Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Medioriente, Francia lavora a risoluzione Onu per Hormuz. G7 condanna attacchi Houthi

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Macron intende collaborare con gli americani e i propri partner a una risoluzione che garantisca la libertà di navigazione. I ministri degli Esteri del G7 hanno condannato "l'inaccettabile prosecuzione degli attacchi" lanciati dallo Yemen contro l'Arabia Saudita e hanno esortato il gruppo sostenuto dall'Iran a cessare immediatamente il fuoco

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La Francia sta lavorando a una nuova risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu per sbloccare lo Stretto di Hormuz. Il Paese intende collaborare con gli americani e i propri partner a una risoluzione che garantisca la libertà di navigazione. Il presidente francese Macron ha avuto un incontro con Trump a margine dell'Assemblea generale dell'Onu e ha riferito di aver affrontato con il tycoon la situazione nel Mar Rosso e in Ucraina. Per il leader francese il colloquio è stato "molto costruttivo". I due si sono confrontati su come "garantire maggiore sicurezza" alle rotte di trasporto del petrolio e sulla "necessità di aiutare i nostri amici ucraini ancora più rapidamente e con maggiore forza in termini di intercettori". I ministri degli Esteri del G7 hanno condannato "l'inaccettabile prosecuzione degli attacchi" lanciati dallo Yemen contro l'Arabia Saudita e hanno esortato il gruppo sostenuto dall'Iran a cessare immediatamente il fuoco. La rete Al-Masirah, canale televisivo yemenita di proprietà del movimento Houthi, ha riferito che l'aviazione saudita ha bombardato la città di Al-Makhā, città portuale situata sulla costa del Mar Rosso, almeno tre volte, causando e il ferimento di 14 civili, tra cui donne e bambini. Il primo ministro britannico Andy Burnham ha confermato che il Regno Unito fornirà sostegno militare difensivo all'Arabia Saudita contro gli Houthi. Il Regno Unito fornirà supporto esclusivamente per il rifornimento in volo di aerei sauditi impegnati in missioni difensive.

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Araghchi: "Onu non più credibile dopo fallimento nel sostenere pace"

"Questa visita si svolge in seguito alla guerra codarda condotta contro di noi dagli Stati Uniti e dal regime sionista, agli sviluppi successivi, e in realtà, in mezzo a una situazione che di fatto rimane uno stato di guerra". Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi al suo arrivo a New York, in vista dell'Assemblea Generale dell'ONU, secondo quanto riportato dal suo canale Telegram.  "Naturalmente - ha proseguito - il nostro obiettivo primario è utilizzare un'importante piattaforma internazionale per difendere la legittimità, i diritti e gli interessi del popolo iraniano". Araghchi ha aggiunto che l'organizzazione internazionale ha perso credibilità e fiducia a causa del suo fallimento nel sostenere la pace e la sicurezza mondiale. Ha sottolineato che l'Assemblea Generale dell'ONU si aprirà oggi con il tema "ristabilire la fiducia". "Questo riflette un riconoscimento universale che la fiducia nell'organizzazione si è erosa, o è del tutto svanita, a causa della sua incapacità di mantenere efficacemente la pace e la sicurezza internazionale", ha affermato il ministro. 

Media: Araghchi a New York per Assemblea Onu, attesa per arrivo Pezeshkian

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato a New York precedendo l'arrivo del presidente Masoud Pezeshkian  per l'incontro annuale dei leader mondiali alle Nazioni Unite. Lo hanno riferito i media statali iraniani. Pezeshkian sarà il più alto funzionario di Teheran a entrare negli Stati Uniti dall'inizio degli attacchi Usa-Israele contro l'Iran a febbraio. I media statali iraniani hanno dichiarato che Pezeshkian è partito per New York stamattina per partecipare all'evento e "presentare le posizioni della Repubblica Islamica dell'Iran". Araghchi ha parlato al telefono con il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres dopo essere arrivato ieri e ha scambiato opinioni sull'agenda dell'Assemblea Generale dell'Onu, ha riferito la televisione di stato iraniana. "Il nostro obiettivo più importante è utilizzare una piattaforma internazionale di rilievo per difendere la legittimità, i diritti e gli interessi del popolo iraniano", ha dichiarato Araghchi ai giornalisti iraniani. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, ha affermato che Aragchi "terrà colloqui e consultazioni con numerosi funzionari e ministri degli Esteri presenti alla sessione". 

Prezzi petrolio in rialzo, Brent a 100,57 dollari al barile

Oggi, nelle prime fasi delle contrattazioni asiatiche, i prezzi del petrolio hanno registrato un rialzo, con il mercato che si è stabilizzato dopo diversi giorni di calo. Alle 00:21 GMT, i futures sul greggio Brent per consegna a novembre sono saliti di 22 centesimi (pari allo 0,22%) a 100,57 dollari al barile. I futures sul greggio statunitense West Texas Intermediate (Wti) per consegna a ottobre – in scadenza proprio martedì – hanno registrato un lieve aumento di 2 centesimi (pari allo 0,02%), portandosi a 95,80 dollari al barile.

Pezeshkian: "All'Onu difenderemo con fermezza nostra posizione"

Il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian  ha promesso di "difendere con fermezza" le posizioni del suo Paese prima di partire per New York per partecipare all'Assemblea Generale dell'Onu. "Siamo usciti a testa alta (dalla guerra), e questo è fonte di dignità e orgoglio per tutti noi. Pertanto, difenderemo con fermezza le nostre posizioni nei forum internazionali", ha dichiarato prima di lasciare l'Iran, secondo la televisione di Stato

Hormuz, Macron: "Con Trump accordo per proteggere infrastrutture"

"Fin dal mio arrivo a New York, ho incontrato il presidente Donald Trump. Abbiamo deciso di agire insieme per risolvere le tensioni sui mercati dell'energia, proteggendo le infrastrutture critiche in Medio Oriente e la liberta' di navigazione nello stretto di Hormuz", ha scritto il presidente francese Emmanuel Macron su X. "Metteremo anche in comune i nostri sforzi per ottenere una moratoria sui colpi contro le infrastrutture energetiche e contro le infrastrutture civili ucraine. Le popolazioni civili devono essere protette e dobbiamo avviare al più presto una negoziazione seria sulle condizioni di pace tra la Russia e l'Ucraina". 

Trump: "L'Iran non se la passa bene, la loro situazione è critica"

In Iran "abbiamo ottenuto ottimi risultati. Non se la passano bene. Oggi ho avuto delle riunioni in merito. La loro situazione è critica". Lo ha detto Donald Trump ribadendo che Teheran non avrà l'arma nucleare. 

Kallas: "Operazione Aspides ha bisogno di altri assetti navali e aerei"

"Per quanto riguarda il Medio Oriente, abbiamo sollevato il tema del deterioramento della situazione nel Mar Rosso, che sta già avendo ripercussioni sugli interessi europei. L'operazione europea Aspides sta fornendo un contributo fondamentale alla sicurezza nella regione e, più in generale, alla sicurezza della navigazione commerciale globale. Tuttavia, ha bisogno di ulteriori assetti navali e aerei per far fronte all'aumento delle minacce nella regione". Lo ha detto l'Alto rappresentante degli Affari Esteri dell'Ue Kaja Kallas a margine dell'Assemblea Generale Onu, dopo l'incontro con i ministri degli Esteri dell'Ue. "Quando Aspides è stata istituita, era stato indicato che fossero necessarie almeno dieci navi. La situazione, a mio avviso, è ancora più grave oggi, visto l'aumento degli attacchi -  ha aggiuto - Inoltre, lo Stretto di Hormuz è chiuso, e si tratta di una via d'acqua vitale per il commercio. Direi quindi che ne servirebbero più di dieci, ma al momento non ne disponiamo di un numero sufficiente". 

Raid dell'Arabia Saudita sullo Yemen, 6 morti e 8 feriti

Raid aerei della coalizione a guida saudita sulla città portuale yemenita di Al-Makhā (Mokha) hanno ucciso sei persone, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Saba, affiliata ai combattenti Houthi antigovernativi. "Sei civili, tra cui due bambini e una donna, sono stati uccisi e altri otto, tra cui un bambino e una donna, sono rimasti feriti", ha dichiarato Saba. Gli Houthi, combattenti filo-iraniani che fino ad ora controllavano gran parte dello Yemen settentrionale, comprese la capitale Sana'a e Hodeida a ovest, sono avanzati verso sud in pochi giorni, conquistando il porto di Mokha sul Mar Rosso all'inizio di settembre. Hanno poi preso il controllo della costa e delle isole del Mar Rosso, consolidando la loro presenza sullo strategico Stretto di Bab el-Mandeb. 

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