Guerra Ucraina, nuovo attacco russo con droni nella regione di Odessa

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Droni russi hanno preso di mira infrastrutture portuali e impianti energetici nella regione di Odessa. Una civile è morta nella regione di Bryansk in un attacco di droni ucraini. Nella regione di Belgorod, il governatore Vyacheslav Gladkov ha riferito di due civili morti. A Reuters, il presidente ucraino afferma che gli americani sarebbero pronti a completare l'iter di garanzie di sicurezza ad alto livello non appena Kiev sarà pronta a ritirare le truppe dal Donbass

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La Russia ha lanciato questa notte un altro attacco con droni nella regione di Odessa. I droni hanno preso di mira le infrastrutture portuali e gli impianti energetici. Il governatore della regione russa di Bryansk ha riferito che una civile  è stata uccisa dall'attacco di droni kamikaze ucraini nel villaggio di Zernovo. Lo riferisce l'agenzia ucraina Rbc. Il governatore della regione di Belgorod, Vyacheslav Gladkov, ha  riferito che due civili sono stati uccisi e un altro è stato ferito in  attacchi ucraini. Raid incrociati ucraini e russi hanno colpito pesantemente infrastrutture portuali, ferroviarie e raffinerie nei due paesi in guerra, in particolare nella regione di Leningrado. Lo riferiscono i media russi e ucraini. Al contempo il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha affermato che 18 droni diretti sulla capitale sono stati neutralizzati nelle ultime ore, causando alcuni disagi per la caduta dei detriti.

"Gli americani sono  pronti a completare l'iter di garanzie di sicurezza ad alto livello non  appena l'Ucraina sarà pronta a ritirare le truppe dal Donbass". Lo ha  dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un'intervista  alla Reuters. Zelensky ha avvertito che un simile passo metterebbe a  repentaglio la sicurezza dell'Ucraina e dell'Europa nel suo complesso.  Il presidente ha aggiunto che gli Stati Uniti sono concentrati sul  conflitto con l'Iran, quindi Trump sta esercitando pressioni  sull'Ucraina, cercando di porre fine rapidamente alla guerra. Secondo  Zelensky, la Russia, che chiede il ritiro delle truppe ucraine dall'est,  scommette sul fatto che Washington perderà interesse nei negoziati e  alla fine si ritirerà da essi.

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Ucraina: chi è Kyrylo Budanov, il braccio destro di Zelensky

Definito l'uomo "senza sorriso", era sconosciuto al pubblico quando fu nominato capo del servizio di intelligence militare GUR nell'agosto 2020. Originario di Kiev, Kyrylo "ha esperienza specialistica nei settori bellici e la forza sufficiente per produrre risultati", ha detto il presidente ucraino.

Ucraina: chi è Kyrylo Budanov, il nuovo braccio destro di Zelensky

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Missile ipersonico russo Oreshnik, cos'è e dove può colpire

Il ministero della Difesa russo ha ufficializzato il 30 dicembre 2025 che il sistema missilistico Oreshnik è entrato formalmente in servizio in Bielorussia. Una conferma di quanto rivelato alla Reuters da due ricercatori statunitensi che qualche giorno fa hanno scoperto, studiando le immagini satellitari, che Mosca stava installando i nuovi missili balistici ipersonici a capacità nucleare in un'ex base aerea nella Bielorussia orientale. La stessa arma è stata poi utilizzata tra l'8 e il 9 gennaio per colpire Leopoli. Ma di cosa si tratta?

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Ucraina, 4 anni dall'invasione russa: a che punto è il conflitto

Sono trascorsi quattro anni dalle fatidiche prime ore del 24 febbraio 2022, quando il leader del Cremlino, Vladimir Putin, annunciò l'inizio dell'invasione russa in Ucraina. Una stima del Center for Strategic International Studies indica che da allora sarebbero morti, feriti o risultati dispersi 1,8 milioni di soldati russi e ucraini, mentre l'Onu parla di oltre 14 mila vittime civili. Il 2025 è stato l'anno più buio per Kiev e per il presidente Zelensky.

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Ucraina, quanto ha speso l’Italia per gli aiuti militari a Kiev?

Il Senato ha approvato il testo per la conversione definitiva in legge del decreto che proroga l’impegno italiano nel sostegno militare all’Ucraina. Finora sono stati stanziati 3 miliardi di euro, una cifra relativamente modesta nel bilancio statale. In un confronto con altri Stati Nato è la Germania quella che si è impegnata di più. Anche di questo si è parlato in una puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24.

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Media: "Putin convoca oligarchi e chiede contributi volontari per guerra che continuerà"

Vladimir Putin ha convocato una riunione degli oligarchi in cui ha chiesto loro di contribuire alla guerra in Ucraina, ha reso noto The Bell, newsletter sulla Russia indipendente basata negli Stati Uniti.  “Continueremo a combattere. Spingeremo ai confini del Donbass", ha detto Putin, come hanno riassunto due fonti al corrente dei contenuti discussi durante la riunione a porte chiuse. In seguito il Presidente russo, su una idea di Igor Sechin, ceo di Rosneft, ha proposto agli imprenditori di offrire dei contributi volontari al bilancio nel momento in cui molti di loro stanno incassando i dividenti della guerra in Medio Oriente (nei settori delle fonti di energia e dei fertilizzanti). Alcuni hanno risposto immediatamente: Suleiman Kerimov ha promesso di stanziare 100 milioni di rubli 1,23 miliardi di dollari). Almeno un altro tycoon si è subito impegnato. "Dobbiamo mantenerci concentrati. Se i mercati oscillano in una direzione oggi, possono tornare a oscillare nell'altra domani", ha detto anche Putin, avvertendo gli imprenditori a non montarsi la testa, e soprattutto a usare il surplus riconducibile all'aumento dei prezzi dell'energia, per mettere in regola i loro conti e i debiti con le banche russe. L'inizio della guerra in Medio Oriente è arrivata in un momento di forte crisi del bilancio in Russia. 

Guerra Iran, petrolio e missili: Russia e Cina più forti, Kiev rischia

L'attacco di Stati Uniti e Israle contro l’Iran e la destabilizzazione nei Paesi del Golfo rischia di avere effetti che si estendono molto più in là del Medio Oriente dal punto di vista geopolitico, arrivando fino a Russia, Ucraina e Cina. Kiev non nasconde i suoi timori: teme di restare intrappolata nella tela Trump-Putin e indebolita dal dirottamento di risorse diplomatico-militari americane nella zona mediorientale. I missili che vengono rapidamente consumati sono poi gli stessi che servono anche per difendere Taiwan dalle mire di Pechino: ci vorrà molto tempo per ripristinarli.

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Bullet, cos’è il drone ucraino in grado di abbattere missili shahed

Prodotti da General Cherry, questi droni costano circa 2mila dollari e riescono a intercettare obiettivi aerei, dal costo di quasi 50mila dollari, che si muovono fino a 230-250 km/h. Facilmente manovrabile a distanza e con capacità di riconoscimento del bersaglio fino a 600 metri, il drone Bullet si presenta come un importante alleato per le Forze armate ucraine.

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Ungheriagate: cosa sta succedendo sull'asse Budapest-Bruxelles-Mosca

Si riaccende lo scontro tra Unione Europea, Ungheria e Russia: accuse di fughe di informazioni verso Mosca aggravano una crisi già profonda. Bruxelles valuta di isolare Budapest, mentre emergono falle nei sistemi di sicurezza e fiducia interna.

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Mikhelidze: "Per Putin la guerra è l'unico strumento per detenere il potere"

"Credo che la pace sia ancora lontana, che la situazione sia ancora lontana dal risolversi, perché Putin non ha raggiunto gli obiettivi che si era prefissato quando ha iniziato la guerra. L'obiettivo principale e strategico è prendere il controllo politico. Fermare la guerra adesso è qualcosa di pericoloso per il sistema, perché ormai Putin vede la guerra come unico strumento per detenere il potere". Nona Mikhelidze, responsabile di ricerca all' Istituto Affari internazionali, lo ha detto all'incontro 'Guerra in Ucraina, Trump e il futuro della sicurezza europea' organizzato da Dialoghi Europei. "Siamo al quinto anno di guerra. L'Ucraina - ha ricordato Mikhelidze - nell'ultimo mese ha recuperato una parte del suo territorio, che ovviamente sorprende soprattutto chi dubitava della forza e della resilienza degli ucraini. E' stato possibile anche per l'incredibile innovazione che l'Ucraina ha mostrato sul campo di battaglia e nell'industria militare, penso in particolare alla produzione dei droni". Su questo fronte "nella guerra in Medio Oriente vediamo che l'Ucraina torna utile per i cosiddetti intercettori dei droni. E per tanti - ha detto Mikhelidze - è incredibile che al quinto anno della guerra mandi suoi specialisti nell'industria militare in Medio Oriente per aiutare ad abbattere droni lì. Ma intanto c'è da ricordare che sul campo di battaglia in Ucraina abbiamo vissuto principalmente negli ultimi anni una guerra di stallo, l'Ucraina è riuscita a far sì che l'occupazione russa non avanzasse". Mikhelidze ha avuto poi parole negative nei confronti del modo in cui alcuni media italiani hanno trattato questa guerra: "I problemi legati alla disinformazione sono stati creati da alcuni talk show italiani, che per me hanno proposto un dibattito basato sulla non conoscenza della regione, della Russia, Ucraina ed Europa orientale, ma che è stato volutamente distorto a favore degli interessi russi". 

Parigi: "500 milioni per riparare sarcofago Chernobyl danneggiato in raid Russia"

Saranno necessari quasi 500 milioni di euro per riparare il sarcofago a protezione del reattore di Chernobyl esploso nel 1986 e danneggiato in un raid delle forze militari russe nel febbraio del 2025, ha reso noto il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot dopo aver presieduto una riunione dei ministri G7. "E' la prima stima economica del danno causato dal drone" russo, ha aggiunto, anticipando che i Paesi del gruppo svolgeranno un ruolo chiave nel raccogliere i fondi, a stretto contatto con la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. 

Budanov: "A Pasqua forse un nuovo scambio di prigionieri con Mosca"

L'Ucraina e la Russia potrebbero effettuare un importante scambio di prigionieri durante Pasqua e le autorità ucraine stanno già lavorando in tal senso. Lo riporta Rbc-Ucraina citando il capo dell'ufficio del presidente dell'Ucraina, Kyrylo Budanov, precisando che il lavoro per il rimpatrio dei soldati ucraini tenuti prigionieri in Russia prosegue quotidianamente. "I negoziati sono in corso e ci saranno nuovi scambi. Spero davvero che entro Pasqua assisteremo tutti a uno scambio importante", ha dichiarato. 

Mosca: "Il piano di Londra sul sequestro di navi russe è un atto di pirateria"

L'ambasciata russa a Londra ha definito un 'atto di pirateria' il piano britannico di sequestrare navi mercantili legate alla Russia. La presa di posizione di Mosca arriva dopo che il governo britannico ha annunciato che il personale militare britannico può salire a bordo di navi soggette a sanzioni e in transito nelle sue acque territoriali. Inoltre, Londra imporrà ulteriori restrizioni chiudendo le acque britanniche, compreso il Canale della Manica, alle navi sanzionate. La misura colpisce la cosiddetta "flotta ombra", presumibilmente impegnata nel trasporto di risorse energetiche russe. "Le dichiarazioni sconsiderate sull'intenzione di attaccare navi mercantili russe dimostrano chiaramente la volonta' di esacerbare la già tesa situazione in materia di sicurezza e commercio internazionale. Questo è innegabile. Non importa in quale forma giuridica il governo britannico cerchi di inquadrare questi atti di pirateria. Alla base di tutto vi sono sanzioni unilaterali che violano il diritto internazionale", ha affermato l'ambasciata in una dichiarazione ottenuta da RIA Novosti.

Sybiha vede Tajani: "Apprezzamento per sostegno politico e militare Italia"

"Apprezzamento per il sostegno politico, militare ed economico costante dell'Italia, incluso il contributo concreto alla resilienza energetica dell'Ucraina, che ci ha aiutato a superare l’inverno più difficile", è stato espresso dal ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha‎, nel corso di un colloquio con il titolare della Farnesina, Antonio Tajani, a margine del G7 in corso a Cernay-la-Ville, in Francia. In un post su X, Sybiha ha definito "importante" l'incontro con l' "amico e collega" Tajani, precisando che i due ministri hanno discusso del rafforzamento della cooperazione tra Ucraina e Italia.

"Ho informato sugli sforzi in corso per raggiungere una pace duratura e abbiamo scambiato opinioni sugli sviluppi in Medio Oriente, incluso il contributo degli esperti ucraini al rafforzamento delle capacità di difesa nella regione", ha aggiunto Sybiha, secondo cui "gli attacchi in profondità dell'Ucraina contro la Russia rappresentano di fatto sanzioni quotidiane: un promemoria che Mosca pagherà per la guerra contro il nostro popolo". 

"Insieme dobbiamo aumentare la pressione reale sull'aggressore", ha proseguito il ministro ucraino, precisando che con Tajani ha parlato anche delle "prospettive della presidenza ucraina dell'Iniziativa Centro Europea e di come questa può rafforzare la cooperazione regionale e l'integrazione europea di Kiev. Restiamo strettamente coordinati nell'affrontare le sfide comuni di sicurezza e nel portare avanti priorità condivise".

Il presidente iraniano Pezeshkian ringrazia Mosca per il sostegno

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un messaggio pubblicato in lingua russa su X ha ringraziato le autorità di Mosca per il loro sostegno. "I messaggi del presidente Putin e il sostegno del popolo russo ci ispirano in questa guerra. La resistenza e il coraggio del popolo iraniano promettono nuovi legami che garantiranno la sicurezza dell'Asia orientale con i paesi della regione. A nome del popolo iraniano, ringrazio il governo e il popolo della Russia", si legge nel messaggio. 

Zelensky a sorpresa a Riad: "Previsti incontri importanti"

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato oggi il suo arrivo in Arabia Saudita. La visita, non annunciata in precedenza, si inserisce nel quadro degli sforzi di Kiev per finalizzare accordi sulla vendita di droni militari con diversi Stati del Golfo. "Sono arrivato in Arabia Saudita. Sono previsti incontri importanti", ha dichiarato sui social media, pubblicando un video del viaggio. "Apprezziamo il sostegno e sosteniamo coloro che sono pronti a collaborare con noi per la sicurezza", ha aggiunto, senza fornire ulteriori dettagli. L'Arabia Saudita è uno dei Paesi del Golfo in cui Zelensky ha recentemente inviato oltre 200 esperti militari per condividere l'esperienza nell'intercettazione dei droni Shahed di progettazione iraniana. Attaccata quasi quotidianamente da centinaia di questi velivoli, ora prodotti in serie da Mosca, l'Ucraina ha sviluppato una serie di sistemi di difesa economici e piuttosto efficaci, tra cui i droni intercettori. Questa competenza è molto richiesta dagli Stati del Golfo, bersaglio dello stesso tipo di drone lanciato dall'Iran in risposta agli attacchi israelo-americani a partire dalla fine di febbraio. Dall'inizio dell'invasione russa nel febbraio 2022, l'Ucraina è diventata uno dei Paesi più avanzati al mondo nel campo dei droni militari. Il Paese conta ora centinaia di produttori che realizzano milioni di questi dispositivi, dai piccoli droni d'attacco Fpv agli intercettori progettati per distruggere i droni nemici in volo. 

Media: Kiev e Riad firmano accordo su protezione dei cieli

"L'Ucraina e l'Arabia Saudita firmeranno oggi un accordo sulla sicurezza aerea, durante la visita del presidente Volodymyr Zelensky". A dichiararlo all'Afp è stato un alto funzionario a conoscenza dell'intesa. Le due parti, che si incontreranno a Gedda, firmeranno un accordo sulla "cooperazione in materia di sicurezza, in particolare sulla protezione dello spazio aereo", ha aggiunto il funzionario.

Trump: "Profondo odio fra Putin e Zelensky, sarebbe un onore risolvere la guerra"

La guerra fra Ucraina e Russia è una "situazione terribile. C'è un odio profondo fra Putin e Zelensky ma penso si stia un po' calmando. L'Ucraina non è la nostra guerra" ma "se la potessi risolvere sarebbe un grande onore". Lo ha detto Donald Trump. 

Mosca: "Putin spera in una soluzione in Medio Oriente nelle prossime settimane"

Aleksandr Shokhin, capo dell'Unione russa degli industriali e degli imprenditori, ha dichiarato che il presidente russo, Vladimir Putin, spera che la crisi in Medio Oriente si risolva nelle prossime 3-4 settimane. "Il presidente ha detto di sperare che la crisi si risolva nelle prossime settimane, probabilmente 3-4 settimane", ha affermato il presidente degli industriali, al termine dell'incontro del capo di Stato con i vertici delle principali aziende. "Non ha suggerito che il ministero delle Finanze e le aziende possano aspettarsi un guadagno nel lungo termine", ha affermato Shokhin, citato da Tass. 

Visita a sorpresa di Zelensky in Arabia Saudita

Visita a sorpresa del presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Riad, lo annuncia sul Telegram lui stesso. "Arrivati in Arabia Saudita. In programma importanti incontri. Apprezziamo il supporto e sosteniamo coloro che sono disposti a collaborare con noi per la sicurezza". Nei giorni scorsi, l'Ucraina ha offerto di condividere esperienze e tattiche anti-drone. 

Media: "Pentagono valuta di dirottare in Medio Oriente armi destinate a Kiev"

Il Pentagono sta valutando se dirottare in Medio Oriente le armi destinate originariamente all'Ucraina. Lo riporta il Washington Post, citando alcune fonti secondo le quali una decisione non è ancora stata presa. Ma il solo valutare un'ipotesi simile mette in evidenza i crescenti compromessi necessari per gli Stati Uniti nella guerra contro l'Iran. Le armi che potrebbero essere dirottate includono gli intercettori per la difesa aerea. 

Kallas: aumento prezzo greggio finanzia guerra Putin

"Non possiamo dimenticarci dell'Ucraina. Gli attacchi della Russia contro i civili ucraini e le infrastrutture civili continuano ad aumentare ogni giorno e non possiamo ignorarlo. Inoltre, l'aumento del prezzo del petrolio offre alla Russia la possibilità di finanziare nuovamente questa guerra, il che non è affatto positivo per gli ucraini". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo alla riunione dei ministri degli Esteri del G7 fuori Parigi. "Pertanto, dobbiamo intensificare il nostro sostegno bilaterale, ma anche esercitare pressione sulla Russia affinché ponga fine a questa guerra e avvii negoziati in buona fede", ha aggiunto.

Quanti miliardi spende l’Italia per la Difesa? Tutti i dati della Nato

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Nato, Rutte: da diversi membri no a Kiev, non in piani per ora

Diversi membri della Nato sono contrari all'adesione dell'Ucraina all'Alleanza atlantica, motivo per cui l'ingresso di Kiev "per ora non è nei piani". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, nella conferenza stampa di presentazione del rapporto annuale del 2025. "C'è un percorso verso la Nato per l'Ucraina, che è stato concordato al summit di Washington nel 2024. Questo percorso richiederà tempo, perché sappiamo che attualmente ci sono diversi alleati che non accettano l'adesione dell'Ucraina alla Nato; quindi, per ora non è nei piani", ha affermato il segretario generale. Rutte ha anche precisato che "la Nato non fa parte del conflitto"

Zelensky: "Grazie a Starmer per la lotta alla flotta ombra russa"

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky loda l'iniziativa britannica di autorizzare le sue forze armate ad abbordare e sequestrare le navi della cosiddetta "flotta ombra" russa che transitano nelle acque del Regno Unito. "Grazie a Keir Starmer e al Regno Unito per aver intensificato la stretta sulla flotta ombra russa. Consentire alle forze dell'ordine britanniche di fermare e sequestrare le navi soggette a sanzioni è una mossa tempestiva, soprattutto ora che la pressione globale sulla Russia si sta silenziosamente allentando", ha scritto Zelensky su X. "Non è certo un segreto che la Russia convogli i proventi illeciti del petrolio direttamente nella sua macchina bellica. Qualsiasi iniziativa che interrompa questo flusso avvicina la pace e rende l'Europa più sicura. Le petroliere soggette a sanzioni devono essere fermate e il loro petrolio sequestrato. Ringrazio i Paesi del Jef (Joint Expeditionary Force, ndr) per la loro disponibilità a ispezionare congiuntamente queste navi e incoraggio gli altri partner europei a fare altrettanto", ha concluso. 

Zelensky - Starmer

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Orban accusa Zelensky: "I servizi ucraini attivi per il voto in Ungheria"

"Il presidente Zelensky, con l'avvicinarsi delle elezioni, ha trasformato l'Ungheria in un terreno operativo per l'intelligence ucraina. Ha attivato agenti precedentemente mimetizzati nella politica ungherse e ora sono pienamente operativi. Ordino al presidente Zelensky di richiamarli in patria". E' questa l'accusa, non confermata da alcun media indipendnete al momento, lanciata dal premier Viktor Orban contro il presidente ucraino. "Si tratta di agenti pagati dall'Ucraina che entrano e escono da Tisza (il partito dell'opposizione, ndr). Stanno lavorando affinché dopo le elezioni ci sia un governo pro-Kiev", ha sottolineato Orban. 

Dall’Ucraina all’Iran, così i droni hanno cambiato la guerra

L'accelerazione c'è stata nel 2024 sul fronte ucraino. Il cambiamento portato dai droni è copernicano: minano, uccidono, distruggono e sono il segnale tangibile di un modo di combattere che sarà sempre più robotico.

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Negoziatore russo Dmitriev: "Ci troviamo in posizione forte nel mercato energetico"

Confindustria Alberghi ringrazia "la senatrice Santanchè per la dedizione, la visione e l’instancabile impegno profusi nel riconoscere al turismo il ruolo di vera e propria industria strategica per l’economia italiana. Un settore che per troppo tempo non è stato considerato come tale ha finalmente acquisito, anche grazie alla sua azione, una centralità nuova nelle politiche economiche del Paese". Così Elisabetta Fabri, presidente di Confindustria Alberghi, aggiungendo che "in collaborazione con il ministero del Turismo, è stato avviato un percorso dinamico e proattivo, orientato alla crescita del comparto e al rafforzamento del sistema Paese. Oggi rivolgiamo al governo l’invito a garantire continuità immediata al percorso intrapreso proseguendo con determinazione e tempestività in un’azione di forte riposizionamento dell’industria turistica".

Dmitriev: "L'Ucraina peggiora la più grave crisi energetica della storia"

"La più grave crisi energetica della storia dell'umanità è in arrivo": lo ha affermato Kirill Dmitriev, consigliere del presidente russo Vladimir Putin per gli investimenti esteri e negoziatore con gli Stati Uniti. "L'Ucraina cerca di peggiorare la crisi energetica, attaccando le infrastrutture energetiche. I suoi attacchi causeranno un aumento ancora maggiore dei prezzi dell'energia nel mondo", ha avvertito Dmitriev, a margine del congresso della Russian Union of Industrialists and Entrepreneurs (Rspp). 

Cremlino: "No accordo su punti principali e territori"

I negoziati tra Russia e Ucraina risultano ancora in alto mare per il Cremlino. "Le questioni principali di cruciale interesse per la Russia nella risoluzione del conflitto ucraino non sono ancora state concordate, inclusa la questione territoriale", ha dichiarato il portavoce del Presidente della Federazione Russa, Dmitry Peskov, secondo quanto riportato dall'agenzia Tass. Peskov ha definito come "assolutamente false" le affermazioni secondo cui a febbraio la Federazione Russa sarebbe stata vicina alla conclusione di un accordo di pace sull'Ucraina, ma avrebbe poi perso interesse dopo l'inizio dell'operazione militare di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. "In effetti, durante i cicli di colloqui trilaterali, si è potuto fare un certo passo avanti verso una soluzione, ma le questioni principali di cruciale interesse per la Russia non sono ancora state concordate", ha sottolineato il portavoce del Cremlino. Tra questi argomenti principali, ha citato la questione territoriale. "Questioni come quella territoriale sono il tema principale di discussione. Non ci sono stati progressi su questo punto. La questione è ancora irrisolta", ha concluso Peskov. Allo stesso tempo, ha sottolineato che Mosca resta aperta e interessata a proseguire i negoziati. 

Peskov: "Ok a garanzie Usa se l'Ucraina lascia il Donbass"

La Russia vede di buon occhio le garanzie di sicurezza ad alto livello degli Stati Uniti all'Ucraina, se sarà pronta a ritirare le truppe dal Donbass. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. "Siamo lieti che gli Stati Uniti sosterranno le garanzie di sicurezza per l'Ucraina, solo se si ritira dal Donbass. Lo ha compreso Zelensky", ha dichiarato Peskov. 

Stubb: "I negoziati per la pace potrebbero essere ad un punto morto"

I negoziati per la fine della guerra in Ucraina potrebbero essere ad un punto morto. Ad esprimere il timore che le trattative per un'intesa tra Kiev e Mosca siano finite in un'impasse è stato oggi il presidente finlandese, Alexander Stubb. "Questo potrebbe essere dovuto alla guerra in Iran, che distoglie considerevolmente l'attenzione dal conflitto in Ucraina. Ma è possibile che i negoziati siano ad un punto morto perché sono arrivati ad un'impasse e non progrediscono più", ha affermato in un'intervista al quotidiano norvegese VG. "Credo che i negoziatori americani abbiano fatto tutto quello che potevano e che il nodo cruciale della questione ora si riduca ad un unico punto: Donetsk e i territori. Ma il grosso problema è che non credo che la Russia voglia la pace". 

L'Ucraina ha inviato una delegazione negli Stati Uniti il week-end scorso allo scopo di rilanciare il processo negoziale, ma l'iniziativa non sembra aver dato alcun risultato immediato."Purtroppo non ci sono ancora progressi reali", ha dichiarato martedì il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo aver incontrato la delegazione di rientro dagli Stati Uniti. "La Russia non vuole impegnarsi in un percorso di pace". 

Guerra Ucraina

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Ucraina, la Corte Ue conferma le sanzioni contro 5 oligarchi russi

La Corte di Giustizia dell'Ue ha confermato il congelamento dei fondi di cinque grandi imprenditori che operano in Russia, respingendo in toto i loro ricorsi. Dall'inzio dell'invasione su larga scala dell'Ucraina, il Consiglio dell’Ue ha adottato misure restrittive nei confronti di imprenditori  attivi in settori economici che fruttano notevole gettito per il governo russo.

Dmitry Alexandrovich Pumpyanskiy, Tigran Khudaverdyan, Viktor Filippovich Rashnikov, Dmitry Arkadievich Mazepin e German Khan, colpiti dalle sanzioni, hanno fatto ricorso al Tribunale dell’Ue, che ne ha respinto i ricorsi. Non si sono dati per vinti e hanno impugnato le decisioni davanti alla Corte di Giustizia che oggi, in una sentenza che riunisce le cinque cause, respinge tutte le impugnazioni.

La Corte precisa che sono i settori economici a dover procurare al governo russo una notevole fonte di reddito, e non gli imprenditori che operano in quei settori. Inoltre, la nozione di "influenza" degli imprenditori deve essere intesa alla luce del contesto economico in cui operano, indipendentemente dal legame che possono avere con il governo russo. 

Cremlino: "Menzogne le informazioni sulla fornitura di droni all'Iran"

Il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, ha definito "menzogne" le notizie diffuse da diversi media occidentali secondo cui la Russia avrebbe fornito droni all'Iran. "Circolano molte menzogne sui media in questo momento. E persino le pubblicazioni più autorevoli non si fanno scrupoli a pubblicarle. Ignoratele", ha dichiarato in un briefing, Peskov citato dall'agenzia Tass.

Mosca: "Conquistata Shevyakovka, nella regione ucraina di Kharkiv"

Il ministero della Difesa russo ha annunciato la conquista di un centro abitato nella regione ucraina orientale di Kharkiv. "A seguito di azioni attive e decisive, le unità del raggruppamento militare 'Nord' hanno preso il controllo del villaggio di Shevyakovka nella regione di Kharkiv", si legge sul canale Telegram del ministero della Difesa russo.

Ucraini: raid incrociati colpiscono raffineria Leningrad e porti

Raid incrociati ucraini e russi hanno colpito pesantemente infrastrutture portuali, ferroviarie e raffinerie nei due paesi in guerra, in particolare nella regione di Leningrado. Lo riferiscono i media russi e ucraini. Al contempo il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha affermato che 18 droni diretti sulla capitale sono stati neutralizzati nelle ultime ore, causando alcuni disagi per la caduta dei detriti. Il ministero della Difesa russo ha affermato che sarebbero stati abbattuti 125 droni nella notte tra il 25 e il 26 marzo, secondo quanto riportato dal servizio russo della Bbc. I danni maggiori sono stati registrati alla raffineria di petrolio Kirishinefteorgsintez (Kinef) nella citta' di Kirishi, nella regione di Leningrado della Federazione Russa, attaccata da droni. Secondo Ukrinform, il canale Telegram Astra ha riportato la notizia, citando residenti locali. Il governatore della regione, Alexander Drozdenko, ha confermato che si sono verificati danni in una zona industriale del distretto di Kirishi a seguito dell'attacco con droni. Secondo quanto affermato dalla stessa fonte, sarebbero stati abbattuti complessivamente 21 droni nella regione, ma senza causare vittime. Kishinefteorgsintez e' la piu' grande raffineria di petrolio della regione e una delle piu' grandi della Russia: produce benzina, gasolio, cherosene, olio combustibile e prodotti petrolchimici. Altri droni sono stati abbattuti nelle regioni di Belgorod, Bryansk, Vologda, Kaluga, Kursk, Leningrado, Novgorod, Pskov, Smolensk, Tver, Tula e Yaroslavl, oltre che nell'area di Mosca, sulla Crimea e sul Mar Nero. Ukrinform ha riferito, inoltre, che due dei piu' grandi terminal petroliferi russi, i porti di Ust-Luga e Primorsk, hanno interrotto le spedizioni di petrolio e prodotti petroliferi a causa dei massicci attacchi di droni ucraini. Sul versante ucraino, invece, durante la notte le forze russe hanno attaccato diverse infrastrutture ferroviarie e portuali, senza pero' causare vittime. Nella regione di Odessa, infrastrutture portuali, energetiche e industriali sono state danneggiate. Lo stesso e' accaduto nella regione di Kirovohrad, dove dei droni hanno colpito un deposito di manutenzione locomotive. Nell'Ucraina meridionale, si sono registrati attacchi a magazzini e banchine, con danni anche agli edifici degli operatori portuali e a un terminal marittimo. A riferirlo su Telegram e' stato Oleksii Kuleba, vice primo ministro per la Ricostruzione dell'Ucraina e ministro per lo Sviluppo delle comunita' e dei territori.

Gb autorizza l'esercito ad abbordare le navi della "flotta ombra" russa

Il governo britannico ha autorizzato le sue forze armate ad abbordare e sequestrare le navi della cosiddetta "flotta ombra" russa che transitano nelle acque del Regno Unito. La misura, annunciata da Downing Street, punta a colpire duramente le imbarcazioni, soprattutto petroliere, che Mosca utilizza per aggirare le sanzioni internazionali e finanziare il conflitto in Ucraina. Il premier laburista Keir Starmer ha dichiarato che questa decisione è fondamentale per "affamare la macchina da guerra di Putin", impedendogli di incassare i profitti derivanti dall'aumento dei prezzi del petrolio in seguito al conflitto in Medio Oriente. Le imbarcazione interessate, già sottoposte a centinaia alle sanzioni introdotte da Londra dopo l'inizio della guerra russo-ucraina, rischiano ora il fermo immediato se identificate nel Canale della Manica o in altre acque britanniche.

Turchia, petroliera attaccata nel Mar Nero

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Ucraina, Stubb: "Colloqui a guida Usa forse giunti al capolinea"

Il presidente finlandese Alexander Stubb, teme che i colloqui di pace sull'Ucraina guidati dagli Stati Uniti possano essere giunti al termine. "Potrebbe essere dovuto alla guerra in Iran, che sta distogliendo molta attenzione dalla guerra in Ucraina. Ma potrebbe anche essere che i negoziati si siano interrotti perche' hanno raggiunto il capolinea e non stanno facendo ulteriori progressi", ha dichiarato Stubb in un'intervista al quotidiano norvegese Vg. "Credo che i negoziatori americani abbiano fatto tutto il possibile e che ora gran parte della questione si riduca a un unico punto: Donetsk e i territori. Ma il problema principale e' che non credo che la Russia voglia la pace", ha affermato. Stubb ha stretti legami sia con il presidente statunitense Donald Trump che con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Le dichiarazioni del presidente finlandese giungono in un contesto di notizie contrastanti riguardo al blocco dei colloqui tra Mosca e Kiev, mediati dagli Stati Uniti. L'Ucraina ha inviato una delegazione negli Stati Uniti lo scorso fine settimana nel tentativo di rilanciare il processo negoziale, ma l'iniziativa non ha prodotto risultati immediati. "Purtroppo, non si sono ancora registrati progressi concreti. La Russia non vuole procedere verso la pace", ha riferito Zelensky martedi', dopo l'incontro con la sua squadra negoziale di ritorno dai colloqui.

Media: petroliera attaccata nel Mar Nero era sanzionata da Ue e Kiev

La petroliera attaccata nel Mar Nero, gestita da una compagnia turca, era stata sanzionata dall'Unione europea e dall'Ucraina nei mesi scorsi, secondo quanto riferisce il portale turco Haber Denizde, citato da Turkiye Today. Come si legge nell'articolo, la petroliera operava in precedenza nella flotta della Besiktas Maritime con il nome di 'Besiktas Dardanelles'. La nave è stata poi acquisita dalla Kayseri Shipping, con sede a Panama, nel maggio del 2024 e aggiunta alla sua flotta con il nome di 'Kayseri'. Nel novembre 2025, la nave è stata acquistata dalla Pergamon Maritime, con sede a Istanbul, ribattezzata 'Altura' e successivamente soggetta a sanzioni europee. La nave è stata aggiunta alla lista delle sanzioni dell'Unione Europea il 24 ottobre del 2025, e la stessa decisione è stata poi presa da Svizzera e Ucraina il 13 dicembre del 2025 e dal Regno Unito il 24 febbraio di quest'anno.    Gli annunci relativi alle sanzioni indicavano inoltre che Hector Varela De Leon, fondatore di Kayseri Shipping, era stato aggiunto alla lista delle sanzioni statunitensi nel luglio del 2025, mentre la società sarebbe di proprietà di Mohammad Hossein Shamkhani, figlio di Ali Shamkhani, ex segretario generale del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, ucciso in un raid di Israele il 28 febbraio, nel giorno dell'inizio del conflitto con l'Iran.    Secondo l'emittente turca Ntv, al momento dell'attacco la petroliera partita dalla Russia trasportava 140mila tonnellate di petrolio e si trovava a circa 24 chilometri dall'entrata settentrionale del Bosforo, il canale che separa la costa europea da quella anatolica di Istanbul.

Londra: "La Russia forniva intelligence all'Iran prima della guerra"

Esiste un "asse di aggressione" tra Russia e Iran. A dirlo è stato il ministro della Difesa britannico, John Healey, intervenendo al programma Bbc Breakfast. Per Healey ha detto che le ultime informazioni dell'intelligence militare dimostrano che, prima del conflitto in Medio Oriente, la Russia condivideva informazioni e forniva addestramento all'Iran, aggiungendo che la "mano occulta di Putin" è presente in Iran.

Governatore russo: "2 morti e 1 ferito nella regione di Belgorod"

Il governatore della regione di Belgorod, Vyacheslav Gladkov, ha riferito che due civili sono stati uccisi e un altro è stato ferito in attacchi ucraini. "Un drone ha attaccato una moto nel villaggio di Semeiny, nel distretto di Rakityansky. Un diciottenne è morto sul colpo a causa delle ferite riportate. Una donna è morta nella città di Graivoron quando un drone ha colpito l'auto", ha dichiarato Gladkov sul suo canale Telegram. L'autista ha riportato ferite da schegge, ha aggiunto il governatore.

Ue, Kubilius: "Spazio è parte integrante dottrine belliche"

"Lo spazio sta diventando parte integrante di tutte le dottrine belliche moderne che garantiscono la sicurezza delle comunicazioni satellitari con i dati di intelligence, ed e' per questo che cio' che stiamo costruendo ora e' di fondamentale importanza per la sicurezza e la difesa. Basti pensare al rapporto sulla guerra in Ucraina e all'importanza, ad esempio, dei servizi Starlink". Lo ha detto il commissario alla Difesa, Andrius Kubilius, nella conferenza stampa al termine della firma degli accordi di connettivita' sicura con il Regno di Norvegia e Islanda.

Ankara: "Petroliera attaccata nel Mar Nero"

Una petroliera gestita da una compagnia turca è stata attaccata questa mattina nel Mar Nero, probabilmente da un veicolo di superficie senza equipaggio, ha detto il ministro dei trasporti turco Abdulkadir Uraloglu. "Una nave battente bandiera straniera, gestita da una compagnia turca, che aveva caricato petrolio greggio dalla Russia, ha segnalato un'esplosione nella sala macchine dopo la mezzanotte al nostro centro di emergenza", ha detto il ministro in un'intervista televisiva. "Riteniamo che la sala macchine sia stata presa di mira specificamente". "Pensiamo che l'attacco non sia stato effettuato da un drone, bensì da un veicolo di superficie senza equipaggio a livello dell'acqua" ha aggiunto Uraloglu durante una diretta televisiva su 24Tv. La petroliera è stata colpita vicino a Istanbul, ha spiegato il ministro dei Trasporti, aggiungendo che i 27 membri dell'equipaggio sono illesi, riporta Anadolu. Il ministro ha aggiunto poi che le forze dell'ordine competenti sono state inviate sul posto e la situazione continua a essere monitorata attentamente.

Governatore russo: "Un morto per un attacco di droni ucraini nella regione di Bryansk"

Il governatore della regione russa di Bryansk, Alexander Bogomaz, ha riferito che una civile è stata uccisa dall'attacco di droni kamikaze ucraini nel villaggio di Zernovo. "Purtroppo, una civile, una donna, è stata uccisa", ha detto Bogomaz in un messaggio sulla piattaforma Max

Nuovo attacco russo con droni nella regione di Odessa

La Russia ha lanciato questa notte un altro attacco con droni nella regione di Odessa. I droni hanno preso di mira le infrastrutture portuali e gli impianti energetici. Lo riferisce l'agenzia ucraina Rbc, citando la pagina Facebook dell'amministrazione statale del distretto di Izyum.    "Lo spazio aereo è ora libero. Il nemico ha nuovamente attaccato il porto e le infrastrutture energetiche del distretto di Izmail", si legge nel comunicato. Sarebbero stati registrati danni a Izmail e nella comunità di Vilkovo.

Media: "Nave con 700.000 barili di greggio russo arrivata nelle Filippine"

"Una nave che trasporta più di 700.000 barili di petrolio greggio russo è arrivata nelle Filippine": lo dice all'Afp "una fonte a conoscenza della questione". Due giorni fa le Filippine hanno dichiarato uno "stato di emergenza energetica nazionale" a causa degli ostacoli alle forniture di idrocarburi dovuti alla guerra in Medio Oriente. Un giornalista dell'Afp ha visto una nave battente bandiera della Sierra Leone ancorata al porto di Limay, appena fuori Manila. Potrebbe trattarsi del primo invio di petrolio russo alle Filippine in cinque anni.

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