Venditori, allevatori e rifugi avranno quattro anni dall'entrata in vigore della normativa per adeguarsi, mentre l'obbligo scatterà dopo 10 anni per i cani e 15 per i gatti per quanto riguarda i proprietari di animali domestici. Le nuove misure includono anche il divieto di mutilazione di cani e gatti per esposizioni, mostre e competizioni
Il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo alle prime norme Ue in materia di allevamento, alloggio, tracciabilità, importazione e gestione di cani e gatti, concordate con il Consiglio a fine 2025. Il testo è passato a larghissima maggioranza, con 558 sì, 35 no e 52 astensioni. In base alla nuova legge, tutti i cani e i gatti presenti nell'Ue, compresi quelli di proprietà privata, dovranno essere identificabili con un microchip e registrati in banche dati nazionali interoperabili.
Le novità
Venditori, allevatori e rifugi avranno quattro anni dall'entrata in vigore della normativa per adeguarsi, mentre l'obbligo scatterà dopo 10 anni per i cani e 15 per i gatti per quanto riguarda i proprietari di animali domestici. Saranno inoltre vietati gli accoppiamenti tra consanguinei, come quelli tra genitori e figli o tra fratelli, e sarà vietato allevare cani e gatti per conferire loro caratteristiche esagerate o eccessive che comportino rischi significativi per la loro salute. Le nuove misure includono anche il divieto di mutilazione di cani e gatti per esposizioni, mostre e competizioni. Infine, sarà vietato legare un cane o un gatto a un oggetto, salvo quando necessario per cure mediche, e l'uso di collari a strozzo o con punte senza meccanismi di sicurezza integrati.
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Animali importati da Paesi extra Ue
Al fine di colmare le lacune che consentono l'ingresso di cani e gatti nell'Ue come animali domestici non commerciali, per poi essere destinati successivamente alla vendita, la nuova normativa si estende anche ai movimenti di animali non commerciali. Quelli importati da Paesi extra-Ue a scopo di vendita dovranno essere dotati di microchip prima di entrare nell'Ue e successivamente registrati in una banca dati nazionale, obbligo che vale anche per tutti i proprietari di animali domestici che entrano in Ue, che dovranno pre-registrare il proprio animale almeno cinque giorni lavorativi prima dell'arrivo, a meno che non sia già registrato in una banca dati di un Paese Ue.