Imediatori del Pakistan prevedono di "ricevere a giorni una proposta rivista dell'Iran per mettere fine alla guerra". Lo riporta la Cnn. Trump ha riferito che "Teheran ci ha informato che sono in una situazione di collasso" e "vogliono che apriamo lo Stretto di Hormuz". Poi va contro il cancelliere tedesco: "Sull'Iran non sa di cosa parla". Nel frattempo, gli Emirati Arabi Uniti lasceranno l’Opec e l’alleanza Opec+ a partire dal 1° maggio
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I mediatori del Pakistan prevedono di ricevere a giorni una proposta rivista dell'Iran per mettere fine alla guerra. Lo riporta la Cnn. Intanto, Donald Trump ha riferito che "Teheran ci ha informato che sono in una situazione di collasso" e "vogliono che apriamo lo Stretto di Hormuz".
Il presidente Usa appare orientato a respingere l'ultima proposta negoziale iraniana, esaminata insieme ai consiglieri per la sicurezza nazionale. Secondo quanto emerso, Trump teme di indebolire la posizione degli Usa nella trattativa se accetterà di concordare una riapertura dello Stretto di Hormuz e rimandare a colloqui successivi la ricerca di un'intesa sul programma nucleare, come proposto da Teheran. Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha dichiarato a Fox News che una "normalizzazione" non è possibile alla luce del modo in cui l'Iran gestisce il passaggio nello Stretto di Hormuz, sottolineando che Washington "non può tollerarlo".
Gli Emirati Arabi hanno deciso di uscire dall'Opec, il gruppo dei paesi produttori di petrolio e dall'Opec+ (che includde altri dieci paesi fra cui la Russia) a partire dal primo maggio dopo dopo sei decenni, pianificando un riallineamento strategico nel quadro della guerra in Iran.
Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha incontrato a San Pietroburgo Putin che dice: "Ho ricevuto un messaggio di Khamenei, Mosca farà il possibile per la pace in Medio Oriente".
"Non accetterò di raggiungere un accordo umiliante" con Israele. Lo ha assicurato ieri il presidente libanese Joseph Aoun, rispondendo indirettamente su X alle parole del segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, che lo aveva criticato per i negoziati diretti con lo Stato ebraico, esortandolo ad abbandonarli.
Gli approfondimenti:
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- Tregua Libano e Israele: cosa prevedono i sei punti dell'accordo per il cessate il fuoco
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- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
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- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
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Sky TG24 sui cacciamine che l'Italia potrebbe inviare a Hormuz
L'Italia ha a disposizione otto navi progettate allo scopo che pongono la Marina italiana tra le più preparate al mondo ad affrontare queste minacce. Le navi cacciamine italiane, per liberare lo stretto di Hormuz, potrebbero partire da La Spezia, nel momento in cui arrivasse il via libera da parte del governo
Sky TG24 sui cacciamine che l'Italia potrebbe inviare a Hormuz
Vai al contenutoUsa sanzionano 35 individui e società legate al settore bancario ombra dell'Iran
Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro 35 individui ed entità per il loro ruolo nel settore bancario ombra dell'Iran e hanno minacciato misure contro le banche che intrattengono rapporti commerciali con le raffinerie cinesi che versano pedaggi affinché le spedizioni possano attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo annuncia il dipartimento del Tesoro precisando che gli individui e le società colpite "hanno agevolato il movimento di somme equivalenti a decine di miliardi di dollari, legate all'elusione delle sanzioni e alla sponsorizzazione del terrorismo dell'Iran".
Guerra Iran, caro-carburante spinge prezzi cibo: ecco quali prodotti sono aumentati di più
La guerra scoppiata in Medio Oriente, con la conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz e l’interruzione delle consegne di petrolio e gas dai Paesi del Golfo ha fatto schizzare verso l’alto il prezzo dei carburanti. E questo, secondo quanto dichiarato da Assoutenti, ha avuto un forte impatto anche sul costo dei prodotti alimentari che viaggiano in massima parte su gomma e risentono dunque delle variazioni del prezzo di diesel e benzina. L’associazione ha realizzato uno studio sulla base dei dati Istat, rivelando così quali son o i beni più colpiti dai rincari dei listini alla pompa.
Iran, caro-carburante spinge prezzi cibo: ecco quali sono aumentati
Vai al contenutoLibano, Onu: "Chiusi 6 ospedali e 46 centri di assistenza"
L'emergenza umanitaria in Libano si aggrava. Lo ha detto il portavoce dell'Onu, Stephane Dujarric, citando dati dell'Organizzazione mondiale della sanita'. "In tutto il Paese restano chiusi sei ospedali e 46 centri di assistenza sanitaria primaria, mentre sono stati segnalati 149 attacchi contro strutture sanitarie", ha detto Dujarric. "Molte persone in Libano rimangono sfollate - ha aggiunto - fino a ieri quasi 115 mila persone si trovavano ancora in rifugi collettivi, mentre molte altre continuano a spostarsi".
Gas e petrolio, ci sono alternative a Hormuz? Da nuovi oleodotti a rinnovabili, le ipotesi
Al momento non esistono alternative allo Stretto di Hormuz, ma sono già iniziate le discussioni per cercare di svilupparle nel corso degli anni e impedire all’Iran di ricattare ancora gli altri Paesi in futuro. Tra le ipotesi, la costruzione di nuovi tubi: i tempi, però, sono lunghi e i costi altissimi. Intanto, per sostituire il gas del Qatar non sembra necessario rivolgersi alla Russia. Anche di questo si è parlato a Numeri, l’approfondimento di Sky TG24
Gas e petrolio, ci sono alternative allo Stretto di Hormuz? Le ipotesi
Vai al contenutoIsraele, presidenza apre a mediazione su grazia a Netanyahu
La presidenza di Israele apre alla mediazione sul caso giudiziario del premier Benjamin Netanyahu. Il capo dello Stato Isaac Herzog ha invitato gli avvocati del primo ministro e la Procura a un confronto diretto nella residenza presidenziale per esplorare possibili accordi prima di pronunciarsi sulla richiesta di grazia. La convocazione, inviata dalla consulente legale della presidenza Michal Tzuk, sollecita le parti a partecipare "il prima possibile" a incontri volti a individuare "intese preliminari". Nella lettera si precisa che il dialogo non implica alcuna accettazione delle condizioni né modifica le posizioni legali nei procedimenti in corso. Il termine per rispondere è fissato al 3 maggio. Herzog aveva già chiarito domenica che non prenderà in considerazione la richiesta di indulto finché non saranno esauriti i tentativi di accordo con la Procura per una soluzione extragiudiziale. Netanyahu aveva presentato la domanda di grazia nel novembre 2025 tramite i suoi legali. Nello stesso periodo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva inviato una lettera al presidente israeliano sollecitando la concessione dell'indulto. La vicenda continua a dividere profondamente il Paese. L'opposizione critica l'ipotesi di una grazia senza ammissione di colpa, mentre esponenti della maggioranza sostengono la necessità di chiudere il caso per garantire la stabilita' istituzionale.Il premier israeliano è imputato in tre procedimenti: i casi "1000" e "2000" per frode e abuso di fiducia, e il caso "4000", il piu' grave, relativo a presunti favori concessi all'imprenditore Shaul Elovich allora a capo del gruppo Bezeq e del sito Walla in cambio di una copertura mediatica favorevole.
Guerra Iran, trattative tra divisioni interne a Teheran e scadenza dei 60 giorni negli Usa
I dialoghi per cercare di porre fine al conflitto in Iran proseguono faticosamente. Mentre si cercano nuovi negoziati, dopo il tavolo di Islamabad andato deserto martedì, emerge come a pesare sulla risoluzione della guerra siano anche i fronti interni dei due Paesi. A partire dall’Iran dove, dopo la morte della Guida suprema Ali Khamenei all’inizio della guerra, si starebbe consumando una lotta di potere che ha portato Donald Trump a prorogare a tempo indefinito il cessate il fuoco "in attesa di una linea unitaria" da parte di Teheran.
Guerra Iran, trattative Teheran-Washington tra divisioni e scadenze
Vai al contenutoUn israeliano ucciso in un attacco di droni di Hezbollah nel sud del Libano
Un civile che lavorava per il ministero della Difesa israeliano, impiegato in un'azienda appaltatrice, è rimasto ucciso e un altro ferito in un attacco con droni esplosivi di Hezbollah avvenuto oggi nel sud del Libano, secondo quanto annunciato dall'esercito e riportato da Times of Israel. L'uomo ucciso, di cui non è stato reso noto il nome, stava manovrando macchinari pesanti nell'area di Aitaroun, vicino a Bint Jbeil, nell'ambito delle operazioni di demolizione delle infrastrutture di Hezbollah. Il drone carico di esplosivo ha colpito in pieno l'escavatore manovrato dall'appaltatore, uccidendolo. Il figlio dell'appaltatore, che lavorava per la stessa azienda incaricata dal ministero della Difesa, è rimasto leggermente ferito, secondo quanto riferito dall'ospedale Ziv di Safed. Hezbollah ha rivendicato l'attacco, affermando di aver preso di mira un bulldozer israeliano a Bint Jbeil mentre stava demolendo delle case. Il gruppo terroristico aveva precedentemente dichiarato di aver colpito il mezzo da cantiere con un drone esplosivo.
Petrolio Iran, quanto incide il blocco navale nel Golfo su produzione ed export? I DATI
Il blocco navale imposto dagli Stati Uniti di Donald Trump sullo stretto di Hormuz sta avendo un impatto sugli approvvigionamenti da e per l'Iran. Per quanto tempo Teheran riuscirà a resistere senza esportare petrolio o ricevere merci? Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri", l'approfondimento di Sky TG24
Petrolio Iran, quanto incide il blocco navale sulla produzione? I dati
Vai al contenutoCarlo: "Guerra in Iran e Ucraina pongono immense sfide per comunità internazionale"
"Ci incontriamo in tempi di grande incertezza". Lo ha detto re Carlo III al Congresso riferendosi alla guerra in Ucraina e alla guerra in Iran come a conflitti che "pongono immense sfide per la comunità internazionale".
Guerra Usa-Iran, i punti chiave dei negoziati: dal nucleare ai missili
I piani nucleari e le capacità militari dell'Iran, ma anche le sue alleanze internazionali, le sanzioni che da tempo ne colpiscono duramente l'economia e il controllo dello Stretto di Hormuz. Sono questi i principali nodi che restano irrisolti tra Washington e Teheran, i temi più spinosi e divisivi tra le due parti, senza la risoluzione dei quali sembra difficile che si possa arrivare a un accordo.
Guerra Usa-Iran, i punti chiave dei negoziati: dal nucleare ai missili
Vai al contenutoHerzog invita i rappresentanti di Netanyahu per discutere della grazia al premier
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha invitato i rappresentanti di Netanyahu e il procuratore generale a discutere della grazia per il primo ministro. Lo scrivono i media israeliani precisando che il consigliere legale del presidente ha contattato il procuratore distrettuale Amit Isman, la procuratrice generale Gali Baharav-Miara e Amit Haddad, avvocato del primo ministro Netanyahu, invitandoli a "avviare colloqui al fine di raggiungere un accordo". La lettera precisava che la procedura "costituisce solo una fase preliminare, prima che il presidente tenga un'udienza sulla richiesta di grazia vera e propria".
Fermata una nave per sospetta violazione del blocco dei porti iraniani
Gli Stati Uniti hanno abbordato la M/V Blue Star III, una nave commerciale sospettata di voler violare il blocco dei porti iraniani. Lo annuncia il Comande Centrale americano precisando di "aver rilasciato l'imbarcazione dopo aver condotto una perquisizione e aver verificato che la rotta della nave non avrebbe incluso scali in porti iraniani". Finora, 39 nave sono state reindirizzate dall'inizio del blocco Usa.
Guerra in Iran, così il conflitto ha svuotato le scorte Usa di missili e bombe
Mentre non è chiaro quale sarà il destino delle trattative di pace tra gli Stati Uniti e l’Iran dopo che il presidente Trump ha cancellato il viaggio di Steve Witkoff e Jared Kushner in Pakistan per i colloqui, è emerso un dato che mostra l’impatto del conflitto sulle scorte belliche di Washington: la guerra infatti, secondo quanto riportato dal New York Times, avrebbe assorbito una quota significativa delle munizioni a disposizione dell’esercito americano. E questo avrebbe costretto il Pentagono a trasferire bombe, missili e attrezzature belliche dall’Asia e dall’Europa verso il Medio Oriente, causando una potenziale scarsezza di materiale in quelle aree del mondo.
Iran, così la guerra ha svuotato le scorte Usa di missili e bombe
Vai al contenutoLibano, media: "Aoun non incontrerà Netanyahu all'inizio dei negoziati con Israele"
Il presidente libanese Joseph Aoun ha informato gli americani di non essere disposto a incontrare il primo ministro Benjamin Netanyahu all'inizio dei negoziati tra Israele e Libano, ma solo alla fine, qualora i colloqui avessero esito positivo. Ne dà notizia il canale libanese MTV, aggiungendo che gli Stati Uniti comprendono la sensibilità del presidente libanese sulla questione e si prevede che a breve fisseranno una data per un incontro tra Aoun e il presidente americano Donald Trump.
Guerra Iran, cosa sono le “zanzare” di Teheran e perché minacciano lo Stretto di Hormuz
Recenti foto satellitari hanno documentato la presenza nel Golfo Persico delle “zanzare”, una flotta speciale della marina iraniana costituita da centinaia di piccole imbarcazioni che compiono azioni di disturbo sulle navi. Ecco perché, in caso di una ripresa delle ostilità, rischiano di trasformarsi in un incubo per le forze armate Usa
Iran, cosa sono le “zanzare” di Teheran e perché minacciano Hormuz
Vai al contenutoLibano, Netanyahu: "In corso progetto speciale per contrastare droni Hezbollah"
Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver ordinato due settimane fa un "progetto speciale" per contrastare la crescente minaccia dei droni di Hezbollah, aggiungendo che "ci vorrà del tempo, ma ce ne occuperemo". Le dichiarazioni dl premier - scrive il Times of Israel - giungono mentre Hezbollah ha intensificato l'uso di droni esplosivi, provocando ripetuti allarmi nelle comunità del nord di Israele negli ultimi giorni.
Trump replica a Merz: "Sull'Iran non sa di cosa parla"
Il presidente americano, Donald Trump, replica duramente alle critiche del cancelliere tedesco, Friedrich Merz, sulla gestione della guerra contro l'Iran. "Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, pensa che sia giusto che l'Iran abbia un'arma nucleare. Non sa di cosa parla! Se l'Iran avesse un'arma nucleare, il mondo intero sarebbe in ostaggio. Io sto facendo qualcosa con l'Iran, proprio ora, che altre nazioni, o presidenti, avrebbero dovuto fare molto tempo fa. Non c'è da stupirsi che la Germania stia andando così male, sia economicamente che in altri ambiti!", scrive il capo della Casa Bianca su X.
Ambasciatore d'Italia in Libano: "Cessate il fuoco zoppicante, situazione preoccupa"
"Siamo formalmente in un periodo di cessate il fuoco, ma la guerra continua a bassa intensità. Ogni giorno ci sono morti, distruzioni, purtroppo morti anche fra i civili libanesi, sono stati presi di mira anche giornalisti, operatori sanitari. Una situazione abbastanza preoccupante. Il cessate il fuoco è iniziato il 17 aprile, mediato dagli Stati Uniti, ma prosegue zoppicante". Lo afferma a Tv2000 l'ambasciatore italiano in Libano, Fabrizio Marcelli. "Speriamo che il 'cessate il fuoco' - aggiunge l'ambasciatore - tenga fino alla fine. Nel frattempo, spero si possa avviare un vero e proprio negoziato, perché finora gli incontri che si sono svolti al Dipartimento di Stato a Washington sono stati unicamente delle 'photo opportunities' più che dei veri e propri negoziati". Il governo italiano ha stanziato un ulteriore contributo umanitario di 10 milioni di euro per la popolazione: "Siamo stati fra i primi a intervenire - spiega l'ambasciatore Marcelli - per questa fase di emergenza libanese. Sono stati stanziati 10 milioni di euro: 2 milioni alla Croce Rossa, 2 milioni all'Organizzazione umanitaria delle Nazioni Unite e 6 milioni che verranno utilizzati dalle nostre organizzazioni della società civile presenti in Libano. Ricordo che c'è una rete di 20 organizzazioni non governative italiane che operano in Libano specializzate nei vari settori. Questi 6 milioni verranno messi a loro disposizione per aiutare la popolazione libanese in vari settori: sanità, agricoltura, educazione, protezione, settore idrico, tutto quello che serve in una fase di emergenza come quella che attraversa adesso questo Paese".
Libano, Israele: "Non può parlare di sovranità finché Hezbollah controlla territorio"
L'ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, Danny Danon, ha dichiarato al Consiglio di Sicurezza che il Libano "non può parlare di sovranità finché Hezbollah controlla il territorio senza ostacoli e continua a sparare contro i civili israeliani". Danon ha rilasciato queste dichiarazioni durante una discussione sulla situazione in Medio Oriente, in cui ha criticato il comportamento della comunità internazionale: "Se il Consiglio di Sicurezza vuole davvero aiutare, dovrebbe porre al governo libanese domande semplici: quante armi di Hezbollah sono state sequestrate, quali tunnel sono stati distrutti e cosa si sta facendo per fermare il contrabbando di armi dall'Iran".
Netanyahu: "Distrutti i tunnel del terrore di Hezbollah, uccisi a decine"
"Abbiamo fatto esplodere oggi un'enorme galleria del terrore di Hezbollah. Stiamo distruggendo le loro infrastrutture terroristiche, stiamo uccidendo decine di terroristi - e c'è ancora di più in arrivo". Lo afferma su X il premier israeliano Benyamin Netanyahu. Poco prima l'Idfd aveva annunciato di aver scoperto e distrutto una vasta rete di tunnel di Hezbollah, utilizzata dai combattenti nel Libano meridionale, vicino al confine settentrionale di Israele. Israele combatte Hezbollah dall'inizio di marzo, inviando truppe nel Libano meridionale per contrastare il gruppo militante sostenuto dall'Iran dopo il lancio di razzi contro il territorio israeliano. Le violenze continuano nonostante il fragile cessate il fuoco del 17 aprile.
Iran, da maggio Pechino riprende export combustibile per aerei, benzina e diesel
Da maggio la Cina riprende a esportare combustibile per aerei, benzina e diesel, dopo lo stop imposto per ragioni precauzionali all'inizio della guerra in Medio Oriente. Secondo il Financial Times che dà notizia della richiesta delle principali aziende di stato del petrolio per nuovi permessi all'export, questo passo potrà significativamente allentare la crisi globale innescata dalla guerra. La Cina è il maggior importatore di petrolio del mondo e il principale esportatore di combustile per aerei per Australia, Giappone, Vietnam, Filippine e Bangladesh, fra gli altri Paesi. Prima dell'inzio della guerra, esportava quasi 800mila barili al giorno di combustibili raffinati, secondo i dati di Kpler. Una quantità dimezzata ad aprile. Il governo cinese ritiene che i consumi in Cina siano "stabili" e di poter quindi riprendere le esportazioni.
Beirut, due soldati libanesi feriti in un attacco israeliano
Un attacco israeliano contro truppe e soccorritori libanesi durante un'operazione di salvataggio nel villaggio di Majdal Zoun, nel sud del Libano, ha ferito due soldati libanesi. Lo ha dichiarato oggi l'esercito libanese, scrive il Guardian. Separatamente, il ministero della Salute del Paese ha dichiarato che almeno 2.534 persone sono state uccise e 7.863 ferite dagli attacchi israeliani dal 2 marzo.
Libano, Idf: "Scoperta vasta rete tunnel di Hezbollah al confine"
L'esercito israeliano ha annunciato di aver scoperto una vasta rete di tunnel di Hezbollah nel sud del Libano, nei pressi del confine settentrionale di Israele. Secondo una nota militare, le truppe hanno individuato "due tunnel terroristici di Hezbollah, costruiti nell'arco di circa un decennio", che si estendono per circa due chilometri e presentano pozzi di accesso "collegati a postazioni con lanciatori diretti verso il territorio israeliano". La rete sotterranea sarebbe stata utilizzata da unità d'e'lite del movimento sciita libanese e rappresenterebbe, secondo l'esercito israeliano, una minaccia diretta alla sicurezza lungo il confine.
Iran: "Se il nemico intraprende una nuova azione si troverà di fronte a nuovi scenari"
Un portavoce dell'esercito iraniano ha affermato che per l'Iran "la situazione è ancora di guerra e vi è un monitoraggio e una sorveglianza continui". Lo scrive il Guardian. "Se il nemico intraprenderà una nuova azione, si troverà di fronte a nuovi strumenti, metodi e scenari", ha dichiarato il portavoce, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Fars, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.
Fonti Gaza: "Cinque morti, tra cui un comandante di Hamas, in attacchi israeliani"
Attacchi aerei israeliani hanno ucciso oggi cinque persone nella Striscia di Gaza, tra cui un comandante di Hamas e un bambino, secondo quanto riportato da fonti nel territorio palestinese. Il territorio è stato devastato da oltre due anni di guerra tra Israele e il movimento islamista. Sebbene un fragile cessate il fuoco sia entrato in vigore lo scorso ottobre, entrambe le parti si accusano a vicenda di violazioni. Secondo la Protezione Civile, un'organizzazione di primo soccorso che opera sotto l'autorità di Hamas, quattro persone sono state uccise e sei ferite in un attacco di droni contro un'auto nel quartiere di al-Rimal a Gaza City. Una fonte della sicurezza ha identificato due dei morti come Iyad al-Shanbari, un comandante di Hamas, e suo figlio, Salah, senza menzionare le altre vittime. Mentre Hamas non ha reagito immediatamente, l'esercito israeliano ha dichiarato di aver "preso di mira un terrorista", aggiungendo che avrebbe fornito ulteriori dettagli in seguito. Un bambino di nove anni è stato ucciso a est di Khan Younis (nel sud di Israele), dove un attacco di droni è avvenuto "simultaneamente a colpi di artiglieria", sempre secondo la Protezione Civile. L'esercito israeliano ha dichiarato che un sospetto vicino alla "Linea Gialla", che delimita l'area sotto controllo israeliano, si è avvicinato ai soldati, "rappresentando una minaccia immediata".
L'inviato speciale di Israele: "Solo da noi la comunità cristiana cresce"
"I cristiani in gran parte del Medio Oriente vivono sotto pressione. Lo vediamo in molti luoghi: comunità antiche che si riducono, chiese attaccate, libertà religiose limitate e paura che spinge all'emigrazione. Questa è una realtà tragica della nostra regione. Ma esiste un'eccezione significativa: Israele. Da Istanbul all'Iran, Israele è l'unico Paese in cui la comunità cristiana non sta scomparendo: cresce, partecipa e prospera. Dal 1948, la popolazione cristiana è aumentata passando da circa 34.000 unità nel 1950 a circa 188.000 di oggi". E' quanto afferma all'agenzia dei vescovi Sir, George Deek, diplomatico israeliano da poco nominato Inviato speciale di Israele per il mondo cristiano. Deek, che è anche designato alla guida della Divisione Affari Religiosi del Ministero degli Affari Esteri, proviene da una famiglia arabo-cristiana. Per quanto riguarda l'episodio di profanazione di una statua di Gesù avvenuto nel sud del Libano per mano di un soldato dell'Idf, osserva: "L'episodio in Libano è stato doloroso e inaccettabile. La croce è sacra per i cristiani di tutto il mondo. La sua profanazione offende non solo i cristiani, ma anche i principi di dignità e rispetto reciproco che Israele rappresenta. È stata inoltre offensiva per i molti cittadini cristiani che servono e rafforzano questo Paese". "Ciò che conta - sottolinea comunque - è come una nazione reagisce. La leadership israeliana ha condannato immediatamente l'atto. Il soldato è stato punito. Il danno è stato riparato. Nessuna società è giudicata solo per il verificarsi di un episodio, ma per il modo in cui reagisce: se giustifica il torto oppure lo affronta con onestà, lo corregge e ne trae insegnamento. In questo, Israele ha agito come dovrebbe fare una democrazia".
Libano, ministro Esteri: "Colloqui diretti con Israele per cessate il fuoco permanente"
“Lo Stato libanese ha deciso di procedere con negoziati diretti volti a raggiungere un cessate il fuoco permanente e a garantire il completo ritiro israeliano dal territorio libanese”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri libanese Youssef Raggi, citando un colloquio telefonico con il suo omologo polacco Radoslaw Sikorski. Durante la telefonata, i due hanno anche discusso “della fase successiva alla conclusione della missione Unifil”. Raggi ha poi ringraziato la Polonia “per il suo efficace contributo alle forze internazionali di mantenimento della pace”. Da parte sua, il ministro polacco ha confermato “il pieno sostegno del suo Paese al Libano e al suo popolo, respingendo qualsiasi modifica dei confini internazionalmente riconosciuti o l'annessione di qualsiasi parte del territorio libanese”.
Londra convoca l'ambasciatore di Teheran: "Post inaccettabile" (2)
In un messaggio pubblicato il 15 aprile sul suo account Telegram, il consolato iraniano a Londra aveva invitato i "compatrioti residenti nel Regno Unito" ad aderire a una campagna lanciata dalle autorità iraniane, denominata "Sacrificio per la Patria". In Iran la campagna ha portato decine di persone a formare catene umane per proteggere le centrali elettriche del paese dai raid aerei israeliani e americani, secondo le immagini trasmesse dai media statali all'inizio di aprile. Il messaggio su Telegram invitava i cittadini iraniani a Londra a "unirsi per esprimere la loro solidarietà, lealtà e orgoglio nazionale" registrandosi per partecipare alla campagna, con un link al sito web del consolato. Il Regno Unito ospita una numerosa diaspora iraniana e Londra è stata teatro di proteste contro le autorità di Teheran fin dall'inizio del conflitto. I servizi segreti britannici avvertono regolarmente di azioni e minacce da parte delle autorità iraniane contro i dissidenti residenti nel Regno Unito. Inoltre, la polizia sta indagando su un gruppo chiamato Harakat al-Yamin al-Islamiyya (Hayi), sospettato di essere filo-iraniano, che ha rivendicato la responsabilità di recenti incendi e tentativi di incendio contro luoghi legati alla comunità ebraica di Londra e contro la sede dell'emittente televisiva in lingua persiana Iran International, classificata come organizzazione terroristica da Teheran.
Idf: "Scoperti e distrutti due tunnel di Hezbollah lunghi due km nel sud del Libano"
Le Forze di Difesa Israeliane hanno annunciato di aver individuato e distrutto due importanti tunnel di Hezbollah nella città di Qantara, nel sud del Libano, che, a loro dire, erano stati costruiti dal gruppo terroristico sotto la "diretta guida" dell'Iran. Lo scrive The Times of Israel. Secondo i militari, i tunnel sono stati costruiti nell'arco di un decennio, raggiungendo profondità di circa 25 metri, e sono stati "finanziati dal regime terroristico iraniano e nell'ambito del piano di Hezbollah per conquistare la Galilea". I due tunnel, situati vicini l'uno all'altro ma non collegati, si estendono per una lunghezza complessiva di circa due chilometri, rappresentando uno dei sistemi sotterranei più lunghi scoperti finora dai militari nel Libano meridionale.
Londra convoca l'ambasciatore di Teheran: "Post inaccettabile"
L'ambasciatore iraniano nel Regno Unito è stato convocato dal ministero degli Esteri britannico per "commenti inaccettabili e incendiari" pubblicati dall'ambasciata sui social media. Lo riporta l'agenzia Press Association. Seyed Ali Mousavi è stato convocato dal ministro per il Medio Oriente Hamish Falconer in seguito a un messaggio online che invitava gli espatriati iraniani a "sacrificare la propria vita per la patria". Il Foreign Office ha condannato il post definendolo "del tutto inaccettabile". L'intervento è seguito alle segnalazioni del quotidiano Metro riguardo a un messaggio diffuso sul canale Telegram dell'ambasciata iraniana.
Libano, ministro della Difesa di Israele: "Nel sud come Gaza distruggeremo infrastrutture terrore"
"Il sud del Libano dovrà essere trattato esattamente come Gaza", martellata per mesi da operazioni militari israeliane contro Hamas e altri gruppo dopo l'attacco del 7 ottobre 2023 in Israele. Si è espresso così il ministro israeliano della Difesa, Israel Katz, secondo dichiarazioni riportate dal giornale israeliano Haaretz con la conferma, da parte del ministro, che le forze israeliane (Idf) hanno "distrutto un'infrastruttura terroristica sotterranea" all'interno della cosiddetta "zona di sicurezza" nel sud del Paese dei Cedri.
"Io e il premier Benjamin Netanyahu abbiamo dato indicazioni alle Idf affinché distruggano qualsiasi infrastruttura terroristica nella zona di sicurezza, fino alla 'linea gialla' - ha detto Katz - come a Gaza, per rimuovere le minacce per gli abitanti del nord di Israele".
In precedenza il Times of Israel aveva riferito della distruzione da parte delle Idf di "un vasto sistema di tunnel" di Hezbollah nella zona di Qantara.
Sky TG24 Timeline, Trump scettico sull'ultima proposta di Teheran
Foreign Office convoca ambasciatore a Londra per post sui social
Il governo britannico ha convocato l'ambasciatore dell'Iran nel Regno Unito dopo la pubblicazione da parte dell'ambasciata della Repubblica islamica di commenti sui social giudicati "inaccettabili e incendiari". Lo ha riferito il Foreign Office, secondo cui il ministro per il Medio Oriente, Hamish Falconer, ha chiarito che "queste azioni e dichiarazioni sono completamente inaccettabili".
L'ambasciata, si legge in una nota, "deve cessare qualsiasi forma di comunicazione che possa essere interpretata come un incoraggiamento alla violenza, nel Regno Unito o a livello internazionale". Il Foreign Office non ha precisato il contenuto dei messaggi contestati, ma la convocazione arriva dopo notizie di stampa secondo cui l'ambasciata avrebbe pubblicato un post in cui si esortavano gli iraniani residenti nel Regno Unito a "sacrificare la propria vita per la patria".
Katz: "Il Libano meridionale è uguale a Gaza"
"Il Libano meridionale è uguale a Gaza". Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, annunciando che le Forze di Difesa Israeliane (Idf) "hanno distrutto un'infrastruttura terroristica sotterranea a Qantara, in Libano, con una gigantesca esplosione" all'interno della cosiddetta "zona di sicurezza", nell'ambito della rioccupazione israeliana del Libano meridionale. Lo scrive Haaretz. "Il primo ministro Benyamin Netanyahu ed io abbiamo dato istruzioni alle Forze di Difesa Israeliane di distruggere ogni infrastruttura terroristica nella zona di sicurezza fino alla linea gialla, sia sottoterra sia in superficie, proprio come a Gaza, per eliminare le minacce per gli abitanti del nord di Israele", ha dichiarato Katz.
Msf: "Israele usa l'acqua come arma contro i palestinesi"
Le autorità israeliane hanno utilizzato l'accesso all'acqua come arma contro i palestinesi, privando sistematicamente la popolazione di Gaza della risorsa in una campagna di punizione collettiva. Lo sostiene Medici senza Frontiere nel nuovo rapporto internazionale dal titolo 'L'acqua come arma: la distruzione e la privazione dei servizi idrici e igienico-sanitari a Gaza da parte di Israele', in cui si afferma che "la negazione deliberata dell'acqua è parte integrante del genocidio perpetrato da Israele". Msf, denunciando le difficoltà di accesso all'acqua per i palestinesi e le gravi conseguenze sulla loro salute e dignità, esorta le autorità israeliane a "ripristinare immediatamente l'approvvigionamento a livelli adeguati". E invita "gli alleati di Israele" ad "utilizzare la propria influenza per esercitare pressioni su Israele affinché smetta di ostacolare l'accesso umanitario, incluso per le esigenze legate alle infrastrutture idriche". Il rapporto di Msf documenta come le difficoltà di accesso alla risorsa non rappresentino casi isolati, ma "facciano parte di un modello ricorrente, sistematico e cumulativo". "Le autorità israeliane sanno che senza acqua la vita finisce, eppure hanno deliberatamente e sistematicamente distrutto le infrastrutture idriche a Gaza, impedendo al contempo in modo sistematico l'ingresso di rifornimenti idrici" afferma Claire San Filippo, responsabile delle emergenze di Msf. "I palestinesi sono rimasti feriti e sono stati uccisi semplicemente cercando di procurarsi l'acqua. Questa privazione, unita alle condizioni di vita disastrose, al sovraffollamento estremo e al collasso del sistema sanitario, crea un contesto perfetto per la diffusione delle malattie". Israele - denuncia Msf - "ha distrutto o danneggiato quasi il 90% delle infrastrutture idriche e igienico-sanitarie a Gaza, compresi impianti di desalinizzazione, pozzi, condutture e sistemi fognari. Dopo le autorità locali, Msf è il principale produttore e distributore di acqua potabile a Gaza, eppure tra maggio e novembre 2025 gli ordini di sfollamento dell'esercito israeliano "hanno impedito ai team di Msf di accedere alle aree in cui fornivano acqua a centinaia di migliaia di persone, causando l'interruzione dei servizi essenziali e la perdita di infrastrutture salvavita". Ostacolato, aggiunge Msf, anche l'ingresso a Gaza di materiali essenziali per l'approvvigionamento idrico e i servizi igienico-sanitari, elettricità, carburante e forniture quali generatori, i relativi pezzi di ricambio e l'olio motore, "fondamentali per alimentare gli impianti di trattamento e distribuzione dell'acqua".
Libano, media: "Forze israeliane distruggono grande rete tunnel Hezbollah nel sud"
Le forze israeliane hanno distrutto "un vasto sistema di tunnel" di Hezbollah nella zona di Qantara, nel sud del Libano. Lo riferisce il Times of Israel che rilancia immagini diffuse dalla zona che mostrano le esplosioni. Forti deflagrazioni sono state udite nell'area.
Israele prolunga detenzione direttore ospedale Gaza senza accuse
Il tribunale distrettuale della città israeliana di Beersheba ha approvato la proroga a tempo indeterminato della detenzione senza accuse formali, né processo del direttore dell'ospedale Kamal Adwani di Gaza, Husam Abu Safiya, ai sensi della "legge sui combattenti illegali". Lo riferisce l'Ong israeliana Physicians for Human Rights Israel (Phri). "Il tribunale ha confermato la detenzione nonostante le argomentazioni secondo cui trattenere un medico nell'esercizio delle sue funzioni è illegale. La proroga non ha una scadenza fissata", ha comunicato Phri in una nota. Secondo l'Ong, Abu Safiya si trova in "condizioni precarie, senza accesso ai suoi farmaci o alle cure mediche, nonostante il suo stato di salute in peggioramento". Phri presentera' questa settimana un ricorso alla Corte Suprema israeliana per il rilascio di 14 medici di Gaza tra cui alcuni, come Safiya, sono stati fortemente critici nei confronti dell'offensiva israeliana nella Striscia. Abu Safiya era stato arrestato il 27 dicembre 2024. Detenuto fino al 9 gennaio 2025 a Sde Teiman, una prigione militare nota per le sistematiche torture inflitte ai prigionieri palestinesi, documentate da organizzazioni per i diritti umani, è stato poi trasferito al carcere di Ofer l'11 febbraio 2025, dove ha trascorso diversi giorni in isolamento. Da ottobre 2023, un numero record di almeno 103 detenuti palestinesi è morto in carcere, secondo i dati ottenuti da Phri. In molti casi, sono morti a causa di torture, mancanza di adeguate cure mediche e fame, in quello che diverse Ong descrivono come un sistema che ha trasformato i centri di detenzione e le prigioni militari israeliane in "campi di tortura" per i palestinesi.
Le autorità di sicurezza tedesche in allerta per un gruppo terroristico filo-iraniano
Le autorità di sicurezza tedesche mettono in guardia da possibili attentati del gruppo filo-iraniano Harakat Ashab al-Yamin al-Islamia (Hayi) in Europa. La loro minaccia di "non limitarsi più solo ad 'attacchi semplici', ma a lungo termine anche a ricorrere a mezzi più pericolosi" è una novità, ha spiegato l'Ufficio federale per la protezione della Costituzione. I politici responsabili della sicurezza hanno espresso preoccupazione per le attività del gruppo, dietro al quale secondo gli esperti si nasconderebbero probabilmente le Guardie della Rivoluzione iraniane. L'Ufficio federale per la protezione della Costituzione tedesco sospetta che dietro Hayi ci sia una rete sciita irachena. "L'organizzazione utilizza diversi canali dell'area sciita estremista e filo-iraniana su vari social media per riferire delle sue attività", ha spiegato l'autorità. Il gruppo "inoltre, di recente, indica chiaramente la sua motivazione politica" dietro le azioni e minaccia apertamente "le istituzioni israeliane e i cosiddetti 'nemici dell'Islam' in Europa". Secondo l'Ufficio per la protezione della Costituzione, dal 9 marzo in Europa si registrano sempre più attacchi - in particolare incendi dolosi - contro istituzioni ebraiche e statunitensi. Il gruppo Harakat Ashab al-Yamin al-Islamia ne ha rivendicato la responsabilità in alcuni video. "Gli attacchi sono avvenuti nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino e finora non hanno causato vittime".
Ministro esteri Pakistan discute con Guterres sforzi diplomatici su crisi iraniana
Il vice primo ministro e ministro degli Esteri del Pakistan, Ishaq Dar, ha avuto oggi una conversazione telefonica con il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, per discutere degli sviluppi regionali in corso e dell'impegno diplomatico di Islamabad: lo ha reso noto in una nota il ministero degli esteri di Islamabad, secondo cui Dar ha informato Guterres sugli sforzi in corso del Pakistan per coinvolgere le parti interessate e promuovere il dialogo nell'attuale situazione. Il capo delle Nazioni Unite ha elogiato il ruolo costruttivo del Pakistan, esprimendo l'apprezzamento della comunità internazionale per il suo contributo alla pace e alla stabilità regionale e globale, si legge nella nota. Guterres ha inoltre ribadito il pieno sostegno delle Nazioni Unite al continuo impegno del Pakistan.
Beirut: "2.534 morti e oltre 7.800 feriti dal 2 marzo"
In Libano sono 2.534 i morti e 7.863 i feriti dal 2 marzo. E' il bilancio aggiornato che arriva dal ministero della Salute di Beirut, come riporta l'agenzia libanese Nna. Nel sud del Paese dei Cedri proseguono le operazioni militari israeliane contro Hezbollah, storicamente sostenuto dall'Iran, accusato di continui attacchi contro Israele nonostante un cessate il fuoco annunciato tra Israele e Libano.
Cnn: "Iran presenterà a giorni una nuova versione della sua proposta di pace"
I mediatori del Pakistan prevedono di ricevere a giorni una proposta rivista dell'Iran per mettere fine alla guerra. Lo riporta Cnn citando alcune fonti, secondo le quali Donald Trump ha fatto sapere di non voler accettare la versione precedente. Il processo per l'Iran è lento per le difficoltà di comunicazione con la Guida Suprema Mojtaba Khamenei.
Media: "Tre morti in attacco a Gaza tra cui alto funzionario ala militare Hamas"
Secondo quanto riportato da fonti palestinesi, tre persone sono rimaste uccise e diverse altre ferite in un attacco contro un veicolo a ovest di Gaza City. Lo riporta il notiziario israeliano Ynet News, aggiungendo che tra le vittime figurano Iyad al-Shanbari ("Abu Salah"), un alto esponente delle Brigate Izz ad-Din al-Qassam, braccio armato di Hamas, e suo figlio Salah.
Gli Emirati Arabi escono dall'Opec e Opec+, nuova strategia (2)
Gli Emirati Arabi Uniti si ritireranno dai cartelli petroliferi Opec e Opec+ per concentrarsi sugli "interessi nazionali", si legge in un comunicato. "Questa decisione riflette la visione strategica ed economica a lungo termine degli Emirati Arabi Uniti e l'evoluzione del loro profilo energetico", si legge nella nota. "Durante il periodo trascorso nell'organizzazione, abbiamo fornito contributi significativi e compiuto sacrifici ancora più grandi a beneficio di tutti. Tuttavia, è giunto il momento di concentrare i nostri sforzi su ciò che l'interesse nazionale impone". Gli Emirati seguono quindi Qatar, Equador e Angola che negli ultimi anni hanno lasciato l'Opec, fondata nel 1960 e sede a Vienna. Con l'uscita degli Eau la lista dei Paesi Opec scende a 11 membri: Arabia Saudita (Paese fondatore e leader di fatto), Iran (Paese fondatore), Iraq (Paese fondatore), Kuwait (Paese fondatore), Venezuela (Paese fondatore), Algeria, Repubblica del Congo, Gabon, Guinea Equatoriale, Libia e Nigeria. Oltre ai membri effettivi, esiste anche l'alleanza Opec+, che include altri 10 paesi produttori che collaborano per regolare il mercato. I principali sono Russia, Kazakistan, Messico e Oman.
Ambasciatore britannico: "Sola relazione speciale Usa è con Israele"
L'unica "relazione speciale" che gli Stati Uniti hanno e' "probabilmente con Israele" e non con la Gran Bretagna. A sostenerlo è stato l'ambasciatore britannico a Washington, Christian Turner, in un incontro con alcuni studenti che risale a febbraio e che è stato rivelato oggi dal Financial Times. "Penso che ci sia un paese che ha un rapporto speciale con gli Stati Uniti e questo è probabilmente Israele", aveva detto. La conversazione rischia di creare imbarazzo a re Carlo ora in visita negli Stati Uniti. Nello scambio con i giovani, Turner avrebbe anche criticato il sistema politico americano per come è stato gestito lo scandalo Jeffrey Epstein. E' "straordinario", ha detto, che la vicenda "non abbia toccato nessuno" negli Stati Uniti. A differenza di quanto accaduto a Londra, dove il suo predecessore Peter Mandelson è stato cacciato proprio per i rapporti con Epstein. E dove lo stesso fratello di re Carlo, Andrea, si è visto portare via tutti i titoli e gli appannaggi reali proprio per la sua frequentazione con il finanziere accusato di pedofilia.
Media: "In Iran è in arrivo uno 'tsunami della disoccupazione'"
I media iraniani hanno riportato che circa 320.000 candidature sono state presentate sulla piattaforma di ricerca lavoro JobVision in un giorno. Il numero ha battuto tutti i record precedenti ed è considerato un segnale di un "tsunami della disoccupazione" in Iran. Lo scrive il sito di informazione indipendente Iran Wire, ricordando che JobVision è una delle principali piattaforme di reclutamento online iraniane. Con la guerra il mercato del lavoro iraniano è entrato in una nuova fase di recessione e licenziamenti. Le interruzioni di internet, le restrizioni commerciali, il calo delle esportazioni e l'incertezza legata alle tensioni sulla sicurezza stanno spingendo le piccole e medie imprese (soprattutto nei settori tecnologico, dei trasporti, del turismo e dei servizi) a ridurre il personale o licenziare dipendenti. I sindacati segnalato che molte unità produttive del settore privato hanno sospeso le assunzioni o chiuso temporaneamente. L'aumento dei costi delle materie prime, le difficoltà nelle transazioni finanziarie internazionali e il forte calo della domanda interna hanno reso le attività sempre più complesse. La crisi sta colpendo più duramente giovani, donne e lavoratori informali e gli economisti avvertono che, senza politiche mirate a sostegno, la disoccupazione potrebbe trasformarsi in una delle sfide sociali più gravi del Paese.
Madrid: "Impatto della guerra in Iran può frenare Pil fino a 0,4 punti"
"Potremmo parlare di un impatto tra uno e otto decimi" sul Pil e "questa forchetta può ampliarsi dato lo scenario di incertezza". Lo ha detto il vicepresidente spagnolo con delega all'Economia, Carlos Cuerpo, rispondendo ai cronisti dopo l'odierno Consiglio dei ministri sugli effetti della guerra in Medio Oriente sull'economia iberica. Secondo il governo, nello scenario centrale il conflitto potrebbe provocare una contrazione della crescita fino a 0,4 punti percentuali nel 2026, anche se l'esecutivo mantiene per ora invariata la previsioni di crescita del 2,2% del Pil. Tuttavia, sulla base delle stime condivise anche dalla Banca di Spagna, l'impatto potrebbe arrivare a 0,8 punti. Cuerpo ha segnalato che l'esecutivo prevede anche una revisione al rialzo della deflazione - indicatore simile a quello dell'inflazione - per l'anno in corso dal 2,1% fino al 3,1% per l'impatto energetico derivato dalla guerra. Dal punto di vista delle finanze pubbliche, il vicepremier ha segnalato che il deficit pubblico si è ridotto dal 10,3% nel 2020 al 2,1% alla chiusura del 2025 - al netto dei danni provocati un anno fa dalle alluvioni di Valencia - e che "l'obiettivo e ridurlo dal 2% per situarlo all'1,6%", ha segnalato Cuerpo.
Petrolio in rialzo, Brent intorno ai 105 dlr e Wti oltre 100 dlr
I prezzi del petrolio sono in rialzo. A Londra il Brent si attesta a 104,52 dollari al barile, in rialzo del 2,75%. A New York il Wti si attesta a 100,04 dollari, in progressione del 3,79%.
Hezbollah: "Colpito bulldozer Idf mentre radeva al suolo case nel sud"
Hezbollah ha colpito un bulldozer militare israeliano nella città di Bint Jbeil, nel sud del Libano, questo pomeriggio, mentre stava demolendo delle case. Lo ha reso noto il Partito di Dio aggiungendo che il mezzo delle Idf è stato bersagliato con un drone carico di esplosivo.
Non ci sono commenti immediati da parte delle Forze di Difesa Israeliane. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che le Idf raderanno al suolo tutti i villaggi di confine libanesi, ad eccezione di alcune comunità cristiane, per impedire a Hezbollah di sferrare attacchi dalla zona. L'esercito ha insistito sul fatto che sta distruggendo solo le infrastrutture di Hezbollah, che a suo dire sono spesso nascoste nelle abitazioni civili.
Libano, Sa'ar: "Da Israele nessuna mira territoriale sul vicino"
Il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar ha dichiarato che Israele non ha "alcuna mira territoriale" sul Libano. Un'affermazione che giunge mentre l'esercito israeliano continua i suoi attacchi contro il movimento filo-iraniano Hezbollah nel paese vicino, nonostante il cessate il fuoco. Le Forze di difesa israeliane (Idf) stanno colpendo ogni giorno decine di villaggi nel Libano meridionale e oggi hanno chiesto l'evacuazione di 16 villaggi e località situati fuori dalla "zona cuscinetto", istituita da Israele circa una settimana fa. Al contempo Hezbollah lancia droni in territorio israeliano. "Israele non ha mire territoriali sul Libano. La nostra presenza nelle aree lungo il confine settentrionale ha un solo obiettivo: proteggere i nostri cittadini", ha insistito Sa'ar in una conferenza stampa con il suo omologo serbo, Marko Djuric.
Netanyahu: "La Cpi è un'istituzione corrotta e dovrebbe essere chiusa"
"La Corte penale internazionale è un'istituzione corrotta e moralmente fallita che dovrebbe essere chiusa". Lo afferma in un comunicato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in seguito alla richiesta di un'indagine sui legami fra il Qatar e Karim Khan, il procuratore della Cpi che ha ottenuto il mandato d'arresto nei confronti del premier dello Stato ebraico, da parte del Wall Street Journal. "Fin dal primo giorno - prosegue Netanyahu nella nota - era chiaro che le assurde accuse contro di me e lo Stato d'Israele erano prive di fondamento". "La Corte penale internazionale è un tribunale corrotto che funge da piattaforma per una guerra giuridica utilizzata da regimi canaglia", conclude il premier.
Trump: "Iran dice che è a collasso. Vuole che apriamo Hormuz"
L'Iran ha comunicato agli Stati Uniti di essere vicina al fallimento economico. Lo ha riferito Donald Trump su Truth. "L'Iran ci ha appena informato che sono in una 'situazione di collasso'", ha scritto. "Vogliono che 'apriamo lo Stretto di Hormuz', il prima possibile, mentre cercano di capire la situazione della loro leadership (cosa che credo saranno in grado di fare!)", ha aggiunto.
Media libanese evocano "la morte rosa" portata dagli israeliani nell'estremo sud
I libanesi la chiamano "la morte rosa" ed è quella portata da Israele nell'estremo sud del Libano sempre più trasformato in una landa desolata nonostante il cessate il fuoco in vigore da metà aprile: non solo con bombardamenti, fosforo bianco, ruspe, erbicidi e dinamite, ma anche con un'emulsione liquida di color rosa contenuta in taniche di plastica e solitamente usata nell'industria mineraria e nelle cave di pietra. Media libanesi riportano numerose foto e filmati diffusi da unità del genio dell'esercito israeliano nel sud del Libano intente a far esplodere edifici civili nelle località tra l'ex linea blu e l'attuale linea gialla usando taniche contenenti un liquido rosa. Secondo le fonti, questo liquido è un'emulsione a base di nitrato di ammonio, un componente chimico altamente esplosivo e al tempo stesso molto economico. Tra le immagini più diffuse sui social e la cui autenticità è stata verificata con testimonianze sul terreno, ci sono quelle che ritraggono una villa di Marun Ras, villaggio libanese a due passi da quello che rimane della linea blu di demarcazione con Israele, totalmente distrutta con materiale esplosivo dall'esercito israeliano. Le fonti libanesi sottolineano il basso costo del liquido rosa, "poche centinaia di dollari per tanica", e l'elevato valore degli edifici civili distrutti, proprio come la villa di Marun Ras, di proprietà di Qassem Fares, noto imprenditore libanese residente all'estero. Le testimonianze sulla "morte rosa" emergono dopo che la stessa stampa israeliana ha riferito nei giorni scorsi di testimonianze di soldati su saccheggi compiuti da militari israeliani in case e negozi del sud del Libano. Il capo di stato maggiore israeliano, Eyal Zamir, ha ordinato un'inchiesta della polizia militare sulle accuse di furti diffusi. Media locali libanesi confermano le denunce sollevate dal quotidiano israeliano Haaretz, secondo cui alle demolizioni partecipano appaltatori civili israeliani incaricati di svuotare e poi abbattere gli edifici, recuperando mobili, elettrodomestici, infissi e materiali da rivendere.
Israele ribatte a Kiev: "Le relazioni diplomatiche non si portano avanti sui social"
"Le relazioni diplomatiche, specie fra nazioni amiche, non si conducono su Twitter o sui media. Le accuse fatte non costituiscono prove". Lo afferma in un post su X il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar, rispondendo al post dell'omologo di Kiev, Andrii Sybiha, sulla questione del grano ucraino che, secondo gli ucraini, sarebbe stato rubato da soldati russi nei territori occupati e contrabbandato su suolo israeliano. "Non avete nemmeno presentato una richiesta di assistenza legale prima di rivolgervi ai media e ai social network. La questione sarà esaminata, perché Israele rispetta lo stato di diritto e dispone di autorità di polizia indipendenti", ha concluso Sa'ar.
Superpetroliera legata a Giappone ha attraversato Stretto di Hormuz
Per la prima volta dall'inizio della crisi in Medio Oriente, una superpetroliera collegata al Giappone ha attraversato lo Stretto di Hormuz, uno degli snodi energetici più importanti al mondo. La nave, identificata come la Idemitsu Maru, ha ripreso la navigazione nella tarda serata di ieri dopo essere rimasta ferma per oltre una settimana a nord-ovest di Abu Dhabi. Secondo i dati di tracciamento navale, la superpetroliera si è poi diretta verso lo stretto, modificando brevemente la rotta in prossimità delle isole iraniane di Qeshm e Larak prima di proseguire. A bordo trasporta circa due milioni di barili di greggio, caricati a marzo nel terminal saudita di Juaymah. La nave, battente bandiera di Panama e gestita da una società giapponese legata al gruppo di raffinazione Idemitsu Kosan, nelle scorse ore ha completato il passaggio attraverso il corridoio marittimo.
Teheran vieta le esportazioni di acciaio
L'Iran ha vietato le esportazioni di acciaio. Lo ha comunicato l'agenzia di stampa Fars, dopo che le due maggiori acciaierie del paese avevano annunciato all'inizio di aprile che avrebbero fermato la produzione in seguito agli attacchi di Stati Uniti e Israele. La Khuzestan Steel Company, nel sud-ovest dell'Iran, e la Mobarakeh Steel Company, nella provincia centrale di Isfahan, erano entrambe state bombardate alla fine di marzo. Lo stop all'export è scattato domenica, si legge in una nota ufficiale. Tra la fine di marzo 2025 e la fine di gennaio 2026, l'Iran ha mandato all'estero materiale per un valore di 6,1 milioni di dollari, secondo l'Associazione Iraniana dell'Acciaio.
Gli Emirati Arabi escono dall'Opec e Opec+, nuova strategia
Gli Emirati Arabi hanno deciso di uscire dall'Opec, il gruppo dei paesi produttori di petrolio e dall'Opec+ (che includde altri dieci paesi fra cui la Russia) a partire dal primo maggio dopo dopo sei decenni, pianificando un riallineamento strategico nel quadro della guerra in Iran. Lo riporta Bloomberg citando l'agenzia di stampa emiratina Wam. L'uscita degli Emirati aiuterà il paese a soddisfare la domanda in continua evoluzione, riporta l'agenzia, aggiungendo che il paese aumenterà gradualmente la produzione.
Sa'ar: "Negoziati importanti ma serve smilitarizzare il Sud"
I negoziati che Israele sta tenendo con il governo libanese "sono importanti", ma è necessario che Beirut agisca "per ripristinare la propria sovranità" perché "è necessario similitarizzare" il Libano che "Hezbollah ha trasformato in una struttura terroristica". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar nel corso di una conferenza stampa congiunta con l'omologo serbo Marko Djuric. "I nostri negoziati diretti con il Libano sono importanti, ma il governo libanese deve intraprendere azioni concrete per ripristinare la propria sovranità", ha detto Sa'ar. "Israele non ha ambizioni territoriali in Libano", ma "Hezbollah ha trasformato il Libano meridionale in una "vasta infrastruttura terroristica" e finora "le misure adottate per smilitarizzare la regione sono state insufficienti, il che ha costretto Israele a intervenire". Quindi, ha detto Sa'ar, "se questa infrastruttura venisse smantellata, la presenza militare nella zona non sarebbe più necessaria".
Israele: "Non abbiamo alcuna ambizione territoriale in Libano"
"Israele non ha ambizioni territoriali in Libano. La nostra presenza nelle aree lungo il confine settentrionale del Paese ha un unico scopo: proteggere i nostri cittadini". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar durante una conferenza stampa con l'omologo serbo, Marko Djuric. Le parole di Sa'ar arrivano mentre l'Idf ed Hezbollah continuano a scambiarsi attacchi ripetuti, nonostante il cessate il fuoco in vigore tra Beirut e lo Stato Ebraico.
Axios: "Il conflitto iraniano rischia di diventare la nuova guerra fredda"
"Il conflitto con l'Iran è la nuova Guerra Fredda": è il titolo di un'analisi di Axios sul conflitto tra Usa e Iran. "Il conflitto con l'Iran è entrato in una fase simile alla Guerra Fredda, caratterizzata da sanzioni finanziarie, intercettazioni di cannoniere e colloqui per avviare negoziati. Diversi funzionari statunitensi hanno dichiarato al sito di essere preoccupati che l'America venga trascinata in un conflitto congelato, senza guerra e senza accordo. In questo scenario, gli Stati Uniti dovrebbero mantenere le proprie forze nella regione per molti altri mesi. Lo Stretto di Hormuz rimarrebbe chiuso, il blocco statunitense resterebbe in vigore ed entrambe le parti continuerebbero ad aspettare che l'altra ceda o apra il fuoco per prima. Con le elezioni di metà mandato di novembre ormai a sei mesi di distanza, "un conflitto congelato è la cosa peggiore per Trump, sia politicamente che economicamente", ha affermato una fonte vicina al presidente.
Media: Trump in bilico tra attacchi e pressione economica
Non sembra profilarsi una svolta sull'Iran che metta fine allo stallo e anzi serpeggia a Washington il timore che quello nel Golfo diventi l'ennesimo 'conflitto congelato'. Lo scrive il sempre ben informato Axios. Secondo il sito, il presidente Donald Trump sta oscillando tra il pugno di ferro, con nuovi attacchi militari, e l'attendismo, per vedere se la pressione delle sanzioni economiche spingera' Teheran piu' incline a negoziare la fine del suo programma nuclear2, hanno riferito alcuni dei suoi consiglieri. Il regime "capisce solo le bombe", ha detto Trump a un consigliere. Il presidente e' "frustrato ma realista", ha detto ancora la fonte, "non vuole usare la forza. Ma non si tirerebbe indietro".
Marine Traffic: superpetroliera giapponese passa Hormuz
Una superpetroliera di proprieta' della raffineria giapponese Idemitsu ha attraversato lo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito il sito di monitoraggio delle rotte navali Marine Traffic. La Idemitsu Maru e' partita il 17 aprile dalla raffineria di Ras Tanura, in Arabia Saudita, dove si trovava dalla fine di febbraio, con 2 milioni di barili di greggio.
In Bahrein 5 condanne all'ergastolo, "preparavano atti di terrorismo con Teheran"
In Bahrein cinque persone, tre cittadini del Paese e due afghani, sono state condannate all'ergastolo con l'accusa di aver collaborato con l'Iran per pianificare "atti di terrorismo e atti ostili" nel regno, di aver monitorato e fotografato per l'Iran "strutture cruciali". "Il reato di collusione con entità straniere ostili al regno del Bahrein costituisce uno dei reati più gravi contro la sicurezza nazionale", afferma un comunicato della Procura. Un sesto imputato, cittadino del Bahrein, è stato assolto. Il Bahrein è stato preso di mira dall'Iran nella sua 'risposta' alle operazioni militari americane e israeliane, avviate lo scorso 28 febbraio contro la Repubblica islamica e fermate dalla fragile tregua in atto. Il mese scorso Human Rights Watch ha lanciato l'allarme per "decine" di arresti nella regione dall'inizio dell'escalation in Medio Oriente. Ieri in Bahrein è stata revocata la cittadinanza a 69 persone accusate di aver "sostenuto atti ostili da parte dell'Iran".
Qatar: "Blocco navale non giustificato, Hormuz non sia strumento di pressione"
Il blocco navale non è giustificato e lo Stretto di Hormuz non dovrebbe essere usato come strumento di pressione. Lo ha dichiarato Majed al-Ansari, portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, nel corso di una conferenza stampa. ''La nostra posizione è stata chiara fin dal primo giorno. Qualsiasi conflitto nella regione deve essere risolto al tavolo delle trattative. Abbiamo creduto nel processo negoziale, lo abbiamo sostenuto e continueremo a sostenere una soluzione diplomatica'', ha aggiunto al-Ansari.
A Gedda vertice straordinario leader Golfo
I leader del Consiglio di cooperazione del Golfo si riuniscono oggi a Gedda, in Arabia Saudita, per un vertice straordinario sulla situazione nella regione, il primo dall'inizio della guerra all'Iran. A quanto riferito dalla televisione al Arabiya, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha accolto il principe ereditario kuwaitiano Sabah Khaled al-Hamad al-Sabah, l'emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani e il re del Bahrein Hamad bin Isa Al Khalifa al loro a Gedda. Gli Emirati Arabi Uniti, secondo la Reuters, sono rappresentati dal ministro degli Esteri, Abdullah bin Zayed bin Sultan Al Nahyan.
Qatar: "Sostegno alla mediazione del Pakistan, serve accordo globale"
Il Qatar sostiene la mediazione del Pakistan tra Iran e Stati Uniti. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Doha Majed Al-Ansari durante una conferenza stampa, parlando del coordinamento in corso con Islamabad per la fine del conflitto. ''Non abbiamo bisogno di allargare la cerchia dei negoziati. Sosteniamo la mediazione pakistana'', ha detto.
Doha, ha aggiunto Al-Ansari, è favorevole a un "accordo globale" per porre fine al conflitto. La principale preoccupazione del Qatar, ha sottolineato, è la sicurezza regionale, poiché gli attacchi dell'Iran hanno messo in discussione la stabilità regionale.
Sky TG24 sui cacciamine che l'Italia potrebbe inviare a Hormuz
L'Italia ha a disposizione otto navi progettate allo scopo che pongono la Marina italiana tra le più preparate al mondo ad affrontare queste minacce. Le navi cacciamine italiane, per liberare lo stretto di Hormuz, potrebbero partire da La Spezia, nel momento in cui arrivasse il via libera da parte del governo.
Sky TG24 sui cacciamine che l'Italia potrebbe inviare a Hormuz
Vai al contenutoBahrein, 5 all'ergastolo: collusione con i "terroristi" dell'Iran
Cinque persone sono state condannate all'ergastolo in Bahrein martedi' per aver collaborato con l'Iran nella commissione di "atti terroristici" nello Stato del Golfo, bersaglio di Teheran durante la guerra, ha annunciato la Procura Generale. "Il reato di collusione con entita' straniere ostili al Regno del Bahrein costituisce uno dei crimini piu' gravi contro la sicurezza nazionale", ha dichiarato la Procura Generale in un comunicato stampa.
Iran, Axios: "Trump diviso tra nuovi raid e attesa per effetti della pressione economica"
Il presidente Donald Trump oscilla tra l'ipotesi di nuovi attacchi militari contro l'Iran e l'attesa che la strategia di 'massima pressione' economica spinga Teheran a negoziare sul programma nucleare. Lo riferisce Axios, citando cinque consiglieri che hanno parlato con il capo della Casa Bianca.
Secondo il sito d'informazione americano, il conflitto con la Repubblica islamica è entrato in una fase di stallo dai contorni simili a una 'Guerra Fredda', tra sanzioni finanziarie, blocchi navali e negoziati ancora lontani, mentre resta alto il rischio di un'escalation militare.
Diversi funzionari americani, citati da Axios, hanno riferito che a Washington sta crescendo la preoccupazione per il possibile coinvolgimento degli Stati Uniti in un conflitto "congelato", senza guerra aperta ma anche senza accordo. In questo scenario, le forze Usa resterebbero dispiegate nella regione per mesi, con lo Stretto di Hormuz chiuso, mentre le due parti continuerebbero ad attendere una mossa dell'avversario.
Crisi in Medio Oriente, Putin incontra ministro iraniano. VIDEO
Media: "Msc Francesca e Epaminondas ancora ferme in acque iraniane"
Un'immagine satellitare dell'Agenzia Spaziale Europea mostra che Teheran ha spostato le due navi mercantili sequestrate la settimana scorsa, la Msc Francesca e la Epaminondas, nelle acque iraniane al largo dell'isola di Hormuz. Lo riporta Sky News sottolineando che le navi sarebbero a 2 chilometri di distanza l'una dall'altra, a circa 68 km dal luogo in cui erano state catturate.

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Netanyahu torna in aula nel suo processo per corruzione
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, torna in aula per dichiarare nel suo processo per corruzione, dopo una pausa di oltre due mesi dovuta alla guerra con l'Iran. Lo raccontano diversi media israeliani, tra cui il Times of Israel. La giudice Rivka Friedman-Feldman ha annunciato che l'udienza terminerà alle 16 (le 15 in Italia). Il processo avrebbe dovuto riprendere ieri, ma è stato annullato all'ultimo minuto per motivi di sicurezza, segnalati al tribunale dall'avvocato di Netanyahu, Amit Hadad. La testimonianza dovrebbe riprendere da dove il premier l'aveva interrotta durante l'ultima udienza del 24 febbraio. Netanyahu, ricorda il Times of Israel, ha già prestato dichiarazioni 80 volte e ha quasi terminato il controinterrogatorio sul Caso 4000 relativo alle accuse di aver autorizzato decisioni normative che hanno avvantaggiato finanziariamente il magnate delle telecomunicazioni Shaul Elovitch. Secondo le valutazioni dei pubblici ministeri, citate dal quotidiano Haaretz, Netanyahu ha ancora dalle quattro alle otto udienze da affrontare per quanto riguarda il Caso 2000 relativo a un presunto accordo di scambio di favori tra lui e Arnon Mozes, editore del quotidiano Yedioth Ahronoth. La ripresa delle udienze avviene all'ombra della dichiarazione rilasciata domenica dal presidente Isaac Herzog, il quale ha respinto, almeno per il momento, la possibilità di concedere la grazia a Netanyahu, nonostante la richiesta ufficiale del primo ministro e le forti pressioni del presidente statunitense Donald Trump.
Media, prima nave con Gnl passa da Hormuz dall'inizio della guerra
Una petroliera che trasporta gas naturale liquefatto ha attraversato lo Stretto di Hormuz per la prima volta dall'inizio della guerra con l'Iran. Lo riporta Sky News sottolineando che la petroliera da 136.357 metri cubi è stata avvistata l'ultima volta nel Golfo il 30 marzo, ma è ricomparsa ieri al largo della costa occidentale dell'India, secondo i dati di tracciamento navale di Icis Lng Edge, MarineTraffic e Lseg. Si tratta di un'ulteriore prova del fatto che le navi che navigano nel Golfo - ricorda il media - utilizzano tattiche elusive, come smettere di trasmettere la propria posizione o trasmettere numeri di identificazione falsi, per evitare di essere prese di mira.
Media: "L'Iran in difficoltà sul greggio ricorre a depositi di fortuna e treni"
L'Iran sta "cercando freneticamente" nuove modalità di stoccaggio ed esportazione del petrolio che produce, dato che il blocco navale imposto dagli Usa nell'area dello stretto di Hormuz sta provocando seri problemi in questo senso alla Repubblica Islamica: è quanto riporta il Wall Street Journal, aggiungendo che, tra i metodi a cui prova a ricorrere, ci sono la riattivazione di 'junk storage', ovvero depositi di fortuna con container "improvvisati" o in disuso, e il trasporto verso la Cina attraverso un corridoio ferroviario. L'obiettivo di queste misure è di "ritardare una crisi infrastrutturale" legata all'impossibilità di esportare il petrolio via mare, spiega ancora il Wsj. Il giornale cita la società di analisi Kpler, secondo cui le esportazioni di greggio e derivati è scesa da 2,1 milioni di barili al giorno in media a 567.000 barili al giorno dopo il 13 aprile, quando è partito il blocco navale statunitense. La stessa società aggiunge che, data la situazione, Teheran ha già iniziato a tagliare la produzione.
Bankitalia: "La guerra frena la domanda di prestiti e mutui alle banche"
Le banche italiane si attendono, nel trimestre in corso, un calo della domanda di prestiti e mutui da parte di famiglie e imprese a causa degli eventi bellici e dell'andamento dei prezzi dell'energia. E' quanto emerge dall'indagine sul credito condotta dalla Banca d'Italia nell'ambito di quella della Bce. Gli eventi "avrebbero favorito un atteggiamento attendista delle imprese" si legge. Gli istituti di credito segnalano come, per le stesse cause, ci sarà un "irrigidimento sui finanziamenti" con un impatto più marcato per i settori maggiormente esposti.
Mossad: "Abbiamo acquisito informazioni dal cuore dei segreti del nemico"
Il capo del Mossad, l'agenzia di spionaggio esterno israeliana, ha elogiato le operazioni "innovative" dell'agenzia nella guerra contro l'Iran e Hezbollah, affermando che ha acquisito informazioni "dal cuore dei segreti del nemico". "Nelle campagne contro l'Iran e Hezbollah, abbiamo lavorato fianco a fianco con le Forze di Difesa Israeliane (Idf), sia in difesa sia in attacco", ha detto David Barnea, riferendosi all'esercito israeliano. Barnea è intervenuto a una cerimonia nel quartier generale del Mossad ieri, ma il suo intervento è stato pubblicato oggi. "Abbiamo acquisito informazioni strategiche e tattiche dal cuore dei segreti del nemico", ha detto Barnea, aggiungendo che il Mossad ha "dimostrato nuove e innovative capacità operative nei Paesi bersaglio". Barnea ha affermato che l'esercito e il Mossad hanno cambiato la "posizione strategica" di Israele e "rafforzato la sua potenza", ma ha aggiunto che l'agenzia "non si adagerà sugli allori". "Quando vediamo una minaccia, agiremo con tutta la nostra forza", ha detto.
Trump sta perdendo parte dei repubblicani a causa della guerra in Iran
All'interno del partito del presidente la frattura tra Maga e non-Maga è sempre più netta e a farla risaltare è proprio la questione mediorientale. E in vista delle prossime elezioni questo è un problema per Trump: un campanello di allarme sintomo di un più ampio malcontento.
Trump sta perdendo parte dei repubblicani a causa della guerra in Iran
Vai al contenutoTeheran: Usa dovrebbero essere condannati per pirateria
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ètornato a condannare il sequestro di petroliere in acque internazionali per mano degli Stati Uniti, "Si tratta a tutti gli effetti di un atto di pirateria", ha detto a quanto riferito da Press Tv. "Gli Stati Uniti devono essere ritenuti pienamente responsabili di aver minacciato i principi fondamentali della sicurezza marittima", ha aggiunto.
Teheran: Usa non più in grado di dettare la linea ad altri Paesi
Un esponente governativo di Teheran ha sostenuto che gli Stati Uniti non sono più in grado di "dettare la propria linea politica" agli altri Paesi, mentre Washington starebbe valutando una nuova proposta iraniana per porre fine alla guerra in Medio Oriente. "Gli Stati Uniti non sono più nella posizione di dettare la loro politica alle nazioni indipendenti", ha affermato il portavoce del ministero della Difesa Reza Talaei-Nik, secondo la televisione di Stato, aggiungendo che Washington "accetterà di dover rinunciare alle sue richieste illegali e irrazionali".
Idf: due soldati feriti in un attacco con drone nel sud del Libano
Due soldati israeliani sono rimasti feriti, uno "seriamente" e uno più lievemente, in un attacco con drone avvenuto ieri nel sud del Libano: lo ha riferito oggi l'Idf, citato da Haaretz. Entrambi i soldati sono stati trasportati in ospedale per ricevere assistenza medica. L'attacco, aggiunge il Times of Israel, è attribuito a Hezbollah. Lo stesso giornale afferma che l'Idf ha lanciato un missile intercettore contro un altro sospetto drone di Hezbollah "diretto verso un'area del sud del Libano in cui sono dispiegate truppe" israeliane.
Usa: tra le navi legate all'Iran intercettate c'è la petroliera M/T Stream
La petroliera M/T Stream, battente bandiera iraniana, è una delle imbarcazioni intercettate dagli Usa attraverso il blocco navale istituito per ostacolare il traffico verso i porti della Repubblica Islamica: lo ha reso noto su X il Comando centrale statunitense (Centcom). Secondo il post pubblicato, la petroliera è stata intercettata dal cacciatorpediniere Rafael Peralta domenica scorsa, mentre "tentava di dirigersi verso un porto iraniano".
Cnn: Trump verso no a ultima proposta negoziale Teheran
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, appare orientato a respingere l'ultima proposta negoziale iraniana, esaminata ieri insieme ai consiglieri per la sicurezza nazionale. Lo riferiscono alla Cnn fonti ben informate. Secondo quanto emerso, Trump teme di indebolire la posizione degli Usa nella trattativa se accetterà di concordare una riapertura dello Stretto di Hormuz e rimandare a colloqui successivi la ricerca di un'intesa sul programma nucleare, come proposto da Teheran.
Wsj: Trump scettico su apertura iraniana su Hormuz
Donald Trump e i suoi consiglieri alla sicurezza nazionale sono scettici sull'offerta dell'Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz e sospendere le trattative sul nucleare. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti. La Casa Bianca continuerà a negoziare con Teheran e probabilmente presenterà la sua risposta e le sue controproposte nei prossimi giorni. Anche se l'offerta iraniana non è stata respinta categoricamente, Trump e i suoi consiglieri sono dubbiosi sull'azione in buona fede dell'Iran e sull'intenzione di Teheran di mettere fine all'arricchimento dell'uranio e impegnarsi a non sviluppare l'arma nucleare