Introduzione
Inizia oggi lo stop graduale alle importazioni di gas e gnl dalla Russia: lo prevede il piano RepowerEu - il progetto europeo per "porre fine alla dipendenza dai combustibili fossili russi risparmiando energia, diversificando gli approvvigionamenti e accelerando la transizione verso l'energia pulita" - in base al quale il divieto inizia ad applicarsi oggi 18 marzo per arrivare, attraverso più tappe, a liberarsi completamente delle importazioni di gas russo entro l'autunno 2027.
Inoltre, quando lo scorso mese il testo è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, una dichiarazione allegata della Commissione aveva fatto sapere che la proposta legislativa per vietare le importazioni di petrolio russo dovrebbe far scattare il divieto al più tardi "entro la fine del 2027".
Quello che devi sapere
Cosa prevede il divieto
Il piano RepowerEu prevede nel dettaglio che il divieto di importazione di gas russo scatti dal 25 aprile per quanto concerne i contratti a breve termine per il gas naturale liquefatto (gnl), mentre dal 17 giugno per i contratti a breve termine per il gas trasportato tramite gasdotto. Lo step successivo scatta dal primo gennaio 2027, e prevede il divieto per i contratti a lungo termine per le importazioni di gnl e, sempre dal primo gennaio 2027, per le importazioni di gas tramite gasdotto per i contratti a lungo termine.
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La proroga concessa
Nonostante quanto appena visto, il regolamento prevede che i Paesi Ue possano richiedere una proroga fino al 1° novembre 2027 di fronte a riserve di gas eccezionalmente basse: “Nessun import di gas russo sarà possibile dopo il 1° novembre 2027”, si legge nelle linee guida pubblicate oggi dall’Unione europea.
La situazione del gas russo in Europa
Sul tema è intervenuto nelle scorse settimane anche il commissario Ue all'energia Dan Jorgensen: "Quando la Russia ha iniziato la guerra" in Ucraina "nel 2022 importavamo circa il 45% di gas russo, eravamo molto dipendenti e questo era inaccettabile. Abbiamo iniziato ad affrancarci dalle forniture russe e oggi importiamo circa il 10%" di gas russo. Secondo l’esponente del governo europeo "è ancora troppo, non vogliamo, anche indirettamente, aiutare Putin a finanziare la guerra".
La posizione della Russia
Secondo quanto riportato da Euronews, però, Mosca starebbe pensando di non attendere l’autunno del 2027 e chiudere immediatamente i rubinetti del gas verso l’Europa. Vladimir Putin, secondo quanto riportato, avrebbe detto che se i Paesi dell’Unione europea "hanno intenzione di bloccarle comunque tra un mese o due, non è meglio fermarsi ora e rivolgersi a quei Paesi che sono partner affidabili e ottenere un punto d'appoggio lì? Ma questa non è una soluzione. In questo caso si tratta, come si suol dire, di pensare ad alta voce". Putin ha detto anche che darà istruzioni al governo di "lavorare su questo tema" insieme alle compagnie energetiche.
Il prezzo del gas e la guerra
Nelle ultime settimane a complicare ulteriormente il quadro è arrivata la nuova guerra nel Golfo. A seguito dell’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, e alla risposta di Teheran che ha coinvolto i Paesi dell’area, è arrivata la chiusura dello stretto di Hormuz da cui transita una quota significativa del gas liquido esportato a livello globale. Una situazione che ha causato sia un’impennata dei prezzi, sia la temporanea sospensione della produzione di Gnl da parte del Qatar, uno dei principali esportatori mondiali.
Verso lo stop al petrolio
Tornando invece al promesso stop per il petrolio, nel documento pubblicato a febbraio la Commissione europea aveva sottolineato che "per evitare i gravi rischi per la sicurezza e le dipendenze energetiche derivanti dal proseguimento degli scambi con" Mosca "nel settore energetico", l’Ue ha ribadito "l’impegno a garantire l'eliminazione graduale di tutte le restanti importazioni di petrolio russo entro la fine del 2027".
Ue: “Non importeremo più energia da Mosca”
Nonostante la crisi nel mercato dell’energia innescata dalla guerra in Iran, nei giorni scorsi il commissario Ue all'energia Dan Jorgensen ha detto che “non ripeteremo gli stessi errori del passato. Non importeremo nemmeno una molecola" di energia "dalla Russia in futuro. Abbiamo approvato una legge che vieterà l'importazione di gas, proporremo anche un divieto sul petrolio". Il membro dell’esecutivo europeo ha detto che “abbiamo già sanzioni sul greggio russo, ma due paesi (Ungheria e Slovacchia) godono di deroghe. In Europa non possiamo contribuire a finanziare indirettamente la guerra brutale e illegale della Russia. E siamo stati troppo a lungo dipendenti dall'energia russa, consentendo a Putin di ricattarci. Siamo determinati a mantenere la rotta”.
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