Il viaggio del vicepresidente Usa in Pakistan è stato rinviato a tempo indeterminato, lo riporta Axios citando fonti americane. La delegazione negoziale iraniana ha comunicato alla controparte Usa che al momento non vi è alcuna prospettiva di partecipare ai negoziati: lo scrive l'agenzia Tasnim. Teheran ha detto che le trattative potranno riprendere solo se gli Usa rimuoveranno il blocco
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Il viaggio del vicepresidente Usa JD Vance a Islamabad, previsto per la ripresa dei colloqui con l’Iran, è stato rinviato a tempo indeterminato. Lo riporta Axios citando fonti americane. La delegazione negoziale iraniana ha comunicato alla controparte statunitense, tramite un intermediario pakistano, che non sarà presente a Islamabad, mercoledì, e che al momento non vi è alcuna prospettiva di partecipare ai negoziati: lo scrive l'agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim. Secondo il Wall Street Journal, Teheran ha comunicato che le trattative potranno riprendere solo se gli Stati Uniti rimuoveranno il blocco. Trump ha annunciato in un primo momento di non voler voler prolungare la tregua per poi decidere di estenderla. "Bloccare i nostri porti è atto di guerra. L’Iran sa come resistere alle prepotenze”, ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Borse in rosso. Berlino e Roma alzano il muro in Ue sulla sospensione dell'intesa con Israele.
I ministri degli Esteri dell'Ue hanno raggiunto oggi a Lussemburgo un "accordo politico per ampliare il regime sanzionatorio" nei confronti dell'Iran per includervi anche coloro che sono responsabili di "ostacolare la libertà di navigazione" nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito l'Alta Rappresentante dell'Ue Kaja Kallas, a Lussemburgo.
Netanyahu avverte: "Il lavoro in Iran non è finito". Nuove trattative tra Israele e Libano giovedì.
Gli approfondimenti:
- Tregua Libano e Israele: cosa prevedono i sei punti dell'accordo per il cessate il fuoco
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Carburanti, cosa prevede il decreto legge: da taglio accise a sostegni ai tir. Le misure
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
- Guerra Iran, chi vince e chi perde in economia a causa del conflitto
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Wsj: "Trump non desidera veder riprendere i combattimenti con l'Iran"
Il presidente americano Donald Trump, malgrado l'avvertimento sulla volontà di non voler prolungare il cessate il fuoco, ha fatto esattamente questo: ha segnalato che non desidera riprendere i combattimenti con l'Iran, estendendo "il cessate il fuoco fino al momento in cui verrà presentata la proposta" dell'Iran e "le discussioni saranno concluse, in un senso o nell'altro". E' quanto scrive il Wsj, ricordando che i funzionari iraniani continuano ad avvertire di essere pronti a riprendere le ostilità, se necessario, e non hanno ancora confermato di accettare la possibile estensione del cessate il fuoco. Tuttavia, nelle ultime due settimane Teheran ha anche scelto la via della diplomazia, pur continuando a esigere che gli Stati Uniti smantellino il blocco imposto ai porti iraniani. Finché le parti eviteranno un'escalation, rimangono sul tavolo due opzioni concrete: Iran e Usa possono lasciare che i rispettivi blocchi facciano il loro corso: quello statunitense sui porti iraniani e di Teheran sullo Stretto di Hormuz. Tuttavia, entrambe le parti rischierebbero perdite economiche a causa di uno stallo prolungato. Inoltre, quando le navi vengono fermate e ispezionate, il rischio che incidenti sfuggano di mano è concreto. L'alternativa consiste nel trovare una soluzione discreta, diplomatica e possibilmente temporanea alla questione del blocco statunitense, per poi riprendere i colloqui nei prossimi giorni.
Tv Iran: 'Teheran ha respinto le condizioni degli Usa per i colloqui'
"L'Iran ha respinto le condizioni statunitensi per i negoziati; Trump ha esteso unilateralmente il cessate il fuoco! Trump ha affermato che, su richiesta del capo dell'esercito pakistano, il cessate il fuoco rimarrà in vigore fino a quando l'Iran non presenterà una nuova proposta": lo scrive su X la tv di stato iraniana Irib.
Casa Bianca conferma: 'Nessun viaggio di Vance per i negoziati con l'Iran'
La Casa Bianca ha confermato la cancellazione della missione del vicepresidente JD Vance in Pakistan per i colloqui con l'Iran. "Il viaggio non avrà luogo oggi. Qualsiasi ulteriore aggiornamento in merito a incontri di persona sarà annunciato dalla Casa Bianca", ha riferito un funzionario, in una nota.
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Pentagono: con nuovo budget dominio per decenni
Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, ha parlato di "espandere il dominio militare americano per i decenni a venire", commentando la richiesta di budget per l'anno fiscale 2027 del presidente degli Stati Uniti. Donald Trump ha chiesto di aumentare la spesa militare a 1.500 miliardi di dollari, la cifra più alta della storia. Fondi, ha spiegato Hegseth, destinati, tra le altre cose, "al sostegno dei militari e delle loro famiglie, alla sicurezza del territorio americano, alla modernizzazione delle attrezzature, alla ricostruzione della base industriale della difesa e a un aumento degli stipendi per i membri delle forze armate". "Stiamo mantenendo l'impegno del presidente Donald J. Trump di espandere il dominio militare americano per i decenni a venire", ha continuato Hegseth. "Le precedenti amministrazioni hanno sottofinanziato il nostro esercito mentre i nostri nemici diventavano più forti e pericolosi, quindi ora stiamo cambiando le regole del gioco. Questo bilancio costruisce questo arsenale senza compromettere la prontezza operativa, che garantirà che restiamo la principale forza militare del mondo, proteggiamo la patria e creiamo la pace attraverso la forza, ora e in futuro".
Iran, consigliere Ghalibaf: proroga Trump è un suo stratagemma
La proroga del cessate il fuoco voluta da Trump "non significa nulla", afferma Mahdi Mohammadi, consigliere del presidente del Parlamento iraniano, Ghalibaf. "La parte sconfitta non può dettare le condizioni. La continuazione dell’assedio non è diversa da un bombardamento e deve essere contrastata con una risposta militare", ha affermato Mohammadi in un post sui social media. "Inoltre, la proroga del cessate il fuoco da parte di Trump è certamente uno stratagemma per guadagnare tempo in vista di un attacco a sorpresa. È giunto il momento per l’Iran di prendere l’iniziativa".
Gas e petrolio, ci sono alternative allo Stretto di Hormuz? Le ipotesi
Al momento non esistono alternative allo Stretto di Hormuz, ma sono già iniziate le discussioni per cercare di svilupparle nel corso degli anni e impedire all’Iran di ricattare ancora gli altri Paesi in futuro. Tra le ipotesi, la costruzione di nuovi tubi: i tempi, però, sono lunghi e i costi altissimi. Intanto, per sostituire il gas del Qatar non sembra necessario rivolgersi alla Russia. Anche di questo si è parlato a Numeri, l’approfondimento di Sky TG24.
Gas e petrolio, ci sono alternative allo Stretto di Hormuz? Le ipotesi
Vai al contenutoIl premier del Pakistan ringrazia Trump per la proroga del cessate il fuoco
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha dichiarato che, insieme al feldmaresciallo Syed Asim Munir, ha ringraziato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per aver acconsentito a estendere il cessate il fuoco al fine di consentire la prosecuzione degli sforzi diplomatici. "Con la fiducia riposta in me, il Pakistan continuerà i suoi sinceri sforzi per una soluzione negoziata del conflitto", ha scritto Shehbaz su X. "Spero sinceramente che entrambe le parti continuino a rispettare il cessate il fuoco e siano in grado di concludere un 'Accordo di pace' globale durante il secondo round di colloqui previsto a Islamabad per una fine definitiva del conflitto."
Caro carburante per aerei, ecco quali compagnie sono a rischio
La tensione nell’area del Golfo Persico continua e, mentre non sembra essere ancora arrivata una soluzione per il conflitto tra Stati Uniti e Iran, si riflette sul mercato dei carburanti. A essere in particolare sotto stress è l’approvvigionamento del combustibili per aerei, per il quale nei giorni scorsi l’Agenzia Internazionale dell'Energia ha lanciato l’allarme: l’Europa potrebbe avere a disposizione carburante per sole sei settimane, con gravi conseguenze per l'economia del continente. E oltre alle poche scorte, il tema che sta mettendo in difficoltà diverse compagnie aree è anche quello del prezzo del jet-fuel.
Caro carburante per aerei, ecco quali compagnie sono a rischio
Vai al contenutoAgenzia Tasnim: non ci saranno colloqui in Pakistan
L'Iran ha rifiutato di partecipare ai colloqui in Pakistan, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, che cita uno dei suoi corrispondenti. L'agenzia iraniana ha affermato che la decisione è stata presa dopo che gli Stati Uniti non hanno fatto marcia indietro sulle loro "richieste eccessive" negli ultimi giorni. "Per questo motivo, l'Iran ha infine annunciato oggi che, vista la situazione, considera la partecipazione ai negoziati una perdita di tempo, poiché gli Stati Uniti stanno ostacolando qualsiasi accordo adeguato. Pertanto, l'Iran non intratterrà alcun dialogo con gli americani", ha scritto Tasnim. L'Iran ha comunicato la propria posizione al Pakistan e ha informato i mediatori che domani non sarà presente nel Paese, ha riferito l'agenzia .Non è stato possibile - scrive Al Jazeera - verificare in modo indipendente la veridicità della notizia.
Trump: 'Governo Teheran spaccato, su richiesta Pakistan sospeso attacco fino a proposta unitaria'
Il presidente Usa Donald Trump estende la tregua fino a una "proposta unitaria" da parte di Teheran. Lo annuncia lo stesso Trump in un post su Truth: "Considerata la grave frattura che sta colpendo il governo iraniano, circostanza non inaspettata, e su richiesta del feldmaresciallo Asim Munir e del primo ministro Shehbaz Sharif del Pakistan, ci è stato chiesto di sospendere l'attacco all'Iran fino a quando i suoi leader e rappresentanti non presenteranno una proposta unitaria - scrive il presidente Usa - Ho pertanto ordinato alle nostre Forze Armate di proseguire con il blocco e, per il resto, di rimanere pronte e operative, estendendo di conseguenza il cessate il fuoco fino a quando non verrà presentata la loro proposta e non si concluderanno i negoziati, in un modo o nell'altro".
Trump estende la tregua fino alla presentazione della proposta dell'Iran
Donald Trump estende "il cessate il fuoco fino al momento in cui verrà presentata la proposta" dell'Iran e "le discussioni saranno concluse, in un senso o nell'altro". Lo afferma Trump sul suo social Truth.
Libano: 'Iran risarcisca Paesi arabi per danni chiusura Hormuz'
"Teheran deve essere ritenuta responsabile di risarcire i danni e le perdite economiche" causati dalle sue minacce di chiudere lo Stretto di Hormuz. Lo dichiara via social il ministro degli Esteri libanese, Youssef Raggi, dando conto delle conclusioni della riunione ministeriale d'emergenza del Consiglio della Lega degli Stati Arabi, organizzata dal Bahrain. Tutti i partecipanti hanno condannato tali minacce e ritengono che l'Iran, che ha condotto "attacchi illegali contro gli Stati arabi", debba risarcirli, spiega Raggi. "I ministri hanno anche respinto e condannato il continuo finanziamento, armamento e mobilitazione da parte dell'Iran di milizie a esso fedeli in diversi Paesi arabi, in modi che servono la sua agenda a scapito della stabilità regionale", prosegue il ministro libanese, nel cui Paese opera Hezbollah, milizia sostenuta da Teheran. "Abbiamo invitato il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ad assumersi pienamente le proprie responsabilità per il mantenimento della pace e della sicurezza sia a livello regionale che internazionale", conclude.
Iran, 20mila marittimi bloccati nel Golfo Persico
Dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, almeno dieci marinai sono stati uccisi e molti altri gravemente feriti in una serie di attacchi contro navi mercantili nel Golfo Persico. Natasha Brown, portavoce dell'Organizzazione marittima internazionale (IMO), ha dichiarato che l'agenzia ha confermato 25 attacchi contro navi mercantili a partire dal 28 febbraio. Da allora, centinaia di navi sono rimaste bloccate nel Golfo. "Circa 20.000 marittimi civili rimangono a bordo delle navi nel Golfo Persico, alle prese con scorte in esaurimento, stanchezza e grave stress psicologico", ha affermato Brown.
Media Israele: amb. Usa richiamato a Washington
L'ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, è stato richiamato a Washington per colloqui alla Casa Bianca: lo riporta Channel 12 israeliano.
Iran, Pasdaran: "Se Paesi Golfo con Usa addio a loro petrolio"
Le Guardie della rivoluzione iraniana hanno minacciato, poco prima dello scadere della tregua con gli Stati Uniti, di azzerare la produzione petrolifera dei Paesi del Golfo in caso di attacco contro l'Iran dal loro suolo. "I nostri vicini del sud devono sapere che se il loro territorio e le loro strutture vengono messe al servizio dei nemici per attaccare la nazione iraniana, possono dire addio alla produzione petrolifera nel Medio Oriente", ha avvertito il comandante della Forza aerospaziale del Corpo dei Guardiani, Majid Moussavi, citato dall'agenzia Fars.
Marina Usa apre il fuoco e sequestra una nave cargo iraniana. VIDEO
Un video militare USA mostra un cacciatorpediniere che spara colpi di avvertimento prima di abbordare e sequestrare una nave cargo iraniana nel Golfo di Oman, dopo il tentativo di eludere il blocco vicino allo Stretto di Hormuz.
Marina Usa apre il fuoco e sequestra una nave cargo iraniana
Vai al contenutoMedia Iran: "Teheran ha deciso che non parteciperà a colloqui mercoledì a Islamabad"
La delegazione negoziale iraniana ha comunicato alla controparte statunitense, tramite un intermediario pakistano, che non sarà presente a Islamabad, mercoledì, e che al momento non vi è alcuna prospettiva di partecipare ai negoziati. Lo scrive l'agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim citando fonti secondo cui "nei messaggi scambiati negli ultimi giorni, gli Usa non hanno fatto marcia indietro sulle loro richieste eccessive" e "non si sono registrati progressi significativi. Per questo motivo, l'Iran ha infine annunciato oggi che considera la partecipazione ai negoziati una perdita di tempo" e "pertanto, non parteciperà".
Axios: "Il viaggio di Vance rinviato a tempo indeterminato"
Il vicepresidente JD Vance Pakistan è stato rinviato a tempo indeterminato. Lo riporta Axios citando fonti americane.
Salam: "Libano non si lascia intimidire da Hezbollah"
Il governo libanese non cerca lo scontro con Hezbollah, ma non si lascera' nemmeno intimidire dalla milizia sostenuta dall'Iran. Lo ha dichiarato il primo ministro libanese, Nawaf Salam, durante una conferenza stampa congiunta con il presidente francese Emmanuel Macron. "Se dovessi riassumere in poche parole l'obiettivo principale del mio governo, direi che e'... rimettere in piedi lo Stato", ha affermato Salam. "Uno Stato sovrano non puo' esistere senza il monopolio delle armi". Il governo libanese resta impegnato nei colloqui diplomatici con Israele durante questo cessate il fuoco di 10 giorni, ha aggiunto Salam in vista del prossimo round di negoziati previsto per giovedi' a Washington. Durante questi colloqui, il Paese sta cercando "il ritiro completo delle truppe israeliane dal Libano, la restituzione dei prigionieri libanesi... e il ritorno degli sfollati alle loro case", ha affermato Salam.
Media: "Netanyahu e ministri contestati a cerimonie per commemorare i soldati morti"
Nel corso di una cerimonia nella Giornata della Memoria per i soldati caduti e le vittime di attacchi terroristici, il premier israeliano Benyamin Netanyahu e alcuni ministri sono stati contestati. Lo scrive Haartez. Il premier aveva affermato che, grazie alla pressione militare esercitata da Israele, è stato possibile "restituire tutti gli ostaggi, fino all'ultimo". Durante il suo discorso, qualcuno ha gridato "alcuni sono morti nei tunnel", riferendosi agli israeliani presi in ostaggio da Hamas il 7 ottobre. Durante un discorso del ministro Ofir Sofer al cimitero militare di Kiryat Shaul a Tel Aviv, due manifestanti hanno esposto cartelli con la scritta "governo della morte". Sono scoppiati degli scontri dopo che alcuni presenti hanno tentato di strappare loro i cartelli. "Ho il diritto di farlo", ha detto una manifestante mentre cercavano di allontanarla. Durante una cerimonia al cimitero militare di Dimona, nel sud di Israele, il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir è stato contestato dalla folla: "Ci state dividendo". La scorsa settimana, oltre 100 famiglie in lutto hanno chiesto a parlamentari e ministri di non intervenire alle cerimonie del Memorial Day nei cimiteri militari. In una lettera inviata a tutti i membri della coalizione, li hanno esortati a "santificare la vita, non l'etica del sacrificio".
Iran, per ora volo Vance verso il Pakistan è rinviato
Il volo del vicepresidente statunitense, JD Vance, in Pakistan e' stato per ora rinviato, anche se la partenza potrebbe avvenire in un secondo momento. Lo riporta il 'Wall Street Journal', citando diverse fonti, una delle quali afferma che il Presidente Donald Trump avrebbe discusso privatamente la possibilita' di annullare il viaggio. Una fonte indica che il rinvio del volo e' dovuto alla riluttanza di Teheran ad accettare le richieste americane sull'arricchimento dell'uranio, mentre un'altra sostiene che la causa sia la mancanza di impegno da parte dell'Iran a partecipare all'incontro.
Wsj: "Trump valuta di cancellare il viaggio di Vance"
Il vicepresidente JD Vance potrebbe ancora partire per Islamabad nella serata americana, ma Donald Trump sta valutando di annullare del tutto il suo viaggio. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali a pesare è la riluttanza dell'Iran ad accogliere le richieste americane sul nucleare.
Smotrich: "Israele ricostruirà gli insediamenti di Gush Katif a Gaza"
Israele tornerà a occupare il blocco di insediamenti di Gush Katif a sud della Striscia di Gaza, abbandonato durante il disimpegno del 2005. Lo ha dichiarato il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich durante una cerimonia per la Festa dell'Indipendenza nell'insediamento di Brukhin, in Cisgiordania, elogiando l'attuale governo per aver "guidato una vera rivoluzione" annunciando "non meno di 103 nuovi insediamenti in Giudea e Samaria". Lo scrive il Times of Israel. Tra gli insediamenti approvati dal governo figurano Homesh, Sa-Nur, Ganim e Kadim, evacuati durante il disimpegno, e la loro ricostruzione rappresenta una "correzione storica dell'ingiustizia dell'espulsione", dichiara Smotrich, affermando che "siamo tornati a casa, e questa volta per sempre". "E così come siamo tornati nella Samaria settentrionale, così torneremo anche a Gush Katif", aggiunge, citando la profezia di Geremia sul ritorno di Israele nella sua terra, e affermando che "oggi, qui in Samaria, le profezie di consolazione non sono più un sogno, ma la vista dalla finestra. Le profezie prendono forma nelle gru e nei trattori, nell'agricoltura e nelle case, e nei ragazzi e nelle ragazze che giocano per le strade".
Iran, Netanyahu: ""Israele più forte che mai, con Usa combatte forze male"
"Israele è più forte che mai, e insieme agli Stati Uniti stiamo guidando la lotta contro le forze del male nel mondo". Lo dichiara il premier israeliano Benjamin Netanyahu, intervenendo via videomessaggio alle celebrazioni per il 78° anniversario dell'indipendenza del Paese ebraico. Lo riporta il Times of Israel. "L'asse del male iraniano, che cerca di distruggerci, sta ora conducendo una guerra contro la nostra stessa esistenza", prosegue il premier israeliano parlando dei "grandi successi" ottenuti nelle diverse campagne militari israeliane degli ultimi anni. "Abbiamo lanciato due audaci operazioni per rimuovere una minaccia esistenziale che incombeva su di noi", continua, ribadendo il pericolo rappresentato dai programmi nucleari e missilistici balistici dell'Iran. I rapporti tra Usa e Israele hanno raggiunto "vette senza precedenti" sotto il presidente Usa Donald Trump, continua Netanyahu. "Abbiamo inferto un duro colpo al sistema di minaccia in Iran, minando la sua capacità di metterci in pericolo. Abbiamo rafforzato la posizione di Israele come potenza regionale. Abbiamo stretto nuove alleanze e aperto la porta all'espansione del cerchio della pace", dice, attribuendo tali mosse ai soldati e ai cittadini israeliani, nonché alle "decisioni coraggiose che abbiamo preso".
Gas e petrolio, ci sono alternative allo Stretto di Hormuz? Le ipotesi
Al momento non esistono alternative allo Stretto di Hormuz, ma sono già iniziate le discussioni per cercare di svilupparle nel corso degli anni e impedire all’Iran di ricattare ancora gli altri Paesi in futuro. Tra le ipotesi, la costruzione di nuovi tubi: i tempi, però, sono lunghi e i costi altissimi. Intanto, per sostituire il gas del Qatar non sembra necessario rivolgersi alla Russia. Anche di questo si è parlato a Numeri, l’approfondimento di Sky TG24.
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Vai al contenutoIran, caro-carburante spinge prezzi cibo: ecco quali sono aumentati
La guerra scoppiata in Medio Oriente, con la conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz e l’interruzione delle consegne di petrolio e gas dai Paesi del Golfo ha fatto schizzare verso l’alto il prezzo dei carburanti. E questo, secondo quanto dichiarato da Assoutenti, ha avuto un forte impatto anche sul costo dei prodotti alimentari che viaggiano in massima parte su gomma e risentono dunque delle variazioni del prezzo di diesel e benzina. L’associazione ha realizzato uno studio sulla base dei dati Istat, rivelando così quali son o i beni più colpiti dai rincari dei listini alla pompa.
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Vai al contenutoMedia: "Witkoff e Kushner arrivati a Casa Bianca"
Steve Witkoff e Jared Kushner, componenti chiave del team negoziale statunitense nell'ambito dei potenziali colloqui con l'Iran, sono stati visti arrivare alla Casa Bianca intorno alle 14:30 ora locale (20:30 ora italiana) dopo aver volato da Miami. Lo rende noto la Cnn. Il contesto è di profonda incertezza riguardo allo svolgimento dei negoziati a Islamabad, che teoricamente sarebbero dovuti iniziare domani, a fronte della reticenza iraniana e della scadenza del cessate il fuoco tra le due parti, che scadrà domani.
L'emittente statunitense spiega che nel pomeriggio sono previste riunioni politiche nella Casa Bianca, con anche con il viceresidente JD Vance, che avrebbe dovuto guidare la delegazione negoziale, al fine di valutare i prossimi passi, e rende noto di aver avvistato altri alti funzionari dell'amministrazione Trump, tra cui il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario alla Difesa Pete Hegseth, arrivare alla Casa Bianca nelle ultime due ore.
Usa impongono nuovo round di sanzioni a Iran
L'amministrazione guidata da Donald Trump ha imposto una nuova serie di sanzioni contro l'Iran. Lo rende noto il Dipartimento del tesoro statunitense in un comunicato, spiegando che le nuove restrizioni colpiscono 14 individui, aziende e velivoli sparsi tra Iran, Turchia ed Emirati Arabi Uniti che sarebbero coinvolti nell'approvvigionamento o nel trasporto di armi o componenti per armi, tra cui i droni, per conto delle autorità di Teheran. L'operazione prende il nome di "Economic Fury" ("furia economica"), un richiamo diretto al nome dell'attacco Usa-Israele contro l'Iran, soprannominato "Epic Fury ("furia epica").
"Il regime iraniano deve essere ritenuto responsabile per le sue estorsioni ai danni dei mercati energetici globali e per aver preso di mira indiscriminatamente i civili con missili e droni", ha dichiarato il segretario al Tesoro Scott Bessent. "Sotto la guida del presidente Trump, nell'ambito di Economic Fury, il Dipartimento del Tesoro continuerà a seguire i flussi di denaro e a colpire la spregiudicatezza del regime iraniano e coloro che la rendono possibile".
Le sanzioni colpiscono tre persone legate a una società iraniana già sanzionata che "ha procurato migliaia di servomotori con applicazioni per droni d'attacco unidirezionale, che sono stati trovati in droni Shahed-136 abbattuti", spiega il comunicato. Tra gli obiettivi anche un'azienda con sede in Turchia, accusata di aver inviato "centinaia di spedizioni di linters di cotone" a una società iraniana già sanzionata: questi prodotti "vengono trasformati in nitrocellulosa, che viene utilizzata per migliorare le prestazioni dei motori a razzo a propellente solido", prosegue il testo, specificando che tali motori "sono comunemente usati per i missili balistici". Infine, le sanzioni colpiscono anche diverse persone legate al vettore iraniano Mahan Air, sotto sanzioni Usa per aver fornito supporto alla Forza Quds dei Pasdaran.
Il petrolio chiude in rialzo a New York a +3,10%
Il pretrolio chiude in rialzo a New York, in scia alle incertezze sui negoziati tra Usa e Iran per porre fine al conflitto: nell'incertezza sull'evoluzione degli scenari, il Wti sale del 3,10%, a 92,33 dollari al barile, mentre il Brent si riavvicina a quota 100, grazie a un progresso del 3,04%, a 98,38 dollari.
Araghchi: "Blocco dei porti è atto di guerra"
"Il blocco dei porti iraniani è un atto di guerra e quindi una violazione del cessate il fuoco. Colpire una nave commerciale e prendere in ostaggio il suo equipaggio è una violazione ancora più grave. L'Iran sa come neutralizzare le restrizioni, come difendere i propri interessi e come resistere al bullismo". Lo scrive il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.
Presidenza Ue: 'Carenza di jet fuel possibile, dobbiamo essere pronti'
"Non siamo in una situazione pericolosa ma c'è la possibilità di una carenza di jet fuel" che "potrebbe influenzare ogni cittadino. Quindi dobbiamo essere consapevoli e pronti". Queste le parole del ministro cipriota dei trasporti, Alexis Vafeades, una volta giunto presso il Consiglio Ue a Bruxelles dove presiederà una videoconferenza informale dei ministri dei trasporti convocata proprio per discutere della crisi energetica. "L'Europa potrebbe trovarsi ad affrontare un problema a breve termine di approvvigionamento di carburante e un problema di domanda sul medio e lungo termine", ha segnalato ancora il ministro.
Presidenza Ue: 'Carenza di jet fuel possibile, dobbiamo essere pronti'
Vai al contenutoLibano, Salam: "Non cerchiamo scontro con Hezbollah, ma non ci intimiderà"
Il governo libanese non cerca lo scontro con Hezbollah, gruppo sostenuto dall'Iran, ma non si lascerà intimidire mentre porta avanti una serie di colloqui con Israele per porre fine al conflitto. Lo dichiara il premier libanese Nawaf Salam nel corso di una conferenza stampa congiunta con il presidente francese Emmanuel Macron, come riporta il Guardian. "Continuiamo lungo questa strada, convinti che la diplomazia non sia un segno di debolezza, ma un atto di responsabilità per non lasciare nulla di intentato al fine di ripristinare la sovranità del mio Paese e proteggere il suo popolo", ha dichiarato Salam, sottolineando che il Libano avrà bisogno dell'aiuto di tutti i suoi partner in vista del proseguimento dei colloqui diretti a livello di ambasciatori che si terranno giovedì a Washington.
Macron: "Legittimo interrogarsi su sospensione accordo Ue-Israele"
E' legittimo interrogarsi sulla eventuale sospensione dell'accordo tra l'Unione europea e Israele nel caso in cui il governo israeliano di Bejamin Netanyahu non dovesse cambiare la sua politica: il presidente francese, Emmanuel Macron, in conferenza stampa a Parigi con il premier libanese, Nawaf Salam, ha risposto così a una domanda dei giornalisti sull'eventuale sospensione dell'accordo. Macron ha detto, in particolare, che la possibilità di sospendere l'accordo di associazione tra l'Unione europea e Israele è una ''interrogazione legittima" se Israele "continua questa politica contraria alla sua storia", in particolare, in Libano. Quindi l'invito del presidente a non agire in modo precipitoso. "Non è nel momento in cui, appena pochi giorni fa, Israele ha accettato un cessate il fuoco per il Libano e si è impegnato in trattative che bisogna accelerare il confronto". Ma "le cose non possono chiaramente continuare come qualche anno fa", ha concluso Macron.
Islamabad resta blindata, accesso limitato alla zona rossa
Nonostante l'incertezza sui colloqui di pace in programma tra Stati Uniti e Iran, la situazione a Islamabad rimane immutata, spingendo le autorità a mantenere le misure di sicurezza precauzionali. La divisione del gabinetto ha annunciato che tutti i ministeri, le divisioni e gli uffici federali situati nella Zona Rossa lavoreranno da casa mercoledì 22 aprile 2026. Ai funzionari e al personale è stato chiesto di rimanere reperibili con breve preavviso, mentre ai cittadini si consiglia di pianificare le proprie visite di conseguenza. La zona rossa di Islamabad è un'area ad alta sicurezza che comprende edifici governativi chiave, istituzioni e ambasciate straniere. È pesantemente sorvegliata e l'accesso è limitato, specialmente durante situazioni delicate.
Libano, Macron: priorità è "il consolidamento della tregua"
Oggi la priorità è "il consolidamento della tregua" tra Hezbollah e Israele. Lo afferma il presidente francese Emmanuel Macron nel corso di una conferenza stampa congiunta con il premier libanese Nawaf Salam all'Eliseo, come riporta Bfm. Per farlo occorre lavorare con Beirut sul cessate il fuoco, che "rimane fragile", prosegue Macron: "la Francia lo sa, perché ha perso uno dei suoi figli", aggiunge, riferendosi al casco blu francese ucciso sabato nel sud del Libano, Florian Montorio.
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Araghchi: "Bloccare i nostri porti atto di guerra, sappiamo difenderci"
"Bloccare i porti iraniani è un atto di guerra e quindi una violazione del cessate il fuoco. Colpire una nave mercantile e prendere in ostaggio il suo equipaggio è una violazione ancora più grave. L'Iran sa come neutralizzare le restrizioni, come difendere i propri interessi e come resistere alle prepotenze". Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
Bosnia negozia con Croazia per gasdotto, contro dipendenza da gas russo
Il Consiglio dei Ministri della Bosnia ed Erzegovina (BiH) ha adottato, in una sessione telefonica d'emergenza tenutasi martedì 21 aprile, una decisione per avviare i negoziati con la Croazia per arrivare a un accordo interstatale che dia il via alla costruzione del gasdotto di interconnessione meridionale. Il progetto ha già più di 20 anni e collegherebbe la BiH alla rete croata e al terminale di gas naturale liquefatto (Gnl) sull'isola croata di Krk, da cui proviene circa il 60% del gas importato dagli Stati Uniti e il resto dal Medio Oriente. Il futuro gasdotto verrebbe collegato alla linea che collega la Croazia all'Albania e, successivamente, all'Azerbaigian e alla regione del Mar Caspio. La diversificazione delle fonti di approvvigionamento, riducendo la dipendenza dal gas russo, da cui la BiH dipende attualmente, è in linea con gli obiettivi più ampi di sicurezza energetica dell'Unione Europea, fa notare il governo bosniaco. E anche la Bulgaria ha annunciato che entro il 2028 interromperà il transito del gas russo attraverso il suo territorio, salvo ovviamente ripensamenti del futuro governo guidato da Rumen Radev. Secondo informazioni ottenute dall'ANSA a Sarajevo, la decisione è stata adottata con una bozza, base per l'avvio dei negoziati con Zagabria. Una finalizzato e firmato, l'accordo dovrà essere ratificato a maggioranza qualificata da entrambe le camere dall'Assemblea parlamentare della Bosnia e poi dalla presidenza.
Premier Libano a Parigi reclama il ritiro totale di Israele dal suo territorio
Il Libano reclama il ''ritiro totale'' delle forze israeliane dal proprio territorio, ma anche il ritorno dei prigionieri e degli sfollati libanesi, nel quadro dei negoziati avviati con Israele: lo ha detto il premier libanese, Nawaf Salam, in vista di una nuova riunione prevista per giovedì a Washington. Esprimendosi in conferenza stampa all'Eliseo al fianco del presidente, Emmanuel Macron, Salam ha anche riferito che il Paese dei Cedri ha attualmente bisogno di '''500 milioni di euro per far fronte alla crisi umanitaria nel corso dei prossimi sei mesi".
Baltici: "Garantire navigabilità di Hormuz, la Russia beneficia di questa crisi"
"L'aumento dei prezzi del petrolio e i problemi relativi alla disponibilità di vettori energetici in Medioriente, così come la situazione di continua instabilità, giocano a favore della Russia. E' essenziale che la situazione in Medioriente venga risolta ristabilendo la libertà di navigazione attraverso lo stretto di Hormuz". Lo ha affermato il ministro degli Esteri estone, Margus Tsahkna, al termine del consiglio Esteri dell'Ue, tenutosi oggi in Lussemburgo. "Sosteniamo convintamente gli sforzi diplomatici in corso per trovare una soluzione a questo conflitto. Uno dei principali interessi dell'Europa è impedire all'Iran di sviluppare un programma nucleare e missilistico, tenendo ben presente la necessità di garantire i trasporti", ha a sua volta sottolineato il ministro degli Esteri lituano, Kestutis Budrys. I due ministri hanno inoltre confermato la disponibilità dei rispettivi Paesi a partecipare alle iniziative che Francia e Gran Bretagna vorranno organizzare per garantire la navigabilità di Hormuz.
Libano, Salam: "Servono 500 milioni di euro in 6 mesi per ricostruzione"
Il premier libanese Nawaf Salam ha dichiarato che il suo Paese necessita di 500 milioni di euro per affrontare le conseguenze umanitarie del conflitto tra Israele e Hezbollah, per cui vige un cessate il fuoco da 10 giorni. "Il Libano ha bisogno di 500 milioni di euro per affrontare la crisi umanitaria nei prossimi sei mesi", ha detto nel corso di una conferenza stampa congiunta con il presidente francese Emmanuel Macron, nel corso della sua visita a Parigi. Oggi Beirut ha aggiornato il bilancio delle sei settimane di guerra a oltre 2.450 morti e più di 7.600 feriti.
Macron: "Dare tempo a negoziati e non lasciare che la guerra riprenda"
Emmanuel Macron ha esortato a "dare tempo" ai negoziati tra Stati Uniti e Iran nonostante l'imminente scadenza del loro cessate il fuoco, ritenendo che non si debba "lasciare che la guerra riprenda". "È "indispensabile" che la tregua, che rimane "molto fragile, possa continuare perché queste questioni non saranno risolte in poche ore o pochi giorni", ha dichiarato il presidente francese durante una conferenza stampa con il primo ministro libanese, Nawaf Salam, all'Eliseo
Carburanti, Confindustria a Ue: "Misure urgenti per autotrasporto"
"I prezzi dei carburanti stanno mettendo sotto forte pressione imprese e filiere produttive, aggravati dalle tensioni geopolitiche nel Golfo e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz". Lo sottolinea Confindustria in una nota. Il Governo, si legge, "e' intervenuto con due decreti per oltre un miliardo di euro, prorogando fino al 1 maggio 2026 il taglio delle accise su benzina e gasolio. A questo si aggiungono i crediti d'imposta per autotrasporto (dal quale e' stato escluso senza motivazione il trasporto passeggeri), per pesca e agricoltura, oltre alle misure di sostegno per le imprese esportatrici colpite dalla crisi energetica". "Confindustria riconosce e apprezza questo impegno - ha dichiarato Leopoldo Destro, Delegato del Presidente di Confindustria per Trasporti, Logistica e Industria del Turismo -. Ora, a livello nazionale, si rendono necessari tempestivi correttivi al fine di prevedere, per le imprese di trasporto piu' moderne e sostenibili, una adeguata compensazione per tenere conto del taglio delle accise. A livello europeo, occorrono due misure immediate da parte di Bruxelles: la sospensione per una revisione dell'ETS, che in una fase di emergenza energetica come questa rappresenta un onere aggiuntivo che penalizza la competitivita' delle imprese europee, e una deroga al Patto di Stabilita' al vincolo del 3% sul deficit che non tiene conto degli shock sistemici come quello che stiamo vivendo".
Libano, Macron: "Stabilizzazione richiede ritiro di Israele, disarmo di Hezbollah"
La stabilizzazione del Libano richiede il ritiro di Israele dal suo territorio, il disarmo di Hezbollah da parte degli stessi libanesi, con l'aiuto della comunità internazionale, e la ricostruzione del Libano meridionale per consentire il ritorno della sua popolazione. Lo ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron nel corso di una conferenza stampa congiunta con il premier libanese Nawaf Salam, nella quale ha ribadito il sostegno della Francia all'integrità territoriale del Paese, come riporta Al Jazeera. Hezbollah ha commesso un "errore strategico" entrando nella guerra tra Usa-Israele e l'Iran e cercando di prendere il posto dello Stato usando il potere militare, ha aggiunto Macron, sottolineando che Israele, dal canto suo, deve rinunciare alle sue ambizioni territoriali e capire che "la sua sicurezza dipende da uno Stato libanese forte".
Iran, Wsj: "Colloqui solo dopo che Usa revocano blocco porti"
Secondo fonti ufficiali di Teheran citate dal Wall Street Journal, l'Iran aveva inizialmente comunicato ai mediatori che avrebbe inviato una delegazione in Pakistan per i colloqui, ma in seguito li ha informati che gli Stati Uniti avrebbero dovuto revocare il blocco dei porti iraniani.
S'impenna il costo del carburante in Gb per la guerra all'Iran, è boom di furti
Impennata dei furti di carburante nel Regno Unito, sullo sfondo dei rincari innescati dagli scossoni che hanno investito il mercato globale a causa delle guerre recenti, soprattutto di quella scatenata in Medio Oriente dagli attacchi di Usa e Israele all'Iran. Lo rivelano dati aggiornati raccolti dalla Bbc, che calcolano in un 62% l'incremento del numero delle ruberie alle stazioni di servizio, dove alcuni autotrasportatori denunciano un aumento dei costi a loro carico per fare il pieno pari a circa 2000 sterline (circa 2300 euro) alla settimana. Il dato è frutto dei conteggi di una società di recupero crediti britannica, Pay My Fuel, che opera per conto di esercenti di pompe di benzina e gasolio. Mentre un'organizzazione di categoria riferisce di un parallelo boom dei casi di insulti, minacce e intimidazioni da parte di autotrasportatori e automobilisti esasperati ai danni di incolpevoli addetti. Fin dall'inizio del conflitto mediorientale il prezzo di un singolo pieno di benzina per automobile media di famiglia è cresciuto di circa 14 sterline nel Regno, stima sempre la Bbc, mentre riempire un serbatoio diesel costa circa 27 sterline in più. I furti testimoniati dalle immagini delle telecamere a circuito chiuso di sorveglianze sparse per le stazioni di servizio dell'isola vengono intanto individuati - secondo quanto mostrato nell'inchiesta dell'emittente pubblica britannica - "a tutte le ore del giorno".
Premier Libano: "No a missione Unifil 3 ma avremo bisogno di presenza internazionale"
Dopo la scadenza del termine dell'attuale missione dell'Onu In Libano (Unifil 2), prevista per fine anno, "non ci sarà una missione Unifil 3. Ma questo non vuol dire che non avremo bisogno di una presenza internazionale in Libano": lo ha detto il premier libanese, Nawaf Salam, in conferenza stampa a Parigi con il presidente francese, Emmanuel Macron. Che ha ribadito:"Bisogna fare in modo che la guerra non "riprenda".
Oxfam: "Nuovo imbarazzante rinvio sulla sospensione dell'accordo Ue-Israele"
Al Consiglio Esteri Ue di oggi "abbiamo assistito all'ennesimo imbarazzante rinvio della sospensione dell'Accordo di associazione con Israele, nonostante il genocidio perpetrato a Gaza e i crimini commessi in Libano e in Cisgiordania verso la popolazione civile": è quanto sostenuto in una nota da Ofxam, che sottolinea come questa "mancanza di posizione comune" sia "arrivata anche per il parere contrario dell'Italia". "Queste discussioni continuano a susseguirsi senza portare ad alcuna azione verso Israele e sono quindi prive di qualsiasi significato. - ha sostenuto Paolo Pezzati, portavoce sulle crisi umanitarie di Oxfam Italia - Nel frattempo, Israele continua a uccidere, ferire e causare lo sfollamento forzato di milioni di persone. Per questo, quindi, la sospensione dell'Accordo di Associazione Ue-Israele non può essere più rinviata". Secondo il portavoce di Oxfam, "se l'Ue non riesce a prendere una posizione unitaria allora è tempo che i singoli Paesi agiscano separatamente per sospendere i loro rapporti commerciali con Israele", perché "non farlo significa essere complici". A detta di Pezzati, "la posizione espressa dal ministro Tajani è sconfortante e appare puramente di facciata, perché mentre condanna l'azione di Israele in Cisgiordania e in Libano non riesce ad essere conseguente, ventilando sanzioni rispetto alle violenze dei coloni ma non schierandosi a favore della sospensione dell'Accordo".
Macron riceve premier Libano: "Israele rinunci alle sue mire territoriali"
Israele deve ''rinunciare alle sue mire territoriali'' e Hezbollah va disarmato dalle forze armate "libanesi'': lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, nel corso di una conferenza stampa a Parigi con il premier libanese, Nawaf Salam. ''La Francia crede nella capacità delle forze armate libanesi di disarmare Hezbollah", ha aggiunto. Per Emmanuel Macron la "priorità" oggi è "il consolidamento della tregua" fra Libano e Israele. Parlando al termine dell'incontro all'Eliseo con il premier libanese Nawaf Salam, il presidente francese ha affermato che "la priorità" è "lavorare" con il Libano "al consolidamento della tregua", che "resta fragile". "La Francia lo sa, poiché ha perso uno dei suoi figli" nel conflitto, ha aggiunto Macron con riferimento al casco blu francese ucciso sabato nel sud del Libano, Florian Montorio.
Conte: "Governo ci ha preso in giro. Copre ancora Netanyahu"
"Ci hanno solo preso in giro: nei fatti continuano a coprire Netanyahu. L'Italia aveva l'occasione di schierarsi politicamente per stoppare gli accordi fra Israele e Unione europea. Invece no, ha scelto ancora una volta di proteggere il governo israeliano". Lo scrive, sui social, il presidente del M5s, Giuseppe Conte. "'E' stata definitivamente accantonata la proposta di sospendere l'accordo commerciale con Israele' ha specificato il ministro Tajani, per cui il diritto internazionale vale fino a un certo punto. Nonostante il genocidio a Gaza. Nonostante 20mila bambini uccisi. Nonostante gli attacchi illegali di Israele a stati sovrani, che stanno provocando morte e distruzione, calpestando il diritto internazionale. Nonostante gli enormi danni economici che le guerre illegali di Israele stanno provocando alle famiglie e alle imprese italiane. Nonostante gli spari sui mezzi dei nostri caschi blu. Torneremo in piazza per dire si' a un'Italia diversa. Con tutta la nostra passione e partecipazione. Insieme", conclude.
Iran, Vance, Rubio e Hegseth alla Casa Bianca da Trump
Il vicepresidente americano JD Vance e' a Washington dove sta partecipando a degli 'incontri aggiuntivi' alla Casa Bianca. Lo riportano i media Usa. Vance e' arrivato alla Casa Bianca nel pomeriggio per una serie di incontri mentre i suoi piani per recarsi in Pakistan per i colloqui di pace con l'Iran rimangono incerti. Il vicepresidente Usa avrebbe dovuto partire per Islamabad in mattinata, ma per ora i suoi piani sono stati sospesi in attesa che i funzionari si riuniscano per discutere i prossimi passi, secondo quanto riferito da fonti alla CNN. Alla riunione partecipano anche il segretario alla Difesa Pete Hegseth, arrivato alla Casa Bianca pochi istanti dopo Vance e il segretario di Stato Marco Rubio e' stato ripreso dalle telecamere della CNN mentre arrivava all'ingresso dell'Ala Ovest della Casa Bianca quasi 50 minuti prima dell'arrivo di Vance.
Axios: "Viaggio in Pakistan di Vance in stand by"
Il viaggio in Pakistan del vice presidente americano JD Vance è in stand by, mentre la leadership iraniana "resta divisa se partecipare o meno al nuovo round di colloqui" a Islamabad per la fine della guerra. Lo scrive Axios, sottolineando come, con il cessate il fuoco che sta per scadere, "ogni ora in più che Vance passa a Washington, è un'ora più vicina alla ripresa delle ostilità".
Macron: "Francia al fianco del Libano anche dopo la fine della missione Unifil"
La Francia è pronta a ''restare al fianco'' del Libano anche dopo la scadenza della missione dell'Unifil a fine anno: lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, in conferenza stampa a Parigi con il premier libanese, Nawaf Salam. Macron ha riferito che Parigi rifletterà sul dopo-Unifil insieme agli altri Paesi maggiormente impegnati nella missione Onu a cui partecipa anche l'Italia. In conferenza stampa all'Eliseo con il premier del Libano, Macron ha garantito che la Francia è ''pronta a mantenere il suo impegno sul terreno" dopo la fine della missione delle Nazioni Unite (Unifil) nel Paese dei Cedri, prevista per fine anno.
Nyt: "Il viaggio di Vance a Islamabad sospeso, l'Iran non ha risposto"
Il viaggio del vicepresidente JD Vance a Islamabad è stato sospeso dopo che Teheran non ha risposto alle posizioni negoziali americane. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti americane, secondo le quali senza una risposta iraniana il processo diplomatico risulta di fatto sospeso, anche se il viaggio non è stato cancellato. Vance, ha confermato la Casa Bianca, è impegnato in alcune riunioni supplementari e per ora è a Washington, dove ci sono anche gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner. L'aereo che questa mattina li avrebbe dovuti portare a Islamabad passando per l'Europa non è mai partito in quella direzione, ma si è limitato a portarli a Washington.
Teheran a Trump: "Falso che ci siano otto donne a rischio impiccagione"
La magistratura iraniana ha smentito che otto donne siano a rischio di messa a morte, dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva chiesto clemenza a loro favore. "Trump è stato nuovamente fuorviato da notizie false", afferma il sito ufficiale della magistratura, Mizan Online. "Delle donne che si sosteneva fossero in procinto di essere giustiziate, alcune sono state rilasciate, mentre altre affrontano accuse che, se le condanne venissero confermate, comporterebbero al massimo pene detentive", afferma il sito. Trump aveva in precedenza dichiarato sui social media che la liberazione delle donne potrebbe favorire l'Iran nei negoziati, condividendo un post secondo cui otto donne siano a rischio impiccagione. Tale affermazione non riportava nomi, ma includeva fotografie delle donne.
Idf: "Colpita una postazione Hezbollah nel sud del Libano"
L'esercito israeliano ha annunciato di aver colpito una postazione appartenente al movimento islamista filo-iraniano Hezbollah nel sud del Libano, in risposta al lancio di razzi contro i suoi soldati schierati nella zona. "Poco fa, l'organizzazione terroristica Hezbollah ha lanciato diversi razzi contro i soldati delle Forze di Difesa Israeliane che operano a sud della linea di difesa avanzata nell'area di Rab el-Thalathine", una città nel sud del Libano situata a meno di 3 km dal confine israeliano, si legge in un comunicato militare. "In risposta, le Idf hanno colpito il sito di lancio da cui sono stati sparati i razzi", aggiunge il comunicato.
Libano, Idf: "Distrutto lanciarazzi Hezbollah nel sud del Paese"
Un lanciarazzi di Hezbollah e' stato distrutto dall'Idf dopo che la milizia sciita aveva aperto il fuoco contro le truppe israliane nel sud del Libano, nella zona di Rab Thalathin. Lo rende noto un comunicato militare, secondo cui "in risposta, l'Idf ha colpito il lanciarazzi da cui erano stati lanciati i razzi".
Wsj: "Per Iran trattative solo dopo che gli Usa rimuovono il blocco"
L'Iran ha detto che le trattative potranno riprendere solo se gli Stati Uniti rimuoveranno il blocco. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali l'Iran aveva inizialmente comunicato ai mediatori che avrebbe inviato una delegazione in Pakistan martedì, ma successivamente li ha informati che gli Stati Uniti avrebbe dovuto revocare il blocco sui porti iraniani.
Lula ironizza: "Diamo il Nobel a Trump così non ci saranno più guerre"
"Ogni santo giorno il presidente Trump dichiara di aver posto fine a otto guerre e di non aver ancora vinto il Premio Nobel per la Pace, quindi è importante che glielo assegniamo subito, così non ci saranno più guerre. Allora il mondo vivrà in pace". Lo ha detto, ironico, il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva durante la conferenza stampa congiunta con il primo ministro portoghese, Luís Montenegro, a Lisbona. "È importante ricordare che oggi abbiamo il maggior numero di conflitti della storia dopo la Seconda guerra mondiale, e non c'è una sola istituzione in grado di pronunciare la parola pace", ha aggiunto il presidente brasiliano, che negli ultimi giorni ha rivolto diverse critiche a Trump a causa dei combattimenti in Medio Oriente, degli attacchi a Papa Leone XIV e delle minacce contro Cuba.
Iran, per Teheran cessate fuoco scade stanotte alle 2 italiane
La tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran scade alla mezzanotte GMT, (le due di questa notte in Italia n.d.r.). "Il cessate il fuoco terminera' alle 3:30 del mattino di mercoledi', ora di Teheran (le 00:00 GMT)", ha annunciato la televisione di stato iraniana. La tregua e' entrata in vigore l'8 aprile.
Ministro spagnolo al premier libanese: "Il suo popolo ha diritto alla pace"
"Ho avuto un incontro con il primo ministro libanese, Nawaf Salam. Sosteniamo l'integrità territoriale del Libano, un cessate il fuoco pernamente e la fine della guerra". Con questo messaggio su X, il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, ha dato notizia del colloquio avvenuto in Lussemburgo, a margine del Consiglio Ue Esteri. "Non possiamo accettare la violenza senza fine contro il Libano", ha scritto Albares. "Il popolo libanese ha diritto alla speranza e a un futuro in pace", ha aggiunto. Madrid chiede che l'Ue assuma un ruolo attivo nella possibile successione della missione Onu in Libano, Unifil, il cui mandato è in scadenza a fine anno. "L'Unione europea deve impegnarsi nella missione che prenderà il testimone della Unifil", ha affermato Albares, ripreso dall'emittente Tve e altri media, sottolineando la necessità di garantire continuità alla presenza internazionale sul terreno nella fase di forte instabilità regionale. Il capo della diplomazia spagnola ha affrontato la questione nel colloquio con il primo ministro libanese. E ha definito "encomiabile" il lavoro dei contingenti - tra cui quello spagnolo, che conta oltre 600 militari schierati nel sud del Libano - mettendo in evidenza l'importanza di mantenere una forza di stabilizzazione anche se "non esattamente uguale" all'attuale missione Onu.
Il prezzo del gas chiude in rialzo a 43,19 euro al megawattora
Chiusura in rialzo per il prezzo del gas, mentre si guarda agli sviluppi per lo stretto di Hormuz ed ai colloqui tra Usa e Iran. Ad Amsterdam le quotazioni registrano un aumento del 7,2% a 43,19 euro al megawattora.
Iran, Banca d'Italia: "Più rischi recessione da conflitto prolungato, Italia è solida"
"Un conflitto prolungato, con pressioni sostenute sui prezzi delle materie prime e sui mercati finanziari, aumenterebbe sostanzialmente i rischi di recessione" ma "le solide condizioni macro-finanziarie dell’Italia forniscono un margine di protezione. Il solido capitale e la liquidità delle banche sostengono la stabilità complessiva, insieme a un basso debito privato, ben al di sotto di quello di altre economie avanzate, e a una posizione netta sull’estero positiva e in aumento". Lo ha detto il vicedirettore generale della Banca d'Italia, Sergio Nicoletti Altimari, nel corso di un intervento tenuto in occasione della serie 'Villa Firenze Talks' a Washington. Però, ha avvertito, "l’elevato debito pubblico rimane una vulnerabilità chiave, che richiede una continua prudenza fiscale e riforme orientate alla crescita".
Iran, Tv Teheran: "Cessate il fuoco scadrà alle 2 di domani"
Per Teheran il cessate il fuoco di due settimane con gli Stati Uniti scadrà alle 2 ora italiana di domani. Lo ha riferito la tv di Stato iraniana, mentre regna la totale incertezza sulla possibilità che si tenga domani a Islamabad un nuovo round di colloqui per la fine della guerra. "Il cessate il fuoco terminerà alle 3.30 di mercoledì ora di Teheran", ha detto la tv. Una scadenza che sembra contrastare con quanto sostenuto dal presidente americano Donald Trumo, che ha parlato della fine della tregua domani sera ora di Washington, mentre anche i pachistani, impegnati nella mediazione tra Washington e Teheran, hanno parlato di una scadenza nella notte, all'1.50 ora italiana.
Ue: 'No ai rimborsi per carenza jet fuel, è circostanza straordinaria'
Lo ha dichiarato il commissario Ue ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas al termine della videocall dei ministri dei 27. "L'Europa potrebbe trovarsi ad affrontare un problema a breve termine di approvvigionamento di carburante e un problema di domanda sul medio e lungo termine", ha segnalato invece il ministro cipriota dei trasporti, Alexis Vafeades, secondo il quale la "carenza di jet fuel è possibile, dobbiamo essere pronti".
Ue: 'No ai rimborsi per carenza jet fuel, è circostanza straordinaria'
Vai al contenutoKubilius: "Per clausola mutua difesa Ue serve un playbook operativo"
Il Commissario alla Difesa, Andrius Kubilius, propone di rendere operativa la clausola di mutua assistenza dell'articolo 42.7 del Trattato Ue con un "playbook", un manuale che definisca risorse e catena di comando. Lo ha detto in un'intervista al pool di agenzie riunite nella European Newsroom, tra cui ANSA. "Le discussioni sull'articolo 42.7 sono iniziate dopo l'inizio della guerra contro l'Iran, quando Cipro era in pericolo", ha spiegato il commissario. Secondo Kubilius, sono in corso valutazioni sulla possibilità di "organizzare esercitazioni teoriche" per definire meglio il tipo di assistenza, militare e civile, realmente disponibile tra i partner. La priorità della Commissione è eliminare le incertezze procedurali in caso di attacco armato. "Sarebbe utile disporre di un manuale che si possa consultare per sapere chi chiamare, quali risorse siano disponibili, come verrà attuata e fornita tale assistenza reciproca", evitando così che un Paese debba cercare aiuti da solo in piena emergenza, ha spiegato Kubilius. Nonostante il sistema sia già considerato "ben organizzato", l'Ue spinge per un salto di qualità: "Ci stiamo muovendo - ha detto - per trovare i modi migliori per essere molto più preparati a ricorrere a questo articolo".
Iran, Teheran a BBC: "Ancora non deciso invio delegazione"
L'Iran non ha ancora preso una decisione in merito all'invio di una delegazione a Islamabad per il nuovo ciclo di colloqui con gli Stati Uniti. Lo dice il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, alla BBC. Il portavoce ha espresso preoccupazione per il blocco navale imposto dagli Stati Uniti ai suoi porti e per il sequestro di una nave iraniana, nonche' per le minacce del presidente Trump di distruggere le infrastrutture iraniane. "Ci siamo presentati a questo negoziato in buona fede e con serieta', ma la controparte ha dimostrato di non essere seria e di non avere buona fede. Cambiano posizione di continuo, con continui voltafaccia e minacce di crimini di guerra", ha affermato Baghaei. Il portavoce del ministero degli esteri di Teheran non ha voluto sbilanciarsi sulle condizioni che l'Iran avrebbe richiesto per tornare al tavolo dei negoziati e ha aggiunto che la questione e' ancora oggetto di discussione. La corrispondente della Bbc Lyse Doucet, che sta realizzando i suoi reportage da Teheran, ha appreso che sono in corso colloqui per cercare di creare le condizioni per la ripresa dei negoziati prima della scadenza del cessate il fuoco, prevista per domani.
Iran, media: "Vance non ha ancora lasciato Washington"
l vicepresidente JD Vance e' ancora a Washington, dove oggi ha partecipato a riunioni e consultazioni. Lo riporta l'Ap. Vance sarebbe dovuto partire oggi alla volta di Islamabad per la seconda tornata di colloqui con la delegazione negoziale iraniana. Secondo il giornalista di Axios Barak Ravid, anche Steve Witkoff e Jared Kushner sono ancora negli Stati Uniti. "L'aereo della Homeland Security che avrebbe dovuto portarli stamattina da Miami in Europa e in Pakistan non era partito fino a diversi minuti fa ed e' ora diretto a Washington DC. Forse stanno andando a trovare Trump", aggiunge il reporter.
Borsa: Milano chiude in calo con l'Europa, scivola Leonardo
La Borsa di Milano (-0,63%) chiude in calo, in linea con gli altri listini europei mentre si attendono i colloqui tra Usa e Iran. Le prime parole del presidente designato della Fed, Kevin Warsh, ha alimentato la corsa dei rendimenti dei titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund chiude in rialzo a 77 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,77%. A Piazza Affari scivola il settore della difesa con Leonardo (-4,8%) e Fincantieri (-2,9%). Vendite anche su Lottomatica (-3,5%) e Saipem (-1,9%), quest'ultima in vista dei risultati del primo trimestre. Seduta negativa per le banche dove Banco Bpm lascia sul terreno l'1,6%, Bper (-1,5%), Unicredit (-1,4%). Più contenuta la flessione di Intesa e Mps (-0,3%) e Mediobanca (-0,2%). Seduta negativa per Tim (-0,9%), alle prese con l'offerta lanciata da Poste (-0,6%). Nel listino principale si mettono in mostra Tenaris (+1,7%) e Nexi (+1,3%). Bene anche Generali (+1,1%) e Stm (+0,9%). In ordine sparso il settore del lusso con Moncler (+0,6%), in attesa della trimestrale, e Cucinelli (-0,1%). Acquisti su Stellantis (+0,5%). Tra le società a minor capitalizzazione chiude con un balzo Bf (+12% a 4,93 euro), con l'opa di Federico Vecchioni e Dompè Holdings a 5 euro per azione.
Kallas alla Spagna: "La credibilità dell'Ue non cala, semmai aumenta"
La credibilità dell'Ue non sta crollando ma anzi "sta aumentando". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue, Kaja Kallas, in Lussemburgo, rispondendo alle dichiarazioni del ministro degli Esteri spagnolo riguardo alla presunta inazione di fronte alle violazioni israeliane. Kallas ha sottolineato che l'Ue è il principale sostenitore dei palestinesi, fornisce aiuti sostanziali al popolo palestinese, all'Autorità Palestinese, ai rifugiati e agli sforzi di ricostruzione. Kallas ha invitato coloro che denunciano una politica di "due pesi e due misure" a confrontare i propri contributi. In generale l'Ue sta attualmente affrontando crescenti richieste a livello globale, soprattutto ora che gli Stati Uniti stanno ritirando gli aiuti da varie regioni. Detto questo, sebbene l'Ue sia uno dei principali sostenitori in numerose crisi globali (ad esempio in Sudan e in Somalia), è "relativamente isolata" nel suo ampio sostegno all'Ucraina.
Iran, media: "Fonti, Vance ancora a Washington, parteciperà a riunioni Casa Bianca"
Il vice presidente degli Stati Uniti JD Vance è ancora a Washington. Lo scrive su X il giornalista di Axios Barak Ravide, che cita un funzionario della Casa Bianca, secondo cui "si terranno ulteriori riunioni politiche alla Casa Bianca oggi, alle quali parteciperà il vicepresidente". Vance dovrebbe guidare la delegazione americana a Islamabad per i colloqui con l'Iran. Secondo Ravid, anche gli inviati del presidente, Steve Witkoff e Jared Kushner, sono ancora negli Stati Uniti. L'aereo del governo "che avrebbe dovuto portarli questa mattina da Miami in Europa e in Pakistan non era partito fino a pochi minuti fa e ora si sta dirigendo a Washington. Forse andranno a incontrare Trump".
Iran, Kallas: "Su Hormuz cambi di posizione sconsiderati"
"I ministri sono stati chiari sul fatto che la liberta' di navigazione non e' negoziabile. I continui cambi di posizione quotidiani, sul fatto che lo stretto di Hormuz sia aperto o chiuso, sono sconsiderati". Lo ha affermato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, in conferenza stampa al termine del Consiglio Affari esteri Ue, a Lussemburgo. "Il transito attraverso lo Stretto deve rimanere gratuito. L'Europa fara' la sua parte per ristabilire il libero flusso di energia e di commercio non appena le condizioni lo consentiranno: la nostra missione navale e' il modo piu' rapido per proteggere il traffico marittimo nella regione, e ho chiesto ai ministri di rendere disponibili maggiori risorse", ha aggiunto.
Difesa, Crosetto a Gedda per visita ufficiale Arabia Saudita
Il ministro della Difesa Guido Crosetto e' giunto a Gedda per una visita ufficiale in Arabia Saudita, "nel corso della quale effettuera' una serie di incontri istituzionali. Al suo arrivo - si legge su X - e' stato accolto dal capo di Stato maggiore della Difesa del Regno dell'Arabia Saudita, generale Fayyadh Bin Hamed Al-Ruwaili"
Diplomatico pakistano: "Nessuno può prevedere l'esito dei colloqui Usa-Iran"
"Nessuno sa con certezza cosa accadrà" per quanto riguarda i possibili negoziati fra Teheran e Washington: è quanto sostenuto dall'ex ambasciatore pakistano in Iran Asif Ali Khan Durrani, mentre l'incertezza sulla partecipazione iraniana ai colloqui di pace a Islamabad e l'imminente scadenza di un cessate il fuoco alimentano dubbi sugli sforzi diplomatici in atto. "Il miglior banco di prova sarebbe l'estensione del cessate il fuoco", aggiunge il diplomatico. Durrani, che è stato ambasciatore del Pakistan in Iran dal 2016 al 2018, ha detto all'ANSA che, pur aspettandosi che l'Iranpartecipi ai colloqui, l'esito degli stesso resta imprevedibile. "Anche se l'Iran parteciperà — e penso che lo faranno — non si può essere sicuri di quale sarà il risultato", ha affermato, sottolineando che i progressi dipendono in larga misura dall'approccio di Washington nei confronti di Teheran. "Tutto dipende dall'atteggiamento americano, perché Trump ha mostrato arroganza, cosa che non piace agli iraniani", ha detto Durrani. "Pertanto, Trump dovrà cambiare il suo atteggiamento". Evidenziando le principali divergenze, il diplomatico pakistano ha osservato che le due parti restano lontane su richieste chiave. "Gli statunitensi vogliono la risoluzione della questione nucleare, mentre l'Iran chiede la revoca delle sanzioni e lo sblocco dei suoi beni per un valore di 60 miliardi di dollari", ha detto. "Quindi è una situazione difficile". Durrani ha ribadito che la continuazione del cessate il fuoco sarebbe un fattore decisivo per capire se la diplomazia potrà avanzare. "Se ciò accadesse, allora ci sarebbero possibilità che il dialogo prosegua", è il suo punto di vista.
Kubilius: "Con guerra in Iran svuotate scorte di armi Usa in modo massiccio"
Il conflitto in Iran ha svuotato gli arsenali americani, rendendo urgente l'autonomia produttiva dell'Europa, chiamata ora a gestire l'imprevedibilità dell'amministrazione Trump. Lo ha dichiarato il Commissario Ue alla Difesa, Andrius Kubilius, in un'intervista a un pool di agenzie, tra cui ANSA, riunite nella European Newsroom. "Fino ad ora l'Europa acquistava il 40% delle armi dagli Stati Uniti", ma lo scenario è cambiato a causa della guerra in Medio Oriente, ha avvertito Kubilius. "Come apprendiamo dalle informazioni e da conversazioni informali con la controparte americana, hanno svuotato le loro scorte in modo piuttosto massiccio", ha spiegato il commissario. Il riferimento è in particolare a sistemi d'arma critici, come i Patriot, fondamentali anche per il sostegno all'Ucraina tramite il programma Purl. I tempi di recupero stimati da Washington non sono immediati: "Qualcuno dice che ci vorranno diversi anni, tre o quattro anni, perché l'industria della difesa degli Stati Uniti produca quanto necessario per ricostituire le scorte", ha riferito Kubilius. Da qui l'appello per una svolta nell'autonomia strategica europea: "Dobbiamo capire che dovremo concentrarci molto di più sulla nostra produzione". Al problema industriale si sommano le sfide poste dall'amministrazione Trump sul piano della sicurezza. "È importante evitare una situazione caotica in cui gli americani riducono le loro risorse e noi non siamo ancora in grado di colmare il vuoto; questa è la mia priorità", ha spiegato Kubilius. Il commissario prevede che Washington "ridimensionerà la presenza" delle truppe in Europa, "ma non si ritirerà dalla Nato", pur avvertendo che nel nuovo scenario internazionale "l'imprevedibilità è la nuova normalità, non si può mai sapere".
Kallas: "Accordo per le sanzioni a chi blocca la navigazione a Hormuz"
È in fase di elaborazione "una nuova proposta" volta a imporre sanzioni alle entità che ostacolano la libera navigazione nello Stretto di Hormuz. "È stato raggiunto un accordo politico su questa misura". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas in Lussemburgo. Ora sono in corso i preparativi giuridici, con l'obiettivo di presentare le sanzioni definitive in occasione del Consiglio Affari esteri di maggio. Queste nuove sanzioni si aggiungono alle già esistenti sanzioni di ampia portata contro l'Iran. Kallas ha poi chiarito che l'obiettivo e' arrivare ad approvare l'ampliamento del regime sanzionatorio al Consiglio Esteri Ue in programma l'11 maggio: "il lavoro e' in corso. C'e' un accordo politico, ma e' necessaria anche una preparazione giuridica a riguardo. Quindi puntiamo al Consiglio Affari Esteri di maggio", ha specificato.
Kallas: "Nuove proposte sul commercio con Israele, me ne occuperò"
"Sono state presentate nuove proposte in merito al commercio con Israele. Ho quindi promesso di sottoporre la questione al Commissario per il Commercio perché, per poterla discutere, se si considerano le disposizioni giuridiche, è necessario che venga presentata una proposta della Commissione. Me ne occuperò". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas in Lussemburgo.
Kallas: "Paesi non hanno cambiato posizione su Israele, negoziati continuano"
"Alcuni Stati membri hanno proposto una sospensione totale o parziale dell'accordo di associazione dell'Ue e restrizioni al commercio proveniente dagli insediamenti: a causa della mancanza di un sostegno unanime, tali proposte non sono state approvate oggi. Si prevede che le discussioni proseguiranno. Per le misure già all'esame che richiedono la maggioranza qualificata serve un cambiamento di posizione da parte degli Stati membri, che oggi non abbiamo visto". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas in Lussemburgo.
Borse europee: chiudono in ribasso
Le Borse europee terminano in rosso: a Parigi il Cac 40 cede l'1,14%, a Londra l'Ftse Mib perde l'1,05% e a Francoforte il Dax scende dello 0,60%. Milano cala dello 0,63%.
Insulti a Meloni da anchorman tv russo: "Ha tradito anche Trump"
Offese e parolacce dal conduttore tv e massimo propagandista russo, Vladimir Solovyev, contro la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Durante la sua ultima trasmissione 'Polny Kontakt', sul suo canale Solovyov Live, il conduttore ha parlato dell'incompetenza dei politici europei. "Vergogna della razza umana", "bestie naturali", ha detto il conduttore in italiano. "Idiota patentata", "Giorgia puta", ha puoi tuonato Solovyev riferendosi direttamente alla premier, "che brutta donnuccia cattiva". "Questa Meloni e' una creatura fascista che ha tradito i suoi elettori, perche' si e' candidata con slogan completamente diversi", ha poi proseguito il conduttore parlando in russo. "Tradimento e' il suo secondo nome, ha tradito anche Trump, al quale aveva precedentemente giurato fedelta'".
Cnn: "Vance partecipa oggi a riunioni alla Casa Bianca"
Il vicepresidente JD Vance parteciperà ad alcuni incontri alla casa Bianca nella giornata di oggi. Lo riporta Cnn citando alcune fonti secondo le quali Vance sarebbe dovuto partire nella mattinata di oggi per Islamabad. "Ulteriori riunioni si stanno svolgendo alla Casa Bianca, alle quali parteciperà il vicepresidente", ha riferito una fonte a Cnn. Quando partirà Vance non è ancora chiaro.
Iran, Kallas: "Accordo per sanzioni su violazioni navigazione"
"L'Ue ha gia' in vigore ampie sanzioni nei confronti dell'Iran, ma oggi abbiamo anche raggiunto un accordo politico per ampliare il nostro regime sanzionatorio, cosi' da colpire anche coloro che sono responsabili di violazioni della liberta' di navigazione". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, in conferenza stampa al termine del Consiglio Affari esteri Ue, a Lussemburgo. "I droni iraniani utilizzati contro i nostri partner del Golfo probabilmente incorporano aggiornamenti tecnologici russi. Stiamo collaborando strettamente con i partner del Golfo per limitare questo fenomeno, anche attraverso una possibile cooperazione sulle sanzioni", ha aggiunto.
Iran, Merz "garanzia forniture carburante" ma convoca task force
Il cancelliere Friedrich Merz prova a rassicurare la Germania a fronte delle possibili tensioni sulle forniture di carburante. "Al momento, la situazione del mercato e' tesa, ma le forniture in Germania sono garantite" ha detto all'emittente 'Tagesschau24' aggiungendo che il governo federale si prepara a un possibile peggioramento del quadro e ha gia' avviato consultazioni ai massimi livelli. Secondo Merz, la sicurezza degli approvvigionamenti resta "la massima priorita' della Germania". Il dossier e' sul tavolo della Task Force per la Sicurezza Energetica e potrebbe approdare "presto" anche al Consiglio di Sicurezza Nazionale. L'obiettivo e' evitare contraccolpi su beni essenziali come gasolio, benzina e carburante per l'aviazione. A far salire la tensione sono anche gli avvertimenti dell'Agenzia internazionale dell'energia, secondo cui in Europa il cherosene potrebbe scarseggiare gia' da maggio. La ministra dell'Economia Katherina Reiche ha incontrato ieri i gestori degl aeroporti, le compagnie aeree, i fornitori e le associazioni di categoria per valutare i rischi, "pur senza cedere all'allarmismo". Le preoccupazioni, pero', vanno oltre il rifornimento alle pompe. Il capogruppo della Cdu/Csu Jens Spahn ha avvertito che, se la crisi nello Stretto di Hormuz e in Medio Oriente dovesse protrarsi, la Germania potrebbe ritrovarsi davanti a problemi ben piu' ampi come scarsita' di bitume nell'edilizia e interruzioni nelle catene di approvvigionamento. Il petrolio, ha ricordato, non e' solo carburante ma anche materia prima per plastica e chimica. Sul fronte politico, resta aperto il capitolo degli aiuti. Dal primo maggio dovrebbe scattare un taglio delle tasse su diesel e benzina pari a 17 centesimi al litro, misura che il Bundestag dovrebbe approvare giovedi' e il Bundesrat discutere venerdi' in sessione straordinaria. L'Spd chiede ulteriori interventi e sette Lander guidati dai socialdemocratici sollecitano una conferenza straordinaria con il cancelliere per coordinare la risposta su sicurezza energetica, prezzi e filiere strategiche.
Iran, Boccia (Pd): "Onu? Senza pace e' discussione surreale"
"E' importante e positivo che il nostro governo abbia girato gli occhi verso l'Europa e stia dialogando con i paesi 'volenterosi' dopo essere stato suddito del governo americano. E siamo i primi a voler difendere e valorizzare il ruolo degli organismi internazionali e multilaterali. Ma non credo sia il momento di discutere di Onu si' o Onu no di fronte ad un evidente fatto: la pace ancora non c'e' e in questa situazione qualsiasi missione a Hormuz non avrebbe senso. Non c'e' nessun imprenditore, non c'e' nessuna azienda che rischierebbe di far muovere le proprie navi, se pur scortate, senza certezze. Gli armatori non mettono a rischio il loro capitale, inviando navi sotto scorta. Fino a che non c'e' una pace vera, duratura, quello Stretto non sara' aperto. Il governo puo' anche lavarsi la coscienza evocando l'invio di missioni ma la verita' e' che la prima cosa che dovrebbe fare e' sostenere le nostre imprese, con strumenti simili a quelli adottati in epoca Covid: una quota di credito d'imposta urgente, un sostegno alla liquidita', accesso a finanziamenti a lungo termine da restituire a tasso zero. Mettendo in moto Sace e Cdp, con le risorse necessarie per una vicenda eccezionale come questa. L'ipotesi di accompagnamenti militari delle navi commerciali, oltre a non essere risolutiva, puo' esporre asset civili a rischi ulteriori e non garantisce certo la ripresa dei traffici commerciali". Cosi' il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.
Borsa Milano: gira in negativo, Ftse mib -0,47%
A pochi minuti dalla fine delle contrattazioni Piazza Affari gira in negativo. L'indice Ftse mib cede lo 0,47% a quota 47.891.
Usa, Wright: "Prezzo benzina ha raggiunto il picco massimo"
Il Segretario all'Energia degli Stati Uniti, Chris Wright, ha dichiarato martedi' che i prezzi della benzina sembrano aver raggiunto il picco massimo dopo un'impennata legata alla guerra con l'Iran. "Non so come si muoveranno i prezzi dell'energia in futuro: spesso faccio delle ipotesi o osservo questi indicatori. Direi che i prezzi della benzina sembrano aver raggiunto il picco circa una settimana fa", ha detto Wright alla Commissione Energia e Risorse Naturali del Senato. Ha specificato che questo prezzo record e' di un dollaro al gallone inferiore al picco registrato durante la precedente amministrazione di Joe Biden, aggiungendo: "E stiamo ponendo fine a un conflitto di 47 anni in Medio Oriente, una delle principali regioni produttrici di energia".
Iran: Pakistan: "Ancora in attesa di risposta da Teheran"
Il governo pakistano ha dichiarato di essere ancora in attesa di una risposta dall'Iran in merito all'eventuale invio di una delegazione a Islamabad per un nuovo ciclo di colloqui con gli Stati Uniti. "Siamo ancora in attesa di una risposta ufficiale da parte iraniana che confermi la partecipazione di una delegazione ai colloqui di pace di Islamabad", ha scritto il ministro dell'Informazione pakistano Attaullah Tarar. Ha aggiunto che la decisione e' di "cruciale" importanza, poiche' mancano solo poche ore alla scadenza della tregua di due settimane concordata con gli Stati Uniti.
Libano, 2.454 morti e 7.658 feriti in 6 settimane guerra Idf
Il Libano ha aggiornato il bilancio delle vittime di sei settimane di guerra tra Israele e Hezbollah, mentre prosegue il fragile cessate il fuoco. Le autorita' di Beirut hanno fatto sapere che sono 2.454 i morti e 7.658 i feriti del conflitto iniziato il 2 marzo.
Wall Street rallenta, Dj -0,08%, Nasdaq +0,09%
Wall Street rallenta con l'Iran. Il Dow Jones perde lo 0,08% a 49.404,38 punti, il Nasdaq sale dello 0,09% a 24.427,54 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,10% a 7.102,33 punti.
Ghalibaf lancia un sondaggio su X e provoca Trump e il movimento Maga
In un sondaggio pubblicato sul proprio profilo X, lo speaker del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, provoca il presidente Usa Donald Trump e il movimento Make America Great Again. "Venderanno la guerra (come una scusa, ndr) per rendere di nuovo grande cosa?", è la domanda di Ghalibaf ai suoi follower. Le risposte suggerite sono "inflazione, insostenibilità economica, oligarchi e Epsteinocrazia", quest'ultima l'opzione più votata. Tutte le soluzioni giocano con la sigla Maga: "Miga" (Make Inflation Great Again), "Muga" (Make Unaffordability Great Again), "Moga" (Make Oligarchs Great Again) e "Mega" (Make Epsteinocracy Great Again).
Media: "Nessuna delegazione Iran partita per colloqui Pakistan"
Nessuna delegazione iraniana e' ancora partita per il Pakistan per partecipare ai colloqui di pace con gli Stati Uniti. Lo riportano i media statali iraniani citati dall'agenzia Reuters.
Il conduttore russo Solovyov insulta Meloni
Pesanti insulti a Giorgia Meloni da parte del giornalista e presentatore televisivo russo, Vladimir Solovyov, vicino alle posizioni del Cremlino, che nel corso di una puntata del programma Polnyj Kontakt (Full Contact) si è espresso in italiano con parole volgari definendo la premier 'fascista, idiota patentata, una cattiva donnuccia' e apostrofandola come 'PuttaMeloni'. 'Una vergogna della razza umana. Il tradimento è il suo secondo nome: ha tradito Trump al quale precedentemente aveva giurato fedeltà', ha aggiunto Solovyov nel corso del suo programma.
Cambi: euro chiude in calo, sale dollaro su speranza pace
L'euro chiude in calo con il dollaro che invece sale per l'ottimismo sul raggiungimento di un accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Sul fronte macro, un altro supporto al biglietto verde arriva dai dati sulle vendite al dettaglio di marzo che hanno mostrato la buona salute dell'economia statunitense. Gli operatori di mercato restano ottimisti sul raggiungimento di un accordo, con il vicepresidente statunitense JD Vance atteso a Islamabad domani per colloqui volti a porre fine alla guerra. Gli operatori di mercato guardano anche alla testimonianza di Kevin Warsh, il candidato di Donald Trump alla guida della Fed, al Senato degli Stati Uniti, per capire come intende gestire la politica monetaria qualora venisse nominato presidente della banca centrale. Warsh ha sottolineato come "l'indipendenza della politica monetaria sia essenziale. I responsabili della politica monetaria devono agire nell'interesse del Paese, con decisioni frutto di rigore, ponderazione e giudizio libero da condizionamenti. L'indipendenza della Fed dipende dalla Fed stessa", ha evidenziato. L'euro cede lo 0,24% sul dollaro a 1,1759 mentre guadagna lo 0,10% sullo yen a 187,3. Biglietto verde che guadagna anche sulla valuta nipponica (+0,33%) a 159,27 yen.
Pakistan: "Attendiamo ancora conferma della presenza dell'Iran ai colloqui"
Il ministro dell'Informazione pakistano Attaullah Tarar ha dichiarato che Islamabad è ancora in attesa della conferma formale da parte dell'Iran sulla sua eventuale partecipazione ai prossimi colloqui di pace, mentre proseguono gli sforzi per mantenere il fragile cessate il fuoco. Tarar ha osservato che l'attuale cessate il fuoco scadrà alle 4:50 del mattino (ora del Pakistan) del 22 aprile, aggiungendo che la decisione dell'Iran di partecipare ai colloqui di pace di Islamabad prima della fine della tregua di due settimane sarebbe "cruciale". Fornendo un aggiornamento alle 19:30 ora locale (le 16.30 italiane), Tarar ha affermato che il Pakistan, agendo da mediatore, rimane in stretto contatto con i funzionari iraniani e sta attivamente perseguendo la via diplomatica per allentare le tensioni. Tarar ha affermato che il Pakistan ha compiuto "sforzi sinceri" per persuadere la leadership iraniana ad aderire al secondo round di negoziati e che l'attività diplomatica è in corso. Il Pakistan si è posto come facilitatore nel processo di dialogo, esortando tutte le parti a dare priorità ai negoziati per mantenere la stabilità regionale.
Trump, il Wsj rivela: “Presidente escluso da alcuni briefing militari”
Trump, il Wsj rivela: “Presidente escluso da alcuni briefing militari”
Vai al contenutoSilvia Salis: "Su Gaza come fare a restare indifferenti"
"Come fare a restare indifferenti? Il sindaco deve esprimere l'identità della sua comunità". Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis in una intervista a Vanity Fair rispondendo a chi le chiedeva un commento sulla situazione in Palestina e sul genocidio di Gaza. "E' un'idiozia pensare che la tua posizione di sindaco o di città non cambi le cose - ha detto -. Genova, poi, è un simbolo".
Borsa: l'Europa gira in calo tra Iran e Fed, Milano -0,5%
L'Europa gira in calo mentre si guarda alle trattative tra Usa e Iran e con le prime parole del presidente designato della Fed, Kevin Warsh, nell'audizione di conferma al Comitato bancario del Senato. Sotto i riflettori anche gli sviluppi per lo sblocco dello stretto di Hormuz. Lo stoxx 600 cede lo 0,6%. In flessione Londra (-0,9%), Parigi (-0,8%), Francoforte e Madrid (-0,2%) Milano (-0,5%). A Piazza Affari scivolano Lottomatica e Leonardo (-4%), Fincatieri (-2,7%) e Banco Bpm (-1,9%). Seduta positiva per Tenaris (+1,7%). Bene anche Nexi (+0,9%) e Generali (+0,8%). In tensione i titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund sale a 76 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,77% e quello tedesco al 3,01 per cento.
Iran, Pakistan "in attesa risposta formale da Teheran su colloqui"
Il Pakistan resta in attesa di una risposta formale da parte dell'Iran sulla partecipazione ai colloqui di pace previsti a Islamabad. Lo ha sottolineato il ministro pakistano dell'Informazione, Attaullah Tarar, sottolineando che Islamabad, nel ruolo di mediatore, è "in costante contatto con le autorità iraniane" e continua a lavorare per mantenere aperto il canale negoziale. Secondo quanto riferito da Tarar su X, il cessate il fuoco in vigore scadrà stanotte all'1.50, ora italiana, e una decisione di Teheran sulla partecipazione ai colloqui prima della fine della tregua di due settimane viene considerata "cruciale". "Il Pakistan ha compiuto sforzi sinceri per convincere la leadership iraniana a prendere parte al secondo round di negoziati e che tali iniziative continuano", ha aggiunto.
Bonelli: "Governo pavido dice no a sanzioni a Israele"
"Tajani dice no allo stop degli accordi con Israele: e' una scelta politica chiara, ed e' grave. Il governo Meloni decide di non fare nulla davanti al genocidio a Gaza e alla pulizia etnica in Cisgiordania. Altro che 'sanzioni mirate': e' un modo per non decidere. La verita' e' che questo governo applica un doppio standard intollerabile: sanzioni alla Russia, totale pavidita' nei confronti del governo Netanyahu. A Gaza sono state bombardate scuole e ospedali, uccisi giornalisti e medici, oltre 75 mila morti. E mentre accade tutto questo, il governo italiano continua a fare affari con l'industria militare israeliana. Nel 2025 sono state autorizzate forniture per circa 85 milioni di euro. Questa e' la realta'. Tajani parla di non colpire la popolazione israeliana, ma ignora deliberatamente la popolazione palestinese che viene colpita ogni giorno. E' una posizione politicamente e moralmente inaccettabile. Il governo Meloni non e' neutrale: e' complice. Sceglie di non intervenire e di continuare a collaborare con chi viola il diritto internazionale. Serve una decisione immediata: sospendere gli accordi con Israele e fermare ogni cooperazione militare". Cosi' Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde.
Dl carburanti: al via l'esame al Senato, in discussione la pregiudiziale del Pd
E' cominciato al Senato, e in prima lettura, l'esame del decreto carburanti varato dal governo il 18 marzo per ridurre il prezzo dei carburanti schizzato per effetto della guerra in Iran. In prima battuta, sarà discussa una pregiudiziale di costituzionalità illustrata ora in aula dal senatore Dario Parrini del Pd. "Se non abbiamo calcolato male, siamo al 128esimo decreto di questo governo - ha detto - Cifre impressionanti che rivelano il disprezzo per il ruolo del Parlamento che non è più sopportabile. Ciò umilia i parlamentari e quelli dei maggioranza lo sono ancora di più". Il decreto ha previsto un taglio delle accise per 20 giorni - e quindi già scaduto il 7 aprile - con un effetto sul prezzo di 25 centesimi al litro su benzina e diesel e di 12 centesimi sul gpl. In un decreto successivo il governo ha poi prorogato il taglio fino al primo maggio. Il primo provvedimento prevede anche un rafforzamento dei controlli anti speculazione, affidati a 'Mister prezzi' cioè il Garante per la sorveglianza dei prezzi che fa capo al ministero delle Imprese, alla finanza e all'Antitrust.
Decine di veterani arrestati a Capitol Hill durante protesta contro guerra in Iran
Decine di veterani e familiari di militari che protestavano contro la guerra in Iran sono stati arrestati a Capitol Hill. Almeno 62 persone sono finite in manette durante la manifestazione, organizzata da diversi gruppi di veterani a Washington, quando hanno occupato uno dei palazzi del Congresso (il Cannon House Office Building). I dimostranti si sono seduti al centro della rotonda con tulipani rossi in mano per onorare i morti iraniani, e una bandiera a stelle e strisce per i soldati americani caduti. La protesta chiedeva lo stop ai finanziamenti del conflitto proprio mentre il cessate il fuoco sta per scadere e il presidente Donald Trump esclude una proroga senza un accordo con Teheran. Tra gli arrestati c'è anche il direttore esecutivo del Center on Conscience and War, Mike Prysner, veterano della guerra in Iraq, il quale ha definito il conflitto "già profondamente impopolare e una crisi per l'amministrazione Trump". "La guerra in cui fui inviato ha mietuto insensatamente le vite di migliaia di americani e di un milione di iracheni - ha spiegato Prysner prima dell'arresto - Come gli altri veterani qui con me oggi, ho trascorso gli ultimi due decenni desiderando di poter riportare indietro le lancette del tempo e rifiutarmi di partire. I militari hanno questa possibilità proprio ora".
Leader israeliani uniti alle cerimonie della Giornata della Memoria
Leader israeliani uniti in occasione della Giornata della Memoria, nel contesto del fragile cessate il fuoco in Libano e Iran, hanno promesso di perseguire e uccidere gli avversari del Paese. Il racconto della giornata sul Times of Israel. In un episodio che illustra il clima di tensione nazionale, il primo ministro Benyamin Netanyahu è stato contestato durante una cerimonia commemorativa di Stato, solitamente un evento solenne. Si è trattato di uno dei numerosi episodi in cui i manifestanti hanno affrontato le autorità durante cerimonie in tutto il Paese. Le commemorazioni della giornata sono state aperte da due minuti in cui sono risuonate le sirene in tutto il Paese, alle 11 del mattino, durante i quali gli israeliani sono rimasti in silenzio in memoria dei caduti. Netanyahu, intervenendo alla cerimonia di Stato sul Monte Herzl a Gerusalemme, ha affermato per la seconda volta che l'Iran voleva perpetrare un altro Olocausto contro gli ebrei, ma gli Stati Uniti e Israele lo hanno impedito. Netanyahu ha poi affermato di aver "riportato a casa tutti gli ostaggi" , una frase che ha suscitato le proteste di varie persone. Il ministro della Difesa Israel Katz, intervenendo anch'egli sul Monte Herzl, ha promesso che Israele ucciderà il leader di Hezbollah, Naim Qassem. Intervenendo alla cerimonia commemorativa della polizia, anch'essa sul Monte Herzl, il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir ha affermato che l'attentato del 7 ottobre ha rappresentato una "grande opportunità" per modificare la posizione di Israele in materia di sicurezza. Gvir ha detto che il massacro rappresentava un'opportunità per "ristabilire la deterrenza e il prestigio delle Forze di Difesa Israeliane, della polizia e del Servizio Penitenziario, nonché di Israele come superpotenza".
Tucker Carlson fa mea culpa, chiede scusa per il sostegno a Trump
Tucker Carlson fa mea culpa. L'ex volto noto di Fox si scusa con gli americani per averli "ingannati" con il suo sostegno Donald Trump, che aveva inizialmente appoggiato e di cui ora è divenuto uno dei maggiori critici per la guerra in Iran. "E' il momento di fare i conti con la propria coscienza. Voglio chiedere scusa per aver indotto le persone in errore, non è stato intenzionale", ha detto chiedendosi se il conflitto in Iran non fosse sempre stato nei piani del presidente. "Non voglio passare per complottista ma, chiaramente, c'erano segnali di una scarsa levatura morale eppure ci sono molte persone di scarsa levatura morale che, in un certo senso, riescono a rendere al di là del loto carattere", ha messo in evidenza Carlson.
Idf: "Un mese di carcere al soldato che ha distrutto la statua di Gesù"
Il soldato dell'Idf che ha distrutto una statua di Gesù nel sud del Libano è stato condannato a 30 giorni di carcere e rimosso dal servizio di combattimento. Lo ha fatto sapere un portavoce dell'IDF. La stessa condanna è stata inflitta anche al soldato che lo ha filmato. La notizia è riportata da Kan News. Ieri sera sono stati presentati i risultati dell'indagine sul caso al comandante della Divisione 162, al Capo di Stato Maggiore e al comandante del Comando Nord. L'indagine ha rivelato che, nell'ambito di un'operazione nel villaggio cristiano di Debel, nel Libano meridionale, il soldato coinvolto ha danneggiato la statua mentre un altro soldato scattava la foto che è stata poi diffusa. Altri sei soldati erano presenti all'evento e non sono intervenuti per fermarlo o denunciarlo. I sei soldati sono stati convocati per un colloquio conoscitivo che si terrà in seguito, dopo il quale le delegazioni di comando prenderanno una decisione sul da farsi. L'ufficio del portavoce dell'esercito ha dichiarato inoltre che l'Idf esprime profondo rammarico per l'accaduto e sottolinea che l'attività in Libano è diretta contro Hezbollah e altri elementi terroristici, e non contro i cittadini libanesi. Ha inoltre affermato che, da quando hanno ricevuto la segnalazione dell'incidente, il Comando Nord si sta adoperando per assistere la comunità del villaggio nella sostituzione della statua. Le Forze di Difesa Israeliane hanno inoltre affermato che le procedure relative al rapporto con le istituzioni e i simboli religiosi sono state sistematicamente perfezionate per le forze prima del loro ingresso nelle aree interessate, e sono state ulteriormente perfezionate per tutte le forze presenti nel settore in seguito all'incidente. Il Capo di Stato Maggiore ha condannato l'incidente, affermando che si è trattato di un comportamento inappropriato e di una violazione dei valori, che, sotto ogni punto di vista, supera i valori delle Forze di Difesa Israeliane e il comportamento che ci si aspetta dai suoi combattenti.
Libano, profanazione statua Gesù: rimosso soldato israeliano
Le Forze di Difesa israeliane (Idf) hanno annunciato la rimozione dal servizio operativo del soldato che giorni fa ha profanato una statua di Gesu' nel Sud del Libano e dell'altro militare che ha filmato l'accaduto. Entrambi i soldati saranno inoltre sottoposti a 30 giorni di detenzione militare, ha precisato l'esercito, come riportano i media israeliani. "Le truppe rimaste sul posto sono state convocate per un colloquio di chiarimento che si terra' in seguito, dopo il quale verranno prese ulteriori misure a livello di comando", ha dichiarato l'Idf in un comunicato.
Ue: "No ai risarcimenti per carenza jet fuel, è circostanza straordinaria"
La carenza di carburante è "una circostanza straordinaria" e, per questo, non da' necessariamente diritto al risarcimento in caso di cancellazione del volo. Diversamente, se un volo viene annullato a causa dell'eccesivo costo di jet fuel, il diritto al risarcimento sussiste, non essendo quest'ultima una circostanza straordinaria. E' quanto si è evince dalle dichiarazioni del commissario Ue ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas al termine della videocall dei ministri dei 27. Il commissario ha anche aggiunto un dato: "In quest fase il mercato gestisce la pressione e non ci sono indicazioni di ammanchi veri e propri" di jet fuel.
Iran, Trump: "Nostre telecamere su ogni centimetro siti nucleari"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che le Forze spaziali Usa "hanno telecamere su ogni centimetro" dei tre siti nucleari iraniani colpiti dagli Stati Uniti nell'Operazione Midnight Hammer del giugno 2025. Nel suo ultimo post su Truth Social, Trump sostiene che gli attacchi "hanno completamente annientato i siti di stoccaggio di polveri nucleari al punto che l'Iran assetato di sangue non e' stato in grado di raggiungerli o di riesumarli".
Amnesty denuncia: "Bulli assaltano il multilateralismo e il diritto internazionale"
"Il mondo è sull'orlo del precipizio in una nuova era, guidata dall'assalto al multilateralismo, al diritto internazionale e ai diritti umani da bulli che governano affidandosi a ideologie razziste e suprematiste ". Una denuncia che fotografa la situazione dei diritti umani nei 144 paesi analizzati all'interno del Rapporto 2026 di Amnesty International, presentato questa mattina all'Università Roma Tre. Tra i principali teatri di guerra, uno sguardo particolare è dedicato al Medio Oriente. "Dopo l'attacco illegale degli Usa e di Israele, che ha provocato la rappresaglia indiscriminata dell'Iran, il conflitto si è trasformato in una guerra contro i civili", afferma Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty. Nel mirino del Rapporto c'è anche la Russia di Vladimir Putin, colpevole di "aver intensificato gli attacchi aerei contro infrastrutture civili in Ucraina". "Ma oltre ai comportamenti predatori di Trump, Putin e Netanyahu - spiega Riccardo Noury, portavoce di Amnesty - "ci sono tragedie ignorate come quella del Sudan, teatro della più grave crisi umanitaria contemporanea, con fonti locali che parlano di oltre 200.000 vittime".
Ex ambasciatrice d'Italia in Belgio: "Ciò che accade in Palestina è genocidio"
"Il Movimento 5 stelle è stato uno dei pochi partiti che sono stati in grado di chiamare quello che sta succedendo in Palestina con il suo nome: un genocidio. Non è solo una disquisizione linguistica, perché nel momento in cui si riconosce che c'è un genocidio in corso allora scattano delle misure politiche, come la sospensione della cooperazione militare o degli accordi di cooperazione, che al momento danno a Israele un accesso preferenziale al mercato europeo". Lo ha detto l'ex ambasciatrice d'Italia in Belgio e scrittrice Elena Basile, a margine della presentazione del suo libro 'Approdo per noi naufraghi. Come costruire la pace', tenutasi all'Europarlamento a margine della conferenza 'Costruire la pace in un mondo di conflitto', organizzata dall'eurodeputata del M5s Carolina Morace. "Questo libro vuole lanciare una discussione su temi internazionali importanti: le istituzioni devono essere luoghi di pluralismo e dobbiamo renderci conto che oggi o cerchiamo una mediazione con il sud globale o sosteniamo un Occidente arroccato su se stesso e che utilizza la carta della supremazia militare come unica possibilità di mantenere il proprio potere", ha aggiunto Basile.
Cnn: "Per i consiglieri di Trump le sue dichiarazioni social danneggiano negoziati"
Un accordo con l'Iran sembrava vicino poi Donald Trump ha iniziato a fare quello che i suoi consiglieri gli hanno rimproverato più volte, ovvero negoziare tramite i media e i social media dichiarando che Teheran aveva accettato di consegnare l'uranio arricchito e che la guerra era vicina alla fine. Dichiarazioni smentite dall'Iran che stanno complicando le trattative. Secondo quanto riporta Cnn, alcuni consiglieri del presidente hanno ammesso che i suoi commenti pubblici stanno danneggiando i negoziati e aumentando la sfiducia dell'Iran nei confronti degli Stati Uniti. "Gli iraniani non hanno gradito che il presidente conducesse i negoziati tramite i social media, facendo apparire alcuni punti dell'intesa già approvati anche se non si è ancora trovata un'intesa", ha raccontato una fonte a Cnn. La priorità per Trump è quella di un accordo che non somigli a quello siglato sul nucleare da Barack Obama. I negoziatori sperano nel raggiungimento di un'intesa di massima che possa condurre nelle prossime settimane a colloqui più dettagliati e specifici su un accordo. Un approccio che, comunque, non convince alcuni all'interno dell'amministrazione, che temono che l'Iran prolunghi le trattative per guadagnare tempo.
Ministro esteri Pakistan incontra l'incaricata d'affari Usa Baker
L'incaricata d'affari statunitense Natalie A. Baker ha incontrato il vice primo ministro e ministro degli esteri pakistano Ishaq Dar per discutere dei recenti sviluppi regionali, con entrambe le parti che hanno sottolineato l'importanza della diplomazia per affrontare le tensioni in corso. Secondo una dichiarazione ufficiale, Dar ha ribadito la posizione di lunga data del Pakistan, secondo cui il dialogo rimane l'unica strada percorribile per raggiungere una pace e una stabilità durature nella regione. Ha sottolineato la necessità di un rinnovato impegno tra Stati Uniti e Iran, esortando entrambe le parti a valutare un'estensione del cessate il fuoco e a dare priorità agli sforzi diplomatici rispetto al confronto. Baker ha riconosciuto il ruolo del Pakistan nel promuovere la stabilità regionale e nel facilitare il dialogo, esprimendo l'apprezzamento di Washington per quello che ha definito il contributo "costruttivo e positivo" di Islamabad agli sforzi di pace. L'incontro si è svolto in un contesto di crescenti preoccupazioni per la sicurezza regionale, con il Pakistan che continua a sostenere soluzioni diplomatiche per prevenire un'ulteriore escalation.
Leader Houthi: "Usa e Israele mentono, vogliono reprimere il Medio Oriente"
"I nemici vogliono imporre un silenzio assoluto sul mondo islamico e reprimere ogni reazione contro l'oppressione di America e Israele. Questioni come il cambiamento del volto del Medio Oriente sono ingannevoli e false". Lo ha detto Sayyid Badr al-Dīn ʿAbd al-Malik al-Houthi, leader di Ansar Allah in Yemen, in un discorso riportato dall'agenzia iraniana Tasnim. "Mentre pregare contro il nemico e condannare i crimini dei sionisti è proibito - ha detto ancora - esprimere fedeltà a Israele e giustificare i suoi crimini è libero e persino incoraggiato". "Non importa quanti crimini commettano i sionisti, da Gaza ad altre parti del Paese, in alcuni Paesi del Golfo non è consentita nemmeno la critica verbale nei loro confronti. La repressione delle voci di solidarietà con la Palestina in alcuni Paesi del Golfo è diventata peggiore che negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Europa". "In alcuni Paesi del Golfo, persino un tweet a sostegno della Palestina porta all'arresto. Per ordine delle istituzioni di sicurezza, qualsiasi forma di solidarietà con Hezbollah e il popolo libanese contro l'aggressione israeliana è stata vietata".
Barnea: "Agente Mossad morto in Italia in operazione anti-Iran"
L'agente del Mossad morto nell'incidente in barca sul Lago Maggiore nel 2023 nel quale persero la vita anche due funzionari dell'Aise, stava conducendo una operazione contro l'Iran. Lo ha detto per la prima volta il direttore del Mossad, David Barnea durante la cerimonia per la Giornata del Ricordo. Barnea non ha fornito dettagli sulla identita' di 'M', limitandosi a dire che e' morto all'estero durante operazioni contro l'Iran. A identificare 'M' con l'uomo che rimase ucciso nell'incidente sul Lago Maggiore, sono stati i media israeliani: secondo il Jerusalem Post e Channel 12 l'agente del Mossad e' morto in Italia nel 2023 mentre collaborava con i servizi segreti italiani per impedire a Teheran di ottenere armi avanzate. M. ha guidato operazioni "rilevanti e significative" per la sicurezza di Israele e ha avuto un impatto notevole sulla campagna contro l'Iran, ha detto Barnea secondo i media israeliani. "Le operazioni guidate da 'M' hanno combinato creativita', astuzia e tecnologia e hanno influenzato in modo significativo il successo della campagna contro l'Iran", ha aggiunto. L'agente israeliano morto in Italia e' stato seppellito ad Ashkelon nello stesso anno, in un funerale a cui parteciparono i vertici del Mossad, tutti con cappelli e mascherine, ricordano i media israeliani. All'epoca, Barnea aveva descritto M. come "un uomo dai modi raffinati, un amante dell'umanita', di buon cuore, calmo e tranquillo". "Era un uomo che sapeva stare in mezzo alla gente. Adulti e giovani, stranieri e israeliani lo circondavano sempre, e lui sapeva parlare con tutti nella loro lingua, in ogni senso della parola, con calma e rispetto". Secondo quanto riferito da persone a lui vicine, M. ha prestato servizio nel Mossad per 30 anni. Il discorso di Barnea di oggi rappresenta la prima menzione pubblica della morte di 'M', scrivono i media israeliani. Nell'incidente sul Lago Maggiore oltre all'agente israeliano e a due funzionari dell'Aise mori' anche la donna di origine russa Anya Bozhkova, moglie di Claudio Carminati, armatore e comandante della barca.
Mo, 5 stelle e Basile: "Sospendere accordo Ue-Israele"
L'Ue deve sospendere l'accordo di associazione Ue-Israele. Lo chiedono gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle e l'ex ambasciatrice d'Italia in Belgio, Elena Basile, parlando alla stampa all'evento "Costruire la pace in un mondo in conflitto", organizzato al Parlamento europeo. "Quello che e' successo in Palestina, il genocidio di Gaza, non e' una disquisizione linguistica, ma ha valenza politica e morale. Nel momento in cui si riconosce che c'e' un genocidio in corso, scattano subito delle misure politiche", ha dichiarato Basile parlando alla stampa prima di presentare il suo libro, "Approdo per noi naufraghi. Come costruire la pace". Basile ha quindi ribadito la richiesta di sospensione dell'accordo di associazione Ue-Israele, un'intesa che, a suo dire, "da l'accesso preferenziale a Tel Aviv al mercato europeo, e quindi fortifica un'economia che sta compiendo un genocidio, che viola i diritti umani in Cisgiordania e che fa piu' o meno lo stesso in Libano". Il libro dell'ex ambasciatrice in Belgio, ha spiegato l'eurodeputata del Movimento 5 stelle Carolina Morace, "ci spinge a una riflessione importante: ha ancora valore il diritto internazionale se viene applicato a geometria variabile? Non possiamo considerare la legalita' come un interruttore in base ai nostri interessi".
Iran, Teheran: "Aperti a dialogo con Usa a condizioni adeguate"
Mentre l'incertezza aleggia sui possibili colloqui Iran-Usa in Pakistan, la portavoce del governo iraniano, Fatemeh Mohajerani, ha dichiarato che Teheran e' aperta alla prospettiva di un dialogo diplomatico con gli Stati Uniti. "Se i negoziati si svolgeranno in condizioni adeguate, tra cui cortesia, rispetto e riconoscimento dell'altra parte, l'Iran ha dimostrato di essere proattivo e impegnato in tal senso", ha affermato Mohajerani, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Isna. Le autorita' iraniane non hanno ancora confermato ufficialmente la partecipazione di una loro delegazione a un nuovo ciclo di colloqui a Islamabad.
Borsa: l'Europa in ordine sparso dopo Wall Street, Milano +0,1%
Le Borse europee si muovono in ordine sparso dopo l'avvio di Wall Street. L'attenzione dei mercati si concentra sulle parole di Donald Trump per il conflitto con l'Iran e per la riapertura dello stretto di Hormuz. Sotto i riflettori anche i primi risultati della stagione delle trimestrali. Si indebolisce il dollaro sulle principali valute internazionali. L'indice d'area stoxx 600 cede lo 0,3%. Positiva Milano (+0,1%) e Madrid (+0,2%). Deboli Londra (+0,45%), Parigi (+0,52%), poco mossa Francoforte (+0,01%). I principali listini sono appesantiti dalla farmaceutica (-1,2%) e dalle compagnie aeree (-1%). Positive le banche (+0,2%) e il comparto tecnologico (+0,6%). Bene le utility (+0,65%), con il prezzo del gas in rialzo. Ad Amsterdam le quotazioni registrano un aumento del 4% a 41,94 euro al megawattora. Sale l'energia (+0,5%), con il prezzo del petrolio poco mosso. Il Wti scende dello 0,6% a 89,08 dollari al barile e il Brent si attesta a 94,92 dollari con una flessione dello 0,6%. Poco mossi i titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund si attesta a 74 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,72% e quello tedesco al 2,97%. Piatto il prezzo dell'oro che sfiora a 4.800 dollari l'oncia. A Piazza Affari scivolano Leonardo (-3,8%) e Lottomatica (-3,6%). Male anceh Fincantieri (-1,7%) e Saipem (-1,4%). Mostrano i muscoli Avio (+2,5%), Stm (+2,1%) e Stellantis (+1,8%). Tra le banche si mettono in mostra Mediobanca (+1,6%) e Mps (+1,3%).
Mattarella: "Da Papa Francesco impronta indelebile per la pace"
"È trascorso un anno dalla scomparsa dell'amatissimo Papa Francesco e il popolo italiano custodisce con affetto e gratitudine la memoria della sua figura e del suo insegnamento". Con queste parole il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella apre il suo intervento su L'Osservatore Romano in occasione del primo anniversario della morte di Papa Francesco. Il Capo dello Stato sottolinea come "il suo pontificato abbia attraversato stagioni difficili della vita internazionale e abbia lasciato un'impronta indelebile nella storia dell'umanità, nella Chiesa, nella coscienza dei costruttori di pace, di chi ha fame e sete di giustizia". Mattarella evidenzia inoltre il legame tra il Pontefice e le istituzioni italiane: "Nei confronti della Repubblica e delle sue istituzioni ha manifestato una costante vicinanza, valorizzando il legame storico tra Santa Sede e Italia e non facendo mai mancare, specialmente nei momenti più difficili, come durante la pandemia, il suo conforto. La sua preghiera sul sagrato della Basilica, in una piazza San Pietro deserta, è stata, per il mondo intero, voce dell'umanità". Il Presidente ricorda infine la qualità del rapporto personale con Papa Francesco: "Conservo come patrimonio prezioso il ricordo dei rapporti intrattenuti, sobri e profondi, nella consapevolezza della distinzione dei rispettivi ruoli".
Tajani: "Stop patto stabilità? Ue intervenga con scelta drastica"
"Ritengo che l'Unione europea debba intervenire con scelte drastiche se la guerra continua come e' stato fatto dopo il Covid". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani lasciando il Consiglio Esteri a Lussemburgo, rispondendo a una domanda sulla proposta di sospendere il patto di stabilita' sostenuta dal ministro dei Trasporti, Matteo Salvini. "Anche il presidente del Consiglio ha parlato del patto di stabilita'. E' una delle ipotesi per affrontare la situazione. Un'altra delle ipotesi secondo me dovrebbe essere quella di ridurre il costo del denaro da parte della banca centrale europea, non di aumentare. - prosegue Tajani - Visto che l'inflazione e' esogena ci sono varie possibilita'. Si potrebbe anche valutare l'acquisto di un debito comune".
Tajani: "Al Consiglio Ue ho chiesto di rafforzare la missione Aspides"
"Vi è una condivisione sulla necessità di insistere sulla libertà di navigazione, ho chiesto rafforzamento della missione Aspides e ho ribadito la posizione su Libano, Iran e Israele". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine del Consiglio Ue Esteri.
Tajani: "Accantonata la sospensione dell'accordo commerciale Ue con Israele"
"E' stata definitivamente accantonata la proposta di sospendere l'accordo commerciale con Israele, si parlerà l'11 maggio alla prossima riunione dei ministri di altre iniziative che si possono fare e valuteremo". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine del Consiglio Ue Esteri. "In Italia abbiamo sospeso la conferma automatica del memorandum sulla difesa con Israele, le pressioni le stiamo facendo, ma devono essere pressioni sul governo, non sulla popolazione civile. Abbiamo una posizione diversa dalla Spagna, perché la loro non ci sembra la via giusta. La nostra posizione è identica alla Germania".
Iran, Pakistan: "Teheran e Usa valutino di estendere cessate il fuoco"
Iran e Stati Uniti valutino di "estendere il cessate il fuoco e dare una chance al dialogo e alla diplomazia". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri e vice primo ministro del Pakistan, Ishaq Dar, durante un incontro con l'incaricata d'affari Usa a Islamabad, Natalie Baker. Dar, si legge in una nota del Foreign Office pakistano, "ha sottolineato la costante enfasi del Pakistan sul dialogo e sulla diplomazia come unici mezzi praticabili per affrontare le sfide e raggiungere una pace e una stabilità regionali durature", mentre Baker ha espresso l'apprezzamento degli Stati Uniti per il ruolo costruttivo e positivo del Pakistan nella facilitazione del dialogo.
Wall Street apre in rialzo, Dj +0,45%, Nasdaq +0,11%
Wall Street apre positiva. Il Dow Jones sale dello 0,45% a 49.664,41 punti, il Nasdaq avanza dello 0,11% a 24.431,18 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,09% a 7.115,31 punti
Trump all'Iran: "Liberate otto giovani donne destinate all'impiccagione"
Donald Trump invita Teheran a rilasciare otto donne iraniane prossime a essere giustiziate per impiccagione. In un post su Truth, il tycoon si rivolge "ai leader iraniani, che presto saranno in trattativa con i miei rappresentanti: 'apprezzerei enormemente il rilascio di queste donne. Sono certo che rispetteranno il fatto che abbiate agito in tal senso. Per favore, non fate loro del male! Sarebbe un ottimo inizio per i nostri negoziati!!! Vi ringrazio per l'attenzione dedicata a questa questione", ha aggiunto Trump, che ha allegato una foto di un post con i ritratti delle otto giovani donne e un appello a salvarle.
Iran condanna gli arresti negli Emirati: "Accuse infondate"
Il ministero degli Esteri iraniano ha condannato gli arresti negli Emirati Arabi Uniti di quelli che Abu Dhabi ha definito membri di un gruppo legato all'Iran che pianificava atti terroristici nel Paese. In una dichiarazione, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha affermato che gli arresti sono stati effettuati con "pretesti infondati" e ha esortato gli Emirati Arabi Uniti "a rispettare i diritti e la dignità umana degli individui e ad astenersi da comportamenti di rappresaglia".
In Cisgiordania 4 palestinesi uccisi, anche ragazzo che andava a scuola in bici
Quattro palestinesi, due dei quali studenti minorenni, sono stati uccisi oggi in Cisgiordania. Lo riporta l'agenzia palestinese Wafa. Stamattina è morto il sedicenne Muhammad Majdi al-Ja'bari, investito da un veicolo di un colono a Hebron mentre si recava a scuola in bicicletta. Il veicolo apparteneva, secondo la Wafa, alla scorta di sicurezza di un ministro del governo israeliano residente in un insediamento nella zona di Hebron. L'incidente è avvenuto sulla Route 60, la strada di circonvallazione che porta all'insediamento di Kiryat Arba, all'altezza dello svincolo di Beit Einun, vicino a Hebron. Il ragazzo è morto sul colpo. Due palestinesi, uno dei quali uno studente, sono stati poi uccisi e altri feriti questo pomeriggio da colpi d'arma da fuoco sparati da coloni israeliani nel villaggio di al-Mughayyir, a est di Ramallah: il Ministero della Salute ha confermato l'uccisione dello studente quattordicenne Aws Hamdi Al-Naasan e del trentaduenne Marzouq Abu Naim, mentre altri tre sono rimasti feriti da proiettili veri, durante un attacco dei coloni alla scuola maschile di Al-Mughayyir. Oggi è morto anche il 49enne Raja' Fadl Bitawi, deceduto a Jenin a causa delle ferite riportate due anni fa in seguito a colpi d'arma da fuoco sparati dall'esercito israeliano.
Ortega contro Trump: "È uno 'squilibrato mentale' e un pericolo globale"
Il presidente del Nicaragua Daniel Ortega ha attaccato l'omologo statunitense Donald Trump, definendolo uno "squilibrato mentale" e accusandolo di mettere a rischio la sicurezza globale. "È un problema di squilibrio mentale, non è più in sé", ha affermato durante un evento pubblico a Managua, ripreso dai media regionali, aggiungendo che un leader in queste condizioni "può finire per distruggere il suo stesso popolo oltre che la pace del mondo". Ortega ha quindi denunciato il "sequestro" dell'ex presidente venezuelano Nicolás Maduro e le minacce rivolte a Cuba, inclusa l'ipotesi di un intervento militare, chiedendo a Washington di porre fine a quelle che ha definito politiche "terroristiche". Il leader sandinista ha inoltre criticato le sanzioni imposte ai suoi familiari e, più in generale, la linea internazionale degli Stati Unit, accusando Trump di agire al di fuori delle regole, ignorando Congresso e Senato e decidendo unilateralmente su bombardamenti e sanzioni. Nel suo intervento ha sollecitato la fine delle misure contro Venezuela e Cuba e la cessazione del conflitto con l'Iran, definendo quella dalla Casa Bianca una politica fondata sulla forza che alimenta tensioni e instabilità a livello globale.
Mark Ruffalo: "Non vogliamo il mondo cinico di Trump e Netanyahu"
Oggi "siamo connessi gli uni agli altri attraverso i nostri telefoni, dove possiamo effettivamente vedere le atrocità che avvengono ogni giorno e possiamo farci una nostra opinione. Questo sta rendendo molto chiaro che il tipo di mondo nel quale vogliamo vivere e non è quello di Trump e Netanyahu perché il loro è così cinico, nichilista, privo di immaginazione o creatività. Onora solo la forza, il potere e la violenza, e in un certo senso una sorta di stupro, perché la regola è prendere tutto con la violenza, dal petrolio dell'Irana quello del Venezuela". Lo dice rispondendo all'ANSA Mark Ruffalo poco prima dell'incontro al cinema Adriano di Roma con 1500 studenti delle scuole superiori della capitale, della provincia e dell'Abruzzo (più altri 5000 studenti collegati in streaming da tutt'Italia), per il progetto ArtMedia Cinema e Scuola - Immagini Personaggi Storie. Percorsi di Cinema per Studenti, di cui Loredana Commonara è responsabile scientifico. Il mondo delineato da Trump e Netanyahu "non crede nel diritto internazionale, non accetta limiti e regole. Non è quello in cui la gente vuole vivere - aggiunge l'attore, che da anni è in prima linea nella difesa dei diritti dei palestinesi e di molte altre cause umanitarie -. Sta diventando sempre più chiaro. Abbiamo avuto il risultato del referendum qui, Viktor Orban sconfitto in Ungheria. Abbiamo la gente che si sveglia e alza la voce. Abbiamo Trump che non vincerà le elezioni di novembre. Ci vuole tempo, ma stiamo assistendo a una crescente chiarezza sulla visione del mondo. La confusione sta svanendo. Ora dobbiamo scegliere che realtà vogliamo". Ruffalo, che è in Italia per girare il thriller Santo subito di Bertrand Bonello, nel quale interpreta Joseph Murolo, sacerdote americano chiamato dal Vaticano a svolgere il ruolo di "avvocato del diavolo" nel processo di canonizzazione di Giovanni Paolo II, commenta anche, rispondendo ai giornalisti, l'attacco del presidente americano a papa Leone XIV. "Vorrei che la Chiesa cattolica prendesse sul serio temi come i diritti riproduttivi e la salute delle donne, il cambiamento climatico, che le vittime di abusi da parte di religiosi ricevano giustizia e farò questa richiesta al nostro attuale Papa" commenta, aggiungendo però di credere fermamente che Leone sia "un uomo sincero nella sua fedeltà ai principi di Cristo e ai suoi insegnamenti. Penso che abbia dimostrato grande coraggio nel difendere questi principi sulla scena mondiale, di fronte a una guerra violenta e ingiusta. E gli attacchi che sta subendo dalla destra religiosa negli Stati Uniti, che si definisce cattolica, sono ridicoli. Attaccano il Vicario di Cristo e cercano di impartirgli lezioni di teologia. Lui rimane saldo nel suo ruolo di Papa, di leader religioso nel 21/o secolo. E questo è un aspetto che apprezzo di lui".
Trump: "Voglio un buon accordo con Iran, avrei vinto in Vietnam e Iraq"
"Con l'Iran vogliamo un buon accordo, non mi faccio mettere fretta". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Cncb, ribadendo che gli Stati Uniti hanno "completamente vinto la guerra. Se lasciassimo ora, a Teheran ci vorrebbero 20 anni per ricostruire". Il presidente quindi ha criticato i media e detto: "avrei vinto in Vietnam e in Iraq rapidamente. Guardate al Venezuela".
Trump: "Nessuna intenzione di estendere il cessate il fuoco con l'Iran"
Il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato di non voler estendere il cessate-il-fuoco con l'Iran, che scade domani. "Non voglio farlo", ha detto in un'intervista telefonica alla Cnbc, "non abbiamo così tanto tempo.
Meloni: "Critiche Trump? Coraggio è dire quello che si pensa"
Alle parole di Trump "non sono rimasta male. Penso che il coraggio sia dire quello che si pensa anche quando no si è d'accordo". Così la premier Giorgia Meloni a margine della visita al Salone del Mobile. "Me l'aspettavo. Ma penso che questo non debba far rinunciare le persone a dire quello che pensano anche quando non sono d'accordo. L'amicizia è fatta di questo, il coraggio è fatto di questo". Questo "chiaramente non vuol dire mettere in discussione i nostri storici rapporti con gli Usa. Gli amici ti danno una mano anche e forse soprattutto quando ti dicono che non sono d'accordo".
Trump: "L'Iran non ha altra scelta che fare un accordo"
"L'Iran non ha latra scelta che fare un accordo". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista telefonica con Cbnc news. "Ero sicuro che avrebbero mandato una delegazione in Pakistan, non hanno altra scelta", ha aggiunto.
Tajani: meglio sanzioni a coloni violenti che stop a intesa Ue-Israele
"Oggi sull'accordo Ue-Israele non sarà presa nessuna decisione anche perché non ci sono né le condizioni numeriche né politiche. Io credo che sia meglio sanzionare individualmente i responsabili, penso ai coloni violenti, o incrementare le sanzioni. Ma non credo che bloccare un accordo commerciale sia uno strumento utile, perché poi si va a colpire la popolazione in generale israeliana. Quindi noi rimaniamo fortemente perplessi su questo, ma oggi non si prenderà un'iniziativa. Abbiamo, credo, una posizione analoga a quella della Germania". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del Consiglio Ue Esteri.
Media: Vance e Ghalibaf hanno confermato presenza a mediatori pachistani
I mediatori guidati dal Pakistan hanno ricevuto conferma che i principali negoziatori, il vicepresidente statunitense J.D. Vance e il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, arriveranno a Islamabad nelle prime ore di mercoledì (quando in Italia forse sarà ancora martedì, ndr) per guidare le rispettive squadre nei colloqui: lo scrive l'Ap sul proprio sito citando due funzionari della regione. Né gli Stati Uniti né l'Iran hanno confermato pubblicamente la data dei colloqui, e la televisione di stato iraniana ha negato la presenza di alcun funzionario nella capitale pakistana.
Crosetto: "Meglio missione Onu ma se c'è veto rinunciamo?"
"Io vorrei una risoluzione delle Nazioni Unite per una missione di pace a garanzia della libera navigazione a Hormuz. Penso che la stragrande maggioranza delle nazioni del mondo la voglia e che l'Onu stessa sarebbe felicissima di costruirla. Ipotizziamo pero' che non si riesca per il veto di una o due o tre nazioni. Cosa facciamo? Rinunciamo all'apertura? Lasciamo chiuso il transito? Diamo a queste due o tre nazioni il potere di fermare una missione di pace che tutto il mondo auspica? Chi dice che senza Onu non si puo' far nulla, non fa un favore alle Nazioni unite, che tutti vorremmo protagoniste, ma a chi ne blocca il lavoro ogni giorno, dando a poche nazioni il potere di bloccare tutte le altre". È quanto si legge in una nota del ministro della Difesa, Guido Crosetto.
Media: "Confermato a mediatori arrivo Ghalibaf e vance domani a Islamabad"
I "mediatori guidati dal Pakistan" hanno ricevuto la conferma che il vice presidente degli Stati Uniti JD Vance e il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf arriveranno domani mattina a Islamabad per i colloqui sulla fine della guerra. Lo hanno detto all'Afp due fonti della regione, come rilanciato dal Guardian.
Meloni: "Su taglio accise valuteremo in base a negoziati"
"Ci sono degli importantissimi negoziati in corso e sosteniamo sia quelli che riguardano Islambad, sia quello che riguarda un altro tema per noi molto importante che è il negoziato diretto Israele-Libano e quindi vediamo, sulla base di quello che uscirà da questi negoziati, quali sono le priorità che ci dobbiamo dare rispetto a questa situazione". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a margine della visita al Salone del Mobile, rispondendo a chi le chiedeva della possibilità di estendere il taglio delle accise oltre l'1 maggio.
Media: Idf distrugge moschea e cimitero villaggio al sud del Libano
L'esercito israeliano ha fatto saltare in aria a Rchaf, nel sud del Libano, un complesso situato nella piazza principale, che comprendeva la vecchia moschea, il santuario di Abou Zirr e il cimitero dei martiri della comunità. Lo ha riferito l'Orient le Jour, citando fonti sul posto. Altre distruzioni di edifici e case da parte dell'Idf sono state segnalate nei villaggi di Rab Thalathine e Qantara, Beit Lif, Shamaa, Bayyada e Naqoura, ha aggiunto il sito di notizie libanesi. Demolita anche la scuola professionale pubblica dei Martiri di Khiam, situata a Wadi al-Asafir, all'ingresso sud della città, e il complesso sportivo Imam Sadr a Meis el-Jabal. Inoltre, l'artiglieria israeliana ha colpito la periferia del villaggio di Shebaa, mentre un altro colpo di mortaio e' caduto vicino a Kunine e Beit Yahoun.
Tajani: "Missione Hormuz con Onu o Ue a guerra finita"
"Serve una missione internazionale, meglio se c’è l’egida dell’Onu o dell’Unione Europea". Cosi il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a proposito di una missione italiana nello stretto di Hormuz, sottolineando che "deve però finire la fase di conflitto. Post conflitto, siamo pronti a fare la nostra parte come abbiamo sempre fatto, come facciamo in Libano. Siamo portatori di pace, l’obbiettivo è sempre quello".
Meloni: "Sostegno a negoziati in corso"
"Ci sono degli importantissimi negoziati in corso che sosteniamo: sia quelli che riguardano il negoziato di Islamabad, sia quello che riguarda un altro tema per noi molto importante, il negoziato diretto Israele-Libano. Quindi vediamo, sulla base di quello che uscirà da questi negoziati, quali sono le priorità che ci dobbiamo dare". Così la premier Giorgia Meloni, nel corso di un punto stampa a margine della sua visita al Salone del mobile.
Marine Traffic, solo 12 navi hanno attraversato Hormuz in 24 ore
Solo 12 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore. Lo afferma Marine Traffic sottolineando quanto sia ancora limitato il transito per lo stretto. Quattro delle 12 imbarcazioni battevano bandiera iraniana e la maggior parte di queste ha utilizzato la rotta approvata dall'Iran al largo di Bandar Abbas. Secondo i dati di Marine Traffic, ci sono ancora 12 imbarcazioni ancorate o in navigazione nella zona.
Meloni: "A Hormuz Italia dovrebbe esserci, no veti"
"Noi siamo stati tra i primi a proporre che ci fosse una copertura Onu su una eventuale missione a Hormuz e questo non è stato possibile per un veto che c'è nel Consiglio di sicurezza da parte di Usa e Cina. Vedremo se nelle prossime settimane questo veto può essere superato". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni arrivando al Salone del Mobile di Milano. "Se non dovesse essere superato, a condizioni date che abbiamo già chiarito, ci deve essere una cessazione delle ostilità e una ampissima adesione internazionale. La postura della missione deve essere solo difensiva - ha concluso -. Io penso che l'Italia dovrebbe esserci ma deve essere il Parlamento a esprimersi".
Trump su Truth: "L'Iran ha violato il cessate il fuoco numerose volte"
"L'Iran ha violato il cessate il fuoco numerose volte". Lo scrive su Truth il presidente americano, Donald Trump.
Iran-Usa, secondo round di trattative in Pakistan. VIDEO
Tajani: "Su Hormuz faremo la nostra parte dopo il conflitto"
Nello Stretto di Hormuz "serve una missione internazionale", e quindi "meglio se c'è l'egida dell'Onu o dell'Unione Europea, deve però finire la fase di conflitto. Sarà post conflitto". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine dell'inaugurazione del Salone del Mobile in Fiera a Rho. "Siamo pronti a fare la nostra parte come abbiamo sempre fatto, come facciamo in Libano. Portatori di pace - ha ribadito - l'obiettivo è sempre quello".

Iran, trattativa in bilico: i post di Trump irritano Teheran e complicano l'intesa
Un accordo per chiudere la guerra tra Stati Uniti e Iran sembrava a portata di mano la scorsa settimana, ma la trattativa è tornata in bilico anche a causa di alcune uscite pubbliche e dei post sui social del presidente Donald Trump, che hanno finito per irritare Teheran e raffreddare l'ottimismo.
Secondo ricostruzioni della Cnn, Trump avrebbe fatto ciò che i suoi collaboratori gli avrebbero sconsigliato: intervenire pubblicamente mentre i negoziati erano ancora in corso. Il presidente ha commentato le trattative sui social e ha parlato direttamente con diversi giornalisti, proprio mentre mediatori pakistani aggiornavano Washington sugli incontri in corso con le controparti iraniane a Teheran.
In una serie di interviste, Trump affermò che l'Iran avrebbe accettato una serie di condizioni chiave, tra cui la consegna dell'uranio arricchito, delineando di fatto un'intesa non ancora formalizzata. Il presidente inoltre dichiarò, in colloqui con Bloomberg, che Teheran avrebbe accettato una sospensione "illimitata" del programma nucleare e, in un'intervista ad Axios, indicò la possibilità di un incontro "nel fine settimana", sostenendo che un accordo sarebbe potuto arrivare "entro un paio di giorni".

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Danimarca: "L'Ue sia più ferma con Israele, partire da sanzioni ai coloni"
"Al momento non c'è una maggioranza qualificata per intervenire sull'accordo di associazione Ue-Israele. È improbabile che emerga oggi, anche alla luce del cessate il fuoco con il Libano. La posizione danese è che si debba essere più fermi con Israele, a partire dalla situazione in Cisgiordania, dove la violenza dei coloni ha raggiunto livelli senza precedenti. Si potrebbe iniziare da misure più mirate". Lo ha detto il minsitro degli Esteri danese, Lars Lokke Rasmussen, a margine del Consiglio Ue Esteri a Lussemburgo.
Iran, con incognite del conflitto conti dell'Italia sotto pressione. VIDEO
Ue: "Valutiamo obbligo scorte minime di jet fuel per i Paesi membri"'
"Al di là dell'attuale crisi, dobbiamo anche essere pronti ad affrontare eventuali shock futuri. Valuteremo se sia necessario introdurre un obbligo di scorte minime per il carburante per aerei, che imponga agli Stati membri di mantenere riserve di emergenza minime". Lo ha detto il commissario Ue ai trasporti, Apostolos Tzitzikostas, in conferenza stampa al termine della riunione dei ministri dei traporti.
Iran, commissario Ue: "Catastrofe senza libertà della navigazione ad Hormuz"
"Senza un ritorno alla libertà di navigazione" nello Stretto di Hormuz "le conseguenze saranno catastrofiche", soprattutto nel settore dei trasporti, che è stato "colpito duramente" fin dall'inizio della crisi seguita all'attacco all'Iran sferrato da Israele e Usa. Lo sottolinea il commissario europeo ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas, a Bruxelles al termine della videoconferenza dei ministri dei Trasporti dell'Ue.
Iran, Tajani: "Auspichiamo che cessate il fuoco diventi fine guerra"
“Questo Salone del Mobile si apre in un momento molto complicato a livello internazionale con due guerre se non tre e complicazioni commerciali. Con oggi è auspicabile una ripresa del dialogo tra israeliani e libanesi a Washington an Islamabad tra americani e iraniani, perché il cessate il fuoco si possa trasformare in fine della guerra”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo all’inaugurazione della 64esima edizione del Salone del Mobile di Milano alla Fiera di Milano a Rho.

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Oggi il premier del Libano da Macron: "Evitare che Hezbollah riprenda gli attacchi"
''Tutta la sfida del cessate il fuoco in Libano è evitare che lo Hezbollah riprenda gli attacchi: bisogna creare le condizioni perché Hezbollah non attacchi più Israele e che Israele non si trovi più nelle condizoni di doversi difendere": lo dicono fonti dell'Eliseo, nel corso di un briefing con la stampa nel giorno della visita a Parigi dal presidente Emmanuel Macron del premier del Libano Nawaf Salam. Malgrado il cessate il fuoco temporaneo la "situazione resta tesa", sottolineano le fonti, sottolineando che il "disarmo dello Hezbollah attraverso le forze armate libanesi resta l'obiettivo da raggiungere". "E' un momento cruciale per il Libano", avvertono le fonti francesi, secondo cui ''l'azione di Hezbollah di prendere l'iniziativa, di lanciare le ostilità trascinando il Libano in una guerra più ampia è stato un errore". Le fonti hanno infine sottolineato che la Francia "resterà impegnata" al fianco del Libano anche quando la missione Unifil giungerà a scadenza. Ma "non immaginiamo la Francia sostituirsi direttamente all'Unifil", puntualizzano allEliseo. I contatti "continuano in modo molto naturale'' con tutti i Paesi coinvolti nella missione Onu per riflettere alla composizione di una ''futura forza internazionale in sostegno al LIbano", concludono a Parigi.
Fonti: "Al Cae non attesa alcuna decisione sull'accordo Ue-Israele"
I ministri degli Esteri dell'Ue riuniti a Lussemburgo, a quanto si apprende, non prenderanno alcuna decisione nei riguardi di Israele, sebbene Stati Membri solleveranno il tema delle misure di sospensione dell'Accordo di Associazione Ue-Israele. Fonti informate confermano che, al Con non è prevista nemmeno una decisione sulla sospensione di alcune specifiche misure, come ad esempio la partecipazione di Israele dal programma Horizon EU.
Axios: "Khamenei avrebbe autorizzato la delegazione iraniana a partire"
La delegazione iraniana attendeva il via libera dalla Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, per partire per Islamabad e l'autorizzazione sarebbe arrivata lunedì sera. Lo riporta Axios citando una fonte "ben informata". La Casa Bianca - sottolinea il media americano - ha trascorso l'intera giornata di ieri in attesa di un segnale da Teheran che indicasse l'intenzione di inviare la propria squadra negoziale in Pakistan. Secondo la fonte gli iraniani hanno preso tempo a causa delle pressioni esercitate dalle Guardie Rivoluzionarie sui negoziatori affinché mantenessero una posizione più ferma, ovvero nessun colloquio senza la fine del blocco statunitense.
Berlino: "Sospendere l'accordo Ue-Israele è inappropriato"
"Consideriamo" la sospensione dell'accordo Ue-Israele "inappropriata". Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, all'arrivo al Consiglio Esteri a Lussemburgo, rispondendo ai giornalisti. "Tuttavia, è necessario discutere le questioni cruciali con Israele. Abbiamo espresso la nostra critica alla reintroduzione della pena di morte" e "abbiamo una posizione molto chiara sulla violenza dei coloni, mi aspetto che il governo israeliano la affronti in modo più chiaro e fermo", ha sottolineato. "La nostra posizione è chiara anche sul rispetto del diritto internazionale: non ci dev'essere alcuna annessione in Cisgiordania", ha aggiunto.
Usa, veterani protestano contro guerra in Iran: 60 fermi. VIDEO
A Washington oltre 60 veterani e familiari di militari sono stati fermati dalla polizia del Campidoglio dopo una protesta contro la guerra in Iran nell'atrio del "Cannon House Office Building". Circa 150 manifestanti appartenenti al gruppo attivista "About Face" hanno messo in scena una cerimonia militare con la bandiera Usa e scandito slogan contro il conflitto e l'amministrazione Trump, chiedendo al Congresso di intervenire per fermare la guerra.
Iran: "Nessuna nostra delegazione è ancora partita per Islamabad"
La televisione di Stato iraniana ha dichiarato oggi che nessuna delegazione iraniana è ancora partita per colloqui con gli Stati Uniti in Pakistan. "Finora, nessuna delegazione iraniana è partita per Islamabad, in Pakistan; né la delegazione principale né quella sussidiaria; né primaria né secondaria", ha affermato la tv di stato, smentendo le notizie che suggerivano il contrario.
Media Teheran: "Una petroliera ha violato il blocco navale"
"Una petroliera iraniana, nonostante le affermazioni degli Stati Uniti riguardo a un blocco navale, ha attraversato con successo lo Stretto di Hormuz dopo aver consegnato un carico di due milioni di barili alle isole Riau indonesiane". Lo riporta l'agenzia stampa Tasnim.
Axios: Vance dovrebbe partire nel pomeriggio per Islamabad
Il vicepresidente Usa JD Vance dovrebbe partire per Islamabad entro martedì mattina ora americana (nel pomeriggio italiano) per colloqui con l'Iran su un possibile accordo per porre fine alla guerra, secondo quanto riferito ad Axios da tre fonti statunitensi. Sebbene un accordo completo in tempi così ristretti sia difficile, Trump potrebbe anche accettare di prorogare la scadenza qualora si manifestassero segnali di progresso, sempre stando ad Axios. Trump ha di fatto già aggiunto un giorno alla scadenza delle due settimane di cessate il fuoco, spostandola a mercoledì sera. La Casa Bianca, riferisce il sito, ha trascorso l'intera giornata di lunedì in attesa di un segnale da Teheran che indicasse l'invio della sua squadra negoziale a Islamabad. Una fonte ben informata ha affermato che gli iraniani stavano temporeggiando a causa delle pressioni esercitate dalle Guardie Rivoluzionarie sui negoziatori affinché mantenessero una posizione più ferma: nessun colloquio senza la fine del blocco statunitense. I mediatori pakistani, egiziani e turchi hanno esortato gli iraniani a partecipare all'incontro. La delegazione iraniana attendeva il via libera dalla Guida Suprema. Secondo la fonte, questo è arrivato lunedì sera.
Kallas: "Sia prolungata la tregua in Iran fino a soluzione diplomatica"
"Non stiamo a guardare da lontano. Stiamo collaborando attivamente con i partner regionali perché condividiamo esattamente le stesse preoccupazioni. Loro conoscono l'Iran meglio di chiunque altro. E questo per rafforzare la posizione dei negoziatori al tavolo delle trattative. Certo, il cessate il fuoco è molto fragile ma la diplomazia deve avere una possibilità. Spero quindi che il cessate il fuoco venga prorogato fino a quando non si troverà una soluzione diplomatica". Lo ha detto l'Alto rappresentante Ue Kaja Kallas in Lussemburgo.
Kallas: "Libertà navigazione Hormuz, no pedaggi"
Il Consiglio Affari Esteri discuterà oggi della guerra in Iran e del blocco dello Stretto di Hormuz, dove "la libertà di navigazione non può essere sostituita da schemi a pagamento". Lo sottolinea l'Alta Rappresentante dell'Ue Kaja Kallas, a margine della riunione dei ministri a Lussemburgo.
Madrid: "Lanciare messaggio forte a Israele, l'Ue sia credibile"
"Oggi ci giochiamo la credibilità. La Spagna, insieme a Slovenia e Irlanda, ha sollecitato la discussione sulla sospensione dell'accordo con Israele. Dobbiamo parlare ad un sola voce. Dobbiamo dire chiaramente a Israele che deve cambiare, non può relazionarsi con i suoi vicini solo con la guerra. È il momento di lanciare un messaggio forte". Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares in Lussemburgo. "Se altri mettono sul tavolo altre misure, perché no. Quello che non possiamo accettare è di non fare nulla", ha aggiunto a proposito di altre opzioni possibili oltre alla sospensione dell'accordo.
Media Iran: petroliera Teheran ha violato blocco navale Usa
Una petroliera iraniana è rientrata in Iran attraverso lo Stretto di Hormuz, nonostante il blocco imposto dagli Stati Uniti, e dovrebbe raggiungere l'isola di Kharg domani. Lo riporta l'agenzia Tasnim, l'agenzia affiliata ai Pasdaran. La petroliera era partita dall'Iran alla volta dell'arcipelago di Riau, in Indonesia, alla fine di marzo, dove ha scaricato due milioni di barili di petrolio greggio.
Iran: pronti a risposta decisa alla 'violazione degli impegni da parte del nemico'
"Le forze armate iraniane, con la loro superiorità, non permetteranno al presidente americano, bugiardo e illuso, di sfruttare la situazione e di creare false narrazioni sulla situazione bellica, soprattutto per quanto riguarda il controllo dello Stretto di Hormuz": lo ha dichiarato oggi il comandante del Comando di Khatamolanbia, Ali Abdollahi, citato dall'agenzia Tasnim, sottolineando: "risponderemo in modo appropriato a qualsiasi violazione dell'impegno (del cessate il fuoco in corso con gli Stati Uniti)". "L'Iran è pronto a dare una risposta decisa, risoluta e immediata alle minacce e alle azioni del nemico", ha aggiunto in una dichiarazione rilasciata in occasione dell'anniversario della fondazione delle Guardie Rivoluzionarie, due mesi dopo la Rivoluzione Islamica del 1979.
Pakistan, delegazioni arrivano oggi contemporaneamente
Le delegazioni americana e iraniana "arrivano oggi a Islamabad contemporaneamente" e "il secondo colloquio si terràcome previsto". Lo afferma un funzionario pakistano ad Al Arabiya.
Iran ribadisce: attacco Usa alla Touska è atto pirateria
L'Iran deplora fermamente l'attacco statunitense alla nave iraniana Touska, definendolo "un atto di pirateria, un atto terroristico e un'aggressione che non solo viola la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale, ma costituisce anche un ulteriore esempio di violazione dell'attuale cessate il fuoco". Lo afferma il ministero degli Esteri iraniano in un comunicato. "Chiediamo agli organismi internazionali e ai governi responsabili di condannare l'attacco e di intraprendere azioni severe e serie contro di esso", si legge nel comunicato, secondo l'IRNA, aggiungendo: "L'Iran mette in guardia dalle conseguenze molto pericolose di tale mossa illegale e criminale da parte degli Stati Uniti e sottolinea la necessità di un immediato rilascio della nave iraniana e del suo equipaggio".
Trump: "Iran negozierà o avrà problemi mai visti prima"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato di essere fiducioso che l'Iran avvierà i negoziati, aggiungendo che altrimenti il Paese "avrà problemi seri". In collegamento telefonico con il programma radiofonico The John Fredericks Show, Trump ha detto che "beh, negozieranno, e se non lo faranno, si troveranno di fronte a problemi mai visti prima". Trump ha aggiunto che ''spero che raggiungano un accordo equo e che ricostruiscano il loro Paese, ma quando lo faranno non avranno armi nucleari. Non avranno accesso a un'arma nucleare, né alcuna possibilità di averla. E non possiamo permettere che ciò accada. Potrebbe significare la distruzione del mondo, e non lo permetteremo''.
Marina Usa apre il fuoco e sequestra una nave cargo iraniana
Trump: "Sarà lungo e difficoltoso recuperare l'uranio iraniano"
Recuperare l'uranio iraniano dopo gli attacchi statunitensi sarà "lungo e difficoltoso". Lo ha scritto il presidente statunitense Donald Trump su Truth aggiungendo che "l'operazione Martello di mezzanotte è stata una completa e totale distruzione dei siti di polveri nucleari in Iran". "Pertanto" - ha aggiunto - "riportarli alla luce sarà un processo lungo e difficoltoso".