Super El Niño in arrivo, rischio caldo record ed eventi estremi. Cosa potrebbe succedere
AmbienteIntroduzione
I prossimi mesi rischiano di essere più caldi che mai. La causa è il ritorno di El Niño, fenomeno climatico che porterà un surriscaldamento anomalo delle acque dell’Oceano Pacifico, specie nella zona equatoriale centro-orientale. La forza con cui potrebbe manifestarsi ha già portato i meteorologi a ribattezzarlo “Super El Niño”, prevedendo un nuovo record di temperature ed eventi climatici estremi, tra siccità e piogge intense.
Quello che devi sapere
El Niño
Il Super El Niño previsto dagli esperti dovrebbe portare le temperature dell’Oceano a superare di anche 2°C la loro media storica. Le analisi relative alle acque oceaniche girano essenzialmente intorno a tre situazioni possibili. Il primo stato, quello della fase calda, è appunto El Niño, che prende forma quando i venti alisei vanno a indebolirsi improvvisamente, spingendo l'acqua calda di Asia e Australia verso le coste dell’Ecuador e del Perù, spiegano i metereologici de iLMeteo.it. Quello che succede dopo è un grande rilascio di vapore e calore nell’atmosfera, capace di dispiegare i suoi effetti in tutto il mondo: le temperature si alzano, gli eventi estremi aumentano.
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La Niña
Dalla parte opposta c’è la fase fredda, cioè La Niña: in questo caso i venti alisei soffiano con più forza del solito, facendo immagazzinare ancora più acqua calda verso l'Asia, mentre invece verso il Sud America si segnalano temperature gelide. Il terzo stato è quello di equilibrio, quando non l’acqua non è né troppo fredda né troppo calda. I tre stati insieme formano quello che tecnicamente si chiama ENSO, Oscillazione Meridionale di El Niño.
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Temperature in aumento di circa 2°C
Di norma, El Niño si verifica in un periodo di tempo che va dai due ai sette anni. Per essere classificato come tale, un fenomeno atmosferico deve portare con sé un innalzamento delle temperature di almeno 0,5°C. Le previsioni per quello in arrivo parlano però di 1,5-2°C, ed è per questo che siamo davanti a un Super El Niño. Solo una volta, dal 1950 a oggi, si sono toccati +2,5°C.
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Le previsioni per l'arrivo dell'ondata di caldo record
Non c’è ancora certezza sul futuro, anche perché le variabili quando si parla di clima sono molte e spesso imprevedibili, ma tutto sembra puntare sul fatto che il Super El Niño arriverà. Gli ultimi dati del Climate Prediction Center americano, aggiornati al 6 aprile, come citati dal Guardian, indicano una probabilità del 62% che El Niño inizi a svilupparsi già quest’estate, per protrarsi almeno fino alle fine del 2026. Lo stesso mostrano le previsioni del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine.
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Cosa succede quando arriva El Niño
In passato, guardando ad esempio al 2015, in concomitanza di El Niño si sono registrati eventi come una fortissima siccità soprattutto in Etiopia (ma anche in Australia, India e in alcuni territori della regione amazzonica), una stagione degli uragani più violenta del solito nella zona del Pacifico centrosettentrionale e piogge particolarmente intense negli Stati Uniti.
El Niño e l’Europa
L’Europa è più protetta da El Niño rispetto ad altre zone del mondo, complice anche la presenza dell'Oceano Atlantico. Questo non vuol dire però che non ci potrebbero essere effetti anche sul Vecchio Continente, perché le acque del Pacifico surriscaldandosi troppo vanno poi a influire su tutte le correnti.
El Niño avrà effetti sull’Italia?
Anche l’Italia quindi dovrà fare i conti con mesi caldissimi: iLMeteo.it parla di un’estate “caratterizzata da ondate di calore intense, prolungate e anomale, con temperature diurne ben oltre le medie storiche, notti "tropicali" (dove i termometri faticano a scendere sotto i 25°C) e un grave stress idrico che colpisce fiumi, laghi e riserve agricole”. Guardando poi oltre i mesi estivi, troveremo il Mar Mediterraneo che avrà immagazzinato “una quantità di calore fuori norma, trasformandosi in un vero e proprio serbatoio di energia potenziale per il successivo autunno”. Al contempo si abbasserà la rotta dei cicloni atlantici, con perturbazioni sempre più frequenti sullo Stivale.
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