Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra, Trump: "Operazione in Iran una scaramuccia". Rubio: "Fase offensiva finita"

©Ansa

Il presidente Usa ha definito l'operazione contro Teheran "una scaramuccia". Mentre Marco Rubio ha annunciato che "la fase offesiva è finita". La contraerea degli Emirati Arabi torna in azione: "Intercettati missili e droni dall'Iran", riferisce il ministero della Difesa. Tensione a Hormuz, dove scatta l'operazione americana Project Freedom per ripristinare la libertà di navigazione. Gli Usa sostengono di aver aperto "un corridoio" per garantire il passaggio sicuro nello Stretto. Teheran smentisce 

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L'operazione militare contro l'Iran è una "scaramuccia", perché "Teheran non ha chance, non le ha mai avute". Lo ha detto Donald Trump nel corso di un evento nello Studio Ovale. 

Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha dichiarato poi che "l'operazione Epic Fury è conclusa e Trump lo ha notificato al Congresso". 

Nel frattempo, tensione a Hormuz, dove è scattata l'operazione americana Project Freedom per ripristinare la libertà di navigazione. Gli Usa sostengono di aver aperto "un corridoio" per garantire il passaggio sicuro nello Stretto. Teheran smentisce e annuncia di aver sparato missili contro unità statunitensi. 

La contraerea è di nuovo entrata in azione negli Emirati Arabi Uniti. Lo ha annunciato il ministero della Difesa. "Le difese aeree emiratine stanno affrontando attacchi missilistici e droni in arrivo dall'Iran", si legge in un post su X. 

Gli approfondimenti:

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Guerra Iran, ecco come la crisi di Hormuz minaccia la sicurezza alimentare globale

Come evidenzia un recente rapporto delle Nazioni Unite, in Libano oltre 1,2 milioni di persone rischiano di soffrire la fame a causa del conflitto in Medio Oriente. Lo studio congiunto condotto dall'organizzazione Onu per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao) e il ministero dell’Agricoltura di Beirut segnala un rapido deterioramento della sicurezza alimentare nel Paese dei cedri innescato da “sfollamenti” e “pressioni economiche” con l’approvvigionamento di cibo messo a dura prova dallo choc dei bombardamenti. Ma il Libano non è l’unico territorio minacciato dalla crisi nell'area che con l’impennata dei prezzi energetici sta “terremotando” l'agricoltura a livello globale.

Iran, come la crisi di Hormuz minaccia la sicurezza alimentare globale

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Guerra Iran, i 5 punti della proposta di pace di Teheran: da Hormuz a nucleare e sanzioni

Il regime iraniano chiede la riapertura dello Stretto di Hormuz, la revoca del blocco navale e la garanzia che gli Usa e Israele non attaccheranno di nuovo. Solo in un secondo momento si passerebbe ai colloqui sulle limitazioni al programma nucleare dell’Iran, in cambio della revoca delle sanzioni americane. Donald Trump non è convinto: "Non sono soddisfatto di quanto offrono"

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Gaza, media Israele: i corpi di 8mila palestinesi ancora intrappolati sotto le macerie

Il quotidiano israeliano Haaretz ha raccolto le testimonianze dei sopravvissuti ai bombardamenti che continuanano a cercare i loro cari intrappolati sotto i detriti. Dopo tre anni di guerra, nella Striscia meno dell'1% dei detriti è stato rimosso. Secondo le Nazioni Unite, sessantotto milioni di tonnellate di detriti attendano di essere rimossi, un processo che è reso complicato sia dalla presenza di resti umani e che da ordigni inesplosi

Gaza, i corpi di 8mila palestinesi sono intrappolati sotto le macerie

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Libano, Rubio: "Pace raggiungibile ma Hezbollah sabota accordo"

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio afferma che un accordo di pace tra Israele e Libano è "imminentemente raggiungibile", ma Hezbollah sta cercando di sabotarlo. "Nel complesso, credo che un accordo di pace tra Libano e Israele sia realizzabile a breve e che debba esserlo", ha dichiarato Rubio durante una conferenza stampa alla Casa Bianca. "Il problema tra Israele e Libano non è Israele o il Libano, ma Hezbollah". "Il motivo per cui il Libano viene attaccato da Israele è perché Hezbollah sta... lanciando razzi contro gli israeliani", sostiene. Hezbollah sostiene di agire per estromettere Israele dall'ampia zona cuscinetto che ha creato nel Libano meridionale, zona che Gerusalemme ritiene necessaria per proteggere le sue città di

confine settentrionali dai bombardamenti di Hezbollah. Rubio afferma che gli Stati Uniti stanno mediando tra Gerusalemme e Beirut, con l'obiettivo di dare al governo libanese la possibilità di "iniziare a sfidare Hezbollah sul piano del disarmo". "Faremo tutto il possibile per garantire che entrambe le parti continuino a dialogare, in modo da poter compiere progressi verso una sorta di cessate il fuoco permanente che non venga costantemente ostacolato da Hezbollah", aggiunge Rubio.

Dalla guerra in Iran maxi-rialzo dei prezzi: fino a 1.000 euro a famiglia: l'indagine

"Maxi-stangata da quasi 1.000 euro a famiglia italiana", con l’inflazione che ad aprile si è impennata "al +2,8% a causa del fortissimo aumento dei prezzi al dettaglio legato alla crisi in Medio Oriente". Lo ha sottolineato il Codacons che ha realizzato uno studio per tentare di comprendere da vicino come siano cambiati i prezzi al dettaglio a partire dallo scoppio della guerra tra Iran ed Usa e quali siano i prodotti che hanno risentito in maniera più evidente della crisi attualmente in corso.

Da guerra in Iran maxi-rialzo dei prezzi: fino a 1.000 euro a famiglia

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Ukmto: nave mercantile colpita da un razzo nello Stretto di Hormuz

L'agenzia britannica per la sicurezza marittima (Ukmto) ha segnalato su X di "avere ricevuto una segnalazione di un incidente nello Stretto di Hormuz. Una fonte verificata ha riferito che una nave mercantile è stata colpita da un proiettile non identificato. L'impatto è sconosciuto al momento della segnalazione. Si consiglia alle navi di segnalare qualsiasi attività sospetta all'Ukmto, mentre le autorità indagano". 

Onu: "In aumento i raid israeliani a Gaza"

Il portavoce dell'Onu ha lanciato l'allarme sull'aumento degli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza. "La scorsa settimana si è registrato uno dei numeri più alti di attacchi, da quando è stato dichiarato il cessate il fuoco nell'ottobre dello scorso anno. Strutture umanitarie sono state colpite in due distinti episodi. Un attacco aereo ha colpito vicino a un deposito delle Nazioni Unite, inoltre mezzi di soccorso sono stati danneggiati dal lancio di pietre", ha dichiarato Stephane Dujarric.

Rubio: "Consulteremo l'Italia sul Libano, può essere molto utile"

L'Italia ha addestrato le forze di polizia e di sicurezza del Libano "la consulteremo certamente, può essere molto utile per quel Paese". Lo ha detto Marco Rubio in un briefing alla Casa Bianca alla vigilia del suo viaggio in Italia. 

Guerra in Libano, Hezbollah usa i droni a fibra ottica contro Israele: come funzionano

Il gruppo armato libanese Hezbollah, sostenuto anche da Teheran - spiega la CNN - sta usando sempre più spesso droni quadricotteri a fibra ottica, carichi di esplosivo, per colpire le forze armate israeliane con precisione. Utili per le loro dimensioni ridotte, la loro economicità e l’accessibilità anche ad operatori non altamente specializzati, sono un segnale del fatto che Hezbollah sembra aver progressivamente rivisto la propria dottrina operativa: rispetto al passato, quando faceva largo uso di razzi, oggi privilegia sempre più questi velivoli.

Guerra Libano, come funzionano i droni a fibra ottica di Hezbollah

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Rubio: "L'operazione Epic Fury è conclusa, Trump lo ha notificato al Congresso"

"L'operazione Epic Fury è conclusa. Trump lo ha notificato al Congresso". Lo ha detto Marco Rubio in un briefing senza fornire altri dettagli. "Adesso c'è l'operazione Project Freedom", ha aggiunto. 

Rubio: "L'Iran non metta alla prova gli Usa, venga al tavolo dei negoziati"

Marco Rubio sostiene che l'Iran debba "fare una scelta sensata" e intraprendere la via diplomatica che potrebbe portare alla "ricostruzione, alla prosperità e alla stabilità, e a non rappresentare più una minaccia per il mondo". L'Iran, ha detto il segretario di Stato in un briefing con la stampa, deve "accettare la realtà della situazione" e sedersi al tavolo delle trattative, accettando condizioni che siano vantaggiose non solo per sé, ma anche per il mondo. "Non dovrebbero assolutamente mettere alla prova la volontà degli Stati Uniti", ha aggiunto. 

Rubio: "L'Iran ha sempre voluto l'arma nucleare anche se dice di no"

L'Iran ha "sempre" sostenuto di non volere un'arma nucleare, ma l'ha sempre voluta. Lo ha detto Marco Rubio in un briefing con la stampa alla Casa Bianca.  "Dice che non la vuole ma non lo pensa davvero", ha aggiunto il segretario di Stato. 

Guerra Iran, cos’è il “tank top” e qual è la strategia Usa sul petrolio di Teheran

Con il blocco dello Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti puntano alla trappola dei serbatoi pieni fino all’orlo. Se gli stoccaggi raggiungessero infatti il massimo della capacità fisica, l'Iran dovrebbe chiudere i pozzi petroliferi: un'operazione costosa e pericolosa, che può danneggiare i giacimenti in modo permanente.

Guerra Iran, cos’è il tank top e qual è la strategia Usa sul petrolio

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Rubio: "Project Freedom è difensiva, se sparano per primi risponderemo"

"E' chiaro e che tutti comprendano che questa non è un'operazione offensiva. Si tratta di un'operazione difensiva. E il significato di ciò è molto semplice: non si spara a meno che non siano loro a sparare per primi". E' quanto ha detto il segretario di Stato americano, Marco Rubio, parlando della missione Project Freedom in Iran. "Noi non li stiamo attaccando. Non lo stiamo facendo, ma se dovessero attaccare una nave, sarebbe necessario rispondere: non si spara a meno che non siano loro a sparare per primi. E finora abbiamo avuto successo in questo ambito", ha aggiunto Rubio, parlando in un briefing alla Casa Bianca. 

Rubio: "23mila marinai in ostaggio di Teheran, 10 già morti"

L'Iran tiene 23mila marinai "in ostaggio" nello Stretto di Hormuz e 10 di loro sono già morti. Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca. "Se lasci una nave là fuori per così tanto tempo, si esauriscono le scorte di cibo, l'acqua potabile e i beni di prima necessità, e i marinai finiscono in balia di questa pirateria", ha aggiunto Rubio.

Usa propongono risoluzione Onu per libertà navigazione a Hormuz

Gli Stati Uniti hanno presentato una bozza di risoluzione al Consiglio di Sicurezza dell'Onu per difendere la libertà di navigazione e garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz, accusando l'Iran di mettere a rischio il traffico marittimo internazionale.

Secondo quanto reso noto dal Dipartimento di Stato, la proposta - sostenuta insieme a Bahrein e ad altri partner del Golfo, tra cui Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Qatar - chiede a Teheran di cessare attacchi, posa di mine e tentativi di imporre pedaggi alle navi in transito.

Il testo sollecita inoltre l'Iran a rendere noto il numero e la posizione degli ordigni posizionati in mare e a collaborare alle operazioni di rimozione, oltre a sostenere la creazione di un corridoio umanitario.

Rubio: "L'obiettivo di Project freedom è salvare oltre 23.000 marinai da 80 Paesi"

"L'obiettivo di Project Freedom è trarre in salvo quasi 23.000 civili, provenienti da 80 Paesi diversi, che sono rimasti intrappolati nel Golfo e abbandonati al loro destino dal regime iraniano". Lo ha detto il segretario di Stato americano Marco Rubio in un briefing alla Casa Bianca. 

Rubio: "Le azioni dell'Iran a Hormuz sono criminali"

"Le azioni dell'Iran a Hormuz sono criminali". Lo ha detto Marco Rubio in un briefing con i giornalisti alla Casa Bianca (la portavoce, Karoline Leavitt, è in congedo di maternità). Parlando di Project Freedom il segretario di Stato ha sottolineato che "molte nazioni ci hanno chiesto di intervenire. E noi lo facciamo non perché ce lo hanno chiesto, ma perché siamo gli unici che possiamo".

Usa ribadiscono sostegno a incontro Netanyahu-Aoun

Gli Stati Uniti hanno ribadito il loro sostegno a un incontro diretto tra il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e il presidente libanese, Joseph Aoun, dopo che quest'ultimo ha indicato come non opportuno un faccia a faccia prima di un accordo sulla sicurezza con Israele. "Il presidente Donald Trump è stato chiaro: un dialogo diretto tra i due Paesi è il modo migliore per avanzare rapidamente verso un'intesa duratura su pace e sicurezza", ha dichiarato un funzionario del Dipartimento di Stato, stando a quanto riferito dal Times of Israel.

Secondo la stessa fonte, i contatti diplomatici sono in corso, mentre proseguono gli sforzi per organizzare a Washington un terzo round di colloqui a livello di ambasciatori tra Israele e Libano.

Dallo Stretto di Hormuz a Bab el-Mandeb, come cambiano gli attacchi alle navi mercantili?

Lo Stretto di Hormuz rimane l’epicentro delle tensioni tra Stati Uniti e Iran dopo che ieri una nave sudcoreana è andata in fiamme. L’amministrazione Trump afferma di avere il pieno controllo sul passaggio che definisce “aperto”. Teheran replica che nessuna nave commerciale ha attraversato il Golfo. Intanto il prezzo del petrolio continua a salire e la navigazione nell’area è sempre più precaria. Anche di questo si è parlato nella puntata del 4 maggio di "Numeri", approfondimento di Sky TG24

Da Hormuz a Bab el-Mandeb, come sono cambiati gli attacchi alle navi?

Da Hormuz a Bab el-Mandeb, come sono cambiati gli attacchi alle navi?

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Guerra Iran, Project Freedom: cos'è l'operazione lanciata da Trump nello Stretto di Hormuz

Con l'inizio della guerra in Iran, lo Stretto di Hormuz è diventato il centro della strategia militare americana nel Golfo persico. Il comando centrale degli Stati Uniti ha lanciato lo scorso weekend una nuova operazione denominata Project Freedom con l’obiettivo di riaprire lo Stretto, snodo cruciale per il commercio globale. Si tratta infatti di un corridoio considerato vitale per gli scambi internazionali, la cui operatività è stata compromessa dall'inizio della guerra contro l'Iran. La missione, voluta da Donald Trump, è finalizzata a fornire supporto alle navi mercantili che intendono attraversare liberamente l'area. L'intento è quello di assicurare condizioni che permettano il passaggio in sicurezza lungo una delle rotte marittime più strategiche al mondo. Tuttavia, l'iniziativa si è scontrata subito con la dura reazione dell'Iran, che rivendica di aver impedito l'ingresso di unità navali Usa e attacchi contro navi americane, mentre restano forti criticità operative e di sicurezza in un teatro dove da settimane continua il braccio di ferro tra Teheran e Washington. Ma quali e quante sono le forze impiegate in 'Project Freedom'? E in quale modalità gli americani saranno il loro sostegno?

Project Freedom: cos'è l'operazione degli Usa nello Stretto di Hormuz

Project Freedom: cos'è l'operazione degli Usa nello Stretto di Hormuz

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Berlino: "Il Libano non deve diventare un teatro di guerra"

Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul mette in guardia Israele dal portare avanti il conflitto con la milizia di Hezbollah, sostenuta dall'Iran, a spese dei civili in Libano. Il Libano "non deve diventare un teatro di guerra", ha affermato il politico della Cdu in occasione della visita in Germania del suo omologo israeliano Gideon Saar. Non è ammissibile che la giovane generazione nel Paese confinante con Israele cresca "tra le rovine delle case dei propri genitori", ha affermato Wadephul. Allo stesso tempo il ministro ha condannato "con la massima fermezza" gli attacchi di Hezbollah contro Israele. Riguardo alla situazione nella Striscia di Gaza, Wadephul ha affermato che gli aiuti umanitari devono essere migliorati con urgenza. "La stabilizzazione di Gaza serve anche alla sicurezza di Israele", ha sottolineato. La situazione nel territorio palestinese, che è stato ampiamente distrutto durante la guerra, "non deve essere messa in secondo piano dal conflitto in Iran". 

Premier incaricato Iraq sente presidente e offre 'mediazione' tra Teheran e Washingon

Colloquio tra il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, e il premier incaricato dell'Iraq, Ali Al-Zaidi. E' quest'ultimo a riferire via X della telefonata in cui ha offerto il contributo del Paese arabo come possibile mediatore tra Iran e Stati Uniti. Il colloquio, ha scritto al-Zaidi nel post, è servito per "un esame dei rapporti di cooperazione" e per parlare delle "modalità per sostenere e rafforzare" le relazioni. Concordato, annuncia, "uno scambio di visite nella prossima fase". "Abbiamo anche sottolineato la posizione dell'Iraq a sostegno del percorso diplomatico e del dialogo per risolvere le controversie e contenere le crisi", aggiunge, con l'offerta a "contribuire a svolgere un ruolo di mediazione tra la Repubblica islamica dell'Iran e gli Usa".

Zaidi ha ricevuto a fine aprile l'incarico per formare il nuovo governo di Baghdad, dopo mesi di stallo e tensioni seguiti alle elezioni di novembre. La sua nomina è arrivata dopo che a gennaio il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva detto chiaramente 'no' a un ritorno dell'ex premier Nuri al-Maliki, considerato una figura con stretti legami sia con le milizie nate nel caos iracheno più di venti anni fa che con l'Iran. E presto, via Truth, Trump si è congratulato con al-Zaidi, auspicando uno "straordinario nuovo capitolo" nelle relazioni tra Washington e Baghdad e rapporti con un Iraq "forte, dinamico e molto produttivo".

Portavoce ministero Esteri dell'Iran: "X ci ha tolto la spunta, è banditismo"

"X ha rimosso la spunta blu dall'account del portavoce del ministero degli Esteri iraniano, dopo aver tolto i badge di verifica al ministero e al ministro, nonostante i nostri pagamenti completi per l'abbonamento Premium+". Lo scrive, ovviamente su X, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei. Per il portavoce "questa revoca arbitraria della verifica si inserisce nel modus operandi di X, caratterizzato da censura selettiva e pirateria digitale americana, volto a sopprimere la verità sulla guerra illegale degli Stati Uniti contro l'Iran". In Iran è in vigore da oltre due mesi un blocco di internet. Nonostante ciò quasi tutti vertici iraniani pubblicano ogni giorno aggiornamenti sui social media.

Teheran: "Non abbiamo colpito Emirati. Pronti a risposta"

Non è stato l'Iran a prendere di mira gli Emirati Arabi Uniti negli ultimi due giorni. A sostenerlo è il quartier generale del comando unificato Khatam al-Anbiya, in una nota riportata dalla televisione di stato iraniana. "Le Forze Armate della Repubblica Islamica dell'Iran non hanno effettuato alcuna operazione con missili o droni contro gli Emirati Arabi Uniti negli ultimi giorni e, se fosse avvenuta un'azione del genere, l'avremmo annunciata in modo inequivocabile ed esplicito", si assicura. "Pertanto, la notizia diffusa dal ministero della Difesa di quel Paese è categoricamente smentita ed è del tutto infondata", prosegue la nota. "Avvertiamo che se dal territorio degli Emirati Arabi Uniti verra' intrapresa qualsiasi azione contro le isole, i porti e le coste iraniane, daremo una risposta schiacciante", chiariscono i militari.

Pasdaran: "Ferma risposta a chi varca Hormuz su rotte non autorizzate"

La Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha rilasciato una dichiarazione in cui avverte le imbarcazioni di non attraversare lo Stretto di Hormuz attraverso rotte non autorizzate, affermando che in caso contrario subiranno una "risposta decisa". Lo scrive al Jazeera. "Avvertiamo tutte le navi che intendono attraversare lo stretto che l'unica rotta sicura... è il corridoio precedentemente annunciato dall'Iran", si legge nella dichiarazione, diffusa dall'agenzia di stampa iraniana Fars. "La deviazione delle navi verso altre rotte è pericolosa e comporterà una risposta decisa da parte della Marina delle Guardie Rivoluzionarie", aggiunge la dichiarazione. 

Crosetto: "Nessuna unità della Marina partita per Hormuz"

"È opportuno ribadire con fermezza che nessuna unità della Marina Militare è partita né è in procinto di partire verso l'area dello Stretto di Hormuz. Come già spiegato in più occasioni, un eventuale impiego potrà avvenire esclusivamente a seguito della cessazione delle ostilità e previa autorizzazione del Parlamento. Nel frattempo, la Marina Militare continua a svolgere le proprie attività di pianificazione e preparazione, mantenendo il livello di prontezza necessario per contribuire, qualora richiesto, a operazioni di sminamento e alla sicurezza della navigazione in un nodo strategico di rilevanza globale". Lo precisa il ministro della Difesa Guido Crosetto, in replica ad una nota dei capigruppo M5s delle commissioni Difesa di Camera e Senato, Arnaldo Lomuti e Alessandra Maiorino, che gli chiedevano chiarimenti su alcune frasi pronunciate in mattinata  durante il suo intervento all'Aquila per la Festa dell'Esercito. "Il riferimento alla partenza di unità navali e al coinvolgimento delle famiglie del personale - spiega Crosetto - era esclusivamente un esempio, volto a sottolineare il livello di sacrificio, la dedizione e la prontezza operativa delle nostre Forze Armate. Non si trattava in alcun modo dell'annuncio di una decisione operativa. Mai mi sarei aspettato che parole pronunciate con l'intento di valorizzare il servizio delle nostre donne e dei nostri uomini in uniforme potessero essere strumentalizzate a fini politici. Tanto più su un tema così delicato, sul quale sia io, sia la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, abbiamo sempre affermato con chiarezza che nessuna decisione sarebbe stata adottata senza aver preventivamente ottenuto l'approvazione del Parlamento". "Su questioni di questa natura - ha concluso - è fondamentale mantenere un approccio responsabile e rigoroso, evitando letture distorte che rischiano di generare allarme ingiustificato nell'opinione pubblica". 

Teheran: "Risposta dura Pasdaran a chi viola rotta Hormuz"

L'Iran è tornato a mettere in guardia le navi che intendano passare da Hormuz. "L'unica rotta sicura per attraversare lo Stretto è il corridoio già annunciato dall'Iran", si legge in una nota diffusa dall'agenzia Fars. "Deviare da questa rotta è pericoloso e comporterà una risposta decisa della Marina del corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane", avverte Teheran. 

Aoun: "Bene truppe Francia ed europee nel sud"

Il Presidente libanese, Joseph Aoun, ha dichiarato di essere favorevole al mantenimento di truppe francesi e di altri Paesi europei nel Libano meridionale dopo la partenza della Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL), la cui missione dovrebbe concludersi entro la fine dell'anno. In dichiarazioni diffuse dalla presidenza libanese su X, Aoun ha affermato che il Libano "accoglie con favore la disponibilità della Francia e di altri Paesi europei a mantenere le proprie forze nel sud del Paese dopo l'inizio del ritiro dell'UNIFIL, al fine di aiutare l'esercito libanese a mantenere la sicurezza e la stabilità, a condizione che il quadro operativo di tali forze sia definito in consultazione con i Paesi interessati e le Nazioni Unite".

Wadephul a Sa'ar: "Dopo guerra ok alla difesa di Hormuz"

Il ministro degli Esteri tedesco, Jochen Wadephul, ha incontrato il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar, a Berlino. In una conferenza stampa congiunta, Wadephul ha dichiarato: "Siamo pronti ad assumerci la responsabilità una volta terminata la guerra e a partecipare alla difesa dello Stretto di Hormuz. Il conflitto deve concludersi in modo tale che l'Iran non rappresenti più una minaccia per Israele o per i Paesi della regione". Sa'ar ha aggiunto: "Chiunque osservi il comportamento di questo regime nei confronti dei suoi vicini nella regione comprende la necessita' di impedirgli di dotarsi di armi nucleari".

Idf: "Pronti a mobilitare l'intera aviazione verso est, se necessario"

''Monitoriamo attentamente la situazione in Iran e siamo pronti a mobilitare l'intera aviazione militare verso est, se necessario''. Lo ha detto il comandante entrante dell'Aeronautica militare israeliana, Omer Tishler, durante la cerimonia di avvicendamento.

Usa: "La tregua regge ma siamo pronti ai combattimenti"

La tregua tra gli Stati Uniti e l'Iran, almeno ufficialmente, non è in discussione. Né l'avvio di Project Freedom - la missione americana per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz - né la risposta iraniana con attacchi contro alcune navi statunitensi e contro gli Emirati sembrano, per ora, averla fatta saltare. E' questa la lettura offerta dal segretario alla Difesa Pete Hegseth, intervenuto in conferenza stampa insieme al capo di Stato maggiore congiunto Dan Caine. "Il Project Freedom è un dono degli Stati Uniti al mondo per liberare lo Stretto. Non è parte dell'operazione Epic Fury", ha spiegato Hegseth, ribadendo che "il cessate il fuoco regge ancora". Ma è una tregua appesa a un filo. Lo stesso Hegseth, insieme al generale Caine, ha sottolineato più volte che basterebbe un ordine del presidente Donald Trump per "riprendere i combattimenti". Un ordine che, per ora, la Casa Bianca non intende dare, anche se - secondo indiscrezioni riportate da Axios - non si può escludere un cambio di linea già nei prossimi giorni. Trump, al momento, sposa la posizione del Pentagono. A margine di un evento alla Casa Bianca ha elogiato Hegseth - "sta facendo un ottimo lavoro" - ma ha accompagnato il sostegno con una retorica dura nei confronti di Teheran. "Gli iraniani non hanno alcuna speranza, non l'hanno mai avuta. Facciano la cosa intelligente, non voglio ucciderli. Conosco tante brave persone", ha affermato.

Trump esorta l'Iran a "fare la cosa intelligente, non vogliamo uccidere ancora"

Donald Trump ha esortato l'Iran a "fare la cosa intelligente" e a raggiungere un accordo, affermando di non voler uccidere altri iraniani. "Dovrebbero fare la cosa intelligente, perché non vogliamo intervenire e uccidere altre persone. Davvero non vogliamo", ha detto il presidente ai giornalisti nello Studio Ovale. 

Idf: "Monitoriamo eventi nel Golfo, pronti a rispondere con fermezza alle minacce"

Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), Eyal Zamir, ha annunciato che l'esercito mantiene un elevato livello di prontezza operativa e monitora attentamente gli sviluppi nel Golfo Persico, avvertendo che Israele è pronto a rispondere "con fermezza" a qualsiasi tentativo di danneggiarlo. "Le Forze di Difesa Israeliane mantengono un elevato livello di allerta", ha dichiarato Zamir durante la cerimonia di cambio di comando dell'Aeronautica Militare presso la base aerea di Tel Nof, dove il generale di divisione Omer Tishler ha sostituito il comandante uscente Tomer Bar. "Monitoriamo attentamente gli eventi nel Golfo Persico e siamo pronti a rispondere con la forza a qualsiasi tentativo di danneggiare Israele". 

Trump: "Gli iraniani si comportino da persone intelligenti, non vogliamo uccidere"

Gli iraniani "farebbero bene a comportarsi da persone intelligenti, perché non vogliamo andare lì a uccidere gente. Io non lo voglio, è troppo duro" Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump, aggiungendo di avere "molti amici iraniani da New York e altri posti". 

Trump: "Gli iraniani troppo orgogliosi per alzare bandiera bianca"

Gli iraniani sono troppo orgogliosi per arrendersi e alzare una bandiera bianca. Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando alla Casa Bianca. "Sono molto orgogliosi. Forse non vedrete una bandiera bianca, ma in sostanza è già quello di cui hanno bisogno. Dovrebbero sventolare la bandiera bianca, la bandiera bianca della resa", ha affermato.

Trump: "Pensavo Borse -25% e petrolio a 300 dollari"

"Quando l'ho fatto, pensavo che il mercato sarebbe sceso del 25% e pensavo che fosse un ottimo affare. Se fosse successo, se fosse sceso del 25% sarei stato soddisfatto. Ho detto, perché non possiamo permettere a queste persone di avere un'arma nucleare, la useranno. Non possiamo. Pensavo anche che il petrolio sarebbe salito a 200, 250, forse 300 e so che sarà a breve termine, ma pensavo che sarebbe salito, guardo oggi, è tipo a 102 e questo è un prezzo molto piccolo da pagare per sbarazzarsi di un'arma nucleare in mano a persone che sono veramente mentalmente disturbate". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando alla Casa Bianca. (AGI) Il presidente, solo nel mondo della politica, dice, tra l'altro, che altri presidenti avrebbero dovuto farlo. Per 47 anni si sono presi gioco di queste persone stupide, in molti casi, proprio stupide. Avrebbe dovuto farlo Obama. Lui ha fatto l'opposto. Ha dato loro dei soldi. Ha mandato aerei pieni di persone, un Boeing 757.

Trump insiste: "L'Iran vuole fare un accordo"

Donald Trump ha ribadito la sua convinzione che l'Iran "vuole fare un accordo. E chi non vorrebbe, non hanno più nulla". "Quello che non mi piace dell'Iran è che parlano con me con grande rispetto e poi vanno in tv e dicono che non mi hanno parlato", ha detto. 

Trump: "L'Iran sta fallendo e io spero che fallisca"

"Stiamo portando l'Iran al fallimento e io spero che fallisca perché io voglio vincere". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando alla Casa Bianca. "Abbiamo imposto loro delle sanzioni enormi. Scott Bessent ha fatto un ottimo lavoro. Abbiamo imposto sanzioni che nessuno ha mai visto prima. Stanno fallendo. La loro valuta non vale niente. L'inflazione è probabilmente al 150%, il dato reale è il 150%", ha aggiunto.

Vescovi Libano: "Basta demolizioni di chiese, scuole e case"

"Profondo dolore e preoccupazione» per le notizie provenienti dalla città di Yaroun e dai villaggi di confine nel sud del Libano "riguardo alle demolizioni e alle distruzioni compiute dalle forze israeliane, che prendono di mira luoghi e istituzioni religiose, nonché le case degli abitanti del sud". È quanto espresso dal Sinodo della Chiesa greco-melkita cattolica, guidato dal patriarca Youssef Absi, in un comunicato a nome anche dei vescovi e capi degli ordini religiosi del Libano. Ciò, si legge, costituisce "una profonda ferita alla coscienza nazionale e umana, soprattutto perché queste azioni si verificano in aree prive di abitanti e sotto il completo controllo militare israeliano". "Chiese, scuole, sale parrocchiali e case - affermano i vescovi - sono luoghi di preghiera, istruzione, servizio e vita: attaccarli significa attaccare la dignità umana e il diritto alla propria terra e alla propria casa". Proteggere le proprietà civili e le istituzioni religiose, educative e sociali in questi villaggi è, inoltre, chiedono, una responsabilità che spetterebbe a Israele, in quanto potenza che controlla quelle aree. I presuli evidenziano che "ciò che Yaroun sta vivendo oggi non è un episodio isolato, ma parte di un più ampio schema di demolizioni" che ha colpito numerosi villaggi al confine meridionale, "esacerbando le sofferenze dei loro abitanti". Per questo il Sinodo della Chiesa greco-melkita cattolica, chiede "l'immediata cessazione delle operazioni di demolizione", per permettere ai residenti "un ritorno sicuro". 

Edison: "QatarEnergy estende la forza maggiore"

Edison rende noto di aver ricevuto da QatarEnergy un aggiornamento sulla forza maggiore in corso, relativa alle forniture di Gnl destinate al terminale Adriatic Lng. La comunicazione riguarda ulteriori due carichi di Gnl, la cui consegna in Italia è prevista entro l'inizio di luglio, che si aggiungono ai 10 carichi di Gnl già oggetto delle precedenti comunicazioni. Edison conferma che non prevede alcun impatto sui propri clienti finali, grazie alle azioni di mitigazione intraprese e alle attività di gestione del portafoglio già in atto. La società riferisce che, ad oggi, sono già state sostituite 8 navi di Gnl, corrispondenti a circa 1 miliardo di metri cubi di gas. Edison detiene un contratto a lungo termine con QatarEnergy per la fornitura di 6,4 miliardi di metri cubi di gas all'anno all'Italia. Il contratto, entrato in vigore nel 2009, ha una durata complessiva di 25 anni. Le ultime forniture dal Qatar risalgono a fine marzo 2026. Nel primo trimestre dell'anno, Edison ha ricevuto dal Qatar un totale di 1,6 miliardi di metri cubi di gas naturale liquefatto. Edison rimane in costante contatto con QatarEnergy, cui è legata da una partnership solida e di fiducia. L'impatto della forza maggiore in termini temporali e di volumi dipenderà da una serie di fattori e, in particolare, dall'evoluzione dei conflitti regionali, dalle considerazioni operative e di sicurezza, dalla capacità produttiva e dalla logistica locale delle spedizioni. A tal proposito, sulla base delle informazioni attualmente ricevute dal venditore, Edison prevede una riduzione delle future forniture da parte di QatarEnergy stimata in circa un terzo dei volumi annuali contrattuali, fatto salvo l'effetto di eventuali misure di mitigazione.

Iran, Pechino: domani colloquio Araghchi-Wang

E' previsto per domani un faccia a faccia tra il capo della diplomazia cinese,  Wang Yi, e il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in visita nel gigante asiatico su invito di Pechino. Lo ha confermato un portavoce del ministero degli Esteri cinese, dopo le notizie arrivate stamani da parte iraniana.

La missione è a pochi giorni dall'attesa visita di Donald Trump in Cina, prevista per il 14 maggio. La data non è stata sinora confermata ufficialmente dal Dragone.

Teheran contesta revoca spunta blu a Araghchi su X: "Pirateria digitale"

Teheran ha accusato X, il social di proprietà di Elon Musk, di "censura selettiva" dopo la revoca della spunta blu dagli account del ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, del suo portavoce, Esmaeil Baghaei, e del ministero degli Esteri. In un post sul social, lo stesso Baghaei ha denunciato quella che ha definito una decisione "arbitraria" e di "pirateria digitale americana" che ha l'obiettivo di "soffocare la verità riguardo la guerra illegale degli Stati Uniti contro l'Iran".

Trump: "L'Iran sa cosa non deve fare per non violare tregua"

"L'Iran sa cosa deve fare ma soprattutto sa cosa non deve fare" per non violare la tregua in corso. Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando alla Casa Bianca. Trump ha definito gli ultimi scontri "una scaramuccia di poco conto". "Gli iraniani ora ci rispettano, prima non lo facevano", ha evidenziato.

Pezeshkian: "L'Iran è un potere etico e responsabile"

"Se la politica si riduce al potere, il risultato è il mondo di oggi: caos, oppressione, ingiustizia e pirateria. Nel nostro ethos nazionale e nella nostra visione religiosa del mondo, il potere senza etica è vuoto. Oggi, l'Iran rappresenta un potere etico e responsabile; i suoi nemici incarnano una forza incosciente e senza controllo". Lo ha affermato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, in un messaggio su X scritto in inglese e persiano. 

Trump parla a una platea di bambini: "L'Iran non avrà l'arma nucleare"

L'Iran "non avrà mai l'arma nucleare, non deve averla" e le elezioni americane del 2020 sono state truccate. Donald Trump ancora una volta ripete due dei suoi mantra, e poco importa se stavolta le sue parole sono rivolte a una platea di bambini riunita nello Studio Ovale.  "L'Iran non ha più la marina, non ha più aeronautica, non ha più nulla", ha ribadito il tycoon attaccando come sempre i media "fake news" per i quali Teheran "sta facendo bene nella guerra". E sempre rivolto ai bimbi ha ripetuto anche un altro dei suoi leitmotiv sulle elezioni del 2020: "Avevo vinto". Lo stesso presidente si è poi chiesto se il suo discorso "non fosse un po' troppo" per i ragazzini. 

Axios: "Trump potrebbe riprendere guerra in settimana"

Il presidente americano Donald Trump porrebbe ordinare la ripresa della guerra in Iran già nei prossimi giorni. A riferirlo è il sito Axios che cita fonti americane e israeliane. Questa mattina il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, e il capo dei Stato maggiore americano, Dan Caine, hanno minimizzato gli attacchi iraniani e assicurato che il cessate il fuoco è rimasto in vigore. Ma secondo le fonti di Axios, "Trump potrebbe dare l'ordine di riprendere la guerra entro la fine della settimana se la situazione di stallo diplomatico continuasse".

Smotrich: "Lascio a mio figlio qualcosa da distruggere in Libano"

"Mio figlio mi ha chiesto di non finire il lavoro in Libano in modo da avere ancora qualcosa da fare. Vuole che lasci una parte del Libano in modo che possa distruggerla più avanti. Gli ho detto di non preoccuparsi, ce ne sarà abbastanza per tutti". Lo ha detto il ministro delle Finanze del governo Netanyahu e membro dell'estrema destra israeliana, Bezalel Smotrich, durante un'intervista trasmessa dal Canale 7 israeliano. Lo riportano i media israeliani e libnesi. Il figlio di Smotrich, Benya Smotrich è rimasto gravemente ferito nel sud del Libano all'inizio della ripresa della guerra tra Israele e Hezbollah.

Trump: "Con Teheran una scaramuccia, non hanno possibilità e lo sanno"

Donald Trump ha definito quella in corso con l'Iran una "scaramuccia", perché gli iraniani "non hanno mai avuto una possibilità e lo sanno, me lo dicono anche quando parliamo con loro". Parlando dallo Studio Ovale, il presidente americano si è rivolto a un gruppo di bambini: "Non possiamo permettere all'Iran di avere un'arma nucleare. Forse siete troppo giovani per questo, ma probabilmente ne capite più di tutti. Non possiamo permettere a un gruppo di lunatici di avere un'arma nucleare". 

Axios: "Usa hanno avvertito Teheran prima dell'inizio di Project Freedom"

Gli Stati Uniti hanno avvertito preventivamente l'Iran dell'avvio dell'operazione 'Project Freedom' nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito Axios, citando un funzionario Usa e una fonte informata, secondo i quali domenica un funzionario di alto livello dell'Amministrazione Trump ha avvisato Teheran dell'iniziativa per sbloccare il transito delle navi nello Stretto di Hormuz, chiedendo di non interferire nel tentativo di ridurre il rischio di escalation.

Nonostante ciò, già dal primo giorno dell'operazione, lunedì, l'Iran ha condotto diversi attacchi contro navi militari Usa, oltre a colpire imbarcazioni commerciali e obiettivi negli Emirati. 

Il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, e il capo degli Stati maggiori riuniti, il generale Dan Caine, hanno però ridimensionato la portata degli attacchi, sostenendo che restano "al di sotto della soglia" per una ripresa delle ostilità su larga scala e che il cessate il fuoco "non è finito". "Ci aspettavamo una certa instabilità all'avvio dell'operazione", ha detto Hegseth, aggiungendo che Washington sta comunicando con Teheran "sia pubblicamente sia attraverso canali riservati" per consentire lo svolgimento della missione, definita difensiva.

Trump: "Gli iraniani stanno negoziando"

"Gli iraniani stanno negoziando". Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, parlando alla Casa Bianca. "Si tratta di persone malate, e non permetteremo a dei pazzi di possedere un'arma nucleare", ha affermato.

Beirut, dal 2 marzo più di 2.700 morti

Dal 2 marzo, in Libano, "il bilancio complessivo dell'aggressione è di 2.702 morti e 8.311 feriti". E' quanto rende noto il ministero della Salute di Beirut, come riporta l'agenzia libanese Nna, in riferimento alle operazioni militari israeliane contro Hezbollah.

Ministri Esteri Turchia e A. Saudita si incontrano domani ad Ankara

Lo Stretto di Hormuz e le tensioni legate alla guerra in Medio Oriente saranno tra i temi chiave dell'incontro tra il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ed il suo omologo saudita, Faisal bin Farhan, in programma domani ad Ankara. Lo riferisce il sito del quotidiano Daily Sabah, precisando che durante la visita di bin Farhan i due ministri presiederanno il terzo incontro del Consiglio di coordinamento turco-saudita, istituito nel 2016 e che rappresenta il principale meccanismo di cooperazione tra i due Paesi. Secondo fonti diplomatiche, le parti dovrebbero finalizzare un accordo per l'esenzione dal visto per i titolari di passaporti diplomatici, oltre a discutere il rafforzamento delle relazioni bilaterali e il lavoro dei sottocomitati del Consiglio. Durante i colloqui, Fidan evidenzierà il ruolo costruttivo di Ankara nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, con l'obiettivo di arrivare a una pace stabile. Nel corso dell'incontro si parlerà anche della situazione a Gaza, con Ankara pronta a ribadire la necessità di difendere la soluzione dei due Stati e ci saranno consultazioni sulla seconda fase dell'accordo di pace.

Sa'ar vede Merz: "Attacchi a Emirati provano follia regime"

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha ribadito la necessità di impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari, sostenendo che il comportamento regionale di Teheran rappresenta una minaccia crescente per la stabilità. "Chiunque osservi come questo regime folle si comporta nei confronti dei suoi vicini comprende la necessità di impedirgli di ottenere armi nucleari", ha scritto su X al termine di un incontro a Berlino con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, incentrato sui rapporti bilaterali e sulla sicurezza regionale. Sa'ar ha fatto riferimento ad "attacchi non provocati dell’Iran contro gli Emirati Arabi Uniti", descrivendo il colloquio con Merz come "positivo" e sottolineando che si è discusso sia delle relazioni tra i due Paesi sia delle principali questioni regionali. Sa’ar ha inoltre ringraziato il cancelliere tedesco per le sue "chiare dichiarazioni contro l’antisemitismo" e per il suo impegno nel contrastarlo, oltre che per quella che per la sua "amicizia con Israele".

Pakistan: "Negoziati continuano. Fiducia in progressi"

I negoziati per una vera fine della guerra tra Stati Uniti e Iran stanno andando avanti. A riferirlo è stato il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, a quanto riportano l'agenzia iraniana Isna e al Jazeera. "Le consultazioni per porre fine alla guerra degli Stati Uniti contro l'Iran proseguono", ha detto, "siamo fiduciosi di poter compiere progressi significativi nei negoziati". L'obiettivo, ha spiegato, è arrivare a un accordo "vantaggioso per entrambe le parti".

Emirati: "Difesa aerea sta rispondendo a attacchi dall'Iran"

Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti afferma che i sistemi di difesa aerea stanno contrastando gli attacchi missilistici e dei droni provenienti dall'Iran.

Iran: "Nuovo allarme missili in Emirati, contraerea in azione"

La contraerea è di nuovo entrata in azione negli emirati Arabi Uniti. Lo ha annunciato il ministero della Difesa. "Le difese aeree emiratine stanno affrontando attacchi missilistici e droni in arrivo dall'Iran", si legge in un post su X. Le deflagrazioni "udite in diverse aree del Paese sono il risultato dell'intervento dei sistemi di difesa aerea emiratini contro missili balistici, droni da crociera e velivoli senza pilota", si spiega ancora.

Fratoianni: "Guerra Trump costerà oltre 2mila euro a famiglia e Meloni sta a guardare"

"Fino a duemila e 200 euro a famiglia: è quanto costerà agli italiani la guerra di Trump all'Iran, secondo il Fondo monetario internazionale. L’ennesima batosta insostenibile per milioni di famiglie, già in difficoltà per gli stipendi troppo bassi". Lo scrive su Facebook Nicola Fratoianni di Avs. "Ma nel frattempo sappiamo anche - prosegue il leader rossoverde - che un istituto bancario come UniCredit ha annunciato altri utili da record, con 3,2 miliardi di utile nel primo trimestre di quest'anno (+16%) e prevedono oltre 11 miliardi nel 2026. A questo punto una domanda sorge spontanea: perché devono essere sempre lavoratori e famiglie a pagare il prezzo della crisi? Perché per una volta non può essere chi fa enormi affari a pagare di più?". "E pensare che c’è una nostra proposta semplice e di buonsenso: alzare gli stipendi e adeguarli in automatico all'inflazione e tassare chi ha fatto enormi profitti sfruttando la guerra e con quei soldi proteggere i cittadini da rincari e costo della vita", conclude Fratoianni

Iran: "Dura risposta a chi compromette la sicurezza nello Stretto di Hormuz"

"Qualsiasi azione che comprometta la sicurezza nello Stretto di Hormuz incontrerà un forte ostacolo e una dura risposta da parte dei soldati della Repubblica Islamica dell'Iran". Lo ha dichiarato il capo della Magistratura iraniana, Gholamhossein Ejei, aggiungendo che "l'era dell'ordine imposto dall'estero nelle acque del Golfo Persico è giunta al termine". In un messaggio pubblicato sui suoi social media, Ejei ha aggiunto che la Magistratura non risparmierà alcun supporto legale per difendere la sovranità e il controllo dell'Iran sullo stretto, riferisce l'agenzia Mehr.

Schlein: "Trump bullo, con lui mondo meno sicuro e regime Teheran più forte"

"Trump si comporta in modo inaccettabile e si comporta con tutti come un bullo prepotente, che non accetta alcuna idea diversa dalla sua. Questo sta creando grossi problemi perché questa guerra illegale non avrebbe mai dovuto iniziare e deve finire quanto prima, non soltanto per la devastazione che porta alle popolazioni coinvolte, in particolare il popolo iraniano che lotta per la libertà contro questo regime brutale teocratico". Le condizioni in carcere di "Narges Mohammadi, premio Nobel per la pace e che di cui si sa poco, sono terribili perché ha anche problemi di salute, quindi noi dobbiamo batterci anche per la liberazione di tutti i prigionieri politici, ma uno degli effetti di questa politica scelerata di Trump è che oggi il mondo è meno sicuro oggi il regime di Teheran è più forte di prima, come si sente più forte anche Putin da quando c'è Trump, questo è un presidente che aveva vinto le elezioni promettendo di mettere fine ai conflitti e invece ha già bombardato sette Paesi da quando è arrivato al governo". Lo dice la segretaria del Pd Elly Schlein a Tagadà su La7. "Giorgia Meloni - aggiunge - è arrivata al punto di chiedere e proporre il Nobel per la pace per un presidente che ha bombardato sette Paesi, che sta infiammando il mondo con le sue guerre e con una costante violazione del diritto internazionale, perché purtroppo l'atteggiamento subalterno che il governo italiano con Giorgia Meloni ha deciso di avere verso Trump lo stanno pagando gli italiani perché questa amicizia tanto sventolata nei primi mesi, soprattutto dall'arrivo di Trump", cosa ha portato all'Italia?

M5S: "Crosetto chiarisca su partenza nostre navi per Hormuz"

"Il ministro Crosetto, riferendosi alle navi militari italiane 'che dovranno andare ad Hormuz' ha parlato di militari della Marina 'che oggi pensavano di stare a casa e che invece saranno imbarcati e andranno a migliaia di chilometri di distanza e le loro famiglie lo sapranno magari domani mattina'. Come se la partenza per questa missione fosse questione di giorni se non di ore". Lo dichiarano i capigruppo delle Commissioni Difesa di Camera e Senato, Arnaldo Lomuti e Alessandra Maiorino. "Dichiarazioni - sottolineano - che suonano ancor più allarmanti se lette insieme alle segnalazioni informali che abbiamo ricevuto ieri sera in merito a militari della Marina che addirittura sarebbero già partiti alla volta del Golfo Persico. Peccato che nessuna missione militare navale in quell'area sia stata ancora autorizzata dal Parlamento, quindi nessuno si può imbarcare e partire finché non ci sarà il via libera delle Camere, tanto meno in un contesto tutt'altro che pacificato come quello attuale che vede scontri armati tra le marine americana e iraniana", insistono. "Chiediamo al ministro della Difesa di fornire immediate spiegazioni al Parlamento e nelle prossime ore depositeremo un'interrogazione parlamentare urgente in merito. Ci auguriamo di avere risposte, contrariamente a quanto accaduto con le nostre interrogazioni sui reali termini della sospensione del memorandum miliare Italia-Israele", concludono.

Mladenov: 'Discussione positiva e sostanziale con Netanyahu'

''Abbiamo ribadito il nostro impegno per la piena attuazione del Piano globale in 20 punti del Presidente Trump. Stiamo lavorando con tutte le parti per trasformare l'impegno in azioni concrete. Ciò richiederà decisioni per progredire. Continuiamo ad andare avanti nell'interesse di un futuro migliore per israeliani e palestinesii''. Lo ha scritto su X il Direttore del Board of Peace per la Striscia di Gaza, Nickolay Mladenov, al termine dell'incontro tenuto oggi con il premier israeliano Netanyahu che ha definito una ''discussione positiva e sostanziale''.

Media: 'Pezeshkian furioso con i pasdaran per gli attacchi agli Emirati'

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian sarebbe "estremamente irritato" con il comandante del Corpo della Guardie Rivoluzionarie, Ahmad Vahidi, per gli attacchi con missili e droni di ieri contro gli Emirati, definendoli un atto "irresponsabile" compiuto senza che il governo ne fosse a conoscenza. Lo riferisce il media di opposizione Iran International citando "informazioni esclusive" e sottolineando come questo indichi un'escalation senza precedenti delle tensioni tra il governo e i comandanti militari. Di fronte al deterioramento della situazione e alla possibilità che il Paese torni in guerra, Pezeshkian - prosegue il media basato a Londra - ha chiesto "un incontro immediato e d'emergenza" con la Guida Suprema Mojtaba Khamenei per chiedergli di fermare gli attacchi dei pasdaran verso i Paesi del Golfo, per informarlo che esiste "ancora una breve finestra di opportunità per salvare l'accordo di cessate il fuoco attraverso un'azione diplomatica urgente" e chiedere di poter "informare i mediatori internazionali della disponibilità di Teheran a tornare al tavolo dei negoziati".

Hegseth: "Operazione Hormuz dono degli Usa al mondo"

"Come dono diretto degli Stati Uniti al mondo, abbiamo eretto una potente cupola rossa, bianca e blu sopra lo Stretto". Lo ha dichiarato il segretario americano alla Difesa, Pete Hegseth, in conferenza stampa con il capo dello stato maggiore congiunto, Dan Caine. "I cacciatorpediniere americani sono in posizione, supportati da centinaia di aerei da combattimento, elicotteri, droni e aerei da ricognizione, fornendo sorveglianza 24 ore su 24, 7 giorni su 7, alle navi commerciali pacifiche, ad eccezione di quelle iraniane, ovviamente, motivo per cui il nostro blocco navale rimane pienamente in vigore. Infatti, sei navi hanno tentato di forzare il blocco nei porti iraniani all'inizio del Project Freedom, e sono state tutte respinte", ha aggiunto.

Iran, 29 dem a Rubio: "Informare Congresso arsenale nucleare Israele"

Un gruppo di deputati democratici chiede all'amministrazione Trump di riconoscere l'esistenza del programma segreto di armi nucleari di Israele, una mossa che romperebbe con decenni di politica Usa confermando quello che sin dalla fine degli anni sessanta non è un mistero per le intelligence. "Il rischio di un errore di calcolo, di un'escalation e del ricorso al nucleare in questa situazione non è teoretico", si legge nella lettera inviata dal segretario di Stato Marco Rubio da 29 deputati dem guidati da Joaquin Castro, in cui si afferma che il silenzio di Washington riguardo all'arsenale nucleare israeliano è indifendibile nel mezzo della guerra in Iran e con la minaccia di un'escalation militare.

"Il Congresso ha la responsbailità costituzionale di essere informato a pieno dell'equilibrio nucleare in Medio Oriente, di rischi di escalation da qualsiasi parte del conflitto e dei piani di emergenza dell'amministrazione riguardo a questi scenari", continua la lettera, secondo quanto rivela il Washington Post che ne ha ottenuto una copia. "Non crediamo che abbiamo ricevuto queste informazioni", concludono i democratici che, scrivendo questa lettera, confermano ancora una volta i cambiamenti in seno a parti consistenti del partito riguardo alla posizione nei confronti di Israele, con la condanna crescente per le uccisioni di civili a Gaza, in Cisgiordania e Libano. 

Non solo. Secondo Avner Cohen, uno dei principali storici del programma nucleare israeliano, la lettera infrange un tabù di oltre mezzo secolo della politica americana. "E' qualcosa che nessuno aveva osato prima, anche il solo porre pubblicamente queste domande è una rottura con una norma bipartisan finora seguita", spiega al Post il docente del  Middlebury Institute of International Studies autore del libro  “Israel and the Bomb.”

Iran ribadisce: "A Hormuz con permesso e su rotte designate"

L'Iran ha lanciato "un nuovo avvertimento" alle compagnie assicurative marittime internazionali e agli armatori: per passare lo Stretto di Hormuz serve il permesso di Teheran. "Una fonte ben informata ha avvertito le compagnie di assicurazione marittima, gli armatori e i proprietari dei carichi: assicuratevi che i costi delle dichiarazioni americane non ricadano su di voi", ha riferito l'agenzia Fars. "Vanno utilizzate esclusivamente le rotte designate dall'autorità marittima della Repubblica Islamica dell'Iran nello Stretto di Hormuz, e l'Iran non si assume alcuna responsabilità di garantire il passaggio sicuro su qualsiasi altra rotta", torna a chiarire la nota. "L'Iran declina ogni responsabilità per la sicurezza delle navi che non hanno ottenuto un permesso di transito", si ribadisce, per passare "è necessaria l'autorizzazione dell'Iran". Se vi fossero incidenti, "sarebbero inevitabili interruzioni del traffico e potenziali problemi ambientali, e l'Iran cercherà di recuperare i costi di queste interruzioni e dei potenziali danni ambientali dai proprietari della nave e dal carico", avverte Teheran.

Hegseth: "Niente truppe o arei in Iran per sbloccare Stretto Hormuz

Gli Stati Uniti non avranno bisogno di entrare nello spazio aereo o nelle acque iraniane per riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo ha affermato il segretario alla Difesa, Pete Hegseth. "Il Project Freedom è di natura difensiva, limitato nella portata e temporaneo nella durata, con un solo obiettivo: proteggere il trasporto commerciale dall'aggressione iraniana. Le forze americane non dovranno entrare nelle acque o nello spazio aereo iraniani. Non è necessario. Non stiamo cercando uno scontro", ha dichiarato Hegseth.

Hegseth: "Speriamo di non dover riprendere i combattimenti"

Gli Stati Uniti sono pronti a riprendere i combattimenti contro l'Iran ma sperano non si arrivi a quel punto. Lo ha dichiarato il segretario americano alla Difesa, Pete Hegseth, in conferenza stampa. "Quell'opzione è sempre presente, e l'Iran lo sa, ed è per questo che sapete che le loro scelte sul Project Freedom sono importanti. Il presidente conserva l'opportunità e le capacità, più capacità di quelle che avevamo all'inizio, di riprendere importanti operazioni di combattimento se necessario", ha spiegato. "Se l'Iran non è disposto a rispettare la sua parte dell'accordo o a raggiungere un'intesa, allora il dipartimento della Guerra è pronto, carico e schierato. Speriamo che non si debba arrivare a questo punto, ma l'ammiraglio Cooper e le nostre forze sono in una posizione e pronte a partire", ha aggiunto.

Hegseth: "Cessate fuoco non è terminato, regge ancora"

"Il cessate il fuoco non è ancora finito. In definitiva, si tratta di un progetto separato e distinto, e ci aspettavamo che ci sarebbero state delle difficoltà iniziali, cosa che effettivamente è accaduta. Abbiamo detto che ci saremmo difesi con tutte le nostre forze, e così abbiamo fatto". Lo ha dichiarato il segretario americano alla Difesa, Pete Hegseth, in conferenza stampa con il capo dello stato maggiore congiunto, Dan Caine. "L'Iran lo sa, e in ultima analisi sarà il Presidente a decidere se la situazione dovesse degenerare in una violazione del cessate il fuoco. Ma certamente esortiamo l'Iran ad essere prudente nelle sue azioni, a mantenerle al di sotto di questa soglia", ha aggiunto. "Al momento, il cessate il fuoco regge, ma continueremo a monitorare la situazione con molta, molta attenzione", ha concluso.

Hegseth: "Ora abbiamo un corridoio di passaggio sicuro"

"Al momento sappiamo di avere una corsia di passaggio sicura attraverso la quale le navi commerciali possono navigare". Lo ha dichiarato il segretario americano alla Difesa, Pete Hegseth, in conferenza stampa con il capo dello stato maggiore congiunto, Dan Caine.

Hegseth: "Mondo si faccia avanti per difesa Hormuz"

Il segretario americano alla Difesa, Pete Hegseth, ha invitato "il mondo a farsi avanti" nella difesa dello Stretto di Hormuz. "Il Presidente è stato disposto a intraprendere questa missione, inviare navi, inviare cacciatorpediniere, fornire questo scudo di protezione rosso, bianco e blu e incoraggiare il mondo a farsi avanti, perché in definitiva, questa via d'acqua è molto più cruciale per il resto del mondo, e devono avere la capacità di difenderla", ha spiegato il capo del Pentagono.

Esercito Usa: "22.500 marinai bloccati nel Golfo Persico"

"Attualmente 22.500 marinai sono bloccati nel Golfo e non in grado di attraversare lo Stretto di Hormuz". Lo ha dichiarato il capo di stato maggiore congiunto americano, Dan Caine, in conferenza stampa. 

Esercito Usa: "Pronti a tornare ai combattimenti"

"Il Comando centrale continua a lavorare per identificare e mitigare qualsiasi minaccia al di là di Project Freedom. Il Centcom e il resto delle forze congiunte restano pronti a riprendere importanti operazioni di combattimento contro l'Iran, qualora ricevessero l'ordine di farlo. Nessun avversario dovrebbe confondere la nostra attuale moderazione con una mancanza di determinazione". Lo ha dichiarato il capo di stato maggiore congiunto americano, Dan Caine.

Obama: 'Netanyahu ci provò anche con me sull'Iran, con Trump ha quello che voleva'

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha presentato a Barack Obama le stesse argomentazioni che ha esposti a Donald Trump a favore di un confronto armato con l'Iran. E' probabile che Netanyahu "abbia ottenuto ciò che voleva. Che questo sia un bene per il popolo israeliano è un punto su cui nutro dei dubbi. Che sia un bene per gli Stati Uniti è un punto su cui nutro dei dubbi. Credo ci sia un'ampia documentazione delle mie divergenze con Netanyahu", ha detto Obama al New Yorker.

Media Iran: 'I due cargo Usa sono incagliati nel sud di Hormuz'

"Due navi mercantili statunitensi sono rimaste bloccate nella parte rocciosa meridionale dello Stretto di Hormuz, vicino alla costa dell'Oman, e non hanno modo di proseguire o tornare indietro". Lo ha affermato l'agenzia iraniana Fars, citando una fonte informata.    Secondo Fars, la parte meridionale della costa dello stretto, vicino alle due isole di Musandam e Al-Khail, non ha le caratteristiche geografiche per diventare un corridoio marittimo e il passaggio delle navi attraverso queste zone rocciose e poco profonde è rischioso.    Il CentCom ha dichiarato ieri che due navi mercantili battenti bandiera statunitense avevano attraversato lo Stretto di Hormuz. L'Iran ha poi smentito la notizia.

In Iran confiscati beni a 22 persone ritenute affiliate a Usa e Israele

I beni di 22 persone ritenute affiliate a Israele e agli Stati Uniti sono stati sequestrati dalle autorità iraniane in provincia di Semnan, nell'Iran settentrionale. Lo ha annunciato Mizan on-line, il sito della Magistratura iraniana, dichiarando che l'autorità giudiziaria ha ordinato il sequestro dei beni perché i 22 individui sono ritenuti "affiliati a nemici sionisti americani" e "avevano compiuto azioni contro il popolo e la sua sicurezza durante la Terza guerra imposta". Le autorità hanno dichiarato che tutti i beni, i conti bancari e le attività finanziarie degli individui sono stati identificati e congelati, riferisce Iran International, l'emittente dissidente iraniana, con sede all'estero.

Esercito Usa: "100 aerei impegnati in difesa Hormuz"

"Cento aerei sono impegnati in operazioni di sicurezza dello Stretto di Hormuz e contrasto alle minacce iraniane". Lo ha dichiarato il capo di stato maggiore congiunto americano, Dan Caine.

Hegseth: "Missione Hormuz è difensiva e temporanea"

La missione Project Freedom "è una missione difensiva e temporanea". Lo ha dichiarato il segretario americano alla Difesa, Pete Hegseth, in conferenza stampa con il capo dello stato maggiore congiunto, Dan Caine. La missione - ha spiegato ancora - "è separata dall'operazione Epif Fury" condotta dagli Stati Uniti contro l'Iran.

Hegseth: "Iran non controlla lo Stretto di Hormuz"

L'Iran non controlla lo Stretto di Hormuz. Lo ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth.

Hegseth: "Blocco navale rimane pienamente in vigore"

"Il blocco navale rimane pienamente in vigore". Lo ha dichiarato il segretario americano alla Difesa, Pete Hegseth, in conferenza stampa con il capo dello stato maggiore congiunto, Dan Caine.

Meloni: "Ingiustificabili attacchi agli Emirati, Italia farà sua parte per dialogo"

'Il Governo italiano esprime la sua vicinanza agli Emirati Arabi Uniti per gli ingiustificabili attacchi subiti che devono immediatamente cessare. In questo difficile scenario, l’Italia continuerà a fare la sua parte per favorire il dialogo e scongiurare il propagarsi della crisi a livello regionale. La libertà di navigazione attraverso lo stretto di Hormuz è un principio fondamentale del diritto internazionale ed essenziale per l’economia globale'. Lo scrive sui suoi social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Fonti Ue, prezzi gas e petrolio su di oltre il 50% dalla crisi in Iran

Al 5 maggio i prezzi del gas sulla piazza olandese Ttf hanno registrato un aumento del 51% rispetto al 27 febbraio, data d'inizio del conflitto con l'Iran. E' quanto emerge da i dati interni della Commissione europea, secondo cui il prezzo si attesta oggi a 48 euro/MWh. Il prezzo del petrolio è di 114 dollari Usa al barile, in rialzo del 57% rispetto al 27 febbraio. Il 27 febbraio il prezzo del petrolio si attestava a 72 dollari al barile, mentre il gas a 32 euro/MWh.

Media, acque Hormuz vicino Oman poco profonde, rischiose

Il Centro congiunto di informazione marittima a guida statunitense consiglia alle navi in difficoltà di attraversare lo stretto di Hormuz nelle acque dell'Oman, affermando di aver istituito una "zona di sicurezza rafforzata". L'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Fars News Agency riferisce che due navi commerciali che tentavano di utilizzare la rotta marittima sono ora bloccate. "Le acque vicino alla costa dell'Oman sono rocciose e le imbarcazioni non sono in grado di partire o rientrare da questa zona", ha dichiarato una "fonte informata" anonima all'agenzia Fars. "La costa meridionale dello Stretto di Hormuz, in prossimita' delle due isole di Musandam e al-Khail, non possiede le caratteristiche geografiche adatte a diventare un corridoio marittimo, e il passaggio delle imbarcazioni attraverso le zone rocciose e poco profonde del sud è estremamente rischioso", si legge nella notizia.

Trump: se guerra, basteranno 2-3 settimane

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato che, se decidesse di tornare in guerra contro l'Iran, gli basterebbero 2-3 settimane per raggiungere i suoi obiettivi. "Abbiamo eliminato gran parte di ciò che avremmo dovuto fare, probabilmente altre due settimane, due settimane, forse tre settimane", ha detto al conduttore radiofonico conservatore Hugh Hewitt. "O concludiamo l'accordo giusto, oppure vinciamo molto facilmente dal punto di vista militare", afferma Trump. Il Presidente Usa sottolinea che "questi pazzi non avranno un'arma nucleare". Trump afferma inoltre che l'acquisizione delle scorte di uranio altamente arricchito dell'Iran deve far parte di un accordo. "Si', certo. Fa parte del gioco", dice. Trump minimizza l'importanza dei missili balistici iraniani e del finanziamento di gruppi armati, due obiettivi centrali della guerra israeliana. "Guardate, i missili sono una cosa negativa, ma si', e devono porre un limite, ma qui si tratta del fatto che non possono avere un'arma nucleare", dice Trump. Si rifiuta di affermare che all'Iran verrebbe impedito di finanziare gruppi armati, limitandosi a dire che, visti i danni subiti dalle infrastrutture energetiche iraniane, non sarebbero in grado di farlo economicamente. Trump afferma che gli Stati Uniti stanno mantenendo intatto l'esercito convenzionale iraniano, a differenza del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. "Non puntiamo a decimare l'esercito", afferma. "Abbiamo volutamente evitato di attaccarli troppo, perché riteniamo che siano in realtà molto più moderati".

Crosetto: ferma condanna attacchi a Emirati Arabi Uniti

"Esprimo la mia piu' ferma condanna per gli attacchi iraniani di ieri e la mia forte vicinanza e quella della Difesa italiana alle autorità e al popolo degli Emirati Arabi Uniti. Droni iraniani risultano aver colpito la zona industriale petrolifera di Fujairah, causando un vasto incendio e ferendo tre lavoratori, e attaccato una petroliera dell'Abu Dhabi National Oil Company nello Stretto di Hormuz. Colpire infrastrutture civili ed energetiche è inaccettabile. L'escalation nella regione deve fermarsi. Siamo al fianco degli Emirati Arabi Uniti". Lo scrive su X il ministro della Difesa Guido Crosetto.

Media, '2 cacciatorpediniere Usa attraversano Hormuz dopo aver evitato attacchi Teheran'

Due cacciatorpediniere della Marina statunitense hanno attraversato lo Stretto di Hormuz e sono entrate nel Golfo Persico dopo essere riusciti ad affrontare gli attacchi iraniani. Lo hanno riferito alla Cbs funzionari della difesa Usa in condizione di anonimato, precisando che le navi USS Truxtun e USS Mason, supportate da elicotteri Apache e altri velivoli, hanno dovuto affrontare una serie di minacce durante la traversata. L'Iran ha lanciato piccole imbarcazioni, missili e droni in quello che i funzionari hanno descritto come un bombardamento continuo. Nonostante l'intensità degli attacchi, nessuna delle due navi statunitensi è stata colpita. I funzionari militari hanno affermato che le misure difensive, rafforzate dal supporto aereo, hanno intercettato o respinto con successo ogni minaccia in arrivo.

Media, coordinamento Israele-Usa su possibile ripresa raid

Israele si sta coordinando con gli Stati Uniti sui preparativi per una potenziale ripresa degli attacchi contro l'Iran, che si concentrerebbero sulle infrastrutture energetiche e sull'uccisione mirata di alti funzionari del regime. Lo ha riferito Cnn citando una fonte israeliana, secondo la quale "l'intenzione sarebbe quella di condurre una breve campagna (militare) volta a spingere l'Iran a ulteriori concessioni nei negoziati". Tuttavia, ha sottolineato, qualsiasi decisione sulla ripresa delle ostilità spetta in ultima analisi al presidente Usa, Donald Trump. 

Fonti, idea Giorgetti su energia nuova e va valutata

La Commissione europea non boccia l'idea avanzata dal ministro italiano dell'Economia Giancarlo Giorgetti di estendere le deroghe del Patto sulla difesa anche al caro-energia. Lo si apprende da fonti europee. Si tratta di "un'idea nuova", che "va valutata" ha fatto sapere.

Borsa Milano: amplia rialzo (+2,20%), scatta Unicredit (+6%)

La Borsa di Milano prosegue in netto rialzo con gli investitori che scommettono sulla possibilita' che l'operazione statunitense 'Project Freedom' riapra completamente lo stretto di Hormuz alla navigazione. Al parziale di circa meta' seduta il Ftse Mib sale del 2,20% a quota 48.538 punti. Sul listino, scatta Unicredit (+6,04%) dopo la trimestrale record e l'avvio dell'Ops su Commerzbank. Tra gli altri finanziari, Intesa Sanpaolo +2,74%, Mps +3,22%, Banco Bpm +2,80%, Bper 2,93%, Generali +1,55%. Tim sale dell'1,16%. Stellantis lima lo 0,11. Tra gli energetici principali, Eni a +1,13% ed Enel a +0,47%.

Legali attivisti Flotilla detenuti in Israele annunciano ricorso su proroga detenzione

Gli avvocati di Thiago Ávila e Saif Abu Keshek hanno annunciato che  presenteranno ricorso immediato presso il Tribunale distrettuale per  contestare la decisione della Corte di Askhelon di prorogare di altri  sei giorni la detenzione degli attivisti della Flotilla. Lo comunica  Adalah, il centro legale che assiste Avila e Abu Keshek, che ha definito  la decisione della corte ''una convalida giudiziaria dell'illegalità  dello Stato. "Presenteremo immediatamente ricorso per contestare questa  decisione e  chiedere l'immediato e incondizionato rilascio di Thiago e  Saif'', hanno detto. Gli avvocati Hadeel Abu Salih e Lubna Tuma di  Adalah hanno sostenuto durante l'udienza questa mattina che le accuse a  carico dei loro assistiti sono infondate e che non sussistono basi  legali per la loro detenzione, precisando che a oggi non sono state  ancora formalizzate le accuse e che la detenzione è finalizzata a  prolungarne l'interrogatorio. Secondo gli avvocati, la proroga della  detenzione è stata approvata dal giudice basandosi in parte su prove  segrete che né gli attivisti né i loro legali hanno potuto visionare.  Entrambi gli attivisti - in sciopero della fame da giovedì scorso -  rimangono in isolamento, sottoposti a illuminazione ad alta intensità 24  ore su 24 nelle loro celle e bendati ogni volta che vengono spostati,  anche durante le visite mediche, hanno riferito gli avvocati.

Iran, Crosetto: "Forze armate in area per evitare crisi economica"

"Prima parlavamo con il Capo di Stato Maggiore della Marina e della Difesa delle navi che dovranno andare a Hormuz, ci saranno delle persone che oggi pensavano di stare a casa che saranno imbarcate e andranno migliaia di chilometri di distanza e le loro famiglie lo sapranno magari domani mattina: Vanno li' non per difendere se stessi o per fare una manifestazione di potenza, vanno li' per cercare di far si' che quando andiamo alla pompa di benzina non arrivi a 3 euro la benzina ma riscenda a una cifra accettabile, per far si' che nelle nostre case non arrivi una crisi economica di cui non abbiamo bisogno perche' ne abbiamo gia' avute troppe. Anche questo sono le forze armate, anche questo e' l'esercito". Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, durante il suo intervento all'Aquila, per la Festa dell'Esercito.

Iran, Trump: "Manifestanti dovrebbero avere armi e le avranno"

"Se il popolo iraniano avesse delle armi, combatterebbe. Ne sono convinto. Deve avere delle armi e penso che ne stia ricevendo alcune. Non appena le avra' combattera'". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando a Salem News Channel. "Non si puo' essere disarmati contro persone con l'Ak-47. Hanno perso 42 mila persone nelle prime due settimane", ha evidenziato il capo della Casa Bianca.

Banca Centrale Iran: "C'è chi lucra dalla turbolenza dei mercati"

Il governatore della Banca Centrale iraniana Abdolnaser Hemmati ha dichiarato che alcuni operatori stanno sfruttando le condizioni di guerra per trarre profitto dalla turbolenza dei mercati. Lo scrive Iran International.    "Alcuni stanno approfittando delle condizioni create dalla guerra, ma sono in corso le necessarie misure di gestione per controllare la situazione e questa verrà riportata sotto controllo", ha affermato, definendo inaccettabile l'attuale livello dei prezzi.

Israele, nuovo addio a Blu e Bianco: anche Ginzburg lascia Gantz

Un nuovo addio per Blu e Bianco: a lasciare stavolta e' il deputato Eitan Ginzburg, segretario generale del partito. E' il quarto parlamentare a lasciare la formazione guidata da Benny Gantz negli ultimi dodici mesi, dopo i colleghi Matan Kahana, Orit Farkash-Hacohen e Chili Tropper. Nessuna indicazione su quale sara' la sua prossima destinazione in vista delle elezioni previste in autunno, ma sulla stampa e' circolata la voce che potrebbe unirsi a Naftali Bennett che di recente ha annunciato una lista congiunta con Yair Lapid. In un post su X, Ginzburg ha reso omaggio a Gantz, definendolo "un leader coraggioso, con forza e integrita' straordinarie" e salutato "Blu e Bianco che e' stata una casa politica accogliente". Come ha spiegato nel suo messaggio, "anche quando e' stato difficile e impegnativo ho creduto nella capacita' di cambiare e avere un impatto" ma "la capacita' dell'attuale quadro politico di continuare a portare avanti il cambiamento necessario nel Paese e' diminuita" mentre questo "cambiamento ora e' veramente necessario e richiesto dalla realta'". Lo scossone politico ha rischiato di avere un impatto anche sugli attuali numeri in Parlamento: ad avvantaggiarsene sarebbe potuta essere la fazione di Gideon Sa'ar, ex alleato di Gantz, passato poi nel governo di Netanyahu dove oggi e' ministro degli Esteri. Per evitare di rafforzare la coalizione di maggioranza con altri seggi, Gantz ha concordato con Tropper che non si dimettera' dalla Knesset ma ha chiesto a Farkash-Hacohen di lasciare il seggio dopo essere passata con Yashar di Gadi Eisenkot, l'ex numero due di Blu e Bianco, fuoriuscito la scorsa estate, dove gia' e' confluito Matan Kahana. Secondo i sondaggi, Blu e Bianco non ce la fara' a superare la soglia di sbarramento al 3,25% e non entrera' alla Knesset alla prossima tornata elettorale.

Smotrich: "Mio figlio mi chiede di lasciare qualcosa da distruggere in Libano"

"Mio figlio vuole che risparmi una parte del Libano così che lui possa  distruggerla in seguito. Gli ho detto di non preoccuparsi, ce ne sarà  abbastanza per tutti". Ad affermarlo è stato il ministro della Finanze  israeliano, Bezalel Smotrich, durante un'intervista trasmessa dal  network Canale 7, nella quale ha rivelato le parole del figlio, Benya  Smotrich, rimasto ferito nel sud del Libano all'inizio del conflitto tra  Israele ed Hezbollah. Smotrich si è inoltre detto convinto che "la  guerra in corso si concluderà con un cambiamento dei confini per Israele  a Gaza, in Libano, in Siria, e naturalmente in Giudea e Samaria", nome  con cui lo Stato ebraico identifica la Cisgiordania occupata.

Energia: Salvini: "Bene anche Orsini apprezzi linea Giorgetti"

"La linea della Lega sull'energia, ribadita dal Ministro Giancarlo Giorgetti, e' apprezzata anche dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini. Dobbiamo avere la possibilita' di deroghe, come avviene per la Difesa. E' una proposta concreta e di buonsenso, nell'interesse di cittadini e imprese". Cosi' Matteo Salvini dopo le parole del presidente di Confindustria, oggi al Salone del risparmio, di condivisione della richiesta del ministro Giorgetti a Bruxelles di estendere anche al caro-energia le deroghe al Patto di stabilita' gia' previste per le spese nella difesa.

Iran, Crosetto: "Ferma condanna per attacchi di ieri e vicinanza ad autorità e popolo Emirati Arabi"

"Esprimo la mia più ferma condanna per gli attacchi iraniani di ieri e  la mia forte vicinanza e quella della Difesa italiana alle autorità e al  popolo degli Emirati Arabi Uniti. Droni iraniani risultano aver colpito  la zona industriale petrolifera di Fujairah, causando un vasto incendio  e ferendo tre lavoratori, e attaccato una petroliera dell’Abu Dhabi  National Oil Company nello Stretto di Hormuz. Colpire infrastrutture  civili ed energetiche è inaccettabile. L’escalation nella regione deve  fermarsi. Siamo al fianco degli Emirati Arabi Uniti". Così il ministro  della Difesa Guido Crosetto.

Sisi condanna gli attacchi iraniani contro gli Emirati Arabi Uniti

Il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi ha avuto oggi un colloquio  telefonico con lo Sceicco Mohamed bin Zayed, presidente degli Emirati  Arabi Uniti, al quale ha espresso "la ferma condanna dell'Egitto per la  recente aggressione iraniana, riaffermando la piena solidarietà e il  sostegno dell'Egitto agli Emirati nel contrastare questo attacco". Al  Sisi - riferisce il portavoce della presidenza - ha anche sottolineato  la necessità di intensificare gli sforzi volti a risolvere la crisi e a  prevenirne l'escalation, viste le gravi ripercussioni, in particolare  sulla sicurezza e la stabilità della regione.

Iran, Seul valuta se partecipare a missione Usa a Hormuz

Seul valuta se affiancare Washington nello scortare il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz, snodo chiave per l'energia globale e oggi al centro delle tensioni legate alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. In una nota diffusa martedi', il ministero degli Esteri sudcoreano ha chiarito che il governo "ritiene che la sicurezza e la liberta' di navigazione nelle rotte marittime internazionali rappresentino un interesse comune di tutte le nazioni e debbano essere tutelate nel rispetto del diritto internazionale", spiegando di essere al lavoro su una valutazione della proposta americana. L'eventuale adesione verra' esaminata tenendo conto "di questo principio, della postura di prontezza militare nella penisola coreana e delle leggi nazionali", mentre prosegue il coordinamento con Washington nell'ambito di Project Freedom, l'iniziativa lanciata lunedi' dalle forze statunitensi per garantire il transito sicuro delle navi mercantili attraverso il corridoio marittimo. La posta in gioco e' alta soprattutto per le economie asiatiche, tra cui la stessa Corea del Sud, fortemente dipendenti dalle importazioni di energia dal Golfo e quindi particolarmente esposte alle restrizioni sul traffico nello stretto.

Starmer accusa l'Iran di voler destabilizzare Gb: "Non lo tollereremo"

"La sicurezza è indispensabile, ma non basta. Dobbiamo anche affrontare le forze che alimentano questo odio alla radice, e lo stiamo facendo direttamente", ha dichiarato il primo ministro laburista. E ancora: "Una delle piste investigative riguarda il possibile coinvolgimento di uno Stato straniero in alcuni di questi episodi. Stiamo esaminando tutte le possibilità, ed è chiaro che queste azioni avranno conseguenze qualora ciò dovesse essere provato". Starmer ha fatto riferimento non solo all'attacco di Golders Green ma anche ai diversi raid, soprattutto di tipo incendiario, compiuti contro luoghi della comunità ebraica nella metropoli nelle ultime settimane e al centro delle indagini di Scotland Yard, in cui è stata coinvolta anche l'unità anti-terrorismo. Finora non è emerso alcun collegamento diretto all'Iran, ma solo ipotesi riprese dai media rispetto a un sedicente gruppo chiamato Harakat Ashab al-Yamin al-Islamiya. La sigla, comparsa dal nulla sul web nelle ultime settimane, era stata ricondotta da fonti israeliane a potenziali legami con la Guardia Rivoluzionaria ed era stata al centro di una dubbia rivendicazione subito dopo il rogo di quattro ambulanze di un ente ebraico a Golders Green, precedente all'accoltellamento dei due uomini. Starmer, inoltre, ha esortato il mondo del business e della cultura ad "agire con urgenza" contro l'antisemitismo, annunciando la tolleranza zero nei confronti delle università che non pubblicano dati aggiornati sugli episodi antisemiti nei loro campus, oltre a promettere la sospensione dei finanziamenti pubblici agli eventi che offrono una tribuna all'odio antiebraico.

Cbs: "Attacchi a due navi militari Usa respinti ieri con misure difesa e supporto aereo"

 Funzionari militari hanno dichiarato alla Cbs che misure difensive, rafforzate dal supporto aereo, hanno intercettato o respinto con successo ogni minaccia lanciata contro le due cacciatorpediniere Usa che ieri hanno attraversato Hormuz. Hanno aggiunto che nessun proiettile lanciato ha raggiunto le navi.     Il Comando Centrale delle forze armate statunitensi ha dichiarato ieri che cacciatorpediniere statunitensi hanno attraversato lo stretto nell'ambito dell'iniziativa denominata Project Freedom. Le forze armate non hanno tuttavia specificato quali o quante navi militari siano state coinvolte nel transito.

Project Freedom: cos'è l'operazione degli Usa nello Stretto di Hormuz

Con l'inizio della guerra in Iran, lo Stretto di Hormuz è diventato il  centro della strategia militare americana nel Golfo persico. Il comando  centrale degli Stati Uniti ha lanciato lo scorso weekend una nuova  operazione denominata Project Freedom con l’obiettivo di riaprire lo  Stretto, snodo cruciale per il commercio globale. Si tratta infatti di  un corridoio considerato vitale per gli scambi internazionali, la cui  operatività è stata compromessa dall'inizio della guerra contro  l'Iran. La missione, voluta da Donald Trump, è finalizzata a fornire  supporto alle navi mercantili che intendono attraversare liberamente  l'area. L'intento è quello di assicurare condizioni che permettano il  passaggio in sicurezza lungo una delle rotte marittime più strategiche  al mondo. Tuttavia, l'iniziativa si è scontrata subito con la dura  reazione dell'Iran, che rivendica di aver impedito l'ingresso di unità  navali Usa e attacchi contro navi americane, mentre restano forti  criticità operative e di sicurezza in un teatro dove da settimane  continua il braccio di ferro tra Teheran e Washington. Ma quali e quante  sono le forze impiegate in 'Project Freedom'? E in quale modalità gli  americani saranno il loro sostegno?

Project Freedom: cos'è l'operazione degli Usa nello Stretto di Hormuz

Project Freedom: cos'è l'operazione degli Usa nello Stretto di Hormuz

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Energia, Orsini: "Mettere a terra concessioni su rinnovabili"

"Anche oggi abbiamo rilanciato il fatto che serve un mercato unico europeo dell'energia. Nel frattempo possiamo pero' - e credo che sia una responsabilita' politica di tutti i partiti -, mettere a terra subito le concessioni, e sono 4000 in tutta Italia, delle rinnovabili". Lo ha detto il presidente di Confindustria Emanuele Orsini a margine del Salone del Risparmio. "Queste concessioni darebbero vita a 147 gigawattori nell'immediato - ha aggiunto - . Io non riesco a capire come mai ancora questo non si riesca a fare". Come Confindustria "ci siamo messi in testa nei prossimi giorni di cominciare a dialogare con i presidenti di regione - ha detto Orsini - perche' credo che questo sia un tema territoriale". "Non possiamo piu' aspettare" ha avvertito, "serve costruire delle nuove aree idonee per poter fare in modo che l'energia costi poco. Il fatto che ci siano 4000 concessioni ancora bloccate da anni "credo che sia una pazzia in questo momento".

Trump: "Il Papa sta mettendo in pericolo molti cattolici"

"Penso che stia mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone, per lui va benissimo che l'Iran abbia un'arma nucleare". Così Donald Trump durante un'intervista con Hugh Hewitt sul canale televisivo Salem News Channel torna a criticare Papa Leone. Le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti arrivano a poche ore dalla visita del Segretario di Stato Marco Rubio in Vaticano, che avrebbe tra gli obiettivi quello di ricucire i rapporti con la Santa Sede dopo lo scontro tra il Pontefice e Washington delle ultime settimane.

Amb. Usa presso la Santa Sede: "Tra Papa e Rubio ci sarà una conversazione franca"

L'incontro del Segretario di Stato americano Marco Rubio con Papa Leone, previsto per giovedì, includerà una "conversazione franca" sulle politiche dell'amministrazione Trump. Lo ha detto l'ambasciatore statunitense presso la Santa Sede. "Le nazioni hanno divergenze, e credo che uno dei modi per superarle sia attraverso la fraternità e un dialogo autentico", ha affermato Brian Burch.  "Credo che il Segretario venga qui con questo spirito", ha detto Burch secondo quanto scrive Reiters. "Per avere una conversazione franca sulla politica statunitense, per impegnarsi in un dialogo".

Cbs, due navi militari Usa hanno attraversato Hormuz schivando raid iraniani

Due cacciatorpediniere della Marina statunitense hanno attraversato lo  Stretto di Hormuz e sono entrati nel Golfo dopo aver schivato un  bombardamento iraniano. Lo riporta la Cbs citando funzionari della  difesa americana. Secondo quanto riferito, la Uss Truxtun e Uss Mason,  supportate da elicotteri Apache e altri velivoli, hanno dovuto  affrontare una serie di minacce coordinate durante la traversata. L'Iran  ha lanciato piccole imbarcazioni, missili e droni contro di loro in  quello che i funzionari hanno descritto come un attacco prolungato.  Nonostante l'intensità degli attacchi, nessuna delle due navi è stata  colpita, scrive Cbs.

Energia, Orsino: "Necessarie rinnovabili per essere competitivi"

"È necessario mettere a terra le concessioni sulle rinnovabili. Oggi ne  abbiamo oltre 4 mila non messe e a terra. Credo quella sarà la nostra  frontiera, altrimenti non riusciremo a essere competitivi". Lo ha detto  oggi il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, dal palco della  plenaria di Assogestioni, in corso al Salone del Risparmio, a Milano.  Sull'energia nucleare "va bene investire, ma è un percorso lungo", ha  poi aggiunto.

Netanyahu vede inviato Board of Peace per Gaza

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha incontrato nel suo ufficio a Gerusalemme l'inviato del Board of Peace per Gaza, Nikolai Mladenov. Lo riferisce Yedioth Ahronoth, precisando che al faccia a faccia erano presenti anche l'ambasciatore Usa in Israele, Mike Huckabee, e l'imprenditore israelo-americano Michael Eisenberg. Quest'ultimo e' stato coinvolto nella controversa Gaza Humanitarian Foundation e nel meccanismo di monitoraggio dell'attuazione del cessate il fuoco tra Israele e Hamas. 

Usa-Cina, Trump: "Meglio andare d'accordo che combattere"

"Penso sia meglio andare d’accordo con la Cina piuttosto che  combatterla. E anche loro la pensano così". Lo ha affermato il  presidente americano Donald Trump, parlando all'emittente Salem News, a  cui ribadito che con Xi Jinping "siamo avversari ma abbiamo un ottimo  rapporto". "Non fatevi ingannare - ha aggiunto Trump - hanno visto cos'è  successo in Venezuela. Hanno visto cos'è successo in Iran, perché  militarmente l’Iran è essenzialmente finito".

Gb, Starmer: "Tentativi Iran di destabilizzarci non saranno tollerati"

I tentativi dell'Iran di destabilizzare la società britannica ''non  saranno tollerati''. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir  Starmer durante un vertice a Downing Street finalizzato a individuare  gli strumenti utili a combattere l'antisemitismo in Gran Bretagna. "Il  nostro messaggio all'Iran, o a qualsiasi altro Paese che cerchi di  fomentare la violenza, l'odio o la divisione nella società, è che ciò  non sarà tollerato", ha affermato, sottolineando che per questo "stiamo  accelerando l'iter legislativo per contrastare queste minacce maligne". Rivolgendosi  ai leader della politica, delle forze dell'ordine, dell'economia,  dell'istruzione e delle arti, Starmer ha detto che "questo governo ha  messo in atto il primo piano nazionale coordinato per rafforzare la  coesione e contrastare l'estremismo in tutte le sue forme". Perché, ha  sottolineato, "la sicurezza è fondamentale, ma non basta. Dobbiamo anche  affrontare le forze che alimentano questo odio, quindi le stiamo  contrastando direttamente". Dato  il sospetto che l'Iran cerchi di fomentare l'antisemitismo in Gran  Bretagna, il premier ha spiegato che "una delle piste investigative è  quella di verificare se uno stato straniero sia dietro ad alcuni di  questi incidenti. Stiamo ovviamente esaminando tutte le possibilità e  siamo consapevoli che queste azioni avranno delle conseguenze se tale  ipotesi dovesse rivelarsi fondata".

Gas, Gme: indice Igi in rialzo a 45,40 euro/mwh

Il valore dell’indice Igi (Italian gas index) è pari a 45,40 euro/mwh,  in rialzo rispetto al 4 maggio attestatosi a 44,33 euro/mwh. Lo comunica  il Gestore dei mercati energetici, Gme.

Ue, Orsini: "Bene Giorgetti su sforamento Patto per energia"

"Credo che il Ministro Giorgetti abbia detto una cosa giustissima". Cosi' il presidente di Confindustria Emanuele Orsini a margine del Salone del Risparmio commenta la richiesta avanzata dal ministro dell'economia a Bruxelles di estendere anche al caro-energia le deroghe al Patto di stabilita' gia' previste per le spese nella difesa. "Oggi l'energia e' un problema per il nostro Paese enorme. Io credo che non si possa lasciare indietro nessun Paese europeo. L'Europa e' forte se tutta l'Europa e' forte. Oggi l'Italia sconta un prezzo di energia piu' alto di altri Paesi". "Io credo che quello detto il Ministro di sforare il patto non solo sulla difesa ma sull'energia sia giustissimo per dare la capacita' all'Italia di allinearsi - ha sottolineato -. E' fondamentale oggi rendere competitiva tutta l'Europa perche' sarebbe molto miope pensare che alcuni Paesi ce la possano fare e altri no".

Iran, Codacons invia esposto su rincari plastica: Antitrust si attiva

Il  Codacons invia all'Antitrust la documentazione relativa ai rincari per  la plastica legati alla guerra in Iran comunicati nelle ultime settimane  dai produttori di plastica per bottiglie, tappi, etichette e film  utilizzati per l’acqua minerale e le bevande in generale. Documentazione  richiesta dall'Autorità dopo l’esposto dell’associazione sul tema in  cui il Codacons aveva segnalato possibili anomalie e il rischio di  speculazioni. Il Codacons  aveva denunciato come gli operatori dei settori materie plastiche e  packaging avessero trasmesso ai clienti comunicazioni di richiesta di  revisione delle condizioni economiche di contratti già in essere con  l’introduzione di sovrapprezzi, surcharge o clausole di adeguamento  straordinario. Comunicazioni "sorprendentemente uniformi" dice il  Codacons, in cui si richiamava il contesto geopolitico connesso al  conflitto in Medio Oriente, l’aumento dei costi energetici e logistici,   la necessità di garantire la continuità delle forniture. In alcune di  queste comunicazioni viene introdotta una specifica voce 'War Med  Surcharge', applicata in misura percentuale e con decorrenza immediata,  sulla base dell’incremento del costo del carburante registrato nelle  settimane successive all’inizio del conflitto. Queste  richieste di aumenti , denuncia il Codacons, rischiano di essere  scaricate sui consumatori finali determinando un rincaro nell’ordine del  20% per l’acqua minerale, fino a 5-6 centesimi di euro in più a  bottiglia, e del 10% per le bevande analcoliche.

Iran, Trump: "Convinto popolo lotterebbe contro regime se armato"

"Se il popolo iraniano avesse le armi - che non ha perché qualcuno le ha  prese - sono convinto che lotterebbe" contro il regime. Lo ha affermato  il presidente americano Donald Trump all'emittente Salem News.  "Non  si può avere una popolazione disarmata contro gente con gli Ak-47,  anche se fossero 250.000 persone - ha proseguito Trump - Sono molto  combattuto su questo. Hanno perso 42.000 persone nelle prime due  settimane (di proteste, ndr), e non voglio vedere una cosa del genere.  Appena avranno le armi, combatteranno al meglio".

Israele prolunga fino a domenica la detenzione dei due attivisti Flotilla

Israele ha prolungato fino a domenica la detenzione dei due attivisti  della Flotilla Thiago Avila e Saif Abukeshek: lo fa sapere Adalah, la  ong israeliana che li assiste legalmente. 

Israele, arabo-israeliani e 7/10: polemiche per parole Smotrich (2)

Smotrich si e' difeso sostenendo che le sue parole sono state "travisate" dai giornalisti e ha accusato i critici di fare "meschini giochi politici". Ma dall'opposizione e' arrivata una netta condanna. Per il leader del partito Yashar, Gadi Eisenkot, il leader di Sionismo Religioso utilizza la tragedia del 7 ottobre come "strumento nella spudorata campagna sua e del governo" per minimizzare i fallimenti che hanno portato al massacro. "Se aveste dato ascolto agli avvertimenti degli esperti, persino un governo fallimentare come il vostro avrebbe potuto prevenire la catastrofe", ha scritto su X l'ex capo di Stato maggiore, sottolineando che "il piu' grande fallimento della nostra storia e' una macchia indelebile che non si cancellera' mai dal governo del 7 ottobre". Gli ha fatto eco il capo dei Democratici, Yair Golan: per Smotrich "un massacro di israeliani e' preferibile a un governo che non lo includa, e questa e' tutta la storia: la sopravvivenza del governo e' piu' importante per lui della vita dei cittadini". Ma critiche al leader di estrema destra sono arrivate anche dall'interno della coalizione di maggioranza. "Un governo con il Movimento Islamico (Ra'am) e' stato un grave errore strategico. Ma il paragone stesso tra questo e il massacro del 7 ottobre e' completamente infondato", ha commentato il deputato del Likud, Eliyahu Dalal. E anche il collega di partito e ministro Nir Barkat ha preso posizione, sottolineando che "il 7 ottobre e' la piu' grande catastrofe dall'Olocausto. Non c'e' paragone con un governo guidato da Mansour Abbas".

Usa, Trump: "Papa Leone sta mettendo in pericolo molti cattolici"

"Il Papa sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone". Lo  ha affermato il presidente americano Donald Trump all'emittente Salem  News, a due giorni dalla visita del segretario di Stato Marco Rubio in  Vaticano per 'ricucire' dopo i pesanti attacchi dei giorni scorsi a  Prevost. Leone XIV "preferisce parlare di come sia accettabile che  l'Iran abbia un'arma nucleare, non penso sia una buona cosa", ha  aggiunto Trump.

Unrwa: "A Gaza migliaia di infezioni cutanee da topi, pulci e pidocchi"

L'Unrwa, l'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente, ha segnalato un'impennata di infezioni cutanee nella Striscia di Gaza dovute a parassiti come ratti, pidocchi, pulci e acari. "Le squadre sanitarie dell'Unrwa stanno curando circa il 40% di quelli che ora sono migliaia di casi: normalmente si tratterebbe di una situazione facilmente gestibile con rimedi semplici, ma questi non sono disponibili", ha scritto l'agenzia su X.

Crosetto: "La difesa non è un costo inutile, serve all'esistenza di un Paese"

"Io non considero la sicurezza e la difesa un costo inutile, lo  considero il pre-requisito per l'esistenza di una nazione". Lo ha detto  il ministro della Difesa, Guido Crosetto, durante il suo intervento  all'Aquila per la Festa dell'Esercito. Ringraziando più volte il lavoro  delle forze armate, il ministro ha parlato dell'impegno quotidiano dei  militari in ogni angolo del mondo. "Prima parlavamo con il capo di Stato  Maggiore della Marina e della Difesa delle navi che dovranno andare ad  Hormuz - ha aggiunto -. Ci saranno delle persone che oggi pensavano di  stare a casa che saranno imbarcate e andranno a migliaia di chilometri  di distanza e le loro famiglie lo sapranno magari domani mattina. E  vanno lì non per difendere se stessi o per fare una manifestazione di  potenza, ma per cercare di far sì che quando andiamo alla pompa di  benzina il carburante non arrivi a tre euro o per far sì che nelle  nostre case non arrivi una crisi economica di cui non abbiamo bisogno".

Presidio all'ambasciata d'Israele in Belgio: "Rilasciate attivisti Flotilla"

"Rilascio immediato per gli attivisti della Flotilla Thiago Avila e Saif Abukeshek". È questo quello che chiederanno alcuni eurodeputati del Parlamento europeo oggi alle 13 in un presidio organizzato in Avenue de l'Observatoire a Bruxelles, di fronte all'Ambasciata di Israele in Belgio.    Tra i partecipanti alla dimostrazione, anche gli eurodeputati italiani dem Sandro Ruotolo, Annalisa Corrado e Benedetta Scuderi di Alleanza Verdi e Sinistra. Sia Corrado che Scuderi, nell'ottobre dell'anno scorso avevano preso parte alla missione della Global Sumud Flotilla verso Gaza con l'obiettivo di portare aiuti umanitari nella Striscia, venendo poi fermate dalle autorità israeliane prima di raggiungere la costa.     "Eurodeputati ed eurodeputate progressiste, comprese coloro che hanno già partecipato alla Flotilla, chiederanno il rilascio immediato di Thiago Avila e Saif Abukeshek, gli attivisti detenuti illegalmente dal governo israeliano dopo essere stati rapiti in acque internazionali a bordo della Global Sumud Flotilla. In concomitanza con la protesta, i due rapiti dovrebbero essere auditi di nuovo davanti alla Corte israeliana", si legge nella nota relativa al presidio di oggi.

Flotilla, Scotto (Pd): "Commento di La Russa è ignobile"

"Il commento di Ignazio La Russa sul blocco della Global Sumud Flotilla e' ignobile. Che la seconda carica dello Stato banalizzi e prenda di mira una missione umanitaria promossa da civili, rimuovendo che la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per sequestro di persona e tortura, la dice lunga su quale sia il suo spessore umano prima ancora che politico. La seconda carica dello Stato dovrebbe sapere che a Gaza vige ancora il blocco navale contro qualsiasi regola del diritto internazionale e gli aiuti umanitari continuano ad arrivare a singhiozzo, mentre Israele conduce in spregio alle risoluzioni dell'Onu una pulizia etnica in Cisgiordania senza che la comunita' internazionale muova un dito, Italia compresa. E' singolare che la destra italiana anziche' chiedere a Israele di scarcerare gli attivisti, peraltro sequestrati e rapiti in acque internazionali su una barca battente bandiera italiana, attacchi chi ha dato vita alla Global Sumud Flotilla. La Russa si ricordi che la sovranita' del nostro Paese dovrebbe essere difesa ovunque e per tutti, non solo nei comizi. Comizi che chi e' ai vertici dello Stato dovrebbe astenersi dal fare, invece di comportarsi come il portavoce italiano di Benjamin Netanyahu". Cosi' sui social Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.

Araghchi oggi a Pechino, incontrerà il ministro degli Esteri

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sarà oggi a Pechino per  colloqui con il suo omologo cinese: lo riportano i media statali  ripresi da Iran International. Secondo quanto riportato, la visita si  concentrerà sui "legami bilaterali e sugli sviluppi regionali e  internazionali".

Iran: ministro Esteri Araghchi parte per la Cina

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, si reca oggi in Cina per colloqui. Lo rende noto il ministero di Teheran.

Crosetto: "Il mondo è impazzito, dobbiamo garantire la nostra difesa"

"Noi abbiamo un mondo che è impazzito, all'interno del quale il nostro dovere è garantire che questa nazione, qualunque cosa possa succedere e che non succederà mai, sia in grado di difendersi perché ci sono persone che si preparano ad ogni scenario possibile". Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel suo intervento all'Aquila per i 165 anni dell'Esercito.

Libano, Hezbollah rivendica raid su israeliani: Idf bombarda sud

Hezbollah ha rivendicato sei attacchi contro soldati e carri armati israeliani posizionati nel sud del Libano. In un comunicato, il gruppo sciita filo-iraniano afferma di aver lanciato un missile e droni contro truppe e mezzi dell'Idf a Bayyada, Kaouzah, Rchaf, Khallet Raj e nel villaggio di Marjeyoun. L'Idf ha risposto stamane bombardando Kafra e Jibchit, piu' di due ore dopo aver emesso un avviso di evacuazione per gli abitanti. Secondo quanto riferito da L'Orient Le Jour, l'artiglieria israeliana sta colpendo anche Zaoutar el-Sharkiye e Mansouri.

Carburanti, Federnoleggio: "Taglio accise insufficiente per Ncc"

Il terzo decreto-legge sui carburanti approvato dal Consiglio dei  Ministri, che proroga la riduzione delle accise, è un passo avanti nella  giusta direzione ma resta largamente insufficiente a fronte delle  difficoltà strutturali che stanno colpendo il le imprese del noleggio  con conducente e del trasporto passeggeri non di linea: anche  considerando il taglio delle accise, per un’attività di medie dimensioni  l’esborso mensile per il gasolio può arrivare a pesare fino a 3mila  euro in più rispetto allo scorso anno a febbraio scorso. È quanto  afferma Federnoleggio Confesercenti, commentando il nuovo provvedimento  che conferma lo sconto di 20 centesimi al litro sul gasolio e di 5  centesimi sulla benzina. “Per  le nostre imprese – dichiara Giuseppe Contrafatto, presidente di  Federnoleggio Confesercenti – questo intervento continua a essere una  goccia nel mare. L’incremento dei costi energetici incide in modo  insostenibile sui bilanci aziendali, con aggravi che per un’impresa  media possono arrivare fino a 3mila euro in più al mese rispetto allo  scorso anno, rendendo sempre più difficile rispettare contratti già  sottoscritti e garantire la continuità dei servizi, in particolare nel  trasporto scolastico, mobilità locale e turismo e nel trasporto  passeggeri non di linea”. “C’è  un’evidente disparità di trattamento. Anche nei più recenti decreti  accise e carburanti – prosegue Contrafatto – il trasporto passeggeri non  di linea continua a essere escluso dalla misura del credito d’imposta  per le maggiori spese per carburante, dalle quali invece sono stati  progressivamente recuperati altri comparti, come la pesca ed il settore  agricolo. Si tratta di un’asimmetria che non trova giustificazione né  sul piano economico né su quello funzionale”.

Codacons: "Su rincari plastica legati a guerra in Iran si attiva Antitrust"

Dopo il caso dei supplementi per il jet-fuel richiesti per i biglietti aerei l'Antitrust si attiva anche sui rincari per la plastica legati alla guerra in Iran, e vuole vederci chiaro sui rialzi comunicati nelle ultime settimane dai produttori di plastica per bottiglie, tappi, etichette e film utilizzati per l'acqua minerale e le bevande in generale.     Lo rende noto il Codacons, associazione che aveva presentato un esposto all'Autorità per la concorrenza segnalando possibili anomalie e il rischio di speculazioni.     In particolare il Codacons aveva denunciato come gli operatori attivi nei settori delle materie plastiche e del packaging avessero trasmesso ai propri clienti comunicazioni accomunate dalla richiesta di revisione delle condizioni economiche dei contratti già in essere mediante l'introduzione di sovrapprezzi, surcharge o clausole di adeguamento straordinario. Comunicazioni con una struttura argomentativa sorprendentemente uniforme in cui si richiamava il contesto geopolitico connesso al conflitto in Medio Oriente, l'aumento dei costi energetici e logistici, nonché la necessità di garantire la continuità delle forniture, per poi giungere, in modo pressoché automatico, alla conclusione secondo cui si renderebbe inevitabile una modifica delle condizioni economiche già pattuite. In alcune di queste comunicazioni viene introdotta una specifica voce denominata "War Med Surcharge", applicata in misura percentuale e con decorrenza immediata.     Richieste di aumento dei prezzi delle forniture che le aziende produttrici di bevande, a causa del considerevole importo, non possono "internalizzare", e che rischiano così di essere scaricate sui consumatori finali determinando un rincaro nell'ordine del +20% per l'acqua minerale, fino a 5/6 centesimi di euro in più a bottiglia, e del +10% per le bevande analcoliche - aveva evidenziato il Codacons.     Ora l'Antitrust, accogliendo l'esposto dell'associazione, ha deciso di vederci chiaro, e ha inviato al Codacons una nota in cui si legge: "si richiede di voler gentilmente trasmettere le segnalazioni ricevute, nonché la documentazione utile, incluse le comunicazioni commerciali pervenute dalle imprese fornitrici".

Reuters: "007 Usa, capacità nucleare iraniana è rimasta invariata rispetto all'estate 2025"

Secondo le valutazioni dell'intelligence statunitense, il tempo  necessario all'Iran per costruire un'arma nucleare non è cambiato  dall'estate scorsa, quando gli analisti stimavano che un attacco  congiunto tra Stati Uniti e Israele avrebbe allungato i suoi tempi fino a  un anno. Lo scrive Reuters online citando tre fonti a conoscenza della  questione. Le valutazioni sul programma nucleare di Teheran rimangono  sostanzialmente invariate anche dopo due mesi di guerra, iniziata dal  presidente statunitense Donald Trump in parte per impedire alla  Repubblica Islamica di sviluppare una bomba atomica. Gli ultimi attacchi  statunitensi e israeliani, iniziati il 28 febbraio, si sono concentrati  su obiettivi militari convenzionali, ma Israele ha colpito anche  diverse importanti infrastrutture nucleari. La tempistica invariata -  scrive ancora Reuters - suggerisce che per ostacolare significativamente  il programma nucleare di Teheran potrebbe essere necessario distruggere  o rimuovere le rimanenti scorte di uranio altamente arricchito  dell'Iran.

Borse europee: viaggiano tutte positive tranne Londra

Le Borse europee, dopo un avvio debole, recuperano terreno e viaggiano positive, a eccezione di Londra. Gli investitori stanno valutando i segnali contrastanti sul conflitto in Medio Oriente. Le forze statunitensi hanno respinto gli attacchi iraniani e scortato due navi battenti bandiera statunitense attraverso lo Stretto di Hormuz, mentre il porto di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, sarebbe stato colpito da un attacco con droni iraniani. I prezzi del petrolio sono nuovamente saliti, alimentando i timori di inflazione e rafforzando le aspettative che le banche centrali potrebbero dover inasprire ulteriormente la politica monetaria per tenere sotto controllo le pressioni sui prezzi. Parigi avanza dello 0,59%, Francoforte sale dello 0,77% e Londra perde lo 0,96%. Madrid avanza di oltre l'1% e Milano segna un +1,87%.

Orsini: "Se conflitti arrivano a fine anno andremo in recessione"

"Attualmente le imprese lavorano in uno scenario di grande incertezza: il nostro ufficio studi ha elaborato tre scenari diversi e, tra questi, se arriviamo con le guerre fino a fine anno andremo in recessione". Lo afferma il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini.    "Come imprenditori dobbiamo sempre essere fiduciosi della qualità dei nostri prodotti e sulla capacità di resilienza enorme delle nostre aziende, ma se arriviamo con il petrolio a 140 dollari a fine anno si genereranno 21 miliardi in più di costo dell'energia per le nostre imprese: il costo energia è uno dei capitoli principali da risolvere", aggiunge Orsini intervenendo al Salone del risparmio a Milano.

Iran, Orsini (Confindustria): "Se conflitto continua entro fine anno recessione"

"L’incertezza è sovrana. Uno dei nostri scenari dice che se il conflitto  dovesse continuare, entro la fine dell'anno entreremmo in recessione".  Lo ha detto oggi il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, dal  palco della plenaria di Assogestioni, in corso al Salone del Risparmio, a  Milano.

Fmi: impatto caro-energia in Italia fino a 450 euro famiglia

L'Italia rientra tra i Paesi europei piu' esposti allo shock energetico del 2026, con un impatto stimato tra 350 e 450 euro a famiglia nello scenario base e fino a 1.800 euro in caso di shock severo. Lo ha riferito Oya Celasun, vicedirettore per l'Europa del Fondo monetario, ieri all'Eurogruppo. Sul fronte dei conti pubblici, l'Fmi stima che il costo delle misure adottate dai Paesi Ue nel 2026 si collochi attorno allo 0,18% del Pil. Applicando la stessa metodologia al caso italiano, il costo complessivo delle misure gia' in campo - tra proroghe dei crediti d'imposta per le imprese, interventi sulle bollette e riduzioni sui carburanti - si attesterebbe tra 0,15 e 0,20% del Pil, pari a 3-4 miliardi di euro. Il Fondo sottolinea inoltre che un sostegno mirato al 20% piu' povero delle famiglie italiane avrebbe un costo contenuto: circa 600 milioni nello scenario base e fino a 3 miliardi in caso di shock severo. Al contrario, le misure generalizzate - come tagli alle accise o limiti ai prezzi - continuano a favorire in misura maggiore i redditi piu' alti. La raccomandazione dell'Fmi ai governi, Italia inclusa, e' di concentrare gli interventi su trasferimenti mirati e temporanei, evitando sussidi ai prezzi che "assorbono risorse elevate e distribuiscono benefici in modo regressivo". Le misure non mirate contro il caro energia "avvantaggiano i ricchi molto piu' dei poveri", ha evidenziato Celasun. "Per una riduzione dei prezzi di 100 euro a livello nazionale, in media il 20% piu' ricco della popolazione riceve 34 euro tramite un sussidio per il carburante dei trasporti su strada e 33 euro tramite un sussidio per l'elettricita'; il 20% piu' povero riceverebbe rispettivamente 9 e 11 euro - ha spiegato - Il sostegno che sopprime i prezzi distorce i benefici a favore delle famiglie con redditi piu' elevati".

Acea: "Più elettrico e carburanti green nella strategia Ue contro la crisi"

"È essenziale una strategia di decarbonizzazione tecnologicamente neutra  che abbracci l'elettrificazione e includa i combustibili rinnovabili. È  fondamentale per salvaguardare la resilienza dell'Europa, proteggere i  consumatori dagli shock dei prezzi e dell'approvvigionamento e garantire  una transizione di successo verso una mobilità climaticamente neutra".  Lo scrive in una nota la direttrice generale dell'Acea (Associazione dei  costruttori di auto), Sigrid de Vries, evidenziando che l'attuale  instabilità in Medio Oriente e la volatilità dei mercati energetici  globali rafforzino "la necessità di accelerare l'abbandono dei  combustibili fossili nel trasporto su strada". La crisi, secondo l'Acea,  mette in luce la necessità di "incentivare i carburanti rinnovabili.  Molte misure a breve termine annunciate per abbassare i prezzi dei  carburanti non distinguono tra i carburanti in base al loro contenuto di  carbonio".

Israele: arabo-israeliani e 7/10, polemiche per parole Smotrich

Le parole del ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich hanno suscitato aspre polemiche in Israele, non solo tra la comunita' araba e l'opposizione. Una dichiarazione "miserabile e immorale", ha commentato Mansour Abbas, leader di Ra'am, dopo che il leader di estrema destra ha definito la partecipazione del partito arabo-israeliano al governo precedente un disastro peggiore del massacro di Hamas del 7 ottobre 2023. "Smotrich non ha rispetto per le 2.100 persone uccise e per le loro famiglie", ha aggiunto il leader della formazione islamista conservatrice, facendo riferimento alle vittime dell'attacco di Hamas e quelle morte nelle guerre seguenti. "Anche nel suo giorno peggiore, il 'governo del cambiamento' (di Bennett) e' stato mille volte migliore del 'governo disastroso del 7 ottobre' di Smotrich. La vita umana non ha alcun valore agli occhi di Smotrich, cosi' come non ha alcun valore per i fanatici estremisti in qualsiasi altra parte del mondo. Presto cambieremo questa situazione", ha assicurato Abbas. Dura la reazione anche di Ayman Odeh, leader del partito a maggioranza araba Hadash-Ta'al: "Cio' che dicono i razzisti e i kahanisti non e' importante, cio' che conta e' cio' che faremo". "E noi, cittadini arabi, insieme agli ebrei democratici, faremo di tutto, semplicemente di tutto, per impedire a Smotrich-Netanyahu-Ben Gvir di proseguire per un altro mandato", ha proseguito.

Ministra svedese sugli Usa: "Stanca di una leadership imprevedibile"

"Penso che questo possa essere un conflitto lungo, qualunque cosa  facciano gli Stati Uniti, e questo comporta dei costi, come dico spesso,  comporta costi per la Svezia, per i cittadini svedesi, ma anche per  tutti i Paesi nel mondo, soprattutto quelli più poveri. E l'ho detto  chiaramente al Segretario al Tesoro Usa Scott Bessent quando l'ho  incontrato a Washington, perché sono piuttosto stanca di una leadership  imprevedibile che rende tutto più difficile per tutti noi e comporta dei  costi". Lo ha detto la ministra dell'Economia svedese Elisabeth  Svantesson, all'ingresso alla riunione del Consiglio Ue Ecofin a  Bruxelles.

Pakistan: "Condanniamo raid contro infrastrutture negli Emirati Arabi"

"Il Pakistan condanna fermamente gli attacchi missilistici e con droni  contro infrastrutture civili negli Emirati Arabi Uniti avvenuti la  scorsa notte": lo ha dichiarato il premier pachistano Muhammad Shehbaz  Sharif in un messaggio pubblicato su X. "È assolutamente essenziale che  il cessate il fuoco venga mantenuto e rispettato per consentire il  necessario spazio diplomatico per il dialogo che porti a una pace e una  stabilità durature nella regione", ha dichiarato ancora il premier  pachistano esprimendo "piena solidarietà" alle autorità degli Emirati  Arabi Uniti.

Perché il ritiro delle truppe dall’Ue non converrebbe neanche agli Usa

Vari ostacoli, sia politici che pratici, rendono difficilmente  realizzabile il ritiro delle truppe a stelle e strisce dall'Europa. Ma  anche dal punto di vista strategico, le basi del Vecchio Continente sono  importanti snodi strategici a cui l'America dovrebbe rinunciare.

Perché il ritiro delle truppe dall’Ue non converrebbe neanche agli Usa

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Giorgetti: "Pronti a intervenire per proteggere redditi"

"Se le condizioni lo richiederanno siamo pronti a intervenire per proteggere i redditi disponibili delle famiglie e la liquidita' delle imprese". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo in videocollegamento al Salone del Risparmio. "Sarebbe irresponsabile non farlo - ha aggiunto - perche' i danni sarebbero ingiusti e inaccettabili". "Mi auguro - ha sottolineato - che su questa consapevolezza si crei una condivisione a livello europeo. Stiamo lavorando a Bruxelles in questa direzione".

Fmi: "Deroghe al Patto solo per shock straordinari, non è questo il caso"

Il ricorso alla clausola di salvaguardia "generale o nazionale" del Patto di stabilità è "pensato per circostanze straordinarie" e, "al momento, non sembriamo trovarci in uno scenario del genere". Lo hanno detto i vicedirettori del dipartimento europeo dell'Fmi, Helge Berger e Oya Celasun, rispondendo ai giornalisti nel corso della presentazione dell'outlook sull'Ue e il caro energia. "Esistono modi per rispondere allo shock che stiamo vivendo in modo contenuto e prudente. Se il sostegno è mirato a chi ne ha bisogno, non costerà tanto e sarà più facile per i governi compensarlo all'interno dei bilanci esistenti", hanno evidenziato.

Iran, premier Pakistan condanna attacchi a Emirati

Il leader pakistano, Shehbaz Sharif, ha espresso il suo sostegno al presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohamed bin Zayed Al Nahyan dopo che il Paese del Golfo e' stato colpito da una raffinazione di missili e droni. In un post su X, Sharif ha condannato gli attacchi contro gli Emirati Arabi Uniti che hanno incendiato una raffineria di petrolio e ferito tre cittadini indiani. "E' assolutamente essenziale che il cessate il fuoco venga mantenuto e rispettato per consentire il necessario spazio diplomatico per il dialogo che porti a una pace e una stabilita' durature nella regione", ha affermato Sharif.

Elettricità, Gme: prezzo medio energia a 108,49 euro/mwh

Nella settimana conclusa domenica 3 maggio il Gme ha registrato un prezzo medio dell'energia elettrica (PUN Index GME) pari a 108,49 /MWh, mentre i volumi di energia elettrica scambiati direttamente nella borsa del GME sono risultati pari a 4,2 milioni di MWh, con la liquidita' all'84,7%. I prezzi medi si sono attestati tra 107,73 /MWh della Sardegna e 109,00 /MWh del Centro Nord.

Ue condanna attacchi Iran in Golfo: "Violato il diritto internazionale"

"L'Ue condanna fermamente gli attacchi missilistici e con droni  sferrati non provocati dall'Iran contro i nostri partner strategici nel  Golfo" ed esprime "solidarietà agli Emirati Arabi Uniti e all'Oman, che  sono stati colpiti dagli attacchi. Esortiamo l'Iran a porre  immediatamente fine a questi attacchi, che costituiscono una palese  violazione del diritto internazionale, e a rispettare la sovranità e  l'integrità territoriale dei paesi della regione, in linea con la  risoluzione 2817 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che  deve essere pienamente attuata". Lo dichiara un portavoce della  Commissione Ue in una nota. "La sicurezza in Europa e nel Golfo -  sottolinea - è strettamente interconnessa. L'Unione europea continuerà a  collaborare con i partner della regione per contribuire  all'allentamento delle tensioni e alla stabilità regionale". "Siamo  pronti - conclude - a contribuire a tutti gli sforzi diplomatici volti a  ridurre le tensioni e a trovare una soluzione duratura per porre fine  alle ostilità, impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari e porre  fine alle sue attività destabilizzanti".

Polizia chiede proroga di 6 giorni per la detenzione dei 2 attivisti Flotilla

Gli attivisti della Flotilla Thiago Avila e Saif Abukeshek sono in  attesa di una nuova udienza presso il Tribunale di Ashkelon, dove stanno  incontrando i loro avvocati. Lo conferma all'ANSA il portavoce di  Adalah, la Ong israeliana che li assiste legalmente. Domenica il giudice  aveva acconsentito a una proroga di due giorni, rispetto ai quattro  richiesti dall'accusa. I due attivisti sono in stato di arresto in  Israele da sabato con l'accusa di affiliazione all'organizzazione PCPA  (Popular Conference for Palestinians Abroad), nella blacklist del  Dipartimento del Tesoro Usa per sostegno a Hamas.

Fmi avverte: "Tagli ad accise diffusi in Europa ma distorcono i prezzi"

"I governi europei stanno comprensibilmente agendo per fornire un  rapido sollievo alle famiglie e alle imprese in difficoltà. Le misure  annunciate sono per lo più basate sulla tassazione, con circa tre quarti  dei paesi europei che implementano adeguamenti delle accise sui  carburanti. Le misure tendono ad essere temporanee e costano molto meno  di quelle implementate dopo l'invasione russa dell'Ucraina, ma troppe  stanno distorcendo i prezzi di mercato dell'energia". Lo sottolinea il  Fondo monetario internazionale nel suo outlook sull'Ue e il caro  energia. "Le politiche che sopprimono il segnale del prezzo dell'energia  sono altamente problematiche, poiché riducono l'incentivo a diminuire  il consumo di energia, migliorare l'efficienza e investire in  alternative. Ciò rallenta il necessario adeguamento a un'offerta  limitata. L'Europa può fare di meglio", evidenzia, esortando a  "interventi dovrebbero essere mirati, temporanei e preservare i segnali  di prezzo" e al "coordinamento" tra i Paesi.

Fmi: "Mercato unico Ue è sempre più urgente, leva per crescita e resilienza"

"L'agenda europea per il mercato unico è diventata ancora più urgente, perché non solo aumenterebbe la crescita in modo sostenibile, ma migliorerebbe anche notevolmente la resilienza delle economie europee". Lo scrive l'Fmi nel suo outlook sull'Ue e il caro energia, riportando le stime già diffuse ad aprile

La benzina torna sopra quota 1,9 euro, in lieve calo il diesel

Continua a salire la benzina sulla rete carburanti per effetto della riduzione dello sconto sull'accisa, arrivando così a superare quota 1,9 euro al litro come non succedeva da quasi due anni. In lieve calo invece il diesel. E' quanto riporta Quotidiano Energia sulla base delle rilevazioni del Mimit.     In particolare, in base ai dati dell'Osservatorio sui listini dei carburanti del Mimit aggiornati a oggi, il prezzo medio nazionale della benzina self service è infatti 1,926 euro al litro (dagli 1,899 euro di ieri), mentre quello del diesel self è 2,044 euro (2,047 euro ieri). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,981 euro al litro per la benzina e 2,114 euro per il gasolio.

Madrid: "Nessuna prova di legami con Hamas dello spagnolo arrestato da Israele"

Il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, ha assicurato  oggi che i rapporti di cui dispone smentiscono i presunti collegamenti  con il terrorismo e con Hamas dell'attivista ispano-palestinese, Saif  Abukeshek, sostenuti dalle autorità israeliane, che lo hanno arrestato  "in maniera illegale" in acque internazionali, mentre viaggiava con la  Global Sumud Flotilla per portare aiuti umanitari a Gaza. "Non c'è  alcuna prova né rapporto che avalli quanto sostengono le autorità  israeliane", ha detto Albares, intervistato dall'emittente pubblica Tve.  "Siamo davanti ad arresti totalmente illegali, esigiamo la liberazione  immediata" di Abukeshek e dell'attivista brasiliano Thiago Avila  detenuto con lui, ha insistito il ministro, sfidando le autorità  israeliane: "Se hanno prove le mettano sul tavolo", ha esortato. I due  attivisti, in sciopero della fame, compariranno oggi nuovamente davanti a  un tribunale israeliano, che dovrà decidere sulla loro liberazione o  l'eventuale prosieguo della detenzione. Albares ha assicurato che il  cittadino spagnolo, assistito dal console in Israele, "sta bene,  considerate le terribili circostanze". E ha informato che si sta  coordinando con il suo omologo brasiliano per adottare eventuali azioni.  "Non lasceremo senza protezione i nostri cittadini", ha avvertito.

Fmi: "Shock energia spinge gli spread, rischi per la stabilità"

Con lo shock dell'energia "i rendimenti e gli spread dei titoli di Stato sono aumentati, tuttavia, la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente, come previsto negli scenari avversi e più severi". Lo scrive l'Fmi nel suo outlook sull'Ue e il caro energia, riportando le stime diffuse ad aprile, sottolineando che "le valutazioni azionarie in alcuni settori sono elevate e un aumento degli spread sui titoli di Stato potrebbe ripercuotersi sul settore privato, danneggiando la qualità del credito" e richiamando "un attento monitoraggio di questi rischi per la stabilità finanziaria".

Fmi: "Crescono rischi al ribasso per Eurozona, mercati pessimisti su energia"

"Secondo lo scenario di base, la crescita nell'Eurozona dovrebbe rallentare all'1,1% nel 2026 e all'1,2% nel 2027, con un'inflazione in aumento di 0,7 punti percentuali al 2,6% nel 2026 e in calo al 2,2% nel 2027. Nello scenario 'grave' al ribasso di aprile, l'area euro potrebbe avvicinarsi alla recessione". Lo scrive l'Fmi nel suo outlook sull'Ue e il caro energia, riportando le stime già diffuse ad aprile e sottolineando che "i mercati stanno diventando più pessimisti sui prezzi dell'energia", avvicinandosi allo "scenario avverso". "I rischi al ribasso sono in aumento", evidenzia il Fondo.

Media Iran: "Nessuna conferma del passaggio della nave Maersk a Hormuz"

L'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim bolla come  "informazione non confermata" l'annuncio del passaggio di una nave  Maersk attraverso lo Stretto di Hormuz. "Sebbene alcune fonti  giornalistiche straniere, citando Maersk, abbiano riportato che la nave  Alliance Fairfax abbia attraversato lo Stretto di Hormuz la scorsa notte  con l'aiuto dell'esercito statunitense, non è stata rilasciata alcuna  dichiarazione ufficiale da parte dell'armatore", sostiene Tasnim.  "Inoltre, i dati del Sistema di Identificazione Automatica (Ais) della  nave mostrano che l'ultima trasmissione di posizione risale a 65 giorni  fa, quando la nave era ancorata vicino alla costa degli Emirati, al  porto di Khalifa, ad Abu Dhabi". Inoltre, "i siti web di monitoraggio  del traffico marittimo più affidabili non hanno ancora pubblicato  notizie sul passaggio della nave attraverso lo Stretto di Hormuz",  scrive ancora l'agenzia iraniana.

Fmi: "Caro-energia peserà 450 euro su famiglie italiane, 2.270 con scenario grave"

"Con i prezzi attuali, la famiglia media dell'Ue perderebbe circa 375 euro nel 2026, pari allo 0,7% del consumo medio, a causa di tutti gli aumenti di prezzo". E' quanto ha detto Oya Celasun, vicedirettore per l'Europa del Fondo monetario, ieri all'Eurogruppo. "L'impatto varia notevolmente, da 620 euro in Slovacchia a 134 euro in Svezia. Secondo lo scenario "grave" del Weo del Fmi di aprile 2026, la perdita media salirebbe a 1.750 euro". Il grafico dell'intervento include anche le stime sull'Italia: dal Fondo si apprende nel dettaglio che l'impatto stimato per l'Italia è di 450 euro nello scenario base e 2.270 euro in quello grave.

Energia, Dombrovskis: "Gravi conseguenze su conti pubblici da crisi"

Oggi è già "chiaro" che "la guerra" nel Golfo "avrà gravi conseguenze  per le finanze pubbliche europee". Lo dice il commissario europeo  all'Economia Valdis Dombrovskis, ieri sera al termine dell'Eurogruppo a  Bruxelles, notando che "finanze pubbliche sane sono la nostra risorsa  per mantenere la stabilità macroeconomica in un mondo imprevedibile e  difficile". "Il nostro margine di manovra - continua - è già oggi più  limitato a causa di livelli di deficit e debito più elevati, di un  contesto di tassi di interesse più alti e dell'urgente necessità di  ulteriori spese per la difesa. Pertanto, non possiamo assolutamente  permetterci di ripetere gli errori del passato. È essenziale che  qualsiasi misura di sostegno sia temporanea, mirata e non aumenti la  domanda aggregata di energia". "La  nostra prima valutazione delle misure adottate finora dagli Stati  membri - prosegue - mostra che potrebbero fare di meglio  nell'indirizzarle verso coloro che sono maggiormente colpiti. La  comunicazione AccelerateEu adottata dalla Commissione il mese scorso  fornisce esempi di politiche ben progettate in linea con questi  principi". Secondo  Dombrovskis, misure simili "possono contribuire ad attenuare l'impatto  della crisi energetica sui consumatori vulnerabili, sulle famiglie e  sulle imprese ad alta intensità energetica, riducendo al minimo i costi  fiscali. La comunicazione promuove inoltre misure di coordinamento in  settori quali il riempimento degli impianti di stoccaggio del gas, i  rilasci eccezionali di riserve petrolifere e l'adozione di misure  nazionali".

Borsa: con cautela girano in rialzo i listini in Europa

Le Borse europee, seppur con cautela, girano in rialzo sostenute dai  risultati trimestrali di alcuni big tra cui Unicredit (+3,8%).  Parigi  sale dello 0,57%, Francoforte dello 0,7%, Madrid dello 0,9%, Milano  dell'1,4% e solo Londra resta in calo dello 0,89%, appesantita da HSBC  (-5%) che ha deluso per gli utili, appesantiti da un onere legato a una  frode nel Regno Unito e dai crescenti rischi economici connessi al  conflitto in Medio Oriente. Intanto ribalzano i future americani e il  petrolio frena (-0,8% a 113 dollari). AB InBev sale del 6% dopo un  aumento inaspettato dei volumi, dovuto alla forte domanda di birra in  Messico, Colombia e Perù; Hugo Boss del 3% dopo che lo stilista tedesco  ha registrato profitti del primo trimestre superiori alle aspettative,  grazie alle forti vendite nella regione asiatica.

Energia, Dombrovskis: "Crescita più debole e inflazione più alta"

I prezzi dell'energia "elevati" determinati dalla chiusura dello Stretto  di Hormuz "colpiscono tutti gli attori dell'economia europea, imprese e  famiglie", con un quadro di "fiducia in calo, condizioni di  finanziamento più strigenti, una domanda più debole. Stanno mettendo  l'economia europea sulla strada di una crescita più debole e di  un'inflazione più elevata". Lo sottolinea il commissario europeo  all'Economia Valdis Dombrovskis, ieri sera a Bruxelles al termine  dell'Eurogruppo. Tuttavia, "l'outlook complessivo rimane altamente  incerto: presenteremo un quadro più dettagliato più avanti nel corso di  questo mese. Sul lato positivo, le nostre economie sono più attrezzate"  ad affrontare uno choc energetico rispetto al 2022, ma "l'impatto  complessivo resta molto incerto". "Quello  che l'Ue sta affrontando è uno choc stagflazionistico, con un  rallentamento della crescita e un aumento dell'inflazione", ha  confermato Dombrovskis. Per il commissario, nel patto di stabilità ci  sono già dei margini di "flessibilità" per misure "temporanee e mirate",  rispettando i piani nazionali di spesa. Per il presidente  dell'Eurogruppo Kyriakos Pierrakakis, in questo momento "non siamo in  piena stagflazione", ma "in una tendenza stagflazionistica".

Energia, Pierrakakis: "Misure mirate, mantenere equilibrio"

Nell'area euro, per arginare lo choc energetico prodotto dalla chiusura  dello Stretto di Hormuz, "stiamo agendo con un minimo comun  denominatore, con misure mirate", preservando nel contempo i conti  pubblici. "Mantenere l'equilibrio non è facile, ma è assolutamente  necessario". Lo sottolinea il presidente dell'Eurogruppo Kyriakos  Pierrakakis, ieri sera in conferenza stampa a Bruxelles al termine della  riunione. "Dobbiamo  prepararci per qualsiasi scenario - continua - anche per una chiusura  prolungata dello Stretto di Hormuz. Il coordinamento europeo è un  prerequisito. Nell'area euro il mercato del lavoro rimane robusto, con  una disoccupazione bassa". Pierrakakis nota che "gli effetti della crisi  non sono distribuiti in modo regolare" e che "misure non mirate"  possono favorire gli strati più agiati della popolazione. "Abbiamo  ridotto - prosegue Pierrakakis - la nostra dipendenza dai combustibili  fossili, ma dobbiamo accelerare". Il politico greco rileva poi che "la  stabilità del sistema finanziario rimane fondamentale. Il settore  bancario è resiliente, ma non c'è spazio per l'autocompiacimento",  perché "il consolidamento del settore bancario è un prerequisito" e "si  tradurrà in maggiore stabilità e più scelte per il cittadino", conclude.

Carburanti: Mimit, prezzo medio self benzina a 1,926 euro/l, gasolio a 2,044 euro/l

Il ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base  agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti  del Mimit, oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self  service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,926 euro/l per la  benzina e 2,044 euro/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece,  il prezzo medio self è di 1,981 euro/l per la benzina e 2,114 euro/l per  il gasolio.

Iran, media: "5 civili uccisi in attacco Usa a navi a Hormuz"

Le autorità iraniane hanno accusato gli Stati Uniti di aver ucciso  cinque civili in seguito al loro attacco a due navi mercantili nello  Stretto di Hormuz. Lo scrive l'agenzia di stampa Tasnim citando una  fonte militare. Secondo la fonte, le navi che trasportavano merci civili  erano in viaggio dal porto omanita di Khasab verso la costa iraniana.

Madrid: "Situazione di blocco da parte Stati Uniti e Iran insostenibile"

"Lo Stretto di Hormuz non si può mantenere bloccato molto più tempo,  perché le conseguenze sono globali, la tensione è enorme e bisogna  tornare al tavolo di negoziati", poiché  "non c'è altra soluzione che  quella diplomatica". Lo ha detto il ministro spagnolo degli Esteri, José  Manuel Albares, nel commentare in un'intervista all'emittente Tve la  situazione "di doppio blocco, di status quo da parte degli Stati Uniti e  dell'Iran" nello Stretto di Hormuz, che "è  insostenibile". In  particolare, gli "incidenti gravissimi", "con fuoco aperto e scambio  riconosciuto" di attacchi ieri "da parte degli Stati Uniti e di Iran in  maniera ingiustificata sugli Emirati Arabi", condannati da Madrid. Alla  domanda se Washington abbia informato Madrid dell'operazione avviata per  sbloccare la navigazione a Hormuz, Albares ha replicato: "Questa è una  guerra unilaterale, pertanto nessuno informa gli altri alleati sulle  operazioni militari". Il ministro ha di nuovo escluso "del tutto"  la  partecipazione della Spagna a operazioni militari nella regione "e in  qualunque azione che possa comportare una escalation, che va evitata a  tutti i costi, perché - ha osservato - il rischio di guerra è sempre  permanente".

Jorgensen: "Accelerare transizione unica via per uscire da crisi"

"Accelerare la transizione energetica ed elettrificare le nostre economie e' l'unica via sostenibile per uscire dalla crisi attuale e la migliore salvaguardia contro quelle future". Lo ha detto il commissario all'Energia, Dan Jorgensen nel corso della conferenza stampa al termine del Dialogo energetico di alto livello UE-Moldavia.

Iran, Ue: "Teheran fermi attacchi a Emirati e Oman e rispetti sovranità Paesi Golfo"

L'Ue "condanna fermamente gli attacchi missilistici e con droni non  provocati dell'Iran contro i nostri partner strategici nel Golfo",  esprimendo la sua solidarietà a Emirati Arabi Uniti e l'Oman, colpiti  dall'aggressione iraniana. Lo dichiara il portavoce del Servizio europeo  di azione esterna Anouar El Anouni, chiedendo a Teheran di "cessare  immediatamente questi attacchi, in flagrante violazione del diritto  internazionale, e di rispettare la sovranità e l'integrità territoriale  dei Paesi della regione". "La  sicurezza in Europa e nel Golfo è interconnessa", prosegue il portavoce.  L'Ue "continuerà a collaborare con i partner della regione per  contribuire alla de-escalation e alla stabilità regionale. Siamo pronti a  contribuire a tutti gli sforzi diplomatici per ridurre le tensioni e  per trovare una soluzione duratura che ponga fine alle ostilità,  impedisca all'Iran di acquisire un'arma nucleare e metta fine alle sue  attività destabilizzanti", conclude.

Hoecstra: "L'Ue rischia effetti per mesi da crisi in Medio Oriente"

"Dobbiamo davvero allacciare le cinture e mettere in conto la  possibilità che questo continui e potenzialmente peggiori  sensibilmente". Così il commissario europeo Wopke Hoekstra avverte sui  rischi per l'economia europea legati all'escalation in Iran, indicando  che anche nello scenario più favorevole gli effetti dello shock  energetico dureranno "per settimane e potenzialmente mesi". "È probabile  che ci attendano ulteriori turbolenze", sottolinea Hoekstra, mentre  "nessuno sa esattamente quale sarà il futuro economico" e "i dati  economici e le informazioni che ho visto non sono incoraggianti". Anche  nel caso in cui "i combattimenti cessassero completamente oggi",  l'impatto della crisi si farà sentire a lungo sull'economia europea. Sul  rischio stagflazione, il commissario non si sbilancia, ma ribadisce che  il quadro resta incerto e fragile. Nel breve termine, riconosce, gli  Stati membri stanno cercando di "proteggere i cittadini" da una  situazione "molto dolorosa" per famiglie e imprese. "Nel lungo periodo,  però, esiste una sola soluzione, ed è allontanarsi da questa  vulnerabilità energetica e andare pienamente verso l'indipendenza  energetica".

Iran, Jorgensen: "30mld in più per importazioni combustibili"

Dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, gli Stati membri dell'Unione Europea hanno gia' speso oltre 30 miliardi in piu' per le importazioni di combustibili fossili senza ricevere alcun approvvigionamento aggiuntivo". Lo ha detto il commissario all'Energia, Dan Jorgensen nel corso della conferenza stampa al termine del Dialogo energetico di alto livello UE-Moldavia.

Libano, media: "Aoun non vuole incontro con Netanyahu negli Usa"

Il presidente libanese Joseph Aoun ritiene che non sia opportuno incontrare il premier israeliano Benjamin Netanyahu prima del raggiungimento di un accordo sulla sicurezza e la fine degli attacchi dell'Idf. E' quanto ha riferito il quotidiano libanese Al-Akhbar, legato a Hezbollah. Secondo il sito israeliano i24 News, il capo di Stato libanese sta ricevendo forti pressioni da parte dell'amministrazione Trump per accettare il faccia a faccia ma, stante la sua contrarieta', starebbe valutando la possibilita' di annullare del tutto la sua visita a Washington.

Iran, prezzo petrolio Brent scende sotto 114 dollari

Il prezzo del petrolio Brent, benchmark europeo, è sceso di circa lo  0,4% intorno alle 8:20 di questa mattina, attestandosi leggermente al di  sotto dei 114 dollari al barile prima dell'apertura delle borse  europee, rispetto ai 72 dollari precedenti all'attacco statunitense e  israeliano all'Iran di fine febbraio. Nel frattempo, il petrolio West Texas Intermediate (WTti, benchmark statunitense, è sceso dell'1,5% a 104,8 dollari al barile.

Flotilla, polizia vuole altri 6 giorni detenzione 2 attivisti

La polizia intende chiedere altri sei giorni di detenzione per Tiago Avila e Saif Abu Keshek, i due attivisti della Sumud Global Flotilla, sequestrati la settimana scorsa dall'Idf al largo di Creta e portati in Israele. Lo riferisce Haaretz, in vista dell'udienza odierna al tribunale di Ashkelon. I due sono sospettati dalle autorita' israeliane di favoreggiamento del nemico in guerra, appartenenza a un'organizzazione terroristica, contatto con un agente straniero e altri reati. Avilo ha denunciato brutalita' e forti percosse dopo essere stato sequestrato e portato al carcere di Ashkelon. La procura di Roma ha aperto un'indagine per sequestro di persona e danneggiamento con pericolo di naufragio.

Energia, Hoekstra: "Usare crisi per liberarci da dipendenza"

Sotto il profilo energetico e della dipendenza, l'Unione europea deve  "assicurarsi di usare questa crisi per liberarsi davvero di questa  drammatica dipendenza". Lo afferma il commissario Ue al Clima Wopke  Hoekstra entrando alla riunione dei ministri dell'Economia e della  finanza a Bruxelles, sottolineando che la discussione sugli strumenti di  politica fiscale, tra cui debito comune e maggiore flessibilità, spetta  a questi ultimi. C'era già  "ottime ragioni" per ridurre la dipendenza dall'estero, prosegue  Hoekstra: il clima e la competitività, "perché stiamo semplicemente  pagando troppo. Ma stiamo imparando a nostre spese, ancora una volta,  quanto sia enormemente pericoloso essere così dipendenti da ciò che gli  altri fanno sulla scena globale", spiega, riferendosi all'impennata dei  prezzi causata dalla guerra in Iran. Il  commissario afferma di "simpatizzare" con i Paesi che hanno attuato  misure di breve respiro per ridurre l'impatto economico su cittadini e  aziende. "A lungo termine, c'è una sola soluzione, ed è allontanarsi da  questa vulnerabilità energetica e muoversi direttamente verso  l'indipendenza energetica: questo significa più solare, più  elettrificazione, più nucleare e più interconnettori. In pratica, un  sistema diverso da quello che abbiamo oggi", rileva. "Siamo solo un  continente scarso di risorse che deve importare. E finché questo  continuerà, saremo alla mercé di ciò che gli altri fanno sulla scena  globale".

Nato, La Russa: "Mai arrivati a 2% Pil, ora ci lamentiamo degli Usa"

Sulla politica internazionale "siamo abituati a farci difendere  apparentemente dalla Nato, difenderci nel senso di prevenire possibili  attacchi che come tutti sanno il modo migliore è fare da deterrente,  però sapevamo tutti che la stragrande quantità di risorse necessarie  veniva dagli Usa". Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ieri  sera a Milano nel corso della presentazione del libro, scritto dal  ministro dell'Interno Matteo Piantedosi con Annalisa Chirico, 'dalla  parte delle divise'. "Non  siamo mai arrivati neanche al famoso 2 per cento del pil che era  l'impegno preso e ora ci lamentiamo se magari gli Stati Uniti dicono  vogliamo più soldi o leviamo i militari", conclude.

Borsa: Europa fiacca, Londra -0,9%

Si apre fiacca la seduta delle Borse in Europa. Londra cede lo 0,9%, Parigi lo 0,19%, Madrid lo 0,13%, Francoforte è poco sopra la parità (+0,1%) e solo Milano prosegue rafforzando il suo rialzo (+1%) dopo un debutto a +0,5 per cento. A guidare il listino di Piazza Affari è Unicredit che ora sale oltre il 3% a 66,17 euro e porta con se' gli altri titoli bancari.

Corea del Sud valuterà la sua partecipazione all'operazione Project Freedom

La Corea del Sud ha dichiarato che valuterà la partecipazione alle operazioni statunitensi nello Stretto di Hormuz, dopo che il presidente Donald Trump ha esortato Seul a prendervi parte a seguito di un apparente attacco iraniano contro una delle sue navi. Lunedì si sono verificati un'esplosione e un incendio a bordo di una nave mercantile sudcoreana nello stretto.    Il ministero della Difesa sudcoreano ha dichiarato che "rivedrà attentamente la sua posizione", ma non si è impegnato a cambiare idea. Seul valuterà la sua posizione sulla base del diritto internazionale, della sicurezza delle rotte marittime internazionali, dell'alleanza con gli Stati Uniti e della situazione della sicurezza nella penisola coreana, ha affermato il ministero. Ha aggiunto di aver "partecipato attivamente alle discussioni internazionali sulla cooperazione per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz".

Libano, Idf: "Eliminati con drone due miliziani Hezbollah nel sud"

Le forze armate israeliane hanno riferito di aver "colpito ed eliminato" con un drone due miliziani di Hezbollah che "operavano vicino ai soldati nel sud del Libano". In una nota, l'Idf ha diffuso un video in cui si vede i due uomini in motocicletta venire individuati e colpiti da un drone esplosivo.

Beirut, Bbc: "17 persone uccise ieri nei raid israeliani"

Il ministero della Salute libanese afferma che ieri gli attacchi israeliani hanno causato 17 morti in Libano. Il bilancio delle vittime dall'inizio di giovedì sale così a 110. Lo riporta Bbc.

Maersk: "Nave Alliance Fairfax lascia Stretto Hormuz sotto scorta Usa"

Il colosso danese del trasporto marittimo di container Maersk ha  annunciato che una delle sue navi, la Alliance Fairfax, battente  bandiera statunitense, ha lasciato lo Stretto di Hormuz. "La Alliance  Fairfax, una nave per il trasporto di veicoli battente bandiera  statunitense e gestita da Farrell Lines, una sussidiaria della compagnia  di navigazione statunitense Maersk Line Limited, ha attraversato lo  Stretto di Hormuz e ha lasciato il Golfo Persico il 4 maggio", ha  dichiarato Maersk all'Afp. "Il transito si è svolto senza incidenti e  tutti i membri dell'equipaggio sono sani e salvi", ha aggiunto.

Gas, Gme: indice Igi in rialzo a 45,40 euro/mwh

Il valore dell’indice Igi (Italian gas index) è pari a 45,40 euro/mwh,  in rialzo rispetto al 4 maggio attestatosi a 44,33 euro/mwh. Lo comunica  il Gestore dei mercati energetici, Gme.

Ghalibaf: "A Hormuz non abbiamo nemmeno iniziato"

"Sappiamo benissimo che il mantenimento dello status quo è  intollerabile per gli Stati Uniti, mentre noi non abbiamo ancora nemmeno  iniziato". Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano,  Mohammad Bagher Ghalibaf, riferendosi al conflitto tra Iran e Stati  Uniti nello Stretto di Hormuz. "Il nuovo scenario dello Stretto di  Hormuz sta prendendo forma", ha aggiunto Ghalibaf in un messaggio  pubblicato oggi su X. "La sicurezza del transito marittimo e energetico è  stata compromessa dagli Stati Uniti e dai loro alleati attraverso  violazioni del cessate il fuoco e blocchi; ovviamente, la loro malvagità  diminuirà".

Borse europee: avvio in calo con timori M.O, Milano positiva

Avvio debole per le Borse europee, ad eccezione di Milano, con l'escalation delle tensioni in Medio Oriente che frena la propensione al rischio, mettendo a repentaglio la tregua di quattro settimane tra Stati Uniti e Iran. Le forze statunitensi hanno respinto gli attacchi iraniani mentre scortavano due navi battenti bandiera statunitense attraverso lo Stretto di Hormuz, mentre il porto di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, sarebbe stato colpito da un attacco con droni iraniani. I prezzi del petrolio sono nuovamente saliti, alimentando i timori di inflazione e rafforzando le aspettative che le banche centrali potrebbero dover inasprire ulteriormente la politica monetaria per tenere sotto controllo le pressioni sui prezzi. L'indice Cac 40 di Parigi cede lo 0,19% a 7.961,11 punti, il Dax 30 di Francoforte arretra dello 0,15% a 23.998,44 punti e l'Ftse 100 di Londra registra una flessione dello 0,97% a 10.265,74 punti. L'Ibex di Madrid perde lo 0,13% a 17.334,25 punti e l'indice Ftse Mib di Milano segna un +0,53%.

Borsa: Milano apre in rialzo, Ftse Mib +0,5%

La Borsa di Milano apre in rialzo la seduta. Il primo Ftse Mib guadagna lo 0,5% a  47.714 punti. Sul listino in evidenza Unicredit dopo i conti (+2,9%) e Campari (+1,7%).

Da Hormuz a Bab el-Mandeb, come sono cambiati gli attacchi alle navi?

Lo Stretto di Hormuz rimane l’epicentro delle tensioni tra Stati Uniti e Iran dopo che ieri una nave sudcoreana è andata in fiamme. L’amministrazione Trump afferma di avere il pieno controllo sul passaggio che definisce “aperto”. Teheran replica che nessuna nave commerciale ha attraversato il Golfo. Intanto il prezzo del petrolio continua a salire e la navigazione nell’area è sempre più precaria. Anche di questo si è parlato nella puntata del 4 maggio di "Numeri", approfondimento di Sky TG24.

Da Hormuz a Bab el-Mandeb, come sono cambiati gli attacchi alle navi?

Da Hormuz a Bab el-Mandeb, come sono cambiati gli attacchi alle navi?

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Idf ordina nuove evacuazioni nel sud del Libano

L'esercito israeliano ha emesso ulteriori ordini di evacuazione per la popolazione del Libano meridionale, questa volta per gli abitanti delle città di Jabsheet e Sarafand. In una dichiarazione sui social rilanciata dal Guardian, il portavoce in lingua araba dell'Idf, Avichay Adraee, ha affermato che i residenti devono lasciare le proprie case "immediatamente e allontanarsi dai villaggi e dalle città per almeno 1 km, raggiungendo aree aperte".     Preannunciando imminenti raid aerei, Adraee ha dichiarato che l'Idf è "costretta ad agire con forza contro" Hezbollah, che a suo dire ha violato l'accordo di cessate il fuoco.

Riccardi: "L'attacco di Trump al Papa un boomerang, Rubio riattiva il dialogo"

"L'attacco di Trump è stato un boomerang ed è dispiaciuto ai cattolici  Usa di ogni orientamento che sono contenti di aver un Papa americano che  ha solo svolto la sua missione di opporsi alle guerre. Questo è un  problema per la Casa Bianca e Rubio riannoda i fili del dialogo sulle  questioni internazionali: Medio Oriente, Ucraina, Cuba, Venezuela". Lo  afferma Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio, in  un'intervista alla Stampa. "Non si sa - aggiunge - quando inizierà il  post-Trump e quale posto vi avrà Rubio, ma è un cattolico per tradizione  familiare e più di Vance, è adatto a discutere con la Santa Sede dove  sono molto attenti ai dossier latinoamericani come Cuba e il futuro del  Venezuela. Ciò per il background di Prevost e l'anima latina della  Chiesa Usa". Parlando del coinvolgimento della Cina per il perseguimento  della pace, Riccardi ricorda che "Rubio conosce bene l'interlocuzione  vaticana con la Cina. La Santa Sede verso Pechino non è guidata da  calcoli politici, ma da una visione pastorale. Oggi Pechino, che ha voce  in capitolo in scenari come l'Iran, è consapevole che la Santa Sede ha  un ruolo internazionale. La Cina è un player globale". La Santa Sede,  conclude, "è contraria a una politica muscolare, ai colpi di mano, alla  logica del pensare a sé che va dall'egocentrismo personale all'egoismo  nazionale. Come se ogni paese debba chiudersi per salvarsi dalla marea  del mondo. La Santa Sede crede invece nella diplomazia, nel ritessere".

Iran, media: "Rabbia Pezeshkian contro Pasdaran per raid su Golfo"

Il presidente iraniano, Masoud Pezzekian, e' estremamente irritato dalle azioni di Ahmad Vahidi, comandante dei Guardiani della rivoluzione islamica iraniani, giudicando gli attacchi missilistici e con droni contro gli Emirati Arabi Uniti azioni "irresponsabili", compiute senza metterne a conoscenza il governo e senza coordinamento. E' quanto sostiene Iran International, citando fonti esclusive. Per il capo di Stato e' "follia" l'approccio scelto dai Pasdaran. Da qui, la ricerca di un incontro con la Guida Suprema Mojtaba Khamenei per chiedergli di fermare i loro attacchi contro i Paesi del Golfo Persico, cogliendo al contrario la possibilita' diplomatica che a suo dire ancora esiste.

Iran, intelligence Usa: "Guerra non ha cambiato tempo necessario a costruire armi nucleari"

L'operazione militare lanciata da Stati Uniti e da Israele contro l'Iran  avrebbe avuto ''un impatto limitato sul programma nucleare iraniano'',  tanto che ''il tempo necessario a Teheran per costruire un'arma nucleare  non è cambiato rispetto all'estate scorsa''. Lo sostengono fonti  dell'intelligence statunitense citate da Voice of America. Secondo  le valutazioni dei servizi, infatti, prima dell'inizio degli attacchi  l'Iran avrebbe probabilmente potuto produrre il materiale necessario per  costruire una bomba atomica entro tre-sei mesi. Dopo gli attacchi di  giugno alle strutture di Natanz, Fordow e Isfahan, il tempo necessario  sarebbe aumentato fino a nove mesi-un anno, ma in base alle nuove  valutazioni, condotte dopo la guerra lanciata il 28 febbraio, non si  riscontrano cambiamenti significativi.

Grimaldi: "Il blocco a Hormuz illegale, ma non metto a rischio il mio equipaggio"

"Sono contro i blocchi, che sono atti illegali. Ma tentare di passare oggi dallo Stretto di Hormuz è semplicemente un'azione temeraria, che mette a rischio le vite umane. Ci sono mine, possono esserci attacchi. Da presidente degli armatori mondiali rivendico la libera navigazione, quella che noi tutti riconosciamo come un diritto inalienabile. Ma in questa fase noi possiamo solo attendere. Di fronte alla rottura delle regole internazionali, infatti, io metto davanti a tutto la prudenza e la sicurezza delle vite umane". Lo sostiene Emanuele Grimaldi, ceo del gruppo Grimaldi, in un'intervista a Repubblica.    Grimaldi spiega di parlare soprattutto da presidente dell'Ics, l'International Chamber of Shipping, l'associazione mondiale degli armatori. Dentro lo Stretto di Hormuz è bloccata dalla fine di febbraio una nave della sua flotta, la Grande Torino. "Tenere ferma la mia nave - sottolinea - mi costa centomila euro al giorno, ma non ho nessuna intenzione di chiedere al mio comandante di provare a uscire e questa è la raccomandazione che faccio a tutti gli armatori del mondo".     Oggi, conclude Grimaldi, "siamo di fronte a uno scenario sconvolgente e drammatico, non solo per l'economia. Non abbiamo elementi per capire quando tutto ciò potrà finire, ma proprio questo ci invita alla prudenza, a evitare forzature. Rivendichiamo il rispetto del diritto, non mettiamo a rischio i nostri marittimi e le nostre navi".

Borsa: in Asia scambi ridotti tra le festività, occhi al Medio Oriente

Le prese di profitto proseguono sui mercati azionari mentre le tensioni in Medio Oriente si intensificano e crescono i timori di inflazione. Giappone, Cina e Corea del Sud chiusi per festività lasciano gli scambi al lumicino ma Hong Kong cede l'1% e i future sugli indici europei e americani sono tutti in rosso.     Il rally del petrolio, che ha visto il Brent superare i 115 dollari al barile, si prende una pausa e durante la sessione asiatica il benchmark scende dello 0,9% a circa 113,50 dollari al barile, riducendo in parte il balzo del 5,8% di lunedì.     "I futures del petrolio Brent e WTI sono in calo martedì, ma è improbabile che ciò offra un segnale forte ai trader macroeconomici, data la modesta volatilità dei volumi di scambio. Il quadro generale è il rapido calo delle scorte globali di petrolio e derivati, che non sono ancora state completamente incorporate nei prezzi di obbligazioni e azioni" commenta un analista.     Tra le azioni da tenere d'occhio all'apertura delle Borse in Europa e in America ci saranno Unicredit, che ha registrato il suo più alto utile trimestrale di sempre,  Apple che ha avviato colloqui esplorativi sull'utilizzo di Intel e Samsung per la produzione dei processori principali dei suoi dispositivi e Amazon che ha presentato una suite di servizi logistici che consentirà alle aziende di acquistare i servizi di trasporto e distribuzione esistenti come pacchetto completo.

Cardinale Müller: "Rubio è l'interlocutore più affidabile per la Santa Sede"

"In questo momento Marco Rubio è senz'altro l'interlocutore più  affidabile, per la Santa Sede". Lo dice il cardinale Gerhard Ludwig  Müller, teologo e prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina  della Fede, in un'intervista al Corriere della sera. A suo parere, non  ci sono alternative all'udienza del segretario di Stato Usa in programma  al Vaticano: "gli Stati Uniti - spiega - non possono essere contro il  Papa e il Vaticano, una composizione è necessaria. È anche una questione  di prudenza, negli Usa ci sono più di cinquanta milioni di cattolici ai  quali gli attacchi al Papa non saranno certo piaciuti. I politici  devono essere più diplomatici, più ragionevoli". Inoltre, Trump "ha  avuto una reazione, diciamo così, emotiva, ma ora dovrebbe guardare le  cose con maggiore razionalità. La posizione della Chiesa - aggiunge  Müller - è molto chiara nel richiamare i valori superiori della pace, al  di là della politica e sopra di essa". Parlando di Francesco, che mise   in guardia dai pericoli di una "terza guerra mondiale a pezzi", il  cardinale sottolinea che "aveva ragione". "Viviamo una situazione simile  a quella che ha preceduto la Grande Guerra. Nessuno voleva un conflitto  mondiale, finché fu inevitabile" ha sottolineato. Infine, Müller spiega  che negli Usa, "si sono sviluppate delle correnti che sono molto  diverse dal protestantesimo europeo. Alcune di queste sette sono  fanatiche" e "strumentalizzano la politica a vantaggio della loro  visione religiosa".

Iran, media: "Nega passaggio nave Maersk per Hormuz sotto scorta Usa"

L'agenzia di stampa iraniana Tasnim ha smentito la notizia che una nave legata alla compagnia di navigazione danese Maersk avrebbe attraversato lo Stretto di Hormuz sotto scorta americana. "Le notizie non sono accurate. Nessun sito affidabile di monitoraggio marittimo ha pubblicato una simile informazione e Maersk non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale a conferma del passaggio", ha affermato Tasnim.

Biennale Arte, Iran: "Nostra assenza per denunciare attacchi a musei e siti Unesco"

La scelta dell'Iran di "non presenziare" alla Biennale Arte 2026 di  Venezia "intende denunciare fermamente gli attacchi rivolti ai musei, ai  siti culturali e al patrimonio dell’umanità". Lo dichiarato al  "Gazzettino" Seyed Majid Emami, direttore dell’Istituto culturale della  Repubblica islamica dell’Iran. Da  più di due mesi l'Iran compariva nell’elenco delle 100 partecipazioni  nazionali sul sito della Biennale di Venezia; c'era l’indicazione come  commissario di Aydin Mahdizadeh Tehrani, direttore generale delle Arti  visive del ministero della Cultura e dell’orientamento islamico, mentre  non venivano precisati il curatore, gli artisti, il tema e la sede  (Teheran non è proprietaria di un padiglione ai Giardini di Venezia).  Alla vigilia della Vernice per la stampa, la Fondazione Biennale ha  diffuso un comunicato per precisare che l'Iran, che in precedenza aveva  richiesto di partecipare alla 61/a Esposizione internazionale d'Arte, ha  disdetto la sua presenzza.    Il  direttore Emami, nominato nel 2021 viceministro iraniano della Cultura e  nel 2024 consigliere culturale dell’Ambasciata dell’Iran in Italia, ha  voluto chiarire il dietrofront con "il Gazzettino": "In riferimento a  quanto precedentemente comunicato, si informa che il Museo d’Arte  Contemporanea dell'Iran, in qualità di commissario ufficiale del  Padiglione dell'Iran presso la Biennale di Venezia, ha deliberato di non  partecipare alla rassegna. Tale decisione è stata assunta, nonostante i  preparativi fossero già stati ultimati, in segno di protesta e ferma  condanna per la guerra e le aggressioni imposte dagli Stati Uniti e da  Israele contro la Repubblica Islamica dell’Iran". Dunque tutte le  notizie sulla sua partecipazione "sono da considerarsi completamente  infondate", in quanto Teheran "non ha alcun padiglione né alcuna  rappresentanza ufficiale in questa edizione della manifestazione"

Energia, Urso: "Strada per nucleare non più rimandabile"

Dal nucleare non più rinviabile al progetto di Porto Marghera come hub  per lo stoccaggio delle materie prime critiche. Sono i temi toccati dal  ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso in un'intervista  al 'Messaggero Veneto'. "La  strada per il  nucleare non è più rimandabile ed è fondamentale anche a  Nord Est", afferma. "Ormai tutti ne sono consapevoli e persino la  Commissione esorta gli Stati a percorrere la strada del nucleare di  nuova generazione. Noi l’abbiamo detto subito: occorre realizzare un  nuovo mix energetico - aggiunge - fondato su fonti proprie, con più  rinnovabili con tutte le tecnologie, l’anno scorso abbiamo registrato un  +25% della produzione di energia elettrica da fotovoltaico, ma anche  puntando sugli small modular reactor, piccoli reattori puliti e sicuri,  realizzati su base industriale, adattabili, componibili e trasportabili  in un container, per essere installati dove imprese, distretti e  comunità locali lo richiedano. E anche i soliti detrattori hanno capito  quanto sia stata importante Transizione 5.0, che ha incentivato  l’efficientamento energetico delle imprese e l’autoproduzione di energia  da fonti rinnovabili per l’autoconsumo, per attenuare l’impatto dei  costi energetici". Nel caso di  Porto Marghera come hub e per le materie prime critiche e approdo il  ministro spiega che si "lavorando: domani incontrerò un’altra volta il  commissario Ue Stéphane Séjourné, con cui sto sviluppando il progetto  dei siti di stoccaggio strategici europei. E venerdì farò un sopralluogo  nell’area di Porto Marghera". Sul coinvolgimento del porto di Trieste e  dell’interporto di Verona, afferma che "ogni cosa a suo tempo. Ora  pancia a terra, poi verrà il tempo degli annunci".

Iran, Ghalibaf: "Nuovo scenario a Hormuz si sta consolidando"

"La nuova equazione dello Stretto di Hormuz si sta consolidando. La sicurezza del transito marittimo ed energetico e' stata compromessa dagli Stati Uniti e dai loro alleati attraverso violazioni del cessate il fuoco e blocchi; naturalmente, la loro malvagita' verra' ridimensionata". Lo ha affermato su il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf. "Sappiamo benissimo che il mantenimento dello status quo e' intollerabile per gli Stati Uniti, e noi non abbiamo ancora nemmeno iniziato", ha aggiunto.

Gas: lieve calo in prime fasi al Ttf, +0,7% a 48,47 euro

Il prezzo del gas naturale sul mercato Ttf di Amsterdam apre in lieve rialzo dopo il balzo di ieri sulla scia dei nuovi combattimenti nello stretto di Hormuz tra Stati Uniti e Iran. I contratti con consegna a giugno passano di mano a 48,47 euro per megawattora (+0,7%).

Iran: "Navi colpite ieri da Usa a Hormuz trasportavano passeggeri, 5 civili uccisi"

L'Iran ha accusato gli Stati Uniti di aver ucciso cinque civili durante un attacco ieri a due imbarcazioni che trasportavano passeggeri nello Stretto di Hormuz. "A seguito della falsa affermazione dell'esercito statunitense di aver preso di mira sei motoscafi iraniani" è emerso che "le forze aggressori americane hanno attaccato e aperto il fuoco contro due piccole imbarcazioni che trasportavano persone, dirette da Khasab, sulla costa dell'Oman, verso la costa iraniana, uccidendo cinque civili", ha dichiarato una fonte militare iraniana citata dall'agenzia Tasnim, sottolineando che "le imbarcazioni non appartenevano alle Guardie Rivoluzionarie".     Ieri gli Usa hanno rivendicato affondato sei barche iraniane "che cercavano di interferire con la navigazione commerciale" a Hormuz, una dichiarazione immediatamente smentita da un alto funzionario militare iraniano.     "L'Iran ha avviato un'indagine sugli attacchi alle imbarcazioni", ha aggiunto la fonte iraniana a Tasnim, sottolineando che "gli Stati Uniti devono essere ritenuti responsabili del loro crimine".

Usa e Bahrein consegnano bozza risoluzione Hormuz a Consiglio sicurezza Onu

Gli Stati Uniti e il Bahrein hanno consegnato ai membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite una bozza di risoluzione riguardante la riapertura dello Stretto di Hormuz con la revoca del blocco iraniano. La versione definitiva dovrebbe essere presentata l'8 maggio, ma nel frattempo nella bozza  i due Paesi hanno scritto che le azioni dell'Iran costituiscono una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali. Il testo afferma che gli altri Paesi membri delle Nazioni Unite non aiuteranno l'Iran nel blocco dello Stretto, né a riscuotere tasse definite "illegali". 

In precedenza l'ambasciatore americano presso l'Onu, Mike Waltz, aveva detto ai giornalisti che gli Stati Uniti stavano lavorando alla bozza insieme al Bahrein, con il contributo di Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita. Nelle scorse settimane Cina e Russia, membri permanenti del Consiglio di sicurezza, avevano bloccato una risoluzione sostenuta dafgli Usa per forzare il blocco di Hormuz. 

India condanna raid contro Emirati: "Hormuz sia aperto"

New Delhi ha condannato l'attacco con droni a un impianto energetico a Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, in cui sono rimasti feriti tre indiani, e ha sollecitato la "libera e ininterrotta navigazione e il commercio attraverso lo Stretto di Hormuz, in conformità con il diritto internazionale". "Chiediamo l'immediata cessazione di queste ostilità e degli attacchi contro infrastrutture civili e civili innocenti", ha dichiarato in un comunicato il portavoce del ministero degli Esteri indiano, Randhir Jaiswal. "L'India è pronta a sostenere ogni sforzo per una risoluzione pacifica delle questioni", ha aggiunto. Abu Dhabi ieri ha accusato Teheran per l'attacco con droni alla struttura energetica a Fujairah ma la Repubblica islamica ha negato, sostenendo che non aveva "alcun piano" di attaccare gli impianti petroliferi negli Emirati.

Iran, media: barche in fiamme nel porto di Bandar Deyr

Diverse barche hanno preso fuoco nel porto di Vaezi a Bandar Deyr, nella provincia di Bushehr, nel sud dell'Iran. Lo riporta l'agenzia di stampa Mehr aggiungendo che le cause dell'incendio sono al momento sconosciute.

Maersk: 'Una nostra nave ha lasciato Hormuz sotto scorta militare Usa'

Il colosso danese del trasporto merci Maersk ha annunciato che una delle sue navi ha attraversato ieri con successo lo Stretto di Hormuz sotto scorta statunitense. La nave, la Alliance Fairfax battente bandiera americana, era rimasta bloccata nel Golfo dallo scoppio della guerra a febbraio e le è stata "offerta l'opportunità" di partire scortata dalle forze armate statunitensi. "La nave ha quindi lasciato il Golfo Persico scortata da mezzi militari Usa" il 4 maggio, ha dichiarato la compagnia in un comunicato. "Il transito si è concluso senza incidenti e tutti i membri dell'equipaggio sono sani e salvi". 

Libano, Idf: "Avviso evacuazione due villaggi nel sud"

Le forze armate israeliane hanno diramato un avviso urgente di evacuazione per gli abitanti dei villaggi di Jbchit e Sarafand, nel sud del Libano. "Alla luce della violazione da parte di Hezbollah dell'accordo di cessate il fuoco, l'Idf è costretto ad agire contro di esso con forza", ha scritto su X il portavoce Avichay Adraee, esortando ad allontanarsi di almeno un chilometro.

Araghchi: 'Project freedom in vicolo cieco, colloqui fanno progressi'

Teheran continua ad avvertire gli Stati Uniti perché evitino un approccio militare alla crisi nello Stretto di Hormuz. "Project Freedom è in un vicolo cieco", ha affermato nella notte il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, riferendosi alla missione avviata il giorno prima dagli americani per liberare lo stretto. "Gli eventi a Hormuz dimostrano chiaramente che non esiste una soluzione militare a una crisi politica", ha scritto il capo della diplomazia di Teheran su X, secondo cui, "mentre i colloqui fanno progressi grazie al generoso sforzo del Pakistan, gli Stati Uniti dovrebbero evitare di essere trascinati di nuovo nel pantano da malintenzionati". E "così - ha concluso - dovrebbero fare gli Emirati Arabi Uniti".

Iran: nave Maersk passata per Hormuz con scorta militare Usa

La compagnia di navigazione danese Maersk ha dichiarato che la sua nave mercantile Alliance Fairfax, battente bandiera Usa, ha lasciato il Golfo dopo essere stata scortata attraverso lo Stretto di Hormuz dalle forze armate americane. Non ci sono stati problemi durante il transito e l'equipaggio è al sicuro, ha aggiunto. 

Spento l'incendio sulla nave sudcoreana a Hormuz, 'inchiesta sulle cause'

La Corea del Sud ha dichiarato che l'incendio sulla nave che ieri ha preso fuoco dopo un'esplosione nello Stretto di Hormuz è stato completamente spento e che nessuno dei 24 membri dell'equipaggio a bordo è rimasto ferito. Lo riporta Sky News. Il ministero degli Esteri di Seoul ha affermato che le autorità indagheranno sulle cause dell'incendio a tempo debito. "La causa esatta dell'incidente sarà accertata dopo il rimorchio della nave e la valutazione dei danni", ha dichiarato il ministero in un comunicato.

Idf, 2 attacchi Hezbollah contro truppe, nessun ferito

Le forze armate israeliane hanno denunciato nelle ultime ore due attacchi di Hezbollah con "diversi colpi di mortaio verso l'area in cui operano i soldati nel Libano meridionale". "Non si sono registrati feriti", ha aggiunto l'Idf.

Trump: senza di me ci sarebbe la terza guerra mondiale

"Se al posto mio ci fosse la persona sbagliata ci sarebbe la terza guerra mondiale". Lo ha detto Donald Trump parlando della guerra in Iran. 

Iran, 'progressi nei colloqui, Project Freedom è senza sbocco'

"Gli eventi a Hormuz chiariscono che non esiste una soluzione militare a una crisi politica. Poiché i colloqui stanno facendo progressi grazie al cortese sforzo del Pakistan, gli Stati Uniti dovrebbero guardarsi dall'essere trascinati di nuovo in un pantano da parte di malintenzionati. Lo stesso dovrebbero fare gli Emirati Arabi Uniti". Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, dopo che Teheran ha smentito di aver preso di mira il Paese nel Golfo . "Project Freedom è un progetto morto", ha concluso riferendosi all'operazione Usa per ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto.

Macron, 'inaccettabili gli attacchi dell'Iran contro gli Emirati'

"Gli attacchi dell'Iran contro le infrastrutture civili degli Emirati sono ingiustificati e inaccettabili. Come ha fatto fin dall'inizio del conflitto, la Francia continuerà a sostenere i suoi alleati negli Emirati e nella regione nella difesa del loro territorio": lo scrive su X il presidente francese, Emmanuel Macron. "Una soluzione duratura del conflitto in corso potrà essere raggiunta solo attraverso la riapertura dello Stretto di Hormuz alla libera navigazione e un accordo solido che fornisca le necessarie garanzie di sicurezza ai Paesi della regione, in particolare, contro le minacce poste dall'Iran nei settori nucleare, balistico e di destabilizzazione regionale", aggiunge Macron.

Iran, esercito: cinque civili uccisi in attacco Usa a mercantili

L'esercito iraniano ha accusato gli Stati Uniti di essere responsabili della morte di cinque civili in un attacco a due navi mercantili al largo delle coste dell'Oman. Una fonte militare iraniana, citata dall'agenzia di stampa statale Tasnim, ha spiegato che "a seguito della falsa affermazione dell'esercito statunitense" sulla distruzione di motoscafi iraniani, sono state condotte indagini con fonti locali e si è concluso che nessuna nave da guerra del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) e' stata colpita. La stessa fonte ha affermato che due piccole navi mercantili con a bordo civili, in navigazione da Khasab, sulla costa dell'Oman, verso la costa iraniana, sono state attaccate dagli Stati Uniti, provocando cinque morti, che secondo l'agenzia di stampa sarebbero civili e non militari.

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