Trump ha avvertito che le linee di produzione petrolifera dell'Iran potrebbero "esplodere" entro tre giorni se proseguirà il blocco dello Stretto di Hormuz. Il ministro degli Esteri iraniano incontrerà Vladimir Putin domani a Mosca. Nel frattempo, i colloqui tra Usa e Iran stentano a ripartire. Trump annulla la missione dell'inviato Witkoff in Pakistan. Washington intanto studia la vendetta contro Madrid e Londra per non avere dato appoggio al conflitto in Iran
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Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, incontrerà il presidente russo Vladimir Putin a Mosca.
I colloqui tra Usa e Iran stentano a ripartire. Trump annulla la missione dell'inviato Witkoff in Pakistan. “Possono chiamarci, abbiamo le carte in mano”, ha detto il presidente Usa lamentando anche una “confusione sulla leadership a Teheran”. Le osservazioni di Teheran erano state consegnate al Pakistan dal ministro degli esteri iraniano Araghchi poi partito per un tour con i paesi mediatori prima a Muscat e poi a Mosca. Dopo lo stop però l'Iran, ha fatto sapere il tycoon, ha mandato una nuova proposta. “È migliore ma non basta”, ha aggiunto Trump. Washington intanto studia la vendetta contro Madrid e Londra per non avere dato appoggio al conflitto in Iran: l'ipotesi è la sospensione della Spagna dall'Alleanza e un cambio di posizione degli Usa rispetto alle pretese della Gran Bretagna sulle isole Falkland. Il segretario alla Difesa Hegseth ha fatto sapere agli alleati europei che è "finito il tempo della protezione gratis" e definito "chiacchiere" i colloqui su Hormuz in Francia e Gran Bretagna.
Gli approfondimenti:
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- Tregua Libano e Israele: cosa prevedono i sei punti dell'accordo per il cessate il fuoco
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- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Carburanti, cosa prevede il decreto legge: da taglio accise a sostegni ai tir. Le misure
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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Stretto di Hormuz, ipotesi navi italiane per rimuovere le mine. Quali sono e come operano
Il Vertice dei Volenterosi tenutosi a Parigi venerdì, che ha avuto al centro il futuro dello Stretto di Hormuz, ha fatto registrare un'importante novità per il nostro Paese annunciata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: "L'Italia farà la sua parte" in una eventuale missione internazionale post-bellica, anche mettendo "a disposizione proprie unità navali, sulla base di un’autorizzazione parlamentare" secondo le "regole costituzionali". Due navi cacciamine sono infatti già state approntate dalla Difesa e sono attraccate in porto in Italia, disponibili per essere inviate per un'eventuale missione.
Stretto Hormuz, come operano le navi italiane che trovano le mine
Vai al contenutoLow cost e non solo, ecco quali compagnie aeree sono a rischio per il caro-carburante
La tensione nell’area del Golfo Persico continua e, mentre non sembra essere ancora arrivata una soluzione per il conflitto tra Stati Uniti e Iran, si riflette sul mercato dei carburanti. A essere in particolare sotto stress è l’approvvigionamento del combustibili per aerei, per il quale nei giorni scorsi l’Agenzia Internazionale dell'Energia ha lanciato l’allarme: l’Europa potrebbe avere a disposizione carburante per sole sei settimane, con gravi conseguenze per l'economia del continente. E oltre alle poche scorte, il tema che sta mettendo in difficoltà diverse compagnie aree è anche quello del prezzo del jet-fuel.
Caro carburante per aerei, ecco quali compagnie sono a rischio
Vai al contenutoGas e petrolio, ci sono alternative a Hormuz? Da nuovi oleodotti a rinnovabili, le ipotesi
Al momento non esistono alternative allo Stretto di Hormuz, ma sono già iniziate le discussioni per cercare di svilupparle nel corso degli anni e impedire all’Iran di ricattare ancora gli altri Paesi in futuro. Tra le ipotesi, la costruzione di nuovi tubi: i tempi, però, sono lunghi e i costi altissimi. Intanto, per sostituire il gas del Qatar non sembra necessario rivolgersi alla Russia. Anche di questo si è parlato a Numeri, l’approfondimento di Sky TG24
Gas e petrolio, ci sono alternative allo Stretto di Hormuz? Le ipotesi
Vai al contenutoGuerra Iran, trattative tra divisioni interne a Teheran e scadenza dei 60 giorni negli Usa
I dialoghi per cercare di porre fine al conflitto in Iran proseguono faticosamente. Mentre si cercano nuovi negoziati, dopo il tavolo di Islamabad andato deserto martedì, emerge come a pesare sulla risoluzione della guerra siano anche i fronti interni dei due Paesi. A partire dall’Iran dove, dopo la morte della Guida suprema Ali Khamenei all’inizio della guerra, si starebbe consumando una lotta di potere che ha portato Donald Trump a prorogare a tempo indefinito il cessate il fuoco "in attesa di una linea unitaria" da parte di Teheran.
Guerra Iran, trattative Teheran-Washington tra divisioni e scadenze
Vai al contenutoLibano: 14 morti negli attacchi israeliani nel sud del Paese
l ministero libanese della Salute ha annunciato che gli attacchi israeliani nel sud del Paese hanno causato oggi la morte di 14 persone, nonostante la recente proroga del cessate il fuoco. Tra le vittime figurano due donne e due bambini, ha dichiarato il ministero in un comunicato, aggiungendo che altre 37 persone sono rimaste ferite.
Libano, tregua estesa di 3 settimane. Trump: “Presto incontro con Netanyahu e Aoun”
L’annuncio è arrivato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che punta a sfruttare questo nuovo stop ai combattimenti per favorire un accordo di pace definitivo tra i due Paesi e si attende a Washington l'arrivo dei due leader. Resta centrale il nodo Hezbollah, mentre gli Stati Uniti chiedono anche all’Iran di interrompere il sostegno ai gruppi armati della regione
Libano, tregua estesa di 3 settimane. Trump: “Vedrò i leader”
Vai al contenutoMedia: "I sindaci del nord d'Israele chiudono le scuole per paura dei razzi"
I sindaci delle città lungo il confine tra Israele e Libano hanno annunciato la chiusura di tutte le scuole a partire da martedì, a seguito dei continui lanci di razzi e droni da parte di Hezbollah contro il nord di Israele. "Nonostante l'annuncio del cessate il fuoco, i fatti sul campo dimostrano che la sicurezza nella zona di confine non è stata ripristinata", hanno affermato. Lo riporta Haaretz.
Libano: "Raid aerei di Israele nel sud"
I media libanesi riferiscono che aerei da combattimento delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) stanno attaccando diversi villaggi nel sud del Paese, tra cui Yater, Khirbet Salem, Kafra, Burj Kalawiyya e Beit Yakhon. Lo riporta Ynet.
Petrolio Iran, quanto incide il blocco navale nel Golfo su produzione ed export? I DATI
Il blocco navale imposto dagli Stati Uniti di Donald Trump sullo stretto di Hormuz sta avendo un impatto sugli approvvigionamenti da e per l'Iran. Per quanto tempo Teheran riuscirà a resistere senza esportare petrolio o ricevere merci? Anche di questo si è parlato nella puntata andata in onda il 24 aprile di "Numeri", l'approfondimento di Sky TG24
Petrolio Iran, quanto incide il blocco navale sulla produzione? I dati
Vai al contenutoMedia: "Teheran non interessata ad accordo che limiti nucleare"
L'Iran non sarebbe più interessato a un accordo con gli Stati Uniti che preveda limitazioni al suo programma nucleare. Lo riporta l'agenzia di stampa Tasnim spiegando che Teheran si starebbe invece concentrando sui negoziati volti a porre fine alla guerra, tra cui la questione dello Stretto di Hormuz, l'allentamento delle sanzioni, il risarcimento dei danni e la revoca del blocco navale statunitense. Fonti iraniane affermano che le questioni nucleari potrebbero essere affrontate in seguito o in un accordo separato, ma non saranno oggetto degli attuali colloqui mediati dal Pakistan.
Guerra Usa-Iran, i punti chiave dei negoziati: dal nucleare ai missili
I piani nucleari e le capacità militari dell'Iran, ma anche le sue alleanze internazionali, le sanzioni che da tempo ne colpiscono duramente l'economia e il controllo dello Stretto di Hormuz. Sono questi i principali nodi che restano irrisolti tra Washington e Teheran, i temi più spinosi e divisivi tra le due parti, senza la risoluzione dei quali sembra difficile che si possa arrivare a un accordo.
Guerra Usa-Iran, i punti chiave dei negoziati: dal nucleare ai missili
Vai al contenutoNegoziati Usa-Iran in stallo, Araghchi in Pakistan
Guerra in Iran, così il conflitto ha svuotato le scorte Usa di missili e bombe
Mentre non è chiaro quale sarà il destino delle trattative di pace tra gli Stati Uniti e l’Iran dopo che il presidente Trump ha cancellato il viaggio di Steve Witkoff e Jared Kushner in Pakistan per i colloqui, è emerso un dato che mostra l’impatto del conflitto sulle scorte belliche di Washington: la guerra infatti, secondo quanto riportato dal New York Times, avrebbe assorbito una quota significativa delle munizioni a disposizione dell’esercito americano. E questo avrebbe costretto il Pentagono a trasferire bombe, missili e attrezzature belliche dall’Asia e dall’Europa verso il Medio Oriente, causando una potenziale scarsezza di materiale in quelle aree del mondo.
Iran, così la guerra ha svuotato le scorte Usa di missili e bombe
Vai al contenutoTrump: "Il sistema petrolifero iraniano rischia di esplodere in tre giorni"
In una intervista al Fox, Donald Trump ha avvertito che le linee di produzione petrolifera dell'Iran potrebbero "esplodere" entro tre giorni se proseguirà il blocco dello stretto, per l'impossibilità da parte di Teheran di stoccare il greggio nei container o caricarlo sulle navi. "Quando hai grandi quantità di petrolio nel sottosuolo, se per qualsiasi motivo la linea di produzione è chiusa perché non puoi caricare il greggio nei container o nelle navi, la linea esplode da dentro", ha spiegato. "Restano solo tre giorni prima che accada. Quando esplode, non si puo' piu' ricostruire come era prima, al massimo al 50%", ha aggiunto.
Teheran: "Pakistan non buon mediatore perché fa interessi di Trump"
''Il Pakistan è un buon vicino e un buon amico'' dell'Iran, ''ma non è un mediatore adatto per i negoziati e manca della credibilità necessaria per mediare'' in quanto ''tiene sempre in considerazione gli interessi di Trump''. Lo ha scritto su 'X' Ebrahim Rezaei, portavoce del Comitato di Sicurezza Nazionale iraniano.
Elezioni in Cisgiordania, Fatah in testa
Il movimento al-Fatah del presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Mahmoud Abbas è in testa alle elezioni legislative che si sono svolte in Cisgiordania, secondo i risultati ufficiali e con circa il 95% delle schede scrutinate. Secondo la Commissione elettorale centrale palestinese (Cec), la lista elettorale ufficiale di Fatah, denominata "Fedeltà e Generosità", è in vantaggio a Hebron, la città più grande della Cisgiordania, così come a Tulkarem e Salfit.
Nel corso della conferenza stampa in cui sono stati annunciati i risultati, il primo ministro palestinese Mohammad Mustafa ha descritto il voto come "un'espressione della volontà nazionale del popolo palestinese". Mustafa ha inoltre accolto con favore l'inclusione di Deir el-Balah, nella Striscia di Gaza, nelle elezioni locali, definendola "un primo passo verso un quadro nazionale più inclusivo fino al raggiungimento dell'unità in tutta la Palestina".
In diverse città importanti, come Ramallah, sede dell'Autorità Palestinese (Anp), e Nablus, nel nord, non si è tenuta alcuna votazione in quanto è stata registrata una sola lista, affiliata a Fatah o da essa dominata, rendendo superfluo il voto. A Jenin, città della Cisgiordania settentrionale da tempo associata alla resistenza armata contro l'occupazione israeliana, Fatah ha conquistato sei dei 15 seggi disponibili, a pari merito con una lista indipendente anch'essa denominata "Jenin". Sui social media sono circolati filmati di gruppi di giovani che festeggiavano nel centro città, scandendo slogan legati a fazioni armate locali e interpretando il risultato come una battuta d'arresto per Fatah.
Re Abdullah: "Accordo con Usa garantisca sicurezza Paesi arabi"
L'eventuale accordo tra Stati Uniti e Iran ''garantisca la sicurezza dei Paesi arabi''. Lo ha chiesto il re della Giordania Abdullah II in un colloquio con il ministro degli Esteri del Kuwait Jarrah Jaber al-Ahmad al-Sabah. "La sicurezza del Golfo è fondamentale per la sicurezza e la stabilità della regione e del mondo", ha affermato Abdullah, secondo quanto riportato nel comunicato della Casa reale. Abdullah ha discusso con al-Sabah "i forti legami tra i due Paesi e le modalità per ampliare la cooperazione in diversi settori e intensificare l'azione araba congiunta per sostenere la de-escalation nella regione".
Trump: "Sistema petrolifero rischia esplosione entro 3 giorni"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che il sistema petrolifero dell’Iran potrebbe "esplodere" entro tre giorni, in caso di ulteriori interruzioni delle infrastrutture energetiche del Paese.
Trump ha spiegato a Fox News che, se il petrolio non può essere trasportato, "continua ad accumularsi meccanicamente e nel sottosuolo", aumentando la pressione nei sistemi di condutture e nelle strutture sotterranee, fino a provocare "una rottura o un’esplosione che potrebbe danneggiare il sistema in modo permanente".
Il presidente ha aggiunto che, anche in caso di ricostruzione, le infrastrutture potrebbero tornare solo a circa "il 50%" della loro capacità attuale, definendo lo scenario una conseguenza "molto, molto potente".
Media: "Araghchi ha chiarito le linee rosse in messaggi a Usa"
Sono state chiarite le ''linee rosse'' dell'Iran nei messaggi che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha fatto arrivare agli Stati Uniti tramite i mediatori pakistani. Lo scrive l'agenzia di stampa Fars spiegano che "le linee rosse della Repubblica islamica dell'Iran'' comprendono, tra le altre, ''le questioni nucleari e lo Stretto di Hormuz".
Secondo la Fars, vicina al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, ''fonti attendibili sottolineano che Araghchi sta agendo pienamente nel rispetto delle linee rosse stabilite e dei doveri diplomatici del ministero degli Affari Esteri''. I messaggi trasmessi, aggiunge la Fars, "non sono correlati ai negoziati e sono considerati un'iniziativa dell'Iran per chiarire la situazione regionale".
Trump: "Non ho fretta di arrivare a un accordo con Teheran"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto in un'intervista a fox News di non avere fretta di raggiungere un nuovo accordo con l'Iran, sottolineando che la strategia di massima pressione della sua amministrazione sta strangolando l'economia di Teheran e ne ha "decimato" la capacità operativa. Il presidente Usa ha sostenuto che il tempo è dalla parte di Washington. Trump ha sottolineato che, sebbene i canali di comunicazione rimangano aperti attraverso alleati come il Pakistan, non sente l'urgenza di sedersi immediatamente al tavolo delle trattative. Il presidente ha ribadito che il suo obiettivo primario rimane quello di impedire a Teheran di sviluppare armi nucleari, descrivendo questa possibilità come una minaccia esistenziale alla stabilità globale. "Non si può permettere all'Iran di possedere armi nucleari in nessuna circostanza. Le userebbero e metterebbero in pericolo Israele, l'Europa e gli stessi Stati Uniti. Stiamo rendendo un servizio al mondo impedendolo". L'intervista è servita anche al presidente per esprimere il suo disappunto nei confronti degli alleati europei e della NATO, che ha accusato di non aver fornito il supporto necessario per contenere il regime iraniano, nonostante le "migliaia di miliardi di dollari" che gli Stati Uniti investono per proteggere l'Europa dalla Russia.
Mosca conferma la visita di Araghchi
Il ministero degli Esteri russo ha confermato che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi visitera' la Russia per colloqui, lo riferisce l'agenzia TASS tramite la sua agenzia diplomatica russa. "Confermiamo la visita di Araghchi in Russia allo scopo di tenere dei colloqui", ha dichiarato il ministero degli Esteri russo.
L'esercito israeliano ordina l'evacuazione di sette villaggi nel sud del Libano
L'esercito israeliano ha ordinato oggi l'evacuazione di sette villaggi nel sud del Libano, affermando che avrebbe risposto a quelle che ha definito violazioni da parte di Hezbollah dell'accordo di cessate il fuoco recentemente rinnovato tra i due Paesi. "Alla luce della violazione dell'accordo di cessate il fuoco da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) sono costrette ad adottare misure decisive contro di essa", ha dichiarato il colonnello Avichay Adraee, portavoce in lingua araba dell'esercito, nominando sette villaggi a nord del fiume Litani.
I Pasdaran minacciano: "Sosteniamo Hezbollah nella lotta in Libano"
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane promettono di sostenere Hezbollah nella lotta in Libano. Esmail Qaani, comandante della Forza Quds delle Guardie Rivoluzionarie, ha affermato che "la coesione all'interno del Fronte di Resistenza" è più forte che mai e "oggi l'attenzione è rivolta al sostegno di Hezbollah e delle altre componenti del Fronte di Resistenza". Lo riporta l'agenzia di stampa Tasnim, scrive al Jazeera. "La storia testimonia che il regime sionista non ha concluso alcuna guerra negli ultimi decenni raggiungendo i propri obiettivi. La sconfitta nel Libano meridionale è la continuazione di questo stesso destino storico", ha aggiunto. La Forza Quds è un'unità speciale d'élite responsabile delle operazioni militari extraterritoriali.
Idf: "Ucciso un soldato nel sud del Libano, colpito dai droni di Hezbollah"
L'esercito israeliano ha annunciato che un soldato dell'Idf è stato ucciso in un attacco di droni di Hezbollah nel sud del Libano. Lo scrive Haaretz. L'esercito israeliano ha precisato che il militare aveva 19 anni, si chiamava Idan Fooks ed era originario di Petah Tikva, nel centro di Israele. Secondo le Forze di Difesa Israeliane altre sei persone sono rimaste ferite nell'attacco, tra cui un ufficiale e tre soldati. Il sindaco della città, Rami Greenberg, ha dichiarato: "Condivido il profondo dolore della famiglia Fooks-Ara per la morte del loro figlio, nipote e pronipote", aggiungendo che Fooks è "un eroe israeliano".
Libano, Idf ordina evacuazione 7 villaggi nel sud
L’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione di sette villaggi nel sud del Libano, sostenendo che la misura si rende necessaria in risposta alle presunte violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah. "In seguito alla violazione dell’accordo di cessate il fuoco da parte dell’organizzazione terroristica Hezbollah, le Idf sono costrette ad agire con decisione contro di essa", ha dichiarato su X il portavoce in lingua araba dell’esercito, Avichay Adraee, indicando sette località situate a nord del fiume Litani.
Iran, ministro Esteri domani a Mosca incontrerà Putin
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, incontrerà il presidente russo Vladimir Putin, durante una visita a Mosca domani, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Isna. L'agenzia ha citato l'ambasciatore di Teheran in Russia, Kazem Jalali, il quale ha affermato che Araghchi incontrerà Putin e "si consulterà con i funzionari russi in merito agli ultimi sviluppi dei negoziati, del cessate il fuoco e delle vicende correlate", e presenterà un rapporto sui negoziati per porre fine alla guerra con gli Stati Uniti e Israele.
Trump: "Cina aiuta Teheran? Potrebbero fare molto di più"
La Cina "potrebbe" star aiutando l'Iran nel conflitto in corso, ma "non molto". Lo ha detto a Fox News il presidente americano Donald Trump. "Potrebbero fare molto di più. Non sono eccessivamente deluso. Anche noi aiutiamo gli altri - ha detto Trump - Abbiamo aiutato l’Ucraina e non avremmo dovuto farlo in quella misura".
Araghchi sente l'omologo saudita: "Focus su sforzi Teheran per fine guerra"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto una conversazione telefonica con l'omologo saudita, Faisal bin Farhan Al Saud, sugli ultimi sviluppi regionali e diplomatici. "Nel corso di questa conversazione, il ministro degli Esteri del nostro Paese ha illustrato vari aspetti della situazione attuale nella regione, in particolare gli sviluppi relativi al cessate il fuoco, e ha informato il suo omologo saudita sugli ultimi sforzi e sulle iniziative diplomatiche della Repubblica islamica dell'Iran per porre fine alla guerra e ridurre le tensioni", si legge in un comunicato.
Trump: "La guerra finirà molto presto e vinceremo"
Il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato che la guerra in Iran "finirà molto presto e noi saremo vincitori". Trump è intervenuto su Fox News dove ha commentato, tra le altre cose, l'andamento dei negoziati con l'Iran mediati dal Pakistan.
Araghchi sente Barrot: "Il ruolo dell'Europa è importante"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri francese Jean Noel Barrot, che ha aggiornato sugli ''ultimi sviluppi riguardanti il cessate il fuoco''. Come si legge in una nota del ministero degli Esteri di Teheran condivisa su Telegram, Araghchi ha sottolineato ''l'importanza del ruolo costruttivo'' che possono svolgere i Paesi europei per la pace nella regione.
Trump: "Se l'Iran vuole parlare possiamo farlo per telefono"
Con l'Iran "finirà presto. Se vuole, possiamo parlare. Lo faremo per telefono. Il Pakistan rimarrà coinvolto nella mediazione con l'Iran". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox.
I massimi diplomatici iraniani e sauditi hanno avuto colloqui telefonici
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, e il suo omologo saudita, Faisal bin Farhan Al Saud, hanno avuto un colloquio telefonico per scambiarsi opinioni sugli ultimi sviluppi regionali e diplomatici. Lo scrive al Jazeera. "Nel corso di questa conversazione, il ministro degli Esteri del nostro Paese ha illustrato vari aspetti della situazione attuale nella regione, in particolare gli sviluppi relativi al cessate il fuoco, e ha informato il suo omologo saudita sugli ultimi sforzi e sulle iniziative diplomatiche della Repubblica islamica dell'Iran per porre fine alla guerra e ridurre le tensioni", si legge in un comunicato diffuso dall'emittente.
La foto di Hegseth che sorride alimenta teorie complotto su attacco a Washington
Una foto di Pete Hegseth subito dopo l'attacco alla cena dei corrispondenti a Washington, scattata dalla Reuters dietro le quinte, sta facendo il giro dei social e alimentando le teorie del complotto assieme alla frase della portavoce della Casa Bianca. Nelle immagini, infatti, il capo del Pentagono sorride, mentre alri membri del governo come il segretario al Tesoro Scott Bessent erano visibilmente turbati, secondo i testimoni. A contribuire alla tesi che la sparatoria sia stata una messa in scena, "staged" è la parola diventata virale, anche la reazione di Dana White, capo dell'organizzazione per le arti marziali miste e amico di Donald Trump, che lasciando l'hotel ha dichiarato ai media: "E' stato fottutamente fantastico, mi sono goduto ogni singolo minuto, è stata un'esperienza folle e unica". White si è perfino vantato di non aver seguito gli ordini del Secret Service di mettersi al riparo.
Libano, Idf: "Colpiti miliziane e infrastrutture Hezbollah nel sud"
Le Forze di Difesa israeliane hanno annunciato di aver colpito miliziani e infrastrutture di Hezbollah nel sud del Libano, a nord della zona di sicurezza controllata da Israele, nel corso di una serie di raid aerei e bombardamenti di artiglieria condotti nella giornata di oggi.
Secondo quanto riferito dall’esercito, gli obiettivi includevano squadre impegnate nel lancio di razzi e intenzionate a colpire truppe e territorio israeliano, oltre a un lanciatore già pronto all’uso, un deposito di armi e altri edifici utilizzati dal gruppo. Le Idf hanno inoltre dichiarato di aver colpito miliziani all’interno di un edificio riconducibile a Hezbollah e un altro combattente in movimento su una motocicletta.
Libano: "Oltre 2.500 morti nei raid d'Israele dal 2 marzo"
Il ministero della Salute del Libano riferisce che, dal 2 marzo, data in cui è ripresa la guerra aperta tra Israele e Hezbollah, almeno 2.509 persone sono state uccise e 7.755 ferite dagli attacchi israeliani. Lo riporta al Jazeera.
Araghchi sente il premier del Qatar: "Implementare il cessate il fuoco"
Prima del suo rientro a Islamabad il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto un colloquio telefonico con il primo ministro del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani. Araghchi ha dichiarato di aver discusso degli "sviluppi relativi al cessate il fuoco e delle sfide che lo ostacolano", informando Sheikh Mohammed sugli "sforzi diplomatici della Repubblica Islamica dell'Iran per porre fine alla guerra e ridurre le tensioni". Il formato futuro dei colloqui sul cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti è attualmente sconosciuto. Ieri, il presidente statunitense Donald Trump ha annullato il viaggio dei suoi inviati a Islamabad dopo la partenza di Araghchi dalla città.
Hezbollah: "Israele viola la tregua, respinte le accuse di Netanyahu"
Hezbollah ha respinto oggi l'accusa del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu secondo cui starebbe mettendo a repentaglio il cessate il fuoco, affermando che continuerà a rispondere alle violazioni israeliane e all'occupazione del Libano meridionale. In una dichiarazione, Hezbollah ha affermato che i suoi attacchi contro obiettivi israeliani nel Libano meridionale e nel nord di Israele rappresentano "una risposta legittima alle persistenti violazioni del cessate il fuoco da parte del nemico sin dal primo giorno dell'annuncio della tregua temporanea". "Hezbollah afferma chiaramente e fermamente che le continue violazioni del cessate il fuoco da parte del nemico... e soprattutto la sua continua occupazione del territorio libanese e le violazioni della sua sovranità saranno contrastate con una risposta e una resistenza... pronte a difendere la sua terra e il suo popolo", si legge nella dichiarazione.
Hezbollah respinge le accuse di Netanyhau: "Israele viola la tregua"
Hezbollah ha rimandato al mittente, il premier Benjamin Netanyau, le accuse di minare il cessate il fuoco in Libano e ha denunciato che è Israele a violare la tregua. In una nota diffusa su Telegram, Hezbollah "mette in guardia con forza dall'estremo pericolo di tentare di coinvolgere le autorità libanesi in un accordo bilaterale stipulato esclusivamente tra Washington e Netanyahu, sul quale il Libano non ha avuto voce in capitolo né ha preso posizione", riferendosi al cessate il fuoco. "Il proseguimento della resistenza contro gli assembramenti del nemico israeliano nei nostri territori occupati e il bombardamento dei suoi insediamenti nel nord della Palestina occupata rappresentano una risposta legittima alle sue persistenti violazioni del cessate il fuoco sin dal primo giorno della dichiarazione di tregua temporanea", si legge nel comunicato, che lascia intendere che Hezbollah continuera' a contrastare i frequenti attacchi israeliani nel Libano meridionale. "L'estensione della tregua per ulteriori settimane avrebbe dovuto, secondo le autorità libanesi, portare a un vero cessate il fuoco durante il quale il nemico avrebbe interrotto le sue violazioni e i suoi attacchi, in particolare i bombardamenti e la distruzione di case nel sud", prosegue il comunicato. "Invece", prosegue, Israele "ha intensificato l'aggressione e gli attacchi, confermando la sua natura criminale, il suo tradimento e il suo disprezzo per tutte le leggi e le convenzioni internazionali". "La resistenza è presente e pronta a difendere la sua terra e la sua gente", avverte Hezbollah.
Mosca: "Mesi perché mercato petrolio si riprenda"
Il vice primo ministro russo Alexander Novak ha avvertito che ci vorranno diversi mesi prima che il mercato petrolifero torni ai livelli precedenti, anche se lo Stretto di Hormuz venisse riaperto. In un'intervista all'emittente russa Vgtrk, Novak ha affermato che la crisi in Medio Oriente ha causato una grave carenza globale di risorse energetiche, che non sarà facile da colmare in breve tempo. "La crisi è molto profonda: un'enorme quantità di barili di petrolio non ha raggiunto il mercato in questo periodo e un gran numero di navi si è accumulato nello Stretto di Hormuz", ha dichiarato Novak. "Pertanto, ovviamente, ci vorrà del tempo per riequilibrare il mercato e tornare ai livelli precedenti. A nostro avviso, ci vorranno diversi mesi", ha aggiunto.
Teheran: "Lo Stretto Hormuz non tornerà a condizioni pre-guerra"
Lo Stretto di Hormuz non tornerà alle condizioni prebelliche. Lo ha dichiarato Ali Nikzad, vicepresidente del parlamento iraniano, all'agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr. "Non riporteremo in alcun modo lo Stretto di Hormuz al suo stato precedente, perché questo è un ordine della Guida Suprema della Rivoluzione Islamica" Mojtaba Khamenei, ha detto Nikzad.
Ministro Esteri Araghchi arrivato a Islamabad
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, è arrivato a Islamabad, in Pakistan. Lo riporta la tv ufficiale della Repubblica islamica Irib News.
Smotrich: "Lapid-Bennett insieme? E' alleanza dei servitori di Abbas"
Dopo l’annuncio dell’alleanza tra gli ex primi ministri israeliani Naftali Bennett e Yair Lapid in vista delle elezioni di ottobre, arrivano le prime reazioni politiche. "Non mi intrometto nel modo in cui la sinistra distribuisce i propri voti - ha scritto su X il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, che ha definito l'unione - L’alleanza dei servitori di Abbas".
Media: "Araghchi ha sentito ministro Esteri saudita"
Colloquio telefonico tra il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, e il capo della diplomazia saudita, Faisal bin Farhan Al Saud. Al centro della telefonata, ha riferito la tv iraniana Irib, gli ultimi sviluppi nella regione e il processo diplomatico in atto. Intanto, dopo la missione in Oman, Araghchi è tornato in Pakistan per nuove consultazioni.
Downing Street: "Starmer e Trump hanno parlato di urgente riapertura Hormuz"
Il premier britannico Keir Starmer e il presidente americano Donald Trump hanno parlato della situazione in Medio Oriente e della "necessità di ripristinare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, alla luce delle conseguenze gravi per l'economia globale". Lo ha reso noto un portavoce di Downing Street, come riporta la Bbc, riferendo della telefonata di Starmer con Trump dopo le "scene scioccanti" alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca.
Gli Usa rimuovono gli equipaggiamenti di sicurezza da Islamabad
Dopo l'annullamento del viaggio degli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner a Islamabad per i colloqui con l'Iran, due aerei C-17 dell'aeronautica statunitense, con personale di sicurezza, attrezzature e veicoli per la protezione dei funzionari Usa, hanno lasciato il Pakistan: lo riferiscono alcuni media Usa citando la Reuters e due sue fonti governative pakistane.
Elezioni, Bennett e Lapid in lista unica sfidano Netanyahu
Gli ex primi ministri israeliani Naftali Bennett e Yair Lapid, che hanno guidato il governo del Cambiamento nel 2021-2022, hanno annunciato la fusione dei loro partiti e la loro candidatura congiunta alle elezioni di quest'anno, con l'obiettivo di spodestare il primo ministro Benjamin Netanyahu. "Naftali Bennett e Yair Lapid annunceranno il primo passo nel processo di riforma dello Stato di Israele: la fusione del Partito Yesh Atid e del Partito Bennett 2026 in un'unica formazione guidata dall'ex primo ministro Naftali Bennett", hanno dichiarato i due in un comunicato congiunto. "Questa mossa riunisce il blocco riformista, ponendo fine alle lotte interne e consentendo di concentrare tutti gli sforzi su una vittoria decisiva alle prossime elezioni, guidando Israele verso le riforme necessarie", si legge nel comunicato.
Araghchi tornato a Islamabad dopo visita in Oman
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è rientrato a Islamabad dopo una tappa a Muscat, in Oman, dove ha incontrato il sultano. Lo riportano i media di Stato iraniani. In precedenza, il ministero degli Esteri di Teheran aveva reso noto che Araghchi sarebbe tornato nella capitale pakistana prima di proseguire il suo viaggio verso Mosca.
Lapid e Bennett correrranno insieme: "Blocco riformista per sfidare Netanyahu"
Gli ex primi ministri israeliani Naftali Bennett e Yair Lapid hanno annunciato la decisione di presentarsi insieme alle elezioni previsto per ottobre, con una lista unica nata dalla fusione dei rispettivi partiti. Lo riporta Haaretz, secondo cui l’obiettivo dichiarato è rafforzare il fronte dell’opposizione e puntare a un cambio di governo, con l’intento di sfidare l’attuale premier Benjamin Netanyahu.
"L’ex primo ministro Naftali Bennett e l’ex primo ministro Yair Lapid annunceranno il primo passo del processo di riforma dello Stato di Israele: la fusione tra il partito Yesh Atid e il partito Bennett 2026 in una formazione unificata guidata da Naftali Bennett", si legge nella dichiarazione congiunta. I due ex leader sottolineano che l’operazione mira a creare un "blocco riformista", mettendo fine alle competizioni interne per concentrare le forze su una "vittoria decisiva" alle prossime elezioni e su un percorso di riforma politica del Paese.
Media: "Israele schierò Iron Dome e truppe in Emirati"
All'inizio della guerra con l'Iran, Israele ha schierato una batteria del suo Iron Dome negli Emirati Arabi Uniti, insieme a truppe per gestirla, segnando la prima volta che il sistema di difesa antiaerea e' stato inviato in un Paese al di fuori di Israele e degli Stati Uniti, secondo quanto riportato da Axios, che cita funzionari israeliani e americani. Durante la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, Teheran ha lanciato attacchi prolungati contro gli Emirati Arabi Uniti, lanciando circa 550 missili balistici e da crociera e oltre 2.200 droni, secondo il ministero della Difesa emiratino, diventando così il Paese più colpito della regione. Sebbene la maggior parte dei missili sia stata intercettata, alcuni hanno colpito obiettivi militari e civili, spingendo, a quanto pare, Abu Dhabi a chiedere aiuto agli alleati. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha ordinato il dispiegamento del sistema missilistico in seguito a una telefonata con il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohamed bin Zayed Al Nahyan, secondo quanto riferito da Axios. Si ritiene che il sistema abbia intercettato decine di missili iraniani in arrivo. Funzionari israeliani ed emiratini affermano che i due Paesi sono stati in stretto coordinamento militare e politico sin dall'inizio della guerra, il 28 febbraio, e che l'aviazione israeliana ha anche condotto attacchi nel sud dell'Iran durante il conflitto per neutralizzare le minacce dirette contro gli Stati del Golfo. Un alto funzionario emiratino citato da Axios sottolinea che gli Emirati Arabi Uniti "non dimenticheranno" l'assistenza fornita da Israele durante la crisi.
Media: "Araghchi ha lasciato Oman diretto a Islamabad"
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha lasciato Muscat, capitale dell'Oman, ed e' in viaggio verso Islamabad, come annunciato dal ministero degli Esteri iraniano, che ha confermato la sua visita in Pakistan prima di recarsi poi a Mosca. Araghchi dovrebbe arrivare a breve alla base aerea di Nur Khan, alla periferia della capitale pakistana. Secondo quanto appreso da Al Jazeera, il suo aereo privato, il Meraj, dovrebbe atterrare a Nur Khan entro due ore. Parte della sua delegazione, rientrata a Teheran dopo il primo ciclo di colloqui a Islamabad per ottenere indicazioni sulle questioni relative a un accordo per la fine della guerra, dovrebbe raggiungerlo a Islamabad questa sera. Durante la sua precedente sosta in Pakistan, Araghchi ha incontrato il capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Asim Munir, il vice primo ministro e ministro degli Esteri Ishaq Dar e il primo ministro Shehbaz Sharif. Gli incontri si sono concentrati sulle relazioni bilaterali e sugli sviluppi regionali. Secondo Al Arabiya, che cita fonti pakistane, Araghchi ha ricevuto il via libera da Teheran per discutere i punti di una proposta di accordo che Islamabad vorrebbe presentare agli Stati Uniti.
Tv: "Ministro Esteri atteso in Pakistan"
E' atteso per la serata di Islamabad l'arrivo nella capitale pakistana del ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che torna qui dopo la tappa a Muscat, in Oman, dove ha incontrato il sultano. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera dopo che in precedenza il ministero degli Esteri di Teheran aveva fatto sapere che Araghchi sarebbe tornato a Islamabad prima di volare in Russia. Secondo al-Jazeera, Araghchi è ripartito da Teheran ed è atteso l'arrivo alla base aerea Nur Khan, alla periferia di Islamabad.
Media: Israele ha ripreso ad attaccare il Sud
I media ufficiali libanesi riportano che l'esercito israeliano ha iniziato a colpire il sud del Paese, dopo aver emesso un avviso di evacuazione per sette località, nonostante il cessate il fuoco con il gruppo Hezbollah, ancora formalmente in vigore. "Aerei da guerra israeliani hanno lanciato un attacco" a Kfar Tibnit, una delle località incluse nell'avviso, ha riferito l'agenzia di stampa statale National News Agency, aggiungendo che ci sono state segnalazioni di vittime. In base ai termini del cessate il fuoco, Israele si riserva il diritto di agire contro "attacchi pianificati, imminenti o in corso". L'esercito israeliano ha effettuato ripetuti attacchi in Libano da quando la tregua è entrata in vigore il 17 aprile, e le sue truppe operano all'interno di una "linea gialla" annunciata da Israele vicino al confine, dove ai residenti libanesi è stato intimato di non tornare.
Media: "Team Usa non pensa di tornare a Islamabad, Araghchi ritorna stasera"
l ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi dovrebbe arrivare stasera a Islamabad, capitale del Pakistan, per la sua seconda visita in altrettanti giorni, dopo un breve viaggio in Oman. Lo scrive sul suo sito la Ap, citando funzionari pakistani, secondo cui non è previsto nell'immediato il ritorno di inviati statunitensi per ulteriori colloqui. Araghchi si trovava a Islamabad ieri e ha presentato la posizione di Teheran sulla fine del conflitto regionale al Primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, al capo dell'esercito, il feldmaresciallo Asim Munir, al ministro degli Esteri Ishaq Dar e ad altri alti funzionari.
Netanyahu: "Hezbollah sta smantellando la tregua
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che le azioni di Hezbollah in Libano stanno "smantellando" il cessate il fuoco concordato tra Israele e Libano. "Bisogna comprendere che le violazioni di Hezbollah stanno, di fatto, smantellando il cessate il fuoco", ha affermato Netanyahu durante la riunione settimanale del Consiglio dei ministri
FT: "Guerra spinge prezzi pistacchio, soffre ‘Dubai Chocolate'"
La guerra in Iran ha spinto i prezzi dei pistacchi alle stelle, interrompendo le forniture proprio nel momento di massima impennata della domanda, di cui è complice, anche, la predilezione dei consumatori per il gusto ‘Dubai Chocolate’, virale sui social. Il conflitto, spiega il Financial Times, ha compromesso le rotte marittime e il commercio regionale e sta complicando le esportazioni dall’Iran - uno dei maggiori produttori mondiali - mettendo così a dura prova un mercato già in tensione. “È come giocare d'azzardo: non sappiamo a quale prezzo vendere”, ha detto Behnam Heydaripour, amministratore delegato del grossista londinese Borna Foods. Secondo il dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, l'Iran rappresenta circa un quinto della produzione mondiale di pistacchi e, in alcuni anni, fino al 25-30% delle esportazioni globali. Ma gli operatori sostengono che lo smaltimento del raccolto del Paese sia diventato sempre più difficile, perché la guerra degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran sta compromettendo la logistica in tutto il Medio Oriente. “La guerra ha amplificato i vincoli esistenti piuttosto che crearne di nuovi”, ha affermato Nick Moss, analista di Expana, aggiungendo che i problemi si stanno “accumulando uno sull’altro”. Secondo Expana, a marzo i prezzi dei pistacchi sono saliti a circa 4,57 dollari al chilo, il livello più alto dal 2018. La domanda è stata alimentata in parte dalla mania globale per il gusto ‘Dubai Chocolate’, ossia barrette ripiene di crema di pistacchio e pasta sfoglia sminuzzata, diventate virali online nel 2023. Questo ha contribuito a stimolare un boom più ampio dei prodotti al gusto di pistacchio. Ma l’offerta era già sotto pressione prima del conflitto. I raccolti del 2025 nei principali paesi produttori, tra cui Stati Uniti, Turchia e Iran, sono stati inferiori alle aspettative, con il raccolto iraniano colpito dalla siccità. Le esportazioni dell’Iran sono state inoltre limitate dalle sanzioni e dai disordini interni. Le periodiche interruzioni delle comunicazioni di quest’anno hanno reso più difficile per gli esportatori coordinare le vendite con gli acquirenti internazionali, rallentando il flusso delle merci anche prima dell’inizio dei combattimenti. “È difficile parlare con i fornitori in Iran perché Internet è stato interrotto. Non possono rispondere alle e-mail”, ha detto Heydaripour. “La guerra ha aggravato questi problemi. Le compagnie di navigazione hanno cancellato o deviato i servizi, ritardando le merci e aumentando i costi. Le spedizioni di pistacchi verso i mercati chiave, tra cui il Medio Oriente e l'India, hanno subito interruzioni”.
Fidan apre a partecipazione Turchia a sminamento Hormuz
La Turchia potrebbe partecipare alle operazioni di sminamento dello Stretto di Hormuz se Teheran e Washington raggiungeranno un accordo di pace. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, evidenziando la natura umanitaria di un'eventuale partecipazione allo sminamento dello Stretto di Hormuz.
Così il conflitto ha svuotato le scorte Usa di missili e bombe
Mentre non è chiaro quale sarà il destino delle trattative di pace tra gli Stati Uniti e l’Iran dopo che il presidente Trump ha cancellato il viaggio di Steve Witkoff e Jared Kushner in Pakistan per i colloqui, è emerso un dato che mostra l’impatto del conflitto sulle scorte belliche di Washington: la guerra infatti, secondo quanto riportato dal New York Times, avrebbe assorbito una quota significativa delle munizioni a disposizione dell’esercito americano. E questo avrebbe costretto il Pentagono a trasferire bombe, missili e attrezzature belliche dall’Asia e dall’Europa verso il Medio Oriente, causando una potenziale scarsezza di materiale in quelle aree del mondo.
Iran, così la guerra ha svuotato le scorte Usa di missili e bombe
Vai al contenutoMimit: prezzo medio benzina self a 1,738 euro al litro, gasolio a 2,059 euro
Il ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, in data odierna - domenica 26 aprile 2026 - il prezzo medio dei carburanti in modalità 'self service' lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,738 euro al litro per la benzina e 2,059 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,789 euro al litro per la benzina e 2,118 euro al litro per il gasolio.
Urso: "Se il blocco a Hormuz perdura affronteremo una grave emergenza"
"Se il blocco dello stretto di Hormuz dovesse perdurare dovremmo affrontare una vera grave emergenza, non solo sul fronte dell'inflazione per effetto del caro energia, ma anche su quello delle materie prime necessarie alle nostre filiere industriali". Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, in un'intervista al Qn, sottolineando che, da questa preoccupazione, dipende la richiesta alla Commissione europea di avere "margini fiscali per realizzare subito le misure necessarie a fronteggiare l'emergenza". Oltre alla sospensione del Patto di Stabilità, spiega, "abbiamo chiesto la sospensione del sistema perverso degli Ets, che paghiamo più di altri non potendo disporre di energia nucleare prodotta nel nostro Paese, come Francia e Spagna". Secondo Urso, infatti, "occorre fare subito le riforme, a cominciare dal mercato unico dell'energia, così come quelle necessarie a preservare la nostra industria, per esempio l'Industrial Accelerator Act. L'Europa è indietro, mentre assistiamo a un'accelerazione della storia, dove predomina il conflitto".
Netanyahu: "Sconvolto da tentato omicidio Trump"
"Io e Sara siamo rimasti sconvolti dal tentativo di assassinio ieri sera a Washington del presidente Donald Trump". Così in un post su Truth il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, dopo quanto accaduto alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca. "Siamo sollevati nel sapere che il presidente e la First Lady stanno bene - aggiunge - Facciamo i nostri auguri di pronta e completa ripresa all'agente ferito e complimenti al Secret Service per l'intervento rapido e incisivo".
Usa, intercettata una nave della 'flotta ombra' dell'Iran nel mar Arabico
Una delle navi della 'flotta ombra' che trasporta petrolio iraniano è stata intercettata nel mar Arabico da un elicottero della Marina degli Stati Uniti, decollato dal cacciatorpediniere lanciamissili USS Pinckney. Lo riferisce il Comando Centrale americano in un posto sui social media precisando che la nave mercantile sta ottemperando alle direttive militari Usa di fare ritorno in Iran sotto scorta. La Sevan è una delle 19 navi sanzionate dal dipartimento del Tesoro americano per il trasporto verso di prodotti energetici iraniani, petrolio e gas, inclusi propano e butano, per un valore di miliardi di dollari. Il Comando centrale ha anche fatto sapere che dall'inizio del blocco navale sono state respinte 37 navi.
Il ministro degli Esteri turco Fidan sente gli omologhi iraniano a pachistano
Il ministro degli Esteri turco ha avuto colloqui telefonici separati con i suoi omologhi iraniano e pachistano. Lo ha dichiarato in serata il ministero degli Esteri di Ankara, scrive Anadolu. Secondo il ministero, i colloqui tra Hakan Fidan, Abbas Araghchi e Ishaq Dar si sono concentrati sugli ultimi sviluppi del processo negoziale tra Iran e Stati Uniti.
Spari a cena corrispondenti, Trump: "Incidente non mi distoglierà dal vincere la guerra in Iran"
"Questo incidente" alla cena dei Corrispondenti della Casa Bianca "non mi distoglierà dal vincere la guerra in Iran". Lo ha detto Donald Trump.