Carburanti, taglio accise fino al 22 maggio ma in due tempi: cos’è successo e cosa sapere
EconomiaIntroduzione
Lo scorso 30 aprile la premier Giorgia Meloni, nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, aveva annunciato la proroga del taglio delle accise sui carburanti fino al 22 maggio per contrastare l’aumento dei prezzi di diesel e benzina legato alla situazione in Medio Oriente. In realtà, il decreto approvato in Cdm sposta la scadenza al 10 maggio, mentre per coprire le altre settimane di cui ha parlato Meloni servirà un altro provvedimento. Ecco cosa sta succedendo
Quello che devi sapere
Il taglio delle accise
Il primo provvedimento del governo sul taglio delle accise per contenere il caro carburanti scadeva il primo maggio. Il 30 aprile, così, l’esecutivo ha dato il via libera a un provvedimento per prorogare la misura. “Il Cdm ha licenziato la proroga del taglio delle accise per altre tre settimane”, ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Poi ha spiegato: “Lo abbiamo fatto con una differenza rispetto al passato. C'è una sproporzione importante fra l'aumento del gasolio e l'aumento della benzina in queste settimane. La benzina è aumentata del 6%, il gasolio del 24%. Abbiamo concentrato questa proroga soprattutto sul gasolio, confermando il taglio che era già previsto per il passato (20 cent al litro), e lo abbiamo diminuito per la benzina a un taglio di 5 centesimi delle accise, che corrisponde più o meno al 6% sul prezzo del carburante".
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Le date
Secondo quanto comunicato dalla premier, quindi, la nuova proroga dovrebbe arrivare al 22 maggio: 21 giorni a partire dal 2 maggio, ha annunciato Meloni. Nei giorni successivi, però, è emerso che il decreto legge approvato giovedì scorso dal Cdm – e subito firmato dal presidente della Repubblica Sergio Matarella – in realtà prevede la proroga soltanto fino al 10 maggio, stanziando a copertura del taglio 146,5 milioni di euro.
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Le settimane scoperte
A testimoniare il taglio fino al 10 maggio, è il testo del provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Per arrivare alla data del 22 maggio, e quindi per coprire e finanziare le altre settimane annunciate da Meloni e rimaste scoperte, serve un'acrobazia giuridica e contabile.
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Il nuovo decreto
In particolare, per arrivare alle tre settimane annunciate dalla premier servirà un altro decreto, questa volta ministeriale. Il nuovo provvedimento dovrebbe arrivare fra qualche giorno. Il nodo, infatti, è sempre quello delle coperture: fra qualche giorno si conta di avere circa altri 200 milioni di risorse che arriveranno dal maggior gettito legato all'Iva incassata con gli aumenti degli ultimi periodi.
I chiarimenti
Dopo la diffusione della notizia su un taglio fino al 10 maggio e non fino al 22, il Codacons ha subito chiesto al governo di chiarire la reale durata della proroga. Prima i ministeri coinvolti - Economia, Imprese e Sicurezza energetica - e poi Palazzo Chigi hanno subito precisato che la proroga arriverà fino al 22 maggio, come annunciato dalla premier e come indicato anche come impegno nella relazione illustrativa del decreto legge. Il periodo dall'11 al 22, quindi, sarà coperto con un decreto ministeriale apposito che arriverà a ridosso della prima scadenza.
I motivi della proroga in due tempi
Ma perché questa proroga in due tempi? Palazzo Chigi ha confermato che il secondo intervento arriverà nei prossimi giorni, non appena sarà quantificata la disponibilità di risorse derivanti dall'extragettito Iva sui carburanti, attesa entro circa dieci giorni. Giovedì fonti del governo avevano rivelato che le coperture sarebbero state trovate con le sanzioni dell'Antitrust e l'extragettito Iva; probabilmente il ricavato delle multe era già quantificato mentre l'aumento delle tasse era ancora da definire. Quindi, alla fine, il governo ha dovuto spezzare in due la proroga.
I prezzi
Con la nuova proroga del taglio delle accise sui carburanti approvata il 30 aprile, la riduzione per il gasolio resta di 20 centesimi al litro e per la benzina è stato ridotto a 5 centesimi al litro. La scelta di differenziare l’entità del taglio è stata dettata dal fatto che nelle scorse settimane la benzina era rincarata molto meno del diesel. Con il nuovo taglio, ora in vigore, per il diesel il risparmio finale alla pompa è di 24,4 centesimi, data la contestuale riduzione dell'Iva.
Il confronto
Ieri il Mimit ha pubblicato i prezzi di giornata di diesel e benzina, confrontandoli con quelli del 30 aprile (ultimo giorno nel quale era stato applicato il taglio delle accise previsto dallo scorso decreto). Emerge che, adeguandosi alla riduzione del taglio delle accise previsto dal nuovo decreto, il prezzo della benzina è in salita mentre rimane stabile il costo del gasolio. In particolare, in base agli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio del Mimit, ieri il prezzo medio dei carburanti in modalità “self service” lungo la rete stradale nazionale era pari a 1,890 euro al litro per la benzina e 2,047 euro al litro per il gasolio. Il 30 aprile, invece, la benzina veniva venduta mediamente a 1,746 euro il litro - ora segna, quindi, un aumento di 15 centesimi - e il gasolio a 2,052 euro il litro. Sempre in base ai dati del Mimit, ieri sulla rete autostradale il prezzo medio self era di 1,956 euro al litro per la benzina e 2,117 euro per il gasolio.
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