Armi nucleari, la dottrina sull’uso e cosa ne pensano gli abitanti dei Paesi europei
In Europa si parla nuovamente di atomica: le divergenze tra le due sponde dell’Atlantico stanno portando i Paesi del Vecchio Continente a riflettere se sia corretto riarmarsi e fornirsi di uno strumento di deterrenza. Di questo si è parlato a “Numeri”, il programma di Sky TG24, andato in onda il 16 febbraio 2026
L’ATOMICA AL CENTRO DEL DIBATTITO
- Si torna a parlare di atomica: le recenti divergenze tra le due sponde dell’Atlantico e i contrasti con gli Stati Uniti di Donald Trump stanno portando i Paesi europei a riflettere sul nucleare. Sul tema, però, resta visibile il contrasto tra i politici e l’opinione pubblica. Di questo si è parlato a Numeri, il programma di Sky TG24, andato in onda il 16 febbraio 2026.
IL CONFRONTO
- I numeri delle testate nucleari di Russia e Nato sono molto simili: da un lato Mosca ne possiede 5500, dall’altro l'Alleanza Atlantica 5720, di cui 5200 in mano statunitense. Le restanti sono di Francia (300) e Regno Unito (220)
LE DOTTRINE
- Le dottrine dei Paesi NATO sono però estremamente differenti: se americani e britannici pongono le loro armi al servizio dell’Alleanza Atlantica (non dimenticando che le testate britanniche dipendono dal know-how e dai mezzi di Washington), discorso diverso riguarda i francesi. Parigi, infatti, possiede tecnologia propria anche in materia di manutenzione e pone per il momento le sue armi per i soli esclusivi interessi francesi.
LA DICHIARAZIONE CONGIUNTA ANGLO-FRANCESE
- In merito alle testate di Parigi, però, si registrano i primi cambiamenti di posizione, come testimoniato dalla dichiarazione congiunta anglo-francese dello scorso luglio nel quale si parla di una "nuova gestione del nucleare".
LE PAROLE DI MERZ
- A ciò si aggiungono le recenti parole del cancelliere tedesco Frederich Merz, che ha dichiarato pochi giorni fa di aver iniziato a parlare con il presidente francese Emmanuel Macron di una possibile deterrenza nucleare europea.
E UNA BOMBA NUCLEARE TEDESCA?
- I tedeschi non possono prodursi la “propria” bomba atomica: a stabilirlo un trattato del 1990 con USA, URSS, Francia e Regno Unito in cui Germania Est e Germania Ovest, appena riunitesi, dichiaravano congiuntamente di rinunciare all’ordigno nucleare.
IL PROGRAMMA DEL FRONT NATIONAL
- Sul tema della condivisione del nucleare francese si è da sempre opposto il Front National che, più di una volta, ha mostrato la propria contrarietà sia su questo tema che sulla condivisione del proprio seggio al consiglio di Sicurezza ONU.
LA POLONIA VUOLE LA SUA ATOMICA
- A ciò va aggiunta anche la volontà di altri Paesi che hanno più volte espresso di volere una propria atomica: questo è il caso della Polonia.
L’OPINIONE PUBBLICA
- L’opinione pubblica di diversi Paesi europei però si mostra di tutt’altro parere: in Paesi come Svezia, Italia, Danimarca, Spagna e Germania la maggior parte dei cittadini non è favorevole a possedere l’ordigno nucleare.