Guerra Iran, sinagoga a Teheran distrutta in raid Usa-Israele. Media: Khamenei grave. LIVE
Una sinagoga nel centro di Teheran sarebbe stata ''completamente distrutta'' in un raid israelo-americano. Lo riporta l'agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr. Più lontana la tregua di 45 giorni in Medioriente. Trump lancia un nuovo ultimatum: minaccia di bombardare se Hormuz non riapre entro oggi. Ma l'Iran respinge il piano americano e lancia una controproposta in 10 punti. Il prezzo del petrolio torna a salire, aumenta ancora la benzina. Media: "Mojtaba Khamenei grave, non è cosciente"
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Una sinagoga nel centro di Teheran sarebbe stata ''completamente distrutta'' in un raid israelo-americano. Lo riporta l'agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) non hanno rilasciato commenti in merito.
Più lontana la tregua di 45 giorni in Medioriente. Teheran rifiuta la proposta dei mediatori e rilancia con una controproposta in 10 punti. Trump lancia un nuovo ultimatum: minaccia di bombardare se non riapre Hormuz entro oggi. Ma l'Iran respinge il piano americano e lancia una controproposta in 10 punti. Il prezzo del petrolio torna a salire, aumenta ancora la benzina. Ucciso il capo degli 007 dei Pasdaran. Raid israeliani su South Pars, il più grande giacimento di gas del mondo.
Secondo un memorandum diplomatico basato su valutazioni dell'intelligence israeliana e statunitense, pubblicato dal quotidiano britannico Times e riportate dalla testata israeliana Ynet, la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei è in stato di incoscienza e sta ricevendo cure mediche nella città di Qom.
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Pechino: "L'intensificarsi del conflitto ha ripercussioni sull'economia globale"
La situazione in Medio Oriente continua a deteriorarsi e il conflitto si sta intensificando, con ripercussioni sull'economia mondiale e sulla sicurezza energetica, il che desta profonda preoccupazione nella comunità internazionale. Lo ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning in conferenza stampa. Mao ha sottolineato come da quando è scoppiato il conflitto, "la Cina si è impegnata a promuovere un cessate il fuoco con un atteggiamento obiettivo, imparziale ed equilibrato", come hanno dimostrato le telefonate del ministro degli Esteri Wang Yi a varie controparti, tra cui Iran, Israele, Russia e i Paesi del Golfo. Inoltre, ha ricordato Mao, la Cina e il Pakistan "hanno presentato congiuntamente un'iniziativa in cinque punti, che riflette il consenso comune della comunità internazionale sulla promozione della pace e sulla fine del conflitto". Perché "la pace non può essere raggiunta con la forza e la soluzione politica è l'unica via d'uscita", ha aggiunto la portavoce osservando che la causa principale del conflitto in Iran "risiede negli attacchi armati sferrati dagli Stati Uniti e da Israele contro l'Iran in violazione del diritto internazionale". La priorità assoluta, ha concluso, "è cessare immediatamente le ostilità, tornare sulla via del dialogo e della negoziazione, affrontare le cause profonde del problema e ripristinare la pace e la stabilità nella regione del Golfo".
Pezeshkian: "Oltre 14 milioni pronti a combattere"
''Oltre 14 milioni di fieri iraniani hanno dichiarato, fino a questo momento, la loro disponibilità a sacrificare la propria vita in difesa dell'Iran'' e a combattere nella guerra lanciata lo scorso 28 febbraio da Stati Uniti e Israele. Lo ha scritto in un post su 'X' il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, affermando che ''anch'io sono stato, sono e sarò pronto a sacrificarmi per l'Iran''.
Iran, Trump: "Possiamo distruggerlo in una notte, ho il piano migliore di tutti"
È un Donald Trump convinto dei mezzi americani e della sua capacità di annichilire l’Iran quello che ha parlato ieri sera per un’ora e 39 minuti dal podio della James Brady Briefing Room della Casa Bianca. “Tutto il Paese potrebbe essere eliminato in una sola notte e questa notte potrebbe arrivare domani”, minaccia il presidente, che però lascia ancora aperta la porta ai negoziati con Teheran, che ritiene stiano andando bene. "Il nuovo regime è più smart e meno radicale. Ma noi non lo abbiamo fatto per il cambio per il regime - ribadisce, parlando al 38mo giorno di guerra - Non posso parlare del cessate il fuoco, ma vi dico che dall'altra parte abbiamo un interlocutore attivo e disponibile”.
Allo stesso tempo, Trump conferma che l’ultimatum di martedì sera alle 20 (le due di notte di mercoledì in Italia, ndr) resta valido ed è pronto a colpire i ponti e le centrali energetiche del Paese, se un accordo non arrivasse in tempo. “Dicono che non ho un piano, invece ho il piano migliore di tutti ma non lo dico ai media”, sostiene, rivelando che tutte le infrastrutture iraniane potrebbero essere distrutte in meno di quattro ore dopo la scadenza dell’ultimatum. “Ogni ponte in Iran sarà decimato entro la mezzanotte di domani, ogni centrale elettrica in Iran sarà fuori uso, in fiamme, esploderà e non sarà mai più utilizzabile. Intendo una demolizione totale entro la mezzanotte, e tutto ciò avverrà nell'arco di quattro ore. Se volessimo. Ma non vogliamo che accada", assicura il presidente. Che poi, inasprendo le sue minacce di devastare l'Iran se non riaprirà lo Stretto di Hormuz, aggiunge che se gli attacchi avessero luogo, Teheran impiegherebbe cent’anni a ricostruire tutto.
Con al fianco il segretario alla Difesa Pete Hegseth, l’inviato speciale Steve Witkoff, il capo degli Stati maggior riuniti Dan Caine e il direttore della Cia John Ratcliffe, Trump parla a lungo della missione di recupero dei due avieri dispersi in Iran, che ha definito come una delle più complesse nella storia degli Stati Uniti. “La Cia è stata incredibile, è stato come trovare un ago in un pagliaio”, commenta. L’operazione di soccorso "storica" ha coinvolto oltre 170 aerei, 155 solo per il secondo salvataggio, e centinaia di persone, sebbene “gran parte di essa fosse uno stratagemma” volto ad allontanare le forze iraniane dal pilota, rivela. E aggiunge che l'F-15E dell'Aeronautica militare statunitense è stato abbattuto venerdì scorso da un singolo missile spalleggiabile.

©Ansa
Riapre ponte tra Arabia Saudita e Bahrein
Ha riaperto il ponte King Fahd che collega Arabia Saudita e Bahrein dopo la sospensione del traffico dovuta al timore di attacchi iraniani. Lo riferiscono le autorità di Riad.
Idf, colpito impianto pretrolchimico a Shiraz
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito un altro impianto petrolchimico a Shiraz, nel sud dell'Iran. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno affermato che l'impianto veniva utilizzato per la produzione di acido nitrico, definendolo "materiale critico utilizzato nella produzione di esplosivi e altri materiali essenziali per la fabbricazione di missili balistici".
In corso attacchi aerei su Teheran, udite forti esplosioni
Sono in corso nuovi attacchi aerei di Usa e Israele su Teheran, dove sono state udite tre forti esplosioni. Lo riferisce Al Jazeera, che parla di aerei da combattimento che stanno sorvolando la capitale iraniana.
Guerra Iran, oggi informativa Crosetto su uso basi militari americane
Il ministro della Difesa riferisce alle 16 alla Camera dopo lo stop a Sigonella per i bombardieri diretti in Iran. "Temo che ciò che già è drammatico possa precipitare ancor di più. Sono esseri umani come noi quelli che hanno deciso che per far finire un conflitto fossero accettabili anche Hiroshima e Nagasaki. Purtroppo continuiamo ad avere armi nucleari e chi non le ha le cerca. Non abbiamo imparato nulla" dice intanto in un'intervista al Corriere della Sera.
Guerra Iran, oggi informativa Crosetto su uso basi militari americane
Vai al contenutoIran, ong: "Quasi 3.600 morti da inizio guerra tra cui 1.665 civili e 248 minori"
Quasi 3.600 persone sono state uccise negli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l'Iran dall'inizio della guerra lo scorso 28 febbraio, tra cui almeno 1.665 civili. Lo riporta l'Hrana, ong in difesa dei diritti umani con sede negli Stati Uniti che si occupa di monitorare abusi in Iran. Tra le vittime, almeno 248 erano bambini, ha affermato l'ong fondata da attivisti iraniani.
Almeno 49 civili sono stati uccisi e altri 58 feriti ieri, secondo l'ong, che ha registrato 573 attacchi in 20 province in 24 ore, il numero di attacchi più alto registrato negli ultimi dieci giorni.
Ucciso membro di una milizia filo-Teheran in Iraq
Un attacco ha ucciso un combattente dell'ex coalizione paramilitare Hashed al-Shaabi, o Forze di Mobilitazione Popolare, in Iraq, vicino al confine con la Siria. "Alle 4 del mattino la 45/a Brigata è stata oggetto di una vile aggressione sionista americana nel distretto di Qaim, nella provincia di Anbar", ha affermato una nota del gruppo, che ha riferito del "martirio di uno dei combattenti", affiliato al gruppo filo-iraniano Kataeb Hezbollah, inserito nella lista nera degli Stati Uniti.
Inviato Iran all'Onu: "Le dichiarazioni Trump provocazione al terrorismo"
Le dichiarazioni bellicose del presidente statunitense Donald Trump sulla distruzione delle infrastrutture iraniane sono una diretta provocazione al terrorismo, ha affermato il rappresentante iraniano presso le Nazioni Unite Saeed Iravani. "L'attacco deliberato a centri non militari, comprese le infrastrutture essenziali, costituisce un crimine di guerra e rappresenta un chiaro atto di terrorismo di Stato". Iravani ha rilasciato questa dichiarazione in una lettera indirizzata al Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, lunedì sera. Iravani ha inoltre criticato le dichiarazioni di Trump sull'invio di armi a gruppi dissidenti curdi, affermando: "Questo è un segnale del tentativo degli Stati Uniti di istigare violenza e disordini interni nel Paese". In un altro passaggio della sua lettera, l'inviato iraniano presso le Nazioni Unite ha esortato gli Emirati Arabi Uniti e l'Arabia Saudita a non permettere agli Stati Uniti di utilizzare il loro territorio per attaccare l'Iran. "L'Iran ha il diritto di difendersi legittimamente", ha aggiunto.
Iran, attacco israeliano a Shahriar: almeno 9 morti
E' di almeno 9 morti e 15 feriti il bilancio dell'attacco aereo israeliano che ha colpito un quartiere residenziale a Shahriar, nell'ovest della provincia di Teheran. Lo riferisce l'agenzia Mehr.
Media: "L'ultimatum di Trump forse esteso in caso di progressi"
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, potrebbe estendere l'ultimatum all'Iran perchè riapra lo Stretto di Hormuz, fissato alle due del mattino italiane di domani, se riscontrerà progressi verso un accordo. Lo ha dichiarato ad Axios un alto funzionario dell'amministrazione Usa. Un'altra fonte ha però espresso "scetticismo" nei confronti della possibilità di una proroga.
Ambasciatore in Pakistan: "Mediazione in fase critica e delicata"
Gli sforzi “positivi e produttivi” che il Pakistan ha messo in atti per fermare la guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran si stanno avvicinando a una fase “critica e delicata”. Lo ha affermato l'ambasciatore iraniano in Pakistan Reza Amiri Moghadam in un post su X. ''Gli sforzi positivi e produttivi del Pakistan, compiuti in buona volontà e con buoni uffici per fermare la guerra, si stanno avvicinando a una fase critica e delicata'', ha scritto il diplomatico.
Premier del Giappone: "In corso preparativi per colloquio con Pezeshkian"
Sono in corso preparativi per un colloquio telefonico tra la premier giapponese Sanae Takaichi e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Lo ha dichiarato Takaichi al parlamento, affermando che "dobbiamo comunicare sia con gli Stati Uniti sia con l'Iran, quindi stiamo cercando di organizzare colloqui telefonici con i presidenti di entrambi i paesi".
Takaichi ha dato l'annuncio dopo che è emersa la notizia del rilascio del secondo cittadino giapponese detenuto in Iran da gennaio.
Chiusi "per precauzione" i ponti di collegamento Arabia Saudita-Bahrein
La principale arteria stradale che collega l'Arabia Saudita all'isola del Bahrein è stata temporaneamente chiusa per precauzione, hanno dichiarato le autorità, a seguito dell'emissione di allarmi di sicurezza nella zona. "Il transito dei veicoli sul ponte King Fahd è stato sospeso a titolo precauzionale", ha affermato l'Autorità Generale per il King Fahd Causeway in un post online. Il King Fahd Causeway è una serie di ponti lunga 25 chilometri (16 miglia) che collega l'Arabia Saudita e il Bahrein.
L'Idf agli iraniani: "Oggi non prendete il treno, ne va delle vostre vite"
L'esercito israeliano ha esortato gli iraniani a non prendere il treno nella giornata di oggi e fino alle 21 ora iraniana (le 18,30 ora italiana, ndr) perché ciò "mette in pericolo le vostre vite". "Avviso urgente per gli utenti e i passeggeri dei treni in Iran - si legge sul canale X in lingua farsi dell'Idf - Cari cittadini, per la vostra sicurezza, vi preghiamo gentilmente di astenervi dall'utilizzare e viaggiare in treno in tutto l'Iran da ora fino alle ore 21:00 (ora iraniana). La vostra presenza sui treni e nelle vicinanze delle linee ferroviarie mette in pericolo le vostre vite".
Teheran: "Giovani formino catene umane attorno a centrali elettriche"
Questo l'appello rivolto, attraverso i microfoni della televisione di Stato iraniana, da Alireza Rahimi, segretario del Consiglio Supremo della Gioventù e dell'Adolescenza, in seguito alle minacce di ulteriori attacchi da parte di Trump all'Iran.
Teheran: 'Giovani formino catene umane attorno a centrali elettriche'
Vai al contenutoMedia: "Una sinagoga a Teheran distrutta in un raid"
Una sinagoga nel centro di Teheran sarebbe stata ''completamente distrutta'' in un raid israelo-americano. Lo riporta l'agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) non hanno rilasciato commenti in merito.
Nave malese attraversa lo Stretto di Hormuz
Una delle sette navi mercantili di proprietà malese rimaste bloccate nello Stretto di Hormuz ha ottenuto il permesso di transito e sta ora facendo rotta verso la sua destinazione. Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri malese su 'X', spiegando che l'autorizzazione è arrivata dopo "incontri diplomatici di alto livello" e colloqui "costruttivi" con funzionari iraniani guidati da Anwar Ibrahim, primo ministro malese.
Teheran chiede a giovani di formare catene umane attorno a centrali elettriche
I giovani formino "catene umane" intorno alle centrali elettriche del paese. E' l'appello rivolto dalla televisione di stato da Alireza Rahimi, segretario del Consiglio Supremo della Gioventù e dell'Adolescenza, in seguito alle minacce di ulteriori attacchi da parte degli Stati Uniti. L'appello, nel corso di una videochiamata, è stato rivolto a "tutti i giovani, gli atleti, gli artisti, gli studenti e gli universitari, nonché i loro professori", perché si riuniscano "martedì alle 14 intorno alle centrali elettriche, che sono il nostro patrimonio nazionale e il nostro capitale, a prescindere da qualsiasi gusto o opinione politica, appartengono al futuro dell'Iran e alla gioventù iraniana".
Iran, colpito sito petrolchimico in Arabia Saudita
Attacchi notturni hanno colpito un complesso petrolchimico in una vasta area industriale nella citta' di Jubail, in Arabia Saudita, dopo che installazioni simili erano state colpite da Usa e Israele in Iran. "Un attacco ha provocato un incendio negli impianti della Saudi Basic Industries Corporation a Jubail", ha raccontato una fonte ad Afp, "il rumore delle esplosioni è stato fortissimo". Jubail, nell'Est del Paese, è una delle piu' grandi città industriali del mondo e vi si producono acciaio, benzina, prodotti petrolchimici, oli lubrificanti e fertilizzanti chimici.
Pentagono amplia l'elenco dei siti energetici iraniani che potrebbe colpire
Il Pentagono sta ampliando l'elenco dei siti energetici iraniani che potrebbe colpire, includendovi strutture che forniscono energia e carburante sia ai civili sia alle forze armate, in quella che è ritenuta una via per aggirare le eventuali accuse di crimini di guerra. La convenzione di Ginevra concede un margine di manovra quando i siti oggetto di attacchi sono usati sia dai civili sia dai militari. Al Pentagono è in corso un dibattito su dove tracciare la linea fra gli obiettivi militari e quelli civili, come ad esempio gli impianti di desalinizzazione che possono essere considerati bersagli perché anche le forze militari necessitano di acqua potabile.
Pentagono sta ampliando elenco siti energetici iraniani da colpire
Vai al contenutoBorse, in fumo già 1.100 miliardi. Esperti: crisi peggiore del 2022
Secondo gli analisti di Bloomberg Intelligence lo scoppio, il 28 febbraio scorso, del conflitto tra Israele, Stati Uniti e Iran e il conseguente blocco dello stretto di Hormuz nel Golfo Persico, strategico per i traffici commerciali, rischiano di avere sulle Borse europee un impatto peggiore rispetto allo choc inflazionistico del 2022
Borse, esperti: con guerra in Medio Oriente crisi peggiore del 2022
Vai al contenutoWall Street Journal: negoziatori pessimismi su accordo fra Usa e Iran, divario ampio
I negoziatori sono pessimisti sulla possibilità che l'Iran ceda alla richiesta di Donald Trump di riaprire lo Stretto di Hormuz prima della scadenza fissata dal presidente, aprendo di fatti la strada ai bombardamenti americani alle infrastrutture energetiche iraniane. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali i funzionari americani sostengono che il divario fra Stati Uniti e Iran sia troppo ampio per essere colmato entro la scadenza. Alcuni funzionari americani hanno riferito che Trump si è mostrato meno fiducioso sulla possibilità che si raggiunga un accordo, e prevedono che un ordine per l'attacco possa essere impartito già subito dopo la scadenza.
Esplosioni a Teheran, danneggiata la sinagoga
Esplosioni nella notte a Teheran, udite anche nelle zone periferiche della capitale iraniana. L'agenzia di stampa Mehr riferisce che la sinagoga di Teheran è stata danneggiata da un proiettile israelo-americano. In un post su Telegram, l'agenzia Mehr ha pubblicato anche un video di 12 secondi che mostra soccorritori e cumuli di macerie, riferisce Al Jazeera.
Media: Mojtaba Khamenei è "in stato di incoscienza e in cura a Qom"
Secondo un memorandum diplomatico basato su valutazioni dell'intelligence israeliana e statunitense, pubblicato dal quotidiano britannico Times e riportate dalla testata israeliana Ynet, la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei è in stato di incoscienza e sta ricevendo cure mediche nella città di Qom. Secondo il memorandum, Khamenei è privo di sensi e "in gravi condizioni che non gli consentono di partecipare ad alcun processo decisionale del regime". Sempre secondo il Times, le agenzie di intelligence israeliane e statunitensi erano a conoscenza da tempo della posizione di Khamenei Jr. Ieri Teheran ha diffuso un nuovo messaggio attribuito a Mojtaba Khamenei.
Media: udite esplosioni a Teheran e Karaj
Udite a Teheran e nelle aree circostanti delle esplosioni, secondo quanto riportato dai media iraniani e da Afp. "Pochi istanti fa, si sono udite delle esplosioni in alcune zone di Teheran e Karaj", città che confina con la capitale a ovest, hanno riferito nella notte le agenzie di stampa Mehr e Fars, senza fornire ulteriori dettagli.