Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, Trump annuncia negoziati con Teheran. Raid Usa sull'Iraq: 15 morti. LIVE

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A poche ore dalla scadenza dell'ultimatum all'Iran su Hormuz, il presidente Usa annuncia a sorpresa un accordo in 15 punti in via di definizione con Teheran che rinuncerebbe ad avere l'atomica. L'Iran però nega i colloqui con gli Usa e denuncia "fake news per manipolare i mercati". Un raid attribuito alle forze statunitensi nell'ovest dell'Iraq ha causato la morte di 15 miliziani dell'ex coalizione paramilitare Hashed al-Shaabi, note anche come Forze di mobilitazione popolare

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A poche ore dalla scadenza dell'ultimatum all'Iran su Hormuz, Trump annuncia a sorpresa un accordo in 15 punti in via di definizione con Teheran che rinuncerebbe ad avere l'atomica. Il tycoon parla anche di "cambio di regime" in corso in Iran, che però nega i colloqui con gli Usa e denuncia "fake news per manipolare i mercati".  

Un raid attribuito alle forze statunitensi nell'ovest dell'Iraq ha causato la morte di 15 miliziani dell'ex coalizione paramilitare Hashed al-Shaabi, note anche come Forze di mobilitazione popolare, in prima linea nella lotta all'Isis e ora integrate nell'esercito di Baghdad.

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Tabriz: "6 morti e 9 feriti in raid nella notte"

E' di almeno sei morti e nove feriti il bilancio di raid aerei che nella notte hanno colpito una zona residenziale della città iraniana di Tabriz. Lo denunciano i media locali secondo cui le operazioni hanno preso di mira un quartiere nella zona settentrionale e una piazza nell'area sudovest della città. Sui social media abitanti di Tabriz hanno riferito di aver udito forti esplosioni intorno alle 2. 

L'Iran non fornisce un bilancio delle operazioni avviate il 28 febbraio da Usa e Israele. Secondo Hrana, con sede negli Stati Uniti, le vittime sono più di 3.200, compresi almeno 1.400 civili. 

L'Idf distrugge un altro ponte sul fiume LItani nel sud del Libano

L'Idf ha nuovamente attaccato il ponte di a-Dalafah sul fiume Litani, nel Libano meridionale, distruggendolo completamente. Lo riferiscono fonti libanesi citate dai media di Tel Aviv. L'esercito ha poi attaccato la stazione di servizio di al-Amana nella zona di a-Nabatiya. 

Attacchi su impianti di gas a Isfahan e Khorramshahr

Due stabilimenti di gas e un gasdotto, sono stati presi di mira da attacchi israeliani e statunitensi poche ore dopo che il presidente americano Donald Trump aveva annunciato un rinvio dei raid sulle infrastrutture energetiche. "Nell'ambito dei continui attacchi perpetrati dal nemico sionista e americano, l'edificio dell'amministrazione del gas e la stazione di regolazione della pressione del gas in via Kaveh a Isfahan sono stati presi di mira", ha affermato l'agenzia di stampa Fars. Gli impianti nell'Iran centrale sono stati "parzialmente danneggiati", ha aggiunto Fars, l'unica testata giornalistica iraniana a riportare l'incidente. L'agenzia ha inoltre riferito che un attacco ha colpito anche il gasdotto della centrale elettrica di Khorramshahr, nel sud-ovest del Paese. "Un proiettile ha colpito l'area esterna alla stazione di trattamento del gasdotto di Khorramshahr", ha riportato Fars, citando il governatore della citta' al confine con l'Iraq. Ieri Trump aveva parlato di colloqui in corso con Teheran e annunciato una tregua di cinque giorni sugli attacchi alle centrali elettriche della Repubblica islamica. L'improvviso cambio di rotta era avvenuto poche ore prima della scadenza dell'ultimatum al termine del quale aveva minacciato di attaccare le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse riaperto lo Stretto di Hormuz. Tuttavia, i media iraniani hanno smentito che ci fossero negoziati in corso. 

Iran: "Se attaccate, le centrali elettriche saranno ricostruite"

Il ministro dell'Energia iraniano, Abbas Aliabadi, ha minimizzato le minacce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump riguardo a possibili attacchi da parte degli Usa contro le centrali elettriche iraniane, affermando che la Repubblica islamica ha decentralizzato la sua produzione elettrica e pianifica di ricostruire gli stabilimenti se verranno colpiti. "Il popolo non dovrebbe essere per nulla preoccupato; se le centrali elettriche vengono colpite saranno ricostruite e modernizzate in modo rapido", ha detto Aliabadi, come riferisce Al Jazeera. Dopo avere minacciato di volere colpire le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse riaperto lo Stretto di Hormuz, Trump ieri ha annunciato un rinvio di cinque giorni di "tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane", dopo "conversazioni molto positive e produttive" con l'Iran, mentre la Repubblica islamica ha smentito che siano in corso "negoziati" con gli Stati Uniti. 

Esiste davvero una trattativa di pace Usa-Iran?

Tra propaganda e mediazioni indirette, Usa e Iran sembrano esplorare uno spazio di trattativa, mediata da Egitto, Oman e Qatar. Obiettivo possibile: cessate il fuoco e riapertura dello Stretto di Hormuz, ma ostacolato dagli obiettivi strategici di Israele.

Esiste davvero una trattativa di pace Usa-Iran?

Esiste davvero una trattativa di pace Usa-Iran?

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Dopo gli attacchi dell'Iran Israele bombarda Teheran

Dopo l'attacco missilistico iraniano, con almeno un missile con una testata da 100 chilogrammi di esplosivo che ha causato almeno 6 feriti e ingenti danni nel cuore di Tel Aviv, le forze israeliane stanno colpendo lanciatori di missili e infrastrutture nell'Iran occidentale. Lo riferiscono i media israeliani. 

Fonte di Teheran: "Ricevuto messaggio dagli Usa tramite mediatori"

Dall'Iran affermano di aver ricevuto un 'messaggio' dagli Stati Uniti, tramite i mediatori, nel mezzo delle indiscrezioni su possibili colloqui tra le parti a 25 giorni dall'avvio delle operazioni di Usa e Israele contro la Repubblica islamica, che continua a 'rispondere' ai raid. "Tramite mediatori, abbiamo ricevuto considerazioni dagli Stati Uniti e sono allo studio", ha detto a Cbs News nelle ultime ore un funzionario del ministero degli Esteri di Teheran. La rete precisa che si tratterebbe eventualmente di un passo che potrebbe preludere a colloqui. 

Raid Usa contro miliziani filo-Teheran in Iraq: 15 morti

Un raid attribuito alle forze statunitensi nell'ovest dell'Iraq ha causato la morte di 15 miliziani dell'ex coalizione paramilitare Hashed al-Shaabi, note anche come Forze di mobilitazione popolare, in prima linea nella lotta all'Isis e ora integrate nell'esercito di Baghdad. 

Media, nuove operazioni delle forze israeliane nell'ovest

Nuove operazioni delle forze israeliane (Idf) contro obiettivi in Iran. A riferirne è il sito di notizie israeliano Ynet secondo cui le Idf stanno attaccando siti per il lancio di missili e altre strutture nell'ovest della Repubblica islamica dopo che sei persone sono rimaste lievemente ferite per un attacco un missile balistico lanciato dall'Iran contro Tel Aviv.

Pakistan: "Colloqui Teheran-Usa? Noi pronti, se c'è la volontà delle parti"

Il Pakistan è "sempre pronto a ospitare colloqui" a patto che "le parti lo desiderino". Lo ha confermato alla Bbc il portavoce del ministero degli Esteri di Islamabad, Tahir Andrabi, all'indomani delle indiscrezioni secondo cui potrebbe esserci in Pakistan un incontro tra delegazioni di Usa e Iran. Il portavoce non ha confermato se ci siano stati contatti sui possibili colloqui. Il Pakistan, si è limitato a dire, "ha sempre sostenuto il dialogo e la diplomazia per promuovere pace e stabilità nella regione".

Iran, von der Leyen: "Deve cessare le sue minacce"

"Sono profondamente preoccupato per il conflitto. L'Iran deve cessare immediatamente le sue minacce, la posa di mine, gli attacchi con droni e missili e altri tentativi di bloccare lo stretto al traffico commerciale". Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel corso della conferenza stampa dopo la firma dell'accordo commerciale con l'Australia. "I recenti attacchi da parte dell'Iran contro navi commerciali disarmate nel Golfo, gli attacchi contro infrastrutture civili, comprese installazioni petrolifere e del gas, e la chiusura de facto dello Stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane sono inaccettabili e devono essere condannati. - ha aggiunto - Voglio anche sottolineare che la libertà di navigazione è un principio fondamentale del diritto internazionale".

Von der Leyen

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Media: "I Paesi del Golfo più vicini ad un intervento contro Teheran"

Gli alleati degli Stati Uniti nel Golfo Persico sono sempre più prossimi a un coinvolgimento diretto nel conflitto con l'Iran. Spinti dall'escalation degli attacchi che hanno colpito infrastrutture energetiche, aeroporti e centri nevralgici delle loro economie, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, pur evitando per ora di schierarsi apertamente in guerra, stanno irrigidendo la loro postura verso Teheran, sia sul piano militare che su quello finanziario. Secondo fonti citate dal Wall Street Journal, Riad ha recentemente accettato che le forze americane utilizzino la base aerea di King Fahd, sul lato occidentale della Penisola arabica. Una svolta significativa, perchè all'inizio del conflitto il regno aveva assicurato di non voler consentire l'uso del proprio territorio o del proprio spazio aereo per attacchi contro l'Iran. Una linea diventata però sempre più difficile da sostenere dopo i ripetuti raid iraniani con missili e droni contro obiettivi sauditi, comprese infrastrutture energetiche e la capitale Riad. Il principe ereditario Mohammed bin Salman, riferiscono le stesse fonti, sarebbe ora vicino alla decisione di unirsi agli attacchi per ristabilire una capacità di deterrenza. Un segnale in questa direzione era arrivato già nei giorni scorsi dal ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan, che aveva avvertito che "la pazienza dell'Arabia Saudita di fronte agli attacchi iraniani non è illimitata". Anche gli Emirati stanno aumentando la pressione su Teheran. Dubai, tradizionale hub finanziario per imprese e capitali iraniani, ha cominciato a colpire beni e strutture riconducibili alla Repubblica islamica. Tra le misure più recenti figura la chiusura dell'Iranian Hospital e dell'Iranian Club. Le autorità emiratine hanno parlato di "misure mirate" contro istituzioni legate direttamente al regime iraniano e ai Guardiani della rivoluzione, accusate di essere state utilizzate per finalità contrarie alla legge degli Emirati. Abu Dhabi aveva inoltre già minacciato di congelare miliardi di dollari di asset iraniani, mettendo a rischio una delle principali valvole di sfogo economiche per Teheran.

Sei feriti a Tel Aviv dopo attacco missilistico

Sei persone sono rimaste ferite in modo lieve durante un attacco missilistico iraniano su Tel Aviv. Lo riferisce il Times of Israel che cita Magen David Adom.

Libano: 2 morti e 5 feriti in un raid aereo israeliano a sudest di Beirut

Due persone sono rimaste uccise in un raid aereo israeliano sul villaggio di Bshamoun, a sudest di Beirut. Lo ha annunciato stamattina il Ministero della Salute libanese, mentre i bombardamenti sono proseguiti durante la notte nella periferia meridionale della capitale. "Il raid condotto dal nemico israeliano contro il villaggio di Bshamoun, nel distretto di Aley, ha provocato, secondo un bilancio preliminare, due morti e cinque feriti tra i civili", ha dichiarato il ministero in un comunicato. Situato nel distretto montuoso di Aley, a maggioranza drusa, Bshamoun si trova al di fuori delle tradizionali roccaforti del movimento filo-iraniano Hezbollah. 

Iran lancia nuova ondata di missili contro Israele, colpito un edificio

Stamattina l'Iran ha lanciato un'altra ondata di missili contro Israele, secondo quanto annunciato dalla televisione di Stato, dopo che precedenti attacchi avevano colpito un edificio nel nord dello Stato ebraico e una forte esplosione era stata sentita a Gerusalemme. "L'Iran lancia una nuova ondata di missili contro i territori occupati", ha scritto su Telegram l'emittente statale della Repubblica islamica dell'Iran (Irib). Poco dopo ha aggiunto che "i missili iraniani hanno attraversato diverse difese missilistiche israeliane". I servizi di emergenza di Israele hanno diffuso un video di un edificio danneggiato nel nord del Paese, affermando che non ci sono state vittime. L'esercito israeliano ha emesso stamattina diversi comunicati in cui affermava di aver rilevato missili iraniani in arrivo e di essere al lavoro per intercettarli.

Nella notte colpite sette zone periferia sud di Beirut

Israele ha preso di mira sette zone della periferia sud di Beirut durante la notte, secondo quanto riportato martedi' dai media statali libanesi. "Aerei da guerra nemici hanno lanciato sette raid durante la notte sulla periferia sud, prendendo di mira le seguenti zone: Bir al-Abed, Al-Ruwais (periferia di Al-Manshiyya), Haret Hreik, l'autostrada Sayyed Hadi Nasrallah, Santa Teresa, Burj al-Barajneh e Al-Kafaat", ha riferito l'agenzia di stampa statale libanese National News Agency. 

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