Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, Teheran: attaccati datacenter di Amazon in Bahrein e di Oracle a Dubai

L'Iran ha rivendicato l'attacco al centro di cloud computing di Amazon e Oracle. Dubai nega. Le difese aeree di Israele hanno reagito a un attacco missilistico iraniano, poco dopo il discorso alla nazione di Trump. Le sirene antiaeree hanno suonato in tutto il nord di Israele. Razzo sulla base italiana Unifil in Libano: nessun ferito. Londra riunisce la coalizione su Hormuz con leader di 35 paesi, tra cui l'Italia. Pechino chiede la fine “immediata” delle ostilità dopo le ultime dichiarazioni di Trump

in evidenza

La marina iraniana ha reso noto di aver "colpito con successo" un centro dati di Oracle a Dubai: lo scrive l'agenzia Tasnim, vicina ai Pasdaran, sul suo profilo X in inglese. Tale attacco si aggiunge a quello rivendicato dalle Guardie della Rivoluzione su un centro di Amazon in Bahrein.

L'esercito iraniano ha promesso attacchi "devastanti" contro Stati Uniti e Israele dopo le minacce di Trump che aveva detto “nelle prossime 2-3 settimane colpiremo l'Iran così duramente da farlo tornare all'età della pietra”. Intanto, nella notte, le difese aeree di Israele hanno reagito a un attacco missilistico iraniano, poco dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha tenuto il suo discorso alla nazione. Lo ha dichiarato l'esercito israeliano, che in un comunicato ha sottolineato di aver "identificato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele" per la terza volta in poco più di tre ore, aggiungendo che "i sistemi di difesa sono in funzione per intercettare la minaccia". Le sirene antiaeree hanno suonato in tutto il nord di Israele, secondo il Comando del Fronte Interno dell'esercito, e non ci sono state segnalazioni immediate di vittime o danni. 

Londra oggi riunisce la coalizione su Hormuz con leader di 35 paesi, tra cui l'Italia. Pechino chiede la fine “immediata” delle ostilità dopo le ultime dichiarazioni di Trump. Il Papa, nell'omelia della messa crismale, parla di “un'ora oscura della storia, un mondo conteso e devastato” invitando i cristiani "a portare la pace dove regna l'odore della morte”.

Approfondimenti:

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Guerra in Iran, ipotesi operazione di terra degli Usa: scorte uranio possibile obiettivo

Tra le molte indiscrezioni che sono circolate nelle ultime ore, c’è anche quella secondo cui il presidente americano Trump starebbe valutando un’operazione militare sul suolo iraniano per recuperare più di 450 chilogrammi di uranio arricchito. Si tratterebbe di una missione molto complessa e senza precedenti. Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri", di Sky TG24, andata in onda il 30 marzo

Iran, ipotesi operazione di terra Usa: scorte di uranio nel mirino

Iran, ipotesi operazione di terra Usa: scorte di uranio nel mirino

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Iran: Stretto Hormuz resta chiuso per Usa e Israele

"Lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso agli americani e ai sionisti a lungo termine". Lo scrive l'agenzia di stampa Fars che ha citato lo Stato maggiore delle forze armate iraniane.

Iran: Pasdaran, abbiamo attaccato la portaerei Lincoln

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Pasdaran) ha attaccato la base di schieramento di piloti da caccia e ingegneri di volo americani negli Emirati Arabi Uniti e le postazioni dei droni MQ-1 in Kuwait, e ha inoltre lanciato quattro missili da crociera contro il gruppo da battaglia della portaerei USS Abraham Lincoln. Lo ha riferito il servizio stampa dei Pasdaran. "Durante quest'operazione, il gruppo della portaerei USS Abraham Lincoln degli aggressori americani nell'Oceano Indiano settentrionale è stato attaccato da quattro missili da crociera Qadr-380", ha riportato l'emittente statale iraniana citando un frammento della dichiarazione. Nelle due fasi successive, come riportato dalle Guardie Rivoluzionarie, sono stati attaccati "un luogo di ritrovo segreto per ingegneri di volo e piloti di aerei da combattimento americani fuori da una delle basi nemiche negli Emirati Arabi Uniti" e "unità di droni americani MQ-1 Predator presso la base di Ali al-Salem (situata in Kuwait)".

Quali sono le basi Usa in Italia e quando e come possono essere usate

Dopo il no all'atterraggio di due bombardieri statunitensi impegnati nelle operazioni belliche in Iran a Sigonella, facciamo il punto sulle infrastrutture presenti sul nostro territorio e sulle regole circa il loro utilizzo con lo Skywall di Lorenzo Borga

Dubai nega attacco dell'Iran contro il data center di Oracle

L'ufficio stampa di Dubai nega che l'Iran abbia lanciato un attacco contro il data center di Oracle.

Guerra all'Iran, l’impatto globale della crisi energetica: dal welfare ai fertilizzanti

La guerra in Iran, con la conseguente chiusura dello stretto di Hormuz e l’impennata dei costi dell’energia, sta causando problemi economici e commerciali di ampio respiro, in alcuni casi perfino globali. Una situazione che potrebbe essere destinata a durante a lungo: infatti il parlamento di Teheran ha approvato i piani per l'introduzione di un pedaggio per le navi che transitano in quel tratto di mare che divide l’Iran dall’Oman. La decisione potrebbe avere conseguenze durature, poiché dallo Stretto abitualmente transitano circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gnl.

Guerra all'Iran e crisi energetica, gli effetti nel mondo

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Media Iran, 8 morti e 95 feriti nell'attacco al ponte di Karaj

Almeno 8 persone sono morte e altre 95 rimaste ferite nell'attacco in cui è stato colpito il ponte B1 a Karaj, in Iran: lo indica l'agenzia di stampa Tasnim, vicina ai Pasdaran, citando funzionari iraniani.

Media Teheran, 'l'Iran rivendica di aver colpito un centro dati di Oracle a Dubai'

La marina iraniana ha reso noto di aver "colpito con successo" un centro dati di Oracle a Dubai: lo scrive l'agenzia Tasnim, vicina ai Pasdaran, sul suo profilo X in inglese. Tale attacco si aggiunge a quello rivendicato dalle Guardie della Rivoluzione su un centro di Amazon in Bahrein. 

Guerra Iran, dal gas ai carburanti: le conseguenze in Europa e negli Usa

A oltre un mese dall’inizio del conflitto in Medio Oriente sono diversi gli effetti globali prodotti sulla quotidianità dei consumatori, dai rincari dei carburanti agli effetti dell’inflazione. Anche a livello politico si notano le conseguenze, come dimostra la posizione della Spagna, fortemente critica nei confronti di Washington. Di questo si è parlato nella puntata di “Numeri”, il programma di Sky TG24, andata in onda il 31 marzo 2026

Guerra Iran, dal gas ai carburanti: le conseguenze in Europa e Usa

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Prezzo petrolio scende in una notte sotto i 100 dollari, ecco perché

Ipossibili scenari di distensione della guerra in Medio Oriente e la diplomazia della Cina al lavoro per la riapertura dello Stretto di Hormuz, fanno calare il prezzo al barile del Brent che da oltre 119 dollari nella serata del 31 marzo cala di oltre 20 punti

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Araghchi: "Colpiscono infrastrutture ma non ci arrendiamo"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che i recenti attacchi statunitensi contro infrastrutture civili non costringeranno l'Iran a fare marcia indietro. "Colpire le strutture civili, compresi i ponti incompiuti, non costringerà gli iraniani ad arrendersi", ha affermato Araghchi in un post su X, accompagnato dall'immagine di un ponte distrutto. Araghchi ha affermato che tali azioni, al contrario, "comunicano la sconfitta e il crollo morale di un nemico allo sbando". Nella giornata di oggi, un attacco congiunto statunitense-israeliano ha colpito il ponte B1 a Karaj, a ovest di Teheran, uccidendo almeno due persone e ferendone diverse altre.

Kallas: "Non possiamo perdere Bab el Mandeb, potenziare Aspides"

Occorre potenziare la missione Aspides, operazione navale dell'Ue che opera nel Mar Rosso a difesa dei mercantili. Lo dichiara via social l'Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas, dopo aver partecipato a una videoconferenza con oltre 40 Paesi sulla crisi dello Stretto di Hormuz promossa dalla segretaria di Stato britannica Yvette Cooper.

Aspides "ha già assistito 1.700 navi nel Mar Rosso e deve essere potenziata. Non possiamo permetterci di perdere un'altra rotta commerciale critica", scrive Kallas, riferendosi allo stretto di Bab el Mandeb, minacciato dai ribelli yemeniti Houthi, sostenuti dall'Iran, da cui passano le navi per raggiungere l'imboccatura del Canale di Suez, e da lì il Mediterraneo.

L'Ue sostiene anche il lavoro delle Nazioni Unite sui corridoi umanitari nello Stretto per il trasporto di cibo e fertilizzanti, aggiunge la leader della diplomazia europea, sottolineando che l'Ue "dispone di strumenti per tracciare e facilitare il transito che potrebbero essere d'aiuto in tal senso".

Guerra Iran, razzo su base italiana Unifil: nessun ferito

Kallas: "Hormuz bene globale, no a tassa per transito navi"

Lo Stretto di Hormuz "è un bene pubblico globale. Non si può permettere all'Iran di chiedere ai Paesi una tassa per il transito delle navi". Lo dichiara via social l'Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas, dopo aver partecipato a una videoconferenza con oltre 40 Paesi in materia promossa dalla segretaria di Stato britannica Yvette Cooper. "Il diritto internazionale non riconosce schemi di passaggio a pagamento", aggiunge, spiegando che nel corso dell'incontro i prtecipanti hanno "esaminato misure diplomatiche, economiche e di sicurezza per ripristinare il passaggio sicuro, in collaborazione con l'industria marittima".

Trump al Time: "Iran è ansioso di raggiungere un accordo"

In un'intervista telefonica di questa mattina, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato al Time che l'Iran è ansioso di raggiungere un accordo per porre fine ai combattimenti. "Perché non dovrebbero chiamare? Abbiamo appena fatto saltare in aria i loro tre ponti principali la scorsa notte", ha detto il Presidente. "Li stanno decimando. Dicono che Trump non stia negoziando con l'Iran. Voglio dire, è una negoziazione piuttosto semplice".

Crisi energetica, misure Ue per ridurne l’impatto: dallo smart working all’uso delle auto

La crisi energetica causata dalla guerra in Iran resta al centro dell’attenzione dei governi di tutto il mondo, così come delle autorità europee. Sebbene i prezzi di petrolio e gas non abbiano - perlomeno al momento - raggiunto ancora i picchi toccati con lo scoppio della guerra in Ucraina, l’Unione europea e i 27 Stati membri stanno già cercando di correre ai ripari per farsi trovare ponti in caso di shock prolungato.

Crisi energetica, le misure Ue per ridurne l’impatto: cosa prevedono

Crisi energetica, le misure Ue per ridurne l’impatto: cosa prevedono

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Media: "Attaccato centro dati di Oracle a Dubai"

Secondo i media statali iraniani, il comando navale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) iraniane ha affermato di aver lanciato un attacco contro un centro dati appartenente alla società tecnologica statunitense Oracle a Dubai. In precedenza, le Guardie Rivoluzionarie avevano affermato di aver preso di mira un centro di cloud computing di Amazon in Bahrein.

Houthi rivendicano attacco a Israele

I ribelli Houthi, sostenuti dall'Iran, hanno rivendicato l'attacco missilistico balistico di questa sera contro Israele dallo Yemen. In una dichiarazione, gli Houthi affermano di aver preso di mira "obiettivi vitali del nemico israeliano" nell'area di Tel Aviv. Secondo le Forze di Difesa Israeliane (IDF), un missile lanciato dallo Yemen, che ha fatto scattare le sirene a Gerusalemme (non a Tel Aviv), è stato intercettato. Non sono stati segnalati feriti.

Media: "Hezbollah aumenta utilizzo droni contro soldati Idf"

Gli operativi di Hezbollah stanno utilizzando sempre più frequentemente droni a visuale in prima persona ("first person view", o fpv) nei loro attacchi contro le truppe israeliane che stanno conducendo un'offensiva di terra nel Libano meridionale. Lo rende noto il Times of Israel, condividendo diversi filmati pubblicati da Hezbollah stessa che mostrano i piccoli droni fpv, che trasportano una carica esplosiva, colpire carri armati israeliani e altri veicoli nel Libano meridionale.

Si tratta dello stesso tipo di droni diventati di uso comune nel conflitto tra Russia e Ucraina, come rileva la testata. Alcuni di essi sono sono guidati tramite cavo in fibra ottica per aggirare le contromisure elettromagnetiche. Stando al Tiems of Israel, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno riportato diversi feriti tra le truppe a seguito di tali attacchi.

Guerra Iran, Meloni sente Starmer: preoccupazione su Stretto Hormuz

L'urgenza di "una de-escalation" in Medio Oriente è stata sottolineata in una conversazione fra il premier britannico e la premier italiana. Intanto oggi si è tenuta la riunione, in formato virtuale, che ha riunito i rappresentanti di oltre 40 Paesi, europei e non, aderenti a una sorta di 'Coalizione per Hormuz’. Tajani: "Pronti a sostenere iniziative per navigazione"

Guerra Iran, Meloni sente Starmer: preoccupazione su Stretto Hormuz

Guerra Iran, Meloni sente Starmer: preoccupazione su Stretto Hormuz

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Trump: "Verso fine della minaccia dell'Iran per Usa, colpiremo ancora per 2-3 settimane"

Discorso alla nazione del presidente degli Stati Uniti: "Nelle prossime due-tre settimane colpiremo l'Iran con forza e lo riporteremo all'età della pietra", ha detto Trump ribadendo che la diplomazia è al lavoro ma se non ci sarà un accordo "colpiremo i loro impianti energetici". "Siamo sul punto di mettere fine alla minaccia dell'Iran contro l'America", ha precisato. "Chi riceve petrolio da Hormuz vada allo Stretto e se lo prenda", ha aggiunto

Trump: 'Vicini a completare nostri obiettivi in Iran, finiremo lavoro'

Trump: 'Vicini a completare nostri obiettivi in Iran, finiremo lavoro'

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Media: "Proseguono negoziati indiretti tra Vance e Ghalibaf"

Sarebbero ancora in corso dei colloqui indiretti tra il vicepresidente statunitense JD Vance e il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, tramite la mediazione del capo dell'esercito pakistano, il feldmaresciallo Syed Asim Munir. Lo riporta l'emittente israeliana Channel 12. L'ultimo scambio sarebbe avvenuto martedì, quando Vance avrebbe comunicato che Washington è aperta a un cessate il fuoco se l'Iran accetta di riaprire lo Stretto di Hormuz ma avvisato che la pazienza del presidente Usa Donald Trump sta scemando. Come riporta il Times of Israel, una fonte americana citata nel rapporto afferma che gli Stati Uniti avrebbero bisogno di circa due o tre settimane per colpire tutti gli obiettivi identificati in precedenza, lo stesso periodo in cui gli Stati Uniti sperano di raggiungere un accordo.

Crosetto incontra ambasciatori dei Paesi del Golfo, focus su Medio Oriente

Negli ultimi giorni intenso giro di consultazioni per il ministro della Difesa Guido Crosetto che ha incontrato gli ambasciatori di Arabia Saudita, Faisal bin Sattam bin Abdulaziz Al Saud, degli Emirati Arabi Uniti, Abdulla Ali Ateeq Obaid Alsubousi, del Kuwait, Nasser Sanhat Al-Qahtani, e del Qatar, Khalid bin Yousuf Al-Sada. Focus su situazione geopolitica, con particolare riferimento a crisi in atto in Medio Oriente. Nel corso degli incontri, i diplomatici hanno espresso unanime apprezzamento per il sostegno dell'Italia e auspicato una visita del ministro nei rispettivi Paesi quale ulteriore segnale di vicinanza e condivisione di fronte alla grave crisi in corso. 

Iran, giro consultazioni Crosetto con ambasciatori Paesi Golfo

"Negli ultimi giorni intenso giro di consultazioni per il ministro della Difesa Guido Crosetto che ha incontrato gli ambasciatori di Arabia Saudita, Faisal bin Sattam bin Abdulaziz Al Saud, degli Emirati Arabi Uniti, Abdulla Ali Ateeq Obaid Alsubousi, del Kuwait, Nasser Sanhat Al-Qahtani, e del Qatar, Khalid bin Yousuf Al-Sada. Focus su situazione geopolitica, con particolare riferimento a crisi in atto in Medio Oriente. Nel corso degli incontri, i diplomatici hanno espresso unanime apprezzamento per il sostegno dell'Italia e auspicato una visita del ministro nei rispettivi Paesi quale ulteriore segnale di vicinanza e condivisione di fronte alla grave crisi in corso". Lo fa sapere il ministero della Difesa su X.

Baghdad: "Compiamo massimo sforzo per prevenire escalation"

L'Iraq sta compiendo il "massimo sforzo" per prevenire qualsiasi escalation sul suo territorio, stando a quanto dichiarato dal Ministero degli Esteri dopo che l'ambasciata statunitense a Baghdad ha avvertito di possibili attacchi in città da parte di gruppi armati filo-iraniani. L'ente ha dichiarato di voler rispondere alla dichiarazione Usa in merito alle preoccupazioni per la sicurezza, e nel comunicato afferma star "compiendo il massimo sforzo per prevenire qualsiasi escalation, rafforzare le misure di sicurezza, proteggere le missioni diplomatiche, gli interessi stranieri e i cittadini, e mantenere la stabilità interna".Oggi l'ambasciata statunitense ha avvertito che "gruppi di miliziani terroristi iracheni allineati con l'Iran potrebbero avere intenzione di condurre attacchi nel centro di Baghdad nelle prossime 24-48 ore".

Teheran minaccia di attaccare ponti in Medio Oriente

L'Iran sta minacciando di attaccare una serie di ponti in Medio Oriente in risposta all'attacco a un ponte sul suo territorio avvenuto oggi, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Fars e rilanciato dalla testata israeliana Haaretz. Tra gli obiettivi figurerebbero il Ponte Allenby, che collega la Cisgiordania amministrata da Israele e la Giordania, il Ponte Adam sul fiume Giordano e il Ponte Re Fahd che collega il Bahrain e l'Arabia Saudita, ma l'elenco pubblicato comprende anche i nomi di altri ponti in Giordania e negli Emirati Arabi Uniti.

Media: "Attacco con droni a centro logistico Usa a Baghdad"

Attacco con droni contro il centro logistico e diplomatico statunitense situato all’interno del complesso dell’aeroporto internazionale di Baghdad. Lo hanno riferito all’Afp due fonti della sicurezza irachena.

Secondo una delle fonti, "due droni hanno preso di mira il centro di supporto logistico, provocando un incendio ma senza causare feriti", aggiungendo che uno dei velivoli è stato abbattuto "dietro l’aeroporto". La seconda fonte ha confermato l’accaduto. Il complesso aeroportuale ospita anche una base militare irachena, oltre alla struttura statunitense.

Onu preoccupata per il protrarsi del conflitto tra Israele ed Hezbollah

Il capo delle operazioni umanitarie dell'Onu, Tom Fletcher, ha detto di temere un conflitto di lunga durata nel Libano meridionale tra Israele ed Hezbollah.    "Un'impressione piuttosto desolante con cui me ne sono andato, e che credo sia condivisa da molte persone in Libano, è un senso di disperazione, sconforto e angoscia", ha detto Fletcher ai giornalisti in collegamento video dalla Siria, al termine di una breve visita in Libano. "Si ha la sensazione che tutto ciò rischi di trasformarsi in un conflitto di lunga durata e che, anche qualora si giungesse a un punto in cui Stati Uniti, Israele e Iran dichiarassero una qualche forma di vittoria, ciò non porrebbe necessariamente fine al conflitto tra Israele ed Hezbollah", ha proseguito. Inoltre ha ribadito l'esistenza di un "rischio molto concreto" di vedere "nuovi territori occupati nel Libano meridionale". 

Media: "Telefonata Araghchi-Lavrov, focus sul Medio Oriente"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha discusso con il suo omologo russo Sergei Lavrov della situazione in Medio Oriente e nel mondo. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Irna, scrive la Tass. 

Ushakov: "Stretto Hormuz aperto per la Russia"

"Lo stretto di Hormuz è aperto per la Russia". Lo ha dichiarato il consigliere diplomatico del Cremlino, Yuri Ushakov.

Shoigu: "La situazione è minacciosa"

La situazione in Medio Oriente non è più solo pericolosa, ma minacciosa. Lo ha affermato il segretario del Consiglio di sicurezza russo, Sergei Shoigu, durante un incontro con il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdel Ata. "Ora la situazione non è solo pericolosa, ma minacciosa", ha sottolineato Shoigu.

Idf: "Attaccata sede centrale Pasdaran a Teheran"

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato di aver attaccato la sede centrale dei Pasdaran a Teheran, come riporta Haaretz. Stando all'esercito israeliano, il luogo veniva utilizzata per gestire i bilanci degli enti di sicurezza in Iran, fondi che venivano poi utilizzati anche per produrre missili balistici e altre armi oltre che per finanziare le forze armate del regime iraniano, comprese le forze di sicurezza interna e la milizia Basij. Stando a quanto dichiarato dalle Idf, la sede attaccata finanziava anche i gruppi internazionali alleati e sostenuti dall'Iran, ossia Hezbollah, Hamas e Houthi.

Gb, coalizione Hormuz chiede "riapertura immediata"

La ministra degli Esteri britannica, Yvette Cooper, ha affermato che circa 40 Paesi, partecipanti a una riunione virtuale sulla crisi dello Stretto di Hormuz, hanno chiesto "l'immediata e incondizionata riapertura" della vitale via di navigazione. "L'Iran sta cercando di tenere in ostaggio l'economia globale nello Stretto di Hormuz. Non deve riuscirci. A tal fine, i partner hanno chiesto oggi l'immediata e incondizionata riapertura dello Stretto e il rispetto dei principi fondamentali della libertà di navigazione e del diritto del mare", ha affermato Cooper in una dichiarazione rilasciata al termine dei colloqui. 

Idf: "Attacco al ponte di Karaj in Iran non compiuto da Israele"

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno affermato che l'attacco al ponte autostradale in Iran, che collega la capitale Teheran a Karaj, non è stato perpetrato da Israele. Secondo fonti iraniane, il ponte è stato bombardato oggi due volte e almeno due persone sono rimaste uccise negli attacchi. Lo scrive Haaretz. 

Idf: "Intercettato missile Houthi lanciato dallo Yemen"

L'esercito israeliano ha reso noto di aver intercettato un missile balistico lanciato dai ribelli Houthi dello Yemen, senza che questo causasse danni o feriti. Lo riportano i media israeliani, secondo cui le sirene d’allarme sono risuonate a Gerusalemme, nelle aree circostanti e nella zona del Mar Morto. 

Su Bbc i video verificati dell'attacco alla base missilistica di Isfahan

Enormi esplosioni vicino ad un'importante base missilistica iraniana alla periferia di Isfahan. E' quanto mostrano tre video condivisi ieri sui social, che sono stati esaminati e verificati dalla Bbc. Bbc Verify, il servizio dell'emittente britannica specializzato proprio nella verifica di immagini e video pubblicati online, ha esaminato tre filmati inizialmente condivisi sui social media ieri, tra cui uno che mostra una grande colonna di fumo e detriti in fiamme nell'aria vicino alla base missilistica di Isfahan Sud. L'uomo che riprende esprime il suo shock per la portata dell'esplosione. La base si trova ai margini di una catena montuosa a sud di Isfahan, nell'Iran centrale. Un altro filmato, girato a nord della base, mostra fumo che si alza dalle montagne a causa di incendi e diverse successive forti esplosioni secondarie. Ciò suggerisce che altro materiale esplosivo sia detonato in seguito a un attacco statunitense o israeliano. Un terzo video, proveniente dalla vicina città di Baharestan, mostra la base in fiamme per diversi minuti. In questo filmato sono visibili anche diverse esplosioni secondarie, che mostrano detriti ripetutamente scagliati in aria verso la città o che ricadono sulle montagne. 

Missione a Onu: "Commenti Trump su età della pietra ignoranti"

"La minaccia esplicita del presidente degli Stati Uniti di 'bombardare l'Iran fino a farlo tornare all'età della pietra' riflette ignoranza, non forza, e costituisce prova dell'intento di commettere crimini di guerra ai sensi del diritto internazionale umanitario e dello Statuto di Roma". Lo scrive la missione iraniana alle Nazioni Unite in un post sui social.

"La civiltà iraniana copre un arco di oltre 7.000 anni, mentre gli Stati Uniti hanno appena 250 anni", prosegue il testo. "Le civiltà sono definite dalla loro storia, cultura, resilienza e contributi scientifici. Il mondo è in debito con la civiltà e la conoscenza che gli studiosi iraniani hanno donato all'umanità per millenni. Una tale civiltà non può essere distrutta dai bombardamenti", conclude.

Trump: "Teheran faccia accordo prima che sia troppo tardi"

''E' ora che l'Iran faccia un accordo, prima che sia troppo tardi e che non rimanga più nulla di quello che potrebbe ancora diventare un grande Paese''. Lo ha scritto il presidente americano Donald Trump su Truth Social condividendo su 'X' un video sul raid aereo che ha fatto crollare il ponte Teheran-Karaj. ''Il ponte più grande dell'Iran crolla, per non essere mai più utilizzato, e molto altro seguirà!'', ha commentato Trump.

Trump: "Iran faccia un accordo prima che sia troppo tardi"

"E' il momento per l'Iran di fare un accordo prima che sia troppo tardi e non rimanga più nulla di quello che potrebbe diventare un grande Paese". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth accompagnando il suo messaggio con il crollo di un ponte iraniano. "Il più grande ponte iraniano crolla, non sarà mai più utilizzato", ha aggiunto. 

Attacco a datacenter Amazon nel Bahrein, pasdaran rivendicano

"Nella sua prima azione contro aziende tecnologiche coinvolte in spionaggio e terrorismo, l'Iran ha attaccato il centro di cloud computing di Amazon in Bahrein, distruggendolo". Lo afferma il Corpo delle Guardie rivoluzionarie iraniane, secondo quanto riporta l'agenzia Tasnim, aggiungendo che Amazon si starebbe ritirando dalla regione. Le Guardie Rivoluzionarie hanno anche annunciato che si tratta della prima azione di questo tipo. "Se gli attacchi dovessero continuare - avvertono i pasdaran -, puniremo in modo molto più severo le prossime aziende che abbiamo già annunciato". 

Libano, razzo sulla base italiana Unifil a Shama: nessun ferito

Ariferirlo è una nota del ministero della Difesa, precisando che non si registrano feriti tra i militari italiani. Si segnalano però lievi danni alle infrastrutture. Secondo le prime informazioni, l'origine del razzo è ancora in fase di accertamento

Libano, razzo sulla base italiana Unifil a Shama: nessun ferito

Libano, razzo sulla base italiana Unifil a Shama: nessun ferito

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Razzo sulla base italiana Unifil in Libano, nessun ferito

Questo pomeriggio un razzo, la cui origine è ancora in fase di accertamento, ha colpito la base di Shama, quartier generale del contingente italiano e del settore Ovest di Unifil. Non si registrano feriti tra i militari italiani. Si segnalano soltanto lievi danni alle infrastrutture. Il ministro della Difesa Guido Crosetto è in contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, con il Comandante del Covi e con il Comandante del contingente italiano per ricevere aggiornamenti costanti sulla situazione e sulle condizioni del personale. 

Paesi del Golfo chiedono a Onu uso della forza per liberare Hormuz

Il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg) ha invitato il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a dare il via libera all’uso della forza per liberare lo Stretto di Hormuz. “L’Iran ha chiuso lo Stretto di Hormuz, impedendo il passaggio alle navi commerciali e alle petroliere e imponendo condizioni per consentire il transito di alcune” imbarcazioni, ha denunciato Jassem Al-Budaiwi durante la prima riunione tra Onu e Ccg, che riunisce Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Qatar, Kuwait e Oman. “Invitiamo il Consiglio di sicurezza ad assumersi tutte le proprie responsabilità e ad adottare tutte le misure necessarie per proteggere le rotte marittime e garantire la continuità sicura della navigazione internazionale”, ha insistito. Le dichiarazioni arrivano mentre il Consiglio dell'Onu sta discutendo da giorni un progetto di risoluzione promosso dal Bahrein, che autorizzerebbe uno Stato o una coalizione di Stati a utilizzare “tutti i mezzi necessari” per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, quasi paralizzato da un mese. Ma l’idea non trova consenso unanime.

Teheran, 2.076 morti e 26.500 feriti da inizio guerra

Almeno 2.076 persone sono state uccise in Iran e altre 26.500 sono rimaste ferite in seguito agli attacchi israelo-americani lanciati in Iran a partire dal 28 febbraio. E' il bilancio reso noto dal ministero della Salute iraniano. 

Teheran elabora protocollo con Oman per monitorare traffico Hormuz (2)

Intervistato dall'agenzia di stampa russa Sputnik, Gharibabadi ha spiegato che ''la bozza di questo protocollo è attualmente nella fase finale di preparazione. Una volta pronta, avvieremo i negoziati con l'Oman per redigere un protocollo congiunto''.

L'obiettivo del protocollo, ha aggiunto Gharibabadi, è far sì che in tempo di pace, tutte le navi che attraversano lo stretto dovranno rispettare gli accordi necessari con gli stati costieri - Iran e Oman - e ottenere in anticipo i permessi e le licenze necessari.

Media: "Pasdaran colpiscono cloud Amazon in Bahrein"

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha affermato di aver preso di mira un centro di cloud computing di Amazon in Bahrein come rappresaglia per gli attacchi contro l'Iran. Lo riportano i media statali iraniani.

Media: "Iran e Oman elaborano protocollo per monitorare il transito a Hormuz"

L'Iran e l'Oman stanno elaborando un protocollo per "monitorare il transito" nello Stretto di Hormuz. Lo riporta Cncb citando l'agenzia iraniana Irna. Il traffico "dovrebbe essere supervisionato e coordinato dai due Paesi", ha detto il vice ministro degli esteri iraniano Kazem Gharibabadi. 'Questi nuovi requisiti non comporteranno restrizioni. Serviranno a garantire un passaggio sicuro oltre a fornire servizi migliori alla navi", ha aggiunto Gharibabadi, ribadendo che Teheran istituirà un pedaggio, come ricorda Bloomberg. Il parlamento di Teheran ha approvato nei giorni scorsi i piani per introdurre una tassa sul transito. 

Stubb sente Pezeshkian: "Soluzione diplomatica e libertà navigazione Hormuz"

Il presidente della Finlandia Alexander Stubb ha avuto un colloquio con il presidente dell'Iran Masoud Pezeshkian. ''Abbiamo discusso della situazione in Iran e in Medio Oriente. Un cessate il fuoco e una soluzione diplomatica sono urgentemente necessari'', ha scritto Stubb su 'X'.

''Ho sottolineato la necessità di porre fine agli attacchi contro i paesi vicini e di ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Nonostante i disaccordi, è importante mantenere il dialogo'', ha concluso.

Iran, entro 2 settimane 2 protocolli per passaggio Hormuz

L'Iran pubblicherà nelle prossime settimane due protocolli separati per il passaggio di navi commerciali e navi militari attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo rende noto l'emittente iraniana Irib. La bozza del piano - aggiunge - è attualmente al vaglio del parlamento e del governo iraniani.

Teheran elabora protocollo con Oman per monitorare traffico Hormuz

L'Iran sta elaborando un protocollo con l'Oman per monitorare il traffico nello Stretto di Hormuz. Lo ha riportato l'agenzia di stampa Irna citando il viceministro degli Esteri Kezem Gharibabadi.

Libano, sale a 1.345 il bilancio dei morti dall'inizio della guerra

Il ministero della Salute libanese ha annunciato che, nelle ultime 24 ore, 27 persone sono state uccise e 105 ferite in seguito ad attacchi israeliani. Secondo il ministero, il numero di persone uccise in Libano dall'inizio della guerra ammonta a 1.345. È stato inoltre riferito che un membro del comune di Zebdin, nel Libano meridionale, è stato ucciso insieme alla sua famiglia nelle prime ore di questa mattina in un attacco a un edificio di quattro piani. Nel Libano meridionale, nelle regioni di Hasbaiyya, Marjayoun, Chebaa e Arkoub, sono state segnalate interruzioni di corrente a seguito di raid aerei israeliani. Lo scrive Haaretz. 

Tv: "Colpito ponte a Karaj, 2 morti"

Raid aerei statunitensi e israeliani hanno colpito un ponte vicino a Teheran, che era già stato colpito circa un'ora prima. Lo riporta la televisione di stato iraniana. "Pochi minuti fa, il nemico americano-sionista ha nuovamente preso di mira il ponte B1 a Karaj", una città a ovest di Teheran, ha riferito la televisione di stato, aggiungendo che il primo attacco ha causato due vittime civili.

Secondo quanto riferito, il secondo attacco è avvenuto mentre le squadre di emergenza venivano inviate sul posto per soccorrere le vittime del primo attentato.

Bloomberg: "Iran: Istituiremo pedaggio per le navi che passano a Hormuz"

L'Iran istituirà un pedaggio per le navi che transitano attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha detto il vice ministro degli esteri iraniano Kazem Gharibabadi in un'intervista a Sputnik, secondo quanto riportato dell'agenzia Bloomberg. 

Media: "Esplosioni udite a Gerusalemme"

Diverse esplosioni sono state udite a Gerusalemme, secondo quanto riportato dai giornalisti dell'Afp, dopo che l'esercito ha diramato un allarme per l'avvicinamento di missili iraniani. Almeno quattro detonazioni sono state udite mentre le sirene risuonavano in tutta la città e l'esercito avvertiva i residenti di mettersi al riparo dopo aver "identificato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele". L'esercito ha aggiunto che i suoi "sistemi di difesa erano in azione per intercettare la minaccia". 

Cina: "Attacco Usa-Israele all'Iran viola il diritto internazionale"

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha affermato oggi che gli attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran costituiscono una violazione del diritto internazionale. Lo riportano i media statali cinesi, precisando che il ministro ha avuto colloqui telefonici con i suoi omologhi dell'Ue, della Germania e dell'Arabia Saudita. Wang ha inoltre sottolineato che il ruolo del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, di cui la Cina è membro permanente, "dovrebbe impedire l'escalation del conflitto", ha riferito l'emittente statale Cctv, mentre l'organismo internazionale discute una bozza di risoluzione sull'uso della forza a Hormuz. 

Media: "Esplosioni a Gerusalemme dopo allerta missile"

Esplosioni sono state avvertite a Gerusalemme dopo un allerta per misisli provenienti dall'Iran. Lo rende noto l'Afp spiegando che si sono udite almeno quattro esplosioni, mentre le sirene risuonavano in città e l'esercito avvertiva i residenti di mettersi al riparo dopo aver "identificato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele". L'esercito israeliano ha aggiunto che i suoi "sistemi di difesa sono operativi per intercettare la minaccia".

Iran, Argentina dichiara incaricato d'affari persona non grata: espulso

Il governo argentino ha dichiarato "persona non grata" l'incaricato d'affari iraniano, Mohsen Tehrani, e lo ha espulso dal Paese. Lo si apprende da un comunicato diffuso via social dal ministro degli Esteri argentino, Pablo Quirno, il quale ha evidenziato che il provvedimento ordina a Tehrani di lasciare il Paese entro 48 ore. La decisione arriva in risposta a una dichiarazione rilasciata ieri dal Ministero degli Esteri iraniano, che ha accusato il presidente argentino Javier Milei, un alleato del presidente statunitense Donald Trump, e Quirno stesso di essere complici di attacchi militari sul territorio iraniano. Stando al ministro argentino, le affermazioni dell'Iran "contengono accuse false, offensive e infondate contro la Repubblica Argentina e le sue massime autorità".

Iran, presidente Finlandia sente omologo Iran: serve tregua

Il presidente finlandese, Alexander Stubb, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo iraniano, Masoud Pezeshkian, dopo che ieri aveva sentito il presidente americano, Donald Trump. "Abbiamo discusso della situazione in Iran e in Medio Oriente. Un cessate il fuoco e una soluzione diplomatica sono urgentemente necessari. Ho sottolineato la necessità di porre fine agli attacchi contro i paesi limitrofi e di ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Nonostante i disaccordi, è importante mantenere il dialogo", ha scritto su X Stubb dando conto dello scambio con Pezeshkian.

Teheran al lavoro con Oman su protocollo per gestione Hormuz dopo guerra

L’Iran sta lavorando con l’Oman alla definizione di un protocollo per gestire il traffico nello Stretto di Hormuz dopo la guerra. Lo riporta il Financial Times riportando media iraniani secondo cui il vice ministro degli Esteri Kazem Gharibabadi ha dichiarato che saranno necessarie nuove regole per il passaggio attraverso la via marittima strategica una volta concluso il conflitto. L’iniziativa si inserisce nel contesto delle crescenti tensioni sul controllo dello stretto, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio globale, e mentre diversi Paesi discutono misure per garantirne la riapertura e la sicurezza della navigazione.

Israele occupa villaggi del Libano meridionale

Le forze armate libanesi si sono ritirate da altri villaggi al confine con Israele, tra cui Rmeich, Ain Ibl, Braachit e Beit Yahoun, mentre l'esercito israeliano avanzava sempre più nel Libano meridionale, raggiungendo un tratto del fiume Litani. Le truppe dell'Idf hanno conquistato la seconda linea di villaggi di confine, a circa 8-10 chilometri all'interno del territorio libanese, riprendendo così il territorio occupato dall'esercito israeliano nel 2024 e successivamente abbandonato in seguito al cessate il fuoco di novembre. Secondo alcune fonti, le forze israeliane avrebbero raggiunto la città di Biyada, sulla costa mediterranea del Libano, insieme ad Ainata, Kounine e Qantara, più a est, avanzando verso la linea di controllo israeliana nel paese prima del ritiro di Israele dalla Cintura di sicurezza del Libano meridionale nel 2000.

Iran: "Due morti nel raid di Usa e Israele a Karaj, a ovest di Teheran"

Due persone sono rimaste uccise e altre ferite durante un attacco israelo-americano al ponte B1 nella città di Karaj, situata a ovest di Teheran: Lo ha reso noto oggi il governatorato della provincia di Alborz. Il ponte era in costruzione e sarebbe diventato il più lungo del Medio Oriente, ha aggiunto, precisando che in seguito all'attacco si è verificata un'interruzione di corrente in alcune zone di Karaj. Nel pomeriggio si sono verificate esplosioni in alcune zone della città e nella capitale Teheran. Anche altre città in diverse province iraniane sono state prese di mira da Stati Uniti e Israele, tra cui le province di Hormuzgan, Bushehr, Kerman, Lorestan, Isfahan, Fars, Kashan e Ardebil. 

Iran: "Ucciso un comandante delle forze di terra delle Guardie rivoluzionarie"

L'agenzia di stampa iraniana Fars ha reso noto che il comandante dell'unità speciale delle forze di terra delle Guardie rivoluzionarie, Mohammadali Fathalizadeh, è ;;stato ucciso durante gli attacchi di ieri. L'unità aveva partecipato alla guerra in Siria negli anni passati. 

Guterres: "Usa e Israele fermino guerra e l'Iran smetta attacchi a vicini"

"Il mio messaggio è chiaro. A Stati Uniti e Israele dico che è giunto il momento di porre fine a una guerra che sta infliggendo immense sofferenze umane e sta già innescando devastanti conseguenze economiche. E all'Iran: smettete di attaccare i vostri vicini". Lo ha detto il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres parlando con i giornalisti al Palazzo di Vetro. "I conflitti non si risolvono da soli. Finiscono quando i leader scelgono il dialogo anziché la distruzione - ha aggiunto -. Quella scelta esiste ancora e deve essere compiuta ora". Guterres ha ricordato che "sono in corso sforzi diplomatici per individuare un percorso pacifico verso il futuro, e meritano lo spazio e il sostegno necessari per avere successo".

Guterres: "Siamo sull'orlo di una guerra più ampia"

Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha lanciato l'allarme su un Medio Oriente "sull'orlo di una guerra più ampia", chiedendo la cessazione immediata delle operazioni militari tra Stati Uniti, Israele e Iran. "Siamo sull'orlo di una guerra più ampia che inghiottirebbe il Medio Oriente, con impatti drammatici in tutto il mondo", ha dichiarato Guterres alla stampa, all'indomani del discorso del presidente americano Donald Trump che ha difeso l'operazione militare contro Teheran. Il capo delle Nazioni Unite ha esortato a fermare sia i raid israelo-americani contro l'Iran sia gli attacchi lanciati da Teheran contro i Paesi della regione. "Molti aspetti del conflitto sono incerti, ma una cosa non lo è: se i tamburi di guerra continueranno a suonare, l'escalation peggiorerà tutto. La spirale di morte e distruzione deve cessare", ha avvertito.

Colpita sede dell'Istituto Pasteur a Teheran

Uno dei principali centri di ricerca medica dell'Iran, l'Istituto Pasteur di Teheran, è stato colpito in un attacco attribuito a Stati Uniti e Israele. Lo ha riferito un funzionario del governo iraniano, mentre le agenzie umanitarie hanno espresso allarme per gli attacchi sulle strutture sanitarie della Repubblica islamica.

Hossein Kermanpour, portavoce del ministero della Salute iraniano, su X ha parlato di "un attacco diretto alla sicurezza sanitaria internazionale".

Fondato nel 1920, l'Istituto Pasteur è uno dei più antichi centri di sanità pubblica del Paese e ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo di vaccini e nella ricerca sulle malattie infettive.

L'aviazione britannica ha abbattuto diversi droni iraniani in Medio Oriente

Il reparto di contraerea della Raf, l'aviazione militare britannica, ha abbattuto numerosi droni iraniani in Medio Oriente nell'ambito delle operazioni difensive a protezione dei Paesi alleati nel Golfo. Lo ha annunciato il ministero della Difesa di Londra, secondo cui l'attività del Raf Regiment si è svolta in una "zona ad alto rischio" per quanto riguarda l'intensa attività portata avanti da Teheran in risposta agli attacchi aerei di Usa e Israele. Il governo britannico ha dichiarato inoltre che i jet Typhoon e gli F-35, insieme agli elicotteri Wildcat, hanno effettuato diverse missioni nella regione. 

Francia, prossima settimana riunione G7 con Paesi Golfo

La Francia ha annunciato una riunione "la prossima settimana" tra i Paesi del G7 e quelli del Golfo Persico con l'obiettivo di ristabilire la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz, snodo strategico per il transito di una quota rilevante del petrolio mondiale. "E' in corso oggi una riunione telefonica che preparerà l'incontro della prossima settimana, che riunirà sia i partner del G7 sia quelli del Golfo", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri francese, Pascal Confavreux, riferendosi a un'iniziativa promossa da Parigi insieme a Londra. Non sono stati forniti dettagli sulla data precisa dell'incontro. "Il nostro obiettivo è sbloccare lo stretto e ristabilire la libertà di navigazione; è quanto il presidente Emmanuel Macron ha detto fin dall'inizio", ha aggiunto. Confavreux ha sottolineato che la Francia agisce "sia per via diplomatica" sia attraverso iniziative operative, ricordando la riunione del 26 marzo che ha visto coinvolti i capi militari di 35 Paesi per gettare le basi di una possibile coalizione volta a rafforzare la sicurezza marittima nella zona. Parigi ribadisce una posizione "strettamente difensiva", con l'obiettivo di restare "un alleato affidabile" per le monarchie del Golfo, considerate sotto attacco da parte dell'Iran nel contesto dell'escalation seguita all'offensiva lanciata da Stati Uniti e Israele.

Germania esorta Cina: "Spinga Teheran a soluzione negoziata"

“In questo difficile contesto globale, le relazioni e gli scambi tra Germania e Cina rimangono cruciali. Condividiamo le preoccupazioni per la situazione in Medio Oriente, l'obiettivo di porre fine rapidamente a questo conflitto e l'impegno per la libertà e la sicurezza della navigazione”. Lo ha scritto su X il ministero degli Esteri tedesco, riferendo di una telefonata tra il ministro Johann Wadephul e il suo omologo cinese Wang Yi. “Per decenni, l'Iran ha agito in modo ostile verso i suoi vicini e ha messo in pericolo la pace e la sicurezza con i suoi programmi missilistici e nucleari. La Cina può usare la sua influenza sull'Iran in modo costruttivo per una soluzione negoziata e la cessazione delle ostilità contro gli stati del Golfo”, continua il post, in cui si ribadisce che “sia la Germania che la Cina desiderano ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Concordiamo sul fatto che i singoli paesi non possano controllare le rotte marittime né imporre pedaggi per il passaggio”.

Iran, raid su deposito carburante: scoppia incendio vicino aeroporto Mashad

Un incendio è scoppiato vicino all'aeroporto di Mashad, nel nord-est dell'Iran, dopo che in un raid è stato colpito un deposito di carburante situato nei pressi dello scalo. Lo riferiscono i media iraniani.

Riflettori su guerra ma aumentano esecuzioni oppositori

Arresti, torture e un aumento delle esecuzioni segnano la repressione delle proteste scoppiate in Iran a gennaio, mentre organizzazioni per i diritti umani denunciano che la crisi è passata in secondo piano a causa della guerra con Stati Uniti e Israele. Lo riporta il Guardian in un lungo servizio con numerose testimonianze. Tra i casi simbolo c'è quello di Peyvand Naimi, 30 anni, detenuto da quasi tre mesi: secondo i familiari è stato tenuto in isolamento, sottoposto a confessione forzata in televisione, finte esecuzioni, pestaggi e privazioni, senza accesso a un avvocato. E' accusato di aver avuto un ruolo nella morte di agenti durante le proteste, ma i parenti sostengono che non siano state formalizzate accuse e temono una condanna a morte. Secondo Iran Human Rights, almeno 145 persone sono state giustiziate dall'inizio del 2026, mentre oltre 400 esecuzioni sarebbero avvenute senza conferma ufficiale. Il blackout informativo rende difficile verificare i numeri reali, con molte sentenze comunicate solo ai detenuti e alle famiglie. All'inizio del mese tre uomini, tra cui il 19enne Saleh Mohammadi - star del wrestling - sono stati impiccati in pubblico con l'accusa di "moharebeh", ovvero guerra contro Dio. Il giorno precedente era stato giustiziato anche il cittadino irano-svedese Kourosh Keyvani per presunto spionaggio a favore di Israele. Diversi detenuti, tra cui giovani arrestati durante le proteste, riferiscono di torture e finte esecuzioni per estorcere confessioni. E' il caso di Shervin Bagherian Jabali, 18 anni, che avrebbe appreso in televisione la propria condanna a morte senza comprendere nemmeno il significato dell'accusa. Organizzazioni come Amnesty International denunciano che decine di manifestanti rischiano la pena capitale e accusano le autorità di usare le esecuzioni come strumento per intimidire la popolazione e reprimere il dissenso. La repressione si inserisce in un quadro più ampio: nel 2025 si sono registrate almeno 1.639 esecuzioni secondo l'Onu, ma organizzazioni indipendenti parlano di oltre 2 mila casi, molti dei quali non annunciati ufficialmente. Nel frattempo, le famiglie dei detenuti denunciano minacce e pressioni per non parlare con l'esterno. "Quando qualcuno commette un crimine al buio si sente al sicuro, ma se si accende una luce ha paura", ha detto una parente di Naimi, sottolineando la necessità di mantenere alta l'attenzione internazionale.

Delegazione di Hamas al Cairo, serie di incontri con i mediatori (2)

Le discussioni hanno inoltre riguardato la situazione a Gerusalemme, comprese le restrizioni all'accesso alla moschea di Al-Aqsa e il divieto di culto, incluse le preghiere del venerdì e dell'Eid, che Hamas ha definito "un pericoloso precedente". I colloqui hanno toccato anche la recente legge israeliana che prevede la pena di morte per i prigionieri palestinesi, che secondo Hamas potrebbe mettere in pericolo migliaia di detenuti palestinesi e consentire a figure estremiste di eseguire condanne a morte secondo la legge. L'Egitto e numerosi altri Paesi, così come la Lega Araba e diverse organizzazioni per i diritti umani, hanno avvertito che queste misure potrebbero ulteriormente esacerbare le tensioni, complicare gli sforzi di mediazione e minare negoziati già fragili. Il Cairo, in qualità di mediatore chiave, ha ospitato diversi cicli di negoziati indiretti dall'inizio della guerra, nell'ottobre 2023, e continua a coordinarsi strettamente con Doha e Ankara per tentare di far rispettare gli accordi di sicurezza, la governance di Gaza e costruire meccanismi per la  ricostruzione. 

Regno Unito convocherà riunione esperti militari su opzioni per riaprire Hormuz

Il Regno Unito convocherà la prossima settimana una riunione di esperti militari per discutere le opzioni per riaprire lo Stretto di Hormuz. Secondo quanto riporta il Financial Times, il ministero della Difesa britannico ha confermato che l’incontro esaminerà come rendere la rotta "accessibile e sicura per la navigazione". La lista dei partecipanti dovrebbe ricalcare quella dei circa 40 Paesi coinvolti nella riunione virtuale convocata dal ministro degli Esteri Yvette Cooper per discutere misure diplomatiche e politiche volte a ripristinare il traffico marittimo nello stretto. All’incontro prendono parte, tra gli altri, Francia, Germania, Italia, Giappone, Canada, Corea del Sud, Australia, Nuova Zelanda ed Emirati Arabi Uniti, oltre a diversi Paesi europei, africani e del Golfo. Gli Stati Uniti non hanno partecipato.

Delegazione di Hamas al Cairo, serie di incontri con i mediatori

Una delegazione di Hamas guidata da uno dei leader di Gaza e capo negoziatore, Khalil Al Hayya, è al Cairo per monitorare l'attuazione dell'accordo di cessate il fuoco e per colloqui con i mediatori egiziani, secondo quanto riferito dal movimento. La visita avviene mentre i mediatori del Cairo, Doha e Ankara intensificano i loro sforzi per stabilizzare la tregua con Tel Aviv, mediata da Egitto, Qatar, Turchia e Stati Uniti lo scorso ottobre, mentre Hamas accusa Israele di violazioni del cessate il fuoco e di un deterioramento delle condizioni umanitarie a Gaza. Il gruppo di resistenza palestinese ha dichiarato che sono previsti ulteriori colloqui con altre fazioni palestinesi per coordinare posizioni unificate su questioni chiave. Prima della visita in Egitto, Al Hayya ha tenuto due incontri separati ad Ankara, negli ultimi due giorni, con il capo dell'intelligence turca Ibrahim Kalin e il ministro degli Esteri Hakan Fidan, durante i quali si è discusso degli sviluppi a Gaza e in Cisgiordania. Hamas ha affermato che i colloqui del Cairo hanno affrontato quelle che ha definito "flagranti violazioni" da parte di Israele nell'attuazione del cessate il fuoco, aggiungendo che le forze israeliane hanno ucciso 700 palestinesi da quando l'accordo è entrato in vigore lo scorso ottobre, oltre a quella che ha definito una "rioccupazione" di aree di Gaza vicino alla cosiddetta "linea gialla". La delegazione ha anche esaminato gli ultimi sviluppi dei negoziati, sottolineando la necessità di garantire la piena attuazione dell'accordo di Sharm el-Sheikh, in particolare degli obblighi legati alla prima fase, e ha fornito informazioni sulle condizioni umanitarie e di sicurezza nell'enclave. 

Iran, ong: "+170% segnalazioni repressione digitale da luglio 2025" (2)

L'attacco DDoS è stato solo un elemento in un "ambiente di minaccia multistrato, adattivo e in alcuni casi riuscito, diretto contro utenti e istituzioni di lingua persiana ad alto rischio", ha affermato il gruppo.  Le richieste di aiuto da parte di persone al di fuori dell'Iran si sono concentrate in Gran Bretagna, Stati Uniti, Svezia, Turchia, Germania e Francia.  All'interno del Paese, il governo ha imposto blackout di internet durante le proteste di gennaio e di nuovo dopo lo scoppio della guerra:  Miaan ha dichiarato di aver riscontrato un'impennata di segnalazioni relative ad arresti e al sequestro di dispositivi durante le proteste di dicembre-gennaio, come anche un aumento delle richieste di aiuto per problemi come l'impossibilità di accedere a servizi di messaggistica come WhatsApp e Instagram e i timori che le autorità potessero aver violato account o dispositivi delle persone.

Le organizzazioni per le minoranze etniche e i diritti umani hanno rappresentato circa la metà delle segnalazioni pervenute a Miaan tra luglio e marzo, mentre i casi che coinvolgono organi di stampa sono quadruplicati, raggiungendo il 12% del totale.  Gli attacchi informatici documentati includevano tentativi di phishing, in cui gli aggressori tentavano di ingannare o persuadere le persone a fornire informazioni sensibili.  Alcuni hanno utilizzato messaggi fraudolenti che millantavano di provenire da piattaforme affidabili come Facebook o Gmail, o account falsi sul servizio di messaggistica Telegram.  Su quest'ultima piattaforma in particolare Miaan ha segnalato la distribuzione di un'applicazione dannosa per la raccolta di informazioni, mirata ai telefoni Android, mascherata da documento Pdf e progettata per nascondersi una volta installata erroneamente dagli utenti.

Iran, ong: "+170% segnalazioni repressione digitale da luglio 2025"

Tra le proteste contro il regime negli ultimi mesi e lo scoppio della guerra, le minacce informatiche contro gli iraniani, sia nel Paese che all'estero, sono aumentate di quasi il 170% tra luglio 2025 e marzo 2026 rispetto ai sei mesi precedenti. Questa la valutazione del gruppo per i diritti umani Miaan, che fornisce supporto legale e tecnico agli attivisti per i diritti umani in Iran e all'estero. Secondo l'ente, dalla scorsa estate la popolazione iraniana ha assistito a un "cambio di paradigma nella repressione digitale" attraverso una varietà di tecniche, con attività che mostrano chiari segni del convolgimento delle autorità di Teheran.

  Il periodo di osservazione ha coperto sia le conseguenze della campagna di bombardamenti di 12 giorni dello scorso anno da parte di Stati Uniti e Israele, sia quelle delle proteste iniziate a dicembre, sia i rinnovati bombardamenti dalla fine di febbraio.  Gli attacchi informatici possono essere difficili da attribuire direttamente allo stato iraniano o ad attori collegati allo Stato, ma "in diversi casi ci sono prove significative che rafforzano la possibilità di una connessione", ha affermato l'ente. Un esempio è stato l'attacco informatico di tipo Ddos, che inonda i server di richieste soffocando il traffico legittimo, contro un gruppo per i diritti umani, "una delle prove più importanti nell'intera raccolta, perché... anche l'infrastruttura di telecomunicazioni interna all'Iran è stata osservata nell'attacco", ha spiegato Miaan.

Telefonata Meloni-Starmer, focus sulla sicurezza nello Stretto di Hormuz

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto oggi una conversazione telefonica con il primo Ministro del Regno Unito, Keir Starmer, "per uno scambio di valutazioni sulla situazione di sicurezza nello Stretto di Hormuz". Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi, spiegando che "nel sottolineare l'interesse della comunità internazionale alla piena tutela della libertà di navigazione, Meloni e Starmer hanno concordato di mantenere un costante coordinamento per iniziative volte alla de-escalation e a garanzia della sicurezza delle rotte commerciali nell'area". 

Katz: "Qassem pagherà caro attacco contro civili durante festività"

Il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, pagherà "a caro prezzo" gli atttachi contro i civili israeliani durante il Seder di Pesach, la cena rituale ebraica che apre la festa di Pesach. Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, dopo una riunione con i vertici militari. 

"Ho un messaggio chiaro per Naim Qassem, segretario generale dell’organizzazione terroristica Hezbollah: tu e i tuoi collaboratori pagherete un prezzo molto alto per l’intensificarsi dei lanci contro i civili israeliani mentre si riuniscono per celebrare il Seder di Pesach - ha dichiarato Katz, citato dal Times of Israel - Non vivrai abbastanza a lungo per vederlo, perché finirai nelle profondità dell’inferno insieme a Nasrallah, Khamenei, Sinwar e a tutti i membri  dell’asse del male eliminati". 

Katz minaccia il leader di Hezbollah: "Pagherà un prezzo molto alto"

Il Ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha minacciato il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, affermando che "pagherà un prezzo molto alto" per l'intensificarsi degli attacchi missilistici contro Israele durante la Pasqua ebraica. Lo riporta Haaretz. "Non potrai più vederlo perché sarai nelle profondità dell'inferno insieme a Nasrallah, Khamenei, Sinwar e tutti i membri eliminati dell'asse del male", ha detto Katz. "Ma l'organizzazione terroristica Hezbollah, che tu attualmente guidi, e i suoi sostenitori in Libano, pagheranno il prezzo più alto", ha aggiunto. Katz ha anche affermato che l'esercito israeliano "ripulirà Hezbollah e i suoi sostenitori dal sud del Libano", dichiarando che le Forze di Difesa Israeliane (Idf) avranno "il controllo della sicurezza sull'intera regione del Litani", riferendosi all'area vicino al fiume Litani nel sud del Libano. Il ministro ha anche promesso di "estrarre gli artigli di Hezbollah da tutto il Libano". 

Kallas sente Wang Yi: "Riapertura Hormuz priorità urgente"

"Oggi ho avuto una telefonata con il ministro degli Esteri cinese Wang Yi per discutere della situazione in Iran e del suo impatto sull'economia globale e sulla sicurezza energetica. Abbiamo anche discusso delle relazioni tra UE e Cina". Lo scrive su X l'Alto rappresentante per la Politica estera Kaja Kallas. "Gli attacchi iraniani alle navi civili, e la minaccia di ulteriori attacchi, hanno portato il traffico nello Stretto di Hormuz a un quasi arresto. E' per questo che il ripristino di una navigazione sicura, libera da pedaggi, nello Stretto, in linea con la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, è una priorità urgente. - prosegue - L'UE sostiene tutti gli sforzi diplomatici per raggiungere questo obiettivo e chiede una de-escalation e moderazione. Gli attacchi contro civili e infrastrutture civili devono cessare".

Critica il regime: arrestata nota avvocatessa in Iran

L'avvocatessa e attivista per i diritti umani iraniana Nasrin Sotoudeh è stata arrestata nella sua abitazione: lo ha rivelato sui social la figlia Mehraveh Khandan aggiungendo che le forze di sicurezza hanno sequestrato computer portatili e telefoni cellulari. Alla famiglia non è stata detto in quale carcere si trova. Sotoudeh, nel suo ultimo commento sulla guerra, ha affermato che "un governo che per mezzo secolo ha gridato slogan di morte contro questo o quel paese, ora ci ha messi a rischio di morte". La donna era già stata arrestata e rilasciata nel 2023 per le proteste contro l'obbligo di hijab. 

Starmer sente Meloni: "Urgente de-escalation in Medio Oriente" (2)

La telefonata è stata fatta dal primo ministro britannico nel quadro di una serie di consultazioni che fra ieri sera e oggi lo hanno visto impegnato a colloquio con diversi alleati chiave: dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, al cancelliere tedesco Friedrich Merz, alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, al segretario generale della Nato Mark Rutte. Secondo Downing Street, Starmer e Meloni hanno convenuto "sull'importanza di ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz", osservando come gli ostacoli attuali imposti dall'Iran al traffico commerciale navale stiano producendo "costi significativi" per l'economia mondiale. E hanno sottolineato il valore del vertice virtuale odierno presieduto dal Regno Unito su questo tema fra i ministri degli Esteri di oltre 35 Paesi. I due capi di governo hanno infine concordato di "continuare a lavorare in stretto coordinamento a sostegno della sicurezza collettiva dell'Europa" e a "restare in contatto ravvicinato", conclude la nota di Number 10. 

Austria rifiuta tutte le richieste Usa di sorvolo

L'Austria ha rifiutato tutte le richieste statunitensi di sorvolo del suo territorio. Lo riferisce il governo di Vienna. 

Colloquio Kallas-Wang: "Priorità riaprire Hormuz"

L'Alta Rappresentante dell'Ue Kaja Kallas ha avuto oggi una conversazione telefonica con il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, "per discutere della situazione in Iran e del suo impatto sull'economia globale e sulla sicurezza energetica. Abbiamo anche parlato delle relazioni tra Ue e Cina", riferisce via social.

Gli attacchi iraniani "contro navi civili, e la minaccia di ulteriori attacchi, hanno quasi completamente bloccato il traffico nello Stretto di Hormuz. Per questo motivo, ripristinare la libertà di navigazione sicura e senza pedaggi nello Stretto, in conformità con il diritto del mare, è una priorità urgente".

L'Ue, conclude Kallas, "sostiene tutti gli sforzi diplomatici per raggiungere questo obiettivo e chiede una de-escalation e moderazione. Gli attacchi contro i civili e le infrastrutture civili devono cessare".

Tajani alla riunione Hormuz: "Percorso Onu l'unico possibile per lo stretto"

L'Italia sostiene un percorso attraverso le Nazioni Unite quale unico vero possibile percorso per azioni sulla libertà di navigazione a Hormuz: questo il messaggio del ministro degli Esteri Antonio Tajani alla riunione sullo stretto convocata da Londra. 

Premier Libano: "Noi impegnati a chiudere guerra, zona cuscinetto pericolosa"

Il premier libanese, Nawaf Salam, ha assicurato oggi che le autorità di Beirut sono "impegnate a mettere fine alla guerra". Nel corso di una conferenza stampa successiva ad una riunione di gabinetto, il capo del governo libanese ha spiegato che il suo paese sta intensificando gli sforzi regionali ed internazionali per mettere fine al conflitto e messo i guardia sul fatto che le discussioni condotte in Israele sulla creazione di una zona cuscinetto in Libano sono "pericolose". "Oltre un milione di sfollati sono le prime vittime di una guerra in cui non hanno alcuna responsabilità", ha aggiunto, affermando che "nulla giustifica il collegamento tra il conflitto in Libano e altre guerre che non ci riguardano".

Starmer sente Meloni: "Urgente de-escalation in Medio Oriente"

L'urgenza di "una de-escalation" in Medio Oriente è stata sottolineata oggi in una conversazione fra il premier britannico Keir Sarmer e la collega italiana Giorgia Meloni di cui dà conto Downing Street. Colloquio svoltosi a margine del vertice ministeriale virtuale odierno presieduto da Londra sul dossier dello Stretto di Hormuz e sullo sfondo della guerra fra Usa-Israele e Iran. 

Libano, 80 razzi oggi su Israele: Kiryat Shmona nel mirino

Circa 80 razzi sono stati sparati dal Libano contro il nord di Israele dalle prime ore del giorno. Lo ha riferito Yedioth Ahronoth, precisando che alcuni di questi sono stati intercettati, altri sono esplosi in aree aperte e diversi attacchi sono stati registrati a Kiryat Shmona dove i paramedici hanno prestato soccorso a due persone rimaste leggermente ferite. 

Ministra Esteri Gb: "Urgente necessità riaprire Hormuz"

La ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper ha sottolineato l'"urgente necessità" di riaprire lo Stretto di Hormuz, convocando la riunione di oltre 40 Paesi su questa vitale rotta marittima. Cooper ha affermato che l'"avventatezza" dell'Iran nel bloccare il canale sta "colpendo la nostra sicurezza economica globale", dando il via alla riunione virtuale. 

Salam: "Sforzi per fine guerra, parole Israele pericolose"

Il Libano sta intensificando gli sforzi regionali e internazionali per porre fine alla guerra. Lo ha affermato il premier libanese Nawaf Salam, avvertendo che le dichiarazioni israeliane sull'istituzione di una zona cuscinetto nel sud del Paese sono "pericolose". In una conferenza stampa al termine di una riunione di gabinetto a Beirut, Salam ha sottolineato che "oltre un milione di sfollati sono le prime vittime di una guerra in cui non hanno alcuna responsabilità". "Nulla giustifica il collegamento tra il conflitto in Libano e altre guerre in cui non abbiamo alcun interesse", ha aggiunto.

Teheran: "Presi di mira impianti siderurgici legati agli Usa nel Golfo"

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato di aver preso di mira impianti siderurgici e di alluminio legati agli Stati Uniti nei Paesi del Golfo. Lo riporta Sky News. Questi attacchi sono un "avvertimento - hanno detto - se le industrie iraniane venissero colpite di nuovo, la prossima risposta di Teheran sarebbe più dura". Ieri i pasdaran hanno dichiarato che avrebbero iniziato gli attacchi contro le aziende statunitensi in Medio Oriente. 

Media, forti esplosioni nel centro di Teheran

Forti esplosioni sono state registrate nel centro di Teheran. Lo segnalano i giornalisti dell'Afp affermando che l'onda d'urto delle esplosioni è stata avvertita in tutta la capitale iraniana dove gli edifici hanno tremato.

L'Afp riferisce che non è chiaro quale fosse l'obiettivo. Media locali, tra cui il quotidiano Shargh, riferiscono di esplosioni nelle zone orientali e occidentali di Teheran. 

Tajani si collega da Palazzo Chigi al vertice su Hormuz

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani è arrivato a Palazzo Chigi, da dove parteciperà in videocollegamento alla riunione ministeriale in formato virtuale organizzata dal Regno Unito dedicata alla sicurezza dello Stretto di Hormuz. 

Onu: "Indagine su morte 3 caschi blu richiede tempo"

Le Nazioni Unite sperano di poter fornire presto un aggiornamento sulle indagini sulla morte di tre caschi blu indonesiani dell'Unifil, deceduti tra domenica e lunedì scorsi nel sud del Libano, nonostante la "difficile situazione sul campo" e i ritardi nell'accesso ai "luoghi degli incidenti". Lo ha affermato il portavoce del Palazzo di Vetro, Stephane Dujarric, ripreso da Al Jazeera. "Queste indagini richiedono tempo, poiche' gli esperti tecnici esaminano le prove fisiche sui luoghi degli incidenti, mentre altri si occupano del contesto e collaborano con le parti coinvolte per raccogliere e verificare le informazioni", ha sottolineato. Una fonte della sicurezza Onu nei giorni scorsi aveva imputato la morte di un casco blu domenica scorsa al fuoco israeliano. L'Idf ha invece negato di essere responsabile dell'uccisione di altri due militari dell'Unifil il giorno seguente, per l'esplosione di un ordigno che ha colpito il veicolo sul quale si trovavano. 

Putin: "Pronti a tutto perché si torni a normalitàin Iran"

La Russia è "pronta a tutto" perché si torni alla "normalità" in Iran. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, durante un incontro con il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty. "Tutti noi stiamo sperando che il conflitto finisca il prima possibile, come sapete", ha detto Putin, "il presidente Trump ne ha parlato ieri. Ancora una volta, siamo pronti a fare qualsiasi cosa per portare la situazione a un normale, come si dice, stato normativo".

Kallas: "Alcuni vorrebbero utilizzare potere per fare quel che vogliono"

"Ci sono grandi potenze che preferirebbero un mondo basato sull'idea che chi ha maggior potere possa utilizzarlo per prendere ciò che vuole. Ma la maggior parte dei Paesi vi preferisce ancora un sistema internazionale basato su regole chiare". Lo ha affermato oggi l'alta rappresentante per la Politica estera dell'Unione europea, Kaja Kallas, in un'intervista rilasciata alla televisione di Stato estone Err.    Sottolineando che i Paesi dell'Unione europea non ha ricevuto alcuna richiesta ufficiale di intervento a fianco degli Stati uniti in Medioriente, Kallas non ha risparmiato critiche alla possibilità di un'uscita degli Usa dalla Nato paventata ieri dal presidente degli Stati uniti, Donald Trump.    "Il presidente Trump ha sempre avanzato critiche alla Nato - ha detto la politica estone -. In passato, esse riguardavano l'insufficienza del contributo alle attività dell'alleanza. Ora che la spesa per la difesa è aumentata e l'Europa sta veramente aumentando il proprio peso in seno alla Nato, sentiamo nuovamente critiche che sono tuttavia prive di fondamento razionale".    Kallas ha comunque invitato i Paesi europei a continuare a mostrare il proprio impegno per le sorti dell'alleanza e a rafforzare le proprie capacità militari in vista di una maggior resilienza della Nato nel suo complesso.    "L'Europa non si può sostituire agli americani perché la Nato si basa su un'alleanza tra vari attori. Dobbiamo fare tutto il possibile per garantire che queste relazioni funzionino, anche se, perché le relazioni funzionino, ci deve essere la volontà di tutte le parti. Questo costituisce oggi il nostro maggior cruccio", ha concluso Kallas. 

Media: "Forti esplosioni sentite nel centro di Teheran"

Una serie di forti esplosioni ha colpito giovedì la capitale iraniana, facendo tremare gli edifici e provocando scosse in tutta la città, secondo quanto riportato dai media locali e da un giornalista dell'Afp. Non è stato immediatamente chiaro quale fosse l'obiettivo, ma le esplosioni sono state avvertite nel centro di Teheran, mentre i media locali, tra cui il quotidiano Shargh, hanno segnalato esplosioni nelle zone occidentali e orientali della città.

Putin: "Pronti a fare tutto il possibile per la pace nel Golfo"

Ricevendo oggi al Cremlino il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty, il presidente Vladimir Putin ha affermato che la Russia rimane pronta a "fare tutto il possibile" per mettere fine al confllitto nel Golfo Persico.    "Tutti noi - ha dichiarato il leader russo, citato dalla Tass --speriamo che il conflitto si concluda il più rapidamente possibile. Ieri anche il presidente [statunitense Donald] Trump si è espresso al riguardo. Ripeto ancora una volta: da parte nostra, siamo già pronti a fare tutto il possibile per riportare la situazione a una condizione normale, come si dice in questi casi".     A questo proposito, ha aggiunto Putin, è molto importante per la Russia ascoltare le valutazioni dell'Egitto, come Paese chiave del Medio Oriente. "La situazione nella regione desta la nostra preoccupazione comune", ha concluso il presidente russo.

Macron a Trump: "Non può dire tutto e il contrario di tutto"

Stoccata del presidente francese Emmanuel Macron al presidente Usa Donald Trump, ai ferri corti sul conflitto in Medior Oriente e per le ultime uscite ironiche sulla coppia Macron. In visita di stato a Seul, Macron ha affermato che "dobbiamo essere seri, e quando si vuole essere seri non si dice ogni giorno il contrario di quello che si e' detto il giorno prima". Le parole del titolare dell'Eliseo in conferenza stampa riguardano la comunicazione di Donald Trump in merito al conflitto in Medio Oriente e alla NATO.

Macron: "Irrealistica un'operazione militare per liberare Hormuz"

Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che un'operazione militare per liberare lo Stretto di Hormuz sarebbe "irrealistica". "C'è chi sostiene la liberazione dello Stretto di Hormuz con la forza attraverso un'operazione militare, una posizione talvolta espressa dagli Stati Uniti", ha affermato Macron in Corea del Sud. "È irrealistica perché richiederebbe un tempo eccessivo ed esporrebbe chiunque attraversasse lo stretto alle minacce costiere delle Guardie Rivoluzionarie (iraniane), che dispongono di risorse considerevoli, nonché di missili balistici e di una serie di altri rischi".

Iran, tornato regista Panahi: lo attende pena di un anno carcere

L'acclamato regista iraniano Jafar Panahi e' rientrato in Iran. Lo ha riferito Iran International, citando fonti informate, secondo le quali e' tornato in patria martedi' via terra, passando per la Turchia, a causa delle restrizioni sui voli. Pahani si trovava fuori dalla Repubblica islamica per promuovere il suo film "Un semplice incidente", vincitore della Palma d'Oro al Festival di Cannes e candidato agli Oscar. Nonostante i rischi, aveva promesso che sarebbe rientrato: ad attenderlo, infatti, una condanna a un anno di carcere per propaganda contro lo Stato, emessa in contumacia, oltre a un divieto di viaggio di due anni. In un'intervista nel dicembre 2025 a Variety, il regista aveva sottolineato di avere "un solo passaporto. E' il passaporto del mio Paese e desidero conservarlo... Il mio Paese e' il luogo in cui posso respirare, dove trovo una ragione per vivere e dove trovo la forza di creare". "Nonostante mi sia stata offerta l'opportunita', anche negli anni piu' difficili non ho mai preso in considerazione l'idea di lasciare il mio Paese e diventare rifugiato altrove", aveva affermato, assicurando che finito il tour all'estero per gli Oscar, sarebbe tornato "in Iran il prima possibile".

Nato, Macron: "Indebolita da Trump con i suoi dubbi su impegno"

Il presidente Emmanuel Macron ha accusato il suo omologo Usa Donald Trump di indebolire la NATO creando "ogni giorno dubbi sul suo impegno" all'interno dell'alleanza atlantica. "Se si creano dubbi sul suo impegno ogni giorno, se ne svuota la sostanza", ha dichiarato il presidente francese durante una visita di Stato in corso a Seul. "E' una responsabilita' che le autorita' americane si assumono oggi dicendo ogni mattina che faremo questo, che non faremo quello, o qualsiasi altra cosa", ha continuato Macron. "Si parla troppo, e si e' confusi. Abbiamo tutti bisogno di stabilita', calma, un ritorno alla pace; non e' uno spettacolo", ha insistito il titolare dell'Eliseo.

Macron a Trump: "Non può continuare a contraddirsi ogni giorno"

"Non si può contraddire ogni giorno, non può dire ogni giorno il contrario di ciò che ha detto il giorno prima": così il presidente francese Emmanuel Macron, in visita di Stato a Seul, commenta le affermazioni di Trump sull'Iran.

Borsa Milano: consolida il ribasso (-1,41%), sale oil

Piazza Affari prosegue in calo, al parziale di meta' seduta, con l'indice Ftse Mib che cede l'1,41% a quota 45.072. Lo scenario di mercato si e' invertito dopo il discorso di ieri sera del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il presidente Usa ha avvertito che Washington colpira' l'Iran "con estrema durezza" entro due o tre settimane, alimentando i timori di una nuova escalation nel conflitto in Medio Oriente. Sul listino balzano i petroliferi, con Eni a guidare i rialzi, il titolo avanza del 3,67%, Tenaris +1,88%, Saipem +1,62%, Snam +1,07%. Nell'automotive acquisti su Stellantis +1,52%. Pesano i finanziari con Intesa Sp -2,5%, Unicredit -3,42%, Mps, -2,91%, Mediobanca -2,68%, Banco Bpm -2%, Bper -2,72%. Maglia nera per Stm -4,06%. Giu' Avio -3,85% dopo i forti guadagni di ieri. Buzzi -3,54%. Fuori dal paniere principale scivola NewPrinces in Piazza a -10,72% a 14,82 euro, in scia alla presentazione dei conti.

Tajani partecipa alla riunione su Iran e Hormuz organizzata dal Regno Unito

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani partecipa  alla riunione ministeriale in formato virtuale organizzata dal Regno Unito in seguito alla dichiarazione promossa il 19 marzo scorso e firmata da 35 Paesi, inclusa l'Italia. Lo comunica la Farnesina.     Durante la discussione , che sarà presieduta dalla Ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper , verranno valutate tutte le misure diplomatiche e politiche per ripristinare la libertà di navigazione, garantire la sicurezza delle navi e dei marittimi bloccati nel Golfo e riprendere il trasporto di beni di prima necessità attraverso lo Stretto di Hormuz, nonché misure coordinate e congiunte per fare fronte alle ripercussioni economiche della crisi.

Iran, Macron: "Guerra non è soluzione duratura sul nucleare"

La guerra condotta da Stati Uniti e Israele contro l'Iran non puo' risolvere in modo duraturo la questione del programma nucleare di Teheran. Lo ha dichiarato da Seul il presidente Emmanuel Macron, auspicando "negoziati approfonditi". "Un'azione mirata, anche della durata di poche settimane, non puo' fornire una soluzione duratura alla questione nucleare", ha detto Macron ai giornalisti durante la sua visita di Stato in Corea del Sud. "Se non esiste un quadro per i negoziati diplomatici e tecnici, la situazione potrebbe deteriorarsi nuovamente nel giro di mesi o anni. Solo attraverso negoziati approfonditi, un accordo possiamo garantire un seguito a lungo termine e preservare la pace e la stabilita' per tutti", ha insistito il presidente francese.

Iran, amb. Teheran Aiea: "Attacco a Busher crimine di guerra"

"Anche in tempo di guerra, e' vietato colpire infrastrutture utilizzate da civili, e un simile attacco costituirebbe un crimine gravissimo, un crimine contro l'umanita', un crimine di guerra", ha aggiunto l'ambasciatore, sottolineando che in caso di fuga radioattiva, l'acqua verrebbe contaminata e la popolazione dovrebbe essere evacuata. L'Aiea ha riportato sabato scorso che l'Iran ha segnalato tre attacchi contro l'impianto in dieci giorni. "Non sono stati segnalati danni al reattore attivo ne' emissioni radioattive, e le condizioni presso l'impianto sono normali", ha aggiunto l'agenzia delle Nazioni Unite citando funzionari iraniani e ha ribatdito l'appello alla "moderazione militare, al fine di evitare qualsiasi rischio di incidente" nei siti nucleari iraniani. Per Najafi non e' sufficiente. "Per quanto riguarda la reazione dell'Aiea, il semplice appello alla calma non significa nulla, solo inazione".

Iran, amb. Teheran ad Aiea: "Non abbiamo ripreso arricchimento"

"Hanno affermato che l'Iran voleva riattivare il suo programma di armi nucleari, sebbene in Iran non ci sia mai stato un programma nucleare, e cio' e' stato confermato in numerose occasioni dall'Aiea e persino dai servizi segreti statunitensi", ha dichiarato Najafi. Le potenze occidentali e Israele accusano da tempo l'Iran di voler acquisire armi nucleari, un'accusa che Teheran ha sempre respinto. Secondo l'Aiea, l'Iran e' l'unico Paese senza armi nucleari ad arricchire l'uranio al 60%, un livello vicino al 90% necessario per produrre un'arma nucleare.

Iran, Faraone: "Grazie a Trump Ue più vicina a unità politica"

"Davanti all'inaffidabilità e alle prepotenze dell'amministrazione Trump, Meloni dovrebbe finalmente trovare il coraggio di tenere la schiena diritta". Lo ha detto Davide Faraone, vicepresidente di Italia Viva, a Rainews24.    "Il comportamento degli Usa di Trump è anomalo rispetto al passato. Agisce senza consultare gli alleati e non perde occasioni per insultarli. Ma quando poi si trova in difficoltà ne pretende l'aiuto. In una situazione del genere bisogna fare asse con la Francia, la Gran Bretagna e gli altri paesi europei. Peccato che Meloni, in nome della fedeltà a Trump, abbia spesso disertato i vertici convocati dai partner europei. Ora che i sondaggi sconsigliano di essere troppo vicini a Trump, la presidente del Consiglio decide di sedersi con Macron, Starmer, etc. L'Italia deve partecipare ai vertici Ue sempre, non a giorni alterni. Anche perché il comportamento di Trump sta accelerando il percorso verso un'unità politica dell'Ue", ha concluso.

Trump: "La moglie maltratta Macron". Lui: "Dichiarazioni non all'altezza"

Il presidente francese Emmanuel Macron ha reagito stizzito alle dichiarazioni di ieri di Donald Trump che, durante un pranzo privato, ha detto che il leader francese viene "trattato estremamente male dalla moglie...si sta ancora riprendendo dal pugno che ha preso alla mascella".   Affermazioni che Macron ha definito "né eleganti né all'altezza". Criticando gli alleati della Nato, il tycoon ha affermato di aver chiesto al capo di Stato francese un sostegno militare nel Golfo e imitando il suo omologo con un accento francese ha aggiunto: "No, no, no... non possiamo farlo, Donald. Potremo farlo una volta vinta la guerra".

Libano, Idf: "Uccisi 40 militanti Hezbollah in 24 ore"

L'Idf ha affermato di aver ucciso piu' di 40 militanti di Hezbollah nelle ultime 24 ore, e di aver colpito decine di siti del gruppo sciita pro Iran in Libano. Secondo la stessa fonte, l'aviazione israeliana ha bombardato decine di centri di comando, depositi di armi, lanciarazzi e postazioni di lancio di missili anticarro di Hezbollah. L'Idf ha dichiarato, inoltre, che la Marina israeliana ha colpito un deposito di armi di Hezbollah nel Libano meridionale. Nel frattempo, le forze di terra continuano le operazioni nel Libano meridionale. Le truppe della 91esima divisione regionale "Galilea" avrebbero individuato una cellula di militanti di Hezbollah che hanno diretto un attacco contro i soldati israeliani. Al contempo, ha aggiunto l'Idf, la 36esima divisione ha diretto un attacco contro tre militanti armati a bordo di motociclette, uccidendo circa altri 10 uomini armati durante le operazioni. L'esercito israeliano ha riferito, infine, che anche la 146esima e la 162esima divisione hanno individuato numerose armi e distrutto decine di siti di Hezbollah nel Libano meridionale nelle ultime 24 ore.

Paesi islamici: "Prigionieri palestinesi sottoposti in Israele a torture e abusi"

Un nuovo appello alla comunità internazionale affinchè ponga un freno alle "pratiche israeliane sempre più discriminatorie" che "rischiano di esacerbare le tensioni in Medio Oriente" giunge dai ministri degli Esteri dei Paesi islamici, in una dichiarazione congiunta, in cui si denunciano, fra l'altro, torture e abusi ai danni dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane.    Nel documento, che  porta la firma dei ministri degli Esteri di Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Pakistan, Turchia, Arabia Saudita e Qatar, si condanna in particolare l'approvazione della legge sulla pena di morte riservata ai prigionieri palestinesi. Simili pratiche in escalation - affermano - "consolidano un sistema di apartheid e uno stigma che nega i diritti inalienabili e l'esistenza stessa del popolo palestinese nei Territori Palestinesi Occupati".    I ministri hanno  inoltre espresso "profonda preoccupazione per le condizioni dei prigionieri palestinesi detenuti in Israele", avvertendo dei "crescenti rischi" a fronte di attendibili segnalazioni di abusi in corso, tra cui "torture, trattamenti inumani e degradanti, fame e negazione dei diritti fondamentali". Hanno sottolineato che tali pratiche "riflettono un quadro più ampio di violazioni contro il popolo palestinese".    Nel  documento si ravvisa "l'urgente necessità di astenersi da misure imposte dalla potenza occupante che rischiano di esacerbare ulteriormente le tensioni sul terreno" e si chiede di rafforzare gli sforzi internazionali per sostenere la stabilità e prevenire un ulteriore deterioramento della situazione".

Filippine: "L'Iran consentirà alle nostre navi di passare da Hormuz"

Le Filippine affermano che l'Iran si è impegnato a "consentire il passaggio sicuro" attraverso lo Stretto di Hormuz "delle navi battenti bandiera filippina, delle fonti energetiche e di tutti i marittimi filippini".    Il blocco dello Stretto di Hormuz nel conflitto in Medio Oriente ostacola le forniture di idrocarburi, e il governo delle Filippine - che poco più di una settimana fa ha dichiarato uno "stato di emergenza energetica nazionale" - afferma che il passaggio delle sue navi "garantirà una fornitura costante di petrolio e fertilizzanti essenziali" al Paese.   Secondo il governo di Manila, l'Iran avrebbe accordato il passaggio dallo Stretto di Hormuz alle navi filippine dopo una conversazione telefonica tra i ministri degli Esteri dei due Paesi definita "produttiva" dal dicastero filippino.

Capo esercito Iran: "Se il nemico sbarca, nessuno deve uscirne vivo"

Il capo dell'esercito iraniano Abdolrahim Hatami ha ordinato al quartier generale operativo di monitorare con precisione i movimenti del nemico e di prepararsi a contrastare qualsiasi attacco, in particolare un attacco di terra. Lo riportano i media statali iraniani, ripresi anche da Iran Internazional.    I media statali hanno diffuso filmati che mostrano il comandante impegnato in una videochiamata con il quartier generale operativo: "Se il nemico lancia un'operazione di terra, nessuno di loro deve uscirne vivo", avrebbe detto Hatami. Ha aggiunto che i comandanti devono monitorare i movimenti e le azioni del nemico "con la massima prudenza e precisione" ed eseguire i piani di risposta al momento opportuno.

Iran, Economist cita Sun Tzu: "Nel Golfo vince la Cina"

"Non interrompere mai il tuo nemico mentre sta sbagliando". Il nuovo numero dell'Economist, intitolato 'Come la Cina spera di trarre vantaggio dalla guerra', mette in copertina la famosa citazione di Sun Tzu. L'immagine che l'accompagna e' quella del presidente cinese Xi Jinping con un sorriso accennato in volto, mentre in primo piano c'e' un'immagine sfuocata del presidente Usa Donald Trump che urla. La Repubblica popolare e' vista finora come una 'vincitrice' indiretta del conflitto scatenato dal capo della Casa Bianca che ha messo a ferro e fuoco la regione mediorientale, portando i Paesi del Golfo in prima linea sotto il fuoco di Teheran e al blocco dello Stretto di Hormuz, con pesanti ricadute globali. Nella posizione in cui si trova, Pechino puo' studiare la prontezza e le capacita' militari del suo principale rivale, cosi' come i suoi punti deboli: si tratta di una finestra in tempo reale su come gli Stati Uniti conducono una guerra, con piu' crisi aperte contemporaneamente. Conoscenze che potrebbero tornare utili un giorno, dovessero le due super potenze arrivare a un confronto, per esempio su Taiwan. Dopo oltre un mese dall'avvio della guerra di Usa e Israele all'Iran, la Cina nei giorni scorsi si e' proposta come 'pacificatrice': insieme al Pakistan ha presentato un piano in cinque punti con l'obiettivo di raggiungere un cessate il fuoco e riaprire il cruciale passaggio marittimo. La decisione di intervenire, secondo gli esperti, e' dovuta principalmente alla necessita' di salvaguardare la stabilita' mondiale, duramente messa alla prova. Questa dimensione e' fondamentale per la leadership di Pechino: fortemente dipendente dall'export, ha bisogno di un'economia globale stabile per cercare di rilanciare un'economia interna in difficolta'. Come ricorda la Bbc, le esportazioni cinesi verso il Medio Oriente sono cresciute quasi il doppio rispetto a quelle verso il resto del mondo lo scorso anno e la regione e' diventata anche il mercato in piu' rapida crescita per le auto elettriche, senza contare gli investimenti nelle infrastrutture. Ma il suo contributo per ora sembra limitarsi al sostegno agli "sforzi di mediazione del Pakistan e di altri Paesi". Come ha sottolineato il ministero degli Esteri cinese, Pechino e' disposta a "mantenere la comunicazione e il coordinamento con tutte le parti per continuare a svolgere un ruolo costruttivo nel perseguimento della pace".

Iran, S&P taglia stime crescita Eurozona,dimezza Italia a 0,4%

S&P Global Ratings ha tagliato le stime di crescita dell'Eurozona per il 2026 all'1% dall'1,2% della precedente previsione e dimezzato le proiezioni di crescita dell'Itala per l'anno in corso dal +0,8% al +0,4%. E' quanto si legge nel Global Economic Outlook nelle nuove previsioni che tengono conto dell'impatto della guerra in Medio Oriente. Revisione anche per la Germania di tre punti decimali con una crescita attesa dello 0,8%, di quattro punti decimali per la Gran Bretagna che cosi' scenderebbe da 1,4% a 1% di crescita stimata. Per la Francia prevista una crescita dello 0,8% (rivista al ribasso di due punti decimali) e per la Spagna dell'1,9% (dal +2,1% precedente).

Iran, Cremlino: "Putin impegnato in soluzione diplomatica"

La Russia e' pronta a contribuire alla risoluzione del conflitto in Medio Oriente e il presidente Vladimir Putin e' impegnato nella ricerca di una soluzione politico-diplomatica della crisi iraniana. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, sottolineando che la presidenza russa ha preso visione delle dichiarazioni del presidente Donald Trump sull'Iran e sulla NATO. "Infatti, stamattina, proprio come il resto del mondo, abbiamo avuto l'opportunita' di prendere visione delle dichiarazioni del presidente Trump. Per quanto riguarda la guerra con l'Iran, sapete che il presidente Putin e' fermamente impegnato a risolvere qualsiasi divergenza esclusivamente con mezzi politico-diplomatici", ha affermato Peskov. In una serie di telefonate internazionali con i capi di Stato dei Paesi del Golfo Persico e arabi, ha sottolineato Peskov, Putin ha commentato le dichiarazioni di Trump sulla situazione in Iran e il suo atteggiamento nei confronti della NATO. Il portavoce del Cremlino ha aggiunto che Putin sta portando avanti questi contatti. "Se i nostri servizi dovessero essere in qualche modo richiesti, siamo certamente pronti a contribuire il piu' possibile a un rapido passaggio dalla situazione di ostilita' a un percorso pacifico. Questa e' la base della nostra posizione", ha assicurato Peskov. In un commento sulla NATO richiesto dalla stampa, Peskov ha invece risposto che "questa alleanza e' ostile nei nostri confronti, ci considera nemici e sta adottando di conseguenza misure ostili. Questo e' cio' che pensiamo di questa alleanza".

Nyt: "Contatti tra Kataib Hezbollah e governo iracheno per Shelly Kittleson"

La milizia irachena Kataib Hezbollah si è offerta ieri di trattare con il governo iracheno per il rilascio della giornalista americana Shelly Kittleson, rapita martedì a Baghdad. Lo riporta il New York Times citando due funzionari della sicurezza irachena.    I rappresentanti della milizia filo-iraniana hanno contattato funzionari del governo iracheno, hanno affermato le fonti della sicurezza parlando a condizione di anonimato, e hanno chiesto il rilascio di diversi membri della milizia detenuti in cambio della liberazione della reporter. Un portavoce di Kataib Hezbollah - sottolinea il Nyt - non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento e non è chiaro se il gruppo avanzerà ulteriori richieste.

Iran, S&P: "Rischio recessione Ue se shock energetico perdura"

"Se lo shock dei prezzi del petrolio dovesse rivelarsi piu' grave e duraturo rispetto al nostro scenario di base attuale, l'inflazione potrebbe superare il 5% a maggio/giugno, facendo precipitare l'economia in una recessione tecnica a meta' anno". Lo scrive S&P Global Ratings nel Global Economic Outlook che aggiorna le precedenti stime dell'agenzia di rating. Per S&P, "i rischi sono in rapido aumento" e "qualora il conflitto si intensificasse o si protraesse oltre le ipotesi dello scenario di base, le interruzioni delle forniture energetiche globali e i livelli dei prezzi costituirebbero il principale canale di ulteriore stress. I mercati finanziari aumenterebbero verosimilmente le aspettative di recessione, con pressioni inflazionistiche associate che porrebbero scelte complesse per la politica monetaria delle banche centrali". L'agenzia prevede inoltre "un indebolimento delle condizioni di credito nei prossimi 12 mesi". "Riteniamo che il conflitto in Medio Oriente - osserva - possa rappresentare il catalizzatore che portera' il ciclo del credito e le prolungate condizioni di finanziamento favorevoli a invertire la rotta. La durata del conflitto determinera' se il deterioramento sara' contenuto o diffuso. Anche qualora la chiusura effettiva dello Stretto di Hormuz si attenuasse nelle prossime settimane, il conflitto ha finora neutralizzato le attese di pressioni al rialzo sulla crescita". Lo scenario di base di S&P presuppone "che la fase piu' intensa del conflitto in Medio Oriente si attenui nel corso di aprile. Alcune discontinuita' sono tuttavia destinate a persistere fino alla fine dell'estateriflettendo congestione portuale, ritardi assicurativi, tempi necessari al riavvio della produzione e danni fisici piu' duraturi. Una durata piu' estesa del conflitto o una capacita' prolungata dell'Iran di dissuadere il traffico marittimo potrebbero - sottolinea l'agenzia - determinare un esito significativamente piu' negativo per il credito. L'aumento dei costi energetici e le interruzioni delle catene di approvvigionamento peseranno sulla crescita e alimenteranno l'inflazione, complicando il quadro relativo ai tassi di interesse". L'agenzia prevede che "i prezzi dell'energia rimangano elevati e volatili" e stima per il resto del 2026 un prezzo medio del petrolio Brent pari a 80 dollari al barile, con picchi temporanei superiori a 100 dollari al barile, e un prezzo medio del gas naturale Ttfdel Nord-Ovest Europa pari a 18 dollari per milione di Btu. "Le discontinuita' si estendono ad altre materie prime (ad esempio fertilizzanti), con implicazioni settoriali diffuse (ad esempio nell'agricoltura) sia nei mercati sviluppati che in quelli emergenti. Gli shock sui prezzi dell'energia e dei beni alimentari si tradurranno verosimilmente in un aumento dell'inflazione core", rileva infine S&P.

Iran, Cremlino: Putin riceverà ministro Esteri Egitto

Il presidente russo Vladimir Putin riceverà presto al Cremlino il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty per discutere delle relazioni bilaterali e della crisi in Medio Oriente. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. "Incontrerà a breve Badr Abdelatty, ministro degli Esteri della Repubblica Araba d'Egitto, al Cremlino. L'incontro è stato concordato, tra le altre cose, in una recente telefonata tra i capi di Stato della Federazione Russa e della Repubblica Araba d'Egitto", ha affermato Peskov. "I punti principali all'ordine del giorno sono piuttosto ovvi. Oltre a un'ampia gamma di relazioni bilaterali russo-egiziane, e' previsto un approfondito confronto sugli eventi in corso in Medio Oriente e nel Golfo Persico, alla luce della guerra intorno all'Iran", ha sottolineato Peskov. "Inoltre, il presidente ha in programma una serie di incontri di lavoro. Non escludiamo che il presidente Putin abbia una telefonata internazionale nel pomeriggio, verso sera. Vi terremo aggiornati", ha concluso.

Iran: "Impiccata spia Usa-Israele, in azione durante proteste"

Le autorità iraniane hanno giustiziato un uomo condannato per aver agito per conto di Israele e degli Stati Uniti durante l'ondata di proteste antigovernative di inizio anno. "Amir-Hossein Hatami è stato impiccato all'alba di oggi", si legge sul sito della magistratura Mizan Online, che aggiunge che l'uomo ha agito "contro la sicurezza nazionale per conto del regime sionista e degli Stati Uniti". Tra le azioni contestate c'è un tentativo di irrompere in "un centro militare e distruggerlo per impossessarsi delle armi custodite in loco" durante le recenti proteste, culminate a gennaio. L'agenzia di stampa iraniana Fars ha riferito, inoltre, che l'imputato ha "dato fuoco a un sito militare a Teheran". La stessa fonte ha affermato che, dopo essere stato arrestato dalle Guardie Rivoluzionarie, ha confessato le accuse a suo carico.

Amb. Teheran ad Aiea: "non abbiamo ripreso arricchimento"

L'Iran non ha ripreso l'arricchimento dell'uranio dopo gli attacchi israeliani e americani del giugno 2025 contro alcuni dei suoi impianti nucleari. Lo ha assicurato l'ambasciatore iraniano presso l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea), Reza Najafi, in un'intervista all'Afp. "Non abbiamo ripreso l'arricchimento, e questa è una menzogna, una menzogna enorme, come tutte le altre menzogne", ha dichiarato Najafi, rispondendo a una domanda sulle accuse americane.

S&P,: "Rischi in rapido aumento, recessione Ue se perdura lo shock energetico"

I rischi economici globali dalla guerra in Medio Oriente "sono in rapido aumento". Lo scrive S&P Global Ratings nel suo Global Economic Outlook. Secondo il rapporto "i rischi per le prospettive degli Usa sono decisamente al ribasso" mentre in Europa, "se lo shock petrolifero fosse più severo e durasse oltre lo scenario di base, l'inflazione potrebbe superare il 5% a maggio/giugno, mandando l'economia in recessione tecnica a metà anno".

Libano, Ministero: "4 morti e 3 feriti in raid Idf in zona Tiro"

Quattro persone sono morte e altre tre sono rimaste ferite in un raid aereo israeliano su Al-Ramadiyah, nel distretto di Tiro, nel sud del Libano. Lo ha riferito il ministero della Salute libanese.

Ong: "Oltre 1.600 civili morti in Iran da inizio raid Israele-Usa"

Almeno 1.606 civili sono stati uccisi in Iran dall'inizio dei raid aerei statunitensi e israeliani sul Paese, il 28 febbraio, tra cui almeno 244 bambini, secondo i dati registrati e verificati dall'Agenzia di stampa per i diritti umani Hrana ( Human rights), organizzazione non governativa dedicata alla difesa dei diritti umani nel Paese. Hrana afferma che le cifre si basano sugli episodi registrati e verificati nel suo database, utilizzando il numero minimo di vittime confermate laddove le segnalazioni indicano totali superiori.

Panetta: "Shock energia non apre nuova fase, la accelera"

"Lo shock energetico non apre una nuova fase: la accelera. Le tensioni geopolitiche e la frammentazione commerciale - in aumento dalla guerra commerciale tra USA e Cina del 2018 - stanno ridisegnando i contorni dell'economia globale. Gli scambi internazionali si riorganizzano progressivamente lungo linee geopolitiche, con una maggiore integrazione tra paesi affini e una riduzione dei flussi tra aree meno allineate". Lo ha detto il governatore di Bankitalia, Fabio Panetta, aprendo la XVI Conferenza Congiunta Ministero degli Esteri - Banca d'Italia alla Farnesina. "Questo processo ha subi'to un'ulteriore accelerazione - ha aggiunto - con la politica dei dazi dell'amministrazione statunitense, che riflette e al tempo stesso alimenta la crisi delle relazioni economiche internazionali. La ricerca di autonomia nei settori strategici e di maggiore resilienza nelle catene di approvvigionamento è comprensibile". Tuttavia, ha sottolineato il governatore di Bankitalia, una "frammentazione eccessiva rischia di compromettere i benefici che l'integrazione economica ha garantito negli ultimi decenni in termini di crescita, innovazione e riduzione della poverta'". L'integrazione, ha concluso, ha prodotto "anche squilibri - nell'accesso alle risorse, nella distribuzione del reddito, nella dipendenza da specifiche economie - che non possono essere ignorati. La sfida consiste nel conciliare apertura e sicurezza economica, efficienza ed equità, salvaguardando al tempo stesso i vantaggi della cooperazione internazionale".

Economisti Wef: "Dalla guerra in Iran rischi economici senza precedenti"

Le conseguenze economiche della guerra in Iran rischiano di essere "senza precedenti" e anche se l'impatto è ancora da valutare appieno, i dati "suggeriscono la possibilità di uno shock economico ai livelli del Covid nell'eventualità di una guerra prolungata". Lo riferiscono quattro capi economisti di punta interpellati dal Forum economico mondiale per valutare l'impatto della quasi-chiusura dello stretto di Hormuz e dell'escalation in Medio Oriente. Fra questi Saad Rahim, capo economista di Trafigura, secondo cui "se proseguono gli attuali livelli di sconvolgimento, "siamo davanti a qualcosa che non credo si sia mai visto prima"

Idf: "Colpita base Pasdaran a Teheran e comando mobile"

L'Aeronautica militare israeliana ha colpito ieri una base delle forze di terra delle Guardie Rivoluzionarie a Teheran e un centro di comando mobile, nell'ambito di una nuova ondata di attacchi. Lo ha annunciato il portavoce dell'Idf, affermando che centinaia di centri di comando del regime in tutto l'Iran sono stati "resi inoperativi". Negli ultimi giorni, l'Idf ha rilevato che il regime ha iniziato a posizionare i suoi centri di comando in unità mobili, dalle quali i comandanti hanno iniziato a operare; uno di questi centri di comando è stato attaccato ieri con i comandanti all'interno. Inoltre, è stato segnalato anche un deposito di missili balistici appartenente all'unità missilistica nella zona di Tabriz.

Tajani: "Shock economico-finanziario sfida gravosa per l'Italia"

Viviamo un "contesto internazionale complesso e carico di incognite, ne abbiamo parlato a lungo con il governatore. Le guerre in Medio Oriente, in Ucraina, le tensioni commerciali e lo shock economico-finanziario sono una sfida gravosa per l'Italia, per le famiglie e le imprese, e non vanno sottovalutate in questo momento". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel suo intervento alla XVI Conferenza Maeci-Banca d'Italia alla Farnesina al quale partecipa anche il governatore Fabio Panetta."In un momento così complicato le sfide si vincono se tutto l'equipaggio della nave rema nella stessa direzione, la Banca d'Italia è in prima fila come lo siamo noi", ha proseguito Tajani, secondo cui "in questo momento a Hormuz c'è un problema non indifferente". Il ministro ha confermato che, al termine dell'evento con la Banca d'Italia, parteciperà a una riunione con i ministri degli Esteri dei 'Volenterosi' per "vedere cosa fare, non è facile".

Panetta: "Anche con rapido stop guerra ritorno normalità lento"

Il conflitto in corso sta già provocando interruzioni senza precedenti nelle catene di fornitura energetica globale. La sua estensione ai paesi del Golfo ha costretto alcuni di essi a sospendere l'estrazione di idrocarburi, con effetti immediati e potenzialmente persistenti sui mercati internazionali". Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, aprendo la XVI  Conferenza Congiunta Ministero degli Esteri - Banca d'Italia alla Farnesina. "Anche ipotizzando - ha aggiunto - una rapida cessazione delle ostilità, il ritorno alla normalità produttiva sarebbe lento: ai tempi tecnici necessari per il ripristino della capacità estrattiva si 2 aggiungerebbero quelli per la riattivazione dell'intera filiera energetica. I rincari sono significativi e stanno colpendo soprattutto i prodotti raffinati essenziali per l'industria e l'agricoltura, dove stanno emergendo strozzature dell'offerta più acute". 

Iran: "Gravi danni dai raid all'Istituto Pasteur di Teheran"

Alcuni attacchi hanno causato gravi danni all'Istituto Pasteur di Teheran. Lo afferma il ministero della Salute iraniano, secondo i media statali. L'Istituto Pasteur dell'Iran è un centro di ricerca medica situato a Teheran ed è uno dei più antichi e importanti centri di ricerca e sanità pubblica in Iran e in Medio Oriente, fondato nel 1920 a seguito di un accordo tra l'Istituto Pasteur di Parigi e il governo iraniano. 

Idf: "50 razzi da ieri sera, due feriti a Kiryat Shmona"

Un totale di 50 razzi sono stati sparati dal Libano verso il nord di Israele a partire da mercoledì sera, di cui 30 nella notte e altri 20 nell'ultima ondata di attacchi stamattina. Lo hanno riferito le forze armate israeliane. Secondo i soccorritori, stamane due persone sono rimaste leggermente ferite - un 85enne e un 34enne straniero che lo assisteva - e sei proprietà sono state danneggiate a Kiryat Shmona.

Sindaco Teheran: "Da raid nemici danni a 33mila abitazioni"

Gli attacchi congiunti Usa-Israele hanno danneggiato finora 33mila abitazioni a Teheran. Lo ha riferito Abdolmohar Mohammadkhani, portavoce del sindaco di Teheran, sottolineando che i danni alle unità abitative vanno da "piccole riparazioni come la sostituzione di vetri, porte e finestre" a "ricostruzioni importanti o ristrutturazioni complete". Come conseguenza, ha aggiunto Mohammadkhani, 1.869 famiglie si trovano in difficoltà abitative, mentre circa 1.245 sono state trasferite in 23 complessi residenziali. I lavori di riparazione sono già iniziati su oltre 4mila unità abitative, eseguiti o finanziati dalle autorità municipali, ha assicurato il portavoce del sindaco della capitalemiraniana.

Araghchi: "Hormuz chiuso a navi paesi alleati Usa-Israele"

Il ministro degli Esteri iraniano, Seyyed Abbas Araghchi ha ribadito che lo Stretto di Hormuz rimane chiuso alle navi dei paesi coinvolti al fianco di Usa e Israele nella guerra contro l'Iran. Lo riferisce l'agenzia stampa Tasnim, che riporta il contenuto di una telefonata tra Araghchi e il suo omologo vietnamita, Le Huai Truong. Il capo della diplomazia iraniana ha dichiarato che la principale fonte di insicurezza nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz è l'aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista contro l'Iran. "Questa via navigabile è chiusa alle navi delle parti coinvolte nell'aggressione militare contro l'Iran, in base ai principi del diritto internazionale e al fine di impedire agli aggressori di sfruttare lo Stretto di Hormuz per condurre attacchi illegali contro l'Iran", ha affermato Araghchi. Allo stesso tempo, secondo quanto riportato da Tasnim, la circolazione delle navi appartenenti ad altri paesi viene effettuata in coordinamento con le autorità iraniane competenti. Il ministro degli Esteri di Teheran ha sottolineato, inoltre, che l'Iran continua a difendersi dagli aggressori, comprese le loro basi e installazioni militari situate nel territorio dei paesi della regione. "La ragione delle operazioni di difesa dell'Iran nella regione risiede nell'utilizzo del territorio, delle basi e delle installazioni situate in questi paesi per condurre una guerra illegale contro l'Iran. Le operazioni di difesa dell'Iran rientrano nel quadro del diritto intrinseco alla legittima difesa e non devono essere considerate una violazione della sovranità dei paesi ospitanti", ha evidenziato il capo della diplomazia iraniana al suo omologo del Vietnam.

Cina: "Escalation non è nell'interesse di nessuno"

"Lo strumento militare non puo' risolvere il problema in modo sostanziale e l'escalation dei conflitti non è nell'interesse di nessuna delle due parti". Lo ha affermato il ministro degli Esteri cinese Mao Ning in una conferenza stampa, dopo che nella notte il presidente Usa Donald Trump ha annunciato che la guerra all'Iran continuerà duramente per le prossime due, tre settimane, minacciando di riportare la Repubblica islamica "all'età della pietra"

Teheran: "Mojtaba è in perfetta salute, in tempo di guerra non si appare in pubblico"

Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei è rimasta illesa in seguito agli attacchi aerei statunitensi e israeliani, aggiungendo che non apparire in pubblico è una prassi comune in tempo di guerra. Il figlio del defunto Ali Khamenei, ucciso in un attacco all'inizio della guerra, è "in perfetta salute", secondo quanto affermato dal portavoce Esmaeil Baghaei, ripreso da Iran International.

Pakistan: "In contatto con Usa per soluzione a guerra"

Sono in corso contatti attivi tra Pakistan e Usa per trovare una soluzione al conflitto in corso con l'Iran. Lo ha affermato il ministero degli Esteri pakistano, citato da Reuters, precisando di non aver ancora ricevuto conferma dell'arrivo nel Paese di una delegazione americana per i colloqui.

Von der Leyen sente Starmer, focus su Hormuz e il vertice Gb-Ue

"Ottima conversazione telefonica ieri con Keir Starmer. Abbiamo discusso della situazione in Medio Oriente e dello Stretto di Hormuz. Le azioni dell'Iran stanno mettendo a rischio la stabilità economica globale. Lavoreremo con i nostri partner per garantire che la libertà di navigazione possa riprendere il prima possibile. Abbiamo anche discusso del prossimo vertice Ue-Regno Unito. Un momento cruciale per mantenere gli impegni presi lo scorso anno e rafforzare ulteriormente la nostra partnership". Lo scrive su X la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen

Cina: "Stop 'immediato' alle ostilità"

La Cina ha chiesto la cessazione "immediata" delle ostilità, dopo le minacce del presidente Usa Donald Trump all'Iran. 

Iran: "Non sopporteremo circolo vizioso guerra-negoziati-cessate il fuoco"

"Siamo determinati a continuare la nostra difesa contro l'aggressione statunitense-israeliana, finché questa guerra illegale continuerà", ha dichiarato oggi il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei, citato dall'Irna, sottolineando: "L'Iran non sopporterà il circolo vizioso di guerra-negoziati-cessate il fuoco, per poi ripetere lo stesso schema. Questo è catastrofico non solo per l'Iran, ma per l'intera regione e oltre".

Ex capo terrorismo Usa a Trump: "Stop guerra ora, non perdiamo altre vite"

Joe Kent, l'ex capo antiterrorismo degli Stati Uniti che si è dimesso nei giorni scorsi in polemica con la guerra in Iran, esorta Donald Trump a porre fine al conflitto "prima che si perdano altre vite". Commentando il discorso alla nazione del presidente, Kent ha scritto su X: "Non onoriamo i nostri caduti facendo uccidere altri dei nostri migliori uomini e donne in Medio Oriente. Onoriamo i nostri caduti imparando dal nostro passato e versando sangue americano solo in difesa della nostra nazione. Il momento migliore per uscire da una guerra di scelta è ora, prima che perdiamo altre vite"

Razzi Hezbollah, sirene risuonano nel nord Israele

Le sirene hanno suonato per la terza volta in un'ora a Kiryat Shmona e nelle comunità nel nord di Israele lungo il confine con il Libano a causa del lancio di razzi di Hezbollah. Secondo quanto riferito dai soccorritori, due persone sono state trattate per attacchi di panico, ma non risultano feriti.

Attacchi in prima notte Pesach, 4 feriti lievi in Israele

Quattro persone sono rimaste leggermente ferite in Israele a causa di attacchi missilistici iraniani nella notte, dopo l'avvio della Pasqua ebraica. I missili balistici hanno preso di mira il centro dello Stato ebraico, l'area di Gerusalemme e il nord del Paese, mentre dal Libano Hezbollah ha sparato razzi che hanno fatto scattare le sirene vicino ad Haifa. Uno dei missili iraniani era dotato di una testata a grappolo, che ha disperso piccole bombe nel centro di Israele. Secondo quanto riferito dai soccorritori, a Bnei Brak sono rimasti leggermente feriti da schegge di vetro un dodicenne, due neonati di sette mesi e un ventiquattrenne. Nell'attacco è stata danneggiata anche una conduttura idrica della città.

Ambasciata Usa in Iraq: "Rischio attacchi da milizie a Baghdad in 24-48 ore"

L'ambasciata statunitense a Baghdad ha esortato i cittadini americani a lasciare l'Iraq, avvertendo che "milizie filo-iraniane" potrebbero compiere attacchi nel centro di Baghdad entro 24-48 ore. Lo si legge sul profilo X della rappresentanza Usa nella capitale irachena. "Gruppi di miliziani terroristici iracheni allineati con l'Iran potrebbero avere intenzione di condurre attacchi nel centro di Baghdad nelle prossime 24-48 ore. L'Iran e le milizie terroristiche allineate con l'Iran hanno condotto attacchi diffusi contro cittadini statunitensi e obiettivi associati agli Stati Uniti in tutto l'Iraq, compresa la Regione del Kurdistan iracheno (IKR). Potrebbero avere intenzione di colpire cittadini statunitensi, aziende, università, sedi diplomatiche, infrastrutture energetiche, hotel, aeroporti e altri luoghi percepiti come associati agli Stati Uniti, nonché istituzioni irachene e obiettivi civili. Le milizie terroristiche hanno preso di mira cittadini americani per rapirli. I cittadini statunitensi dovrebbero lasciare l'Iraq immediatamente", si legge sul profilo X dell'Ambasciata Usa a Baghdad. "La missione diplomatica statunitense in Iraq rimane aperta, nonostante l'ordine di espatrio, per assistere i cittadini statunitensi presenti in Iraq. Si sconsiglia di recarsi all'Ambasciata a Baghdad o al Consolato Generale a Erbil, a causa dei significativi rischi per la sicurezza", aggiunge la nota. Lo scorso 31 marzo, nel centro di Baghdad, è stata rapita la giornalista statunitense Shelly Kittleson

L'esercito iraniano promette attacchi "devastanti" contro Stati Uniti e Israele dopo le minacce di Donald Trump.

L'esercito iraniano promette attacchi "devastanti" contro Stati Uniti e Israele dopo le minacce di Donald Trump. "Se Dio vuole, questa guerra vi porterà umiliazione, sconfitta, rimpianti e capitolazione", è la dichiarazione del comando operativo militare Khatam Al-Anbiya in una dichiarazione, citata da Mehr, in risposta alle ultime affermazioni del presidente Donald Trump, il quale ha dichiarato che gli Stati Uniti effettueranno massicci bombardamenti contro l'Iran entro due o tre settimane.

Indonesia: "Legge Israele su pena di morte per terroristi viola i diritti umani"

L'Indonesia critica duramente la nuova legge israeliana che istituisce la "pena di morte per i terroristi", specificamente concepita per essere applicata solo ai palestinesi, definendola una "grave violazione dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario". In una dichiarazione pubblicata su X, il ministero degli Esteri indonesiano ha esortato Israele ad abrogare la legge e ha ribadito il suo "pieno sostegno alla lotta del popolo palestinese per l'indipendenza".

Esercito israeliano: "Respinti quattro attacchi missilistici in sei ore"

L'esercito israeliano ha respinto quattro salve di missili provenienti dall'Iran, due delle quali successive al discorso con cui il presidente americano Donald Trump ha promesso di colpire duramente il paese per altre due o tre settimane. Dopo il primo attacco, avvenuto nella notte, la polizia ha dichiarato di essere intervenuta in "diversi" siti colpiti nel centro di Israele, nove secondo i media locali.  Quattro persone hanno riportato ferite lievi, secondo quanto riportato dai soccorritori. Secondo le notizie riportate dai media israeliani danni ingenti sono stati causati dall'uso di munizioni a grappolo, che esplodono in volo disperdendo submunizioni. Appena sei ore dopo aver segnalato il primo attacco, l'esercito israeliano ha ribadito – per la quarta volta – di aver "identificato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele". "I sistemi di difesa sono in azione per intercettare la minaccia", ha scritto su Telegram. In un breve messaggio diffuso poco dopo su Telegram, le autorità israeliane hanno autorizzato i residenti a "lasciare i rifugi in tutto il Paese". 

Cina: "Supplementi su voli interni per prezzo carburante"

Diverse compagnie aeree cinesi, tra cui Air China, hanno annunciato che aumenteranno i supplementi carburante sui voli nazionali a partire da domenica, a causa della crescita dei prezzi del petrolio a livello globale dovuto alla guerra in Medio Oriente. Gli aumenti per Air China, China Southern e la sua controllata Xiamen Airlines saranno di 60 yuan (7,57 euro) sui voli fino a 800 chilometri e di 120 yuan per i voli più lunghi. Anche Spring Airlines e Juneyao Airlines hanno fatto annunci simili.

Petrolio, prezzi balzano del 5% dopo discorso Trump

I prezzi del petrolio sono balzari del 5%, tornando sopra i 100 dollari al barile, mentre si affievoliscono le speranze di una risoluzione imminente del conflitto con l'Iran. I future sul greggio Wti guadagnano il 4,7% intorno a 104,7 dollari al barile mentre quelli su Brent avanzano del 5,65% a 106,76 dollari al barile. Nel suo discorso alla nazione, il presidente Usa Donald Trump non ha avvertito che le operazioni militari in Iran potrebbero intensificarsi nelle prossime due o tre settimane. Le dichiarazioni hanno sollevato preoccupazioni per un'ulteriore escalation e potenziali danni a ulteriori infrastrutture energetiche. Nel frattempo, l'Iran ha affermato che lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso e che la vitale rotta di transito e' saldamente sotto il suo controllo. Le scorte di greggio statunitensi sono aumentate di 5,5 milioni di barili a 461,6 milioni la scorsa settimana, ben al di sopra delle previsioni di mercato. 

Financial Times: Paesi Golfo pensano nuovi oleodotti per evitare Hormuz

Gli Stati del Golfo stanno valutando la possibilità di costruire nuovi gasdotti e oleodotti per aggirare lo Stretto di Hormuz. E' quanto ha riportato il Financial Times, citando fonti ufficiali ed esperti del settore energetico, secondo i quali questa rappresenta l'unica soluzione per ridurre la vulnerabilità dei Paesi della regione di fronte alle interruzioni di flusso nello Stretto cruciale, controllato dall'Iran. Tuttavia, si tratti di progetti costosi, politicamente complessi e con lunghi tempi di realizzazione

Guerra Iran, Trump: Finirà presto, regime obliterato

Hezbollah rivendica lancio missili e droni contro nord Israele

Hezbollah ha rivendicato oggi attacchi missilistici e con droni nel nord di Israele. In diversi comunicati, il gruppo libanese filo-iraniano ha affermato di aver preso di mira con missili soldati israeliani posizionati in due località della zona di confine e di aver attaccato con droni un villaggio israeliano. Allarmi sono risuonati in queste regioni, ha indicato il Comando del Fronte Interno israeliano, secondo cui gli attacchi non avrebbero fatto né vittime né danni.

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