Elezioni nel mondo, dalla Svezia all’Australia: dove e quando si vota nel 2022

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Illustration of the vote in a polling station in the 2nd district of Lyon, during for the second round of the 2021 French regional elections in France. France, Lyon on June 27, 2021//KONRADK_konrad-005/2106271020/Credit:KONRAD K./SIPA/2106271024

Il prossimo anno i cittadini di ogni continente saranno chiamati alle urne. Dalle presidenziali alle elezioni per rinnovare Camera e Senato, fino a quelle locali e statali: le sfide politiche del 2022 saranno numerose. Ecco le più importanti

Il 2022 sarà un anno ricco di appuntamenti elettorali in tutto il mondo. Dalle elezioni midterm negli Stati Uniti alle presidenziali in Corea del Sud, ogni continente sarà interessato dal voto. In Italia, oltre all'elezione del Capo dello Stato, ci saranno le amministrative in oltre mille Comuni. In Francia si andrà al voto per scegliere il nuovo presidente e in Portogallo le elezioni anticipate rinnoveranno l'esecutivo. I cittadini saranno chiamati al voto anche in Africa e Sud America: ecco quando e dove si voterà nel 2022.

Italia

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Il primo appuntamento politico del 2022 in Italia è l’elezione del presidente della Repubblica. Sarà il Parlamento in seduta comune con i rappresentanti delle Regioni a scegliere il prossimo Capo dello Stato. La votazione dovrebbe iniziare tra il 15 e il 25 gennaio. La data verrà confermata nei primi giorni del nuovo anno. Il mandato del presidente in carica, Sergio Mattarella, scadrà il 3 febbraio 2022 e ha dichiarato più volte di non essere disponibile alla riconferma. I confronti tra i partiti per la corsa al Quirinale sono già iniziati. Tra i nomi tirati in ballo per una possibile candidatura ci sono Silvio Berlusconi, appoggiato dal Centrodestra, e l’attuale presidente del Consiglio Mario Draghi. Il Centrosinistra non ha ancora indicato un possibile candidato unitario. Dopo aver superato lo scoglio del Colle, ci saranno le elezioni amministrative. La data non è ancora stata confermata ma, a meno di impedimenti dovuti alla pandemia di Covid-19, dovrebbe essere fissata per la tarda primavera. Saranno circa mille i Comuni chiamati al voto.

Francia

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La Francia voterà per eleggere il suo nuovo presidente. Il primo turno delle presidenziali si svolgerà domenica 10 aprile 2022. Nel caso in cui nessun candidato dovesse superare la soglia della maggioranza assoluta, il ballottaggio tra i due più votati si terrà dopo due settimane, il 24 aprile. Tra i candidati è certa la presenza di Emmanuel Macron, il presidente francese in carica. Anche Marine Le Pen, la leader del Rassemblement National (ex Front National) ha annunciato la sua candidatura a inizio settembre. La sinistra è molto frammentata: l'ex ministra francese della Giustizia, Christiane Taubira, ha detto di prendere "in considerazione" una eventuale candidatura nella corsa all'Eliseo. Anche la sindaca di Parigi Anne Hidalgo prenderà parte alle primarie del partito e non dovrebbe mancare la candidatura di Jean-Luc Mélenchon. La novità di queste elezioni presidenziali è Éric Zemmour, giornalista e saggista vicino alle posizioni di estrema destra. Secondo i sondaggi, Zemmour sarebbe a un passo dal secondo posto, che gli garantirebbe l'accesso al ballottaggio contro Macron. In questo modo, Le Pen rimarrebbe esclusa dalla corsa presidenziale.

Portogallo

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I portoghesi torneranno alle urne per le elezioni anticipate il prossimo 30 gennaio 2022. Il governo guidato da Antonio Costa ha perso la maggioranza in Parlamento e il presidente Marcelo Rebelo de Sousa ha dato l’annuncio, anticipando di oltre un anno e mezzo la fine naturale della legislatura. Il voto si sarebbe dovuto tenere nell'autunno del 2023. Le prossime saranno le ottave elezioni legislative della storia democratica del Portogallo, ma saranno anche le terze in un anno, dopo le presidenziali dello scorso gennaio e le amministrative di fine settembre. La rottura fra il governo socialista guidato da Costa e i suoi ex alleati della sinistra radicale, che lo avevano sostenuto dal 2015, è scaturita dalla bocciatura del prossimo bilancio dello Stato.

Austria

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Le elezioni presidenziali si terranno in Austria nel 2022 (molto probabilmente durante l'autunno, tra settembre e dicembre). Il presidente in carica Alexander Van der Bellen, ex portavoce dei Verdi eletto nel 2016, ha diritto a un altro mandato, ma non ha ancora annunciato la sua candidatura per la rielezione: ha fatto sapere che prenderà una decisione all'inizio del 2022. I sondaggi d'opinione indicano un'elevata approvazione per il presidente in carica. Un sondaggio del gennaio 2021 ha mostrato che il 68% degli elettori è soddisfatto o molto soddisfatto della presidenza di Van der Bellen. I due maggiori partiti non hanno ancora annunciato se proporranno un candidato.

Ungheria

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Le prossime elezioni parlamentari ungheresi si terranno in primavera, ad aprile o maggio 2022. L’attuale presidente in carica, Viktor Orban, sarà sfidato da Péter Márki-Zay, il candidato dell’opposizione ungherese alle prossime elezioni parlamentari. Márki-Zay è uscito vincitore dalle primarie dell’opposizione. L’alleanza di opposizione è composta da sei partiti molto diversi, che si sono uniti nella speranza di vincere contro Fidesz, il partito di governo di Orban.

Slovenia

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Le elezioni parlamentari si terranno in Slovenia il 24 aprile, mentre le presidenziali saranno entro ottobre 2022. Il presidente in carica, Borut Pahor, non può candidarsi a causa dei limiti di mandato. Il presidente della Slovenia viene eletto con il sistema a due turni. Se nessun candidato ottiene la maggioranza dei voti al primo turno, i primi due candidati si contendono il ballottaggio. Secondo la legge elettorale slovena, i candidati alla presidenza devono soddisfare uno dei tre criteri: il sostegno di dieci membri dell'Assemblea nazionale; il sostegno di uno o più partiti politici e di tre membri dell'Assemblea nazionale o le firme di 3.000 elettori; le firme di 5.000 elettori.

Svezia

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L'11 settembre 2022 si terranno in Svezia le elezioni generali per eleggere i 349 membri del Riksdag, il parlamento svedese. A loro volta i parlamentari eleggeranno il primo ministro della Svezia. Attualmente il Partito socialdemocratico è il più grande partito del Riksdag svedese. L’ex leader, Stefan Lofven, è stato primo ministro della Svezia dal 2014 al 2021. Lofven si è dimesso nel novembre 2021. Gli è succeduta la ministra delle Finanze Magdalena Andersson, guidando un governo di minoranza a partito unico dei socialdemocratici con il sostegno dei partiti di Centro, Sinistra e Verdi. È la prima donna a diventare primo ministro svedese.

Stati Uniti

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Nel 2022 negli Stati Uniti si vota per le elezioni di metà mandato, le midterm elections. Si terranno martedì 8 novembre 2022. Si voterà per rinnovare tutti i 435 seggi della Camera e 34 dei 100 seggi al Senato. In 36 Stati si voterà anche per scegliere il governatore. Saranno indette molte altre elezioni a livello statale e locale. Questa sarà la prima elezione con i nuovi distretti ridisegnati dopo il censimento del 2020.

Brasile

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Le elezioni generali si terranno in Brasile il 2 ottobre 2022 per eleggere il presidente, il vicepresidente e il Congresso nazionale. A sfidare il presidente attualmente in carica, Jair Bolsonaro, sarà l'ex presidente di sinistra Luiz Inacio Lula da Silva che ha governato il Paese nel 2003-2010. Secondo il sondaggio condotto dalla società di consulenza Ipec, Lula ha il 48% delle intenzioni di voto contro il 21% dell'attuale presidente di destra. Le intenzioni di voto per Bolsonaro sono diminuite negli ultimi mesi, ed è aumentato il suo tasso di disapprovazione. Dietro a Lula e Bolsonaro ci sono l'ex giudice Sergio Moro, del partito conservatore Podemos, con il 6%, e l'ex candidato presidenziale Ciro Gomes, del Partito democratico laburista, con il 5%.

Colombia

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In Colombia le elezioni presidenziali sono fissate per il 29 maggio 2022. Il candidato di sinistra e senatore, Gustavo Petro (Colombia Humana), è favorito dagli elettori e si avvicina anche a una possibile vittoria al primo turno con il 42,1% delle intenzioni di voto. Secondo un sondaggio realizzato dall'Istituto Invamer, seguono Sergio Fajardo (18,9%), Rodolfo Hernandez (13.8%), Oscar Ivan Zuluaga (12,7 %), candidato del governo uscente, e Federico Gutierrez (11,4 %). Le presidenziali saranno precedute il 13 marzo 2022 dalle elezioni legislative, da cui probabilmente emergeranno i veri candidati che sfideranno Petro nella corsa alla successione del presidente Ivan Duque.

Tunisia

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Il presidente della Tunisia, Kais Saied, ha annunciato che si terranno elezioni legislative anticipate il 17 dicembre 2022, oltre a un referendum per redigere una nuova Costituzione il 25 luglio. Il presidente Saied ha esteso la sospensione del Parlamento, che ha deciso a luglio, fino alle nuove elezioni di dicembre 2022. In un discorso alla nazione, Saied ha annunciato l'organizzazione dal 1° gennaio di una serie di "consultazioni" popolari relative a emendamenti costituzionali ed elettorali, che saranno poi sottoposte a referendum il 25 luglio 2022. La consultazione nazionale partirà online dal 1° gennaio al 20 marzo 2022. Ulteriori consultazioni dirette avranno luogo in tutta la Tunisia e all'estero. Una commissione i cui membri saranno nominati in seguito formalizzerà le proposte del popolo entro la fine di giugno 2022. La decisione di sospendere il Parlamento per un altro anno ho scatenato numerose proteste e manifestazioni.

Kenya

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Le prossime elezioni generali del Kenya sono previste per il 9 agosto 2022. Gli elettori eleggeranno il presidente, i membri dell'Assemblea nazionale e del Senato, i governatori e i membri delle 47 assemblee di contea. Il presidente in carica, Uhuru Kenyatta, non è idoneo per un terzo mandato a causa del limite di due mandati previsto dalla Costituzione del Kenya. Il Paese è caratterizzato da una profonda crisi politica aggravata tensioni tra il presidente Kenyatta e l’opposizione. Al centro, le riforme elettorali e costituzionali proposte da Kenyatta che andrebbero a modificare il sistema, creando nuove cariche politiche nell’esecutivo: secondo l’opposizione, si tratta di una strategia del presidente uscente per restare al potere.

Libano

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Le elezioni generali in Libano dovrebbero tenersi a marzo 2022. Non è però ancora certo quando si voterà. Sebbene il parlamento abbia approvato l'emendamento per anticipare le elezioni da maggio al 27 marzo, il partito della Corrente patriottica libera del presidente della Repubblica Michel Aoun ha presentato nei giorni scorsi un ricorso al Consiglio costituzionale. Se questo organo accetterà la richiesta, la decisione del parlamento sarà annullata e le elezioni dovranno tenersi a maggio. Il premier Najib Miqati, che presiede un governo formato anche da ministri del partito di Aoun e da altri del movimento Hezbollah e dei loro alleati, aveva sostenuto la data del 27 marzo, ufficialmente per evitare la concomitanza della campagna elettorale con il mese del digiuno islamico di Ramadan ad aprile 2022. Secondo gli esperti politici locali, Aoun e Hezbollah premono per un rinvio delle elezioni legislative per una proroga sine die dell'attuale legislatura.

India

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Le elezioni in India nel 2022 includeranno quelle per la carica di presidente, vicepresidente e numerose altre elezioni e suppletive ai consigli legislativi statali e agli enti locali. Le elezioni presidenziali indiane saranno le 17esime della storia del Paese. Ram Nath Kovind sarà il presidente in carica al momento delle elezioni.

Corea del Sud

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Il 9 marzo 2022 in Corea del Sud si terranno le presidenziali per eleggere il ventesimo presidente della Repubblica di Corea. Saranno le ottave elezioni presidenziali dalla democratizzazione. Secondo la costituzione sudcoreana, il presidente ha il limite di un solo mandato di cinque anni. Per questo il presidente in carica Moon Jae-in non può candidarsi per un secondo mandato. I candidati che si affronteranno per la carica sono Lee Jae-myung, del Partito Democratico, governatore di Gyeonggi (2018-2021) ed ex sindaco di Seongnam (2010-2018). Yoon Seok-youl, ex procuratore generale della Corea del Sud, per il Partito del potere popolare. Sim Sang-jung, candidata presidenziale del Partito della Giustizia. Il Partito del Popolo, un partito minore conservatore liberale, registrato nel febbraio 2020, ha candidato Ahn Cheol-soo, ingegnere e informatico.

Australia

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Le elezioni federali australiane del 2022 si terranno entro il 21 maggio per eleggere i membri del 47° Parlamento australiano. Verranno eletti tutti i 151 seggi della Camera dei rappresentanti e 40 dei 76 seggi del Senato. Il governo di coalizione liberal-nazionale in carica, guidato dal primo ministro Scott Morrison, sta cercando di aggiudicarsi un quarto mandato consecutivo. Saranno sfidati dal partito laburista, guidato dal leader dell'opposizione Anthony Albanese. Anche i Verdi, Australia unita, la One Nation, altri partiti minori e indipendenti concorreranno alle elezioni.

Filippine

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Il 9 maggio 2022 nelle Filippine si vota per le presidenziali e per rinnovare Camera e Senato. Nella corsa a presiedente, Sara Duterte, figlia del controverso presidente uscente Rodrigo Duterte, che secondo la Costituzione non può ripresentarsi per un secondo mandato, sarà candidata alla vicepresidenza a sostegno di Ferdinand Marcos Junior, che punta a diventare Capo dello Stato. Marco jr, detto Bongbong, è il figlio dell'ex dittatore Ferdinand Marcos che ha governato per vent'anni fino al 1986 lasciando un’eredità di crimini. Nel mirino dell’opposizione anche le accuse di violazioni dei diritti umani a carico del 76enne Duterte nella sua "guerra alla droga". Il voto del prossimo anno aveva già attirato l'attenzione per le candidature del pugile campione del mondo Manny Pacquiao, attualmente senatore, e del sindaco della capitale Manila e attore Francisco 'Isko' Moreno, che sfideranno la leader dell'opposizione e attuale vicepresidente Leni Robredo. In ballo c’è anche l’ipotesi di una candidatura last minute a vicepresidente dello stesso Rodrigo Duterte.

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