Francia, Jordan Bardella: presidente di Rassemblement National accusato di antisemitismo
MondoSecondo Mediapart, rivista online indipendente d'inchiesta, il presidente di Rassemblement National avrebbe pronunciato frasi antisemite nei confronti del popolo ebreo. Il delfino di Marine Le Pen ha ribattuto: "Grossolane invenzioni"
"Tutte le banche sono di proprietà di ebrei". "L'ebreo deve dominare gli altri popoli, schiacciarli e derubarli, un sionista è necessariamente ebreo, e nel profondo". Sono solo alcune delle frasi che, secondo Mediapart, sarebbero state pronunciate dal presidente di Rassemblement National Jordan Bardella. In un’inchiesta pubblicata il 28 settembre, la rivista online indipendente francese, che si occupa di investigazione e opinioni, ha reso note varie frasi antisemite attribuite al presidente del partito di estrema destra, pronunciate in conversazioni private tra il 2013 e il 2015. In quel periodo, l’eurodeputato, oggi 31 anni, era alle prime battute della sua carriera politica che in poco tempo l’ha reso tra i principali politici francesi nonché presidente del partito tra i favoriti alle elezioni presidenziali dell’anno prossimo.
L'inchiesta su Bardella
Le parole pubblicate da Mediapart sarebbero state pronunciate da Bardella appena diciottenne, nell’anno prima di diventare segretario dipartimentale del Front national in Seine-Saint-Denis. Il sito d'inchiesta ha affermato di aver ritrovato scambi in cui il giovane militante avrebbe sviluppato teorie complottiste che prendono di mira in particolare personalità politiche ebree o ritenute legate a Israele.
In una di queste conversazioni, Bardella avrebbe dichiarato: "L'ebreo deve dominare gli altri popoli, schiacciarli e derubarli, un sionista è necessariamente ebreo, e nel profondo". Avrebbe anche affermato: "Ed è quello che vogliono, un Nuovo Ordine mondiale dominato da Israele, con naturalmente Gerusalemme come capitale."
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La difesa del politico di Rassemblement National
Secondo quanto riportato da Mediapart, Jordan Bardella è stato informato della notizia prima della sua pubblicazione e ha contestato “formalmente” le accuse. In una risposta scritta alla testata, ha affermato di non avere mai pronunciato, "in pubblico come in privato, oralmente o per iscritto", dichiarazioni razziste o antisemite di questo tipo. Il trentunenne ha descritto gli elementi a suo carico come grossolanamente falsi, aggiungendo su X che “una certa stampa militante è pronta ad assecondare operazioni sotterranee per destabilizzare la campagna presidenziale e attentare al mio onore”.
Anche la leader di Rassemblement National, Marine Le Pen, tra le più papabili a succedere a Emmanuel Macron all’Eliseo dal 2027, ha detto di non poter "credere a questa follia" e ha accusato Mediapart di ricorrere a "sporchi trucchi". A suo giudizio, gli elementi pubblicati sono falsi.
Il cofondatore della testata, ex direttore di Le Monde, Edwy Plenel ha risposto che quanto pubblicato da Mediapart è frutto di un’inchiesta durata mesi su conversazioni scritte, un lavoro di incrocio e identificazione che ha permesso di raggiungere tale risultato.