Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, Trump: "Colloqui con Teheran potrebbero ripartire nei prossimi 2 giorni"

©Ansa

Il presidente Usa ha aggiunto che avrebbe in mente "un altro luogo" diverso dal Pakistan per i negoziati. Secondo il Nyt, Trump avrebbe respinto la proposta di Teheran su uno stop di cinque anni al programma di arricchimento dell'uranio. Pechino giudica "irresponsabile" il blocco navale degli Usa. A Washington sono iniziati i negoziati sul Libano

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I colloqui tra Stati Uniti e Iran potrebbero riprendere nei prossimi due giorni. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista al New York Post. "Abbiamo in mente un altro luogo" per i negoziati, ha aggiunto. "Si stanno muovendo delle cose, ma non credo che sarà lì che faremo il nostro prossimo incontro", ha detto il presidente riferendosi al Pakistan.

La petroliera cinese Rich Starry, battente bandiera del Malawi, ha sfidato il blocco navale americano e attraversato lo Stretto di Hormuz. Il tentativo di attraversamento è stato evidenziato dai dati di tracciamento navale del sito MarineTraffic. La nave, lunga 188 metri e larga 29 metri, è partita ieri dall'ancoraggio di Sharjah (Emirati Arabi Uniti) e naviga (velocità 8 nodi) a pieno carico, con un pescaggio segnalato di 11,3 metri, indicando la Cina come destinazione. Ieri aveva fatto dietro-front e rinunciato a uscire dal Golfo Persico, mentre ora sta facendo ingresso nel Golfo dell'Oman. 

"Non noi abbiamo bisogno dello Stretto, ma il mondo sì", ha detto  Trump nella giornata di ieri, ribadendo che "Teheran non avrà mai le armi nucleari" e che "gli iraniani vogliono lavorare a un accordo". Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha ammonito gli Usa a non forzare la mano: "Non mettete alla prova la determinazione dell'Iran".

La Casa Bianca sta valutando la possibilità di riprendere attacchi militari limitati contro l'Iran. I Guardiani della rivoluzione hanno avvertito Stati Uniti e Israele che potrebbero dover lasciare il Medio Oriente a mani vuote. 

Secondo l'agenzia Ap, che cita due funzionari pachistani, il Pakistan "ha proposto di ospitare un secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad nei prossimi giorni, prima della fine del cessate il fuoco".

Iniziano oggi a Washington i colloqui di pace tra Israele e Libano. Nella giornata di ieri una telefonata tra il ministro degli Esteri Antonio Tajani (in visita in Libano oggi) e il suo omologo israeliano, Gideon Sa'ar, ha anticipato gli incontri: "La mia presenza oggi a Beirut punta a favorire un esito positivo dei negoziati per la pace che iniziano domani", ha dichiarato su X il ministro Tajani.

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Macron convoca per mercoledì mattina Consiglio di sicurezza nazionale su Iran e Medio Oriente

Il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, ha convocato un Consiglio di difesa e sicurezza nazionale domattina alle 11, dedicato alla situazione in Iran e in Medio Oriente. Lo fa sapere questa sera una fonte dell'Eliseo. 

Usa avvertono Cina e Emirati su transazioni con l'Iran. 'Rischio sanzioni'

Il Tesoro americano ha messo in guardia Cina, Emirati Arabi Uniti e altri paesi dall'effettuare transazioni bancarie con l'Iran dopo aver rilevato che Teheran ha gestito transazioni per 9 miliardi di dollari nel 2024 tramite banche in Hong Kong ed Emirati Arabi Uniti. Lo riporta Nbc citando una lettera inviata dal Tesoro a diversi paesi per segnalare transazioni illecite, e avvertendo sulla possibilità di un sua azioni. Fra le misure che potrebbero essere prese ci sono le "azioni per le violazioni delle sanzioni, sanzioni secondarie nei confronti di istituzioni finanziarie estere e la richiesta di una due diligence forzata".

Ambasciatore Israele: "No a Francia al tavolo per Libano"

L'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti ha criticato il ruolo della Francia in Libano, affermando che Parigi non ha nulla a che fare con i negoziati tra Israele e Libano. Parlando alla stampa dopo i colloqui diretti tra Israele e Libano a Washington, Yechiel Leiter ha detto: "Certamente non vogliamo che i francesi interferiscano in questi negoziati. Vorremmo tenere i francesi il più lontano possibile da praticamente tutto, ma soprattutto quando si tratta di negoziati di pace", ha proseguito il rappresentante israeliano, in termini molto poco diplomatici.

Attacco di droni contro un gruppo di curdi iraniani: un morto

Un drone ha colpito un gruppo di curdi iraniani nella regione del Kurdistan iracheno settentrionale, uccidendo una donna, ha riferito un funzionario di partito all'Afp. Si tratta del primo attacco di questo tipo contro i curdi iraniani nel Kurdistan iracheno da quando, la scorsa settimana, è entrato in vigore nella regione il fragile cessate il fuoco nella guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Il comandante Mohammed Hakimi del partito Komala, in esilio, ha attribuito l'attacco all'"Iran e alle sue milizie affiliate". Durante la guerra in Medio Oriente, l'Iran ha ripetutamente colpito posizioni appartenenti a gruppi di curdi iraniani in esilio nella regione autonoma del Kurdistan iracheno. Un drone ha colpito il campo Sordash del partito Komala nel tardo pomeriggio, ha detto Hakimi. "Tre rifugiati curdi iraniani sono rimasti feriti, tra cui una donna in condizioni critiche", ha detto Hakimi. Successivamente, il comandante ha riferito all'Afp che la donna, che era una combattente del partito, è deceduta a causa delle ferite riportate. Il campo si trova a 40 chilometri a ovest della città di Sulaimaniyah. Un altro gruppo di opposizione, il Partito Democratico del Kurdistan Iraniano (Pdki), ha dichiarato all'Afp che un attacco di droni ha preso di mira il suo campo nel distretto di Koysinjaq, vicino a Erbil, capitale del Kurdistan iracheno, senza tuttavia segnalare vittime. Il Servizio antiterrorismo della regione autonoma ha affermato che "un aereo da guerra ha abbattuto due droni carichi di bombe provenienti dall'Iran" diretti verso la provincia di Erbil, senza specificare a chi appartenessero gli aerei.

Ong israeliana denuncia Sanchez alla Cpi: 'Favorisce crimini di guerra iraniani'

Una ong israeliana ha dichiarato di aver chiesto alla Corte penale internazionale di valutare un'azione legale contro il premier spagnolo Pedro Sánchez per aver presumibilmente "favorito crimini di guerra" attraverso esportazioni verso l'Iran. La denuncia giunge nel mezzo di una crescente disputa diplomatica tra i due Paesi, iniziata con l'inizio della guerra di Gaza nell'ottobre 2023 e aggravatasi dopo il riconoscimento dello Stato palestinese da parte di Madrid l'anno successivo. Presentata da Shurat HaDin, che ha intrapreso azioni legali in tutto il mondo contro quelli che definisce "nemici di Israele", la denuncia accusa la Spagna di aver fornito "componenti necessari al regime di Teheran e ai suoi alleati per scopi militari". In un documento depositato ai sensi dell'articolo 15 dello Statuto di Roma, si afferma che la Spagna ha approvato l'esportazione di prodotti cosiddetti a duplice uso, per un valore di circa 1,3 milioni di euro, che potrebbero essere utilizzati in detonatori e altre applicazioni legate agli esplosivi. "Questi materiali non sono innocui prodotti industriali, ma componenti critici che consentono il funzionamento di ordigni esplosivi, e sono stati trasferiti in circostanze in cui il loro utilizzo per attacchi contro i civili era prevedibile e ragionevole", ha dichiarato Shurat HaDin in un comunicato. I rapporti tra Israele e Spagna sono precipitati dalla guerra di Gaza scatenata dagli attacchi di Hamas dell'ottobre 2023, con Israele irritato dalle incessanti critiche di Sánchez ai bombardamenti del territorio palestinese. Anche il leader socialista spagnolo si è opposto alla guerra israelo-americana contro l'Iran, provocando una dura reazione israeliana. La scorsa settimana, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha impedito a Madrid di partecipare ai lavori di un centro a guida statunitense per la stabilizzazione della Gaza postbellica, accusando la Spagna di condurre una campagna diplomatica contro Israele. Entrambi i paesi hanno richiamato i propri ambasciatori. 

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Guerra in Iran e chiusura di Hormuz, perché il prezzo della benzina corre anche negli Usa?

Gli Stati Uniti sono produttori di petrolio e dipendono meno di altri dallo Stretto di Hormuz, ma la situazione internazionale sta spingendo verso l’alto il costo del rifornimento alla pompa: anche di questo si è parlato nell’ultima puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24

Guerra in Iran, perché il prezzo della benzina corre anche negli Usa?

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Wsj: '20 navi commerciali hanno attraversato Hormuz in 24 ore'

Più di 20 navi commerciali hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore. Lo riporta il Wall Street Journal citando fonti americane, secondo le quali anche se il traffico commerciale è ancora una frazione rispetto a prima, il flusso di navi è un miglioramento.

Salgono a otto i morti nei raid israeliani a Gaza

Otto persone, tra cui un bambino, sono state uccise nei raid israeliani nella Striscia di Gaza settentrionale. Lo ha riferito oggi la Protezione Civile del territorio palestinese, devastato da due anni di guerra tra Israele e il movimento islamista Hamas. "Quattro martiri, tra cui un bambino, e diversi feriti sono stati portati all'ospedale al-Shifa di Gaza City dopo che un raid aereo israeliano ha preso di mira un veicolo della polizia", ;;ha detto Mahmoud Bassal, portavoce dell'organizzazione di primo soccorso che opera sotto l'autorità di Hamas. Il bambino ucciso, Yahya Al-Mallahi, aveva tre anni, ha aggiunto. Contattato dall'Afp, l'esercito israeliano ha dichiarato di essere "in fase di verifica" dell'informazione. Questa mattina presto, un altro palestinese è stato ucciso dal fuoco israeliano nella città di Beit Lahia, a circa otto chilometri a nord di Gaza City, secondo quanto riferito da Mahmoud Bassal. Poi in serata, sempre la Protezione Civile ha segnalato altri tre morti in un altro attacco vicino a un incrocio nel campo profughi di Al-Shati a Gaza City. Israele e Hamas si accusano reciprocamente di aver violato il cessate il fuoco entrato in vigore il 10 ottobre 2025, dopo due anni di guerra, innescato dall'attacco senza precedenti sferrato dal movimento palestinese sul suolo israeliano il 7 ottobre 2023. Secondo il ministero della Salute di Gaza, gestito da Hamas, le cui cifre sono considerate attendibili dalle Nazioni Unite, almeno 757 palestinesi sono stati uccisi dal 10 ottobre. L'esercito israeliano ha invece registrato la morte di cinque soldati dall'inizio della tregua.

Ft: “Aeroporti Ue a rischio carburante se Stretto Hormuz non riapre entro tre settimane”

Il Financial Times, che ha visionato una lettere inviata dall'associazione Aci Europe al commissario europeo ai trasporti Apostolos Tzitzikostas, riporta che gli scali europei rischiano una carenza "sistemica" di carburante per aerei se lo Stretto di Hormuz non verrà completamente riaperto entro tre settimane. Le riserve di carburante per aerei si stanno esaurendo mentre "l'impatto delle attività militari" sta mettendo ulteriormente a dura prova le forniture

Aeroporti Ue a rischio carburante se Hormuz non riapre in 3 settimane

Aeroporti Ue a rischio carburante se Hormuz non riapre in 3 settimane

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Wsj: Europa prepara piano post guerra per navi Hormuz

I Paesi europei stanno elaborando un piano per un'ampia coalizione che contribuisca a liberare la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, anche inviando navi per la bonifica delle mine e altre navi militari. Ma il piano arriverebbe solo dopo la guerra e potrebbe escludere un Paese in particolare: gli Stati Uniti. Lo scrive il Wall Street Journal.

Ipotesi pedaggio Stretto Hormuz, cosa dice diritto internazionale e i costi per l'Italia

Lo Stretto di Hormuz è al centro di una sfida al diritto internazionale della navigazione, con l’Iran che, progressivamente, lo sta trasformando in una leva di pressione. L’8 aprile gli Stati Uniti e Teheran hanno concordato un cessate il fuoco di due settimane. Il presidente americano Donald Trump ha precisato subito che lo stop sarebbe valso a condizione che l'Iran acconsentisse "all'apertura immediata e completa dello Stretto di Hormuz". Di fatto, però, la riapertura del canale non è stata immediata e, in questi primi giorni, solo poche navi sono riuscite effettivamente a superare lo Stretto. "L'Iran sta gestendo in modo pessimo, disonorevole direbbero alcuni, il transito del petrolio. Questo non è l'accordo che abbiamo", ha attaccato Trump il 10 aprile, dal sul suo social Truth.

Ipotesi pedaggio Stretto Hormuz, cosa dice il diritto internazionale?

Ipotesi pedaggio Stretto Hormuz, cosa dice il diritto internazionale?

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Tesoro Usa non prorogherà le esenzioni sul petrolio dell'Iran

Il dipartimento del Tesoro Usa ha dichiarato che non rinnoverà l'esenzione temporanea dalle sanzioni che ha consentito la vendita di parte del petrolio iraniano, la cui scadenza è prevista tra pochi giorni. "Le istituzioni finanziarie devono essere consapevoli che il Dipartimento sta facendo leva sull'intera gamma di strumenti e poteri a sua disposizione ed è pronto ad applicare sanzioni secondarie nei confronti di chi continua a sostenere le attività dell'Iran", ha affermato il dipartimento in una nota.

Nota congiunta: 'Colloqui tra Israele-Libano a Washington costruttivi'

I rappresentanti di Israele e Libano "hanno avuto discussioni costruttive sulle misure necessarie per avviare negoziati diretti tra i due Paesi". Lo si legge in una nota congiunta pubblicata dopo gli incontri a Washington. "Le parti hanno concordato di avviare negoziati diretti in una data e in un luogo da stabilirsi successivamente", si sottolinea.

Iran-Usa, nuovi negoziati o ripresa della guerra? Cosa succede ora

Dopo che gli Usa non hanno raggiunto un accordo con l'Iran durante la sessione di negoziati in Pakistan, a cui ha partecipato il vicepresidente JD Vance, si aprono diversi scenari. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, uno dei punti su cui non si è trovata l’intesa è quello del programma nucleare iraniano: "Non c'è la promessa da parte di Teheran di abbandonare definitivamente l'arma nucleare", ha spiegato lo stesso Vance. Secondo Teheran, invece, "i negoziati sono falliti per le richieste irragionevoli degli Usa". Ma nelle discussioni hanno pesato anche la situazione dello Stretto di Hormuz, degli attacchi israeliani Libano, delle sanzioni e degli asset congelati. Immediata la reazione del presidente Trump: ha annunciato su Truth il blocco "con effetto immediato" di tutte le navi da e per lo Stretto di Hormuz. Non solo: "Altri Paesi saranno coinvolti nel blocco navale", ha annunciato.

Iran-Usa, nuovi negoziati o ripresa della guerra? Cosa succede ora

Iran-Usa, nuovi negoziati o ripresa della guerra? Cosa succede ora

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Meloni al Vinitaly: "Sospeso il rinnovo automatico dell'accordo di difesa con Israele"

La presidente del Consiglio a Verona è tornata anche a parlare delle frasi di Trump sul Papa: "Quello che ho detto è quello che penso, che le dichiarazioni sul Pontefice fossero inaccettabili". Poi un appello all'Ue in merito alla crisi in Medio Oriente: "L’Europa non dovrebbe sottovalutare l’impatto che questa crisi potrebbe avere nei prossimi mesi, sospendere il Patto di Stabilità "potrebbe aiutare". Salvini su un eventuale sforamento del deficit: "Se c'è un problema va risolto e affrontato"

Meloni: 'Sospeso rinnovo automatico accordo di difesa con Israele'

Meloni: 'Sospeso rinnovo automatico accordo di difesa con Israele'

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Tajani: Meloni ha detto ciò che pensano gli italiani

"Aveva ragione Donald Trump nel definire Giorgia Meloni 'una leader coraggiosa', perché non ha mai nascosto le proprie posizioni. Anche quando è  intervenuta su Papa Leone XIV, ha espresso un punto di vista che molti italiani condividono". A rilevarlo è Antonio Tajani, a margine della cerimonia di consegna al Mimit dei Premi Leonardo. "Noi siamo alleati degli Stati Uniti, crediamo nelle relazioni transatlantiche, ma essere alleati" - sottolinea il vicepremier e ministro degli Esteri - "significa anche essere franchi, sinceri e rispettosi l'uno dell'altro. Noi abbiamo sempre detto quello che pensiamo".

Raid aerei in corso nel sud del Libano

Israele continua ad attaccare il Libano meridionale, in particolare la zona di Tiro e le aree di confine limitrofe, mentre a Washington sono in corso colloqui diretti tra gli ambasciatori israeliano e libanese negli Stati Uniti. I corrispondenti di Al Jazeera segnalano: un attacco aereo sulla citta' di Haneen, vicino al confine. Un attacco che ha colpito la periferia di Al-Abbasiyya, vicino alla cittàdi Tiro. Sono stati segnalati raid aerei su Tayr Debba, Zibqin e Sarafand, lungo la costa e nelle zone interne.

Libano, Rubio: influenza di Hezbollah deve finire

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha definito "opportunità storica" l'incontro a Washington con l'ambasciatore israeliano in Usa Yechiel Leiter e quella libanese Nada Hamadeh, ma anche inviato un ultimatum al gruppo paramilitare sciita di Hezbollah. Alle domande urlate dai giornalisti che chiedevano se ci sarebbe stato il cessate il fuoco tra Israele e Libano, Rubio ha risposto: "Si tratta di porre fine in modo definitivo a 20 o 30 anni di influenza di Hezbollah in questa parte del mondo e non solo ai danni che ha inflitto a Israele, ma anche a quelli che ha causato al popolo libanese".

Trump: “Scioccato da Meloni, pensavo avesse coraggio”. Schlein: "Solidale con premier"

In un colloquio telefonico con il Corriere della Sera, il presidente degli Usa dice che la premier italiana "non vuole aiutarci nella guerra, su di lei mi sbagliavo. Piace il fatto che la vostra presidente non stia facendo nulla per ottenere il petrolio?”, chiede. Sulle frasi contro il Papa dice: "È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l'Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l'Italia in due minuti se ne avesse la possibilità”

Trump attacca Meloni: “Scioccato da lei, pensavo avesse coraggio”

Trump attacca Meloni: “Scioccato da lei, pensavo avesse coraggio”

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Mattarella: "Dal Papa messaggio splendido, mette in guardia da autoesaltazione"

"Venendo qui dal mio studio ho letto le agenzie sul messaggio di Papa Leone all'accademia delle scienze: un messaggio splendido sul potere che ancora una volta rende evidente il debito di riconoscenza nei confronti del Papa che il mondo deve nutrire. Un messaggio che mette in guardia dal pericolo dell'autoesaltazione.. ". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando al Quirinale.

Crosetto su Trump: "Alleati non vuol dire accettare tutto in silenzio"

"L'amicizia tra nazioni alleate si fonda sul rispetto, non sulla rinuncia alla propria autonomia di giudizio. Essere alleati non significa accettare tutto in silenzio, ma avere il coraggio di dire con chiarezza ciò che si ritiene giusto. Il legame tra Italia e Stati Uniti non è in discussione, così come non è in discussione la solidità dell'alleanza". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto su X, sottolineando che "Giorgia Meloni è un leader che non ha mai temuto di dire ciò che pensa, soprattutto quando sono in gioco princìpi, rispetto e identità".

Trump: "Colloqui con l'Iran potrebbero riprendere nei prossimi 2 giorni"

I colloqui tra Stati Uniti e Iran potrebbero riprendere nei prossimi due giorni. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista al New York Post

Usa: sei navi mercantili fermate dal blocco di Hormuz

Sei navi mercantili hanno invertito la rotta e fatto ritorno ai porti iraniani dopo essersi imbattute nel blocco navale Usa in vigore da ieri. Lo ha detto il Comando centrale americano in un post sui social media. Oltre 10mila militari americani e 12 navi della US Navy sono impegnati nel blocco dei porti iraniani, che viene attuato "nei confronti di navi di tutte le nazioni" in entrata o in uscita dai porti dell'Iran, ha precisato il Comando.

Il Papa: "La pace è possibile, la storia può cambiare

Il Papa da Annaba lancia un messaggio di speranza, nonostante il difficile momento a livello internazionale. "Quando ci chiediamo come sia possibile un futuro di giustizia e di pace, di concordia e di salvezza, ricordiamoci che stiamo facendo a Dio la stessa domanda di Nicodemo: ma davvero la nostra storia può cambiare? Siamo così carichi di problemi, insidie e tribolazioni! Davvero la nostra vita può ricominciare da capo? Sì!", ha detto nell'omelia della messa. "L'affermazione del Signore, così piena d'amore, riempie i nostri cuori di speranza. Non importa quanto siamo oppressi dal dolore o dal peccato".

Tajani: "Trump? Meloni dice ciò che pensa, difenderà sempre l'Italia"

"Noi siamo e rimaniamo sinceri sostenitori dell'unità dell'Occidente e solidi alleati degli Stati Uniti, ma questa unità si costruisce con lealtà, rispetto e franchezza reciproci. Siamo abituati a dire ciò che pensiamo perché questo fanno le persone serie. Fino a oggi il Presidente Trump considerava Giorgia Meloni una persona coraggiosa. Non si sbagliava perché è una donna che non rinuncia mai a dire ciò che pensa. E su Papa Leone XIV ha detto esattamente ciò che tutti noi cittadini italiani pensiamo. Il Presidente del Consiglio con il Governo difendono e difenderanno sempre e soltanto l'interesse dell'Italia". Lo scrive il ministro degli Esteri Antonio Tajani su X. 

Schlein: "Solidarietà a Meloni, non accettiamo attacchi a nostro Paese"

"Ferma condanna per attacco del presidente Donald Trump alla presidente Meloni per avere doverosamente espresso solidarietà a Papa Leone". Così la segretaria Dem Elly Schlein in Aula alla Camera. "Siamo avversari in quest'Aula - ha aggiunto - ma tutti cittadini italiani e non accetteremo attacchi o minacce al governo e al nostro Paese".

Media: Iran valuta stop spedizioni via Hormuz per negoziare

L'Iran sta valutando di sospendere le spedizioni attraverso lo stretto di Hormuz per non arrivare a un'escalation proprio quando si profilano nuovi negoziati con gli Stati Uniti. Lo ha riferito Bloomberg. Secondo l'agenzia, Teheran vuole evitare di far fallire le trattative sotto la mediazione del Pakistan.

Trump: "Il Papa non capisce quello che sta succedendo in Iran"

Il Papa "non ha idea di cosa sta succedendo in Iran": così Donald Trump nel corso della sua telefonata con il Corriere della Sera. Per Trump il Pontefice non capisce che l'Iran costituisce una minaccia nucleare: "Non capisce" - afferma - "e non dovrebbe parlare di guerra, perché non ha idea di quello che sta succedendo. Non capisce che in Iran hanno ucciso 42mila manifestanti lo scorso mese".

Trump: "Io inaccettabile sul Papa? Meloni lo è, non le importa di arma nucleare Iran"

"È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l'Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l'Italia in due minuti se ne avesse la possibilità". Lo ha detto Donald Trump in una telefonata con il Corriere della Sera sulle parole di Giorgia Meloni dopo l'attacco del presidente americano al Papa. 

Trump al Corriere: "Scioccato da Meloni, pensavo avesse coraggio"

"Giorgia Meloni non vuole aiutarci nella guerra, sono scioccato": lo afferma Donald Trump parlando al telefono con il Corriere della Sera. "Piace il fatto che la vostra presidente non stia facendo nulla per ottenere il petrolio? - chiede Donald Trump - "Piace alla gente? Non posso immaginarlo. Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo".

Conte: "Tutti in piazza per la pace, anche con altre opposizioni"

"Ci stavamo già lavorando e raccogliamo l'invito anche delle altre forze di opposizione: ci ritroveremo tutti insieme unitariamente in piazza per dire no alla politica vergognosa di questo governo". Lo ha annunciato il leader del M5s Giuseppe Conte nell'Aula della Camera. Ieri la segretaria del Pd Elly Schlein aveva preannunciato una piazza per la pace. 

Meloni: "L'economia preoccupa molto se non riapre Hormuz"

"Sono preoccupata, sull'andamento dell'economia in generale sono molto preoccupata se non si riesce a riprendere e mandare avanti il round di negoziati e non si riesce a riaprire lo Stretto di Hormuz. Noi dall'inizio della crisi siamo stati tempestivi nel dare le risposte e continueremo a essere tempestivi nel dare le risposte. Per fare questo c'è bisogno di un impegno del governo italiano, e c'è bisogno dell'Europa". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni in un punto stampa al Vinitaly a Verona.

Israele: "Vogliamo la pace col Libano, il problema è Hezbollah"

Il ministro degli Esteri israeliano ha dichiarato che il suo Paese aspira a "normalizzare" le relazioni con il Libano, poche ore prima dell'inizio previsto a Washington dei colloqui di pace tra funzionari israeliani e libanesi. "Vogliamo raggiungere la pace e la normalizzazione con lo Stato libanese... Non ci sono grandi controversie tra Israele e Libano. Il problema è Hezbollah", ha affermato Gideon Saar in una conferenza stampa.

Macron: "Ho chiesto a Trump e Pezeshkian di riprendere negoziati"

"Ieri ho parlato con il presidente iraniano Massoud Pezeshkian e con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Ho chiesto la ripresa dei negoziati interrotti a Islamabad, il chiarimento dei malintesi e di evitare un'ulteriore escalation. È essenziale, in particolare, che il cessate il fuoco sia rigorosamente rispettato da tutte le parti e che includa il Libano. È altrettanto importante che lo Stretto di Hormuz venga riaperto incondizionatamente, senza controlli né pedaggi, il prima possibile": lo scrive in un messaggio pubblicato su X il presidente francese, Emmanuel Macron. "In queste condizioni - prosegue il leader francese nel messaggio pubblicato su X - i negoziati dovrebbero poter riprendere rapidamente, con il sostegno delle principali parti interessate". La Francia e il Regno Unito, ricorda infine Macron, "ospiteranno inoltre una conferenza a Parigi questo venerdì, che riunirà i paesi non belligeranti in videoconferenza. Questi paesi sono pronti a contribuire, insieme alla Francia, a una missione multilaterale e puramente difensiva volta a ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Gibilterra quando le condizioni di sicurezza lo consentiranno".

Fonti israeliane a media: "Sospensione memorandum non ha ripercussioni pratiche"

'Non si tratta di un accordo di sicurezza, ma di un memorandum d'intesa privo di un vero e proprio contenuto, e la decisione non ha un significato pratico". Lo riporta Ynet citando una fonte israeliana in merito all'annuncio della premier Meloni sulla sospensione del rinnovo automatico dell'accordo  di difesa con Israele.

Ue: "Carburante aerei nostra principale preoccupazione"

La situazione del carburante aereo "rimane al momento la principale preoccupazione" della Commissione europea legata alla crisi energetica causata dalla guerra in Iran. Lo ha affermato la portavoce della Commissione europea per l'Energia, Anna-Kaisa Itkonen, nel briefing quotidiano con la stampa. "Al momento non ci sono prove di una carenza di carburante nell'Unione europea, ma potrebbero verificarsi problemi di approvvigionamento nel prossimo futuro", ha dichiarato la portavoce. La Commissione ha fatto sapere che si e' tenuta venerdì scorso una riunione della task force sull'Unione dell'energia che "ha confermato che le forniture di petrolio greggio alle raffinerie dell'Unione europea restano stabili, senza necessita' di rilasciare ulteriori scorte per il momento". La portavoce non ha specificato se ci saranno provvedimenti mirati per il carburante aereo tra le misure sull'energia che verranno presentate dalla Commissione europea il 22 aprile. "Il nostro ruolo, al momento, è coordinare e raccogliere una piena consapevolezza della situazione e informazioni in tempo reale, motivo per cui stiamo ora convocando settimanalmente gruppi di coordinamento su petrolio e gas", ha fatto sapere.

Nyt: "Trump boccia la proposta dell'Iran sullo stop di 5 anni all'arricchimento dell'uranio"

L'Iran, in una risposta formale inviata lunedì, ha offerto agli Usa una sospensione massima di 5 anni dei suoi piani di arricchimento dell'uranio, a fronte dei 20 anni richiesti dalla delegazione americana nei negoziati tenuti a Islamabad nel fine settimana. Lo riporta il New York Times, in base a quanto riferito da due alti funzionari di Teheran e da uno di Washington. Trump, tuttavia, ha respinto l'offerta, ha precisato il funzionario statunitense. Sono però in corso discussioni sull'opportunità di tenere un ulteriore ciclo di negoziati in presenza, anche se non è ancora stato tracciato alcun piano definitivo. Lo stesso funzionario americano ha aggiunto che gli Usa hanno chiesto anche a Teheran di rimuovere dal Paese l'uranio altamente arricchito. Gli iraniani, tuttavia, hanno insistito perché il materiale fissile resti nel Paese, ma hanno offerto, in compenso, di diluirlo in modo significativo in modo da non poter essere usato per la produzione di un'arma nucleare. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha riferito lunedì all'omologo francese, Jean-Noel Barrot, che le richieste di Washington - definite "eccessive" e in continuo mutamento - hanno ostacolato il raggiungimento di un accordo nella tornata di colloqui in Pakistan, secondo i media statali iraniani. Tuttavia, Araghchi ha affermato che vi sono stati "progressi su molte delle questioni discusse", un commento non dissimile da quello rilasciato dal vicepresidente americano JD Vance in un'intervista a Fox News. Vance ha spiegato lunedì sera che sono stati compiuti dei passi avanti e che vi sono state "conversazioni positive" con l'Iran a Islamabad: "La palla è davvero nel loro campo" e "la grande incognita, d'ora in avanti, è se gli iraniani dimostreranno sufficiente flessibilità". Il vicepresidente ha osservato che l'Iran ha mostrato una certa flessibilità, ma "non ha fatto passi avanti sufficienti". Vi è "la possibilità di concludere un grande accordo", ha rimarcato, pur attribuendo all'Iran l'onere di concretizzarlo.

Iran, fonti all'Irna: "Nessun accordo su nuovi colloqui con gli Usa a Islamabad"

Non esiste al momento un accordo sullo svolgimento di un nuovo round di colloqui a Islamabad tra Iran e Stati Uniti. Lo ha riferito una fonte diplomatica citata dall'agenzia di stampa iraniana Irna.

Secondo la fonte, rimasta anonima, prosegue regolarmente lo scambio di messaggi tra la Repubblica islamica ed il Pakistan sugli sviluppi successivi ai colloqui ospitati a Islamabad. Come fa notare la fonte, resta invariata la determinazione di Islamabad a continuare gli sforzi di mediazione.

In merito alle indiscrezioni circolate su media pakistani e occidentali circa un possibile nuovo incontro nella capitale pakistana, la fonte ha precisato che non vi sono al momento informazioni su un'intesa né su Islamabad né su altri possibili formati negoziali. 

Petroliera cinese supera blocco Usa nello Stretto di Hormuz. VIDEO

Iran, media: "Giovedì possibili nuovi colloqui Teheran-Usa"

Si parla di un secondo round di colloqui tra delegazioni di Iran e Stati Uniti e nuovi incontri, dopo quelli dello scorso fine settimana a Islamabad, potrebbero tenersi già giovedì, forse a Islamabad, ma non è escluso Ginevra possa essere la sede. Lo riferisce l'Associated Press, come riporta Fox News. L'obiettivo sarebbe arrivare a un accordo per la fine del conflitto prima che il 21 aprile scada la fragile tregua in atto. 

Il giornale pakistano The Express Tribune scrive che negoziatori iraniani e americani potrebbero tornare a vedersi a Islamabad "entro la prossima settimana" - forse il 16 aprile - e del continuo lavoro del premier Shehbaz Sharif con il vicepremier e ministro degli Esteri, Ishaq Dar, e il feldmaresciallo Asim Munir. Ma, evidenzia il giornale, Sharif  il 16 aprile potrebbe essere in Arabia Saudita. Da qui, hanno detto fonti citate da Geo News, dovrebbe poi proseguire la missione con tappe in Qatar e Turchia.

Iran, Pezeshkian a Macron: "L'Europa può svolgere un ruolo costruttivo"

L'Europa può svolgere un ruolo "costruttivo" nella guerra in Medio Oriente, spingendo gli Stati Uniti a negoziare nel rispetto del diritto internazionale. Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud Pezehkian, nel corso di un colloquio telefonico con il suo omologo francese, Emmanuel Macron.

Rispetto ai negoziati con gli Usa che si sono tenuti la scorso fine settimana in Pakistan, Pezeshkian - riportano i media iraniani - ha osservato che nonostante la Repubblica islamica e gli Stati Uniti avessero raggiunto intese a livello tecnico, "le richieste eccessive e la mancanza di volontà politica da parte delle autorità americane hanno impedito la finalizzazione dell'accordo".

Il presidente iraniano ha quindi evidenziato che "gli approcci basati su minacce, pressioni e azioni militari non solo non sono risolutivi, ma aumentano la complessità delle questioni e aggraveranno i problemi auto-prodotti dagli americani", aggiungendo che "la Repubblica Islamica considera la diplomazia la via preferibile per risolvere le controversie e, preservando la dignità della Nazione, annuncia la propria disponibilità al dialogo nel quadro della legge". Pezehskian infine ha affermato che l'Iran "ha sempre mirato a garantire la sicurezza" della navigazione nello Stretto di Hormuz e qualsiasi minaccia a questa via marittima "avrà serie ripercussioni sul commercio globale".

Lettera di Crosetto a ministro di Israele per la sospensione del memorandum

E' stato il ministro della Difesa Guido Crosetto a scrivere al suo omologo israeliano Israel Katz la lettera di sospensione del memorandum Italia-Israele. Il memorandum, che stabilisce una sorta di cornice per la cooperazione nel settore della difesa riguardo allo scambio di materiali militari e la ricerca tecnologica nell'ambito delle forze armate, in precedenza, prevedeva un rinnovo ogni cinque anni ed era entrato in vigore il 13 aprile 2016. 

Iran, vicepresidente commenta il rapporto di Netanyahu: "Usa umiliati"

Reza Aref, primo vicepresidente iraniano, ha commentato con sarcasmo il racconto che il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha fatto dei resoconti quotidiani che riceve dagli Stati Uniti. "Per la prima volta nella storia, un alto funzionario di un governo fornisce 'rapporti quotidiani' al capo di un altro Stato!", ha sottolineato su X. "Il problema non siamo noi: si tratta di un'umiliazione strutturale. Il popolo americano si rende conto che la Casa Bianca si è di fatto trasformata in 'un ufficio resoconti' per un altro regime?", ha aggiunto.

Iran, Meloni: "L'Ue non sottovaluti la crisi". VIDEO

Blitz dei coloni israeliani alla Spianata delle Moschee

Un gruppo di coloni israeliani ha fatto irruzione questa mattina alla Spianata delle Moschee a Gerusalemme. Lo ha riferito l'agenzia palestinese Wafa. "Il governatorato di Gerusalemme ha riferito che 120 coloni hanno compiuto un'incursione mattutina attraverso i cortili della moschea e hanno eseguito rituali talmudici provocatori", ha spiegato la Wafa, e questo "sotto la protezione delle forze di occupazione israeliane". 

Bbc: "Quattro navi legate a Teheran hanno attraversato Hormuz da inizio blocco"

Almeno quattro navi legate all'Iran hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dopo l'inizio del blocco navale annunciato dagli Stati Uniti a partire dalle 16 di ieri ora italiana. Lo riporta la Bbc, citando un'analisi dei dati di tracciamento marittimo.

Secondo MarineTraffic, due delle imbarcazioni hanno fatto scalo in porti iraniani. Tra queste, la portarinfuse 'Christianna', che ha attraversato lo stretto ieri dopo aver attraccato a Bandar Imam Khomeini.

La 'Rich Starry', sanzionata dagli Stati Uniti per traffici legati all'Iran, ha invece navigato verso est da Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti, transitando nello stretto durante la notte. La petroliera 'Murlikishan', anch'essa sotto sanzioni Usa, ha attraversato Hormuz in direzione ovest dopo essere salpata dal porto cinese di Lanshan: l'ultima posizione segnalata la colloca a est dell'isola iraniana di Qeshm.

Hormuz

Difesa, Meloni: "Sospeso rinnovo automatico dell'accordo con Israele"

“Il governo in considerazione della situazione che stiamo vivendo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giorgia Meloni arrivando a Vinitaly.

Missione dei Paesi "non belligeranti s"u Hormuz, conferenza venerdì a Parigi

Una conferenza si svolgerà venerdì a Parigi fra i "Paesi non belligeranti" volontari per una missione sullo stretto di Hormuz, secondo quanto annuncia l'Eliseo. A co-presiedere la Conferenza "dei Paesi non belligeranti pronti a contribuire" a "una missione multilaterale e puramente difensiva", saranno il capo dello stato francese, Emmanuel Macron, e il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha precisato l'Eliseo. La missione, dai contorni ancora da precisare, distinta dalle attività degli Stati Uniti, è "destinata a ripristinare la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz quando le condizioni di sicurezza lo permetteranno", ha precisato la presidenza francese. 

Teheran: "Danni per 270 mld di dollari, negoziatori spingono per i risarcimenti'"

Danni per almeno "270 miliardi di dollari". Questa la stima che arriva dall'Iran dopo settimane di operazioni militari di Usa e Israele contro la Repubblica islamica, avviate il 28 febbraio e fermate dalla fragile tregua in atto. A riferire i dati è stata la portavoce del governo iraniano, Fatemeh Mohajerani, citata dall'agenzia iraniana Tasnim, come rilancia la Cnn. Si tratta di stime ancora provvisorie, precisano da Teheran.

"Una delle questioni che i nostri negoziatori stanno seguendo e hanno portato avanti nei colloqui di Islamabad" dello scorso fine settimana è "quella dei risarcimenti", ha detto Mohajerani, aggiungendo che "le perdite dell'Iran a causa degli attacchi di Usa e Israele sono stimate per circa 270 miliardi di dollari".

Pakistan: "Al lavoro per nuovi colloqui, possibile un incontro imminente"

Il Pakistan è pronto a ospitare l'intero processo per riportare la pace, tutti i round di colloqui necessari dopo quelli dello scorso fine settimana tra delegazioni di Usa e Iran a Islamabad. Lo ha detto alla tv satellitare al-Jazeera un funzionario pakistano coperto da anonimato. I contatti diplomatici proseguono, ha aggiunto. Il Pakistan continua a cercare di riportare Iran e Usa al tavolo dei negoziati ed è in corso un lavoro per estendere la tregua, hanno detto all'agenzia Afp due fonti pakistane. 

"E' in corso un lavoro per riportare entrambe le parti al tavolo dei negoziati. Ovviamente auspichiamo vengano a Islamabad, ma la sede non è stata ancora definita - ha affermato una fonte all'agenzia - L'incontro potrebbe tenersi presto". "Lavoriamo anche - ha aggiunto - per una proroga del cessate il fuoco in modo da avere più tempo a disposizione". L'altra fonte ha precisato all'agenzia che non è escluso nuovi colloqui si tengano prima della scadenza della tregua, la prossima settimana.

Meloni: "Avanti con i negoziati di pace, fondamentale riaprire Hormuz"

"La situazione internazionale è una situazione sulla quale bisogna continuare a lavorare per mandare avanti i negoziati di pace, fare ogni sforzo possibile per stabilizzare il quadro e riaprire lo stretto di Hormuz che per noi è fondamentale, non solo per i carburanti ma anche per i fertilizzanti, altro elemento essenziale per il settore del quale parliamo oggi". Così la premier Giorgia Meloni, a margine del Vinitaly a Verona.

Meloni

©IPA/Fotogramma

Mosca: "Lavrov sente il ministro degli esteri degli Emirati Arabi Uniti"

Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha avuto una conversazione telefonica con l'omologo degli Emirati Arabi Uniti, Abdullah bin Zayed Al Nahyan, durante la quale le parti hanno concordato di favorire il "ripristino del normale funzionamento dello Stretto di Hormuz". E' quanto riferito dal ministero degli Esteri russo in un comunicato. "Le parti si sono scambiate valutazioni sulla situazione nel Golfo Persico a seguito dei colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad", si legge nel comunicato. 

Iran, media: "Ipotesi Egitto o Turchia come sede dei nuovi colloqui"

Il prossimo ciclo di colloqui Usa-Iran per la soluzione del conflitto in corso potrebbe svolgersi in Turchia o in Egitto. Lo riferisce Bloomberg, citando una fonte a conoscenza della questione. Il precedente round negoziale, interrotto senza risultati, si era svolto nello scorso fine settimana a Islamabad, in Pakistan. "Anche i funzionari turchi ed egiziani hanno svolto un ruolo negli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra, il che fa presagire la possibilità che un incontro possa avere luogo in uno di questi Paesi", scrive Bloomberg senza fornire ulteriori dettagli.

Colpita nave nel golfo dell'Oman, incendio a bordo

Una nave portarinfuse è stata colpita da due proiettili non identificati nel Golfo dell'Oman, a circa 112 miglia nautiche a sud-est di Ras Al Hadd. Lo ha riferito l'Ukmto su 'X', spiegando che a  bordo dell'imbarcazione colpita è scoppiato un incendio e una nave della marina pakistana ha prestato assistenza.

 Al momento non è ancora chiaro chi possa aver sferrato l'attacco. 

Libano, nel giorno colloqui raid Idf nel Sud: almeno sei morti

Proseguono i bombardamenti israeliani nel Libano meridionale, causando diverse vittime proprio nel giorno in cui a Washington dovrebbero prendere il via i colloqui tra gli ambasciatori israeliano e libanese. L'agenzia nazionale di stampa libanese (Nna) ha riferito dell'uccisione di tre persone della stessa famiglia in un raid aereo israeliano su Sahmar, nella Bekaa occidentale. Nell'attacco una quarta, della stessa famiglia, è stata ferita. Una serie di raid aerei ha colpito la città fino alle prime ore del mattino, causando la distruzione di oltre 10 abitazioni. La Nna ha riferito successivamente dell'uccisione di altre tre persone in un raid israeliano ad Adloun, nel distretto di Sidone, nel Libano meridionale. L'Orient Le Jour ha documentato l'attacco a un pick-up, colpito da un missile lanciato da un drone mentre era parcheggiato a bordo strada a Shebaa, nel distretto di Hasbaya, senza causare alcun ferito. Un raid aereo israeliano ha preso di mira, inoltre, l'area di Iqlim el-Touffah e Nabatiyeh el-Faouqa, e tre raid hanno colpito Arabslim (Nabatiyeh). I bombardamenti hanno interessato il villaggio e la pianura di Qleile', a sud di Tiro, così come Aitit e la regione di Hoch. In Israele, le sirene antiaeree sono invece scattate nella Galilea, a Metula, Kfar Giladi e Misgav Am, per l'infiltrazione di droni provenienti dal Libano. A Kadmat Tzvi, sulle alture del Golan, sono state attivate le sirene di allarme per il lancio di razzi e missili.

Il Pakistan si adopera per un secondo round di colloqui e tregua

Il Pakistan si sta adoperando per riunire nuovamente Iran e Stati Uniti per un secondo round di colloqui. Lo hanno riferito fonti pakistane di alto livello, aggiungendo che ci sono sforzi in atto per ottenere una proroga del cessate il fuoco per consentire un'azione diplomatica. "Sono in corso sforzi per riportare entrambe le parti al tavolo delle trattative; ovviamente desideriamo che tornino a Islamabad, ma la sede non è ancora definitiva", ha affermato la fonte, che ha chiesto di rimanere anonima. "L'incontro potrebbe tenersi a breve, anche se le date non sono ancora state confermate", ha aggiunto la stessa fonte da Islamabad. "Stiamo anche lavorando per ottenere una proroga del cessate il fuoco oltre la scadenza attuale, in modo da avere più tempo a disposizione", ha affermato l'interlocutore ben informato sul dossier. Un secondo funzionario, che ha richiesto l'anonimato, ha sottolineato che nuovi colloqui potrebbero tenersi prima della scadenza del cessate il fuoco, stabilita per la prossima settimana. Il primo funzionario ha precisato che Islamabad è "la sede preferita" dal Pakistan, ma che nulla e' stato ancora definito in merito al luogo. "Le linee guida scritte delle richieste e delle concessioni sono già state condivise, quindi entrambe le parti sono consapevoli dei potenziali compromessi", ha assicurato il funzionario. Washington e Teheran hanno tenuto storici colloqui a Islamabad lo scorso fine settimana, ma non sono riuscite a raggiungere un accordo immediato per porre fine alle ostilità. Ieri, il vicepresidente statunitense J.D. Vance ha dichiarato che Washington ha chiarito le sue "linee rosse" e che "la palla è ora nel campo iraniano". L'Iran ha invece accusato Washington di avanzare richieste massimaliste, ma i suoi leader nelle ultime ore non hanno escluso gli sforzi dei leader mondiali per riportare entrambe le parti al tavolo dei negoziati. La fragile tregua di due settimane, concordata mercoledì scorso per dare tempo di trovare un cessate il fuoco duraturo, è rimasta in vigore, nonostante il blocco navale statunitense dei porti iraniani sia iniziato nello Stretto di Hormuz, di fatto chiuso da Teheran.

Cina presenta un piano in 4 punti per la pace in Medio Oriente: cosa prevede

Il presidente Xi Jinping ha incontrato a Pechino il principe emiratino bin Zayed e gli ha esposto il suo piano per la pace e la stabilità: come riportano i media locali, i punti contengono il rispetto del principio di sovranità nazionale e quello di coordinamento tra sviluppo e sicurezza. Anche il leader spagnolo Sanchez a Pechino: Cina “può svolgere un ruolo importante” per mettere fine alla guerra in Medio Oriente

Cina presenta un piano in 4 punti per la pace in Iran: cosa prevede

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Guterres: "Tutte le parti rispettino libertà navigazione a Hormuz"

"Tutte le parti coinvolte in questo conflitto devono rispettare la libertà di navigazione". E' questa la dichiarazione del segretario generale dell'Onu, Antonio Guteress, in relazione alla questione dello stretto di Hormuz. "Dobbiamo ricordare che circa 20.000 marittimi sono rimasti coinvolti in questo conflitto e sono attualmente bloccati sulle loro navi, affrontando difficoltà sempre maggiori ogni giorno", continua la dichiarazione del segretario generale, trasmessa dal suo portavoce, in cui si denuncia la "fragilità economica globale" causata dalle interruzioni del commercio attraverso questo passaggio.

"L'interruzione delle forniture di fertilizzanti e beni correlati aggrava ulteriormente l'insicurezza alimentare per milioni di persone vulnerabili in tutto il mondo, contribuendo all'aumento del costo della vita dovuto agli effetti delle interruzioni nei settori del carburante, dei trasporti e della catena di approvvigionamento", ha poi concluso.

Guterres: "Usa e Teheran continuino colloqui per mettere fine conflitto"

"Date le profonde divergenze, non è possibile raggiungere un accordo dall'oggi al domani, e il Segretario generale esorta a proseguire i colloqui in modo costruttivo per giungere a un'intesa". Così il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha rivolto un appello a Stati Uniti e Iran, attraverso il suo portavoce, affinché continuino a negoziare anche dopo il fallimento del primo round di colloqui lo scorso weekend a Islamabad.

Nonostante la mancanza di risultati, ha aggiunto il portavoce Stéphane Dujarric, "I colloqui stessi hanno evidenziato la serietà dell'impegno ed hanno costituito un passo positivo e significativo verso la ripresa del dialogo". Guterres, che ha ribadito che "non esiste una soluzione militare all'attuale conflitto in Medio Oriente" e che "è assolutamente essenziale mantenere il cessate il fuoco", ha quindi chiesto la fine di "tutte le violazioni", apprezzando "gli sforzi continui" di tutti i Paesi mediatori.

Teheran: "Le minacce alla sicurezza di Hormuz hanno conseguenze globali"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha avvertito che qualsiasi minaccia alla sicurezza dello stretto di Hormuz avrebbe ripercussioni significative sul commercio globale, sottolineando i costanti sforzi dell'Iran per garantire il passaggio sicuro in questa strategica via d'acqua. Pezeshkian ha rilasciato questa dichiarazione durante una conversazione telefonica lunedì sera con il suo omologo francese Emmanuel Macron, a seguito del blocco statunitense nello Stretto di Hormuz. Pezeshkian ha ribadito che l'Iran dialoga con gli Stati Uniti solo nel rispetto del diritto internazionale. "Teheran ha chiaramente delineato le sue richieste per un cessate il fuoco e rimane impegnata a rispettarle", ha aggiunto, secondo quanto riportato dall'agenzia Tasnim. 

Al via il tour di Antonio Costa nel Golfo: "Attacchi dall'Iran ingiustificabili"

Al via il tour del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa nei Paesi del Golfo per discutere degli ultimi sviluppi in Iran e nella regione. "Mi trovo ad Abu Dhabi in vista di un tour di due giorni negli Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita e in Qatar, che si terrà oggi e domani" scrive Costa su X. "Ho tre messaggi da trasmettere ai nostri partner del Golfo: siamo pienamente solidali con loro di fronte agli attacchi indiscriminati, ingiustificabili e illegali dell'Iran. Siamo un partner affidabile per i paesi del Golfo e siamo pronti a dare il nostro contributo", sottolinea. "Lavorando insieme, possiamo sostenere una strategia globale per una pace duratura in Medio Oriente attraverso il dialogo e la diplomazia". 

Sanchez: "Israele viola sistematicamente diritto internazionale"

In visita a Pechino, il premier spagnolo Pedro Sanchez ha lanciato un duro attacco a Israele, affermando che "viola sistematicamente il diritto internazionale". Il primo ministro ha sottolineato che "coloro che si esprimono contro i governi che violano il diritto internazionale vengono minacciati da quegli stessi Paesi". Le dichiarazioni di Sanchez dalla Cina giungono quattro giorni dopo che Gerusalemme ha deciso che Madrid non avrebbe potuto partecipare al Centro di Coordinamento Civile-Militare (Cmcc) di Kiryat Gat.

Shoah, in Israele due minuti di sirene memoria vittime

In tutto Israele risuona una sirena di due minuti e il Paese si ferma per commemorare la Giornata della Memoria con varie cerimonie ed eventi di Stato. La principale cerimonia di Stato si sta svolgendo presso il museo Yad Vashem di Gerusalemme. La sirena emette un tono continuo, a differenza degli allarmi che segnalano attacchi missilistici, i cui toni aumentano e diminuiscono ripetutamente. In caso di attacco a Israele durante il suono della sirena, quest'ultima si interromperà e al suo posto verrà emesso un suono di allarme.

Iran, Cina promette contromisure ai dazi minacciati da Trump

La Cina ha promesso di imporre "contromisure" dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di imporre nuovi dazi sulle merci cinesi in ingresso negli Stati Uniti qualora Pechino fornisse assistenza militare all'Iran durante la guerra in Medio Oriente. "Se gli Stati Uniti insistono nell'utilizzare questo come pretesto per imporre ulteriori dazi alla Cina, la Cina adotterà sicuramente contromisure decise", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun in una conferenza stampa, aggiungendo che le notizie secondo cui la Cina starebbe fornendo armi all'Iran "sono completamente inventate".

Iran, perdite stimate in 270 miliardi Usd: risarcimento nodo colloqui

L'Iran ha dichiarato che le sue stime iniziali delle perdite di guerra ammontano a 270 miliardi di dollari. Lo ha riferito un portavoce del governo di Teheran, sottolineando che si tratta di un dato preliminare, pertanto il costo finale sarà probabilmente superiore. Fatemeh Mohajerani ha fornito la stima in un'intervista all'agenzia russa Ria Novosti, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Tasnim "Una delle questioni che il nostro team negoziale sta perseguendo, e che è stata anche affrontata nei colloqui di Islamabad, è la questione dei risarcimenti di guerra. I danni devono solitamente essere esaminati su più livelli. Le perdite dell'Iran a seguito degli attacchi statunitensi e israeliani sono attualmente stimate intorno ai 270 miliardi di dollari", ha affermato il portavoce.

Wall Street Journal: "Pressing Arabia Saudita sugli Usa affinché revochino il blocco Hormuz"

L'Arabia Saudita sta facendo pressione sugli Stati Uniti affinché revochino il blocco navale dello Stretto di Hormuz e tornino al tavolo dei negoziati. Lo scrive il Wall Street Journal citando funzionari arabi a condizione di anonimato. Il timore dei sauditi è che la decisione del presidente americano Donald Trump di imporre il blocco navale possa indurre l'Iran a intensificare le tensioni e a interrompere altre importanti rotte marittime. Tra cui, ad esempio, il valico di Bab al-Mandeb, uno stretto del Mar Rosso cruciale per le rimanenti esportazioni di petrolio del regno.

Pechino: "Irresponsabile il blocco navale Usa"

Secondo la Cina, il blocco navale degli Stati Uniti sullo Stretto di Hormuz è "irresponsabile". Le dichiarazioni di Pechino arrivano dopo che una nave cinese ha sfidato il blocco provando ad attraversare lo Stretto, per poi fare marcia indietro.

Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle

L’Iran non sarebbe in grado di rimuovere le mine che ha disseminato lungo lo Stretto di Hormuz prima della tregua con gli Usa. È quanto riferiscono alcuni ufficiali americani, citati dal New York Times. La messa in sicurezza del corridoio marittimo è necessaria per permetterne la riapertura totale e Donald Trump ha promesso che distruggerà tutte le mine posate tra le sue acque e il suo fondale, assicurando che “non ci vorrà "molto" per "ripulire" lo Stretto. Molto dipenderà da come evolverà il conflitto e dagli eventuali progressi di un negoziato di pace al momento fallito. Anche perché – come emerge dalle stime della Defense Intelligence Agency - l'Iran possiede ancora migliaia di mine navali nel suo arsenale.

Iran, perché sarà difficile rimuovere le mine dallo Stretto di Hormuz

Iran, perché sarà difficile rimuovere le mine dallo Stretto di Hormuz

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Fonti: "Le delegazioni Usa e Iran potrebbero tornare a Islamabad questa settimana per i colloqui di pace"

‌Le delegazioni di Stati Uniti e Iran ‌potrebbero ⁠tornare a Islamabad questa settimana. Lo hanno riferito quattro fonti, a pochi giorni ⁠dai colloqui tra i due paesi, i primi ⁠dalla Rivoluzione islamica del 1979, conclusi senza alcun risultato concreto.

Sanchez: "La Cina può svolgere ruolo importante per la fine della guerra"

"La Cina può svolgere un ruolo importante" nella risoluzione del conflitto in Iran. Lo dice il primo ministro spagnolo Pedro Sa'nchez, al termine di un incontro con il Presidente cinese Xi Jinping a Pechino. "Qualsiasi sforzo possiamo compiere, soprattutto da parte di Paesi che hanno la capacità di dialogare e che non hanno partecipato attivamente a questa guerra illegale, credo che questi sforzi non solo siano benvenuti, ma anche assolutamente necessari", ha aggiunto in Sanchez durante una conferenza stampa.

Media: "L'Arabia Saudita preme su Trump per la revoca del blocco"

L'Arabia Saudita ha fatto pressioni su Trump affinché revochi il blocco navale dello stretto di Hormuz temendo la chiusura dello stretto di Bab al-Mandab, tra  Yemen e Gibuti, la principale via di uscita per il petrolio saudita attraverso il Mar Rosso dopo l'impasse sul versante del Golfo Persico. Lo scrive il Wall Street Journal sul suo sito. L'Arabia Saudita sta facendo pressione sugli Stati Uniti anche affinché tornino al tavolo dei negoziati, temendo che la decisione del presidente Trump possa indurre l'Iran ad intensificare le tensioni e a interrompere altre importanti rotte marittime. 

Borsa, ottimismo su un accordo in Iran spinge l'Asia e l'Europa

C'è ottimismo sui mercati azionari, le aspettative di un accordo che allenterebbe le tensioni in Medio Oriente spingono le Borse in Asia e i future su quelle europee sono in rialzo.  L'indice MSCI All Country World è salito dello 0,4%, avviandosi verso l'ottavo giorno consecutivo di guadagni. L'Asia si è mossa in scia a Wall Street, trainata dalle società tecnologiche, con l'indice regionale in rialzo dell'1,5% grazie all'ottimismo sul fatto che l'allentamento delle tensioni ridurrà i prezzi del petrolio e sosterrà la crescita economica. Tokyo ha guadagnato il 2,29%, Seul sta salendo del 2,6%, Hong Kong dello 0,28% e Shanghai dello 0,26 per cento. 

Smotrich a Merz: "Non ci costringerete di nuovo nei ghetti"

"Non ci costringerete di nuovo a vivere nei ghetti". Questa la risposta dell'esponente dell'ultra-destra israeliana e ministro delle Finanze del governo Netanyahu, Bezalel Smotrich, al cancelliere tedesco Friedrich Merz. Ieri Merz aveva espresso "profonda preoccupazione" per l'attuale situazione in Cisgiordania e affermato che "non ci deve essere un'annessione di fatto". "Non accetteremo ordini da leader ipocriti in Europa, un continente che sta perdendo ancora una volta la coscienza e la capacità di distinguere tra il bene e il male", ha aggiunto Smotrich secondo quanto riporta la stampa israeliana.

Media: "Islamabad propone di ospitare un secondo round di negoziati Usa-Iran" (2)

Uno dei funzionari ha sostenuto che, "pur essendosi conclusi senza un accordo, i primi colloqui si sono inseriti in un processo diplomatico in corso, piuttosto che essere un'iniziativa isolata". 

Teheran all'Onu: "Il blocco Usa viola la nostra sovranità"

"L'imposizione del blocco marittimo sui porti iraniani da parte degli Stati Uniti indica una chiara violazione della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Iran", ha dichiarato il rappresentante iraniano presso le Nazioni Unite, Saeed Iravani, in una lettera indirizzata ieri sera al segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, e al presidente del Consiglio di sicurezza dell'Onu, Jamal Fares Alrowaiei, aggiungendo: "Questo atto illegale costituisce una grave violazione dei principi fondamentali del diritto marittimo internazionale". "La piena responsabilità e le conseguenze di tale atto illegale ricadono sugli Stati Uniti, in quanto rappresenta una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali, esacerbando la tensione in una regione già gravemente instabile", ha aggiunto, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Irna. Nel frattempo, Iravani, in una lettera separata indirizzata alle Nazioni Unite, ha esortato i Paesi della regione in cui si trovano le basi statunitensi a "porre fine alla complicità negli attacchi contro l'Iran" e ha chiesto a Bahrein, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Giordania di risarcire "l'Iran per tutti i danni materiali e morali subiti".

New York Times: "Trump ha respinto l'offerta di Teheran di bloccare per 5 anni l'arricchimento di uranio"

L'Iran, nei negoziati che si sono svolti a Islamabad, ha proposto agli Stati Uniti di sospendere per cinque anni l'arricchimento dell'uranio, come condizione per arrivare a un accordo di pace. Ma il presidente americano Donald Trump, che tramite il suo vice JD Vance aveva chiesto una ''sospensione'' di 20 anni di tutte le attività nucleari, ha respinto l'offerta. Lo scrive il New York Times citando due alti funzionari iraniani e un funzionario americano a condizione di anonimato.

Ci sono altre questioni che incombono sui negoziati, tra cui il ripristino della libera navigazione nello Stretto di Hormuz e la fine del sostegno iraniano a gruppi come Hamas e Hezbollah. Ma il rifiuto dell'Iran di abbandonare le sue ambizioni nucleari, smantellare la sua enorme infrastruttura atomica e trasferire le sue scorte di combustibile fuori dal paese è sempre il punto centrale della controversia.

Il fatto che le due parti stiano discutendo sulla durata della sospensione delle attività nucleari suggerisce che potrebbe esserci spazio per un accordo e  i negoziatori potrebbero incontrarsi nuovamente nei prossimi giorni. Funzionari della Casa Bianca hanno affermato che nessun incontro è stato ancora definito, ma che si sta discutendo di un altro round di negoziati diretti.

Media: "Ginevra tra le ipotesi per un nuovo round negoziale tra Usa e Iran"

Gli Stati Uniti e l'Iran sono ancora in contatto dopo il fallimento dei colloqui di pace in Pakistan e funzionari statunitensi stanno discutendo i dettagli di un possibile secondo incontro di persona con gli iraniani. Lo scrive la Cnn, che cita un funzionario Usa e una fonte. Anche per la Ap, che a sua volta cita due funzionari statunitensi e una persona a conoscenza del dossier, le parti stanno lavorando all'ipotesi di un secondo round negoziale. Per Ap, non è chiaro se ai colloqui arriveranno le stesse delegazioni precendenti. Islamabad, in Pakistan, è di nuovo tra le possibili sedi per i colloqui, ma i funzionari statunitensi hanno anche menzionato Ginevra come possibile sede, aggiungendo che, sebbene la sede e la data non siano ancora state definite, i colloqui potrebbero tenersi già giovedì. La Casa Bianca non ha risposto a domande sull'eventualità che fossero in corso nuovi contatti, aggiunge Ap. 

Xi presenta un piano in 4 punti per la pace al principe emiratino Bin Zayed

Il presidente cinese Xi Jinping ha presentato una proposta in quattro punti volta a promuovere la pace e la stabilità in Medio Oriente a Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, principe ereditario di Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti, durante un incontro avvenuto a Pechino. Lo riporta Xinhua. La proposta prevede il rispetto del principio della coesistenza pacifica, il rispetto del principio della sovranità nazionale, il rispetto del principio dello Stato di diritto internazionale e il rispetto del coordinamento tra sviluppo e sicurezza. 

Colloqui Teheran-Oman su cessate fuoco e negoziati

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo omanita Badr bin Hamad Albusaidi sugli ultimi sviluppi riguardanti il "cessate il fuoco e i negoziati" in corso tra Iran e Stati Uniti, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Mehr. "Araghchi ha sottolineato l'impegno di Teheran "a preservare la pace e la stabilità regionale con la cooperazione e la partecipazione di tutti i paesi della regione e lontano da interventi distruttivi degli Stati Uniti", scrive Mehr. Da parte sua, Albusaidi ha espresso la speranza che la pace e la stabilità "tornino nella regione il prima possibile", ha aggiunto l'agenzia.

Xi: "La sovranità dei Paesi di Medio Oriente e Golfo va rispettata"

Il presidente cinese Xi Jinping ha rivolto un appello affinché venga ''rispettata'' la sovranità nazionale dei Paesi in Medio Oriente e nel Golfo. Lo riporta l'emittente cinese Cctv. "La sovranità, la sicurezza e l'integrità territoriale dei Paesi del Golfo in Medio Oriente devono essere sinceramente rispettate", ha affermato Xi.

Media: "Petroliera cinese sanzionata attraversa Hormuz"

Una petroliera cinese, sanzionata da Washington, ha attraversato lo Stretto di Hormuz nonostante il blocco imposto dagli Stati Uniti. Lo riporta Reuters citando dati provenienti dalle società LSEG, MarineTraffic e Kpler. Si tratterebbe della petroliera Rich Starry, la prima nave ad aver attraversato lo stretto e a essere uscita dal Golfo dall'inizio del blocco. La petroliera e il suo armatore, la Shanghai Xuanrun Shipping Co Ltd, erano stati precedentemente sanzionati dagli Stati Uniti per i loro rapporti commerciali con l'Iran. La petroliera ha effettuato il suo carico nell'ultimo porto di scalo, Hamriyah, negli Emirati Arabi Uniti. Sempre secondo Reuters un'altra petroliera soggetta a sanzioni statunitensi, la Murlikishan, si sta dirigendo verso lo stretto e dovrebbe caricare petrolio greggio in Iraq il 16 aprile. La nave, precedentemente nota come MKA, ha trasportato petrolio russo e iraniano, secondo quanto riportato.

Petroliera cinese attraversa Hormuz dopo blocco navale Usa

Una petroliera cinese, sanzionata da Washington, ha attraversato lo Stretto di Hormuz nonostante il blocco imposto dagli Stati Uniti. Lo riporta Reuters citando dati provenienti dalle società LSEG, MarineTraffic e Kpler. Si tratterebbe della petroliera Rich Starry, la prima nave ad aver attraversato lo stretto e a essere uscita dal Golfo dall'inizio del blocco. La petroliera e il suo armatore, la Shanghai Xuanrun Shipping Co Ltd, erano stati precedentemente sanzionati dagli Stati Uniti per i loro rapporti commerciali con l'Iran. La petroliera ha effettuato il suo carico nell'ultimo porto di scalo, Hamriyah, negli Emirati Arabi Uniti. Sempre secondo Reuters un'altra petroliera soggetta a sanzioni statunitensi, la Murlikishan, si sta dirigendo verso lo stretto e dovrebbe caricare petrolio greggio in Iraq il 16 aprile. La nave, precedentemente nota come MKA, ha trasportato petrolio russo e iraniano, secondo quanto riportato. 

Wall Street Journal: "La proposta Usa: stop di 20 anni all'arricchimento dell'uranio"

Gli Stati Uniti hanno proposto una sospensione di 20 anni del programma iraniano di arricchimento dell'uranio come parte di un accordo per porre fine alla guerra. Lo riporta il Wall Street Journal secondo cui lo stop sarebbe accompagnato da un allentamento delle sanzioni. L'Iran avrebbe offerto di sospendere le sue attività nucleari per cinque anni, riporta il New York Times.

Media: "Islamabad propone di ospitare un secondo round di negoziati Usa-Iran"

"Il Pakistan ha proposto di ospitare un secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad nei prossimi giorni, prima della fine del cessate il fuoco": lo scrive l'agenzia Ap sul suo sito citando due funzionari pachistani. I funzionari, hanno aggiunto che la proposta dipenderà dalla richiesta, da parte delle parti, di una sede diversa. 

Axios: "Rubio ospiterà colloqui diretti Beirut-Israele" (2)

"Come diretta conseguenza delle azioni sconsiderate di Hezbollah, i governi israeliano e libanese stanno conducendo colloqui diplomatici aperti, diretti e di alto livello, mediati dagli Stati Uniti", ha affermato un funzionario del Dipartimento di Stato, aggiungendo che il colloquio "valuterà il dialogo in corso su come garantire la sicurezza a lungo termine del confine settentrionale di Israele e su come sostenere la determinazione del governo libanese a riappropriarsi della piena sovranità sul proprio territorio e sulla propria vita politica". Il funzionario ha aggiunto che "Israele è in guerra con Hezbollah, non con il Libano, quindi non c'è motivo per cui i due Paesi vicini non debbano dialogare".

Axios: "Rubio ospiterà colloqui diretti Beirut-Israele"

Il Segretario di Stato Marco Rubio ospiterà oggi a Washington gli ambasciatori di Israele e Libano per colloqui finalizzati ad arrivare a un accordo di cessate il fuoco. Lo scrive Axios citando proprie fonti. Al centro dei colloqui la possibilità di un cessate il fuoco e il disarmo a lungo termine di Hezbollah, nonché un accordo di pace tra i due Paesi. Questo sarà l'incontro diretto di più alto livello tra Israele e Libano dal 1993.

Oltre a Rubio, all'incontro parteciperanno l'ambasciatore statunitense in Libano Michel Issa, il consigliere del Dipartimento di Stato Michael Needham, l'ambasciatore israeliano Yechiel Leiter e l'ambasciatrice libanese Nada Hamadeh.

Iran, petroliera cinese attraversa Hormuz dopo blocco navale Usa

Una petroliera cinese, la Rich Starry, ha attraversato lo Stretto di Hormuz dopo che è entrato in vigore il blocco navale deciso dal presidente americano Donald Trump. Lo rivelano i dati di MarineTraffic, LSEG e Kpler. La petroliera e la sua proprietaria, la Shanghai Xuanrun Shipping Co Ltd, sono state sanzionate dagli Stati Uniti per aver intrattenuto rapporti commerciali con l'Iran.

Soldato israeliano ucciso nel sud del Libano

Il sergente maggiore (riservista) Ayal Uriel Bianco, di 30 anni, di Katzrin, appartenente al 188/o battaglione corazzato "Barak" dell'esercito israeliano, è stato ucciso nel sud del Libano durante gli scontri con Hezbollah. Lo hanno comunicato le Forze di difesa israeliane aggiungendo che altri tre soldati sono rimasti feriti, uno in modo moderato e altri due in modo lieve, e sono stati evacuati per ricevere cure mediche. 

Axios: "Rubio ospita colloqui diretti tra Israele e Libano"

Il segretario di Stato americano Marco Rubio parteciperà oggi ai colloqui tra Israele e Libano, ospitando un incontro tra gli ambasciatori dei due Paesi a Washington allo scopo di avviare negoziati diretti tra i due Paesi. Lo riporta Axios, ricordando che i colloqui, nel contesto degli scontri tra Israele ed Hezbollah e di una vasta invasione israeliana di terra nel Libano meridionale, si concentreranno sulla possibilità di un cessate il fuoco e sul disarmo a lungo termine di Hezbollah, oltre che su un accordo di pace tra i due Paesi, secondo quanto riferito da alcune fonti.

Libano, Hezbollah: "Non rispetteremo accordi presi con Israele"

Il gruppo militante libanese Hezbollah non rispetterà alcun accordo che possa derivare da colloqui diretti tra Libano e Israele negli Stati Uniti, negoziati a cui si oppone fermamente. Lo ha dichiarato - come riporta il The Guardian - Wafiq Safa, membro di alto rango del consiglio politico di Hezbollah, alla vigilia dei colloqui previsti a Washington tra gli ambasciatori libanese e israeliano. Sarà la prima volta in decenni che gli inviati dei due paesi, che non intrattengono relazioni diplomatiche, si incontreranno faccia a faccia per colloqui diretti.

Petroliera cinese attraversa lo Stretto di Hormuz dopo il blocco Usa

La petroliera 'Rich Starry', di proprietà cinese e con bandiera del Malawi, ha quasi completato l'attraversamento dello Stretto di Hormuz dopo il blocco imposto dagli Stati Uniti. E' quanto appare dai dati di tracciamento navale del sito  MarineTraffic. La nave, lunga 188 metri e larga 29 metri, è partita ieri dall'ancoraggio di Sharjah (Emirati Arabi Uniti) e naviga (velocità 8 nodi) a pieno carico, con un pescaggio segnalato di 11,3 metri, indicando la Cina come destinazione. Ieri aveva fatto dietro-front e rinunciato a uscire dal Golfo Persico, mentre ora sta facendo ingresso nel Golfo dell'Oman. 

Nyt: "Trump boccia proposta Iran su stop di 5 anni ad arricchimento uranio"

L'Iran, in una risposta formale inviata lunedì, hanno offerto agli Usa una sospensione massima di 5 anni dei suoi piani di arricchimento dell'uranio, a fronte dei 20 anni richiesti dalla delegazione americana nei negoziati tenuti a Islamabad nel fine settimana. Lo riporta il New York Times, in base a quanto riferito da due alti funzionari di Teheran e da uno di Washington. Trump, tuttavia, ha respinto l'offerta, ha precisato il funzionario statunitense. Sono però in corso discussioni sull'opportunità di tenere un ulteriore ciclo di negoziati in presenza, anche se non è ancora stato tracciato alcun piano definitivo. 

Vance: "Dall'Iran terrorismo economico contro il mondo intero"

Il vicepresidente americano JD Vance condanna duramente il "terrorismo economico" dell'Iran contro il mondo intero. "L'unica cosa che gli iraniani sono riusciti a fare - non ci hanno certo sconfitti militarmente e le loro forze armate sono state decimate - è stata quella di non riuscire a prevalere sul piano delle armi da guerra. Ciò che hanno fatto, invece, è stato compiere questo atto di terrorismo economico contro il mondo intero", ha accusato Vance parlando al programma 'Special Report with Bret Baier' di Fox News. Il vicepresidente ha ammesso che i prezzi dell'energia, "dolorosi" nel contesto della guerra in Iran, non dureranno per sempre: "Sappiamo che il popolo americano sta soffrendo; ecco perché stiamo negoziando con tanta determinazione nel tentativo di farli scendere i prezzi. Continueremo a lavorare in tal senso", ha aggiunto. 

Vance: "Dopo Islamabad la palla è davvero nel campo dell'Iran"

"La palla è davvero nel loro campo". Il vicepresidente Usa, JD Vance, parlando a Fox News sul mancato accordo con l'Iran nei negoziati avuti a Islamabad, ha affermato che malgrado gli Usa avessero definito le proprie linee rosse per un "grande accordo", alla delegazione iraniana mancava l'autorità di finalizzare i termini senza l'approvazione di Teheran.

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