"Una nave battente bandiera straniera, gestita da una compagnia turca, che aveva caricato petrolio greggio dalla Russia, ha segnalato un'esplosione nella sala macchine dopo la mezzanotte al nostro centro di emergenza", ha detto il ministro dei trasporti turco Uraloglu. Secondo le informazioni, la petroliera era stata sanzionata dall'Unione europea e dall'Ucraina nei mesi scorsi
L’esplosione è avvenuta intorno a mezzanotte e ha colpito la sala macchine di una petroliera gestita da una compagnia turca. L’attacco è stato condotto – ha detto il ministro dei trasporti turco Abdulkadir Uraloglu - nel Mar Nero probabilmente da un veicolo di superficie senza equipaggio. "Una nave battente bandiera straniera, gestita da una compagnia turca, che aveva caricato petrolio greggio dalla Russia, ha segnalato un'esplosione nella sala macchine dopo la mezzanotte al nostro centro di emergenza", ha detto il ministro in un'intervista televisiva (SEGUI TUTTI GLI AGGIORNAMENTI SUL LIVEBLOG GUERRA RUSSIA-UCRAINA).
A bordo 27 cittadini turchi
"Riteniamo che sia stata causata dall'impatto con un'imbarcazione senza equipaggio. I nostri specialisti stanno lavorando sul posto. A bordo ci sono 27 nostri cittadini, che non hanno riportato ferite. Abbiamo inviato sul posto tutte le risorse necessarie e stiamo monitorando attentamente la situazione", ha dichiarato il ministro turco. La petroliera, di proprietà della compagnia Pergamon Shipping con sede a Istanbul, trasporta 140.000 tonnellate di petrolio proveniente dalla Russia.
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La petroliera sanzionata
La petroliera attaccata nel Mar Nero era stata sanzionata dall'Unione europea e dall'Ucraina nei mesi scorsi, secondo quanto riferisce il portale turco Haber Denizde, citato da Turkiye Today. Come si legge nell'articolo, la petroliera operava in precedenza nella flotta della Besiktas Maritime con il nome di 'Besiktas Dardanelles'. La nave è stata poi acquisita dalla Kayseri Shipping, con sede a Panama, nel maggio del 2024 e aggiunta alla sua flotta con il nome di 'Kayseri'. Nel novembre 2025, la nave è stata acquistata dalla Pergamon Maritime, con sede a Istanbul, ribattezzata 'Altura' e successivamente soggetta a sanzioni europee. La nave è stata aggiunta alla lista delle sanzioni dell'Unione Europea il 24 ottobre del 2025, e la stessa decisione è stata poi presa da Svizzera e Ucraina il 13 dicembre del 2025 e dal Regno Unito il 24 febbraio di quest'anno. Gli annunci relativi alle sanzioni indicavano inoltre che Hector Varela De Leon, fondatore di Kayseri Shipping, era stato aggiunto alla lista delle sanzioni statunitensi nel luglio del 2025, mentre la società sarebbe di proprietà di Mohammad Hossein Shamkhani, figlio di Ali Shamkhani, ex segretario generale del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, ucciso in un raid di Israele il 28 febbraio, nel giorno dell'inizio del conflitto con l'Iran. Secondo l'emittente turca Ntv, al momento dell'attacco la petroliera partita dalla Russia trasportava 140mila tonnellate di petrolio e si trovava a circa 24 chilometri dall'entrata settentrionale del Bosforo, il canale che separa la costa europea da quella anatolica di Istanbul.