Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran Usa, Trump: “Xi si è offerto di aiutare, non darà armi a Teheran”

©Ansa

Secondo Trump, il leader cinese avrebbe assicurato che non fornirà equipaggiamento militare a Teheran e si sarebbe offerto di aiutare sullo Stretto di Hormuz. Gli 007 americani ritengono che il regime iraniano disponga ancora di "forti capacità missilistiche": per Trump e Xi Jinping, invece, "l'Iran non potrà mai dotarsi di armi nucleari". Abbordata una nave britannica al largo degli Emirati Arabi Uniti. A Washington il terzo round di colloqui diretti tra Israele e Libano

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Il presidente Usa Donald Trump ha detto che il suo omologo cinese Xi Jinping si è offerto di fornire un aiuto sull'Iran: in un'intervista a Fox News, il tycoon ha anche aggiunto che il leader cinese "ha detto che non fornirà equipaggiamento militare" a Teheran. "Gli piacerebbe vedere lo Stretto di Hormuz aperto e ha detto 'se posso essere d'aiuto in qualsiasi modo, sarei felice di dare una mano'", ha aggiunto Trump.

Una nave al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti, nei pressi dello Stretto di Hormuz, è stata abbordata da persone non identificate e si starebbe dirigendo verso le acque territoriali iraniane, ha riferito il Centro per le operazioni commerciali marittime del Regno Unito. Secondo la società britannica di sicurezza marittima Vanguard Tech, citata da Reuters, la nave "è stata presa da personale iraniano mentre era all'ancora”. 

Messo in pausa per qualche giorno il conflitto con Teheran, gli 007 americani ritengono che il regime disponga ancora di "forti capacità missilistiche", in contrasto con la narrazione pubblica del presidente. Cina e Usa, infatti, come afferma la Casa Bianca nel resoconto dell'incontro tra Donald Trump e Xi Jinping a Pechino, "hanno convenuto che l'Iran non potrà mai dotarsi di armi nucleari". Xi Jinping ha detto a Trump, che "non fornirà equipaggiamenti militari" all'Iran, ha riferito il presidente Usa.

Intanto, il governo iraniano è tornato a rivendicare il diritto a controllare lo stretto di Hormuz. "L'Iran oggi è proprietario dello Stretto di Hormuz e non lo cederà a nessun prezzo", ha detto il primo vicepresidente Reza Aref, citato dall'agenzia Isna. "In mare abbiamo distrutto 161 unità navali totali relative a 16 diverse classi di navi da guerra, compromettendo di fatto la capacità  operativa  del regime" iraniano, lo ha dichiarato l'ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, secondo cui le forze Usa hanno eliminato "oltre il 90% di quello che era un imponente arsenale di mine navali fatto di oltre 8.000 ordigni, attraverso oltre 700 attacchi aerei mirati".

Francesca Albanese, la Relatrice speciale delle Nazioni unite sui territori palestinesi occupati, ha annunciato che un tribunale del District of Columbia, a Washington, ha sospeso le sanzioni imposte a suo carico dall'amministrazione Trump. In un post su X, Albanese ha riferito che il giudice ha stabilito che "tutelare la libertà di parola è sempre nell'interesse pubblico", ringraziando la figlia e il marito "per essersi fatti avanti per difendermi, e tutti coloro che hanno fornito aiuto finora" in base alla considerazione che "insieme siamo Uno".

È in corso a Washington il terzo round di colloqui diretti tra Israele e Libano, alla presenza degli ambasciatori negli Usa dei due Paesi. Il confronto dovrebbe proseguire anche domani. 

Secondo il sito specializzato Stars and Stipes, che cita un funzionario del Pentagono, il dispiegamento in Europa di circa 4mila militari americani della  brigata "Black Jack" è stato sospeso.

Gli approfondimenti:

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Obama: per accordo 2015 non sparammo un missile

L'ex Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha difeso l'accordo sul nucleare iraniano del 2015, sostenendo che ha limitato il programma nucleare di Teheran senza innescare un conflitto regionale più ampio. In un'intervista alla CBS, l'ex Presidente ha affermato che l'accordo è riuscito a rimuovere gran parte delle scorte di uranio arricchito dell'Iran ed era supportato dalle valutazioni dell'intelligence sia statunitense sia israeliana dell'epoca. "Ci siamo riusciti senza lanciare un missile", ha detto Obama. "Abbiamo recuperato il 97% del loro uranio arricchito. Non c'è dubbio che abbia funzionato. E non abbiamo dovuto uccidere un sacco di gente ne' chiudere lo Stretto di Hormuz".

Araghchi chiede ai Brics di condannare Usa e Israele

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha invitato i Paesi BRICS a condannare quelle che ha definito violazioni del diritto internazionale da parte di Stati Uniti e Israele, mentre la guerra e la conseguente crisi del carburante dominano l'incontro di due giorni a Nuova Delhi. Araghchi ha accusato gli Emirati Arabi Uniti,

alleati degli Stati Uniti, di coinvolgimento diretto nelle operazioni

militari contro l'Iran, in un raro momento in cui funzionari iraniani ed emiratini si sono trovati nella stessa stanza dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, alla fine di febbraio.

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Hormuz, ferme merci per 23,7 mld di dollari. Rischi per agroalimentare

Quasi 1.000 navi risultano ferme nel Golfo Persico, per un valore stimato di 23,7 miliardi di dollari di merci trasportate, con impatti sulle catene globali di approvvigionamento, in primis l'agroalimentare. A fare il punto sulla logistica in standby dopo la chiusura del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz è il report Port Infographics, realizzato da Assoporti e Srm (Centro studi che fa capo al gruppo Intesa Sanpaolo).

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Iran, la risposta alla proposta Usa sul Wsj: dal nucleare a Hormuz

L’Iran ha inviato una risposta di diverse pagine all'ultima  proposta degli Stati Uniti per porre fine alla guerra. Secondo quanto  riporta il Wsj, nella risposta l’Iran ha esposto nel dettaglio le sue  richieste con diversi punti aperti di divergenza. “Totalmente  inaccettabile”, è stato il commento del presidente Usa Donald Trump.  Ecco cosa sappiamo.

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Carburanti e bollette, ecco quanto costano i rincari agli italiani

L’Ufficio studi della Cgia ha analizzato l’impatto su famiglie e imprese  italiane dello shock energetico seguito allo scoppio della guerra nel  Golfo Persico. Ecco, secondo le stime, a quanto ammonta il conto dei  rincari e quali sono i territori più colpiti.

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L'Iran pone le condizioni per partecipare ai Mondiali 2026: ecco quali

La Federazione calcistica di Teheran ha elencato 10 punti per andare a  giocare negli Stati Uniti, in Canada e in Messico: non rinuncerà ai  propri ideali, alla propria cultura e alle proprie convinzioni.

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Crisi in Medioriente, qual è l’impatto economico della guerra?

Conflitti, dazi e crisi energetica. Di fronte a un panorama  internazionale così instabile, le imprese italiane accelerano la  diversificazione verso mercati finora trascurati. Dal palco di Sky TG24  Live In Roma, i vertici di Simest, Sace, Challenge Network e General  Finance tracciano nuove rotte. La parola d’ordine è una sola:  “proattività”.

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Stretto di Hormuz, Tajani e Crosetto: “Impegno Italia solo dopo pace”

Il governo italiano “sta predisponendo il posizionamento di due  cacciamine più vicine allo Stretto di Hormuz” ha spiegato ieri il ministro  della Difesa durante l’audizione alle Commissioni Esteri e Difesa di  Camera e Senato. Il titolare degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito che  un eventuale impegno italiano nel Golfo scatterebbe soltanto dopo la  pace.

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Netanyahu: "Iran sempre più debole, noi sempre più forti"

"Noi affermiamo al mondo intero che Gerusalemme rimarrà la nostra capitale eterna e storica. Abbiamo ribaltato la situazione: il regime iraniano è più debole che mai, e noi siamo molto più forti che mai. Se non avessimo dichiarato guerra all'Iran per ben due volte, ci saremmo trovati di fronte a un'entità in possesso di una bomba nucleare che rappresentava una minaccia esistenziale per noi. Abbiamo eliminato una minaccia esistenziale immediata rappresentata dalle bombe nucleari e dai missili balistici sviluppati dall'Iran". Lo ha affermato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. "Nella guerra in corso - ha proseguito Netanyahu - abbiamo infranto la barriera della paura, abbiamo preso l'iniziativa, abbiamo combattuto, abbiamo difeso il nostro Paese e abbiamo fatto sacrifici. Abbiamo distrutto gran parte dell'asse del male iraniano che ci circondava da ogni lato. Abbiamo raggiunto un grande traguardo in Iran, e solo le pagine della storia potranno giudicarlo".

Hezbollah: "Colpiti soldati Idf con un drone nel nord d'Israele"

Hezbollah ha annunciato in serata di aver preso di mira le truppe israeliane nel nord di Israele con un drone, mentre il Libano e Israele tenevano un nuovo ciclo di colloqui diretti a Washington. In una dichiarazione, il gruppo ha affermato di aver "colpito con un drone un assembramento di soldati dell'esercito nemico israeliano presso il sito di Rosh HaNikra", vicino al confine con il Libano. L'esercito israeliano aveva precedentemente dichiarato che "diversi civili israeliani erano rimasti feriti e erano stati evacuati per ricevere cure mediche" dopo che "un drone esplosivo lanciato dall'organizzazione terroristica Hezbollah era caduto in territorio israeliano, vicino al confine tra Israele e Libano". Il Galilee Medical Center ha affermato che i feriti si trovavano a Rosh HaNikra.

Perché il ruolo degli Emirati Arabi può cambiare la guerra nel Golfo

Secondo il Wall Street Journal, gli Emirati avrebbero colpito obiettivi  iraniani, segnando un possibile cambio di ruolo nel conflitto. Se  confermato, l’attacco avvicinerebbe Abu Dhabi a Israele e agli USA,  aumentando le tensioni con Iran e Arabia Saudita.

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Nazionalisti israeliani manifestano a Gerusalemme Est

I nazionalisti israeliani hanno sfilato per le strette vie della Citta' Vecchia di Gerusalemme Est occupata, scandendo slogan come "Morte agli arabi" e "Che i vostri villaggi brucino". La marcia annuale del "Giorno di Gerusalemme" commemora la conquista e l'annessione di Gerusalemme Est nel 1967, considerata illegale dal diritto internazionale. Negli ultimi anni, questa manifestazione ha portato a ripetuti episodi di violenza, con israeliani di estrema destra che gridano slogan provocatori e insulti, e aggrediscono fisicamente palestinesi e giornalisti. Mustafa, un palestinese che vive nella Via Dolorosa della Citta' Vecchia, ha affermato che giovani israeliani ultranazionalisti si sono introdotti nel cortile della sua abitazione. "Questo e' un giorno nero... Ero in casa quando sono entrati circa 20 coloni. Hanno sfondato le porte", ha detto all'AFP. Nella tarda mattinata, la maggior parte dei negozianti palestinesi della Citta' Vecchia aveva abbassato le serrande metalliche e abbandonato i vicoli lastricati. Alcuni negozi sono rimasti aperti sotto la protezione degli attivisti del movimento di base israelo-palestinese Standing Together, che si sono dispiegati in tutta la Citta' Vecchia nel tentativo di proteggere residenti e attivita' commerciali palestinesi da molestie e attacchi.

Al Jazeera: "4 persone morte per i raid israeliani nel nord di Gaza"

Almeno quattro palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane nel  nord della Striscia di Gaza, secondo quanto riferito ad al Jazeera da  fonti ospedaliere. Nell'attacco sono rimaste ferite diverse altre  persone, tra cui dei bambini. In precedenza, una persona era rimasta  uccisa e diverse altre ferite, tra cui alcuni bambini, in un  bombardamento israeliano che aveva preso di mira un gruppo di civili a  Jabalia.

Idf: "Nelle ultime 24 ore uccisi 20 terroristi di Hezbollah in Libano"

Un portavoce delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) ha affermato che  "nelle ultime 24 ore sono stati eliminati 20 terroristi di Hezbollah nel  Libano meridionale" e che "circa 65 infrastrutture dell'organizzazione  terroristica sono state attaccate dall'aria e da terra". Lo riporta  Ynet. Secondo quanto riportato, sono stati attaccati depositi di armi,  posti di osservazione, quartier generali e altre infrastrutture da cui i  terroristi promuovevano "piani terroristici".

Iraq, il premier al-Zaidi: "Stato avrà il controllo delle armi"

Il nuovo primo ministro iracheno, Ali al-Zaidi, ha promesso una riforma  delle forze di sicurezza per garantire che il monopolio delle armi  resti esclusivamente nelle mani dello Stato, in una mossa che risponde  alle pressioni degli Stati Uniti sul disarmo delle milizie  filo-iraniane. L'impegno è  contenuto nel programma del nuovo governo approvato dal Parlamento.  Secondo quanto riferito dall'agenzia ufficiale Ina, il piano prevede  "una riforma delle forze di sicurezza, limitando il controllo delle armi  allo Stato e rafforzando le capacità degli apparati di sicurezza". Washington  chiede da mesi a Baghdad di ridurre il potere delle milizie armate  vicine a Teheran, alcune delle quali sono considerate dagli Stati Uniti  organizzazioni terroristiche. Gli Usa, che continuano a esercitare una  forte influenza politica e militare in Iraq, considerano il controllo  statale delle armi un passaggio fondamentale per rafforzare la stabilità  del Paese

Araghchi si congratula col neo premier iracheno al-Zaidi

"Esprimo le mie congratulazioni per la formazione del nuovo governo  iracheno presieduto dal primo ministro Ali al-Zaidi, e per la permanenza  di mio fratello Fuad Hussein nel ruolo di ministro degli Affari Esteri  dell'Iraq. L'espansione delle relazioni amichevoli e fraterne tra  Teheran e Baghdad è sempre in cima alle priorità della nostra politica  estera". Lo afferma su X il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas  Araghchi.

Iran, colloquio Lavrov-Abdelatty

Il ministro degli Esteri russo Lavrov e il suo omologo egiziano Abdelatty hanno discusso della situazione in Medio Oriente, compresi gli sviluppi relativi all'Iran, durante i colloqui a margine della riunione dei ministri degli Esteri dei BRICS a Nuova Delhi. Secondo il Ministero degli Esteri russo, entrambe le parti hanno sottolineato la necessita' di una "soluzione pacifica" alla crisi e hanno chiesto maggiori sforzi internazionali per raggiungere una "soluzione sostenibile a lungo termine".

Attacchi Israele a Gaza, almeno 5 palestinesi morti

Almeno quattro palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane nel nord della Striscia di Gaza, secondo quanto riferito ad Al Jazeera da fonti ospedaliere. Nell'attacco sono rimaste ferite diverse altre persone, tra cui dei bambini. In precedenza, una persona era rimasta uccisa e diverse altre ferite, tra cui alcuni bambini, in un bombardamento israeliano che aveva preso di mira un gruppo di civili a Jabalia.

Araghchi: "Emirati partner attivo dell'aggressione contro l'Iran"

"Gli Emirati Arabi Uniti sono un partner attivo in questa aggressione. È emerso chiaramente che hanno partecipato a questi attacchi e potrebbero persino aver agito direttamente contro di noi'. Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi durante il summit dei Brics in India, in merito alla presunta collaborazione tra Abu Dhabi, Stati Uniti e Israele nella guerra a Teheran. "Quando è iniziata l'aggressione contro l'Iran, loro (gli Emirati Arabi Uniti) si sono rifiutati di condannarla" e "in seguito hanno partecipato attivamente, fornendo basi militari, spazio aereo, territorio e strutture agli Stati Uniti e al regime israeliano", ha evidenziato il capo della diplomazia iraniana.   Richiamando poi l'indiscrezione circolata sulla visita di Netanyahu negli Emirati, Araghchi ha indicato l'episodio come un'ulteriore prova del coinvolgimento diretto del Paese vicino.

Abu Mazen promette elezioni legislative e presidenziali

Appena rieletto presidente leader di Fatah, il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha promesso riforme ed elezioni a breve. "Ci stiamo preparando a organizzare consultazioni legislative e presidenziali", ha spiegato Abu Mazen, 90 anni e in carica da oltre 20, nel suo discorso al congresso della fazione, componente principale dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp). Il congresso, della durata di tre giorni, riunisce a Ramallah circa 2.580 partecipanti, di persona o da remoto, chiamati a scegliere 18 rappresentanti del comitato centrale e 80 del consiglio rivoluzionario. Non c'è Nasser al-Kidwa, ex ministro degli Esteri, che ha deciso di boicottare l'incontro. "Questo congresso è illegittimo, e anche la leadership del partito, che ha usurpato il potere, è illegittima. Il suo tempo è finito", ha detto al-Kidwa, nipote di Yasser Arafat (1929 2004), predecessore di Abbas e cofondatore di Fatah. Tra gli esponenti di di Fatah in lizza per succedere a Mahmoud Abbas spiccano Jibril Rajoub, segretario generale del Comitato Centrale di Fatah, e il vicepresidente dell'Autorità Palestinese Hussein al-Sheikh. Il figlio maggiore di Abu Mazen, Yasser Abbas, si candida per un seggio nel comitato centrale. 

Gas: prezzo al Ttf chiude in rialzo a 47,6 euro/MWh

Il prezzo del gas al Ttf chiude in lieve rialzo (+1,5%) a 47,6 euro al megawattora, dopo aver aperto questa mattina a 46,4 euro.

Iran, Trump: "Xi favorevole ad accordo e vuole aiutare"

Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che il leader cinese  Xi Jinping sarebbe favorevole a un accordo con l’Iran e avrebbe persino  offerto il proprio aiuto per favorirlo. In un'intervista a Fox News,  Trump ha raccontato che Xi "vorrebbe vedere raggiunto un accordo" con  Teheran. "Chi compra così tanto petrolio ha ovviamente qualche tipo di  rapporto con loro - ha affermato Trump riferendosi alla Cina - Ma lui ha  detto: 'Mi piacerebbe essere d’aiuto. Se posso essere utile in  qualsiasi modo'. Vorrebbe vedere aperto lo Stretto di Hormuz”.

Trump: "La Cina comprerà 200 aerei Boeing"

La Cina ha accettato di comprare 200 aerei da Boeing, nell'ambito di un  accordo multimiliardario che segnerebbe il primo acquisto da parte del  Dragone di jet commerciali di fabbricazione americana da quasi un  decennio a questa parte. Lo ha annunciato il presidente americano Donald  Trump, in un'intervista a Fox News, al termine della sua giornata di  colloqui a Pechino. Le azioni Boeing, al contrario delel attese, cedono  il 5 % a Wall Street a causa delle stime circolate alla vigilia della  missione di Trump su una maxi commessa del Dragone di 600 aerei.

Stiglitz: "Xi ha in mano carte migliori di Trump"

"E' il presidente cinese  Xi Jinping ad avere le carte" nel vertice con  il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Lo afferma il premo  Nobel per l'Economia, Joseph Stiglitz, a Linkontro, l'evento sul largo  consumo di NielsenIq. "Xi è stato molto chiaro a far passare un paio di  messaggi politici: il primo è Taiwan è importante e non un tema su cui  scherzare", per scongiurare la possibile vendita di armi all'isola dagli  Usa, e il secondo è che "le guerre commerciali sono dannose per tutti"  spiega Stiglitz ricordando che Trump "ama i dazi" ma già nel primo round  di negoziati commerciali con la Cina, ha dovuto fare marcia indietro  quando Xi gli ha fatto presente la dotazione del Paese di materie prime  critiche. "Quando vai in guerra, devi sapere che carte hai tu e che  carte ha il nemico e la Cina ha delle carte, così come l'Iran", aggiunge  Stiglitz.

Iran, Axios: "Allerta in Israele su ipotesi ripresa guerra"

Israele sara' in stato di massima allerta questo fine settimana, in caso il presidente americano Donald Trump decidesse di riprendere la guerra. Lo riferisce il sito Axios citando fonti israeliane. "Qualsiasi operazione di questo tipo avrebbe luogo in coordinamento con l'esercito israeliano", hanno spiegato.

Obama difende il suo accordo e attacca Trump: "Io non ho bloccato Hormuz"

In un'intervista al Late Show di Stephen Colbert,  Barack Obama ha  difeso il suo accordo sul nucleare con l'Iran e ha attaccato Donald  Trump. "Ci siamo adoperati per negoziare un accordo diplomatico e ci  siamo arrivati senza sparare un missile. Trump  sta pianificando  un'escalation bellica mentre la sua frustrazione esplode", ha attaccato  l'ex presidente. "Non abbiamo dovuto uccidere nessuno né bloccare lo  stretto di Hormuz", ha insistito.

Borsa Milano: chiude in rialzo oltre 50 mila punti, sale A2A =

Piazza Affari chiude in netto rialzo nel giorno dell'incontro fra il presidente Usa, Donald Trump, e il suo omologo cinese, Xi Jinping. Vertice organizzato per il miglioramento delle relazioni politiche ed economiche tra i due paesi. Il Ftse Mib sale dell'1,15% a quota 50.050 punti, a un passo dal record del marzo 2000 quando il principale indice milanese tocco' i 50.109 punti. Sul listino, ben intonata A2A (+0,99%) dopo la presentazione dei conti del primo trimestre. La multiutility lombarda ha registrato ricavi a 4,6 miliardi (+15%) e un utile netto adjusted di 221 milioni, in calo dell'11% rispetto allo stesso periodo del 2025. Confermata la guidance 2026. Tra gli energetici: Enel -0,21%, Saipem +1,48%, Eni -0,04%. In luce Stellantis +3,54% che sarebbe in trattative con la cinese BYD per alcuni stabilimenti sottoutilizzati nel Vecchio Continente. Ancora brillante Stm (+5,41%) con Morningstar che ha portato il rating a Sell da Hold. Poste +1,54%. Nel comparto del credito Intesa +1,96%, Unicredit +1,67%, Mediobanca +0,44%, Banco Bpm +1,06%, Mps -0,23%.

Libano, a Washington terzo round dei colloqui con Israele

"Il nostro obiettivo è lo stesso che avevamo la settimana scorsa e  quella precedente, ovvero smantellare Hezbollah", ha affermato il  funzionario, secondo cui questo è un obiettivo "comune" sia del governo  libanese che di Israele dal momento che "chiunque voglia la pace vuole  smantellare Hezbollah".  Parlando  poi dell'Iran, il funzionario - che ha parlato a condizione di  anonimato - non ha espresso preoccupazione per l'apparente insistenza  del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel continuare a cercare  una soluzione diplomatica alla crisi. "Il presidente sa che l'Iran  mente sempre e prende tempo", ha spiegato la fonte, esortando a "non  sottovalutare la risolutezza del presidente Trump nell'assicurarsi che  raggiunga i suoi obiettivi, garantendo che l'Iran non abbia capacità  nucleari".  Poi, sempre  riferendosi all'Iran, ha aggiunto: "Abbiamo eliminato la maggior parte  della leadership di primo livello, la maggior parte della leadership di  secondo livello. E ora hanno quella che si potrebbe chiamare la 'squadra  di riserva'. Non credo che il popolo iraniano voglia sostituire un  ayatollah con un altro – l'ayatollah senior rimpiazzato dall'ayatollah  junior. Ma sta a loro decidere", ha concluso.

Borse europee, chiudono in rialzo con ottimismo Trump-Xi

Le Borse europee chiudono in rialzo sulla scia dell'ottimismo suscitato sul mercato dal vertice di due giorni tra il presidente statunitense Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping, durante il quale saranno affrontati temi come Taiwan, Iran e intelligenza artificiale. Trump ha dichiarato che Xi ha offerto l'aiuto della Cina per aprire lo Stretto di Hormuz e si e' impegnato a non inviare equipaggiamento militare a sostegno dell'Iran nella sua guerra contro Stati Uniti e Israele. L'indice Cac di Parigi avanza dello 0,93% a 8.082,27 punti, il Dax 30 di Francoforte sale dell'1,37% a 24.430,97 punti mentre l'Ftse 100 di Londra segna un +0,41% a 10.367,69 punti. L'Ibex di Madrid guadagna lo 0,83% a 17.801,50 punti e l'Ftse Mib registra un progresso dell'1,15% a 50.050,27 punti.

Il Brasile offre all'Iran la sua mediazione per la pace

Il ministro degli Esteri brasiliano, Mauro Vieira, ha incontrato il suo omologo iraniano, Abbas Araqchi, per offrire la mediazione del suo Paese per ottenere "la pace e la riapertura dello Stretto di Hormuz". In una bilaterale a margine della ministeriale del Brics, a Nuova Delhi, il capo della diplomazia verde-oro ha ribadito che il Brasile sostiene una "soluzione diplomatica" per il conflitto e che è disposto a "contribuire agli sforzi negoziali". Lo riporta l'agenzia Efe.    In particolare, Vieira ha inoltre sottolineato che lo stretto è "strategico per il flusso globale di combustibili e fertilizzanti", da cui dipende la potente industria agricola brasiliana.    Da parte sua, Araqchi ha aggiornato il suo omologo in merito agli "sforzi diplomatici in corso con la mediazione del Pakistan" al fine di raggiungere un accordo che "ristabilisca la pace nella regione".

Trump: "Xi ha offerto aiuto per riaprire Stretto di Hormuz"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che il presidente Xi Jinping ha offerto l'aiuto della Cina per aprire lo Stretto di Hormuz e si e' impegnato a non inviare equipaggiamento militare a sostegno dell'Iran nella sua guerra contro Stati Uniti e Israele. "Ha detto che non fornira' equipaggiamento militare... lo ha detto con fermezza", ha affermato Trump al programma "Hannity" di Fox News, dopo l'incontro tra i due leader a Pechino. "Gli piacerebbe vedere lo Stretto di Hormuz aperto e ha detto 'se posso essere d'aiuto in qualsiasi modo, sarei felice di dare una mano'", ha aggiunto Trump.

Il Cdm delibera la proroga delle missioni internazionali

Il Consiglio dei ministri, a quanto si apprende, ha deliberato la proroga delle missioni internazionali in corso e l'avvio di nuove. La deliberazione passerà ora all'esame del Parlamento per la necessaria autorizzazione, come previsto dalla legge quadro sulle missioni internazionali.

Trump: "Xi si è offerto di aiutare sull'Iran, non darà armi a Teheran"

Il presidente Usa Donald Trump ha detto che il suo omologo cinese Xi  Jinping si è offerto di fornire un aiuto sull'Iran: in un'intervista a  Fox News, il tycoon ha anche aggiunto che il leader cinese "ha detto che  non fornirà equipaggiamento militare" a Teheran. "Lo ha detto oggi ed è  una dichiarazione importante", ha proseguito, parlando degli incontri  avuti oggi a Pechino. Xi "ha detto che non fornirà equipaggiamento militare" all'Iran e "lo ha  affermato con grande fermezza", ha aggiunto Trump al programma  'Hannity' su Fox News, al termine della prima giornata di incontri con  il leader cinese. L'intelligence Usa, invece, ha riferito che aziende  cinesi hanno discusso con l'Iran la spedizione di armi, come riportato  dal Washington Post, con la modalità del passaggio attraverso un Paese  terzo per confondere la provenienza. "Vorrebbe vedere lo Stretto di  Hormuz aperto e ha detto: 'Se posso essere di qualsiasi aiuto, vorrei  dare il mio contributo'", ha aggiunto il tycoon, rilevando che chiunque  abbia acquistato "considerevoli quantità di petrolio dall'Iran ha, come è  ovvio, intessuto un qualche tipo di relazione, ma lui vorrebbe vedere  lo Stretto di Hormuz aperto". Pechino compra a sconto circa il 90% del  greggio prodotto da Teheran, pari a circa il 10-15% di tutte le  importazioni cinesi di oro nero.

Rubio: "Non chiediamo aiuto alla Cina sull'Iran, tra Trump e Xi terreno comune"

Gli Stati Uniti "non chiedono" aiuto alla Cina sull'Iran, "non ne hanno  bisogno". Lo ha detto il segretario di Stato americano Marco Rubio,  reiterando che i presidenti Donald Trump e Xi Jinping hanno trovato un  "terreno comune" sullo Stretto di Hormuz. "Non stiamo chiedendo l'aiuto  della Cina. Non ne abbiamo bisogno", ha detto Rubio a Nbc News: le due  parti hanno concordato nell'opporsi allo sviluppo di armi nucleari da  parte dell'Iran e nella contrarietà "alla militarizzazione dello Stretto  di Hormuz" o all'introduzione di un sistema di pedaggi. "E questa è  anche la nostra posizione". Rubio ha inoltre messo in guardia Teheran  dal tentare di sfruttare le divisioni interne alla politica statunitense  per influenzare i negoziati con Washington. "Ciò che il presidente  Trump sta mettendo in chiaro è questo: se gli iraniani pensano di poter  utilizzare la nostra politica interna per fare pressione su di lui e  costringerlo ad accettare un cattivo accordo, ebbene, questo non  accadrà", ha assicurato.

Ft: "Riad propone un patto di non aggressione tra la regione e Teheran"

L'Arabia Saudita ha discusso con gli alleati occidentali un possibile  patto di non aggressione tra i Paesi del Golfo e l'Iran, per gestire le  tensioni nella regione anche in vista di una riduzione della presenza  Usa una volta conclusa la guerra contro Teheran. Lo riporta il Financial  Times, citando fonti diplomatiche. Un funzionario arabo ha inoltre  affermato che un patto di non aggressione, sul modello degli Accordi di  Helsinki, sarebbe accolto favorevolmente dalla maggior parte degli Stati  arabi e musulmani, oltre che dall'Iran, secondo cui la regione dovrebbe  essere libera da interferenze occidentali. Secondo due diplomatici occidentali, la regione si prepara a uno  scenario postbellico con un Iran indebolito, ma ancora capace di  rappresentare una minaccia per i vicini. Per questo motivo, scrive il  Financial Times, "molte capitali europee e istituzioni dell'Ue  sostengono l'iniziativa saudita e hanno invitato altri Paesi del Golfo  ad appoggiarla, considerandola il modo migliore per evitare futuri  conflitti e offrire a Teheran garanzie sul fatto che non verrà  nuovamente attaccata". "Tutto dipende da chi ne farà parte", ha  affermato un funzionario arabo, secondo cui "senza Israele potrebbe  essere controproducente, perché dopo la guerra in Iran molti lo  considerano la principale fonte di conflitto". Inoltre, secondo le fonti  del Ft, il piano di non aggressione potrebbe essere messo alla prova  dalle divisioni fra Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, le due  potenze più influenti del Golfo. Abu Dhabi, infatti, si è mostrata fin  da subito aggressiva contro Teheran e ha criticato le istituzioni arabe  per non essersi opposte con più fermezza alle aggressioni iraniane nella  regione. Diversamente, Arabia Saudita e altri Paesi del Golfo hanno  sostenuto gli sforzi di mediazione guidati dal Pakistan per un'intesa  fra Usa e Repubblica Islamica che ponga fine alla guerra.

Trump: "Xi mi ha assicurato che non fornira' armi all'Iran"

Il presidente cinese, Xi Jinping, ha detto al presidente americano, Donald Trump, che "non fornira' equipaggiamenti militari" all'Iran. Lo ha detto il capo della Casa Bianca in un'intervista a Fox News. "Ha detto che non fornira' equipaggiamento militare. E' un'affermazione importante. Ma allo stesso tempo ha detto che comprano molto petrolio li' e che vorrebbero continuare a farlo", ha spiegato.

Bessent: "Il blocco dei porti iraniani è un successo clamoroso"

Il blocco di un mese imposto dagli Stati Uniti ai porti iraniani è stato  "un successo clamoroso", utile a esercitare una forte pressione su  Teheran. In un'intervista alla Cnbc, il segretario al Tesoro Scott  Bessent ha affermato che il modo migliore per trattare con i leader  iraniani è "metterli alle strette economicamente". "Nessuna delle loro  navi riesce a uscire o a entrare: di conseguenza, non sono in grado di  stoccare petrolio in mare aperto e inizieranno quindi a interrompere la  loro produzione. Riteniamo di essere arrivati al punto in cui i soldati  non sono più pagati" e "non riescono a rifornire le proprie scorte di  armi dall'estero. Credo dunque che siano ormai agli sgoccioli", ha  sostenuto Bessent.

Lavrov incontra il ministro degli Esteri iraniano Araghchi

Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha avuto oggi un colloquio con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi a margine di una riunione dei capi delle diplomazie dei Paesi Brics a New Delhi. Lo ha reso noto sul suo canale Telegram la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. Lavrov e Araghchi, secondo il ministero degli Esteri russo, "hanno discusso approfonditamente e in modo confidenziale i progressi dei colloqui di pace mirati a risolvere il conflitto armato in Medio Oriente scatenato dagli Stati Uniti e da Israele". La parte russa, aggiunge il ministero, ha sottolineato l'importanza di mantenere il cessate il fuoco e la fragile tregua, così come di prevenire l'interruzione degli sforzi politici e diplomatici per arrivare ad un accordo irano-americano onnicomprensivo che apre la strada a una normalizzazione della situazione nella regione.

Centcom: "Distrutte 161 navi da guerra e il 90% delle mine dell'Iran"

"In mare abbiamo distrutto 161 unità navali totali relative a 16 diverse  classi di navi da guerra, compromettendo di fatto la capacità operativa  del regime" iraniano. L'ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, ha  riferito che le forze Usa hanno eliminato "oltre il 90% di quello che  era un imponente arsenale di mine navali fatto di oltre 8.000 ordigni,  attraverso oltre 700 attacchi aerei mirati". In sintesi, ha aggiunto  Cooper in un'audizone al Congresso, "la Marina iraniana non può più  rivendicare lo status di potenza marittima e non è in grado di  proiettare la sua forza nel Golfo di Oman o nell'Oceano Indiano". L'Iran, ha proseguito Cooper, "conserva una capacità di disturbo, fatta  di azioni di molestia, attacchi con droni e razzi di fascia bassa,  nonché un residuo sostegno a forze per procura, ma non possiede più i  mezzi per minacciare operazioni regionali su vasta scala o per  ostacolare la libertà d'azione degli Stati Uniti nei domini aereo e  marittimo". Ad oggi, inoltre, le forze del Centcom, il comando militare  Usa che copre il Medio Oriente, hanno respinto 70 navi commerciali e  bloccato 4 unità, nell'ambito delle operazioni di blocco lungo lo  Stretto di Hormuz.

Usa, media: "Pentagono sospende invio 4 mila soldati in Europa"

Il Pentagono ha bloccato all'ultimo momento il dispiegamento in Polonia della Seconda Brigata corazzata da combattimento della prima divisione di cavalleria, la storica brigata "Black Jack", composta da circa 4 mila soldati e da un ingente quantitativo di mezzi pesanti. Lo riportano i media americani. L'unita', di stanza a Fort Hood, aveva gia' completato il primo maggio la tradizionale cerimonia del "casing of the colors", che precede la partenza per una missione all'estero. Alcuni militari dell'avanguardia erano gia' arrivati in Polonia e parte dell'equipaggiamento era in viaggio attraverso l'Oceano Atlantico quando, il 13 maggio, e' arrivato l'ordine di sospendere l'operazione. La decisione riporta di fatto la presenza militare americana in Europa ai livelli precedenti al 2022, cioe' prima dell'invasione russa dell'Ucraina, e si inserisce nel piu' ampio piano del presidente Donald Trump per ridurre l'impronta militare degli Stati Uniti nel continente europeo, dopo il recente ritiro di 5 mila soldati dalla Germania. Le autorita' polacche hanno tuttavia minimizzato la portata della decisione. Il ministro della Difesa Wladyslaw Kosiniak-Kamysz ha definito la misura una normale "riorganizzazione" delle forze americane in Europa e ha assicurato che Varsavia non e' preoccupata, sottolineando anzi che il governo polacco auspica una presenza ancora maggiore di truppe statunitensi sul proprio territorio. Il Pentagono non ha finora fornito spiegazioni dettagliate sulla sospensione del dispiegamento.

Iran, in primi 3 giorni settimana 18 navi hanno attraverso Stretto Hormuz

Nei primi tre giorni di questa settimana circa 18 navi hanno  attraversato lo Stretto di Hormuz, un numero superiore a quello della  settimana precedente. E' quanto emerge dai dati di MarineTraffic citati  dal 'Wall Street Journal'. Prima della guerra degli Stati Uniti e di  Israele contro l'Iran erano circa 130 le navi che attraversavano ogni  giorno lo Stretto, garantendo il trasporto di circa il 20% delle  forniture mondiali di petrolio e gas. "Gli  armatori si stanno preparando a un'interruzione di lungo periodo e  alcuni stanno rivalutando la propria propensione al rischio”, secondo  gli analisti di Lloyd's List of Intelligence in merito alla situazione  delle petroliere. "Altri potrebbero tentare di attraversare lo Stretto,  dato che le prospettive di una risoluzione appaiono sempre più remote"- Il  numero di navi con un chiaro legame con l'Iran – che hanno fatto scalo  in porti iraniani o che trasportano merci iraniane – in transito nello  Stretto è diminuito in modo significativo, secondo Lloyd's.

Tajani: "Albanese? Non devo commentare decisioni di ogni tribunale"

"Mica devo commentare le decisioni di ogni tribunale nel mondo". Così  il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia Antonio Tajani, al  termine del Question Time al Senato, risponde ai cronisti che chiedono  un commento sulla sospensione delle sanzioni a Francesca Albanese decisa  da un tribunale degli Stati Uniti. A chi fa notare la posizione delle  opposizioni, secondo cui il governo non ha fatto abbastanza per  difendere una cittadina italiana, dice: "le opposizioni possono sempre  dire quello che vogliono in democrazia".

Pentagono sospende l'invio di 4.000 soldati americani in Europa

Il dispiegamento in Europa di circa 4.000 militari americani della  brigata 'Black Jack' è stato sospeso. Lo riferisce il sito specializzato  Stars and Stipes citando un funzionario del Pentagono. L'armata era  partita da Fort Hood, in Texas, una settimana fa, per una missione in  Poloni e altre zone sul fianco orientale della Nato della durata di  circa nove mesi. Tuttavia, il piano è stato bloccato, nonostante la  maggior parte dell'equipaggiamento dell'unità sia già stata spedita in  Europa.

Flottilla, Ghio (Pd): "Tajani riferisca in Aula su tutela nostri cittadini"

"Il PD, associandosi alla richiesta di informativa urgente, chiede al  Ministro Tajani come intenda tutelare i cittadini italiani impegnati  nella nuova missione della Flotilla, esposta a rischi gravissimi in caso  di cattura da parte dell'esercito israeliano. L'Italia e l'Europa  devono garantire protezione diplomatica agli attivisti e una scorta  umanitaria alle imbarcazioni". Lo dichiara la vicepresidente del gruppo  PD alla Camera, Valentina Ghio evidenziando che "mentre l'ONU denuncia  nuove violazioni del diritto internazionale da parte di Israele con la  legge che istituisce un tribunale militare speciale e il tribunale  statunitense sospende le sanzioni sulla relatrice ONU Albanese, il  Governo italiano continua a restare in silenzio sulle continue morti a  Gaza, sugli aiuti bloccati, sulle violazioni del diritto internazionale  ai danni di una sua concittadina e di funzionari della Corte Penale  dell'Aja sottoposti ingiustamente a sanzioni perché colpevoli di fare il  loro lavoro. Il silenzio davanti alle violazioni dei diritti umani non è  neutralità. È complicità". "Voglio esprimere la vicinanza del PD al  collega Carotenuto e a tutti i volontari della Flottilla impegnati in  un'operazione umanitaria che continua a sostituirsi all'assenza di  azioni umanitarie efficaci dei governi, a partire dal nostro, mentre a  Gaza e in Libano i civili continuano a morire e in Cisgiordania i  diritti umani sono costantemente violati", conclude Ghio.

Energia, Franzolini (FenealUil): "Crisi internazionale entra nei cantieri"

“La crisi internazionale generata dalle guerre in corso non resta  lontana dai luoghi di lavoro: entra nei cantieri attraverso il costo  dell’energia, delle materie prime, dei trasporti e degli appalti. Per  questo, la FenealUil continua a tenere insieme due parole considerate  inseparabili: pace e lavoro". Lo dichiara il segretario generale   FenealUil Mauro Franzolini nel corso della seconda giornata del XIX  congresso nazionale a Castellaneta Marina.  Come  evidenziato da Franzolini “l’Italia deve rafforzare la propria capacità  di investimento nelle energie rinnovabili, valorizzando le risorse  naturali disponibili e riducendo la dipendenza energetica dall’estero.  Un percorso che, secondo la FenealUil, richiede una strategia  industriale chiara e investimenti strutturali capaci di coniugare  sostenibilità, occupazione e sviluppo.”

Banca di Spagna: "La guerra in Medio Oriente avrà effetti duraturi su prezzi energia"

La guerra in Medio Oriente avrà un impatto "limitato" sull'economia spagnola, ma con effetti "duraturi" sui prezzi dell'energia, avverte la Banca di Spagna nel suo Rapporto sulla Stabilità finanziaria di primavera 2026. Lo stretto di Hormuz resta "severamente ristretto" alla navigazione e interessa il 20% dell'offerta mondiale di petrolio e gas Gnl, mentre la produzione totale della regione rappresenta circa il 30% del totale globale, pari a 10 milioni di barili al giorno, "una proporzione superiore a quella osservata dopo l'invasione russa dell'Ucraina nel 2022", segnala la banca centrale.    Secondo il rapporto, le famiglie, le imprese e le banche affrontano lo scenario con basso indebitamento e buona qualità del credito. Tuttavia, un incremento del prezzo del petrolio provocherebbe "un aumento forte e rapido dell'inflazione, seppure temporaneo". Con un barile di Brent a 145 dollari, la previsione è che l'inflazione arrivi al 6,8% nel 2026 e al 3,7% nel 2027, mentre che la crescita sarebbe dell'1,3% del Pil quest'anno e nulla nel seguente. Il tasso di disoccupazione arriverebbe all'11,7%. Questo scenario "è più o meno quanto accadde nella guerra del Golfo", con una riduzione dell'offerta del 9%.     Tuttavia, un aumento del pretrolio a 220 dollari per barile provocherebbe "una recessione", un termine "non abituale" nei rapporti della Banca. In tale scenario, l'inflazione potrebbe arrivare al 9,5% nel 2026, con una crescita del Pil dello 0,6% quest'anno e una contrazione dello 0,7% nel 2027, mentre il tasso di disoccupazione salirebbe al 12,9%.   Per il direttore generale di Stabilità finanziaria, Daniel Perez Cid, "la situazione è molto avversa", ma esiste uno scenario centrale con effetti "moderati", che possono peggiorare se il conflitto persiste. La Banca avverte che "la prolungata restrizione dell'offerta energetica potrebbe portare a una frammentazione globale dei mercati e a un rischio elevato di correzioni".    Il debito pubblico, pur ridotto al 101,2% del Pil a febbraio, resta una vulnerabilità: i conti pubblici "sono recuperati dagli shock del 2020", ma  continuano a "un livello elevato" di debito "in termini di Pil, superiore al 100%" e "si avverte la mancanza di misure concrete per spiegare la riduzione del deficit pubblico", segnala il rapporto.   Il settore bancario mostra "resilienza aggregata notevole", con margini ridotti in caso di aggravemento della crisi energetica.

Iran, accoglienza calorosa per Araghchi a vertice Brics India

A guardare le foto del vertice, l'Iran sembra tutt'altro che un paese isolato sulla scena internazionale. Il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, sembra essere stato accolto con grande calore dai ministri degli Esteri del Brics riuniti a Nuova Delhi. Il premier Narendra Modi, che pure non ha preso parte ai lavori, ha salutato personalmente i partecipanti, compreso appunto Araghchi cui ha riservato una calorosa stretta di mano e grandi sorrisi, e posato per la foto di famiglia. A Nuova Delhi, Araghchi e' intervenuto ai lavori del vertice con un duro discorso in cui ha attaccato gli Stati uniti e Israele. E gli Emirati Arabi Uniti colpevoli di essersi allineati con il nemico. Il ministro ha avuto poi bilaterali con diversi colleghi, di cui ha dato conto con grande enfasi la stampa iraniana, tra cui il russo Serghei Lavrov, il brasiliano Mauro Vieira e il malese Mohamad bin Haji Hasan. "Per quasi tutti i presenti in questa sala, la nostra resistenza alle prepotenze degli Stati Uniti non e' una battaglia sconosciuta", ha esordito Araghchi nel suo intervento. "Molti di noi subiscono sfumature diverse della stessa ripugnante coercizione", ha sottolineato, "e' arrivato il momento di unire le forze e mettere in chiaro che questi comportamenti devono finire nel cestino della storia".

Sorelle in fuga da Gaza studieranno ad Ancona

"Accogliere le due studentesse significa riaffermare concretamente il ruolo delle universita' come luogo di opportunita', inclusione e costruzione di futuro. Ho visto davvero una grande commozione e grande gioia nei loro occhi, ma soprattutto una grande speranza, e noi cercheremo di far si' che si trovino a casa e che questa speranza diventi concreta". Lo ha detto il rettore dell'universita' Politecnica delle Marche, Enrico Quagliarini, incontrando le due sorelle palestinesi arrivate ad Ancona al termine di un percorso istituzionale che ha consentito loro di lasciare Gaza in sicurezza per poter studiare nelle Marche. Le studentesse, accompagnate da Khalil Mujahed di Espresso Study, frequenteranno il corso di Laurea Triennale in Digital Economics and Business e il corso di Laurea Magistrale in Green Industrial Engineering. "Oggi hanno tutti i riflettori addosso - ha spiegato il rettore - ma poi subentrera' la quotidianita': sara' la vera sfida, quella di farle sentire davvero a casa e continuare a seguirle". Supporto concreto arrivera' dall'Erdis Marche, l'ente regionale per il diritto allo studio, che garantira' alle due studentesse una borsa di studio comprensiva di vitto e alloggio presso la foresteria universitaria per l'intero percorso accademico.

La Russa riceve ambasciatore Usa Fertitta

Il presidente del Senato, Ignazio La Russa ha ricevuto a palazzo  Giustiniani l'ambasciatore degli Stati Uniti, Tilman J. Fertitta.

Borsa: l'Europa positiva dopo Wall Street, Milano +0,9%

Le Borse europee proseguono in rialzo dopo l'avvio positivo di Wall Street. L'attenzione dei mercati si concentra sui colloqui, a Pechino, tra il presidente Usa, Donald Trump e il presidente cinese, Xi Jinping. Sotto i riflettori anche lo stallo tra Usa e Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz.    L'indice stoxx 600 sale dello 0,5%. In rialzo Francoforte (+1,05%), Milano (+0,9%), mentre si dirige verso i 50.000 punti, Parigi e Madrid (+0,7%) e Londra (+0,2%). I listini sono sostenuti dal comparto tecnologico (+2%). Bene anche le banche (+0,7%) e le assicurazioni (+1%). Positive le utility (+0,3%), con il prezzo del gas che sale del 2% a 47,90 euro al megawattora. Bene l'energia (+0,2%), con il petrolio debole ma sopra i 100 euro. Il Wti scende dello 0,1% a 100,87 dollari l'oncia. Il Brent cede lo 0,3% a 105,29 dollari.    In calo i titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund si attesta a 73 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,78% e quello tedesco al 3,04%.    A Piazza Affari corrono Stm (+4,4%) e Stellantis (+3,3%). Bene anche Mediolanum e Poste (+2%). A2a (+1,8%), dopo i risultati del primo trimestre. In fondo Fincantieri (-1,5%), Snam (-1,3%) e Nexi (-1%). Fuori dal listino principale giù Ferretti (-3,5%), nel giorno dell'assemblea per la nomina del nuovo Cda.

"Abusi sessuali su palestinesi", Israele fa causa a Nyt

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar hanno ordinato l'avvio di una causa per diffamazione contro il New York Times per l'articolo di Nicholas Kristof riguardante presunte aggressioni sessuali ai danni di prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane. Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri su X, denunciando "una delle menzogne piu' orribili e distorte mai pubblicate contro lo Stato di Israele nella stampa moderna". Nell'editoriale pubblicato sul Nyt, Kristof ha denunciato la pratica diffusa di aggressioni sessuali e stupri perpetrati da israeliani - soldati, coloni, agenti dello Shin Bet e guardie penitenziarie - nei confronti di palestinesi, in maggioranza uomini ma anche donne. Nel pezzo, viene descritto nel dettaglio un modello sistemico di abusi e di "potere senza limiti" all'interno delle prigioni israeliane, tra il silenzio della comunita' internazionale. Kristof riporta diverse testimonianze dirette di palestinesi di Cisgiordania e Gaza, sottolineando che "non ci sono prove che i leader israeliani ordinino gli stupri, ma negli ultimi anni hanno costruito un apparato di sicurezza in cui la violenza sessuale e' diventata, come ha affermato un rapporto Onu dello scorso anno, una delle "procedure operative standard" di Israele e "un elemento fondamentale nel maltrattamento dei palestinesi"". Una situazione peggiorata negli ultimi anni, in un clima generale di impunita'. Kristof si dice inorridito da questo schema di abusi: "I nostri soldi delle tasse americane sovvenzionano l'apparato di sicurezza israeliano, quindi si tratta di violenze sessuali in cui gli Stati Uniti sono complici". Invocando l'intervento degli Stati Uniti sull'alleato perche' metta fine all'impunita' e ripristini le visite della Croce Rossa ai detenuti palestinesi, l'editorialista afferma che "qualunque sia l'opinione sul conflitto in Medio Oriente, dovremmo essere uniti nel condannare lo stupro". "Gli orribili abusi inflitti alle donne israeliane il 7 ottobre ora accadono ai palestinesi giorno dopo giorno".

Flottilla, Zabatta (Avs): "Meloni garantisca incolumità attivisti"

"La Global Sumud Flotilla è salpata da Marmaris in direzione di Gaza, con 54 imbarcazioni e circa 500 attivisti provenienti da 40 Paesi. Di fronte a questa iniziativa, esprimiamo forte preoccupazione per l'incolumità dei partecipanti," dichiara Fiorella Zabatta, co-portavoce di Europa Verde ed esponente di Alleanza Verdi e Sinistra.     "Chiediamo con estrema fermezza che Israele non compia alcun atto violento o illegale contro questa spedizione. È imprescindibile il totale rispetto del diritto internazionale: il governo israeliano deve astenersi categoricamente da qualsiasi aggressione o, ancor peggio, da inaccettabili atti di tortura nei confronti di chi sta portando avanti una missione pacifica. Al contempo, rivolgiamo un appello perentorio al Governo Meloni: l'Esecutivo ha il preciso dovere di fare da scudo e garantire la massima protezione per i cittadini italiani che fanno parte della missione. L'Italia non può restare inerte; deve attivare preventivamente e immediatamente tutti i canali diplomatici per assicurare che non venga torto un capello ai nostri connazionali. La solidarietà non è un crimine e l'incolumità di chi la pratica deve essere difesa con ogni mezzo dallo Stato italiano", conclude.

Tajani: "Porteremo a livello europeo il tema della protezione dei dissidenti iraniani"

"Il governo italiano sta dalla parte della libertà. L'Italia continuerà a fare la propria parte con fermezza e coerenza per la pace e la democrazia in Iran". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nel corso del question time al Senato, rispondendo all'interrogazione del senatore di Azione, Marco Lombardo, in merito alla questione del rilascio permesso di soggiorno in Italia per i dissidenti iraniani in caso di mancato rinnovo del passaporto da parte del regime di Teheran.    "Con l'obiettivo di arrivare a risultati concreti, abbiamo intenzione di porre il tema anche a livello europeo, per sostenere chi è costretto a fuggire dalla repressione e per rafforzare le forme di protezione nei confronti dei dissidenti iraniani", ha affermato Tajani, sottolineando che "la questione è importante e riguarda migliaia di cittadini iraniani residenti in Italia, molti dei quali con il passaporto scaduto o in scadenza".    Il ministero dell'Interno "sta conducendo gli approfondimenti necessari per valutarne le implicazioni sul caso singolo e sul quadro normativo nel suo complesso, per trovare una soluzione rapida e concreta. Nel frattempo, tutti gli uffici di pubblica sicurezza sul territorio nazionale hanno ricevuto l'istruzione di esaminare caso per caso le richieste di rinnovo dei permessi di soggiorno in scadenza e ovviamente di tutelare la sicurezza di tutti i cittadini, iraniani e non, che vivono nel nostro Paese".  "Il regime iraniano è ancora lo stesso che, solo pochi mesi fa, ha represso con la violenza i propri giovani scesi in piazza per manifestare pacificamente, per chiedere libertà e democrazia. Una repressione che condanniamo e che continua anche oggi con le esecuzioni capitali di chi ha osato opporsi. Come siamo contro la pena di morte in Israele, così siamo contro l'utilizzo della pena di morte in Iran", ha detto Tajani aggiungendo che "il governo è al fianco del popolo iraniano. La risposta migliore è proprio l'impegno senza sosta per la pace". Teheran "deve impegnarsi a negoziare in buona fede e con flessibilità, per una soluzione costruttiva e riprendere la collaborazione con l'Agenzia dell'Onu per il nucleare e a ristabilire le relazioni coi Paesi del Golfo".

Mondiali 2026, Iran denuncia: squadra ancora senza visti Usa

La Federazione calcistica dell'Iran non ha ancora ricevuto i visti necessari per consentire alla nazionale iraniana di recarsi negli Stati Uniti e partecipare ai Mondiali Fifa 2026. Lo ha reso noto il presidente della federazione, Mehdi Taj, secondo cui la situazione resta incerta a meno di un mese dall'inizio del torneo, in programma dall'11 giugno al 19 luglio tra Stati Uniti, Canada e Messico. "Domani o dopodomani avremo una riunione decisiva con la Fifa. Deve fornirci delle garanzie, perche' il problema dei visti non e' ancora stato risolto", ha dichiarato Taj, citato dall'agenzia Irna. Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ha ribadito che l'Iran giochera' le proprie partite negli Stati Uniti, come stabilito dal sorteggio del torneo. "Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione dall'altra parte su chi abbia ottenuto i visti. Finora non e' stato rilasciato alcun visto", ha aggiunto Taj. Iran e Stati Uniti non intrattengono relazioni diplomatiche dal 1980, dopo la crisi degli ostaggi nell'ambasciata americana a Teheran. Secondo il presidente federale, i giocatori dovranno recarsi ad Ankara per il rilevamento delle impronte digitali previsto dalla procedura per il rilascio dei visti. "Noi non abbiamo nulla a che fare con gli Stati Uniti. Ci siamo qualificati per la Coppa del Mondo ed e' compito della Fifa organizzarla", ha affermato. La nazionale iraniana, conosciuta come Team Melli, ha celebrato ieri una cerimonia di saluto prima della partenza per il Mondiale. La squadra avra' il proprio quartier generale a Tucson e affrontera' Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto nel gruppo G.

Madrid: "Spagna e Kuwait aprono nuova tappa cooperazione bilaterale"

"Kuwait è un grande amico della Spagna, un attore chiave in Medio Oriente che ha la nostra solidarità". E' il messaggio riversato su X dal ministro degli Estero spagnolo, José Manuel Albares, dopo l'incontro odierno a Madrid con il suo omologo kuwaitiano, lo sceicco Jarrah Jaber Al Ahmad Al Sabah.   "Apriamo una nuova tappa di cooperazione politica, economica, industriale e tecnologica. Diamo impulso ai collegamenti aerei", informa Albares nel testo.

Wall Street: apre in rialzo con vertice Xi-Trump

La Borsa di New York ha aperto in rialzo, con i mercati che scommettono su possibili progressi per le aziende americane e per il commercio globale grazie all'incontro di Pechino tra Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping. Nei primi scambi, il Dow Jones guadagna lo 0,73% (e supera i 50.000 punti), il Nasdaq sale dello 0,09% e l'indice allargato S&P 500 avanza dello 0,23%.

Iran, Tajani: "Al lavoro per tutelare iraniani in Italia"

Di fronte a migliaia di cittadini iraniani residenti in Italia, molti dei quali con il passaporto scaduto o in scadenza, le autorita' sono al lavoro per "trovare una soluzione rapida e concreta". Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo al Question Time al Senato. "Il ministero dell'Interno sta conducendo gli approfondimenti necessari per valutare le implicazioni sul caso singolo e sul quadro normativo nel suo complesso per trovare una soluzione rapida e concreta - ha risposto il titolare della Farnesina - Nel frattempo tutti gli uffici di pubblica sicurezza sul territorio nazionale hanno ricevuto l'istruzione di esaminare caso per caso le richieste di rinnovo dei permessi di soggiorno in scadenza e ovviamente di tutelare la sicurezza di tutti i cittadini iraniani". Tajani ha anche informato l'aula dell'intenzione di "porre il tema anche a livello europeo per sostenere chi e' costretto a fuggire dalla repressione e per rafforzare le forme di protezione nei confronti dei dissidenti iraniani".

Katz attacca Yamal, aveva sventolato bandiera palestinese

Il ministro della Difesa, Israel Katz, ha attaccato il giovane fuoriclasse del Barcelona Lamine Yamal per aver sventolato una bandiera palestinese durante i festeggiamenti per la conquista della Liga a Barcellona. In post pubblicato in spagnolo sul X, Katz ha accusato il calciatore diciottenne di "incitare contro Israele e fomentare l'odio" mentre, ha scritto, "i nostri soldati combattono l'organizzazione terroristica Hamas, che il 7 ottobre ha massacrato, violentato, bruciato e assassinato bambini, donne e anziani ebrei". "Chi sostiene questo tipo di messaggi deve chiedersi: lo considera umanitario? E' questo morale?", ha aggiunto il ministro israeliano, assicurando che non restera' in silenzio di fronte a quella che ha definito "incitazione contro Israele e contro il popolo ebraico". Katz ha inoltre espresso l'auspicio che il Barcelona prenda le distanze dall'episodio e chiarisca "in modo inequivocabile" che non c'e' spazio "per l'incitamento ne' per il sostegno al terrorismo". Le dichiarazioni arrivano dopo che, durante la festa per il titolo del campionato spagnolo, Lamine Yamal e' stato ripreso mentre sventolava per alcuni minuti una bandiera palestinese consegnatagli da un tifoso. Il gesto e' stato successivamente rilanciato dallo stesso giocatore sul suo profilo Instagram, dove conta oltre 42 milioni di follower, suscitando un ampio dibattito sui social network.

Agenzia marittima Gb, nave al largo degli Emirati sequestrata dagli iraniani

La nave sequestrata al largo delle coste degli Emirati Arabi nei pressi dello stretto di Hormuz, "è stata presa da personale iraniano mentre era all'ancora": lo ha reso noto la società britannica di sicurezza marittima Vanguard Tech sulla base di quanto riferito dal "responsabile della sicurezza della compagnia". Lo riporta Reuters sul suo sito.    Stando a due fonti, l'imbarcazione sequestrata dovrebbe essere la Hui Chuan, battente bandiera dell'Honduras, impiegata a supporto di attività ittica. Secondo i dati disponibili sulla piattaforma MarineTraffic, la nave è stata tracciata l'ultima volta appena all'interno della zona economica esclusiva (Zee) dell'Iran.

Israele-Libano, iniziato il terzo round di colloqui diretti a Washington

Il terzo round di colloqui diretti tra Israele e Libano è iniziato al Dipartimento di Stato a Washington, alla presenza degli ambasciatori negli Usa dei due Paesi. È previsto che il confronto prosegua anche domani. Lo conferma la portavoce dell'ambasciata israeliana a Washington all'ANSA.

Lavrov incontra il ministro degli Esteri iraniano Araghchi

Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha avuto oggi un colloquio con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi a margine di una riunione dei capi delle diplomazie dei Paesi Brics a New Delhi. Lo ha reso noto sul suo canale Telegram la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

Flotilla, partita dalla Turchia nuova missione per Gaza

La Freedom Flotilla e' partita per una nuova missione per Gaza. Lo ha annunciato la stessa Ong in un comunicato su Telegram. Una cinquantina di imbarcazioni sono salpate dal porto di Marmaris, in Turchia, con a bordo 500 attivisti da 45 paesi. Obbiettivo dichiarato, portare aiuti alla popolazione della Striscia in un momento simbolico: domani ricorre il 78esimo anniversario della 'Nakba' (il disastro), l'inizio dell'esodo palestinese alla nascita dello stato di Israele. A quanto riferito all'Afp da un membro della Global Sumud Flotilla, lungo il percorso si aggiungeranno altre quattro o cinque navi. E' la terza volta che gli attivisti cercano di forzare il blocco navale imposto da Israele. La seconda flotta e' stata intercettata il 30 aprile dalle forze israeliane in acque internazionali al largo della Grecia, in un blitz che ha suscitato numerose proteste. Due membri della flotta sono stati arrestati e trattenuti per 10 giorni, e hanno accusato Israele non solo di avere violato il diritto internazionale, ma anche di averli torturati mentre erano in custodia.

Libano: al via a Washington terzo round colloqui con Israele

Ha preso il via a Washington il terzo round di colloqui diretti tra Israele e Libano. Lo hanno riferito fonti diplomatiche, precisando che le delegazioni hanno avviato le discussioni al dipartimento di Stato Usa poco dopo le 9 del mattino ora locale (le 15 in Italia).

Sisto: "L'Italia può diventare un hub energetico europeo"

"L'Italia occupa una posizione strategica: pur dipendendo fortemente  dalle importazioni di energia, soprattutto di gas naturale, può  diventare un hub energetico europeo, favorendo l'interconnessione tra  Nord Africa, Medio Oriente ed Europa continentale". Lo ha detto in un  videomessaggio il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto,  intervenendo alla prima edizione dell'evento 'Green Fair - Agorà delle  Energie Rinnovabili' che si è aperto oggi a Bari. "La nostra strategia  energetica nazionale - ha detto Sisto - si muove su due direttrici:  garantire sicurezza e continuità degli approvvigionamenti e accelerare  la decarbonizzazione dell'economia. La questione ambientale, infatti, è  anche una questione di sicurezza internazionale". Secondo Sisto "la  questione energetica non può essere affrontata in una dimensione solo  nazionale: le tensioni dei mercati impongono una riflessione profonda  sul modello energetico degli ultimi decenni e sul futuro energetico  europeo. L'Unione europea ha quindi un ruolo centrale. L'obiettivo della  transizione verso un'economia climaticamente neutra entro il 2050,  previsto dal 'Green Deal europeo', deve trovare piena attuazione". "In  questa direzione l'Europa ha adottato misure straordinarie per  diversificare fonti e rotte di approvvigionamento e rafforzare la  resilienza energetica comune. - ha concluso il viceministro - Il piano  RepowerEu punta infatti a ridurre la dipendenza energetica esterna,  sviluppando le rinnovabili, l'idrogeno verde, le infrastrutture di  rigassificazione e l'efficienza energetica"

M.O, leader c.sinistra: stop importazioni insediamenti Israele

"Abbiamo depositato una proposta di legge per introdurre in Italia il divieto di importazione di beni e di fornitura di servizi provenienti dagli insediamenti israeliani nei Territori palestinesi occupati. E' un atto politico, giuridico e morale necessario: il nostro Paese non puo' continuare a tollerare rapporti economici che contribuiscono a consolidare un'occupazione illegale e a violare il diritto internazionale". Lo dichiarano Angelo Bonelli, Giuseppe Conte, Elly Schlein e Nicola Fratoianni, primi firmatari della proposta di legge sottoscritta anche dai capigruppo alla Camera Chiara Braga per il Partito Democratico, Riccardo Ricciardi per il Movimento 5 Stelle e Luana Zanella per Alleanza Verdi Sinistra. "Gli insediamenti israeliani in Cisgiordania e a Gerusalemme Est sono illegali secondo il diritto internazionale e rappresentano uno degli ostacoli principali alla pace, all'autodeterminazione del popolo palestinese e alla soluzione dei due Stati. La Corte internazionale di giustizia ha affermato che gli Stati devono astenersi da relazioni economiche o commerciali che contribuiscano al mantenimento della presenza illegale israeliana nei territori occupati. Da qui nasce la nostra proposta: passare dalle parole ai fatti", spiegano i leader del centrosinistra. "Il testo prevede il divieto di importazione di beni e servizi provenienti dagli insediamenti, controlli doganali piu' stringenti, il blocco cautelativo delle merci sospette, sanzioni per chi viola il divieto e anche il divieto di pubblicita' commerciale di quei prodotti. L'obiettivo e' impedire che il mercato italiano sia utilizzato per legittimare e finanziare colonie illegali. L'Italia deve scegliere da che parte stare: dalla parte del diritto internazionale, della pace e dei diritti umani, oppure dalla parte dell'impunita'. Con questa proposta chiediamo al Parlamento di assumersi una responsabilita' chiara: interrompere ogni forma di complicita' economica con l'occupazione e dare un segnale concreto per la giustizia e per la pace in Medio Oriente", aggiungono. "La proposta di legge nasce dal contributo determinante di 20 organizzazioni della societa' civile, promotrici della campagna Stop al commercio con gli insediamenti illegali lanciata nel settembre 2025".

Il petrolio è in calo a New York ma si mantiene sopra i 100 dollari

Il petrolio cede terreno a New York, pur mantenendosi sopra i 100  dollari al barile con le incertezze legate all'evoluzione della  situazione in Medio Oriente: il Wti, il riferimento americano, scivola a  100,71 dollari (-0,31%), mentre il Brent, il benchmark internazionale,  si attesta a quota 104,97 (-0,62%).

Iran, Katz: "Missione non finita, pronti a eventuale ripresa raid"

Israele e' "pronto all'eventualita'" di "dover presto intervenire nuovamente" contro l'Iran, "per garantire il raggiungimento degli obiettivi della guerra". Lo ha affermato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz durante la cerimonia annuale di commemorazione della riunificazione di Gerusalemme nel 1967. "L'Iran ha subito colpi estremamente duri nell'ultimo anno, eppure la nostra missione non e' ancora conclusa. Dobbiamo portare a termine gli obiettivi della campagna", ha aggiunto.

Iran, Rubio: "Non chiediamo aiuto alla Cina; non ci serve"

Il presidente americano, Donald Trump, non e' a Pechino per chiedere un aiuto alla Cina a risolvere il conflitto con l'Iran. E' il messaggio del segretario di Stato americano, Marco Rubio, anche lui a Pechino con il capo della Casa Bianca. Trump "non gli ha chiesto nulla", ha detto Rubio in un'intervista a Nbc News. "Non stiamo chiedendo aiuto alla Cina. Non abbiamo bisogno del loro aiuto", ha affermato il capo della diplomazia americana, che e' soggetto a sanzioni cinesi dal 2020 per le sue critiche alla situazione dei diritti umani nel Paese. Prima del viaggio di Trump, la Cina aveva indicato che le sanzioni non avrebbero impedito a Rubio di recarsi a Pechino perche' riguardavano le sue azioni in qualita' di senatore, non di segretario di Stato.

Iran, Teheran: "Hormuz è nostro e non lo cederemo mai"

Il governo iraniano e' tornato a rivendicare il diritto a controllare lo stretto di Hormuz. "L'Iran oggi e' proprietario dello Stretto di Hormuz e non lo cedera' a nessun prezzo", ha detto il primo vicepresidente Reza Aref, citato dall'agenzia Isna.

Gerusalemme, tensioni in città vecchia in vista della "marcia delle bandiere"

Tensione in città vecchia a Gerusalemme in vista della 'marcia delle bandiere' prevista per oggi pomeriggio, nell'ambito degli eventi per le celebrazioni israeliane del 'Giorno di Gerusalemme', in cui Israele celebra, a 59 anni dalla guerra dei Sei giorni, la 'riunificazione' della città conquistata dai giordani nel 1967.    Nel quartiere musulmano della città vecchia la polizia è intervenuta in seguito a scontri tra alcuni giovani arrivati per la marcia e residenti palestinesi e attivisti della Ong 'Standing Together'. La marcia tradizionale, da alcuni anni ha cambiato il suo percorso e attraversa la Porta di Damasco e il quartiere musulmano, fino a raggiungere il piazzale del Muro del Pianto, creando tensioni con la popolazione palestinese locale.

La crisi energetica peserà sul trasporto locale, effetti duraturi

Il deficit di prodotti energetici avrà ripercussioni soprattutto sul trasporto locale e la crisi "non sarà breve". Lo ha detto Laura Campanini, del Research Departement di Intesa Sanpaolo, che oggi ha partecipato in Fiera Milano a un incontro di Nme-Next Mobility Exhibition, expo conference focalizzata sulla mobilità collettiva delle persone.     "La gran parte della flotta autobus circola grazie al diesel, il carburante che ha avuto i maggiori incrementi in questa fase. Tali incrementi hanno raggiunto i picchi della crisi energetica del 2022 e sono destinati anche a durare per un periodo non prevedibile, ma non breve - ha detto Campanini - E questo non potrà che avere un impatto molto importante sui bilanci delle aziende, per le quali l'incidenza del costo del carburante ha un peso molto rilevante".     Il settore del Tpl è inoltre un mondo che, a differenza di altri, "non potrà riversare a valle, sulle tariffe, l'incremento dei prezzi e, in assenza di un intervento di compensazione, come quello che c'è stato nel 2022, i bilanci delle aziende rischiano una tensione importante".     Intesa Sanpaolo ha illustrato anche alcuni aggiornamenti del VII Rapporto Intesa Sanpaolo-Asstra sul trasporto locale, presentato a fine 2025. "Erano dati di bilancio del periodo 2022/24, gli anni dall'uscita dalla crisi pandemica che aveva avuto un impatto molto importante sul trasporto, così come su tutta la mobilità, ed erano anche anni della crisi energetica che però era stata compensata da interventi ad hoc - ha detto l'economista di Intesa San Paolo - Il percorso di progressivo miglioramento della performance è ben avviato ma si pone un tema di incertezza  sui flussi di investimento post Pnrr. Gli investimenti per il rinnovamento delle flotte autobus e quelli per le infrastrutture sono cruciali per la qualità del servizio, ma il venir meno del contributo del Pnrr rappresenta un punto di attenzione".

M.O, Maiorino (M5s): "Felicitazioni per stop sanzioni ad Albanese"

"Vogliamo esprimere le nostre piu' sentite felicitazioni a Francesca Albanese per la sospensione delle illegittime e assurde sanzioni arbitrariamente impostele da Trump. La dottoressa Albanese e' un esempio di rettitudine etica e dedizione professionale che merita il massimo rispetto, specie in un tempo quale quello che viviamo, in cui sembra che le regole e il rispetto del diritto internazionale siano diventi un optional. Ci auguriamo che la sospensione disposta dal giudice di Washington abbia concretamente l'effetto di ripristinare immediatamente i diritti violati della dottoressa Albanese e della sua famiglia, in modo che possa proseguire il suo prezioso lavoro a favore della verita' nella martoriata terra di Palestina con la dovuta serenita'". Lo dice la senatrice Alessandra Maiorino, capogruppo M5s nella commissione Esteri e Difesa di Palazzo Madama.

Katz: "Pronti all'eventualità di dover intervenire nuovamente a stretto giro in Iran"

''L'Iran ha subito colpi estremamente duri nell'ultimo anno, ma la nostra missione non è ancora conclusa. Dobbiamo portare a termine gli obiettivi della campagna. Come ho già detto, siamo pronti all'eventualità di dover intervenire nuovamente a stretto giro per garantire il raggiungimento di questi obiettivi e garantire che l'Iran non rappresenti più una minaccia per l'esistenza di Israele, degli Stati Uniti e del mondo libero, per le generazioni a venire''. Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano Israel Katz durante un discorso alla cerimonia per i caduti della guerra dei Sei giorni. ''Così come la guerra dei Sei Giorni ha portato con sé opportunità storiche, allo stesso modo oggi abbiamo opportunità storiche per cambiare la realtà regionale'', ha aggiunto Katz.

Madrid: "Grazie a misure scudo anti-crisi evitato un punto di inflazione"

"Le misure che abbiamo avviato" a marzo, per far fonte agli effetti del conflitto nel Golfo, "stanno funzionanto, perché senza queste misure abbiamo visto che l'incremento dei prezzi sarebbe stato intorno a un punto superiore a questo 3,2%" dell'inflazione registrata ad aprile su base annua. Lo ha detto il vicepremier spagnolo con delega all'Economia, Carlos Cuerpo, nel confermare, in dichiarazioni ai media, la revoca  delle misure fiscali straordinarie su elettricità e gas naturale (con il ritorno dell'Iva dal 10% al 21%) dal 1 giugno, per la diminuzione dei prezzi, rispettivamente del 4,3% e del 9,6%, grazie allo 'scudo' varato dal governo. E il mantenimento, invece, degli sconti  sui carburanti, i cui prezzi restano elevanti per effetto delle tensioni nello stretto di Hormuz.      "Senza gli interventi fiscali varati dall'esecutivo, l'inflazione dei carburanti  sfiorato il 30% ad aprile su base annua, ha segnalato il titolare dell'Economia".     Cuerpo ha anticipato che la caduta dei prezzi di elettricità e gas ad aprile "permette incominciare la disattivazione" della riduzione dell'imposta speciale sull'elettricità e dell'Iva dal 21% al 10% su elettricità e gas naturale. Mentre resteranno vigenti fino a fine giugno le misure dello scudo economico per i settori più colpiti dall'aumento dei prezzi dei carburanti, come aiuti agli agricoltori e agli autotrasportatori.    Con i rappresentanti di questi settori, "ci riuniremo per vedere come continuare a sostenerli dopo giugno, che è quando termina l'effetto di questo primo decreto legge, perché è questo il nostro obiettivo: continuare ad appoggiarli fin quando sarà necessario", ha spiegato il vicepremier.

Israele, Netanyahu: "Salute ottima, chi dice contrario pagherà"

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu si e' presentato in tribunale a Tel Aviv rivendicando di avere "ottima salute" e sfidando chiunque a sostenere il contrario. La sua apparizione in aula e' avvenuta nell'ambito della causa per diffamazione intentata contro i giornalisti Uri Misgav e Ben Caspit e l'avvocato e attivista Gonen Ben Yitzhak che nel 2024 sostennero che il premier fosse affetto da una grave malattia. "Informazioni false" per le quali Netanyahu ha chiesto un risarcimento di mezzo milione di shekel (quasi 150mila euro). "Il mio stato di salute e' ottimo, alcuni dicono eccellente. Non ho mai sofferto di cancro al pancreas, come riportato nell'aprile del 2024. Se cosi' fosse, non sarei qui", ha affermato il premier, ribadendo che la sua "salute e' al top". "Coloro che hanno affermato che sono malato terminale sono qui. Li porteremo tutti in tribunale e vedranno i fatti", ha assicurato. Alla luce dell'annuncio fatto da lui stesso il mese scorso di aver avuto un cancro alla prostata, gli imputati hanno chiesto e ottenuto dal giudice che Netanyahu presentasse la cartella medica dettagliata per verificare la data della diagnosi. Il premier ha descritto l'intervento chirurgico per l'ipertrofia prostatica benigna a cui si e' sottoposto nel dicembre 2024 e la successiva diagnosi di cancro alla prostata, avvenuta, a suo dire, "verso la fine del 2025". Scoperta alla quale sono seguiti cinque cicli di radioterapia tra gennaio e febbraio 2026 che hanno completamente eliminato il tumore, ha aggiunto il premier. Informazioni che sembrano in contraddizione con la dichiarazione del suo medico, Aron Popovtzer, il quale a fine aprile aveva affermato che il primo ministro aveva iniziato la radioterapia "circa due mesi e mezzo fa", ovvero nella seconda meta' di febbraio. "Le mie condizioni fisiche sono in miglioramento e si trovano al vertice della scala di salute. Non a meta', non al vertice, ma nel 10 percentile superiore, secondo tutti gli indicatori", ha insistito Netanyahu. Dopo aver confessato il tumore, Netanyahu ha fatto di tutto perche' il tema della sua salute, a 76 anni, non diventasse un tallone d'Achille in vista delle prossime elezioni previste in autunno. Di fronte alle punzecchiature dei leader dell'opposizione, il capo di governo si e' difeso nelle scorse settimane pubblicando un video che lo ritrae in palestra ad allenarsi.

Israele annuncia causa per diffamazione contro il New York Times

''A seguito della pubblicazione di Nicholas Kristof sul New York Times di una delle menzogne più orribili e distorte mai pubblicate contro lo Stato di Israele sulla stampa moderna, il primo ministro Benyamin Netanyahu e il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar hanno ordinato l'avvio di un'azione legale per diffamazione contro il New York Times''. Lo comunica il ministero degli Esteri israeliano in una nota in riferimento all'articolo del New York Times che riporta abusi sessuali su detenuti palestinesi nelle carceri israeliane. ''L'articolo di parte del New York Times si basa su fonti non verificate legate a reti connesse ad Hamas. La fonte principale è l'Euro-Med Human Rights Monitor, il cui fondatore Ramy Abdu ha legami documentati con alti dirigenti di Hamas. Questo non è giornalismo. È propaganda di Hamas, una distorsione della verità e dei fatti'', ha aggiunto il ministero degli Esteri.

Abu Mazen, pronto a portare avanti le riforme e indire nuove elezioni

Durante un discorso al congresso del suo partito, il presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) si è impegnato a portare avanti le riforme all'interno dell'Autorità Palestinese, dichiarandosi pronto a indire le elezioni presidenziali e parlamentari, a lungo rinviate. "Rinnoviamo il nostro pieno impegno a continuare a lavorare per l'attuazione di tutte le misure di riforma che abbiamo promesso... Siamo pronti a indire le elezioni presidenziali e legislative", ha affermato Abbas, pur senza fornire una tempistica per lo svolgimento delle votazioni. Abbas e l'Autorità Palestinese sono sottoposti a crescenti pressioni da parte degli Stati Uniti, dell'Unione Europea e degli Stati arabi affinché attuino le riforme e indichino le elezioni, in un contesto caratterizzato da diffuse accuse di corruzione, stagnazione politica e calo di legittimità dell'ente tra i palestinesi.

India condanna attacco a nave ieri al largo Oman: "Affondata, tutti in salvo"

Il ministero degli Esteri indiano ha condannato un attacco a una nave battente bandiera indiana avvenuto ieri al largo dell'Oman, definendolo "inaccettabile". Secondo gli osservatori della sicurezza marittima hanno riferito che il mercantile è affondato, mentre New Delhi non ha parlato delle sorti della nave né di chi sia ritenuto responsabile. "L'attacco a una nave battente bandiera indiana al largo delle coste dell'Oman, avvenuto ieri, è inaccettabile e deploriamo il fatto che la navigazione commerciale e i marinai civili continuino a essere presi di mira", ha dichiarato il Ministero degli Esteri indiano in un comunicato. "Tutto l'equipaggio indiano a bordo è al sicuro e ringraziamo le autorità omanite per averli tratti in salvo", ha aggiunto, senza fornire ulteriori dettagli. La società di sicurezza marittima Vanguard ha identificato la nave mercantile con 14 membri dell'equipaggio come la MSV Haji Ali e ha affermato di aver ricevuto segnalazioni del suo affondamento al largo della costa di Limah, in Oman, appena a sud dello Stretto di Hormuz, a seguito di un'esplosione. Secondo quanto riferito, la nave stava trasportando bestiame da Berbera, nella regione separatista del Somaliland in Somalia, a Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti, quando si è verificata una "sospetta esplosione, presumibilmente causata da un attacco di un drone o di un missile". 

Pasdaran: "Nuovi protocolli per il transito delle navi cinesi a Hormuz"

Nuovi protocolli iraniani per il transito delle navi cinesi a Hormuz. Lo annuncia l'agenzia Fars, riportata da Reuters sul suo sito. Un funzionario della marina dei Pasdaran ha annunciato che da ieri trenta imbarcazioni hanno attraversato Hormuz e che il nuovo assetto segue le richieste del ministro degli Esteri e dell'ambasciatore cinese in Iran. Non è al momento chiaro quale siano state le modifiche, ricorda la stessa Reuters, considerato "che l'Iran aveva già indicato durante la guerra che le navi neutrali, in particolare quelle legate a Pechino, potevano transitare in coordinamento con Teheran". 

Iran: "30 navi passate per Hormuz in coordinamento con noi"

Trenta navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz da ieri in coordinamento con le autorità iraniane. E' quanto hanno riferito i Guardiani della Rivoluzione islamica, citati dall'agenzia di stampa Tasnim. In precedenza, l'agenzia di stampa Fars ha fatto sapere che diverse navi cinesi hanno iniziato ad attraversare lo Stretto, sulla base degli accordi presi con Teheran. 

Crosetto: "Dopo Unifil? In Libano l'Italia è il Paese con più esperienza"

"Per Unifil stiamo sviluppando e stiamo sottoponendo all'Unione Europea, ma anche al consesso internazionale partendo dall'Onu, l'idea che ha l'Italia sul futuro di una possibile missione. Siamo il Paese che ha più esperienza in Libano e che conosce meglio quella situazione". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a margine della presentazione della app della Difesa, in merito a una missione post-Unifil in Libano. "È una situazione profondamente diversa da quella in cui nacque Unifil - ha proseguito il ministro - . Siamo lì con una guerra che doveva essere finita in un periodo successivo e siamo nel bel mezzo di una guerra che continua. Abbiamo un'idea ben precisa. Secondo noi dovrebbero continuare a operare sotto legge delle Nazioni Unite ma basta un Paese per bloccare. L'alternativa è un approccio multinazionale: non basta l'Europa, ci sono nazioni come l'Indonesia e nazioni islamiche di cui io vorrei la presenza in quella zona per ovvi motivi. Ripeto, la stabilità del Libano è un pezzo della stabilità del Mediterraneo". 

Iran, media: "Intesa con Pechino, navi cinesi attraverso Hormuz"

L'Iran ha permesso a diverse navi cinesi di attraversare lo Stretto di Hormuz dopo un accordo con Pechino sui "protocolli di gestione" iraniani del passaggio. Lo hanno riferito media statali della Repubblica islamica. 

Hormuz

Iran, Crosetto: "Cacciamine già in Sicilia, partiranno appena sarà sicuro"

“L’avvicinamento dei due cacciamine è una scelta tecnica che ho lasciato al Capo di Stato maggiore della Difesa, potrebbe avvenire nei prossimi giorni ma non possono andare da soli, devono avere una nave di supporto logistico, una nave di protezione. I cacciamine sono già in Sicilia e da lì possono partire in qualunque momento. Il tema è che poi per essere impiegati necessitano di condizioni di sicurezza, non soltanto di una tregua ma di una pace e dell'accordo di tutte le nazioni, perché non si possono mandare in teatro di guerra, non sono navi che si mandano in teatro di guerra”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, a margine della presentazione della nuova piattaforma digitale dedicata a quanti vogliono collaborare con la Difesa. “Io spero molto in ciò che può succedere in questi giorni in Cina - continua - c'è un interesse molto forte anche cinese alla stabilità dell'area. La crisi ha colpito in modo violento tutte le nazioni, comprese Cina e Usa, per cui dal dialogo in questi giorni tra due grandi superpotenze può nascere qualcosa in più. Poi c'è un terzo attore che è l’Iran, dove ormai la logica è la logica dei guardiani della rivoluzione, delle forze dei Pasdaran. Bisognerà vedere se le due grandi potenze in qualche modo troveranno un unico interlocutore, un'unica posizione iraniana e si possa partire. Noi siamo positivi, proprio per quello ci predisponiamo a partire ed avvicinarci”.

Araghchi: "Gli Emirati coinvolti attivamente nella guerra Usa-Israele"

Gli Emirati Arabi Uniti sono stati direttamente coinvolti nelle operazioni militari nella guerra di Usa e Israele contro Teheran. E' l'accusa lanciata dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, citato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr. 

Casa Bianca: "Xi contrario ai pedaggi su Hormuz, ok ad acquisto di più petrolio Usa"

Nel corso dell'incontro con Donald Trump, il presidente cinese Xi Jinping "ha chiarito l'opposizione della Cina alla militarizzazione dello Stretto di Hormuz e a qualsiasi tentativo di imporre un pedaggio per il suo utilizzo, ed ha espresso interesse ad acquistare più petrolio americano per ridurre in futuro la dipendenza della Cina dallo Stretto". E' quanto riferisce la Casa Bianca in una nota.

Shoigu attacca gli Usa per instabilità globale dopo le parole di fuoco di Lavrov

Nuovo affondo della Russia contro gli Stati Uniti. "Il desiderio degli Stati Uniti e dei loro alleati di mantenere il loro dominio è la causa sottostante degli shock in corso", ha affermato il Segretario del Consiglio di sicurezza nazionale russo, Sergei Shiugu, nel suo intervento alla riunione dei vertici delle agenzie di sicurezza dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai in corso a Bishek. "Le turbolenze globali politiche ed economiche sono in aumento. Le relazioni internazionali continuano a declinare", ha aggiunto, dopo che ieri il ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, aveva accusato gli Stati Uniti di voler "usurpare" il controllo del mercato mondiale dell'energia e di voler costringere aziende russe come Lukoil e Rosneft a uscire dai mercati internazionali. Da tempo, la retorica di Mosca era concentrata invece, nella ricerca di un avversario, sull'Europa. 

Mosca: "L'aggressione di Usa e Israele ha impedito un accordo sul nucleare iraniano"

"L'aggressione" militare degli Stati Uniti e di Israele ha vanificato gli sforzi per promuovere un accordo sul programma nucleare iraniano e ha interrotto il processo di normalizzazione delle relazioni tra Teheran e i Paesi arabi. Lo ha dichiarato il segretario del Consiglio di sicurezza russo, Sergei Shoigu, durante una riunione dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco) a Bishkek. "L'aggressione degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran è un esempio di azzardo geopolitico occidentale. Ha messo a repentaglio la sicurezza regionale e internazionale. Ha di fatto vanificato anni di sforzi per risolvere la situazione relativa al programma nucleare iraniano e ha interrotto il processo di normalizzazione delle relazioni tra gli iraniani e i loro vicini arabi", ha affermato Shoigu, citato da Ria Novosti. 

L'Iran cerca l'appoggio dei Brics: "Misure concrete contro Usa e Israele"

Contro Usa e Israele, Iran cerca l'appoggio dei Paesi Brics: da New Delhi, dove il blocco si è riunito, il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, ha esortato i colleghi a condannare "esplicitamente" le azioni militari di Washington e Tel Aviv, adottando "misure concrete" per arginare la loro "aggressione illegale" contro la Repubblica islamica. Nato come raggruppamento di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, i Brics si sono 'aperti', accogliendo negli ultimi anni Egitto, Etiopia, Iran, Emirati Arabi Uniti e Indonesia. Una decisione che ne ha aumentato il peso politico ed economico, ma anche le divisioni al suo interno. "L'Iran invita i membri dei Brics e tutti i membri responsabili della comunità internazionale a condannare esplicitamente le violazioni del diritto internazionale da parte degli Stati Uniti e di Israele", ha dichiarato Araqchi. 

Tribunale Usa sospende le sanzioni di Trump contro Francesca Albanese

Con un'ingiunzione preliminare sospesi i provvedimenti imposti nel 2025 dalla Casa Bianca contro la relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi, ritenendo che queste possano costituire una restrizione incostituzionale della libertà di espressione.

Tribunale Usa sospende le sanzioni di Trump contro Francesca Albanese

Tribunale Usa sospende le sanzioni di Trump contro Francesca Albanese

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Casa Bianca: "Cina e Usa condividono che l'Iran non abbia mai l'atomica"

Cina e Usa "hanno convenuto che l'Iran non potrà mai dotarsi di armi nucleari". Lo afferma la Casa Bianca nel resoconto dell'incontro tra Donald Trump e Xi Jinping a Pechino, secondo quanto riportato dal Guardian. 

Trump / Xi

©Ansa

Libano, raid con un drone di Hezbollah: 3 civili feriti di cui 2 gravi

Tre civili israeliani sono rimasti feriti, due dei quali in modo grave, in un attacco con drone di Hezbollah nella zona di Rosh Hanikra, vicino al confine con il Libano. Lo hanno riferito funzionari militari e fonti mediche. Il drone ha colpito un parcheggio, ferendo i civili. Le sirene non avevano suonato, indicando che il drone non era stato individuato. 

Casa Bianca: "Trump e Xi d'accordo sul fatto che Hormuz resti aperto"

Trump e Xi concordano sul fatto che lo Stretto di Hormuz "deve rimanere aperto". Lo afferma la Casa Bianca che definisce "buono" l'incontro tra il presidente Usa e il leader cinese.

Araghchi: viaggio Netanyahu ad Abu Dhabi è collusione imperdonabile con Israele

"Netanyahu ha ora rivelato pubblicamente ciò che i servizi di sicurezza iraniani avevano comunicato tempo fa alla nostra leadership. L'inimicizia con il grande popolo iraniano è una scommessa folle. La collusione con Israele in tal senso è imperdonabile". Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi commentando il viaggio del premier israeliano Benjamin Netanyahu ad Abu Dhabi, di cui ieri ha dato notizia l'ufficio del primo ministro mentre gli Emirati in serata hanno smentito. "Coloro che colludono con Israele per seminare divisione saranno chiamati a risponderne", ha aggiunto.

Teheran saluta nazionale Iran: "In Usa rappresenterà popolo e Khamenei"

"L'Iran ai Mondiali rappresenterà il popolo, i combattenti , la nostra Guida Suprema e la nazione". Teheran ha salutato ieri sera la nazionale di calcio, che si appresta a viaggiare negli Usa per i prossimo Mondiali. Il ritiro e' previsto a Tucson, le tre partite del girone di qualificazione tra Los Angeles e Seattle. Restano aperti i dubbi sulla politica di ammissione che le autorità Usa seguiranno, dopo che il presidente della federcalcio iraniana, Mehdi Taj, e' stato respinto dal Canada alla frontiera, a poche ore dal Congresso della Fifa. Taj era presente, con la squadra vestita in tute rosse e nere, e il ct Amir Ghalenoei, tra la folla acclamante di piazza Enghelab, nel centro di Teheran. "La nostra nazionale è la nazionale di calcio del tempo di guerra", ha aggiunto Taj. "Sarà un pilastro di autorità e resistenza". Durante la cerimonia, i presenti sventolavano bandiere e intonavano cori e slogan, alcuni con cartelli e immagini del defunto leader supremo Ali Khamenei, ucciso durante gli attacchi israelo-americani contro l'Iran che hanno dato inizio alla guerra in Medio Oriente. "Per il sangue dei martiri, cantate l'inno nazionale con fermezza e senza esitazione", recitava un cartello.

Cnr libanese: 66 località nel Sud 'cancellate' da Israele

Israele continua a demolire in modo sistematico abitazioni e infrastrutture pubbliche nel sud del Libano nonostante i contatti diplomatici in corso tra Beirut e Stato ebraico sotto mediazione americana: secondo dati diffusi dal Consiglio nazionale libanese per la ricerca scientifica (Cnr), nelle tre settimane successive all'entrata formale in vigore della tregua del 16 aprile sono state distrutte più di 5mila abitazioni e altre 5mila danneggiate lungo la fascia di confine con Israele. Israele sostiene che le operazioni siano dirette contro infrastrutture e attività militari di Hezbollah. Le demolizioni riguardano un'area che comprende 66 villaggi del Libano meridionale e che, secondo osservatori locali e fonti libanesi, Israele punta a trasformare in una fascia cuscinetto di fatto resa inabitabile per la popolazione civile.    Il bilancio dei danni si aggiunge alla devastazione già provocata dalle settimane precedenti di guerra. Nelle sei settimane antecedenti la tregua, oltre 61mila unità abitative erano state distrutte o danneggiate. Dall'8 ottobre 2023 il totale supera ormai le 230mila abitazioni colpite, mentre centinaia di migliaia di persone restano sfollate in diverse regioni del paese. Parallelamente alle demolizioni sul terreno, l'esercito israeliano continua a condurre centinaia di raid aerei in Libano. Secondo fonti locali e organizzazioni di monitoraggio, nelle ultime tre settimane gli attacchi hanno provocato un numero di morti pari a quello registrato nei 15 mesi successivi al cessate il fuoco del novembre 2024. Tra le vittime figurano giornalisti, operatori sanitari, soccorritori della protezione civile, soldati dell'esercito libanese e numerosi civili, inclusi bambini uccisi assieme ai familiari nei bombardamenti contro abitazioni e veicoli. Le autorità libanesi accusano Israele di voler modificare in modo permanente la geografia umana e urbana del sud del Libano, impedendo il ritorno della popolazione nelle località vicine al confine.

Emirati smentiscono visita Netanyahu

Gli Emirati Arabi Uniti hanno smentito che Benjamin Netanyahu abbia visitato il Paese durante la guerra con l'Iran e hanno respinto l'ipotesi di "ricevere qualsiasi delegazione militare israeliana sul proprio territorio".

Unicef: almeno 59 bambini uccisi o feriti negli ultimi 8 giorni in Libano

"Solo negli ultimi otto giorni, nonostante il cessate il fuoco concordato il 17 aprile 2026, almeno 59 bambini sarebbero stati uccisi o feriti" in Libano. "Secondo il Ministero della Sanità Pubblica, dall'entrata in vigore del cessate il fuoco sono stati uccisi almeno 23 bambini e 93 sono rimasti feriti, portando il totale a 200 bambini uccisi e 806 feriti dal 2 marzo, l'equivalente di quasi 14 bambini uccisi o feriti ogni giorno". A riferire questi dati è l'Unicef, richiamando ancora una volta l'attenzione sulle "gravi violazioni" in corso e sui "rischi che i bambini continuano ad affrontare" . "I bambini vengono uccisi e feriti quando invece dovrebbero tornare in classe, giocare con gli amici e riprendersi da mesi di paura e sconvolgimenti- ha dichiarato Edouard Beigbeder, Direttore regionale dell'Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa- Circa un mese fa è stato raggiunto un accordo per far tacere le armi e porre fine alla violenza. La realtà si sta rivelando molto diversa.". Al di là dell'impatto immediato delle bombe e dei bombardamenti aerei, si stima che 770.000 bambini stiano vivendo un'intensa sofferenza a causa della ripetuta esposizione alla violenza, alla perdita e allo sfollamento. I bambini e chi se ne prende cura riferiscono sintomi legati allo stress post-traumatico e al lutto, tra cui paura e ansia estreme, incubi, insonnia e sentimenti di disperazione. "L'impatto di un'esposizione ripetuta ai conflitti sulla salute mentale dei bambini può essere profondo e duraturo- ha aggiunto Beigbeder- Senza un sostegno urgente, le cicatrici psicologiche di questa crisi aggravata potrebbero accompagnarli per anni".  L'Unicef sta potenziando i servizi di salute mentale e di sostegno psicosociale per i bambini in tutto il Libano. Tuttavia, i bisogni continuano a superare di gran lunga le risorse disponibili.

Rubio: ”È nell'interesse della Cina riaprire lo Stretto di Hormuz"

La Cina ha tutto l'interesse alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Il segretario di Stato americano Marco Rubio, in un'intervista a Fox News a bordo dell'Air Force One diretto a Pechino per la visita di Stato del presidente Donald Trump, ha notato che "i cinesi hanno delle navi bloccate nel Golfo Persico. Un cargo cinese è stato colpito nel fine settimana. Sono certo che l'Iran non l'abbia fatto deliberatamente, ma l'hanno fatto, è successo. Ed è per questo che queste navi cinesi sono rimaste bloccate lì dentro".    Si tratta di "un'enorme fonte di instabilità. Minaccia di destabilizzare l'Asia più di qualsiasi altra parte del mondo, poiché quest'ultima dipende fortemente dagli stretti per il proprio approvvigionamento energetico".    Pertanto, ha concluso Rubio, "è nel loro interesse risolvere la questione. Speriamo di convincerli a svolgere un ruolo più attivo nell'indurre l'Iran a desistere da ciò che sta facendo ora - e che sta tentando di fare - nel Golfo Persico",

Tribunale Usa sospende le sanzioni di Trump contro Francesca Albanese

Francesca Albanese, la Relatrice speciale delle Nazioni unite sui territori palestinesi occupati, ha annunciato che un tribunale del District of Columbia, a Washington, ha sospeso le sanzioni imposte a suo carico dall'amministrazione Trump. In un post su X, Albanese ha riferito che il giudice ha stabilito che "tutelare la libertà di parola è sempre nell'interesse pubblico", ringraziando la figlia e il marito "per essersi fatti avanti per difendermi, e tutti coloro che hanno fornito aiuto finora" in base alla considerazione che "insieme siamo Uno".

Wp: 'La Cina sfrutta la guerra in Iran per massimizzare i vantaggi sugli Usa'

Un'analisi riservata dell'intelligence Usa descrive in dettaglio come la Cina stia sfruttando la guerra in Iran per massimizzare il proprio vantaggio sull'America in ambito militare, economico, diplomatico e in altri settori. Lo riporta il Washington Post, in base a quanto riferito da due funzionari statunitensi che hanno letto il rapporto. La valutazione è stata redatta in settimana per il capo di Stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine, e ha destato allarme all'interno del Pentagono riguardo ai costi geopolitici del braccio di ferro tra Washington e Teheran, proprio mentre il presidente Donald Trump avvia a Pechino colloqui ad alto rischio con il suo omologo Xi Jinping.    Prodotto dalla direzione d'intelligence dello Stato maggiore congiunto, l'analisi valuta la risposta di Pechino alla guerra iraniana coi quattro strumenti del potere statale: diplomatico, informativo, militare ed economico. Da quando gli Stati Uniti e Israele hanno dato inizio alla guerra in Iran, lo scorso 28 febbraio, la Cina ha venduto armi agli alleati Usa nel Golfo Persico, nel mezzo degli sforzi a difesa di basi militari e infrastrutture petrolifere dagli attacchi dei pasdaran con missili e droni. Pechino ha inoltre fornito assistenza a vari Paesi in tutto il mondo che si trovavano in difficoltà nel soddisfare il proprio fabbisogno energetico, dopo la chiusura della Stretto di Hormuz, da dove transita il 20% del greggio mondiale.    La guerra ha poi prosciugato le ingenti scorte di munizioni americane: riserve che risulterebbero cruciali in un potenziale scontro con la Cina per il controllo di Taiwan, ha rilevato il rapporto. Il conflitto iraniano, che ha causato danni o la distruzione di equipaggiamenti e strutture militari Usa in tutto il Medio Oriente, ha consentito a Pechino di osservare le modalità con cui gli Stati Uniti conducono le guerre e di acquisire conoscenze utili per pianificare le future operazioni militari.    Il rapporto ha evidenziato, infine, come Pechino abbia integrato le critiche diffuse nei confronti del conflitto all'interno della propria comunicazione pubblica, definendo la guerra "illegale". La Cina persegue da tempo l'obiettivo di minare l'immagine degli Stati Uniti quale garante responsabile dell'ordine internazionale basato sulle regole, e considera il conflitto iraniano un esempio emblematico dell'approccio disinvolto di Washington nei confronti delle ostilità militari.

Rubio:'Nell'interesse della Cina riaprire lo Stretto di Hormuz'

La Cina ha tutto l'interesse alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Il segretario di Stato americano Marco Rubio, in un'intervista a Fox News a bordo dell'Air Force One diretto a Pechino per la visita di Stato del presidente Donald Trump, ha notato che "i cinesi hanno delle navi bloccate nel Golfo Persico. Un cargo cinese è stato colpito nel fine settimana. Sono certo che l'Iran non l'abbia fatto deliberatamente, ma l'hanno fatto, è successo. Ed è per questo che queste navi cinesi sono rimaste bloccate lì dentro".    Si tratta di "un'enorme fonte di instabilità. Minaccia di destabilizzare l'Asia più di qualsiasi altra parte del mondo, poiché quest'ultima dipende fortemente dagli stretti per il proprio approvvigionamento energetico".  Pertanto, ha concluso Rubio, "è nel loro interesse risolvere la questione. Speriamo di convincerli a svolgere un ruolo più attivo nell'indurre l'Iran a desistere da ciò che sta facendo ora - e che sta tentando di fare - nel Golfo Persico".

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