Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra in Iran, ipotesi operazione di terra degli Usa: scorte uranio possibile obiettivo

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ANSA/SKY TG24

Tra le molte indiscrezioni che sono circolate nelle ultime ore, c’è anche quella secondo cui il presidente americano Trump starebbe valutando un’operazione militare sul suolo iraniano per recuperare più di 450 chilogrammi di uranio arricchito. Si tratterebbe di una missione molto complessa e senza precedenti. Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri", di Sky TG24, andata in onda il 30 marzo

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Lo scenario della guerra in Iran è molto incerto: da una parte c’è uno spiraglio per un possibile accordo, mentre dall’altra c’è la possibilità di un’operazione militare di terra da parte degli Usa. Tra le molte indiscrezioni che sono circolate, infatti, c’è anche quella che il presidente americano Donald Trump stia valutando proprio un’operazione militare per recuperare più di 450 chilogrammi di uranio arricchito in Iran, come ha scritto il Wall Street Journal citando alcune fonti. Una missione complessa, questa, che vedrebbe le forze americane operare all'interno dell'Iran per giorni e giorni. Anche di questo tema si è parlato nella puntata di Numeri, di Sky TG24, andata in onda il 30 marzo.

Dove si trova l'uranio iraniano

L’uranio dunque è uno dei possibili obiettivi di un’ipotetica missione di terra statunitense in Iran. Sarebbe un’operazione senza precedenti. E non servirebbero solo militari, ma anche scienziati e ingegneri. Come detto, secondo le ultime valutazioni, sono circa 450 i chili di uranio arricchito in possesso di Teheran, presumibilmente in stato gassoso, dentro a una ventina di bombole. Uno degli aspetti più complicati è capire dove sia collocato questo stoccaggio: presumibilmente, l’uranio si trova nel centro di ricerca nucleare vicino alla città di Isfahan.

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La strategia degli Usa

Bisogna poi ricordare altri due elementi importanti. Prima di tutto: un anno fa, secondo i servizi Usa, l’Iran non stava costruendo un’arma nucleare. Secondo: sempre l’anno scorso, gli Usa avevano bombardato quello che ritenevano essere tutto l’apparato del programma nucleare iraniano. Tanto che, pochi giorni fa, Tulsi Gabbard, la direttrice dell’Intelligence nazionale americana, ha dichiarato che "nel 2025 il programma iraniano di arricchimento dell'uranio è stato distrutto. Da allora non ci sono più stati tentativi di ricostruirlo". Perché allora gli Usa - e Israele - vogliono ancora impossessarsi dell'uranio rimanente? Perché per passare dal 60% di arricchimento al 90% è richiesto relativamente poco sforzo, e poco tempo. Quindi il timore è che, se l'Iran, qualsiasi forma abbia il suo governo, si tenesse dell'uranio, in futuro, potrebbe comunque rappresentare un pericolo, perché potrebbe ricominciare con un programma di arricchimento serrato. Eliminando le sue scorte di uranio, invece, si neutralizzerebbe la minaccia.

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