Il presidente Usa ha affermato che la sua pazienza nei confronti dell'Iran "si sta esaurendo", dopo aver discusso ieri con il presidente cinese Xi Jinping sulla guerra tra Usa e Teheran. Secondo il capo della Casa Bianca, Xi "si è offerto di aiutare sull'Iran e non darà armi a Teheran", pur continuando ad acquistare petrolio da Teheran. Oggi a Washington seconda giornata di colloqui diretti tra Israele e Libano, nel terzo round di negoziati tra le parti
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Donald Trump, in un'intervista nottura al programma "Hannity" di Fox News, ha affermato che la sua pazienza nei confronti dell'Iran "si sta esaurendo", dopo aver discusso ieri con il presidente cinese Xi Jinping proprio sulla guerra tra Usa e Teheran. Sulla questione cruciale delle scorte nascoste di uranio arricchito dell'Iran, Trump ha minimizzato: "In realtà mi sentirei meglio se le ottenessi. Ma penso che sia più una questione di pubbliche relazioni che di altro". Secondo il capo della Casa Bianca, Xi "si è offerto di aiutare sull'Iran e non darà armi a Teheran", pur continuando ad acquistare petrolio da Teheran, perché conviene che il regime non potrà mai dotarsi di armi nucleari e che Hormuz vada riaperto.
Intanto, il governo iraniano è tornato a rivendicare il diritto a controllare lo stretto di Hormuz. "L'Iran oggi è proprietario dello Stretto di Hormuz e non lo cederà a nessun prezzo", ha detto il primo vicepresidente Reza Aref. Secondo il sito specializzato Stars and Stipes, che cita un funzionario del Pentagono, il dispiegamento in Europa di circa 4mila militari americani della brigata "Black Jack" è stato sospeso. Intanto la portaerei francese Charles de Gaulle e le navi di scorta sono arrivate al largo della penisola arabica. Lo ha annunciato Alice Roupaud, portavoce del ministero della Difesa francese, spiegando che la portaerei è stata dispiegata in quella zona con l'obiettivo di "prepararsi in anticipo nel caso in cui venga lanciata una missione neutrale per ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz". Oggi a Washington si è tenuta la seconda giornata di colloqui diretti tra Israele e Libano, il cessate il fuoco, che sarebbe dovuto scadere domenica, è stato prolungato di altri 45 giorni, ha annunciato il Dipartimento di Stato americano al termine del secondo giorno di colloqui tra i due Paesi a Washington.
In serata il governo israeliano ha annunciato di aver ucciso Izz al-Din al-Haddad, il comandante militare di Hamas a Gaza. "Abbiamo ucciso Al-Haddad, comandante del braccio armato di Hamas nella Striscia di Gaza", hanno dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e il ministro della Difesa, Israel Katz, in una nota pubblicata dai media israeliani.
Gli approfondimenti:
- Iran, la risposta alla proposta Usa per la fine della guerra: dal nucleare a Hormuz
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Libano, media: almeno 6 morti e 22 feriti in attacco israeliano nel sud del paese
Almeno sei persone sono state uccise e altre 22 ferite in un attacco israeliano nel sud del Libano. E' quanto riferisce 'Al Jazeera'. In particolare un attacco, riferisce il canale all news, avrebbe colpito una struttura sanitaria nella città libanese di Harouf uccidendo sei persone, tra cui tre paramedici. Un raid aereo inoltre avrebbe ferito altre 22 persone.
Usa arrestano Al-Saadi, agente milizia irachena pro Iran
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha annunciato l’arresto di Mohammad Baqer Saad Dawood Al-Saadi, cittadino iracheno di 32 anni, membro del gruppo terroristico Kataib Hezbollah e agente del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane.Secondo l’accusa, Al-Saadi avrebbe pianificato quasi 20 attentati negli Stati Uniti, Europa e Canada. Estradato dagli Stati Uniti dall’estero, comparirà davanti a un tribunale federale di New York.Il procuratore generale ad interim Todd Blanche ha dichiarato che Al-Saadi attaccava "gli interessi statunitensi e israeliani e mirava a uccidere americani ed ebrei negli Stati Uniti e all’estero".Tra gli attacchi collegati ad Al-Saadi figurano l’incendio doloso di una sinagoga in Macedonia del Nord e l’accoltellamento di due uomini ebrei a Londra il mese scorso. Questo mese e il precedente avrebbe anche tentato attacchi contro istituzioni ebraiche a New York, condividendo con un agente sotto copertura le foto di obiettivi.Al-Saadi è accusato di sei reati legati al terrorismo.
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Assalti di coloni contro palestinesi in Cisgiordania
L’agenzia di stampa Wafa riporta diversi attacchi di coloni israeliani in tutta la Cisgiordania occupata.Un palestinese è rimasto ferito a una gamba dopo essere stato colpito da un colono ad Ad-Dhahiriya, vicino a Hebron, secondo quanto riferito dalla Mezzaluna Rossa Palestinese.Coloni israeliani hanno aggredito pastori palestinesi e tentato di rubare bestiame nelle località di Beit Anan e Beit Duqqu, a nord-ovest di Gerusalemme.Sempre secondo Wafa, i coloni hanno incendiato due veicoli e vandalizzato altri quattro vicino al villaggio di Shuqba, a ovest di Ramallah.
Hormuz, ferme merci per 23,7 mld di dollari. Rischi per agroalimentare
Quasi 1.000 navi risultano ferme nel Golfo Persico, per un valore stimato di 23,7 miliardi di dollari di merci trasportate, con impatti sulle catene globali di approvvigionamento, in primis l'agroalimentare. A fare il punto sulla logistica in standby dopo la chiusura del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz è il report Port Infographics, realizzato da Assoporti e Srm (Centro studi che fa capo al gruppo Intesa Sanpaolo).
Hormuz, ferme merci per 23,7 mld di dollari. Rischi per agroalimentare
Vai al contenutoIran, Rezaei: "Trump riparte sconfitto da Pechino"
Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida Suprema iraniana, ha affermato che il presidente statunitense Donald Trump, dopo la visita in Cina, è ripartito con il peso di una grave sconfitta nella guerra contro l'Iran e non da una posizione di forza.Rezaei ha aggiunto che quando il presidente degli Stati Uniti ripone le sue speranze nell’influenza della Cina per contenere una crisi che lui stesso ha creato, "significa che un nuovo ordine mondiale sta rapidamente rimodellando le regole, che non sono più incentrate sugli Stati Uniti".
Libano, Tajani: dopo Unifil serve iniziativa anche europea
"Unifil finirà nel 2026 e dopo ritengo debba esserci qualche iniziativa, anche europea, per cercare di fare in modo di impedire un deterioramento della situazione. Una volta raggiunto il cessate il fuoco stabile serve qualcosa sicuramente da fare".Lo ha detto il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani in videocollegamento da Trieste all’incontro “Mondo nel caos. Guerra, geopolitica e informazione”.Per Tajani "anche l’Italia può giocare un ruolo importante, con le missioni bilaterali per riformare l’esercito libanese. Questo può riguardare il futuro anche prossimo una volta raggiunto il cessate il fuoco; già c’è una missione italiana, può continuare e può fare anche di più".Sul ruolo dell’Europa, Tajani ha aggiunto: "L’Europa deve essere protagonista della conclusione della guerra in Ucraina, deve essere protagonista sul fronte Sud della Nato, deve essere protagonista anche per cercare di offrire e garantire stabilità nell’area medio orientale".Ha citato la missione Aspides per proteggere il traffico mercantile e auspicato possibili missioni europee o internazionali anche per garantire il traffico nello Stretto di Hormuz.
Iran, la risposta alla proposta Usa sul Wsj: dal nucleare a Hormuz
L’Iran ha inviato una risposta di diverse pagine all'ultima proposta degli Stati Uniti per porre fine alla guerra. Secondo quanto riporta il Wsj, nella risposta l’Iran ha esposto nel dettaglio le sue richieste con diversi punti aperti di divergenza. “Totalmente inaccettabile”, è stato il commento del presidente Usa Donald Trump. Ecco cosa sappiamo.
Iran, la risposta alla proposta Usa sul Wsj: dal nucleare a Hormuz
Vai al contenutoLibano, Onu: nuovi attacchi israeliani vicino a caschi blu
In Libano continuano gli attacchi ai caschi blu da parte delle forze israeliane. Lo ha riferito il portavoce dell'Onu Farhan Haq. "Tre colpi di mortaio sparati dalle forze di difesa israeliane sono caduti a circa 70 metri a sud-ovest di una postazione della missione Unifil vicino a Rumaysh, nel Settore Ovest", ha detto il portavoce. "Nelle prime ore di questa mattina - ha aggiunto - i caschi blu hanno segnalato un colpo all'interno e un altro nelle vicinanze di una postazione Onu ad Al Bayyadah, nel Settore Ovest". Ma ci sono anche altri episodi segnalati nell'area. "Ieri, il movimento dei caschi blu dell'Unifil e' stato ostacolato due volte dalle forze israeliane. A sud-ovest di Al Bayyadah, un carro armato ha fermato i caschi blu che stavano scortando la Croce Rossa Libanese, puntando il cannone principale verso il convoglio e ordinando loro di lasciare l'area; il convoglio ha poi potuto proseguire".
Carburanti e bollette, ecco quanto costano i rincari agli italiani
L’Ufficio studi della Cgia ha analizzato l’impatto su famiglie e imprese italiane dello shock energetico seguito allo scoppio della guerra nel Golfo Persico. Ecco, secondo le stime, a quanto ammonta il conto dei rincari e quali sono i territori più colpiti.
Carburanti e bollette, ecco quanto costano i rincari agli italiani
Vai al contenutoItalia: Partiti i due cacciamine italiani, diretti a Gibuti
Sono partiti da Augusta - a quanto si apprende - i due cacciamine italiani che potrebbero intervenire nello Stretto di Hormuz a tregua consolidata. Le due unità, il 'Crotone' e il Rimini', sono inizialmente diretti a Gibuti, che raggiungeranno attraverso lo Stretto di Suez. Servirà quasi un mese di navigazione ai due cacciamine per raggingere il Golfo.
Francia: portaerei schierata per eventuale missione Hormuz
La portaerei francese Charles de Gaulle e le navi di scorta sono arrivate al largo della penisola arabica. Lo ha annunciato Alice Roupaud, portavoce del ministero della Difesa francese, spiegando che la portaerei è stata dispiegata in quella zona con l'obiettivo di "prepararsi in anticipo nel caso in cui venga lanciata una missione neutrale per ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz".
Media: Usa valutano di usare trattenute fiscali palestinesi di Israele per Gaza
Gli Stati Uniti stanno valutando la possibilità di chiedere a Israele di destinare parte delle entrate fiscali che sta trattenendo all'Autorità Palestinese al Board of Peace di Donald Trump, per finanziare il piano postbellico del presidente americano per Gaza: lo riferisce la Reuters sul proprio sito, citando cinque fonti a conoscenza della questione. L'amministrazione Trump non ha ancora deciso se presentare una richiesta formale a Israele, hanno dichiarato tre delle fonti, funzionari informati sulle discussioni tra Stati Uniti e Israele. Le altre due fonti, palestinesi a conoscenza dei colloqui, hanno affermato che, secondo la proposta, una parte del denaro versato al fisco verrebbe destinata a un governo di transizione per Gaza sostenuto dagli Stati Uniti, mentre altri fondi andrebbero all'Autorità Palestinese a condizione che questa attui delle riforme. L'Autorità nazionale palestinese stima che l'ammontare delle tasse trattenute sarebbe pari a 5 miliardi di dollari. La prospettiva che il denaro fiscale dei palestinesi venga reindirizzato verso il piano di ricostruzione di Gaza voluto da Trump — sul quale il governo palestinese non ha avuto alcuna voce in capitolo —, potrebbe emarginare ulteriormente l'Anp sostenuta dall'Occidente, mentre il blocco dei fondi da parte di Israele sta già causando una crisi finanziaria nella Cisgiordania occupata.
Libano: prorogata tregua di 45 giorni, nuovi negoziati il 2-3 giugno
È stato prorogato di 45 giorni, per consentire ulteriori progressi, il cessate il fuoco che era stato concordato il 16 aprile scorso per il Libano. Lo ha annunciato il portavoce del Dipartimento di Stato americano Tommy Pigott su X, al termine di due giorni di ''colloqui molto proficui'' tra Libano e Israele, ieri e oggi, ospitati dagli Stati Uniti. Un nuovo round di negoziati politici è stato fissato per il 2 e 3 giugno, ha aggiunto il Dipartimento di Stato. Inoltre il 29 maggio verrà avviato al Pentagono un dialogo sulla sicurezza con delegazioni militari di entrambi i Paesi. ''Ci auguriamo che questi colloqui promuovano una pace duratura tra i due Paesi, il pieno riconoscimento reciproco della sovranità e dell'integrità territoriale e la creazione di una reale sicurezza lungo il confine condiviso'', ha scritto Pigott.
Raid Israele contro il capo di Hamas a Gaza
Netanyahu e Katz affermano di aver ordinato l'uccisione di Haddad, comandante dell'ala militare del gruppo terroristico e "uno degli artefici del massacro del 7 ottobre". "Le Idf e lo Shin Bet stanno attuando pla politica del governo di non contenere le minacce e di neutralizzare preventivamente i nostri nemici", si legge nella dichiarazione delle Idf. "Questo è un messaggio chiaro a tutti gli assassini che cercano di toglierci la vita: prima o poi, Israele vi raggiungerà".
L'Iran pone le condizioni per partecipare ai Mondiali 2026: ecco quali
La Federazione calcistica di Teheran ha elencato 10 punti per andare a giocare negli Stati Uniti, in Canada e in Messico: non rinuncerà ai propri ideali, alla propria cultura e alle proprie convinzioni.
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Vai al contenutoIran: media, Israele si prepara a possibile ripresa imminente del conflitto
Israele si starebbe preparando ad una possibile e imminente ripresa del conflitto con l'Iran, che potrebbe protrarsi per settimane. Lo ha riferito Canale 12, citando un alto funzionario israeliano rimasto anonimo. Secondo la fonte, il governo israeliano ritiene che i negoziati con Teheran non stiano portando a risultati concreti e anche "gli americani capiscono che non stanno portando da nessuna parte". Il funzionario ha precisato che Israele si sta preparando a "giorni o settimane di combattimenti", aggiungendo che la decisione finale sarebbe attesa da parte del presidente Donald Trump. "Sapremo di più entro 24 ore", ha concluso.
L'Oman si ritrova al centro di una delicata partita geopolitica tra Iran e Stati Uniti
Dopo che Teheran ha dichiarato di essere in coordinamento con Muscat sulla futura gestione dello Stretto di Hormuz, incluso il controverso piano iraniano - osteggiato da Washington - di imporre tariffe alle navi commerciali in transito. Lo stretto, attraverso il quale in condizioni normali transita circa il 20% del petrolio trasportato via mare, resta di fatto bloccato da oltre 10 settimane a causa dell'escalation tra Iran, Stati Uniti e Israele. A complicare ulteriormente il quadro - fa notare il Guardian - sono state le dichiarazioni rilasciate oggi in India dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo cui Hormuz sarebbe una via d'acqua "esclusivamente iraniano-omanita". "Lo stretto si trova nelle acque territoriali di Iran e Oman, non esistono acque internazionali nel mezzo", ha affermato Araghchi, aggiungendo che Teheran starebbe già coordinando con Muscat il futuro assetto della gestione della rotta marittima.
L'Oman, che controlla con l'exclave di Musandam la sponda meridionale dello stretto, non ha finora commentato pubblicamente né le dichiarazioni iraniane né il piano elaborato da Teheran. Il progetto prevede un nuovo sistema di autorizzazioni per il transito delle navi, l'obbligo di comunicare la nazionalità delle imbarcazioni e il pagamento di una tariffa di circa un dollaro per barile trasportato alla nuova Persian Gulf Strait Authority (Pgsa), organismo creato dall'Iran il 5 maggio. Secondo diplomatici occidentali, le proposte iraniane violerebbero il principio della libertà di navigazione e attribuirebbero a Teheran un potere discrezionale nella selezione delle navi autorizzate ad attraversare lo stretto. A suscitare ulteriori perplessità è anche la richiesta di effettuare i pagamenti in rial iraniani attraverso conti locali, misura che potrebbe entrare in conflitto con le sanzioni internazionali contro i Pasdaran. Washington ha ribadito più volte che non accetterà alcuna soluzione permanente che comporti il pagamento di pedaggi all'Iran e sostiene che anche Muscat condivida questa posizione. Parallelamente, Francia e Regno Unito hanno sottoposto all'Oman una proposta alternativa basata sul principio della libertà di navigazione, sostenuta dalla maggior parte dei Paesi del Golfo. Nelle ultime settimane Muscat è stata al centro di un intenso lavoro diplomatico. Nella capitale omanita si sono recati, tra gli altri, il direttore politico del Foreign Office britannico, Lord Llewellyn, e il segretario generale dell'International Maritime Organization, Arsenio Dominguez. Alla base dello stallo vi è anche una disputa giuridica. Sebbene l'Iran abbia firmato nel 1982 la Convenzione Onu sul diritto del mare, non l'ha mai ratificata e sostiene quindi di non essere vincolato alle norme sul "transit passage", che garantiscono la piena libertà di navigazione negli stretti internazionali. Teheran rivendica invece il diritto di limitare il transito in presenza di minacce alla propria sovranità, integrità territoriale o sicurezza nazionale.
Libano, Israele ordina evacuazione di alcune aree di Tiro
L'esercito israeliano ha ordinato l'evacuazione di alcune aree della città libanese di Tiro, in vista di un imminente attacco. Il portavoce delle Idf, Avichay Adraee, ha pubblicato su X una mappa con segnate le zone da evacuare, che sarebbero in prossimità di edifici utilizzati da Hezbollah.
Crisi in Medioriente, qual è l’impatto economico della guerra?
Conflitti, dazi e crisi energetica. Di fronte a un panorama internazionale così instabile, le imprese italiane accelerano la diversificazione verso mercati finora trascurati. Dal palco di Sky TG24 Live In Roma, i vertici di Simest, Sace, Challenge Network e General Finance tracciano nuove rotte. La parola d’ordine è una sola: “proattività”.
Crisi in Medioriente, qual è l’impatto economico della guerra?
Vai al contenutoTrump: "Potremmo distruggere rete elettrica in due giorni"
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato in un'intervista a Fox News di non aver sottovalutato le capacità dell'Iran. Alla domanda se avesse valutato male la resistenza dell'Iran, Trump ha risposto: "Non ho sottovalutato nulla. Li abbiamo colpiti incredibilmente duramente. Guardate, non abbiamo toccato i loro ponti. Non abbiamo toccato nemmeno le loro reti elettriche. Possiamo distruggere tutto in due giorni". Alla domanda su quando finirà, Trump ha risposto: "La guerra del Vietnam è durata 19 anni. Quella dell'Iraq circa un decennio. Quella di Corea sette anni. Un'altra 14 anni. Un'altra 12 anni. Un'altra ancora nove anni".
Trump: "Potremmo intervenire di nuovo in Iran per fare pulizia"
Gli Stati Uniti potrebbero intervenire di nuovo in Iran per fare "un po' di pulizie". Il presidente americano Donald Trump, parlando sull'Air Force One di rientro dalla visita di Stato in Cina, ha affermato che gli Usa hanno "spazzato via le loro forze armate di fatto. Ora, ha aggiunto il tycoon, "potremmo dover fare un pò di pulizie perchè abbiamo avuto un piccolo cessate il fuoco di un mese". Il presidente americano ha quindi affermato di aver accettato una tregua "per fare un favore al Pakistan" anche se lui personalmente non era favorevole all'idea.
Emirati smentiscono un ruolo attivo nella guerra dopo accuse Iran
Gli Emirati Arabi Uniti hanno respinto i "tentativi di giustificare gli attacchi terroristici iraniani" dopo che Teheran ha accusato il ricco stato del Golfo di svolgere un ruolo attivo nella guerra in Medio Oriente. Il ministro di Stato Khalifa bin Shaheen Al Marar ha "ribadito il categorico rifiuto degli Emirati Arabi Uniti delle affermazioni iraniane e dei tentativi di giustificare gli attacchi terroristici iraniani contro gli Emirati Arabi Uniti" e altre nazioni, secondo quanto riportato in una dichiarazione.
Al via secondo giorno colloqui con Israele
Ha preso il via il secondo giorno di colloqui diretti tra Israele e Libano al dipartimento di Stato americano. Secondo media internazi onali, le delegazioni sono arrivate e le discussioni sono riprese, nell'ambito del terzo round di negoziati ospitati a Washington. Gli incontri di ieri sono stati definiti "positivi e produttivi" da una fonte americana.
Teheran: su uranio arricchito negoziati in stallo, tema rimandato
"L'argomento del nostro materiale arricchito è molto complesso. Siamo giunti alla conclusione, insieme agli americani, che poiché è molto difficile e ci troviamo quasi in una situazione di stallo su questo punto specifico, è opportuno rimandarlo alle fasi successive dei nostri negoziati". Così, parlando dell'uranio arricchito iraniano, il ministro degli Esteri di Teheran Abbas Araghchi, nel corso di una conferenza stampa a New Delhi, riportata dall'agenzia russa Tass.
Trump: aperto a stop ventennale programma nucleare
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, conversando con i cronisti sull'Air Force One, ha dichiarato che sarebbe aperto a una sospensione ventennale del programma nucleare iraniano purché l'impegno di Teheran sia "reale". Trump ha ribadito di aver cestinato l'ultima proposta negoziale iraniana senza neanche finire di leggerla. "L'ho vista e se non mi piace la prima frase la butto via e basta", ha spiegato, "era una frase inaccettabile. Se mantengono il nucleare in qualsiasi forma, non leggo".
Merz: parlato con Trump, Iran torni a tavolo, riaprire Hormuz
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha riferito di aver avuto una "buona conversazione telefonica" con il presidente Usa Donald Trump di ritorno dalla Cina: "Abbiamo concordato: l'Iran deve sedersi al tavolo dei negoziati ora. Deve riaprire lo Stretto di Hormuz. Non si deve permettere a Teheran di possedere armi nucleari", ha scritto su X il leader tedesco. "Abbiamo anche discusso di una soluzione pacifica per l'Ucraina e coordinato le nostre posizioni in vista del vertice Nato di Ankara", ha aggiunto, sottolineando che Washington e Berlino "sono partner forti in una Nato forte".
Emirati Arabi, accelerazione lavori nuovo gasdotto per bypassare Hormuz
Gli Emirati Arabi Uniti si apprestano ad accelerare la realizzazione del nuovo progetto del gasdotto West-East Pipeline, che raddoppierebbe la capacità di esportazione di Adnoc attraverso Fujairah e aggirerà lo Stretto di Hormuz . Lo scrive Gulf News. L'oleodotto è attualmente in costruzione e si prevede che entrerà in funzione nel 2027. La decisione è stata presa dopo che lo sceicco Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, principe ereditario di Abu Dhabi e presidente del Consiglio esecutivo di Abu Dhabi, ha presieduto una riunione del comitato esecutivo del consiglio di amministrazione di Adnoc, tenutasi presso la sede centrale della società ad Abu Dhabi.
Media: "Abu Dhabi cercò promuovere raid congiunto Golfo"
Gli Emirati Arabi Uniti hanno tentato, senza successo, di persuadere gli altri Stati del Golfo a unirsi a un attacco coordinato contro l'Iran poco dopo l'inizio della campagna militare di Usa e Israele contro la Repubblica Islamica. Lo rivela Bloomberg, precisando che il presidente emiratino, lo sceicco Mohammed bin Zayed, ne ha parlato al telefono con altri leader della regione, tra cui il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, perorando la causa di un'azione congiunta, ma questi hanno rifiutato. Sempre Bloomberg riporta che Riad colpì l'Iran a marzo ma successivamente cambiò strategia, appoggiando gli sforzi di mediazione guidati dal Pakistan. Da parte sua, Abu Dhabi sarebbe rimasta delusa per non essere stata invitata a svolgere un ruolo più incisivo nel processo negoziale. Secondo il quotidiano, il Qatar aveva valutato la possibilità di rappresaglia dopo l'attacco iraniano al suo impianto di gas naturale liquefatto di Ras Laffan, il più grande al mondo, ma aveva poi deciso di non farlo. Gli Usa erano a conoscenza degli sforzi degli Emirati di organizzare un attacco congiunto e sperava che gli altri Paesi del Golfo aderissero.
Araghchi: "Gli Usa sono disponibili a proseguire i colloqui"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che il suo governo ha ricevuto messaggi dagli Stati Uniti che indicano la disponibilità dell'amministrazione del presidente Donald Trump a proseguire i colloqui volti a porre fine alla guerra in Medio Oriente. "Ciò che è stato detto, ovvero che gli Stati Uniti hanno respinto la proposta iraniana o la risposta dell'Iran alla proposta americana, risale a qualche giorno fa, quando il signor Trump ha twittato affermando che era inaccettabile", ha detto Araghchi ai giornalisti nella capitale indiana. "Ma in seguito abbiamo ricevuto nuovamente messaggi dagli americani che affermavano la loro disponibilità a proseguire i colloqui e l'interazione".
Trump: "Posso dire con convinzione che l'Iran non avrà mai l'arma nucleare"
"Quello che posso dire con convizione è che l'Iran non avrà mai un'arma nucleare". Così Donald Trump a bordo dell'Air Force One nel viaggio di rientro dopo l'incontro con Xi Jinping a Pechino.
Libano, sdegno dopo volantino israeliano per "rafting sul Litani"
Sta suscitando sdegno in Libano un volantino diffuso sui social media israeliani, probabilmente falso, che pubblicizza presunte attività di rafting sul fiume Litani, il principale corso d'acqua del sud del paese, dichiarato obiettivo strategico delle forze militari israeliane nel sud del Libano. Il volantino in ebraico, rilanciato dal giornalista israeliano di origini libanesi Edy Cohen, presenta il Litani come meta turistica situata in "Alta Galilea", quindi implicitamente in territorio israeliano. L'annuncio parla di "un'esperienza stimolante nel cuore della natura del nord", usando la definizione israeliana di "nord" per riferirsi a un'area che per i libanesi rappresenta invece il sud del Libano. "E' una vergogna che le nostre autorità non facciano nulla per opporsi allo scempio del nostro territorio", scrive sui social Nadim Farhat, da Beirut, facendo eco ad altri messaggi simili. Nell'annuncio, che Cohen definisce "probabilmente falso", compaiono immagini di soldati israeliani lungo il fiume e dettagli pratici tipici di una vera escursione turistica: obbligo di scarpe chiuse, equipaggiamento adeguato, divieto per bambini sotto gli otto anni e possibili modifiche delle attività "a seconda delle condizioni meteo". Intervistato da media israeliani, Cohen ha ammesso che il volantino è "una provocazione" e "uno scherzo", ma ha sottolineato il valore strategico e simbolico del Litani. "Il fiume Litani attraversa quasi tutto il Libano, da Baalbek fino al sud. Sono circa 170 o 180 chilometri. Non c'è nessuno che non conosca il Litani. Attraversa davvero tutto il Libano e fornisce acqua all'agricoltura, quasi 700 milioni di metri cubi d'acqua potabile. È molto importante", ha dichiarato. Durante la trasmissione televisiva, il conduttore israeliano ha poi rilanciato in tono provocatorio l'idea di future "escursioni" ancora più a nord, sul fiume Zahrani, che scorre tra Sidone e Nabatiye. "Preghiamo di sconfiggere i nostri nemici, di avere rapporti normali con qualche elemento normale in Libano, e di poterci godere anche il rafting nello Zahrani", ha affermato.
Araghchi: "Gli Usa disposti a proseguire i colloqui"
Teheran ha ricevuto messaggi dagli Stati Uniti che indicano "la loro disponibilità a proseguire i colloqui e il dialogo" per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
Iran: "Il nostro uranio trasferito in Russia? Ne parleremo, ma non ora"
L'Iran è interessato a discutere la proposta della Russia di acquisire l'uranio altamente arricchito attualmente in possesso di Teheran per risolvere il braccio di ferro sul nucleare, ma "non ora". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, parlando in una conferenza stampa a New Delhi al termine di una riunione dei Paesi Brics. "Ho incontrato il presidente Vladimir Putin e, tra le altre cose, abbiamo discusso questa questione", ha dichiarato Araghchi rispondendo alla domanda di un giornalista dell'agenzia russa Tass. "Questo argomento verrà discusso con la parte russa, ma più avanti, non ora", ha aggiunto il capo della diplomazia iraniana, che il 27 aprile scorso ha incontrato Putin a San Pietroburgo.
Anp: "15enne ucciso da soldati a Nablus". L'Idf: "Tirava pietre"
L'Autorità nazionale palestinese ha denunciato l'uccisione di un quindicenne, Fahd Zidan Oweis, da parte dei soldati israeliani all'alba nella città di Al-Lubban al-Sharqiyya, governatorato di Nablus. L'Idf ha fatto sapere di aver eliminato un "terrorista" che a volto coperto "lanciava pietre contro i veicoli israeliani su una strada principale, mettendo in pericolo delle vite". La violenza è aumentata in Cisgiordania dall'inizio della guerra a Gaza nell'ottobre 2023. Secondo un conteggio dell'Afp sulla base dei dati del ministero della Salute palestinese, truppe o coloni israeliani hanno ucciso almeno 1.072 palestinesi e almeno 46 israeliani sono morti in attacchi palestinesi.
Media: "Teheran ha ricevuto la risposta degli Usa che respinge completamente le loro condizioni"
Teheran ha ricevuto ufficialmente la risposta degli Stati Uniti, che "respinge completamente" la proposta presentata dalla Repubblica islamica nell'ambito dei negoziati. Lo riferisce al Jazeera, citando fonti iraniane, secondo cui Teheran aveva incluso cinque condizioni da soddisfare prima di avviare i negoziati sul nucleare: la fine della guerra su tutti i fronti; la revoca di tutte le sanzioni; lo sblocco dei beni congelati; il risarcimento per i danni e le perdite di guerra; e il riconoscimento della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz.
Araghchi: "Aperti all'aiuto della Cina per la soluzione del conflitto"
"Qualsiasi cosa farà la Cina per aiutare la situazione sarà benvenuta". Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, citato da Iran International, durante una conferenza stampa a New Delhi al termine della ministeriale dei Paesi Brics.
Araghchi: "Puntiamo sulla diplomazia ma gli Usa non ispirano fiducia"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi afferma che si sta cercando di mantenere viva la diplomazia, ma che non c'è "fiducia" negli Stati Uniti. Lo ha detto in una conferenza stampa a Nuova Delhi, dove partecipava alla riunione dei ministri degli Esteri dei Brics, scrive al Jazeera citando Reuters. Araghchi ha affermato che l'Iran è interessato a proseguire i negoziati con gli Stati Uniti solo se l'altra parte si dimostra seria. L'Iran "non ha fiducia" negli Stati Uniti, che Teheran sta cercando di mantenere il cessate il fuoco per dare una possibilità alla diplomazia, ma che i negoziati sono ostacolati dalla mancanza di fiducia.
Libano, droni Hezbollah contro Israele: Idf bombarda zona Tiro
Mentre a Washington le delegazioni israeliana e libanese si preparano al secondo giorno di colloqui diretti, in Medio Oriente continua lo scambio di fuoco. Diversi droni esplosivi lanciati da Hezbollah hanno colpito il territorio israeliano, vicino al confine con il Libano, facendo scattare le sirene in diverse comunita' della Galilea occidentale ma non si sono registrati feriti. L'Idf ha condotto una serie di raid aerei contro siti infrastrutturali del gruppo sciita filo-iraniano nella zona di Tiro, sulla costa meridionale del Libano, per i quali in precedenza aveva emesso un avviso di evacuazione. Ieri un colpo di mortaio ha ucciso un soldato israeliano, il 20enne Negev Dagan, nella zona del fiume Litani, durante scontri con Hezbollah. E' di 19 militari uccisi il bilancio finora della guerra di Israele contro Hezbollah in Libano. Nel Paese è formalmente in vigore un cessate il fuoco che tuttavia viene quotidianamente violato sia dall'Idf che dal gruppo sciita filo-iraniano.
Il Papa sente Tawadros II, tra temi la pace in Medio Oriente
Questa mattina, Papa Leone XIV ha avuto una conversazione telefonica con Tawadros II, Papa d'Alessandria e Patriarca della Sede di San Marco. "Il colloquio - riferisce un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede - si è svolto in un clima cordiale e fraterno, con il desiderio di ridare impulso alla celebrazione della Giornata per l'Amicizia tra Copti e Cattolici, cercando di superare ogni eventuale ostacolo al dialogo della fede e della carità. Si è espressa la consapevolezza della comune responsabilità per l'annuncio del Vangelo e la promozione della pace e della riconciliazione, specialmente nel tanto provato Medio Oriente".
Idf: "Attacchi in corso a Tiro contro Hezbollah"
L'esercito israeliano ha annunciato che sta conducendo attacchi contro Hezbollah nella regione di Tiro, nel sud del Libano, nonostante il cessate il fuoco che sarebbe in vigore da quasi un mese. In precedenza, l'Idf aveva dichiarato in un altro comunicato che "droni esplosivi" lanciati da Hezbollah erano caduti nel nord di Israele senza causare vittime e aveva denunciato una "nuova violazione" dei termini del cessate il fuoco. Questi ulteriori attacchi durante la tregua avvengono all'indomani di una nuova sessione di colloqui tra Israele e il Libano a Washington, definiti come "positivi" dal Dipartimento di Stato americano.
Farnesina: "Nuovo stanziamento di emergenza di 15 milioni per il Libano"
Il viceresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha presieduto oggi la seconda riunione dell'anno del Comitato Congiunto per la Cooperazione allo Sviluppo, nel corso della quale è stata approvata la Programmazione 2026 della Cooperazione italiana, che prevede interventi a dono e a credito d'aiuto per 1,7 miliardi di euro. Lo rende noto la Farnesina. Il ministro - si spiega - ha presieduto in particolare la prima fase della riunione del Comitato sottolineando con forza che "la Cooperazione fa parte integrante della politica estera del Paese, è uno strumento decisivo per fare avanzare le idee di pace e di sviluppo che sono i cardini della politica italiana e vengono rispecchiate nel Piano Mattei". Il ministro degli Esteri ha fatto anche un richiamo alla necessità di mantenere alto l'impegno alla trasparenza di ogni procedimento, per un corretto uso dei fondi pubblici, nello spirito del buon Governo. Gli interventi - spiega la Farnesina - tengono conto della necessità di rispondere alle crisi umanitarie e sfide della ricostruzione, in particolare a Gaza, Libano, Siria Ucraina, Afghanistan e Sudan. In questo ambito, il ministro Tajani ha annunciato un nuovo pacchetto di assistenza in favore della popolazione libanese di 15 milioni di euro, che fa seguito ai 10 milioni già deliberati ad aprile. Gli interventi saranno incentrati sulle attività di emergenza a sostegno di tutte le comunità e degli sfollati del sud del Libano, con progetti realizzati dalle organizzazioni della società civile e per la ripresa agricola in collaborazione con la FAO, con un focus particolare al sostegno alle comunità cristiane. Il Comitato Congiunto, infine, ha anche approvato un pacchetto di interventi di sviluppo per un valore complessivo di oltre 250 milioni di euro. Tra questi, interventi in Ucraina, America Latina e contributi per la lotta all'HIV, alla Tubercolosi, alla Malaria e alla Coalizione per la preparazione alle epidemie.
Teheran: "Hormuz rimane aperto per navi amiche"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato, al termine del vertice dei ministri degli Esteri dei Brics, che lo Stretto di Hormuz rimane aperto al traffico commerciale proveniente dai paesi amici, e che alle navi è stato chiesto di coordinare il passaggio con le forze iraniane per garantire un transito sicuro. "Lo Stretto di Hormuz, per quanto ci riguarda, non è chiuso, soprattutto per i paesi amici", ha dichiarato Araghchi in un'intervista ai media indiani. "Alle navi appartenenti a tutti gli altri paesi viene solo chiesto di coordinare il loro passaggio con le nostre forze armate".
Libano, media: "Usa annunceranno proroga tregua e piano intenti"
Al termine dei due giorni di colloqui a Washington tra Israele e Libano, gli Stati Uniti dovrebbero rilasciare una dichiarazione riassuntiva degli incontri avvenuti e annunciare una proroga del cessate il fuoco, insieme a una "dichiarazione d'intenti". E' quanto riferisce il quotidiano libanese Al-Akhbar, affiliato a Hezbollah, secondo il quale la dichiarazione si concentrerà su un meccanismo per un graduale ritiro israeliano, in parallelo con l'avvio da parte del Libano di un processo globale di disarmo del gruppo sciita filo-iraniano. Secondo Al-Akhbar, Washington ha discusso con Tel Aviv di "linee guida generali di un piano concreto" da attuare con le autorità di Beirut, nell'ambito degli sforzi per separare la questione libanese da un possibile accordo con l'Iran.
Prezzi petrolio Brent in rialzo +1,86% a 107,58 dollari
Mattinata di rialzi per i prezzi del petrolio. Il Brent, benchmark europeo, è salito del 1,86% % a 107,58 dollari al barile. Il Wti, il petrolio americano, è salito del 2,27% a 103,44 dollari.
Media: "Capo dell'Idf in visita negli Emirati durante la guerra"
Dopo il capo del Mossad e del premier israeliano Benjamin Netanyahu, ora arriva la notizia che anche il capo di Stato maggiore Eyal Zamir si è recato negli Emirati durante la guerra con l'Iran. A riferirlo è stata l'emittente pubblica israeliana Kan, precisando che il capo dell'Idf era accompagnato da altri ufficiali militari. Nel corso della visita, Zamir ha incontrato alti funzionari emiratini, tra cui il presidente Sheikh Mohammed bin Zayed. Nessun commento finora dall'Idf. Nei giorni scorsi, è uscita sulla stampa l'indiscrezione che durante la guerra contro Teheran il capo del Mossad David Barnea si era recato negli Emirati. Lo stesso Netanyahu ha diffuso una nota mercoledì facendo sapere di essere volato nel Paese del Golfo, ma Abu Dhabi ha smentito ufficialmente. Sempre di recente, l'ambasciatore Usa in Israele Mike Huckabee ha confermato le notizie sull'invio negli Emirati, durante il conflitto, di una batteria di Iron Dome e di personale per gestirla.
Farhadi: "Un crimine le morti in Iran nelle proteste, nelle esecuzioni e in guerra"
Negli ultimi mesi "mentre ero nella post produzione di Histoires Paralles, sono accaduti due eventi tragici in Iran. Ero a Teheran la scorsa settimana e porto con me l'angoscia di quegli eventi. Uno è stata la morte di tanti innocenti, anche molti bambini nella guerra, e prima di quello i moltissimi innocenti massacrati mentre stavano manifestando. Questi due eventi sono molto dolorosi e non saranno mai dimenticati". Lo dice al Festival di Cannes il cineasta iraniano Asghar Farhadi nella conferenza stampa per Histoires paralleles. "Prendere posizione, esprimere indignazione per la morte di civili nella guerra non vuol dire essere a favore dell'uccisione dei dimostranti - sottolinea - allo stesso tempo mostrare empatia per persone uccise nelle dimostrazioni non vuole dire che non si può provare dolore per quelle morte sotto le bombe". Tutte queste morti "sono un crimine, sotto nessuna circostanza posso giustificare l'uccisione di persone in guerra, nelle esecuzioni o il massacro di persone che protestano. È estremamente crudele e tragico vedere che nel mondo di oggi nonostante il progresso ci svegliamo ogni giorno con notizie di persone uccise senza senso".
Libano, media: "Da Washington attesi l'annuncio della proroga della tregua e dichiarazione di intenti"
Gli Stati Uniti dovrebbero rilasciare oggi una dichiarazione relativa ai due cicli di negoziati che si sono finora svolti tra Israele e Libano a Washington e che annuncia una proroga del cessate il fuoco, assieme ad una "dichiarazione di intenti" sul proseguimento dei colloqui, che fa particolare riferimento ad una graduale fine della presenza israeliana in Libano e a un impegno totale del Libano per il disarmo di Hezbollah. A riferirne è Il quotidiano libanese Al-Akhbar, citato dal Times of Israel.
Il giornale afferma inoltre che gli Stati Uniti hanno discusso con Israele di quelle che definiscono "linee guida generali di un piano concreto" da attuare con il Libano, nel contesto degli sforzi volti a separare la questione libanese da un possibile accordo con Teheran.
Anp: "Adolescente ucciso in Cisgiordania da esercito israeliano"
Un adolescente palestinese è stato ucciso dai soldati israeliani in un villaggio nel nord della Cisgiordania. Fahd Zidan Oweis, di15 anni, è stato ucciso "da proiettili delle 'forze di occupazione' (l'esercito israeliano, ndr) all'alba nella località di Lubban al-Sharqiya, nel governatorato di Nablus", ha scritto in un breve comunicato ministero della Sanità palestinese, precisando che il corpo si trova attualmente nelle mani delle forze israeliane. Da parte sua, l'esercito israeliano ha dichiarato che, "durante un'operazione antiterrorismo mirata nella regione di Lubban al-Sharqiya, i soldati hanno individuato tre terroristi che lanciavano pietre contro veicoli israeliani in transito su una strada. I soldati hanno sparato in direzione dei terroristi e ne hanno eliminato uno".
Iran: "I messaggi contraddittori dagli Usa complicano i negoziati"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che i "messaggi contraddittori" inviati dagli Stati Uniti stanno complicando i negoziati. In dichiarazioni riportate dall'emittente iraniana Irib, Araghchi ha dichiarato che l'Iran non è responsabile delle interruzioni nello Stretto di Hormuz e che Teheran non ha iniziato la guerra, limitandosi a difendersi. Araghchi ha ribadito la posizione dell'Iran secondo cui lo Stretto è ora aperto alle navi dei "paesi amici", a condizione che si coordinino con le autorità iraniane, ed è chiuso solo ai "nemici" di Teheran.
Emirati: "Accelerare costruzione oleodotto per aggirare Hormuz"
Gli Emirati Arabi Uniti annunciano l'accelerazione dei lavori per la costruzione dell'oleodotto che attraverserà Fujairah per aggirare lo Stretto di Hormuz. Lo ha comunicato l'ufficio stampa di Abu Dhabi. Il principe ereditario Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan ha presieduto una riunione del comitato esecutivo della Abu Dhabi National Oil Company per discutere gli aggiornamenti relativi all'oleodotto, che trasporterà il petrolio da Abu Dhabi al Golfo dell'Oman, aggirando lo Stretto di Hormuz. L'entrata in funzione è prevista per il 2027 e l'oleodotto raddoppierà la capacità di esportazione degli Emirati Arabi Uniti attraverso Fujairah, al fine di soddisfare la domanda energetica globale.
Media: "Atteso annuncio Usa sulla proroga della tregua in Libano"
Il quotidiano libanese Al-Akhbar, affiliato a Hezbollah, riporta che gli Stati Uniti dovrebbero rilasciare oggi una dichiarazione che riassuma i due cicli di negoziati finora tenuti tra Israele e Libano e che annunci una proroga del cessate il fuoco, insieme a una "dichiarazione d'intenti" sulla prosecuzione dei colloqui. Lo scrive Times of Israel. Secondo il quotidiano, la dichiarazione si concentrerà su una graduale fine della presenza israeliana in Libano, unitamente a un impegno totale del Libano per il disarmo di Hezbollah. Il quotidiano afferma inoltre che gli Stati Uniti hanno discusso con Israele di quelli che definiscono i "linee guida generali di un piano concreto" da attuare con il Libano, nel contesto degli sforzi per separare la questione libanese da un possibile accordo con l'Iran.
Flotilla, M5s: "Al fianco di Carotenuto e degli attivisti"
"Siamo al fianco del nostro collega Dario Carotenuto e di tutti gli attivisti nuovamente in partenza per Gaza. Netanyahu, Trump e la complicita' di Giorgia Meloni non potranno mai fermare questo enorme moto di solidarieta' verso il popolo palestinese e contro il genocidio". Cosi' in una nota il gruppo M5S alla Camera.
Iran, Tajani: "Intervento per libertà navigazione solo dopo tregua e con missione internazionale"
"La posizione dell'Europa, che è anche quella dell'Italia, è quella di intervenire per garantire la libertà di navigazione a Hormuz una volta raggiunto il cessate il fuoco, anche con una presenza militare". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a 'Mattino 5' "Noi siamo disponibili a utilizzare i nostri dragamine, anche perché c'è un saper fare italiano straordinario, siamo i più bravi, diciamo così, a sminare i mari, però dovrà esserci una missione o sotto la bandiera delle Nazioni Unite o sotto la bandiera dell'Unione Europea o comunque una missione internazionale", ha affermato. "Per adesso - ha proseguito - noi rimaniamo a garantire la libertà di navigazione con la nostra Marina Militare nel Mar Rosso, con la missione euroea Aspides e poi anche nell'Oceano Indiano con la missione Atlanta contro la pirateria". "Vedremo cosa accadrà - ha concluso - Noi siamo pronti ad andare, ma solo una volta raggiunto un cessate il fuoco stabile". "Mi auguro la Cina possa continuare a lavorare seriamente per far aprire Hormuz, convinvere l'Iran a essere meno aggressivo", ha detto. La Cina, da cui è appena partito Donald Trump dopo colloqui con Xi Jinping, "ha interesse a che Hormuz sia libero". "Hormuz libero è interesse di tutti - ha detto - e la Cina certamente tutelerà i propri interessi, quindi credo discretamente farà valere sue pressioni". "Bisogna continuare a lavorare perché l'Iran non costruisca l'arma nucleare", ha detto, riconoscendo sull'Iran e sullo Stretto di Hormuz "non ci sono passi avanti" anche "perché la controproposta iraniana non è piaciuta agli Stati Uniti". "Ricordiamo che l'Iran è un Paese che ha millenni di storia dietro le spalle - ha affermato - E' un Paese che ha anche delle Forze Armate ben organizzate, anche forti, nonostante i danni subiti dagli attacchi americani e israeliani. Quindi io credo che alla fine debba prevalere la trattativa". "L'Iran - ha ripetuto - non può né avere la bomba atomica né può permettersi di attaccare paesi come il Kuwait, l'Arabia Saudita, gli Emirati arabi uniti, l'Oman, il Qatar". "Hanno attaccato in maniera immotivata questi Paesi soltanto perché hanno relazioni con gli Usa, con Israele", ha osservato.
Iran, Eau: Pil rivisto al ribasso, ma mostrata nostra resilienza
La crisi nel Golfo causata dalla guerra in Iran sta impattando sulla crescita degli Emirati Uniti, che tuttavia sta dimostrando la propria resilienza grazie alla diversificazione economica attuata negli ultimi anni. "Quando guardate alla crescita del Pil prevista per gli Emirati all'inizio dell'anno, era di circa il 5,6%; stavamo andando fantasticamente con una crescita del 5-6% negli ultimi quattro anni", ma adesso le ultime stime prevedono "una crescita per gli Emirati del 3,1%, che e' comunque forte e dimostra che gli Emirati sono costruiti per l'agilita' e per continuare a progredire: rispetto ad altri mostriamo una delle crescite attese piu' forti", ha detto Abdulla bin Touq Al Marri, ministro dell'Economia e del Turismo degli Emirati Arabi Uniti, intervenendo a Investopia 2026, in corso a Milano. "Intoppi o piccoli problemi non determineranno mai l'economia futura degli Emirati", ha aggiunto il ministro per il quale "l'economia emiratina e' costruita su cinque decenni di infrastrutture, connettivita', turismo, politiche e normative stabilite per il lunghissimo termine: lo abbiamo visto con il Covid e lo vediamo ora, siamo determinati e capiremo di che tipo di investimenti abbiamo bisogno e in quali aree e settori vogliamo entrare".
Nahum: "Se Milano ferma gemellaggio con Tel Aviv lascio la maggioranza"
"I Verdi ripropongono l'interruzione del gemellaggio con Tel Aviv? Sarò molto netto: se l'aula dovesse votare un simile atto, un minuto dopo sarei fuori dalla maggioranza". Lo spiega in una nota il consigliere comunale di Azione ed esponente della comunità ebraica di Milano, Daniele Nahum, che era confluito nel partito di Calenda dopo aver lasciato il Pd in protesta con l'uso della parola genocidio in riferimento a Gaza. "Nelle scorse settimane abbiamo assistito a un paradosso: i Verdi, inizialmente appoggiati dal Pd, chiedevano la sospensione dell'accordo con la città israeliana basandosi su una mozione che vincolava il rapporto al rispetto della tregua - aggiunge ricordando quanto votato dal consiglio comunale lo scorso ottobre - . Una richiesta assurda, visto che la tregua non è mai stata violata. Il sindaco si è espresso contro la rottura del gemellaggio, ma ha commesso l'errore di dichiarare che si atterrebbe alla volontà del Consiglio qualora venisse approvato un ordine del giorno che chieda, senza condizioni, la fine del gemellaggio". "Eppure, proprio la scorsa settimana, abbiamo votato un documento del Pd per una conferenza internazionale dei Sindaci per la pace - spiega ancora - . Un atto in netta contrapposizione con la linea dei boicottaggi e perfettamente coerente con la proposta presentata da me e dal collega Radice, che impegna il Comune a un'iniziativa di dialogo che coinvolga Tel Aviv e Betlemme". "Nonostante ciò, i Verdi insistono. Dopo aver minacciato di tutto, dall'uscita dalla maggioranza su San Siro alla scelta di non votare le delibere di giunta qualora non passasse la fine del gemellaggio, tornano all'attacco contro Tel Aviv - conclude - . Io, a differenza di altri, faccio quello che dico: se il gemellaggio venisse sospeso, la mia esperienza in questa maggioranza finirebbe all'istante".
Eau, Urso: "Partner estremamente importanti per noi"
"Per noi gli Emirati sono estremamente importanti, come tutta l'area del Golfo, lo dimostrano i dati sull'esportazione dello scorso anno. In un anno orribile a livello globale, le esportazioni italiane negli Emirati sono cresciute del 27%, le maggiori performance a livello globale. Questo ha consentito una crescita delle esportazioni italiane del 3,3% che ci ha consentito di agguantare il Giappone come quarto paese esportatore mondiale, questo anche al traino di quello che e' stato fatto negli Emirati e nell'intera area del Golfo". LO ha detto, a Investopia Milan 2026, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, per il quale "gli investimenti italiani sono molto significativi negli Emirati, dove ormai superiamo i 12 miliardi di euro e gli investimenti emiratini si accrescono ogni giorno di piu' nel nostro paese". "E' questo il momento per aggiungere un livello piu' alto di partnership, non soltanto commerciale, ovviamente sempre piu' prevalentemente tecnologico e industriale nei settori su cui gia' gli Emirati puntano a piu' alta tecnologia: pensiamo all'intelligenza artificiale, certamente ai Data Center, al settore dello spazio in cui noi possiamo fornire qualcosa in piu' rispetto ad altri ed e' per questo che io ritengo fattibile raggiungere quello che e' l'obiettivo consacrato durante il vertice bilaterale dello scorso anno qui a Roma tra Giorgia Meloni e il presidente Emiratino, che poi si sono rivisti recentemente e non a caso ad Abu Dhabi", ha aggiunto Urso.
Iran, Lavrov ad Araghchi: "Avanti tregua e diplomazia con Usa"
Nel suo incontro con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, il capo della diplomazia russa Sergei Lavrov ha sottolineato l'importanza di mantenere il cessate il fuoco e gli sforzi diplomatici tra Stati Uniti e Iran. "La parte russa ha sottolineato l'importanza di mantenere il cessate il fuoco e la fragile tregua, nonche' di evitare l'interruzione degli sforzi politici e diplomatici per raggiungere un accordo globale iraniano-americano che apra la strada a una normalizzazione duratura e sostenibile della situazione nella regione", ha affermato il ministero in una dichiarazione pubblicata a seguito dell'incontro di Lavrov con Araghchi a margine di una riunione dei ministri degli Esteri dei Brics a New Delhi. Lavrov "ha ribadito la volonta' della Russia di fornire buoni servizi alle parti nella ricerca e nell'attuazione di soluzioni reciprocamente accettabili", si legge nel comunicato. I due hanno anche discusso "aspetti attuali della cooperazione bilaterale" e "hanno riaffermato la loro reciproca determinazione a rafforzare costantemente il partenariato strategico globale tra i due paesi amici", ha aggiunto il ministero.
Media Israele: "Il capo dell'Idf Zamir ha visitato gli Emirati durante la guerra"
Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, avrebbe visitato gli Emirati Arabi Uniti durante la guerra con l'Iran. Secondo l'emittente pubblica Kan, Zamir era accompagnato da altri ufficiali militari. Durante la visita, Zamir ha incontrato funzionari emiratini, tra cui il presidente Sheikh Mohammed bin Zayed, riferisce Kan. La notizia arriva dopo che il premier israeliano Netanyahu ha dichiarato mercoledì di aver visitato gli Emirati Arabi Uniti anche durante la guerra con l'Iran, affermazione smentita dagli Emirati Arabi Uniti. È stato inoltre riferito che i capi dello Shin Bet e del Mossad hanno visitato la nazione del Golfo durante la guerra.
15enne ucciso in Cisgiordania, Idf "era un terrorista"
Un ragazzo di quindici anni e' stato ucciso dalle forze israeliane in Cisgiordania. Lo ha reso noto l'Anp mentre l'esercito israeliano sostiene che il giovane stesse lanciando pietre contro le auto israeliane lungo una strada. Fahd Zidan Oweis e' stato "ucciso a colpi d'arma da fuoco dalle forze israeliane all'alba nella citta' di Al-Lubban al-Sharqiyya, nel governatorato di Nablus. Il suo corpo e' stato trattenuto", si legge nel comunicato dell'Anp. L'esercito israeliano ha dichiarato all'Afp di aver "eliminato un terrorista a volto coperto" che aveva "lanciato pietre contro veicoli israeliani su una strada principale, mettendo in pericolo delle vite".
Inflazione, Codacons: "Da guerra stangata da 23 mld per famiglie"
La guerra in Medio Oriente, "in termini di aumento di prezzi e tariffe, sta generando una maxi-stangata da complessivi 23 miliardi di euro sulle tasche delle famiglie italiane". Lo sottolinea il Codacons in una nota. "Una inflazione al +2,7% si traduce, a parita' di consumi e considerata la spesa totale delle famiglie, in una stangata media da +893 euro annui per la famiglia "tipo" che sale a +1.233 euro annui per un nucleo con due figli: se si considera la totalita' delle famiglie italiane, il conto totale della stangata raggiunge i 23 miliardi di euro su base annua". si legge nella nota. "Solo per la spesa alimentare - aggiunge il Codacons - con i prezzi del comparto che salgono del +2,9% su anno con punte del +5,9% per i non lavorati, l'aggravio di spesa e' pari a +185 euro per la famiglia tipo, +269 euro per quella con due figli". Tra le voci che stanno risentendo maggiormente della guerra in Iran "troviamo gli alimentari freschi, con gli ortaggi che aumentano in media del 21,5% su anno, i traghetti che segnano un +14,8%, il gas che sale del +11,8%, mentre l'elettricita' sul mercato libero sale del +8,2%; i combustibili liquidi rincarano addirittura del +38,1% rispetto allo stesso periodo del 2025". Alcune voci, si sottolinea, registrano invece un sensibile calo: "e' il caso del trasporto aereo, col crollo della domanda di viaggi che sta portando ad una sensibile riduzione delle tariffe. I prezzi dei voli intercontinentali scendono del -22,5% su anno, quelli europei del -11,5%, i voli nazionali -4,2%.Le misure messe in campo dal governo non hanno evitato l'impatto devastante della crisi in Medio Oriente sulle tasche degli italiani - afferma il Codacons - Un quadro purtroppo destinato a peggiorare se la chiusura dello stretto di Hormuz proseguira' e se i prezzi del comparto dell'energia, dei carburanti, dei trasporti e degli alimentari continueranno la corsa al rialzo".
Libano, negoziati con Israele "positivi": oggi secondo giorno
Oggi a Washington seconda giornata di colloqui diretti tra Israele e Libano, all'indomani del primo giorno di discussioni "positive e produttive". Lo ha riferito un alto funzionario del Dipartimento di Stato Usa. "Abbiamo avuto un'intera giornata di discussioni produttive e positive, dalle 9 alle 17. Non vediamo l'ora di continuare e speriamo di poter fornire ulteriori aggiornamenti in quell'occasione", ha dichiarato il funzionario statunitense. La scadenza teorica del cessate il fuoco e' prevista per domenica. In vigore sulla carta tra i due paesi dal 17 aprile, sul terreno sono invece proseguite le ostilita' con attacchi quotidiani di Israele nel sud del Libano e su Beirut e razzi di Hezbollah contro le Idf, con un bilancio di almeno 400 morti. A complicare il dialogo sono alcuni punti di disaccordo e nodi da sciogliere. Israele chiede maggiori garanzie di sicurezza e il disarmo totale di Hezbollah. Il Libano, invece, auspica un cessate il fuoco permanente e il ritiro delle truppe israeliane dal confine meridionale. L'incognita principale e' rappresentata dalla promessa di Hezbollah di non aderire ad alcun accordo che possa derivare da questi negoziati. Questo, ovviamente, introduce un notevole elemento di incertezza sulle modalita' di attuazione di eventuali misure di controllo, qualora e quando si raggiungesse un accordo. Nell'ultimo incontro del 23 aprile a Washington tra ambasciatori e funzionaru israeliani e libanesi, il presidente Donald Trump aveva annunciato una proroga di tre settimane della tregua ed ha espresso la speranza di un riavvicinamento storico tra i due Paesi mediorientali. Il presidente Usa aveva ipotizzato di ospitare alla Casa Bianca il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente libanese Joseph Aoun. Tuttavia, questo incontro non si e' concretizzato, poiche' il capo di Stato libanese ha richiesto un accordo preliminare sulle questioni di sicurezza e la fine degli attacchi israeliani. A differenza del precedente ciclo di negoziati, ai colloqui avviati ieri a Washington non partecipano ne' il segretario di Stato americano Marco Rubio ne' Trump, impegnati in una visita ufficiale in Cina.
Tajani sui media turchi: "Il blocco di Hormuz è shock globale all'economia"
Il ruolo e le iniziative dell'Italia per favorire la cessazione delle ostilità e riapertura dello Stretto di Hormuz trovano ampio spazio sui media turchi che pubblicano oggi un articolo di Antonio Tajani dove il ministro degli Esteri sottolinea la necessità di riportare stabilità in Medio Oriente. "Il blocco di Hormuz non rappresenta una semplice crisi regionale, ma uno shock globale destinato a incidere sulla sicurezza energetica, sulla competitività industriale e sugli equilibri economici internazionali", si legge nell'articolo del ministro italiano che compare oggi sui diversi siti e nell'edizione cartacea di più giornali turchi, tra cui Hurriyet Daily News. La grande attenzione della stampa turca è legata anche al ruolo che Ankara, come sottolinea lo stesso Tajani nell'editoriale, sta svolgendo nell'ambito del quartetto, insieme ad Arabia Saudita, Egitto e Pakistan, a sostegno dei negoziati di Islamabad tra Iran e Stati Uniti, oltre alla partecipazione della Turchia nella recente iniziativa promossa dall'Italia con una trentina di Paesi del Mediterraneo, Medio Oriente e Balcani, e la Fao, per una coalizione per la sicurezza alimentare e l'accesso ai fertilizzanti. Altrettanto rilevante e particolarmente sentito in Turchia è l'impatto economico, che, come sottolineato nell'articolo da Tajani, colpisce "tutti i Paesi della regione, ma anche un Paese esportatore come l'Italia, il cui export vale circa il 40% del pil". A preoccupare, scrive il ministro degli Esteri, non è soltanto l'impatto sull'industria nazionale ma sono anche "le conseguenze sui Paesi più fragili dell'Africa e del Mediterraneo allargato".
Trump: "Con l'Iran non avrò molta più pazienza"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in un'intervista nottura al programma 'Hannity' di Fox News, ha affermato che la sua pazienza nei confronti dell'Iran si sta esaurendo, dopo aver discusso ieri con il presidente cinese Xi Jinping proprio sulla guerra tra Usa e Teheran. "Dovrebbero trovare un accordo", ha aggiunto il tycoon riferendosi ai dissidi dentro i vari poteri iraniani. Sulla questione cruciale delle scorte nascoste di uranio arricchito dell'Iran, Trump ha minimizzato. "In realtà mi sentirei meglio se le ottenessi. Ma penso che sia più una questione di pubbliche relazioni che altro, però", ha affermato.
Bce: "Decisioni su tassi in base a dati e prospettive inflazione"
Il Consiglio direttivo della Bce "si impegna a definire la politica monetaria in modo da assicurare che l'inflazione si stabilizzi sull'obiettivo del 2 per cento a medio termine. Per definire l'orientamento di politica monetaria adeguato, seguira' un approccio guidato dai dati, in base al quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione". Lo ribadisce la Bce nel bollettino economico aggiungendo che "le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonche' della dinamica dell'inflazione di fondo e dell'intensita' della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi". Il Consiglio direttivo "e' non di meno pronto ad adeguare tutti gli strumenti nell'ambito del proprio mandato per assicurare che l'inflazione si stabilizzi durevolmente sull'obiettivo di medio termine e per preservare l'ordinato funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria".
Smotrich: "Giunto momento di cancellare differenze tra aree A, B e C in Cisgiordania"
Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha dichiarato ieri, durante un incontro per la Giornata di Gerusalemme, che "è giunto il momento di cancellare, in modo permanente, le linee che distinguono le aree A, B e C", secondo quanto riportato dai media israeliani. Secondo gli Accordi di Oslo II, firmati nel 1995 da Israele e dall'Autorità Palestinese, la Cisgiordania è divisa in tre aree: A, B e C. L'area C è sotto il pieno controllo israeliano, l'area B è sotto il controllo civile palestinese e la sicurezza israeliana, mentre l'area A è sotto il pieno controllo palestinese. Le dichiarazioni sono state rilasciate presso la yeshiva Mercaz Harav, un'istituzione fondamentale del sionismo religioso. Rivolgendosi agli studenti, il ministro di estrema destra ha affermato: "La nazione di Israele sta tornando a casa, e questa volta per sempre".
Confcommercio: "La ripresa dell'inflazione minaccia la crescita"
A maggio il Pil dovrebbe crescere dello 0,1% su base congiunturale e dell'1,5% su base tendenziale ma l'aumento dell'inflazione potrebbe mettere a rischio la crescita economica. Lo sottolinea la Confcommercio nel Repot Congiuntura di maggio secondo il quale i prezzi dovrebbero crescere nel mese trainati dalla tensione nell'area del Golfo dello 0,5% su aprile e del 3,4% sull'anno. "L'elemento più critico - sottolinea l'associazione - è rappresentato dal riacutizzarsi dell'inflazione che, secondo le nostre stime, per il mese di maggio dovrebbe attestarsi al 3,4%, in ulteriore accelerazione rispetto ai mesi precedenti, ritornando a valori che non si vedevano dalla fine dell'estate del 2023. Le pressioni maggiori continuano a concentrarsi sull'energetico (domestico e per la mobilità) a cui si aggiungono le tensioni sugli alimentari non lavorati, generate da situazioni pregresse. Il permanere di questa situazione rende sempre più probabile il trasferimento degli impulsi anche ad altre filiere, con conseguenti possibili effetti negativi nei prossimi mesi non solo sulla fiducia delle famiglie, ma anche in termini di comportamento di consumo via minore reddito disponibile reale". Ad aprile 2026 l'Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) è stimato in crescita dell'1,3% nel confronto con lo stesso mese del 2025.L'aumento dell'indicatore dei consumi di Confcommercio ad aprile (+1,3% tendenziale) è sintesi di un aumento sia della spesa per i beni (1,3%) sia di quella per i servizi (1,4%). Dopo gli ottimi risultati rilevati a marzo (la disponibilità di nuove informazioni ha portato il dato tendenziale al 3,5%, in deciso miglioramento rispetto alle prime stime), anche per un anticipo di alcuni consumi legati alla Pasqua, la domanda delle famiglie si conferma in recupero nonostante i segnali di deterioramento della fiducia e la ripresa dell'inflazione. "La ripresa dell'inflazione ed il contemporaneo deterioramento della fiducia delle famiglie, seppure al momento non sembrano aver prodotto effetti significativi sui consumi - spiega l'associazione - rischiano di provocare nei prossimi mesi una brusca inversione nei comportamenti delle famiglie. Una repentina risoluzione del conflitto in Medio Oriente ridurrebbe gli effetti negativi che al momento, seppure non evidenti, già si sono determinati". Anche ad aprile la componente più dinamica dei consumi è stata quella relativa ai beni e ai servizi per la mobilità (+7,1%). Lievemente più contenuta è stata la crescita per i beni e servizi per la comunicazione (+4,5%), segmento da anni tra i più vitali. In territorio positivo, sia pure con variazioni più modeste, si trovano anche i beni e i servizi per la cura della persona (+1,9%), gli alberghi e i pasti e le consumazioni fuori casa (+1,3%), i beni e i servizi per la casa (1,1%) e l'abbigliamento e le calzature (0,2%). Solo per i beni e servizi ricreativi (-2,8%), segmento le cui dinamiche interne si confermano molto articolate, e gli alimentari, le bevande e i tabacchi (-0,7%), la domanda risulta in calo rispetto allo stesso mese del 2025. A livello di singole voci di consumo si osserva il permanere di molti aggregati in territorio positivo, sia pure con diverse intensità. In particolare, spicca la tendenza al deciso recupero dell'automotive, che registra, nel confronto annuo, una netta crescita degli acquisti da parte dei privati (+19,3%). I dati dell'ultimo trimestre non devono, peraltro, portare a guardare con minore preoccupazione al futuro del settore, in considerazione dei pesanti cali di domanda rilevati nei periodi precedenti e delle molte problematiche ancora aperte.
Eau, Bozzetti: "Fase complessa nel Golfo, ne usciranno più forti"
"Viviamo una fase complessa della storia contemporanea tra tensioni nel Golfo, trasformazioni globali, sfide energetiche che stanno ridisegnando gli equilibri mondiali, ma e' proprio in questo momento che si vede il vero valore delle partnership e il fatto che il primo grande evento degli Emirati Arabi Uniti in Italia dopo l'inizio della crisi regionale sia proprio Investopia a Milano rappresenta un segnale forte, un segnale di fiducia, di amicizia tra i nostri paesi". Lo ha detto, a Investopia Milan 2026, il presidente di Efg Consulting, Giovanni Bozzetti, che ha aggiunto: "Frequento gli Emirati dal 2001, lavoro con loro, ho avuto il privilegio di conoscere da vicino la loro leadership, la loro cultura, la loro straordinaria capacita' di trasformare le sfide in opportunita' e la visione in sviluppo. Posso dirlo con convinzione perche' li conosco, gli Emirati supereranno anche questa fase difficile". "Gli Emirati diventeranno ancor piu' forti di prima. E la supereranno perche' hanno dimostrato di saper guardare oltre la crisi, perche' investono nel futuro nella diplomazia economica, ma soprattutto investono nelle relazioni umane e hanno costituito uno dei modelli economici piu' dinamici e attrattivi del pianeta", ha concluso.
Bce: "Rischi sulla crescita, dipenderà dalla durata della guerra"
La guerra in Medio Oriente "grava sull'attività economica" e i dati "segnalano un indebolimento della crescita e dallo scoppio della guerra", con la fiducia di consumatori e imprese riguardo al futuro che "si è incrinata". Lo sottolinea la Bce nel bollettino economico, dopo una crescita dell'area euro che, nel primo trimestre 2026, è rallentata allo 0,1%. Malgrado una "buona capacità di tenuta" dell'economia con la disoccupazione ai minimi storici, le prospettive vedono "rischi al ribasso" e "dipenderanno dalla durata del conflitto in Medio Oriente", si legge.
Iran, Tajani: "Intervento per libertà navigazione solo dopo tregua e con missione internazionale"
"La posizione dell'Europa, che è anche quella dell'Italia, è quella di intervenire per garantire la libertà di navigazione a Hormuz una volta raggiunto il cessate il fuoco, anche con una presenza militare". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a 'Mattino 5' "Noi siamo disponibili a utilizzare i nostri dragamine, anche perché c'è un saper fare italiano straordinario, siamo i più bravi, diciamo così, a sminare i mari, però dovrà esserci una missione o sotto la bandiera delle Nazioni Unite o sotto la bandiera dell'Unione Europea o comunque una missione internazionale", ha affermato. "Per adesso - ha proseguito - noi rimaniamo a garantire la libertà di navigazione con la nostra Marina Militare nel Mar Rosso, con la missione euroea Aspides e poi anche nell'Oceano Indiano con la missione Atlanta contro la pirateria". "Vedremo cosa accadrà - ha concluso - Noi siamo pronti ad andare, ma solo una volta raggiunto un cessate il fuoco stabile".
Media: coloni danno fuoco a moschea e a auto in villaggio Cisgiordania
Secondo quanto riportato dai media palestinesi, ripresi dal Times of Israele, durante la notte i coloni avrebbero incendiato una moschea e diversi veicoli nel villaggio di Jibiya, nella zona di Ramallah.
Iran, Tajani: "No passi avanti, lavorare perché non abbia arma nucleare"
"Bisogna continuare a lavorare perché l'Iran non costruisca l'arma nucleare". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a 'Mattino 5', riconoscendo sull'Iran e sullo Stretto di Hormuz "non ci sono passi avanti" anche "perché la controproposta iraniana non è piaciuta agli Stati Uniti". "Ricordiamo che l'Iran è un Paese che ha millenni di storia dietro le spalle - ha affermato - E' un Paese che ha anche delle Forze Armate ben organizzate, anche forti, nonostante i danni subiti dagli attacchi americani e israeliani. Quindi io credo che alla fine debba prevalere la trattativa". "L'Iran - ha ripetuto - non può né avere la bomba atomica né può permettersi di attaccare paesi come il Kuwait, l'Arabia Saudita, gli Emirati arabi uniti, l'Oman, il Qatar". "Hanno attaccato in maniera immotivata questi Paesi soltanto perché hanno relazioni con gli Usa, con Israele", ha osservato.
Iran, prezzi petrolio Brent in rialzo +1,86% a 107,58 dollari
Mattinata di rialzi per i prezzi del petrolio. Il Brent, benchmark europeo, è salito del 1,86% % a 107,58 dollari al barile. Il Wti, il petrolio americano, è salito del 2,27% a 103,44 dollari.
Il Papa: "Tutti hanno dignità, no alla pena di morte o alle torture"
Il Papa ribadisce che tutti hanno una dignità che deve essere rispettata, anche se hanno commesso crimini. Questo "rispetto per la dignità intrinseca di ogni persona, compresi coloro che hanno commesso reati, esclude l'uso della pena di morte, della tortura e di ogni forma di punizione crudele o degradante", ha detto il Papa all'interparlamentare dell'Osce sulla criminalità organizzata. "La vera giustizia non può essere soddisfatta con la sola punizione, tali sforzi devono altresì abbracciare approcci improntati alla perseveranza e alla misericordia, finalizzati alla rieducazione e al pieno reinserimento dei condannati",ha aggiunto
Usa-Cina, Tajani: "Certo che Cina premerà per riaprire Hormuz"
La Cina ha lo stesso interesse di qualunque altro Paese a che lo Stretto di Hormuz sia riaperto e per questo "discretamente fara' valere le sue pressioni". Ne e' convinto il ministro degli Esteri Antonio Tajani che, intervistato da 'Mattino Cinque' riconosce che non ci sono stati passi avanti nel negoziato tra Teheran e Washington, ma ribadisce che non e' ammissibile che l'Iran si doti di un'arma nucleare. "Non sono pessimista" ha detto Tajani commentando l'esito della visita di Donald Trump a Pechino, "mi auguro che la Cina possa lavorare seriamente per far riaprire Hormuz e sono convinto che non sosterra' l'Iran nell'azione di chiusura dello Stretto"
Nato, Tajani: "Usa nostro alleato più importante, alleanza storica e imprescindibile"
"Gli Stati Uniti sono il nostro alleato tradizionale, il più importante alleato. Noi siamo alleati degli Stati Uniti indipendentemente da Trump, Obama, Biden, Bush, Reagan". Lo ha ribadito il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a 'Mattino 5'. "Gli Stati Uniti sono l'altra faccia dell'Occidente, una è l'Europa e l'altra sono gli Stati Uniti. E' un'alleanza storica e imprescindibile - ha rimarcato - L'Europa, è vero, ha bisogno degli Stati Uniti, ma anche gli Stati Uniti hanno bisogno dell'Italia e dell'Europa".
Borsa Milano: apre in rosso, Ftse Mib -1,05%
Piazza Affari apre in calo nell'ultima seduta settimanale con l'indice Ftse Mib che segna -1,05% a quota 49.521,62. Pesano le crescenti preoccupazioni sull'inflazione che rafforzano le aspettative di possibili rialzi dei tassi di interesse da parte delle principali banche centrali. A questo si aggiungono le prese di profitto in Asia sui titoli tech che influenzano i mercati globali. Le pressioni sui prezzi sono state alimentate in larga misura dall'aumento dei costi energetici, dopo lo stallo dei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Gli investitori restano vigili sull'ultima giornata di colloqui tra Trump e Xi a Pechino. Sul listino scattano Diasorin (+0,86%), Leonardo (+0,79%), Nexi (+0,68%), Tenaris (+0,45%) ed Eni (+(0,36%). Bene anche Stellantis (+0,66%) dopo l'accordo con DongFeng per produrre le auto Peugeot in Cina. Avvio negativo invece per Stm (-4,45%), Prysmian (-2,27%) e Moncler (-1,77%). Male anche il settore bancario: Bper (-2,51%), Intesa Sp. (-1,70%), e Banca Mediolanum (-1,55%). Anche Unipol, dopo la presentazione dei conti, registra una partenza lenta a -0,81%
Tajani: "Non ci sono passi avanti" sui negoziati tra Usa e Iran
"Non ci sono passi avanti" sui negoziati tra Usa e Iran, anche perchè la controproposta iraniana non è piaciuta agli Stati Uniti però bisogna continuare a lavorare perchè l'Iran non costruisca l'arma nucleare", ha detto Tajani, aggiungendo che "La Cina ha interesse che Hormuz sia libero, per la produzione cinese è fondamentale il petrolio che arriva dall'Iran. Certamente tutelerà i propri interessi e credo che discretamente farà valere le sue pressioni". "Credo che la Cina non sosterrà l'Iran nell'azione di chiusura di Hormuz", ha rimarcato
Borse europee: aprono in ribasso, timori inflazione
Le Borse europee hanno aperto in ribasso penalizzate dai timori di inflazione dovuti all'aumento dei prezzi del petrolio causato dal persistente blocco dello Stretto di Hormuz. Nelle prime contrattazioni, Parigi cede lo 0,78%, Londra lo 0,80%, Francoforte lo 0,88% e Milano l'1,07%.
Tajani: "Escludo ipotesi di guerre tra Usa e Cina e anche guerre locali"
"Io escludo che possano esserci ipotesi di guerre tra Stati Uniti e Cina, anche guerre locali. Certamente sono due grandi potenze. C'è competitività, c'è concorrenza, sono obiettivi diversi. La Cina vuole con la sua iperproduzione invadere i mercati occidentali basta saperlo. E' bene che ci sia un confronto". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenuto questa mattina a 'Mattino Cinque', commentando la visita appena conclusa di Donald Trump in Cina. "Anche noi siamo usciti dalla via della seta perchè non confacente alla strategia del governo italiano con la strategia cinese in quel campo ma abbiamo buone relazione con la Cina", ha aggiunto, "Io non sarei molto pessimista, c'è un confronto, è ovvio".
Iran: Tajani: "Mi auguro Cina possa continuare a lavorare per apertura Hormuz"
"Mi auguro la Cina possa continuare a lavorare seriamente per far aprire Hormuz, convinvere l'Iran a essere meno aggressivo". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a 'Mattino 5'. La Cina, da cui è appena partito Donald Trump dopo colloqui con Xi Jinping, "ha interesse a che Hormuz sia libero". "Hormuz libero è interesse di tutti - ha detto - e la Cina certamente tutelerà i propri interessi, quindi credo discretamente farà valere sue pressioni".
Borsa: Asia in difficoltà, allarme inflazione, Tokyo -1,99%
Borse in rosso in Asia e pacifico con l'allarme inflazione che tormenta i mercati a seguito della corsa del greggio e del gas naturale, il primo ben sopra i 100 dollari al barile e il secondo sopra i 48 euro al MWh. Tokyo cede l'1,99%, Taiwan l'1,39%, Seul il 6,12% e Sidney lo 0,11%. Ancora aperte Hong Kong (-1,85%), Shanghai (-1,25%), Mumbai (+0,15%) e Singapore -0,3%. Negativi i future sull'Europa e sui listini Usa. In arrivo il dato sull'inflazione italiana in aprile, il bollettino economico della Bce e dell'indice manifatturiero dello Stato di New York, seguito da altri indicatori sulla produzione americana. Sono saliti oltre le stime gli ordinativi di macchine utensili in Giappone in, che hanno segnato in aprile un rialzo del 45,1% contro il 28,1% previsto e il precedente 24,2%. Balza del 2,18% a 103,39 dollari al barile il greggio Wti, mentre il Brent segna un rialzo dell'1,7% a 107,53 dollari. In crescita dello 0,95% a 48,13 euro al MWh il gas naturale sulla piazza di Amsterdam, mentre l'oro cede il 2,63% a 4.572,97 dollari l'oncia. Si attesta a 75,6 punti il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi, con il rendimento annuo italiano in crescita di 8,2 punti al 3,85%, quello tedesco di 5,7 punti al 3,1% e quello francese di 7,2 punti al 3,73%, mentre perde 7,2 punti al 4,99% il rendimento del Regno Unito. In rialzo il dollaro a 85,91 centesimi di euro, 158,49 yen e 74,89 penny. Sulla piazza di Tokyo scivolone per i produttori di semiconduttori Advantest (-8,16%), Screen Holding (-7,09%) e Lasertewc (-5,5%). Segnano il passo Samsung (-6,8%) ed Sk Hynix (-6%) a Seul, colpita da forti vendite da parte degli investitori mondiali soprattutto nel comparto tecnologico.
Xi: "Raggiunte importanti intese con Trump"
"Abbiamo raggiunto importanti intese comuni sul mantenimento di legami economici e commerciali stabili, sull'espansione della cooperazione pratica in vari campi e sull'affrontare in modo adeguato le reciproche preoccupazioni". Lo ha detto il presidente cinese Xi Jinping, riferendosi alla visita del presidente Usa Donald Trump. Lo riferisce Xinhua. Per Xi la visita è stata storica e di grande importanza e ha affermato che è stata definita una nuova visione per la costruzione di un rapporto costruttivo basato sulla stabilità strategica. Accordo anche su rafforzare comunicazione e coordinamento su questioni internazionali e regionali.
Gas: prezzo al Ttf apre in rialzo a 48 euro/MWh (+1%)
Il prezzo del gas al Ttf apre in rialzo a 48,16 euro al megawattora (+1,08%).
Usa-Cina, Trump: visita a Pechino un "grande successo"
Donald Trump ha definito "un grande successo" e "indimenticabile" la sua visita di Stato in Cina. Lo riferiscono i media ufficiali di Pechino che hanno dato conto dell'incontro a porte chiuse tra il presidente Usa e Xi Jinping, a Zhongnanhai, la residenza ufficiale del Partito Comunista Cinese. Trump ha detto che entrambe le parti hanno raggiunto "una serie di importanti consensi", concluso "molti accordi" e risolto "parecchie questioni", il che, ha sottolineato, e' stato vantaggioso per entrambi i Paesi e per il mondo intero. Xi, da parte sua, ha definito la visita "storica" ed "emblematica", riporta l'agenzia di stampa statale Xinhua.
Trump è arrivato in aeroporto, si appresta a lasciare la Cina
Il corteo di auto del presidente degli Stati Uniti Donald Trump è arrivato all'aeroporto di Pechino. Il leader della Casa Bianca si appresta a lasciare la Cina per tornare negli Stati Uniti dopo un viaggio lampo. Lo riporta la Cnn. Una guardia d'onore è schierata sulla pista e un tappeto rosso è stato steso fino alla scaletta che conduce all'Air Force One.
Nyt: "Attacchi diretti all'Iran di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti"
In risposta agli attacchi iraniani sul proprio territorio, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti avrebbero attaccato direttamente obiettivi in Iran nel corso il conflitto in Medio Oriente. Lo riporta il New York Times, secondo cui si tratterebbe della prima volta di un'azione del genere da parte dei due Paesi arabi contro Teheran, in base a quanto riferito da alti funzionari americani in carica e in pensione. Non sono stati forniti dettagli sulla tempistica o sugli obiettivi degli attacchi, che sarebbero stati condotti in modo indipendente. Né l'Arabia Saudita né gli Emirati Arabi Uniti hanno confermato le ricostruzioni. L'Iran ha ripetutamente attaccato obiettivi in entrambi i Paesi, in risposta all'azione militare di Usa e Israele, causando danni significativi. Le forze armate americane mantengono basi sia in Arabia Saudita sia negli Emirati Arabi Uniti. Arabia Saudita e Iran si contendono da tempo il predominio nella regione. La rivalità è alimentata anche dal conflitto tra l'Islam sunnita in Arabia Saudita e l'Islam sciita in Iran. Anche le relazioni tra gli Emirati Arabi Uniti e l'Iran sono tese. Il Paese arabo è un importante alleato Usa e ha recentemente normalizzato le sue relazioni con Israele, acerrimo nemico dell'Iran.
Trump: "Quando Xi ha definito gli Usa in declino aveva ragione, ma parlava di Biden"
"Quando il presidente Xi ha definito con grande eleganza gli Stati Uniti come una nazione forse in declino, si riferiva agli enormi danni che abbiamo subito durante i quattro anni di 'Sleepy Joe' Biden e dell'amministrazione Biden, e su questo punto aveva ragione al 100%". Lo ha scritto su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Secondo Trump, "il presidente Xi non si riferiva all'incredibile ascesa che gli Stati Uniti hanno mostrato al mondo durante i 16 mesi spettacolari dell'amministrazione Trump, che includono mercati azionari e 401K (il piano pensionistico statunitense ndr) ai massimi storici, la vittoria militare e le fiorenti relazioni in Venezuela, la decimazione militare dell'Iran (da continuare!)", oltre "a l'esercito di gran lunga più forte della terra". "Due anni fa, eravamo, in effetti, una nazione in declino. Su questo, sono pienamente d'accordo con il presidente Xi! Ma ora, gli Stati Uniti sono la nazione più in voga in tutto il mondo, e speriamo che il nostro rapporto con la Cina sia più forte e migliore che mai", ha concluso Trump.
Libano, forze israeliane: soldato morto nel sud
Un soldato delle forze israeliane (Idf) è morto nel sud del Libano. Lo confermano i militari, precisando - come riportano i media israeliani - che si tratta di un sergente maggiore di 20 anni della Brigata Golani morto la scorsa notte a causa di un attacco di Hezbollah con colpi di mortaio.
Libano, forze Israele: "Via subito abitanti da 5 località del sud"
Le forze israeliane (Idf) hanno avvisato gli abitanti di cinque località nel sud del Libano di imminenti nuovi raid contro Hezbollah e li hanno invitati ad allontanarsi da alcune aree. All'indomani dei colloqui a Washington tra delegazioni di Libano e Israele, su X il portavoce delle Idf, Avichay Adraee, ha pubblicato un "avviso urgente" in cui si ripete che "alla luce delle violazioni" da parte di Hezbollah "dell'accordo di cessate il fuoco le Idf sono costrette a intervenire con forza" contro il gruppo.
Prezzo del petrolio in rialzo, Wti scambiato a 102,89 dollari
Prezzo del petrolio in rialzo questa mattina sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a giugno è scambiato a 102,89 dollari al barile con un avanzamento dell'1,70% mentre il Brent con consegna a luglio è scambiato a 107,36 dollari al barile con una crescita dell'1,55%.
Il gas apre in rialzo sopra i 48 euro sulla piazza Ttf di Amsterdam
Apre in rialzo il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam. I contratti future sul mese di giugno guadagnano l'1,69% a 48,46 euro al MWh.
Coloni incendiano moschea in Cisgiordania
Alcuni coloni hanno incendiato durante la notte una moschea e diversi veicoli nel villaggio di Jibiya, nella zona di Ramallah. Secondo quanto riportato dai media palestinesi, sulla moschea sarebbero stati anche imbrattati dei graffiti, tra cui la frase "Per la liberazione di Gerusalemme", in riferimento alla Giornata di Gerusalemme che si celebra oggi.
Trump: "Con Xi stessa visione, Hormuz aperto, non vogliamo abbia arma nucleare"
"Abbiamo parlato di Iran" e "la pensiamo in modo molto simile su come vorremmo finisse". Lo ha detto Donald Trump, in visita in Cina, come riportano i giornalisti al seguito del presidente degli Stati Uniti dopo i colloqui con il leader cinese Xi Jinping. "Non vogliamo abbiano un'arma nucleare. Vogliamo lo Stretto (di Hormuz) aperto", ha affermato il tycoon.
Israele emette avviso di evacuazioni per vari villaggi nel sud del Libano
L'esercito israeliano ha emesso un avviso di evacuazione "urgente" per diversi villaggi libanesi nei pressi di Tiro, nel Libano meridionale, in vista degli attacchi contro Hezbollah. Lo scrive Times odf Israel. "Alla luce delle violazioni dell'accordo di cessate il fuoco da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah, l'Idf è costretto ad agire con la forza e non intende arrecare danno a voi", avverte il portavoce dell'esercito, il colonnello Avichay Adraee, in un post su X.
Trump: "Cina non fornirà armi ma continuerà acquisto petrolio"
Donald Trump ha dichiarato che la Cina non fornirà equipaggiamenti militari all’Iran, pur continuando ad acquistare petrolio da Teheran. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti in un'intervista a Fox News, riferendo il contenuto del colloquio avuto a Pechino con Xi Jinping. "Ha detto che non fornirà equipaggiamento militare. Questa è una grande dichiarazione", aggiungendo che il leader cinese avrebbe comunque sottolineato l’interesse a proseguire l'acquisto di petrolio iraniano: "Comprano molto petrolio da lì e vorrebbero continuare a farlo".
Trump: "Xi favorevole ad accordo e vuole aiutare"
Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che il leader cinese Xi Jinping sarebbe favorevole a un accordo con l’Iran e avrebbe persino offerto il proprio aiuto per favorirlo. In un'intervista a Fox News, Trump ha raccontato che Xi "vorrebbe vedere raggiunto un accordo" con Teheran. "Chi compra così tanto petrolio ha ovviamente qualche tipo di rapporto con loro - ha affermato Trump riferendosi alla Cina - Ma lui ha detto: 'Mi piacerebbe essere d’aiuto. Se posso essere utile in qualsiasi modo'. Vorrebbe vedere aperto lo Stretto di Hormuz”.