Nello stesso post pubblicato sul suo social Truh, il presidente statunitense ha, tuttavia, aggiunto: "Ora che abbiamo un cambio di regime completo e totale - in cui prevalgono menti diverse, più acute e meno radicalizzate - forse potrebbe accadere qualcosa di meraviglioso e rivoluzionario, chissà. Lo scopriremo stanotte"
"Un'intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita. Non voglio che accada, ma probabilmente succederà". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth (GUERRA USA-IRAN, GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA). Dopo questa minaccia, nel suo post su Truth Trump ha aggiunto che "tuttavia, ora che abbiamo un cambio di regime completo e totale - in cui prevalgono menti diverse, più acute e meno radicalizzate - forse potrebbe accadere qualcosa di meraviglioso e rivoluzionario, chissà". "Lo scopriremo stanotte", ha concluso, "sarà uno dei momenti più importanti nella lunga e complessa storia del mondo. 47 anni di estorsioni, corruzione e morte giungeranno finalmente al termine".
Fonti vicine all'amministrazione: "Il presidente è assetato di sangue"
Il conto alla rovescia verso le 20 americane (le 2 di notte in Italia) è iniziato: nel giro di poche ore si capirà se il presidente americano darà seguito alla minaccia di "cancellare in una notte un intero Paese" o se concederà ancora tempo ai negoziati in corso attraverso i mediatori internazionali. Trump ha delineato uno scenario che prevederebbe la distruzione sistematica di ponti e centrali elettriche entro la mezzanotte, mentre - secondo quanto riferito ad Axios da fonti dell'amministrazione e della difesa - sarebbe già pronto un piano operativo, con conseguenze potenzialmente devastanti per la popolazione civile e il rischio di ritorsioni su vasta scala. Sempre secondo fonti dell’amministrazione, sarebbe lo stesso Trump tra i più inclini a una linea dura: "Il presidente è il più assetato di sangue, come un cane rabbioso", afferma un funzionario, ridimensionando l’idea che siano altri - come il capo del Pentagono Pete Hegseth o il segretario di Stato Marco Rubio, "due colombe rispetto al presidente" - a spingerlo verso l’azione. Il presidente avrebbe inoltre iniziato a sondare consiglieri e alleati sulla possibilità di colpire infrastrutture strategiche iraniane, arrivando a definire il piano "Infrastructure Day".