Iraq, giornalista rapita. Voci contrastanti sulla sua liberazione

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Foto Instagram di Shelly Kittleson

Secondo Al Arabiya, la reporter sarebbe già stata rilasciata e si troverebbe in ospedale. Ma altre fonti negano la circostanza affermando che sia ancora tenuta prigioniera e la sua posizione sia ignota

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È giallo sulle sorti della giornalista americana Shelly Kittleson, rapita a Baghdad da un gruppo armato. Secondo Al Arabiya sarebbe stata liberata e si troverebbe ora in ospedale per accertamenti. Ma altre fonti ritengono poco attendibile la notizia della sua liberazione e Alex Plitsas, analista di sicurezza nazionale per la Cnn, ha confermato su X: "La mia amica Shelly Kittleson è stata rapita e potrebbe essere tenuta in ostaggio a Baghdad da Kataib Hezbollah. La sua posizione e le sue condizioni sono sconosciute. Sono il suo referente negli Stati Uniti. Se avete informazioni, vi prego di contattare le forze dell'ordine e inviarmi un messaggio privato". Dylan Johnson, assistente segretario di Stato per gli affari pubblici globali degli Stati Uniti, ha scritto su X che "un individuo con legami con la milizia filoiraniana Kataib Hezbollah, considerato coinvolto nel rapimento, è stato preso in custodia dalle autorità irachene". Kataib Hezbollah, letteralmente "Brigate del Partito di Dio" è un gruppo paramilitare sciita iracheno che fa parte delle  Forze di Mobilitazione Popolare irachene che comprende la 45°, 46° e 47° Brigata. 

Caccia ai rapitori

Secondo quanto riportato dalla agenzie internazionali, nel rapimento della giornalista statunitense sono state coinvolte due auto: una si è schiantata ed è stata fermata durante un inseguimento da parte delle autorità vicino alla città di Al-Haswa, nella provincia di Babil, a sud-ovest di Baghdad, mentre la giornalista è stata trasferita su una seconda auto che si è data alla fuga. Il ministero dell'Interno iracheno ha dichiarato che le forze di sicurezza hanno avviato un'operazione per rintracciare i rapitori, "agendo sulla base di informazioni precise e attraverso intense operazioni sul campo", dopo aver intercettato un veicolo appartenente ai rapitori che si è ribaltato durante la fuga. Dopo il rapimento, avvenuto nel centro di Baghdad, la sicurezza irachena ha diramato un allarme a tutti i posti di blocco, il che ha portato all'inseguimento dei rapitori mentre si dirigevano a sud-ovest della capitale, verso la provincia di Babil.

Il profilo della giornalista

La giornalista americana è una firma attiva su diverse testate internazionali, tra cui anche alcuni media italiani. Proprio oggi Il Foglio ha pubblicato un suo articolo intitolato "Il prezzo della neutralità curda. Gli attacchi nel Kurdistan iracheno". La reporter collabora anche con l'agenzia Ansa.

Secondo quanto dichiarato in un post su X da Dylan Johnson, Sottosegretario per gli Affari Pubblici Globali del Dipartimento di Stato, Shelly Kittleson era stata avvertrita delle minacce a suo carico: "Il Dipartimento di Stato ha già adempiuto al suo dovere di avvertire questa persona delle minacce che le venivano rivolte e continueremo a coordinarci con l'FBI per garantirne il rilascio il più rapidamente possibile".

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La conferma del ministero dell'Interno iracheno 

Il ministero dell'Interno iracheno ha confermato il rapimento della giornalista americana, senza tuttavia confermarne l'identità. "Il ministero dell'Interno annuncia che questa sera una giornalista straniera è stata rapita da individui non
identificati. Le forze di sicurezza hanno immediatamente avviato un'operazione per individuare i responsabili, sulla base di informazioni precise e attraverso attività operative sul campo, seguendo i movimenti dei sequestratori. L'inseguimento ha portato all'intercettazione di un veicolo utilizzato dai rapitori, che si è ribaltato nel tentativo di fuga. Le forze di sicurezza hanno arrestato uno dei sospetti e sequestrato uno dei mezzi impiegati nel sequestro", si legge in una nota del Ministero. Da Baghdad assicurano che "sono in corso le operazioni per
rintracciare gli altri individui coinvolti, ottenere la liberazione del giornalista e adottare tutte le misure legali necessarie nei confronti dei responsabili, in conformità con la legge". "Le indagini - si legge ancora - sono tuttora in corso per chiarire pienamente la dinamica dell'accaduto e ulteriori dettagli saranno forniti successivamente". Il Ministero ribadisce infine "il proprio impegno a impedire qualsiasi tentativo di destabilizzare la sicurezza o colpire cittadini stranieri, assicurando che le forze dell'ordine continueranno a operare con fermezza per perseguire i responsabili". 

 

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