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L'Italia e altri 14 Paesi europei chiedono lo stop ai raid in Libano

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I ministri degli Esteri di Belgio, Croazia, Estonia, Finlandia, Islanda, Italia, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Moldavia, Norvegia, Polonia, San Marino, Spagna e Svezia hanno firmato una dichiarazione congiunta perché si fermino gli attacchi contro Beirut e si rispetti il diritto internazionale

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La crisi in Libano raggiunge livelli sempre più allarmanti e ha spinto diversi Paesi europei a prendere una posizione comune. In una dichiarazione congiunta, i ministri degli Esteri di Italia, Belgio, Croazia, Estonia, Finlandia, Islanda, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Moldavia, Norvegia, Polonia, San Marino, Spagna e Svezia hanno espresso profonda preoccupazione per una situazione definita drammatica, sottolineando l’impatto umanitario ormai fuori controllo. "Siamo sconvolti dalla drammatica situazione in Libano, dove si contano già 1,2 milioni di sfollati interni, pari a circa il 25% della popolazione totale", si legge nella nota. "Le operazioni - prosegue - militari israeliane in Libano e gli attacchi di Hezbollah devono cessare. Esortiamo Israele a rispettare pienamente la sovranità e l'integrità territoriale del Libano e invitiamo tutte le parti, sia Hezbollah che Israele, a sospendere le azioni militari" (GUERRA IN MEDIO ORIENTE, GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA).

"Israele rispetti pienamente il diritto internazionale umanitario"

"Ricordiamo - continua il testo - l'obbligo di Israele di rispettare pienamente il diritto internazionale umanitario, compresi i principi di distinzione, proporzionalità e precauzione, e sottolineiamo l'importanza della protezione dei civili e dei beni civili. Gli attacchi contro i civili, il personale sanitario, gli operatori umanitari, i giornalisti, le infrastrutture e le strutture civili sono ingiustificati e inaccettabili. Devono cessare immediatamente. Le indagini indipendenti sono fondamentali per garantire che i responsabili rispondano delle proprie azioni". I Paesi chiedono inoltre "che sia garantito un accesso umanitario completo, sicuro e senza ostacoli a tutte le popolazioni colpite. Sosteniamo la decisione del governo libanese sul monopolio statale delle armi, i suoi sforzi per disarmare Hezbollah e porre fine alle sue attività militari, e accogliamo con favore la decisione del Consiglio dei ministri libanese, del 2 marzo 2026, di vietare tutte le attività di sicurezza e militari di Hezbollah, di incaricare le Forze armate libanesi di prendere in custodia le armi di Hezbollah e di obbligare Hezbollah a consegnare le proprie armi allo Stato libanese. Elogiamo inoltre i recenti sforzi di riforma del governo libanese in diversi ambiti". Il ministro degli Esteri belga Maxime Prevot, nel rilanciare la dichiarazione congiunta dal suo account X, ha annunciato che la prossima settimana sarà a Beirut. "Il Libano - ha spiegato - ha bisogno di qualcosa di più delle semplici dichiarazioni. Ha bisogno di presenza, sostegno e di un segnale chiaro che non distoglieremo lo sguardo." 

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