Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran-Usa, Trump: "Iran deve aprire Hormuz e non può avere nucleare"

©Getty

Tensione alla vigilia dei colloqui a Islamabad. Il presidente Usa attacca Teheran sullo stallo a Hormuz sostenendo che il regime non sta rispettando gli accordi e minaccia nuovi raid senza un'intesa. Anche Teheran fissa i suoi paletti: il presidente del parlamento Ghalibaf chiede il cessate il fuoco in Libano e il rilascio degli asset iraniani bloccati “prima che i negoziati inizino”. Martedì il primo incontro Israele-Libano negli Usa

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Vigilia dei colloqui Usa-Iran a Islamabad tra tensioni e una ostentata tranquillità da parte del presidente Usa Donald Trump, che nella tarda serata italiana, dal Maryland, ha parlato brevemente con i giornalisti dicendosi ottimista sull'esito dei negoziati in Pakistan. "Devono aprire Hormuz e non possono avere il nucleare", ha ribadito Trump, aggiungendo che non esiste nessun piano B perché gli Usa hanno annientato le capacità militari dell'Iran.

Il vicepresidente Vance, a capo della delegazione americana, aveva giù incalzato: “Non ci prendano in giro, se vogliono giocare noi non ci staremo”. E lo stesso Trump aveva detto: “Gli iraniani non hanno alcuna carta da giocare. L'unica ragione per cui sono ancora in vita è per negoziare”. Il presidente Usa critica inoltre la gestione iraniana del transito del petrolio nello Stretto di Hormuz: "L'Iran sta gestendo in modo pessimo il transito del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Questo non è l'accordo che abbiamo". E poi avverte: "Le navi da guerra Usa stanno caricando le 'migliori munizioni' in vista di una possibile ripresa degli attacchi in caso di fallimento dei  negoziati". 

Ma anche Teheran ha fissato i suoi paletti chiedendo il cessate il fuoco in Libano e il rilascio degli asset iraniani bloccati “prima che i negoziati inizino”, ha detto il presidente del parlamento Ghalibaf che guida la delegazione iraniana. I colloqui “potrebbero durare due o tre giorni”, ha dichiarato alla Tass Abdul Majid Hakim Elahi, inviato della Guida Suprema.

Intanto gli Usa chiedono ad Israele una de-escalation in Libano e il premier Netanyahu apre a negoziati con Beirut ma promette: "Nessuna tregua con Hezbollah". Il capo di stato maggiore dell'Idf ha confermato che continuano le loro  operazioni di combattimento nel Libano meridionale e che "non sono in un  cessate il fuoco" con Hezbollah ma "in stato di guerra". "Martedì il primo incontro Israele-Libano negli Usa”, ha riferito al Times of Israel un funzionario statunitense. "Potrebbe essere annunciato domani un cessate il fuoco tra Israele e Libano come gesto di buona volontà in vista del via ai negoziati diretti tra le parti": lo  ha  riferito l'emittente saudita Al Hadath, che parla di intensi sforzi   internazionali in corso.

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Israele non discuterà di cessate fuoco con Hezbollah durante i colloqui con governo libanese

Israele non discuterà di un cessate il fuoco con Hezbollah quando terrà colloqui con il governo libanese la prossima settimana a Washington. Durante un incontro con il suo omologo libanese per organizzare i negoziati, l’ambasciatore israeliano Yechiel Leiter "ha rifiutato di discutere un cessate il fuoco con l’organizzazione terroristica Hezbollah", ha affermato.

Guerra Iran-Usa, il nodo del Libano e il Pakistan mediatore: cosa sapere sui negoziati

Dopo più di un mese di conflitto, Washington e Teheran si incontrano a Islamabad, sotto l'egida del mediatore pakistano, per trasformare un fragile cessate il fuoco in una pace duratura. Non sono ancora confermati né l'orario di arrivo delle delegazioni né l'esatta ubicazione dei colloqui, e persino la data di inizio rimane incerta. L'hotel Serena, situato nella zona rossa della capitale, pesantemente fortificata, ha chiesto ai suoi ospiti di lasciare la struttura mercoledì. Nonostante i preparativi visibili, i funzionari pakistani si sono rifiutati di condividere dettagli ufficiali o di interagire con i media sull'agenda. "Mantengono il riserbo, citando preoccupazioni di sicurezza e il desiderio di consentire ai funzionari iraniani e statunitensi di condurre i negoziati", ha dichiarato all'Ansa Zia ur Rehman, ricercatore e analista, spiegando che "a meno di 24 ore dall'inizio dei colloqui, sappiamo ancora molto poco su come si svolgeranno".

Guerra Iran-Usa, cosa sapere sui negoziati in Pakistan

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Trump: "Non permetteremo che ci sia un pedaggio su Hormuz"

"Non permetterò" che l'Iran "faccia pagare un pedaggio sullo stretto di Hormuz". Lo ha detto Donald Trump prima di partire per la Virginia augurando inoltre "buona fortuna" a Jd Vance per i colloqui di domani in Pakistan. 

Guerra in Iran, perché il prezzo della benzina corre anche negli Usa?

Gli Stati Uniti sono produttori di petrolio e dipendono meno di altri  dallo Stretto di Hormuz, ma la situazione internazionale sta spingendo  verso l’alto il costo del rifornimento alla pompa: anche di questo si è  parlato nell’ultima puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24.

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Aeroporti Ue a rischio carburante se Hormuz non riapre in 3 settimane

Il Financial Times, che ha visionato una lettere inviata  dall'associazione Aci Europe al commissario europeo ai trasporti  Apostolos Tzitzikostas, riporta che gli scali europei rischiano una  carenza "sistemica" di carburante per aerei se lo Stretto di Hormuz non  verrà completamente riaperto entro tre settimane. Le riserve  di carburante per aerei si stanno esaurendo mentre "l'impatto delle  attività militari" sta mettendo ulteriormente a dura prova le forniture.

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Trump: "Lo stretto di Hormuz riaprirà abbastanza presto"

Donald Trump ha dichiarato che lo stretto di Hormuz riaprirà "abbastanza presto", parlando con i giornalisti prima di partire per la Virginia. 

Trump: "Fiduciosi su esito colloqui, nessun piano B"

Donald Trump si è detto fiducioso sull'esito dei colloqui in Pakistan con l'Iran. "Non ci serve un piano B", ha detto affermando che gli Stati Uniti hanno distrutto le capacità militari di Teheran.

Trump: "Riaprano Hormuz e niente arma nucleare"

"L'Iran deve riaprire lo Stretto di Hormuz e non devono avere l'arma nucleare". Così Donald Trump, presidente Usa, alla vigilia del colloqui in Pakistan con la delegazione di Teheran.

Da Suez a Hormuz, l’importanza globale degli stretti

Secondo il quotidiano statunitense The New York Times il cessate il fuoco di  due settimane siglato il 7 aprile tra Stati Uniti e Iran rappresenta un  “colpo” alla credibilità di Washington. Ad oggi infatti Teheran sembra  mantenere il controllo sullo stretto di Hormuz, strategico per i traffici commerciali globali, mentre lo smantellamento dell’arsenale nucleare e del programma missilistico iraniano restano temi “irrisolti”.

Il quotidiano ha raccolto l’opinione di diversi esperti in relazioni internazionali sulla  percezione di "sconfitta" americana nel conflitto aperto il 28 febbraio  scorso e se ci siano analogie con quella del Regno Unito nel 1956,  quando il fallito tentativo di forzare l'apertura del Canale di Suez contribuì ad accrescere la percezione secondo cui Londra stesse perdendo il ruolo di potenza globale.

Da Suez a Hormuz, l’importanza globale degli stretti

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Beirut conferma incontro con Israele martedì a Washington

La presidenza libanese ha annunciato che martedì si terrà a Washington un incontro con Israele per discutere un cessate il fuoco nella guerra tra l’esercito israeliano e il movimento Hezbollah, filo-iraniano, in corso dall’inizio di marzo. Al termine di un colloquio tra gli ambasciatori dei due Paesi negli Stati Uniti, "è stato concordato di organizzare un primo incontro martedì presso il Dipartimento di Stato per discutere l’instaurazione di una tregua e la data di inizio dei negoziati tra Libano e Israele sotto l’egida degli Stati Uniti", si legge nel comunicato.

Media: "Solo due navi hanno attraversato oggi Hormuz"

Alla vigilia del primo giro di negoziati tra Usa e Iran, in programma domani a Islamabad, in Pakistan, solo due navi hanno attraversato oggi lo Stretto di Hormuz. Lo riporta il 'New York Times', che cita i dati di S&P Global Market Intelligence, piattaforma americana di informazioni finanziarie. È il numero più basso da quando l'Iran ha concordato martedì un cessate il fuoco con Stati Uniti e Israele. Quattro imbarcazioni avevano attraversato lo stretto sia mercoledì sia giovedì, secondo S&P. Centinaia di altre navi restano in attesa su entrambi i lati dello stretto. L'Iran ha dichiarato che qualsiasi nave che tenti di attraversare il canale deve coordinare il proprio viaggio con l'esercito iraniano.

Primo contatto Israele-Libano, martedì incontro

La presidenza libanese ha annunciato che si è svolta una telefonata tra l'ambasciatrice del Libano a Washington, Nada Hamadeh Maacoud, e il suo omologo israeliano, Yechiel Leiter, il primo contatto diretto tra le due parti. Entrambe le parti hanno concordato di incontrarsi martedì prossimo presso il  dipartimento di Stato americano per discutere un cessate il fuoco e una tempistica per i negoziati formali sotto l'egida degli Stati Uniti.

Wsj: "Ulteriori forze Usa dispiegate in Medio Oriente"

Ulteriori forze statunitensi vengono dispiegate in Medio Oriente in vista di possibili operazioni e questo mentre la delegazione americana e quella iraniana si preparano per dei negoziati a Islamabad in Pakistan questo weekend. E' quanto scrive il 'Wall Street Journal' sottolineando che caccia e aerei d’attacco sono recentemente arrivati nella regione, secondo dati di tracciamento dei voli e un funzionario statunitense. Inoltre, tra 1.500 e 2.000 soldati della 82ª Divisione Aviotrasportata dell’esercito americano, un’unità d’élite, potrebbero arrivare nei prossimi giorni, ha aggiunto la stessa fonte al quotidiano economico Usa.

Migliaia di marinai e Marines sarebbero in viaggio verso la regione. La portaerei Uss George H.W. Bush e le navi da guerra che la accompagnano sono partite dalla Virginia alla fine di marzo e si trovano attualmente nell’Atlantico, secondo un funzionario della Marina. La Uss Boxer e le sue unità di scorta, che trasportano l’11ª Unità di Spedizione dei Marines, sono invece partite dalla California a metà marzo e si trovano nel Pacifico, secondo un’altra fonte della Marina. Le navi impiegheranno probabilmente più di una settimana per raggiungere l'area del Medio Oriente.

Libano, Onu: "Dal 2 marzo 1900 morti e più di 6 mila feriti"

In Libano si aggrava il bilancio delle vittime legate agli attacchi israeliani. Secondo il portavoce dell'Onu, Stephane Dujarric, che ha citato dati del governo libanese, il numero dei morti dell'ultimo attacco è salito a più di trecento e quello dei feriti ha superato i 1.100. "Questo bilancio - ha aggiunto - porta il numero delle vittime dal 2 marzo a quasi 1900 morti e più di 6 mila feriti".

Iran: delegazione Teheran guidata da Ghalibaf è arrivata a Islamabad

La delegazione iraniana guidata dal presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, è arrivata a Islamabad in vista dei colloqui con gli Stati Uniti. Lo riportano i media iraniani.

Secondo la tv di Stato, la delegazione include anche il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, il segretario del Consiglio di difesa, Ali Akbar Ahmadian, e il governatore della Banca centrale, Abdolnaser Hemmati, oltre ad alcuni parlamentari.

I colloqui, sempre secondo l'emittente, inizieranno solo se Washington accetterà le condizioni preliminari poste da Teheran.

Tajani sente Abdelatty, 'lavorare insieme per consolidare tregua'

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo egiziano, Badr Abdelatty, al quale ha "espresso apprezzamento per il ruolo di responsabilità e di mediazione dimostrati dall’Egitto, insieme ai partner regionali".

"Vogliamo lavorare insieme per consolidare la tregua tra Usa e Iran, con l'obiettivo di costruire una pace duratura e soluzioni comuni su sicurezza e libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz", ha proseguito il titolare della Farnesina in un post su X.

"Sul Libano - ha aggiunto - ho ribadito che è decisivo puntare sui negoziati diretti con Israele per arrivare rapidamente a un cessate il fuoco e poi a negoziati di pace".

Mistero del drone partito da Sigonella scomparso sul Golfo Persico

Il drone MQ4 Triton, di pattugliamento marittimo, è partito dalla base  italiana giovedì notte. Le ultime ore in cui è stato tracciato il suo  volo, lo si vede avvicinarsi allo stretto di Hormuz e sorvolarlo per poi  tornare indietro. Ma una volta sopra l'Arabia Saudita, vira  improvvisamente verso il Golfo Persico e perde quota, facendo perdere le  proprie tracce.

Mistero del drone partito da Sigonella scomparso sul Golfo Persico

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Meloni ad Al Sisi: "Dalla crisi in Medio Oriente potenziali emergenze migratorie"

Nel colloquio telefonico fra la premier Giorgia Meloni e il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi, i due leader hanno "analizzato le pesanti ricadute della crisi" in Medio Oriente "sul piano securitario e umanitario". Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi, spiegando che in particolare Meloni "ha evidenziato come una perdurante instabilità nell'area del Golfo e del Medio Oriente rischi di agire da moltiplicatore della fragilità socio-economica, anche con conseguenti potenziali emergenze migratorie verso le coste del Mediterraneo. Al riguardo, i due leader hanno dunque rinnovato l'impegno a consolidare il partenariato bilaterale finalizzato a una gestione dei flussi migratori e a una ancora più stretta cooperazione nel contrasto ai trafficanti di esseri umani". 

Perché Netanyahu si oppone con tanta forza al cessate il fuoco?

Israele continua ad attaccare il Libano facendo schricchiolare così gli  accordi tra Usa e Iran. Analizziamo le ragioni per le quali il premier  israeliano sembra intenzionato a far saltare i negoziati.

Perché Netanyahu si oppone con tanta forza al cessate il fuoco?

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Meloni sente Al Sisi: "Sostegno a negoziati"

Nel quadro dei continui contatti con i leader della regione, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto questa sera un colloquio telefonico con il Presidente della Repubblica Araba d'Egitto, Abdel Fattah Al Sisi. Nel corso della conversazione - informa sempre una nota di Palazzo Chigi - i due leader hanno espresso sostegno al processo negoziale in corso per un'uscita duratura dalla crisi che garantisca un quadro di sicurezza regionale e conduca alla riapertura sostenibile dello Stretto di Hormuz. È stata inoltre ribadita l'importanza di giungere a un'intesa sul tema del nucleare iraniano, pilastro necessario per un equilibrio regionale. I due leader - si legge sempre nella nota - hanno anche discusso della situazione in Libano, sottolineando la necessità di un cessate il fuoco immediato e condividendo il sostegno alla prospettiva di negoziati diretti tra Israele e Libano. Il presidente Meloni e il Presidente Al Sisi hanno inoltre analizzato le pesanti ricadute della crisi sul piano securitario e umanitario. In particolare, il presidente Meloni ha evidenziato come una perdurante instabilità nell'area del Golfo e del Medio Oriente rischi di agire da moltiplicatore della fragilità socio-economica, anche con conseguenti potenziali emergenze migratorie verso le coste del Mediterraneo. Al riguardo, i due leader hanno dunque rinnovato l'impegno a consolidare il partenariato bilaterale finalizzato a una gestione dei flussi migratori e a una ancora più stretta cooperazione nel contrasto ai trafficanti di esseri umani. 

Iraq, attacco con droni contro personale ambasciata Usa a Baghdad

Personale dell'ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad è stato preso di mira da "ripetuti attacchi con droni" lanciati da una milizia irachena nei pressi dell'aeroporto internazionale della capitale. Lo ha riferito un funzionario del Dipartimento di Stato americano, secondo quanto riporta la Cnn.

Le autorità statunitensi hanno confermato oggi l'episodio avvenuto mercoledì, senza indicare quale gruppo sia ritenuto responsabile. Il funzionario ha comunque precisato che "tutto il personale è al sicuro".

Sharif sente Starmer: "Mantenere il cessate il fuoco per creare pace e stabilità"

Il premier pachistano Shehbaz Sharif ha reso noto su X su avere "ricevuto una calda telefonata" dal primo ministro del Regno Unito Keir Starmer, questa sera. "Apprezzo il suo sostegno agli sforzi diplomatici sinceri del Pakistan che hanno contribuito a facilitare il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti e a promuovere il dialogo. Accolgo inoltre con favore la dichiarazione congiunta dei principali leader europei e internazionali, incluso Starmer, che approva le nostre iniziative di pace". Sharif ha poi aggiunto di avere concordato con Starmer "sull'importanza di mantenere il cessate il fuoco per creare le condizioni per una pace e una stabilità durature nella regione. Abbiamo anche discusso i modi per rafforzare ulteriormente le relazioni tra Pakistan e Regno Unito in tutti i settori di interesse comune. Non vedo l'ora di dare il benvenuto al primo ministro Starmer in Pakistan". 

Petrolio chiude in calo, a New York Wti sotto 97 dlr e a Londra intorno a 95 dlr

Il petrolio chiude in calo a New York e a Londra. Il Brent con consegne a giugno ha chiuso in flessione dello 0,75% a 95,20 dollari mentre il West Texas Intermediate (Wti) con consegne a maggio ha chiuso in calo dell'1,33% a 96,57 dollari. Alla fine della settimana precedente, il Wti aveva raggiunto i 111,54 dollari e il Brent i 109,03 dollari al barile. Ma le quotazioni sono crollate bruscamente mercoledì dopo l’annuncio di una tregua tra Teheran e Washington. Rimangono tuttavia lontane dai livelli precedenti al conflitto.

"Anche se questa tregua dovesse reggere e portare a una cessazione più duratura delle ostilità, prevediamo che i prezzi del petrolio diminuiranno solo gradualmente", avverte Nancy Vanden Houten di Oxford Economics. "La questione centrale per il mercato petrolifero è sapere se il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz riprenderà. Per il momento, nulla indica che ciò accadrà", osserva Carsten Fritsch di Commerzbank.

Il mercato attende nei prossimi giorni due rapporti mensili chiave, dell'Opec e dell’Agenzia internazionale dell’energia (Aie), che potrebbero fornire nuovi elementi sulla situazione  in Medio Oriente.

Fonti Usa a Axios: "Non siamo d'accordo su cosa negoziare"

"Non siamo ancora d'accordo su cosa negoziare". È quanto ha dichiarato un funzionario americano, citato da Axios, alla vigilia dei colloqui tra Stati Uniti e Iran in Pakistan, segnalando le profonde divergenze ancora aperte sul perimetro stesso del negoziato.

Il vice presidente americano, Jd Vance, è partito per Islamabad per guidare i colloqui, in quello che viene descritto come il passaggio più delicato della sua carriera politica. Si tratta, infatti, del più alto livello di contatto diretto tra Washington e Teheran dal 1979.

Un altro funzionario statunitense ha definito la missione "una grande partita per Jd", paragonandola ad "andare al Super Bowl", per evidenziarne il peso politico.

Mojtaba Khamenei: "Morte Kharrazi è vergogna per potenze arroganti"

La morte di Kamal Kharrazi è "un onore per la comunità accademica e politica della Repubblica islamica" e al tempo stesso "una vergogna che dimostra la bassezza delle potenze arroganti americano-sioniste". Lo ha dichiarato la Guida Suprema dell'Iran,  Mojtaba Khamenei, in un messaggio diffuso dopo la notizia dell'uccisione dell'ex ministro degli Esteri.

Nel testo, Khamenei ha definito Kharrazi una figura di primo piano nei campi della scienza, della cultura e della politica estera, ricordandone anche il ruolo ricoperto alla guida del Consiglio strategico per le relazioni internazionali.

Mosca: "Tutti i partecipanti ai negoziati in Pakistan si mostrino responsabili"

Mosca chiede "a tutti i partecipanti ai negoziati annunciati in Pakistan di mostrare un approccio responsabile e di evitare qualsiasi azione che possa minare l'opportunità che si è aperta". Lo afferma in una dichiarazione il ministero degli Esteri, aggiungendo che la Russia è disposta a "collaborare strettamente con i partner al fine di promuovere sforzi di pace costruttivi e garantire la stabilizzazione della situazione in Medio Oriente". "Tuttavia - si legge ancora nella nota, postata sul canale Telegram del ministero - purtroppo ci sono forze che ostacolano il movimento verso la pace, creando volontariamente o involontariamente ostacoli su questo percorso". "In particolare - aggiunge la diplomazia russa -  coloro che hanno scatenato l'aggressione contro l'Iran e ora lo accusano dei problemi legati alla navigazione nello Stretto di Hormuz, non dovrebbero nascondere come si sono realmente sviluppati gli eventi, e il fatto che fino al 28 febbraio questa importante via d'acqua funzionava senza interruzioni". 

Niente fertilizzanti, niente cibo: l'altra crisi nella guerra in Iran

Un effetto domino con un impatto globale: la crisi energetica causata  dalla guerra in Medio Oriente potrebbe avere enormi ricadute agricole e  alimentari. Ne subirebbero le conseguenze non solo i Paesi dell'Africa  centrale, ma anche il mercato americano, cinese ed europeo. Ecco perché.

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Corteo pro Palestina terminato in centro a Torino

Si è concluso in piazza Vittorio Veneto a Torino il corteo pro Palestina partito nel pomeriggio da piazza Castello, dopo un presidio. Alla manifestazione hanno partecipato oltre 400 persone. Durante il percorso, il corteo si è fermato anche davanti alla sede Rai, in via Verdi, dove sono stati scanditi slogan contro gli organi di informazione, definiti "colpevoli di tacere sul genocidio in corso in Palestina", e contro il governo Meloni. "Questo è stato un corteo spontaneo - ha detto una rappresentante di Torino per Gaza -. Ci saranno altri appuntamenti e manifestazioni. Questa è l'unica alternativa che abbiamo, l'unica strada per vincere e noi vogliamo costruire la possibilità di vincere per questo significa vivere in un mondo libero da Israele e Stati Uniti". 

Le prossime iniziative il 18 aprile per una manifestazione "contro la militarizzazione del quartiere Vanchiglia", dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna a dicembre, il 24 aprile per uno "spezzone sociale" in occasione della fiaccolata per Festa della Liberazione, il 25 aprile con "iniziative diffuse" in città e il Primo Maggio, sempre con uno spezzone sociale. 

Pakistan: "Domani negoziati 'o la va o la spacca'"

Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif afferma che i colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad, che dovrebbero iniziare domani, sono "make or break" per raggiungere un cessate il fuoco permanente nel conflitto mediorientale che dura da settimane.

IDF: "Mercoledì uccisi 180 miliziani Hezbollah". Beirut: "357 morti"

Le Forze armate israeliane hanno dichiarato che gli attacchi aerei effettuati mercoledì in Libano hanno ucciso più di 180 miliziani di Hezbollah. "A seguito di una prima valutazione dell'intelligence si può stabilire che le IDF hanno eliminato più di 180 miliziani dell'organizzazione terroristica Hezbollah. Il conteggio è ancora in corso", hanno detto i militari. Nel frattempo, il Ministero della Salute libanese ha dichiarato che il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani in tutto il Paese di mercoledì è stato di 357 unità, in aumento rispetto al precedente conteggio di 303, mentre ha affermato che sono rimaste ferite altre 1.223 persone.

Aeroporti Ue a rischio carburante se Hormuz non riapre in 3 settimane

Il Financial Times, che ha visionato una lettere inviata  dall'associazione Aci Europe al commissario europeo ai trasporti  Apostolos Tzitzikostas, riporta che gli scali europei rischiano una  carenza "sistemica" di carburante per aerei se lo Stretto di Hormuz non  verrà completamente riaperto entro tre settimane. Le riserve  di carburante per aerei si stanno esaurendo mentre "l'impatto delle  attività militari" sta mettendo ulteriormente a dura prova le forniture.

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Sharif: "Delegazioni in arrivo a Islamabad, momento decisivo"

"La dichiarazione di un cessate il fuoco temporaneo è stata fatta, ma  una fase ancora più difficile ci attende: raggiungere un cessate il  fuoco duraturo e risolvere questioni complesse attraverso i negoziati.  Questo è un momento decisivo": lo ha detto il premier del Pakistan,  Shehbaz Sharif, in un discorso televisivo alla nazione venerdì sera.  "Ringrazio di cuore la leadership dell'Iran e degli Stati Uniti", ha  affermato Sharif. "Non solo hanno accettato un cessate il fuoco  temporaneo su mia proposta, ma entrambe le leadership stanno ora venendo  a Islamabad per negoziati di pace", ha aggiunto. Sharif ha descritto  questo sviluppo come un importante successo diplomatico per il Pakistan,  sottolineando il ruolo del Paese nel facilitare il dialogo durante un  periodo delicato. "In questi momenti estremamente delicati, la  leadership del Pakistan ha persuaso con attenzione entrambe le parti ad  accettare un cessate il fuoco temporaneo e ha rivolto un sincero invito a  venire a Islamabad",  ha proseguito. Ha inoltre reso omaggio al vice  primo ministro Ishaq Dar e al suo team, e al feldmaresciallo generale  Asim Munir e al suo team, che hanno svolto "un ruolo chiave nello  spegnere le fiamme della guerra". Il premier ha tuttavia avvertito che  l'annuncio del cessate il fuoco temporaneo rappresenta solo l'inizio di  una fase più difficile.

Libano, oltre 1.953 morti e 6.303 feriti da inizio ostilità

E'  salito a 357 il bilancio dei morti causati mercoledì dai raid  israeliani sul Libano. Lo ha riferito il ministero della Salute  libanese, che continua ad aggiornare i dati dopo gli attacchi. Secondo  le autorità, dall'inizio della nuova fase di ostilità, il 2 marzo, si  contano complessivamente oltre 1.953 morti e 6.303 feriti.

Idf: "180 Hezbollah uccisi mercoledì in Libano"

Le Forze di Difesa Israeliane hanno fornito nuovi dettagli sui raid su vasta scala condotti mercoledì contro Hezbollah in tutto il Libano, affermando di aver ucciso almeno 180 membri del gruppo terroristico.      Secondo l'esercito, gli attacchi hanno colpito circa 100 siti di Hezbollah nel Libano meridionale, nella valle della Beqaa e a Beirut e gli attacchi sono stati condotti sulla base di "informazioni di intelligence precise e di alta qualità", che hanno permesso "attacchi simultanei in più aree in un solo minuto".     Il ministero della Salute libanese ha riferito che gli attacchi hanno causato 357 morti, senza distinguere tra civili e combattenti, aggiunge The Times of Israel.

Iran, Wsj: "Stima costo guerra tra 25 e 35 miliardi di dollari"

La guerra in Iran è costata tra i 25 e i 35 miliardi di dollari. E'  quanto stima Elaine McCusker, ex alta funzionaria del bilancio del  Pentagono durante la prima amministrazione Trump, che ha monitorato i  costi del conflitto per l’American Enterprise Institute secondo quanto  riferisce il 'Wall Street Journal'. Tre giorni fa aveva stimato che il  costo della guerra finora a quella data era tra 22,3 e 31 mld di  dollari. Gli Stati Uniti e i loro alleati avrebbero sborsato circa 13,7  miliardi di dollari in intercettori e 9,7 miliardi in bombe e missili  impiegati per colpire obiettivi. I danni di guerra alle risorse  statunitensi, come aerei distrutti o danneggiati, sono stimati in 2,6  miliardi di dollari. Il  Pentagono ha presentato alla Casa Bianca una richiesta di spesa  supplementare per la guerra pari a 200 miliardi di dollari, ma il piano  non è ancora stato inviato al Congresso. Ci sono diverse ragioni che  spiegano la discrepanza tra questa richiesta e l’ultima valutazione di  McCusker. Innanzitutto, la stima di McCusker, scrive il quotidiano  economico Usa, si basa su informazioni disponibili al pubblico.  Potrebbero esserci ulteriori danni non riportati alle basi nella  regione. I costi delle munizioni possono inoltre variare a seconda del  tipo specifico di arma utilizzata negli attacchi. La  richiesta supplementare potrebbe includere finanziamenti per accordi a  lungo termine sulle munizioni che il Pentagono ha stipulato con aziende  della difesa per aumentare la produzione nel prossimo anno, sottolinea  McCusker. Potrebbe inoltre comprendere altre operazioni militari non  pianificate al di fuori del Medio Oriente. La richiesta potrebbe anche  includere i costi sostenuti dalla comunità di intelligence per il  salvataggio dell’equipaggio di un F-15E Strike Eagle abbattuto in Iran,  oltre ad altre operazioni che potrebbero essere rivelate da qui al 30  settembre, fine dell’anno fiscale, ha aggiunto McCusker.

Iran, primo ministro Pakistan: "Domani colloqui con Usa, fase cruciale"

Le delegazioni statunitense e iraniana terranno colloqui domani a  Islamabad. Lo ha confermato il primo ministro del Pakistan, Shehbaz  Sharif, durante un discorso al Paese trasmessa in diretta televisiva.  "Questa fase dei colloqui tra Stati Uniti e Iran è cruciale per il  raggiungimento di un cessate il fuoco duraturo", ha aggiunto. Ospitare i negoziati tra Stati Uniti e Iran è "un momento di orgoglio  non solo per il Pakistan, ma per l'intero mondo musulmano", ha  proseguito Sharif, che ha ringraziato le leadership di Teheran e  Washington per aver accettato la sua proposta. Il  premier ha quindi evidenziato come, in una fase particolarmente  delicata, la leadership pakistana sia riuscita a convincere entrambe le  parti ad accettare una tregua "con grande cautela, ma anche con  fermezza". Ha quindi  ringraziato il ministro degli Esteri, Ishaq Dar, per il lavoro svolto  "giorno e notte", così come il capo delle forze armate, Asim Munir, i  cui sforzi "instancabili" hanno contribuito a favorire il dialogo.

Madrid replica a Netanyahu: "Tutta l'ostilità contro criminali di guerra e genocidi"

La vicepremier spagnola con delega al Lavoro, Yolanda Diaz, ha risposto alle critiche del premier israeliano Benyamin Netanyahu, in un messaggio sul social Bluesky in cui ha segnalato: "Tutta l'ostilità contro i criminali di guerra e i genocidi, sì".   Il testo è in replica al videomessaggio, condiviso da Diaz, in cui Netanyahu ha accusato la Spagna di aver "diffamato i nostri eroi, i soldati delle Forze di difesa israeliane, i soldati dell'esercito più morale del mondo",  per giustificare la decisione di allontanare i rappresentanti spagnoli dal Centro di coordinamento civile-militare di Kyriat Gat, che sovrintende al cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.    "Coloro che attaccano lo Stato di Israele invece dei regimi terroristici non saranno nostri partner per il futuro della regione. Non sono disposto a tollerare questa ipocrisia e ostilità", ha dichiarato Netanyahu. Da qui, la replica di Yolanda Diaz, che già in passato ha definito il primo ministro isrealiano come "un genocida".   Le relazioni tra Tel Aviv e Madrid sono ai minimi termini dopo il riconoscimento da parte della Spagna dello Stato palestinese nel 2024 e il ritiro dei rispettivi ambasciatori. Il governo di Pedro Sanchez ha ripetutamente condannato l'intervento di Israele sulla Striscia di Gaza e, poi, l'offensiva israelo-statunitense in Iran, mossa il 28 febbraio.   Dopo aver chiuso le basi militari di Rota e Moron agli aerei statunitensi coinvolti nel conflitto, l'esecutivo spagnolo ha chiuso loro anche il suo spazio aereo e ha bollato come "inaccettabili" i raid israeliani in Libano, proseguiti anche dopo la fragile tregua concordata tra Washington e Teheran. Ancora oggi Sanchez ha di nuovo chiesto all'Unione Europea di sospendere l'Accordo di Associazione con Israele, per la violazione del diritto internazionale e del diritto umanitario.

Nuova Flotilla in partenza per Gaza: 70 barche da 70 Paesi

Una nuova flottiglia e' pronta a partire per Gaza, dopo quella respinta da Israele nel settembre dello scorso anno. La Sumud Global Flotilla partira' domenica da Barcellona con circa 70 imbarcazioni e oltre 1.000 partecipanti provenienti da 70 paesi, con la missione di denunciare il blocco di Gaza, consegnare aiuti umanitari e riportare il conflitto palestinese all'attenzione internazionale. La partenza e' prevista per mezzogiorno da Port Vell, nella capitale catalana. Il portavoce della flottiglia in Catalogna, Pablo Castilla, ha dichiarato che l'iniziativa mira a "denunciare la complicita' internazionale e aprire un corridoio umanitario via mare e via terra". "Vogliamo richiamare l'attenzione sul genocidio e sull'occupazione che continuano a verificarsi in Palestina e chiedere che la comunita' internazionale ne risponda", ha detto. Gli organizzatori hanno sottolineato che l'obiettivo non e' solo trasportare aiuti, ma anche "contribuire alla ripresa e alla ricostruzione delle condizioni di vita" per la popolazione di Gaza. Tra le iniziative presentate ci sono gli "zaini per Gaza", che contengono materiale scolastico insieme a lettere, disegni e oggetti simbolici realizzati da studenti di oltre 80 scuole spagnole. L'organizzazione ha avvertito che la missione si svolge in un contesto "piu' complesso rispetto alla volta precedente", caratterizzato dall'instabilita' in Medio Oriente e dalle condizioni meteorologiche primaverili, "che potrebbero rendere difficile la navigazione". La flottiglia ripropone un'iniziativa simile a quella lanciata nel settembre 2025, quando 42 imbarcazioni con 463 partecipanti furono intercettate da Israele prima di raggiungere la costa di Gaza. Nonostante questo episodio, gli organizzatori hanno ribadito che l'azione "e' conforme al diritto internazionale" e hanno assicurato che manterranno l'obiettivo di raggiungere la destinazione, presumibilmente all'inizio di maggio.

Iran, Bremmer: "Negoziato di domani costruito sulla sabbia"

Il negoziato di domani a Islamabad tra Stati Uniti e Iran è "costruito  sulla sabbia" e lascia poco spazio a un accordo sui nodi centrali della  crisi. Lo dice Ian Bremmer, presidente di Eurasia Group e uno dei più  influenti analisti di geopolitica al mondo, in un'intervista esclusiva  ad Adnkronos alla vigilia dei colloqui in Pakistan. La tregua regge a  fatica. Israele ha continuato a bombardare il Libano nel primo giorno di  cessate il fuoco, l'Iran ha risposto chiudendo lo Stretto di Hormuz.  Bremmer non si fa illusioni sulla solidità del processo. "Il negoziato è  costruito sulla sabbia e rimane pochissimo spazio per un accordo sui  temi centrali", dice. Ma aggiunge un elemento che, secondo lui, conta  più di qualsiasi dettaglio tecnico sul tavolo: "Se il presidente Trump  ha deciso di voler diminuire gli attacchi unilateralmente, così come  aveva deciso di andare in guerra, questo avrà l'impatto più sostanziale e  concreto nei prossimi mesi".   Sulla  questione dell'arricchimento dell'uranio, che divide Washington e  Teheran in modo apparentemente insanabile, Bremmer non prevede una  svolta. La posizione americana esclude qualsiasi arricchimento. Quella  iraniana lo dà per scontato. "Sospetto che Teheran sia felice di avviare  i colloqui e trascinarli nel tempo senza arrivare a un accordo",  spiega. "Se gli americani sono disposti ad accettare questa logica, c'è  spazio per un dialogo senza che nessuno torni a casa con una sconfitta".  Trump ha già dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero tornare a  colpire in qualsiasi momento se vedessero l'Iran tentare di riavviare il  programma nucleare. "Quindi non è chiaro se abbiano bisogno di un  accordo definitivo su questo punto per mantenere il cessate il fuoco",  osserva Bremmer.  La scelta  del Pakistan come mediatore è forse l'elemento più sorprendente di  questa crisi. Islamabad, fino a pochi anni fa fuori dai grandi tavoli  diplomatici, si trova oggi al centro di una partita che coinvolge  Washington, Pechino e Riad. Bremmer spiega il perché: "Il Pakistan ha  una posizione unica in questo conflitto: ha migliorato di recente il suo  rapporto diretto con gli americani, dispone di un canale diplomatico  solido e affidabile con la Cina, e ha un'alleanza difensiva con i  sauditi". Ed è proprio Riad, sottolinea l'analista, il fattore chiave:  "I sauditi sono molto più interessati a mettere fine alla guerra  rispetto agli Emirati Arabi Uniti, che sono più vicini a Israele e agli  americani". Infine sul ruolo della Cina, Bremmer ridimensiona la  narrativa di una Pechino protagonista della nuova diplomazia  mediorientale. Trump ha accreditato Pechino per aver convinto Teheran ad  accettare il cessate il fuoco. Ma secondo Bremmer la lettura è più  complicata: "La Cina non voleva assumere un ruolo di primo piano, anche  perché riconosce che c'è una buona probabilità che il processo  fallisca", dice. Quanto al futuro, l'analista non esclude un peso  crescente di Pechino sulla scena internazionale, ma con una riserva  importante: "Giocherà un ruolo sempre maggiore in quasi ogni conflitto  diplomatico, man mano che la sua proiezione di potere continua ad  aumentare. Ma la loro avversione al rischio contrasta con i suoi  interessi di lungo periodo nel ruolo di leadership".

Iran, idf: "Sganciato oltre 18mila bombe dall'inizio della guerra"

Israele ha rivendicato di aver sganciato oltre 18mila bombe sull'Iran  dall'inizio della guerra. In un post su X, l'esercito israeliano (Idf)  ha sostenuto di aver condotto dal 28 febbraio "più di mille sortite  aeree offensive" contro obiettivi iraniani, precisando che a ogni  attacco avrebbero partecipato decine di caccia.

Iran, Khamenei: "Uccisione Kharrazi è una vergogna"

La Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha affermato che l'uccisione del Presidente del Consiglio per le relazioni estere iraniano, Kamal Kharrazi, e' stata "una vergogna per gli arroganti americani, i sionisti e i nemici della civilta' iraniana".

Iran: con tregua solo 15 navi hanno attraversato Hormuz

L'agenzia Reuters, citando i dati di tracciamento delle navi, scrive che il traffico navale nello Stretto di Hormuz rimane ben al di sotto dei livelli normali. Solo 15 navi sono entrate o uscite dallo Stretto di Hormuz da quando e' stato dichiarato il cessate il fuoco.

Iran, Sanchez: "L'Europa recuperi suo posto nel mondo"

"L'Europa ha le risorse, le istituzioni, il talento e i valori. Non c'e' alcuna ragione oggettiva per cui dovremmo sognare in piccolo. Ci manca l'audacia di immaginare dove potremmo arrivare insieme. L'Europa deve recuperare il suo posto nel mondo con coraggio". Lo afferma il premier spagnolo, Pedro Sanchez.

Libano, media sauditi: "Domani possibile annuncio cessate il fuoco con Israele"

Potrebbe essere annunciato domani un cessate il fuoco tra Israele e  Libano come gesto di buona volontà in vista del via ai negoziati diretti  tra le parti, prevista per la prossima settimana negli Usa. Lo ha  riferito l'emittente saudita Al Hadath, che parla di intensi sforzi  internazionali in corso.

Iran, Pakistan: "Colloqui sono in corso"

Una fonte diplomatica pakistana ha dichiarato ad 'Al Jazeera', commentando la dichiarazione del Presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf: "Siamo molto ottimisti sul fatto che i colloqui siano in corso e siamo in contatto con i nostri partner".

Libano, attacco Israele a Nabatiyeh: 13 morti

Un attacco israeliano, uno dei tanti contro la citta' di Nabatiyeh, nel Libano meridionale, ha ucciso 13 membri della sicurezza dello Stato. "Questa dolorosa perdita non fa altro che rafforzare la nostra determinazione a raggiungere un cessate il fuoco che proteggera' il Libano e il nostro popolo nel sud", ha affermato in una nota il primo ministro Nawaf Salam. Il Presidente Joseph Aoun ha invitato la comunita' internazionale ad "assumersi le proprie responsabilita' nel porre fine alle ripetute aggressioni israeliane". Naim Qassem, capo di Hezbollah sostenuto dall'Iran, ha chiesto al governo libanese di smettere di fare "concessioni gratuite" a Israele prima dei colloqui per cercare di porre fine alla guerra durata un mese tra Israele e Hezbollah che ha provocato la morte di circa 1.900 persone in Libano. L'agenzia di stampa statale National News Agency (NNA) ha dichiarato che oggi "aerei da guerra nemici hanno lanciato una serie di pesanti attacchi" su Nabatiyeh e un fotografo dell'AFP ha notato ingenti danni presso l'ufficio della sicurezza dello Stato, dove infuria ancora un incendio. Israele, da parte sua, ha segnalato oggi 30 razzi lanciati da Hezbollah verso Israele.

Iran, Trump: "Iraniani sono in vita solo per negoziare"

"Gli iraniani sembrano non rendersi conto di non avere altre carte da giocare se non quella di estorcere denaro al mondo a breve termine usando le vie navigabili internazionali. L'unica ragione per cui sono ancora in vita e' per negoziare!". Lo scrive il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Trump aggiunge: "Gli iraniani sono piu' bravi a gestire i media che diffondono notizie false e le 'pubbliche relazioni' che a combattere! Palantir Technologies (PLTR) ha dimostrato di possedere grandi capacita' e attrezzature belliche. Chiedetelo pure ai nostri nemici!". Trump scrive su 'Truth' anche un messaggio criptico: "Il reset piu' potente del mondo".

Media: "Martedì primo incontro Israele-Libano negli Usa"

Il primo incontro nell'ambito dei negoziati previsti tra Israele e Libano si terra' martedi' presso il Dipartimento di Stato americano. Lo riferisce al 'Times of Israel' un funzionario statunitense a conoscenza dei dettagli. Secondo quanto riferito dal funzionario, saranno presenti l'ambasciatrice libanese a Washington Nada Hamadeh-Moawad, l'ambasciatore israeliano a Washington Yechiel Leiter e l'ambasciatore statunitense a Beirut Michel Issa, rispettivamente a capo delle delegazioni libanese, israeliana e statunitense. Secondo quanto riferito dal funzionario, oggi si terra' una riunione telefonica preparatoria tra i tre funzionari e il consigliere del Dipartimento di Stato Mike Needham. L'ufficio del Primo Ministro Benjamin Netanyahu non ha confermato immediatamente l'incontro. Netanyahu ha dichiarato ieri sera che Israele avviera' i negoziati con il Libano "il prima possibile", con l'obiettivo di disarmare Hezbollah e raggiungere un accordo di pace completo tra i due Paesi.

Equipaggio Sumud Flotilla: "Di nuovo a Gaza per ridare voce ai palestinesi"

"Parte una nuova missione. Siamo consapevoli, prima come oggi, che la Palestina e Gaza non potremo salvarle con dieci, cento e nemmeno con mille barche. Ma quelle barche sono un simbolo del nostro impegno". È il messaggio lanciato in videocollegamento da Sonia, la responsabile regionale calabrese del "Global Movement To Gaza", in occasione della conferenza stampa, a Reggio Calabria, di Massimiliano Del Moro e Vittorio Sergi, due componenti dell'equipaggio della barca "Snap" che si unirà alla Global Sumud Flotilla per la seconda missione a Gaza. Una missione, è stato detto, alla quale parteciperanno almeno cento barche con migliaia di partecipanti da 50 Paesi.    "Sono la dimostrazione - ha aggiunto - che non accettiamo il sistema di guerra e di morte che sta portando avanti i suoi piani contro la vita dei popoli. E sono la prova che ci sono migliaia di persone che sono pronte a rischiare la propria vita per far emergere la verità e quindi le menzogne di quel sistema".    Secondo Massimiliano Del Moro, Delegato Gkn "Soms Insorgiamo" di Firenze, "siamo qui per mettere un po' il risalto e ridare luce e voce a una lotta che è quella a favore del popolo palestinese. Non ci hanno ancora dato date certe, la cosa che sappiamo è che partiremo". Questa volta, a bordo delle imbarcazioni della Flottilla ci saranno "molti medici e sanitari, oltre quindi agli aiuti umanitari che è lo scopo vero della missione. Lo scopo è sempre ovviamente pacifico e non violento. La speranza è di riuscire ad arrivare sulle coste e fermarci a Gaza e quindi, magari, innescare una partenza anche di ricostruzione".    Imbarcato con Del Moro ci sarà pure un insegnante, Vittorio Sergi del coordinamento "Marche per la Palestina": "Siamo molto onorati - ha detto - di far parte di questo progetto perché è un progetto globale, dal basso, internazionalista, fortemente connesso con la causa della liberazione del popolo palestinese. Vogliamo dare un contributo concreto a una situazione molto importante che a noi sta molto a cuore. Il popolo palestinese e il popolo italiano sono popoli fratelli, ci unisce il Mediterraneo, ci uniscono tanti ponti storici e culturali, ci unisce anche la stessa passione per la pace e per la libertà. Il genocidio in corso a Gaza continua. Questo è il messaggio fondamentale che noi vogliamo lanciare e quindi l'azione contro il genocidio a Gaza è fondamentale. Ovviamente l'allargamento della guerra in tutto il Medio Oriente rende ancora più complesso l'intervento in quei territori ma ancora più urgente a nostro parere un intervento internazionale dal basso".

M.O., alto commissario Onu condanna uccisioni a Gaza

L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, ha condannato le uccisioni di palestinesi nella Striscia di Gaza, sei mesi dopo il fragile cessate il fuoco tra Israele e Hamas. "L'incessante susseguirsi di uccisioni riflette un persistente disprezzo per la vita dei palestinesi, facilitato da una diffusa impunita'", ha dichiarato Turk in un comunicato, aggiungendo che non esiste un piano di sopravvivenza nel territorio, indipendentemente da dove le persone cerchino rifugio.

Iran, Rajavi (Ncri): "17 milioni pronti a morire? Se è vero Khamenei indica elezioni"

"Il figlio di Khamenei continua l'esecuzione quotidiana dei giovani  iraniani per preservare la presa sul potere di un regime moribondo,  mentre afferma assurdamente di avere 17 milioni di sostenitori devoti  pronti a sacrificare la loro vita. Se questa affermazione fosse vera,  allora, come la Resistenza Iraniana ha costantemente dichiarato,  dovrebbe accettare elezioni libere per un'assemblea costituente o la  presidenza, sotto la supervisione delle Nazioni Unite, basate sul  principio della sovranità popolare e non sul governo clericale. Abbiamo  dichiarato la nostra disponibilità e siamo pronti per tali elezioni, con  le necessarie garanzie e la supervisione dell'Onu". Lo afferma Marjam  Rajavi, presidente del Consiglio nazionale della resistenza iraniana  (Ncri) che raggruppa i dissidenti all'estero, nel corso del suo  intervento a una conferenza internazionale sulle esecuzioni politiche in  Iran.

Gas: chiude in calo a 43,86 euro al megawattora (-5%)

Il prezzo del gas chiude in calo sotto 44 euro. I future europei del gas naturale cedonoil 5,02% a a 43,86 euro per megawattora, annullando i guadagni della sessione precedente e raggiungendo un minimo di oltre cinque settimane, mentre i trader monitorano la fragile tregua in Medio Oriente e i prossimi colloqui Usa-Iran. Il presidente Donald Trump ha espresso ottimismo sul fatto che un accordo di pace con l'Iran fosse alla portata, mentre una delegazione diplomatica guidata dal vicepresidente J.D. Vance si prepara a recarsi in Pakistan per negoziati ad alto rischio volti a porre fine al conflitto di sei settimane. Tuttavia, Trump ha avvertito Teheran di non imporre pedaggi alle navi che transitano nello Stretto di Hormuz. Nel frattempo, secondo quanto riferito, il Qatar ha iniziato i preparativi per riavviare la produzione di Gnl a Ras Laffan dopo l'annuncio della tregua. L'impianto e' fermo dall'inizio di marzo dopo essere stato colpito da attacchi iraniani. I volumi iniziali potrebbero tornare nei prossimi giorni, anche se il ritmo di aumento dipendera' dal fatto se le navi Gnl possano navigare in sicurezza nello Stretto.

Trump: "Gli iraniani più bravi nella pubbliche relazioni che a combattere"

"Gli iraniani sono più bravi a gestire i media delle fake news e le pubbliche relazioni che a combattere!". Lo scrive Donald Trump su Truth.

Il Papa ai vescovi di Baghdad: 'Non è cristiano chi lancia bombe'

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Trump: "Gli iraniani non hanno alcuna carta da giocare, devono negoziare"

"Gli iraniani non sembrano rendersi conto di non avere alcuna carta da giocare, se non l'estorsione a breve termine ai danni del mondo attraverso l'uso delle vie d'acqua internazionali. L'unica ragione per cui sono ancora in vita, oggi, è negoziare!". Lo scrive Donald Trump su Truth.

Appello Forum Terzo Settore per Medio Oriente: "Si vince solo con la pace e il diritto"

Il Forum Terzo Settore è "profondamente preoccupato" dalle conseguenze dell'attacco di Usa e Israele all'Iran: l'escalation in tutto il Medio Oriente e, in particolare in queste ore, l'orrore che si sta consumando in Libano, l'enorme numero di morti e sfollati e le ricadute nel nostro Paese. Con un documento intitolato "Si vince solo con la pace e il diritto", il Forum Terzo Settore "condanna duramente" il diffondersi della "guerra mondiale a pezzi" e il crollo degli accordi e delle regole internazionali, e lancia un appello al Governo italiano e all'Europa, affinchè svolgano un ruolo positivo nel tornare a far valere il diritto e a mettere la pace e le persone al primo posto. "Siamo innanzitutto vicini alle vittime, a prescindere dalla loro parte, alle loro famiglie e comunità. In questi contesti di crisi umanitaria - si legge nel documento - c'è un grande impegno da parte del Terzo settore e delle ong nel salvare e accogliere chi fugge, un impegno spesso dimenticato, se non dileggiato o attaccato. Questo è il nostro schieramento non violento, la nostra difesa non violenta che, provocatoriamente, supera ogni confine, anche mentale, e costruisce ponti, innanzitutto umani". "Opporsi a un massacro con un altro massacro non significa fare giustizia, ma alimentare una devastante spirale di odio. Il fuoco delle armi non distrugge solo vite - prosegue il testo - : colpisce le persone anche nella loro identità, distruggendo luoghi, storie e simboli, la loro appartenenza a famiglie, popolazioni, religioni e culture. Di conseguenza, anche chi resta diventa apolide. La pace che molte organizzazioni cercano di portare non mira solo a evitare morti, ma a costruire cittadinanza, convivenza e legami, che sono i fondamenti dell'esistenza umana".

Il prezzo del gas conclude in discesa a 43,6 euro

Il prezzo del gas ha concluso in discesa. Ad Amsterdam il future Ttf è diminuito del 5,5% a 43,6 euro al megawattora.

Trump avverte l'Iran: "Nuovi attacchi se non si arriva ad un accordo"

Alla vigilia dei negoziati in Pakistan Donald Trump ha avvertito l'Iran checi saranno attacchi ancora più intensi se non si troverà un accordo. intensità ancora maggiore, affermando . "Stiamo caricando le navi con le migliori munizioni e le migliori armi mai realizzate, persino migliori di quelle che abbiamo impiegato in precedenza, con le quali li abbiamo fatti a pezzi", ha detto il presidente in un'intervista al New York Post. "Le useremo in modo estremamente efficace" qualora non si giungesse a un accordo con l'Iran, ha aggiunto Trump riferendosi alle munizioni e alle armi. "Lo scopriremo tra circa 24 ore. Lo sapremo a breve", ha poi aggiunto il presidente parlando degli esiti dei colloqui che inizieranno domani.

Ambasciatori Usa, Israele, Libano tengono primo round colloqui a Washington

Gli ambasciatori di Israele, Libano e Stati Uniti terranno oggi a Washington un primo round di colloqui per gettare le basi delle future negoziazioni tra Israele e Libano. Lo riferisce la Cnn citando fonti israeliane.      Tra le questioni più urgenti da negoziare c'è la richiesta del Libano di un cessate il fuoco quale condizione preliminare per l'avvio dei colloqui. I funzionari libanesi hanno dichiarato che non negozieranno "sotto il fuoco", mentre Israele ha respinto l'ipotesi di una tregua con Hezbollah. Secondo le fonti, i colloqui oggi  si svolgeranno alla presenza di Michel Issa, ambasciatore americano in Libano, Yechiel Leiter, ambasciatore di Israele negli Stati Uniti e Nada Hamadeh Moawad, ambasciatrice del Libano negli Usa.

Iran, Consiglio resistenza: "Stop esecuzioni rientri in accordi"

Lo stop alle esecuzioni in Iran deve diventare parte integrante di qualsiasi accordo internazionale con Teheran. E' l'appello lanciato da Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio nazionale della resistenza iraniana (Ncri), in un messaggio inviato a una cerimonia commemorativa che si e' tenuta a Parigi per ricordare membri del Pmoi/Mek e i manifestanti uccisi o giustiziati dal regime. Al centro dell'iniziativa, la denuncia di una nuova ondata repressiva culminata, secondo gli organizzatori, nell'esecuzione di sei appartenenti ai Mojahedin del popolo iraniano e di sette giovani arrestati durante la rivolta di gennaio. Nel suo intervento, Rajavi ha sostenuto che la Repubblica islamica considera "il popolo insorto e la resistenza organizzata" la principale minaccia alla propria sopravvivenza e che l'accelerazione delle condanne a morte sarebbe il segnale della paura del regime per possibili nuove sollevazioni interne. La leader dell'opposizione iraniana in esilio ha anche collegato la crisi dei diritti umani ai negoziati internazionali, affermando che senza una presa di posizione netta contro le violazioni commesse da Teheran non sara' possibile fermarne il programma nucleare. Da qui la richiesta che la fine delle esecuzioni diventi una condizione esplicita in ogni futura intesa. Rajavi ha quindi sfidato il potere iraniano sul terreno della legittimazione popolare, replicando alle dichiarazioni attribuite a Mojtaba Khamenei, figlio della Guida suprema, secondo cui milioni di persone sarebbero pronte a sacrificarsi per il regime. "Se e' vero" ha detto "si tengano elezioni libere per un'assemblea costituente o per la presidenza, sotto supervisione delle Nazioni Unite e nel quadro della sovranita' popolare". Nel messaggio, Rajavi ha accolto con favore anche il recente cessate il fuoco, in particolare per la sospensione degli attacchi contro infrastrutture civili, auspicando che possa aprire la strada "alla pace e alla liberta'". Ma, ha aggiunto, una pace duratura potra' arrivare solo con "il rovesciamento di questa dittatura terrorista e guerrafondaia" e con la nascita di una repubblica democratica.

Germania, vietata protesta su Gaza presso il memoriale di Buchenwald

Gli attivisti filopalestinesi che avevano organizzato una protesta presso il memoriale del campo di concentramento di Buchenwald, in Germania, si raduneranno invece domenica nella vicina città di Weimar, dopo che un tribunale ha confermato il divieto di manifestazione imposto dalla polizia.    La veglia prevista, indetta nell'ambito di una campagna denominata 'Kufiyas a Buchenwald', aveva suscitato un acceso dibattito in Germania, con diversi politici che avevano denunciato la manifestazione come inappropriata. Il tribunale di Weimar ha confermato una precedente decisione delle autorità di vietare la veglia e di spostare invece i manifestanti in una piazza della città.    Gli attivisti avevano indetto la manifestazione per ricordare "le vittime del genocidio e del fascismo" e la lotta "contro tutti i genocidi, in particolare quello attualmente in corso in Palestina". Secondo una dichiarazione del tribunale, i giudici hanno stabilito che la protesta avrebbe probabilmente "violato la dignità delle vittime" del regime nazista che hanno sofferto nel campo.    L'anno scorso, il memoriale del campo di concentramento di Buchenwald non ha permesso a una donna di partecipare all'evento commemorativo perché indossava una kefiah. La donna ha intrapreso un'azione legale per poter tornare al memoriale in occasione di un altro evento, ma il tribunale ha ritenuto che il memoriale avesse agito nel rispetto dei propri diritti nel negarle l'ingresso. Il tribunale ha affermato che la kefiah è un simbolo politico e potrebbe anche "mettere a repentaglio il senso di sicurezza" degli ebrei che visitano il sito. In precedenti dichiarazioni, la campagna "Kufiyas a Buchenwald" ha accusato i gestori del memoriale di Buchenwald di averne fatto un luogo di "revisionismo storico e negazione del genocidio".

Libano: "12 membri delle forze di sicurezza uccisi nel raid su Nabatieh"

Sale a 12 il bilancio dei membri della sicurezza libanesi uccisi negli attacchi aerei israeliani a Nabatieh. A confermarlo il presidente libanese Joseph Aoun, che in una dichiarazione ha espresso le sue condoglianze al direttore generale della sicurezza di Stato, generale Edgar Lawandos, per la morte di 12 membri delle forze di sicurezza.    "Questi martiri si sono uniti ai loro compagni dell'esercito e delle altre istituzioni di sicurezza che li hanno preceduti nel martirio, come centinaia di libanesi che hanno versato il loro sangue puro sulla terra della loro patria", ha dichiarato Aoun. Ha inoltre affermato che "prendere di mira le istituzioni statali e il loro apparato di sicurezza non distoglierà il Libano dal suo impegno a difendere il diritto di proteggere il proprio territorio e preservare la propria sovranità".

Iran, Pichetto: "Su jet fuel criticità, ma fornitura è ripresa"

"Complessivamente sul fronte petrolifero e delle disponibilità non ho  grandi preoccupazioni. Possono esserci però settori specifici o parti  specifiche di questo, e in questo caso il jet fuel è uno di questi con  criticità, perchè una gran parte della produzione arriva dal Golfo  Persico ed quello che ha subito in questi tempi la maggiore carenza a  livello di offerta che hanno portato automaticamente ad alcune  situazioni di criticità, ma sono criticità settoriali specifiche sulle  quali dobbiamo intervenire". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente e  della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ai microfoni di  'Radio 24'.  "Adesso, almeno  dagli elementi che abbiamo, dovrebbe essere ripresa la fornitura,  probabilmente era legata al ragionamento che, se si ferma un carico,  devo andare a cercare il carico da un'altra parte. Quindi, speriamo che  si ristabilisca il tutto", ha detto ancora il ministro.

Trump: "Nostre navi caricano le migliori munizioni se falliscono negoziati"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, torna a minacciare  l'Iran in vista dell'atteso inizio dei colloqui in Pakistan, sostenendo  che le navi da guerra Usa stanno caricando le "migliori munizioni" in  vista di una possibile ripresa degli attacchi in caso di fallimento dei  negoziati. "Lo scopriremo tra  circa 24 ore. Lo sapremo presto", ha detto Trump in un'intervista  telefonica al New York Post rispondendo alla domanda se pensasse che i  colloqui avrebbero avuto successo.  "Stiamo  attuando un reset. Stiamo caricando le navi con le migliori munizioni,  le migliori armi mai costruite - persino migliori di quelle che abbiamo  usato in precedenza e con cui li abbiamo fatti a pezzi", ha aggiunto  Trump, che ha quindi lanciato un nuovo monito a Teheran: "Se non  raggiungeremo un accordo, le useremo, e le useremo in modo molto  efficace".

Premier Libano: "Raid Idf al sud rafforzano nostra determinazione per tregua"

"Questa dolorosa perdita rafforza la nostra determinazione sulla necessità di giungere nel più breve tempo possibile a un cessate il fuoco che protegga il Libano e la nostra gente nel sud". Lo scrive su X il primo ministro libanese Nawaf Salam in merito all'attacco delle forze israeliane sulla città di Nabatieh, nel sud del Paese, dove è stato colpito anche un ufficio della Sicurezza di Stato, uccidendo almeno 10 membri delle forze di sicurezza.    Salam ha espresso le sue condoglianze ai familiari della vittime e alla Direzione Generale della Sicurezza dello Stato.

Borse europee, chiudono in cauto rialzo tranne Londra

I mercati sembrano credere nella possibilita' di successo del negoziato tra Iran e Usa ma sono molto prudenti: domani inizieranno le trattative in Pakistan e nonostante lo Stretto di Hormuz resti bloccato c'e' una leggera speranza in una pacifica risoluzione del conflitto. Parigi archivia la seduta a +0,17%, Francoforte a +0,13%. Milano maglia rosa e' in rialzo dello 0,59%. Londra in leggero calo, a -0,01%.

Iran, Pichetto: "Su gas sono tranquillo, non c'è condizione carenza"

"Noi non abbiamo la condizione di carenza: io sono tranquillo per quanto  riguarda la fornitura di gas".  E' quanto ha spiegato, ai microfoni di  'Radio24', il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica,  Gilberto Pichetto Fratin. "Per il petrolio possono esserci delle  disfunzioni dovute ad alcuni blocchi. Vorrei però ricordare che solo una  settimana fa abbiamo rilasciato, in solidarietà, 10 milioni di barili  di petrolio, circa il 12% del nostro stoccaggio. Pertanto, le misure si  prendono quando manca".

Borsa Milano: chiude in rialzo, Ftse Mib +0,5%

Chiusura in rialzo per la Borsa di Milano spinta dalle speranze che la tregua del conflitto tra Stati Uniti e Iran regga e in vista dei colloqui di pace attesi nel weekend in Pakistan. Gli investitori tornano a credere anche a una possibile ripresa dei colloqui tra Russia e Ucraina dopo l'annuncio della tregua alle ostilita' per la Pasqua ortodossa. Il Ftse Mib guadagna sul finale lo 0,59% a 47.609,36 punti. In evidenza sul listino, Buzzi (+5,66%) e Brunello Cucinelli (+5,25%) all'indomani dei conti e della conferma della guidance. Prysmian (+3,63%) e Stm (+3,47%). Tra gli industriali Stellantis sale del 2,59% mentre Leonardo crolla del 5,27% dopo che Lorenzo Mariani (numero uno di Mbda Italia) e' stato indicato quale amministratore delegato al posto di Roberto Cingolani. Positivi i bancari: Unicredit +2,44%, Intesa Sanpaolo +0,80%, Mps +1,84%. Negativi i principali energetici con Enel ed Eni, all'indomani della conferma dei rispettivi amministratori delegati, che cedono, rispettivamente, lo 0,10% e l'1,96%.

Riad conferma l'attacco iraniano contro un cruciale oleodotto Est-Ovest

L'Arabia Saudita ha confermato che i recenti attacchi iraniani contro le sue infrastrutture petrolifere hanno colpito anche l'unico oleodotto del Paese che esporta petrolio attraverso i terminali del Mar Rosso. Lo scrive Sky News Uk. Il raid risale all'8 aprile.    La decisione di Teheran di chiudere di fatto lo Stretto di Hormuz ha conferito all'oleodotto saudita Est-Ovest un ruolo centrale nel flusso globale di petrolio.    L'oleodotto, in grado di trasportare una parte significativa del petrolio del regno verso i mercati internazionali, si estende dai giacimenti petroliferi sauditi nella parte orientale del Paese fino al porto di Yanbu sul Mar Rosso, aggirando completamente Hormuz.    L'agenzia di stampa statale saudita ha riferito che l'attacco ha causato una perdita di circa 700.000 barili al giorno di volume pompato attraverso l'oleodotto.    "Il protrarsi di questi attacchi provoca carenze di approvvigionamento e rallenta il ritmo della ripresa, compromettendo la sicurezza degli approvvigionamenti per i Paesi dipendenti e contribuendo ad aumentare la volatilità dei mercati petroliferi", ha precisato l'agenzia.

L'esercito dell'Iran pronto a reagire: "Abbiamo il dito sul grilletto"

Il Comando Centrale iraniano, Khatam al-Anbiya, ha dichiarato che le forze armate del Paese hanno "il dito sul grilletto" e sono pronte a contrastare qualsiasi minaccia. Lo riportano diversi media iraniani.    Nella dichiarazione il Comando Centrale iraniano afferma che, a causa delle ripetute violazioni delle promesse da parte di Usa e Israele in passato, le forze armate dell'Iran restano pienamente pronte ad agire. Il comando militare ha avvertito che qualsiasi ulteriore attacco contro Hezbollah in Libano avrà una risposta "devastante" e "dolorosa". Ha inoltre affermato che l'Iran porterà la gestione dello Stretto di Hormuz in una "nuova fase", mantenendone il controllo, e in nessuna circostanza rinuncerà ai propri diritti.

Macron: "Felice di incontrare il Papa, stesse convinzioni sulla pace"

Il presidente francese Emmanuel Macron si è detto, in un post su X,  "molto felice di incontrare Sua Santità papa Leone XIV". "Condividiamo  la stessa convinzione: di fronte alle divisioni del mondo, lavorare per  la pace è un dovere e un imperativo. La Francia si impegnerà sempre per  il dialogo, la giustizia e la fraternità tra i popoli", ha scritto  Macron

Libano, Idf: due soldati feriti in attacco Hezbollah

Due soldati delle forze israeliane (Idf) sono rimasti feriti in un  attacco con un drone attribuito a Hezbollah nel sud del Libano. I  militari, riporta il Times of Israel, hanno confermato che un riservista  è rimasto gravemente ferito e un altro soldato ha riportato ferite  lievi in un attacco con un drone imbottito di esplosivo.

Negoziati Iran, ulteriore giorno di festività a Rawalpindi

Le autorità pakistane hanno esteso fino all'11 aprile i giorni di festa a  Rawalpindi, città-gemella della capitale Islamabad e importante centro  militare del Paese, in vista dell'arrivo delle delegazioni di Stati  Uniti e Iran per i negoziati di pace. Lo ha riferito il sito di Dawn,  precisando che la decisione è stata presa dal governo del Punjab per  motivi di sicurezza. Come ha spiegato il vice commissario, Hassan Waqar,  tutti i servizi - compresi quelli di emergenza - resteranno comunque  operativi.  Già nei giorni  precedenti era stata disposta la chiusura di uffici pubblici, oltre alla  sospensione delle normali attività lavorative, per due giorni, il 9 e  10 aprile, a Islamabad e Rawalpindi in vista dell'avvio dei negoziati.

Amnesty: "Autorità israeliane garantiscano passaggio sicuro Global Sumud Flotilla"

“La Global Sumud Flotilla è un potente simbolo di solidarietà  internazionale con la popolazione palestinese nella Striscia di Gaza,  che sta subendo un genocidio e un blocco disumano ormai prossimo al  diciannovesimo anno. Le autorità israeliane devono garantire il  passaggio sicuro di queste persone attiviste disarmate e difensore dei  diritti umani. Non devono ripetersi le intercettazioni illegali e le  detenzioni arbitrarie compiute da Israele nel 2025, inclusi il sequestro  della Madleen e di altre imbarcazioni partecipanti alla Global Sumud  Flotilla, né le violenze e i maltrattamenti inflitti lo scorso ottobre  alle persone attiviste durante la detenzione”. Così Erika Guevara-Rosas,  alta direttrice delle campagne e delle ricerche di Amnesty  International, alla vigilia della missione della Global Sumud Flotilla,  che il 12 aprile salperà nuovamente nell’ambito di un’iniziativa civile  "coordinata per porre fine al blocco illegale imposto da Israele sulla  Striscia di Gaza occupata". Con oltre 70 imbarcazioni e 3.000  partecipanti provenienti da 100 paesi, la missione comprende una flotta  medica dedicata composta da 1.000 professionisti sanitari, che  trasportano forniture essenziali per assistere un sistema sanitario  gravemente compromesso. La missione "intende fornire assistenza alla  popolazione palestinese nella Striscia di Gaza durante il genocidio in  corso imposto da Israele e decenni di apartheid". “In  quanto potenza occupante, Israele - continua - ha l’obbligo legale di  garantire alla popolazione palestinese della Striscia di Gaza un accesso  senza ostacoli agli aiuti umanitari, dai beni di prima necessità alle  forniture salvavita, eppure continua a ignorare apertamente i propri  obblighi giuridici e le misure provvisorie vincolanti ordinate dalla  Corte internazionale di giustizia, in violazione del diritto  internazionale”.

Sono 10 membri forze di sicurezza morti in raid di Israele oggi nel sud Libano

Un attacco israeliano, uno dei diversi attacchi di oggi nella città di Nabatieh, nel sud del Libano, ha ucciso almeno 10 membri delle forze di sicurezza statali, secondo quanto riferito all'Afp da una fonte interna alle stesse forze. L'agenzia statale Nna aveva precedentemente indicato 8 morti.

Starmer, Gb e Qatar impegnati in prima fila per la riapertura di Hormuz

Regno Unito e Qatar sono impegnati fianco a fianco ad assicurare "un forte sostegno" alle iniziative internazionali collettive volte a "riaprire lo Stretto di Hormuz e a garantire il principio della libertà di navigazione". Lo ribadisce Downing Street, dando conto degli incontri avuti nelle ultime ore a Doha dal premier britannico Keir Starmer con l'emiro del Qatar, Sheikh Bin Hamad Al Thani, e con il primo ministro, Sheikh Mohammed Bin Abdulrahman, prima di ripartire per Londra a conclusione di un tour di tre giorni nei Paesi arabi alleati del Golfo.     Iniziative nell'ambito delle quali la Gran Bretagna rivendica un ruolo guida, testimoniato nelle scorse settimane dalla "convocazione" di una quarantina "di partner" in incontri promossi per pianificare "i passi politici, militari e logistici necessari" a dar vita a una sorta di coalizione navale destinata nelle intenzioni a presidiare la futura piena riapertura dello Stretto. Il tutto sullo sfondo di un "cessate il fuoco che ha offerto qualche sollievo, ma deve essere ora consolidato e trasformato in una pace duratura"     Starmer ha poi sottolineato la "solidarietà" del suo Paese e il contributo alla difesa del Qatar "dagli ingiustificabili attacchi dell'Iran", condotti in risposta alla guerra di Usa e Israele. Non senza sottolineare l'azione "difensiva" dello "Squadrone aereo congiunto" costituito da Regno Unito e Qatar.

Cambi: euro chiude in rialzo oltre 1,17 dollari

L'euro chiude in rialzo oltre 1,17 dollari, raggiungendo il suo livello piu' alto da fine febbraio e dirigendosi verso un guadagno settimanale di quasi l'1,5% nei confronti del dollaro Usa, in attesa dei negoziati per il cessate il fuoco tra Usa e Iran questo fine settimana. Il principale negoziatore ucraino ha segnalato progressi nei colloqui con la Russia, suggerendo che una risoluzione del conflitto potrebbe essere raggiunta prima del previsto. I negoziatori statunitensi e iraniani si incontreranno domani, sebbene le tensioni rimangano elevate. Teheran continua il suo blocco quasi totale dello Stretto di Hormuz, mentre il presidente Usa Trump ha adottato un tono duplice, esprimendo ottimismo su un possibile accordo ma avvertendo successivamente l'Iran riguardo alle nuove tasse imposte sulle navi che transitano nella via navigabile vitale. Sul fronte della politica monetaria, l'aumento dei prezzi del petrolio ha alimentato timori d'inflazione, portando i mercati a scontare una Bce piu' aggressiva, con i trader che prevedono almeno due aumenti dei tassi entro la fine del 2026. La moneta unica passa di mano a 1,1728 dollari (+0,22%) e a 186,69 yen (+0,38%). Dollaro/yen a 159,19 (+0,14%).

Iran, proteste contro prezzi: in Irlanda centinaia stazioni servizio senza carburante

Almeno 250 stazioni di servizio in Irlanda hanno esaurito le scorte di  carburante, diretta conseguenza delle proteste contro l'impennata dei  prezzi causata dalla guerra in Medio Oriente. Kevin McPartlan,  responsabile di Fuels for Ireland, un'associazione di categoria, ha  dichiarato alla Cnn che le proteste hanno causato "enormi disagi" alle  consegne di carburante in tutto il Paese e che il numero di stazioni di  servizio senza rifornimento potrebbe raggiungere le 500 entro la fine  della giornata. Per quattro  giorni questa settimana il traffico su ampie tratte autostradali in  tutta l'Irlanda è stato bloccato da camion e trattori di  autotrasportatori e agricoltori, infuriati per l'aumento dei prezzi del  gasolio. Alcuni video sui social hanno mostrato turisti scendere dalle  auto per raggiungere a piedi l'aeroporto di Dublino in mezzo a lunghe  code di auto. Il primo  ministro irlandese (Taoiseach), Micheal Martin, ha dichiarato  all'emittente pubblica Rte che il Paese ora è "sull'orlo" di dover  rifiutare le consegne di petrolio "nel bel mezzo di una crisi globale  dell'approvvigionamento petrolifero".

Cnn: "Telefonata tesa fra Trump e Netanyahu sul Libano"

Une telefonata "tesa", la terza fra Donald Trump e Benyamin Netanyahu questa settimana con al centro il Libano. Secondo quanto riportato da Cnn. I due leader ieri si sono sentiti e Netanyahu ha capito che se non avesse richiesto colloqui diretti con il Libano, Trump avrebbe potuto semplicemente dichiarare il cessate il fuoco. Martedì Trump aveva sentito Netanyahu prima di annunciare la tregua, e il premier israeliano aveva fatto pressione affinché il Libano fosse escluso.

Ghalibaf: "Stop attacchi al Libano e sblocco asset iraniani prima avvio negoziati"

"Due delle misure concordate reciprocamente tra le parti devono essere ancora attuate: un cessate il fuoco in Libano e il rilascio degli asset iraniani bloccati prima dell'inizio dei negoziati. Queste due questioni devono essere soddisfatte prima che i negoziati inizino". Lo scrive sui social il presidente del parlamento iraniano MB Ghalibaf, che insieme al ministro Araghchi guiderà la delegazione iraniana ai colloqui con gli Usa.

Governo, M5s: "Meloni sospenda Memorandum militare con Israele"

"Lunedi' si rinnova per altri cinque anni il memorandum di cooperazione militare siglato nel 2005 tra Italia e Israele, ma il governo puo' notificare la sua intenzione di denunciarlo in ogni momento per avviare la procedura di sospensione. Il governo ha il dovere politico e morale di farlo dopo che le forze armate del criminale di guerra genocida Netanyahu hanno sparato contro i nostri soldati in Libano, hanno sterminato trecento residenti di Beirut in pochi minuti e continuano a colpire il Paese per boicottare il cessate il fuoco tra Usa e Iran da cui dipende la stabilita' economica globale". A dirlo sono i capigruppo M5s nelle commissioni Esteri e Difesa di Senato e Camera, Alessandra Maiorino, Francesco Silvestri e Arnaldo Lomuti. "Il mondo intero, Italia inclusa, e' ostaggio di Netanyahu che ci spara perfino addosso, e il governo Meloni non ha il coraggio e la dignita' di tutelare l'interesse nazionale sospendendo ogni cooperazione militare con questo pazzo fuorilegge? Dove sta il patriottismo di questo governo?", conclude una nota.

Il 21 aprile convocata una videocall dei ministri dei Trasporti Ue

Una riunione d'emergenza dei ministri dei Trasporti dell'Ue è stata convocata per il prossimo 21 aprile. La riunione si terrà in videocall ed è prevista alle 9.30. L'incontro analizzerà l'impatto della crisi energetica in Medio Oriente sui trasporti in Europa, a cominciare da quello del settore aereo.

Trump loda Palantir per le sue capacità di combattimento in guerra

"Palantir ha dimostrato di possedere grandi capacità belliche e attrezzature eccellenti. Basta chiedere ai nostri nemici". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth facendo affondare per qualche istante i titoli Palantir a Wall Street, arrivati a perdere il 6% prima di recuperare e cedere l'1,9%.

Confitarma: "Due settimane di apertura Hormuz importanti ma è solo primo passo"

"È chiaro che l'apertura dello stretto di Hormuz è fondamentale, fondamentale per l'economia occidentale, forse per l'economia mondiale. Vedremo come saranno gli sviluppi. E' chiaro che due settimane di apertura è un punto importante ma non può che essere un primo passo". Lo ha detto il presidente di Confitarma Mario Zanetti, delegato all'Economia del mare di Confindustria e amministratore di Costa Crociere, a margine del convegno BeDigital a bordo di Costa Toscana.     Sul tema del convegno, la digitalizzazione, Zanetti sottolinea che "si tratta di uno degli elementi fondamentali per la competitività dell'economia del mare, del settore marittimo in particolare e delle imprese che ci lavorano". "È uno dei fattori abilitanti la competitività - aggiunge - in un comparto che rappresenta oltre l'11% del Pil italiano e coinvolge oltre 200.000 imprese, quindi è un elemento su cui investire e inserire quella che è l'ultima fase della rivoluzione digitale che è l'intelligenza artificiale che secondo i dati è adottata in Europa meno che negli altri blocchi occidentali e orientali, circa al 20% e l'Italia è ancora sotto, attestata al 16%. Accelerare su questi temi è fondamentale".   Di questo e della centralità dell'economia del mare e di Genova e della Liguria in questo settore, si parlerà anche la settimana prossima nell'evento organizzato da Confindustria a Genova il 16 e e 17 aprile.

Iran, Vance: "Stati Uniti non disponibili a prese in giro". VIDEO

Iran, Vance: "Stati Uniti non disponibili a prese in giro" | Video Sky - Sky TG24

Iran, Vance: "Stati Uniti non disponibili a prese in giro" | Video Sky - Sky TG24

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Iran, media: "Usa chiederanno rilascio americani detenuti"

La Casa Bianca intende chiedere il rilascio dei cittadini americani detenuti in Iran nell'ambito dei prossimi negoziati petr porre fine alla guerra nel Golfo. Non e' ancora chiaro con quanta insistenza i funzionari dell'amministrazione eserciteranno pressioni su Teheran, riporta il Washington Post che cita fonti preoccupate che, qualora i negoziati si rivelassero difficili, la questione del rilascio dei prigionieri finisca per essere rimandata sine die. Si ritiene che siano almeno sei gli americani detenuti in Iran e i funzionari Usa si dicono fiduciosi che siano liberati come gesto di buona volonta' da parte di Teheran. La situazione dei prigionieri e' diventata sempre piu' precaria nelle ultime cinque settimane. Due, il sessantunenne Kamran Hekmati e il 49enne Reza Valizadeh, sono reclusi nel carcere di Evin, il famigerato complesso di Teheran che ospita migliaia di prigionieri politici. Valizadeh, con doppia cittadinanza, aveva lasciato l'Iran nel 2009 e lavorava come giornalista per Radio Farda, emittente finanziata dal governo statunitense. E' stato arrestato dopo essere tornato nel paese nel 2024 per far visita ai suoi anziani genitori. E' stato successivamente condannato a 10 anni di reclusione con l'accusa di "collaborazione con un governo ostile", un'accusa vaga che, secondo le organizzazioni per i diritti umani, viene spesso utilizzata per colpire i cittadini con doppia cittadinanza che criticano il governo. Hekmati e' un gioiellere accusato di aver viaggiato in Israele dei dieci anni precedenti.

Inviato Iran a Tass: "I colloqui potrebbero durare 2-3 giorni"

I colloqui tra l'Iran e gli Stati Uniti in Pakistan potrebbero durare due o tre giorni: lo ha dichiarato alla Tass Abdul Majid Hakim Elahi, inviato della Guida Suprema. "Forse negozieranno per due o tre giorni, poi torneranno nei loro paesi per proseguire le discussioni con i propri funzionari", ha affermato.

Maga si ribellano a Trump: "È il momento di mettere nonno in una casa di riposo"

"Potrebbe essere arrivato il momento di mettere il nonno in una casa di riposo". Candance Owen, ex fedelissima di Donald Trump, replica così all'attacco del presidente ai suoi ex alleati, dalla stessa Owen a Marjorie Taylor Green, passando per Tucker Carlson, Alex Jones e Megyn Kelly.      "Il presidente è impazzito. Ho combattuto a fianco di Carlson, Owens e Jones per contribuire all'elezione di Trump e ora il presidente si lancia in un delirio sconclusionato attaccandoci tutti in un colpo solo", le ha fatto eco Taylor Greene. "Mi rattrista vedere che si è trasformato completamente rispetto all'uomo che era", ha aggiunto Alex Jones precisando che Trump "si sta lasciando tirare per il naso da Netanyahu. La guerra in Iran è un disastro totale, un colpo durissimo per l'America".    In un post durissimo, Trump ha attaccato  Owen, Green, Carlson, Jones e Kelly. "Sono persone stupide. Sono dei pazzi e dei guastafeste: e direbbero qualsiasi cosa pur di ottenere un po' di pubblicità gratuita ed economica", ha detto il presidente.

Usa, messaggio di Trump: "Il più potente reset del mondo"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha postato un messaggio misterioso su Truth, scrivendo: "Il piu' potente reset del mondo". Il post e' inviato nel giorno della partenza del vicepresidente James David Vance e dei negoziatori statunitensi per il Pakistan, dove, da domani, si discutera' discuteranno del cessate il fuoco e della pace con l'Iran.

Borsa: Milano (+0,54%) e l'Europa riducono i rialzi con Wall Street incerta

Piazza Affari ha limato i guadagni (+0,54%) al pari delle altre Borse europee (Francoforte e Parigi +0,41%) sulla scia dell'andamento senza un direzione di Wall Street. Il mercato ha assunto una posizione attendista soprattutto in vista dei negoziati, dopo la tregua fra Usa e Iran, in programma da domani in Pakistan, con l'attenzione concentrata sullo stretto di Hormuz. E' sullo snodo delle forniture di petrolio e gas che dipendono le prospettive dell' economia mondiale e le scelte delle banche centrali,  come ha dimostrato il dato sull'inflazione Usa, salita a marzo per il balzo registrato dal prezzo del gas. Il petrolio intanto è poco mosso col Wti a 98 dollari e il Brent a 96 dollari al barile. In deciso calo invece il gas (Ttf -6,3% a 40 euro) .     Debole il dollaro: l'euro è scambiato a 1,172 biglietti verdi. In leggero aumento i rendimenti dei titoli di Stato con lo spread Btp-Bund cresciuto a 77,8 punti base.

Media: "Parlamento iraniano propone il pagamento dei pedaggi per Hormuz in rial"

Il capo della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, Ibrahim Azizi, ha dichiarato che, in base a una proposta parlamentare, le tariffe di transito attraverso lo Stretto di Hormuz verrebbero pagate in rial, la valuta nazionale iraniana. Lo riporta Al Jazeera citando un post su X del consolato generale iraniano a Mumbai.    Alcuni analisti hanno riferito ad Al Jazeera che Iran e Cina stanno attivamente cercando di minare il dominio globale del dollaro statunitense. Secondo diverse fonti citate dall'emittente qatariota, nell'ambito del regime di pedaggio di fatto introdotto dalle autorità iraniane durante il blocco dello stretto in seguito agli attacchi israelo-americani, alle navi commerciali venivano addebitate tariffe di transito in yuan cinesi.    Non è chiaro quante navi abbiano effettuato pagamenti in yuan durante il blocco, ma al 25 marzo - secondo quanto riportato questa settimana da Lloyd's List - almeno due lo avevano fatto.

Iran, viceministro esteri: "No a tregua che consenta riarmo nemici"

“L'Iran non vuole un cessate il fuoco che permetta a un aggressore di  riarmarsi e colpire di nuovo, e sottolineiamo che qualsiasi accordo deve  includere garanzie per prevenire una ripresa delle ostilità". Così il  viceministro degli Esteri iraniano, Takht-Ravanchi, secondo quanto  riporta l’agenzia di stampa Mehr. “L'Iran sostiene la diplomazia e il  dialogo, ma respinge i colloqui basati su informazioni errate o  qualsiasi processo che possa aprire la strada a una nuova aggressione”,  ha continuano il viceministro.

Iran, lunedì commissione commissari Ue dedicata a conflitto

La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha deciso  di dedicare il collegio dei commissari del prossimo 13 aprile a  discutere della situazione nel Medio Oriente e del suo impatto  sull'Unione Europea. Lo ha annunciato la portavoce dell'esecutivo Ue  Paula Pinho, durante il briefing con la stampa a Bruxelles. Sarà  l'occasione, ha spiegato, per prendere atto delle attività che la  Commissione sta mettendo in campo per "affrontare la situazione attuale  dall'energia ai trasporti, alle migrazioni e alla sicurezza interna" e  gli altri campi impattati dal conflitto innescato dall'attacco di  Israele e Usa contro l'Iran, seguito dall'attacco di Israele al Libano,  in risposta alle offensive di Hezbollah. Il dibattito orientativo sulla Cina, che era in agenda per lunedì, è stato rimandato.

Iran, Lapid a Europa: "A Teheran la cautela è letta come debolezza"

"In Europa si parla di cautela e diplomazia, ma a Teheran questo non  viene letto come sfumatura. Viene letto come esitazione, come  debolezza". Lo afferma Yair Lapid, già primo ministro di Israele e  leader del partito centrista Yesh Atid, in un’intervista pubblicata oggi  dal magazine Setteottobre.com, nella quale invita i Paesi europei ad  assumere una posizione più netta nei confronti dell’Iran. Secondo  Lapid, quella rappresentata da Teheran e dai suoi proxy "non riguarda  soltanto Israele, ma investe direttamente le democrazie occidentali". Il  leader dell’opposizione israeliana mette in guardia contro il rischio  di sottovalutare attori che, afferma, combinano "un’ideologia radicale  con il terrorismo e una strategia a lungo termine molto chiara per  cancellarci dalla faccia della terra". Nell’intervista,  Lapid sostiene che Iran e gruppi alleati siano "attori ideologici con  una visione del mondo fondamentalmente opposta alla democrazia liberale,  al pluralismo, ai diritti delle donne, ai diritti delle persone  omosessuali, ai diritti delle minoranze e alla libertà di religione". A  suo giudizio, per l’Europa il rischio non è soltanto quello del  terrorismo, ma anche "l’erosione dei valori democratici". "Quando le  democrazie hanno paura di definire la minaccia, diventano più deboli  nell’affrontarla", osserva. Lapid  affronta poi il tema del confine tra critica a Israele e antisemitismo.  "La linea viene superata quando a Israele vengono negati diritti  riconosciuti a ogni altra nazione. Quando si mette in discussione il  nostro stesso diritto a esistere, non è più critica: è antisemitismo",  afferma, aggiungendo che "rifiutarsi di denunciarlo è codardia e  bancarotta morale". Quanto al  conflitto in corso, l’ex premier israeliano lo definisce "giusto e  necessario" e afferma che Israele si aspetta di avere al proprio fianco i  Paesi alleati. "Se il mondo libero la tratta come un problema solo di  Israele, finirà per scoprire che Israele era soltanto il primo  bersaglio, non l’ultimo", conclude.

Wp: "Usa chiederanno all'Iran il rilascio dei detenuti americani"

Gli Stati Uniti intendono chiedere all'Iran il rilascio dei detenuti americani nell'ambito delle trattative a Islamabad. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti.

Netanyahu: "Spagna ha scelto di schierarsi contro di noi"

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha accusato la Spagna di "ostilita'" nei confronti del suo Paese, dopo aver annunciato l'esclusione di Madrid dal meccanismo internazionale di monitoraggio della tregua nella Striscia di Gaza. "La Spagna ha ripetutamente scelto di schierarsi contro Israele. Chi attacca lo Stato di Israele invece di contrastare i regimi terroristici non sara' nostro partner nel plasmare il futuro della regione", ha dichiarato Netanyahu in un videomessaggio. Il premier ha accusato Madrid, con cui Israele ha pessime relazioni, di "ipocrisia" e "ostilita'", e ha annunciato l'esclusione dei rappresentanti spagnoli dal centro istituito per monitorare il cessate il fuoco entrato in vigore il 10 ottobre tra Israele e il movimento islamista palestinese Hamas a Gaza.

Idf: "Uccisi più di 1.400 militanti di Hezbollah in Libano dal 2 marzo"

Dall'inizio dell'operazione "Leone Ruggente", l'Idf ha eliminato oltre 1.400 militanti di Hezbollah in Libano. Lo affermano le stesse Forze di Difesa israeliane in un comunicato.    "Finora i nostri soldati hanno smantellato più di 4.300 infrastrutture terroristiche e localizzato oltre 250 armi, tra cui razzi a lungo raggio, missili anticarro, lanciagranate Rpg e ordigni esplosivi", si legge.

Ue condanna nuovi insediamenti israeliani in Cisgiordania

La decisione del gabinetto di sicurezza israeliano di approvare la creazione di 34 nuovi insediamenti nella Cisgiordania occupata "e' illegale secondo il diritto internazionale e compromette gravemente le prospettive di pace e della soluzione a due Stati". Lo afferma in una dichiarazione un portavoce del Servizio europeo per l'azione esterna, il servizio diplomatico dell'Ue. L'Unione europea "condanna fermamente" le azioni unilaterali di Israele "volte ad ampliare la propria presenza in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est", e invita il governo di Tel Aviv a "revocare tali decisioni, a rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e a proteggere la popolazione palestinese dei territori occupati". Il portavoce esprime inoltre condanna anche per la violenza continua e crescente dei coloni contro i civili palestinesi, e afferma che l'Ue "ribadisce il proprio impegno per una pace globale, giusta e duratura basata sulla soluzione dei due Stati". 

Iran, videoconferenza ministri Trasporti Ue il 21 aprile

I ministri dei Trasporti Ue terranno una riunione informale in videoconferenza il 21 aprile per discutere l'impatto dei recenti sviluppi geopolitici in Medio Oriente sul sistema e sul settore dei trasporti dell'Ue. Lo fa sapere il Consiglio dell'Unione europea. La riunione avra' luogo alle 9.30 del mattino. Gia' i ministri dell'Energia avevano tenuto una riunione dedicata alle stesse questioni lo scorso 31 marzo.

Netanyahu contro Madrid: "Non resteremo in silenzio di fronte a chi ci attacca"

"Israele non resterà in silenzio di fronte a chi ci attacca". Lo dichiara il premier israeliano Benyamin Netanyahu accusando la Spagna di aver "diffamato i nostri eroi, i soldati delle Forze di difesa israeliane, i soldati dell'esercito più morale del mondo".    Il primo ministro spiega così la decisione di "allontanare i rappresentanti spagnoli dal centro di coordinamento di Kiryat Gat, dopo che la Spagna ha ripetutamente scelto di schierarsi contro Israele". "Coloro che attaccano lo Stato di Israele invece dei regimi terroristici non saranno nostri partner per il futuro della regione. Non sono disposto a tollerare questa ipocrisia e ostilità. Non intendo permettere a nessun Paese di intraprendere una guerra diplomatica contro di noi senza pagarne immediatamente il prezzo", conclude Netanyahu.

Madrid: "Assurde e calunniose le critiche di Israele contro premier Sanchez"

Il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, ha definito "assurde e calunniose verso la Spagna" le parole del ministro israeliano della Diaspora e la lotta all'antisemitismo, Amichai Chikli, contro il premier Pedro Sanchez, ricordando che il governo iberico ha condannato "tutte le violazioni dei diritti umani".   In un messaggio su X, Chikli aveva sostenuto che l'esecutivo spagnolo si fosse allineato al "male assoluto", in riferimento a Iran, Hamas ed Hezbollah. "Non ci sono parole per esprimere il disprezzo che provo per te, Sei un completo e assoluto signor nessuno", aveva scritto il ministro israeliano, in risposta a un messaggio sullo stesso social in cui Sanchez condannava l'offensiva contro il Libano.    In dichiarazioni all'emittente pubblica Tve, Albares ha replicato a Chikli che Madrid ha votato tutte le sanzioni al regime iraniano, tra cui anche la Guardia Rivoluzionaria, perché "sia inclusa come gruppo terroristico da parte dell'Unione Europea"; ha condannato le esecuzioni di oppositori e ha richiesto "la cessazione immediata" del lancio di missili e droni in Medio Oriente, oltre alla riapertura dello stretto di Hormuz.    "Ma con la stessa forza diciamo a Israele che ciò che sta facendo in questi momenti in Libano è tentare di mandare all'aria la trattativa che si aprirà a Islamabad" domani, ha detto il capo della diplomazia spagnola.   Albares ha di nuovo denunciato la "violazione flagrante del diritto internazionale umanitario" da parte di Israele, reclamando "un minimo di umanità" e di porre fine ai bombardamenti di ospedali e "in maniera indiscriminata contro la popolazione civile".   "Naturalmente Israele ha diritto alla pace e alla sicurezza", ha anche detto l'esponente del governo iberico, "ma è esattamente lo stesso diritto che hanno il popolo palestinese e quello libanese", ha aggiunto Albares, che ha nuovamente sollecitato la sospensione immediata dell'Accordo di Associazione tra l'Unione Europea e Israele.

Beirut: "8 membri forze di sicurezza uccisi da raid di Israele nel sud"

Almeno 8 membri delle forze di sicurezza libanesi sono stati uccisi negli attacchi aerei israeliani nella città di Nabatieh, nel sud del Libano. Lo riporta l'agenzia di stampa nazionale Nna.    L'agenzia ha descritto una "serie di intensi attacchi aerei" da parte di Israele, tra cui uno contro un ufficio della Sicurezza di Stato, che ha perso otto dei suoi effettivi. Un fotografo dell'Afp ha osservato danni significativi al complesso amministrativo nel centro della città, dove era scoppiato un incendio.

Wall Street: apre mista dopo rialzo inflazione Usa a marzo

Wall Street apre mista dopo il dato sull'inflazione Usa. La guerra in Iran ha riacceso l'inflazione negli Stati Uniti: a marzo e' salita dello 0,9% su base mensile in linea con le stime e contro il precedente 0,3%. Su base annua, e' balzata al 3,3% sempre in linea con le previsioni. A febbraio era stata del 2,4%. Anche la componente 'core', osservato speciale della Fed per le sue decisioni di politica monetaria, e' salita ma meno delle stime: a marzo su base congiunturale ha segnato il +0,2% come a febbraio mentre gli analisti prevedevano lo 0,3%. Nei primi scambi l'indice Dow Jones segna -0,27% con 48.053,75 punti, lo S&P +0,11% con 6.832,37, mentre il Nasdaq +0,43% con 6.832,37.

Borsa: Europa resta positiva dopo inflazione Usa e attende i negoziati, Milano +0,65%

Le Borse europee si mantengono positive al pari dei futures Usa dopo l'indice Cpi sull'inflazione americana che come da attese è salito sulla spinta dei prezzi dell'energia. Poco mosso il rendimento del titolo di Stato americano con scadenza due anni, di solito il più sensibile a eventuali modifiche della politica monetaria della Fed.    Gli investitori guardano soprattutto ai negoziati fra Usa e Iran previsti in Pakistan del weekend anche per capire se si sbloccherà il passaggio delle navi nello  stretto di Hormuz.    Francoforte sale dello 0,81%, Parigi dello 0,68% e Londra dello 0,4%.    Milano guadagna lo 0,65% con Brunello Cucinelli (+6,15%) che svetta trascinando nel lusso Moncler (+2,81%) grazie ai ricavi migliori delle attese e alla conferma della guidance. Bene anche Prysmian, promossa da Ubs (+3,46%), e Stm (+2,2%), quest'ultima insieme agli altri semiconduttori dopo i buoni risultati della taiwanese Tmsc. Giù Avio e Leonardo rispettivamente del 5,2 e del 4,27%. Cede anche Eni (-2,2%) mentre il petrolio viaggia poco sopra 97 dollari.

Vance avverte l'Iran: "Non prendeteci in giro ai negoziati"

Jd Vance ha avvertito l'Iran di non "prendere in giro" gli Stati Uniti ai negoziati prima di partire per il Pakistan. "Se vogliono giocare, sappiano che noi non ci staremo", ha detto il vice presidente americano.

Israele esclude Spagna da quartier generale Kiryat Gat (2)

A riportarlo sono i media israeliani. Molti paesi europei, tra cui la Spagna, hanno una piccola presenza militare presso il CMCC. La mossa rappresenta l'ultima escalation nella disputa diplomatica tra i due Paesi, le cui relazioni sono fortemente tese dall'inizio della guerra di Gaza, scatenata dall'invasione del sud di Israele guidata da Hamas il 7 ottobre 2023. I rapporti tra Gerusalemme e Madrid si sono progressivamente deteriorati nei due anni successivi, a causa della crescente rabbia e frustrazione del governo spagnolo nei confronti di Israele per la guerra di Gaza. Madrid aveva vietato la vendita e l'acquisto di equipaggiamento militare con Israele fin dall'inizio della guerra; tuttavia, lo scorso settembre, il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato misure per sancire legalmente tale divieto. Sa'ar ha criticato la Spagna, accusandola di seguire "una linea ostile e anti-israeliana", dopo la quale anche Madrid ha richiamato il proprio ambasciatore.I l mese scorso, la Spagna ha definitivamente richiamato il proprio ambasciatore in Israele. Questa settimana ha rimandato l'ambasciatore in Iran. Durante la guerra con l'Iran, la Spagna ha chiuso il suo spazio aereo agli aerei statunitensi coinvolti negli attacchi contro l'Iran, un passo che andava oltre il precedente rifiuto di consentire l'utilizzo delle basi militari gestite congiuntamente.

Media: "Spaccatura in Iran su composizione e mandato della delegazione"

Alti funzionari iraniani sono in disaccordo sulla composizione e l'autorità della delegazione che negozierà con gli Stati Uniti a Islamabad. Lo riporta in esclusiva Iran International, media di opposizione basato a Londra, secondo informazioni ricevute. Il comandante in capo delle Guardie Rivoluzionarie, Ahmad Vahidi - scrive Iran International -, sta cercando di limitare l'autorità di Mohammad Bagher Ghalibaf e del ministro degli Esteri Abbas Araghchi nei colloqui. Vahidi ha anche spinto per l'inclusione di Mohammad Bagher Zolghadr, segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, nella delegazione negoziale, una mossa osteggiata dagli attuali membri, che lo ritengono privo dell'esperienza necessaria per le negoziazioni strategiche. Allo stesso tempo, Vahidi e il comandante delle Forze Aerospaziali delle Guardie Rivoluzionarie hanno sottolineato che la delegazione deve evitare qualsiasi negoziazione sul programma missilistico iraniano. 

Israele esclude Spagna da quartier generale Kiryat Gat

Citando l'"ossessione anti-israeliana" della Spagna e le sue politiche durante la campagna israelo-americana contro l'Iran, il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar ha annunciato che a Madrid non sarà consentito partecipare al Centro di Coordinamento Civile-Militare (CMCC) di Kiryat Gat. Il CMCC è il centro multinazionale che sovrintende al cessate il fuoco a Gaza. "Il governo Sanchez ha un pregiudizio anti-israeliano così palese da aver perso ogni capacità di essere un attore utile nell'attuazione del piano di pace del presidente Trump e nel centro CMCC che opera nell'ambito di tale piano", ha dichiarato Sa'ar. La Spagna è stata formalmente informata della decisione, ha affermato il Ministero degli Esteri, aggiungendo che anche gli Stati Uniti erano stati informati in anticipo.

Vance in partenza per Islamabad: "Credo che i negoziati saranno positivi"

"Non vediamo l'ora che inizino i negoziati. Credo che saranno positivi". Lo ha detto il vicepresidente statunitense Jd Vance, parlando ai giornalisti prima della partenza per Islamabad, dovre prenderà parte ai negoziati come membro della delegazione americana. "Se gli iraniani sono disposti a negoziare in buona fede e a tendere una mano, è un conto. Se invece cercheranno di prenderci in giro, scopriranno che la nostra delegazione non è poi così disponibile - ha spiegato Vance - Il Presidente ci ha fornito delle linee guida piuttosto chiare, e vedremo come andrà".

Vance: "Se Teheran è in buona fede pronti a tendere la mano"

Il vicepresidente Usa JD Vance è in partenza per il Pakistan per colloqui con l'Iran e ha detto ai giornalisti: "Penso che sarà positivo". "Come ha detto il presidente degli Stati Uniti, se gli iraniani sono disposti a negoziare in buona fede, noi siamo certamente disposti a tendere la mano. Se cercheranno di prenderci in giro, scopriranno che la squadra negoziale non è così ricettiva". Il presidente "ci ha dato delle linee guida piuttosto chiare".

Segretario Hezbollah: "Il governo cessi le concessioni gratuite a Israele"

Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha esortato il governo libanese a cessare le "concessioni gratuite" a Israele, in vista dell'avvio dei negoziati tra i due governi previsto per la prossima settimana a Washington.

"Non accetteremo un ritorno alla situazione precedente e chiediamo ai funzionari di smettere di offrire concessioni gratuite", ha affermato Qassem in un messaggio scritto trasmesso dall'emittente affiliata al partito, Al-Manar Tv. 

Papa: "Non è cristiano chi lancia le bombe" (2)

"Aiutateci" ha anche detto il Papa ai vescovi caldei di Baghdad riuniti a Roma per il loro sinodo che dovrà eleggere il loro nuovo Patriarca -, a ricordare che non saranno le azioni militari a creare spazi di libertà o tempi di pace, ma solo la paziente promozione della convivenza e del dialogo tra i popoli". Leone ha anche raccomandato ai vertici della chiesa irachena, di "accompagnare i fedeli laici, provvedendoli di cure pastorali, perché si sentano incoraggiati, nonostante tutte le prove, a restare saldi nella fede e a rimanere nei loro territori. Questo è importante per tutta la Chiesa - ha sottolineato - , perché le regioni in cui è sorta la luce della fede non possono fare a meno dei cristiani, che stanno al Medio Oriente come le stelle al cielo. Si diradino le nubi che oscurano questa luce: i cristiani in tutto il Medio Oriente siano rispettati, non solo a parole: godano di vera libertà religiosa e di piena cittadinanza, senza essere trattati da ospiti o da cittadini di seconda classe!".

Media: "Attacco di Hezbollah danneggia scuola vuota nel nord di Israele"

Un attacco di Hezbollah proveniente dal Libano ha danneggiato un edificio scolastico vuoto a Deir al-Asad, nella regione dell'Alta Galilea, nel nord di Israele. Lo riporta Haaretz. 

Ft: “Aeroporti Ue a rischio carburante se Stretto Hormuz non riapre entro tre settimane”

Il Financial Times, che ha visionato una lettere inviata dall'associazione Aci Europe al commissario europeo ai trasporti Apostolos Tzitzikostas, riporta che gli scali europei rischiano una carenza "sistemica" di carburante per aerei se lo Stretto di Hormuz non verrà completamente riaperto entro tre settimane. Le riserve di carburante per aerei si stanno esaurendo mentre "l'impatto delle attività militari" sta mettendo ulteriormente a dura prova le forniture

Aeroporti Ue a rischio carburante se Hormuz non riapre in 3 settimane

Aeroporti Ue a rischio carburante se Hormuz non riapre in 3 settimane

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Media: "Dubai limita voli internazionali fino 31 maggio"

Dubai ha imposto restrizioni ai voli internazionali fino al 31 maggio, una misura che colpisce in particolare le compagnie aeree indiane. Lo riferisce Reuters precisando che le limitazioni riguardano il numero di voli autorizzati verso l'emirato, con effetti diretti sui ricavi dei vettori stranieri e in particolare di quelli indiani, che rappresentano una quota significativa del traffico passeggeri verso l'hub del Golfo. Secondo fonti del settore citate dall'emittente britannica, le autorità di Dubai hanno comunicato le nuove disposizioni attraverso lettere inviate alle compagnie aeree, senza tuttavia fornire indicazioni pubbliche dettagliate sulle motivazioni. Le compagnie indiane risultano tra le più penalizzate, considerando che l'India è stata nel 2025 il principale mercato di origine dei passeggeri per l'aeroporto internazionale di Dubai. Un'associazione di vettori ha chiesto misure reciproche, sollecitando le autorità indiane a valutare eventuali restrizioni nei confronti delle compagnie emiratine.

Teheran: "Base dei colloqui è la nostra proposta in 10 punti"

La base dei colloqui tra Washington e Teheran sono i dieci punti della proposta presentata dall'Iran. Lo ha ribadito il viceministro degli Esteri iraniano Takht-Ravanchi a Press Tv, ribadendo che il suo Paese sostiene la diplomazia e il dialogo, ma respinge i negoziati "basati su informazioni errate" o "qualsiasi processo che possa aprire la strada a una nuova aggressione". L'Iran non vuole un cessate il fuoco "che permetta all'aggressore di riarmarsi e colpire di nuovo" e sottolinea che "qualsiasi accordo deve includere garanzie per prevenire una ripresa delle ostilità".

Il traffico a Hormuz resta basso nonostante la tregua con gli Usa

Il traffico navale nello Stretto di Hormuz resta limitato e sotto stretto controllo dopo l'annuncio di un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, senza segnali di una ripresa significativa delle attivita' commerciali, secondo un rapporto della societa' di analisi marittima Windward. Il documento evidenzia che la tregua non ha portato a un ritorno alla normalità: le rotte commerciali standard risultano in gran parte inutilizzate e la situazione appare come una pausa controllata, con il controllo operativo ancora in vigore. L'8 aprile sono state tracciate solo cinque navi portarinfuse in uscita dallo stretto, tutte transitate attraverso un corridoio gestito dai Guardiani della rivoluzione iraniani, e non lungo le normali rotte commerciali. Movimenti limitati sono stati osservati anche il giorno successivo, prevalentemente con unità di piccole dimensioni o legate a operazioni iraniane. Tra i principali fattori che frenano la ripresa del traffico vi è l'aumento dei premi assicurativi per il rischio di guerra, che continua a scoraggiare il ritorno delle principali compagnie di navigazione. Secondo i dati, circa 3.200 navi restano bloccate a ovest dello stretto, tra cui quasi 800 petroliere e cargo. Il periodo tra l'8 e il 10 aprile è indicato come una fase di test: un eventuale aumento dei transiti senza incidenti potrebbe portare a una revisione del rischio da parte degli operatori. Una successiva finestra decisionale, tra l'11 e il 14 aprile, dipenderà dalla tenuta della tregua. Anche nello scenario più favorevole, lo smaltimento delle navi in attesa richiederà settimane, mentre il ritorno ai livelli normali del commercio globale potrebbe richiedere mesi.

Segretario Hezbollah: "Invasione di terra israeliana ha fallito"

Il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, ha rivolto un messaggio alla nazione libanese all'indomani dell'annuncio di colloqui con Israele dalla settimana prossima. "Il nemico israeliano si è dimostrato incapace sul campo di battaglia contro i coraggiosi eroi della Resistenza e ha fallito nel suo tentativo di portare a termine l'invasione di terra che aveva ripetutamente annunciato", ha detto Qassem.

"Il nemico, nella sua aggressione durata più di quaranta giorni, non è riuscito a impedire che razzi, missili e droni raggiungessero i suoi insediamenti, sia vicini che lontani, fino ad Haifa e oltre - ha aggiunto il segretario - Il nemico è stato colto di sorpresa dalle tattiche della Resistenza, dalla flessibilità dei movimenti dei combattenti, dalle loro capacità difensive e dal loro leggendario coraggio". "La mobilitazione di centomila soldati israeliani non aiuterà il nemico a realizzare l'occupazione; al contrario, essi saranno ridotti a cadaveri e resti sparsi", ha concluso Qassem.

Hezbollah al governo libanese: "Basta concessioni gratuite a Israele"

Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha chiesto oggi al governo libanese di smettere di fare "concessioni gratuite" a Israele, in vista dell'inizio dei negoziati tra i due governi a Washington la prossima settimana. "Non accetteremo un ritorno alla situazione precedente e chiediamo ai funzionari di smettere di offrire concessioni gratuite", ha dichiarato Qassem in un messaggio scritto trasmesso dall'emittente televisiva del partito, Al-Manar, nel quale ha anche denunciato la "sanguinosa criminalità di mercoledì", quando gli attacchi israeliani hanno ucciso più di 300 persone in Libano. 

Papa: "Non è cristiano chi lancia le bombe"

"Siete segni di speranza in un mondo segnato da violenze assurde e disumane, che mosse dall'avidità e dall'odio, dilagano con ferocia proprio nelle terre che hanno visto sorgere la salvezza", "profanate dalla blasfemia della guerra e dalla brutalità degli affari, senza riguardo per la vita della gente, ritenuta al massimo effetto collaterale dei propri interessi. Ma nessun interesse può valere la vita dei più deboli", "aiutateci a proclamare chiaramente che Dio non benedice alcun conflitto" che "chi è cristiano non sta mai dalla parte di chi ieri impugnava la spada e oggi lancia le bombe". Così il Papa ai vescovi di Baghdad. 

India: "Profondamente preoccupati dalle notizie di vittime civili in Libano"

L'India si è detta "profondamente preoccupata dalle notizie di un elevato numero di vittime civili in Libano" dopo gli attacchi delle truppe israeliane nel Paese. "Siamo profondamente preoccupati dalle notizie di un elevato numero di vittime civili in Libano. In quanto Paese che contribuisce con truppe all'Unifil e che ha a cuore la pace e la sicurezza del Libano, l'evolversi degli eventi è molto allarmante", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri indiano, Randhir Jaiswal, ripreso dall'Indian Express e altre testate. 

Israele: "La Spagna non potrà entrare al Centro di coordinamento per Gaza"

Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar, ha annunciato che alla Spagna non sarà consentita la partecipazione al Centro di coordinamento civile-militare di Kyriat Gat, centro strategico che sovrintende al cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. "Il governo Sanchez ha un pregiudizio anti-israeliano così palese da aver perso ogni capacità di essere un attore utile nell'attuazione del piano di pace del presidente Trump e all'interno del centro che opera nell'ambito di tale piano", afferma Sa'ar. Il titolare degli Esteri di Tel Aviv ha aggiunto che la Spagna è stata formalmente informata della decisione, precisando che gli Stati Uniti, che guidano il Centro di Kyriat-Gat, erano stati avvertiti in anticipo del provvedimento. 

Teheran: "Il nostro piano in 10 punti concordato come base dei negoziati"

Il piano in 10 punti proposto dall'Iran è stato concordato come base per i negoziati: lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri Majdi Takht Ravanchi alla vigilia dei colloqui domani a Islamabad tra Usa e Iran. Lo riporta Iran International. "Abbiamo sempre accolto con favore la diplomazia, ma non i colloqui basati su false informazioni volte all'inganno", ha affermato, aggiungendo che Teheran non appoggia un cessate il fuoco che consenta all'avversario di riarmarsi e riprendere gli attacchi. 

Media: "A Beirut uccisi anche pasdaran, erano lì per coordinare attacchi"

Diversi membri delle Guardie Rivoluzionarie iraniane sono rimasti uccisi nei recenti raid israeliani su Beirut. Lo afferma, citata da Iran International, l'emittente libanese Mtv che lo ha appreso da fonti informate. Il servizio giornalistico afferma che i deceduti operavano in Libano ed erano responsabili della supervisione delle operazioni di Hezbollah durante i raid su larga scala dell'8 aprile. 

Barrot: "Non deve pagare frustrazione Israele per tregua"

Il Libano non deve pagare il prezzo della frustrazione di Israele per il cessate il fuoco raggiunto tra Stati Uniti e Israele. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri francese Jean Noel Barrot in un'intervista al quotidiano francese La Croix, nel condannare "con la massima fermezza" i massicci attacchi mortali contro il Libano dell'8 aprile, affermando che il Paese non deve pagare il prezzo della frustrazione di Israele per il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Israele. Per il capo della diplomazia francesi, questi attacchi sono "tanto più intollerabili in quanto minano il cessate il fuoco temporaneo" tra Teheran e Washington. Barrot ha anche esortato l'Iran a "cessare di terrorizzare Israele attraverso Hezbollah, che a sua volta deve consegnare le armi allo Stato libanese", argomentando che "il Libano non dovrebbe essere il capro espiatorio di un governo israeliano irritato da un cessate il fuoco a cui si oppone". "La distruzione sistematica del Libano non porterà alla distruzione di Hezbollah. Al contrario, lo rafforzera'", ha avvertito il ministro francese. 

Financial Times: aeroporti "a secco" se Hormuz non riapre in 3 settimane

Gli aeroporti europei rischiano una carenza "sistemica" di carburante per aerei se lo Stretto di Hormuz non verrà completamente riaperto entro tre settimane, ha avvertito il settore. Lo riporta il Financial Times. ACI Europe, che rappresenta gli aeroporti dell'UE, ha dichiarato che le riserve di carburante per aerei si stanno esaurendo, mentre "l'impatto delle attivita' militari sulla domanda" sta ulteriormente mettendo a dura prova le forniture. In una lettera visionata dal Financial Times, l'associazione ha avvertito il commissario europeo per i trasporti, Apostolos Tzitzikostas, delle "crescenti preoccupazioni del settore aeroportuale in merito alla disponibilità di carburante per aerei, nonché della necessità di un monitoraggio e di un'azione proattiva da parte dell'UE". Se il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz "non riprendera' in modo significativo e stabile entro le prossime tre settimane, una carenza sistemica di carburante per aerei diventerà realtà per l'UE", si legge nella lettera. Nel testo si aggiunge che l'avvicinarsi dell'alta stagione estiva, "quando il trasporto aereo è fondamentale per l'intero ecosistema turistico da cui dipendono molte economie" della Ue, ha intensificato queste preoccupazioni.

Oms: "Rassicurazioni ospedali Beirut non saranno colpiti"

L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato di aver ricevuto rassicurazioni sul fatto che due ospedali di Beirut situati nel distretto di Jnah, interessato da un ordine di evacuazione dell'esercito israeliano, non saranno bersaglio di attacchi. Si tratta dell'ospedale universitario pubblico Rafic Hariri e dell'ospedale al-Zahraa, I circa 450 pazienti ricoverati presso il Rafic Hariri e l'ospedale al-Zahraa, di cui 40 in terapia intensiva, non sono stati evacuati "perché non era fattibile", ha affermato Abdinasir Abubakar, rappresentante dell'Oms in Libano. Il direttore generale dell'Oms aveva precedentemente chiesto a Israele di revocare l'ordine di evacuazione per il distretto di Jnah. "Abbiamo ricevuto rassicurazioni, in particolare dal Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr), sul fatto che l'ospedale non sarà preso di mira", ha dichiarato Mohammad Zaatari, direttore dell'ospedale Rafic Hariri. Ha confermato all'Afp che il suo ospedale, la più grande struttura medica pubblica del Libano, non sarebbe stato evacuato.

Starmer: "Ho discusso con Trump anche opzioni militari per Hormuz"

Il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato di aver discusso di "opzioni militari" per rendere nuovamente navigabile lo Stretto di Hormuz nel corso di una telefonata di ieri sera col presidente americano Donald Trump. "Stiamo mettendo insieme una coalizione di Paesi, lavorando a un piano politico e diplomatico, ma anche valutando le capacità militari e la logistica per il transito effettivo delle navi attraverso lo Stretto", ha dichiarato Starmer, che si trova in visita in Qatar. 

Hezbollah: "Avanti fino a stop aggressione Israele-Usa"

Decine di razzi lanciati dal sud del Libano hanno preso di mira diversi insediamenti israeliani nelle ultime ore, in particolare nella Galilea. Gli attacchi che finora hanno colpito Kiryat Shmona, Metula, Misgav Am e Avivim sono stati rivendicati da Hezbollah. In una dichiarazione diffusa sul canale Telegram, il gruppo armato sciita pro-Iran ha promesso che "questi attacchi continueranno finché non cesserà l'aggressione israelo-americana contro il Paese e il suo popolo". Hezbollah ha sottolineato che si tratta di una "risposta" alla violazione da parte di Israele dell'accordo di cessate il fuoco mediato dal Pakistan, raggiunto da Usa e Iran. Hezbollah ha affermato, inoltre, di aver colpito con un suo missile "un gruppo di soldati nemici israeliani a est del centro di detenzione di Khiam", nel Libano meridionale.

Ue: "Garantire libertà di navigazione, Paesi del Golfo strategici"

"La libertà di navigazione deve essere garantita in linea con il diritto internazionale". Lo afferma il portavoce della Commissione europea Anouar El Anouni nel corso del briefing giornaliero con la stampa, reiterando la dimensione "strategica" del partenariato tra Ue e i Paesi del Golfo, evidenziata dalla recente visita dell'Alta rappresentante Ue Kaja Kallas in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti, unita "all'intensa attività ministeriale" dall'inizio della crisi e "all'attività del nostro Rappresentante speciale dell'Ue per il Golfo, Luigi Di Maio".

Libano, Ue: "Bene colloqui con Israele. Diplomazia unica via"

L'Unione europea ha commentato positivamente la prospettiva di colloqui diretti tra Israele e Libano. "Come Ue, accogliamo con favore l'annuncio israeliano sull'avvio di colloqui di pace con il Libano, che di per sé rappresenta uno sviluppo positivo", ha dichiarato il portavoce della commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, nel briefing quotidiano con la stampa. "Attendiamo con interesse l'inizio concreto dei colloqui e i loro esiti. La diplomazia rimane l'unica via percorribile e tutte le parti devono impegnarsi seriamente e in buona fede per raggiungere una soluzione globale in linea con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite", ha aggiunto il portavoce Ue. "Per quanto riguarda la situazione in Libano, chiediamo l'immediata cessazione degli attacchi, che hanno già causato gravi danni a civili e infrastrutture civili", ha poi aggiunto. "E' evidente che tutte le parti debbano rispettare pienamente il diritto internazionale umanitario, garantendo la protezione dei civili, delle infrastrutture civili, dei caschi blu delle Nazioni Unite, in particolare della missione Unifil, e del personale umanitario. In quanto Ue siamo pronti a intensificare e mobilitare tutti i nostri sforzi diplomatici verso questo obiettivo, in stretta collaborazione con i nostri partner internazionali", ha concluso.

Beirut ribadisce: "Colloqui con Israele solo dopo il cessate il fuoco"

Un alto funzionario dell'ufficio del presidente libanese ha confermato alla Bbc che il Libano parteciperà ai negoziati diretti con Israele la prossima settimana solo se, e soltanto se, verrà prima raggiunto un cessate il fuoco. La data e l'ora della riunione non sono ancora state stabilite. 

Professori di pediatria: "Israele e Usa violano i diritti dell'infanzia"

I professori ordinari di pediatria italiani si scagliano contro la guerra in atto in Medio Oriente. "Il nostro ruolo di medici dell'infanzia ci impone di prendere posizione di fronte a una tragedia umanitaria che colpisce in modo inaccettabile i bambini". In un comunicato, i docenti criticano le operazioni militari condotte dal governo israeliano, "sostenute politicamente e militarmente dagli Stati Uniti", colpevoli di produrre "effetti devastanti sulla popolazione civile". A fare le spese del conflitto in Medio Oriente sono soprattutto i più piccoli. "Le evidenze parlano di un numero altissimo di vittime in età pediatrica, di ospedali colpiti, di sistemi sanitari messi in ginocchio", una "violazione sistemica dei diritti dell'infanzia e del diritto internazionale". In quanto "testimoni della vulnerabilità e del valore assoluto della vita dei bambini", gli ordinari affermano che "rendere inaccessibili le cure mediche, impedire l'arrivo di aiuti essenziali, esporre i bambini a fame, sete e traumi estremi rappresenta una responsabilità ingiustificabile". Ritenendo "inaccettabile" ogni narrazione che "normalizzi la distruzione di vite infantili", i professori chiedono un "cessate il fuoco immediato, la piena protezione dei civili e il ripristino immediato dell'accesso alle cure, all'acqua e ai beni essenziali".

MarineTraffic: "Dal cessate il fuoco 15 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz"

Un totale di 15 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz da quando, martedì sera, è stato annunciato un cessate il fuoco di due settimane nella guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. E' quanto risulta dai dati del sito web di monitoraggio MarineTraffic citati da Bbc Verify, la sezione di fact checking  dell'emittente inglese. Il dato si confronta con una media di quasi 140 navi al giorno prima dello scoppio del conflitto. Delle 15 navi transitate, quattro sono petroliere che trasportavano petrolio, gas o prodotti chimici. Le restanti sono navi portacontainer di vario tipo. La chiusura di fatto dello stretto da parte dell'Iran, avvenuta dopo l'inizio del conflitto cinque settimane fa, ha lasciato bloccate nel Golfo quasi 800 navi, la maggior parte delle quali cariche di merci, secondo gli analisti marittimi di Lloyd's List. 

Idf, ucciso comandante artiglieria Nasr di Hezbollah

Le forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito di aver eliminato il comandante dell'artiglieria dell'Unità Nasr di Hezbollah, Ali Kamel Aber Alhassan. Lo ha annunciato il portavoce delle Idf, dopo aver dichiarato che l'esercito israeliano ha eliminato più di 40 terroristi del gruppo armato sciita pro Iran nel corso dell'ultima settimana. La stessa fonte ha aggiunto che sono stati distrutti piu' di 200 lanciarazzi appartenenti all'organizzazione terroristica in Libano e che sono stati eliminati oltre 250 membri del suo corpo di artiglieria, tra cui 15 comandanti di vari settori.

Idf: "Siamo in stato di guerra con Hezbollah, non in cessate il fuoco"

Le Idf "sono in stato di guerra" contro Hezbollah in Libano, "non in cessate il fuoco". Lo ha affermato il capo di Stato maggiore dell'Esercito israeliano, il generale Eyal Zamir, durante una visita ieri alla periferia di Bint Jbeil, dove sono in corso i combattimenti con i militanti del 'Partito di Dio, e precisando: Continuiamo a combattere qui in questo settore, questa è la nostra zona di combattimento primaria".

"In Iran - ha poi aggiunto in un video diffuso questa mattina - siamo in cessate il fuoco, e possiamo tornare a combattere lì in qualsiasi momento, e in modo molto potente".

Ripresi collegamenti ferroviari Teheran-Mashhad

La linea ferroviaria Teheran-Mashhad è stata riaperta. Lo ha riferito la televisione iraniana citando l'ufficio relazioni pubbliche delle Ferrovie. I collegamenti erano stati interrotti prima della scadenza dell'ultimatum dato dal presidente americano Donald Trump, nel timore di attacchi alle infrastrutture.

Mezzaluna Rossa: "In Iran oltre 125 mila siti civili danneggiati"

Pirhossein Kolivand, capo della Mezzaluna Rossa iraniana, ha dichiarato che un totale di 125.630 siti civili sono stati colpiti in tutto il paese negli attacchi israelo-americani contro l'Iran, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Irna. Secondo Kolivand, 23.500 dei siti danneggiati sono centri commerciali e uffici, mentre 339 sono strutture sanitarie, tra cui ospedali, farmacie, laboratori, centri medici e pronto soccorso. 

Berlino: "Contatti con Iran per sostenere il processo diplomatico"

"Non abbiamo mai chiuso le relazioni con l'Iran, ma avevamo interrotto le comunicazioni. Ora ci saranno colloqui diretti per chiarire le nostre posizioni, e il nostro interesse è che la fine della guerra arrivi il più presto possibile". Lo ha detto il portavoce del cancelliere tedesco Sebastian Hille, in conferenza stampa a Berlino, rispondendo alle domande sulla circostanza che Friedrich Merz ha annunciato la ripresa delle comunicazioni della Germania con Teheran. "Si vede come la situazione sia volatile e perciò è molto importante che il processo venga accompagnato diplomaticamente", ha continuato, sottolineando che "c'è un lungo percorso da affrontare". 

Iran: "Khamenei ha posto come condizione che Ghalibaf guidi i negoziati con gli Usa"

Il vicepresidente del Parlamento iraniano Mahmoud Nabavian ha affermato che Mojtaba Khamenei ha posto come condizione che il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, guidasse i negoziati con gli Stati Uniti. Lo riferisce Iran International. Nabavian ha dichiarato: "Le nostre condizioni sono state comunicate alla parte pakistana... e ci hanno detto che Trump le ha accettate", aggiungendo che la decisione di un cessate il fuoco e dei colloqui è stata presa dalla leadership iraniana. 

Idf colpirà ambulanze usate da Hezbollah, Sos ospedali

L'esercito israeliano minaccia di colpire le ambulanze in Libano, accusando Hezbollah di farne un "ampio uso militare", mentre gli ospedali di Beirut sono sommersi di feriti da curare. In un post su X, il portavoce militare israeliano Avichay Adraee ha affermato che Israele agirà in conformità con il diritto internazionale contro qualsiasi attività militare condotta da Hezbollah, incluso l'uso di strutture mediche e ambulanze. Tuttavia l'esercito israeliano non ha fornito alcuna prova a sostegno di tale affermazione. La minaccia è giunta mentre arriva un SOS dagli ospedali di Beirut, in grande difficoltà per l'alto numero di feriti da assistere dopo i massicci attacchi israeliani dell'8 aprile. I medici degli ospedali della capitale libanese avvertono di un peggioramento della crisi, con la carenza di forniture essenziali mentre i raid israeliani devastano Beirut e le aree circostanti. Due giorni fa, centinaia di persone si sono precipitate all'ospedale dell'Università Americana di Beirut dopo che le forze israeliane hanno bombardato oltre 100 obiettivi in tutto il Paese in dieci minuti, nonostante l'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. "In meno di un'ora abbiamo ricevuto circa 76 feriti. Purtroppo, sei non ce l'hanno fatta", ha dichiarato ad Al Jazeera Salah Zeineldine, primario dell'ospedale, mentre la struttura diventava un "punto di riferimento" per le vittime dei raid dell'Idf. Zeineldine ha sottolineato che molti dei pazienti in condizioni critiche all'ospedale sono bambini. Il più grande aveva 12 anni, mentre i due pazienti ricoverati direttamente in terapia intensiva sono neonati: uno di pochi mesi e l'altro di poche settimane. Il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani in Libano di mercoledì è salito a 303 morti e 1.150 feriti, secondo gli ultimi dati diffusi nelle scorse ore dal ministero della Salute libanese.

Alla consolle del war game di Trump

Non sappiamo se tra due settimane o già in questo weekend – Donald Trump, si sa, bombarda a prescindere da tregue e trattative – l’Iran sarà riportato all’età della pietra. Il capo dell’Amministrazione americana, assiso alla consolle del war game, col Cristo sempre in bocca nei suoi discorsi e l’arma sempre pronta, pregusta di spegnere la civiltà di Zoroastro e di Hosseyn.

Alla consolle del war game di Trump

Alla consolle del war game di Trump

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Un Women: "Sempre più donne vittime dell'escalation del conflitto in Medio Oriente"

"Chiediamo la de-escalation del conflitto in Medio oriente, la protezione di tutti i civili, l'accesso umanitario senza impedimenti, azioni umanitarie sensibili al genere, e che la tregua di due settimane in Iran diventi la base per una pace giusta, duratura e completa per tutte le donne e le ragazze della regione". E' quanto dichiara Un Women, l'agenzia delle Nazioni Unite per l'uguaglianza di genere dopo gli attacchi  israeliani in tutto il Libano, che hanno ucciso e ferito centinaia di persone solo questa settimana, comprese donne e ragazze. Un Women  chiede "una pace duratura e giusta nella regione,  che tuteli i diritti, la sicurezza e la dignità di tutte le donne e ragazze" . "Dal  28 febbraio, quando un bombardamento ha colpito la scuola primaria a Minab e ucciso 168 ragazze,  centinaia di altre donne sarebbero state uccise in tutta la regione - dice l'agenzia Onu - In Iran sarebbero state uccise 204 donne; mentre in Libano, 102 donne sarebbero state uccise prima del bombardamento dello scorso 8 aprile".  "Donne e ragazze sarebbero state uccise anche in Bahrain, Iraq, Israele, Kuwait, nei territori palestinesi occupati e negli Emirati Arabi Uniti. Milioni sono state inoltre costrette a fuggire dalle loro case, tra cui si stima fino a 1,6 milioni in Iran e 620.000 in Libano. Lo sfollamento le sta esponendo a rischi gravi, per le situazioni di sovraffollamento, insicurezza e mancanza di assistenza sanitaria. La distruzione delle infrastrutture civili nella regione sta ulteriormente limitando l'accesso a rifugi sicuri, acqua potabile e servizi essenziali.. Inoltre, l'insicurezza alimentare è diventata un problema sempre più urgente dovuto alla volatilità dei prezzi, alle catene di approvvigionamento interrotte e al calo del potere d'acquisto in una regione fortemente dipendente dalle importazioni".

Libano, Unicef: "600 bambini morti e feriti da inizio guerra"

Quasi 600 bambini sono stati uccisi o feriti in Libano dallo scoppio dell'ultima guerra tra Israele e Hezbollah, il 2 marzo. Lo riporta l'Unicef spiegando che nei soli raid israeliani condotti mercoledì più di 30 bambini sono stati uccisi e quasi 150 sono rimasti feriti.

In una nota, l'Unicef ha affermato che sta ricevendo segnalazioni di bambini estratti dalle macerie, mentre altri risultano dispersi e separati dalle loro famiglie. Molti stanno vivendo un trauma, avendo perso i propri cari, le proprie case e qualsiasi senso di sicurezza, prosegue l'Unicef. In tutto il Libano oltre un milione di persone sono state sfollate, tra cui circa 390mila bambini, molti per la seconda, terza o addirittura quarta volta. ''Il diritto internazionale umanitario è chiaro: i civili, compresi i bambini, devono essere protetti in ogni momento'', sottolinea l'Unicef.

Da Suez a Hormuz, l’importanza globale degli stretti

Secondo il quotidiano statunitense The New York Times il cessate il fuoco di due settimane siglato il 7 aprile tra Stati Uniti e Iran rappresenta un “colpo” alla credibilità di Washington. Ad oggi infatti Teheran sembra mantenere il controllo sullo stretto di Hormuz, strategico per i traffici commerciali globali, mentre lo smantellamento dell’arsenale nucleare e del programma missilistico iraniano restano temi “irrisolti”.

Il quotidiano ha raccolto l’opinione di diversi esperti in relazioni internazionali sulla percezione di "sconfitta" americana nel conflitto aperto il 28 febbraio scorso e se ci siano analogie con quella del Regno Unito nel 1956, quando il fallito tentativo di forzare l'apertura del Canale di Suez contribuì ad accrescere la percezione secondo cui Londra stesse perdendo il ruolo di potenza globale.

Da Suez a Hormuz, l’importanza globale degli stretti

Da Suez a Hormuz, l’importanza globale degli stretti

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Media, missile dal Libano causa black out nel nord di Israele

Un missile lanciato dal Libano ha colpito una linea elettrica a Metula, nel nord di Israele, causando un'interruzione di corrente, ha dichiarato un funzionario locale. L'esercito israeliano ha affermato che 25 razzi sono stati lanciati dal Libano verso il nord di Israele dalla mezzanotte. Lo riporta Haaretz. 

Tajani: "Il governo in prima linea per la de-escalation in Medio Oriente"

"Il quadro internazionale è particolarmente complesso. Le guerre in Medio Oriente e in Ucraina, le tensioni commerciali e gli shock economico-finanziari che ne stanno derivando, sono una sfida molto gravosa per il Paese, per le famiglie e le imprese. La nostra priorità è sostenere le famiglie e le imprese esposte al rincaro del prezzo dell'energia". Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un messaggio inviato all'evento "Le Competenze come motore di innovazione e identità" promosso dalla Made in Italy Community fondata da Roberto Santori. Tajani sottolinea che "il governo è in prima linea nell'impegno internazionale per favorire la de-escalation e ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz". 

Tajani

©Ansa

Libano, Idf: "Colpiremo le ambulanze, sono usate da Hezbollah"

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno minacciato di prendere di mira le ambulanze in Libano, sostenendo che sono ''ampiamente utilizzate'' da Hezbollah ''per scopi militari''. Con un post su 'X', il portavoce in lingua araba delle Idf, Avichay Adraee, ha dichiarato che Israele agirà in conformità con il diritto internazionale contro qualsiasi attività militare condotta da Hezbollah, compreso l'utilizzo di strutture mediche e ambulanze. Le Idrf non hanno fornito prove della loro tesi.

Preoccupazione di Barrot e dell'omologo pachistano per il Libano

Il ministro degli Esteri pachistano, Mohammad Ishaq Dar, e il capo della diplomazia francese, Jean-Noël Barrot, "hanno espresso preoccupazione per le gravi violazioni del cessate il fuoco in Libano e hanno sottolineato l'importanza dell'attuazione completa e del rispetto del cessate il fuoco" nel corso di un colloquio telefonico. Ad annunciarlo è stato il ministero degli Esteri pachistano su X. 

Barrot, si legge nel post, "si è congratulato con il Pakistan per il ruolo avuto nel raggiungimento dell'accordo iniziale di cessate il fuoco e ha espresso il suo sostegno agli sforzi continui del Pakistan in favore di un percorso diplomatico verso una pace e una stabilità durature nella regione". 

Teheran: "Non partecipiamo a negoziati se continuano raid in Libano"

L'Iran non parteciperà ai negoziati in Pakistan senza che venga rispettato un cessate il fuoco "su tutti i fronti", compreso il Libano. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran Esmaeil Baghaei ponendo una condizione per i colloqui con gli Stati Uniti a Islamabad per la pace in Medio Oriente. "Il governo pakistano ha invitato entrambe le parti a recarsi a Islamabad per tenere questi colloqui, che sono attualmente in fase di revisione e pianificazione", ha dichiarato Baghaei, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale Tasnim.

"Tuttavia, lo svolgimento di questi colloqui è indubbiamente subordinato all'ottenimento di garanzie che gli Stati Uniti rispetteranno i propri obblighi di cessate il fuoco su tutti i fronti". ha aggiunto. "Gli Stati Uniti sono impegnati a porre fine alla guerra su tutti i fronti, compreso quello in Libano, e qualsiasi azione o posizione contraria a questo impegno costituirebbe una violazione degli impegni assunti dagli Stati Uniti", ha sottolineato.

Madrid esorta l'Iran a partecipare "in buona fede" ai negoziati di pace

Il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, ha esortato Iran a partecipare "in buona fede" ai colloqui con gli Stati Uniti, domani in Pakistan, per porre fine al conflitto in Medio Oriente, dopo che il regime degli Ayatollah ha minacciato di disertarli, se non sarà incluso il Libano nell'accordo di cessate il fuoco. "Esorto Iran a partecipare, ma naturalmente il Libano deve essere incluso" nei negoziati, ha affermato Albares in dichiarazioni ai cronisti al suo arrivo oggi al Senato per riferire sulla guerra nella regione e sull'accordo su Gibilterra nella post-Brexit, come ha già fatto ieri al Congresso. Albares ha insistito sul fatto che Teheran debba prendere parte ai negoziati per ottenere che "il cessate il fuoco sia permanente". Ma ha segnalato che, nella fragile tregua di due settimane raggiunta mercoledì fra Stati Uniti e Iran, il fatto che Israele continui a bombardare il Libano significa che "non vuole dare neanche un secondo di speranza, non vuole dare una tregua né pace". Il capo della diplomazia spagnola ha inoltre escluso che la Nato possa partecipare a un'operazione militare per riaprire lo stretto di Ormuz, controllato dall'Iran, alla quale ha aperto ieri il segretario generale dell'Alleanza atlantica, Mark Rutte. "La Nato non ha alcuna partecipazione in questa guerra. Noi alleati non siamo stati né informati né consultati" da Rutte, ha rilevato Albares. "Il Medio Oriente non è nel raggio di azione della Nato e, pertanto, non solo noi, ma molti alleati si sono pronunciati nello stesso senso: la Nato non parteciperà a questa guerra", ha insistito il ministro spagnolo. 

Trump: "Gestione pessima a Hormuz, non è questo l'accordo". VIDEO

Pezeshkian: "Apprezziamo le critiche della Turchia agli attacchi contro l'Iran"

"Apprezziamo l'atteggiamento della Turchia nel condannare i brutali attacchi contro l'Iran e, in particolare, la notevole solidarietà della nazione turca nei confronti dell'Iran". Lo ha affermato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, come riferisce l'agenzia turca Anadolu, mentre ieri sera aveva avuto un colloquio telefonico con Recep Tayyip Erdogan dove il leader turco aveva affermato che i colloqui in Pakistan tra Iran e Stati Uniti dovrebbero essere utilizzati per raggiungere una pace duratura. Dopo l'inizio della guerra di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica, Pezeshkian aveva già una volta espresso apprezzamento per delle dichiarazioni del presidente turco Recep Tayyip Erdogan critiche nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu. Il leader turco ha più volte contestato il governo di Israele durante la guerra e nello stesso tempo ha criticato anche gli attacchi di Teheran contro i Paesi del Golfo. Da quando è iniziato il conflitto, il ministero della Difesa turco ha dichiarato che quattro missili dall'Iran diretti verso lo spazio aereo turco sono stati intercettati dal sistema difensivo della Nato, mentre Teheran ha sempre negato di avere colpito la Turchia.

Tasnim: "Notizia dell'arrivo della delegazione iraniana a Islamabad è falsa"

"Le notizie diffuse da alcuni media secondo cui la squadra negoziale iraniana sarebbe arrivata a Islamabad, in Pakistan, per trattare con gli americani, sono completamente false". Lo ha dichiarato una fonte informata all'agenzia iraniana Tasnim. La fonte ha al contempo sottolineato che, finché gli Stati Uniti non rispetteranno l'impegno preso per il cessate il fuoco in Libano e il regime sionista continuerà i suoi attacchi, i negoziati rimarranno sospesi.

In precedenza, il Wall Street Journal aveva riferito che la delegazione iraniana era arrivata nella capitale pakistana e che era formata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. 

Ue: "Bene la tregua, ora strategia per la pace in tutto il Medio Oriente"

L'Ue "accoglie con favore" il cessate il fuoco tra Stati Uniti ed Iran, chiede "l'immediata cessazione delle ostilità in Libano" e invita a "elaborare una strategia globale per una pace duratura in tutto il Medio Oriente". E' quanto afferma una dichiarazione dell'Alta rappresentante per la politica estera Kaja Kallas a nome dei 27, in cui si invita anche a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz "in conformità con il diritto internazionale". "L'Unione europea accoglie con favore il cessate il fuoco concordato dagli Stati Uniti e dall'Iran - afferma la dichiarazione dell'Alta rappresentante -. Esprimiamo apprezzamento per il Pakistan e per gli altri partner regionali per la loro mediazione, che ha contribuito a questo esito positivo. Invitiamo tutte le parti coinvolte a rispettare pienamente il cessate il fuoco in tutta la regione, a cessare tutte le operazioni militari e a garantire pienamente la libertà di navigazione nonché il passaggio libero e sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz, in conformità con il diritto internazionale, come riflesso nella Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare". "Chiediamo inoltre - prosegue - un'immediata cessazione delle ostilità in Libano, che stanno avendo un pesante impatto sulla popolazione civile. Tutte le parti devono rispettare il diritto internazionale umanitario e proteggere i civili e le infrastrutture civili, i peacekeeper delle Nazioni Unite e il personale umanitario. La diplomazia è fondamentale per risolvere tutte le questioni ancora in sospeso. Le parti dovrebbero continuare a impegnarsi in buona fede negli sforzi per raggiungere un accordo sostenibile su tutte le aree di preoccupazione". 

   "È ora il momento di elaborare una strategia globale per una pace duratura in tutto il Medio Oriente - conclude -. L'Unione europea contribuirà a tutti gli sforzi diplomatici in questo ambito, tenendo conto dell'insieme dei propri interessi e delle proprie preoccupazioni, in coordinamento con i partner". 

Iran, media: "Delegazione iraniana arrivata in Pakistan"

La delegazione iraniana è arrivata a Islamabad in vista dei negoziati per il cessate il fuoco con gli Stati Uniti, che dovrebbero iniziare domani. Lo riferisce il Wall Street Journal, secondo cui la rappresentanza è guidata dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. La delegazione di Washington sarà guidata dal vicepresidente JD Vance.

Trump: "Pedaggi a petroliere per attraversare lo Stretto di Hormuz? Farebbero meglio a non farlo"

Donald Trump ha messo in guardia l'Iran dall'imporre pedaggi alle navi che desiderano attraversare lo Stretto di Hormuz. Come riferisce l'Afp, il presidente statunitense ha dichiarato in un messaggio sulla sua piattaforma Truth Social di aver ricevuto "segnalazioni secondo cui l'Iran starebbe imponendo pedaggi alle petroliere che attraversano lo Stretto di Hormuz. Farebbero meglio a non farlo e se lo stanno facendo farebbero meglio a smettere subito!", ha aggiunto Trump nel secondo giorno del fragile cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.

Esercito Australia: "Siamo in grado di schierare una nave a Hormuz"

L'Australia è pienamente in grado di dispiegare una nave militare nello stretto di Hormuz per assicurare il passaggio sicuro di spedizioni vitali di carburanti e di fertilizzanti. Lo assicura il comandante delle forze di difesa australiane, ammiraglio capo Davis Johnston. Il governo potrebbe "assolutamente dispiegare" una nave nella regione se fosse considerata una priorità.

   "Non ho alcuna esitazione nella nostra capacità di operare con un ruolo nello stretto di Hormuz, ma una questione altrettanto importante è: quali sono le nostre priorità? Siamo consapevoli che gli Stati Uniti hanno dispegato una capacità militare enorme nel Golfo e nella regione. Questo è un momento importante per essere presenti nell'Indo-Pacifico per mantenere al sicuro il contesto regionale, ma la questione importante è: quali sono le nostre priorità?" ha aggiunto il comandante. "Questo è per noi un periodo importante per essere presenti nell'Indo-Pacifico per la sicurezza regionale". Il governo di Canberra non ha reso noto se ha ricevuto da Washington richieste dirette di supporto nello stretto, mentre la guerra entra in un tenue cessate il fuoco di due settimane. Prima che iniziasse il cessate il fuoco, il presidente Trump ha detto di sentirsi tradito da alleati degli Stati Uniti, inclusa l'Australia, che hanno mancato di assistere nella guerra.

   Mentre il governo australiano non ha impegnato navi della marina nella regione, il primo ministro Anthony Albanese ha comunicato che il National Security Committee ha prolungato il dispiegamento di aerei di sorveglianza E-7A Wedgetail. 

Perché Netanyahu si oppone con tanta forza al cessate il fuoco?

Israele continua ad attaccare il Libano facendo schricchiolare così gli accordi tra Usa e Iran. Analizziamo le ragioni per le quali il premier israeliano sembra intenzionato a far saltare i negoziati.

Perché Netanyahu si oppone con tanta forza al cessate il fuoco?

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Libano, il capo dell'Idf: "Hezbollah in profondo stato di choc"

Il capo di stato maggiore dell'Idf, il tenente generale Eyal Zamir, ha affermato che Hezbollah è "in profondo stato di shock" e si è disperso dalle sue solite roccaforti nel quartiere di Dahiyeh, nella periferia sud di Beirut. La sua affermazione è giunta durante una visita a Bint Jbeil, nel Libano meridionale, dove l'Idf sta combattendo contro Hezbollah, il gruppo sciita libanese alleato di Teheran. Il tenente generale Zamir ha sottolineato che Hezbollah sta subendo pressioni su più fronti e ha sostenuto che è "isolato" a causa della riduzione del sostegno esterno. Le Forze di difesa israeliane hanno confermato che operazioni sono in corso nel Libano meridionale, con attacchi aerei e attività di terra volte a eliminare le minacce alle comunità israeliane di confine. Il capo di stato maggiore ha inoltre affermato che le forze israeliane hanno colpito obiettivi a Beirut e nella valle della Bekaa, nel Libano orientale. Ha sottolineato, infine, che l'obiettivo dell'esercito è quello di mantenere una zona cuscinetto tra Hezbollah e le comunità israeliane vicino al confine.

Iran, capo dell'Idf: "Possiamo tornare a combattere con grande forza"

"In Iran vige un cessate il fuoco, ma possiamo tornare a combattere in qualsiasi momento e con grande forza": lo ha affermato il capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, in un video diffuso stamattina dall'esercito israeliano. Le dichiarazioni di Zamir in merito al conflitto con l'Iran sono state pronunciate durante una sua visita a Bint Jbeil, nel Libano meridionale, dove l'Idf sta combattendo contro Hezbollah, il gruppo sciita libanese alleato di Teheran.

Libano, capo dell'Idf nel sud: "Qui per combattere, no alla tregua"

I media israeliani riferiscono che il capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf) si trova nel Libano meridionale, definito "il settore di combattimento principale". Sul posto, il tenente generale Eyal Zamir ha gia' parlato con i comandanti alla periferia di Bint Jbeil, nel Libano meridionale. "Le Idf sono in stato di guerra. Non siamo in cessate il fuoco, continuiamo a combattere qui in questo settore, questo è il nostro settore di combattimento principale", ha dichiarato Zamir. Il capo di stato maggiore dell'Idf ha affermato che "siamo ovunque. Così come siamo a Gaza, così come siamo in Siria, siamo anche qui in Libano". 

Morto ex ministro degli Esteri dell'Iran, fu ferito dai raid del 1 aprile

L'ex ministro degli Esteri iraniano Kamal Kharazi è morto ieri a causa delle ferite riportate negli attacchi missilistici statunitensi-israeliani del 1° aprile, secondo quanto riportato dai media iraniani e israeliani. Kharazi, 81 anni, era a capo del Consiglio Strategico per le Relazioni Internazionali, parte del Ministero degli Esteri. Il diplomatico di lungo corso, "rimasto ferito in un attacco terroristico perpetrato dal nemico americano-sionista pochi giorni fa, è morto da martire questa sera", riportano le agenzie Mehr e Isna su Telegram, riprese anche dal Times of Israel. Sua moglie è rimasta uccisa nell'attacco alla loro casa a Teheran, secondo quanto riportato dai media all'epoca. Kharazi è stato inviato iraniano alle Nazioni Unite a New York e successivamente ministro degli Esteri dal 1997 al 2005, sotto la presidenza riformista di Mohammad Khatami. 

Comando navale dei Pasdaran: "Nuova fase della gestione di Hormuz"

Il Comando Navale delle Guardie Rivoluzionarie ha annunciato che la gestione dello Stretto di Hormuz è entrata in una nuova fase. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Tasnim, citando un comunicato pubblicato dal Comando Navale delle Guardie Rivoluzionarie: "In questi due giorni di silenzio militare, nemici e amici hanno compreso che la gestione dello Stretto di Hormuz è entrata in una nuova fase. Se Dio vuole, ringraziamo Dio", recita la nota ufficiale. 

Hormuz

Kuwait: "Attaccati con droni nonostante il cessate il fuoco"

Il Kuwait accusa l'Iran e i suoi alleati di aver lanciato attacchi con droni durante la notte, nonostante il cessate il fuoco di due settimane. Lo ha comunicato ministero degli Esteri kuwaitiano, attraverso una nota diffusa dall'agenzia di stampa statale Kuna. Il ministero degli Esteri del Kuwait afferma che gli attacchi con i droni "hanno preso di mira alcune infrastrutture kuwaitiane vitali giovedì sera". 

Nel frattempo, l'agenzia di stampa statale saudita, la Saudi Press Agency, citando un funzionario anonimo, ha confermato un recente attacco  che ha danneggiato il suo cruciale oleodotto Est-Ovest. Tale oleodotto trasporta il petrolio fino al Mar Rosso, evitando lo Stretto di Hormuz, che l'Iran continua a controllare nonostante la tregua nei combattimenti.

Libano, Idf: "Colpiti 10 lanciamissili usati per sparare contro Israele"

Le Forze di Difesa Israeliane hanno colpito nella notte dieci lanciamissili in Libano, dai quali Hezbollah aveva sparato contro Israele. Lo ha riferito il portavoce delle Idf.

Iran, il ministro pakistano cancella post in cui definiva Israele "maledizione per l'umanità"

Il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif ha cancellato un post su X in cui definiva Israele "una maledizione per l'umanità". Il post pubblicato ieri ha scatenato proteste a Gerusalemme, che ha affermato che metteva in discussione la capacità del Pakistan di mediare tra Stati Uniti e Iran. Nel post, Asif aveva scritto che mentre "a Islamabad sono in corso colloqui di pace, in Libano si sta commettendo un genocidio. Cittadini innocenti vengono uccisi da Israele, prima a Gaza, poi in Iran e ora in Libano, e lo spargimento di sangue continua senza sosta. Spero e prego che coloro che hanno creato questo stato cancerogeno sulla terra palestinese per sbarazzarsi degli ebrei europei brucino all'inferno".

Islamabad si blinda in vista dei colloqui di pace, 10 mila agenti in campo

La capitale del Pakistan è stata posta in stato di massima allerta in vista degli importanti colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran, con le autorità che hanno schierato oltre 10.000 agenti delle forze dell'ordine e imposto severe restrizioni alla circolazione in tutta la città. È stato predisposto un piano di sicurezza a più livelli, supervisionato dall'esercito e supportato dai Pakistan Rangers, dalla polizia e dalle forze paramilitari, per proteggere le delegazioni in visita. Le misure prevedono l'impiego di circa 6.000 agenti della polizia di Islamabad, 3.000 agenti della polizia del Punjab e centinaia di agenti della polizia di frontiera, oltre a truppe dell'esercito e agenti della polizia stradale. Le autorità hanno sigillato tutte le vie di accesso alla 'zona rossa' di Islamabad, area ad alta sicurezza, e solo una è accessibile esclusivamente alle persone autorizzate. Sono stati predisposti percorsi speciali per i delegati in arrivo dall'aeroporto, con un protocollo 'libro blu' che garantisce rigide misure di protezione. Le truppe sono state dispiegate presso gli edifici chiave, con unità di pronto intervento dislocate in tutta la città e sulle colline di Margalla. Le restrizioni si estendono anche al traffico, con le principali arterie stradali chiuse o deviate durante gli spostamenti dei delegati. Le autorità hanno affermato che le misure mirano a garantire la massima sicurezza durante i colloqui di alto livello. 

Iran: notizia arrivo delegazione Teheran a Islamabad è falsa

Teheran nega la notizia diffusa da alcuni media, tra cui il Wall Street Journal, secondo cui la delegazione iraniana sarebbe arrivata a Islamabad in vista dei negoziati con gli Stati Uniti. "La notizia diffusa da alcuni media secondo cui la squadra negoziale iraniana sarebbe arrivata a Islamabad, in Pakistan, per negoziare con gli americani, è completamente falsa", ha dichiarato una fonte ben informata all'agenzia di stampa Tasnim. La stessa fonte, non meglio identificata, ha sottolineato che "finche' gli Stati Uniti non rispetteranno gli impegni presi per il cessate il fuoco in Libano e il regime sionista continuerà i suoi attacchi, i negoziati saranno sospesi". La stessa linea è stata espressa ieri dal regime di Teheran.

Trump: "pessimo lavoro" in gestione petrolio a Hormuz

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che l'Iran sta facendo un "pessimo lavoro" nel consentire il passaggio del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. "Questo non è l'accordo che abbiamo!", ha affermato Trump in un post su Truth Social.

Allerta antiaerea in tutto Israele all'alba

Allerta antiaerea in tutto Israele nelle prime ore di venerdì, comprese la zona commerciale di Tel Aviv e la città costiera meridionale di Ashdod, a seguito del lancio di razzi dal Libano riporta Afp. I continui scontri tra Israele e Hezbollah, sostenuto dall'Iran, stanno mettendo a dura prova la fragile tregua raggiunta tra Stati Uniti e Iran. Israele e Hezbollah si sono scambiati ripetutamente colpi di arma da fuoco giovedì. Il Comando del Fronte Interno dell'esercito israeliano ha emesso allerte per diverse aree dopo il lancio di razzi di venerdì, tra cui la zona di Tel Aviv e le comunità meridionali lontane dal confine con il Libano. Non ci sono state segnalazioni immediate di vittime, ma i media israeliani hanno riferito che i sistemi di difesa aerea hanno intercettato almeno un razzo in arrivo. Hezbollah ha pubblicato diverse dichiarazioni su Telegram affermando di aver lanciato tre ondate di attacchi missilistici e con droni nelle prime ore del mattino contro soldati israeliani su entrambi i lati del confine, nonché contro una città nel nord di Israele. 

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