Leone XIV: "Ho sentito Trump, torni al tavolo del dialogo". Hegseth: "Se l'Iran è saggio, farà un accordo, i prossimi giorni saranno decisivi”. Cina e Pakistan propongono un piano in 5 punti per la pace. L'Iran ha la "volontà necessaria" per porre fine alla guerra, ma sta cercando garanzie, ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. L'Italia ha negato agli Stati Uniti la base di Sigonella
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Nuova bordata di Trump agli alleati mentre si fa strada l'ipotesi che la guerra finisca senza la riapertura di Hormuz. In un messaggio su Truth, il presidente Usa si rivolge “a tutti quei Paesi che, come il Regno Unito, si sono rifiutati di intervenire in Iran”: “Andate ad Hormuz e prendetevi il petrolio da soli. Dovrete iniziare a imparare a difendervi da soli”. Poi l'attacco alla Francia: “Non ha permesso ad aerei diretti in Israele, carichi di rifornimenti militari, di sorvolare il proprio territorio. Ce ne ricorderemo!”. Intanto il Wall Street Journal scrive che il tycoon ha confidato ai suoi di essere pronto a chiudere il conflitto anche senza riaprire lo Stretto, perché si andrebbe troppo oltre e in serata lo stesso presidente afferma che la guerra potrebbe finire nell'arco di 2 o 3 settimane.
Appello da Papa Leone: "Ho parlato con Trump e gli ho chiesto di porre fine alla guerra", ha detto auspicando che il conflitto termini prima di Pasqua.
In giornata, per gli Stati Uniti, ha parlato anche il segretario della Guerra Pete Hegseth: "Se l'Iran è saggio, farà un accordo", ha detto, aggiungendo che Donald Trump "non bluffa". "I prossimi giorni saranno decisivi". Ma il ministro degli Eseri di Teheran Abbas Araghchi rilancia: "Non ci interessa un cessate il fuoco, vogliamo la pace" e chiarisce che non c'è "alcun negoziato" ma solo "messaggi con Witkoff".
Cina e Pakistan propongono un piano in 5 punti per la pace. L'Iran ha la "volontà necessaria" per porre fine alla guerra in corso con Israele e gli Stati Uniti, ma sta cercando garanzie che il conflitto non si ripeta. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una conversazione telefonica con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.
In serata ha parlato anche il premier israealiano Benjamin Netanyahu: ""Prima o poi" il regime iraniano cadrà - ha detto -. Abbiamo distrutto la sua capacità di produrre bombe e missili".
L'Italia ha negato agli Stati Uniti la base di Sigonella. A deciderlo è stato il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Intanto la Spagna non ha solo negato l'uso delle basi militari di Rota e Moron ma ha chiuso il proprio spazio aereo agli aerei coinvolti nell'operazione militare contro l'Iran, segnando una posizione di netta distanza dall'intervento di Stati Uniti e Israele.
L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha duramente criticato l'approvazione da parte del parlamento israeliano di una nuova legge sulla pena di morte "profondamente discriminatoria", avvertendo che la sua applicazione nei territori palestinesi occupati "costituirebbe un crimine di guerra".
Approfondimenti:
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Trump: "La guerra in Iran finirà in 2-3 settimane"
Donald Trump ha detto di ritenere che l'operazione militare in Iran finirà "in 2-3 settimane". "Finiremo il lavoro", ha detto il presidente che dal 28 febbraio ha spostato più volte la data del conflitto.
Libano, tre esplosioni udite in tutta Beirut
Tre esplosioni hanno scosso Beirut nelle prime ore di mercoledì (ora locale), secondo quanto riportato dai giornalisti dell'Afp. Un corrispondente dell'agenzia ha visto una colonna di fumo levarsi dalla zona dopo che tre forti esplosioni sono state udite in tutta la città, e ha visto un'ambulanza dirigersi verso il luogo.
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Guerra in Iran, l'Italia ha negato l’uso di Sigonella agli Usa
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha dato mandato di negare l’uso della base di Sigonella a bombardieri degli Stati Uniti. La decisione è arrivata qualche giorno fa e sarebbe stata presa perché per questi velivoli - che prevedevano di atterrare presso la base e poi ripartire per il Medio Oriente - non sarebbe stata chiesta la necessaria autorizzazione preventiva. Lo scalo militare di Sigonella si trova in Sicilia: dall’inizio della guerra in Iran si è intensificato il traffico di droni e aerei americani, ma solo per rifornimento, logistica e sorveglianza aerea. Secondo gli accordi, nel caso in cui gli Stati Uniti intendano utilizzare una loro postazione come trampolino di lancio per scopi bellici è necessario il via libera del governo italiano. Una nota di Palazzo Chigi, oggi, ha precisato che la linea del governo italiano non è cambiata e ha assicurato che non ci sono frizioni con gli Usa.
Guerra in Iran, l'Italia ha negato l’uso di Sigonella agli Usa
Vai al contenutoLibano, Onu: "Situazione si sta deteriorando rapidamente"
L'Onu ha dichiarato che la situazione in Libano "continua a deteriorarsi rapidamente". I nostri colleghi sul campo segnalano scambi intensi di fuoco lungo la Blue Line tra Hezbollah e Israele, attacchi attraverso il Libano e un maggiore dispiegamento di truppe israeliane", ha detto il portavoce, Stephane Dujarric, incontrando i media internazionali. "La sicurezza dei nostri caschi blu è seriamente minacciata - ha aggiunto - Come sapete, tre caschi blu, tutti indonesiani, sono stati uccisi negli ultimi due giorni e diversi altri feriti". I risultati preliminari riguardanti l'incidente di Bani Hayyan, avvenuto il 30 marzo, ha aggiunto, "indicano che un'esplosione lungo la strada ha colpito il convoglio dei caschi blu". Le tre vittime sono il caporale Farizal Rambe, 28 anni, morto domenica; il maggiore Zulmi Aditya Iskandar, 33 anni, e il primo sergente Muhammad Nur Ichwan, 26, entrambi deceduti lunedì.
Onu, guerra può costare a regione fino a 194 mld dollari
Secondo il rapporto stilato dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, l'escalation militare in Medio Oriente potrebbe costare alle economie della regione dal 3,7 al 6 percento del loro Prodotto interno lordo collettivo. Lo ha detto il portavoce delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric. "Ciò - ha aggiunto - rappresenta una perdita straordinaria di 120-194 miliardi di dollari e supera la crescita cumulativa del Pil regionale ottenuta nel 2025". Il dato, ha ricordato, "si accompagna a un aumento stimato della disoccupazione fino a 4 punti percentuali, o 3,6 milioni di posti di lavoro persi, più del totale di quelli creati nella regione nel 2025". Queste inversioni spingeranno fino a quattro milioni di persone nella povertà, secondo l'analisi delle Nazioni Unite. L'Iran, sempre in base al rapporto, potrebbe perdere circa mezzo punto percentuale, equivalente a uno o un anno e mezzo di progresso perso.
Idf esclude sua responsabilità per l'uccisione di due caschi blu ieri in Libano
"L'incidente di ieri, in cui sono rimasti uccisi soldati dell'Unifil, non è stato causato da attività dell'Idf". E' la conclusione dell'indagine della stessa Idf, che la rende nota su X. L'Idf, si legge, ha completato la sua indagine sull'incidente, avvenuto ieri, in cui era stato riportato che soldati dell'Unifil erano rimasti uccisi dall' esplosione di un ordigno nella zona di Bani Haiyyan, nel Libano meridionale. Un'analisi operativa approfondita indica che nessun ordigno esplosivo è stato collocato nella zona dalle truppe dell'Idf e che nessun soldato dell'Idf era presente nell'area". Le vittime erano stati due caschi blu indonesiani.
Caso Hegseth, che peso hanno i conflitti di interesse nell’era Trump?
Secondo il Financial Times, il segretario Usa alla guerra, Peter Hegseth, avrebbe tentato di acquistare, attraverso il suo brocker, azioni di aziende statunitensi impegnate nel settore militare. Un'operazione avvenuta a poche ore dall'inizio delle operazioni militari contro Teheran. Un sospetto che si inserisce in uno scenario di commistione tra interessi pubblici e privati che caratterizza questa amministrazione come mai nessun’altra prima d’ora.
Caso Hegseth, che peso hanno i conflitti di interesse nell’era Trump?
Vai al contenutoRaid israeliani nel sud del Libano, otto morti. Anche un paramedico
Raid israeliani nel sud del Libano, in tre distinti attacchi, hanno ucciso almeno otto persone oggi, tra cui un paramedico, secondo il ministero della salute. In dichiarazioni separate, il ministero ha affermato che un attacco nel distretto di Tiro ha ucciso tre persone e ne ha ferite altre 19, mentre un altro raid nel distretto di Sidone ha causato quattro morti. Un terzo attacco nel distretto di Bint Jbeil ha colpito un punto di ritrovo degli Scout Risala, un'organizzazione di soccorso gestita dal movimento Amal, alleato di Hezbollah, uccidendo un paramedico e ferendo altre 13 persone.
Balzo del petrolio a marzo, Brent sale del 60%, Wti +50%
Balzo dei prezzi del petrolio a marzo. Il Brent ha chiuso la seduta a 118,35 dollari al barile, il livello piu' alto dall'inizio della guerra in Medio Oriente. Secondo quanto riportato dal Financial Times, i prezzi sono saliti del 60% in marzo, oltre l'aumento del 46% registrato dopo l'invasione dell'Iraq del Kuwait nel 1990. I prezzi del Wti sono saliti del 50%.
Iran, ipotesi operazione di terra Usa: scorte di uranio nel mirino
Tra le molte indiscrezioni che sono circolate nelle ultime ore, c’è anche quella secondo cui il presidente americano Trump starebbe valutando un’operazione militare sul suolo iraniano per recuperare più di 450 chilogrammi di uranio arricchito. Si tratterebbe di una missione molto complessa e senza precedenti. Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri", di Sky TG24, andata in onda il 30 marzo.
Iran, ipotesi operazione di terra Usa: scorte di uranio nel mirino
Vai al contenutoTrump a Nbc: "La guerra sta giungendo al termine"
Il presidente Usa Donald Trump è intervenuto in serata su Nbc News: "Stiamo andando benissimo", ha detto riferendosi alle operazioni militari in Iran aggiungendo che la guerra "sta giungendo al termine"
Spagna chiude spazio aereo a voli coinvolti nel conflitto in Iran
La Spagna non ha solo negato l'uso delle basi militari di Rota e Moron ma ha chiuso il proprio spazio aereo agli aerei coinvolti nell'operazione militare contro l'Iran, segnando una posizione di netta distanza dall'intervento di Stati Uniti e Israele. Il divieto riguarda non solo i velivoli direttamente impegnati nei bombardamenti, ma anche quelli di supporto, come aerei cisterna per il rifornimento in volo, inclusi quelli dislocati in Paesi terzi, secondo fonti militari e governative riportate dal quotidiano “El Pais”. "Le Forze Armate degli Stati Uniti stanno centrando o superando tutti i loro obiettivi nel quadro dell'operazione Epic Fury e non hanno bisogno dell'aiuto della Spagna né di altri", ha dichiarato all'agenzia Efe un funzionario dell'amministrazione Trump, nel commentare la decisione della Spagna.
Spagna chiude spazio aereo a voli coinvolti nel conflitto in Iran
Vai al contenutoL'Iran rassicura il Brasile: "Nessun rischio per l'export di fertilizzanti"
I fertilizzanti acquistati dal Brasile da aziende iraniane "non avranno problemi a essere esportati". Lo ha dichiarato l'ambasciatore dell'Iran in Brasile, Abdollah Nekounam, citato dal portale G1, sottolineando che alcune spedizioni sono già state inviate al Paese. "Alcuni mesi fa abbiamo iniziato a esportare fertilizzanti a base di urea verso il Brasile con diverse aziende. Fino a questo momento, nello scenario attuale, i prodotti acquistati non avranno alcun problema a essere esportati", ha affermato il diplomatico. Le dichiarazioni arrivano in un contesto di forti tensioni sui mercati internazionali legate al conflitto nel Golfo Persico. Dallo Stretto di Hormuz transita circa un terzo del commercio globale di fertilizzanti e un'eventuale chiusura prolungata metterebbe a rischio la produzione alimentare mondiale, in particolare per i prodotti azotati. A livello globale, la regione copre circa il 40% delle esportazioni di urea e il 28% di quelle di ammoniaca. Il Brasile dipende dalle importazioni per circa il 90% dei fertilizzanti utilizzati. Tuttavia, secondo il ministero dello Sviluppo, il Medio Oriente è la quarta area fornitrice di fertilizzanti chimici per il Paese, dopo Europa, Asia e Africa. Il peso diretto dell'Iran resta limitato: nel 2025 ha rappresentato circa il 2% delle importazioni brasiliane di urea, dietro Nigeria, Russia e Qatar.
Lituania: "Biglietti ferroviari con sconto 50% per combattere aumento prezzi carburanti"
In risposta al recente aumento dei prezzi dei carburanti, il governo lituano ha deciso oggi la riduzione del 50% dei prezzi dei biglietti ferroviari su tutte le linee del Paese baltico dal 1° aprile alla fine della prossima estate. "Con i prezzi del carburante che hanno raggiunto massimi storici, vogliamo offrire agli abitanti la possibilità di viaggiare economicamente in treno con vantaggi economici per tutti: dalle famiglie agli anziani agli studenti", ha detto il ministro delle Comunicazioni lituano, Juras Taminskas. Per ridurre le conseguenze degòli aumenti dei carburanti, il governo lituano sta considerando anche la riduzione delle accise sulla cui adozione una decisione dovrebbe essere presa nel corso della presente settimana.
I suoi sostenitori: "Nobel Mohammadi in carcere in Iran è in pericolo di vita"
Narges Mohammadi, vincitrice del Premio Nobel per la Pace e incarcerata, è in pericolo di vita dopo aver subito un presunto attacco cardiaco all'inizio di questo mese, per il quale ha ricevuto cure inadeguate. Lo affermano i suoi sostenitori. Mohammadi, che ha vinto il premio nel 2023, è stata arrestata il 12 dicembre nella città orientale di Mashhad dopo aver criticato le autorità clericali iraniane durante una cerimonia funebre. A febbraio, senza preavviso, è stata trasferita in un carcere nella città settentrionale di Zanjan e le è stato consentito solo un contatto molto limitato con la sua famiglia, con preoccupazioni amplificate dalla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, durante la quale la città è stata attaccata. Tuttavia, il suo team legale, accompagnato da un familiare, ha finalmente ottenuto il permesso di farle visita in carcere a Zanjan domenica, "sotto stretta sorveglianza", hanno dichiarato i suoi sostenitori in un comunicato. "Le sue condizioni di salute generali erano estremamente precarie e, quando è stata portata in sala colloqui da un'infermiera del carcere, appariva pallida e debole, con una significativa perdita di peso", si legge nella dichiarazione, che aggiunge: "La sua vita è in imminente pericolo". Si afferma inoltre che il 24 marzo Mohammadi è stata trovata "priva di sensi nel suo letto, con gli occhi rovesciati all'indietro", in uno stato che è durato oltre un'ora. Tuttavia, è stata curata solo nell'infermeria del carcere e non portata in ospedale "nonostante questa emergenza medica e i chiari segni di un attacco cardiaco".
Papa: "Speriamo che Trump stia cercando via di uscita a guerra"
"Mi e' stato riferito che il presidente Trump ha recentemente affermato di voler porre fine alla guerra, speriamo che stia cercando una via d'uscita, speriamo che stia cercando un modo per ridurre la violenza, i bombardamenti, cosa che darebbe un contributo significativo per eliminare l'odio che si sta creando, che sta crescendo costantemente in Medio Oriente e altrove". Cosi' Papa Leone XIV uscendo da Villa Barberini a Castel Gandolfo, parlando con i giornalisti.
Iran, Nyt: 'A febbraio armi non testate Usa su scuola e palestra fecero 21 morti civili'
La ricostruzione emerge dal resoconto di alcuni esperti, secondo quanto riporta un'analisi del New York Times: "Usato il nuovo missile balistico PrSM". Funzionari locali citati dai media iraniani hanno affermato che questo attacco nella città di Lamerd è avvenuto il primo giorno di guerra.
Iran, Nyt: 'A febbraio armi non testate Usa su scuola e palestra fecero 21 morti civili'
Vai al contenutoLapid: "Netanyahu ha spezzato la società israeliana dall'interno"
'Nel giorno in cui l'intero Stato di Israele piange la morte di cinque soldati uccisi in Libano, in una serata di incessanti lanci contro le comunità del nord, Netanyahu ha pronunciato per la millesima volta l'arrogante discorso in cui afferma: 'Ho cambiato il Medio Oriente'. Manca una parola in questo discorso: 'quasi'. Ha quasi cambiato il Medio Oriente, e alla fine si scopre ogni volta che non è cambiato. L'unica cosa che ha cambiato è stata la società israeliana, ci ha spezzati dall'interno''. Lo ha dichiarato il capo dell'opposizione israeliana Yair Lapid rispondendo al discorso del premier Netanyahu questa sera.
Il Papa: "Porterò la Croce alla Via Crucis come segno per il mondo"
"Portare la croce in tutte le stazioni credo che sarà un segno importante per quello che rappresenta il Papa, un leader spirituale oggi nel mondo, questa voce che tutti vogliono sentire per dire Cristo ancora soffre, porto tutte queste sofferenze anche io nella preghiera e vorrei invitare tutte le persone di buona volontà a camminare insieme e cercare come anche noi possiamo essere portatori di pace". Lo ha detto Papa Leone ai giornalisti che gli hanno chiesto quale sia il motivo per cui ha deciso di portare personalmente la croce in tutte le stazioni della Via Cricus nel Venerdi santo al Colosseo.
La portaerei George H.W. Bush è partita verso il Medio Oriente
La portaerei George W. H. Bush è partita dalla Virginia diretta in Medio Oriente. Lo riporta il Wall Street Journal sottolineando che potrebbe impiegare settimane per raggiungere l'area.
Papa, appello a Trump e leader del mondo: "Tornate al dialogo"
Un appello a Trump e ai leader del mondo per porre fine alla guerra e tornare al dialogo. Lo ha fatto Papa Leone XIV, all'uscita da Villa Barberini a Castel Gandolfo. Parlando con i giornalisti, il Pontefice ha confermato, rispondendo a una domanda in inglese, di aver parlato con Trump per cercare di porre fine alla guerra "spero stia cercando un modo per diminuire la quantita' di violenza che sta generando, il che sarebbe un contributo significativo per rimuovere l'odio che si sta creando", anche nel contesto cristiano nel Medio Oriente. "Continuerei a rivolgere questo appello a tutti i leader del mondo per dire: tornate al tavolo per dialogare. Cerchiamo soluzioni ai problemi. Cerchiamo modi per ridurre la violenza".
Libano, Beirut: "Israele vuole rioccupare nostro territorio"
Il Libano è tornato a denunciare l'intenzione di Israele di "rioccupare" il suo territorio, dopo che Tel Aviv ha dichiarato di voler istituito una "zona di sicurezza" nel Paese dei cedri al termine della guerra. Secondo il ministro della Difesa libanese Michel Menassa le dichiarazioni del suo omologo Israel Katz "non sono più semplici minacce", ma riflettono "una chiara intenzione di imporre una nuova occupazione del territorio libanese, sfollare con la forza centinaia di migliaia di cittadini e distruggere sistematicamente villaggi e città nel sud". Ieri Katz aveva dichiarato che l'esercito israeliano occuperà un'area nel Libano meridionale, dal confine al fiume Litani, per garantirne la sicurezza, una mossa che Michel Menassa ha definito "un'intensificazione dell'aggressione contro il territorio libanese".
Il Papa: "Trump? Ha detto che vuole finire la guerra, torni al tavolo"
"Recentemente il presidente Trump ha detto che vuole finire la guerra, sperabilmente sta cercando un modo per de-incrementare la violenza, il che sarebbe un significativo modo di contribuire al calo dell'odio che è stato creato nel Medio Oriente e non solo, a tutti i leader del mondo dico tornate al tavolo per il dialogo". Lo dice Papa Leone rispondendo alle domande dei giornalisti all'uscita dalla residenza pontificia di Castel Gandolfo. Al Papa è stato chiesto in inglese che cosa vorrebbe dire al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e ad Israele. Leone ha rinnovato il suo appello alla pace a "tutti" i leader del mondo.
Netanyahu: "Abbiamo inflitto 10 piaghe all'asse del terrore in Medioriente"
''Nello spirito di Pesach in arrivo, abbiamo inflitto dieci piaghe all'asse del terrorismo dall'inizio di questa guerra''. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in una dichiarazione video in vista di Pesach, la Pasqua ebraica, che si celebrerà domani. ''La prima piaga contro Hamas a Gaza, la seconda contro Hezbollah in Libano, Assad in Siria, la piaga del terrorismo in Giudea e Samaria, gli Houti nello Yemen e altre cinque piaghe contro l'Iran: la piaga contro il nucleare, contro i missili, le infrastrutture del regime, le forze della repressione e la piaga dei primogeniti, in questo caso Khamanei e a tutti gli altri esponenti del regime, e prima di loro Nasrallah, Sinwar, Deif e altri. E se è vero che il Faraone all'epoca anche dopo le dieci piaghe voleva distruggerci, abbiamo visto poi come è andata a finire'', ha aggiunto Netanyahu. "Abbiamo distrutto la potenza degli eserciti dell'Iran che ci circondavano come un anello di fuoco. Hanno ancora una capacità residua di minacciarci, ma non possono più minacciare la nostra esistenza con missili balistici che avrebbero potuto distruggere intere città israeliane'', ha affermato il primo ministro, elencando i risultati d'Israele nella guerra.
Trump: "Non rimarremo ancora molto, dobbiamo distruggere ogni capacità rimasta"
"È una distruzione totale, ma non dobbiamo rimaere ancora molto, ma abbiamo ancora del lavoro da fare per uccidere la loro offensiva, qualsiasi capacità offensiva gli sia rimasta". Così Donald Trump in un'intervista telefonica al New York Post afferma di credere che la guerra con l'Iran probabilmente finirà presto.
Araghchi: "Con Witkoff solo messaggi nessun negoziato"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha confermato in un'intervista ad Al Jazeera lo scambio di messaggi con Steve Witkoff, inviato speciale del presidente statunitense Donald Trump per il Medio Oriente, ma ha sottolineato che non sono in corso negoziati. Il capo della diplomazia iraniana ha riconosciuto che si stanno svolgendo alcune discussioni sulla sicurezza tramite il Pakistan e, riguardo alle minacce statunitensi, che se "i nemici" attaccheranno le forze iraniane saranno pronte ad affrontarli. Ha inoltre sottolineato che l'Iran non ha ancora risposto al piano in 15 punti proposto dagli Stati Uniti e legato alla scadenza fissata da Trump fra due giorni. Araghchi ha infine ribadito che l'Iran, in generale, non cerca un cessate il fuoco, bensì una soluzione definitiva al conflitto.
Papa: "Ho chiesto a Trump di porre fine alla guerra"
"Il nuovo appello, la guerra finisca prima di Pasqua, tanti morti, anche bambini innocenti". Il Papa ha chiesto a presidente USA di porre fine alla guerra, o comunque di trovare un percorso per arrivare a trattative per la pace. Lo ha spiegato lo stesso Leone all’uscita da Villa Barberini a Castel Gandolfo prima di fare rientro in Vaticano: “ Ho parlato con Trump e gli ho chiesto di porre fine alla guerra”, ha detto Leone in inglese o comunque che si arrivi a trattative per un percorso di pace. “La festa della Pasqua - ha osservato il Pontefice - dovrebbe essere il tempo più santo, più sacro di tutto l’anno , tempo di pace, di molta riflessione; come tutti sappiamo nel mondo in tanti posti stiamo vedendo tanta sofferenza, tanti morti, anche bambini innocenti. Continuamente facciamo appello per la pace ma purtroppo c’è tanta gente che promuove l’odio e la violenza, la guerra”. Da qui il suo nuovo appello: “Faccio un nuovo appello invitando tutti i cristiani a vivere questi giorni riconoscendo che Cristo e’ ancora crocifisso oggi . Cristo soffre ancora oggi negli innocenti , in quelli che stanno soffrendo per la violenza, l’odio e la guerra. Preghiamo per le vittime della guerra, che ci sia una pace nuova, rinnovata, che può dare nuova vita a tutti “. Leone ha quindi auspicato che “la guerra finisca prima di Pasqua .
Oro, perché con la guerra sta andando a picco il valore dei lingotti?
Il valore del bene rifugio per eccellenza, l’oro, negli ultimi mesi è calato a picco, nonostante il tonfo delle Borse, con la guerra in Medio Oriente che continua ad attanagliare i mercati in una morsa di incertezza. Sembra un paradosso, ma lo è solo in apparenza. Ecco cosa sta succedendo.
Oro, perché con la guerra sta andando a picco il valore dei lingotti?
Vai al contenutoPapa: "Guerra finisca prima di Pasqua, tanti i bambini morti"
"Magari finisca la guerra prima di Pasqua". Così Papa Leone XIV all'uscita di Villa Barberini a Castel Gandolfo, parlando con i giornalisti. Il Pontefice ha rinnovato il suo appello per la pace. "Siamo nella Settimana Santa, viene la festa della Pasqua e dovrebbe essere il tempo più Santo, sacro di tutto l'anno. È un tempo di pace, un tempo di molte riflessione, ma come tutti sappiamo di nuovo nel mondo, in tanti posti, stiamo vedendo tanta sofferenza, tanti morti, anche bambini innocenti", ha detto il Pontefice. "Continuamente facciamo l'appello per la pace, ma purtroppo tante persone vogliono promuovere l'odio e la violenza, la guerra e quindi posso fare anche questa sera un nuovo appello invitando soprattutto tutti i cristiani a vivere questi giorni riconoscendo che Cristo è ancora è crocefisso oggi, Cristo ancora soffre oggi negli innocenti in quelli che sanno soffrendo specialmente per la violenza, l'odio e la guerra. Preghiamo per loro, per le vittime della guerra, preghiamo che ci sia davvero una pace nuova, rinnovata e che può dare nuova vita da tutti", ha aggiunto.
Netanyahu: "Distrutta capacità di produrre bombe e missili"
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha detto in un video messaggio che Israele sta creando "nuove alleanze con importanti Paesi della regione" contro la comune minaccia iraniana. Non ha specificato a quali stati si riferisce, limitandosi a sperare di poter "presto fornire maggiori dettagli su questi importanti accordi". "Prima o poi" il regime iraniano cadrà. Netanyahu ha riassunto 10 importanti risultati che, a suo dire, sono stati conseguiti durante la guerra, tra cui la creazione di "zone di sicurezza" a Gaza, in Siria e in Libano, pattugliate dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF). Il primo ministro ha elogiato i successi delle Forze di Difesa Israeliane nelle guerre contro l'Iran dello scorso giugno e nella campagna in corso. "Nell'operazione Leone Nascente, abbiamo eliminato la minaccia immediata che l'Iran si dotasse di armi nucleari e missili balistici", afferma, riferendosi alla guerra di giugno. E nella guerra attuale "abbiamo conseguito un risultato complementare, distruggendo la capacità industriale del regime di creare questi strumenti di distruzione". Netanyahu ha ribadito che Ali Khamenei, la Guida Suprema dell'Iran, ucciso il primo giorno di guerra, voleva seppellire questi programmi nelle profondità della terra per renderli immuni dagli attacchi israeliani. Il primo ministro ha sottolineato che Hezbollah, che ha bombardato il nord di Israele con razzi e missili nell'ultimo mese, e non costituisce più "una minaccia strategica" per Israele. Dopo un montaggio del video, Netanyahu si rivolge alla stampa e all'opposizione, chiedendo: "Cosa vi è successo?" chiedendo che "sollevino il morale della nostra parte, non del nemico".
Netanyahu: "Campagna non è finita, continueremo a schiacciare regime terroristico"
"La campagna non è finita, continueremo a schiacciare il regime terroristico, rafforzeremo le zone di sicurezza intorno a noi e raggiungeremo i nostri obiettivi". Così Benjamin Netanyahu ha annunciato che Israele andrà avanti nella sua azione militare contro Teheran. Le dichiarazioni del premier israeliano nel discorso trasmesso in tv alla vigilia della Pasqua ebraica arrivano dopo che il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha detto che il Paese ha "la volontà necessaria" per finire la guerra con Israele e gli Usa, ma chiede garanzie affinché il conflitto non si ripeta.
Iraq, giornalista rapita. Voci contrastanti sulla sua liberazione
Secondo Al Arabiya, la reporter sarebbe già stata rilasciata e si troverebbe in ospedale. Ma altre fonti negano la circostanza affermando che sia ancora tenuta prigioniera e la sua posizione sia ignota
Iraq, giornalista rapita. Voci contrastanti sulla sua liberazione
Vai al contenutoAraghchi: "Non abbiamo risposto a piano 15 punti, vogliamo fine guerra non cessate fuoco"
"Non abbiamo inviato nessuna risposta alle 15 proposte americane, né abbiamo presentato nessuna proposta o condizione". Lo ha detto ad Al Jazeera il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, aggiungendo che l'Iran "accetterà solo la fine delle ostilità" e non un cessate il fuoco.
Netanyahu: "Abbiamo scosso il regime iraniano, prima o poi cadrà"
''Abbiamo scosso le fondamenta del regime iraniano. Oggi, dopo la guerra dei 12 giorni e la guerra che stiamo combattendo, abbiamo sconvolto questo regime che - lo vedrete - prima o poi cadrà''. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in una dichiarazione video.
Pentagono all'ANSA: "Sulle basi l'Italia rispetta i trattati"
L'Italia rispetta i trattati e "fornisce attualmente sostegno garantendo accesso, basi e diritti di sorvolo alle forze statunitensi". Lo ha detto un funzionario del Pentagono rispondendo all'ANSA che chiedeva un commento sulla decisione di Roma di negare l'uso della base di Sigonella ad alcuni bombardieri americani. "Sì" ha poi risposto il funzionario alla domanda se l'Italia rispetti i trattati con gli Usa sull'uso della basi: "Il ministro italiano della Difesa ha pubblicato un post su X in questo senso, e anche la presidenza del consiglio ha diffuso una dichiarazione", ha aggiunto.
Petrolio, chiude in calo a New York, Wti sotto 102 dlr (-1,11%)
Il petrolio chiude in calo al Nymex, pur restando sopra quota 100 dollari. Il Wti arretra dell'1,11% a 101,808 dollari al barile, mentre il Brent cede il 2,71% a 104,470 dollari al barile. A pesare sulle quotazioni sono state le parole del presidente iraniano, che si è detto pronto a porre fine alla guerra se saranno rispettate le condizioni poste da Teheran. Una linea che si inserisce nei tentativi di de-escalation del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dopo la sospensione degli attacchi contro il Paese, e che potrebbe favorire, in prospettiva, la ripresa dei flussi delle petroliere dei principali produttori del Golfo attraverso lo stretto di Hormuz. Le speranze di un ritorno dell'offerta sul mercato hanno così limitato la pressione sui prezzi del greggio. Il calo contenuto delle quotazioni, tuttavia, riflette lo scetticismo degli operatori sulla possibilità di una pace imminente, alla luce della rigidità delle richieste avanzate finora dall'Iran e del movimento di truppe statunitensi verso il Medio Oriente, che continua ad alimentare il rischio di un'escalation.
Israele azzera contratti della Difesa con la Francia
Israele ha deciso di "ridurre a zero" le importazioni militari dalla Francia in risposta a una politica francese considerata ostile allo Stato ebraico. Lo ha annunciato una portavoce del ministero della Difesa israeliano aggiungendo che "i fondi saranno dirottati per l'acquisto di materiale bellico "blu e bianco" (i colori della bandiera israeliana, ndr) o da paesi alleati". Tel Aviv ha presentato questa decisione come una risposta a una serie di azioni francesi percepite come ostili dalle autorita' israeliane, tra cui il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte di Parigi nel settembre 2025 e "il recente divieto di transito nello spazio aereo francese per gli aerei israeliani che trasportano munizioni destinate alla guerra contro l'Iran". L'annuncio del ministero della Difesa israeliano arriva mentre Parigi dichiara di essere "sorpresa" dalle critiche del presidente statunitense Donald Trump, che su Truth ha accusato la Francia di essere "molto poco collaborativa" nella guerra contro l'Iran.
Accusando la Francia di aver agito "in diverse occasioni" negli ultimi anni "per minare la sicurezza di Israele e la capacità operativa delle sue industrie della difesa", il ministero della Difesa israeliano ha affermato di considerare "la politica del governo francese con la massima serieta'". "Il divieto (di sorvolo del territorio francese, ndr) e' stato imposto nonostante il previo coordinamento, nonostante le spiegazioni secondo cui le munizioni erano destinate esclusivamente all'uso contro l'Iran e nonostante la consapevolezza che questo sforzo contribuisce alla sicurezza dell'Europa". Secondo l'ultimo rapporto presentato al Parlamento francese sulle esportazioni di armi, tra il 2015 e il 2024 gli ordini di armi israeliane da aziende francesi hanno totalizzato 223,2 milioni di euro. La stessa fonte indica che gli ordini da clienti esteri all'industria francese della difesa sono ammontati a 21,6 miliardi di euro nel 2024. Il rapporto specifica che "la Francia non fornisce armi a Israele, ma esporta componenti destinati, in particolare, all'integrazione in sistemi di difesa o alla riesportazione verso Paesi terzi".
Trump: "Le trattative con l'Iran stanno andando bene"
"Le trattative con l'Iran stanno andando bene". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista ad Axios.
Iran, Netanyahu: "Colpiamo con "dieci piaghe" regime terrorista"
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha sostenuto che l'investimento iraniano di "mille miliardi di dollari" in missili balistici, arricchimento nucleare e sostegno a gruppi armati per procura "e' andato in fumo". In una dichiarazione video, ha detto che Israele ha colpito l'Iran e i suoi alleati con "dieci piaghe", un riferimento alla prossima festivita' di Pesach, che inizia domani sera. Il primo ministro elenca i colpi inferti da Israele ai gruppi terroristici Hamas a Gaza, Hezbollah in Libano, gli Houthi in Yemen e altri in Cisgiordania, nonche' al regime deposto di Assad in Siria. Poi l'elenco delle cinque "piaghe" inflitte all'Iran, colpendo il suo programma nucleare, i missili balistici, le infrastrutture del regime, le forze di sicurezza interne e i suoi alti dirigenti. La guerra non e' finita, ha detto ma ha elencato i risultati ottenuti da Israele, un possibile tentativo di preparare la sua campagna comunicativa nel caso in cui il presidente statunitense Donald Trump decidesse di porre fine alla guerra a breve. Netanyahu ha sottolineato che c'e' stata una "svolta strategica" nei confronti dell'Iran, sostenendo che prima l'Iran voleva strangolare Israele, ma ora e' Israele a strangolare l'Iran. Il regime "e' piu' debole che mai, e Israele e' piu' forte che mai". Il primo ministro ha insinuato che il presidente americano Joe Biden non abbia interiorizzato il pericolo iraniano, affermando di aver avvertito "i presidenti degli Stati Uniti".
Guerra in Iran colpisce turismo organizzato, perdite per 100 milioni
La guerra in Iran sta causando problemi a vari settori produttivi, dall’energia ai trasporti. E a essere coinvolto nella crisi è anche il turismo organizzato, che sta subendo ingenti perdite, presentando un conto salato per le agenzie di viaggio italiane. Infatti, secondo un'analisi realizzata dal Centro studi turistici di Firenze per Assoviaggi Confesercenti su un campione di 681 agenzie, dall'inizio delle ostilità le stime parlando di oltre 7.100 prenotazioni cancellate, riprogrammate o dirottate verso altre destinazioni.
Guerra in Iran colpisce turismo organizzato, perdite per 100 milioni
Vai al contenutoIran, telefonata bin Zayed-Putin: "Preoccupa escalation militare"
Il presidente russo, Vladimir Putin, e il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed Al Nahyan, hanno avuto un colloquio telefonico in cui hanno espresso "seria preoccupazione" per il continuo deterioramento della situazione militare e politica in Medio Oriente, con la perdita di vite civili e la distruzione di infrastrutture energetiche, industriali e civili. Lo riporta il Cremlino. Nel corso della conversazione e' stata evidenziata l'importanza di una rapida cessazione delle ostilita' e del rafforzamento degli sforzi politici e diplomatici per una soluzione pacifica del conflitto, nel rispetto degli interessi legittimi di tutti i Paesi della regione, con cui Mosca mantiene tradizionalmente relazioni amichevoli e reciprocamente vantaggiose. I due leader hanno inoltre espresso soddisfazione per l'alto livello di cooperazione tra Russia ed Emirati Arabi Uniti, che continua a svilupparsi con successo in diversi ambiti.
Netanyahu: "Un trilione di investimenti iraniani andati in fumo"
"A un mese dall'inizio della nostra campagna congiunta con gli Stati Uniti, stiamo schiacciando il regime del terrore che gridava 'Morte all'America, morte a Israele'". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una dichiarazione video. "L'Iran ha investito per anni un trilione di dollari per sviluppare il programma nucleare e missilistico e finanziando gruppi terroristici in tutto il Medio Oriente. Ora possiamo dire che sono miliardi andati in fumo".
Netanyahu: “Nuove alleanze contro l’Iran”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato martedì che Israele sta costruendo nuove alleanze con Paesi “importanti” della regione per contrastare quella che ha definito la “minaccia iraniana”. Lo riporta Reuters.
Al Arabiya: "Giornalista rapita a Baghdad sarebbe stata liberata"
Shelly Kittleson, la giornalista americana rapita stasera a Baghdad "secondo alcune informazioni" sarebbe stata liberata durante l'intervento delle forze di sicurezza irachene. Lo riferisce al Arabiya in inglese, sottolineando che la reporter sarebbe rimasta ferita nel ribaltamento dell'auto dove si trovava e trasportata in ospedale.
Media: "Usa non si oppongono all'iniziativa di Cina e Pakistan sull'Iran"
Secondo una fonte a conoscenza dei dettagli interpellata da Channel 12, la Cina sta aiutando gli Stati Uniti negli sforzi per porre fine alla guerra e la Casa Bianca non si oppone all'iniziativa pachistana e cinese annunciata oggi. Tuttavia, precisa la tv israeliana, non c'è stata ancora una risposta ufficiale da parte degli Stati Uniti o dell'Iran all'iniziativa. Intervistato dalla stessa emittente, Donald Trump ha dichiarato: "I negoziati con l'Iran per porre fine alla guerra stanno procedendo bene". Alla domanda sull'iniziativa di Pakistan e Cina, Trump "non l'ha criticata né si è espresso contro. Tuttavia, non ha nemmeno confermato che gli Stati Uniti l'accetteranno", si legge sul sito di Channel 12.
Urso: "Guerra in Iran ci spinge a puntare sull'autonomia strategica"
L'Italia deve agire con l'Europa e collaborare con gli Stati Uniti in un contesto di conflitto, armato e commerciale che si propaga. Lo ha detto il ministro per le imprese e il Made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo alle domande dei giornalisti italiani a Washington. "Purtroppo la guerra che si propaga e coinvolge i paesi vicini soggetti alle ritorsioni iraniane ci fanno capire che noi in Europa dobbiamo agire insieme e che dobbiamo collaborare laddove possibile con il nostro principale alleato, gli Stati Uniti per garantire la sicurezza e la difesa dell'Europa e per garantire quelle linee di approvvigionamento che sono necessarie", ha detto il ministro al termine di una due giorni di incontri con rappresentanti americani. "Nel mondo prevale il conflitto, il conflitto armato e il conflitto commerciale. Noi dobbiamo lavorare insieme per ridurre il conflitto, per risolvere le crisi e nel contempo renderci sempre più autonomi", ha sottolineato Urso. "Per questo credo che sia fondamentale che l'Europa abbia compreso la necessità di porre al centro della propria attenzione l'autonomia strategica del nostro continente. Ci auguriamo che il conflitto in Iran concluda prima possibile, anche perché ha colpito paesi come l'Emirati, il Qatar, il Kuwait, l'Arabia Saudita, l'Oman, particolarmente importanti anche come destinazione del nostro export", ha aggiunto il ministro.
Kallas: "Pena di morte grave regressione di Israele"
"L'Ue ha una posizione di principio contro la pena di morte in tutti i casi e in ogni circostanza. Israele ha da tempo confermato una moratoria de facto sia sulle esecuzioni che sulle condanne capitali, dando cosi' l'esempio nella regione nonostante un contesto di sicurezza complesso". Lo ha dichiarato l'Alto rappresentante per la Politica estera e la Sicurezza, Kaja Kallas in merito alla legge sulla pena di morte varata da Israele. "L'approvazione del disegno di legge sulla pena di morte da parte del Parlamento israeliano rappresenta una grave regressione rispetto a quella pratica e agli impegni di Israele. - continua Kallas - Siamo profondamente preoccupati per il carattere discriminatorio de facto del disegno di legge. In linea con i nostri sforzi globali per l'abolizione universale della pena di morte, l'UE esorta Israele a rispettare la sua precedente posizione di principio e i suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale, nonche' il suo impegno verso i principi democratici, come riflesso anche nelle disposizioni dell'Accordo di Associazione UE-Israele". "La pena di morte viola il diritto alla vita e non puo' essere eseguita senza violare il diritto assoluto a essere liberi dalla tortura e da altri maltractamenti. La pena capitale non ha nemmeno un effetto deterrente comprovato e rende irreversibili eventuali errori giudiziari" ha concluso.
Iraq, referente Kittleson: "Possibile ostaggio milizie Hezbollah"
"Posso confermare che la mia amica Shelly Kittleson e' stata rapita e potrebbe essere stata presa in ostaggio a Baghdad da Kata'ib Hezbollah. Non si conoscono ne' il luogo in cui si trova ne' le sue condizioni. Sono il suo referente designato negli Stati Uniti. Se avete informazioni, vi prego di fornirle alle forze dell'ordine e di inviarmi un messaggio privato". Lo scrive su X Alex Plitsas, analista di Sicurezza nazionale per la Cnn.
Wall Street: amplia rialzi dopo parole Pezeshkian, Nasdaq +3,5% =
Wall Street amplia i rialzi dopo che il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha detto che il suo Paese ha la "volonta' necessaria" per porre fine alla guerra con gli Stati Uniti e Israele, a determinate condizioni. Il Dow Jones sale del 2,1%, l'S&P 500 guadagna il 2,5% e il Nasdaq Composite, a forte componente tecnologica, arriva a guadagnare il 3,5%.
Iraq, media: "Giornalista rapita portata fuori Baghdad"
La giornalista americana, Shelly Kittleson, rapita nel pomeriggio nel centro di Baghdad "e' stata portata fuori dalla capitale, verso il governatorato di Babil". Lo ha riferito una fonte di sicurezza irachena citata da Alarabiya. Sempre secondo le stesse fonti, la persona fermata era l'autista della banda che ha compiuto il sequestro e parte portasse un badge di un'istituzione di sicurezza.
Pezeshkian: "Vogliamo mettere fine a guerra ma servono garanzie"
L'Iran ha la "volonta' necessaria" per porre fine alla guerra in corso con Israele e gli Stati Uniti, ma sta cercando garanzie che il conflitto non si ripeta. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una conversazione telefonica con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. "Abbiamo la volonta' necessaria per porre fine a questo conflitto, a condizione che vengano soddisfatte le condizioni essenziali, in particolare le garanzie necessarie per impedire la ripetizione dell'aggressione", ha affermato, secondo quanto riferito dal suo ufficio.
Usa all'Onu: "Caschi blu affrontano pericoli eccezionali per proteggere civili"
"I caschi blu affrontano pericoli eccezionali per prevenire i conflitti e proteggere i civili. La loro incolumità e la loro sicurezza devono essere rispettate da tutte le parti, in ogni momento. È per questo motivo che chiedo a questo Consiglio, e al mondo intero che ci osserva, di fare una pausa e di sospendere il giudizio finché le Nazioni Unite non avranno potuto indagare a fondo e valutare appieno le circostanze di questi tragici incidenti, pur condividendo noi tutti lo sgomento e il dolore per questa perdita". Lo ha detto l'ambasciatore americano all'Onu, Mike Waltz, parlando in Consiglio di Sicurezza dopo la morte di tre caschi blu Unifil in Libano. "Lo ribadisco: i media, il mondo che ci guarda e questo Consiglio dovrebbero fermarsi e consentire alle Nazioni Unite di indagare a fondo e valutare le circostanze di questi eventi", ha ribadito. "Tutti noi riconosciamo che le sofferenze in questa regione sono immense e si protraggono ormai da troppo tempo. Genitori, figli e nonni non dovrebbero dover affrontare i pericoli quotidiani causati dai terroristi sostenuti dall'Iran, che da lungo tempo affliggono sia Israele che il Libano - ha continuato - Le popolazioni di questa regione meritano un futuro diverso, caratterizzato dalla sicurezza, dalle opportunità economiche e da una vita normale, non fatto di razzi, tunnel e dalla costante minaccia di escalation e ritorsioni". Infine ha ripetuto che dobbiamo sostenere il governo libanese nel respingere Hezbollah.
Media: "Politica blocca azione Idf contro coloni violenti"
Pressioni politiche impediscono ai vertici dell'esercito israeliano di affrontare la violenza dei coloni contro i palestinesi in Cisgiordania. E' quanto hanno affermato fonti dell'Idf ad Haaretz, denunciando la situazione che si e' venuta a creare nei Territori palestinesi occupati e le ricadute sui militari. Fonti della sicurezza di alto livello hanno anche messo in guardia contro la rapida diffusione di insediamenti e avamposti illegali che gode del sostegno - diretto e indiretto - della classe politica e di figure religiose: ognuno di questi luoghi diventa un punto critico che richiede dispiegamento di forze, e i soldati sono costretti a operare in situazioni per le quali non sono addestrati, che comportano attriti tra coloni e palestinesi e, in molti casi, anche tra coloni ed esercito. Alcuni di questi incidenti, hanno sottolineato i funzionari della sicurezza ad Haaretz, sono perpetrati da coloni armati e talvolta coinvolgono soldati in servizio attivo o riservisti che risiedono negli avamposti e portano armi ufficiali. Proprio queste vengono utilizzate in molti casi, rendendo difficile l'applicazione della legge e minando l'autorita'. Queste unita' di soldati-coloni, spesso definite unita' di "difesa regionale", sono percepite come particolarmente intoccabili. A esercitare pressioni sui comandi delle forze armate sono parlamentari, ministri e rabbini di spicco che condannano la violenza e allo stesso tempo vanno a benedire ogni avamposto che viene creato. Secondo i funzionari dell'esercito, la classe politica ha preso decisioni negli ultimi anni che hanno messo l'Idf in situazioni impossibili: da un lato i militari sono tenuti a proteggere insediamenti e avamposti, dall'altro si trovano spesso a scontrarsi con coloni violenti, finendo nel mirino.
Iran, domani tavolo governo-imprese: verso nuovo Dl carburanti
Domani mattina al Mimit il governo incontra le imprese per provare a tendere una mano dopo lo strappo che si e' consumato nei giorni scorsi con il mondo produttivo sul Dl fiscale. Nel frattempo, l'esecutivo lavora anche ad un possibile nuovo decreto in materia di caro carburanti: potrebbe arrivare una proroga del taglio temporaneo di 25 centesimi delle accise, attualmente in vigore fino al 7 aprile. L'orientamento prevalente nel governo al momento, viene riferito da fonti qualificate, sarebbe quello di procedere a una proroga del decreto legge sul taglio delle accise sui carburanti varato dopo l'impennata del prezzo della benzina e del gasolio a seguito del conflitto in Medio Oriente. Il provvedimento potrebbe approdare in Cdm subito dopo Pasqua, martedi' 7 aprile. Sarebbe in corso invece una valutazione in merito alla durata del provvedimento. Per il primo decreto erano stati scelti 20 giorni in attesa di avere maggiori informazioni sulla possibile durata della guerra. Al momento non si intravede una fine immediata del conflitto. Ora, per calibrare meglio il peso finanziario e dunque l'estensione del nuovo Dl, l'esecutivo attenderebbe la comunicazione di venerdi' 3 aprile da parte dell'Istat con l'aggiornamento sui conti economici nazionali. L'altro dossier caldo, quello sul fisco, incrocia comunque i contraccolpi economici del conflitto in corso. Confindustria sostiene che il nuovo Dl fiscale, varato la scorsa settimana dal Cdm, apra "un fronte critico tra Governo e sistema produttivo, con effetti diretti sugli investimenti legati a Transizione 5.0". Il presidente degli industriali Emanuele Orsini ha parlato di "forte preoccupazione" per la "mancanza di risorse destinate agli esodati legati al piano Transizione 5.0". Anche altre sigle datoriali hanno espresso critiche sul provvedimento. All'origine della contesa c'e' la riduzione a poco piu' di 500 milioni di euro dello stanziamento legato al credito di imposta per Transizione 5.0, inizialmente atteso attorno ad 1,3 miliardi. Si tratta dello strumento pensato per sostenere il processo di trasformazione digitale ed energetica delle aziende. Ora le imprese chiedono chiarimenti. Il Mimit e il Tesoro, viene riferito, starebbero studiando una serie di possibili proposte da presentare al tavolo. Si parla anche dell'ipotesi di congelare la norma. Il testo del Dl fiscale e' atteso martedi' prossimo in Commissione in Senato. Il problema principale resta quello delle risorse limitate a disposizione, in un contesto che suggerisce al governo il contenimento della spesa. In questo frangente di forte incertezza geopolitica, i fondi inizialmente destinati al credito di imposta su Transizione 5.0 potrebbero anche essere destinati ad altre voci di intervento. Ieri il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, parlando al G7 Finanze, Energia e Banche Centrali, ha sostenuto che le misure energetiche per contrastare l'aumento dei prezzi energetici "devono essere mirate, temporanee e basate su un approccio condiviso, tenendo a mente l'impatto della crisi nei diversi Paesi. Dobbiamo trovare un giusto mix tra politica monetaria e fiscale".
Putin sente il presidente degli Emirati sulla crisi in Medio Oriente
Il presidente Vladimir Putin ha tenuto una conversazione telefonica con il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed Al Nahyan, con focus sulla situazione in Medio Oriente e nel Golfo'."È stata sottolineata l'importanza di una rapida cessazione delle ostilità e dell'intensificazione degli sforzi politici e diplomatici per una soluzione pacifica", ha riferito il Cremlino in un comunicato, ripreso dalle agenzia russe. I leader hanno inoltre rilevato l'alto livello di cooperazione e di contatti tra Russia ed Emirati Arabi Uniti, che si stanno sviluppando con successo in molti settori.
Una giornalista americana rapita a Baghdad
La giornalista americana Shelly Kittleson è stata rapita stasera a Baghdad. Lo riferiscono diversi media nella regione, mentre il ministero dell'Interno iracheno ha confermato che un reporter straniero è stato sequestrato senza confermarne l'identità. "Le forze di sicurezza hanno immediatamente avviato un'operazione per catturare i criminali, agendo sulla base di informazioni di intelligence accurate", ha dichiarato il ministero aggiungendo il ritrovamento di un veicolo dei rapitori che si è ribaltato nel tentativo di fuga, un sospetto è stato arrestato, scrive Ynet. "Sono in corso ricerche per individuare altri individui coinvolti"
Iran, ministero Interno: "Siamo su tracce rapitori giornalista"
Il ministero dell'Interno iracheno ha confermato il rapimento della giornalista americana, Shelly Kittleson, senza tuttavia confermarne l'identita'. "Il ministero dell'Interno annuncia che questa sera una giornalista straniera e' stato rapito da individui non identificati. Le forze di sicurezza hanno immediatamente avviato un'operazione per individuare i responsabili, sulla base di informazioni precise e attraverso attivita' operative sul campo, seguendo i movimenti dei sequestratori. L'inseguimento ha portato all'intercettazione di un veicolo utilizzato dai rapitori, che si e' ribaltato nel tentativo di fuga. Le forze di sicurezza hanno arrestato uno dei sospetti e sequestrato uno dei mezzi impiegati nel sequestro", si legge in una nota del Ministero. Da Baghdad assicurano che "sono in corso le operazioni per rintracciare gli altri individui coinvolti, ottenere la liberazione del giornalista e adottare tutte le misure legali necessarie nei confronti dei responsabili, in conformita' con la legge". "Le indagini - si legge ancora - sono tuttora in corso per chiarire pienamente la dinamica dell'accaduto e ulteriori dettagli saranno forniti successivamente". Il Ministero ribadisce infine "il proprio impegno a impedire qualsiasi tentativo di destabilizzare la sicurezza o colpire cittadini stranieri, assicurando che le forze dell'ordine continueranno a operare con fermezza per perseguire i responsabili".
Pezeshkian: "La guerra può finire se otterremo le necessarie garanzie"
La cessazione completa dell'aggressione contro l'Iran è l'unica soluzione per normalizzare la situazione: lo ha affermato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una conversazione telefonica con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, secondo quanto riportato dal servizio stampa del presidente iraniano ripreso dalla Tass. "La soluzione per normalizzare la situazione è porre fine alla loro aggressione. Non abbiamo mai cercato tensioni o la guerra, e abbiamo la volontà necessaria per porre fine a questa guerra, a condizione che vengano soddisfatte determinate condizioni, in particolare con le necessarie garanzie che l'aggressione non si ripeterà", ha dichiarato Pezeshkian.
Calcio, Infantino incontra i giocatori iraniani: "La Fifa vi aiuterà"
"Il calcio porta unità e speranza, anche nelle circostanze più difficili, e la Fifa continuerà a sostenere l'Iran per garantire le migliori condizioni possibili mentre si prepara per la Coppa del Mondo. Non vedo l'ora di vederli trasmettere al mondo un messaggio positivo di umanità e solidarietà.". In un post sui social, il presidente della Fifa Gianni Infantino ha commentato così il suo incontro con i calciatori della nazionale iraniana. "È stato un piacere incontrare i giocatori della nazionale di calcio dell'Iran prima della loro partita amichevole contro il Costa Rica ad Antalya - ha scritto Infantino -. Ho avuto l'opportunità di trascorrere del tempo con i giocatori, oltre che con Mehdi Mohammed Nabi, primo vicepresidente della Federazione calcistica della Repubblica Islamica dell'Iran; Omid Jamali, responsabile delle relazioni internazionali della federazione; e l'allenatore Amir Ghalenoei". "Mi sono congratulato ancora una volta con il 'Team Melli' per la qualificazione ai Mondiali - ha aggiunto il n.1 Fifa - per aver reso orgogliosi milioni di persone in Iran e in tutto il mondo. Rappresentare una nazione comporta una grande responsabilità e ho incoraggiato i giocatori a continuare a ispirare i loro tifosi e a far sognare il loro popolo sulla scena mondiale".
Cnn: "Pakistan valuta sostegno ad altri Paesi sul transito sicuro di Hormuz"
Il Pakistan sta valutando la possibilità di assistere le navi di altri Paesi nel transito in sicurezza attraverso lo Stretto di Hormuz, potenzialmente registrandole sotto le cosiddette 'bandiere di comodo', una prassi del settore marittimo che consiste nel registrare ufficialmente le navi in ;;una nazione estera, spesso allo scopo di eludere le normative o ridurre al minimo il carico fiscale. Lo riferisce la Cnn, in base a due fonti vicine al dossier, aggiungendo che lo scorso fine settimana, il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha dichiarato che l'Iran sta consentendo al Paese il transito di un 20 navi totali "sotto bandiera pakistana" attraverso lo Stretto di Hormuz. Tuttavia, una fonte ha precisato che il Pakistan non ha attualmente un numero così elevato di navi bloccate nel Golfo Persico e che, pertanto, potrebbe garantire un passaggio sicuro ad altre imbarcazioni, verosimilmente legate alla Cina.
Pizzaballa invita a "guardare avanti" dopo tensioni
Una Settimana Santa segnata da tensioni, limitazioni e prudenza, ma anche dalla volonta' di non lasciare che gli episodi recenti compromettano il cammino delle comunita' cristiane. E' questo il tono delle parole del Patriarca Latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, intervenuto in conferenza stampa al Patriarcato. "Non voglio soffermarmi di nuovo sull'episodio di domenica. Ci sono state delle incomprensioni. Vogliamo guardare al momento come a una opportunita' per chiarire meglio i diritti delle comunita' cristiane e il coordinamento con le istituzioni, di modo che non si ripetano piu' episodi del genere", ha dichiarato, sottolineando come la volonta' sia quella di trasformare una criticita' in occasione di dialogo. Il riferimento e' agli attriti con le forze dell'ordine israeliane in occasione della Domenica delle Palme, quando - ha spiegato lo stesso Pizzaballa - "c'e' stata una incomprensione con la polizia domenica. Avevamo chiesto la possibilita' di unirci alla liturgia all'interno del Santo Sepolcro, per salvaguardare il diritto fondamentale per cui il Vescovo di Gerusalemme potesse celebrare la Messa delle Palme". Dopo contatti con le autorita', si e' giunti a un compromesso: "siamo arrivati a un accordo per cui le celebrazioni della Settimana Santa verranno celebrate a porte chiuse, con un ristretto numero di persone". Una decisione che riflette il clima di sicurezza particolarmente delicato che si vive nella citta'.
Iraq: rapita giornalista americana a Baghdad
Una giornalista americana - Shelly Kittleson - e' stata rapita a Baghdad da un gruppo armato. Lo riporta Alarabiya citando il ministero dell'Interno iracheno. Le forze di sicurezza irachene - a quanto si apprende - hanno arrestato uno dei rapitori, mentre gli altri sono fuggiti con la donna rapita. Un video di Alarabiya/Alhadath ha documentato il momento in cui un'auto si e' fermata vicino a una donna in una delle strade della capitale irachena, prima che un gruppo di uomini armati si avvicinasse e la costringesse a salire a bordo del veicolo, che si e' poi allontanato rapidamente. La giornalista americana rapita a Baghdad, Shelly Kittleson, collabora con diversi media tra cui anche alcuni italiani. E' stato pubblicato oggi sul sito del Foglio un suo articolo dal titolo "Il prezzo della neutralita' curda. Gli attacchi nel Kurdistan iracheno".
Magi: "Su Sigonella nessun eroismo governo ma solo quanto prevedono gli accordi"
"Nessun atto di eroismo del governo ma solo l'applicazione di quanto prevedono gli accordi. Su Sigonella, piuttosto, emerge il totale cortocircuito di un governo che ha scelto la via del rapporto di sudditanza con l'amministrazione Trump e ora persino il rispetto degli accordi diventa fonte di imbarazzo per Meloni e Crosetto. Ed è preoccupante che, proprio sulla base di questo rapporto, gli USA usino l'Italia come zerbino. Piuttosto il governo dovrebbe spiegare cosa intende fare in futuro rispetto all'impiego delle basi americane nel Golfo: quando Meloni verrà in aula, ci aspettiamo che spieghi anche questo". Lo afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi.
Wall Street accelera, Dj +2,22%, Nasdaq +3,22%
Wall Street accelera. Il Dow Jones sale del 2,22% a 46.249,65 punti, il Nasdaq avanza del 3,22% a 21.460,72 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso del 2,57% a 6.506,46 punti.
Pezeshkian: "Da Usa attacchi durante dialogo, non credono in diplomazia"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che l'Iran è stato attaccato due volte durante i negoziati, sostenendo che ciò dimostra che gli Stati Uniti non credono nella diplomazia. E' quanto riporta Al Jazeera Arabic. In dichiarazioni rilasciate dalla presidenza iraniana, Pezeshkian ha anche affermato che le tensioni nello Stretto di Hormuz sono il risultato di quelle che ha definito azioni ostili americano-sioniste contro l'Iran. Ha inoltre criticato quelle che ha definito posizioni europee di parte nei confronti dell'Iran durante una telefonata con il presidente del Consiglio europeo.
Gb annuncia invio di più militari e sistemi di difesa nei Paesi del Golfo
Altri militari e sistemi di difesa aerea saranno inviati dal Regno Unito in Medio Oriente nell'ambito delle operazioni difensive contro gli attacchi dell'Iran, portando a circa 1.000 il numero totale di effettivi di Londra impegnati nella protezione del Golfo e di Cipro. Lo ha annunciato il ministro della Difesa britannico, John Healey, che si trova a Doha per un tour fra Qatar, Bahrein e Arabia Saudita con l'obiettivo di ribadire il sostegno di Londra ai Paesi alleati nella regione. "Siamo al fianco dei nostri partner nella difesa dei loro cieli", ha dichiarato Healey. Inoltre è stata prorogata la missione dei caccia Typhoon in Medio Oriente sempre in funzione difensiva.
Fonti a Le Monde: "Regole non cambiate, voli militari soggetti ad autorizzazione"
La Francia "non vieta tutti i sorvoli di aerei militari a destinazione di Israele e del Medio Oriente", ma sottopone "gli aerei da combattimento e gli aerei logistici che volano nei cieli francesi all'ottenimento di un'autorizzazione preventiva, denominata 'diplomatic overflight clearance". Lo spiegano fonti diplomatiche a Le Monde, a proposito delle accuse di Donald Trump alla Francia di aver chiuso il suo spazio aereo ad "alcuni" voli che trasportano armi americane verso Israele. "La Francia - secondo le fonti di Le Monde - non ha vietato tutti i sorvoli di aerei militari a destinazione di Israele e del Medio Oriente dall'inizio della guerra contro l'Iran, il 28 febbraio". Se Trump si riferisce ad "alcuni" voli che trasportavano armi in Israele "non è questo il caso di altri voli" indicano a Le Monde diverse fonti diplomatiche coperte dall'anonimato. "Gli apparecchi americani sono autorizzati a sorvolare il territorio francese nel rispetto delle regole internazionali di sorvolo degli aerei di stato", spiegano le fonti. Attualmente, per volare nei cieli francesi, gli aerei da combattimento o "logistici" devono ottenere il "diplomatic overflight clearance", una procedura nel corso della quale la Francia valuta "caso per caso". Sulle notizie di diverse fonti le quali oggi indicano che la Francia ha vietato alcuni sorvoli per consegne di armi americane ad Israele, una delle fonti di Le Monde fa notare che "Parigi non ha voluto strumentalizzare finora questa vicenda" e che "il sorvolo del territorio francese può essere facilmente aggirato deviando la rotta al di sopra di altri paesi europei o dell'Atlantico". La situazione, fanno notare le fonti a Le Monde, "è diversa da quella della Spagna, che ieri ha annunciato di chiudere il suo spazio aereo agli aerei americani. La Francia accoglie regolarmente sul suo territorio, da un mese, apparecchi di appoggio degli Stati Uniti, sulla sua base di Istres, nel sud, e di Avord, nel centro. Si tratta, in particolare, di C17 e di Stratotanker KC-135". Una delle fonti aggiunge che "aerei militari di appoggio, e non da combattimento, possono stazionare sulle basi militari francesi nel quadro di una procedura di routine, ma questi aerei non partecipano alle operazioni di guerra in Iran".
Iran, Crosetto sente Al Thani, condivisa forte preoccupazione
"Oggi importante colloquio telefonico con Sua Eccellenza Sheikh Saoud bin Abdulrahman Al Thani, vice primo ministro e ministro della Difesa del Qatar. Condivisa forte preoccupazione per la situazione di sicurezza e la crisi in Medio Oriente. Confronto utile sugli ultimi sviluppi e per ribadire l'impegno comune e il ruolo centrale della diplomazia nel favorire la de-escalation. Necessario uno sforzo condiviso per riportare la stabilita' ed evitare effetti negativi di lungo periodo, gia' evidenti sul piano commerciale, energetico e finanziario". Lo scrive su X il ministro della Difesa Guido Crosetto.
Onu: "Se Israele applica la pena di morte sarà crimine di guerra"
L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha duramente criticato l'approvazione da parte del parlamento israeliano di una nuova legge sulla pena di morte "profondamente discriminatoria", avvertendo che la sua applicazione nei territori palestinesi occupati "costituirebbe un crimine di guerra". La nuova legge, che renderebbe la pena di morte la punizione predefinita per i palestinesi nella Cisgiordania occupata da Israele riconosciuti colpevoli di aver intenzionalmente compiuto attacchi mortali considerati "atti di terrorismo" da un tribunale militare israeliano, "è palesemente incompatibile con gli obblighi di Israele ai sensi del diritto internazionale", ha dichiarato Volker Turk in un comunicato. "La sua applicazione ai residenti dei territori palestinesi occupati costituirebbe un crimine di guerra", ha aggiunto.
Carney: "Illegale l'invasione israeliana del Libano"
Il Primo Ministro canadese Mark Carney ha denunciato il dispiegamento di truppe israeliane contro obiettivi di Hezbollah in Libano, definendolo un'"invasione illegale" che viola la sua "integrità e sovranità". "Il governo libanese ha messo al bando Hezbollah, sta agendo, sta cercando di agire contro Hezbollah e le sue attività terroristiche e le sue minacce a Israele, e questa è la presunta giustificazione per questa invasione", ha detto Carney ai giornalisti durante un evento a Wakefield, in Quebec. "Quindi la condanniamo", ha aggiunto.
Ue: "Presto misure contro caro energia per famiglie e imprese"
La Commissione europa sta lavorando "a un insieme di misure che presenteremo presto per sostenere gli Stati membri nel proteggere sia le famiglie che le imprese" dai rincari energetici. Lo ha dichiarato il commissario Ue all'energia, Dan Jorgensen, in conferenza stampa al termine della riunione informale dei ministri dell'energia Ue, senza sbilanciarsi sui tempi di presentazione della 'toolbox'. "Dobbiamo mantenere la rotta sulla nostra strategia a lungo termine", ha osservato. "Questa crisi ci dimostra ancora una volta che la nostra esposizione agli shock energetici esterni è una vulnerabilità importante. E questo è legato alla nostra dipendenza dai combustibili fossili importati", ha aggiunto.
Il gas conclude in forte calo (-7%) a 50 euro al Megawattora
Prezzo del gas in chiaro ribasso sul mercato di Amsterdam, di riferimento per l'Europa: il future sul metano con consegna a maggio ha chiuso in scivolata del 7,7% a 50,7 euro al Megawattora.
Dieci Paesi europei e Ue, sostegno a governo libanese e condanna per attacchi a Unifil
"Noi, Ministri degli Esteri di Belgio, Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Italia, Malta, Paesi Bassi, Portogallo e Regno Unito, e l'Alto Rappresentante dell'Unione Europea, esprimiamo il nostro pieno sostegno al Governo e al popolo libanese, che ancora una volta subiscono le drammatiche conseguenze di una guerra che non è la loro. Esprimiamo le nostre condoglianze alle famiglie delle vittime e la nostra solidarietà alla popolazione civile colpita da questa guerra, sia in Libano che in Israele. La responsabilità di questa situazione ricade su Hezbollah". Lo si legge in una dichiarazione congiunta - diffusa dalla Farnesina - in cui tra l'altro si chiede a Hezbollah di fermare "immediatamente gli attacchi a sostegno dell'Iran contro Israele". Nella nota si sottolinea inoltre che "non c'è altro modo per salvaguardare il Libano dalle interferenze straniere se non rafforzando il suo Stato, le sue istituzioni e la sua sovranità. A tal fine, chiediamo negoziati politici diretti tra Libano e Israele, che possano contribuire a porre fine in modo duraturo a questo conflitto e a creare le condizioni per una coesistenza pacifica nella regione". Poi si "ribadisce il fermo sostegno al mandato della Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite (UNIFIL) nel Libano meridionale e chiediamo che i canali di coordinamento preventivo per gestire il conflitto rimangano aperti. Condanniamo con forza tutti i recenti attacchi contro i contingenti dell'UNIFIL, che hanno causato perdite inaccettabili tra i Caschi Blu negli ultimi giorni. Esortiamo tutte le parti, in ogni circostanza, a garantire la sicurezza e l'incolumità del personale e delle strutture dell'UNIFIL, in conformità con il diritto internazionale".
Al Azhar: "Da Israele tentativo disperato di legalizzare l'omicidio"
Al-Azhar, il più importante centro dell'Islam sunnita, ha condannato la decisione della Knesset di applicare la condanna a morte ai prigionieri palestinesi, definendolo un "disperato tentativo di legittimare l'omicidio". Al-Azhar ha espresso "il suo profondo sgomento per il crollo del sistema giuridico internazionale e per la sua incapacità di opporsi al tentativo dell'occupazione sionista di promulgare una legge che preveda la pena di morte per i prigionieri e i detenuti palestinesi. L'istituzione ha affermato che questo crimine rivela ancora una volta il volto sanguinario di questa occupazione, che, non contenta dei suoi ripetuti crimini, cerca di legalizzare la propria criminalità e le proprie uccisioni offrendo loro una copertura legale ingannevole e sfacciata". "Ciò riflette anche la barbarie e la depravazione morale di questa entità, nonché la sua violazione di tutti i valori umani", aggiunge. Al-Azhar invita la comunità internazionale e le organizzazioni per i diritti umani "ad assumersi le proprie responsabilità morali e legali di fronte a questi atti, che violano apertamente il diritto e le norme internazionali".
Israele, pena morte palestinesi: polizia disperse manifestanti
La polizia israeliana ha disperso una manifestazione vicino alla Knesset a Gerusalemme, dove si erano radunate diverse persone per protestare contro l'approvazione di una legge che introduce la pena di morte per i palestinesi condannati per terrorismo. Le forze dell'ordine hanno utilizzato un cannone ad acqua, accusando i manifestanti di turbare l'ordine pubblico, "riunendosi in violazione della legge e delle direttive del Comando del Fronte Interno".
Iran, media: "Esplosioni nel centro di Teheran"
Una serie di esplosioni ha scosso il centro di Teheran. Lo si apprende da 'Al Arabiya'.
Jorgensen: "Agire insieme sulla crisi energia, evitare frammentazioni"
"È fondamentale rimanere uniti, agire in modo unitario e in stretto coordinamento" di fronte alle conseguenze della crisi in Medio Oriente. "Dobbiamo evitare risposte nazionali frammentarie e segnali di disturbo ai mercati: le nostre misure devono essere mirate, temporanee ed evitare di peggiorare le condizioni di domanda e offerta". Lo ha dichiarato il commissario Ue all'energia, Dan Jorgensen, in conferenza stampa al termine della riunione informale dei ministri dell'energia Ue.
Pizzaballa: "Anche in tempi guerra non era mai stato violato lo Status quo"
"Per sette secoli, una comunità stabile di frati francescani ha vissuto e celebrato all'interno del Santo Sepolcro senza interruzione, in ogni circostanza e situazione, anche durante i periodi più difficili della storia, compresi i tempi di guerra. Anche dall'inizio del conflitto attuale, dal 28 febbraio, la liturgia all'interno della Basilica non è mai stata interrotta. Questo non è solo un segno di fedeltà, ma anche della continuità di una presenza che è parte integrante della vita stessa della Chiesa in questi luoghi". E' quanto ha spiegato come premessa il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, aprendo la conferenza stampa odierna. "In questo contesto, è importante ricordare che il Custode di Terra Santa è il superiore del Santo Sepolcro - ha detto - e, in quanto tale, non necessita dell'autorizzazione della polizia per accedere alla Basilica. Questo non è un privilegio, ma il riconoscimento di un diritto consolidato da tempo. Allo stesso modo, per secoli, i vari governi che si sono succeduti in Terra Santa hanno sempre confermato e rispettato lo Status Quo, che rappresenta il quadro giuridico e pratico che disciplina la vita dei Luoghi Santi e delle comunità che li custodiscono".
Jorgensen: "Crisi non sarà di breve durata, andrà oltre la guerra"
"La crisi non sarà di breve durata, e andrà oltre la guerra, perché le infrastrutture della regione sono state distrutte. Anche se ci fosse la pace domani, non potremmo tornare alla normalità in un futuro prossimo". Lo ha detto il commissario Ue all'Energia Dan Jorgensen al termine della riunione informale dei ministri europei dell'Energia. Tra le raccomandazione dell'Agenzia internazionale dell'Energia, Jorgensen ha ricordato quelle di "ridurre di dieci chilometri la velocità in auto, aumentare il telelavoro, usare di più il telelavoro". L'intervento - un toolbox - della Commissione ci sarà "molto presto", ha spiegato il commissario. "Esistono già buone opportunità per gli Stati membri per aiutare i gruppi più vulnerabili o i settori industriali più colpiti, renderemo ancora più semplici queste opportunità", ha aggiunto facendo riferimento all'allargamento delle maglie dell'Ue sugli aiuti di Stato. "Siamo meglio attrezzati adesso rispetto al 2022. Abbiamo molte più rinnovabili e molte più fonti prodotte in casa", ha quindi osservato Jorgensen.
Ue: "Guerra pesa 14 miliardi in più su forniture di gas e petrolio"
"Dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, i prezzi nell'Ue sono aumentati di circa il 70% per il gas e del 60% per il petrolio. In termini finanziari, 30 giorni di conflitto hanno già aggiunto 14 miliardi di euro alla già pesante fattura dell'Unione per i combustibili fossili". Lo ha dichiarato il commissario Ue all'energia, Dan Jorgensen al termine della riunione informale dei ministri dell'energia Ue. "Questi numeri dipingono un quadro molto chiaro. Mentre la crisi in Medio Oriente entra nel suo secondo mese, è chiaro che ci troviamo di fronte a una situazione molto grave".
Cina e Pakistan propongono piano in 5 punti per la fine della guerra in Iran
Cina e Pakistan hanno proposto un piano in cinque punti per la fine della guerra in Medio Oriente che include un cessate il fuoco immediato, l'avvio di colloqui di pace il prima possibile, la cessazione degli attacchi contro i civili e obiettivi non militari, come siti energetici, il rapido ripristino del "passaggio sicuro per le navi civili e commerciali" nello Stretto di Hormuz e che si arrivi a un accordo di pace con il sostegno dell'Onu. L'iniziativa congiunta è stata annunciata dopo l'incontro a Pechino tra il ministro cinese Wang Yi e quello pachistano Ishaq Dar. I due Paesi si sono proposti come mediatori. Lo riportano i media internazionali. Wang Yi e il suo omologo Dar "rafforzeranno la comunicazione e il coordinamento strategico riguardo alla situazione in Iran, nonché ad altre questioni internazionali e regionali di interesse comune", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning. La visita di Dar a Pechino segue l'incontro di domenica a Islamabad con i ministri di Arabia Saudita, Egitto e Turchia, volto a contribuire alla fine della guerra, e dopo che il Pakistan aveva trasmesso a Teheran il piano in 15 punti di Washington. La Cina è un partner chiave della Repubblica islamica, ma non ha annunciato alcun sostegno militare a Teheran, chiedendo ripetutamente un cessate il fuoco.
Hass: "Trump adotta la politica del noi l'abbiamo rotto, ora è vostro"
"Adottare la politica del 'l'abbiamo rotto noi, ora è vostro' che, come il Wall Street Journal riporta, l'amministrazione Trump sta valutando farebbe a brandelli la reputazione" degli Stati Uniti e le loro "relazioni, consegnando all'Iran una grande vittoria strategica". Lo afferma il presidente emerito del Council of Foreign Relazione Richard Hass facendo riferimento alla possibilità che Trump possa mettere fine alla guerra anche senza la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Ue, Italia e 9 Paesi: garantire sicurezza Unifil
Dieci Paesi europei, tra cui l'Italia, e l'Unione europea chiedono in una dichiarazione congiunta di garantire la "sicurezza" della forza di pace dell'Onu in Libano. Nelle ultime 48 ore tre soldati dell'Unifil sono stati uccisi. "Richiediamo a tutte le parti, in ogni circostanza, di garantire la sicurezza e l'incolumita' del personale e dei locali dell'UNIFIL", hanno affermato nella dichiarazione i ministri degli Esteri di Belgio, Cipro, Croazia, Francia, Grecia, Italia, Malta, Paesi Bassi, Portogallo e Regno Unito nonche' dall'alto rappresentante dell'Unione europea. "Riaffermiamo il nostro fermo sostegno al mandato della Forza Interinale delle Nazioni Unite nel Libano meridionale e chiediamo di garantire che i canali di dissoluzione rimangano aperti", aggiungono i ministri, denunciando "inaccettabili perdite di vite umane". Un Casco blu indonesiano e' stato ucciso domenica sera nel sud del paese, vittima secondo una fonte di sicurezza dell'Onu all'AFP, di un colpo da un carro armato israeliano. Altri due soldati indonesiani sono stati uccisi il giorno dopo in un'esplosione, che potrebbe essere stata causata da una mina, ha riferito la stessa fonte all'AFP. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite terra' una riunione d'emergenza stasera, dopo la morte dei soldati della forza di pace in Libano. Nella loro dichiarazione, i ministri hanno anche chiesto a "Israele di evitare un ulteriore aggravamento del conflitto, in particolare attraverso un'operazione terrestre sul territorio libanese" e hanno condannato "fermamente gli attacchi di Hezbollah contro Israele a sostegno dell'Iran". La dichiarazione congiunta incoraggia inoltre il governo libanese "a mantenere la rotta intraprendendo misure concrete e irreversibili, a tutti i livelli, per ristabilire la sua sovranita' su tutto il territorio libanese, in particolare per quanto riguarda il monopolio statale sulle armi". L'Unifil conta circa 8.200 soldati in Libano provenienti da 47 Paesi.
Ue, Jorgensen: "Da guerra Iran già 14 miliardi in più energia"
"Dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, i prezzi nell'Ue sono aumentati di circa il 70% per il gas e del 60% per il petrolio". Lo ha dichiarato il commissario europeo per l'Energia, Dan Jorgensen, in conferenza stampa al termine della riunione informale in videoconferenza dei ministri Ue dell'Energia. "In termini finanziari, 30 giorni di conflitto hanno gia' aggiunto 14 miliardi di euro alla bolletta delle importazioni di combustibili fossili dell'Unione", ha aggiunto.
Borsa: l'Europa conclude in crescita, Londra +0,5%
Mercati azionari del Vecchio continente in generale rialzo: le Borse migliori sono state quelle di Francoforte e Madrid, che hanno chiuso con un aumento dello 0,8%, seguite da Londra e Parigi in crescita di mezzo punto percentuale. In leggera controtendenza Amsterdam, che ha segnato un calo finale dello 0,5% con la scivolata del gigante Unilever (-7%) dopo la fusione della divisione Foods con McCormick.
Iran, ambasciatore russo: "Mojtaba Khamenei è in Iran"
L'ambasciatore russo a Teheran ha dichiarato che la nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, si trova in Iran e non e' in cura in Russia. "Come la leadership iraniana ha ripetutamente affermato, il nuovo leader si trova in Iran, ma per ovvie ragioni si astiene dal comparire in pubblico", ha dichiarato Alexey Dedov all'emittente internazionale in lingua russa RTVI. Mojtaba Khamenei e' il figlio dell'ex Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso in un raid aereo all'inizio della guerra, il 28 febbraio. Il giovane Khamenei non e' ancora apparso in pubblico da quando e' stato nominato leader dell'Iran all'inizio di questo mese, e la sua voce non si e' ancora fatta sentire. Al suo posto, i media statali hanno diffuso dichiarazioni scritte a lui attribuite.
Sedici bambini tornati a Gaza, arrivati in Egitto nel 2023 da prematuri
Sedici bambini nati prematuri e arrivati in Egitto nel novembre 2023, hanno riattraversato, stavolta a piedi, il valico di Rafah per rientrare a Gaza. Lo riferisce il capo della Mezzaluna Rossa del Nord Sinai, Khaled Zayed, precisando che erano accompagnati da alcune infermiere e che per molti di loro il destino è incerto. Nel novembre 2023, con l'intensificarsi dei bombardamenti nella Striscia di Gaza, circa 29 neonati prematuri provenienti da Gaza sono arrivati ;;in Egitto per ricevere cure mediche. Qualcuno non ce l'ha fatta. aDopo tutto questo tempo, tra ieri e oggi il valico di Rafah ha accolto 16 di questi bambini. "Un sogno che si è avverato", ha commentato Zayed, anche se molti di loro non conoscono i propri genitori, né sanno se sono vivi o morti. I bambini hanno percorso a piedi il tragitto che collega l'Egitto alla Striscia, scortati dalle squadre della Mezzaluna Rossa, che li aiuterà a ritrovare le proprie famiglie. "Ma non sappiamo se sarà così per tutti", aggiunge il responsabile. Intanto 109 palestinesi adulti hanno attraversato il valico di Rafah in entrambe le direzioni. Sessanta sono palestinesi provenienti da diversi governatorati, che avevano già ricevuto cure mediche in Egitto. Altri 49 palestinesi, tra cui feriti, malati e i loro accompagnatori, provenienti dalla Striscia di Gaza, sono giunti al valico di Rafah diretti in territorio egiziano. Saranno trasferiti in ospedali specializzati in Egitto, a seconda delle loro esigenze individuali, con ambulanze e squadre mediche presenti al valico.
Madrid: "Non prevediamo che gli Usa lascino le basi in Spagna"
Madrid "non prevede" che gli Stati Uniti lascino le basi spagnole in Andalusia, dopo l'intenzione dichiarata dal segretario di Stato Usa, Marco Rubio, di rivedere le relazioni con alleati Nato, come la Spagna, per il divieto di utilizzo di Rota e Moron per l'offensiva in Iran e la chiusura dello spazio aereo. "E' uno scenario che non prevediamo perché le basi americane stanno realizzando un importante lavoro in tempo di pace e siamo sicuri che in questi scenari continueremo a collaborare", ha assicurato la ministra della Difesa, Margarita Robles, in dichiarazioni ai cronisti al termine dell'audizione oggi nella commissione Camera-Senato per riferire sulle conseguenze del conflitto in Medio Oriente. Robles ha riconosciuto di non sapere come evolverà la situazione, ma ma insistito sul fatto che il no alla guerra del governo di Pedro Sanchez "non è un ostacolo" perché la Spagna continui a essere un Paese "fermamente impegnato per la pace e il multilateralismo". Durante l'audizione in commissione, la ministra ha chiarito che il veto all'utilizzo delle basi per fini offensivi militari, che riguarda anche l'uso dello spazio aereo, è stato disposto da Madrid "nello stesso momento in cui è cominciato l'attacco all'Iran" di Usa e Israele, lo scorso 28 febbraio. Ha specificato che è limitato esclusivamente ai voli di supporto all'operazione Epic Fury, segnalando che la stessa posizione della Spagna "è stata adottata da altri Paesi", non specificati. "Questa decisione non comporta in assoluto una rottura del legame transatlantico né un abbandono della nostra responsabilità per la dissuasione e la difesa collettiva dei nostro soci e alleati" della Nato, ha insistito Robles. "Le basi continuano a funzionare con l'unico limite che in nessun caso si possa realizzare da loro alcuna azione per sostenere o favorire la guerra in Iran", ha aggiunto.
Iran, Cina e Pakistan presentano piano di 5 punti per tregua
Cina e Pakistan hanno chiesto una fine immediata della guerra in Medio Oriente, presentando un piano in cinque punti che prevede un cessate il fuoco e il rafforzamento della cooperazione sulla situazione in Iran. L'iniziativa e' stata annunciata al termine della visita a Pechino del ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar. I due Paesi si propongono come mediatori per evitare un'escalation del conflitto e "ristabilire la pace e la stabilita' nel Golfo e nella regione del Medio Oriente". Il ministro cinese Wang Yi e il suo omologo pakistano "rafforzeranno la comunicazione strategica e il coordinamento sulla situazione in Iran e su altre questioni internazionali e regionali di interesse comune", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning. Secondo il ministero degli Esteri pakistano, il piano concordato prevede in primo luogo una "cessazione immediata delle ostilita'" e l'avvio di negoziati di pace "il prima possibile". Cina e Pakistan sottolineano che dialogo e diplomazia rappresentano "l'unica opzione praticabile per risolvere i conflitti". Tra gli altri punti figura lo stop agli attacchi contro civili e obiettivi non militari, incluse infrastrutture energetiche e impianti di desalinizzazione, oltre alla richiesta di ripristinare rapidamente una "circolazione sicura delle navi civili e commerciali" nello stretto di Hormuz. La visita di Dar segue gli incontri avuti domenica con i ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Egitto e Turchia, nel quadro degli sforzi diplomatici per mettere fine alla guerra iniziata il 28 febbraio con attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran. Pechino, partner chiave della Repubblica islamica, non ha annunciato sostegno militare a Teheran e continua a chiedere un cessate il fuoco. Il Pakistan resta un alleato stretto della Cina nella regione, mentre Pechino ha invitato anche alla "calma e moderazione" nel contesto delle tensioni tra Islamabad e Afghanistan.
Iran, Araghchi: "Israele bombarda nostre aziende farmaceutiche"
Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha condannato Israele per gli attacchi aerei contro le aziende farmaceutiche presenti nel Paese. "I criminali di guerra in Israele ora bombardano apertamente e senza vergogna le aziende farmaceutiche. Le loro intenzioni sono chiare", ha affermato Araghchi in un post sui social media. Ha inoltre rivolto un avvertimento a Israele: "Il loro errore e' quello di non considerare i civili palestinesi indifesi. Le nostre potenti forze armate puniranno severamente gli aggressori".
Israele, Bannon: "Via da Usa figlio Netanyahu e vada in guerra"
Steve Bannon, influente commentatore pro-Trump, chiede che Yair, figlio del Primo Ministro Benjamin Netanyahu, venga espulso dagli Stati Uniti, dove vive, e mandato a combattere nella guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, lo riferisce il Times of Israel. Bannon, che in passato ha ricoperto il ruolo di consigliere senior del presidente statunitense Donald Trump ed e' ora una voce di spicco del movimento pro-Trump MAGA, afferma nel suo podcast che gli agenti del Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti dovrebbero espellere Yair Netanyahu dalla sua casa di Miami e mandarlo in prima linea nella guerra. "Il figlio di Netanyahu a Miami, cacciamolo via domani stesso", dice Bannon in un video che ha iniziato a circolare online ieri. "Dov'e' il Dipartimento della Sicurezza Interna quando serve? Prendiamolo, cacciamolo via, riportiamolo li'. Mettiamogli una divisa. Facciamolo entrare nella prima ondata".
Fonti Eliseo: "Siamo stupiti per il post di Trump"
Fonti dell'Eliseo, interrogate a Parigi sull'accusa di Donald Trump alla Francia di non consentire il sorvolo agli aerei Usa diretti in Israele, si dicono "stupite per questo post". "La Francia - fanno notare le fonti della presidenza - non ha cambiato quella che è stata la sua posizione fin dall'inizio".
Amb. russo in Iran: "Nessun problema per le nostre navi a Hormuz"
L'ambasciatore russo in Iran, Aleksej Dedov, in un'intervista all'emittente televisiva russa Rtvi ha dichiarato che le navi russe nello Stretto di Hormuz non stanno riscontrando problemi. "I nostri partner ci hanno assicurato che non ci sono problemi con il passaggio delle navi russe; possono passare dopo aver coordinato le questioni di sicurezza con la parte iraniana", ha affermato il diplomatico russo.
Capo Idf: "Asse del terrore iraniano sta iniziando a crollare"
Il Capo di Stato Maggiore dell'Idf tenente generale Eyal Zamir ha dichiarato che "l'asse del terrore del regime iraniano sta iniziando a crollare", secondo quanto riportato dalle dichiarazioni rese pubbliche dalle forze armate in seguito al suo incontro di questa settimana con il Capo del Comando Centrale degli Stati Uniti, Ammiraglio Brad Cooper. Lo scrive il Times of Israel. Le Idf affermano che Zamir e Cooper "hanno discusso dell'importanza della cooperazione tra i due eserciti nell'operazione contro il regime iraniano e hanno coordinato i prossimi passi" durante il loro incontro. "Attraverso un'azione sincronizzata e coordinata, insieme stiamo colpendo il regime terroristico iraniano, rendendolo strategicamente isolato e più debole che mai", si legge nella dichiarazione di Zamir. "La partnership strategica con il nostro alleato è una fonte di forza straordinaria e il suo livello non ha precedenti in questa operazione", ha affermato. Zamir ha aggiunto che "l'asse del terrore del regime iraniano sta iniziando a crollare e continueremo a colpire fino al raggiungimento dei nostri obiettivi"
Mosca: "Proseguono gli attacchi alla centrale nucleare iraniana"
L'ambasciatore russo in Iran, Aleksej Dedov, in un'intervista all'emittente televisiva russa Rtvi ha commentato gli attacchi missilistici condotti nei pressi della centrale nucleare di Bushehr. "Ci sono già stati tre incidenti di questo tipo. Nonostante tutte le rassicurazioni delle autorità israeliane e del presidente americano, gli attacchi continuano nelle immediate vicinanze del reattore n. 1 in funzione. I missili sono caduti nella zona interna dell'impianto a distanze di 200 metri, 250 metri e 450 metri dal reattore", ha dichiarato Dedov.
Amb.russo: "Guida suprema è in Iran ma ancora nessun contatto per ovvi motivi"
L'ambasciatore russo in Iran, Aleksej Dedov, in un'intervista all'emittente televisiva russa Rtvi ha dichiarato che non ha ancora avuto "contatti con la nuova Guida suprema della Repubblica islamica". "Come la leadership iraniana ha ripetutamente affermato, la nuova Guida si trova in Iran, ma per ovvie ragioni si astiene dalle apparizioni pubbliche", ha dichiarato l'ambasciatore russo.
Trump: "Altri paesi possono riaprire lo Stretto di Hormuz"
Altri paesi possono riaprire lo Stretto di Hormuz: "penso che aprirà automaticamente" quando gli Usa lasceranno. "Ma il mio atteggiamento è: ho annientato il paese, non hanno più forze e i paesi che usano lo Stretto lo aprano. Immagino che chiunque controlli il petrolio sarà molto felice di aprire lo stretto". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista al New York Post.
Iran, fonti Eliseo: "Sopresi da Trump; posizione invariata"
L'Eliseo - secondo quanto riferiscono fonti - esprime "sorpresa" per le affermazioni del presidente americano, Donald Trump, secondo cui la Francia avrebbe negato lo spazio aereo a velivoli militari americani. "La Francia non ha cambiato la sua posizione fin dal primo giorno e confermiamo questa decisione, che e' coerente con la posizione francese fin dall'inizio di questo conflitto", precisano le fonti.
Trump: "La guerra in Iran non durerà ancora a lungo"
La guerra in Iran non durerà ancora a lungo. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista al New York Post. "Non rimarremo ancora per molto. In questo momento li stiamo annientando", ha sottolineato il presidente.
Iran minaccia aziende Usa nella regione: "Attacchi da domani sera"
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno avvertito che, a partire da domani primo aprile, prenderanno di mira le aziende statunitensi presenti nella regione, in rappresaglia per gli attacchi contro l'Iran. Lo riportano i media statali iraniani citati dal Guardian. Tra le 18 aziende minacciate dai pasdaran figuravano Microsoft, Google, Apple, Intel, Ibm, Tesla e Boeing. "Queste aziende devono aspettarsi la distruzione delle rispettive unità in risposta a ogni atto terroristico in Iran, a partire dalle 20:00 ora di Teheran di mercoledì 1 aprile", si legge nella dichiarazione delle Guardie Rivoluzionarie.
Libano, fonte Onu: "È stato Idf a uccidere soldato Unifil"
E' stato il fuoco israeliano a uccidere un soldato indonesiano dell'Unifil domenica scorsa nel sud del Libano. Lo ha riferito una fonte della sicurezza delle Nazioni Unite, precisando che sono state individuate prove che a sparare sia stato un carro armato israeliano. Domenica in una nota ufficiale l'Unifil aveva dichiarato che un proiettile di origine sconosciuta era "esploso in una postazione vicino ad Adchit al Qusayr", uccidendo un soldato indonesiano. Altri due caschi blu sono stati uccisi nel sud del Libano ieri.
Gelmini: "Bene no a Sigonella, rispetto trattati e alleanza Usa non incompatibili"
"Come ha prontamente evidenziato Palazzo Chigi, l'Italia non è in guerra e sull'uso delle basi militari agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi dal governo e dal Parlamento. Le opposizioni - che da sempre tifano per la rottura dell'asse atlantico - si rassegnino e la smettano di far passare un messaggio sbagliato: nulla è cambiato sull'uso delle basi militari, ci sono degli accordi che vanno rispettati e soprattutto gli Stati Uniti restano un alleato indispensabile per l'Italia e per l'Europa. Le due cose non sono, chiaramente, incompatibili tra loro". Così Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati, interpellata dall'Ansa.
Sigonella, Calenda: "Senza passaggio Parlamento 'No' obbligato"
Sulla base di Sigonella, il 'no' del governo e' stato obbligato, "perche' altrimenti sarebbe dovuto venire in Parlamento a chiedere un'autorizzazione che, io credo, non avremmo". Lo dice il leader di Azione Carlo Calenda, rispondendo ai cronisti a margine di una conferenza stampa a Montecitorio. Tuttavia, "c'e' un tema molto piu' profondo e molto piu' politico", riprende, "e cioe' che noi abbiamo apparentemente davanti ancora settimane di guerra in condizioni difficilissime per l'economia internazionale. Una situazione che rischia di portare il mondo occidentale in uno scenario di stagflazione, con bassa crescita e alta inflazione". Quindi, continua, "Trump va fermato e bisogna fare pressioni per questo". Oltre a quello della concessione delle basi militari, sintetizza infatti Calenda, "esiste un problema piu' strutturale".
O. Napoli: "Meloni dica chiaramente che è contro la guerra in Iran"
"Arriva in queste ore la notizia della mancata autorizzazione all'uso di Sigonella per operazioni Usa dirette verso il Medio Oriente. Il conflitto scatenato da Trump e Netanyauh sta portando conseguenze disastrose per tutti, specie sul piano economico. La presidente del consiglio ha il dovere di dire, finalmente con chiarezza, che l'Italia è contraria a quel conflitto e al vulnus al diritto internazionale". Lo afferma Osvaldo Napoli, della direzione di Azione. Secondo Napoli, "per la presidente del Consiglio è arrivato il momento di iniziare l'operazione-verità: dire con chiarezza agli italiani, al Parlamento, alle categorie produttive, in quale direzione pensa di condurre il Paese". Anche in materia economica, dove "la marcia indietro sul credito di imposta per la Transizione 5.0 ha causato le proteste di Confindustria e dell'intero mondo produttivo". " Dopo il video di lunedì 23, a spoglio referendario ancora in corso - rimarca Napoli - la presidente del Consiglio non ha trovato occasione per spiegare al Paese cosa intende fare per portare l'Italia fuori dalle secche in cui quattro anni di propaganda e di misure effimere l'hanno cacciata: è il momento di dire la verità agli italiani".
Sisi sente Putin: "La Russia sostenga gli sforzi per porre fine alla guerra"
Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha avuto oggi un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin, al quale ha chiesto di "influenzare gli sforzi per porre fine alla guerra" in Medio Oriente. La conversazione - riferisce il portavoce della presidenza egiziana - si è concentrata sugli ultimi sviluppi regionali e internazionali. Sisi ha sottolineato la necessità di una de-escalation in Medio Oriente, evidenziando gli sforzi dell'Egitto, in coordinamento con diversi partner regionali, "per impedire che la regione precipiti nel caos" e ha osservato che "la Russia, con il suo peso e le sue capacità sulla scena internazionale, è in grado di influenzare gli sforzi per porre fine alla guerra". Ha quindi ribadito il pieno sostegno dell'Egitto ai Paesi arabi e il suo "categorico rifiuto" di qualsiasi violazione della loro stabilità e sovranità. Il presidente russo - riferisce la nota egiziana - ha elogiato gli sforzi dell'Egitto per ridurre le tensioni, "esprimendo la speranza di contenere l'attuale escalation e di raggiungere una de-escalation". Nel corso del colloquio si è parlato anche dei territori palestinesi occupati. Il presidente egiziano ha ribadito "l'impegno dell'Egitto a proseguire il coordinamento con la Russia per una soluzione giusta e globale della questione palestinese", ipotesi accolta con favore da Putin. Al centro del confronto anche la crisi ucraina per la quale Sisi ha auspicato una soluzione diplomatica. Il presidente egiziano ha sottolineato l'impegno dell'Egitto a rafforzare "le sue strette relazioni con la Russia in modo da servire gli interessi di entrambi i Paesi". In proposito, è stato discusso lo stato di avanzamento dei progetti di cooperazione strategica tra Egitto e Russia in diversi settori, tra cui il progetto della centrale nucleare di Dabaa, la creazione della zona industriale russa nella zona economica speciale del Canale di Suez e la collaborazione tra i due Paesi nei settori dell'energia, del turismo e dell'agroalimentare.
Colpito edificio vicino alla strada per l'aeroporto di Beirut
Un attacco ha colpito un edificio adiacente alla strada principale che porta all'aeroporto di Beirut, come mostrato dalla diretta di AfpTv, dopo che l'esercito israeliano aveva avvertito che avrebbe colpito una "struttura di Hezbollah". La trasmissione ha mostrato colonne di fumo levarsi dal sito, situato alla periferia sud di Beirut, mentre un video che circola sui social media mostra un missile colpire i piani superiori dell'edificio e pietre sparse sulla strada che porta all'aeroporto, chiusa dalle forze di sicurezza dopo l'avvertimento israeliano.
Zingaretti: "Come S&D chiediamo sospensione accordo Ue-Israele"
"La scelta del Governo israeliano di reintrodurre la pena di morte rappresenta un ennesimo, grave errore di una destra pericolosa e irresponsabile. Come gruppo S&D al Parlamento europeo chiediamo, con immediatezza, la sospensione dell'accordo Ue-Israele". Lo dichiara Nicola Zingaretti, capodelegazione PD al Parlamento europeo.
Wall Street corre con ipotesi sull'Iran, Dj +1,26%, Nasdaq +2,16%
Wall Street corre con Donald Trump aperto a mettere fine alla guerra in Iran anche se lo Stretto di Hormuz non aprirà. Il Dow Jones sale dell'1,26% a 45.780,41 punti, il Nasdaq avanza del 2,16% a 21.241,78 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell'1,64% a 6.448,07 punti.
La certezza di Infantino "l'Iran sarà al Mondiale negli Usa"
"L'Iran sarà al Mondiale, nelle sedi previste", ovvero negli Stati Uniti: è la certezza espressa dal presidente della Fifa, Gianni Infantino, in tribuna ad Antalya, in Turchia, per seguire l'amichevole Iran- Costa Rica. "L'Iran sara' alla Coppa del Mondo...questo e' il motivo per il quale sono qui", ha detto Infantino, presente a sorpresa, nell'intervallo. La partecipazione dell'Iran, che dovra' giocare in Usa, è stata messa in forse dalle parole del presidente Trump ("sono i benvenuti, ma meglio se non vengono... ") e da quelle dei dirigenti iraniani, intenzionati a chiedere lo spostamento dei match in Messico. Nelle settimane scorse, Infantino aveva incontrato Trump alla Casa Bianca, e ad aveva annunciato di aver ricevuto rassicurazioni dal presidente Usa sul fatto che l'Iran era benvenuto al Mondiale, nonostante la guerra in Medio Oriente. Trump aveva però poi aggiunto che gli iraniani erano si' benvenuti, ma il rischio incolumità ne sconsigliava la presenza negli Stati Uniti; il presidente della federcalcio iraniana ha dichiarato poi, a meta' marzo, di aver contattato la Fifa per spostare dagli Usa al Messico le tre partite del girone previste per la nazionale iraniana. "L'Iran parteciperà ai Mondiali e le partite si svolgeranno dove previsto, secondo il sorteggio", ha detto Infantino. Il calendario prevede che l'Iran giochi a Los Angeles il 16 giugno (contro la Nuova Zelanda) e il 21 (contro il Belgio) e poi a Seattle il 27 giugno (contro l'Egitto. "Siamo qui per questo. Siamo felicissimi perché è una squadra molto, molto forte, sono molto contento - ha aggiunto il presidente della Fifa durante l'intervallo della partita contro il Costa Rica - Ho visto la squadra, ho parlato con i giocatori, con l'allenatore, quindi va tutto bene".
Carburanti, verso nuovo Dl: al vaglio possibili misure
Il governo starebbe lavorando ad un possibile nuovo decreto in materia di costo dei carburanti, visto il perdurare del conflitto in Medio Oriente. Lo si apprende da fonti qualificate. Il taglio delle accise di 25 centesimi al litro attualmente in vigore dura 20 giorni e terminera' il 7 aprile. Sarebbe ancora da stabilire se il nuovo decreto - che potrebbe andare in Cdm venerdi' di questa settimana oppure subito dopo Pasqua - ricalchera' il testo del precedente, oppure avra' una modulazione di tipo differente. L'orientamento prevalente nel governo in questo momento, viene riferito, sarebbe quello di procedere a una proroga del decreto legge attualmente in vigore sul taglio temporaneo delle accise sui carburanti. Sarebbe in corso una valutazione sulla durata del provvedimento. Per calibrarne il peso finanziario si attenderebbe la comunicazione di venerdi' 3 aprile da parte dell'Istat con l'aggiornamento sui conti economici nazionali.
Onu: "Indispensabile sostegno del Consiglio Sicurezza a Unifil e caschi blu"
"La situazione è pericolosamente peggiorata a causa della continua escalation tra Hezbollah e Israele lungo la Linea Blu e oltre. Le continue avanzate terrestri dell'Idf avvengono nel contesto di feroci scontri con Hezbollah e di livelli senza precedenti di scambi aerei. Le Forze di Difesa Israeliane hanno il controllo di aree considerevoli immediatamente a nord della Linea Blu. Le sofferenze dei civili, causate dalle ostilità, continuano ad aumentare. Unifil ha subito delle perdite e questi tragici eventi non avrebbero dovuto verificarsi". Lo ha detto il capo delle operazioni di pace dell'Onu, Jean-Pierre Lacroix, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza. La missione Onu in Libano "mantiene contatti costanti con le parti al fine di prevenire conflitti e favorire la de-escalation, ove possibile. L'attuale priorità di Unifil consiste nel garantire la sicurezza del proprio personale e contribuire a facilitare l'accesso umanitario alle comunità colpite nell'area, e mentre continua ad affrontare queste sfide estreme, i nostri sforzi volti a sostenere le parti nell'attuazione integrale della Risoluzione 1701 risultano cruciali". Per Lacroix, "in questo periodo eccezionalmente pericoloso, il sostegno forte e unanime del Consiglio a Unifil e ai suoi peacekeeper non è semplicemente importante: è indispensabile".
Madrid: "Relazioni con Washington fluide e normali"
Le relazioni tra Spagna e Stati Uniti restano "assolutamente fluide e normali", nonostante lo stop all'uso delle basi e la chiusura dello spazio aereo per l'offensiva israelo-statunitense contro l'Iran. E' quanto ha assicurato la ministra e portavoce del governo, Elma Saiz, nella conferenza stampa successiva all'odierno Cdm. Riguardo alle dichiarazioni del segretario di Stato Usa, Marco Rubio, sulla necessità "di rivedere" le relazioni con la Nato e alcuni alleati, fra cui la Spagna, per il rifiuto di autorizzare l'uso delle basi di Rota e Moron e di chiudere lo spazio aereo a voli militari statunitensi, Saiz ha replicato: "Siamo un partner affidabile", sottolineando la solidità dei legami anche economici, con cinque uffici commerciali negli Usa e due nuove aperture in programma. La portavoce ha insistito sul fatto che la Spagna 'è sempre al fianco del diritto internazionale", precisando che questa posizione non implica "in alcun modo una rottura del legame transatlantico". Quanto alla legge israeliana sulla pena di morte per impiccagione ai palestinesi condannati per assassinio o reati terroristici, la ministra di Inclusione, Previdenza sociale e Migrazioni ha espresso l'"assoluta condanna" di Madrid, nel definirla una "misura che lede il diritto internazionale". Rispetto, infine, al conflitto in Medio Oriente, Saiz ha denunciato che "è stata superata una nuova linea rossa" con gli "ingiustificabili attacchi" di Israele in Libano, che hanno provocato la morte di civili e di tre Caschi blu dell'Onu un meno di 24 ore.
Claudio Martelli: "Vicenda Sigonella? Poche cose in comune tra 1985 e oggi"
La vicenda di Sigonella nel 1985 e il no all'uso delle basi Nato da parte del governo Meloni? "Le cose in comune tra i due episodi non sono molte. Nella vicenda del passato da parte degli Usa vi fu un tentativo di imperio a cui Craxi si oppose con un atto di orgoglio nazionale. Stavolta il governo ha fatto bene a dire di no all'uso delle basi Nato per un atto di guerra contro l'Iran". Lo dice a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, l'ex ministro della Giustizia e vicesegretario del Psi Claudio Martelli. Cosa ricorda della notte di Sigonella durante cui fu protagonista Bettino Craxi? "Sinceramente quella notte io ero a casa mia e Craxi al Raphael, ci furono delle consultazioni frenetiche e io sentii Bettino solo la mattina successiva".
Strada: "Unione europea rompa subito gli accordi con Israele"
"Vogliamo una risposta concreta da parte dei nostri governi e dell'Ue, che condanna le azioni israeliane ma poi nasconde la testa sotto la sabbia ogni volta che si tratta di passare dalle parole ai fatti. E di usare gli strumenti che ha per fermare questa deriva: la sospensione dell'accordo di associazione con Israele, l'embargo bilaterale sulla vendita di armi, le sanzioni contro i responsabili israeliani di condotte genocidarie". Lo afferma l'eurodeputata del Partito Democratico Cecilia Strada, commentando la decisione della Knesset di introdurre la pena di morte per i terroristi palestinesi. "Qualcuno ci spieghi come possiamo essere partner di un Paese che si dice democratico e poi introduce la pena di morte con una legge che di fatto si applicherà solo ai palestinesi e che aprirà ad esecuzioni di prigionieri senza poter di fatto ricorrere in appello. Il tutto in un contesto in cui ai palestinesi non sono più garantiti processi equi già da molto tempo", aggiunge l'eurodeputata dem. "Israele non può continuare a essere un partner politico e commerciale di un'Europa libera e democratica mentre i suoi ministri festeggiano in aula l'introduzione di esecuzioni sommarie per impiccagione. Vogliamo sapere se la Commissione intende sospendere l'accordo di associazione Ue-Israele, cosa che andava fatto già molto tempo fa, e quale altra iniziativa pensa di mettere in campo", conclude Strada.
Pizzaballa: "In Libano e Siria tante persone stanno peggio di noi"
"Ci sono tante persone che stanno peggio di noi, in Libano, Siria e in altri posti del Medio Oriente. Quindi dobbiamo anche dare le giuste proporzioni a quanto avvenuto a Gerusalemme, non vorremmo dare la sensazione di avere un monopolio del dolore". Lo ha detto il Cardinale Pierbattista Pizzaballa in conferenza stampa rispondendo a domande di giornalisti in merito alla situazione dei cristiani in Libano e Siria.
Fonti Ue: "L'Iran non chiude a un possibile ruolo dell'Onu per Hormuz"
L'Iran non chiude la porta su un possibile ruolo dell'Onu per garantire la navigazione nello stretto di Hormuz. E' quanto si apprende a Bruxelles da fonti informate sul dossier. Il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, è stato molto attivo nei giorni scorsi ed è impegnato in un giro di telefonate con i principali attori dell'area - ha sentito i suoi omologhi di Israele, Emirati, Pakistan e oggi Iran - e, in tutti i casi, ha espresso la posizione comune raggiunta nel corso del Consiglio Europeo, chiedendo l'allentamento della tensione e il rispetto del diritto internazionale. Il giro di telefonate, a quanto pare, non è ancora ultimato e ci saranno nei prossimi giorni altri scambi. Costa non a caso ha sentito anche il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, in aggiunta all'incontro già avuto al vertice Ue della settimana scorsa.
Bloomberg: "Lagarde contesta Bessent al G7, l'impatto della guerra si farà sentire a lungo"
Christine Lagarde ha contestato il segretario al Tesoro Scott Bessent in merito ai danni causati all'Iran. Secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg, nel corso dei colloqui in videoconferenza del G7 la presidente della Bce ha messo in discussione l'ottimismo di Bessent, convinto che le ricadute economiche della guerra in Iran sarebbero state di breve durata. Lagarde ha fatto notare a Bessent e agli altri funzionari del G7 che gli effetti del conflitto si sarebbero fatti sentire per lungo tempo, data l'enorme entità delle distruzioni già avvenute.
Fassino: "Pena di morte per palestinesi scelta sciagurata"
"La decisione della destra israeliana di introdurre la pena di morte per i palestinesi è una scelta sciagurata che tradisce lo stato di diritto e il carattere democratico e umanitario dello Stato di Israele. Una scelta contro cui si sono immediatamente pronunciati i partiti di opposizione, il National Security Council e tanta parte della società israeliana che vanno sostenuti nella richiesta di revoca di una legge razzista". Lo ha scritto Piero Fassino su X.
M.O., nuovo attacco coloni a Tayasir: 3 palestinesi feriti
Tre palestinesi sono rimasti feriti in un nuovo attacco dei coloni nella zona del villaggio di Tayasir, nel nord della Cisgiordania. Lo ha riferito la Mezzaluna Rossa Palestinese. Sono stati segnalati veicoli incendiati nell'area. Tayasir e' diventato l'epicentro di una nuova 'offensiva' dei coloni per fare pressioni e scacciare i palestinesi dalla zona. Giovedi' scorso un folto gruppo di attivisti radicali ha aggredito gli abitanti dell'area, ferendone diversi. Nello stesso giorno, all'alba, alcuni coloni hanno posizionato una roulotte e delle strutture per il bestiame su una collina nella valle di Tayasir, solitamente il primo passo verso la creazione di un avamposto illegale. L'incidente e' balzato agli onori della cronaca dopo che una troupe della Cnn, arrivata sul posto per raccontare l'accaduto, e' stata brutalmente aggredita da soldati israeliani e trattenuta per alcune ore. L'incidente e' stato denunciato, un'indagine e' stata aperta e il capo di Stato maggiore dell'Idf, Eyal Zamir, ha sospeso tutte le attivita' operative dell'intero battaglione di riserva coinvolto, che verra' ritirato dalla Cisgiordania e riassegnato all'addestramento fino a nuovo ordine. Si tratta dei riservisti del controverso battaglione di fanteria ultraortodosso Netzah Yehuda: nato come battaglione per permettere ai soldati di mantenere le rigide regole religiose mentre compiono il servizio militare, ha la fama di attrarre reclute di estrema destra, soprattutto i cosiddetti 'giovani delle colline', ed e' finito negli ultimi anni al centro di scandali per violenze contro i palestinesi.
Pizzaballa: "Grande dolore per legge su pena di morte"
''Abbiamo appreso con grande dolore del voto del Parlamento israeliano sulla pena di morte, che non fa altro che aumentare il solco di odio tra israeliani e palestinesi. Dobbiamo lavorare con tutte le parti per evitare un ulteriore deterioramento della situazione''. Lo ha affermato il Patriarca Latino di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa rispondendo a domande di giornalisti.
Petrolio: prezzi poco mossi, Wti sopra 103 dollari
Petrolio poco mosso in avvio di Wall Street, in un mercato che resta pero' sotto pressione dopo le nuove minacce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump contro le infrastrutture energetiche dell'Iran e dopo la notizia dell'attacco iraniano a una petroliera del Kuwait nel porto di Dubai. Il Wti sale dello 0,20% a 103,01 dollari al barile, mentre il Brent cede lo 0,15% a 107,15 dollari.
Hegseth invoca la protezione di Dio e Gesù per le truppe Usa e Trump
"Possa Dio vegliare su tutti loro, ogni giorno e ogni notte, possano le sue braccia onnipotenti ed eterne di Provvidenza stendersi su di loro, proteggerli e recare loro pace, nel nome di Gesù Cristo. E Amen, Signor Presidente, anche su di Lei. Grazie, Signor Presidente". E' quanto ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth, alla fine delle sue dichiarazioni nella parte iniziale di un briefing sull'operazione Epic Fury, riferendosi ai militari Usa impegnati nella guerra contro Iran e al presidente Donald Trump. Hegseth si è attirato critiche per l'invocazione della religione e della fede in tempi di guerra. Secondo i media Usa, il capo del Pentagono si sta spingendo troppo oltre e il suo proselitismo cristiano viola la costituzione e può mettere in pericolo la coesione delle truppe. Secondo quanto riporta il Washington Post, il ministro della Difesa ospita ogni mese funzione evangeliche e nei suoi commenti pubblici e sui social condivide la sua interpretazione del cristianesimo, dipingendo chi non la condivide come nemici di Dio. Con la guerra in Iran in corso il suo approccio, notano i critici, si è fatto ancora più evidente, dando vita a un cambio di rotta all'interno del Pentagono "pericoloso".
Pizzaballa: "Chiese in Terra Santa accoglieranno pubblico a seconda delle zone"
''Le chiese in Terra Santa rimangono aperte e sta a ogni parroco fare quanto possibile a seconda della zona e delle restrizioni di sicurezza in quell'area" valutazioni, "per consentire ai fedeli di celebrare i riti pasquali. Il Santo Sepolcro rimane chiuso al pubblico, in quanto non vi è un rifugio nelle vicinanze. Ma saranno consentite le celebrazioni per la comunità di frati locale e solo due o tre persone esterne''. Lo hanno specificato in conferenza stampa a Gerusalemme il Patriarca Latino di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa e il Custode di Terra Santa Francesco Ielpo.
Wall Street: apre in netto rialzo, focus su Iran e petrolio
Wall Street ha aperto in deciso rialzo, cercando un nuovo rimbalzo sulle speranze di una possibile de-escalation in Medio Oriente, anche se dal fronte non sono ancora arrivati segnali chiari. A sostenere il mercato sono state anche le parole di Donald Trump. Nei primi scambi il Dow Jones guadagna l'1,12%, il Nasdaq sale dell'1,43% e l'S&P 500 avanza dell'1,19%.
Riuniti i ministri dell'Energia Ue: "Sul tavolo coordinamento sulla crisi"
La videoconferenza informale convocata oggi dalla presidenza cipriota offrirà ai ministri dell'Energia l'occasione di discutere un approccio coordinato a livello dell'Ue in merito alla situazione energetica alla luce degli sviluppi in Medio Oriente. E' quanto spiegano fonti della presidenza cipriota dell'Ue. "La presidenza ritiene che qualsiasi risposta richieda un approccio coordinato a livello dell'Ue per garantire un equilibrio tra sicurezza, accessibilità economica e integrità del mercato", spiegano le stesse fonti. Nella riunione i ministri saranno invitati a esprimere la propria valutazione sui recenti sviluppi dei mercati energetici, a individuare i settori in cui è necessario un miglior coordinamento e a discutere possibili misure concrete. La sicurezza dell'approvvigionamento dell'Unione rimane garantita. Tuttavia, in quanto importatrice netta di energia, l'Ue ha visto le proprie industrie e famiglie risentire dei prezzi globali elevati e volatili che ne sono derivati. Dall'inizio del conflitto, i prezzi sono aumentati di circa il 70% per il gas e del 50 % per il petrolio.
Boldrini: "Pena morte per palestinesi è regime apartheid"
"La pena di morte riservata solo ai palestinesi condannati per terrorismo e approvata ieri dalla Knesset e' un atto gravissimo. E' la conferma definitiva, se ce ne fosse ancora bisogno, che Israele ha istaurato un regime di apartheid in cui ai palestinesi viene riservato un trattamento diverso e piu' degradante, in qualsiasi ambito". E' Laura Boldrini, deputata Pd e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, a rilevarlo, sottolineando che "non si tratta semplicemente di 'un passo indietro', come ha dichiarato l'Ue, siamo di fronte all'ennesima forma di persecuzione, la piu' violenta, contro i palestinesi". "Essere condannati per terrorismo e accusati di avere ucciso altre persone 'con l'intento di negare l'esistenza dello Stato di Israele', come recita la legge approvata dal Parlamento di Gerusalemme, e' per i palestinesi molto piu' probabile che per chiunque altro. La comunita' internazionale tutta chieda il ritiro immediato di questa legge e la cessazione di qualsiasi atto discriminatorio nei confronti dei palestinesi, a partire dall'annessione della Cisgiordania e dal genocidio a Gaza", conclude.
Hegseth: "Nato non è vera alleanza se non c'è sostegno"
Donald Trump "sta sottolineando che non si puo' parlare di una vera alleanza se ci sono Paesi che non sono disposti a sostenerti quando ne hai bisogno". Lo ha detto il segretario americano alla Difesa, Pete Hegseth, durante un briefing del Pentagono sulla guerra in Iran, riferendosi alla Nato. Hegseth, senza citare alcun paese nello specifico, ha aggiunto che gli attacchi iraniani "non raggiungono nemmeno gli Stati Uniti, ma gli alleati e altri paesi, eppure quando chiediamo ulteriore assistenza o semplicemente l'autorizzazione per un sorvolo di base, ci troviamo di fronte a domande, ostacoli o esitazioni". Gli Usa restano "impegnati a portare avanti il conflitto alle nostre condizioni non ci sono dubbi al riguardo. Per quanto riguarda la NATO, la decisione spettera' al presidente", ma "molte cose sono venute alla luce, il mondo ha potuto constatare ampiamente cosa i nostri alleati sarebbero disposti a fare per gli Stati Uniti quando intraprendiamo un'impresa di questa portata a nome del mondo libero", ha concluso.
Wall Street apre in rialzo, Dj +1,15%, Nasdaq +1,45%
Wall Street apre positiva. Il Dow Jones sale dell'1,15% a 45.739,55 punti, il Nasdaq avanza dell'1,45% a 21.096,77 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell'1,15% a 6.416,97 punti.
Media: "Parigi ha vietato spazio aereo a voli Israele con armi Usa"
La Francia non ha permesso nel fine settimana a Israele di utilizzare il suo spazio aereo per trasportare armi americane da impiegare nella guerra contro l'Iran, hanno riferito martedì a Reuters un diplomatico occidentale e due fonti a conoscenza della questione. Lo scrive Reuters sul sito. Secondo le fonti, il rifiuto, avvenuto nel fine settimana, è stato il primo caso in cui la Francia ha preso una decisione del genere dall'inizio del conflitto in Iran. Né la presidenza francese né il ministero degli esteri sono stati immediatamente disponibili per un commento, precisa Reuters.
Pizzaballa: "Ci sono state incomprensioni, ma vogliamo guardare avanti"
''Non voglio soffermarmi di nuovo sull'episodio di domenica. Ci sono state delle incomprensioni. Vogliamo guardare al momento come a una opportunità per chiarire meglio i diritti delle comunità cristiane e il coordinamento con le istituzioni, di modo che non si ripetano più episodi del genere. Abbiamo ricevuto immediatamente l'assistenza del Presidente Herzog e numerosi esponenti delle comunità religiose e non, anche ebraiche. Anche la polizia è intervenuta tempestivamente. Siamo spiacenti per quanto accaduto, ma vogliamo guardare avanti''. Lo ha detto il cardinale Pierbattista Pizzaballa durante una conferenza stampa al Patriarcato Latino di Gerusalemme in vista della Pasqua.
Fonti militari francesi: "Nessun limite ad aerei militari Usa"
"Contrariamente a quanto affermato dal presidente americano, Donald Trump, la Francia non ha vietato il sorvolo del suo spazio aereo agli aerei militari americani": lo ha assicurato una fonte militare francese alla tv BFM. La stessa fonte afferma che "le condizioni restano le stesse per gli atterraggi: solo gli aerei di trasporto logistico - spiega - possono atterrare nelle basi di Istres e Avord'.
Pizzaballa: "Le celebrazioni di Pasqua avverranno a porte chiuse"
''C'è stata una incomprensione con la polizia domenica. Avevamo chiesto la possibilità di unirci alla liturgia all'interno del Santo Sepolcro, per salvaguardare il diritto fondamentale per cui il Vescovo di Gerusalemme potesse celebrare la Messa delle Palme. Dopo i contatti con le autorità, siamo arrivati a un accordo per cui le celebrazioni della Settimana Santa verranno celebrate a porte chiuse, con un ristretto numero di persone''. Lo ha detto il Cardinale Pierbattista Pizzaballa in una conferenza stampa insieme al Custode di Terra Santa Francesco Ielpo, che ha aggiunto ''siamo perfettamente consapevoli delle questioni di sicurezza''.
La benzina in Usa oltre i 4 dollari al gallone, prima volta in 4 anni
I prezzi della benzina negli Usa sono schizzati oltre i 4 dollari al gallone per la prima volta in quasi 4 anni, scontando lo shock dell'offerta petrolifera, innescato dalla guerra in Medio Oriente, facendo lievitare i costi per le famiglie americane e i problemi per l'amministrazione Trump. I prezzi alla pompa hanno raggiunto la media nazionale di 4,018 dollari, ai massimi da agosto del 2022, quando la Russia attaccò l'Ucraina scuotendo i mercati energetici, secondo le rilevazioni dell'American Automobile Association (Aaa). I prezzi sono cresciuti di oltre il 30% da quando Usa e Israele hanno attaccato l'Iran a fine febbraio.
Madrid: "Turismo attento a guerra in Medio Oriente, fra rischi e opportunità"
La Spagna si prepara a "una Settimana santa magnifica" per il turismo nazionale e internazionale, ma con occhi attenti all'impatto della guerra in Medio Oriente. Lo ha detto oggi il ministro spagnolo del Turismo Jordi Hereu nella conferenza stampa successiva all'odierno Cdm, delineando le strategie e le sfide del settore, che contribuisce per almeno il 12,5% al Pil nazionale. Il settore sta vivendo "una trasformazione verso la triplice sostenibilità: economica, sociale e ambientale", con la destagionalizzazione, la diversificazione e il turismo di qualità, culturale e gastronomico, come punti chiave, ha rilevato il ministro. "Stiamo lavorando per attrarre segmenti a maggiore valore aggiunto, con impatto positivo sull'occupazione: a febbraio risultavano iscritti alla Previdenza sociale 2,75 milioni di lavoratori nel settore", ha precisato. Hereu ha evidenziato la soddisfazione dei turisti internazionali: "Il 70% si dichiara molto soddisfatto delle proprie vacanze in Spagna, e il 67% assicura che tornerà il prossimo anno". Le previsioni per Pasqua indicano una crescita della spesa internazionale intorno al 3% rispetto allo scorso anno, con circa 15 milioni di visitatori, +0,2% rispetto al 2025. Ma l'incognita è rappresentata dalla guerra in Medio Oriente, un conflitto che, secondo Hereu, "può comportare sia rischi che opportunità". "Stiamo osservando una ri-orientazione dei flussi turistici dal Mediterraneo orientale a quello occidentale, che favorisce destinazioni come Spagna, Italia e Grecia. Ma la situazione geopolitica resta incerta e può influire su prezzi energetici, domanda e percezione di sicurezza", ha spiegato. Per monitorare possibili effetti negativi o positivi, il ministero ha costituito un gruppo di lavoro con Turespaña e il settore privato. "Seguiamo con attenzione l'evoluzione dei mercati internazionali, condividendo preoccupazioni e dati con le imprese. La Spagna si conferma comunque un paese resiliente e sicuro, come già dimostrato durante la pandemia e la crisi ucraina", ha concluso Hereu.
Scotto: "Israele viola diritti umani. Stop Trattato con Ue"
"La decisione di introdurre la pena di morte per i palestinesi da parte della Knesset non solo e' grave, ma conferma la trasformazione di Israele in uno stato autoritario e suprematista. L'Europa non puo' limitarsi a una ramanzina. Di fronte alla certificazione dell'apartheid deve fare atti conseguenti: sospendere il Trattato di cooperazione tra Israele e Ue. All'articolo due di quell'accordo c'e' scritto esplicitamente che in caso di violazione dei diritti umani bisogna interromperne l'applicazione. Si proceda subito in tal senso". Cosi' il deputato Pd Arturo Scotto.
Teheran minaccia gli Emirati: "Se aiutano gli Usa colpiremo Fujairah"
"Nel caso in cui gli Emirati Arabi Uniti continuino a cooperare con gli Stati Uniti nei loro attacchi aerei contro l'Iran e a fornire informazioni di intelligence a Israele, l'Iran prenderà di mira il porto di Fujairah, negli Emirati, così come il suo importante oleodotto, che trasporta petrolio al di fuori dello Stretto di Hormuz". Lo ha dichiarato una fonte informata all'agenzia Fars, affiliata alle Guardie Rivoluzionarie. Nel frattempo, le Guardie Rivoluzionarie hanno affermato in un comunicato stampa di aver condotto oggi una nuova ondata di attacchi missilistici e con droni contro Israele e le basi statunitensi negli stati costieri del Golfo Persico, dedicando gli attacchi ai "martiri di Hezbollah libanese". "Hezbollah libanese e la resistenza islamica in Iraq e Yemen hanno condotto con successo operazioni contro Israele e le basi statunitensi nell'Iraq centrale e settentrionale", hanno aggiunto.
Libano, media: "Soldati francesi Unifil presi di mira da Idf"
Colpi di arma da fuoco dell'esercito israeliano sono caduti a "circa quindici metri" da caschi blu francesi dell'Unifil. E' quanto ha rivelato Le Figaro, precisando che l'incidente e' avvenuto domenica a nord di Naqoura, nel sud del Libano, dove si trova il quartier generale della missione Onu. Coinvolto anche il comandante della forza di reazione rapida, che comprende un battaglione franco-finlandese. Non e' il primo episodio che coinvolge soldati francesi. Il giorno precedente il generale Paul Sanzey, capo di stato maggiore dell'Unifil, e il suo assistente erano stati minacciati dall'Idf al loro rientro da Beirut. L'episodio era stato duramente condannato dal ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot su X: "Gli atti di intimidazione perpetrati da soldati israeliani contro il personale delle Nazioni Unite sono inaccettabili e ingiustificabili, soprattutto perche' erano state seguite le procedure di de-escalation".
Israele taglia le forniture di gas all'Egitto
Israele ha interrotto le forniture di gnl all'Egitto, frutto di un controverso accordo da 30 miliardi di euro perfezionato nello scorso dicembre, invocando la clausola di "forza maggiore", circostanza che impedisce all' Egitto di impugnare l'accordo. Lo fa sapere l'Associazione Egiziana per l'Energia, precisando ad Al Arabiya che non intraprenderà alcuna azione legale contro Israele per l'interruzione delle forniture di gas. Khaled Abu Bakr, presidente dell'Associazione Egiziana per l'Energia e vicepresidente dell'Unione Internazionale del Gas, ha affermato che "al momento è impossibile intraprendere azioni legali contro Israele in quanto i rapporti commerciali in questo settore sono regolati da contratti chiari tra società private, soggetti a leggi specifiche che garantiscono i diritti di tutte le parti, inclusa la clausola di forza maggiore, invocata in caso di crisi o guerra e internazionalmente rispettata dalle parti contraenti". Ha sottolineato poi che l'Egitto "non sta affrontando una crisi isolata, ma è colpito da sfide globali". "Lo Stato - ha detto - sta adottando misure significative per razionalizzare il proprio consumo energetico e garantire il soddisfacimento del fabbisogno a fronte della crescente domanda, trainata dalla crescita demografica ed economica".
Iran, fonti francesi a BfmTv: "Spazio aereo non chiuso agli Usa"
La Francia smentisce le accuse del presidente americano, Donald Trump, sul presunto blocco del proprio spazio aereo agli aerei militari americani diretti in Israele. Secondo quanto riferito da una fonte militare a BfmTv, Parigi non ha introdotto alcuna restrizione al sorvolo per questi velivoli. La stessa fonte precisa che restano invece invariate le condizioni per gli atterraggi: sono autorizzati unicamente gli aerei di trasporto logistico, che possono operare sulle basi di Istres e Avord. Nelle scorse, il presidente degli Stati Uniti ha criticato la Francia sostenendo che avesse vietato il sorvolo del proprio territorio agli aerei carichi di materiale militare destinato a Israele, accusando Parigi di scarsa cooperazione di fronte al "macellaio dell'Iran".
Media: "L'Idf ha sparato colpi a 15 metri dai soldati francesi Unifil"
Colpi esplosi dall'esercito israeliano, domenica, sono caduti a nord di Naqoura "a una quindicina di metri" dai soldati francesi dell'Unifil, la missione Onu in Libano, secondo quanto riferiscono oggi Bfm tv e Le Figaro, che attribuiscono la notizia a "fonti informate". Fra i soldati francesi c'era fra l'altro il capo della forza di reazione rapida, un battaglione franco-finlandese. L'incidente è avvenuto a nord di Naqoura, dove sorge il quartier generale del battaglione e non è il primo incidente che coinvolge soldati francesi. Il generale Paul Sanzey, capo di stato maggiore dell'Unifil, e il suo assistente sono stati sotto la minaccia di armi israeliane sabato mattina al loro rientro da Beirut. Ieri il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, ha "condannato i gravi incidenti ai danni del contingente francese a Naqoura".
Il petrolio è poco mosso a New York a 102,86 dollari
Il petrolio è poco mosso a New York, dove le quotazioni perdono lo 0,02% a 102,86 dollari al barile.
Madrid: "Nuova fregata in Mediterraneo orientale per continuare missione Ue"
La fregata spagnola 'Cristobal Colon' resterà nel Mediterraneo orientale fino al 7 aprile, quando sarà sostituita dalla 'Mendez Nunez' nell'ambito dei "normali avvicendamenti", secondo quanto annunciato oggi la ministra della Difesa, Margarita Robles, nel riferire oggi in commissione mista al Senato sulla sicurezza nazionale. "La missione sarà definita in base alle decisioni dell'Unione europea, degli alleati e alle richieste di Cipro", ha spiegato Robles, ricordando che l'operazione rientra nella "difesa collettiva dei Paesi della Nato e dell'Europa" e "nella strategia di dissuasione dell'Alleanza". La fregata 'Cristobal Colon' opera nel gruppo navale guidato dalla portaerei francese 'Charles de Gaulle', con compiti di protezioni ravvicinata e di contributo alla difesa di Cipro, dopo l'intervento di Usa e Israele in Iran e la risposta del regime degli Ayatollah. Robles ha ribadito l'opposizione di Madrid a una guerra "iniziata in maniera unilaterale e contraria all'ordinamento giuridico internazionale". "Ma allo stesso tempo abbiamo un impegno, come alleati responsabili, seri e affidabili che siamo, nella difesa collettiva dei Paesi membri dell'Alleanza e dell'Europa", ha aggiunto la titolare della Difesa, ribadendo l'impegno spagnolo nella "difesa collettiva, nella pace e nella sicurezza".
Teheran: "Nessun quarto missile contro la Turchia, è una false flag"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha smentito le notizie sul lancio di un missile iraniano contro la Turchia, definendole "completamente infondate". Araghchi ha rilasciato questa dichiarazione durante una conversazione telefonica con il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan. "Si tratta solo di un attacco militare sotto falsa bandiera da parte dei nemici e l'Iran è pronto a condurre una cooperazione tecnica congiunta per indagare sulla questione", ha aggiunto, citato dall'agenzia Isna, dopo che Istanbul aveva affermato che le forze Nato avevano intercettato il quarto missile lanciato dall'Iran.
Comandante Unifil: "Mai così in Libano, 400 razzi al giorno"
"Qui a sud del Libano la situazione non è mai stata così pesante. Nell'ultima settimana ci sono stati molti combattimenti, il personale raggiunge quotidianamente i bunker per evitare effetti collaterali dovuti ad attacchi aerei, artiglieria e lanci di razzi. Ma abbiamo la capacità di adattarci alla situazione. Nell'ultima settimana sono stati superati i 100 lanci quotidiani di razzi da parte di Hezbollah e i 300 dell'Idf. Sono 1.800 invece le traiettorie aeree ogni giorno, che comprendono passaggi di aerei, elicotteri, razzi e droni che vanno e vengono". Così il capo missione e comandante Unifil, Diodato Abagnara.
Trump: "Difficile per chiunque rimuovere l'uranio dell'Iran"
L'uranio arricchito dell'Iran è sepolto così in profondità che sarà molto difficile per chiunque rimuoverlo. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Cbs. Ieri il Wall Street Journal aveva riferito che il presidente americano stava valutando un'operazione militare mirata per recuperare più di 450 chilogrammi di uranio in Iran.
Hegseth: colloqui attivi, per ora negoziamo con le bombe
I colloqui con l'Iran sono "attivi" e in corso, gli Stati Uniti "preferirebbero di gran lunga" raggiungere un accordo, ma "nel frattempo, negozieremo con le bombe". Lo dice il segretario Usa alla Difesa, Pete Hegseth durante un briefing con la stampa.
Media: udite esplosioni a Riad
Esplosioni sono state udite a Riad. A riportarlo, il giornalista della Afp nella capitale saudita.
Hegseth: "Prossimi giorni saranno decisivi"
"I prossimi giorni saranno decisivi" per la guerra in Iran. Lo dice il Segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth, nel primo briefing pubblico del Pentagono sulla guerra dopo quasi due settimane dall'attacco.
Hegseth: Trump non bluffa, se Iran saggio cercherà accordo
"Se l'Iran è saggio, cercherà un accordo", il presidente Donald Trump "non bluffa". Lo dice il segretario Usa alla Difesa, Pete Hegseth in un briefinig con la stampa sulla guerra in Iran. Hegseth ha rivelato di aver effettuato una visita a sorpresa in Medio Oriente durante il fine settimana per incontrare le truppe dislocate nelle basi della regione.
Iran, Ue chiede a Stati misure per ridurre domanda energia
La possibilità, sempre meno remota, di una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz risveglia in Europa lo spettro dell'austerità energetica, effetto dello choc petrolifero che seguì alla guerra del Kippur dell'ottobre 1973. Il commissario europeo all'Energia Dan Jorgensen, in vista della videoconferenza di oggi tra i ministri Ue dell'Energia, ha inviato una lettera in cui invita gli Stati membri a valutare "misure di riduzione della domanda", in particolare nel settore dei "trasporti". Il problema sono proprio i carburanti: "Dipendiamo dai mercati globali - ricorda Jorgensen - per il nostro approvvigionamento di combustibili fossili, in diretta concorrenza con altri consumatori. L'intensificarsi della concorrenza globale per le forniture disponibili potrebbe introdurre una maggiore volatilità nei mercati europei".
"A breve termine - sottolinea il commissario - desta particolare preoccupazione la dipendenza dell'Ue dalla regione del Golfo Persico per i prodotti petroliferi raffinati, aggravata dalla limitata disponibilità di fornitori alternativi e di capacità di raffinazione per prodotti specifici all'interno dell'Ue". Gli Stati membri, aggiunge Jorgensen, sono pertanto "incoraggiati a prepararsi tempestivamente in previsione di una potenziale interruzione prolungata. Oltre al rilascio di scorte di emergenza, le misure volontarie di riduzione della domanda rappresentano un ulteriore strumento di risposta essenziale". Pertanto, "considerata la situazione attuale, gli Stati membri sono invitati a valutare la promozione di misure di riduzione della domanda, in conformità con i propri piani di emergenza, con particolare attenzione al settore dei trasporti". Per evitare di "aggravare le difficoltà di approvvigionamento", gli Stati membri per la Commissione "dovrebbero astenersi dall'adottare misure che possano aumentare il consumo di carburante, limitare la libera circolazione dei prodotti petroliferi o disincentivare la produzione delle raffinerie dell'Ue". Gli Stati dovrebbero anche "valutare - continua Jorgensen - il potenziale impatto transfrontaliero delle misure nazionali e consultarsi con gli Stati membri limitrofi e con la Commissione per preservare la coerenza a livello Ue e il funzionamento del mercato interno". Data la "volatilità" della situazione attuale, aggiunge il commissario, "sono essenziali meccanismi di monitoraggio efficaci e di rapida condivisione delle informazioni, anche da parte del settore industriale, come produttori, importatori, distributori, gestori di infrastrutture, raffinerie e altre imprese rilevanti". Per salvaguardare la disponibilità di prodotti petroliferi sul mercato dell'Ue, gli Stati membri "sono incoraggiati a rinviare qualsiasi manutenzione non urgente delle raffinerie. Inoltre, gli Stati membri sono invitati a valutare la possibilità di incrementare l'utilizzo dei biocarburanti, che potrebbero contribuire a sostituire i prodotti petroliferi di origine fossile e ad alleviare la pressione sul mercato".
Madrid: 'Israele e Usa non possono decidere che tipo di pace c'è nel mondo'
"Gli Stati Uniti e Israele non possono decidere, senza contare su nessuno, né sui propri alleati, tantomeno su una parte della popolazione statunitense, che tipo di pace o che tipo di regole ci sono ne mondo". Lo ha detto la ministra spagnola della Difesa, Margarita Robles, nell'audizione oggi in commissione Mista al Senato, per riferire - su richiesta del Partido Popular - su come la decisione della Spagna di chiudere lo spazio aereo agli aerei alleati per l'offensiva di Stati Uniti e Israele in Iran, dopo aver vietato l'uso delle basi militari, possa influire sulla sicurezza nazionale. Robles ha ribadito che Madrid si oppone a "guerra contraria al diritto internazionale", ricordando che questa è una posizione difesa sia dalla maggioranza degli spagnoli che dei cittadini europei e da personalità quali l'alta rappresentante per la politica estera dell'Ue, Kaja Kallas, come da Papa Leone XIV. "Non ci troverete mai in una guerra di aggressione, contraria al diritto internazionale", ha insistito Robles, rivolta ai senatori del Pp, nel ricordare che Madrid ha condannato "dal primo momento" l'attentato di Hamas del 7 ottobre e la "brutale rappresaglia" di Israele a Gaza, ma anche "la brutale, unilaterale e ingiustificata" offensiva israelo-statunitense in Iran, fino agli "attacchi iraniani ai Paesi del Golfo". "La risposta alle dittature deve essere sempre nell'ambito dell'ordinamento giuridico internazionale e nel rispetto dei diritti umani", ha enfatizzato Robles, nel riferirsi all'intervento in Iran ma anche a quello statunitense in Venezuela. "Non abbiamo accettato né accetteremo in Ucraina un'aggressione come quella della Russia di Putin", ha anche detto la titolare della Difesa, "così come non accetteremo che un determinato Paese o determinati Paesi si convertano nei guardiani dell'Occidente, chiedendo un sostegno" agli alleati "che si ignora di che tipo di appoggio si tratti", ha aggiunto, riferendosi agli Stati Uniti e a Israele.
Netanyahu: 'Avanti alleanze con i Paesi arabi, leader europei deboli'
"Continuiamo a stringere alleanze con i Paesi arabi che stanno valutando la possibilità di combattere insieme al nostro fianco''. Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu nel corso della riunione di gabinetto in cui ha sferrato anche un attacco ai leader europei: "Il simbolo della debolezza dei leader europei è che mi dicono in privato di sapere, ma di avere paura di parlare o di agire contro l'Iran. Noi invece sappiamo, non abbiamo paura e stiamo agendo e ciò sta portando a un cambiamento negli equilibri strategici. Stiamo stringendo alleanze che un tempo sembravano irrealizzabili'', ha aggiunto il premier israeliano.
Ambasciatore Iran a Roma: "Khamenei è nel Paese e lo guida"
Mojtaba Khamenei "si trova nel Paese e sta svolgendo le proprie funzioni di comando nella situazione di guerra". Lo ha detto l'ambasciatore iraniano a Roma, Mohammad Reza Sabouri, in un'intervista all'ANSA, definendo "propaganda e disinformazione, tipica degli apparati mediatici israeliani", le voci emerse nei giorni scorsi che la Guida Suprema si trovasse all'estero per essere curato dopo essere stato ferito dai raid americani e israeliani. "Il nuovo leader guida il Paese e coordina la guerra con le istituzioni, ma per ragioni di sicurezza non è ancora apparso pubblicamente".
Costa sente Pezeshkian: "Cessare gli attacchi"
"La situazione attuale in Medio Oriente è estremamente pericolosa. Oggi, nella mia telefonata con il presidente dell'Iran, Masoud Pezeshkian, ho esortato alla de-escalation e alla moderazione, alla protezione dei civili e delle infrastrutture civili, e alla necessità che tutte le parti rispettino pienamente il diritto internazionale".Lo scrive sui social il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa."La perdita di vite innocenti, inclusa quella nella scuola di Minab, è profondamente deplorevole. Per la de-escalation, ho esortato l'Iran a cessare gli attacchi inaccettabili contro i paesi della regione e a impegnarsi positivamente sul tracciato diplomatico, in particolare con l'ONU per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz", ha esortato Costa."Deve esserci spazio per la diplomazia. L'UE è pronta a contribuire a tutti gli sforzi diplomatici per ridurre le tensioni e per una soluzione duratura che ponga fine alle ostilità, affrontando al contempo le più ampie preoccupazioni per la sicurezza poste dall'Iran".
Iran, media: 4.770 morti tra Pasdaran, Basij e Polizia da inizio guerra
In Iran sarebbero almeno 4.770 i caduti tra i Guardiani della Rivoluzione (i Pasdaran), i Basij (parte integrante delle forze armate) e la Polizia da quando lo scorso 28 febbraio Usa e Israele hanno annunciato l'avvio di operazioni militari contro la Repubblica islamica. Questo quanto rende noto di aver appreso Iran International. Secondo le fonti i feriti sarebbero 20.880.
Sigonella, Crosetto: basi restano attive, nulla è cambiato
"Qualcuno sta cercando di far passare il messaggio che l'Italia avrebbe deciso di sospendere l'uso delle basi agli assetti Usa. Cosa semplicemente falsa, perche' le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato": lo scrive su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
Qatar: con Usa partnership strategica, no attacchi a siti energetici e nucleari
Il Qatar ha rivolto un appello alle parti coinvolte nella guerra lanciata da Stati Uniti e Isrele contro l'Iran per chiedere che non vengano condotti attacchi alle infrastrutture energetiche e nucleari. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Doha, sottolineando che è la partnership con gli Stati Uniti è ''strategica'' e fondamentale per proteggersi dagli attacchi iraniani. Attacchi che, ha aggiunto, hanno un effetto catastrofico sulle relazioni tra il Qatar e l'Iran. ''Troveremo un modo per collaborare, ma la scelta di trascinarci in guerra ha creato tensioni - ha detto il portavoce - Siamo contrari a qualsiasi escalation. Un'ulteriore escalation comporterebbe maggiori perdite per tutte le parti coinvolte''.
Trump: 'Chi non ci ha aiutato vada a prendersi da solo il petrolio a Hormuz'
Paesi come il Regno Unito dovrebbero trovare il "coraggio" di andare nello stretto di Hormuz e "prendere" semplicemente il carburante. Lo ha scritto su Truth Social il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, aggiungendo che "dovrete imparare a difendervi da soli, gli Stati Uniti non saranno più lì ad aiutarvi, proprio come voi non siete stati lì per noi", ha detto Trump criticando i Paesi che "si sono rifiutati di intervenire nella decapitazione dell'Iran". Ha ha scritto ancora che questi paesi potrebbero acquistare "carburante per aerei" dagli Stati Uniti, dove ce n'è "in abbondanza", se le loro scorte dovessero scarseggiare. "L'Iran è stato, in sostanza, decimato. La parte difficile è fatta. Andate a procurarvi il vostro petrolio!".
Palazzo Chigi: i rapporti con gli Usa solidi e improntati a leale collaborazione
"Non si registrano criticità né frizioni con i partner internazionali. I rapporti con gli Stati Uniti, in particolare, sono solidi e improntati a una piena e leale collaborazione". Lo afferma una nota di Palazzo Chigi "in riferimento alle notizie di stampa sull'utilizzo delle basi militari".
Premier australiano a Trump: 'Metta in chiaro gli obiettivi della guerra'
Il primo ministro australiano, Anthony Albanese, nel suo più duro messaggio a un presidente Usa, ha sollecitato il presidente Donald Trump a mettere in chiaro i suoi obiettivi nella guerra all'Iran, mentre anche l'Australia continua ad affrontare il devastante impatto che il conflitto sta avendo sui prezzi globali del petrolio. "È chiaro che gli obiettivi chiave di Washington per entrare in guerra sono stati conseguiti", ha detto. "Vogliamo vedere maggiore certezza su quali sono quelli ancora da conseguire. E vogliamo vedere al più presto una de-escalation". "All'inizio del conflitto l'obiettivo principale era descritto solo come impedire all'Iran di acquisire un'arma nucleare, e chiaramente questo è stato ottenuto. In secondo luogo, degradare l'opportunità per l'Iran per entrare in azione militare sia apertamente, sia attraverso altri agenti per suo conto, Hezbollah, Hamas o gli Houthi", ha aggiunto. In uno sforzo per attutire l'impatto sui consumatori, Albanese ha avviato un piano nazionale di sicurezza dei carburanti, che include un taglio all'accisa e una riduzione dei pedaggi stradali.
Trump: "Francia inutile contro l'Iran, non lo dimenticheremo"
"La Francia non ha permesso agli aerei diretti in Israele, carichi di rifornimenti militari, di sorvolare il territorio francese. La Francia è stata molto inutile con noi nei confronti del 'Macellaio dell'Iran', che è stato eliminato con successo! Gli Stati Uniti non dimenticheranno!".Lo scrive su Truth il presidente americano, Donald Trump.
Ucraina: pezzi di missile vicino nostra ambasciata a Tel Aviv"
Questa mattina, "alcuni frammenti di un missile a grappolo iraniano" sono caduti a circa 30 metri dall'ambasciata ucraina a Tel Aviv.Lo ha riferito il ministro degli Esteri, Andrii Sybiha, su X."Fortunatamente, i visitatori si trovavano all'interno e nessuno di loro è rimasto ferito", ha spiegato."Questo incidente dimostra ancora una volta che il regime iraniano rappresenta una minaccia per tutti nella regione. Non rispetta non solo la Convenzione di Vienna, ma nemmeno le norme fondamentali della vita umana. È importante che tutti siano uniti per proteggere la vita da questo tipo di terrore. L'Ucraina sta dando il suo contributo. E la pressione sui regimi di Teheran e Mosca deve essere costantemente aumentata", ha concluso.
Trump: Paesi senza carburante si prendano lo Stretto
Trump: Paesi senza carburante lo comprino da noi
Trump ad alleati: difendetevi da soli, non vi aiutiamo
Ue: "La legge sulla pena di morte in Israele è un passo indietro"
L'Unione Europea esprime "grande preoccupazione" per la legge sulla pena di morte votata in Israele, che definisce "un passo indietro" e presenta una "natura discriminatoria". Lo ha dichiarato un portavoce della Commissione, notando come in Israele si siano levate voci contrarie e che ci sia un appello alla corte suprema.
Katz: "Israele demolirà tutte le case nei villaggi di confine in Libano"
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha annunciato che tutte le case nei villaggi libanesi vicino al confine israeliano saranno demolite "come a Rafah e Beit Hanoun", riferendosi alle aree della Striscia di Gaza dove l'Idf ha effettuato demolizioni su vasta scala di abitazioni durante la guerra. Lo scrive Haaretz. Circa 600mila residenti evacuati dal Libano meridionale non potranno far ritorno finché non sarà garantita la sicurezza dei residenti nel nord di Israele, ha annunciato affermando che l'Idf istituirà una zona cuscinetto nell'area e mantenuto il controllo fino al fiume Litani.
La Crisi di Sigonella, quando Craxi disse no a Reagan. La storia dell’Achille Lauro
La base militare di Sigonella è una delle infrastrutture presenti sul suolo italiano utilizzate dall’esercito statunitense. A regolamentare la presenza a stelle e strisce in queste basi, e in particolare il modo in cui possono essere usate, sono in vigore accordi che risalgono ai primi anni dopo la Seconda guerra mondiale: il Nato Sofa del 1951, poi il Bilateral infrastructure agreement del 1954 aggiornato nel 1973 e attualizzato con il Memorandum d'intesa Italia-Usa del 1995.
Il 31 marzo 2026 la base in provincia di Catania è tornata alla ribalta per il rifiuto del ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, all’uso della struttura ad aerei americani privi della necessaria autorizzazione preventiva. Ma Sigonella è nota soprattutto per una crisi diplomatica che si è consumata tra Roma e Washington nell’ottobre del 1985, che è poi passata alla storia come ‘Crisi di Sigonella’ tra il governo di Bettino Craxi e l’amministrazione americana guidata da Ronald Reagan.
La Crisi di Sigonella, quando Craxi disse no a Reagan: la storia
Vai al contenutoMedia: "Danni a impianto dissalazione in stretto Hormuz" (2)
Il sito colpito è sull'isola di Kish, paradiso turistico nel Golfo Persico. "Uno degli impianti di desalinizzazione sull'isola di Kish è stato preso di mira ed è completamente fuori servizio, poiché non è possibile ripararlo nel breve termine", ha riferito l'agenzia Isna.
Handala annuncia: "Mega-attacco informatico a città Usa"
Il gruppo di hacker Handala ha annunciato un attacco informatico di vasta scala contro "una città degli Stati Uniti". Lo riferisce la televisione di Stato preannunciando altri dettagli: "Nelle prossime ore, tutto cambierà", ha assicurato. Handala è riuscito a entrare nei giorni scorsi nell'account di posta elettronica privata del direttore dell'Fbi, Kash Patel.
Media: "Danni a impianto dissalazione in stretto Hormuz"
Un impianto di dissalazione su un'isola dello stretto di Hormuz è rimasto danneggiato in un bombardamento. Lo riferiscono media iraniani.
Calenda a Sky TG24: "Giusto negare uso base di Sigonella a Usa"
"Non c'è ragione di un approccio sottomesso" nei confronti degli Usa "ed è giusto e corretto che le basi non vengano date": così Carlo Calenda a Sky TG24 commentando il rifiuto agli Stati Uniti dell'uso della base di Sigonella. "Meloni ha pagato la vicinanza assurda a Trump - aggiunge - e spero" che l'esito del referendum "imprima una svolta al governo" per la " costruzione di un'Europa sempre più forte. Ricordo che Trump ci ha dato dei codardi e non si può più accettare di essere calpestati come siamo calpestati".
Cardinale di Teheran: "Fermare la logica della vendetta"
Le parole di supplica per il dono della pace sono risuonate nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme. A ripetere il monito "Mai più la guerra", 35 anni dopo lo stesso appello di Giovanni Paolo II, è stato il cardinale Dominique Joseph Mathieu, arcivescovo di Teheran-Ispahan dei Latini, che ha partecipato alla veglia di preghiera, ieri sera, presieduta dal cardinale vicario Baldo Reina. Lo scrive RomaSette, il portale della dicoesi di Roma. "Signore della pace e della vita, ascolta il grido unanime dei tuoi figli, parla ai cuori dei responsabili delle sorti dei popoli, ferma la logica della ritorsione e della vendetta, suggerisci con il tuo Spirito soluzioni nuove". Così ha pregato il porporato che guidava la piccola comunità latina in Iran, dopo l'arrivo a Roma, qualche giorno fa, in seguito all'escalation militare che ha interessato la Capitale iraniana e alla conseguente chiusura dell'ambasciata, all'interno della quale si trovano la cattedrale della Consolata e la residenza arcivescovile. Nella sua meditazione, il cardinale vicario Reina ha osservato che gli interrogativi dell'uomo sono "sul perché tanta guerra e tanta morte" ma anche laddove sembra non esserci una risposta, ha continuato, "abbiamo una Parola che ci consola e che raccoglie tutta la sofferenza di tanti uomini, di tanti bambini che sono davvero nostri fratelli, raccoglie tante lacrime, anche quelle di Dio, che piange di fronte a tanto dolore". "Noi cristiani non ci stanchiamo di piegare le nostre ginocchia davanti al principe della pace e speriamo che siano in tanti ad accorgersi che Gesù è 'in mezzo' anche alle oltre 50 guerre che si sono nel mondo". All'inizio della veglia, ha portato il suo saluto padre Giulio Albanese, direttore del Centro missionario della diocesi di Roma, sottolineando l'importanza della preghiera, "in un tempo in cui la guerra continua a ferire i popoli in Medio Oriente come in altre periferie del mondo". Quanto alle soluzioni trovate per le celebrazioni a Gerusalemme, Albanese ha parlato di "un fragile segnale di speranza per il rispetto e la convivenza, anche nel buio".
Due feriti in Arabia Saudita dopo l'intercettazione di un drone
L'intercettazione di un drone ha causato due feriti in Arabia Saudita, in una regione a sud-est della capitale Riad, dove si trova la base aerea Prince Sultan: lo ha riferito martedì la difesa civile saudita. "La caduta di detriti derivanti dall'intercettazione di un drone nella provincia di Al-Kharj ha provocato due feriti lievi e danni materiali limitati a tre abitazioni e a diversi veicoli", afferma un comunicato riportato dall'agenzia di stampa Spa.
Teheran: "Pena di morte per chi filma i danni causati dai raid"
Rischia di essere condannato alla pena capitale chi filma o fotografa i danni causati da raid aerei in Iran. Lo ha reso noto il portavoce della Magistratura iraniana, Asghar Jahangir, citato dall'agenzia di stampa Fars. "Per coloro che forniscono informazioni al nemico scattando foto o filmando, la legge sull'inasprimento delle pene per spionaggio prevede la pena capitale e la confisca di tutti i beni", ha dichiarato Jahangir.
"Quando vengono scattate fotografie delle aree danneggiate, il nemico viene informato che l'obiettivo è stato localizzato correttamente'', ha aggiunto. ''Fornire informazioni al nemico in questo modo equivale a collaborare con il nemico in attività di intelligence, reato per il quale il legislatore ha previsto la pena di morte e la confisca di tutti i beni", ha sottolineato Jahangir.
Iran, in Usa benzina a 4 dollari al gallone: record dal 2022
Il prezzo medio della benzina pagato dagli americani ha raggiunto i 4 dollari al gallone, il livello più alto dal 2022. Lo riportano i media Usa. I prezzi medi alla pompa sono ora piu' alti che in qualsiasi altro momento durante i due mandati del presidente Donald Trump, secondo la Cnn. Dall'inizio della guerra in Medio Oriente, i prezzi della benzina sono aumentati vertiginosamente con un incremento di circa 1 dollaro al gallone nell'ultimo mese.
Centcom: "Cooper si è recato in Israele, ha incontrato capo Idf"
Il capo del Centcom, l'ammiraglio Brad Cooper, si è recato in Israele domenica e ieri e ha incontrato il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), il tenente generale Eyal Zamir. Lo ha confermato il Centcom. I due leader militari "hanno discusso dei progressi compiuti nelle operazioni in corso per eliminare la capacità dell'Iran di proiettare la propria influenza in modo significativo al di fuori dei propri confini", ha dichiarato il portavoce del Centcom, il capitano Tim Hawkins.
"Hanno inoltre ribadito la solidità della partnership di difesa tra Stati Uniti e Israele e hanno sottolineato l'importanza di un coordinamento continuo", ha aggiunto.
Esplosione udita vicino aeroporto Erbil in Iraq
Un'esplosione è avvenuta martedì mattina presso l'aeroporto internazionale di Erbil, nella regione autonoma del Kurdistan iracheno. Lo ha riferito un giornalista dell'AFP. Erbil ospita un importante complesso consolare statunitense e il suo aeroporto accoglie consiglieri militari affiliati alla coalizione internazionale a guida statunitense contro i jihadisti. Gruppi armati filo-iraniani rivendicano regolarmente la responsabilità di attacchi con droni, che vengono solitamente intercettati dalla difesa aerea, e che prendono di mira, in particolare, le truppe della coalizione internazionale schierata in Iraq.
Arabia Saudita: "Due feriti da schegge drone vicino Riad"
Due persone sono rimaste ferite vicino a Riad dalle schegge di un drone intercettato dalla contraerea. Lo ha reso noto la protezione civile saudita.
Media: "Esplosione vicino aeroporto di Erbil"
Un'esplosione è stata udita nei pressi dell'aeroporto internazionale di Erbil, nella regione autonoma del Kurdistan iracheno. Lo riferisce l'Afp. La città ospita un importante complesso consolare statunitense.
Libano mette al bando braccio armato Hezbollah, informata l'Onu
Il Libano ha informato le Nazioni Unite di aver messo al bando il braccio armato di Hezbollah. Lo ha riportato da Al Hadath citando un funzionario diplomatico. Nella lettera che il governo di Beirut ha inviato alle Nazioni Unite si fa riferimento anche a una decisione del governo del 2 marzo di vietare ogni attività militare del gruppo.
Madrid: "Rispettare forze di pace Unifil in Libano, devono essere inviolabili"
"Il diritto internazionale umanitario, le forze di pace delle Nazioni Unite devono essere rispettate ed essere totalmente inviolabili": lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, in un'intervista a Radio Euskadi, nel condannare "totalmente la violenza a sud del Libano" e i recenti attacchi al personale Unifil, impegnato "precisamente per aiutare alla pace, allo sviluppo della convivenza fra israeliani e libanesi". "Parliamo di uno stato sovrano con un governo impegnato per il futuro del Libano. E tutto questo è stato totalmente travolto" dagli attacchi "molto preoccupanti per le Nazioni Unite e per la pace nella regione", ha anche detto Albares. "Non sappiamo da dove siano partiti, ma non è la prima volta che si producono", ha evidenziato Albares, esigendo "che siano chiariti i fatti" e la provenienza "dei proiettili". "Queste forze sono alleate della pace e della sicurezza, anche del popolo di Israele, che naturalmente ha diritto a esistere in pace e sicurezza, ma esattamente lo stesso diritto lo ha il popolo libanese", ha insistito il capo della diplomazia spagnola, riferendosi al personale Unifil fra cui è presente il contingente di 700 militari spagnoli, "il maggiore schierato" da Madrid all'estero.
Guerra Iran, esplosioni a Gerusalemme
Media: "Forze cecene di Kadyrov pronte a jihad con Teheran"
Le unita' militari cecene fedeli al leader Ramzan Kadyrov hanno annunciato la loro disponibilità a schierarsi in Iran in caso di invasione di terra degli Stati Uniti. Lo riferisce l'emittente filoregime Press Tv. La guerra scatenata da Stati Uniti e Israele "è religiosa", hanno spiegato i ceceni a quanto riporta Press tv. Dunque un intervento sarebbe "un jihad in difesa della Repubblica islamica dell'Iran contro le forze americane e alleate".
Parlamento Iran approva l'introduzione del pedaggio per le navi a Hormuz
Il parlamento iraniano ha approvato i piani per l'introduzione di un pedaggio per le navi che transitano nello Stretto di Hormuz: lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Fars. Nel testo si afferma il "ruolo sovrano" dell'Iran e delle sue forze armate nello stretto, la cooperazione con l'Oman e il divieto a qualsiasi Paese di imporre sanzioni unilaterali a Teheran. Nello Stretto di Hormuz normalmente transita circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gnl e dall'inizio della guerra l'Iran ha già imposto un pedaggio alle navi per un transito sicuro. Secondo Nbc, alcuni avrebbero pagato anche milioni per transitare.
Pechino ringrazia per il transito di 3 navi cinesi da Hormuz
Pechino ha espresso la sua "gratitudine" per le tre navi cinesi che hanno recentemente attraversato lo Stretto di Hormuz. "Grazie agli sforzi coordinati con le parti interessate, tre navi cinesi hanno recentemente attraversato lo Stretto di Hormuz. Esprimiamo la nostra gratitudine alle parti interessate per la loro assistenza", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning. Almeno due navi portacontainer appartenenti a Cosco, il colosso cinese delle spedizioni che ha sospeso i suoi servizi da e per il Golfo all'inizio di marzo, hanno attraversato con successo lo stretto, secondo i dati di Marine Traffic.
Cina: "Rafforzeremo la collaborazione con Pakistan per la pace"
Cina e Pakistan "rafforzeranno" la loro cooperazione sull'Iran. Lo ha confermato il ministero degli Esteri di Pechino, in coincidenza con una visita di alti funzionari di Islamabad nella capitale cinese. "I due ministri degli Esteri rafforzeranno la comunicazione strategica e il coordinamento sulla situazione iraniana e faranno nuovi sforzi per promuovere la pace", ha dichiarato la portavoce del ministero degli esteri Mao Ning in una conferenza stampa. Islamabad ha ospitato nel fine settimana i ministri degli Esteri di Egitto, Turchia e Arabia Saudita per discutere un contributo agli sforzi di pace.
New York University chiude un campus ad Abu Dhabi dopo minacce Teheran
La New York University ha chiuso il suo campus ad Abu Dhabi fino a nuovo avviso dopo che l'Iran ha avvertito che le università americane con sedi nel Golfo sono "obiettivi legittimi" in rappresaglia per gli attacchi contro le università iraniane. Lo ha riportato per la prima volta il giornale studentesco della New York University, spiegando che gli amministratori del campus di Abu Dhabi hanno comunicato via email alla comunità universitaria che, per "eccesso di cautela", l'accesso alla sede sarebbe stato negato a tutti gli studenti, docenti e personale .
All'inizio di marzo la New York University Abu Dhabi aveva trasferito le lezioni online dopo che missili iraniani avevano colpito la zona. Il campus era rimasto aperto e aveva continuato a offrire servizi essenziali. Le lezioni proseguiranno a distanza.
Iran, media: "Danneggiato luogo culto sciita nel nord-ovest"
Gli attacchi missilistici statunitensi e israeliani hanno danneggiato un luogo di culto sciita nel nord-ovest dell'Iran, secondo quanto riportato dai media statali iraniani. La televisione di stato ha affermato che l'edificio della Grande Husseinya, una sala per le riunioni e le cerimonie funebri sciite, "è stato danneggiato in seguito all'attacco nemico di questa mattina in via Ferdowsi" nella città di Zanjan e che "parti della cupola e dei minareti sono state danneggiate".
Fmi: "La guerra impatta pil globale e prezzi, Italia esposta"
Se continuasse il conflitto in Medio Oriente e le limitazioni all'export di petrolio, gas e fertilizzanti "tutte le strade portano ad un aumento dei prezzi e a un rallentamento della crescita a livello mondiale". In un report pubbligato sul blog del Fmi firmato tra gli altri dal capo economista Pierre-Olivier Gourinchas, il Fondo lancia l'allarme sulle conseguenze economiche della guerra contro l'Iran e avverte che i governi con livelli elevati di indebitamento avranno un accesso limitato alle risorse che potrebbero essere utilizzate per attenuare gli effetti della crisi.
"In Europa, lo shock sta facendo riemergere lo spettro della crisi del gas del 2021–22, con paesi come l’Italia e il Regno Unito particolarmente esposti a causa della loro dipendenza dall’energia elettrica prodotta dal gas, mentre Francia e Spagna sono relativamente protette grazie alla loro maggiore capacità nucleare e di energie rinnovabili", si legge.
“Sebbene la guerra possa influenzare l'economia globale in modi diversi, tutte le strade portano a prezzi più alti e a una crescita più lenta”, si sottolinea nell'analisi. "Un conflitto di breve durata potrebbe far impennare i prezzi del petrolio e del gas prima che i mercati si adeguino, mentre uno di lunga durata potrebbe mantenere elevati i costi energetici e mettere a dura prova i paesi che dipendono dalle importazioni", osserva il Fondo. “Molto dipende dalla durata del conflitto, dalla sua estensione e dall'entità dei danni che infligge alle infrastrutture e alle catene di approvvigionamento”, si legge nel post, rilevando che storicamente, i picchi prolungati dei prezzi del petrolio hanno tendenzialmente spinto l'inflazione al rialzo e la crescita al ribasso.
Media: "11 feriti nel centro di Israele dopo lanci di missili"
Undici persone sono rimaste lievemente ferite in alcune località del centro di Israele dopo che sono stati riportati lanci di missili balistici dall'Iran: lo riferisce Haaretz. "Impatti" per questi lanci sono stati riportati a Tel Aviv e nelle località di Bnei Brak e Petah Tikva.
Media: "Esplosioni udite a Dubai"
Esplosioni sono state udite a Dubai. Lo riferisce l'Afp, dopo che messaggi di avviso erano stati inviati sui telefoni dei cittadini. "I sistemi di difesa antiaerea rispondono attualmente a una minaccia missilistica", hanno dichiarato su X le autorità degli Emirati Arabi Uniti, chiedendo agli abitanti di mettersi al riparo.
Colpita petroliera Kuwait a Dubai, evitato danno ambientale
Le autorità degli Emirati Arabi Uniti stanno valutando i danni a seguito dell'attacco con droni condotto dall'Iran e che ha colpito la petroliera kuwaitiana al-Salmi che era ancorata nel porto di Dubai. La Kuwaiti Petroleum Company ha spiegato che la petroliera era a pieno carico. Si tratta di una nave enorme con una capacità di 2 miliardi di barili e in caso di fuoriuscita di petrolio, le conseguenze ambientali potrebbero essere catastrofiche. Al momento, fanno sapere le squadre di intervento di Dubai, è stato contenuto con successo l'incidente senza che si verificasse alcuna perdita di petrolio. L'ufficio stampa di Dubai ha inoltre riferito che non si sono registrati feriti.
Pezeshkian: "Grazie Iraq per sostegno in guerra ingiusta"
Il presidente iraniano, Masspud Pezeshkian, ha ringraziato l'Iraq per il supporto dopo l'attacco di Stati Uniti e Israele. "Il popolo musulmano dell'Iraq ha coraggiosamente sostenuto l'Iran in questa guerra ingiusta; questa resistenza non è dovuta a vincoli geografici, ma a una storia, un'identità e valori religiosi condivisi", ha scritto su X. "Stringo calorosamente la mano al popolo iracheno, ai funzionari e ai combattenti in Mesopotamia. Apprezziamo la vostra fermezza e custodiamo con affetto il nostro impegno comune", ha aggiunto.
Iran, 6 feriti nel centro di Israele dopo bombardamento di Teheran
Sei persone sono rimaste leggermente ferite, tra cui una madre e i suoi due figli, a Bnei Brak, in Israele, a seguito di un bombardamento iraniano diretto verso il centro di Israele. Lo rende noto Magen David Adom, aggiungendo che il servizio d'emergenza israeliano sta effettando interventi anche nelle zone colpite a Tel Aviv e Petah Tikva, dove è stata segnalata una donna leggermente ferita da schegge di vetro.
Usa diffondono video di raid contro forze iraniane
L'Italia nega agli Stati Uniti la base di Sigonella: la decisione di Crosetto
L'Italia ha negato agli Stati Uniti l'uso della base di Sigonella. L'episodio, avvenuto qualche giorno fa, è riportato dal Corriere e confermato da fonti informate. Il diniego del ministro della Difesa Guido Crosetto è partito quando si è appreso del piano di volo di alcuni asset aerei Usa, che prevedeva di atterrare a Sigonella per poi partire verso il Medio Oriente. Nessuno però aveva chiesto alcuna autorizzazione né aveva consultato i vertici militari italiani: il piano era stato infatti comunicato mentre gli aerei erano già in volo e dalle verifiche è emerso che non si tratta di voli normali o logistici e quindi non sono compresi nel trattato con il nostro Paese.
Teheran: "Ucraina complice di Usa e Israele". Kiev respinge l'accusa
L'Iran ha accusato l'Ucraina di essere complice dell'aggressione militare a causa del dispiegamento di specialisti anti-drone nei paesi del Golfo. In una lettera inviata al Segretario generale Antonio Guterres e al Consiglio di sicurezza, il rappresentante di Teheran presso le Nazioni Unite afferma che le azioni dell'Ucraina equivalgono a un coinvolgimento diretto nel conflitto e sostiene che Kiev ne ha la responsabilità legale ai sensi del diritto internazionale. "Il riconoscimento da parte dell'Ucraina di aver inviato centinaia di esperti nella regione per contrastare efficacemente l'Iran costituisce una prova di sostegno materiale e operativo all'aggressione militare", ha scritto l'ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Amir Saeed Iravani, aggiungendo che "l'Ucraina ha una responsabilità internazionale derivante dall'aver aiutato o assistito un'altra parte nel commettere atti illeciti" e ha affermato che il ruolo dell'Ucraina non è stato incidentale, ma una forma di facilitazione attiva.
Il Ministero degli Esteri ucraino ha respinto le accuse, definendole false e sottolineando il ruolo dell'Iran nella fornitura di droni alla Russia, utilizzati negli attacchi contro le città ucraine a partire dal 2022. Secondo quanto affermato dalle autorità ucraine, decine di migliaia di droni Shahed di fabbricazione iraniana sono stati lanciati contro l'Ucraina durante la guerra su vasta scala. "Quasi 60.000 droni condivisi tra Iran e Russia hanno colpito l'Ucraina dal 2022", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri Heorhii Tykhyi . "Nessun drone ucraino ha mai colpito l'Iran".
Pasdaran: "Hormuz sotto controllo. Pronti a colpire"
La Marina del corpo dei Guardiani della Rivoluzione ha assicurato che mantiene il controllo di Hormuz. "Lo Stretto di Hormuz è completamente, e per ordine del comandante supremo delle forze armate, saldamente e decisamente sotto il controllo delle nostre forze, e il minimo movimento del nemico sarà contrastato da attacchi con missili e droni", si legge in una nota diffusa dalla tv di Stato. Ieri il sito di tracciamento delle navi MarineTraffic ha rivelato che due portacontainer cinesi avevano potuto attraversare lo stretto di Hormuz, la prima volta per navi di questo tipo dall'inizio del conflitto "a segnalare un potenziale cambiamento nelle condizioni del trasporto marittimo commerciale", si leggeva in un post.
Ministri Difesa di Italia e Francia: "In Libano inaccettabile escalation"
Il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, e quello francese, Catherine Vautrin, hanno tenuto ieri pomeriggio un colloquio telefonico dedicato alla crisi in Libano, esprimendo in una nota congiunta "forte e profonda preoccupazione per il deterioramento del quadro di sicurezza nell'area, con particolare riferimento ai recenti attacchi che hanno colpito il personale di Unifil, causando la morte di tre peacekeeper e il ferimento di altri". Inoltre hanno sottolineato "con forza l'inaccettabilità di tali episodi e i crescenti rischi a cui è esposto il personale impegnato nella missione. Nel corso del confronto è emersa una piena convergenza sulla rilevanza strategica di Unifil. È stato sottolineato come la stabilità del Libano costituisca un pilastro imprescindibile per l'equilibrio dell'intera area del Mediterraneo, confermando che Italia e Francia continueranno a operare in stretto coordinamento per garantire la sicurezza del personale internazionale, la tutela della pace e il sostegno alle autorità libanesi".
Crosetto-Vautrin: "Forte preoccupazione attacchi Unifil"
Il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, e il ministro delle Forze armate e dei veterani della Repubblica francese, Catherine Vautrin, hanno tenuto ieri pomeriggio un approfondito colloquio telefonico dedicato alla grave crisi in Libano. "I due ministri", si legge in una nota congiunta, "hanno espresso forte e profonda preoccupazione per il deterioramento del quadro di sicurezza nell'area, con particolare riferimento ai recenti attacchi che hanno colpito il personale di Unifil, causando la morte di tre peacekeeper e il ferimento di altri". I ministri "hanno sottolineato con forza l'inaccettabilità di tali episodi e i crescenti rischi a cui è esposto il personale impegnato nella missione". Nel corso del confronto è emersa "una piena convergenza sulla rilevanza strategica di Unifil". "E' stato sottolineato" prosegue la nota, "come la stabilità del Libano costituisca un pilastro imprescindibile per l'equilibrio dell'intera area del Mediterraneo, confermando che Italia e Francia continueranno a operare in stretto coordinamento per garantire la sicurezza del personale internazionale, la tutela della pace e il sostegno alle autorità libanesi".
Arabia Saudita: "Intercettati 10 droni lanciati verso Riad e regione orientale"
La contraerea saudita ha annunciato di aver intercettato 10 droni e otto missili lanciati verso l'area di Riad e la regione orientale. Lo ha reso noto il ministero della Difesa saudita.
Ministri Difesa Italia e Francia: "Preoccupazione per attacchi contro Unifil e per sicurezza personale"
"Forte e profonda preoccupazione per il deterioramento del quadro di sicurezza" in Libano è stata espressa con un comunicato congiunto dal Ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, e dal Ministro delle Forze Armate e dei Veterani della Repubblica Francese, Catherine Vautrin, che hanno tenuto ieri pomeriggio un "approfondito colloquio telefonico" dedicato alla grave crisi in Libano. Il riferimento è ai recenti attacchi che hanno colpito il personale di Unifil, causando la morte di tre peacekeeper e il ferimento di altri. Entrambi hanno sottolineato con forza "l’inaccettabilità di tali episodi e i crescenti rischi a cui è esposto il personale impegnato nella missione".
Nel corso del confronto è emersa una piena convergenza sulla "rilevanza strategica di Unifil". È stato sottolineato come "la stabilità del Libano costituisca un pilastro imprescindibile per l’equilibrio dell’intera area del Mediterraneo, confermando che Italia e Francia continueranno a operare in stretto coordinamento per garantire la sicurezza del personale internazionale, la tutela della pace e il sostegno alle autorità libanesi".
Idf: "Nuovo lancio di missili su Israele"
L'Idf ha comunicato di avere individuato un nuovo lancio di missili dall'Iran verso Israele. La contraerea è stata allertata, si legge in una nota.
Media Teheran: "Colpiti siti militari a Isfahan"
I media iraniani hanno confermato attacchi nel centro dell'Iran su alcuni "siti militari". In particolare "sono stati presi di mira" obbiettivi "a Isfahan", ha riferito alla Fars Akbar Salehi, funzionario della sicurezza nel governatorato della provincia di Isfahan. Secondo il Wall Street Journal, è stato colpito un deposito di munizioni sotterraneo con bombe 'bunker busters' da circa 100 chili, capaci di penetrare in profondità. Il presidente Donald Trump ha postato un video con quella che sembra essere l'esplosione seguita all'attacco.
Macron in Giappone, focus su crisi in Medio Oriente
Il presidente francese Emmanuel Macron arriverà oggi in Giappone per una visita di tre giorni che inizialmente mirava a rafforzare la collaborazione tra Parigi e Tokyo nei settori dell'energia nucleare e dell'innovazione spaziale, ma che ora sarà dominata dalla guerra in Medio Oriente . Macron e la premiere dame Brigitte saranno ricevuti dall'imperatore Naruhito e dall'imperatrice Masako. Il presidente francese incontrerà la prima ministra Sanae Takaichi domani e "la crisi in Medio Oriente sarà al centro delle discussioni", ha fatto sapere l'Eliseo. I due leader discuteranno "su come possiamo cercare di trovare soluzioni comuni", ha aggiunto.
Il Giappone dipende dal Medio Oriente per il 95% delle sue importazioni di petrolio e, dall'inizio della guerra, è stato costretto ad attingere alle riserve strategiche per mitigare l'impatto dell'aumento dei prezzi dei carburanti.
Due navi porta-container cinesi attraversano Stretto di Hormuz
Secondo i dati di Marine Traffic, due navi porta-container appartenenti al colosso cinese delle spedizioni Cosco hanno attraversato con successo lo Stretto di Hormuz. La CSCL Indian Ocean ha attraversato lo stretto intorno alle 09:14 di lunedì, seguita dalla CSCL Arctic Ocean 27 minuti dopo, secondo il sito di tracciamento navale.
Premier australiano a Trump: "Metta in chiaro gli obiettivi della guerra"
Il primo ministro australiano, Anthony Albanese, nel suo più duro messaggio a un presidente Usa, ha sollecitato il presidente Donald Trump a mettere in chiaro i suoi obiettivi nella guerra all'Iran, mentre anche l'Australia continua ad affrontare il devastante impatto che il conflitto sta avendo sui prezzi globali del petrolio. "È chiaro che gli obiettivi chiave di Washington per entrare in guerra sono stati conseguiti", ha detto. "Vogliamo vedere maggiore certezza su quali sono quelli ancora da conseguire. E vogliamo vedere al più presto una de-escalation". "All'inizio del conflitto l'obiettivo principale era descritto solo come impedire all'Iran di acquisire un'arma nucleare, e chiaramente questo è stato ottenuto. In secondo luogo, degradare l'opportunità per l'Iran per entrare in azione militare sia apertamente, sia attraverso altri agenti per suo conto, Hezbollah, Hamas o gli Houthi", ha aggiunto. In uno sforzo per attutire l'impatto sui consumatori, Albanese ha avviato un piano nazionale di sicurezza dei carburanti, che include un taglio all'accisa e una riduzione dei pedaggi stradali.
Pasdaran: "Taglieremo le gambe agli invasori"
Pasdaran sono ornati a minacciare gravi conseguenze se le forze americane dovessero entrare in Iran. "I nemici sionisti-americani sconfitti della Repubblica Islamica dell'Iran devono sapere che la nazione consapevole e resiliente e i suoi fieri figli nelle forze armate hanno dimostrato che taglieranno le gambe a qualsiasi aggressore che entri nel loro paese e lo ridurranno alla rovina e all'umiliazione più totale", ha dichiarato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare Khatam al-Anbiya, a quanto riporta la Fars.
Iran, impiccati 2 uomini accusati di attacco a edificio governativo
Le autorità iraniane hanno impiccato due uomini che erano stati condannati per l'attacco armato contro un edificio governativo. Lo riportano media iraniani aggiungendo che i due uomini avevano legami con l'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano. Inoltre erano coinvolti in molteplici attacchi, tra cui il lancio di armi lanciarazzi contro un edificio governativo. Ieri altri due uomini legati allo stesso gruppo di opposizione sono stati giustiziati.
Petroliera in fiamme a porto Dubai, si temono sversamenti
La grande petroliera Al Salmi è in fiamme nel porto di Dubai, dopo essere stata colpita in un attacco iraniano, e si teme uno sversamento del carico in mare. Lo ha riferito al Jazeera citando la Kuwait Petroleum Corporation.
Trump posta video attacco a deposito munizioni
Il presidente americano Donald Trump ha postato su Truth un video, senza commento, che sembra immortalare l'attacco a un deposito di munizioni a Isfahan. Secondo il Wall Street Journal, gli Usa hanno centrato il sito con bombe anti-bunker da 2.000 libbre. Nelle immagini si vedono esplosioni a catena e fiamme via via sempre più alte.
Colpita petroliera Kuwait a Dubai, evitato danno ambientale
Le autorità degli Emirati Arabi Uniti stanno valutando i danni a seguito dell'attacco con droni condotto dall'Iran e che ha colpito la petroliera kuwaitiana al-Salmi che era ancorata nel porto di Dubai. La Kuwaiti Petroleum Company ha spiegato che la petroliera era a pieno carico. Si tratta di una nave enorme con una capacità di 2 miliardi di barili e in caso di fuoriuscita di petrolio, le conseguenze ambientali potrebbero essere catastrofiche.
Al momento, fanno sapere le squadre di intervento di Dubai, è stato contenuto con successo l'incidente senza che si verificasse alcuna perdita di petrolio. L'ufficio stampa di Dubai ha inoltre riferito che non si sono registrati feriti.
Blackout in diversi quartieri di Teheran
Alcuni quartieri di Teheran si sono svegliati questa mattina senza elettricità, dopo che la captale era stata di nuovo sotto attacco nella notte. L'agenzia di stampa Fars ha parlato di "diverse esplosioni" e interruzioni di corrente "in alcune zone" di Teheran, mentre l'agenzia Tasnim ha menzionato esplosioni a est e ovest della capitale, oltre a interruzioni nelle forniture energetiche nelle zone orientali.
Missili verso Gerusalemme, suonano sirene di allarme
Le sirene di allarme per il lancio di razzi e missili sono state attivate nell'area di Gerusalemme, nella Valle del Giordano, nella Shephelah, a Lachish, sul Mar Morto e in Giudea e Samaria, in seguito a un bombardamento missilistico proveniente dall'Iran. Lo riporta il sito di Ynet. La contraerea israeliana ha intercettato l'attacco e frammenti di missili sono caduti in aree aperte senza causare danni, né vittime come precisa il Magen David Adom.
Media: "Forti esplosioni a Teheran, interrotta corrente elettrica"
''Forti esplosioni'' sono state registrate a Teheran, con successive interruzioni di corrente "in alcune zone" della capitale. Lo riporta l'agenzia di stampa Fars, mentre l'agenzia Tasnim ha riferito di esplosioni nella parte orientale e occidentale di Teheran, nonché di interruzioni di corrente nella zona est. Tra gli obiettivi colpiti, una sottostazione di una centrale elettrica.
L'esercito israeliano aveva precedentemente avvertito i residenti di un quartiere di Teheran di rimanere in casa in previsione di un attacco contro "infrastrutture militari".
Indonesia esorta a rispetto diritto internazionale dopo uccisione 3 caschi blu
L'Indonesia ha esortato le parti in conflitto in Medio Oriente "a rispettare il diritto internazionale umanitario" dopo che tre suoi caschi blu sono stati uccisi in Libano. "La sicurezza delle truppe di pace deve essere la massima priorità. Tutte le parti in conflitto sono esortate a rispettare il diritto internazionale umanitario e a garantire la sicurezza del personale di pace", ha dichiarato in un comunicato il portavoce del ministero della Difesa, Rico Ricardo Sirait.
Quattro soldati israeliani uccisi nel sud del Libano
Quattro soldati israeliani sono morti in combattimento nel sud del Libano. Lo ha comunicato l'esercito di Israele. Altri tre soldati sono rimasti feriti, uno in maniera grave. Tra le vittime c'è anche un ufficiale della Brigata Nahal
Esercito Israele: Iran ha lanciato un nuovo attacco missilistico
Una nuova ondata di missili è stata lanciata dall'Iran contro Israele. Lo ha comunicato l'esercito israeliano, sottolineando che i sistemi di difesa aerea sono operativi. Esplosioni sono state segnalate a Gerusalemme
Wsj: Trump pronto a finire la guerra senza la riapertura di Hormuz
Donald Trump ha detto ai suoi consiglieri di essere pronto a mettere fine all'operazione contro l'Iran anche se lo Stretto di Hormuz dovesse restare in gran parte chiuso. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali negli ultimi giorni il presidente e i suoi collaboratori avrebbero stabilito che la missione per sbloccare Hormuz avrebbe spinto il conflitto oltre la tempistica delle 4-6 settimane stabilite
Iran, media locali: diverse esplosioni a Teheran
A Teheran, capitale dell'Iran, si sono verificate diverse esplosioni e in alcune zone della città si è interrotta l'erogazione di energia elettrica. Lo riporta l'agenzia di stampa Fars. Anche l'agenzia di stampa Tasnim ha riferito che alcuni residenti nella zona orientale di Teheran sono rimasti senza elettricità e che le autorità stanno lavorando per ripristinare il servizio
Gli Usa colpiscono deposito munizioni in Iran, Trump posta il video
Gli Usa hanno colpito un grande deposito di munizioni nella città iraniana di Isfahan usando un elevato numero di munizioni penetranti da 2.000 libbre. Lo riporta il Wall Street Journal, citando un funzionario statunitense. Un video privo di didascalia, pubblicato su Truth dal presidente Donald Trump e raffigurante una serie di esplosioni che illuminano il cielo notturno, ha immortalato l'attacco, ha precisato il funzionario. Le forze americane hanno colpito oltre 11.000 obiettivi durante il conflitto contro l'Iran, durato un mese, concentrandosi prevalentemente su siti volti a degradare le capacità offensive del Paese