Guerra Iran Usa, Trump: gestione pessima a Hormuz. Idf: "In Libano siamo in guerra". LIVE
Il presidente Usa tuona: "L'Iran sta gestendo in modo pessimo il transito del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Questo non è l'accordo che abbiamo preso". Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane Eyal Zamir ha affermato che le forze israeliane continuano le loro operazioni di combattimento nel Libano meridionale e che "non sono in un cessate il fuoco" con Hezbollah ma "in stato di guerra"
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Il presidente americano tuona: "L'Iran sta gestendo in modo pessimo il transito del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Questo non è l'accordo che abbiamo".
L'Iran consentirà il passaggio di non più di 15 navi al giorno. Gli Usa chiedono ad Israele una de-escalation in Libano e il premier Netanyahu apre a negoziati con Beirut ma promette: 'Nessuna tregua con Hezbollah'.
A condannare i raid israeliani le cancellerie europee ma anche Mosca, Ankara e il Pakistan, che nel weekend ospita i colloqui tra la delegazione di Teheran e quella di Washington guidata da Vance.
I media israeliani riferiscono che il capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf) si trova nel Libano meridionale, definito "il settore di combattimento principale". Sul posto, il tenente generale Eyal Zamir ha già parlato con i comandanti alla periferia di Bint Jbeil, nel Libano meridionale. "Le Idf sono in stato di guerra. Non siamo in cessate il fuoco, continuiamo a combattere qui in questo settore", ha detto.
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Libano, Unicef: "600 bambini morti e feriti da inizio guerra"
Quasi 600 bambini sono stati uccisi o feriti in Libano dallo scoppio dell'ultima guerra tra Israele e Hezbollah, il 2 marzo. Lo riporta l'Unicef spiegando che nei soli raid israeliani condotti mercoledì più di 30 bambini sono stati uccisi e quasi 150 sono rimasti feriti.
In una nota, l'Unicef ha affermato che sta ricevendo segnalazioni di bambini estratti dalle macerie, mentre altri risultano dispersi e separati dalle loro famiglie. Molti stanno vivendo un trauma, avendo perso i propri cari, le proprie case e qualsiasi senso di sicurezza, prosegue l'Unicef. In tutto il Libano oltre un milione di persone sono state sfollate, tra cui circa 390mila bambini, molti per la seconda, terza o addirittura quarta volta. ''Il diritto internazionale umanitario è chiaro: i civili, compresi i bambini, devono essere protetti in ogni momento'', sottolinea l'Unicef.
Da Suez a Hormuz, l’importanza globale degli stretti
Secondo il quotidiano statunitense The New York Times il cessate il fuoco di due settimane siglato il 7 aprile tra Stati Uniti e Iran rappresenta un “colpo” alla credibilità di Washington. Ad oggi infatti Teheran sembra mantenere il controllo sullo stretto di Hormuz, strategico per i traffici commerciali globali, mentre lo smantellamento dell’arsenale nucleare e del programma missilistico iraniano restano temi “irrisolti”.
Il quotidiano ha raccolto l’opinione di diversi esperti in relazioni internazionali sulla percezione di "sconfitta" americana nel conflitto aperto il 28 febbraio scorso e se ci siano analogie con quella del Regno Unito nel 1956, quando il fallito tentativo di forzare l'apertura del Canale di Suez contribuì ad accrescere la percezione secondo cui Londra stesse perdendo il ruolo di potenza globale.
Da Suez a Hormuz, l’importanza globale degli stretti
Vai al contenutoMedia, missile dal Libano causa black out nel nord di Israele
Un missile lanciato dal Libano ha colpito una linea elettrica a Metula, nel nord di Israele, causando un'interruzione di corrente, ha dichiarato un funzionario locale. L'esercito israeliano ha affermato che 25 razzi sono stati lanciati dal Libano verso il nord di Israele dalla mezzanotte. Lo riporta Haaretz.
Tajani: "Il governo in prima linea per la de-escalation in Medio Oriente"
"Il quadro internazionale è particolarmente complesso. Le guerre in Medio Oriente e in Ucraina, le tensioni commerciali e gli shock economico-finanziari che ne stanno derivando, sono una sfida molto gravosa per il Paese, per le famiglie e le imprese. La nostra priorità è sostenere le famiglie e le imprese esposte al rincaro del prezzo dell'energia". Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un messaggio inviato all'evento "Le Competenze come motore di innovazione e identità" promosso dalla Made in Italy Community fondata da Roberto Santori. Tajani sottolinea che "il governo è in prima linea nell'impegno internazionale per favorire la de-escalation e ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz".

©Ansa
Libano, Idf: "Colpiremo le ambulanze, sono usate da Hezbollah"
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno minacciato di prendere di mira le ambulanze in Libano, sostenendo che sono ''ampiamente utilizzate'' da Hezbollah ''per scopi militari''. Con un post su 'X', il portavoce in lingua araba delle Idf, Avichay Adraee, ha dichiarato che Israele agirà in conformità con il diritto internazionale contro qualsiasi attività militare condotta da Hezbollah, compreso l'utilizzo di strutture mediche e ambulanze. Le Idrf non hanno fornito prove della loro tesi.
Preoccupazione di Barrot e dell'omologo pachistano per il Libano
Il ministro degli Esteri pachistano, Mohammad Ishaq Dar, e il capo della diplomazia francese, Jean-Noël Barrot, "hanno espresso preoccupazione per le gravi violazioni del cessate il fuoco in Libano e hanno sottolineato l'importanza dell'attuazione completa e del rispetto del cessate il fuoco" nel corso di un colloquio telefonico. Ad annunciarlo è stato il ministero degli Esteri pachistano su X.
Barrot, si legge nel post, "si è congratulato con il Pakistan per il ruolo avuto nel raggiungimento dell'accordo iniziale di cessate il fuoco e ha espresso il suo sostegno agli sforzi continui del Pakistan in favore di un percorso diplomatico verso una pace e una stabilità durature nella regione".
Teheran: "Non partecipiamo a negoziati se continuano raid in Libano"
L'Iran non parteciperà ai negoziati in Pakistan senza che venga rispettato un cessate il fuoco "su tutti i fronti", compreso il Libano. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran Esmaeil Baghaei ponendo una condizione per i colloqui con gli Stati Uniti a Islamabad per la pace in Medio Oriente. "Il governo pakistano ha invitato entrambe le parti a recarsi a Islamabad per tenere questi colloqui, che sono attualmente in fase di revisione e pianificazione", ha dichiarato Baghaei, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale Tasnim.
"Tuttavia, lo svolgimento di questi colloqui è indubbiamente subordinato all'ottenimento di garanzie che gli Stati Uniti rispetteranno i propri obblighi di cessate il fuoco su tutti i fronti". ha aggiunto. "Gli Stati Uniti sono impegnati a porre fine alla guerra su tutti i fronti, compreso quello in Libano, e qualsiasi azione o posizione contraria a questo impegno costituirebbe una violazione degli impegni assunti dagli Stati Uniti", ha sottolineato.
Madrid esorta l'Iran a partecipare "in buona fede" ai negoziati di pace
Il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, ha esortato Iran a partecipare "in buona fede" ai colloqui con gli Stati Uniti, domani in Pakistan, per porre fine al conflitto in Medio Oriente, dopo che il regime degli Ayatollah ha minacciato di disertarli, se non sarà incluso il Libano nell'accordo di cessate il fuoco. "Esorto Iran a partecipare, ma naturalmente il Libano deve essere incluso" nei negoziati, ha affermato Albares in dichiarazioni ai cronisti al suo arrivo oggi al Senato per riferire sulla guerra nella regione e sull'accordo su Gibilterra nella post-Brexit, come ha già fatto ieri al Congresso. Albares ha insistito sul fatto che Teheran debba prendere parte ai negoziati per ottenere che "il cessate il fuoco sia permanente". Ma ha segnalato che, nella fragile tregua di due settimane raggiunta mercoledì fra Stati Uniti e Iran, il fatto che Israele continui a bombardare il Libano significa che "non vuole dare neanche un secondo di speranza, non vuole dare una tregua né pace". Il capo della diplomazia spagnola ha inoltre escluso che la Nato possa partecipare a un'operazione militare per riaprire lo stretto di Ormuz, controllato dall'Iran, alla quale ha aperto ieri il segretario generale dell'Alleanza atlantica, Mark Rutte. "La Nato non ha alcuna partecipazione in questa guerra. Noi alleati non siamo stati né informati né consultati" da Rutte, ha rilevato Albares. "Il Medio Oriente non è nel raggio di azione della Nato e, pertanto, non solo noi, ma molti alleati si sono pronunciati nello stesso senso: la Nato non parteciperà a questa guerra", ha insistito il ministro spagnolo.
Trump: "Gestione pessima a Hormuz, non è questo l'accordo". VIDEO
Pezeshkian: "Apprezziamo le critiche della Turchia agli attacchi contro l'Iran"
"Apprezziamo l'atteggiamento della Turchia nel condannare i brutali attacchi contro l'Iran e, in particolare, la notevole solidarietà della nazione turca nei confronti dell'Iran". Lo ha affermato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, come riferisce l'agenzia turca Anadolu, mentre ieri sera aveva avuto un colloquio telefonico con Recep Tayyip Erdogan dove il leader turco aveva affermato che i colloqui in Pakistan tra Iran e Stati Uniti dovrebbero essere utilizzati per raggiungere una pace duratura. Dopo l'inizio della guerra di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica, Pezeshkian aveva già una volta espresso apprezzamento per delle dichiarazioni del presidente turco Recep Tayyip Erdogan critiche nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu. Il leader turco ha più volte contestato il governo di Israele durante la guerra e nello stesso tempo ha criticato anche gli attacchi di Teheran contro i Paesi del Golfo. Da quando è iniziato il conflitto, il ministero della Difesa turco ha dichiarato che quattro missili dall'Iran diretti verso lo spazio aereo turco sono stati intercettati dal sistema difensivo della Nato, mentre Teheran ha sempre negato di avere colpito la Turchia.
Tasnim: "Notizia dell'arrivo della delegazione iraniana a Islamabad è falsa"
"Le notizie diffuse da alcuni media secondo cui la squadra negoziale iraniana sarebbe arrivata a Islamabad, in Pakistan, per trattare con gli americani, sono completamente false". Lo ha dichiarato una fonte informata all'agenzia iraniana Tasnim. La fonte ha al contempo sottolineato che, finché gli Stati Uniti non rispetteranno l'impegno preso per il cessate il fuoco in Libano e il regime sionista continuerà i suoi attacchi, i negoziati rimarranno sospesi.
In precedenza, il Wall Street Journal aveva riferito che la delegazione iraniana era arrivata nella capitale pakistana e che era formata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi.
Ue: "Bene la tregua, ora strategia per la pace in tutto il Medio Oriente"
L'Ue "accoglie con favore" il cessate il fuoco tra Stati Uniti ed Iran, chiede "l'immediata cessazione delle ostilità in Libano" e invita a "elaborare una strategia globale per una pace duratura in tutto il Medio Oriente". E' quanto afferma una dichiarazione dell'Alta rappresentante per la politica estera Kaja Kallas a nome dei 27, in cui si invita anche a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz "in conformità con il diritto internazionale". "L'Unione europea accoglie con favore il cessate il fuoco concordato dagli Stati Uniti e dall'Iran - afferma la dichiarazione dell'Alta rappresentante -. Esprimiamo apprezzamento per il Pakistan e per gli altri partner regionali per la loro mediazione, che ha contribuito a questo esito positivo. Invitiamo tutte le parti coinvolte a rispettare pienamente il cessate il fuoco in tutta la regione, a cessare tutte le operazioni militari e a garantire pienamente la libertà di navigazione nonché il passaggio libero e sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz, in conformità con il diritto internazionale, come riflesso nella Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare". "Chiediamo inoltre - prosegue - un'immediata cessazione delle ostilità in Libano, che stanno avendo un pesante impatto sulla popolazione civile. Tutte le parti devono rispettare il diritto internazionale umanitario e proteggere i civili e le infrastrutture civili, i peacekeeper delle Nazioni Unite e il personale umanitario. La diplomazia è fondamentale per risolvere tutte le questioni ancora in sospeso. Le parti dovrebbero continuare a impegnarsi in buona fede negli sforzi per raggiungere un accordo sostenibile su tutte le aree di preoccupazione".
"È ora il momento di elaborare una strategia globale per una pace duratura in tutto il Medio Oriente - conclude -. L'Unione europea contribuirà a tutti gli sforzi diplomatici in questo ambito, tenendo conto dell'insieme dei propri interessi e delle proprie preoccupazioni, in coordinamento con i partner".
Iran, media: "Delegazione iraniana arrivata in Pakistan"
La delegazione iraniana è arrivata a Islamabad in vista dei negoziati per il cessate il fuoco con gli Stati Uniti, che dovrebbero iniziare domani. Lo riferisce il Wall Street Journal, secondo cui la rappresentanza è guidata dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. La delegazione di Washington sarà guidata dal vicepresidente JD Vance.
Trump: "Pedaggi a petroliere per attraversare lo Stretto di Hormuz? Farebbero meglio a non farlo"
Donald Trump ha messo in guardia l'Iran dall'imporre pedaggi alle navi che desiderano attraversare lo Stretto di Hormuz. Come riferisce l'Afp, il presidente statunitense ha dichiarato in un messaggio sulla sua piattaforma Truth Social di aver ricevuto "segnalazioni secondo cui l'Iran starebbe imponendo pedaggi alle petroliere che attraversano lo Stretto di Hormuz. Farebbero meglio a non farlo e se lo stanno facendo farebbero meglio a smettere subito!", ha aggiunto Trump nel secondo giorno del fragile cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.
Esercito Australia: "Siamo in grado di schierare una nave a Hormuz"
L'Australia è pienamente in grado di dispiegare una nave militare nello stretto di Hormuz per assicurare il passaggio sicuro di spedizioni vitali di carburanti e di fertilizzanti. Lo assicura il comandante delle forze di difesa australiane, ammiraglio capo Davis Johnston. Il governo potrebbe "assolutamente dispiegare" una nave nella regione se fosse considerata una priorità.
"Non ho alcuna esitazione nella nostra capacità di operare con un ruolo nello stretto di Hormuz, ma una questione altrettanto importante è: quali sono le nostre priorità? Siamo consapevoli che gli Stati Uniti hanno dispegato una capacità militare enorme nel Golfo e nella regione. Questo è un momento importante per essere presenti nell'Indo-Pacifico per mantenere al sicuro il contesto regionale, ma la questione importante è: quali sono le nostre priorità?" ha aggiunto il comandante. "Questo è per noi un periodo importante per essere presenti nell'Indo-Pacifico per la sicurezza regionale". Il governo di Canberra non ha reso noto se ha ricevuto da Washington richieste dirette di supporto nello stretto, mentre la guerra entra in un tenue cessate il fuoco di due settimane. Prima che iniziasse il cessate il fuoco, il presidente Trump ha detto di sentirsi tradito da alleati degli Stati Uniti, inclusa l'Australia, che hanno mancato di assistere nella guerra.
Mentre il governo australiano non ha impegnato navi della marina nella regione, il primo ministro Anthony Albanese ha comunicato che il National Security Committee ha prolungato il dispiegamento di aerei di sorveglianza E-7A Wedgetail.
Perché Netanyahu si oppone con tanta forza al cessate il fuoco?
Israele continua ad attaccare il Libano facendo schricchiolare così gli accordi tra Usa e Iran. Analizziamo le ragioni per le quali il premier israeliano sembra intenzionato a far saltare i negoziati.
Perché Netanyahu si oppone con tanta forza al cessate il fuoco?
Vai al contenutoLibano, il capo dell'Idf: "Hezbollah in profondo stato di choc"
Il capo di stato maggiore dell'Idf, il tenente generale Eyal Zamir, ha affermato che Hezbollah è "in profondo stato di shock" e si è disperso dalle sue solite roccaforti nel quartiere di Dahiyeh, nella periferia sud di Beirut. La sua affermazione è giunta durante una visita a Bint Jbeil, nel Libano meridionale, dove l'Idf sta combattendo contro Hezbollah, il gruppo sciita libanese alleato di Teheran. Il tenente generale Zamir ha sottolineato che Hezbollah sta subendo pressioni su più fronti e ha sostenuto che è "isolato" a causa della riduzione del sostegno esterno. Le Forze di difesa israeliane hanno confermato che operazioni sono in corso nel Libano meridionale, con attacchi aerei e attività di terra volte a eliminare le minacce alle comunità israeliane di confine. Il capo di stato maggiore ha inoltre affermato che le forze israeliane hanno colpito obiettivi a Beirut e nella valle della Bekaa, nel Libano orientale. Ha sottolineato, infine, che l'obiettivo dell'esercito è quello di mantenere una zona cuscinetto tra Hezbollah e le comunità israeliane vicino al confine.
Iran, capo dell'Idf: "Possiamo tornare a combattere con grande forza"
"In Iran vige un cessate il fuoco, ma possiamo tornare a combattere in qualsiasi momento e con grande forza": lo ha affermato il capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, in un video diffuso stamattina dall'esercito israeliano. Le dichiarazioni di Zamir in merito al conflitto con l'Iran sono state pronunciate durante una sua visita a Bint Jbeil, nel Libano meridionale, dove l'Idf sta combattendo contro Hezbollah, il gruppo sciita libanese alleato di Teheran.
Libano, capo dell'Idf nel sud: "Qui per combattere, no alla tregua"
I media israeliani riferiscono che il capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf) si trova nel Libano meridionale, definito "il settore di combattimento principale". Sul posto, il tenente generale Eyal Zamir ha gia' parlato con i comandanti alla periferia di Bint Jbeil, nel Libano meridionale. "Le Idf sono in stato di guerra. Non siamo in cessate il fuoco, continuiamo a combattere qui in questo settore, questo è il nostro settore di combattimento principale", ha dichiarato Zamir. Il capo di stato maggiore dell'Idf ha affermato che "siamo ovunque. Così come siamo a Gaza, così come siamo in Siria, siamo anche qui in Libano".
Morto ex ministro degli Esteri dell'Iran, fu ferito dai raid del 1 aprile
L'ex ministro degli Esteri iraniano Kamal Kharazi è morto ieri a causa delle ferite riportate negli attacchi missilistici statunitensi-israeliani del 1° aprile, secondo quanto riportato dai media iraniani e israeliani. Kharazi, 81 anni, era a capo del Consiglio Strategico per le Relazioni Internazionali, parte del Ministero degli Esteri. Il diplomatico di lungo corso, "rimasto ferito in un attacco terroristico perpetrato dal nemico americano-sionista pochi giorni fa, è morto da martire questa sera", riportano le agenzie Mehr e Isna su Telegram, riprese anche dal Times of Israel. Sua moglie è rimasta uccisa nell'attacco alla loro casa a Teheran, secondo quanto riportato dai media all'epoca. Kharazi è stato inviato iraniano alle Nazioni Unite a New York e successivamente ministro degli Esteri dal 1997 al 2005, sotto la presidenza riformista di Mohammad Khatami.
Comando navale dei Pasdaran: "Nuova fase della gestione di Hormuz"
Il Comando Navale delle Guardie Rivoluzionarie ha annunciato che la gestione dello Stretto di Hormuz è entrata in una nuova fase. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Tasnim, citando un comunicato pubblicato dal Comando Navale delle Guardie Rivoluzionarie: "In questi due giorni di silenzio militare, nemici e amici hanno compreso che la gestione dello Stretto di Hormuz è entrata in una nuova fase. Se Dio vuole, ringraziamo Dio", recita la nota ufficiale.

Kuwait: "Attaccati con droni nonostante il cessate il fuoco"
Il Kuwait accusa l'Iran e i suoi alleati di aver lanciato attacchi con droni durante la notte, nonostante il cessate il fuoco di due settimane. Lo ha comunicato ministero degli Esteri kuwaitiano, attraverso una nota diffusa dall'agenzia di stampa statale Kuna. Il ministero degli Esteri del Kuwait afferma che gli attacchi con i droni "hanno preso di mira alcune infrastrutture kuwaitiane vitali giovedì sera".
Nel frattempo, l'agenzia di stampa statale saudita, la Saudi Press Agency, citando un funzionario anonimo, ha confermato un recente attacco che ha danneggiato il suo cruciale oleodotto Est-Ovest. Tale oleodotto trasporta il petrolio fino al Mar Rosso, evitando lo Stretto di Hormuz, che l'Iran continua a controllare nonostante la tregua nei combattimenti.
Libano, Idf: "Colpiti 10 lanciamissili usati per sparare contro Israele"
Le Forze di Difesa Israeliane hanno colpito nella notte dieci lanciamissili in Libano, dai quali Hezbollah aveva sparato contro Israele. Lo ha riferito il portavoce delle Idf.
Iran, il ministro pakistano cancella post in cui definiva Israele "maledizione per l'umanità"
Il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif ha cancellato un post su X in cui definiva Israele "una maledizione per l'umanità". Il post pubblicato ieri ha scatenato proteste a Gerusalemme, che ha affermato che metteva in discussione la capacità del Pakistan di mediare tra Stati Uniti e Iran. Nel post, Asif aveva scritto che mentre "a Islamabad sono in corso colloqui di pace, in Libano si sta commettendo un genocidio. Cittadini innocenti vengono uccisi da Israele, prima a Gaza, poi in Iran e ora in Libano, e lo spargimento di sangue continua senza sosta. Spero e prego che coloro che hanno creato questo stato cancerogeno sulla terra palestinese per sbarazzarsi degli ebrei europei brucino all'inferno".
Islamabad si blinda in vista dei colloqui di pace, 10 mila agenti in campo
La capitale del Pakistan è stata posta in stato di massima allerta in vista degli importanti colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran, con le autorità che hanno schierato oltre 10.000 agenti delle forze dell'ordine e imposto severe restrizioni alla circolazione in tutta la città. È stato predisposto un piano di sicurezza a più livelli, supervisionato dall'esercito e supportato dai Pakistan Rangers, dalla polizia e dalle forze paramilitari, per proteggere le delegazioni in visita. Le misure prevedono l'impiego di circa 6.000 agenti della polizia di Islamabad, 3.000 agenti della polizia del Punjab e centinaia di agenti della polizia di frontiera, oltre a truppe dell'esercito e agenti della polizia stradale. Le autorità hanno sigillato tutte le vie di accesso alla 'zona rossa' di Islamabad, area ad alta sicurezza, e solo una è accessibile esclusivamente alle persone autorizzate. Sono stati predisposti percorsi speciali per i delegati in arrivo dall'aeroporto, con un protocollo 'libro blu' che garantisce rigide misure di protezione. Le truppe sono state dispiegate presso gli edifici chiave, con unità di pronto intervento dislocate in tutta la città e sulle colline di Margalla. Le restrizioni si estendono anche al traffico, con le principali arterie stradali chiuse o deviate durante gli spostamenti dei delegati. Le autorità hanno affermato che le misure mirano a garantire la massima sicurezza durante i colloqui di alto livello.
Iran: notizia arrivo delegazione Teheran a Islamabad è falsa
Teheran nega la notizia diffusa da alcuni media, tra cui il Wall Street Journal, secondo cui la delegazione iraniana sarebbe arrivata a Islamabad in vista dei negoziati con gli Stati Uniti. "La notizia diffusa da alcuni media secondo cui la squadra negoziale iraniana sarebbe arrivata a Islamabad, in Pakistan, per negoziare con gli americani, è completamente falsa", ha dichiarato una fonte ben informata all'agenzia di stampa Tasnim. La stessa fonte, non meglio identificata, ha sottolineato che "finche' gli Stati Uniti non rispetteranno gli impegni presi per il cessate il fuoco in Libano e il regime sionista continuerà i suoi attacchi, i negoziati saranno sospesi". La stessa linea è stata espressa ieri dal regime di Teheran.
Trump: "pessimo lavoro" in gestione petrolio a Hormuz
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che l'Iran sta facendo un "pessimo lavoro" nel consentire il passaggio del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. "Questo non è l'accordo che abbiamo!", ha affermato Trump in un post su Truth Social.
Allerta antiaerea in tutto Israele all'alba
Allerta antiaerea in tutto Israele nelle prime ore di venerdì, comprese la zona commerciale di Tel Aviv e la città costiera meridionale di Ashdod, a seguito del lancio di razzi dal Libano riporta Afp. I continui scontri tra Israele e Hezbollah, sostenuto dall'Iran, stanno mettendo a dura prova la fragile tregua raggiunta tra Stati Uniti e Iran. Israele e Hezbollah si sono scambiati ripetutamente colpi di arma da fuoco giovedì. Il Comando del Fronte Interno dell'esercito israeliano ha emesso allerte per diverse aree dopo il lancio di razzi di venerdì, tra cui la zona di Tel Aviv e le comunità meridionali lontane dal confine con il Libano. Non ci sono state segnalazioni immediate di vittime, ma i media israeliani hanno riferito che i sistemi di difesa aerea hanno intercettato almeno un razzo in arrivo. Hezbollah ha pubblicato diverse dichiarazioni su Telegram affermando di aver lanciato tre ondate di attacchi missilistici e con droni nelle prime ore del mattino contro soldati israeliani su entrambi i lati del confine, nonché contro una città nel nord di Israele.