Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Crisi energetica, misure Ue per ridurne l’impatto: dallo smart working all’uso delle auto

Economia

Introduzione

La crisi energetica causata dalla guerra in Iran resta al centro dell’attenzione dei governi di tutto il mondo, così come delle autorità europee. Sebbene i prezzi di petrolio e gas non abbiano - perlomeno al momento - raggiunto ancora i picchi toccati con lo scoppio della guerra in Ucraina, l’Unione europea e i 27 Stati membri stanno già cercando di correre ai ripari per farsi trovare ponti in caso di shock prolungato.

Quello che devi sapere

Il prezzo di gas e petrolio

La situazione del resto presenta già elementi di forte preoccupazione: “Dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, i prezzi nell'Ue sono aumentati di circa il 70% per il gas e del 60% per il petrolio”, ha spiegato nei giorni scorsi Dan Jorgensen, il Commissario Ue all’Energia. “In termini finanziari, 30 giorni di conflitto hanno già aggiunto 14 miliardi di euro alla già pesante fattura dell'Unione per i combustibili fossili”. Secondo l’esponente dell’esecutivo europeo "la crisi  sarà lunga e andrà oltre la fine della guerra, perché le infrastrutture energetiche sono distrutte". 

 

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Il coordinamento europeo

Ed è proprio di fronte a questo scenario che gli Stati membri dell’Ue hanno chiesto un maggior coordinamento a livello europeo, auspicando anche che si evitino misure nazionali che frammentino il mercato. E nei giorni scorsi, nel corso di una riunione in videocall dei ministri dell’Energia, i Ventisette hanno chiesto anche un intervento da parte della Commissione europea.

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Le misure di breve e lungo periodo

Ci sono due scenari su cui le autorità stanno lavorano, uno a lungo termine e uno invece a breve termine. Proprio di fronte a quest’ultima possibilità il commissario Jorgensen, in una lettera ai Paesi membri, ha spiegato che questi devono "prepararsi tempestivamente" a "un'interruzione potenzialmente prolungata" delle forniture energetiche". 

Meno auto e più smart working

Nel concreto, l’Unione fa in questa fase affidamento sul vademecum redatto dall'Agenzia Internazionale dell'Energia nel caso si realizzasse un simile scenario. Tra le misure indicate ci sono ad esempio la riduzione dei limiti di velocità di 10 chilometri orari sulle autostrade, incoraggiare il ricorso ai mezzi di trasporto pubblici e limitare la possibilità utilizzare auto private nelle città. Inoltre, viene proposto di incentivare l’utilizzo dello smart working per ridurre i trasporti. Suggerite poi anche misure per dissuadere dal prendere voli non necessari.

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I biocarburanti e le rinnovabili

Oltre a queste misure, l’Unione europea sottolinea anche l’importanza di lavorare per ottenere l’autonomia energetica: tra le proposte c’è quella di aumentare il consumo di biocarburanti, così come continuare a lavorare per aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili: "Questa crisi ci dimostra ancora una volta che la nostra esposizione agli shock energetici esterni è una vulnerabilità importante. E questo è legato alla nostra dipendenza dai combustibili fossili importati", ha sottolineato Jorgensen.

Il disaccoppiamento dei prezzi dell’energia

Per quanto concerne invece gli impegni di più ampio respiro, la Commissione europea ha fatto sapere che risponderà "molto presto" alla crisi energetica con una ‘cassetta degli attrezzi’ che conterrà diverse misure: si va da nuove norme sugli aiuti di Stato alla semplificazione degli strumenti finanziari per il disaccoppiamento dei prezzi del gas da quelli dell'elettricità. Strumenti che vengono ritenuti sempre più necessari a livello comunitario.

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Evitare risposte frammentate

"È fondamentale rimanere uniti, agire in modo unitario e in stretto coordinamento" di fronte alle conseguenze della crisi in Medio Oriente, ha sottolineato infine il commissario Ue all'energia, Dan Jorgensen. "Dobbiamo evitare risposte nazionali frammentarie e segnali di disturbo ai mercati: le nostre misure devono essere mirate, temporanee ed evitare di peggiorare le condizioni di domanda e offerta".

Verso riforma degli Ets?

Nel frattempo Bruxelles starebbe valutando la possibilità di "mettere in pausa" la cancellazione automatica delle quote di carbonio in eccesso nel sistema Ets che avviene alla fine di ogni anno. La mossa consentirebbe all'Ue di aumentare il numero di quote da lasciare nella "riserva di stabilità del mercato”, e che potrebbero essere rilasciate in caso di picchi di prezzo. In ogni caso la vera riforma degli Ets, chiesta con insistenza dall'Italia, non si avrà prima di luglio: "Il sistema va rivisto ma funziona bene. L'80% dei ricavi torna alle capitali", ha spiegato il commissario al Clima, Wokpe Hoekstra.

 

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