"Sono stato informato che le otto donne manifestanti che avrebbero dovuto essere giustiziate questa sera in Iran non verranno più uccise", ha scritto il presidente Usa su Truth. Ma a stretto giro è arrivata la replica della magistratura iraniana: "Nessuna era in attesa di esecuzione, quindi la loro condanna non poteva essere revocata"
"Ottime notizie! Sono appena stato informato che le otto donne manifestanti che avrebbero dovuto essere giustiziate questa sera in Iran non verranno più uccise". È con un post su Truth che Donald Trump rivendica quella che ritiene una sua vittoria, mentre la guerra con Teheran sembra sfuggirgli di mano proprio mentre ha fretta di chiuderla e salvare le elezioni di metà mandato. E dopo che il Wall Street Journal ha pubblicato un editoriale intitolato Gli iraniani prendono Trump per un fesso. Ma a stretto giro è arrivata la smentita dell’Iran, che ha accusato il presidente degli Stati Uniti di "cercare di fabbricare successi a partire da notizie false".
Il botta e risposta fra la Casa Bianca e la magistratura iraniana
Trump su Truth, parlando delle otto giovani che rischiavano l'impiccagione per aver protestato contro il regime durante le manifestazioni, ha spiegato che "quattro saranno rilasciate immediatamente, mentre quattro saranno condannate a un mese di carcere". "Apprezzo vivamente che l'Iran, e i suoi leader, abbiano accolto la mia richiesta e abbiano annullato l'esecuzione prevista", ha aggiunto il tyccon. "Nessuna di queste donne era in attesa di esecuzione, quindi la loro condanna non poteva essere revocata", ha replicato seccamente la magistratura iraniana in un comunicato. Poi la Casa Bianca, tramite la portavoce Karoline Leavitt, ha difeso il presidente, affermando che sono stati gli stessi iraniani a riferirgli di aver deciso di risparmiare le vite delle otto donne.
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In ogni caso, per Trump il fatto che la sua richiesta sia stata accolta è un buon segnale che fa sperare e che, almeno momentaneamente, gli offre la possibilità di difendersi dalle critiche per l'estensione della tregua, ritenuta da molti una resa del commander-in-chief. Al prolungamento del cessate il fuoco di "tre-cinque giorni", il presidente Usa è arrivato al termine di ore frenetiche alla Casa Bianca, durante le quali si è interrogato sulla ripresa dei bombardamenti. Per i suoi consiglieri più stretti la volontà di archiviare il capitolo Iran è chiara: il conflitto è impopolare presso l'opinione pubblica americana e prolungarlo significherebbe per Trump e il partito repubblicano pagare un prezzo politico molto alto. Il tycoon è già in forte calo nei sondaggi sul gradimento: le rilevazioni di Reuters, Strenght in Numbers-Verasight e Ap-Norc lo indicano fra il 33 e il 36%, mentre per Nbc è al 37%. E prolungare la guerra rischia di farlo crollare ancora di più, bruciando quasi ogni chance dei conservatori per le elezioni di metà mandato.