Guerra Iran, allarme inquinamento: in due settimane emissioni CO2 come un milione di auto
AmbienteIntroduzione
Il conflitto che infiamma il Medio Oriente ha un risvolto anche ambientale. Come riporta un’analisi condotta da alcuni ricercatori della Queen Mary University di Londra, della Lancaster University e del Climate and Community Institute, nelle prime due settimane di conflitto tra Israele, Stati Uniti e Iran sono stati generati oltre 5 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente (CO2): è più di quanto ne produce l’Islanda in un anno. Ecco quali sarebbero gli effetti se le armi non tacessero
Quello che devi sapere
Come un milione di auto
Secondo i ricercatori britannici, l’inquinamento prodotto nel Golfo Persico ha portato finora oltre 1,3 miliardi di dollari di danni climatici. Dal 28 febbraio, quando le prime bombe sono piovute su Teheran e altre città dell’Iran, al 14 marzo scorso, l’area è stata investita da emissioni dirette e indirette di CO2 equivalenti a un milione di auto a benzina in circolazione.
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Le cause delle emissioni
A innescare l’inquinamento eccezionale sono soprattutto le operazioni militari che hanno preso di mira le infrastrutture energetiche, dagli impianti petroliferi ai depositi di carburante. Nel conto vanno poi aggiunte le migliaia di navi petroliere e gassiere che si muovono intorno allo stretto di Hormuz senza però attraversarlo a causa del blocco iraniano.
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Come è stata condotta l’analisi
L’analisi segue la medesima metodologia applicata per calcolare i danni ambientali causati dalle guerre a Gaza (2023-2025) e in Ucraina, dal 2022. Come riportato dal quotidiano The Guardian, il conflitto tra Israele e Hamas esploso dopo gli attacchi del 7 ottobre ha rilasciato nell’atmosfera una ingente quantità di carbonio che potrebbe essere assorbita idealmente da una foresta grande 32 milioni di acri, 22 volte l’estensione della Foresta Nera in Germania.
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Scenario attuale peggiore della guerra di Gaza
I ricercatori lanciano inoltre l’allarme sullo scenario di una guerra prolungata. Nei due anni di conflitto a Gaza è stata prodotta una quota di anidride carbonica equivalente pari a 7,6 milioni di macchine a benzina, cifra che corrisponde a tutti i veicoli che circolano in Lombardia. Ipotizzando un anno di conflitto in Iran, l’impatto ambientale risulterebbe quadruplicato rispetto alla guerra israelo-palestinese.
La stima ad un anno
Ipotizzando una conclusione del conflitto in Medio Oriente a marzo 2027, il Climate and Community Institute stima un inquinamento di 131 milioni di tonnellate di CO2, come l'ammontare prodotto in un anno dal Kuwait o da un’economia simile ad alta intensità di combustibili fossili. Al medesimo risultato si giungerebbe se venissero sommati 84 Paesi con emissioni più basse.
L'entrata in guerra di nuovi attori
La stima prende in considerazione un prolungamento del conflitto con i principali attori attualmente in campo. Lo scenario è destinato a peggiorare ulteriormente se alle ostilità si unissero altri Paesi o se venissero impiegati nuovi arsenali.
Il costo della ricostruzione
L’impatto sull’ambiente non si limita però solo alla guerra. Secondo i ricercatori va messo in conto anche un costo in termini di inquinamento atmosferico nella fase della ricostruzione. Per il rilancio della Striscia di Gaza, ridotta in macerie, oppure del Libano post-bombardamenti israeliani, sarebbero infatti necessarie emissioni di CO2 24 volte superiori rispetto a quelle generate dalla guerra.
Allarme pioggia acida
I primi effetti sull’ambiente si sono visti già l’8 marzo scorso quando dopo gli attacchi di Israele e Stati Uniti su alcune raffinerie di petrolio a Teheran, la Mezzaluna Rossa ha diramato un’allerta sanitaria per l’impennata dei livelli di inquinamento nell'area intorno alla capitale.
Nube nera su Teheran
A seguito dell’esplosione di alcuni siti per la produzione di petrolio e la fuoriuscita di sostanze chimiche rilasciate dai serbatoi di carburante, sin dalle prime ore una massiccia nube di fumo si era levata su Teheran oscurandone il cielo. Poche ora dopo una debole precipitazione ha prodotto una pioggia, di colore scuro, caduta soprattutto sulla parte nord-occidentale della città.
Gli effetti sull’ecosistema
Il danno ambientale delle piogge acide è responsabile di un incremento della tossicità nei cibi da coltivazione che se assunti causano danni alla salute, dalle patologie circolatorie a problemi respiratori e tumori ai polmoni o alla pelle. A patire gli effetti del fenomeno è però tutto l’ecosistema con una drastica riduzione della fauna acquatica e una diminuita capacità riproduttiva delle piante.
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