Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, Wsj: “Emirati pronti a scendere in campo per forzare apertura Hormuz”. LIVE

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©Getty

Gli Emirati Arabi Uniti si starebbero preparando ad aiutare gli Stati Uniti e altri alleati ad aprire con la forza lo Stretto di Hormuz: lo scrive il Wall Street Journal, citando funzionari arabi. Il segretario di Stato Usa Marco Rubio: gli Usa dovranno "riesaminare" il loro rapporto con la Nato. Sigonella off limit per gli F-15 statunitensi. Venerdì la Difesa ha negato l'atterraggio di un bombardiere Usa. "Ho fatto solo rispettare gli accordi", dice Crosetto. I rapporti con Washington sono "solidi", assicura Palazzo Chigi. Trump agli alleati: "Imparate a difendervi da soli e andatevelo voi a prendere il petrolio a Hormuz"

in evidenza

Gli Emirati Arabi Uniti si starebbero preparando ad aiutare gli Stati Uniti e altri alleati ad aprire con la forza lo Stretto di Hormuz, hanno affermato funzionari arabi, una mossa che li renderebbe il primo Paese del Golfo Persico a diventare parte combattente, dopo essere stato colpito dagli attacchi iraniani. Lo scrive il Wall Street Journal.

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha messo in discussione il rapporto transatlantico con la Nato come mai prima d'ora, dichiarando che gli Stati Uniti dovranno "riesaminare" la loro relazione con l'alleanza militare una volta terminata la guerra contro l'Iran. Sigonella off limit per gli F-15 statunitensi. Venerdì la Difesa ha negato l'atterraggio a un bombardiere Usa: appurato che non si trattava di mezzo non logistici è stato deciso lo stop. "Ho fatto solo rispettare gli accordi", dice Crosetto. I rapporti con Washington sono "solidi", assicura Palazzo Chigi. Il Pentagono precisa che l'Italia "fornisce sostegno". Intanto però nuova bordata di Trump agli alleati: "Imparate a difendervi da soli e andatevelo voi a prendere il petrolio a Hormuz". A Baghdad torna l'incubo rapimenti: sequestrata una reporter Usa. Stasera "importante aggiornamento sull'Iran" da parte di Trump. Messaggio Mojtaba Khamenei a Hezbollah: "Vi sosteniamo pienamente"

Un cittadino del Bangladesh è stato ucciso da schegge cadute dopo l'intercettazione di un drone negli Emirati Arabi Uniti. Una bomba a grappolo lanciata dall'Iran nel centro di Israele ha causato almeno 14 feriti, di cui una bambina di 11 anni in gravi condizioni. L'ambasciata cinese a Beirut è stata danneggiata in un raid aereo condotto da Israele nella zona di Jnah nella periferia sud della  capitale libanese. Lo hanno riferito i media libanesi. I media iraniani hanno riferito che l'ex edificio dell'ambasciata  statunitense a Teheran è stato preso di mira in un attacco nelle prime  ore di stamattina, affermando che gli Stati Uniti avrebbero colpito la  struttura.

Approfondimenti:

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Iran: 3 missili su Qatar, salvo equipaggio petroliera colpita

Il ministero della Difesa del Qatar ha dichiarato che il paese e' stato preso di mira da tre missili da crociera lanciati dall'Iran, uno dei quali ha colpito una petroliera. In un post su X, il ministero ha affermato di aver intercettato due dei missili, mentre il terzo ha colpito una petroliera noleggiata da QatarEnergy. L'equipaggio di 21 persone della petroliera e' stato evacuato, ha aggiunto il ministero. In un comunicato, QatarEnergy, compagnia statale di gas naturale, ha confermato che la petroliera Aqua 1 e' stata attaccata da missili questa mattina presto nelle "acque territoriali settentrionali" del Qatar. Ha inoltre affermato che l'incidente non ha causato feriti tra i membri dell'equipaggio, evacuato, ne' ha avuto un impatto sull'ambiente.

Cruscotto Italia: Borsa, euro, spread (ore 09:30)

Prime fasi in netto rialzo per la Borsa di Milano dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto che avrebbe posto fine alla guerra contro l'Iran entro "due o tre settimane", aggiungendo che gli Usa potrebbero decidere di mettere fine al conflitto "indipendentemente dal fatto che ci sia un accordo o meno" con Teheran. Il Ftse Mib sale del +2,57% a quota 45.449 punti. Sul listino, Tim +2,40%, Stellantis a +3,25% e Leonardo a +32,58%. In evidenza i finanziari: Unicredit +5,16%, Intesa +3,51%, Generali +1,97%, Mps +2,13%. Contrastati gli energetici principali con Enel ed Eni rispettivamente a +1,81 e -3,18 per cento. Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi apre in netto calo a 84 punti base dai 90 punti della chiusura di ieri. Il rendimento dei titoli di Stato decennali scende al 3,777% dal precedente 3,90%. Dollaro in calo nei primi scambi della mattinata per le notizie di una potenziale de-escalation nella guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, dopo che comunque ha chiuso i suoi migliori tre mesi dal terzo trimestre del 2024, sostenuto dalla domanda di beni rifugio in un contesto di persistente incertezza sulla durata del conflitto. L'euro guadagna lo 0,20% a 1,1575 dollari e lo 0,16% sulla valuta nipponica a quota 183,61 yen. Il biglietto verde lima qualcosa anche sullo yen (-0,06%) a 158,70.

Borsa: Tokyo, chiusura in netto aumento (+5,24%)

La Borsa di Tokyo mette a segno un netto recupero dopo quattro sedute consecutive in negativo, grazie ai nuovi segnali che arrivano dall'amministrazione Trump su un possibile disimpegno in tempi brevi dalla guerra in Iran, con le quotazioni del petrolio in calo, malgrado continui la chiusura dello Stretto di Hormuz. L'indice di riferimento Nikkei segna un progresso del 5,24%, a quota 53.739,68, con un guadagno di 2.675 punti. Sul mercato valutario lo yen torna a perdere terreno sul dollaro, a 159,60, ed è stabile sull'euro a 183,10.

Il petrolio vede la pace in Medio Oriente e scende sotto i 100 dollari

Il petrolio scende sotto la soglia dei 100 dollari al barile mentre vede la possibilità di una fine del conflitto in Medio Oriente e la riapertura dello Stretto di Hormuz. In netto calo anche il prezzo del gas.    Il Wti registra un calo del 4,3% a 97,05 dollari al barile. Il Brent lascia sul terreno il 4,9% a 98,07 dollari. Seduta in calo anche per il prezzo del gas. Ad Amsterdam le quotazioni segnano una flessione del 5,3% a 47,99 euro al megawattora.

Sirene nel centro d'Israele, feriti per lanci dall'Iran

Continuano gli allarmi nel centro del Paese per lanci di missili dall'Iran. Lo constata l'ANSA sul posto. A Bnei Berak, alla periferia est di Tel Aviv, un palazzo è stato colpito da frammenti di un missile a grappolo e i servizi di soccorso riportano 14 feriti, di cui due minori, di 11 e 13 anni, in gravi condizioni.

Borse europee: partenza sprint con attese fine guerra

Avvio sprint per le Borse europee, grazie al miglioramento della propensione al rischio dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato che le operazioni militari in Iran potrebbero concludersi entro due o tre settimane. Sebbene tali dichiarazioni suggeriscano che gli Usa possano aver raggiunto in gran parte i propri obiettivi iniziali, permane l'incertezza riguardo alla tempistica esatta e la persistente chiusura dello Stretto di Hormuz mantiene elevati i rischi geopolitici. Dallo scoppio delle ostilita' il 28 febbraio, l'indice paneuropeo Stoxx Europe 600 ha registrato un calo dell'8% nel mese di marzo, segnando il calo mensile piu' consistente dal 2022. Sul fronte economico, sono attesi i dati definitivi del Pmi manifatturiero in tutta l'area euro. L'indice Cac 40 di Parigi sale del 2,35% a 8.000,41 punti, il Dax 30 di Francoforte avanza del 3,14% a 23.343,22 punti e l'Ftse 100 di Londra registra un progresso dell'1,65% a 10.342,95 punti. L'Ibex di Madrid guadagna il 2,83% a 17.528,26 punti e l'Ftse Mib a Milano parte con un +2,59% a quota 45.443 punti.

Borsa Milano: prime fasi in netto rialzo, Ftse Mib +2,59%

Prime fasi in netto rialzo per la Borsa di Milano dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto che avrebbe posto fine alla guerra contro l'Iran entro "due o tre settimane", aggiungendo che gli Usa potrebbero decidere di mettere fine al conflitto "indipendentemente dal fatto che ci sia un accordo o meno" con Teheran. Il Ftse Mib sale del +2,59% a quota 45.443 punti. Sul listino, Tim +2,40%, Stellantis a +3,25% e Leonardo a +32,58%. In evidenza i finanziari: Unicredit +5,16%, Intesa +3,51%, Generali +1,97%, Mps +2,13%. Contrastati gli energetici principali con Enel ed Eni rispettivamente a +1,81 e -3,18 per cento.

Houthi rivendicano attacco contro Israele "assieme a Iran ed Hezbollah"

Gli Houthi yemeniti hanno rivendicato un attacco missilistico contro Israele, affermando di averlo condotto congiuntamente con il loro alleato Iran e il gruppo libanese Hezbollah: il terzo attacco di questo tipo da parte degli Houthi da quando sono entrati nella guerra in Medio Oriente.    Gli Houthi "hanno condotto la terza operazione militare... prendendo di mira obiettivi nemici israeliani sensibili... con una raffica di missili balistici", ha dichiarato il portavoce militare Yahya Saree in una dichiarazione video. "Questa operazione è stata condotta congiuntamente con i nostri fratelli mujahidin in Iran e Hezbollah in Libano", ha aggiunto.

Borsa: Milano apre in rialzo del 2,08%

La Borsa di Milano apre in netto rialzo, in scia con i listini asiatici con l'ottimismo sulla fine della guerra in Medio Oriente. Il primo indice Ftse Mib guadagna il 2,08% a 45.230 punti.

Borsa: l'Asia chiude di corsa, ottimismo per fine della guerra

Le Borse asiatiche chiudono in netto rialzo mentre torna l'ottimismo sulla fine della guerra tra Usa e Iran e la riapertura dello stretto di Hormuz. Gli spiragli di pace indeboliscono il dollaro mentre il petrolio si muove ancora in rialzo. Sotto i riflettori le prossime mosse delle banche centrali sul fronte dei tassi d'interesse.    Chiusura brillante per Tokyo (+5,24%). Sul fronte valutario lo yen è andato rafforzandosi sul dollaro, a 158,31, e sull'euro, a un livello di 183,53. A contrattazioni ancora in corso vola Seul (+8,44%). In rialzo anche Hong Kong (+2,43%), Shanghai (+1,33%), Shenzhen (+1,48%) e Mumbai (+2,38%).

L'Argentina classifica come gruppo "terroristico" i pasdaran iraniani

L'Argentina ha ufficialmente dichiarato "organizzazione terroristica" i pasdaran iraniani, ovvero il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, ordinandone l'inserimento nel Registro pubblico delle persone e delle entità collegate ad atti di terrorismo e al loro finanziamento (RePET).    "La Repubblica Argentina è stata vittima di due dei più gravi attacchi terroristici della storia, perpetrati negli anni '90 dal braccio operativo delle Guardie rivoluzionarie nella regione, l'organizzazione Hezbollah", si legge in un comunicato stampa diffuso su X dalla Presidenza.    Buenos Aires ha ricordato che l'attentato del 1992 all'ambasciata israeliana in Argentina causò 29 morti e oltre 200 feriti, mentre l'attentato del 1994 nei pressi dell'Associazione mutualità israelita argentina (Amia) provocò 85 morti e oltre 300 feriti.    Da quando il presidente ultraliberista Javier Milei è salito al potere nel dicembre 2023, il governo argentino si è allineato con Stati Uniti e Israele, sostenendo da ultimo anche le loro azioni militari contro l'Iran. A gennaio aveva aggiunto alla lista di individui e organizzazioni "terroristiche" anche la Forza Quds, il corpo d'élite delle Guardie rivoluzionarie iraniane.

Iran all'Onu: "Se Usa distruggono nostre infrastrutture è crimine guerra"

Il rappresentante iraniano presso le Nazioni Unite Saeed Iravani ha protestato contro le minacce del presidente statunitense Donald Trump, il quale lunedì ha affermato che, in caso di mancato accordo con l'Iran, gli Stati Uniti distruggeranno le infrastrutture del Paese e l'isola di Kharg, nel Golfo Persico.    "Una dichiarazione così sfacciata e oltraggiosa causerà una catastrofe umanitaria... e sarà considerata un crimine di guerra; gli Stati Uniti si assumeranno la piena responsabilità delle sue conseguenze", ha dichiarato Iravani in una lettera inviata ieri sera al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, esortando l'Onu "a impedire qualsiasi azione in tal senso e a ritenere gli Stati Uniti responsabili di tali minacce e misure coercitive".

Messaggio Mojtaba Khamenei a Hezbollah: "Vi sosteniamo pienamente"

La Guida Suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei, in un messaggio al segretario generale di Hezbollah libanese Sheikh Naim Qassem, ha promesso di continuare a sostenere il gruppo appoggiato dall'Iran contro Stati Uniti e Israele. "L'Iran sosterrà con tutto il cuore il movimento di resistenza", aggiungeva il messaggio, secondo quanto riportato da Mehr.

Iran: Houthi rivendicano attacco missilistico a sud Israele

Gli Houthi yemeniti, sostenuti dall'Iran, rivendicano l'attacco missilistico balistico di questa mattina contro il sud di Israele. In una dichiarazione, gli Houthi affermano di aver preso di mira "obiettivi nemici israeliani sensibili" nel sud del Paese con un "lancio di missili balistici". Secondo le Forze di Difesa Israeliane (Idf), un missile lanciato dallo Yemen e' stato intercettato. Al momento non sono stati segnalati feriti.Gli Houthi hanno rivendicato il loro terzo attacco missilistico contro Israele, in una dichiarazione diffusa dal loro portavoce su Telegram. "L'operazione e' stata condotta congiuntamente con i nostri fratelli" in Iran e Hezbollah, e ha raggiunto i suoi obiettivi", affermano gli Houthi, entrati in guerra sabato scorso.

Libano: razzi e missili su Israele, allarme in Galilea

Proiettili provenienti dal Libano hanno fatto scattare l'allarme nel nord di Israele. Secondo il Canale 12 israeliano, a Margaliot, nella Galilea, sono state attivate le sirene che segnalano il lancio di razzi e missili provenienti dal Libano.

Borsa Tokyo: chiude in forte rialzo, Nikkei +5,31%

La Borsa di Tokyo chiude in forte rialzo la terza seduta settimanale dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto che avrebbe posto fine alla guerra contro l'Iran entro "due o tre settimane", aggiungendo che gli Usa potrebbero decidere di mettere fine al conflitto "indipendentemente dal fatto che ci sia un accordo o meno" con Teheran. L'indice Nikkei rimbalza del +5,31% a quota 53.773 punti.

Iran, Wsj: "Emirati pronti a forzare apertura Hormuz con Usa"

Gli Emirati Arabi Uniti sono disposti a intervenire a supporto degli Stati Uniti per aprire con la forza lo Stretto di Hormuz. Lo riferisce in esclusiva il Wall Street Journal (Wsj), che cita alcuni funzionari arabi. Secondo la stessa fonte, lo stato del Golfo ha avviato un'azione per persuadere gli Stati Uniti e altri paesi ad aprire lo stretto con ogni mezzo necessario. Tale mossa farebbe degli Emirati il primo paese del Golfo Persico a diventare parte combattente, dopo essere stato colpito dagli attacchi iraniani. Per raggiungere il loro obiettivo di sblocco dello Stretto di Hormuz, sottolinea il Wsj, gli Eau stanno facendo pressioni per far approvare una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che autorizzi tale azione. In tal senso, i diplomatici emiratini hanno esortato gli Stati Uniti e le potenze militari in Europa e Asia a formare una coalizione per aprire lo stretto con la forza, hanno aggiunto alcuni funzionari. Un funzionario degli Emirati Arabi Uniti ha affermato, inoltre, che il regime iraniano ritiene di combattere per la propria sopravvivenza ed e' disposto a trascinare con se' l'economia globale nella morsa dello Stretto. Tra le motivazioni che hanno spinto gli Emirati Arabi Uniti a prepararsi a un'azione con la forza, il Wsj fa riferimento a recenti dichiarazioni del ministero degli Esteri emiratino, secondo cui esiste un "ampio consenso globale sulla necessita' di preservare la liberta' di navigazione nello Stretto di Hormuz". In una dichiarazione, il ministero degli Esteri degli Eau ha citato una risoluzione separata approvata dalle Nazioni Unite che condanna gli attacchi iraniani contro le sue citta' e a una risoluzione di un altro organismo delle Nazioni Unite, l'Organizzazione Marittima Internazionale, che condanna la chiusura dello Stretto di Hormuz. Lo Stato del Golfo ha affermato, inoltre, che gli Stati Uniti dovrebbero occupare le isole nello strategico stretto, tra cui Abu Musa, che e' sotto il controllo iraniano da mezzo secolo e rivendicata dagli Emirati Arabi Uniti, secondo quanto riferito da altri funzionari arabi. Un funzionario degli Emirati Arabi Uniti ha sottolineato che il Paese ha gia' esaminato le proprie capacita' di contribuire alla sicurezza dello Stretto, compresi gli sforzi per la bonifica dalle mine e altri servizi di supporto.

Guerra Iran, dal gas ai carburanti: le conseguenze in Europa e Usa

A oltre un mese dall’inizio del conflitto in Medio Oriente sono diversi gli effetti globali prodotti sulla quotidianità dei consumatori, dai rincari dei carburanti agli effetti dell’inflazione. Anche a livello politico si notano le conseguenze, come dimostra la posizione della Spagna, fortemente critica nei confronti di Washington. Di questo si è parlato nella puntata di “Numeri”, il programma di Sky TG24, andata in onda il 31 marzo 2026.

Guerra Iran, dal gas ai carburanti: le conseguenze in Europa e Usa

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Media Iran: "Colpita l'ex ambasciata Usa a Teheran"

I media iraniani hanno riferito che l'ex edificio dell'ambasciata statunitense a Teheran è stato preso di mira in un attacco nelle prime ore di stamattina, affermando che gli Stati Uniti avrebbero colpito la struttura. Lo riporta Iran International.    Secondo le testimonianze citate dai media, il lato est del complesso, all'incrocio tra le vie Taleghani e Mofatteh Sud, è stato danneggiato. Le autorità non hanno ancora rilasciato dettagli sull'attacco né sull'entità dei danni.    L'ex ambasciata statunitense era stata trasformata in un museo dopo essere stata occupata nel novembre del 1979 ed è da allora in gran parte controllata da istituzioni legate alle Guardie Rivoluzionarie e ai Basij.

Iran, Macron: "Prevedibilità Europa è un valore, siamo partner affidabili"

Il presidente francese Emmanuel Macron ha elogiato la "prevedibilità"  dell'Europa durante una visita in Giappone, contrapponendola a Paesi che  "potrebbero farti del male senza nemmeno informarti". Con un messaggio  apparentemente rivolto al presidente americano Donald Trump, che ieri ha  accusato la Francia di essere ''molto poco collaborativa'', ma parlando  a  imprenditori e investitori giapponesi a Tokyo, Macron ha detto di  essere "ben consapevole che a volte l'Europa può essere vista come un  continente più lento rispetto ad altri". Ma, ha aggiunto il capo  dell'Eliseo, ''la prevedibilità ha un valore e lo abbiamo dimostrato in  tutti questi anni. Oserei dire, anche nelle ultime settimane: siamo dove  sapete che andremo". Questo, ha sottolineato, ''non è male, in tempi  come questi, credetemi'' Macron  ha poi criticato i Paesi che affermavano di "procedere molto più  velocemente" dei loro alleati, ma "non si può sapere se dopodomani  saranno ancora in quella posizione e se domani non prenderanno una  decisione che potrebbe danneggiarvi senza nemmeno informarvi".  L'osservazione faceva riferimento alla guerra di Stati Uniti e Israele  contro l'Iran, a cui Teheran ha risposto chiudendo di fatto lo stretto  di Hormuz, vitale canale attraverso il quale transita una grande  quantità di petrolio importato dal Giappone.

Iran International: "Pezeshkian in stallo, decidono tutto i pasdaran"

Le crescenti tensioni tra l'amministrazione Pezeshkian e la leadership militare iraniana hanno spinto il presidente in una "completa situazione di stallo politico", con le Guardie Rivoluzionarie che di fatto hanno assunto il controllo di funzioni statali chiave. E' quanto riferito a Iran International da fonti informate, secondo le quali inoltre il presidente avrebbe richiesto un incontro, negatogli, con la guida suprema Mojtaba Khamenei. Ma anche nella cerchia ristretta del nuovo leader religioso ci sarebbero forti tensioni.    Secondo Iran International, le Guardie Rivoluzionarie hanno bloccato le nomine e le decisioni presidenziali, erigendo un perimetro di sicurezza attorno al centro del potere e di fatto emarginando il governo dal controllo esecutivo. I tentativi di Pezeshkian di nominare un nuovo ministro dell'intelligence giovedì scorso sono falliti sotto la pressione diretta del comandante in capo delle Guardie Rivoluzionarie, Ahmad Vahidi, secondo quanto riferito a Iran International da fonti a conoscenza della situazione.    Tutti i candidati proposti, incluso Hossein Dehghan, sono stati respinti. Si dice che Vahidi abbia insistito sul fatto che, date le condizioni di guerra, tutte le posizioni di leadership critiche e sensibili debbano essere selezionate e gestite direttamente dalle Guardie Rivoluzionarie fino a nuovo ordine.    Nel sistema politico iraniano tradizionalmente i presidenti nominano i ministri dell'intelligence solo dopo aver ottenuto l'approvazione della Guida Suprema, che detiene l'autorità ultima sui principali portafogli della sicurezza. Tuttavia, con le condizioni e la posizione della Guida Suprema Mojtaba Khamenei incerte nelle ultime settimane, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) sta di fatto impedendo al presidente di promuovere il proprio candidato preferito, consolidando ulteriormente la propria presa sull'apparato di sicurezza statale. Sempre secondo quanto risulta a Iran International, Pezeshkian ha ripetutamente richiesto un incontro urgente con Mojtaba Khamenei negli ultimi giorni, ma tutte le richieste sono rimaste senza risposta e non è stato possibile stabilire alcun contatto. Fonti informate affermano che un "consiglio militare" composto da alti ufficiali dell'Irgc esercita ora il pieno controllo sulla struttura decisionale centrale, imponendo un cordone di sicurezza intorno a Mojtaba Khamenei e impedendo che i rapporti governativi sulla situazione del Paese lo raggiungano. Sono inoltre emerse speculazioni sul fatto che le condizioni di salute di Mojtaba Khamenei possano contribuire agli attuali equilibri di potere.    Allo stesso tempo, si starebbe sviluppando una crisi interna senza precedenti all'interno della cerchia ristretta di Mojtaba Khamenei. Alcuni stretti collaboratori starebbero spingendo per rimuovere Ali Asghar Hejazi, una figura influente nell'ufficio della Guida Suprema e responsabile della sua sicurezza. Le tensioni derivano dalla palese opposizione di Hejazi alla potenziale successione di Mojtaba Khamenei. Secondo fonti attendibili, Hejazi aveva precedentemente avvertito i membri dell'Assemblea degli Esperti che Mojtaba non possedeva le qualifiche necessarie per la leadership e aveva sostenuto che la successione ereditaria è incompatibile con i principi enunciati dalla Guida Suprema Ali Khamenei.

Iraq, Iwmf: allarme per Kittleson autrice "reportage coraggiosi"

L'International Women's Media Foundation (IWMF) e' "profondamente allarmata" per il rapimento ieri a Baghdad della giornalista freelance americana Shelly Kittleson, autrice di "reportage coraggiosi" in tutto il Medio Oriente. La presidente della nota organizzazione per la liberta' di stampa, Elisa Lees Munoz, ha espresso preoccupazione per le condizioni di Kittleson, sottolineando che "le sue condizioni e il luogo in cui si trova rimangono sconosciuti", mentre le autorita' irachene sono alla ricerca dei suoi rapitori. Secondo l'IWMF, Kittleson e' una cittadina statunitense i cui "coraggiosi reportage hanno coperto le zone di conflitto in tutto il Medio Oriente" per testate come Al-Monitor, Foreign Policy, BBC e Politico. "E' una giornalista legittima che sta semplicemente facendo il suo lavoro per portare la verita' al pubblico globale", ha affermato Munoz.

Iran, Israele: ultimo attacco con missili in aree aperte

L'agenzia di stampa israeliana YNet riporta che tutti i missili lanciati dall'Iran negli ultimi attacchi "sono caduti in aree aperte" e che non si registrano vittime. Gli attacchi hanno destato allarme in tutto Israele, comprese le aree centrali, settentrionali e meridionali del Paese, secondo la stessa fonte. E' stato inoltre diramato un allarme per l'intrusione di un drone nella regione della Galilea occidentale, nel nord di Israele. Poco prima, un attacco missilistico iraniano contro il centro di Israele ha causato danni e 14 feriti a Bnei Brak, nel centro del paese.

Iran, Idf: "Ucciso capo genio militare Forza libanese Quds"

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno riferito di aver eliminato in Iran il capo del genio militare del Corpo d'armata libanese della Forza Quds. Lo ha annunciato un portavoce dell'Idf sottolineando che la vittima eccellente, uccisa ieri nella regione di Machlat, e' l'ingegnere Mahdi Vafaei. Secondo la stessa fonte, durante i suoi 20 anni di attivita' come capo del genio militare, Vafaei ha portato avanti progetti sotterranei in territorio libanese e siriano. Inoltre, ha gestito decine di progetti sotterranei in Libano utilizzati per lo stoccaggio di equipaggiamento militare avanzato.

Petrolio in altalena, lieve calo per il Brent e sale il Wti

Le quotazioni del Brent sono in calo questa mattina a 103,72 dollari al barile (-0,24%). In leggero rialzo invece il Wti che passa di mano a 101,69 dollari, con un progresso dello 0,24%.

L'oro sale ancora, a 4.686,78 dollari

Nuova giornata di rialzi per le quotazioni dell'oro: il metallo prezioso spot passa di mano a 4.686,78 dollari l'oncia segnando un +0,40%. Andamento contrario invece per l'argento che viene scambiato a 74,77 dollari, in calo dello 0,20%.

Gas: apre in calo, al Ttf sotto i 50 euro/Mwh (-2%)

Cala ancora in apertura il prezzo del gas naturale in Europa. All'hub di riferimento Ttf il contratto di maggio passa di mano a 49,765 euro per megawattora, in flessione dell'1,954%. I prezzi del gas sono aumentati di circa il 70% a marzo a causa della guerra in Medio Oriente, che ha portato alla chiusura dello stretto di Hormuz, attraverso il quale transita circa un quinto del Gnl globale, e alla chiusura del piu' grande impianto di Gnl al mondo in Qatar.

Wall Street: ieri miglior seduta da maggio, speranze su fine guerra

Ieri, seduta in forte rialzo a Wall Street, dopo le ultime notizie che  hanno alimentato la speranza degli investitori in una prossima fine  della guerra tra Stati Uniti e Iran. Il Wall Street Journal ha riportato  che il presidente Donald Trump avrebbe confidato ai suoi collaboratori  la disponibilità a porre fine alle ostilità militari in Medio Oriente,  anche se lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere in gran parte chiuso. Il  New York Post ha poi riferito che il presidente avrebbe affermato di  credere che la guerra con l'Iran si concluderà presto. Sono poi state  diffuse indiscrezioni sulla disponibilità a mettere fine alla guerra da  parte del presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. Il Dow Jones ha  guadagnato 1.125,37 punti (+2,49%), lo S&P 500 è salito di 184,80  punti (+2,91%), il Nasdaq ha aggiunto 795,98 punti (+3,83%); per i tre  indici, è stata la miglior seduta dallo scorso maggio. Il petrolio Wti  al Nymex ha perso 1,50 dollari, l'1,46%, a 101,38 dollari al barile,  registrando però un guadagno trimestrale del 77%. L'oro ha guadagnato  121,60 dollari, il 2,69%, a 4.647,60 dollari all'oncia; a marzo, ha  perso l'11,14%, ma nel primo trimestre dell'anno ha guadagnato il 7,44%.  Euro in rialzo dello 0,61% a 1,1534 dollari. Bitcoin in rialzo del  2,28% a 67.983 dollari.

Iran, Forum export: 3 mln container a rischio, esportazioni possono fermarsi

"Navi ferme, rotte deviate, catene logistiche sotto pressione" per le  interruzioni nello Stretto di Hormuz a causa della guerra contro l'Iran:  le stime indicano il coinvolgimento di centinaia di navi nell’area, tra  cui circa 200 portacontainer. Considerando una capacità media tra 8.000  e 15.000 TEU per nave, il volume potenziale interessato si colloca tra  1,6 e 3 milioni di container. E' l'allarme lanciato dal Forum italiano  dell'export secondo il quale "il rischio concreto è un blocco operativo a  catena: navi in attesa, terminal saturi, rallentamenti doganali,  perdita di competitività per le imprese esportatrici". “Non  è più una crisi logistica - sottolinea Lorenzo Zurino, Presidente del  Forum Italiano dell’Export — ma una crisi di accesso ai mercati. Se le  merci non arrivano nei tempi giusti, il danno per il sistema produttivo è  immediato”. Il tema è stato  oggetto del tavolo istituzionale presso il Ministero degli Affari Esteri  e della Cooperazione Internazionale del 25 marzo e della successiva  riunione del 30 marzo, a seguito dei quali il Forum Italiano dell’Export  ha trasmesso un dossier tecnico agli uffici competenti. Tra le priorità  evidenziate, la necessità di attivare fast corridor logistico-doganali  in andata e ritorno, condizione essenziale per evitare non solo il  blocco delle merci in uscita, ma anche il rischio di carenza di  container nel Mediterraneo per i flussi export successivi. Fondamentale  per il Forum, inoltre, un coordinamento pieno e operativo tra Dogane e  Farnesina, chiamate a lavorare all’unisono per garantire rapidità,  certezza dei tempi e continuità ai flussi commerciali. “In assenza di  una risposta coordinata e immediata — conclude Zurino — il rischio non è  solo il rallentamento delle rotte, ma il fermo strutturale dell’export  italiano”.

Iran: bomba a grappolo centro Israele, bimba tra i 14 feriti

Una bomba a grappolo lanciata dall'Iran nel centro di Israele ha causato almeno 14 feriti, di cui una bambina di 11 anni in gravi condizioni. Lo riferisce il quotidiano Times of Israel che cita il servizio di soccorso Magen David Adom (Mda). La stessa fonte ha dichiarato di aver prestato soccorso a una bambina di 11 anni in gravi condizioni, colpita da schegge, insieme a una donna di 36 anni e un ragazzo di 13 anni, anche loro colpiti dall'esplosione. Altre 11 persone sono state curate per ferite lievi, ha aggiunto l'Mda. Dalle prime indagini, e' risultato che il missile iraniano era dotato di una testata a grappolo, che ha disperso le bombe su una vasta area. Si e' trattato del primo attacco missilistico iraniano contro Israele in quasi 21 ore, sottolinea il quotidiano locale.

Sirene antimissili a Tel Aviv e nel centro d'Israele

Le sirene sono suonate a Tel Aviv e nel centro d'Israele per la seconda volta nel giro di pochi minuti, a causa di missili lanciati dall'Iran. Si sono sentite forti deflagrazioni a Tel Aviv. Lo constata l'ANSA sul posto.

Iran: negli Emirati cittadino Bangladesh ucciso da schegge

Negli Emirati Arabi Uniti, un cittadino del Bangladesh e' stato ucciso da detriti di un proiettile dopo che un attacco di droni e' stato intercettato. Lo ha riferito l'agenzia stampa ufficiale del Paese, citando le autorita' locali. L'incidente e' avvenuto nell'emirato di Fujairah, vicino allo Stretto di Hormuz, gia' colpito piu' volte da quando l'Iran ha iniziato a lanciare quotidianamente missili e droni contro i suoi vicini del Golfo in risposta all'offensiva israelo-americana sul suo territorio. "Le schegge cadute dall'intercettazione di un drone... hanno provocato la morte di una persona di nazionalità bengalese", ha scritto Wam su X, aggiungendo che l'incidente è avvenuto a Fujairah, vicino allo Stretto di Hormuz.

Wsj: "Emirati pronti a scendere in campo per forzare Hormuz"

Gli Emirati Arabi Uniti si stanno preparando ad aiutare gli Stati Uniti e altri alleati ad aprire con la forza lo Stretto di Hormuz, hanno affermato funzionari arabi, una mossa che li renderebbe il primo Paese del Golfo Persico a diventare parte combattente, dopo essere stato colpito dagli attacchi iraniani. Lo scrive il Wall Street Journal. Gli Emirati Arabi Uniti, riporta la testata Usa, stanno esercitando pressioni sul Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite affinché adotti una risoluzione che autorizzi tale azione, hanno aggiunto i funzionari. Lo stato del Golfo, scrive ancora il Wall Street Journal, ha avviato un'iniziativa per persuadere gli Stati Uniti e altri Paesi ad aprire la via navigabile con ogni mezzo necessario. In particolare, i diplomatici emiratini avrebbero esortato gli Usa e le potenze militari in Europa e Asia a formare una coalizione per aprire lo stretto con la forza, hanno affermato i funzionari. Un funzionario degli Emirati Arabi Uniti ha osservato che il regime iraniano ritiene di combattere per la propria sopravvivenza ed è disposto a trascinare con sé l'economia globale nella morsa dello Stretto.

Borse asiatiche: avanzano euforiche, Seul +8,76%, Tokyo +5%

Borse asiatiche euforiche dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto che avrebbe posto fine alla guerra contro l'Iran entro "due o tre settimane", aggiungendo che gli Usa potrebbero decidere di mettere fine al conflitto "indipendentemente dal fatto che ci sia un accordo o meno" con Teheran. Seul guida i rimbalzi con un +8,76%, grazie agli acquisti a prezzi scontati dopo le pesanti perdite registrate a marzo. I mercati sudcoreani sono stati inoltre incoraggiati dai dati che mostrano un'impennata record del 48,3% delle esportazioni a marzo. Anche Tokyo avanza del 4,92%, mentre in Cina Shanghai e Hong Kong guadagnano rispettivamente l'1,63% e il 2,27%, ignorando i dati Pmi privati che mostrano una crescita dell'attivita' manifatturiera in Cina inferiore alle attese a marzo.

Libano, media: "Danni ambasciata Cina in raid Idf a Beirut sud"

Negli attacchi notturni dell'Idf a Jnah, nella periferia meridionale di Beirut, sarebbe stata danneggiata l'ambasciata della Cina. Lo hanno riferito le emittenti televisive libanesi, sottolineando che gli obiettivi presi di mira dagli attacchi israeliani - tra cui diverse auto - si trovavano vicini all'ambasciata cinese e all'ambasciata dell'Oman. L'ambasciata iraniana si trova pochi chilometri piu' a sud, nella stessa zona. Anche l'ospedale Zahraa dista meno di un chilometro dal luogo dell'impatto. Diverse persone ferite nell'attacco sono state ricoverate in questa struttura, secondo il ministero della Salute libanese, che ha smentito qualsiasi evacuazione di pazienti dall'ospedale. La stessa fonte ha riferito che sette persone sono rimaste uccise e almeno 24 ferite negli attacchi aerei israeliani a Beirut delle ultime ore.

Petrolio: prezzi in rialzo, Brent +0,51% a 104,50 dollari

Prezzi del petrolio in rialzo a causa della situazione in Medio Oriente che resta incerta e con lo stretto di Hormuz sempre bloccato. I future del Brent con scadenza a giugno, che sono diventati il contratto di riferimento a partire da oggi, avanzano dello 0,51% a 104,50 dollari al barile (dopo aver terminato il mese di marzo con un guadagno storico del 63%) e i future del Wti che salgono dello 0,93% a 102,31 dollari al barile.

Libano: drone Idf abbattuto da Hezbollah nel sud

Un drone dell'aeronautica israeliana e' stato abbattuto da Hezbollah nel Libano meridionale durante la notte. Lo riferiscono fonti dell'esercitato citate dai media israeliani. Secondo l'Idf, il drone stava fornendo supporto alle truppe di terra quando e' stato colpito da un missile terra-aria ed e' precipitato. Le forze armate israeliane affermano che non vi e' alcun rischio di fuga di informazioni dal drone e che l'incidente e' oggetto di ulteriori indagini.

Wall Street: future in rialzo, Dow Jones +0,19%, Nasdaq +0,50%

Future di Wall Street in rialzo dopo la chiusura nettamente positiva di ieri, favorita dalle speranze di una fine a breve della guerra in Medio Oriente. I future del Dow Jones guadagnano lo 0,19%, quelli dell'S&P 500 lo 0,30% e i future del Nasdaq avanzano dello 0,50%.

Israele lancia 'vasto attacco' su Teheran, esplosioni nella capitale iraniana

L'esercito israeliano ha dichiarato di aver effettuato oggi attacchi a Teheran, dove l'emittente statale iraniana Irib ha riportato esplosioni in diverse zone. Un breve comunicato militare ha affermato che le forze israeliane hanno "completato un'ondata di attacchi su vasta scala contro siti infrastrutturali del regime terroristico iraniano a Teheran". Esplosioni sono state udite "nei quartieri nord, est e centrali" della capitale iraniana, ha riferito l'Irib.

Rubio: gli Usa dovranno 'riesaminare' il loro rapporto con la Nato

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha messo in discussione il rapporto transatlantico con la Nato come mai prima d'ora, dichiarando che gli Stati Uniti dovranno "riesaminare" la loro relazione con l'alleanza militare una volta terminata la guerra contro l'Iran. "Credo che purtroppo non ci siano dubbi sul fatto che, una volta terminato questo conflitto, dovremo riesaminare questa relazione. Dovremo riesaminare l'interesse che presenta la Nato per il nostro Paese nel quadro di questa alleanza", ha detto Rubio a Fox News aggiungendo che spetterà al presidente Donald Trump decidere in merito. 

"Se siamo arrivati ;;al punto in cui l'alleanza Nato ci impedisce di utilizzare basi, in cui non possiamo più usarle efficacemente per difendere gli interessi degli Stati Uniti, allora la Nato è una strada a senso unico", ha affermato Rubio. "La Nato si riduce quindi semplicemente alla presenza delle nostre truppe in Europa per difendere l'Europa. Quando abbiamo bisogno del loro permesso per usare le loro basi militari, la loro risposta è 'no'? Allora perché siamo nella Nato? Dobbiamo porci questa domanda", ha aggiunto il segretario di Stato americano.

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