Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, dall’uranio a Hormuz: quali sono i nodi della trattativa tra Usa e Teheran

Mondo
©Getty

Introduzione

Washington e Teheran starebbero trattando, tramite mediatori, per valutare la possibilità di arrivare a un cessate il fuoco di 45 giorni: secondo Axios la possibile intesa sarebbe propedeutica alla fine definitiva della guerra in Iran. Inoltre, secondo Reuters, i due Paesi avrebbero “ ricevuto un piano per porre fine alle ostilità e riaprire lo Stretto di Hormuz”. Sono diversi i punti su cui le parti starebbero però trattando, senza che finora sia stato trovato un accordo.

Quello che devi sapere

La trattativa tra Stati Uniti e Iran

La fonte citata da Reuters, nel delineare la potenziale intesa per porre fine alla guerra e riaprire Hormuz, sostiene che l’accordo quadro "è stato elaborato dal Pakistan e scambiato con l'Iran e gli Stati Uniti nel corso della notte”. Anche secondo l’agenzia di stampa la bozza delineerebbe “un approccio in due fasi con un cessate il fuoco immediato seguito da un accordo globale". L'intesa, provvisoriamente denominata "Accordo di Islamabad", prevedrebbe la riapertura di Hormuz "entro 15-20 giorni", con i colloqui finali in presenza a Islamabad. 

 

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La possibile tregua di 45 giorni

I mediatori, secondo quanto ricostruito da Axios, starebbero discutendo con le parti i termini di un accordo in due fasi: la prima fase prevederebbe un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni, durante il quale si negozierebbe la fine definitiva della guerra. Il cessate il fuoco potrebbe essere esteso se fosse necessario più tempo per i colloqui. La seconda fase consisterebbe invece in un accordo per porre fine alla guerra.   

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La posizione dell’Iran

Nonostante le trattative, secondo le fonti citate dal media statunitense le possibilità di raggiungere un accordo parziale nelle prossime 48 ore sono scarse. E in effetti il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che è stata redatta una risposta ai mediatori impegnati a porre fine alla guerra tra Stati Uniti, Israele e l'Iran: secondo la BBC Esmail Baghaei ha affermato che il piano in 15 punti condiviso dagli Stati Uniti tramite intermediari "non era in alcun modo accettabile per noi". 

Chi sono i mediatori

I negoziati tra le parti si starebbero svolgendo tramite mediatori pakistani, egiziani e turchi, nonché tramite messaggi di testo scambiati tra l'inviato di Trump Steve Witkoff, e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Un funzionario statunitense ha dichiarato ad Axios che l'amministrazione Trump ha presentato all'Iran diverse proposte negli ultimi giorni, ma finora i funzionari iraniani non le hanno accettate.

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Quali sono i nodi dell’accordo

Secondo le diverse ricostruzioni, sarebbero due i punti centrali intorno ai quali si stanno snodando le trattative: il destino dell’uranio altamente arricchito attualmente presente in Iran e la riapertura dello Stretto di Hormuz. I mediatori starebbero lavorando proprio su questi due nodi, sebbene sia ritenuto improbabile che l’Iran possa cedere su entrambi i fronti in cambio di una tregua di 45 giorni. Le trattative in questo momento sarebbero dedicate proprio a capire se Teheran sia disposta a fare passi parziali su entrambe le questioni.

La disponibilità a riaprire Hormuz

A confermare, almeno in parte, la situazione sono stati gli stessi iraniani: Teheran infatti si è detta non disponibile a riaprire lo Stretto di Hormuz in cambio di una "tregua temporanea”. La fonte citata da Reuters indica che l’Iran ritenga che Washington non sia pronta per una tregua permanente, e che Teheran non sia disposta ad accettare di essere messa sotto pressione per accettare scadenze e prendere una decisione.

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La posizione di Stati Uniti e Israele

Dall’altro lato nei giorni scorsi, secondo il New York Times, le agenzie di intelligence statunitensi hanno riportato che il governo in Iran non sia attualmente disponibile a impegnarsi in seri negoziati per porre fine alla guerra in Iran. Intanto il Jerusalem Post ha riportato che Israele e gli Stati Uniti hanno stilato un elenco completo di obiettivi strategici da colpire in Iran qualora la Repubblica islamica non dovesse soddisfare le richieste dell'imminente ultimatum del presidente statunitense Donald Trump. 

 

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La controproposta dell’Iran

Nel corso del 6 aprile poi l’Iran ha comunicato al Pakistan la sua risposta "in 10 punti" alla proposta statunitense di porre fine alla guerra. A dirlo è l'agenzia Irna, citata dai media israeliani: viene sottolineato che la posizione iraniana si basa sull'esperienza passata e "respinge il cessate il fuoco, sottolineando la necessità di una fine definitiva del conflitto". La posizione di Teheran include una serie di richieste iraniane tra cui: la fine dei conflitti nella regione, un protocollo per il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz, i risarcimenti e la revoca delle sanzioni.

 

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