Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Trump: "Verso fine della minaccia dell'Iran per Usa, colpiremo ancora per 2-3 settimane"

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©Ansa

Discorso alla nazione del presidente degli Stati Uniti: "Nelle prossime due-tre settimane colpiremo l'Iran con forza e lo riporteremo all'età della pietra", ha detto Trump ribadendo che la diplomazia è al lavoro ma se non ci sarà un accordo "colpiremo i loro impianti energetici". "Siamo sul punto di mettere fine alla minaccia dell'Iran contro l'America", ha precisato. "Chi riceve petrolio da Hormuz vada allo Stretto e se lo prenda", ha aggiunto

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"Siamo sul punto di mettere fine alla minaccia dell'Iran contro l'America", lo ha detto il presidente Donald Trump nel suo discorso agli americani dalla Casa Bianca per la prima volta dall'inizio della guerra in Iran. Un discorso di 19 minuti in cui spiega il perché della guerra e assicura: colpiremo duramente l'Iran nelle prossime due-tre settimane, lo faremo tornare "all'età della pietra". E spiegando agli americani che la guerra è un "investimento" nel futuro dei loro figli.

Se non ci sarà l'accordo?

"Gli obiettivi militari sono vicini all'essere completati, il lavoro è quasi completato", dice Trump che precisa però che se non sarà raggiunto un accordo tramite le vie diplomatiche che sono in moto "colpiremo i loro impianti elettrici". "Sto facendo quello che nessun altro presidente era disposto a fare. Loro hanno fatto errori, io li sto correggendo", ha detto puntando il dito contro il "disastroso" accordo sul nucleare con Teheran di Barack Obama.

Lo stretto di Hormuz

"Nelle ultime quattro settimane, le nostre forze armate hanno conseguito sul campo di battaglia vittorie rapide, decisive e schiaccianti", ha messo in evidenza, precisando come gli Stati Uniti stanno "smantellando sistematicamente la capacità del regime di minacciare l'America o di proiettare la sua potenza oltre i propri confini. Siamo vicini a finire il lavoro e lo finiremo molto presto".

Breve accenno di Trump anche all'impatto economico del conflitto: i rincari della benzina "sono di breve termine. Gli Stati Uniti non sono mai stati più pronti economicamente, e siamo in splendida forma per il futuro". Trump ha quindi ringraziato gli alleati in Medio Oriente (da Israele all'Arabia Saudita, passando per Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrain e Kuwait) e puntato il dito contro i paesi che ottengono il loro petrolio tramite lo Stretto di Hormuz. "Noi non ne importiamo e non ne importeremo. Non ne abbiamo bisogno. Abbiamo decimato l'Iran economicamente e militarmente e ora i paesi che ricevono il greggio dallo Stretto dovrebbero prendersene cura. Andate allo Stretto e prendetelo", ha ribadito insistendo sull'idea che il passaggio riaprirà naturalmente una volta che la guerra sarà finita.

Il nuovo regime

"All'inizio dell'operazione Epic Fury ho detto che sarebbe andata avanti fino al pieno raggiungimento dei nostri obiettivi. Questa sera posso dirvi che siamo sulla strada per completarli a breve", ha aggiunto precisando che "il cambio di regime non era un obiettivo. Non abbiamo mai detto cambio di regime, ma è avvenuto perché tutti i leader sono morti. I nuovi sono più ragionevoli".

"Finora - ha concluso - non abbiamo colpito il loro petrolio, anche se sarebbe stato il target più facile, perché farlo avrebbe significato non dare loro neanche una piccola chance di sopravvivenza o ricostruzione"

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