Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Dalla guerra in Iran maxi-rialzo dei prezzi: fino a 1.000 euro a famiglia: l'indagine

Economia

Introduzione

"Maxi-stangata da quasi 1.000 euro a famiglia italiana", con l’inflazione che ad aprile si è impennata "al +2,8% a causa del fortissimo aumento dei prezzi al dettaglio legato alla crisi in Medio Oriente". Lo ha sottolineato il Codacons che ha realizzato uno studio per tentare di comprendere da vicino come siano cambiati i prezzi al dettaglio a partire dallo scoppio della guerra tra Iran ed Usa e quali siano i prodotti che hanno risentito in maniera più evidente della crisi attualmente in corso.

Quello che devi sapere

Un maxi-rialzo di prezzi e tariffe

In base agli ultimi dati disponibili, forniti dall'Istat, secondo il Codacons "un'inflazione al +2,8% si traduce, a parità di consumi e considerata la spesa totale delle famiglie, in una stangata media da +926 euro annui per la famiglia tipo che sale a +1.279 euro annui per un nucleo con due figli". A pesare, tra le altre voci, sono i combustibili liquidi aumentati del 38%, il gas del 13% e i biglietti aerei di oltre il 18%. In sostanza, è emerso come in soli due mesi l'effetto Iran abbia portato nel nostro Paese un maxi-rialzo di prezzi e tariffe di numerosi prodotti con un impatto sulle tasche degli italiani non indifferente e con rincari che si riversano anche su altre voci, come la spesa di frutta e ortaggi. 

 

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Dalla spesa alimentare al settore energetico

Solo per la spesa alimentare, segnala per l'appunto il Codacons, "con i prezzi del comparto che salgono del +3,1% su anno con punte del +6% per i non lavorati, l’aggravio di spesa è pari a +198 euro per la famiglia tipo, +287 euro per quella con due figli". Decisi e non proprio trascurabili i rincari che riguardano il settore energetico, "con i beni non regolamentati che passano dal -2,0% di marzo al +9,9% di aprile, mentre i beni energetici regolamentati salgono da -1,6% a +5,7%", viene segnalato ancora. 

 

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Spesa alimentare
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Uno "tsunami sui prezzi al dettaglio"

"La crisi in Medio Oriente ha determinato uno tsunami sui prezzi al dettaglio, causato in particolare dai rialzi dei carburanti che hanno reso più costoso non solo spostarsi in auto o viaggiare, ma anche trasportare la merce in Italia, con effetti diretti sui listini di negozi e supermercati", hanno riferito gli esperti analizzando la situazione attuale. 

 

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Effetti "disastrosi" per l'economia nazionale

Il conto di tale situazione, viene spiegato ancora, "si fa sempre più salato" visto che ai livelli attuali dei prezzi "una famiglia media deve mettere in conto una maggiore spesa, a parità di consumi, da +926 euro su base annua". Il rischio concreto, è stato spiegato ancora, "è non solo un generalizzato impoverimento dei nuclei meno abbienti, ma anche una contrazione dei consumi da parte delle famiglie come reazione al caro-prezzi, con effetti estremamente dannosi per l'economia nazionale". 

Soldi
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Il rincaro dei combustibili liquidi

Addentrandosi più da vicino nei dettagli dell'analisi, il Codacons sottolinea come i prodotti ad aver subito il rialzo più forte siano nello specifico proprio i combustibili liquidi come benzina, diesel, cherosene o gasolio per riscaldamento, che "in soli due mesi rincarano di oltre un terzo segnando un +38,4%". 

La comuicazione e l'informatica

Anche il settore della comunicazione e dell'informatica, è emerso ulteriormente dall'analisi, sono due settori che hanno fatto registrare aumenti considerevoli, "con i supporti per la registrazione che salgono in due mesi del +21,6% mentre videogiochi, console, applicazioni e software per videogiochi aumentano del 16,4%". 

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Il nodo dei trasporti e di gasolio e benzina

La vera "nota dolente", sempre secondo l'analisi condotta dagli esperti del Codacons, "sono i trasporti, con i prezzi dei biglietti dei voli internazionali che, rispetto allo scorso febbraio, si impennano del +18,2%, mentre le tariffe dei traghetti salgono del +6%". Non è da meno il settore del noleggio di mezzi di trasporto personali: qui "si spende l'8,8% in più". Capitolo a parte per il gasolio che ha fatto registrare in due mesi "una crescita del +23%, con un +6,2% per la benzina, mentre gpl e metano costano il 9,4% in più". 

Viaggi aerei

Frutta e verdura

Sul fronte dei prodotti alimentari, in soli due mesi, la situazione non sembra essere più tranquilla. In poche settimana, spiegano gli esperti, frutti come mirtilli, lamponi, more, ribes rincarano del +16,1%, i legumi del +9,9%, gli ortaggi come peperoni, melanzane, zucchine e pomodori del +8,6%, mentre per alcune tipologie di frutta fresca l'aumento è del +7,8%, con un +7,5% per gli agrumi. 

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La situazione legata a luce e gas

Ci sono poi le questioni legate alle bollette di luce e gas. "La guerra in Iran ha fatto schizzare al rialzo le quotazioni energetiche con effetti diretti sulle bollette degli italiani", ha concluso il Codacons nell'ambito dell'jndagine. "Ad aprile il gas costa alle famiglie il 13% in più rispetto a febbraio, mentre l'energia elettrica è salita del +5,2%", è emerso ancora. 

Bollette
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