Trump potrebbe riconoscere sovranità argentina sulle Isole Falkland. No secco di Londra

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Secondo un'email del Pentagono i cui contenuti sono stati rivelati da Reuters, Washington potrebbe così punire il Regno Unito e assecondare i desideri dell'alleato Javier Milei

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Gli equilibri e le alleanze mondiali stanno cambiando, e Donald Trump sembra intenzionato a continuare a proseguire per la sua strada, sempre più distante nei confronti degli alleati della Nato. La Reuters ha fatto sapere che ci sarebbe una mail del Pentagono dove si ipotizzano misure contro gli alleati Nato ritenuti "difficili" nel conflitto Usa-Iran: si parlerebbe di una possibile sospensione della Spagna dall’Alleanza atlantica e anche della questione delle isole Falkland.

Un favore a Milei

Teatro di una guerra durata 73 giorni nella primavera del 1982, controllate con la definizione di territorio d’oltremare dal Regno Unito, le Falkland non smettono di essere rivendicate dall’Argentina, che preferisce chiamarle Malvinas. E stando alla già citata email del Pentagono, Donald Trump potrebbe assecondare questo secolare desiderio riconoscendo la sovranità del Paese sudamericano sull’arcipelago, facendo così un regalo che sarebbe graditissimo all’alleato e amico Javier Milei e colpendo duramente un alleato sempre più scomodo e sempre meno amico come Keir Starmer.

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La reazione del Regno Unito

L’indiscrezione ha da subito sollevato la reazione veemente di Downing Street: "La sovranità rimane del Regno Unito", ha affermato perentoriamente un portavoce del governo britannico alla Bbc. Lo stesso portavoce ha ricordato che gli abitanti delle "Falkland hanno votato a stragrande maggioranza per restare un territorio d'oltremare britannico e noi abbiamo sempre appoggiato il diritto di autodeterminazione" dei cittadini.

La guerra e il referendum

Da quasi due secoli le Falkland sono sotto sovranità del Regno Unito, che le occupò nel 1833 espellendo le forze armate argentine. L’Argentina, sotto dittatura militare e guidata all’epoca dal generale Leopoldo Galtieri, provò a riprendersele nel 1982, occupandole per tre mesi, ma il governo di Margaret Thatcher entrò in guerra e nel giro di 73 giorni la vinse. La guerra costò la vita a 255 militari britannici, tre isolani e 649 soldati argentini. Nel 2013 ci fu il referendum che si trasformò in un plebiscito per il Regno Unito, con il 99,8% degli abitanti delle isole che votò per mantenere il proprio status di territorio d'oltremare britannico.

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Milei: "Progressi senza precedenti"

Le spinte revansciste argentine si sono rinnovate con il presidente Milei, tornato a rivendicare le Malvinas dicendo che secondo lui Londra dovrebbe comportarsi come fece nel 1997 riconsegnando Hong Kong alla Cina. A seguito delle ultime indiscrezioni, Milei ha ribadito che la sua amministrazione sta facendo "tutto il possibile per riportare le Isole Falkland/Malvinas  sotto il controllo argentino". Intervistato da La Nacion, ha detto: "La sovranità non è negoziabile. Ma deve essere esercitata con giudizio e buon senso. A volte si confonde la stupidità conflittuale con la lucidità. Stiamo compiendo progressi senza precedenti. Ma non dipendono solo da noi. Non c'è forum in cui non solleviamo la questione. Stiamo ottenendo un sostegno inedito, come quello del Cile".

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