Guerra Iran, Trump annuncia blocco porti iraniani da oggi alle 16 e valuta nuovi raid LIVE
"Gli Stati Uniti bloccheranno le navi in entrata o uscita dai porti iraniani il 13 aprile alle 10 del mattino" ora di Washington, le 16 in Italia. Cosìil presidente americano ha comunicato l'avvio del blocco navale in Iran preannunciato ieri. La Casa Bianca sta valutando la possibilità di riprendere attacchi militari limitati contro l'Iran, oltre al blocco dello Stretto di Hormuz, come strategia per uscire dallo stallo nei colloqui di pace. Lo riporta il Wall Street Journal
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"Gli Stati Uniti bloccheranno le navi in entrata o uscita dai porti iraniani il 13 aprile alle 10 del mattino" ora di Washington, le 16 in Italia. Con queste parole il presidente americano Donald Trump ha comunicato sul suo social Truth l'avvio del blocco navale in Iran preannunciato ieri.
La Casa Bianca sta valutando la possibilità di riprendere attacchi militari limitati contro l'Iran, oltre al blocco dello Stretto di Hormuz, come strategia per uscire dallo stallo nei colloqui di pace. Lo riporta il Wall Street Journal.
Falliti i negoziati Usa-Iran a Islamabad, riesplode la tensione con Trump che annuncia un blocco navale dello stretto di Hormuz. 'La Gran Bretagna e un paio di altri Paesi stanno inviando dei dragamine, gli Usa fermeranno qualsiasi nave paghi un pedaggio a Teheran', dice il tycoon, che torna a minacciare di bombardare le centrali elettriche e avverte la Cina: 'Dazi al 50% se invierà armi al regime'. Londra però si sfila e i Pasdaran avvisano: 'Intrappoleremo i nemici nel vortice mortale di Hormuz'.
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Pasdaran: "Nessun porto al sicuro nel Golfo Persico e nel Mare dell'Oman"
"Nessun porto nel Golfo Persico e nel Mare dell'Oman sarà al sicuro" se saranno minacciati dal blocco navale degli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, dopo che l'esercito statunitense ha annunciato che da oggi imporrà un blocco totale al traffico in entrata e in uscita dai porti iraniani nello Stretto di Hormuz, in seguito al fallimento dei negoziati del fine settimana in Pakistan.
"La sicurezza dei porti nel Golfo Persico e nel Mare dell'Oman è una questione che riguarda tutti o nessuno", ha dichiarato un portavoce dei Pasdaran, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Isna. Il portavoce ha definito la decisione degli Stati Uniti "illegale" e un esempio di "pirateria marittima". Come l'Iran ha ripetutamente sottolineato dall'inizio della guerra con gli Stati Uniti e Israele, "le navi affiliate al nemico non hanno il diritto di attraversare lo Stretto di Hormuz", ha riferito l'agenzia Isna citando il portavoce.
Merz: "La Germania risentirà a lungo degli effetti della guerra in Iran"
"Continueremo a subire le conseguenze di questa guerra per molto tempo a venire, anche dopo che sarà finita", ha dichiarato il cancelliere tedesco Friedrich Merz in una conferenza stampa a Berlino, mentre il suo governo annunciava misure di sostegno per cittadini e imprese, tra cui una riduzione delle accise sui carburanti. Secondo Merz, l'economia tedesca subirà per un lungo periodo gli effetti dello shock energetico causato dalla guerra in Medio Oriente.
Pechino: "Armi a Teheran? Calunnie infondate"
''Calunnie infondate''. Così il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun ha definito le accuse rivolte a Pechino di aver fornito o di apprestarsi a consegnare armi a Teheran. "La Cina ha sempre adottato un approccio cauto e responsabile nell'esportazione di equipaggiamenti militari e ha applicato controlli rigorosi in conformità con le proprie leggi e regolamenti in materia di esportazione, nonché con i propri obblighi internazionali. Contestiamo le calunnie infondate e le accuse malevole", ha dichiarato Guo Jiakun durante una conferenza stampa.
La Spagna: "Il blocco navale di Hormuz non ha senso"
Il blocco navale dello Stretto di Hormuz annunciato dal presidente statunitense Donald Trump "non ha senso". Lo ha dichiarato la ministra della Difesa spagnola Margarita Robles.
"Anch'io penso che sia una cosa senza senso. E' solo un altro episodio di questa spirale discendente in cui siamo stati trascinati", ha dichiarato Robles in un'intervista alla televisione pubblica spagnola.
Iran, media: "Londra non prende parte al blocco navale Usa"
Il Regno Unito non parteciperà all'applicazione del blocco militare statunitense contro i porti iraniani. A scriverne è la Bbc, spiegando che navi e soldati della Marina britannica non saranno impiegati per bloccare i porti del paese, ma le dragamine e le unità anti-drone continueranno ad operare nella regione. Un portavoce del governo britannico ha dichiarato: "Continuiamo a sostenere la libertà di navigazione e l'apertura dello Stretto di Hormuz, urgentemente necessaria per sostenere l'economia globale e il costo della vita nel nostro Paese".
Pechino: "La navigazione nello Stretto di Hormuz non subisca ostacoli"
La Cina ha chiesto che la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz non subisca ostacoli, all'indomani della minaccia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di bloccare quella via navigabile di cruciale importanza. "Lo Stretto di Hormuz è un'importante rotta commerciale internazionale per le merci e l'energia, e garantire la sua sicurezza, stabilità e la libera circolazione è nell'interesse comune della comunità internazionale", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun.
Wsj: "Trump valuta la ripresa di attacchi limitati contro l'Iran"
Donald Trump e i suoi consiglieri stanno valutando la possibilità di riprendere attacchi militari limitati contro l'Iran, in aggiunta al blocco statunitense dello Stretto di Hormuz, come mezzo per sbloccare la situazione di stallo nei colloqui di pace. Lo scrive il Wsj. E' una delle opzioni che Trump sta valutando dopo il fallimento dei negoziati in Pakistan, hanno detto i funzionari.
Iran, Salvini: "Usa e Israele arrivino ad una via d'uscita"
"Chi ha scatenato questa guerra di cui nessuno sentiva il bisogno, quindi Stati Uniti e Israele, arrivi a una via d'uscita diplomatica". Lo ha detto il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini, ospite della trasmissione 'Parla come mangi' su Telelombardia. "Nessuno ha nostalgia dei tagliagole islamici, ma se la guerra andasse avanti, bisogna anche capire dove si va a finire. Al di là delle vite che si perdono, se il conflitto andasse avanti per altre settimane e addirittura mesi, il problema non è quanto costerà il diesel, ma se ci sarà", ha detto Salvini, ribadendo: "Conto che chi ha le responsabilità più grosse a livello mondiale non scateni altre guerre, perché pensando a un'invasione via terra dell'Iran rischiamo di tornare indietro di 40 anni. Speriamo che non ci si avvicini alla terza guerra mondiale. Bisogna stare estremamente attenti, è per questo che anziché attaccare il Santo Padre io sosterrei le sue parole".
Teheran: "Il bocco navale Usa è un atto di pirateria"
Il blocco navale statunitense nel Golfo Persico è "illegale" e costituisce un atto di "pirateria". Lo ha affermato l'esercito iraniano il quale avverte che nessun porto del Golfo sarà al sicuro se il proprio verrà minacciato.

©Ansa
Media: "5 morti in sud Libano, Idf usa anche proiettili al fosforo"
Le forze israeliane hanno lanciato attacchi aerei, bombardamenti di artiglieria e proiettili al fosforo nel Libano meridionale. Lo scrive Al-Jazeera citando l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese (Nna), che ha riferito che cinque persone sono state uccise nelle città di Bazouriyeh, Nabatiyeh El Faouqa, Sir El Gharbiyeh e Choukine. Secondo la Nna, si sono verificati ulteriori attacchi anche contro la città di Bint Jbeil, già sotto attacco continuo, e contro le città di Majdal Zoun e Bayt al-Sayyad nel distretto di Tiro. L'agenzia ha inoltre segnalato intensi bombardamenti di artiglieria sulle città di Al-Haniyah, Al-Qalilah, Al-Mansouri e Beit Al-Sayyad, e contro Zibqin, nel distretto di Tiro, colpita da bombardamenti di artiglieria e bombe al fosforo. Aerei da guerra hanno anche attaccato la città di Siddiqin, nello stesso distretto.
Borsa, effetto Iran sui listini: future Europa e Usa in rosso
Si amplia il calo dei contratti future sui listini europei e americano all'indomani del fallimento dei colloqui di pace tra usa e Iran in Pakistan. I contratti sul listino di Francoforte cedono l'1,45% e quelli su Piazza Affari lo 0,98%, mentre oltreoceano i contratti sul Nasdaq lasciano sul campo lo 0,7% e quelli sul Dow Jones lo 0,55%.
Media: "Greggio da Arabia Saudita a Cina dimezzato a maggio"
Le vendite di petrolio greggio dell'Arabia Saudita alla Cina si dimezzeranno a maggio a causa delle interruzioni dei flussi e dell'aumento dei prezzi provocati dalla guerra in Medio Oriente. Lo riporta Iran International citando operatori del settore sentiti da Bloomberg. Il più grande esportatore di petrolio al mondo dovrebbe spedire circa 20 milioni di barili ai suoi clienti in Cina il mese prossimo, a fronte dei circa 40 milioni di barili previsti per il carico ad aprile. Gli operatori hanno affermato che i volumi inferiori riflettono le perturbazioni del mercato legate al conflitto regionale, che ha influenzato le rotte di approvvigionamento e fatto aumentare i prezzi del greggio.
Il comandante della marina di Teheran: "Minacce di blocco ridicole"
Il comandante della marina iraniana Shahram Irani ha liquidato - definendola 'ridicola' - la minaccia di Donald Trump di bloccare le navi in entrata o in uscita dai porti iraniani a partire dalle 10 di Washington oggi, secondo quanto riportato dall'emittente statale iraniana Press TV. Shahram Irani ha assicurato che la marina sta "tracciando e monitorando tutti i movimenti delle forze armate dell'aggressore statunitense nella regione".
"Le minacce del presidente degli Stati Uniti, a seguito dell'umiliante sconfitta del suo esercito nella terza guerra imposta, sono davvero ridicole e risibili", ha aggiunto. A riferirne è SkyNews.
Iran, media: "Trump valuta nuova ondata di attacchi mirati"
La Casa Bianca sta valutando la possibilità di riprendere attacchi militari limitati contro l'Iran, oltre al blocco dello Stretto di Hormuz, come strategia per uscire dallo stallo nei colloqui di pace. Lo riporta il Wall Street Journal che cita fonti secondo cui una vera e propria campagna di bombardamenti resta l'opzione meno probabile. Trump potrebbe esercitare ulteriori pressioni sugli alleati affinchè si assumano la responsabilità di una futura missione di scorta militare prolungata attraverso lo Stretto. Dopo il fallimento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran in Pakistan, Trump ha trascorso gran parte della domenica nel suo resort a Doral, un sobborgo di Miami, intervenendo telefonicamente a una trasmissione di Fox News, giocando a golf e parlando con i suoi consiglieri. Secondo quanto riferito dai suoi collaboratori, Trump rimane aperto a una soluzione diplomatica, pur avendo promesso il blocco navale e minacciato nuovamente di colpire le infrastrutture iraniane. "Non vorrei farlo, ma si tratta delle loro risorse idriche, dei loro impianti di desalinizzazione, delle loro centrali elettriche, che sono molto facili da colpire", ha dichiarato a Fox News. Una portavoce della Casa Bianca si è rifiutata di commentare le opzioni specifiche di Trump. "Il Presidente ha già ordinato il blocco navale dello Stretto di Hormuz, ponendo fine al ricatto iraniano, e saggiamente tiene aperte tutte le altre opzioni", ha affermato la portavoce della Casa Bianca Olivia Wales, "Chiunque affermi al Wall Street Journal di sapere cosa farà il Presidente Trump sta semplicemente speculando".
Iran, Ong: "1.639 esecuzioni nel 2025, il 68% in più rispetto al 2024"
Le autorità iraniane hanno giustiziato almeno 1.639 persone nel 2025, un numero mai registrato dal 1989. A riferirne sono state oggi due ONG: il numero delle esecuzioni è aumentato del 68% rispetto al 2024 e include 48 donne impiccate, secondo quanto riportato nel rapporto annuale congiunto dell'organizzazione norvegese Iran Human Rights (IHR) e dell'organizzazione parigina Ensemble contre la peine de mort (ECPM).
Se la Repubblica islamica "sopravviverà alla crisi attuale, esiste un serio rischio che le esecuzioni vengano utilizzate in modo ancora più massiccio come strumento di oppressione e repressione", avverte il rapporto.
Aragchi: "Eravamo a un passo dall'accordo"
Teheran era arrivata ad un passo dall'accordo con Washington durante i colloqui del fine settimana con gli Stati Uniti a Islamabad. A scriverlo, su X, è stato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. "L'Iran ha collaborato con gli Stati Uniti in buona fede per porre fine alla guerra", ha scritto.
Ma quando (eravamo) "a un passo" da un accordo a Islamabad, "abbiamo trovato massimalismo, cambiamenti di obiettivi e chiusura", ha aggiunto. "La buona volontà genera buona volontà. L'inimicizia genera inimicizia".
Ghalibaf: "Presto gli Usa rimpiangeranno i 4-5 dollari a gallone"
"Godetevi gli attuali prezzi alla pompa. Con il cosiddetto 'blocco', presto rimpiangerete i 4-5 dollari al gallone". Lo ha scritto su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf reagendo all'ordine del presidente statunitense Donald Trump di imporre un blocco navale nello Stretto di Hormuz, dopo il fallimento dei colloqui per il cessate il fuoco con l'Iran a Islamabad. Il presidente del parlamento iraniano ha dunque avvertito che la mossa potrebbe avere ripercussioni negative sui consumatori americani, con un conseguente aumento dei prezzi del carburante. Nel suo messaggio, Ghalibaf ha pubblicato inoltre un grafico dei prezzi del carburante vicino alla Casa Bianca e ha postato una formula criptica, "ΔO_BSOH>0 ⇒ f(f(O))>f(O)", che potrebbe essere interpretata come un avvertimento tecnico sugli shock cumulativi sui mercati petroliferi.
Blocco dei porti in Iran, l'annuncio di Donald Trump

Iran, Trump: "Gli Usa bloccheranno i porti del paese oggi alle 10"
"Gli Stati Uniti bloccheranno le navi in entrata o uscita dai porti iraniani il 13 aprile alle 10 del mattino" ora di Washington, le 16 in Italia. Con queste parole il presidente americano Donald Trump ha comunicato sul suo social Truth l'avvio del blocco navale in Iran preannunciato ieri.
Libano, mezzi Unifil speronati da un tank israeliano. VIDEO
Trump contro il Papa: "E' debole, se non fossi alla Casa Bianca non sarebbe al Vaticano"
Donald Trump attacca frontalmente il Papa. Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato ai giornalisti di "non essere un grande fan" di Papa Leone XIV, dopo l'appello di quest'ultimo in favore della pace. "Non sono un grande fan di Papa Leone. È una persona molto liberale ed è un uomo che non crede nella lotta alla criminalità", ha detto Trump ai giornalisti alla Joint Base Andrews nel Maryland. Per poi accusare il Pontefice di "giocare con un paese che vuole un'arma nucleare".
Ma l'attacco del presidente arriva anche sul suo social, Truth. "Non voglio un Papa che pensi che sia giusto che l'Iran possieda un'arma nucleare". "Papa Leone è debole sulla criminalità e pessimo per la politica estera". "Leone dovrebbe essere grato perché, come tutti sanno, è stato una sorpresa scioccante. Non era in nessuna lista per essere Papa, ed è stato messo lì dalla Chiesa solo perché era americano, e pensavano che fosse il modo migliore per affrontare il presidente Donald J. Trump. Se non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano".
Cosa c'è dietro la decisione di Netanyahu di trattare con il Libano
Le pressioni di Trump hanno portato Israele ad accettare di sedersi al tavolo. Ma le distanze tra le parti rimangono ancora ampie e difficilmente colmabili.
Cosa c'è dietro la decisione di Netanyahu di trattare con il Libano
Vai al contenutoTrump: "Gli aviatori salvati da F-15 abbattuto stanno bene"
I due aviatori statunitensi salvati dopo l'abbattimento dell'F-15 in Iran, "stanno molto bene" e che gli Stati Uniti sono "molto orgogliosi di loro". Lo ha detto Donald Trump parlando ai giornalisti alla Joint Base Andrews in Maryland, dopo il suo ritorno dalla Florida. I due militari sono stati recuperati dopo che il loro F-15E. Strike Eagle era stato abbattuto il 3 aprile. Il pilota era stato ritrovato rapidamente, mentre l'altro membro dell'equipaggio era stato salvato dopo aver trascorso più di un giorno nascosto in Iran.
Trump: "Altri Paesi coinvolti per non fare vendere petrolio all'Iran"
Donald Trump ha detto che "altre nazioni stanno lavorando affinché l'Iran non possa vendere petrolio" parlando con i giornalisti al suo arrivo a Washington. Il presidente americano non ha precisato quali Paesi siano coinvolti e in che modo.
Trump: "Il cessate il fuoco con l'Iran regge, da lunedì blocco dei porti"
Il cessate il fuoco in Iran "sta reggendo bene". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti al suo rientro a Washington. Il presidente ha confermato quanto annunciato dal Comando centrale americano che il blocco navale nei porti iranian entrerà in vigore lunedì alle 10:00, le 16 in Italia, e che "ci sono molte navi dirette verso il nostro Paese per fare rifornimento di petrolio".
Trump: "Non mi importa se l'Iran torna al tavolo dei negoziati"
"Non mi importa se l'Iran torna al tavolo dei negoziati". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti al suo rientro a Washington da Mar-a- Lago dopo il fallimento dei negoziati in Pakistan.
Araghchi: "Erravamo a un passo dall'accordo, fermato dal massimalismo Usa"
"In intensi colloqui al più alto livello degli ultimi 47 anni, l'Iran si è impegnato in buona fede con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra. Ma a un passo dal 'Memorandum d'intesa di Islamabad', ci siamo imbattuti nel massimalismo, nel continuo cambiamento delle carte in tavola e nel blocco. Nessun insegnamento tratto". Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. "La buona volontà genera buona volontà. L'inimicizia genera inimicizia", ha concluso.
Media: "Paesi regione, nuovo round di negoziati tra Usa e Iran possibile tra pochi giorni"
I Paesi della regione sono impegnati in una corsa per riportare Stati Uniti e Iran al tavolo dei negoziati. Lo riferiscono al Wall Street Journal funzionari locali secondo i quali nonostante le dichiarazioni di sfida provenienti da da Washington e Teheran la porta alla diplomazia rimane aperta e un secondo ciclo di colloqui potrebbe tenersi nel giro di pochi giorni. I Paesi della regione sono inoltre in consultazione con gli Stati Uniti per ottenere un'estensione del fragile cessate il fuoco di due settimane.