Secondo il New York Post, il presidente americano rilancia l'ipotesi di nuovi colloqui venerdì. La portacontainer Msc Francesca e la Epaminondas colpite a Hormuz: sono state "scortate fino alla costa iraniana". "Posso confermare che c'è stato un attacco ad una nave cargo greca, ma non che sia stata sequestrata dagli iraniani", ha detto il ministro degli Esteri greco Giorgos Gerapetritis. Durante i colloqui di domani a Washington con Israele, il Libano chiederà l'estensione di un mese
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Donald Trump afferma che i colloqui con l'Iran potrebbero essere "possibili" già venerdì. Lo riporta il New York Post, citando un messaggio ricevuto dal presidente Usa. E in serata la Casa Bianca precisa che il rinnovo del cessate il fuoco non ha una scadenza prestabilità e sarà lo stesso presidente a decidere quanto durerà.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno sequestrato due imbarcazioni colpite da armi da fuoco nello Stretto di Hormuz, un atto che per Washington non viola comunque la tregua. Si tratta della nave portacontainer Msc Francesca e la Epaminondas. Le due navi sono state "scortate fino alla costa iraniana". "Posso confermare che c'è stato un attacco ad una nave cargo greca, ma non posso confermare che sia stata sequestrata dagli iraniani". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri greco, Giorgos Gerapetritis, alla Cnn, definendo la situazione "abbastanza preoccupante" e chiedendo a tutte le navi di proprietà greca di evitare lo stretto di Hormuz.
Durante i colloqui previsti domani a Washington con Israele, il Libano chiederà l'estensione di un mese della tregua. Lo riporta Afp, citando una fonte ufficiale. "Beirut chiederà la proroga del cessate il fuoco e la cessazione da parte di Tel Aviv delle operazioni di demolizione e distruzione nelle zone in cui è presente", ha dichiarato la fonte. Intanto la Marina Militare italiana pianifica l'eventuale invio di 4 navi a Hormuz.
Gli approfondimenti:
- Iran, la Marina militare italiana pianifica l'eventuale invio di 4 navi a Hormuz
- Tregua Libano e Israele: cosa prevedono i sei punti dell'accordo per il cessate il fuoco
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Carburanti, cosa prevede il decreto legge: da taglio accise a sostegni ai tir. Le misure
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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Wafa: "5 uccisi da un raid israeliano nella Striscia, 3 sono bambini"
Cinque persone, tra cui tre bambini, sono state uccise e altre ferite in un raid aereo israeliano contro un gruppo di residenti nella città di Beit Lahia, a nord della Striscia di Gaza. Lo riporta Wafa, l'agenzia di stampa palestinese, che cita fonti mediche e locali. Le vittime, spiega Wafa, sono state uccise da un drone israeliano che ha colpito un gruppo di persone vicino a una moschea.
Caro carburante per aerei, ecco quali compagnie sono a rischio
La tensione nell’area del Golfo Persico continua e, mentre non sembra essere ancora arrivata una soluzione per il conflitto tra Stati Uniti e Iran, si riflette sul mercato dei carburanti. A essere in particolare sotto stress è l’approvvigionamento del combustibili per aerei, per il quale nei giorni scorsi l’Agenzia Internazionale dell'Energia ha lanciato l’allarme: l’Europa potrebbe avere a disposizione carburante per sole sei settimane, con gravi conseguenze per l'economia del continente. E oltre alle poche scorte, il tema che sta mettendo in difficoltà diverse compagnie aree è anche quello del prezzo del jet-fuel.
Caro carburante per aerei, ecco quali compagnie sono a rischio
Vai al contenutoGas e petrolio, ci sono alternative allo Stretto di Hormuz? Le ipotesi
Al momento non esistono alternative allo Stretto di Hormuz, ma sono già iniziate le discussioni per cercare di svilupparle nel corso degli anni e impedire all’Iran di ricattare ancora gli altri Paesi in futuro. Tra le ipotesi, la costruzione di nuovi tubi: i tempi, però, sono lunghi e i costi altissimi. Intanto, per sostituire il gas del Qatar non sembra necessario rivolgersi alla Russia. Anche di questo si è parlato a Numeri, l’approfondimento di Sky TG24.
Gas e petrolio, ci sono alternative allo Stretto di Hormuz? Le ipotesi
Vai al contenutoBeirut, trovata morta la giornalista dispersa a Tiri
La Direzione generale della protezione civile libanese ha annunciato in un comunicato che le sue squadre hanno recuperato il corpo della giornalista Amal Khalil, "rimasta uccisa in un raid aereo nemico che ha colpito un'abitazione nella città di Tiri". Lo scrive L'Orient du Jour.
Preservativi, prezzo in aumento per effetto della guerra in Iran
Ad annunciarlo è stato il più grande produttore mondiale di condom, che ha riferito che è in aumento anche la richiesta: "Nei periodi difficili, la necessità di usare il preservativo è ancora maggiore perché si è incerti sul proprio futuro".
Preservativi, prezzo in aumento per effetto della guerra in Iran
Vai al contenutoOnu: "Inaccettabili profanazione simboli e luoghi religiosi"
L'Onu ha condannato qualsiasi "profanazione di luoghi religiosi" a prescindere dalla fede. Lo ha ribadito il portavoce, Stephane Dujarric, a cui è stato chiesto come giudicasse le scuse del premier israeliano Benjamin Netanyahu per la profanazione di una statua di Gesù e il silenzio dopo la distruzione delle moschee a Gaza. "Lascio a te trarre i parallelismi o l'ironia, qualunque parola tu voglia usare. La profanazione dei simboli religiosi e la profanazione dei luoghi di culto sono inaccettabili, indipendentemente dalla religione", ha detto.
Onu su blocco navale: "Ripristinare libertà di navigazione"
L'Onu ha ribadito la necessità di "vedere ripristinata la libertà di navigazione". Lo ha detto il portavoce, Stephane Dujarric, a cui un giornalista aveva chiesto cosa pensasse della richiesta iraniana agli Usa di togliere il blocco navale come pre-condizione per riprendere i colloqui. "Noi abbiamo chiesto il ripristino della libertà di navigazione nel Golfo, nello Stretto di Hormuz, da quando questa libertà di navigazione è venuta meno. E abbiamo visto alti e bassi. Il mondo ha bisogno di vedere la libertà di navigazione ripristinata".
Onu: "Stallo negoziati? Pakistan mediatore comprovato"
L'Onu ritiene valida la mediazione del Pakistan tra Usa e Iran. Lo ha detto il portavoce, Stephane Dujarric, rispondendo alle domande dei giornalisti riguardo allo stallo dei negoziati. "Esiste un mediatore comprovato, che è il Pakistan, sostenuto dagli sforzi di Turchia, Arabia Saudita ed Egitto. Il nostro punto non è creare complicazioni o rendere la situazione ancora più complessa", ha detto. "Il segretario generale Antonio Guterres è in contatto con tutti gli attori coinvolti", ha aggiunto.
Trump: "Iran ha accolto la mia richiesta di non giustiziare 8 donne". Teheran smentisce
Sono stato informato che le otto donne manifestanti che avrebbero dovuto essere giustiziate questa sera in Iran non verranno più uccise", ha scritto il presidente Usa su Truth. Ma a stretto giro è arrivata la replica della magistratura iraniana: "Nessuna era in attesa di esecuzione, quindi la loro condanna non poteva essere revocata".
Trump: 'Iran ha accolto la mia richiesta di non giustiziare 8 donne'
Vai al contenutoWall Street, chiusura positiva per estensione tregua Usa-Iran
Chiusura positiva per Wall Street che interrompe una serie negativa di due giorni per l'S&P 500 e il Nasdaq, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha esteso il cessate il fuoco con l'Iran, sebbene permanga l'incertezza sul fatto che ciò possa portare a concreti colloqui di pace. Il Dow Jones è salito dello 0,69% a 49.490 punti, il Nasdaq dell'1,64% a 24.657 punti, lo S&P 500 dell'1,05% a 7.137 punti. Trump ha affermato che l'estensione a tempo indeterminato del cessate il fuoco è seguita a una richiesta dei mediatori pakistani. Tuttavia, il blocco navale statunitense dei porti iraniani è rimasto in vigore e l'Iran ha sequestrato due navi nello Stretto di Hormuz. L'apertura della via navigabile, responsabile di circa il 20% dell'approvvigionamento petrolifero globale, rimane una grande incognita per gli investitori ed è stata uno dei punti critici nei negoziati. Il presidente del parlamento iraniano e principale negoziatore, Mohammad Baqer Qalibaf, ha affermato che un cessate il fuoco completo avrebbe senso solo se il blocco venisse revocato. Nelle ultime settimane i mercati azionari hanno registrato un rialzo, nella convinzione che un accordo di pace possa essere all'orizzonte, con il Nasdaq che lunedì ha interrotto una serie di 13 giorni consecutivi di guadagni.
Crosetto incontra presidente Emirati Arabi Uniti: "Espresso apprezzamento per contributo a descalation"
“Ho avuto l’onore di incontrare il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sua Altezza Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan Mohamed Bin Zayed, nel quadro della mia visita ufficiale nel Paese. Gli ho innanzitutto trasmesso i saluti del Presidente del Consiglio, GiorgiaMeloni, che lo ha recentemente visitato, ribadendo i suoi sentimenti di vicinanza al Governo e al popolo emiratino. Con Sua Altezza abbiamo approfondito in termini operativi e concreti iniziative per rafforzare la cooperazione tra i nostri Paesi nel settore della difesa e della sicurezza". Così in un post su 'X' il ministro della Difesa Guido Crosetto.
"Abbiamo inoltre esaminato i recenti sviluppi in Medio Oriente e le implicazioni della guerra con l’Iran per la stabilità regionale e internazionale, come anche per la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Ho espresso apprezzamento per il contributo degli Emirati Arabi Uniti alla de-escalation nella regione e l’auspicio che il cessare il fuoco possa favorire una soluzione negoziale del conflitto", conclude Crosetto.
Media: "Israele pronto all'eventualità che la tregua con Hezbollah crolli"
Israele si sta preparando all'eventualità che il cessate il fuoco con Hezbollah possa crollare "da un momento all'altro", in un contesto di crescenti tensioni lungo il confine settentrionale, hanno dichiarato funzionari militari. Lo scrive Ynet. I media libanesi hanno riportato oggi che due giornaliste, Amal Khalil e Zeinab Faraj, sono rimaste ferite in un raid aereo israeliano nel villaggio di Tiri, nel sud del Libano. Secondo le notizie, squadre della Croce Rossa sono state inviate per evacuarle. Successivamente, è emerso che i corpi di due vittime e Faraj erano stati recuperati, mentre Khalil risulta ancora intrappolata, con i funzionari libanesi che hanno imputato Israele le difficoltà incontrate per portarle soccorso.
Iran, perché sarà difficile rimuovere le mine dallo Stretto di Hormuz
L’Iran non sarebbe in grado di rimuovere le mine che ha disseminato lungo lo Stretto di Hormuz prima della tregua con gli Usa. È quanto riferiscono alcuni ufficiali americani, citati dal New York Times. La messa in sicurezza del corridoio marittimo è necessaria per permetterne la riapertura totale e Donald Trump ha promesso che distruggerà tutte le mine posate tra le sue acque e il suo fondale, assicurando che “non ci vorrà "molto" per "ripulire" lo Stretto. Molto dipenderà da come evolverà il conflitto e dagli eventuali progressi di un negoziato di pace al momento fallito. Anche perché – come emerge dalle stime della Defense Intelligence Agency - l'Iran possiede ancora migliaia di mine navali nel suo arsenale.
Iran, perché sarà difficile rimuovere le mine dallo Stretto di Hormuz
Vai al contenutoIran, Casa Bianca: "Deve consegnare l'uranio arricchito agli Usa"
Il presidente Donald Trump "ha definito le sue linee rosse in modo molto chiaro: l'Iran non potrà mai ottenere una bomba nucleare per minacciare gli Stati Uniti e i nostri alleati e deve consegnare l'uranio arricchito agli Stati Uniti" nell'ambito dei negoziati per concludere la guerra. Lo ha detto a Fox News la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, aggiungendo: "Attendiamo la loro risposta".
Casa Bianca: "Non c'è una scadenza tassativa per l'Iran, decide Trump sulla tregua"
Donald Trump non ha fissato una scadenza tassativa per la proposta all'Iran: sarà lui a dettare la tempistica del cessate il fuoco. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, definendo "inesatta" l'ipotesi di un cessate il fuoco della durata di 3-5 giorni.
Casa Bianca: "Aspettiamo la risposta dell'Iran, stiamo strangolando la loro economia"
"Aspettiamo la risposta iraniana": con il blocco "stiamo strangolando la loro economia". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, sottolineando che Donald Trump vuole una risposta unitaria da Teheran.
Casa Bianca: "Per Trump sequestro di due navi non viola cessate il fuoco"
Donald Trump non considera il sequestro di due navi da parte dell'Iran una violazione del cessate il fuoco. Lo ha chiarito la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, che ad una domanda diretta di Fox News ha risposto: "No, perché non sono navi americane e non sono navi israeliane, sono imbarcazioni internazionali". Poi ha aggiunto: gli iraniani "non controllano lo Stretto di Hormuz, quello a cui assistiamo è pirateria".
Casa Bianca: "Trump ha le carte in mano sull'Iran, Usa mantengono il controllo"
"Le carte sono nelle mani Trump: gli Stati Uniti mantengono il controllo. Trump gode di flessibilità grazie all'estensione del cessate il fuoco". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt in un'intervista a Fox.
Petrolio chiude in rialzo per tensioni in Medio Oriente
Chiusura in rialzo per il petrolio con il Brent che supera i 100 dollari al barile a 101,91 dollari (+3,48%). Il Wti sale del 3,67% a 92,96 dollari. A spingere le quotazioni il calo a sorpresa delle scorte di benzina e distillati negli Stati Uniti e le notizie degli attacchi a contro almeno tre navi portacontainer nello Stretto di Hormuz. Altro elemento rialzista lo stallo delle trattative nei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran.
Teheran: "Da Trump notizie false, nessuna giovane era stata condannata a morte"
La magistratura iraniana ha dichiarato che le affermazioni del presidente Donald Trump, secondo cui l'Iran avrebbe annullato le esecuzioni di otto donne, si basavano su notizie false, aggiungendo che nessuna delle donne era effettivamente condannata a morte. Lo scrive Iran International. "Nessuna di queste donne era in attesa di esecuzione, quindi la loro condanna non poteva essere revocata", ha affermato la magistratura in un comunicato. Ha accusato Trump di "cercare di fabbricare successi a partire da notizie false".
Guerra Iran, Marina militare pianifica "l'invio di 4 navi a Hormuz"
L'idea è mandare un “gruppo basato su 2 cacciamine con un'unità di scorta e una logistica che ci permette di aumentare il periodo”, ha detto il capo di Stato maggiore della Marina militare, Giuseppe Berutti Bergotto. L’eventuale missione sarebbe insieme a “Francia, Inghilterra e un gruppo congiunto tra l'Olanda e il Belgio".
Guerra Iran, Marina militare pianifica 'l'invio di 4 navi a Hormuz'
Vai al contenutoLibano, due giornaliste ferite in raid israeliano nel sud
Due giornaliste libanesi, Amal Khalil e Zainab Faraj, sono rimaste ferite in un raid israeliano sulla città di Tiry, nel sud del Libano. Lo riferiscono i media di Beirut, secondo cui l'esercito israeliano ha temporaneamente impedito ai soccorritori di raggiungerle. Il personale della Croce Rossa libanese è riuscito a recuperare Faraj e a portarla in un ospedale a Tebnine sotto "fuoco ostile", mentre i soccorritori stanno ancora cercando di raggiungere Khalil.
Media: "Il Pakistan resta fiducioso, nuovo round di colloqui a giorni"
I funzionari pachistani sono mostrati ottimisti sulla possibilità di riportare Stati Uniti e Iran al tavolo dei negoziati, nonostante il sequestro di due navi mercantili nello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran, un nuovo ostacolo agli sforzi per raggiungere una pace duratura. Il Primo ministro Shehbaz Sharif ha incontrato oggi l'ambasciatore iraniano. Lo scrive il New York Times citando un funzionario pachistano informato sui colloqui, che ha affermato che un secondo round di negoziati potrebbe tenersi nei prossimi giorni.
Pentagono, 400 militari feriti in Operation Epic Fury
Sono 400 i militari americani rimasti feriti nell'Operation Epic Fury, secondo il nuovo bilancio fornito oggi dal Defense Casualty Analysis System del Pentagono. La maggioranza sono soldati dell'Esercito, 271, con 64 membri della Marina, 19 marines e 46 avieri. Dall'inizio del conflitto sono 13 i militari caduti nel conflitto.
Guerra Iran, Teheran sequestra due navi nello Stretto di Hormuz. VIDEO
Pezeshkian: "Il blocco navale Usa è un ostacolo per i negoziati"
La scelta degli Usa di mantenere il blocco navale nello Stretto di Hormuz nonostante l'annunciata estensione del cessate il fuoco è un ostacolo per il negoziato con l'Iran. Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, su X. "La Repubblica Islamica dell'Iran ha accolto con favore il dialogo e l'accordo e continua a farlo", afferma Pezeshkian, "la violazione degli impegni, il blocco e le minacce sono i principali ostacoli per veri negoziati". "Il mondo vede la vostra infinita retorica ipocrita e la contraddizione tra parole e azioni", aggiunge Pezeshkian.
Iran, fonti di intelligence Usa: "Ha ancora più capacità militari di quanto dica la Casa Bianca"
Dopo settimane di bombardamenti, l'Iran conserva più capacità militari di quanto la Casa Bianca e il Pentagono dichiarino pubblicamente. E' quanto riporta Cbsnews citando diverse fonti Usa informate sull'intelligence, precisando che circa la metà degli arsenali di missili balistici e i loro sistemi di lancio erano ancora intatti all'inizio del cessate il fuoco l'8 aprile scorso. Inoltre, circa il 60% delle forze navali dei Guardiani della Rivoluzione è intatto, compresi i motoscafi veloci usati per gli attacchi.
Per quanto riguarda le forze aree sono state significativamente colpite, ma non decimate, dice un'altra fonte dell'emittente sottolineando che due terzi sarebbero ancora operativa dopo la massiccia compagna di bombardamenti di Usa e Israele. L'emittente cita anche una dichiarazione scritta consegnata al Congresso dal capo dell'agenzia di intelligence militare, il generale James Adams, in cui si afferma che "l'Iran conserva migliaia di missili e droni d'attacco che possono ancora minacciare gli Usa e le forze dei suoi partner in tutta la regione, nonostante la riduzione delle sue capacità".
Media, l'Idf nega di aver preso di mira i giornalisti nel sud del Libano
L'esercito israeliano ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma di "non prendere di mira i giornalisti e di agire per mitigare i danni nei loro confronti", negando al contempo di aver impedito ai soccorritori di raggiungere il luogo dell'attacco a Tayri (Tiri) in cui sono rimaste coinvolte due croniste libanesi. Lo riporta Al Jazeera. L'Idf ha dichiarato di aver colpito due veicoli nel sud del Libano che si allontanavano da una struttura militare utilizzata da Hezbollah, e di aver successivamente ricevuto segnalazioni del ferimento di due giornaliste a seguito degli attacchi.
L'Iran esclude la riapertura di Hormuz se il blocco Usa rimane attivo
"Un cessate il fuoco completo non ha senso se viene violato da un blocco navale», pertanto «la riapertura dello stretto di Hormuz è impossibile finché la tregua viene apertamente disattesa». Con queste parole su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha escluso una riapertura del passaggio finché persisterà il blocco statunitense dei porti iraniani, denunciandolo come una violazione del cessate il fuoco tra i due Paesi. La posizione di Teheran arriva dopo che il presidente americano Donald Trump ha annunciato un’estensione unilaterale della tregua, inizialmente concordata l’8 aprile.
Il Pentagono: "Per ripulire Hormuz dalle mine servono 6 mesi"
Per ripulire lo Stretto di Hormuz dalle mine potrebbero volerci sei mesi ed è improbabile che l'operazione venga intrapresa prima della fine della guerra. Lo ha detto il Pentagono al Congresso, secondo quanto riporta il Washington Post.

Trump: "Le otto giovani non saranno giustiziate, ringrazio l'Iran"
"Ottime notizie! Sono appena stato informato che le otto donne manifestanti che avrebbero dovuto essere giustiziate questa sera in Iran non verranno più uccise". Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth sottolineando che "quattro saranno rilasciate immediatamente, mentre quattro saranno condannate a un mese di carcere". "Apprezzo vivamente che l'Iran, e i suoi leader, abbiano accolto la mia richiesta e abbiano annullato l'esecuzione prevista", ha messo in evidenza. Il presidente aveva chiesto ieri a Teheran di rilasciare le otto donne iraniane prossime a essere giustiziate per impiccagione.
Ghalibaf: "Blocco Usa è violazione cessate il fuoco, riapertura Hormuz impossibile"
L'Iran insiste: il blocco navale degli Stati Uniti rappresenta una violazione del cessate il fuoco e dunque lo Stretto di Hormuz non può essere riaperto. In un post su X, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf scrive: "Un cessate il fuoco completo ha senso solo se non viene violato dal blocco navale e dal sequestro dell'economia mondiale e se l'avventurismo bellico dei sionisti su tutti i fronti viene fermato". "L'apertura dello Stretto di Hormuz non è possibile con una palese violazione del cessate il fuoco", scandisce Ghalibaf, che nei giorni scorsi aveva guidato la delegazione di Teheran ai negoziati di Islamabad. Stati Uniti e Israele, conclude, "non hanno raggiunto i loro obiettivi con l'aggressione militare, non li raggiungeranno nemmeno con l'intimidazione: l'unica via è l'accettazione dei diritti della nazione iraniana".
Media, per la compagnia dell'Epaminondas l'equipaggio è "sano e salvo"
La società di gestione della nave portacontainer Epaminondas, battente bandiera liberiana, è stata "avvicinata e bersagliata da colpi d'arma da fuoco sparati da una cannoniera con equipaggio" mentre attraversava lo stretto di Hormuz a circa 20 miglia nautiche dalla costa dell'Oman. Lo scrive la Ap sul suo sito, secondo cui la società Technomar ha dichiarato che tutto l'equipaggio è "sano e salvo" e che non sono stati segnalati feriti, ma che le ispezioni preliminari hanno indicato danni al ponte di comando. "La Technomar rimane in stretto contatto con l'equipaggio e le autorità competenti. La nostra priorità rimane la sicurezza e il benessere del nostro equipaggio, mentre collaboriamo con tutte le parti interessate per garantirne la continua incolumità e indagare sull'incidente", ha affermato la società. Non ha fornito ulteriori dettagli, ma ha dichiarato che maggiori informazioni saranno diffuse "quando ci saranno sviluppi significativi".
Bbc: "Il mercantile attaccato ha gettato l'ancora vicino agli Emirati"
Secondo i dati di tracciamento di MarineTraffic analizzati da Bbc Verify, una delle tre navi portacontainer attaccate in precedenza nello Stretto di Hormuz, la Euphoria, sembra aver gettato l'ancora vicino a un porto degli Emirati Arabi Uniti. La Euphoria, di proprietà degli Emirati Arabi Uniti, è stata attaccata a otto miglia nautiche a ovest dell'Iran, secondo la società di sicurezza marittima Vanguard. Non sono stati segnalati danni alla nave né feriti tra i membri dell'equipaggio. L'Iran non ha commentato la vicenda della Euphoria, ma ha dichiarato di aver sequestrato altre due navi, la Msc Francesca e la Epaminondas, entrambe danneggiate a seguito degli attacchi. Le loro posizioni più recenti indicano che nessuna delle due si è spostata molto dal luogo dell'attacco. Tuttavia, i dati di MarineTraffic indicano che la Euphoria ha ripreso la navigazione verso sud dopo l'orario in cui sarebbe stata attaccata, entrando in rada a circa 13 miglia nautiche dal porto di Khor Fakkan intorno alle 13, ora italiana. La destinazione finale prevista per la nave mercantile è attualmente indicata come Jeddah, sulla costa saudita del Mar Rosso. Il monitoraggio del traffico navale tramite i dati di geolocalizzazione presenta dei limiti, spiegano gli analisti di Bbc, poiché le navi possono disattivare i propri sistemi di tracciamento o tentare di nascondere la propria posizione tramite 'spoofing', ovvero trasmettendo una posizione falsa.
La Marina militare: "Pianificato l'invio di 4 navi a Hormuz"
"La pianificazione prudenziale che ha fatto il capo di Stato Maggiore della Difesa prevede un gruppo basato su 2 cacciamine con un'unità di scorta e una logistica che ci permette di aumentare il periodo. In tutto 4 navi. Ovviamente noi non andiamo da soli, andiamo all'interno di una coalizione internazionale, anche le altre nazioni manderanno dei cacciamine. In Europa ci sono Francia, Inghilterra e un gruppo congiunto tra l'Olanda e il Belgio". Così il capo di Stato maggiore della Marina militare, Giuseppe Berutti Bergotto a Cinque Minuti, in merito ad un'eventuale missione nello Stretto di Hormuz.
Iran: "Apprezziamo gli sforzi del Pakistan per porre fine alla guerra"
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha detto di "apprezzare" gli sforzi del Pakistan per porre fine alla guerra, ma si è astenuto dal commentare un'estensione del cessate il fuoco decisa unilateralmente da Washington, secondo quanto riporta la tv di stato. Interrogato sulla richiesta del mediatore pachistano di estendere la tregua - richiesta accettata da Trump prima della sua scadenza stasera -, il portavoce del ministero Esmail Baghai, si è limitato a lodare gli sforzi del Pakistan per stabilire la pace e ha sottolineato che la Repubblica islamica sta adottando "le misure necessarie per la sicurezza" del Paese.
Hormuz e la guerra in Iran verso un accordo? Gli scenari
Le ultime settimane hanno mostrato un continuo alternarsi di aperture e chiusure con il fronte libanese che aggiunge complessità a una situazione già instabile. L’ennesimo stop ai negoziati potrebbe fare parte di una dinamica negoziale tra Washington e Teheran, ma cosa succede ora e quali sono le prospettive (e le criticità) nell'ipotesi ottimistica di una stabilizzazione e di uno sblocco più definitivo dello Stretto?
Hormuz e la guerra in Iran verso un accordo? Gli scenari
Vai al contenutoMedia: "Gli Houthi si preparano ad azioni nel Mar Rosso"
Gli Houthi yemeniti monitorano i movimenti delle navi militari Usa nel Mar Rosso e si preparano a possibili azioni. Lo riporta il Jerusalem Post citando il quotidiano libanese vicino a Hezbollah, Al-Akhbar. Inoltre, in un intervento tv, il leader degli Houthi Abdul-Malik al-Houthi ha confermato che le sue forze stanno valutando come rispondere ad una nuova escalation.
Iran, Atene: "Confermato attacco a nave greca, ma non sappiamo se sia stata sequestrata"
"Posso confermare che c'è stato un attacco ad una nave cargo greca, ma non posso confermare che sia stata sequestrata dagli iraniani". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri greco, Giorgos Gerapetritis, alla Cnn, definendo la situazione "abbastanza preoccupante" e chiedendo a tutte le navi di proprietà greca di evitare lo stretto di Hormuz.
Riguardo alla nave finita sotto attacco, il ministro ha spiegato che si tratta di "una nave di proprietà greca, battente bandiera liberiana, che stava cercando di uscire dallo stretto di Hormuz". "Noi abbiamo inviato un avviso a tutte le navi greche di essere molto attente, di esercitare il massimo della cautela e di evitare di attraversare lo stretto", ha aggiunto.
Tasnim: "Trump mente, nessuna intenzione di negoziare venerdì"
"Trump ha mentito di nuovo. L'Iran al momento non ha intenzione di negoziare venerdì". Lo scrive su X l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, ritenuta vicina ai Guardiani della Rivoluzione, riferendosi alla dichiarazione del presidente degli Stati Uniti, che al New York Post ha definito "possibile" una ripresa dei negoziati tra Teheran e Washington a partire da venerdì.
Bessent: "Quando finirà la guerra in Iran la benzina costerà meno di prima"
Nel corso di un'audizione presso una sotto commissione del Senato Usa, Scott Bessent ha dichiarato che ci sarà un crollo dei prezzi della benzina non appena terminerà la guerra in Iran. Secondo il segretario al Tesoro americano i costi del carburante potrebbero risultare perfino "inferiori" rispetto a prima dell'inizio del conflitto. Attualmente, secondo l'American Automobile Association il prezzo medio di un gallone di benzina negli Stati Uniti supera i 4 dollari, in rialzo rispetto ai 2,98 dollari registrati alla fine di febbraio. Le affermazioni di Bessent sono in contrasto con quelle del segretario all'Energia Chris Wright secondo il quale ci vorrà almeno un anno affinché i prezzi della benzina calino.
Libano, Aoun: "Comunicazioni in corso per estendere la scadenza del cessate il fuoco"
Sono in corso comunicazioni "per estendere la scadenza del cessate il fuoco" tra Israele e il Libano. Lo ha reso noto il presidente libanese Joseph Aoun alla vigilia del secondo round di colloqui a Washington tra i due Paesi, dopo che il 16 aprile è stata concordata una tregua di 10 giorni giorni entrata in vigore alle mezzanotte di sei giorni fa. In un post su X, Aoun afferma che i colloqui in preparazione sono "basati su una completa cessazione delle aggressioni israeliane, il ritiro israeliano dai territori libanesi, il ritorno dei prigionieri, il dispiegamento dell'esercito ai confini internazionali e l'inizio della ricostruzione di quanto distrutto durante questa guerra".
La posizione del Libano "sui negoziati è chiara - ha insistito il presidente - Nessuna concessione, nessuna contrattazione e nessuna resa se non per ciò che realizza la sovranità libanese e gli interessi di tutti i libanesi".
Ghalibaf: "I pasdaran un muro di ferro contro i nemici dell'Iran"
Le Guardie Rivoluzionarie sono una fonte di "orgoglio e onore" per il Paese, e un "muro di ferro" contro i nemici. Così si è espresso il capo del Parlamento e guida della delegazione iraniana a Islamabad nel negoziato dell'11 aprile, Mohammad Bagher Ghalibaf in un messaggio diffuso oggi, in occasione dell'anniversario della fondazione del corpo. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Irna. Le affermazioni di encomio di Ghalibaf arrivano dopo quelle del presidente Pezeshkian, mentre nelle ultime ore erano emerse notizie di fratture con i pasdaran nella gestione delle trattative con Washington, sulla fine del conflitto.
Beirut, danneggiate o distrutte oltre 62mila unità abitative
Gli attacchi israeliani contro il Libano hanno danneggiato o distrutto oltre 62mila unità abitative nel Paese. "In circa 45 giorni, abbiamo registrato 21.700 unità abitative distrutte e 40.500 danneggiate", ha dichiarato Chadi Abdallah, direttore del Consiglio Nazionale per la Ricerca Scientifica (CNRS), in una conferenza stampa.
Gli attacchi israeliani hanno causato la morte di oltre 2.400 persone. Dall'inizio della guerra con Hezbollah, oltre un milione di residenti sono stati costretti a lasciare le proprie abitazioni a causa dei bombardamenti. Nonostante la tregua di 10 giorni iniziata venerdì, le forze israeliane hanno continuato a demolire case nelle città del Libano meridionale attualmente occupate, secondo quanto riferito dalle autorità libanesi e da testimoni oculari.Secondo le stime del CNRS, "428 unità abitative sono state distrutte e 50 danneggiate" durante i primi tre giorni del cessate il fuoco, ha dichiarato Abdallah.
Usa: "Gli americani in Iran lasciano il Paese con la riapertura dello spazio aereo"
Gli Stati Uniti esortano gli americani in Iran a lasciare il Paese approfittando della parziale riapertura delle spazio aereo. L'ambasciata virtuale a Teheran chiede agli americani di monitorare i media locali per aggiornamenti e consultare le compagnie aeree per vedere i voli che portano fuori dall'Iran. Un'altra opzione per lasciare l'Iran, spiega l'ambasciata, è viaggiare per l'Armenia, l'Azerbaijan, la Turchia e il Turkmenistan.
Tasnim: "Teheran non ha ancora una posizione ufficiale sulla tregua"
Teheran non ha finora preso una posizione ufficiale sull'estensione della tregua annunciata da Donald Trump. Lo rende noto l'agenzia iraniana Tasnim. L'Iran, si legge, sta esaminando vari aspetti della decisione del presidente Usa.
Navi portacontainter colpite dall'Iran e sequestrate. VIDEO
Libano, Macron: "Morto un secondo militare francese di Unifil, ferito nell'attacco di sabato"
Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato la morte di un secondo militare che partecipava alla missione Unifil in Libano, rimasto gravemente ferito nell'attacco attribuito ad Hezbollah di sabato scorso. In un post su X Macron ha scritto: "Il caporale Anicet Girardin, rimpatriato ieri dal Libano dove era stato gravemente ferito da combattenti di Hezbollah, è morto questa mattina a causa delle sue ferite. È morto per la Francia".
"La Nazione, che domani renderà omaggio al sergente Florian Montorio", morto sul colpo "durante la stessa imboscata, saluta con emozione la memoria del caporale Anicet Girardin e il suo sacrificio e rende omaggio all'impegno esemplare delle nostre forze armate nell'ambito dell'Unifil, che operano con coraggio e determinazione al servizio della Francia e della pace in Libano". Nell'attacco del 18 aprile, erano rimasti feriti altri due militari.
Guterres: "Estensione tregua in Medio Oriente passo importante verso la de-escalation"
Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres plaude all'annuncio di Donald Trump dell'estensione del cessate il fuoco con Teheran, e lo definisce "un passo importante verso la de-escalation e la creazione di uno spazio fondamentale per la diplomazia e per la costruzione della fiducia tra Iran e Usa". Il portavoce del Palazzo di Vetro in una nota fa sapere che "esortiamo tutte le parti a sfruttare questo slancio, ad astenersi da azioni che potrebbero compromettere la tregua e a impegnarsi in modo costruttivo nei negoziati per giungere a una risoluzione sostenibile e duratura". Guterres "sostiene pienamente gli sforzi del Pakistan nel facilitare ulteriori colloqui, e auspica che contribuiscano a creare le condizioni propizie per una risoluzione complessiva e duratura del conflitto".
Trump: "Colloqui con l'Iran possibili già venerdì"
Donald Trump afferma che i colloqui con l'Iran potrebbero essere "possibili" già venerdì. Lo riporta il New York Post, citando un messaggio ricevuto dal presidente Usa.

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Pahlavi: "Sono a Berlino per assicurarmi che le voci degli iraniani siano ascoltate"
"Mentre gli iraniani continuano a lottare per la loro liberazione, sono arrivato a Berlino per assicurarmi che le loro voci vengano ascoltate. Domani incontrerò al Bundestag funzionari eletti di tutto lo spettro politico tedesco, parlerò con i membri della stampa e incontrerò la diaspora iraniana". Lo annuncia su X il figlio dell'ex scià di Persia Reza Pahlavi.
Fonti ministero greco smentiscono sequestro di nave a Hormuz da parte di pasdaran
Fonti del ministero greco degli Affari marittimi hanno chiarito che, contrariamente a quanto affermato dai media iraniani, la nave portacontainer 'Epaminondas', battente bandiera liberiana e di proprietà di una compagnia greca, non è stata sequestrata nello stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia ellenica Ana-mpa. Il commento arriva dopo che il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche ha dichiarato, stando ai media iraniani, che due navi mercantili colpite nelle prime ore di questa mattina a largo dell'Oman, ovvero la 'Epaminondas' e la 'Msc Francesca' sono state sequestrate e dirette verso la costa iraniana. Fonti del ministero degli Affari marittimi greco hanno attribuito le relative dichiarazioni di Teheran a informazioni inesatte, riporta l'agenzia Ana-mpa. La 'Epaminondas', stando a quanto scritto da Kathimerini, è di proprietà della compagnia greca Technomar Shipping ed è gestita da MSC.
T-Bond, prezzi in rialzo con estensione del cessate il fuoco Usa-Iran
I prezzi dei titoli del Tesoro sono in rialzo, dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha esteso il cessate il fuoco con l'Iran, alla luce del fallito tentativo di organizzare un secondo round di colloqui a Islamabad. In questo momento, il rendimento - che si muove inversamente al prezzo - del decennale è in ribasso al 4,28%, dal 4,292% di ieri. Il rendimento del titolo a tre mesi è poco mosso al 3,684%.
Questo l'andamento delle altre scadenze:
- Titolo a 2 anni, rendimento poco mosso al 3,775%.
- Titolo a 5 anni, rendimento in ribasso al 3,899%.
- Titolo a 30 anni, rendimento in ribasso al 4,888%.
Pezeshkian: "Ruolo decisivo della Guardia rivoluzionaria per la difesa dell'Iran"
Nel rincorrersi di voci di contrasti interni al governo iraniano tra la linea degli irriducibili delle Guardie rivoluzionarie e quella di esponenti di governo più moderati, oggi in occasione dell'anniversario della fondazione del corpo, il presidente Masoud Pezeshkian ha diffuso un messaggio affermando che "tale ricorrenza ricorda la lungimiranza e la prudenza del defunto fondatore della Repubblica Islamica, l'imam Khomeini". Lo rende noto l'agenzia di stampa iraniana IRNA. Secondo il presidente, i pasdaran "hanno svolto un ruolo decisivo nel corso della storia della Rivoluzione Islamica nel salvaguardare l'indipendenza, la sicurezza e la dignità dell'Iran". Descrivendoli come "un albero puro e robusto che è cresciuto forte nel tempo", Pezeshkian ha aggiunto che i risultati del corpo "derivano da anni di impegno dedicato, continua prontezza operativa e una solida comprensione della guerra moderna e ibrida".
Egitto: "Irremovibile la nostra posizione sulla questione palestinese"
Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha avuto colloqui telefonici con il vicepresidente palestinese Hussein al-Sheikh, il primo ministro palestinese Mohammad Mustafa e il rappresentante Speciale per Gaza Nikolay Mladenov, ai quali ha ribadito la posizione "irremovibile" dell'Egitto sulla questione palestinese. Durante i colloqui, si è discusso degli ultimi sviluppi della situazione nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. Il ministro degli Esteri egiziano ha sottolineato che "l'attuale escalation nella regione non deve distogliere l'attenzione dalla necessità di completare tutti i requisiti della seconda fase del piano del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, tra cui il dispiegamento della forza internazionale di stabilizzazione, la garanzia della fornitura senza ostacoli di aiuti umanitari e l'avvio di programmi di ripresa e ricostruzione tempestivi". Sono stati inoltre evidenziati - riferisce un portavoce - "i pericolosi sviluppi in Cisgiordania, dati i continui episodi di violazione da parte di Israele e l'intensificarsi delle operazioni militari, le ripetute incursioni in alcune città palestinesi e campi profughi, l'espansione degli insediamenti e gli attacchi dei coloni contro i luoghi sacri". Queste azioni - avverte l'Egitto - "contribuiscono ad acuire le tensioni e a compromettere le possibilità di de-escalation e di ripresa del processo politico".
Libano, Idf: "Intercettato drone di Hezbollah lanciato contro le nostre truppe nel sud"
Hezbollah ha lanciato un drone contro le truppe israeliane di stanza nel Libano meridionale. Lo ha riferito l'Idf, aggiungendo che il velivolo è stato intercettato dalla difesa aerea e che non si segnalano feriti. Le Forze di Difesa Israeliane affermano che l'attacco costituisce una "palese violazione dell'accordo di cessate il fuoco". Ieri, Hezbollah ha lanciato una raffica di razzi contro le truppe israeliane nel Libano meridionale e un drone contro Israele. Israele ha risposto agli attacchi colpendo un lanciarazzi utilizzato nel bombardamento di ieri.
Tasnim: "Teheran non sottovaluta possibili attacchi Usa durante la tregua"
L'agenzia di stampa iraniana Tasnim, in un'analisi pubblicata sul suo portale, ipotizza una dozzina di ragioni che motivano la decisione di Donald Trump di prorogare la tregua. Un'estensione del cessate il fuoco "non richiesta da parte iraniana" si evidenzia. Tra gli scenari più probabili si sottolinea che Washington o Tel Aviv potrebbero sfruttare l'effetto sorpresa per nuovi attacchi. "Le informazioni ottenute da Tasnim indicano che i funzionari iraniani stanno monitorando attentamente tale possibilità e l'Iran non sottovaluta tale scenario".
Aoun: "Mantenere pace civile linea rossa invalicabile"
"A nessuna parte sarà consentito ostacolare l'attuazione delle misure di sicurezza o minare la stabilità. Mantenere la pace civile in questa fase della storia del nostro Paese è una linea rossa invalicabile". Lo ha affermato il presidente libanese Joseph Aoun, durante una riunione di alto livello sulla sicurezza, chiedendo una più rigorosa applicazione delle misure governative a Beirut e in tutto il Paese, unitamente a un maggiore dispiegamento di forze militari e di sicurezza.
Il Libano chiederà a Israele una proroga di un mese della tregua
Durante i colloqui previsti domani a Washington con Israele, il Libano chiederà l'estensione di un mese della tregua. Lo riporta Afp, citando una fonte ufficiale. "Beirut chiederà la proroga del cessate il fuoco e la cessazione da parte di Tel Aviv delle operazioni di demolizione e distruzione nelle zone in cui è presente", ha dichiarato la fonte. Il presidente libanese Joseph Aoun ha affermato invece che "sono in corso contatti per prolungare la tregua", in scadenza domenica, "di dieci giorni".
Wp: "Trump ha criticato Obama sull'Iran, ma ora ha gli stessi problemi"
Donald Trump ha criticato l'accordo sul nucleare con l'Iran di Barack Obama ma ora si trova di fronte a compromessi simili. Lo riporta il Washington Post, sottolineando che Trump come Obama si scontra con persistenti nodi irrisolti, dall'allenatamento delle sanzioni all'arriccihimento dell'uranio, passando dal rischio di rafforzare l'Iran. Trump e i repubblicani hanno duramente attaccato l'accordo sul nucleare del 2015 percheè rendeva disponibili 1,7 miliardi di dollari per l'Iran. L'intesa che il presidente ha allo studio prevede la possibilità di 20 miliardi di dollari a Teheran in cambio della messa in sicurezza delle scorte di uranio altamente arricchito.
Media: "Gli Usa introducono tecnologia anti-drone ucraina in Arabia Saudita"
Nelle ultime settimane l'esercito Usa ha introdotto una tecnologia anti-drone ucraina nella base aerea di Prince Sultan, in Arabia Saudita, per arginare gli attacchi iraniani che hanno distrutto aerei ed edifici nella regione. Lo riferisce Reuters sul proprio sito, citando cinque fonti a conoscenza della questione. Dopo l'inizio delle ostilità contro la Repubblica islamica, funzionari militari ucraini sono giunti nella base per addestrare i soldati americani all'uso di Sky Map. Il sistema, basato su una dashboard con mappe e flussi video, è utilizzato dall'esercito di Kiev per rilevare le minacce provenienti dai droni, inclusi gli Shahed fabbricati da Teheran, e lanciare contrattacchi con velivoli intercettori. Secondo analisti citati da Reuters, l'utilizzo della tecnologia ucraina a Prince Sultan evidenzia "la vulnerabilità della difesa aerea e missilistica statunitense", tanto che il Pentagono ha intensificato gli investimenti nella tecnologia anti-drone. Tuttavia, la notizia arriva un mese dopo che il presidente Usa Donald Trump aveva pubblicamente respinto l'aiuto dell'omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, affermando di "non aver bisogno del loro aiuto per la difesa con i droni".
Iran International, cavi Internet e cloud possibili nuovi obiettivi di Teheran
L'agenzia iraniana Tasnim è uscita oggi con una mappatura dei cavi sottomarini di Internet e delle infrastrutture cloud del Golfo Persico, in quello che secondo Iran International, la tv della dissidenza, appare come un possibile avvertimento sui prossimi obiettivi di Teheran. Il documento pubblicato oggi evidenzia come lo Stretto di Hormuz non sia solo un punto nevralgico per il trasporto del petrolio, ma anche un corridoio critico per i cavi sottomarini che servono i Paesi del golfo, dagli Emirati all'Arabia Saudita. In particolare, rileva Iran International, il servizio di Tasnim più che presentarsi come una spiegazione tecnica neutrale, sembra inquadrare la dorsale digitale della regione come possibile punto di pressione strategico nel conflitto.
Herzog augura successo colloqui: "Sogno andare a Beirut"
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha augurato "grande successo" alle squadre negoziali attese domani a Washington per un nuovo round di colloqui tra Israele e Libano, esprimendo il "sogno" di poter un giorno "guidare direttamente fino a Beirut" e visitarla. In un discorso davanti ai diplomatici stranieri, in occasione della Festa dell'Indipendenza, il capo di Stato ha salutato "le squadre che si riuniranno, si spera, domani a Washington, augurando loro grande successo nel perseguire la pace tra Israele e Libano". "Ma per raggiungere questo obiettivo - ha aggiunto - Israele deve garantire la sicurezza dei suoi confini". "Israele è ansioso di collaborare con tutti voi per contribuire a plasmare un Medio Oriente in cui tutti i nostri figli e le nostre figlie possano ereditare opportunità anziché paura, ereditare le promesse del domani, e non i conflitti di ieri", ha proseguito davanti alla platea. Tra i presenti anche gli ambasciatori di Emirati e Bahrein con i quali Israele ha stretto relazioni diplomatiche con gli Accordi di Abramo nel 2020. "Il mio sogno è quello di salire in macchina e guidare direttamente fino a Beirut, per visitare quella splendida città, per stringere amicizia con la brava gente del Libano, coloro che condividono con noi la preghiera per un futuro migliore", ha affermato Herzog.
Wsj: Usa blocca fondi a Iraq, pressing su milizie sciite
Gli Stati Uniti hanno bloccato un aereo che trasportava quasi 500 milioni di dollari diretto in Iraq, nel tentativo di aumentare la pressione su Baghdad affinché combatta le milizie sciite filo-iraniano attive nel Paese. Lo ha riferito il Wall Street Journal, precisando che Washington, oltre la sospensione temporanea dell'invio di denaro contante in Iraq, ha congelato anche i finanziamenti per i programmi di sicurezza.
Pasdaran: sequestrate le 2 navi colpite a Hormuz
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno sequestrato le due imbarcazioni precedentemente colpite da armi da fuoco nello Stretto di Hormuz. Secondo l'agenzia di stampa Tasnim, ripresa da Sky News Uk, le due navi erano "non conformi" e sono state identificate come la nave portacontainer Msc Francesca e la Epaminondas. Le due nave ha aggiunto che sono state "scortati fino alla costa iraniana". Tasnim ha inoltre affermato che le navi avevano "messo in pericolo la sicurezza marittima operando senza i permessi necessari e manomettendo i sistemi di navigazione".
Tajani: "Ho incoraggiato Araghchi a intesa rapida"
Ue: dall'inizio della guerra in Iran spesi 24 miliardi per import energia
Dall'inizio del conflitto in Medio Oriente a marzo e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, l'Ue ha speso "24 miliardi di euro per le importazioni di combustibili fossili". Lo scrive la Commissione Ue nella comunicazione 'Accelerate Eu' adottata per far fronte agli effetti energetici della crisi. Bruxelles afferma che "possibili effetti sulla crescita del Pil e sull'inflazione sono significativi", davanti a un quadro "instabile". "Gli effetti" - si legge ancora - "continueranno a farsi sentire per diversi mesi e andranno oltre il settore energetico, con ripercussioni economiche e sociali".
Tajani: "Ad Araghchi ho ribadito necessità del dialogo a Islamabad e la libertà di Hormuz"
"Per quanto riguarda il colloquio che ho avuto poco fa con il ministro degli Esteri dell'Iran (Abbas Araghchi, ndr), ho ribadito a lui la necessità di continuare il dialogo di Islamabad, di raggiungere un accordo per la pace e ho ribadito l'importanza della libertà di circolazione a Hormuz". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa a Roma a margine del Forum Strategico Italia-Polonia. "Ho ribadito l'importanza di tutelare i Paesi dell'area del Golfo, ho ribadito l'importanza di trovare un accordo anche in Iran, ho ribadito l'importanza di non procedere nell'uso militare del nucleare", ha proseguito Tajani, precisando di aver evidenziato ad Araghchi anche la disponibilità dell'Italia ad ospitare i colloqui tra Israele e Libano.
Sa'ar a Libano: "Lavoriamo insieme contro Hezbollah"
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha esortato il Libano a "lavorare insieme" contro Hezbollah. Domani è previsto a Washington il secondo round di colloqui diretti tra i due Paesi, mentre è in corso una fragile tregua di dieci giorni avviata la scorsa settimana. La partecipazione delle autorità libanesi ai negoziati negli Usa è stata duramente criticata dal gruppo sciita filo-iraniano, creando tensioni interne al Paese dei Cedri. Hezbollah rifiuta qualsiasi disarmo e chiede con forza il ritiro delle truppe israeliane dal sud del Paese dei Cedri.
Tajani: "Ho incoraggiato Araghchi a intesa rapida"
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel suo colloquio telefonico con l'omologo iraniano, Abbas Araghchi, lo ha incoraggiato a "lavorare rapidamente a una soluzione costruttiva della crisi in Iran e a rilanciare relazioni positive con i Paesi vicini del Golfo". "E' fondamentale arrivare rapidamente a un'intesa sul cessate il fuoco che garantisca la riapertura sicura dello Stretto di Hormuz e confermi il carattere esclusivamente civile del programma nucleare iraniano", scrive il capo della Farnesina su X. "Ho inoltre evidenziato la priorità di raggiungere un cessate il fuoco duraturo in Libano, incoraggiando tutte le parti a impegnarsi concretamente per una pace stabile e condivisa. L'Italia è pronta a contribuire attivamente per sostenere il dialogo e rafforzare la stabilità nel Libano e in tutta la regione", aggiunge.
Media: "Idf uccide 2 membri di Hezbollah, avevano varcato la linea gialla"
L'esercito israeliano ha ucciso due persone che, a suo dire, erano membri di Hezbollah, accusandole di aver oltrepassato la cosiddetta "Linea Gialla" nel Libano meridionale, secondo quanto riportato dalla radio dell'esercito israeliano. Lo scrive Al-Jazeera. L'esercito ha affermato che l'operazione è stata condotta "per eliminare una minaccia immediata" alle proprie forze e che le truppe continuano a distruggere le infrastrutture di Hezbollah e a individuare armi nella zona. Sempre Al-Jazeera afferma che le forze israeliane hanno effettuato bombardamenti in quartieri residenziali nelle città di Bint Jbeil e Khiam e nella cittadina di Hanin, nel Libano meridionale, e il capo di stato maggiore israeliano ha affermato che l'esercito è impegnato in aspri combattimenti in Libano per rafforzare la difesa degli abitanti del nord di Israele.
Viceministro Iran: "Oltre due milioni di persone hanno perso il lavoro"
Secondo un ministro iraniano, oltre due milioni di persone hanno perso il lavoro in Iran a causa della guerra, aggravando ulteriormente la crisi di un'economia già fragile, provata dalle sanzioni e dal blocco di internet. Lo scrive il Guardian. Gholamhossein Mohammadi, viceministro del lavoro iraniano e capo dell'organizzazione iraniana per la formazione tecnica e professionale, ha dichiarato che le prime stime indicano che la guerra ha causato la perdita di oltre un milione di posti di lavoro e una disoccupazione diretta e indiretta di due milioni di persone, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim. Ha aggiunto che il governo iraniano ha avviato iniziative per formare e reclutare personale per la ricostruzione di case e industrie danneggiate. Ha affermato: "Quest'anno il nostro approccio si è spostato dalla quantità alla qualità, concentrandoci sulla formazione necessaria per la ricostruzione, le energie rinnovabili e l'economia digitale".
Capo Idf: "Pronti a tornare a combattere su tutti fronti"
Le forze armate israeliane restano in stato di massima allerta e sono pronte a tornare a combattere su tutti i fronti. Lo ha affermato il capo di Stato Maggiore dell'Idf, Eyal Zamir, durante la cerimonia di premiazione in occasione della Festa dell'Indipendenza. "Dall'inferno del 7 ottobre, abbiamo lavorato per ristabilire la nostra forza militare attraverso combattimenti continui", ha sottolineato, guardando alle guerre con Iran e Libano, al momento congelate grazie a fragili cessate il fuoco. "In questo momento, le forze armate mantengono un elevato livello di allerta e prontezza operativa, pronte a tornare immediatamente e con forza in combattimento in tutti i settori", ha assicurato Zamir.
Wall Street Journal: "Stop di Washington a dollari in Iraq, smantellino milizie filo-Iran"
L'amministrazione Trump ha sospeso le spedizioni di dollari statunitensi in Iraq e congelato i programmi di cooperazione in materia di sicurezza con le sue forze armate, intensificando la pressione su Baghdad affinché smantelli le potenti milizie sostenute dall'Iran, secondo quanto riferito da funzionari iracheni e statunitensi. Lo riporta il Wall Street Journal. Un aereo cargo che trasportava quasi 500 milioni di dollari in banconote statunitensi, proventi della vendita di petrolio iracheno provenienti da conti della Federal Reserve Bank di New York, è stato recentemente bloccato da funzionari del Dipartimento del Tesoro a causa delle preoccupazioni degli Stati Uniti riguardo alle milizie, secondo quanto riferito da alcuni funzionari.
Orsini: "Se guerra in Iran per tutto il 2026 recessione è quasi certezza"
"Abbiamo già detto quasi un mese fa, se la guerra si fosse conclusa velocemente saremmo allo 0,5% del Pil, se continuassimo così per ancora altri tre mesi saremmo allo zero, se arriviamo a fine anno, al rischio di recessione noi abbiamo quasi certezza di arrivarci". Così il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini sugli effetti del conflitto in Medio Oriente a margine dell'evento 'India-Italy: Business Partner, Brighter Future', organizzato da Sole 24 Ore e Banco Bpm.
Hormuz, audizione Capo di Stato maggiore Marina militare: "Pronti a sminare a fine guerra"
In Commissione Difesa alla Camera, Giuseppe Berutti Bergotto ha sottolineato come lo stretto rappresenti un cono di bottiglia nella rete commerciale.
Marina militare: 'Pronti a sminare Hormuz, ma a fine guerra'
Vai al contenutoAraghchi: "Colloquio con Tajani su evoluzioni del conflitto in Iran"
"Il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno discusso telefonicamente sull'ultima situazione degli sviluppi regionali e su questioni relative al cessate il fuoco e alla diplomazia scambiandosi opinioni". Lo scrive sui social Araghchi.
Marina: "Nonostante missioni internazionali ci sono solo navi italiane"
"Le attività che facciamo in ambienti internazionali vengono fatte o all'interno di coalizioni Nato, dell'Unione europea o di coalizioni internazionali abbastanza corpose, questo perché aiuta l'efficacia dell'operazione: c'è uno scambio di informazioni, ci sono più mezzi a disposizione e anche dal punto di vista internazionale c'è una maggiore sicurezza. Pertanto, credo che un intervento ad Hormuz, anche se questa è una decisione del governo, possa essere sviluppato in un ambiente internazionale. Anche in Mar Rosso e nell'Oceano Indiano siamo all'interno di una coalizione e siamo lì come Europa, ma mi preme dire che ad oggi, in entrambe le operazioni, ci sono solo navi italiane". Così il capo di Stato maggiore della Marina militare, Giuseppe Berutti Bergotto, in Commissione Difesa alla Camera. "Nel Mar Rosso attualmente c'è soltanto la nostra nave, noi siamo Force Commander, cioè siamo il Comandante del Mare e agli inizi di maggio farà parte della Forza anche una nave greca, però ad oggi c'è soltanto una nave italiana", ha aggiunto Bergotto.
Media: "Nave portacontainer colpita al largo dell'Oman è di proprietà greca"
La nave 'Epaminondas' che è stata attaccata all'alba dalle Guardie rivoluzionarie islamiche batte bandiera liberiana, è di proprietà della compagnia greca Technomar Shipping ed è gestita da Msc, stando a quanto riportato dalla testata greca Kathimerini. L'incidente è avvenuto a circa 15 miglia nautiche dalla costa dell'Oman alle 3:55 del mattino e ha causato danni significativi al ponte di comando della nave portacontainer, mentre l'equipaggio si trova al sicuro ed è rimasto illeso, stando alle informazioni disponibili.
Ankara condanna le violenze da parte dei coloni in Cisgiordania
La Turchia ha condannato le violenze da parte di coloni israeliani in Cisgiordania, definendoli atti di terrorismo, che ieri hanno portato alla morte di diversi civili palestinesi, tra cui studenti minorenni. "Condanniamo con la massima fermezza gli attacchi terroristici perpetrati dai coloni israeliani illegali in diverse località della Cisgiordania e il massacro di civili palestinesi", si legge in una nota del ministero degli Esteri di Ankara, che sottolinea come il governo israeliano del premier Benjamin Netanyahu "attraverso le sue politiche di occupazione e genocidio, incoraggia il terrorismo dei coloni illegali, cerca di intimidire il popolo palestinese e prende di mira gli sforzi volti a stabilire la pace e la stabilità nella regione". Con il comunicato, la Turchia ha rinnovato l'appello alla comunità internazionale ad agire "affinché le continue atrocità commesse da Israele in Palestina non restino impunite e i responsabili siano chiamati a risponderne dinanzi alla giustizia".
Libano, Idf: "Uccisi 2 militanti Hezbollah, avevano oltrepassato linea cessate il fuoco"
L'aviazione israeliana ha colpito e ucciso ieri due militanti di Hezbollah che avevano oltrepassato la linea del cessate il fuoco nel Libano meridionale. Lo hanno riferito le Idf, precisando che i due agenti erano stati avvistati dalle truppe della 7ª Brigata Corazzata vicino al torrente Wadi Saluki. Le Forze di Difesa Israeliane hanno sottolineato che gli agenti "hanno oltrepassato la linea di difesa avanzata e si sono avvicinati alle truppe in un modo che costituiva una minaccia immediata".
L'aviazione israeliana ha quindi colpito e "eliminato i terroristi per rimuovere la minaccia", affermano i militari. Un cessate il fuoco di 10 giorni, annunciato dal presidente statunitense Donald Trump, è entrato in vigore a mezzanotte tra giovedì e venerdì, ponendo fine in gran parte a sei settimane di guerra tra Israele e Hezbollah, gruppo sostenuto dall'Iran, scoppiata a seguito del conflitto tra Stati Uniti e Iran.
Ukmto: "Spari contro cargo che lasciava Paese"
Nuovo incidente nello Stretto di Hormuz: colpi d'arma da fuoco sono stati sparati contro una nave mercantile che stava lasciando l'Iran a circa 15 km a ovest delle coste della Repubblica islamica. Lo ha riferito l'Agenzia britannica per le operazioni marittime (Ukmto) su X, precisando che il cargo è ora fermo. L'equipaggio è sano e salvo e non si segnalano danni alla nave, ha aggiunto. In precedenza l'Ukmto ha riportato una segnalazione di un mercantile attaccato da una motovedetta iraniana mentre si trovava a una trentina di km dalle coste dell'Oman, subendo danni significativi al ponte.
Marina: "Contro i barchini dei pasdaran serviranno navi che scortano"
"Abbiamo sempre alcune navi pronte a partire secondo le indicazioni che riceviamo dal governo. Siamo pronti e preparati per questo lavoro. Ovviamente non c'è solo la minaccia delle mine, ma anche quella dei barchini (generalmente usati dai pasdaran, ndr) che vanno sul traffico mercantile e lì è un'altra storia: dovremmo utilizzare delle navi per fare la scorta, ma intervenire in quella zona vuol dire intervenire quando la conflittualità è cessata". Così il capo di Stato maggiore della Marina militare, Giuseppe Berutti Bergotto, in Commissione Difesa alla Camera, in merito ad un'eventuale missione italiana nello Stretto di Hormuz.
Teheran: "Non abbiamo mai dato l'ok al secondo round di colloqui"
"L'Iran non ha violato alcun impegno riguardo alla partecipazione al secondo ciclo di colloqui con gli Stati Uniti a Islamabad, poiché il Paese non ha mai dichiarato che vi avrebbe preso parte": lo ha affermato il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei. "Se giungeremo alla conclusione che recarci a Islamabad per i colloqui sarà nell'interesse nazionale, ci andremo, ma finora non abbiamo preso alcuna decisione in merito", ha sottolineato in un'intervista alla Bbc. "Gli Stati Uniti non hanno mostrato alcuna buona volontà o serietà nei colloqui e hanno cambiato ripetutamente la loro posizione", ha sottolineato, aggiungendo che "l' attuale blocco statunitense dei porti iraniani nello Stretto di Hormuz è un atto aggressivo e continua tuttora".
Wafa, irruzione di decine di coloni nella moschea di Al Aqsa
I coloni israeliani hanno preso d'assalto stamattina il complesso della moschea di Al-Aqsa, sotto la stretta protezione delle forze israeliane. Lo scrive Wafa. Il governatorato di Gerusalemme ha riferito che decine di coloni hanno fatto irruzione nei cortili della moschea e hanno compiuto rituali talmudici provocatori, tra cui una "prostrazione epica", vicino a Bab al-Rahma e alla Cupola della Roccia. Questo coincide con il continuo inasprimento delle misure di sicurezza da parte della polizia israeliana, tra cui l'installazione di posti di blocco, la chiusura di strade e restrizioni all'accesso dei fedeli ad Al-Aqsa, con segnalazioni di sequestri di documenti d'identità e perquisizioni. Dall'inizio di aprile, la frequenza delle incursioni è aumentata, con i coloni che compiono rituali pubblici e "prostrazioni collettive" all'interno dei cortili della moschea. Il 12 aprile, l'estremista ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir è entrato nella moschea di Al-Aqsa e ha compiuto rituali talmudici accompagnato da coloni, nella sua terza incursione dall'inizio dell'anno e la sedicesima da quando ha assunto l'incarico.
Media: "Houthi riprenderanno attacchi nel Mar Rosso"
I ribelli Houthi yemeniti dovrebbero riprendere gli attacchi contro le navi nel Mar Rosso. Lo riporta Ynet News citando i media libanesi. Una "fonte militare ben informata" a Sana'a ha detto al quotidiano libanese Al-Akhbar che "la dimostrazione di forza americana nel Mar Rosso non continuerà". La stessa fonte ha aggiunto di prevedere "un ritorno degli attacchi", simili a quelli precedentemente perpetrati contro portaerei e navi da guerra statunitensi nel Mar Rosso e nel Mar Arabico, durante un periodo in cui gli Houthi affermavano di agire a sostegno di Gaza.
Cina: "Situazione in Medio Oriente è a un punto critico"
La Cina ha avvertito che la situazione in Medio Oriente si trova in un "momento critico" dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha esteso il cessate il fuoco per concedere all'Iran piu' tempo per negoziare. "L'attuale situazione regionale si trova in un momento critico di transizione tra la guerra e la pace; la priorita' assoluta rimane quella di fare tutto il possibile per impedire la ripresa delle ostilita'", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, in una conferenza stampa.
Iran, ministro Agricoltura: "Da blocco navale Usa impatto minimo"
Il ministro dell'Agricoltura iraniano, Qolamreza Nouri, ha affermato che il blocco navale imposto dagli Stati Uniti ha avuto un impatto minimo sulla capacità del Paese di approvvigionarsi di beni di prima necessità e alimenti. "Nonostante il blocco navale degli Stati Uniti, non abbiamo alcun problema nel rifornimento di prodotti di base e alimentari perché, grazie all'estensione del Paese, è possibile importare da diverse frontiere", ha dichiarato il ministro. "Circa l'85% dei prodotti agricoli e di prima necessità viene prodotto all'interno del Paese, quindi la sicurezza alimentare nazionale è garantita", ha aggiunto, secondo quanto riferito dall'agenzia ufficiale Irna.
Ministro Iran: "Nonostante blocco abbiamo cibo e beni essenziali"
"Le riserve strategiche iraniane di beni essenziali e alimentari sono state rifornite e il mercato gode di completa stabilità, nonostante le sanzioni, le restrizioni alle importazioni e i problemi sorti nei porti meridionali durante la guerra e il blocco". E' quanto ha affermato il ministro dell'Agricoltura Gholamreza Nouri, ieri sera. "Abbiamo pianificato un'intensa produzione interna, nonché rotte di importazione alternative, poiché, grazie alla vastità del territorio iraniano, abbiamo la possibilità di importare da diversi confini con i nostri paesi vicini", ha aggiunto, citato dall'agenzia Isna, affermando che "l'Iran gode di sicurezza alimentare, poiché circa l'85% dei suoi prodotti agricoli e dei beni essenziali viene prodotto all'interno del paese".
A Londra riunione militari su missione riapertura Hormuz
Il Regno Unito ospiterà oggi e domani militari provenienti da una trentina di Paesi per discutere la creazione di una missione guidata da Londra e Parigi con l'obiettivo di proteggere la navigazione nello Stretto di Hormuz. La conferenza servirà a "far avanzare la pianificazione dettagliata" per la riapertura del passaggio marittimo non appena le condizioni lo permetteranno, sulla scia dei "progressi" registrati nei colloqui svoltisi la scorsa settimana a Parigi, ha indicato il ministero britannico della Difesa. "L'obiettivo di oggi e domani è tradurre il consenso diplomatico in un piano comune per garantire la libertà di navigazione nello stretto e sostenere un cessate il fuoco duraturo", ha dichiarato il ministro della Difesa John Healey, dicendosi fiducioso nella possibilità di "progressi concreti". Le discussioni seguono i colloqui tenuti venerdì a Parigi, che hanno riunito oltre 40 Paesi sotto la guida del primo ministro britannico Keir Starmer e del presidente francese Emmanuel Macron. Starmer ha indicato che Francia e Regno Unito guideranno una missione multinazionale per garantire la libertà di navigazione nello stretto "non appena le condizioni lo permetteranno". Londra e Parigi hanno sottolineato che la forza avrà carattere esclusivamente difensivo e sarà dispiegata solo dopo il raggiungimento di una pace duratura nella regione. Stati Uniti e Iran, principali parti coinvolte nel conflitto, non hanno partecipato ai colloqui.
Media: "Coloni tentano bruciare casa, 8 palestinesi feriti"
Un gruppo di coloni ha cercato di appiccare il fuoco questa notte a una casa nel villaggio di Beit Amerin, nella zona di Nablus. Lo ha riferito la giornalista Nurit Yohanan di Times of Israel, precisando che gli aggressori sono stati ripresi da telecamere di sicurezza. Secondo la Mezzaluna Rossa, una persona è rimasta ferita da ustioni e altre 7 persone hanno subito danni da inalazione di fumo, tra cui un neonato di meno di un anno. Nell'attacco sono anche stati incendiati due veicoli nel villaggio.
Borsa, l'Asia chiude positiva: cauto ottimismo per l'Iran
Le Borse asiatiche chiudono positive mentre si attendono sviluppi sulle tensioni in Medio Oriente. Sui mercati torna un cauto ottimismo dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato il prolungamento della tregua con l'Iran. L'attenzione è rivolta anche allo stretto di Hormuz dove si valutano le mosse degli americani. Sale Tokyo (+0,4%). Sul mercato valutario lo yen perde terreno sul dollaro, a 159,19, ed è poco variato sull'euro a 187,05. A contrattazioni ancora in corso sale Shanghai (+0,40%), Shenzhen (+0,89%) e Seul (+0,46%). In controtendenza Hong Kong (-1,29%) e Mumbai (-0,78%). Sul fronte macroeconomico nel Regno Unito l'inflazione è salita al 3,3% a marzo mentre dagli Stati Uniti si attendono i dati su scorte e produzione di greggio.
Pasdaran: "Abbiamo dito sul grilletto, se ci attaccano avranno una lezione"
"In risposta alle ripetute minacce del presidente degli Stati Uniti e dei comandanti dell'esercito aggressivo e terroristico di quel Paese, avvertiamo che le nostre potenti forze sono da tempo in stato di massima prontezza e terranno il dito sul grilletto, in modo che in caso di aggressione o azione contro l'Iran". Lo ha dichiarato il portavoce del Comando di Khatamolanbia, Ebrahim Zolfaghari. "In caso di aggressione, le forze iraniane attaccheranno immediatamente gli obiettivi prestabiliti e impartiranno un'altra lezione agli aggressivi Stati Uniti e al regime sionista assassino di bambini, in modo più severo di prima", ha aggiunto, secondo quanto riportato da Tasnim.
Ambasciatore Usa in Israele parteciperà ai colloqui
L'ambasciatore Usa in Israele, Mike Huckabee, parteciperà al secondo round di colloqui tra Israele e Libano, che si terrà domani a Washington. Lo ha riferito il dipartimento di Stato americano precisando che le delegazioni saranno guidate rispettivamente dall'ambasciatore israeliano negli Usa, Yechiel Leiter, e l'ambasciatrice libanese negli Stati Uniti, Nada Hamadeh. Presenti anche il segretario di Stato, Marco Rubio, insieme al suo principale collaboratore Mike Needham, e all'ambasciatore americano in Libano Michel Issa.
Regno Unito, inflazione schizza al 3,3% per la crisi in Medio Oriente
Il tasso di inflazione annuale in Gran Bretagna è balzato al 3,3% a marzo, a causa della guerra in Medio Oriente che ha fatto impennare i prezzi del petrolio e del gas, secondo i dati ufficiali pubblicati stamattina. L'indice dei prezzi al consumo è aumentato dal 3,0% registrato nei 12 mesi fino a febbraio, ha dichiarato l'Ufficio nazionale di statistica in un comunicato. "L'inflazione è salita a marzo, in gran parte a causa dell'aumento dei prezzi dei carburanti, che hanno registrato il maggiore incremento degli ultimi tre anni", ha affermato Grant Fitzner, capo economista dell'Ufficio nazionale di statistica, in un comunicato.
Pasdaran: "Ora un ordine nuovo in Medio Oriente con crollo Usa-Israele"
"Oggi, con il crollo dell'egemonia militare degli Stati Uniti e del regime sionista, siamo sul punto di entrare in un nuovo ordine regionale in Asia occidentale (il Medio Oriente, ndr), senza la presenza di potenze straniere e arroganti, in particolare gli Stati Uniti". E' quanto si legge in una dichiarazione diffusa dai pasdaran iraniani, in occasione dell'anniversario della fondazione delle Guardie Rivoluzionarie nel 1979.
Pasdaran: "Pronti a difenderci con sorprese e nuove carte in campo" (2)
"Siamo determinati a continuare la lotta contro i nemici e pronti ad affrontare con decisione, in modo definitivo e immediato qualsiasi minaccia o ripetizione dell'aggressione nemica - aggiunge la dichiarazione - In un nuovo ciclo di possibili scontri militari, infliggeremo colpi devastanti e inimmaginabili alle rimanenti risorse nemiche nella regione", aggiunge la dichiarazione. "Il nostro campo di battaglia è ancora aperto e pronto a colpire i punti vitali e i simboli di deterrenza del nemico. Non permetteremo al nemico di riorganizzare la propria strategia, per nessun motivo di convenienza".
Teheran: "Usa tolgano il blocco e noi negozieremo a Islamabad"
"Gli Stati Uniti devono cessare la loro 'violazione del cessate il fuoco' prima di qualsiasi nuovo ciclo di negoziati". Lo ha affermato l'ambasciatore iraniano all'Onu Amir-Saeid Iravani al media iraniano Shargh, così come riportato da Al-Jazeera. "Non appena verrà revocato il blocco, il prossimo ciclo di negoziati si terrà a Islamabad - ha aggiunto - L'Iran è pronto a qualsiasi scenario. Non siamo stati noi a iniziare l'aggressione militare. Se cercano una soluzione politica, siamo pronti. Se cercano la guerra, l'Iran è pronto anche a quella".
Media: "Nave cargo ha ignorato avvertimenti forze Teheran"
La nave ha "ignorato gli avvertimenti delle Forze armate iraniane". Così l'agenzia iraniana Tasnim dopo che la Uk Maritime Traffic Organization (Ukmto) ha riferito di aver avuto segnalazione di un "incidente a 15 miglia nautiche a nordest dell'Oman", precisando che dalle notizie ricevute una portacontainer è stata avvicinata da un'unità dei Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, che ha "aperto il fuoco contro la nave" provocando "gravi danni al ponte" della nave.
Pasdaran: "Pronti a difenderci con sorprese e nuove carte in campo"
"Le Guardie Rivoluzionarie hanno affrontato l'aggressione criminale e terroristica degli Stati Uniti e del regime sionista, portandoli a commettere errori di valutazione e a chiedere un cessate il fuoco all'Iran". Così in un comunicato stampa le Guardie Rivoluzionarie. "Siamo pronti a difendere il Paese e a creare sorprese che superino la comprensione e i calcoli del nemico guerrafondaio e traditore, utilizzando nuove carte sul campo di battaglia", aggiungono i pasdaran.
Usa-Iran, saltano i colloqui. Trump estende la tregua
Trump contro il Wall Street Journal: "Nessuno mi considera fesso"
Donald Trump contro il Wall Street Journal, che - ha affermato il tycoon - "ha perso la retta via". Il presidente degli Stati Uniti attacca "un idiota nel comitato editoriale del Wall Street Journal, di nome Elliot Kaufman", che "di me scrive che sono stato preso per un 'fesso'". "Certamente non la pensa così l'Iran! Né nessun altro", ha scritto il tycoon nelle ultime ore in un lungo post su Truth in cui fa riferimento all'editoriale di due giorni fa intitolato 'Gli iraniani prendono Trump per un fesso'.
"Davvero? Per 47 anni hanno ucciso la nostra gente e molti altri e si sono approfittati di ogni presidente, ad eccezione di me", ha proseguito Trump nel messaggio insistendo sul fatto che "lo Stretto di Hormuz è bloccato e completamente sotto il controllo degli Usa" e che "si dice l'Iran stia perdendo 500 milioni di dollari al giorno". "Tutta la loro Marina è in fondo al mare, l'Aeronautica è andata, le loro difese aeree e i radar sono stati spazzati via", ha incalzato, tornando anche sulle operazioni dello scorso giugno. "I loro laboratori nucleari e le zone di deposito sono stati distrutti - ha aggiunto - I loro leader sono morti".
Per Trump la Repubblica islamica è una "catastrofe economica appesa a un filo". Non mancano nel lungo post critiche all'ex presidente Barack Obama e ad "altri presidenti", accusati di "non aver fatto nulla per fermarli". Il tycoon conclude scrivendo di "immaginare Rupert Murdoch abbia detto" di scrivere l'editoriale "in questo modo perché il Wsj ha perso la retta via" ed è "solo un altro foglio politico in declino".
Pasdaran: "Pronti a infliggere colpi devastanti"
I Guardiani della Rivoluzione islamica iraniani si sono dichiarati pronti ad affrontare qualsiasi nuova aggressione e a "infliggere colpi devastanti" alle "risorse nemiche rimanenti" in caso di ripresa dei combattimenti. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Mehr. "Siamo pienamente preparati a continuare a combattere contro i nemici e a contrastare con fermezza qualsiasi minaccia o recrudescenza di aggressione", hanno proseguito, sottolineando che "è necessario mantenere alta la vigilanza durante il periodo di cessate il fuoco e monitorare il comportamento del nemico nel corso dei negoziati".
Teheran: "Giustiziata stamattina una spia del Mossad" (2)
Farid, che era il responsabile del comitato di difesa di una delle organizzazioni più sensibili del Paese, è stato accusato di "corruzione sulla terra", si legge nel comunicato, citato dall'Irna, che aggiunge: "Ha scambiato informazioni classificate e segrete, comprese quelle relative all'infrastruttura e al personale dell'organizzazione, con il Mossad e ha infettato la sua rete e i suoi server". Il comunicato aggiunge che finora sono state emesse 19 sentenze per gli "elementi del nemico". Hanno ricevuto condanne a pene detentive da quattro a tredici anni, oltre a multe.
Libano, media: "Raid drone sulla Bekaa, un morto e due feriti" (2)
L'attacco è avvenuto a circa 15 km a nord della Linea gialla tracciata dall'Idf all'interno del Libano come fronte di difesa avanzato, creando una zona cuscinetto sotto controllo israeliano. Ieri l'Idf ha denunciato un attacco di Hezbollah contro soldati di stanza nel sud del Libano e l'intercettazione di un drone lanciato verso il nord dello Stato ebraico. Il gruppo sciita filo-iraniano ha rivendicato le azioni, affermando che si è trattata di una "rappresaglia per le flagranti" violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele, citando in particolare "attacchi contro civili e la distruzione di case e villaggi". Venerdì scorso è entrata in vigore una tregua di dieci giorni.
Libano, media: "Raid drone sulla Bekaa, un morto e due feriti"
In un raid di un drone è rimasta uccisa una persona nella regione della Bekaa, in Libano. Altre due sono rimaste ferite. Lo riporta l'agenzia libanese Nna, secondo cui l'operazione è avvenuta all'alba alla periferia di al-Jabur. Il raid viene attribuito a Israele.
Teheran: "Cargo colpito in Oman? Finché resta blocco Usa, andrà così"
"Finché gli Stati Uniti non porranno fine completamente alla libertà di navigazione delle navi da e verso l'Iran e viceversa, la situazione nello Stretto di Hormuz rimarrà sotto stretto controllo e inalterata rispetto allo stato precedente". Lo afferma, secondo l'agenzia iraniana Fars, il portavoce del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya (Pbuh) in merito alla portacontainer presa di mira da una nave pasdaran al largo dell'Oman. Secondo la Fars, l'operazione nello Stretto di Hormuz è stata una azione di "enforcement", messa in atto a seguito della "violazione del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti e la continuazione dell'assedio navale all'Iran, nonché l'abbordaggio di una nave iraniana".
Caro carburanti, Ft: "Lufthansa cancella 20mila voli per risparmiare cherosene"
Ariferirlo è stato il Financial Times, parlando di uno dei tagli più consistenti effettuati dalle compagnie aeree a livello globale a seguito del caro carburanti causato dalla guerra in Iran. La compagnia aerea tedesca ha cancellato 20mila voli tra maggio e settembre e interromperà anche le rotte non redditizie da Monaco e Francoforte fino alla fine della stagione estiva
Caro carburanti, Ft: 'Lufthansa cancella 20mila voli in estate'
Vai al contenutoTeheran: "Giustiziata stamattina una spia del Mossad"
"Un uomo di nome Mehdi Farid è stato giustiziato questa mattina per spionaggio a favore del regime sionista, per aver trasmesso informazioni sensibili sull'Iran al Mossad israeliano". Lo ha dichiarato la magistratura iraniana in un comunicato stampa diffuso stamattina.
Mininstro Esteri Libano: "Teheran risarcisca Paesi arabi per danni chiusura Hormuz"
Teheran deve essere ritenuta responsabile di risarcire i danni e le perdite economiche" causati dalle sue minacce di chiudere lo Stretto di Hormuz. Lo dichiara via social il ministro degli Esteri libanese, Youssef Raggi, dando conto delle conclusioni della riunione ministeriale d'emergenza del Consiglio della Lega degli Stati Arabi, organizzata dal Bahrain. Tutti i partecipanti hanno condannato tali minacce e ritengono che l'Iran, che ha condotto "attacchi illegali contro gli Stati arabi", debba risarcirli, spiega Raggi. "I ministri hanno anche respinto e condannato il continuo finanziamento, armamento e mobilitazione da parte dell'Iran di milizie a esso fedeli in diversi Paesi arabi, in modi che servono la sua agenda a scapito della stabilità regionale", prosegue il ministro libanese, nel cui Paese opera Hezbollah, milizia sostenuta da Teheran. "Abbiamo invitato il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ad assumersi pienamente le proprie responsabilità per il mantenimento della pace e della sicurezza sia a livello regionale che internazionale", conclude.
Ukmto: Pasdaran sparano contro cargo vicino allo stretto di Hormuz
Una motovedetta dei Pasdaran ha sparato contro una nave mercantile mentre si trovava nello Stretto di Hormuz a una trentina di km a nord-est dall'Oman. Lo ha riferito l'Agenzia britannica per le operazioni marittime (Ukmto) in un post su X precisando che, secondo la segnalazione ricevuta, l'attacco ha provocato danni significativi al ponte. L'equipaggio non è rimasto ferito, ha aggiunto Ukmto.
Trump: "Iran è a collasso finanziario. Sono affamati di soldi"
Il presidente americano Donald Trump è tornato a sostenere che l'Iran vuole la revoca dell'assedio dello stretto di Hormuz perché ha bisogno di soldi. "L'Iran sta crollando finanziariamente! Vogliono che lo Stretto di Hormuz apra immediatamente", ha scritto su Truth. Teheran è "affamata di denaro" e per questo non vuole "perdere 500 milioni di dollari al giorno. Militari e polizia si lamentano di non essere pagati. Sos!".
Media confermano: Teheran non andrà a Islamabad
Le parole di Donald Trump e l'annuncio della proroga della tregua non hanno fatto cambiare idea all'Iran: i negoziatori di Teheran non andranno a Islamabad per colloqui con gli Usa. Lo ha ribadito la televisione di stato. "L'Iran aveva gia' annunciato che non avrebbe partecipato ai colloqui di Islamabad fintanto che gli Stati Uniti avessero insistito sulla questione delle presunte violazioni della tregua e sul blocco navale", ha spiegato l'emittente. Le dichiarazioni di Trump "di ieri sera non mostrano alcun segno di cedimento di Washington. Pertanto, l'Iran continuerà a non partecipare". Gli americani, ha insistito, "non sono nemmeno riusciti ad attuare l'accordo di cessate il fuoco temporaneo di 14 giorni. Questo è uno dei motivi principali per cui non verrà inviata una delegazione iraniana a Islamabad".
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Vai al contenutoPasdaran: "Se Paesi del Golfo aiuteranno Usa diranno addio al petrolio"
I Guardiani della rivoluzione iraniani hanno aggiornato la lista dei possibili obbiettivi nel Golfo Persico, se dovesse riprendere la guerra: non piu' siti militari americani, ma impianti di produzione energetica. Ad annunciarlo e' stato il comandante della forza Aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione, il generale Seyyed Majid Mousavi, in un "messaggio alla nazione iraniana" riportato dall'agenzia Fars. "Se i paesi confinanti a sud consentiranno ai nemici di utilizzare il loro territorio e le loro strutture per attaccare il popolo iraniano, dovranno dire addio alla produzione petrolifera in Medio Oriente", ha ammonito. Alcuni paesi della costa del Golfo "hanno permesso che il loro territorio fosse utilizzato dai nemici dell'Iran e ora, se questo sostegno dovesse continuare, la loro linfa vitale economica sarebbe messa in gravepericolo", ha ammonito.
Axios: "Usa si aspettano oggi replica Khamenei a proposta"
Uno dei motivi che hanno spinto Donald Trump a prorogare il cessate il fuoco con l'Iran è che Stati Uniti e il mediatore Pakistan si aspettano che il leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, risponda oggi all'ultima proposta di Washington. Lo scrive Axios citando una fonte regionale. "I negoziatori iraniani hanno detto che stanno aspettando il semaforo verde dal leader supremo", ha detto la fonte, e direttive su quale dovrebbe essere l'esito dei negoziati.