranno la loro posizione", ha detto Cooper, citato dal media israeliano, in una riunione del forum operativo di alto livello dell'Idf con il capo di stato maggiore Eyal Zamir e altri alti comandanti israeliani, sostenendo la necessità di riprendere le ostilità contro l'Iran. Cooper avrebbe espresso la sua posizione anche al capo di stato maggiore congiunto Dan Caine e al presidente Donald Trump. Sempre secondo Channel 13, Cooper ha anche detto agli alti funzionari israeliani che gli Stati Uniti potrebbero non avere altra scelta se non quella di riprendere gli attacchi e che per farlo avrebbero bisogno di Israele.

Dallo stallo Usa-Iran al conflitto più ampio: 4 segnali da monitorare

I droni sull'Egitto, i raid in Giordania, il blocco di Bab al-Mandeb da  parte degli Houthi, la partecipazione saudita ai bombardamenti contro  gli alleati di Teheran in Iraq. Il quadro è sempre più complesso e la  ripresa della tregua tra Usa e Iran appare sempre più lontana.

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Pasdaran: lo stretto di Hormuz è chiuso

Il comandante della Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane afferma che "lo Stretto di Hormuz è chiuso". "Abbiamo il controllo completo e decisivo su tutti i movimenti. Nessun movimento in questo stretto sfugge all'attenzione dei guerrieri della Marina delle Guardie Rivoluzionarie", ha aggiunto il contrammiraglio Ali Azmaei in una dichiarazione riportata dall'agenzia di stampa Tasnim. Gli Stati Uniti continuano a insistere sul fatto che la vitale via navigabile sia aperta al transito, mentre l'Iran ribatte affermando che nessuna nave puo' attraversare lo stretto senza la sua esplicita autorizzazione."La realta' va vista sul campo, non negli annunci e nelle dichiarazioni dei funzionari statunitensi", ha affermato Azmaei.

Wp: "Usa hanno perso il 25% della loro flotta di droni Reaper nella guerra in Iran"

Le forze armate americane hanno perso almeno 45 droni MQ-9 Reaper durante il conflitto con l'Iran, ovvero circa il 25% della propria flotta. Lo riferiscono funzionari informati al Washington Post nell'ennesimo allarme sulla riduzione delle scorte di armi Usa a causa della guerra contro Teheran. Il Reaper è impiegato per attività di sorveglianza e attacchi mirati e, secondo l'Aeronautica militare, il suo costo varia tra i 30 e i 50 milioni di dollari, a seconda della tipologia di sensori e armamenti di cui è dotato. Questi droni sono stati ampiamente utilizzati nell'area dello stretto di Hormuz. Volano a velocità ridotta e spesso a bassa quota, il che li rende bersagli relativamente facili per le forze armate iraniane e per i gruppi alleati dell'Iran in Yemen e Iraq. Una delle fonti ha precisato che Un funzionario, che come gli altri ha parlato a condizione di rimanere anonimo per discutere dei dati del Pentagono, ha affermato che non tutti i Reaper  sono stati abbattuti. Un numero imprecisato di velivoli è precipitato in seguito all'interruzione del collegamento tra gli operatori e i droni.

Tutti i dubbi sul disarmo di Hamas annunciato da Trump

Il presidente Usa ha promesso un imminente passo avanti del piano in  venti punti per la pace a Gaza. Ma i nodi da sciogliere restano ancora  molti e lo scetticismo rimane alto.

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Un americano su due vuole l'arresto di Netanyahu

Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha paventato la possibilità di  fare arrestare il primo ministro israeliano – sul quale pende un mandato  di arresto della Corte Penale Internazionale per crimini di guerra e  contro l’umanità – qualora si recasse nella Grande Mela. Il 49% egli  statunitensi si dice d’accordo.

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La guerra in Iran ha fatto sprofondare di nuovo la popolarità di Trump

Tutte le principali medie dei sondaggi statunitensi rilevano un nuovo  picco di impopolarità del tycoon, con percentuali di disapprovazione mai  toccate nemmeno durante il primo mandato presidenziale. A pesare sono  soprattutto la guerra in Iran e il caro benzina. Un calo che coinvolge  anche fasce dell’elettorato che avevano rappresentato alcuni dei suoi  principali punti di forza.

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Che conseguenze avrà il no di Netanyahu al piano di Trump per Gaza?

L'avvio della seconda fase dei piani per la Striscia è stato bruscamente  rigettato dal premier israeliano. Non un semplice rifiuto all'accordo  con Hamas, ma un messaggio diretto all'alleato americano. E sebbene  nelle ultime ore trapelino dai media potenziali spiragli di un'apertura,  tutta da definire, allo stato attuale gli obiettivi dei due leader,  influenzati dalle rispettive opionioni pubbliche interne, sembrano  inconciliabili.

Che conseguenze avrà il no di Netanyahu al piano di Trump per Gaza?

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Idf, ucciso oggi a Gaza comandante Hamas che prese parte al 7 ottobre

L'Idf comunica che oggi, sotto la direzione dello Shin Bet, ha condotto un attacco nell'area di Gaza City, eliminando il terrorista Jamal Mahmoud Abu Kamil, comandante di Hamas, che si era infiltrato in territorio israeliano durante il massacro del 7 ottobre. In precedenza i media di Gaza hanno dato notizia dell'uccisione di Kamil, definendolo capo della polizia. "Durante la guerra e negli ultimi mesi, Kamil avrebbe portato avanti attacchi terroristici contro le truppe dell'Idf e civili israeliani. È stato eliminato con un attacco aereo al fine di rimuovere la minaccia", scrive l'esercito in una nota, "le truppe del Comando Meridionale restano schierate nell'area in conformità con l'accordo di cessate il fuoco e continueranno a operare per eliminare qualsiasi minaccia".

Media, Netanyahu: "Regole di ingaggio a Gaza non sono cambiate e non cambieranno"

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato in una consultazione sulla sicurezza che "le regole di ingaggio a Gaza non sono cambiate e non cambieranno". "I combattenti dell'Idf hanno il nostro pieno sostegno per contrastare qualsiasi minaccia contro di loro e i nostri cittadini. Questa è la politica e viene attuata sul campo". Lo riporta Ynet.

Iran, Hegseth nega condizioni difficili su portaerei Lincoln: "Notizie completamente travisate"

Il capo del Pentagono Pete Hegseth ha ridimensionato le notizie sulle  difficili condizioni a bordo della portaerei Uss Abraham Lincoln,  impegnata in Medio Oriente e in mare da oltre 250 giorni, sostenendo che  siano state "completamente travisate". "Ci assicuriamo che ogni nave,  ogni membro dell'equipaggio e ogni comandante abbia tutto ciò che  possiamo fornire in ogni singolo momento - ha dichiarato Hegseth durante  una visita a Panama - Alcuni dispiegamenti sono più lunghi di altri e  nutro per quei marinai più rispetto e gratitudine di chiunque altro.  Quello che fanno in alto mare, in quelle condizioni difficili e con meno  scali nei porti, è incredibile". Le  dichiarazioni arrivano mentre il 'Wall Street Journal' rivela che gli  Stati Uniti si preparano a inviare in Medio Oriente la portaerei Uss  George Washington per sostituire proprio la Lincoln. Intanto il senatore  democratico Richard Blumenthal ha chiesto chiarimenti a Hegseth e al  segretario ad interim della Marina Hung Cao sulle condizioni a bordo. In  una lettera, Blumenthal ha denunciato "diffuse segnalazioni di carenze  di forniture di base, contaminazione dell'acqua, problemi idraulici,  deterioramento della salute mentale, problemi di sicurezza sul ponte e  disservizi nel sistema postale", che avrebbero provocato ritardi di mesi  nella consegna di numerosi pacchi destinati all'equipaggio.

Il gas prosegue la seduta incerto a 60 euro al Megawattora

Prezzo del gas in altalena sul mercato di Amsterdam, di riferimento per l'Europa: dopo la chiusura della Borse del Vecchio continente, il future sul metano con consegna a settembre segna un calo dello 0,5% a 60,7 euro al Megawattora.

Hegseth minimizza le condizioni a bordo della Lincoln: "Sono state travisate"

Pete Hegseth ha minimizzato le condizioni a bordo della USS Abraham Lincoln dopo le notizie di carenza di cibo e di un rischio per la salute mentale per gli oltre 5.000 marinai a bordo della portaerei sostenendo che siano state "travisate".     "Ci assicuriamo che ogni nave, ogni equipaggio e ogni comandante disponga di tutto ciò di cui abbia bisogno in ogni momento", ha detto il segretario della Difesa parlando con i giornalisti a Panama. "Alcune missioni durano più a lungo di altre e ho per quei marinai un rispetto e una gratitudine immensi. Ciò che fanno in alto mare, in condizioni così dure e con meno soste nei porti, è incredibile".

Hegseth: "Usa possono mantenere il blocco navale contro l'Iran a tempo indeterminato"

Pete Hegseth afferma che gli Usa possono mantenere il blocco navale ai porti iraniani "a tempo indeterminato". Parlando con i media il segretario alla Difesa americano ha ribadito che le forze armate sono in grado di mantenere un blocco ai porti iraniani per tutto il tempo necessario. "La marina degli Stati Uniti può mantenere un blocco del genere a tempo indeterminato grazie alla rotazione delle navi - come abbiamo già fatto e continueremo a fare", ha detto Hegseth ai giornalisti.

Iran, Usa avvicenderanno la Lincoln con la Washington

Secondo quanto riferito da funzionari statunitensi a conoscenza della questione, gli Stati Uniti si stanno preparando a inviare la portaerei USS George Washington in Medio Oriente per sostituire la USS Abraham Lincoln, nell'ambito di un piano di rotazione gia' programmato. La Lincoln ha effettuato una lunga missione con poche soste in porto, il che ha spinto i legislatori a sollevare preoccupazioni sulle condizioni di vita a bordo. La portaerei e' in mare da novembre con 250 giorni di missione e oltre 200 giorni trascorsi dall'ultima sosta in porto. La Lincoln inizio' una missione programmata a novembre e fu riorientata verso il Medio Oriente a gennaio, in vista della guerra degli Stati Uniti contro l'Iran. La portaerei e i suoi aerei imbarcati furono determinanti per l'Operazione Epic Fury, la campagna di bombardamenti statunitense, e da allora la nave ha partecipato al blocco navale statunitense dei porti iraniani.

Israele uccide capo della polizia di Gaza

Il Ministero dell'Interno, guidato da Hamas, annuncia che il capo della polizia di Gaza, Jamal Abu Kamil, e' stato ucciso poco fa in un attacco delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) contro il suo veicolo a Gaza City. In precedenza, i media di Gaza avevano riferito che le Forze di Difesa Israeliane (IDF) avevano colpito un veicolo in citta'. L'attacco segnalato e' il secondo di oggi, dopo quello sferrato dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF) a Khan Younis, nel sud di Gaza, contro un comandante di compagnia di Hamas.

Media: "Famiglia assediata a Qusra, Idf ha preso i filmati dei coloni"

Una famiglia palestinese del villaggio di Qusra, in Cisgiordania, ha affermato che i soldati dell'Idf hanno operato dentro la loro abitazione portando via un videoregistratore digitale contenente filmati delle telecamere di sicurezza con le immagini dei coloni estremisti che hanno circondato la loro casa. Lo riferisce Haaretz, aggiungendo che oggi i soldati sono entrati in otto case nel villaggio, vicino Nablus nell'ambito dell'operazione allontanare i coloni che hanno assediato abitazioni palestinesi da domenica scorsa. I soldati hanno poi lasciato quattro delle case, permettendo ad alcune famiglie di farvi ritorno. In precedenza l'Idf ha affermato inizialmente che la zona sarebbe stata evacuata mentre, in un secondo momento, con un comunicato ufficiale ha dichiarato che le famiglie sarebbero rimaste nelle loro case e i soldati non sarebbero entrati. I residenti, sentiti telefonicamente dai media israeliani, hanno invece raccontato che i soldati hanno operato nelle loro case.

Iran, Wsj: "Portaerei Washington presto in Mo per sostituire Lincoln"

Gli Stati Uniti si preparano a inviare in Medio Oriente la portaerei Uss George Washington per sostituire la Uss Abraham Lincoln, impegnata da oltre 250 giorni e sottoposta a un intenso ritmo operativo nella guerra contro l'Iran. Lo riferiscono al Wall Street Journal funzionari americani, precisando che l'avvicendamento rientra in un piano di rotazione già programmato prima delle recenti polemiche sulle condizioni a bordo della Lincoln. Partita a novembre per una missione nel Pacifico, la portaerei era stata dirottata in Medio Oriente a gennaio, partecipando alla campagna di bombardamenti dell'operazione Epic Fury e, successivamente, al blocco statunitense dei porti iraniani.

Iran, Hegseth: "Usa possono mantenere indefinitamente blocco"

Il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth ha dichiarato che le forze armate statunitensi possono mantenere un blocco navale sui porti iraniani per tutto il tempo necessario. "La Marina degli Stati Uniti può mantenere un blocco di questo tipo a tempo indeterminato perché faremo ruotare le navi, come abbiamo già fatto e continueremo a fare", ha detto Hegseth ai giornalisti.

Borse europee: chiusura debole, Londra -0,59%

Chiusura prevalentemente negativa per le principali Borse europee. Il Ftse 100 di Londra termina la seduta in calo dello 0,59%, mentre Parigi cede lo 0,28% e il Dax di Francoforte arretra dello 0,15%. Andamento pressoche' invariato per Piazza Affari, con il Ftse Mib in flessione dello 0,01%, sostanzialmente piatto.

Media: "Usa chiedono a Netanyahu di condannare i coloni estremisti"

Secondo funzionari israeliani a conoscenza della vicenda che hanno parlato con Ynet, l'amministrazione americana starebbe chiedendo al primo ministro Benjamin Netanyahu di condannare pubblicamente la violenza dei coloni a Qusra. Finora il premier non ha fatto alcuna dichiarazione. "Dietro le quinte sarebbero coinvolti nella questione anche esponenti di altissimo livello della Casa Bianca. Gli americani vogliono sentire da Bibi una condanna pubblica, e finora non l'hanno ottenuta", afferma uno dei funzionari. Secondo la stessa fonte, la dichiarazione del ministro della Difesa Israel Katz non sarebbe arrivata dal nulla, ma soltanto dopo che la pressione americana aveva raggiunto i più alti livelli del governo israeliano, scrive Ynet. A Gerusalemme si ritiene che Netanyahu sia cauto nell'opporsi personalmente ai coloni estremisti, per timore di uno scontro politico con la destra e con alcuni esponenti della coalizione. Per questo, il messaggio sarebbe stato trasmesso attraverso il ministro Katz.

Houthi rivendicano attacco con droni su raffineria saudita

Gli Houthi dello Yemen hanno affermato di aver attaccato una raffineria Aramco a Jazan, in Arabia Saudita, con due droni, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Saba, affiliata al movimento iraniano. Una fonte militare Houthi ha affermato che l'attacco è stato una risposta a quelle che il gruppo ha descritto come violazioni saudite dello spazio aereo e della sovranità yemenita nelle province di Saada e Hajjah.

Media: "L'Idf non ha ancora consentito il rientro di una delle 2 famiglie palestinesi"

A diverse ore dall'annuncio dell'Idf, secondo cui le truppe non sarebbero rimaste nelle case occupate a Qusra, una delle due famiglie assediate nel villaggio palestinese in Cisgiordania afferma di non essere ancora autorizzata a tornare a casa. Lo scrive il Times of Israel. La famiglia di Yusuf Hassan è invece rimasta in una terza casa vuota all'interno del complesso, che è stata occupata dai coloni da domenica. Alla seconda famiglia assediata, Kusay Abu Ridi e suo figlio, è stato permesso di tornare a casa dopo averla lasciata diverse ore prima su ordine delle Forze di Difesa Israeliane. Questa mattina, un ingente numero di forze dell'IDF e della polizia di frontiera è entrato a Qusra in vista di un'operazione di tre giorni per evacuare gli avamposti dei coloni nella zona, tra cui uno che blocca l'accesso alle case delle famiglie ai margini del villaggio. Le forze israeliane hanno ordinato a sei famiglie del villaggio, nonché alle due famiglie che vivevano nelle case assediate, di abbandonare le proprie abitazioni. Poi l'ordine è stato revocato ma un abitante del villaggio ha riferito al Times of Israel che nelle ultime ore alcune famiglie sono rientrate nelle proprie case, mentre altre sono rimaste, con i soldati ancora presenti nelle abitazioni.

Iran, media Teheran rilanciano meme su "Trump nascosto nel carrello del catering"

A Teheran non è passato inosservato il trasferimento segreto di Donald Trump dall'Air Force One all'aereo con cui è effettivamente ripartito dalla Turchia dopo il vertice Nato di Ankara. Trasformato in una statuina Lego dentro un furgone di shawarma, circondato da patatine di McDonald's o rannicchiato in un carrello di EasyJet: sono solo alcuni dei meme rilanciati nelle ultime ore dai media iraniani per ironizzare sul complesso piano organizzato dagli Stati Uniti per far lasciare in segreto la Turchia al presidente americano, di fronte alla presunta minaccia di un attentato iraniano. Lo scorso 8 luglio Trump aveva segretamente lasciato il vertice Nato a bordo di un aereo militare alternativo, sul quale era salito dopo essere stato trasportato nascosto all'interno di un mezzo per il catering, secondo quanto ricostruito dai media americani.  L'agenzia di stampa statale iraniana Mizan ha definito l'operazione una "fuga codarda", sottolineando come la vicenda sia diventata oggetto di discussione e ironia sui social, mentre il sito Rajanews ha parlato di "un'ondata di battute" sulla partenza segreta di Trump e sul suo trasferimento a bordo di un mezzo per il trasporto di cibo. Anche l'ambasciata iraniana in Sudafrica si è unita alla campagna, pubblicando su X un fotomontaggio ispirato a Spider-Man: da una parte Trump con il pugno alzato dopo l'attentato subito in Pennsylvania nel luglio 2024, dall'altra un'immagine manipolata che lo mostra rannicchiato in un carrello per il catering di un aereo. "Coraggioso eroe americano o codardo nascosto in un camion del catering?", recita la didascalia.

Usa-Iran, chiusura stretto di Hormuz riduce domanda petrolio. VIDEO

Usa-Iran, chiusura stretto di Hormuz riduce domanda petrolio

Usa-Iran, chiusura stretto di Hormuz riduce domanda petrolio

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Idf: "Smantellata una struttura minata di Hezbollah nel sud del Libano"

Ieri durante un'operazione nell'area di Mrah el Aaqbe, nel sud del Libano i soldati dell'Idf  hanno individuato e smantellato una struttura minata appartenente all'organizzazione terroristica Hezbollah. Sono stati trovati anche  razzi Rpg e altre armi, rende noto l'esercito israeliano, aggiungendo che la 91ma divisione continua le operazioni di contrasto al terrorismo nella Zona di Sicurezza nel Libano meridionale.

Media: "Al largo dell'Oman una chiazza di petrolio estesa per 1.300 chilometri quadrati"

Una fuoriuscita di petrolio dalla petroliera danneggiata Caroline Bezengi al largo delle coste dell'Oman si è estesa su una superficie stimata di 1.300 chilometri quadrati e ha raggiunto la terraferma: lo riferisce la Cnn, citando Greenpeace. Hanen Keskes, attivista di Greenpeace, ha affermato che un'analisi delle immagini satellitari ha mostrato che la fuoriuscita di petrolio si era frammentata in più chiazze anziché formare un'unica macchia continua. L'Oman non ha confermato l'estensione totale dell'area colpita. La nave Caroline Bezengi, soggetta a sanzioni, trasportava circa 800.000 barili di petrolio quando è stata danneggiata in un incidente non identificato al di fuori delle acque territoriali dell'Oman il 6 giugno.

Iran, media: "Vertici della sicurezza irachena a Riad per colloqui"

Missione a Riad per i vertici della sicurezza irachena. A riferirne è l'agenzia irachena Ina, secondo cui una delegazione di alto livello è arrivata oggi nella monarchia del Golfo per parlare di una serie di questioni in materia di sicurezza e di reciproco interesse, "compresa la questione dei droni". Alla guida della delegazione, si legge, c'è il direttore dell'Ufficio del capo delle Forze Armate, Abdul Amir al-Shammari. Ne fanno parte anche i vertici di intelligence, Aeronautica militare e Antiterrorismo. A fine luglio raid di Stati Uniti e Arabia Saudita hanno colpito milizie filo-iraniane in Iraq. Il Centcom, il Comando centrale Usa responsabile per le attività militari nella regione, confermava operazioni con le Forze Armate saudite contro "terroristi filo-iraniani, incaricati dai Guardiani della Rivoluzione", i Pasdaran iraniani, "di condurre attacchi contro forze Usa e infrastrutture energetiche saudite". Gruppi filo-iraniani hanno più volte lanciato attacchi con droni e missili contro l'Arabia Saudita da quando il 28 febbraio Usa e Israele avviarono operazioni militari contro l'Iran a cui Teheran non ha mancato di rispondere. Il neo premier iracheno Ali al-Zaidi, che è anche comandante in capo delle Forze Armate, ha ribadito nei giorni scorsi che Baghdad non consentirà l'utilizzo del territorio iracheno per attacchi contro altri Paesi.

Iran, Teheran chiede risarcimenti per "danni ambientali" nello Stretto di Hormuz

L'Iran ha denunciato danni ambientali nello Stretto di Hormuz dopo che una chiazza di petrolio ha raggiunto le coste meridionali dell'isola di Qeshm, chiedendo un risarcimento ai responsabili. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha affermato che la fuoriuscita ha "degradato le acque" del Golfo e del Mare di Oman e che "le prove preliminari indicano una nave portarinfuse straniera come fonte" dell'inquinamento. Secondo Tanker Trackers, tuttavia, la perdita sarebbe stata provocata dall'attacco iraniano del 3 agosto nelle acque dell'Oman contro la portarinfuse Minoan Pioneer, da cui il petrolio si sarebbe poi spostato attraverso lo stretto fino alle coste iraniane.   Baghaei ha scritto su X che episodi di questo tipo hanno "causato negli ultimi decenni danni per migliaia di dollari alle zone costiere dell'Iran". "Ogni parte che trae beneficio dalla navigazione commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz ha l'obbligo, sia giuridico che morale, di porre rimedio ai danni ambientali provocati", ha aggiunto. Secondo Habib Masihi, responsabile della protezione ambientale della provincia di Hormozgan, la chiazza ha interessato circa 32mila metri quadrati di costa e 90mila metri quadrati di mare, ma entro ieri sera era stata "quasi completamente ripulita".

Wall Street apre positiva, Dj a +0,23% e Nasdaq a +0,11%

Wall Street apre la seduta in territorio positivo con il calo dei prezzi del petrolio, malgrado l'Iran abbia ribadito di avere il controllo sullo Stretto di Hormuz: il Dow Jones segna nelle prime battute un rialzo dello 0,23%, a 53.892,65 punti, mentre il Nasdaq registra un progresso dello 0,11%, a quota 26.618,54. Sale anche l'S&P 500 a 7.765,75 punti (+0,11). I prezzi alla produzione Usa di luglio, sul fronte dei dati macroeconomici, sono risultati invariati sul mese precedente, a fronte della contrazione di giugno rivista allo 0,1% (dallo 0,3%) e del rialzo dello 0,2% atteso dagli analisti. Infine, i prezzi alla produzione 'core', al netto di componenti più volatili come alimentari ed energia, sono saliti dello 0,2%, meno dello 0,3% previsto.

Iran, esercito contro Trump: "Controlliamo noi passaggio Hormuz"

Le Forze armate iraniane hanno denunciato le "bugie" del presidente statunitense Donald Trump, il quale il giorno precedente aveva affermato che gli Stati Uniti avevano il controllo "totale" dello strategico Stretto di Hormuz. "Le false affermazioni degli Stati Uniti secondo cui le navi transitano normalmente nello Stretto di Hormuz non sono altro che menzogne e invenzioni", ha dichiarato Ebrahim Zolfaghari, portavoce del Comando Centrale Khatam al-Anbiya. Hormuz rimane "sotto la piena gestione e il controllo della Repubblica islamica, e nessuna nave commerciale o petrolifera ha avuto o avra' l'opportunita' di navigarlo in sicurezza senza l'autorizzazione e la supervisione delle potenti forze armate iraniane", ha aggiunto in un video trasmesso dalla televisione di stato. Donald Trump, che ora sembra propendere per un approccio piu' cauto nei confronti dell'Iran, ha affermato ieri sul suo social network Truth Social che gli Stati Uniti hanno il controllo "totale" dello Stretto di Hormuz e che lo avrebbero "mantenuto". In realta', questa strategica via d'acqua per il commercio globale di petrolio e' stata bloccata dall'Iran fin dall'inizio della guerra, mentre gli Stati Uniti mantengono un blocco dei porti iraniani. Teheran richiede alle navi di ottenere un'autorizzazione e in futuro vorrebbe imporre delle tariffe per i servizi, cosa a cui Washington si oppone fermamente. Anche un altro alto funzionario iraniano aveva precedentemente smentito le dichiarazioni del presidente americano.

Iran, situazione critica a bordo portaerei Lincoln: dem al Congresso chiedono risposte

Carenze di cibo e beni essenziali, muffa nelle docce, servizi igienici fuori uso e una crescente crisi psicologica tra i circa 5mila marinai e Marines a bordo. I democratici al Congresso americano chiedono risposte sulle condizioni della Uss Abraham Lincoln, la portaerei impegnata nelle operazioni contro l'Iran e ormai al nono mese di dispiegamento. In una lettera al capo del Pentagono Pete Hegseth e al segretario ad interim della Marina Hung Cao, il senatore Richard Blumenthal ha denunciato "diffuse segnalazioni di carenze di forniture di base, contaminazione dell'acqua, problemi idraulici, deterioramento della salute mentale e problemi di sicurezza sul ponte". La Lincoln è in missione da oltre 250 giorni e, secondo Blumenthal, non tocca terra da più di 200, stabilendo un record di permanenza consecutiva in mare. A destare particolare allarme sono le notizie, riportate da Navy Times e Stars and Stripes, di diversi marinai che sarebbero stati fermati nel tentativo di gettarsi in mare. Durante un recente e teso incontro a San Diego, circa 200 familiari dei militari a bordo hanno espresso le loro preoccupazioni direttamente ai vertici della Marina, tra cui Cao e i viceammiragli Douglas Verissimo e Joseph Cahill, denunciando il forte stress psicologico provocato dal continuo prolungamento della missione. Una donna ha accusato i vertici di aver "spezzato il rapporto di fiducia tra noi e la leadership", mentre un'altra ha raccontato in lacrime che il marito le aveva scritto quello stesso giorno di sperare di "non svegliarsi domani". Annabelle Loma ha riferito al Navy Times che il marito avrebbe tentato di gettarsi dalla nave: "Ha paura. Pensa che sarà congedato con disonore e che, solo perché era esausto, la sua carriera di 13 anni sia rovinata". Il deputato democratico Mike Levin ha descritto condizioni segnate da "docce ammuffite, bagni rotti, lavanderia fuori uso per settimane, lunghi periodi senza acqua calda" e pasti ridotti, in alcuni casi, a "mezza tazza di riso e due tortillas". Contattata da Cbs News, la Marina americana ha tuttavia ridimensionato l'allarme. Un funzionario ha dichiarato che, sulla base delle informazioni disponibili, "non abbiamo riscontrato un aumento delle segnalazioni di ideazione suicidaria o di tentativi di suicidio a bordo", assicurando la presenza di consulenti, cappellani e personale medico e psicologico. Ai familiari, i vertici della Marina hanno inoltre assicurato di essere al lavoro per inviare altri professionisti della salute mentale sulla portaerei. La Marina ha riconosciuto che la guerra ha interrotto i tradizionali canali di rifornimento in Medio Oriente, imponendo di dare priorità prima al cibo, poi ai prodotti per l'igiene e infine alla posta. Secondo il funzionario, tuttavia, le informazioni provenienti dalla nave confermano attualmente "accesso continuo ad acqua pulita, aria condizionata funzionante e opzioni alimentari salutari".

Libano, Katz: "Niente ritiro fino a disarmo completo Hezbollah"

L'esercito israeliano non si ritirera' dalla zona di sicurezza in Libano finche' Hezbollah non verra' disarmato e la minaccia rappresentata da Hezbollah in tutto il Libano non verra' eliminata. Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano Israel Katz secondo quanto riporta AL Jazeera. "Ho dato istruzioni all'esercito israeliano di prepararsi a una presenza prolungata nella zona per proteggere le forze combattenti e le comunita', fino al pieno raggiungimento di questo obiettivo", ha dichiarato Katz durante una cerimonia per la creazione di un insediamento israeliano in Cisgiordania.

Wall Street: apertura in rialzo, S&P 500 +0,32

Avvio in rialzo per Wall Street. Nei primi scambi il Dow Jones sale dello 0,26%, lo S&P 500 avanza dello 0,32% e il Nasdaq Composite guadagna lo 0,12%.

Wafa: "Attacco israeliano a Khan Younis e Gaza City, due morti"

L'agenzia stampa palestinese Wafa riporta che un palestinese è stato ucciso in seguito a un attacco di droni dell'Idf che ha colpito una motocicletta con a bordo due persone nel quartiere al-Amal, ovest di Khan Younis. Inoltre, sempre secondo quanto riportato da Wafa, un altro palestinese è rimasto ucciso a seguito di un altro raid dell'Idf contro un veicolo nel quartiere di Sheikh Ajleen, a sud-ovest di Gaza City.

Libano: monastero maronita Zawtar al Gharbiya, si torna a pregare

Tra le distruzioni lasciate dalla guerra nel villaggio di Zawtar al Gharbiya, nel distretto di Nabatieh, nel sud del Libano, il monastero di Nostra Signora dell'Annunciazione dei Missionari Libanesi Maroniti prova a ritrovare la propria vita e la propria missione. Gravemente danneggiato durante le operazioni militari e successivamente oggetto di intrusioni e atti vandalici, il complesso, riferisce il sito abouna.org, ha avviato la rimozione delle macerie e i primi lavori di ripristino. A segnare la ripresa non sono state pero' attivita' amministrative o scolastiche, bensi' il ritorno della preghiera, primo segno di vita per una comunita' segnata dal conflitto. Il monastero - scrive il Sir - si sviluppa su tre piani comprendenti una chiesa e una scuola professionale agricola. Come ha spiegato al quotidiano libanese An-Nahar il superiore del monastero, padre Omar al-Hashem, il complesso fu fondato nel 2008 per iniziativa dell'allora superiore generale dei Missionari Libanesi Maroniti, padre Elie Madi, grazie a un finanziamento del Qatar. La struttura era stata concepita come centro di evangelizzazione e servizio sociale, con particolare attenzione alla formazione agricola dei giovani della zona, dove gran parte della popolazione vive del lavoro nei campi. Nel 2024 la congregazione aveva affidato a padre al-Hashem il compito di restaurare il monastero. Dopo circa un anno di lavori, uno dei piani dell'edificio era stato messo gratuitamente a disposizione della scuola professionale agricola statale per accogliere gli studenti della regione. Lo scoppio della guerra ha pero' interrotto il progetto. Il monastero e' stato colpito da bombardamenti di artiglieria e da armi pesanti, subendo inoltre saccheggi e devastazioni che hanno provocato danni estesi alle strutture e agli arredi. Con l'ingresso e il dispiegamento dell'esercito libanese nella localita', padre al-Hashem e un gruppo di volontari hanno iniziato le operazioni di pulizia e sgombero delle macerie. Il primo evento organizzato nel monastero restaurato parzialmente e' stato una messa celebrata in suffragio dei militari libanesi caduti, alla presenza del comandante dell'esercito, generale Rodolphe Haykal, in visita alle unita' schierate nell'area. Il ritorno alla normalita', tuttavia, appare ancora lontano. Zawtar al Gharbiya e' tra i centri del sud del Libano dove l'esercito nazionale ha iniziato a dispiegarsi dopo il ritiro delle forze israeliane, ma la situazione resta fragile. Nonostante il graduale rientro degli abitanti e l'avvio delle operazioni di sgombero delle macerie, nelle scorse settimane sono stati segnalati nuovi movimenti militari israeliani nei pressi del villaggio. "Speriamo che il monastero possa tornare alla sua missione, che la scuola professionale riprenda la sua attivita' e che gli abitanti del sud possano fare ritorno nelle loro case in sicurezza", afferma padre al-Hashem, riassumendo la speranza di una comunita' che, tra le rovine della guerra, continua a guardare al futuro.

Idf: "Ucciso a Khan Younis comandante Hamas"

''L'Idf ha attaccato oggi nella zona di Khan Yunis e colpito un comandante di compagnia dell'ala militare di Hamas''. Lo riferisce il portavoce dell'Idf in una nota. ''Il terrorista stava pianificando un attacco contro le truppe israeliane operanti nella Striscia di Gaza e operando per via aerea l'Idf ha eliminato la minaccia. Prima dell'attacco, sono state adottate misure per ridurre al minimo i danni ai civili, tra cui l'utilizzo di munizioni di precisione e la sorveglianza aerea'', aggiunge la nota.

Il petrolio frena a New York, cede più del 2%

Il petrolio cede terreno a New York: il Wti, il riferimento americano, perde il 2,49% e scivola a 81,20 dollari, mentre il Brent, il benchmark internazionale, segna una flessione del 2,28%, a quota 86,95.

Esercito iraniano: "Il passaggio da Hormuz resta sotto il nostro controllo"

L'esercito iraniano ha affermato che il passaggio tramite lo Stretto di Hormuz resta sotto il contro completo della Repubblica islamica, respingendo le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, secondo il quale gli Usa hanno il controllo del canale. "Si annuncia che lo Stretto di Hormuz è, come in passato, otto la completa gestione e il controllo della Repubblica Islamica dell'Iran, e nessuna nave mercantile o petroliera potrà transitare in sicurezza attraverso questo stretto senza il permesso e la supervisione delle potenti forze armate iraniane", ha affermato il portavoce del comando centrale dell'Esercito iraniano Khatam al-Anbiya, Ebrahim Zolfaghari, come riferisce Isna. "Le false affermazioni degli Stati Uniti riguardo al normale passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, segno della disperazione e dell'impotenza dell'esercito di quel paese, non sono altro che menzogne e falsità", ha aggiunto il funzionario dell'Esercito iraniano.

Appello della sindaca di Perugia per il Nobel della pace ai bambini di Gaza

La sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi ha aderito "con convinzione" all'appello per assegnare il premio Nobel per la Pace ai bambini di Gaza. In un testo pubblicato su  Avvenire ha quindi rilanciato l'invito alle sindache e ai sindaci italiani a sostenere la candidatura. "È un gesto simbolico, certamente, ma ci sono momenti nei quali i simboli servono a ricordare alla politica e alla comunità internazionale quale debba essere la prima responsabilità di tutti, proteggere la vita" ha sostenuto Ferdinandi, delegata dell'Anci nazionale alla Pace. "I bambini di Gaza - ha aggiunto - stanno pagando il prezzo più alto di una guerra che sta cancellando vite, famiglie, case, scuole e futuro. Ma questa candidatura parla idealmente di tutti i bambini travolti dalle guerre, dall'Ucraina al Sudan e in ogni altro conflitto dimenticato, di quelli che vivono nei campi profughi e di quelli costretti ad abbandonare la propria casa. Bambini diversi per lingua e nazionalità, ma uguali davanti alla paura e identici nel diritto ad avere un futuro. Il Nobel ai bambini di Gaza avrebbe una forza straordinaria proprio perché non sarebbe un premio alla sofferenza, ma il riconoscimento del diritto di ogni bambino a vivere in pace, prima di ogni confine, appartenenza e ragione della guerra. Come sindaca sento inoltre una responsabilità particolare. La pace non si costruisce soltanto nei palazzi della diplomazia. Si costruisce ogni giorno nelle città, nelle scuole, nelle piazze, nella capacità delle nostre comunità di riconoscere nell'altro una persona e non un nemico". "Possiamo trasformare un gesto simbolico - ha sostenuto ancora la sindaca di Perugia -in una grande voce collettiva delle città italiane. In un tempo nel quale sembra che a parlare siano soprattutto le armi, abbiamo il dovere di far sentire la voce delle comunità e, soprattutto, quella di chi una voce ancora non riesce ad averla. I bambini di Gaza ci stanno chiedendo, senza poterlo chiedere, di essere semplicemente bambini. Guardare il mondo dalla loro altezza significa scegliere la pace. E significa ricordare alla politica che nessuna ragione può venire prima della vita".

Iran, Teheran: "Nessuna nave attraversa Hormuz senza nosto permesso"

Nessuna nave commerciale o petroliera può attraversare lo Stretto di  Hormuz senza il permesso o la supervisione dell'Iran. Lo ha ribadito  Ebrahim Zolfaghari, portavoce del Comando centrale Khatam al-Anbiya,  replicando indirettamente alle rivendicazioni di Donald Trump, che ieri  su Truth Social scriveva: "Abbiamo il controllo totale sullo Stretto di  Hormuz. Credo che lo manterremo!". "Lo Stretto di Hormuz, come in  precedenza, è sotto la piena gestione e il completo controllo della  Repubblica islamica dell'Iran", ha dichiarato il portavoce.  "Nessuna  nave commerciale o petroliera, senza il permesso e la supervisione  delle forze armate iraniane, è stata o sarà in grado di attraversare in  sicurezza questo stretto", ha aggiunto Zolfaghari. Il portavoce ha  inoltre affermato che le forze armate iraniane stanno monitorando i  movimenti di Stati Uniti e Israele nella regione e che risponderanno a  minacce "di qualsiasi tipo e a qualsiasi livello", con una forza ancora  maggiore rispetto al passato.

M.O., Malan: "Fuga cristiani da fondamentalismo. Chi ne parla?"

"Attentati e repressione. Fuga dei cristiani dai paesi arabi, solo in Israele aumenta. Proprio chi piu' dovrebbe parlare, su questo tace o dice il contrario della verita'". Lo scrive su X il capogruppo di Fratelli d'Italia al Senato, Lucio Malan, rilanciando un articolo de Il Tempo sull'aumento esponenziale dei cristiani provenienti da Siria, Libano e Iraq che si rifugiano in Israele per scappare dal fondamentalismo islamico.

Media: Idf revoca ordine evacuazione a famiglie palestinesi assediate a Qusra

Channel 11 riporta che l'Idf ha revocato l'ordine di evacuazione temporaneo nei confronti di tre famiglie palestinesi assediate nel villaggio di Qusra, emanato in mattinata in vista di una ''operazione militare nell'area che durerà alcuni giorni''. Secondo quanto riportato, l'operazione si concentrerà solo sulle case non abitate del villaggio. Durante la notte, l'Idf ha trasferito il battaglione 51 nell'area per smantellare i due avamposti illegali israeliani sorti a ridosso del villaggio, che si trova in area B. Attualmente le forze dell'Idf circondano il villaggio per evitare l'ingresso di altri coloni. 

Cisgiordania, Katz: "Contro la violenza, solo le autorità possono agire"

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz è intervenuto sulle tensioni nel villaggio palestinese di Qusra, prendendo posizione contro le violenze. "Siamo contrari ai disordini violenti, lo dico senza mezzi termini. Noi, in quanto autorità, siamo gli unici autorizzati ad agire, e nessun altro. La violenza causa gravissimi danni, anche tra i nostri amici", ha dichiarato, secondo quanto riportato da Ynet. Le parole sono arrivate durante la cerimonia per la rifondazione dell'insediamento di Ganim, nel nord della Cisgiordania. Nello stesso intervento, tuttavia, il ministro ha ridimensionato la questione degli attacchi da parte dei coloni, definendola un "fenomeno emarginale" e sostenendo che "non esiste la violenza dei coloni". Ganim era stato evacuato nel 2005 insieme ad altri tre insediamenti dell'area, nell'ambito del disimpegno da Gaza deciso dall'allora premier Ariel Sharon.

Cisgiordania, l'Idf evacua Qusra: "Operazione militare di diversi giorni"

L'esercito israeliano ha intimato ai residenti delle abitazioni sotto assedio a Qusra, in Cisgiordania, e a quelli delle zone circostanti di lasciare l'area entro un'ora, in previsione di un'operazione militare che si protrarrà per più giorni. Lo riferisce l'emittente pubblica israeliana Kan. Sul posto è stato inviato ieri il 51mo battaglione della brigata Golani, dopo che domenica alcuni coloni estremisti avevano circondato una casa del villaggio. Secondo quanto dichiarato ad Al Jazeera dal sindaco della località, l'Idf ha sigillato completamente la zona, imposto il coprifuoco e schierato centinaia di militari per smantellare l'avamposto degli ultraortodossi.

Araghchi attacca gli Usa: "Errori di valutazione per fallimenti dell'intelligence"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi accusa Washington di ripetuti errori di giudizio dovuti a falle dei suoi servizi segreti. In un messaggio su X, il capo della diplomazia di Teheran cita come caso emblematico il conflitto con l'Iran e denuncia ora una nuova, più grave sottovalutazione sullo Stretto di Hormuz. "Peggio delle fake news è la disinformazione. Fate attenzione", avverte Araghchi.

Cisgiordania, l'ambasciatore Usa in Israele: "Assedio dei coloni a case palestinesi è terrorismo"

L'ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, ha condannato in un messaggio su X l'assedio da parte di coloni israeliani alle abitazioni di due famiglie palestinesi a Qusra, in Cisgiordania. "Le azioni di coloro che hanno compiuto questo orribile atto di terrorismo, volto a intimidire e molestare questa famiglia, sono ripugnanti", ha scritto il diplomatico, aggiungendo che "non ci sono scuse per un comportamento così violento". Tra le case prese di mira figura anche quella di un cittadino americano.

Iran, il capo dei Basij: "Lo Stretto di Hormuz è sotto il nostro controllo"

Teheran rivendica il pieno controllo dello Stretto di Hormuz e sostiene di aver respinto i tentativi statunitensi di mettere alla prova la Repubblica islamica nell'area. A dirlo è il nuovo comandante delle forze paramilitari Basij, Hossein Taeb, durante una visita a Qom. "Oggi potete vedere che lo Stretto di Hormuz è sotto la gestione e il controllo della Repubblica islamica", ha dichiarato, secondo quanto riferito dall'agenzia iraniana Fars. Taeb ha accusato Washington di aver aperto "un'altra guerra" nello Stretto, fallendo però nei suoi obiettivi: gli Stati Uniti, a suo dire, ritenevano che l'Iran non avesse forze navali e aeree efficaci. Nominato lunedì al vertice dei Basij dalla Guida suprema Mojtaba Khamenei, con il compito di potenziare la rete di intelligence dell'organizzazione sul territorio, Taeb è un veterano dell'apparato di sicurezza iraniano. Aveva già guidato i Basij durante le proteste seguite alle contestate presidenziali del 2009, quando i paramilitari ebbero un ruolo centrale nella repressione, e in seguito è stato per oltre dieci anni a capo dell'intelligence dei pasdaran.

Cisgiordania, raid israeliani all'alba nel Nablus: arresti a Burqa

Nuove operazioni militari israeliane nella notte in Cisgiordania. Secondo quanto riferisce l'agenzia palestinese Wafa, all'alba i veicoli dell'esercito sono entrati in tre località del governatorato di Nablus: Burqa, a nord-ovest, Qusra, a sud, e Salem, a est. A Burqa i soldati hanno fatto irruzione in diverse case, procedendo a numerosi arresti tra i palestinesi. A Qusra è stato schierato mezzo pesante insieme a un bulldozer blindato, mentre a Salem le pattuglie hanno perquisito vari quartieri e le arterie principali. La stessa Wafa segnala inoltre il fermo di cinque palestinesi nelle località di Allar, Seida e Qaffin, a nord di Tulkarem.

Cargo colpito dagli Usa al largo del Pakistan, Panama: nessuna vittima tra l'equipaggio

Nessun morto né ferito tra i marittimi della nave cargo panamense Vela Nova, attaccata dalle forze statunitensi mentre cercava di raggiungere un porto iraniano soggetto al blocco navale imposto da Washington. Lo ha comunicato l'Autorità marittima di Panama. L'azione risale a martedì: un elicottero americano ha sparato due missili contro la sala macchine dopo che l'equipaggio, secondo il Centcom, aveva "ignorato" gli avvertimenti. L'episodio si è verificato a 71 miglia nautiche dalle coste pakistane. La compagnia che gestisce la nave ha riferito che tra i 17 uomini dell'equipaggio "non si registrano feriti né contaminazione ambientale".

È il terzo fermo con la forza da parte degli Usa dal ripristino, il 14 luglio, del blocco dei porti iraniani. Il Centcom riferisce di 55 navi finora deviate e altre due abbordate.

Petrolio in mare a Hormuz, l'Iran combatte contro la marea nera al largo di Qeshm

È allarme ambientale nello Stretto di Hormuz, dove l'Iran sta cercando di arginare una fuoriuscita di greggio al largo dell'isola di Qeshm. Le immagini satellitari citate da Bloomberg mostrano una lunga scia scura nelle acque davanti al villaggio costiero di Shib Deraz, zona di riproduzione delle tartarughe marine embricate, specie in via di estinzione, con depositi neri visibili anche sulle spiagge. Secondo quanto riferisce l'agenzia iraniana Isna sono già in corso le operazioni di bonifica: i soccorritori stanno impiegando teli assorbenti per contenere e raccogliere il petrolio. Non è stata invece precisata l'origine dello sversamento.

Iran, Centcom: "Deviate 59 navi commerciali nello Stretto di Hormuz"

Salgono a 59 le navi mercantili dirottate dalle forze statunitensi nell'ambito del blocco marittimo imposto ai porti iraniani, in entrata e in uscita. Il dato, aggiornato al 12 agosto, è stato diffuso dal Comando centrale militare Usa (Centcom) attraverso un post su X. Oltre alle unità deviate, secondo quanto reso noto dal comando, tre imbarcazioni sono state messe fuori uso e in due casi i militari americani sono saliti a bordo per verificare il rispetto delle misure. Il messaggio è accompagnato dalle immagini di un caccia F/A-18 in decollo dalla portaerei Uss George H.W. Bush, impegnata nelle acque della regione a sostegno di quella che Washington ha definito la "muraglia d'acciaio" contro Teheran.

Golfo, miliardi di investimenti per aggirare lo Stretto di Hormuz

I grandi produttori petroliferi del Golfo stanno investendo cifre miliardarie nella costruzione di rotte alternative che permettano di bypassare lo Stretto di Hormuz. È quanto riporta il New York Times, secondo cui gli esportatori dell'area hanno maturato la consapevolezza che affidarsi a un unico passaggio marittimo rappresenta un rischio ormai insostenibile, anche nell'eventualità di una tregua tra Stati Uniti e Iran.

I Paesi del Golfo, per decenni tra i principali fornitori di greggio a livello globale, puntano ora a ridurre la propria dipendenza da questo tratto di mare. Come scrive il quotidiano statunitense, sono in corso lavori per realizzare e potenziare oleodotti e infrastrutture in grado di aggirare lo Stretto, insieme a un forte incremento della capacità di stoccaggio in regioni come l'Asia.

Iran: "Hormuz resta chiuso finché non accettano le nostre condizioni"

Lo Stretto di Hormuz rimane bloccato e non sarà riaperto finché Teheran non otterrà l'accoglimento delle proprie richieste. Lo ha ribadito l'Autorità dello Stretto del Golfo Persico in una nota diffusa sui social, respingendo le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump e di altri funzionari Usa, secondo cui lo stretto non sarebbe più interdetto alla navigazione. "Le affermazioni e i ripetuti post di funzionari statunitensi secondo cui lo Stretto di Hormuz non è più bloccato non cambiano la realtà", si legge nel comunicato, ripreso dalla Cbs.

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