Quanti miliardi spende l’Italia per la Difesa? Tutti i dati della Nato

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Introduzione

L’Alleanza Atlantica ha pubblicato il suo rapporto annuale, che comprende le informazioni su quanto gli Stati membri della Nato spendono di anno in anno per la difesa. Dal documento emerge come adesso tutti gli Alleati centrino l'obiettivo del 2% della spesa, anche se alcuni rientrano nel range per pochissimo. Ad esempio il Belgio, che nel 2024 era fermo all'1,27%, ora si attesta al 2,00% secco. Lo stesso vale per la Spagna: nel 2024 segnava 1,42%, ora è al 2,00%. Gli altri alleati che marcano il minimo indispensabile sono Albania, Canada e Portogallo. In totale la media di Europa e Canada ora è al 2,33% mentre, per la Nato in generale, è il 2,77%.

Quello che devi sapere

Chi spende di più in difesa

A guidare la classifica dei Paesi che spendono di più in rapporto al loro prodotto interno lordo c’è la Polonia, con il 4,30% nelle stime del 2025. A seguire si trovano poi la Lettonia, con il 3,74%, e l'Estonia, con il 3,42%. Gli Stati Uniti invece spendono in difesa il 3,19% del loro Pil. Gli unici altri membri dell’alleanza a superare la soglia del 3%, sono la Danimarca e la Norvegia.    

Per approfondire su Insider: Qual è il tasso di gradimento della leadership Usa tra i Paesi Nato?

Quanto spende l’Italia

Secondo i calcoli preliminari - che sono basati sui prezzi del 2021 - l’Italia ha speso per la difesa il 2,01% del proprio Pil: in base alle stime si tratta di circa 45 miliardi di euro. Per il nostro Paese si tratta di una crescita del 32,97%, rispetto all'1,52% del Pil fatto registrare nel 2024.

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Quanto è cresciuta la spesa italiana

Tra le informazioni pubblicate dalla Nato c’è poi la tabella sulla "variazione reale della spesa per la difesa 2014-2025": anche in questo caso i dati sono espressi in milioni di dollari statunitensi, a prezzi e tassi di cambio del 2021. Osservando queste informazioni si nota come l'Italia nel 2014 spendeva 23.700 milioni di dollari, pari all'1,13% del Pil: adesso nel 2025, stando alle stime, è salita a 46.929 con un aumento del 98%. 

Le variazioni di Germania e Usa

Un altro esempio per analizzare l’andamento delle spese è la Germania: Berlino nel 2014 spendeva 46.687 milioni di dollari (cioè l'1,16% del Pil) mentre ora, nel 2025, è salita a 105.135 milioni, con un incremento del 125,2%. Per gli Stati Uniti il trend invece è in calo, quanto meno se si osserva la quota del Pil. Nel 2014 spendevano infatti 747.296 milioni di dollari e nel 2025 si stima ne abbiano spesi 838.373, dunque con un aumento del 12,2%: però nel 2014 questo significava spendere il 3,71% del Pil totale mentre oggi, come visto, il dato è sceso a quota 3,19%.

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La spesa totale della Nato

Allargando ancora lo sguardo a quanto spendono gli Alleati, nel 2025 l'Europa e il Canada hanno investito cumulativamente 574 miliardi di dollari in difesa - sempre in base ai prezzi e ai tassi di cambio del 2021 - mentre gli Stati Uniti ne hanno spesi 838. Rispetto ai dati del 2024, Europa e Canada mostrano un incremento di 94 miliardi mentre gli Usa marcano una leggera riduzione (12 miliardi). 

Quanto contribuiscono gli Stati Uniti

Guardando poi alle quote di spesa dell’Alleanza, dai dati emerge che gli Stati Uniti sostengono il 60% del bilancio della difesa Nato a fronte di una quota di Pil del 52% (In base ai prezzi e al tasso di cambio attuali). 

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Rutte: "Un nuovo capitolo"

Secondo il segretario generale della Nato, Mark Rutte, il 2025 ha segnato l'apertura di un nuovo capitolo per la difesa comune dell'Alleanza Atlantica: "L’anno scorso, la Nato ha iniziato un nuovo capitolo nella nostra difesa comune", ha detto. L'Alleanza ha "riconosciuto collettivamente che questo ambiente di sicurezza, più complesso e pericoloso, richiede un approccio più audace, che esige un’Alleanza più forte, più equa e più letale", motivo per è stata presa la decisione "storica" di aumentare gli investimenti nella difesa fino al 5% del Pil.

"Bisogna aumentare produzione e innovazione"

"Mentre gli alleati destinano ora maggiori risorse a capacità cruciali, dobbiamo assicurarci che l’offerta soddisfi la nostra domanda", ha proseguito Rutte, sottolineando come serva "aumentare la produzione e l’innovazione nel settore della difesa, per garantire che le nostre industrie possano fornire ciò di cui le nostre forze armate hanno bisogno". E ha poi concluso dicendo che "queste sono state questioni decisive che plasmeranno il futuro delle nostre alleanze per gli anni a venire".

 

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