Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Oggi vertice Coalizione per Hormuz. Trump: "Ricevete petrolio da lì? Andate a prendervelo"

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©Ansa

"Non importiamo petrolio tramite lo Stretto, non ne abbiamo bisogno. I Paesi che lo ricevono da lì, vadano allo Stretto e se lo prendano", ha detto il presidente americano ribadendo che, una volta che la guerra finirà, il passaggio "riaprirà naturalmente". Intanto, oggi, secondo quanto riportano i media britannici, in formato virtuale, si svolge la riunione, annunciata dal premier Keir Starmer, fra i rappresentanti di 35 Paesi, europei e non, aderenti a una sorta di 'Coalizione per Hormuz’

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È ancora lo stretto di Hormuz uno dei punti chiave del conflitto in Iran. "Non importiamo petrolio tramite lo Stretto, non ne abbiamo bisogno. I Paesi che lo ricevono da lì, vadano allo Stretto e se lo prendano", ha detto il presidente americano Donald Trump ribadendo che, una volta che la guerra finirà, Hormuz "riaprirà naturalmente". Intanto, oggi, secondo quanto riportano i media britannici, in formato virtuale, si svolge la riunione - annunciata dal premier Keir Starmer - fra i rappresentanti di 35 Paesi, europei e non, aderenti a una sorta di 'Coalizione per Hormuz’ (TUTTE LE NOTIZIE LIVE).

La riunione della 'Coalizione per Hormuz'

Starmer ha precisato che la riunione è presieduta dalla ministra degli Esteri del suo governo, Yvette Cooper, per una valutazione condivisa fra alleati e partner di "misure politiche e diplomatiche sostenibili per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto e per la ripresa del transito di merci vitali". Non senza ribadire che queste ipotetiche misure potranno entrare in vigore solo dopo "la cessazione delle ostilità" attuali in Medio Oriente. I media d'oltre Manica puntualizzano, da parte loro, citando fonti governative, che i Paesi partecipanti - da remoto o in presenza - saranno i 35 firmatari della cosiddetta Dichiarazione di Londra su Hormuz: diffusa nei giorni scorsi da Downing Street e sottoscritta originariamente da sei firmatari (Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Olanda e Giappone), per poi ottenere l'adesione di una trentina di ulteriori Stati, inclusi alcuni arabi del Golfo. Per l'Italia dovrebbe partecipare il ministro degli Esteri Tajani.

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Le trattative e il discorso di Trump

Intanto, starebbero continuando le trattative per porre fine al conflitto. Una tregua in cambio della riapertura dello stretto di Hormuz: questo quanto starebbero negoziando Usa e Iran, nonostante le smentite e le minacce incrociate, come riferisce Axios, citando tre funzionari statunitensi. Non è chiaro se i colloqui siano diretti o mediati, né se un accordo sia vicino. Ma anche Cina e Pakistan, Paese quest'ultimo promotore di una mediazione, hanno proposto un'iniziativa di pace simile. Intanto Trump, nel suo discorso alla nazione, il primo dall’inizio del conflitto, ha assicurato: "Siamo sul punto di mettere fine alla minaccia dell'Iran contro l'America". Per poi aggiungere: colpiremo duramente l'Iran nelle prossime due-tre settimane, lo faremo tornare "all'età della pietra".

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